Non solo sport. Coronavirus: stiamo calando? Forse sì. Poco a poco, ma ( ancora) senza cantar vittoria…

Non solo sport. Coronavirus: stiamo calando? Forse sì. Poco a poco, ma ( ancora) senza cantar vittoria…
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LA CRONACA DAL DIVANO. Stiamo scemando, ma non è il caso di far festa. Ancora sconsigliata ai cinesi, figuriamoci a noi. Aspettiamo altri due o tre rilievi. Il secondo non è andato male, visto che  registra un (altro)  piccolo calo di contagi e vittime. Da confermare. Da riconfermare. E comunque, secondo il ( sempre) preoccupato Borrelli s’è registrato ( per la prima o seconda  volta?) un calo di positivi e  di vittime. Mentre i contagi ammontano a 64 mila circa.
Non ci addentriamo nei dati che, a questo punto, diventano un labirinto che manco Teseo con l’aiuto di Arianna riuscirebbe a superare. Aspettiamo quindi, ( quasi) certi di un altro ( piccolo) passo in avanti. Ora diventa  cruciale il fatto che l’ondata  infettiva non rompa gli argini sanitari nelle regioni del Sud. Otto dei  nostri in rianimazione sono stati trasferiti in Germania per disponibilità di posti in terapia intensiva.

In particolare, sempre che non ci siamo sbagliati a prender dati dalla marea in corso, l’ Emilia Romagna conta (  domenica 22) un totale di  7555  casi ( +729 nuovi);   Rimini  942 casi totali ( +116 ).

In ogni caso è ancora troppo presto per togliere alla nostra ( eroica) sanità  un macigno insopportabile. Tuttavia sempre più pressante in Spagna e  in Francia, ma pressochè ‘sopportabile’ in Germania nonostante  ( al momento)  i 18.323 casi totali registrati ( in crescita, Merkel compresa), +7.324 nelle ultime 24 ore,  con  decessi tuttora ( stranamente) limitati: un centinaio scarso. E qui ci scusino i Germani ( fratelli) d’Oltralpe , ma occorre fare chiarezza. Impietosa chiarezza.
Indaghino, se gliela raccontano giusta. Per il bene nostro e loro. Perchè su lutti e   macerie che c’è da guadagnare? Anzi, chissà che non sarà  il virus ( pseudonimo d’altro?)  ad insegnarci che ( d’ora in poi) sarà  meglio unire piuttosto che dividere?  La Uefa del  calcio, ad esempio, per la prima volta, c’è riuscita   su alcune (importanti) questioni. Perchè non imitarla  anche in politica?
‘  Tanto più   che – sostiene Carlo Petrini, 70 anni, fondatore di Slow Food - vedo un futuro ridimensionamento delle politiche liberiste. Penso però ad un avvenire umano  più sostenibile. Figlio di  una economia che non dovrà misurarsi  ( necessariamente ) attraverso il Pil. Infatti, che senso avrebbe ricostruire tutto come prima, ignorando questa durissima lezione?’.

Per fortuna, qualcuno (?) ha tolto il microfono a quella spiritata  della Lagarde che tutto ha fatto  fuorchè una gaffe. A questo punto,  se in Germania  ci son davvero  quelli che del passato vicino e lontano voglion fare dei bei fagotti  da gettare in spazzatura, dovrebbero battere un colpo. Anche uno solo,  revocandole un posto che non le compete  per ridarle la sua  gioia più grande:  ‘gustar’ pregiudizi in  salottino, con le allegre comari attorno.

AGGIORNAMENTO ITALIA . ( domenica 22 marzo) Sono complessivamente 46.638 i malati di Coronavirus in Italia, con un incremento rispetto a ieri di 3.957 (  4.821). Delle persone attualmente positive al Coronavirus in Italia, 19.846 sono ricoverati in ospedale, 3.009 in terapia intensiva, 23.783 in isolamento domiciliare. Il numero complessivo dei contagiati – comprese le vittime e i guariti – ha raggiunto i 59.138.
Sono 7.024 le persone guarite in Italia dopo aver contratto il Coronavirus, 952 in più di ieri. Ieri il dato giornaliero sui guariti era di 943. Calano le vittime del Coronavirus in Italia. Oggi il numero complessivo è di 5.476, con un aumento rispetto a ieri di 651 unità; ieri l’aumento era stato di 793 morti. L’ha detto il commissario per l’emergenza Angelo Borrelli durante la conferenza stampa alla Protezione civile. ( Rai news 24) 

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AGGIORNAMENTO EUROPA.  Bilancio europeo. In  Spagna i casi registrati sono 1.725, 399 più di ieri ( sabato 21 marzo), mentre i contagi arrivano a 28.572. Lo  scrive El Pais, unendo il dato del ministero della Salute con quelli  delle comunità autonome. Gli operatori sanitari in Spagna sono oltre il 10% del totale dei contagiati nel Paese. Sono invece 24865 i casi nell’area ‘nuova Europa’,  con 81 morti.
Per un totale di 24.865 casi confermati di Coronavirus (+8.841 rispetto al giorno precedente), di cui 18.323 solo in Germania,  registrati nei Paesi dell’Europa centrale e orientale, in Germania, Austria e Grecia, secondo i dati ufficiali delle autorità nazionali raccolti dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e aggiornati al 21 marzo.
Vediamoli. I decessi registrati nell’Area sono stati finora 81 (+37). I casi confermati di Coronavirus sono stati evidenziati in particolare in Germania (18.323, +7.324 nelle ultime 24 ore, 45 i decessi), seguita da Austria (2.649, +806), Cechia (904, +210), Grecia (495, +77), Polonia (425, +100), Slovenia (341, +22), Romania (308, +48), Estonia (283, +16), Slovacchia (137, +14), Serbia e Kosovo (135, +12), Bulgaria (127, +33), Croazia (126, +45), Lettonia (111, +25), Ungheria (85, +12), Albania (70), Macedonia del Nord (70, +22), Lituania (69, +33), Moldova (66, +17), Bielorussia (57, +11), Bosnia- Erzegovina (44),  Ucraina (26, +10) e Montenegro (14, +4).

