Non solo sport. Recovery: garantisce Marione, ma noi stiam con le mani in mano? Sport: sinfonie azzurre ?

Non solo sport. Recovery: garantisce Marione, ma noi stiam con le mani in mano? Sport: sinfonie azzurre ?
Mattarella e Draghi Sole24Ore download

LA CRONACA DAL DIVANO. ( dal 27 aprile al 2 maggio) Ce n’è di carne sul fuoco in questa  settimana! L’auto corre in Portogallo, con la proposta della gara di qualifica ben accolta dai piloti. Leclerc: ‘ Nei Gp devi risparmiare gomme e benzina, al sabato andremo a tutta’. Hamilton: ‘ Ho provato le Pirelli da 18° perchè nel 2022 voglio esserci’.  Il Gp d’Italia del 12 settembre è uno dei tre appuntamenti proposti.
Intanto ci si alambicca, se il Tappen sia ancora davanti o no  al Lewis. Mentre alla ‘rossa’ si è ripreso a far discorsi da ‘ rossa’ , che, lo tenga ben presente il buon Binotto, quando scende in pista non va per riempire scartoffie ma a provar di scrivere storie  memorabili.
Anche le moto scendono in pista, in Spagna, con il Maestro che ha annunciato una delle sue: il parto con i ricconi arabi di Aramco per portare la Vr46 in MotoGp dal prossimo anno. Il Maestro non sa ancora se resterà in sella, sa però che potrà contare su un plafond di monetine sonanti  di cui manco Paperon de’Paperoni poteva godere nei suoi frequenti bagnetti. Intanto sono cominciate le libere. Con il Pecco ( MotoGp) e il Bez ( Moto2) in agguato. Speriamo d’ascoltar più volte  l’ amato inno di Mameli.

Messina spinge Milano a fare sua gara quattro con il Bayern, per approdare nelle semifinali di Eurolega basket. In contemporanea hanno fatto il sorteggio per Euro 2022, nel nostro girone ( Milano) sci sono anche Croazia, Grecia, Estonia, Gran Bretagna e Ucraina. 
Vincenzino Nibali lotta e soffre per non perdersi il Giro che, per quel che ci riguarda, resta sempre e comunque il Giro dei Giri. Trento e Conegliano,  vanno alla caccia di Champions. Infine, nel tennis, con Berettini, Sinner e Sonego, abbiamo fatto la partenza migliore da quando è scoccata  l’era Open. Arriverderci a Roma. 

AMARA PELOTA AMARA. Stona, in questa attesa sinfonia tinta d’azzurro, la nostra amata pelota, che se così avanti va ben presto potrà diventare la nostra dimenticata pelota.
L’ultima italiana, la Rometta del sor Fonseca, nella prima semifinale all‘Old Trafford, dopo avere tenuto per un tempo ( 1-0), è crollata nel secondo ( 6-2). Pensare che possa ribaltare il risultato è inimmaginabile.
E così, tra giustizie e ingiustizie, spendaccioni e poveracci, di squadre italiane nel gotha della pelota 2021 manco si parla. Ci consoliamo a sentire discorrere in buon italiano il Pep orgoglio cataluno, che quando vorrà tornare nel Belpaese sarà sempre bene accolto. Chi meglio di lui nella terra di Giotto,  Leonardo, Michelangelo e Raffaello?

SERIE A. XXXIV GIORNATA. ( sabato 1 maggio) Verona-Spezia, Crotone-Inter ( ore 18), Milan-Benevento ( ore 20,45); ( domenica 2) Lazio-Genoa, Bologna-Fiorentina, Napoli-Cagliari, Sassuolo AtalantaUdinese-Juve, Samp-Roma; ( lunedì  3 maggio) Torino-Parma ( ore 20,45).

