Non solo sport. Mancio: buona la prima. All’unanimità: ‘ Date i Giochi a Schwazer!’. Il cuore della ‘rossa’.

Non solo sport. Mancio: buona la prima. All’unanimità: ‘ Date i Giochi a Schwazer!’. Il cuore della ‘rossa’.
Cuore Ferrari (rep) download

LA CRONACA DAL DIVANO. Allora, che dire?, tanta è la carne sul fuoco. Intanto la compagnia del Mancio da Jesi ha iniziato il viaggio verso la Pentastella.  Sul fronte interno, Cr7 ha un altro anno di contratto con l’Incompiuta e resta, mentre per la Beneamata si aprono autostrade verso il 19° scudetto.
Il Diavolo è alle prese con i danari, per i  rinnovi, come quello per il Gigio che tramite lo squaletto di sua fiducia chiede un incremento stipendio che se concesso, in un tempo dove gli incassi ( per tutti)  sono diminuiti di così tanto,  e senza rosee prospettive, affonderebbe non solo i rossoneri.

Il buon Prandelli lascia la Viola per eccesso di stress. ‘ Non mi ritrovo più in questo calcio. Sono stanco…‘ dice. Come non credergli? Come non essergli accanto? Tutta la politica, improvvisamente vispa e vegeta, grida all’unanimità: ‘ Date i Giochi a Schwazer!’.
Orgoglio puro crea il  groppo davanti alle imprese delle nostre squadre di volley nelle Coppe che, comunque si concludano, maschili o femminili che siano, segnano la netta preminenza del nostro movimento su ogni altro movimento pallavolistico planetario.  Riaccendono i motori tanto le auto quanto le moto. Le prime  in Bahrain, le seconde in Qatar.  Con tante novità, con molti pretendenti, e Marquez per due Gp ancora al palo ( tornerà al terzo ). L’inferno della Roubaix è rinviato ad ottobre.

Vediamo ora qualche commento. Sul Mancio da Jesi capitano di ventura non abbiamo mai avuto dubbi. Semplice, attento, coerente. E, soprattutto, voglioso di stampigliare sulla più cara maglia al mondo, quella azzurra, la quinta stella che da tempo attende di fissarsi al  posto suo più consono. Buona la prima del girone contro l’Irlanda del Nord: tutto fatto nel primo tempo, 2-0, con gol di ImmobileBerardi. Ora sotto con la Bulgaria.
Sul Campionato, non c’ è molto da dire, mancano dieci/undici incontri, con una trentina di punti in palio, ma la situazione, salvo sorprese sempre possibili nella tana dell’Araba Fenice, sembra già ( grosso modo) definita.
Al vertice, però, e non per la Champions e la retrocessione. Dove, nella prima, con tutto il rispetto per squadre come la Lazio del Lotito, dovrebbero andare quelle che in Europa si trovano  a loro agio. Come il Diavolo, ad esempio, sette Champions con 11 finali, in questa però angustiato da quello squaletto che per insaziabil fame sua dà l’idea che a volere comporre la squadra rossonera  debba essere lui e non altri.  Incredibile a dirsi: ma non c’è nessuno, proprio nessuno,  che ( dalle nostre parti)  possa metterlo in rete e spedirlo in altri mari, magari in quelli dove deposita le sue pesanti covate d’oro?
E comunque sia speriamo che il Gigio, visto che pane e companatico non manca per non morire di fame, faccia la scelta giusta, magari dando un bel calcione allo squaletto e optando una volta tanto non per i danari ma per una maglia. Quella che lo ha fatto e lo farà ancor più grande. Quella di cui tanti bambini continuano ad   innamorarsi.

 

IL MARCIATORE SCHWAZER. Sul giovane Schwatzer, marciatore trentino, ne hanno dette e fatte di tutti i colori.
Contribuendo a generare un miracolo impossibile perfino ad un fuoriclasse come Mario Draghi: unire, cioè, tutti partiti, sottoscrivendo compatti alla Camera una risoluzione in commissione Cultura, Istruzione Sport, per invitare Governo e Coni ad attivarsi presso gli organi sportivi internazionali affinchè il ragazzo ( innocente) possa partecipare ( come suo diritto) alle prossime Olimpiadi.
Per lui niente doping, infatti, e semmai una squallida  manipolazione per incastrarlo. Una sorta, insomma,  di affaire Dreyfuss. Che ha indotto illustri rappresentanti del movimento atletico internazionale a pronunciar sproloqui, mentre alla Wada non sanno più che pesci prendere. La cosa ci fa doppiamente piacere: per il ragazzo, per l’Italia.
Che, finalmente, scrollandosi di dosso anni ormai lontani, e riprendendo in mano il filo interrotto della sua rinascenza, compatta quando serve, ha rimesso le scarpe a punta per far intendere le sue ( sacrosante) ragioni. Che se a Coe e a suoi della Wada non stanno bene, possono anche ( liberi e giocondi) tornare a correre lungo i fossi. Senza maneggi, è ovvio!