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IL CASO ISCHGLBerlino. Lo scorso 29 febbraio un Boeing della Iceland Air proveniente da Monaco di Baviera atterrò a Reykjavik. A bordo erano in maggioranza turisti islandesi, giovani soprattutto, di ritorno da una settimana bianca in Tirolo, più precisamente a Ischgl, un borgo di 1500 abitanti della regione dellAustria noto come il paradiso del dopo-sci.
Sottoposti al test del Coronavirus, l’Islanda era già in modalità emergenza, molti di loro risultarono positivi. Immediatamente il governo islandese dichiarò il Tirolo area a rischio. Bastarono pochi giorni come per capire che quello islandese non fosse un caso isolato. Uno dopo l’altro, notizie di persone contagiate dal Covid-19 dopo essere state in vacanza a Ischgl cominciarono a rimbalzare in tutto il Nord-Europa, da Amburgo alla Danimarca. Il 7 marzo le autorità norvegesi sottoposero al test un gruppo di turisti che erano stati in Austria nella seconda metà di febbraio.Il giorno dopo Oslo fece un annuncio inquietante: 491 dei 1198 infettati della Norvegia erano stati a sciare in Tirolo, la maggioranza di loro a Ischgl.
Eppure, le autorità tirolesi per oltre una settimana negarono tutto con cinismo e arroganza: «Dal punto di vista medico – dichiarava il direttore sanitario del Land, Franz Katzgraber – non è verosimile che il Tirolo sia stato focolaio di infezione». La stagione sciistica doveva continuare. Nonostante l’allarme dei virologi, che da giorni mettevano in guardia da una catastrofe in fieri. E nonostante l’Austria, primo fra i Paesi europei, annunciava la chiusura unilaterale delle sue frontiere a Sud.
Soltanto il 7 marzo, di fronte all’evidenza norvegese e al primo caso ufficiale di  Coronavirus nel villaggio, ammisero la possibilità. Il contagiato era un tedesco di 36 anni che lavorava come barman al Kitzloch, la più celebre baita della movida locale. Passarono però ancora tre giorni, prima che il locale venisse chiuso. Quanto al resto del villaggio, business as usual: piste aperte, ski-lift operativi, alberghi in funzione. Non bastò neppure che anche la Germania il 13 marzo dichiarasse il Tirolo zona a rischio, dopo che le autorità di Ostalb, nel Baden-Wuerttenberg avevano lanciato un disperato allarme: 200 persone che erano state in autobus a Ischgl erano risultate positive al test.  ( Corriere della sera, web, 23 marzo)

GIORNO DOPO GIORNO. Il Paese è allo stremo. Mentre in Cina (giurano) d’avere interrotto la pestilenza, da noi i contagi continuano a volare, ora dopo ora, come del resto presso i nostri ex sbeffeggiatori, tipo Spagna ( oltre 20 mila), Francia ( 14 mila), Germania ( 13 mila)  etc etc. Le ultime stime ( 24h) dicono che in solo giorno, noi, siamo cresciuti di 4.480 casi infetti (  totale 33 mila), in gran parte gente del Nord-Nord Est, che di questa inusitata moria sta pagando un prezzo talmente alto da sembrare perfino incredibile. Soprattutto se ascritta ad un modello di sanità tra i più evoluti e generosi del Continente. Non ci sono  parole. Soprattutto se si fan confronti con Germania e Austria. 

DIETROLOGI & DIETROLOGIA ? Intanto per il Belpaese gira di tutto, di più. Una ricostruzione web, parla di complotto franco-tedesco-israeliano che per ‘punirci’ del recente accordo  Italia-Cina  per la Via della seta, si sarebbero procurati virus ( e antivirus, anticipatamente messo in deposito), diffusore del virusbattage mediatico e finanche l’untore, o  meglio il Paese untore, per distogliere l’ombre su di loro e trasferirle ad altri, polli o meno che essi  ( reputano) siano.
Fortunatamente, in gioventù,  nella  scuola che tanto funzionava prima d’essere  demolita, ci è capitato di avere avuto ( si fa per dire) come maestro un tal Lisander, lumbard, che basta andarselo ripassare per chiederci se quell’uomo sia appartenuto all’Ottocento o al Duemila.  Con tutti quegli ‘ ricami ‘ che sembrano note di ‘cronaca’,  ‘fondi’, ‘ commenti’  nostrani accorpati insieme. Di fantasapienti ( o dietrologi) elenca e spiega  tesi, controtesi e voli pindarici, tutte dispersi al vento in quei cieli di  Lombardia che in tanti , soprattutto da Oltralpe, hanno cercato d’oscurare senza mai riuscirci.
Della elaborata  ricostruzione complottista,  solo un dato lascia perplessi: quello dei casi nel paese dei Germani, esponenziali, ma con pochissimi deceduti. O sono più sani di noi o non ce la raccontano giusta. Che abbiano  trovato davvero qualcosa che li tutela, costringendoli a  rallentare ma non di fermare ? Con danni contenuti e non gravissimi come in Italia? Non vogliamo crederlo. Per nulla. Anche perchè che altro  sarebbe se non (pura)  follia?
Di cui a dirla tutta,  sbirciando nel passato, colà, qualcosa si trova. Del resto  ( ammesso e non concesso il sodale con francesi e israeliani), per quel poco che ( i lor capetti  in sella  ) siano in grado di capire ed immaginare, avessero eseguito il cinico  detto ‘ mors tua, vita mea‘,  a guerra ( suicida)  terminata, di che  altro  avrebbero  da esultare  se non  su cumuli di cadaveri  e  oceaniche folle senza timoniere?  Già, cui prodest?

Il team cinese ( giunto a Milano) dice ‘Chiudete tutto, qui è come da noi’. Ed in effetti i dati lombardi sono terribili e incredibili insieme. Avevano ‘ chiuso‘ il piccolo focolaio di Codogno, hanno ‘scoperto’ di tenerne accessi tanti altri, ancor più vasti, e preoccupanti, come quello ( che fatica a vedere luce in fondo al tunnel ) della Bergamasca. L’incredibile nell’incredibile, sono inoltre tutti quei sanitari contagiati, alcuni salvandosi, altri restando sul campo. Eroici tutti.
Bravi tutti. Anche perchè in troppi mandati in corsia senza ( manco) adeguata protezione. Troppi. Proprio com’è capitato ai  quei nostri giovani durante l’ultima guerra  mandati a mani nude contro carri armati, bazuka  e katiusce. Quando  il tutto ( fantasapienza compresa ) sarà soltanto un brutto ricordo, dovremo trovare il modo di (ri)parlarne. Cresce la collaborazione dell’industria nel momento del bisogno. Commovente. Non ci rimane altro che scoprire l‘antivirus.

Dalla cronaca sportiva, poi, arrivano notizie di varia natura. Belle, meno belle, brutte. Naturale. Belle, son quelle che comunque sia non s’è issata bandiera bianca, ma solo una temporanea sospensione. Doverosa, inevitabile. Che si spera possa durare il meno possibile. In Italia, in Europa, nel Mondo. Proprio in queste ore da un aeroporto greco, s’ è alzato in volo un aereo con la fiamma olimpica a bordo diretto nel paese del Sol Levante. Dove di cancellare l’evento olimpico non vogliono manco sentire parlare. Speriamo abbiano ragione loro. Meno belle, sono quelle d’un calcio in affanno, ma non arreso.
‘ Il nostro sport - dice Adriano Galli, ex tuttofare Milan, a Stadio-Corriere dello sport - avrà danni enormi, bisogna affidare i conti ad una società autonoma che studi le percentuali di perdite e tagli. Dico di no ai playoff scudetto. Non ci sono solo Ibra e Cr7, i giocatori minori vanno aiutati’. Aiutati, sì, ma come? Invitandoli a rivere i lor lauti stipendi? Ci sarà da lavorare, da noi e oltre, perchè i giocatori van facendo catenaccio. Ma una soluzione si troverà.
Brutte, infine, sono quelle  della ‘ fuga dal virus’ di soggetti in forza alla Signora di Torino.  Che paga talmente male, da restituirle pan per focaccia. I disertori, al momento, recano nome PjanicBosnia), Kedira( Germania) e Higuain     ( Argentina).  Sull’uruguagio Betancur, al momento, è  giallo. Mentre altri sono sulla via di fuga, più o meno  ( si dice) come  quel cor di leone del comandante Schettino.
Il Pipitadi cui si hanno più dettagli,  s’è n’è andato per raggiungere la mamma malata. Degli altri due non si sa. Chi, durante una guerra, scappa, viene messo al muro. In Bosnia, in Germania, in Argentina. Sa il Pipita, ad esempio, in quanti avrebbero voluto volare da un posto all’altro, pur di stringere per l’ultima volta ( almeno)  la mano d’un loro caro, scomparso su un lettino di rianimazione? Lo sa ? Beh, allora, visto che la virtù emerge nel momento difficile, questi tre ‘ cagasotto’ non sarebbe meglio fermarli laddove sono voluti andare?  Qui, che tornano a fare?  Qui, chi vorrà più guardali  in faccia? Tra l’altro, non si dice, che per vincere una Champions occorrono uomini veri e non uomini a metà?