CALCIO SEMIFINALI CHAMPIONS 2021. Real-Chelsea 1-1; Psg- Manchester City 2-1.
CALCIO SEMIFINALI EUROPA LEAGUE 2021. Manchester United-Roma 6-2; Villareal-Arsenal 2-1

 

PER NOI E PER L’EUROPA. Marione Draghi, di mestiere persona competente in quel che fa, ha presentato alla Camera il Pnnr, Piano nazionale di ripresa e resilienza. Una incredibile occasione di rilancio per un grande Paese da troppi anni fermo o in attesa. La cifra complessiva con la quale andranno realizzati i progetti è ( insolitamente) elevata.
Nel dettaglio: i fondi in arrivo dall’Europa ammontano a 191 mld euro; a questi vanno aggiunti altri 30,6 mld che arrivano da un fondo complementare che l‘Italia ha creato con scostamento di bilancio; nel totale si arriva a quota 222 mld euro, integrati da ulteriori 26 mld.

I campi di intervento scelti dal nostro Marione sono sei: ambiente ( 69 mld), digitalizzazione ( 50,7 mld), istruzione e ricerca ( 33 mld), infrastrutture ( 31 mld), inclusione e coesione( 29 mld), salute ( 20 mld). Totale: 248 mld euro. L’Europa che una volta tanto ha rinunciato alla politica del ‘braccino corto’ scommettendo ( finalmente),  incalzata com’è da eventi che rischiano di farla passare da principessa a cenerentola  in pochi decenni, vuole però riforme concrete.
Al momento, ci garantisce il nostro ( straordinario ) Nocchiero, ma in seguito, anzi, a breve, dovremo essere in tanti quelli che remando dalla stessa parte consentiranno di portar fuori  da  ‘ gran tempesta‘ la nostra scassata navicella. Da noi, abituati da anni a farci del male, non son pochi quelli che esulterebbero, alle prime falle.
Cosa volete, veniamo da secoli di ‘servaggio ostello’, dal quale c’eravamo in parte ripresi creando da un arlecchino di stati e staterelli una vera  nazione, poi, umiliata ( oltre misura) da una seconda guerra mondiale che non s’aveva mai da fare ( soprattutto) con cotanto alleato.
Quando si perdono le guerre, prima di rimarginar ferite e guasti ( sovente) non bastano decenni. E comunque, con questi due nocchieri, entrambi presidenti, l’uno sul Colle l’altro a palazzo Ghigi, chi  dice che non si possa  scrivere un’altra significativa pagina d’una storia millenaria? Per noi e per quegli ex braccini corti che ci scrutano ansiosi da oltre le Alpi?

( Dal 21 al 26 aprile). Gira nell’aria il Recovery Plan. S’odono, lontani, tuoni di vendetta per quei ‘ figli di putta’ della Superlega che, dopo solo qualche urlo, e alcuni accenni di ritorsioni, se la sono data a gambe levate tra l’ilarità generale. Infatti di truppe così non se ne vedono tutti i giorni, se non in un fumetto o in  qualche racconto burlone e per burloni.

Eppure quei pochi ‘ricconi ribelli’  non ostentavano problemi inventati. Infatti il calcio miliardario non solo non si è  arricchito ma si è indebitato, tanto indebitato, perfino in Albione dove i danari ( da  anni a questa parte ) piovono a cateratta. Al momento quei pochi hanno dovuto ripiegare l’aste di guerra e  ’far buon viso  ad  ostile reazione’ ma, pur con tutto l’ottimismo possibile, i problemi di cui oggi  ‘ gridano al vento’ esistono, eccome. Complessi. Imbarazzanti. Come risolverli? Quando?
Al momento, lo scarmigliato premier d’Albione ha ottenuto l’effetto di far rientrare nei ranghi ( Uefa) i suoi; ma che sia la sua una parola definitiva non  ci pare proprio. Anche perchè lui, a nome e per conto dei più nostalgici dei suoi conterranei, più che ad affrontare problemi li scansa o li rinvia.
Ha fatto così con la Brexit, ha provato a fare  ( inizialmente) altrettanto  con il Covid, ci ha ritentato contro quelle sue sei anime ribelli  del gran calcio  riunite ( si fa per dire) sotto una bandiera anti Uefa  che ( di fatto) non s’è mai vista sventolare. Al momento l’apparenza lo premia.
E soluzione non può essere manco quella che ( si dice) va arrabattandosi  dentro il capoccione  del capo Uefa, quell’ingenuone del  buon Ceferin, che ( sempre si dice) sta studiano una vendetta, una terribile vendetta, soprattutto verso quel ‘falso’  del suo ex amico sabaudo,  dimenticando però che non è ancor  dimostrato se a far più danni al mondo siano gli ‘ingenui‘ o i ‘ falsi’.  Ma  che voglion0 fare il buon Ceferin, e gli altri 11 della Lega italiana che chiedono ( drastici )  provvedimenti?
Cancellare dai campionati Juve, Milan, Inter e ( ovvio) anche Real, Barca, United, City, Chelsea …  ? Eppoi, chi accenderà la tivù? E chi perderà tempo  ad ammirare tornei europei con squadre di cui non  si conosce manco la provenienza? Chi? Quelli della Lega o  il buon Ceferin , al momento, impegnato  ad un ritocco della sua parcella?

