Non solo sport. Champions senza italiane. Sinner, bravo ( anche) così. Maestro, il tempo bussa alla porta!

Non solo sport.  Champions senza italiane. Sinner, bravo ( anche) così. Maestro, il tempo bussa alla porta!
Rossi infortunato ( rep) download

LA CRONACA DAL DIVANO. ( dal 4/5 aprile) E’ sta una Pasqua serena anche se un po’ freddina. Serena, però, per quel che poteva essere, viste le restrizioni  qua e là imposte. E con qualche attrazione di grande sport. come la Moto a Doha e la finale del nostro Sinner al Master 1000 di Miami. 

Stan sull’uscio anche le coppe di calcio che, con piglio da barzelletta, vedranno una sola italiana ( Roma) a competere per i trofei continentali. La circostanza, ovvio, sta dando fiato alle trombe di quelli che vorrebbero tenerci col cilicio addosso ad ogni ora dell’anno. Dobbiamo imparare qui, dobbiamo crescere là.
Una nenia infinita, quando invece i nostri problemi sono ( ben) altri: una dirigenza ( tra Federazione e Lega) degna di questo nome, dei nuovi ( urgenti) impianti, qualche venditore di pallone che sappia vendere il nostro al mondo e non quello degli altri.
Ma siccome  che per realizzare tutto questo occorre gente ‘ con le palle’, gente che in questo momento da noi di certo non abbonda, ecco che ( i più) non fanno altro che celebrare gli altrui orticelli: siamo seri, ma che doveva imparare il Milan del Pioli  dai corridori dello United, alla prima d’andata, con quel ( bellissimo) gol negato ( non si sa perchè) al Kessie che ben altro indirizzo avrebbe imposto  alla doppia sfida?
E che doveva capire la Dea del Gasp che, anche qui alla prima d’andata, al cospetto del Real Panda, è stata privata fin dal via di uno dei suoi giocatori più importanti ? La sorte ha voluto che perfino il buon Nicolato, taglieggiato da ben quattro rossi in due partite, non  cadesse nella disperazione, perchè allora anche all’Under 21 avrebbero tolto il giusto premio di approdare ai quarti. Infine, la Compagnia del Mancio da chi dovrebbe andare ad apprendere l’arte del buon calcio?
Da chi? Inevitabile è qui chiedersi:  perchè  si lasciano impuniti quei prepotenti che ( si ) permettono  di trattarci ( ogni volta) in malo modo? Ma non c’è (proprio) nessuno ( laddove sono deputati a farlo) sveglio al punto giusto non tanto per ‘ reclamare regalie‘ ma solo per ‘ farci rispettare‘ ?

Che il nostro Sinner non abbia vinto, tutto sommato, non ci addolora più di tanto. Perchè anche qui le truppe cammellate erano pronte a far corte alle spalle del vincitore per osannarlo oltre misura. Facendogli casino piuttosto che chiarezza. Magari impedendogli di  affinare ( con calma, con juicio)  prestazioni già d’altissimo livello. La fretta, si sa,  è bene e spesso cattiva consigliera. Del resto il ragazzo, il campione, c’è, e allora perchè non tenercelo stretto, ben stretto, sognando le gioie dei tempi felici?

Sale in vetta alla MotoGp il Fabio siciliano per l’anagrafe francese. Scendono invece agli Inferi tanto il Morbido, che più ‘ morbido’ di così non potrebbe essere, quanto il Maestro, che men ‘ maestro’ di così non potrebbe essere. Ormai sono in tanti quelli che si chiedono se questi ( presunti) terminator possano  sforare o meno le leggi del tempo.
Le eccezioni ci sono sempre state, sempre ci saranno, ma restando però eccezioni e non altro. Qui nessuno vuol più invecchiare. Tra le belle  (o meno) dello schermo, tra i   campioni ( o meno) dello sport. Infatti gli elenchi cominciano ad essere ( incredibilmente) lunghi. Nella meravigliosa serie su Sky dedicata  all’inimitabile Totti il tema tempo è ossessivo ma inevitabile. Tra le altre  è spiccata una frase, un concetto,  sul quale  perchè non  riflettere : ‘  Importante è l’entrata in scena, ma se  sbagli l’uscita (ti ) bruci tutto’ .

PASQUA DI RESURREZIONE. Si valica marzo, si giunge alla Santa Pasqua del 4 aprile.  Saltano questo week end le auto di F1, tornano invece le moto, sempre a Losail. Sulle auto, risultati, commenti e dichiarazioni del Binotto, non c’impipa nulla. Proprio nulla. Sentire parlare della ‘rossa’ come un tempo si faceva per la ‘ serva del povero Zoffoli’ ci duole al punto che lasciamo ai tanti soliti insulsi saputelli l’onere, l’onore e la gioia del commento. Le auto torneranno il 16/18 aprile a Imola.