UN VOLLEY MONDIALE. Conegliano annuncia che la Paoletta resta. Per il 2021, ma si spera anche oltre. Del resto che va cercando la nostra atleta? Colà le vogliono un bene dell’anima, colà è diventata la più brava al mondo, colà non gli fanno ( mai)  mancare spianata calda e odorosa mortadella per evitare di farla morire di fame.

Anche lo zar Ivan, migrato al momento in Siberia, sta pensando al ritorno a casa. Nulla di ufficiale dice lui, ma le voci lo danno ( sempre più) a Civitanova. Nel frattempo s’assommano gli obblighi in maglia azzurra. Che culmineranno nell’Olimpiade giapponese, l’unico trionfo che manca al formidabile movimento pallavolistico azzurro. Il prossimo anno il campionato italiano risulterà ancor più competitivo, oltre allo Zar, ( si dice che) torneranno Bruno, Ngapeth, Anderson.

DUE FENOMENI PER LA ROSSADire come dice  il buon Binotto che ‘ sarà questo un anno di transizione‘ equivale, per i fans della ‘rossa‘, ad una ammissione non di realismo ma di insipienza. Onde per cui l’interessato farebbe bene cercarsi ( fin da ora, caso fosse) un posticino tranquillo sul lago di Ginevra per dedicarsi o alla pesca o al ripopolamento della fauna lacustre. Infatti  a chi è stato dato il dono di guidare una ‘rossa‘  non può certo trattarla  alla stregua di altre vetture.

Perchè il solo  salirci sopra vuol dire correre per consegnare i sogni degli uomini agli dei . Senza limiti. Senza prudenza. Senza mediocrità. E solo chi crede in questo può permettersi di contribuire o a  progettarla o  starle accanto o  a salirci sopra. Allorquando i signori Toto e il suo amicone Jean si dilettano a stilare classifiche, prestazioni, record,  dimenticano ( o fan finta di dimenticare) che ( per i fans planetari della ‘rossa‘) poco o nulla contano.

Anche perchè ‘ strappati‘ non con giusto confronto ma con la demolizione ( concessa e sistematica)  dell’avversario.  E quando la ‘rossa’   ha cercato di far valere le sue ragioni, sacrosante, certificate, come in tanti testimoniano, lassù, in alto, nessuno le ha dato ascolto. E comunque senza gran danno perchè i fans della ‘rossa‘ hanno un loro modo nell’attribuire titoli e stabilire valori. In primis quello del cuore. Lo stesso che  ( simbolicamente) espongono sotto il palco di Monza. E che batte con ritmo suo. Per  loro  (ad esempio  ) il  piccolo grande Giles vale infinite volte  più d’altri  titolati. Lui in eterno, gli altri solo per le scartoffie. Come quelle accumulate ( ultimamente) dal Toto e dal Jean, naturalmente.

L’ANNO DEL MORBIDO? E rombano  i motori sulle MotoGp. In Qatar.  Con una sfilza di pretendenti al titolo da far paura. Infatti, mancando il gatto i topi ballano. Re Mir, al momento, non si sbottona: la sua Suzuki è un rebus. Non sono un rebus invece le Ducati ( orfane del Dovi) e le Yamaha, quest’ultima con una coppia in sella da leggenda. Su una c’è il Vale che, pur rispettando il parere di Cecchinello, resta l’astro  lucente di quest’ultimo quarto di secolo, sull’altra c’è  il Morbido.
Giovane al punto giusto, cresciuto al Ranch, già mondiale di Moto2, prodigo dei consigli del Maestro ma già pronto a metterci del suo, potrebbe infatti rappresentare un altro di quei ( grandi) campioni che il motociclismo azzurro sforna da quando ci sono moto che sfrecciano  su una pista. Non crediamo abbia timore del ritorno del tiranno Marc, che comunque bisognerà valutare al netto di una vicenda che non può non averlo segnato profondamente. Quel che appare certo è che sarà un gran Mondiale. 