Si dice che i  dodici ricconi ribelli non pensino al merito ma  ai danari. E come potrebbero non farlo?  La verità non piace, ma gli altri, i paladini del  merito, sono proprio certi che sia quest’ultimo a trionfar ad ogni fine stagione di Coppe? Prendiamo la citata Atalanta. Operaia, oculata, generosa, ammirevole non solo in campo. Ebbene, quante Atalanta in questi ultimi dieci anni hanno disputato una semifinale  o una finale di Champions? Qualcuno le ha  contate?

Tra l’altro a quelle squadre operaie  accadono strane cose. Più o meno, due anni fa l’Atalanta al 93′ di un ottavo stava in vantaggio ( 1-0) sugli spendaccioni di Francia, poi, in un batter di ciglia, non s’ è capito come e perchè, in due minuti,  ha visto volar via baracca e burattini, con l’incredulità perfino degli  avversari.
L’anno dopo, contro un Real che  stava girando a zonzo per i campi  da gioco, s’è vista espellere ( da un arbitro chirurgo?)  a ( pochi minuti dall’inizio partita ) un suo giocatore-chiave, restando in dieci per tutto l’incontro. Insomma, in un modo o nell’altro, chissà come e perchè, alla meravigliosa Atalanta operaia che tanto ancor poteva  dar per merito , che altro è stato concesso se non   tornare dalla sua sconsolata Dea con le lacrime agli occhi  a capo chino? Insomma, il figlio dell’operaio  può diventar chirurgo  o no?

UN NOCCHIERO IN GRAN TEMPESTA. A leggere i nostri anni con gli occhi della storia, quella almeno  dal 1861 ad oggi, potremmo arrivare a dire che di anni egualmente decisivi ce ne sono stati pochi altri. L’inizio, ovviamente, che ha visto un nobile piemontese dar corpo e anima ad una nazione che manco l’Alighieri o il Macchiavelli avrebbero sognato.
Forse, l’immediato post prima guerra europea vinta dal nostro popolo dopo alcuni secoli di ‘ servaggio ostello’. Di certo, il riallacciarsi di  quel filo che avrebbe dovuto legarci ad una  rinascenza che una dittatura aveva brutalmente strappato costringendoci, tra l’altro, ad una guerra che ‘ non s’aveva ( assolutamente) da fare’.
Una guerra di cui scontiamo tuttora le pesanti conseguenze. Che non analizziamo. Ma che sottolineiamo, perchè, qui,  deve essere  arrivato uno di quei ‘ passaggi epocali’ dove perdere la corsa giusta potrebbe risultare letale per noi e  per l’Europa. Un’Europa che avrebbe bisogno d’un altro Cavour. O forse, chissà, anche solo di questo Draghi, che sta aggiungendo qualità a qualità,  ( al momento) comprese (  più ) Altrove che lungo il Belpaese.