Scendono  invece di nuovo in pista le moto. Si diceva, ancora sulla stessa pista ( 5.38 metri) per il Gp di Doha. Nella prima Vinales ( Yamaha) ha ‘ fottuto‘ le due Ducatone di Zarco e Pecco, partito,  quest’ultimo, di gran carriera per accorgersi, poi, nel finale, che di gomma ne teneva ancora poco.  Difetto d’esperienza e di manico, ancora da affinare. Siam certi che Pecco tal lezione ha ( ben ) incamerato e non è detto che colga una ‘vittoriosa vendetta’ già alla seconda prova.
Comunque già così lo spettacolo è buono, per diventare ottimo, almeno per noi, bisognerebbe che il Morbido non andasse in bambocce per problemi tecnici e il Vale non finisse nelle retrovie per ( l’inevitabile  ) usura naturale, che balza fuor di solco quando men te la aspetti.  Oltre a qualche imberbe di Moto3 e Moto 2, che si dessero una mossa.

Dicevamo che l’Armani stava ad imitare l’albero di Natale, e però, questa volta , sfavillando, il risultato lo ha portato a casa.  Battendo la Stella Rossa ( 72/93) ha staccato il pass ( dopo sette anni)  per i play off di Champions, dove dovrà affrontare una agguerrita compagnia di otto pretendenti: Barca, CSKA, Efes, Fenerbahce, Vitoria, Bayern e Real Madrid.
Chi ‘maraviglia‘ in queste ore però è l’allampato ragazzino di Sesto Pusteria, 19 anni, che al Master 1000 di Miami, ha raggiunto le semifinali. Per noi basterebbe anche così, dato che esperienza insegna che a partire a tutto gas  ( Pecco docet) si rischia di trovarsi (poi)  senza motore o gomma o altro in vista del traguardo.
Infatti,  a19 anni, quel che fa il nostro ragazzo, non è male, anzi, è già qualcosa di speciale. Perchè allora non  lasciarlo crescere secondo i ritmi della natura e non della gloria prematura o ( peggio ancora ) del  portafoglio?
E mentre il calcio valuta i suoi ( clamorosi) ammanchi, dei quali i vari celebrati procuratori poco si fregano, abbiamo salutato con gioia la terza del Mancio, che con nove punti in saccoccia può aspettare con calma  gli svisserotti nostri nobili antagonisti  nel mese di settembre. L‘ Under 21 del Nicolato, grande uomo per grandi tornei, intanto, bastonando gli sloveni ( 0-4),  s’è guadagnata il passaggio ai quarti ( 31 maggio-giugno)  dove dovrà vedersela  con la prima classificata del girone D , ovvero il Portogallo.

Sullo sfondo del  tutto, s’intravede Cortina 2026.

CALCIO. QUALIFICAZIONI MONDIALI. GRUPPO C.  Italia punti 9 ( 3 partite)Svizzera 6 ( 2 partite), N.Irlanda 1 ( 2 partite), Bulgaria 1 ( 3 partite), Lituania 0 ( 2 partite).

OSSERVATORIO ARBITRI UEFA. A Vilnius ha diretto il polacco Raczkowski.  Dopo il primo quarto d’ora tre cartellini gialli, due per gli azzurri. Il primo corretto, il secondo sbagliato. Un minuto dopo l’Italia chiede un rigore per fallo sul Berna, ma non sembrano esserci gli estremi. Al ’26 invece altro errore tecnico sul giallo a Locatelli ( diffidato, salterà la prossima partita contro la Bulgaria). Al 4′ di recupero calcione a Barella, appena dentro l’area lituana: rigore netto.
Alla Nazionale maggiore  associamo l’ Under 21, con quattro rossi che hanno decimato  la truppa del Nicolato, notoriamente prima educatore e poi allenatore, eppure fatto passare ( dai capaci arbitri Uefa) come il capo d’una banda di teenagers in uscita dalle loro periferie urbane. Nonostante tutto ciò, sta ai quarti.

In questa vigilia di Resurrezione vorremmo trattar di questo e non d’altro. Sempre più forte sale il bisogno non solo di recuperare spiritualità, ma anche di una fede antica, millenaria, capace di torti e deviazioni ma anche di presenze ed opere prodigiose, che sembra tornare al centro della meditazione, con le sue ‘ scelte’ vitali al centro dell’interesse del nostro tempo ( ambiente, integrazione, dialogo tra religioni, attenzione ai più deboli …) senza dimenticare però quello che il tempo non può dare.
L’anziano papa Francesco che sale in solitudine una scalea inumidita dalla pioggia e oscurata dalle ombre della sera ( forse come  nessun altra volta ) ci ha fatto cogliere una vicinanza  frutto non solo  di secoli ma del bisogno attuale di una umanità universale che trasformi  il buio del quotidiano  in  luminosa eternità. Buona Pasqua di Resurrezione a tutti!

