Non solo sport. Papa Francesco, una luce per lo sport odierno. Che esulta unanime: ‘Sei forte … Papà’.

Non solo sport. Papa Francesco, una luce per lo sport odierno. Che esulta unanime: ‘Sei forte … Papà’.
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LA CRONACA DAL DIVANO. Anno nuovo, vita nuova? Ce lo chiediamo. Anche perchè un anno di Covid ha indebolito le nostre resistenze davanti alle ristrettezze imposte da una pandemia di cui bisognerà capire fino in fondo genesi, diffusione e portata presente e futura.
Sull’apertura delle scuole restano ( colpevoli?) incertezze. C’è chi vorrebbe il dopo Epifania, e  chi invece protrae il ritorno sui banchi (almeno) al 18 di gennaio. Il danno comunque è enorme, anche se non quantificabile,  perchè va ad incidere sui rapporti generazionali, che non sono poca cosa quando di parla del nostro presente e dell’immediato futuro già sulla porta di aule da troppi mesi  vuote.

Andare a spulciare qua e là, si trovano danni da pandemia ovunque. Non solo sul fronte del turismo, invernale in particolare, ma anche delle raffinerie di petrolio travolte anch’esse dal virus. Consumi in calo. In Asia e nei Paesi del Golfo i big locali preparano l’assalto ai mercati occidentali. E mentre in Italia ci lambicchiamo il cervello se ci sarà rimpasto di governo o no, Oltralpe avvengono ‘ processi’ che condizioneranno ( in men che non si dica) il futuro dell’Europa e del Mondo.

Il 30 dicembre scorso, l’Ue e la Cina hanno concordato un accordo bilaterale su cui si lavorava da tempo. Con l’accordo viene garantito un livello ‘ senza precedenti’ di accesso degli investitori europei nel mercato cinese. Alle nostre imprese verrà infatti consentito di acquisire imprese del Dragone o di crearne di nuove in settori ( anche) strategici ( telecomunicazioni o  automobili elettriche e ibride), inoltre la Cina si impegna a convergere verso la regolamentazione europea per quanto riguarda le imprese statali e la trasparenza dei sussidi alle imprese non statali. L’accordo con la Cina segue di poco un altro accordo di libero scambio, firmato il 15 novembre scorso, con i paesi Ansean ( Australia, Giappone, Corea del Sud, Nuova Zelanda). ‘ Attraverso l’attrazione esercitata dal suo enorme mercato – sottolinea Sergio Fabbrini sul  Sole 24 Ore -  la Cina sta conducendo una politica internazionale basata su accordi bilaterali e regionali che, non solo massimizzano il suo potere negoziale, ma dividono i suoi rivali’.
A dover risentire maggiormente di questa politica, dovrebbe essere l’America, escludendola dai blocchi commerciali in cui essa è l’unica grande potenza, e tagliandole i rapporti ( in particolare) con l’Europa, la Vecchia Europa,  con l’obiettivo ‘ di svuotare il sistema multilaterale globale rendendolo obsoleto’.

La strada appena imboccata presenta però insidie. Non da poco. Intanto perchè la Cina non si impegna ad abolire il lavoro forzato al suo interno, eppoi perchè non è ancora ( del tutto) chiaro se l’Europa, la Vecchia Europa, sia o no consapevole delle conseguenze strategiche dell’accordo.
Occorrerebbe mantenere ( almeno)  una posizione equidistante con i due blocchi maggiori. Anche perchè la Cina non è una potenza speculare all’America. E’ una potenza autoritaria, in cui il Partito comunista controlla verticalmente il funzionamento dello Stato. Con tutti i suoi condizionamenti. E derivati. L’America avrà pure i suoi difetti, tuttavia passibili a correzioni attraverso libere e regolari elezioni, con  sentenze di organismi giudiziari indipendenti e  campagne di stampa senza censura.
In tal contesto non è detto che l‘Europa debba essere succube di una ( sola) strategia che abbia come baricentro ( soltanto) l’asse Washington- Bruxelles, anzi, l’Europa, la Vecchia Europa, che ( non dimentichiamolo) ha sulle spalle secoli di storia, con i suoi ( circa) 500 milioni di abitanti, non può certo finire   al carro di questo o quello. E tuttavia, al momento, con tutti i pro e i contro, che altro fare se non  (mai) abbandonare  ‘ l’alleanza delle democrazie atlantiche‘?