Il premier lunedì 26 ha illustrato alla Camera  prima dell’invio a Bruxelles il dossier redatto per accedere al Recovery Fund, ovvero agli aiuti dell’ Unione europea destinati ai Paesi messi in ginocchio dal Covid e previsti dal progetto Next Generation Eu.
Un dossier dove sembra esserci tutto quel che conta. In cinque punti. Dal welfare alle opere pubbliche.  Dalle donne ai giovani. Tra riforme ( attese da anni) e investimenti ( indispensabili come luce del sole).  Tutto entro 330 pagine.  Ma sintetizzato ed esposto con autorevolezza, chiarezza e determinazione. Qualità d’un eccezionale leader  super partes ‘ scoperto’ dal nostro sempre attento e sempre tempestivo  Presidente.
Che Draghi riesca a compiere l’impresa ( o il miracolo, come dice il Financial Times) non si sa. Certo non va lasciato solo. Una volta tanto meschinità, orticelli e furbastri di varia natura e colore vanno lasciati da parte. Chi può dare,  dia. Generosamente. Con la lungimiranza di chi tiene nel cuore figli e nipoti.
‘ Nel dossier- ha ammonito Mario Draghi - non c’è solo un insieme di progetti, obiettivi, numeri e scadenze. Qui c’è  il destino di un Paese, e anche la sua credibilità e reputazione a livello internazionale’. Come dire, che potremmo ( finalmente) sottrarci ( per sempre)  dagli effetti infausti d’una guerra che non s’aveva da fare, tornando ( tra l’altro)  su un percorso iniziato qualche secolo fa e  ripreso dopo il 25 aprile 1945.  Un percorso decisivo, ma che riguarda ( solo) noi o ( soprattutto)  la grande nazione che sta ( dogliosamente)  nascendo?

GOLDMAN  E IL GRANDE  RIMBALZO. E mentre noi ci siam fatta una certa idea della Gb post Brexit e di quello scarmigliato che l’ha condotta in porto, salta fuori una baca d’affari, certa Goldman Sachs, che conosciamo di nome ma che per essere una banca d’affari tutto può essere fuorchè super partes, a dire “L’economia britannica quest’anno spiccherà il volo, lasciandosi allae spalle pandemia e recessione“.
In pratica, secondo i suoi analisti, la Gb di mister Johnson, registrerà una crescita del 7,85 superiore perfino a quella degli Stati Uniti ( 7,2%). Tra l’altro ci sarà un’accelerazione delle vendite al dettaglio del +5,4% ( importanti per una economia di consumi come quella isolana) e della disoccupazione ( +5,9%).
Qualcuno però , conoscendo quanto siano diventati abili nel vendere e nel vendersi gli abitanti d’Albione, avverte che è ancora troppo presto ” per affermare che gli anni Venti di questo secolo saranno ruggenti come quelli del secolo scorso”. Che dire? La solita frase: se son fiori fioriranno.

 

CAMPIONATO SERIE A.

 

SERIE A. XXXIII GIORNATA. Genoa-Spezia 2-o, Parma-Crotone 3-4, Sassuolo-Samp 1-0; Benevento-Udinese 2-4, Fiorentina-Juve 1-1, Inter-Verona 1-0, Cagliari-Roma 3-2, Atalanta-Bologna 5-0; Torino-Napoli 0-2, Lazio-Milan 3-0.
SERIE A. CLASSIFICA. Inter 79, , Atalanta 68, Juve 66, Napoli 66, Milan 66, Lazio 61 ( * partita in meno) … Cagliari, Torino, Benevento  31, Parma 20, Crotone 18, Parma 20.
SERIE A. XXXIV GIORNATA. ( sabato 1 maggio) Verona-Spezia, Crotone-Inter ( ore 18), Milan-Benevento ( ore 20,45); ( domenica 2) Lazio-Genoa, Bologna-Fiorentina, Napoli-Cagliari, Sassuolo AtalantaUdinese-Juve, Samp-Roma; ( lunedì  3 maggio) Torino-Parma ( ore 20,45).

CAMPIONATO XXXIII GIORNATA. COMMENTO. Un breve commento. Per dire: che la Beneamata, di riffe e di raffe, sta portando in porto il 19° scudetto. Conte, osannato a destra e a manca, preoccupato però per le sorti societarie, attende di chiarire con i Suning il suo e l’altrui futuro.
Intanto, andiamo a scoprire l’acqua calda Ibra, che simil agli dei vorrebbe essere quando invece agli dei non garba affatto che gli uomini vogliano ( in qualche modo) beffeggiarli. Il risultato è che, nel caso del povero Diavolo, che  grazie all’Ibra sembrava sospinto da furore divino, in realtà, altro non è che una povera realtà umana, o meglio, calcistica.

