Rimini. Il Museo degli Sguardi in Aula magna. Per la futura valorizzazione del Dinz Rialto.

Rimini. Il Museo degli Sguardi in Aula magna. Per la futura valorizzazione del Dinz Rialto.
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RIMINI. “Ogni istituzione ha una propria storia – ha esordito l’assessore alla Cultura del comune di Rimini Giampiero Piscaglia portando il contributo dell’Amministrazione comunale alla giornata di studio sul Museo degli Sguardi promosso nell’Aula Magna del Campus di Rimini dell’Università di Bologna da In-Contro – il Teatro Galli, il Museo della Città, la stessa Biblioteca Gambalunga che sta festeggiando il 400° della nascita ed anche il Museo degli Sguardi, che trova le proprie origini negli anni ’70 con l’acquisizione da parte del comune di Rimini delle collezioni di Dinz Rialto.

Un patrimonio importante all’interno di un percorso che l’Amministrazione comunale immagina in movimento ed è importante che una riflessione come quella odierna porti nuovi contributi in un rapporto virtuoso tra istituzioni e società civile. Il tema di fondo è la futura valorizzazione del Dinz Rialto dentro una rete museale che si sta ampliando, sia dal punto di vista quantitativo che soprattutto qualitativo.
E’ chiaro che questa particolare struttura museale dovrà essere parte di questa nuova rete, che tra pochi mesi darà il benvenuto anche al Museo di arte contemporanea in piazza Cavour e al Museo Fellini, sulla base di un vero e proprio ‘masterplan della rete museale di Rimini’, in cui la questione spazi correrà insieme a quella della valorizzazione e dell’organizzazione del servizi.

COMMENTI. “Diverse – ha proseguito l’assessore Piscaglia – le iniziative che abbiamo già tracciato negli ultimi mesi per il Dinz Rialto, ad iniziare dall’aggiornamento dei dati materiali e fotografici sul patrimonio del museo che partirà a brevissimo, già nei prossimi giorni.
Sul tavolo anche la definizione delle modalità di utilizzo degli attuali spazi che, proprio andando incontro alla premessa di istituzioni in perenne movimento, dovranno essere adattate, modificando l’attuale impostazione di sale esclusivamente espositive come l’impianto della mostra di villa Alvarado, dove è ospitato il Museo degli Sguardi dal 2005, è organizzato. Due poi le mostre, una dedicata alla moda, l’altra agli strumenti musicali, in cui i preziosi materiali del museo potranno eccellere col loro carico di bellezza e cultura.”

La giornata formativa è poi proseguita con gli interventi di Maurizio Biordi, già direttore dei Musei comunali di Rimini, Federica Tarabusi (dipartimento di Scienze dell’educazione - Unibo) che introdurrà la relazione di Ivan Bargna, direttore del corso di perfezionamento in Antropologia museale e dell’arte dell’Università Milano-Bicocca, Patrizia Battilani (cast Campus di Rimini – Unibo), Chiara Panciroli, (dipartimento di Scienze dell’educazione – Unibo), Giovanna Guerzoni (dipartimento di Scienze dell’educazione – Università di Bologna), per poi continuare nel pomeriggio con due workshop rivolti a docenti ed educatori.

 

Il Museo degli Sguardi

Nel 1972 viene inaugurato a Rimini, nel palazzo dell’Arengo e del Podestà, il ‘Museo delle arti primitive – Raccolta Delfino Dinz Rialto’, un museo dedicato al ‘Primitivismo‘ modernista (fine XIX e XX sec.). Il fondatore, Delfino Dinz Rialto (1920 – 1979), per la realizzazione del museo riminese si era ispirato al ‘Museum of Primitive Art‘ di New York fondato nel 1957 da Nelson Rockfeller. Il Museo, divenuto di proprietà comunale nel 1975, cambia denominazione in ‘Museo arti primitive ‘Dinz Rialto’”, poi, nel 1988, dopo un temporaneo trasferimento delle sezioni Oceania e America precolombiana a palazzo Gambalunga, viene trasferito a Castel Sismondo dove assume il nome ‘Museo culture extraeuropee ‘Dinz Rialto’”.

Nel 2000, il Museo viene chiuso al pubblico in attesa del suo trasferimento nella nuova sede di villa Alvarado di Covignano di Rimini. Per il nuovo allestimento viene individuato un Comitato ordinatore formato da Antonio Aimi, Maurizio Biordi, Marcello Di Bella, Paolo Fabbri, Pierluigi Foschi, Laura Laurencich Minelli, Antonio Paolucci, Luigi Pezzoli e presieduto da Marc Augè (già direttore dell’Ecole des Hautes Etudes di Parigi).

 

 

 

 

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