 (Da lunedì 29 marzo) Non si fa tempo a dir bene dell’Armani, che già bisogna mordersi le labbra. S’accende e si spegne come luci di Natale. Speriamo di non dover fare altrettanto con quei ragazzotti ( o ragazzini) che si stanno battendo su campi da tennis dell’altro Emisfero.

Sono tornate in pista  moto e auto. Nelle moto, solo due podi, in Moto 2 ( Bez) e Moto Gp ( Pecco), e poco altro. Il Morbido s’è eclissato, il Vale più che in gara doveva pensare agli optional richiesti per indorare il suo panfilo da 7/9 mln euro.
Nelle auto  finale annunciato anche se , di riffe e di raffe, strappato in extremis al Predestinato nato in un campo di tulipani ma che più che Predestinato, molto probabilmente, dovrà cercare di salvaguardare  quel titolo di ‘ sfascia rosse’ che s’era bellamente appuntato al petto ( a cominciare ) da quella volta dove con un sol colpo ne fece fuori due.
La memoria da elefanti dei fans della ‘rossa’ non dimentica. Nè perdona.
Anche se ci convinciamo sempre più che certi titoli hanno senso accumulare  scartoffie più che indicare i valori in pista. Non ci fosse stato quell’assurdo regolamento, infatti, per quella fasulla uscita di pista in curva,  il Max, avrebbe portato a casa una vittoria che s’era ampiamente meritata.
Il delirio del Toto a fine gara è apparso fuori di luogo, a meno che quei tituli non  li ritenga  ( soprattutto) ’parto’ suo e ( poco  )  altrui. Non delira ma sonnecchia il sor Binotto che picciol mossa s’è dato, anche se  con tal  foga che  ( questa )  a  Cesare  poco sarebbe servita  per  far rientrare gli Elvezi nelle loro sedi tra monti e laghi.

Nazionale del Mancio a parte chiamata ad incamerare altri tre punti in Lituania,  qualche domanda attira il calcio.
I soliti arbitraggi Uefa  stanno  mettendo in cattiva luce anche i ragazzi della Under 21, con quattro espulsi in rosso in due partite: non è che stiano cercando di far passare l’immagine, che quel buon uomo che li guida stia allevando bande criminali piuttosto che novelli giocatori di pallone? C’è qualcuno che sorveglia?
Intanto quei diritti tivù ceduti al Dazn, eppoi la folle richiesta d’adeguamenti che incurante del Covid ha preso d’assalto le casse ( al momento)  vuote delle nostre società.
Sul passaggio a Dazn saranno in parecchi a capirci poco o nulla per un bel po’ di tempo; che poi serva a farci tornare agli antichi splendori, lo vedremo. Sugli adeguamenti, invece, vorremmo chiedere a quelle truppe di mercenari che più mercenari di così non potrebbero, se stanno cercando la luna nel pozzo o che altro.
Gigio, poveraccio,  da 7 vuol passare a 10/11/12 mln euro, che manco lui sa quanti ne chiede lo squaletto nascostosi tra i tulipani; il Paoletto anche lui poveraccio vuol salire verso i 10; perfino il Chala, che poveraccio rispetto agli altri è davvero, chiede d’arrampicarsi dai 2,5 ai 7,5 mln euro. Insomma tutti verso l’alto, a rimira le stelle.
Li imitasse  nei suoi salti  in pedana il Tamberi potremmo già pronosticargli una medaglia d’oro ad Olimpia, con  misura  tale da restare ineguagliata   per qualche secolo a venire.

( weekend 27/28 marzo). Allora, che dire?, tanta è la carne sul fuoco. Intanto la balda compagnia del Mancio da Jesi ha iniziato il viaggio verso la Pentastella.  Sul fronte interno, Cr7 ha un altro anno di contratto con l’Incompiuta e resta, mentre per la Beneamata si aprono autostrade verso il 19° scudetto.
Il Diavolo è alle prese con i danari, per i  rinnovi, come quello per il Gigio che tramite lo squaletto di sua fiducia chiede un incremento stipendio che se concesso, in un tempo dove gli incassi ( per tutti)  sono diminuiti di così tanto,  e senza rosee prospettive, affonderebbe non solo i rossoneri.
Il buon Prandelli lascia la Viola per eccesso di stress. ‘ Non mi ritrovo più in questo calcio. Sono stanco…‘ dice. Come non credergli? Come non essergli accanto? Tutta la politica, improvvisamente vispa e vegeta, grida all’unanimità: ‘ Date i Giochi a Schwazer!’.

Orgoglio puro crea il  groppo davanti alle imprese delle nostre squadre di volley nelle Coppe che, comunque si concludano, maschili o femminili che siano, segnano la netta preminenza del nostro movimento su ogni altro movimento pallavolistico planetario.  Riaccendono i motori tanto le auto quanto le moto. Le prime  in Bahrain, le seconde in Qatar.  Con tante novità, con molti pretendenti, e Marquez per due Gp ancora al palo ( tornerà al terzo ). L’inferno della Roubaix è rinviato ad ottobre.