Con il calendario che si ritrova ( Benevento, Juve, Toro, Cagliari e Dea) ha poche speranze di sopravvanzare non tanto la Beneamata e la Dea, fuori portata,  ma anche il Napoli e la Juve, tralasciando la Lazio di quel rompi del sor Lotito che ( con una partita in meno) sta arrivando di gran rimonta.

( Dal 21 al 23 aprile). Qualche giorno fa ci siamo chiesti se quei cervelloni  della Superlega stavano proponendosi tra il serio e  il faceto. E in effetti, a battaglia avvenuta, appare chiaro che si sono mossi ondeggiando tra l’uno e l’altro atteggiamento.
Serio, perchè questi big club non se la stanno passando davvero bene, le loro casse dopo anni di sperperi  e debolezze verso questo  e quello   sono rimaste vuote, o quasi. Faceto, perchè come potessero pensare di annullare una tradizione pluricentenaria solo invogliando  a cercare danari non è dato da capire.
Di certo per gli storici della pelota sarà fatica trovare qualche precedente simile a questo, non solo nel mondo dello sport, ma anche in quello della grande storia. Perchè veder sgretolare in poche ore un progetto con truppa lungamente  corteggiata non è evento da tutti i giorni, o  meglio, da tutte le epoche.

Disfatta, totale disfatta, favorita da più fattori. L’intervento (?)  di quello scarmigliato che fa il premier nell’isola d‘Albione, ad esempio, che a prenderlo come appare  sembra un anonimo appena uscito da una bisboccia al pub ma che , puntuale, diretto, questa volta non si sa per conto di chi e che cosa,  ha fatto breccia nelle difese della Superlega. Che in quattro e quattr’otto se la sono date a gambe levate.
Infatti dei sei club inglesi che da tempo condividono  il progetto Superlega non è rimasto in linea di battaglia nessuno, con tanto di scuse ai tifosi che in Albione contano ancora qualcosa.
Disperso il grosso della  truppa, anche altrove, o meglio, anche in  Italia e Spagna,  gioco forza,  hanno dovuto  destarsi dal bel sogno di avere trovato un novello  marchingegno per riempire fin al colmo  le loro casse vuote.
Cosa accadrà  ora? Di certo, vincitore, in questa, è lo sloveno della Uefa che però per non finire come Pirro  dovrebbe non infierire ma capire. Perchè ( in effetti ) di una organizzazione del calcio europeo siffatta non è che  van tutti orgogliosi. Se ne son viste di tutti i colori. Ad esempio, due club di Stato che ( secondo le regole) avrebbero dovuto essere retrocessi, quest’anno, disputano  tra loro la semifinale  candidandone una per la finale. Dare il via libera  ad operazioni del genere, che altro vuol dire  se non tenere vive disparità  profonde e spedire  il merito  a farsi benedire?

( fino 21 aprile 2021). Ne succedono di tutti i colori. Nel calcio, ad esempio, hanno annunciato una Superlega che vorrebbe mettere nell’angolo UefaFifaLeghe maggiori e minori d’Europa. Al vertice ci sarebbe il neo Paperon de Paperoni Florentino Perez presidente Real, e il nostro Andrea Agnelli, dimessosi dall‘Eca e ora vice presidente della  (non meglio precisata) creatura calcistica europea.