( 25 marzo 2021) DEUS IBRA.  Il Dio che si commuove è un Dio umano. Diremmo cristiano, anche se i cristiani nelle terre fredde del Nord dove lui abita latitano. Tutti, gli dei, tranne lui, l’Ibra che è tornato ( pure) in Nazionale. Nel Challenge Cup uomini finale di ritorno Ziraat AnkaraMilano ( andata 2-3).

L‘ Ibra che sta conducendo una comitiva di giovani calciatori  rossoneri nell’Olimpo del calcio europeo, dopo un decennio in cui la ‘squadra più titolata al Mondo‘ , quella degli Immortali e degli Invincibili, era rimasta fuor della porta d’ingresso. Per lui si parla di rinnovo. Per lui si parla di chiudere una luminosa carriera in una delle mitiche due o tre squadre al Mondo. Il sogno di ogni bimbo, soprattutto se nato povero.  Nei paraggi del calcio assediato dal virus,  continuano a navigare squali e squaletti affamati di soldi.
Per il Gigio, ad esempio, c’è uno squaletto ( tanto celebrato) che chiede 12 mln netti annui punto basta. Per il bene del calcio ( nostro e altrui) non sarebbe bene mandarlo ad impigliarsi ( finalmente) in qualche solida rete di qualche altro mare ?
Intanto riprende il cammino verso la Pentastella della Compagnia del Mancio da Jesi. Con  tre test qualificazione per il Mondiale, oltre ad altri sette/otto nell’altra parte dell’anno per per l’Europeo e la Nations League.
Qualcuno dice che i nostri non sarebbero favoriti, perchè avanti sono  Francia, Germania  oltre ad un outsider. Opinione che, francamente, non condividiamo anche se,   a dire il vero, partire calati ( per noi) è meglio che  arrivar gasati. Tuttavia, non possiamo nascondere la soddisfazione di avere ritrovato tanti  atleti  giovani, tanto talento e un’ottima guida.
Che ci fa apparire gli antagonisti (  dell’Oltralpe) tutto fuorchè spauracchi; ovviamente, Fifa, Uefa e arbitri lor dipendenti, permettendo. In un modo o nell’altro infatti ( di recente) ci hanno espulso ( perfino)  dalle coppe, bisognerà che ( almeno stavolta) qualcuno  ( lassù, da noi ) resti sveglio per non farci appioppare ( di nuovo) oltre al danno anche la ( abituale) beffa.

Super Conegliano, in finale Champions. Novara si arrende, mentre l’Imoco non perde da 468 giorni. L’altra finalista potrebbe essere Busto, contro le turche già battute in casa ( 2-3). Per compiere un altro prodigio di questo nostro volley femminile. Dicono che la Paolina voglia andare a fare esperienza di vita ( oltre che di tasca) altrove.
Ma dove, cara Paolina, meglio di qui? Ti vogliono un bene dell’anima, sei diventata la più brava, i soldi per una spianatina calda con  mortadella non te li fanno mancare, che altro vuoi dalla vita? Intanto il Monza annienta il Galatasaray ( 3-0) e conquista la coppa Cev.
Nella scherma primo trionfo della prodiga disciplina nell’anno olimpico con la spada maschile a squadre che, in Kazan, rimonta l’Ucraina ( 44-43) e vince al cardiopalmo. A Miami inizia  un Atp 1000 ( 5,5 mln montepremi, cemento ) con una vagonata di nostre speranze azzurre. Confidiamo.

QUALIFICAZIONE MONDIALI QATAR 2022. ITALIA gruppo C. QUALIFICAZIONI: ( giovedì 25, ore 20,45, Parma) ITALIA-Nord Irlanda; ( domenica 28, ore 20,45) Bulgaria-ITALIA; ( mercoledì 31, ore 20,45) Lituania-Italia. L’ITALIA del Mancio ha anche due importanti appuntamenti: uno per l’Europeo ( dove guida il girone con 12 punti davanti all’Olanda, 11) e la Nation League con finali in ottobre, in Italia, primo incontro ITALIA-Spagna ( 6 ottobre, ore 20,45).