Vediamo ora qualche commento. Sul Mancio da Jesi capitano di ventura non abbiamo mai avuto dubbi. Semplice, attento, coerente. E, soprattutto, voglioso di stampigliare sulla più cara maglia al mondo, quella azzurra, la quinta stella che da (troppo) tempo attende di fissarsi al  posto suo più consono. Buona la prima del girone contro l’Irlanda del Nord: tutto fatto nel primo tempo, 2-0, con gol di Immobile e Berardi. Buona anche la seconda con  la Bulgaria ( 0-2). Fate passare la Lituania. 
Sul Campionato, non c’ è molto da dire, mancano dieci/undici incontri, con una trentina di punti in palio, ma la situazione, salvo sorprese sempre possibili nella tana dell’Araba Fenice, sembra già ( grosso modo) definita.
Al vertice, però, e non per la Champions e la retrocessione. Dove, nella prima, con tutto il rispetto per squadre come la Lazio del Lotito, dovrebbero andare quelle che in Europa si trovano  a loro agio. Come il Diavolo, ad esempio, sette Champions con 11 finali, in questa però angustiato da quello squaletto che per insaziabil fame sua dà l’idea che a volere comporre la squadra rossonera  debba essere lui e non altri.  Incredibile a dirsi: ma non c’è nessuno, proprio nessuno,  che ( dalle nostre parti)  possa metterlo in rete e spedirlo in altri mari, magari in quelli dove deposita le sue pesanti covate d’oro?
E comunque sia speriamo che il Gigio, visto che pane e companatico non manca per non morire di fame, faccia la scelta giusta, magari dando un bel calcione allo squaletto e optando una volta tanto non per i danari ma per una maglia. Quella che lo ha fatto e lo farà ancor più grande. Quella di cui tanti bambini continuano ad   innamorarsi.

 

IL MARCIATORE SCHWAZER. Sul giovane Schwatzer, marciatore trentino, ne hanno dette e fatte di tutti i colori.
Contribuendo a generare un miracolo impossibile perfino ad un fuoriclasse come Mario Draghi: unire, cioè, tutti partiti, sottoscrivendo compatti alla Camera una risoluzione in commissione Cultura, Istruzione Sport, per invitare Governo e Coni ad attivarsi presso gli organi sportivi internazionali affinchè il ragazzo ( innocente) possa partecipare ( come suo diritto) alle prossime Olimpiadi.
Per lui niente doping, infatti, e semmai una squallida  manipolazione per incastrarlo. Una sorta, insomma,  di affaire Dreyfuss. Che ha indotto illustri rappresentanti del movimento atletico internazionale a pronunciar sproloqui, mentre alla Wada non sanno più che pesci prendere. La cosa ci fa doppiamente piacere: per il ragazzo, per l’Italia.
Che, finalmente, scrollandosi di dosso anni ormai lontani, e riprendendo in mano il filo interrotto della sua rinascenza, compatta quando serve, ha rimesso le scarpe a punta per far intendere le sue ( sacrosante) ragioni. Che se a Coe e a suoi della Wada non stanno bene, possono anche ( liberi e giocondi) tornare a correre lungo i fossi. Senza maneggi, è ovvio!

UN VOLLEY MONDIALE. Conegliano annuncia che la Paoletta resta. Per il 2021, ma si spera anche oltre. Del resto che va cercando la nostra atleta? Colà le vogliono un bene dell’anima, colà è diventata la più brava al mondo, colà non gli fanno ( mai)  mancare spianata calda e odorosa mortadella per evitare di farla morire di fame.

Anche lo zar Ivan, migrato al momento in Siberia, sta pensando al ritorno a casa. Nulla di ufficiale dice lui, ma le voci lo danno ( sempre più) a Civitanova. Nel frattempo s’assommano gli obblighi in maglia azzurra. Che culmineranno nell’Olimpiade giapponese, l’unico trionfo che manca al formidabile movimento pallavolistico azzurro. Il prossimo anno il campionato italiano risulterà ancor più competitivo, oltre allo Zar, ( si dice che) torneranno Bruno, Ngapeth, Anderson.

DUE FENOMENI PER LA ROSSADire come dice  il buon Binotto che ‘ sarà questo un anno di transizione‘ equivale, per i fans della ‘rossa‘, ad una ammissione non di realismo ma di insipienza. Onde per cui l’interessato farebbe bene cercarsi ( fin da ora, caso fosse) un posticino tranquillo sul lago di Ginevra per dedicarsi o alla pesca o al ripopolamento della fauna lacustre. Infatti  a chi è stato dato il dono di guidare una ‘rossa‘  non può certo trattarla  alla stregua di altre vetture.

