Santarcangelo d/R. Amazon, sciopero della logistica. Alice Parma risponde a Lega e Un bene in comune.

Santarcangelo d/R. Amazon, sciopero della logistica. Alice Parma risponde a Lega e Un bene in comune.
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SANTARCANGELO d/R. ” Nella sostanza -  ribatte in una nota stampa il sindaco di Santarcangelo d/ Alice Parma- sullo sciopero indetto dai lavoratori delle aziende in appalto dei servizi di logistica e distribuzione delle merci della filiera Amazon, i partiti di opposizione presenti in Consiglio comunaleLega e Un bene in comune – criticano l’Amministrazione comunale per la presenza di Amazon a Santarcangelo, perché i posti di lavoro sono più di quelli inizialmente previsti e perché ad Amazon è stato chiesto troppo poco, come contropartita, in termini di oneri urbanistici.
Per loro, quindi, la partita in gioco non è quella di garantire i diritti dei lavoratori, di migliorare le condizioni di lavoro, di tutelare le diverse forme di occupazione, di renderle stabili quando sono precarie, ma di cogliere anche questa occasione per attaccare l’Amministrazione comunale.
In realtà i lavoratori e le loro organizzazioni sindacali non chiedono meno lavoro, meno occupazione o la chiusura degli stabilimenti Amazon, ma più diritti. Aspetto che sembra sfuggire del tutto ai consiglieri di Lega e Un bene in comune, che partecipando alla manifestazione e parlando con i lavoratori si sarebbero resi conto di questa semplice evidenza.
Per dirla con le parole del segretario generale della Cgil Maurizio Landini, quello che occorre è riaffermare il principio che fare impresa nel nostro Paese vuol dire riconoscere il diritto alla contrattazione collettiva nazionale e aziendale, e a un corretto sistema di relazioni sindacali.

La convinta adesione allo sciopero va in questa direzione, e come Amministrazione comunale siamo e saremo al fianco dei lavoratori e delle loro organizzazioni sindacali per garantire una migliore qualità del lavoro anche ai dipendenti della filiera logistica. In questa battaglia per i diritti bisogna dire da che parte si sta.
È per questi motivi che ho accolto la proposta di istituire un osservatorio per un confronto periodico tra Comune, aziende e sindacati, oltre ad adoperarmi con la Regione per richiedere un coordinamento unico: perché evidentemente la questione non riguarda unicamente un singolo stabilimento, ma tutti quelli presenti in Emilia Romagna.

Ma veniamo alla presenza di Amazon a Santarcangelo. Il polo produttivo-logistico presente fra il capoluogo e Santa Giustina fa parte di una previsione urbanistica contenuta nel vecchio Piano regolatore, poi confluita nel Piano strutturale comunale approvato nel 2010. Sviluppatosi nel corso degli anni, il polo produttivo sta attirando aziende particolarmente importanti dal punto di vista occupazionale – per citarne solo alcune oltre ad Amazon possiamo ricordare Paesani e il nuovo insediamento Marr – con la creazione di diverse centinaia di posti di lavoro. Un risultato che si deve anche alla qualità degli insediamenti, della viabilità e più in generale delle infrastrutture, con un ritorno in termini di contributi di sostenibilità a favore della collettività significativo: si pensi solamente alla ciclabile lungo la via Emilia e alle nuove rotatorie.
Non dovrebbe servire una conoscenza particolarmente approfondita in materia urbanistica – soprattutto se si è consiglieri comunali – per comprendere che quella di Amazon a Santarcangelo è stata una scelta che il colosso dell’e-commerce ha compiuto sulla base di considerazioni fatte anche da altre aziende. Ma credono davvero, i consiglieri di Lega e Un bene in comune, che si possa amministrare un Comune scegliendo le aziende che possono insediarsi sul proprio territorio? O che si possa decidere, senza alcun criterio, l’entità di un contributo di sostenibilità da richiedere a chi apre un nuovo stabilimento? Oppure è necessario ricordare loro che il contributo di sostenibilità che si aggiunge agli oneri urbanistici è stabilito con criteri univoci e trasparenti validi per tutte le imprese che decidono di stabilirsi all’interno di una determinata area produttiva? Dire che su questi temi l’impreparazione dei consiglieri di Lega e Un bene in comune è imbarazzante, è dire poco.
Questa Amministrazione comunale, senza sfuggire alle proprie responsabilità, ha affrontato dal punto di vista urbanistico i diversi aspetti dell’insediamento, riducendo di 2.000 metri quadrati la superficie dello stabilimento, ora Amazon, oltre a diminuire l’altezza indicata dalle previgenti previsioni urbanistiche.
È stato inoltre quantificato in 385.000 euro il contributo di sostenibilità che verrà impiegato per la realizzazione della rotatoria sulla Tolemaide all’incrocio tra via Vecchia Emilia e via Pasquale Tosi, snellendo il traffico in direzione mare, statale adriatica e autostrada. Un’opera pubblica che forse i consiglieri di Lega e Un bene in comune ritengono superflua e inutile, al contrario dei cittadini residenti nelle frazioni di San Vito, Casale e Santa Giustina, oltre ai tanti che ogni giorno transitano attraverso quell’importante snodo viario.

Come già anticipato, infine, fin dall’insediamento dell’azienda – conclude l’Amministratrice – l’Amministrazione comunale ha tenuto contatti con Amazon per assicurare un adeguato governo della logistica in merito soprattutto a viabilità e parcheggi: un confronto che prosegue tuttora anche in vista della prossima adozione del Piano urbano per la mobilità sostenibile”.

 

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