( settimana dal 20/21 marzo). E’ il turno di una Sanremo da ‘super’. Sala che probabilmente non vede l’ora di lasciare le cose come stanno, chiede: ‘ San SiroZhang ci dica chi guiderà il Club‘. Anche i maghi vanno in pensione, sta volta tocca a Mou Mou, abbandonato dalla truppaglia assoldata per il (suo)  Tottonham.
  Il Campionato riprende con una domanda: sarà l’Incompiuta che si compie solo tra le mura domestiche l’avversaria della Beneamata in fuga? Al vecchio Milan cominciano a mancare le forze, quelle dell’Ibra in primis: lui che vuol essere un dio ( forse)  non sa che dai tempi di Esiodo e Omero chi più vuol sogliare agli dei prima o poi verrà punito. Infatti poco tollerano, gli Olimpici, che gli umani credano di diventare come e più di loro.

A proposito di dei, i nostri si stanno facendo in quattro per calare non in terra ma sottoterra quel ‘poveraccio’ del Draghi che ha accettato la malaugurata impresa di rimettere  in linea di navigazione una barca affollata di tanti mediocri faticatori. Un vecchio, superato, politico, ha perfino evocato ‘ Colui che camminava sopra le acque‘.
Con che scopo non si sa, certo è che se quel poveraccio del Draghi costretto deglutire veleni ad ogni più sospinto molla l’impresa chi altri potrà andare ( credibilmente) al timone? Intanto prosegue la campagna di vaccinazione. Il via libera dell‘Ema ad AstraZeneca potrebbe semplificare le cose.

LE PATERNALI E IL CILICIO.Roma a parte) ci hanno espulso dall’Europa del calcio. E come sempre nelle grandi occasioni,  dai mille pulpiti nostrani giungono non difese ma omelie, o meglio, paternali, che insistono sui nostri inderogabili difetti, sulle nostre strutturali mancanze, sulle nostre inguaribili inferiorità. Una sorta di razzismo occultato. Ma è davvero col cilicio che dobbiamo cercare la soluzione dei nostri rebus, o c’è  altro da fare ? Magari, una volta per tutte
Le omelie dell’Arrigo sono note. Non fanno più colpo. Anche se, a modo loro, ci mancherebbe, qualche fondamento ce l’anno. Nell’ispecie, innovare, quando è necessario, resta  un buon suggerimento. Prezioso, se tempestivo e condiviso. Ma sta qui la soluzione dei nostri rebus?  Andiamo allora sulla Dea del Gasp:  ebbene, se non è entrata nelle otto regine è perchè s’è trovata di fronte un Real Panda  inatteso o perchè non le hanno consentito di esprimere tutto quel sapeva fare?
Tutto quello che   poteva fare ?  Nell’andata  gli hanno buttato fuori ( con invisibile, sapiente, taglio chirurgico) un elemento chiave del suo gioco nel primo quarto d’ora, costringendola a giocare per 80 minuti in dieci contro undici, finendo ( ovviamente) con l’incasso di un gol  che ( nelle Coppe) vale doppio.
Nel ritorno, dopo un ulteriore ingenuo svantaggio, gli hanno appioppato un rigore che,  chissà se fischiato a  campi invertiti, nei fatti, ha  definitivamente seppellito i meriti di una squadra che più che  apprendere stava insegnando, al Real. Il quale, nel ritorno, da navigato allievo qual è, altro non ha inventato che l’atavico darsi da fare.
E del resto quale alternative aveva ? Eppoi, se dalla Dea migriamo sull’ Incompiuta notiamo che,  sia pur per quel poco che meritava, un rigore nel finale della partita d’andata poteva anche pretendere, mutando i termini della disfida. E, ancora, che dire di quel ( bellissimo) gol di Kessie nell’andata allo United, ora lui  avanti e il Milan fuori ? Andemm innanz, o no, visto che l’elenco è lungo e  annoso?
Anche perchè chiara  appare  ormai la lectio magistralis  che ci impartisce  questa Europa di nobili e incontenibili spendaccioni ( City, Psg) e indebitati ( Real, Barca, United). Una lezione dove, per ottenere risultati, prima d’ogni altra cosa, occorre essere rispettati. Rispettati come meglio conviene.
Soprattutto in quegli impercettibili, sottovalutati, attimi che decidono le sorti d’una disfida. Tentativo che alle squadre italiane  non riesce più. Tanto che  al danno  aggiunge la beffa, visto che a designare arbitri sono italioti al servizio altrui. Conservati sul pezzo da  dirigenti nostrani  che sono più patetici  e modesti dei polli del Tramaglino.
Benedetti tutti dai pontificatori  a chiodo fisso. E coperti da  tutti quei lavaceci che s’affollano ( imperterriti) qua e là in pertugi vari,  portando solo acqua fresca agli orticelli altrui. Ascoltarli è come entrare in un negozio dove il proprietario invece che illustrare la merce sua suggerisce  al cliente :  ‘ Ma che viene a fare qui, c’è tant’altro di meglio, altrove, in altri negozi, in altri borghi  e che s’attarda qua? ’. E se cotanto è vero  ( come appare sempre più vero ) a che servono i corsi d’aggiornamento, la cultura e le amenità varie?
Infine, ai giornalisti spagnoli, poco colti e molto imberbi,  che ci credono un pais antico innamorato dell’antichità,  altro non ci sovviene che  questo:  ‘ Certo che ci è difficile dimenticare  il nostro passato, tanto importante, universale e attuale qual è ! Senz’altro per voi guardare indietro è esercizio assai più semplice, visto che al massimo vi toccano quattro o cinque secoli, peraltro in buona parte già passati in cavalleria’.