Perchè il solo  salirci sopra vuol dire correre per consegnare i sogni degli uomini agli dei . Senza limiti. Senza prudenza. Senza mediocrità. E solo chi crede in questo può permettersi di contribuire o a  progettarla o  starle accanto o  a salirci sopra. Allorquando i signori Toto e il suo amicone Jean si dilettano a stilare classifiche, prestazioni, record,  dimenticano ( o fan finta di dimenticare) che ( per i fans planetari della ‘rossa‘) poco o nulla contano.

Anche perchè ‘ strappati‘ non con giusto confronto ma con la demolizione ( concessa e sistematica)  dell’avversario.  E quando la ‘rossa’   ha cercato di far valere le sue ragioni, sacrosante, certificate, come in tanti testimoniano, lassù, in alto, nessuno le ha dato ascolto. E comunque senza gran danno perchè i fans della ‘rossa‘ hanno un loro modo nell’attribuire titoli e stabilire valori. In primis quello del cuore. Lo stesso che  ( simbolicamente) espongono sotto il palco di Monza. E che batte con ritmo suo. Per  loro  (ad esempio  ) il  piccolo grande Giles vale infinite volte  più d’altri  titolati. Lui in eterno, gli altri solo per le scartoffie. Come quelle accumulate ( ultimamente) dal Toto e dal Jean, naturalmente.

L’ANNO DEL MORBIDO? E rombano  i motori sulle MotoGp. In Qatar.  Con una sfilza di pretendenti al titolo da far paura. Infatti, mancando il gatto i topi ballano. Re Mir, al momento, non si sbottona: la sua Suzuki è un rebus. Non sono un rebus invece le Ducati ( orfane del Dovi) e le Yamaha, quest’ultima con una coppia in sella da leggenda. Su una c’è il Vale che, pur rispettando il parere di Cecchinello, resta l’astro  lucente di quest’ultimo quarto di secolo, sull’altra c’è  il Morbido.
Giovane al punto giusto, cresciuto al Ranch, già mondiale di Moto2, prodigo dei consigli del Maestro ma già pronto a metterci del suo, potrebbe infatti rappresentare un altro di quei ( grandi) campioni che il motociclismo azzurro sforna da quando ci sono moto che sfrecciano  su una pista. Non crediamo abbia timore del ritorno del tiranno Marc, che comunque bisognerà valutare al netto di una vicenda che non può non averlo segnato profondamente. Quel che appare certo è che sarà un gran Mondiale. 

( 25 marzo 2021) DEUS IBRA.  Il Dio che si commuove è un Dio umano. Diremmo cristiano, anche se i cristiani nelle terre fredde del Nord dove lui abita latitano. Tutti, gli dei, tranne lui, l’Ibra che è tornato ( pure) in Nazionale. Nel Challenge Cup uomini finale di ritorno Ziraat AnkaraMilano ( andata 2-3).

L‘ Ibra che sta conducendo una comitiva di giovani calciatori  rossoneri nell’Olimpo del calcio europeo, dopo un decennio in cui la ‘squadra più titolata al Mondo‘ , quella degli Immortali e degli Invincibili, era rimasta fuor della porta d’ingresso. Per lui si parla di rinnovo. Per lui si parla di chiudere una luminosa carriera in una delle mitiche due o tre squadre al Mondo. Il sogno di ogni bimbo, soprattutto se nato povero.  Nei paraggi del calcio assediato dal virus,  continuano a navigare squali e squaletti affamati di soldi.
Per il Gigio, ad esempio, c’è uno squaletto ( tanto celebrato) che chiede 12 mln netti annui punto basta. Per il bene del calcio ( nostro e altrui) non sarebbe bene mandarlo ad impigliarsi ( finalmente) in qualche solida rete di qualche altro mare ?
Intanto riprende il cammino verso la Pentastella della Compagnia del Mancio da Jesi. Con  tre test qualificazione per il Mondiale, oltre ad altri sette/otto nell’altra parte dell’anno per per l’Europeo e la Nations League.
Qualcuno dice che i nostri non sarebbero favoriti, perchè avanti sono  Francia, Germania  oltre ad un outsider. Opinione che, francamente, non condividiamo anche se,   a dire il vero, partire calati ( per noi) è meglio che  arrivar gasati. Tuttavia, non possiamo nascondere la soddisfazione di avere ritrovato tanti  atleti  giovani, tanto talento e un’ottima guida.
Che ci fa apparire gli antagonisti (  dell’Oltralpe) tutto fuorchè spauracchi; ovviamente, Fifa, Uefa e arbitri lor dipendenti, permettendo. In un modo o nell’altro infatti ( di recente) ci hanno espulso ( perfino)  dalle coppe, bisognerà che ( almeno stavolta) qualcuno  ( lassù, da noi ) resti sveglio per non farci appioppare ( di nuovo) oltre al danno anche la ( abituale) beffa.