Ultima ora: la polizia si riserva altri accertamenti sulla documentazione presentata da Higuain. In fase di autocertificazione, infatti,  eventuali inadempienze rendono gli autori perseguibili.

DIVAGHIAMO. Divaghiamo. Togliendoci  per un poco dall’ombra del Coronavirus. Che uno scienziato americano aveva già annunciato una decina d’anni fa. Inascoltato, ovviamente, perchè questo hanno stabilito gli dei per quanti  replicano  Cassandra. Ma tant’è. Col nostro buon Arrigo, maestro d‘Immortali, spesso e volentieri non ci prendiamo. Lui, come i tanti esterofili in paga al nostro Paese, spesso e volentieri celebra un torneo, la Premier,  che a noi convince fino ad un certo punto.

Intanto perchè, come Francis Drake,  eroe di quelli che hanno votato Brexit, accumula dobloni oltre misura e merito; eppoi, perchè, di quel calcio più figlio dell’ippodromo di Ascot che del nostro Arrigo, ci lascia sempre qualche sospetto in testa. Che Arrigo, in fondo, magari senza volerlo,  con intento opposto, in filigrana,  finisce con l’alimentare.
” Il Liverpool è arrivato all’incontro con l’Atletico -  dice  l’Arrigo - nel suo peggior momento.La Premier consuma energie, si gioca troppo, considerando anche le varie coppe inglesi e la qualità dei contendenti. L’avversario conosceva tutti i trucchi e i tatticismi, non per nulla Diego è stato in Italia. L’incontro è stato dominato dagli uomini di Klopp fino al settimo minuto dei supplementari. Praticamente gli spagnoli non avevano tirato in porta. Gli altri, invece sì, eccome, con palo e traversa. Ma avevano dato fondo a tutte le energie, le idee erano annebbiate, il passaggio al proprio portiere è stato fatale, così alla fine è andata avanti la squadra che meno aveva meritato”.

Quel Diego che conosceva trucchi e tatticismi appresi  nel Belpaese e qui abbozzato  come quel Coronavirus  più noto ( per alcune settimane) come Italianvirus, non ci pare nè garbato nè giusto. Perchè Simeone,  autentico sangue nostro trasfuso in Argentina, non ci par proceda  nè con trucchi nè con tatticismi che, liberi che sian tutti  di valutarli, per noi altro non sono che un sunto ( originale) di razionalità e  arte, diciamo da  partita a scacchi, a volte  arguta e beffarda, ma niente affatto scopiazzata , per cingersi  (   quand’anche si è poveri Cristi) del lauro   contro  avversari  ( fisicamente) debordanti  in   aspre  tenzoni sui  verdi campi da gioco.   E se  il Diego del  lauro si  cinge, perchè sminuirglielo ?  Non giusto?  Allora, mettiamoci pure  a dibattere tra un Raffaello ed  un Caravaggio, dipinture  opposte, come si sa, per disquisire sul valore di   ‘capolavori‘  sul quale potrà bastare una vita intera?
Il problema per Klopp come per tutti gli allenatori di Premier (  quasi decimata nell’ultima  turnazione ) ci pare ( soprattutto)  quello che, per tenere sempre più alta l’asticella delle prestazioni  (fisiche) dei  pedatori, non potendo risolver tutto con qualche esercizio in più, a qualcosa di moderno ( anzi, d’antico)  deve ricorrere. Di cosa si tratti non è dato a sapere. Certo è che, per alimentare una corsa stremante, indispensabile per aggiudicarsi anche una Coppa del nonno,  il dispendio c’è, e tanto, comunque da ogni volta compensare;  al punto che  la qualità  in campo ( esauriti i sempre più interminabili  tempi  di gioco) dice e non dice, visto che è il triste ( ma navigato) Simeone a buttar fuori  dalla Coppa l’esuberante ( ma condizionato) Klopp, e non viceversa.

 

 

 I DUE VOLTI DA INCUBO. I due volti da incubo questi giorni in copertina, sono, fuor dell’Europa, quello del biondo scarmigliato Johnson premier di Gran Bretagna e, dentro all’Europa, quello della comare Lagarde,  neo presidente della Bce. Il primo abituato ad affidare al vento parole e azioni per meglio pettinare la folta chioma, ha deciso di dar corda alla diffusione del Coronavirus per produrre (?) anticorpi; la seconda, nè tecnica nè politica ma cioccolatino  di salotti e salottini, per meglio salvare il salvabile cominciando  da chi è in più ( chiaro) affanno, sui titoli di Stato italiani, ha ridacchiato: ‘Non siamo qui per ridurre gli spread‘.
Con il risultato che, il primo,  lasciando galoppare a piacimento il buon  Coronavirus  ( fanfaluche di luminari a parte) se lo ritroverà  prima o poi tra i piedi e più amorevole  e rapido che pria; la seconda, invece, ha centrato  l’intento d’ accelerare  il crollo iniziato dopo lo stop Usa ai voli dall’Europa  della Borsa di  Milano, arrivata a -17% (   rimbalzo a parte ) con  il peggior risultato di sempre.
Al che, anche il nostro caro  vigile Mattarella, non ha potuto fare a meno di chiedersi se ‘ste  ’ quote rosa’ ai timoni del Vecchio Continente funzionino oppure no. E,  ‘quote rosa ’ e ‘ scarmigliato  a parte, non ha potuto esimersi dal suo  raro  ma dignitoso sbottare:  ‘ L’Italia dall’Europa attende solidarietà e non ostacoli’.