SORTEGGIO QUARTI CHAMPIONS. Real Madrid – Liverpool, Porto-Chelsea, Bayern Monaco-Paris SG, Manchester City-Borussia D.
SORTEGGIO QUARTI EUROPA LEAGUE. Granada-Manchester United, Arsenal-Slavia Praga, Ajax-Roma, GNK- Villareal.

SERIE A XXVIII GIORNATA. Parma-Genoa 1-2; Crotone-Bologna 2-3, Spezia-Cagliari 2-1; Verona-Atalanta 0-2, Juve-Benevento 0-1, Samp-Torino 1-0, Udinese-Lazio 0-1, Fiorentina-Milan 2-3, Roma-Napoli 0-2; Inter-Sassuolo ( rinviata).
SERIE A CLASSIFICA ( parziale). Inter * punti 65; Milan 59, Juve* e Atalanta 55; Napoli *53, Roma 50, Lazio* 49 … Crotone 15.  ( * una partita in meno)
SERIE A XIX GIORNATA ( sabato 3 aprile). Milan-Samp ( ore 12,30); Atalanta-Udinese ( ore 15), Benevento-Parma, Cagliari-Verona, Genoa-Fiorentina, Lazio-Spezia, Napoli-Crotone, Sassuolo-Roma; ( ore 18) Torino-Juve; ( ore 20,45) Bologna-Inter ( andata 1-3).

Nota. Campionato sempre più in mano al Conte Dracula. Mentre la Juve voluta dall’Agnelli sprofonda, e solo Milan, Napoli e Lazio sanno tenere il passo della prima.

( settimana dal 15 marzo Luna rossa stavolta ha fallato. Nella settima e ottava regata qualche errore di troppo non ha invogliato Eolo, il dio dei venti, ad andargli in soccorso.
E gli altri, soprattutto nella ottava, distanziati ormai di 2,5 chilometri e dunque senza più speme alcuna, hanno ritrovato il soffio propizio che gli ha consentito di recuperare un divario altrimenti impossibile da colmare.  Fatto è che nel conteggio si è passati da due match point ad un problematico 3-5 a favore dei Kiwi.
Inoltre, nella nona, la Luna dopo aver  condotto fino al quarto gate, s’è andata a seppellire in un buco di vento nullo. La decima è stata rinviata per scarso venticello. Per la undicesima, poi, non c’è stata storia. Si è dunque esaurito qui, con qualche errore di troppo, si diceva, il bel volo di Luna rossa. Negli anni a venire lo rivedremo?
In Champions nulla da fare per le nostre. In un modo o nell’altro, sospetto e lecito o meno, non importa, si va fuori e basta.  Tanto che non si potrebbe cominciare a pensare di togliere da tanto inutile ludibrio lo nostro ingombro e fare come facevano gli inglesi prima di accettare la Rimet? Ovvero, lasciar ( a chi crede) concorrere a scegliere la regina di Champions per poi sfidarla noi, con la meglio delle nostre, in una disputa a parte?