Super Conegliano, in finale Champions. Novara si arrende, mentre l’Imoco non perde da 468 giorni. L’altra finalista potrebbe essere Busto, contro le turche già battute in casa ( 2-3). Per compiere un altro prodigio di questo nostro volley femminile. Dicono che la Paolina voglia andare a fare esperienza di vita ( oltre che di tasca) altrove.
Ma dove, cara Paolina, meglio di qui? Ti vogliono un bene dell’anima, sei diventata la più brava, i soldi per una spianatina calda con  mortadella non te li fanno mancare, che altro vuoi dalla vita? Intanto il Monza annienta il Galatasaray ( 3-0) e conquista la coppa Cev.
Nella scherma primo trionfo della prodiga disciplina nell’anno olimpico con la spada maschile a squadre che, in Kazan, rimonta l’Ucraina ( 44-43) e vince al cardiopalmo. A Miami inizia  un Atp 1000 ( 5,5 mln montepremi, cemento ) con una vagonata di nostre speranze azzurre. Confidiamo.

QUALIFICAZIONE MONDIALI QATAR 2022. ITALIA gruppo C. QUALIFICAZIONI: ( giovedì 25, ore 20,45, Parma) ITALIA-Nord Irlanda; ( domenica 28, ore 20,45) Bulgaria-ITALIA; ( mercoledì 31, ore 20,45) Lituania-Italia. L’ITALIA del Mancio ha anche due importanti appuntamenti: uno per l’Europeo ( dove guida il girone con 12 punti davanti all’Olanda, 11) e la Nation League con finali in ottobre, in Italia, primo incontro ITALIA-Spagna ( 6 ottobre, ore 20,45).

( settimana dal 20/21 marzo). E’ il turno di una Sanremo da ‘super’. Sala che probabilmente non vede l’ora di lasciare le cose come stanno, chiede: ‘ San SiroZhang ci dica chi guiderà il Club‘. Anche i maghi vanno in pensione, sta volta tocca a Mou Mou, abbandonato dalla truppaglia assoldata per il (suo)  Tottonham.
  Il Campionato riprende con una domanda: sarà l’Incompiuta che si compie solo tra le mura domestiche l’avversaria della Beneamata in fuga? Al vecchio Milan cominciano a mancare le forze, quelle dell’Ibra in primis: lui che vuol essere un dio ( forse)  non sa che dai tempi di Esiodo e Omero chi più vuol sogliare agli dei prima o poi verrà punito. Infatti poco tollerano, gli Olimpici, che gli umani credano di diventare come e più di loro.

A proposito di dei, i nostri si stanno facendo in quattro per calare non in terra ma sottoterra quel ‘poveraccio’ del Draghi che ha accettato la malaugurata impresa di rimettere  in linea di navigazione una barca affollata di tanti mediocri faticatori. Un vecchio, superato, politico, ha perfino evocato ‘ Colui che camminava sopra le acque‘.
Con che scopo non si sa, certo è che se quel poveraccio del Draghi costretto deglutire veleni ad ogni più sospinto molla l’impresa chi altri potrà andare ( credibilmente) al timone? Intanto prosegue la campagna di vaccinazione. Il via libera dell‘Ema ad AstraZeneca potrebbe semplificare le cose.