Tuttavia, andando così il Mondo, per dirla alla don Lisander, chi  mai  tra i tanti il corpulento cowboy americano  predilige ?  Il biondo o la comare? Ovvio: il sodale  ‘scarmigliato‘, chiudendo  i voli Usa da e per l’Europa  a tutti tranne che da e  per la Gran Bretagna. Evidentemente, l’originalità anglo-americana finora maestra di scelte  esemplari, in questa, Brexit o Coronavirus o Trump che sia,  meglio non sa più produrre.
( Forse)  immemore d’un (  illuminato ) pragmatismo senza più  eredi crede  che, nell’ispecie, meglio è offrire  baci e abbracci a chi porte e finestre al morbo spalanca piuttosto che a chi  porte e finestre  al morbo cerca di sbarrargliele  in faccia. Il problema per il cowboy americano,  in fase di rielezione, sostenuto da un’economia che ( nonostante lui)  vola, il morbo è in pista d’arrivo. Con tutta la sua rapidità. Davanti a casi ( in infima  parte  controllati) con esponenziale crescita.Chissà se ( potenzialmente ) non sia proprio questa l’ora del classico granellino di sabbia che  va ad inceppare ingranaggi sofisticati?  Di grandi potenze? Di grandi potenti? Di grandi vittorie ( date per ) scontate? Di grandi eroi  virtuali  o meno? Eccetera, eccetera.
A ben pensarci,  questo  scenario è   ( davvero ) tanto improbabile  in un Paese  in cui ( con la sanità selettiva che si ritrova) un ( sol) tampone costerà alle decine di milioni di poveracci di quel Paese  dai  3/5 mila dollari? Intanto a dispetto di tutto e di tutti, il Belpaese reagisce. In proprio. Cantando la sua solidarietà da un balcone all’altro. Non ridano i sasi, perchè è così che qui ci si prepara  alla finale d’una Coppa del Mondo.Per vincerla. Sullo sport torneremo quando riparte.

Qualcuno ha detto in tivù che nel lontano Sol Levante che qualche samurai ha parlato male della sanità italiana e  lombarda. I samurai che, per formazione sono soggetti accorti e rispettosi del valore altrui, lontani come sono dal nostro mondo,  probabilmente,  sono stati male informati. Perchè se in questi tristi giorni c’è stato qualcosa e qualcuno che nel Vecchio Continente ha dato prova di grande efficienza e generosità ( fin all’eroismo), quello è stato la sanità italiana e lombarda. Tornati alla normalità, ci sarà modo e tempo per abbracciarla ( ed encomiarla) tutta intera  come merita.  Diciamo che, se al nostro abbraccio, si unisse anche quello   d’un samurai  le faremmo immenso piacere.

 

 BOLLETTINO PROTEZIONE CIVILE. Il bollettino ( sabato 14 marzo) della Protezione civile sui casi di  in Italia: sono 17.750 i positivi in Italia, 2.795 in più di ieri, mentre il numero complessivo dei contagiati – comprese le vittime e i guariti – ha raggiunto i 21.157 Il dato è stato fornito dal commissario per l’emergenza Angelo Borrelli in conferenza stampa alla Sono 1.966 le persone guarite, 527 in più di ieri.
Sono arrivate a 1.441 le vittime. In un solo giorno c’è stato un aumento di 175 morti. Ma ieri erano stati 250. La conferenza stampa è stata anche l’occasione per affrontare il tema  virus Borrelli ha sottolineato la necessità di riconvertire ‘strutture alla produzione di mascherine’. Scusi, buon  Borrelli, non c’è stato  il tempo per  dirlo prima?

I GIORNI DEL VIRUS PASSANO.  Impossibile star dietro alla cronaca effetto della diffusione del Nuovo Coronavirus. In Germania, e confinanti, si stanno preparando all’ondata di virus in arrivo. La cancelliera Merkel avrebbe espresso la preoccupazione che ad essere coinvolti potrebbero  in tanti, forse intorno al 60/70%, che preoccuperebbero e non poco, soprattutto se gli Alemanni fossero costretti a misura drastiche quanto e più delle nostre.

Speriamo sia solo una preoccupazione. Nel frattempo  dalla zone iniziale di Codogno arrivano timide ma incoraggianti notizie: s’è ( quasi) guarito il giovanotto  noto alla cronaca con lo pseudonimo di ‘ numero uno’, stanno calando ( vistosamente) i casi infetti. L’isolamento sta dando  i suoi frutti.  Anzi, pare che nelle ultime ore d’infetti non se ne sia registrato manco uno.
Forse anche per  via di questi riscontri la regione Lombardia sta chiedendo al Governo l’inasprimento delle misure di salvaguardia, sull’esempio Codogno, proprio per accelerare la riduzione degli infetti e l’assalto degli stessi alle strutture sanitarie che pur essendo tra le migliori d’Europa oltre ad un certo limite prestazionale non possono andare. I cinesi, che cantano vittoria, sono pronti a riavviare la normalità, e anche a fornirci  incubatori e mascherine. Lodevolmente.  Speriamo però non ce ne sia bisogno.
Ma questa volta è un altro miracolo che genera l’incredulità. Giunge da quello sport tanto amato che per noi è ( innanzitutto  )  metafora della vita. A realizzare il prodigio questa volta è stata una squadra che ( secondo il giovin Agnelli) manco doveva essere agli ottavi di Champions. Una squadra della provincia lumbarda , che è gestita da Dio, che si sta costruendo ( alla faccia dei mille tintinnega) il suo nuovo moderno nido, che scopre talenti a josa, che sa giocare alla palla, che sa essere dignitosa e competitiva in ogni circostanza. E che  tutti ormai nominano la Dea, riferito ad Atalanta, divinità bella e brava, soprattutto nella caccia, unica femmina tra gli Argonauti e sposa ( solo) a Ippomene.
Mai soprannome fu più azzeccato. Perchè la squadra del Gasp delle  virtù della Dea ha fatto tesoro. Nel ritorno degli ottavi di Champions, mai fatti in precedenza, non solo non ha difeso il 4-1 a suo favore dell’andata, ma è andata a suonare messa e  benedizione a quelli del Siviglia, che non son squadretta parrocchiale o da scapoli e ammogliati.  Con i suoi  tanti argonauti  (  Ilicic 4 gol e  Pupu Gomez, in primis).
Ora, nella solita, miscredente Europa, che della  Lombardia ( probabilmente) ignora perfino che sta tra le due o tre o quattro regioni più evolute e ricche del Vecchio Continente, tutti van chiedendosi come cotanto ardire  sia possibile.  Ci metteranno un po’ di tempo a realizzare, ma non fa niente, perchè se alla Dea  dovessero darle un sorteggio accettabile potrebbero vedersela ( giovin Agnelli permettendo ) addirittura tra le prime quattro d’Europa. Se non son miracoli, questi …

MIRACOLI. Forse i barbari abituati da sempre  a tentar scorrerie sotto l’Alpe, hanno dimenticato di cosa può quel curioso stivale abitato da un picciol popolo ( 60 mln contro 7 mld sul Pianeta ) che, se mobilitato a dovere, può  mandare in crisi anche i più accaniti illuminati realizzando  miracoli. Già, gli anacronistici miracoli.
Come quello che, pur con tanta fatica, con tante contraddizioni, e incertezze, va serpeggiando da un capo all’altro della Penisola . I media, i soliti media, sono preoccupati a non accrescere la massa di eventuali ammalati che se diretti tutti d’un colpo verso le strutture sanitarie  per quanto esse siano ( straordinariamente) valide ed ( umanamente)  eroiche le manderebbero in tilt.  La preoccupazione è d’obbligo, quindi apprezzabile.