Al fondo del barile ci sono ( manco a dirlo) i danari, quei danari  che ( un tempo)  hanno mandato  sulla  ‘croce‘  il Figlio di Dio ma che ( ora) stanno diventando  ‘croce e delizia ’ di uno sport  che s’insinua   fin dalla tenera età nel cuore della gente. Più e più volte , dal nostro  angolo di visuale, appartato e silente, c’è capitato di ribadire che non è sul tasto danaro che occorrerebbe premere per garantire presente e futuro a questo sport,  oggi (ancora)  alle stelle, e domani ( chissà ) se nelle stalle.
E questo ripetiamo perchè, in fondo, chi altri se non  il cuore   spinge ( fin  da imberbi) davanti ad un televisore, o a palpare   uno di quei marchingegni mediatici moderni, o   a sorbire intemperie sugli spalti di  uno stadio ( da noi anche vetusti ) o dietro la rete sbilenca d’un campetto di periferia? Già, chi altri? Quando si sentono gli sciacquii  di quegli squali squaletti  ( troppo spesso incensati)  che tutto mostrano fuorchè ‘misura’, francamente, ci preoccupiamo. E non poco. Qui i ‘ realisti’ si fan beffa dei ‘romantici‘.
Il calcio ( odierno) è null’altro che industria, dicono, e non senza fondamento. Ma quando Andrea Agnelli vede i suoi figli sostar davanti ad una partita un quarto d’ora o poco più, invece di fantasticare Superleghe non sarebbe meglio che approfondisse il perchè i suoi  ragazzi scappino altrove? L’orribile  telenovela alla quale costringono il Gigio, ad esempio, quali danni sta regalando  al cuore di un calcio che non sa palpitar solo per danari?  In fondo, che non stia tutta qui, nel non trovare giusta  ‘misura’,  l’avvento della  ‘crisi‘?
Quelli ( disperati) della Superlega sognano di moltiplicare introiti. Quelli ( insignificanti) della Uefa ( Fifa ecc.) di mantenere uno status quo che ha portato al vertice del calcio planetario club di Stato, o simili, e che a noi, poveracci, scompigliati come siamo, non basterebbe l’intervento della Cassa depositi e prestiti per scalzarli. Qual futuro, allora: qui o là?

 

NO, QUESTA VOLTA NO. Abbiamo sempre pensato ( e detto) che se non ci fosse un quotidiano come la ‘rosea’ bisognerebbe inventarselo. Eppure, questa volta, no, bisognerebbe non averla mai letta. Come un brutto sogno. Scarnificato in quelle due paginone ( 24/25, venerdì 16 aprile) dal titolo ‘ Champions del deserto‘. Dove ad essere sdoganati sono i due stati o  staterelli del Golfo che, ricchi sfondi come sono, van cercando alternative ai loro pozzi di gas e petrolio.

Si dice che voglino creare ‘ marchi planetari‘, o anche ‘oasi’ felici in cui il resto del mondo possa andare a riparare nel bel mezzo delle sue tempeste più esistenziali che economiche. Per loro la pelota è un oggetto simbolico invitante. E, infatti, elargendo danari di Stato a destra e a manca (  il sor Pep, ad esempio, intasca quanto gli stipendiati dell’Atalanta), regolando bilanci come meglio gli aggrada, sono riusciti ad approdare nella finale d’una competizione sportiva che più vista e redditizia di quella non c’è.
A sfidarli saranno la squadra d’un ( ancora) indecifrato  oligarca russo uscito non si sa come dal buio della steppa e il vecchio Panda Real, di nobilissimo pelo, ma oberato di debiti, atterrito dagli squarci di futuro, incerto, tanto che il suo mentore attuale va vagando per il mondo  alla caccia ( disperata) di danari.

All’origine del fenomeno City c’è un progetto: rendere concorrenziale la capitale Abu Dhabi rispetto alla più celebre Dubai. Tutto legittimo, ma che centra   questo con il nostro calcio, con la nostra Europa? Che ci frega? Sogni loro, del deserto, materia inoltre per Amnesty International, e che portano in dono a noi?
Luci, ombre e una certezza – chiude l’infausta edizione della ‘rosea’ - :  perchè il Manchester City  ( sbarcato nel frattempo anche  in Francia con l’acquisto del Troyes, candidato alla promozione in Ligue 1) non è solo una squadra di calcio. Ma molto, molto di più. Forse, non è che per questo ’di più‘,  dividendoci,  gli stiamo spalancando porte e finestre?