LE PATERNALI E IL CILICIO.Roma a parte) ci hanno espulso dall’Europa del calcio. E come sempre nelle grandi occasioni,  dai mille pulpiti nostrani giungono non difese ma omelie, o meglio, paternali, che insistono sui nostri inderogabili difetti, sulle nostre strutturali mancanze, sulle nostre inguaribili inferiorità. Una sorta di razzismo occultato. Ma è davvero col cilicio che dobbiamo cercare la soluzione dei nostri rebus, o c’è  altro da fare ? Magari, una volta per tutte
Le omelie dell’Arrigo sono note. Non fanno più colpo. Anche se, a modo loro, ci mancherebbe, qualche fondamento ce l’anno. Nell’ispecie, innovare, quando è necessario, resta  un buon suggerimento. Prezioso, se tempestivo e condiviso. Ma sta qui la soluzione dei nostri rebus?  Andiamo allora sulla Dea del Gasp:  ebbene, se non è entrata nelle otto regine è perchè s’è trovata di fronte un Real Panda  inatteso o perchè non le hanno consentito di esprimere tutto quel sapeva fare?
Tutto quello che   poteva fare ?  Nell’andata  gli hanno buttato fuori ( con invisibile, sapiente, taglio chirurgico) un elemento chiave del suo gioco nel primo quarto d’ora, costringendola a giocare per 80 minuti in dieci contro undici, finendo ( ovviamente) con l’incasso di un gol  che ( nelle Coppe) vale doppio.
Nel ritorno, dopo un ulteriore ingenuo svantaggio, gli hanno appioppato un rigore che,  chissà se fischiato a  campi invertiti, nei fatti, ha  definitivamente seppellito i meriti di una squadra che più che  apprendere stava insegnando, al Real. Il quale, nel ritorno, da navigato allievo qual è, altro non ha inventato che l’atavico darsi da fare.
E del resto quale alternative aveva ? Eppoi, se dalla Dea migriamo sull’ Incompiuta notiamo che,  sia pur per quel poco che meritava, un rigore nel finale della partita d’andata poteva anche pretendere, mutando i termini della disfida. E, ancora, che dire di quel ( bellissimo) gol di Kessie nell’andata allo United, ora lui  avanti e il Milan fuori ? Andemm innanz, o no, visto che l’elenco è lungo e  annoso?
Anche perchè chiara  appare  ormai la lectio magistralis  che ci impartisce  questa Europa di nobili e incontenibili spendaccioni ( City, Psg) e indebitati ( Real, Barca, United). Una lezione dove, per ottenere risultati, prima d’ogni altra cosa, occorre essere rispettati. Rispettati come meglio conviene.
Soprattutto in quegli impercettibili, sottovalutati, attimi che decidono le sorti d’una disfida. Tentativo che alle squadre italiane  non riesce più. Tanto che  al danno  aggiunge la beffa, visto che a designare arbitri sono italioti al servizio altrui. Conservati sul pezzo da  dirigenti nostrani  che sono più patetici  e modesti dei polli del Tramaglino.
Benedetti tutti dai pontificatori  a chiodo fisso. E coperti da  tutti quei lavaceci che s’affollano ( imperterriti) qua e là in pertugi vari,  portando solo acqua fresca agli orticelli altrui. Ascoltarli è come entrare in un negozio dove il proprietario invece che illustrare la merce sua suggerisce  al cliente :  ‘ Ma che viene a fare qui, c’è tant’altro di meglio, altrove, in altri negozi, in altri borghi  e che s’attarda qua? ’. E se cotanto è vero  ( come appare sempre più vero ) a che servono i corsi d’aggiornamento, la cultura e le amenità varie?
Infine, ai giornalisti spagnoli, poco colti e molto imberbi,  che ci credono un pais antico innamorato dell’antichità,  altro non ci sovviene che  questo:  ‘ Certo che ci è difficile dimenticare  il nostro passato, tanto importante, universale e attuale qual è ! Senz’altro per voi guardare indietro è esercizio assai più semplice, visto che al massimo vi toccano quattro o cinque secoli, peraltro in buona parte già passati in cavalleria’.

SORTEGGIO QUARTI CHAMPIONS. Real Madrid – Liverpool, Porto-Chelsea, Bayern Monaco-Paris SG, Manchester City-Borussia D.
SORTEGGIO QUARTI EUROPA LEAGUE. Granada-Manchester United, Arsenal-Slavia Praga, Ajax-Roma, GNK- Villareal.

SERIE A XXVIII GIORNATA. Parma-Genoa 1-2; Crotone-Bologna 2-3, Spezia-Cagliari 2-1; Verona-Atalanta 0-2, Juve-Benevento 0-1, Samp-Torino 1-0, Udinese-Lazio 0-1, Fiorentina-Milan 2-3, Roma-Napoli 0-2; Inter-Sassuolo ( rinviata).
SERIE A CLASSIFICA ( parziale). Inter * punti 65; Milan 59, Juve* e Atalanta 55; Napoli *53, Roma 50, Lazio* 49 … Crotone 15.  ( * una partita in meno)
SERIE A XIX GIORNATA ( sabato 3 aprile). Milan-Samp ( ore 12,30); Atalanta-Udinese ( ore 15), Benevento-Parma, Cagliari-Verona, Genoa-Fiorentina, Lazio-Spezia, Napoli-Crotone, Sassuolo-Roma; ( ore 18) Torino-Juve; ( ore 20,45) Bologna-Inter ( andata 1-3).

Nota. Campionato sempre più in mano al Conte Dracula. Mentre la Juve voluta dall’Agnelli sprofonda, e solo Milan, Napoli e Lazio sanno tenere il passo della prima.

( settimana dal 15 marzo Luna rossa stavolta ha fallato. Nella settima e ottava regata qualche errore di troppo non ha invogliato Eolo, il dio dei venti, ad andargli in soccorso.
E gli altri, soprattutto nella ottava, distanziati ormai di 2,5 chilometri e dunque senza più speme alcuna, hanno ritrovato il soffio propizio che gli ha consentito di recuperare un divario altrimenti impossibile da colmare.  Fatto è che nel conteggio si è passati da due match point ad un problematico 3-5 a favore dei Kiwi.
Inoltre, nella nona, la Luna dopo aver  condotto fino al quarto gate, s’è andata a seppellire in un buco di vento nullo. La decima è stata rinviata per scarso venticello. Per la undicesima, poi, non c’è stata storia. Si è dunque esaurito qui, con qualche errore di troppo, si diceva, il bel volo di Luna rossa. Negli anni a venire lo rivedremo?
In Champions nulla da fare per le nostre. In un modo o nell’altro, sospetto e lecito o meno, non importa, si va fuori e basta.  Tanto che non si potrebbe cominciare a pensare di togliere da tanto inutile ludibrio lo nostro ingombro e fare come facevano gli inglesi prima di accettare la Rimet? Ovvero, lasciar ( a chi crede) concorrere a scegliere la regina di Champions per poi sfidarla noi, con la meglio delle nostre, in una disputa a parte?