Stanno però perdendo di vista quell’amalgama che ( silente, impercettibile) sta cementando il  Belpaese  come per una finale di Coppa del Mondo.  Non che non restino sacche d’ignoranza reiterata e cosciente,  da una Regione all’altra, come tra quelli fuggiti dalla Lombardia per andare a trasferire paure laddove non  ci sono  mezzi per curarle,  ma l’appello a ‘ remare sulla stessa barca’ sta funzionando. Timidamente.  Non siamo la Cina. Non possiamo copiare la Cina.
Occorre produrre  ( in men che non si dica)  un nostro modello. Che se ne sbatta degli sberleffi ( sempre meno sberleffi) degli amici dell’Altrove. Il  Creatore, fortunatamente, checchè ne dicano i miscredenti ad oltranza,  ci ha dotati di spirito di sacrificio, generosità  ed ingegno. Proprio quello che occorre in questa e alla bisogna. Le notizie che abbiamo dicono che sono in tanti a proporsi. Ad impegnarsi. Senza che nessuno glielo vada a chiedere. Nelle strutture mediche, ma anche nella società civile. Per non lasciare soli i bisognosi, gli ( amatissimi) anziani, gli sfigati.
Qui, dove son partite le calighe che hanno governato per secoli ( gran parte) del mondo, lasciando in seguito eredità universali, in porto ci vogliamo arrivare quanti più possibile. Praticamente tutti. Bisognosi, anziani e sfigati compresi. Il nostro sangue potrà  essersi intanto infettato,  resta però  del  nobil colore blù. Frutto d’ un millenario ( e  inimitabile ) cammino. Sarà un’ impressione, una delle tante, eppure non troveremmo strano che alla ‘fin della tenzone’ come dice Cirano de Bergerac a ‘colpire ‘ il bersaglio fossimo proprio noi. ( Nuovamente) in cattedra, con  altri ( come capitato)  dietro la lavagna. Altro che ‘ la conta‘  per età su quanti avrebbero il diritto di vivere oppure no!

COME STA L‘EUROPA? Nel frattempo si moltiplicano  rapidamente i ‘ casi’ d’infezione da Nuovo Coronavirus anche in Europa. Che solo qualche giorno fa ( almeno in parte) sbeffeggiava l‘Italia per la sua esposizione al virus, in molti ambiti, fatto passare più per un Italianvirus  che per una matrioska d’ Oriente. Nostra impressione, è che in Europa, eccezioni a parte, negli ultimi anni, ci si sia ( un po’troppo)  abituati  a ‘ gettar la povere sotto i tappeti‘ e a non  affrontare i problemi con la dovuta abituale energia e tempestività. Che  il bel vivere  abbia rammollito tanti, troppi, figli di Germani, Franchi e Norreni?
I quali  davanti al ‘ caso’ Italia hanno preferito sbeffeggiare un solo untore piuttosto che non perdere tempo. E adesso, come ammoniva un esperto pochi minuti fa su una emittente televisiva nazionale, il rischio è  che ‘quelli’ si ritrovino ( nei prossimi giorni)           ’ col cerino acceso in mano’. Probabilmente sgomenti e smarriti. E anche impreparati. Il caso, ad esempio, che in Germania  gli ‘infetti’ si moltiplichino ora dopo ora senza decessi, suona strano.
A dirla tutta: inverosimile. Perchè o ( da loro ) il virus colpisce solo giovanotti in buona salute che possono in breve tornare sulle loro gambe o non ce la raccontano giusta. Certo è che se fossero costretti  a bloccare il Paese come abbiamo dovuto fare noi, i danni non sarebbero  lievi. E circoscritti.  Nè per loro, nè per noi, nè per l’ intera Europa. Un rimedio a tutto ciò esiste? Forse sì, che l’Europa incominci a fare l‘Europa.

Francia, 1.412 casi e 25 morti
Sono 1.412 i casi di Coronavirus confermati in Francia dal direttore generale della Sanità, Jerome Salomon, nel suo quotidiano punto stampa. L’aumento in 24 ore è stato di 286 casi, con circa 1.000 tamponi quotidiani effettuati. I decessi sono aumentati di 6 unità rispetto a ieri, da 19 a 25. Ventuno di questi erano persone «oltre i 70 anni e con altre patologie». La Francia rimane nella «Fase 2», vale a dire che la priorità delle autorità è «fare tutto il possibile per rallentare la diffusione del virus». È quanto è stato deciso nella riunione del Consiglio per la sicurezza nazionale che si è tenuto nella notte, nel quale è stato fatto il punto della situazione sul contagio nel Paese.
Con oltre 1.200 persone infettate e 19 decessi, per lo più anziani, la Francia rimane il Paese europeo più colpito dopo l‘Italia e poco prima della Germania. Al termine della riunione, riportano i media francesi, il ministro della Sanità Olivier Véran ha annunciato il divieto per i raduni oltre le 1.000 persone. Ulteriori dettagli verranno messi a punto dai vari ministeri e dai prefetti. Vietati gli eventi che riuniscono più di mille persone, ha annunciato la ministra della Sanità, Olivier Veran. «A livello nazionale tutti gli eventi che riuniscono oltre mille persone sono ormai vietati» ha dichiarato, precisando che verrà pubblicata una lista di «eventi considerati utili alla vita della nazione» per i quali si farà eccezione.
Salomon
 ha illustrato nuovamente i cluster, che sono diventati 7 in Francia con l’aggiunta della Corsica: Ajaccio, con 38 casi, l’Alta Savoia con due villaggi, l’Oise a nord di Parigi, Mulhouse e l’Alto Reno nell’est del Paese con il focolaio scaturito dal raduno di 2.000 evangelici, il Morbihan nel nord e il focolaio dei turisti di ritorno da un viaggio organizzato in Egitto.

Germania, 1.151 casi
Dopo un caso sospetto di Coronavirus in una scuola del Brandeburgo, da 4.000 a 5.000 persone sono in quarantena domiciliare nella cittadina di Neustadt/Dosse. Lo riferisce la Dpa. Sforano quota mille i casi positivi di Coronavirus in Germania.Resta particolarmente colpito il distretto di Heinsberg, nel Nordreno-Vestfalia, con 484 casi, e sale vistosamente anche il bilancio della Baviera con 256 contagi. Segue il Baden- Wuerttemberg con 199. a Berlino i positivi registrati sono 40. Al momento non si registrano decessi e i ricoverati sono solo 18. Colpisce che la Germania, con 1.151 positivi, non registri neanche un decesso e che i ricoverati ufficialmente per Coronavirus siano soltanto 18.

Spagna, 979 casi e 25 morti
Vicinissima ai 1.000 casi la Spagna, che registra anche 25 morti e 32 ricoverati, ma dove il governo non ha ancora preso misure adeguate.