SOMMERSI DAI DEBITI. Meglio tardi che mai dicevano i vecchi saggi. Che oggi esulterebbero a leggere un ’trafiletto’ ( pag 11, Gazzetta del 20 aprile 2021) sulla real conditio del calcio inglese. Finora sbandierato come un Eldorado che elargiva doni e sorrisi a tutti e a tutto, e in questa riscoperto ‘ ricco, sì, ma sopra una voragine di debiti‘. Il suo passivo è di 4,65 mld euro e le sei squadre intenzionate a disputare la Superlega danno un contributo decisivo.
Infatti, sul cratere della voragine sta il Chelsea, del misterioso conte di Montecristo russo, con 1,51 mld euro trasferito alla holding Fordstam Lmt. Campagne acquisti faraoniche, stipendi da nababbi e Stamfort Bridge con capienza ( 42 mila) contenuta.
Seconda in rosso è il Tottenham, con 1,28 mld euro; terzo sta lo United, con buco da 528 mln euro, seguito dal Liverpool per un  ammanco di 272 mln euro e quindi dal City, rosso anche lui, ma per  200 mln euro. Ora le cicale d’Albione per passare l’inverno bussano alla porta dei fondi americani: apriranno senza farsi  … ( debitamente) pagare?  L’altro Eldorado europeo, quello dei Panda d’ Espagna, mostra queste cifre: 1.173 mln euro di rosso per il Barca, 901 per il Real e 494 per l’Atletico. Che  manco stiamo a commentare.

( dal 12 al 16 aprile). Al Master 1000 di Montecarlo ce li hanno eliminati tutti, tranne il Fogni, che del torneo è l’ultime re. Il grande Djoko dopo aver scappellato il giovin Sinner, lo ha celebrato: ‘ Costui è il presente e il futuro di questo sport‘. Uscito anche Nadal, plurivincitore, semifinali e finale insolita per il Master 1000 Montecarlo.

Tornano in pista auto e moto. Le auto a Imola, le moto a Portimao. Con tante curiosità. Nelle auto, per scoprire se quei blasfemi che continuano ad augurare alla ‘ rossa’ di assidersi al terzo/quarto posto nell’agone mondiale, non siano ancora al  concorrente che la ’rossa‘ non è una vettura ma un mito.
E che, come tale, poco o nulla le importa arrivare terza o quarta o ultima. Il suo è ben altro destino. Che il tempo non sfiora. Di cui pochi godono. E infatti abbiamo forse abbiamo cambiato visione su chi fossero  Achille ed Ettore, Ulisse ed Enea? O, ancor di più, il Pegaso 0 l’ Ippogrifo alato?
Nelle moto, invece, s’è rivisto  in pista  il Marc pigliatutto dopo il doloroso  e problematico recupero dall’ incidente di un anno fa. Tutti si chiedono se  il ragazzo ( 28 anni) sarà come quello di prima o no. Per noi, con tutto il rispetto per il campione, il grande campione,  sarà molto difficile. Non impossibile, ma molto difficile.

Perchè  con il suo stile ( sempre ) pronto a  sfidare le leggi della fisica, per forza di cose, cose nuove, è messo in una condizione non agevole. Rischiosa. Facile a consegnargli un  prezzo altissimo. Se poi, dal cilindro, saprà tirar fuori impensabili  conigli, lo vedremo. Intanto gli auguriamo di competere al meglio, davanti ad una muta di giovani centauri che di sorbirsi  tubi di scarico manco ci pensano.
Cogliamo qui l’occasione anche  per indirizzare una domanda al Maestro : ‘ Cui prodest, Vale ?‘. Lottare per qualcosa di importante ci sta, ma per arrivare in fondo alla lista, val la pena insistere? Ha detto un altro Maestro: ‘ L’entrata in scena è fondamentale, ma se sbagli l’uscita rischi di bruciare tutto‘. L’Aprilia, che sembra ridesta, sta provando il Dovi. Chissà che non nasca se non un matrimonio almeno un fidanzamento?

CALCIO. SEMIFINALI CHAMPIONS. PSG-Manchester City; Real-Chelsea.
CALCIO. SEMIFICALI EUROPA LEAGUE.  Manchester United-Roma; Villareal-Arsenal.