IL VERBO CHE SI FA SPORT. ’ Pronto sono Francesco...’.  Il numero è sconosciuto, ma la voce – svela Pier Bergonzi, direttore della ‘rosea‘ – è nota e arriva come un brivido che fa scattare la prima risposta plausibile ‘Santo Padre! Che piacere!’.
Così, nel suo stile, oramai  inconfondibile, papa Francesco ha voluto ‘ complimentarsi’ con la redazione del giornale milanese per il buon lavoro ‘ fatto insieme a don Marco‘.
Il buon lavoro riguarda la lunga intervista ( con libretto) pubblicata dalla ‘ rosea‘ qualche giorno fa. Intervista che esprime, come dice Walter Veltroni,  ‘ la vicinanza, il senso di prossimità che il lettore percepisce nel rapporto tra questo Pontefice e la vita quotidiana delle persone’.
Una sorta di mini enciclica, per la prima volta dedicata allo sport. Che non è più una pratica per pochi eletti come finora è stata, ma modo di vivere per tanti. E probabilmente da           ’ rifondare’,  in quegli  stadi, campi e palestre  vuoti  per Covid, recuperando le motivazioni originarie e ridimensionando le esagerazioni che, soprattutto in certi ambiti agonistici, hanno preso un po’ la mano a tutti, falsando il giocattolo, in ogni angolo del Pianeta.
‘ Lo sport quando è vissuto bene, è una celebrazione: ci si ritrova, si gioisce, si piange, si sente di ‘appartenere‘ ad una squadra. ‘Appartenere’ è ammettere che da soli non è così bello vivere, esultare, far festa. Da soli, anche questo è un richiamo costante di papa Francesco, non ha senso vivere la vita. Che è sempre comunità, incontro, scambio, accoglienza, relazione. Ma anche ‘ Chi vince non sa che cosa si perde’. Che altro è questo se non  andare contromano, in un tempo che ha come unica direttrice quella della vittoria?
Spesso ottenuta a tutti i costi. Anche ricorrendo a marchingegni vari. Leciti e non.
Papa Francesco cerca giustizia, sempre e ovunque. Anche nelle regole ( non scritte) dello sport dove conta di più ‘ una sconfitta pulita che una vittoria sporca‘.  Queste non sono parole. Sono traiettorie indirizzate al cuore. Perchè la felicità , anche quella piccola e gratuita di una vittoria sportiva, possa essere sempre condivisa con la consapevolezza  che ‘ se la tengo per me resta un seme, ma che se la condivido con altri può diventare un fiore‘.

LOTTA AL COVID. BioNTech, che produce con Pfizer il primo vaccino autorizzato anche per l’Europa, dice che occorrono altre dosi. Non sono ammessi nè distrazioni, nè ritardi, come ha sottolineato col solito acume  il presidente Mattarella nel suo discorso di fine anno ‘ seguito‘ da circa 16 mln di telespettatori.
FUSIONE FCA E PSA. I soci di Psa e Fca sono stati chiamati a deliberare sull’operazione che creerà Stellantis, quarto costruttore automobilistico con circa 9 mln auto vendute, 400 mila dipendenti e 18o mld euro di fatturato. L’assemblea ha dato parere favorevole.

IL SOGNO DELLA ‘ROSSA’. Dopo i maneggi che, con l’aiuto di più soggetti, e l’inadeguatezza di altri, sogna la ‘rossa’ di tornare competitiva in un campionato che lei e non altri hanno tenuto a battesimo fin dai primi vagiti.
‘ L’anno scorso – abbiam sentito dire a Pino Allievi - la ‘rossa’ ha presentato un progetto di motore assolutamente regolare ma bocciato da chi di dovere’. Ma questa non è stata l’unica malevolenza propinata al leggendario Cavallino, amato e sognato da tutti, odiato e danneggiato  da pochi. I soliti. Che sarà bene non perdere più d’occhio.

CAMPIONATO SERIE A. XV GIORNATA. I risultati: Inter-Crotone 6-2, Atalanta-Sassuolo 5-1, Cagliari-Napoli 1-4, Fiorentina-Bologna o-o, Genoa-Lazio 1-1, Parma-Torino o-3, Roma-Sampdoria 1-0, Spezia-Verona o-1, Benevento-Milan 0-2, Juventus -Udinese 4-1 .

La classifica ( parziale) : Milan 37 punti, Inter 36, Roma 30, Napoli 28 (* una partita in meno), Juve 24  (* una partita in meno).
XVI GIORNATA. Mercoledì 6 gennaio: Samp-Inter ( ore 15) e Milan-Juventus ( ore 20,45).

Qualche nota di commento. Tengono le due milanesi. Una dopo l’altra, in vetta. Si confermano Atalanta, Roma e ( dopo la batosta) Napoli. Lotta al fondo sempre più incerta, visto che il Toro finalmente Toro battendo il Parma è risalito in classifica, rendendo avvincente anche questo aspetto d’un campionato che poco nulla ha da invidiare a nessuno. Il fatto che Cr 7 batta record su record, segnando alle nostre difese, non fa altro che accrescere il ‘divario’ tra lui e gli altri ‘ casalinghi’ pretendenti al miglior giocatore del XXI secolo.
Piuttosto c’è una ‘vocina’ che si è levata nei pressi della Pinetina. sembrerebbe infatti che la proprietà Suning, o più semplicemente il suo incaricato a Milano, il giovin Zhang, si sia ‘ stancato‘ del ‘giocattolino‘ più ostico da maneggiare dei felici giochi dell’infanzia, e sia tornato sotto le ali del padre, in quella Cina autoritaria e impenetrabile dove i virus appaiono e scompaiono a piacimento e che  ( a margine)  sta gettando le sue avide reti in ogni angolo del Pianeta.
E se il giovin Zhang, pur smentendo, com’è ovvio, promette di far ritorno sotto l’ombra della Madonnina, c’è chi dice che  stia cercando non tanto soci ( o sponsor) ma la vendita in blocco della Beneamata. Il che non sarebbe poi così infausto.
Anche se a dire il vero qualcuno c’è che si fa in quattro per far passare la voglia di investire pure a Paperon dei Paperoni in una squadra che in Campionato sembra un albero di Natale, che  ( ultimamente ) ha ( generosamente)  ‘donato’  una finale di Uefa e che ( in tre anni ) non è manco riuscita a passare ( potendolo) i gironi Champions.

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