Polonia, 16 contagiati e 4.000 in quarantena
Abbiamo in Polonia ormai 16 persone contagiate di coronavirus e il loro numero sta per crescere, ha annunciato il ministro della sanità Lukasz Szumowski spiegando che lo stato della salute di due contagiati è recentemente peggiorato. In tutto il paese sono 170 le persone ricoverate negli ospedali per sospetto contagio e 4 mila quelle in quarantena a casa. Szumowski ha fatto appello affinchè coloro che sono in quarantena rispettino il divieto di uscire e ha suggerito la possibilità di fare effettuare dei controlli dalle forze d’ordine. Intanto ad Auschwitz è stata revocata la tradizionale Marcia dei vivi, in programma per il prossimo 21 aprile.

Quanto può sopravvivere Sars Cov 2 nell’aria e qual è la vera distanza di sicurezza da tenere per evitare il contagio? Il virus, lo sappiamo, è nuovo e moltissimi studi sono in corso per capire quanto davvero può sopravvivere nell’aria. Ora una nuova ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Practical Preventive Medicine e citata dal South China Morning Post ha concluso che il Coronavirus potrebbe rimanere nell’aria per almeno 30 minuti e coprire una distanza di 4,5 metri in ambienti chiusi (come un piccolo autobus, luogo in cui si è svolta la ricerca), una distanza ben superiore al metro o due indicate dalle autorità sanitarie di tutto il Mondo.

( dati martedì 10 marzo) In Italia, dall’inizio dell’epidemia di Coronavirus, 9.172 persone hanno contratto il virus Sars-CoV-2, 1.897 in più rispetto a domenica. Di queste, 463 sono decedute (+ 97, di cui 76 in Lombardia) e 724 sono guarite (+102). Attualmente i soggetti positivi sono 7.985 (il conto sale a 9.172 — come detto sopra — se nel computo ci sono anche i morti e i guariti): 1.598 in più rispetto a ieri.
In Lombardia, dove oggi si registrano 1.280 casi in più rispetto a ieri, arrivando così a 5.469 in totale. Gli esperti spiegano come si devono interpretare i dati, indicando quali sono le variabili da tenere d’occhio per capire l’andamento dell’epidemia.
I pazienti ricoverati con sintomi sono 4.316 (+759); 733 sono in terapia intensiva (+83), mentre 2.936 sono in isolamento domiciliare fiduciario (+756). I dati Regione per Regione. Ecco il numero dei contagiati (totali) nelle singole regioni: 5.469 Lombardia (+1.280); 1.386 Emilia-Romagna (+206); 744 Veneto (+74); 323 Marche (+51); 350 Piemonte (-10); 208 Toscana (+42); 102 Lazio (+15); 120 Campania (+19); 109 Liguria (+31); 93 Friuli Venezia Giulia (+36); 54 Sicilia (+1); 50 Puglia (+10); 28 Umbria (+2); 14 Molise (-); 33 Provincia autonoma di Trento (+10); 30 Abruzzo (+13); 19 Sardegna (+8); 5 Basilicata (+1): 15 Valle d’Aosta (+6); 11 Calabria (+2); 9 Provincia autonoma di Bolzano(-).

 

BELPAESE IN ALTO MARE. Probabilmente ad ispirare tanta determinazione nell’attribuire i danni da Nuovo Coronavirus  al nostro Paese, già abbandonato da cugini ed amici in più occasioni e in ispecie davanti  all’ondata migratoria, non c’è qualcuno in particolare. Ma solo il gusto, come spesso  accade anche  sui social, d’andare in giro a maldire  un malcapitato. Non importa chi e come. Occorre un malcapitato. Lo fanno  i bulli dalla notte dei tempi  verso qualche loro coetaneo, lo fanno (perfino) le nazioni amiche ( e non ) quando si tratta di evitare di mettersi una mano sulla coscienza  tirando fuori dalla cantina il vecchio  marchingegno del capo espiatorio.
In tal modo, come bene insegna  quel   ( vero) romanzo storico, non molto accetto tra i riformati, meglio si nascondono ( all’opinione pubblica)  magagne, incapacità, malevolezze di chi governa il nostro e gli altrui Paesi. Soprattutto dell’Europa, della maledetta Europa a guida germano-francese, ogni giorno di più  odiosa matrigna e non amorevole  madre dei  figli suoi.

Europa, che ( alla fin della tenzone)  resterà ( senz’altro) col cerino in mano, chissà se in un lazzaretto come tal don Rodrigo, visto che il virus anche laddove maldestramente occultato prima o poi tornerà a chiedere spazio. Magari non a marzo ma a luglio. Infatti, timidamente, molto timidamente, si inizia a delineare il percorso compiuto dal virus, dal momento in cui è sbarcato in Europa ( pare) già a fine gennaio. Percorso e silenzi. Donde l’Italia compare,certo, ma dopo altri.
Secondo il New England Journal of Medicine ( pare )  che il primo contagiato in Europa sia stato un 33 enne tedesco ammalatosi il 24 gennaio, che ha avuto sintomi ( brividi, tosse, febbre) ed è tornato al lavoro il 27. Nei giorni precedenti, tra il 20 e il 21 gennaio, a Monaco aveva incontrato una donna cinese, proveniente da Shanghai, con la quale collabora. La donna stava bene durante il soggiorno di lavoro in Germania e si è ammalata al rientro in Cina. Come dire che il contagio ‘ sembra avvenuto durante il periodo d’incubazione’.  Dunque un mese prima di Codogno, ovvero del ‘paziente uno’, individuato il 21 febbraio.

Percorso e silenzi. A partire dall’ Europa,  da ognuno  omessa. Del perchè non si sa. Nel frattempo quello  zibaldone della CNN, ignorando  quanto va accadendo  nel resto del Mondo, anche solo cronologicamente, s’è presa pure la briga di  elaborare una effervescente cartina di tornasole donde dal Belpaese irradiano come fuochi d’artificio  i dardi  spediti  ad ‘ungere’  il Mondo.
Un alto prelato romagnolo ora scomparso, che della CNN conosceva tanto,  quando gli si diceva d’essere stato ripreso in giro per il Pianeta dall’emittente televisiva  americana diceva ‘ La CNNMa non dei retta. Quella l’è s’no un madeun‘. Un ‘ mattone‘, o meglio,  un mix talmente pesante e noioso da far addormentare anche gli insonni. Il nostro ministro degli Esteri,  il giovin Di Maio, avrebbe protestato ma, quelli della CNN, dopo aver chiesto in giro se qualcuno conoscesse o meno il nostro ministro degli esteri, non trovando indicazioni al riguardo se ne sono fregati  della protesta, proseguendo imperterriti ad elargire squarci di cronaca televisiva  attendibili   quanto la loro cartina di tornasole. I potenti si salvano.