Che la Signora non sia a suo agio in Europa lo hanno capito tutti, dalla Groenlandia a Cipro. Quest’anno, per gli ottavi, gli avevano sorteggiato un’avversaria buona ma battibile, come si dice, eppure, tra un ‘ maccherone’ e una ‘tagliatella’, ha finito ( ancora una volta) col farsi ‘ buttar fuori’. Probabilmente le ragioni vanno cercate nel manico, o meglio, nella proprietà della Società, che tra una rivoluzione e l’altra, sbeffeggiata o meno,  s’è dimenticata di come rendere al meglio ( innanzitutto)  gli affari in casa propria.
Migliore fortuna non poteva trovare la Lazio di quel mastino del Lotito  che , tra omaggi e  sviste, non ha fatto altro che spianare la strada ad un avversario che la strada se la spianava da solo. Pensare di rimontare alla corazzata Bayern lo 1-4 dell’andata, fa solo ridere. Più infausta sorte ha invece trovato la Dea che, tra furti, regali, squalificati  e sviste, pensava di battersela ad armi pari con il Panda dei Panda, ignorando una casistica che è leggenda.
Il buon Gasp s’è lamentato, con fondamento, ma come al solito capita in questo Paese difficilmente troverà soccorso o soddisfazione presso qualcuno. Abituati come sono i nostri lavaceci a deglutire tuto quel che non li tocca in tasca è sicuro che, continuando a frequentare l’Uefa, questa Uefa ricchissima ma sempre meno credibile, di trattamenti come quelli impartiti ( chirurgicamente, sapientemente ) alla Dea se ne conteranno altri , altri e altri ancora.  Cui prodest? tuonerebbero gli antichi.

Le qualificate, Manchester City, Chelsea, Liverpool, Bayern, Dortmund, Real, Psg e Porto, verso la finale di Istanbul del 29 maggio. Tre inglesi, due tedesche, una spagnola, una francese, una portoghese. E nessuna italiana. Non è una barzelletta, ma la composizione dei quarti di finale della Champions.

 

In Campionato, invece, altro non c’è che la Beneamata del Conte Dracula, oramai lontano da tutto e tutti. L’ultimo a tenere il suo passo è stato il Diavolo, ma con tutti quegli infortuni, e i pochi cambi che ha, più di così ( probabilmente) non può fare. Speriamo solo si tenga il posto Champions, nella casa sua.

ABBIAMO VINTO BARANDO? ‘ Abbiamo vinto barando?’ si chiedono mogi e sorpresi i conterranei del più scapigliato premier d’Occidente. Se non fosse per un certo pudore, potremmo anche rispondere che sì, si è barato. E comunque, qualche giorno fa, il Daily Mail ha scritto ‘ c’erano da tempo crepe nell’edificio della British Cycling. Ora però il tetto è crollato’.
Il Telegraph parla di ‘ reputazione in frantumi‘, mentre il Guardian di ‘ vicenda triste‘.  Il tutto mentre sir Dave Brailsdorf, gran capo Ineos( ex Sky), tace. Per ora. Nonostante gli inviti ( clarissimi) alle dimissioni.
Il Consiglio generale dei medici britannici ha condannato Freeman per acquisto di ‘ testogel, una forma di testosterone, sapendo o credendo che destinato ad un corridore ( non identificato)’. Freeman, tra 2009 e 2015, è stato medico di Sky e della nazionale britannica, e ha poi lavorato per la Federciclismo britannica,  fino al 2007. l velodromo di Manchester era il centro del mondo del pedale. Qui si lanciò l’idea di far esplodere il ciclismo nazionale con i soldi della lotteria nazionale.
Missione compiuta: 8 ori a Pechino, 8 a Londra, 6 a Rio, più 6 Tour dal 012 al 2018. Il simbolo di questa superpotenza era Wiggins, 4 ori olimpici, 6 Mondiali su pista, primo britannico a vincere il Tour, nominato sir dalla regina.
Freeman aveva riconosciuto, in una udienza, che il pacchetto consegnato a Manchester nel 2011 un pacchetto  di 30 bustine di Testogel. Inutile procedere. Sembrerebbe però che scheletri nell’armadio della regina  ce ne siano tanti. Intatti. Recenti e intatti. Al punto che quelli che volevano presentarsi Pianeta  come ’ più bianchi del bianco’ restano tutti liberi e giocondi. A copertura di uno sport, ciclo e perchè no  anche  della pelota, che di dubbi ne ha sempre sollevati tanti.

 

 

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