Che la Signora non sia a suo agio in Europa lo hanno capito tutti, dalla Groenlandia a Cipro. Quest’anno, per gli ottavi, gli avevano sorteggiato un’avversaria buona ma battibile, come si dice, eppure, tra un ‘ maccherone’ e una ‘tagliatella’, ha finito ( ancora una volta) col farsi ‘ buttar fuori’. Probabilmente le ragioni vanno cercate nel manico, o meglio, nella proprietà della Società, che tra una rivoluzione e l’altra, sbeffeggiata o meno,  s’è dimenticata di come rendere al meglio ( innanzitutto)  gli affari in casa propria.
Migliore fortuna non poteva trovare la Lazio di quel mastino del Lotito  che , tra omaggi e  sviste, non ha fatto altro che spianare la strada ad un avversario che la strada se la spianava da solo. Pensare di rimontare alla corazzata Bayern lo 1-4 dell’andata, fa solo ridere. Più infausta sorte ha invece trovato la Dea che, tra furti, regali, squalificati  e sviste, pensava di battersela ad armi pari con il Panda dei Panda, ignorando una casistica che è leggenda.
Il buon Gasp s’è lamentato, con fondamento, ma come al solito capita in questo Paese difficilmente troverà soccorso o soddisfazione presso qualcuno. Abituati come sono i nostri lavaceci a deglutire tuto quel che non li tocca in tasca è sicuro che, continuando a frequentare l’Uefa, questa Uefa ricchissima ma sempre meno credibile, di trattamenti come quelli impartiti ( chirurgicamente, sapientemente ) alla Dea se ne conteranno altri , altri e altri ancora.  Cui prodest? tuonerebbero gli antichi.

Le qualificate, Manchester City, Chelsea, Liverpool, Bayern, Dortmund, Real, Psg e Porto, verso la finale di Istanbul del 29 maggio. Tre inglesi, due tedesche, una spagnola, una francese, una portoghese. E nessuna italiana. Non è una barzelletta, ma la composizione dei quarti di finale della Champions.

 

In Campionato, invece, altro non c’è che la Beneamata del Conte Dracula, oramai lontano da tutto e tutti. L’ultimo a tenere il suo passo è stato il Diavolo, ma con tutti quegli infortuni, e i pochi cambi che ha, più di così ( probabilmente) non può fare. Speriamo solo si tenga il posto Champions, nella casa sua.

ABBIAMO VINTO BARANDO? ‘ Abbiamo vinto barando?’ si chiedono mogi e sorpresi i conterranei del più scapigliato premier d’Occidente. Se non fosse per un certo pudore, potremmo anche rispondere che sì, si è barato. E comunque, qualche giorno fa, il Daily Mail ha scritto ‘ c’erano da tempo crepe nell’edificio della British Cycling. Ora però il tetto è crollato’.
Il Telegraph parla di ‘ reputazione in frantumi‘, mentre il Guardian di ‘ vicenda triste‘.  Il tutto mentre sir Dave Brailsdorf, gran capo Ineos( ex Sky), tace. Per ora. Nonostante gli inviti ( clarissimi) alle dimissioni.
Il Consiglio generale dei medici britannici ha condannato Freeman per acquisto di ‘ testogel, una forma di testosterone, sapendo o credendo che destinato ad un corridore ( non identificato)’. Freeman, tra 2009 e 2015, è stato medico di Sky e della nazionale britannica, e ha poi lavorato per la Federciclismo britannica,  fino al 2007. l velodromo di Manchester era il centro del mondo del pedale. Qui si lanciò l’idea di far esplodere il ciclismo nazionale con i soldi della lotteria nazionale.
Missione compiuta: 8 ori a Pechino, 8 a Londra, 6 a Rio, più 6 Tour dal 012 al 2018. Il simbolo di questa superpotenza era Wiggins, 4 ori olimpici, 6 Mondiali su pista, primo britannico a vincere il Tour, nominato sir dalla regina.
Freeman aveva riconosciuto, in una udienza, che il pacchetto consegnato a Manchester nel 2011 un pacchetto  di 30 bustine di Testogel. Inutile procedere. Sembrerebbe però che scheletri nell’armadio della regina  ce ne siano tanti. Intatti. Recenti e intatti. Al punto che quelli che volevano presentarsi Pianeta  come ’ più bianchi del bianco’ restano tutti liberi e giocondi. A copertura di uno sport, ciclo e perchè no  anche  della pelota, che di dubbi ne ha sempre sollevati tanti.

 

 

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