Fatto è che ci stanno spolpando. Con danni umani ed economici enormi.  Mentre facciamo i salti mortali per contrastare il morbo. Niente ‘ Eroica‘, la corsa sullo sterrato più avvincente al Mondo, niente Mondiali di Coppa di sci a Cortina, niente Milano-Sanremo, niente Italia-Inghilerra di rugby. Niente di niente. Campionato a porte chiuse.  Probabilmente aspettano  di bloccare la Nove Colli e il Giro. Mentre è giù tanto se faranno giocare le nostre squadre di calcio in Coppa e non tengono la Nazionale del Mancio fuor dall’Europeo.
Il problema però, per i lor signori, è che il virus astigmatico com’è non conosce i colori delle diverse bandiere. Onde per cui chissà se, avendo in Altrove, e in Oltralpe, iniziato a rompere con comodo  ritardo i loro silenzi, non gli capiti d’avere l’ondata buona del virus  più avanti? Magari all’ora della Gran Boucle, da sospendere e da relegare fra le tante corse corsette a tappe che si svolgono sul Pianeta?

SALTA IL MONUMENTO MILANO- SAN REMO. D’ora in poi, per un mesetto almeno, così si spera, potremo vedere il nostro Campionato a spalti vuoti. Che metteranno ancor più in pietosa evidenza le mille  rughe dei nostri vetusti stadi. E che ci faranno ricordare una volta di più da qual mandata di uomini di governo siamo al povero tempo nostro governati.
Il Del Pino, manager, eletto presidente in Lega proprio per aumentare un portafoglio di diritti tivù esteri alla gogna rispetto a quelli di Premier o Bundes o Liga, altro non ha combinato, tra porte chiuse e porte aperte, tra rinvii e ripensamenti, che un gran casino. Dove tutti sono scontenti di tutti. E di tutto. Visto che così riformulati, colpe del virus a parte, non possiamo certo goderci quello che s’era avviato ad essere ( ci scusi il sor Arrigo) il torneo più bello e interessante tra i cinque delle cinque top lega. Tutti ( o quasi) da tempo ( immemorabile)  in bacheca.

Adesso, con quel  garbato premier a reti connesse come ( o quasi)  per il messaggio di Capodanno del Presidente, invece che a portar serenità ha gettato scompiglio. Mentre all’Estero infieriscono su di noi ( vedi Cnn)  scordando perfino la Cina e la Corea. Qui a metterci una pezza può essere solo il solito imprevedibile sorprendente atteggiamento d’un popolo  ( sanitari in primis) che, quando conta, forse ispirato da una ( dimenticata) manzoniana Provvidenza, sa quello che deve fare. A dispetto di chi dovrebbe governarlo e non può farlo o non sa farlo; a dispetto di parenti e amici sparsi  qua e là pel Mondo e che dovrebbero  raccontarla ( almeno) come si deve; a dispetto  di chi ci vuol (davvero) male e vorrebbe vederci piegare le ginocchia implorando.
I dati (  allegati) parlano d’una diffusione seria, con molti casi di guarigione, ma non ancora scemante. Se calano ( di dice) i casi cinesi che sono alle radici della sbandierata ecatombe, caleremo anche noi. La speranza è solo quella di non vedere cancellata, una dopo l’altra, la possibilità  di riprenderci in fretta e senza danni irreparabili. Il timore c’è. In Romagna, a Cesenatico, potrebbero chiedere d’annullare la Nove Colli; in Lombardia, a Milano, la Milano-Sanremo  monumento della storia del ciclismo ( volgarmente) spostato tra altre corse anonime, ( se non il Giro) e così via.
Il calcio s’accontenta ( al momento) di giocare  ( Campionato e Coppe) nel silenzio, per  meglio meditare sulla sorte sua.  Magari (  una volta di più ) saremo proprio noi a sorprendere tutti, sciogliendo il rebus grazie a quei quattro centri di ricerca in numero che abbiamo. Certo è che gli amici ( qui o là) si vedono nell’ora del bisogno. E  quelli ricorderemo, per tanti anni a venire.

Il bilancio della Protezione civile  ( mercoledì 4 marzoSono 295 i malati con il Coronavirus ricoverati in terapia intensiva, 66 in più rispetto al giorno precedente. Il dato è stato fornito mercoledì 4 marzo  dal commissario Angelo Borrelli
nel corso del quotidiano appuntamento con la conferenza stampa nella sede della Protezione civile.

I numeri della crisi. Negli ospedali ci sono 1.346 ricoverati con sintomi mentre 1.065 sono in isolamento domiciliare.Dai dati della Protezione civile emerge che sono 1.497 i malati in Lombardia, 516 in Emilia Romagna, 345 in Veneto, 82 in Piemonte, 80 nelle Marche, 31 in Campania, 21 in Liguria, 37 in Toscana, 27 nel Lazio, 18 in Friuli Venezia Giulia, 16 in Sicilia, 7 in Puglia, 7 in Abruzzo, 5 in Trentino, 3 in Molise, 9 in Umbria, uno in provincia di Bolzano,  2 in Sardegna e uno in Basilicata. Fino a ieri, l’unica Regione senza  casi di Coronavirus ,  era stata la Valle d’Aosta. Che però, all’ultimo rilevamento, s’è aggiunta con due ‘infettati‘ , comunque ( al momento) da confermare.

ALTRO DI SPORT. Federica Brignone, 29 anni, milanese trapiantata in Valle d’Aosta, per adesso s’è presa la coppa di  Combinata e quella generale. Belmondo, Compagnoni e poche altre stanno preparano per lei lo scanno nel consesso delle più  grandi azzurre di sempre nelle discipline sulla neve. Altre nuove eccezionali arrivano dai Mondiali su pista di Berlino, dove al fenomeno Ganna ( più quartetto inseguimento), si sono aggiunte Paternoster, Balsamo e Vece. Tutte bronzi pesanti.  La più vecia ha 22 anni.
Sulla infausta parabola Armani di basket  non infieriamo, visto che simil sembra a quella ( penosa) della nazionale di rugby.  Stanno affilando invece i coltelli in Moto Gp, ma anche in F1. Si sappia però che se in Moto Gp a non più comparire ( per genio della Yamaha) fosse il Maestro, allora a vedersi le gare potrebbero essere ( fedelissimi  a parte )  davvero in pochi oltre al Meda, al Sanchio e alla Vera. In F1, invece, si spera solo che il buon Binotto, per mille ragioni a noi caro, faccia il furbo e non il codardo, perchè quelle sue anticipazioni bruciano forte. Degli espedienti piccoli e grandi si nutrano i poveracci, non le figlie ( o la figlia) del Drake.

 CHE DIRE:  SONO SCEMI O  IGNORANTI?  Il famigerato Coronavirus è nato nel cuore della  lontana Cina, questo è assodato, ma ( come prevedibile) si sta spargendo un po’ dappertutto sul  Pianeta. Al momento più che altro in  Corea del Nord, Iran, Europa. E in Europa, manco a dirlo, soprattutto ( con varia casistica, ovvio ) lungo il Belpaese. I focolai, da noi, sembrano due: in provincia di Milano ( Codogno) e nel Basso Veneto ( Vò Euganeo).

Due, eppure son contati per  mille. I deceduti ( in gran parte ultraottantenni) sarebbero (  al momento, 26 febbraio 2020) 12, i contaminati 374. Percentuali che indicano un fenomeno sul qual vigilare opportunamente per non finire come don Ferrante, ma che non va neppure ampliato oltre misura, soprattutto mettendolo sulle bocche di persone non adeguate al ruolo che ricoprono o vogliono ricoprire.   Perchè qui i colori delle contrade  o delle nazioni poco contano, visto che  il virus ( o chi per lui) dei colori della contrada  e delle nazioni  poco s’intende. E infatti nel conteggio finora stilato ci sono un po’ tutti, e  soprattutto anziani.
Il fatto curioso però è dato da quel che si rivela ( una volta di più)  la leggiadra Europa. Illuminata, riformata, efficiente.  Maestra delle genti, e soprattutto di quelle che nel suo olimpico consesso pari non sono. Per pregiudizievol superato uso. E comunque, sfogliando la cronaca che scopriamo? Più o meno questo: che gli untori, come quelli della peste del Seicento immortalati dal don Lisander, che ( tra l’altro) in Oltralpe non dovrebbe godere di vasta fama, non solo non sono residuati del tempo che fu ma soggetti tuttora vivi e vegeti. Donde? In Italia, ovvio! Al punto che il morbo ha smarrito il ceppo ( e l’apporto) cinese ( con agganci vari ) diventando ( chissà come e perchè) italiano. Con tutte le conseguenze sparse al vento dai  ‘tintinnega’  d’Oltralpe e non solo.

Arrivano notizie di Paesi ( vicini e lontani) che respingono Italiani e prodotti italiani. Non Cinesi, Tedeschi, Francesi, Orange o Sud Coreani. Che con i cinesi si bazzicano, giorno e notte.  Ma Italiani. A prescindere. Pazienza per gli Italiani, ma i loro prodotti non d’ossa e carne che c’entrano col Coronavirus Forse  credono  che quei malvagi burloni degli Italiani  abbian pensato di occultarli   dentro  qualche pacco o pacchettino o container da export  ?
O finanche dentro un accordato mandolino o nell’impasto d’una bianco-rossa- verde pizza Margherita o  a galleggiar su un piatto di spaghetti all’Amatriciana? Che trovate!  Lezioni di gran marketing ?  Che dite: se diciamo che sono ignoranti,  potrebbero offendersi  gli ignoranti? E se diciamo che sono scemi,  mica s’offenderebbero  gli scemi?  Dunque, meglio  calare  il solito velo pietoso?

Dai giornali. Un titolo: ‘ Allarme contagio per 4 valenciani tornati da Milano’. Altro: sta facendo notizia in Spagna, la presenza di un medico italiano originario di Piacenza e della consorte, in vacanza a Tenerife. Entrambi, manco a dirlo, positivi al tampone, obbligando alla quarantena le altre persone del resort.  Un altro titolo: La sindaca di Lione‘ Qui, no agli Italiani‘. E altro ancora: l‘Irlanda si permette di sospendere il match di rugby contro la nostra Nazionale. Non s’è capito su quali basi, su quali dati, visto che l’Italia ha solo due ’ ridotti ‘ focolai che ( tra l’altro) sta controllando a dovere. Ci sono luoghi donde creano cartine con la Penisola che irradia morbo come il sole d’agosto in tutto il Pianeta.

Ma di che parliamo? Andiamo avanti? Del resto  chiunque può verificare. E farsi l’idea che crede. A noi, ad esempio, sovvenendoci le pagine di quel gran romanzo storico, non possiamo che estrapolare: ‘ La mattina seguente, un nuovo e più strano, più significante spettacolo colpì gli occhi , e le menti dei cittadini. In ogni parte della città, si videro le porte delle case e le muraglie, per lunghissimi tratti, intrise di non so che sudiceria, giallognola, biancastra, sparsavi come con delle spugne …
Il Ripamonti che  spesso su questo particolare delle unzioni, deride, e più spesso deplora la credulità popolare, qui afferma di avere veduto quell’impiastramento, e lo descrive … Il Tribunale della sanità pubblicò una grida con la quale prometteva un premio e impunità a chi mettesse in chiaro l’autore o gli autori del fatto … Mentre il Tribunale cercava, molti nel pubblico, come accade, avevano già trovato. Coloro che credevano essere quella un’unzione velenosa, chi voleva che la fosse una vendetta don Gonzalo Fernandez de Cordovachi un ritrovato del cardinal di Richelieu, per spopolar Milano, e impadronirsene senza fatica …  C’era anche un certo numero di persone persuase che questa peste si fosse  …
Nella chiesa di Sant’Antonio, un giorno di non so di quale solennità, un vecchio più che ottuagenario, dopo aver pregato alquanto inginocchioni, volle mettersi a sedere; e prima, con la cappa, spolverò la panca. ‘ Quel vecchio unge le panche!’  gridarono a una voce alcune donne che vider l’atto. La gente che si trovava in chiesa, fu addosso al vecchio; lo prendono per i capelli, bianchi com’erano, lo caricano di pugni e di calci: parte lo tirano, parte, lo spingon fuori; se non lo finirono fu per istrascinarlo, così semivivo, alla prigione, ai giudici, alle torture …’.
In breve: cercare un capro espiatorio, è usanza ancestrale e non da  leggiadra Europa. Almeno quella che è stata (anche) maestra di civiltà. Anche perchè, assodato che non sono gli untori a spargere la peste, meglio fare quanto ragione e scienza oggi consentono. Dippoi, che ci sia una sindaca ( qui o là che sia ) che voglia negare d’ assistere ad un incontro di calcio più  ad una etnia che  ad un manipolo di tifosi, è cosa di cui quelle donne che chiedono ‘ diritti civili’ dovrebbero pretendere  venia  senza se e senza ma. Se, viceversa, qui, ci si è ripiegati sul peggio del peggio, uomini o donne che siam,  non possiamo che restare sorpresi. Costernati.
Tanto da sperare che mal stiamo intendendo. Ma credon davvero  costoro  d‘Oltralpe che una volta tolto di mezzo il presunto untore, ammesso che ce ne sia uno soltanto,  il Coronavirus ( e chi  quanto lui) sparisca dalla faccia della terra?  Continuando, tra l’altro, tanti di coloro,  a  provvedere poco e niente? E comunque, questa volta, sia pur con tutta l’agitazione del caso,  l’impressione è che il Belpaese sia tornato a sedersi in cattedra piuttosto che  a nascondersi  dietro la lavagna.

Volevamo distrarci parlando della ‘rossa’ in ( speranzosa) prova a Barcellona. Ma non  si pote. Perchè anche qui ( si dice) stiano studiando d’ escludere ( dall’Australia) in  pista proprio la ‘rossa’.
Forse, per dar miglior luogo  ( una volta di più) alla concorrenza che la ‘rossa’ sogna  anche di notte  ma che dell’esistenza dei cinesi nulla sa. Forse, per via di quel rombo che riecheggia  Giove ( padre degli dei) quando   grida al ‘suo‘  Pegaso di affrettarsi a recargli  in Olimpo i sogni, le pene, i fasti  e le miserie dei mortali. Per vincer la noia.

 

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