Coppe europee, oramai solo  un festival per ‘spendaccioni’. Al quale sono stati  ‘invitati’  ( in veste di spendaccioni ) il Chelsea dell’oligarca russo e il Real  Panda del neo miliardario Florentino.
Il duello in  semifinale vedrà di fronte due cugini, entrambi ricchi e titolati figli del deserto. Il primo, alla francese, nelle mani di Tamin bin Hamad Al Thani, 40 anni, emiro  in carica di Doha dal 2013; il secondo, alla inglese, in quelle di Mansour Bin Zajed Al Nahyan, 50 anni, vice primo ministro e ministro degli Affari presidenziali degli Emirati. Due club-Stato, di proprietà di fondi del Qatar e degli Emirati. Il loro piani prevedono obiettivi ambiziosi, tra i più ambiziosi del mondo, e che puntano a fare dei due paesi ‘ marchi planetari‘. Chiaro che, non tirando fuori un dollaro dalle proprie tasche,  possono spendere e spandere quanto più gli aggrada.

Davanti a loro pure i Panda spagnoli o tedeschi cominciano a boccheggiare. Basta scorrere  alcuni numeri: 1,4 i mld di euro sono  spesi dal Psg dal 2011 a questa parte. Lasciamo perdere (poi )  il City, che col solo ingaggio fornito  al Pep coprirebbe una stagione di compensi all‘Atalanta.
Dunque, ( ormai) siamo davanti  ( rassegnati? ) a club-Stato, incontrollati e incontrollabili, ( soprattutto) da parte di una Uefa ridotta a ‘ bella statuina’, che sembrano avere rotto ogni ultima ( sportivamente) lecita  resistenza. Noi, tra l’altro, poveracci ancor alle prese con le acrobazie in Lega del sor Lotito, ci limitiamo più ( che assistere)  a ( fare il tifo ) per questo o quello. Felici e raggianti.
Scordando però  ( manco a dirlo ) gli interessi della Patria nostra, come capita da qualche secolo a questa parte.  Epperò, valutato come si muovono gli altri, i nuovi signori del pallone, se non altro per far vedere che ancora restiamo, perchè   non provare   ( anche noi) a creare  ( qualche ) club-Stato, ( magari ) chiedendo una mano, chessò,   alla Cassa depositi e prestiti? 

( Ndr) Sceicco, in arabo, significa ‘ anziano’ e anche ‘capo‘;  Emiro, invece, indica’ comandante, principe, governante’. Un titolo tuttora portato dai sovrani di alcuni Stati.

( dal 6 all’11 aprile).  E se la Beneamata si avvicina ogni ora di più al 19° scudetto, dietro le si è accanita la feroce di muta di quelli che vorrebbero andare in Champions. A far che cosa non si sa, visto che le nostre ultime rappresentati altro non hanno fatto che le belle statuine.
Champions a parte, c’è una ‘ rometta‘ d’un inca… o Fonseca che in Uefa riesce a farsi rispettare. Ad Amsterdam ha battuto i giovin fenomeni dell’ Ajax, con due golletti ad uno, ma tanto potrebbe bastare nel ritorno per rivedere una nostra in semifinale di Coppa europea?
Non ci attardiamo più sul calcio mercato che, visto da un divano, poco si capisce. Si va lamentando un calo generalizzato, brutale, di entrate, eppure, gli squali e squaletti che hanno fatto man bassa d’entrate negli anni addietro, del tutto se ne fregano. Come si faccia pretendere rialzi ( e perfin raddoppi) in un momento come questo a noi, dicevamo, su un divano, non è dato da capire. Ci sembra tutto talmente contradditorio che rimandiamo, potendo, agli aruspici dipanare le trame del calcio a venire.

CALCIO SERIE A. XXX GIORNATA. ( sabato 10 aprile )  Spezia-Crotone 3-2, Parma-Milan 1-3, Udinese-Torino 0-1; ( domenica 11) Inter-Cagliari 1-o, Juve-Genoa 3-1, Samp-Napoli 0-2, Verona-Lazio 0-1, Roma-Bologna, Fiorentina-Atlanta.
CLASSIFICA XXX GIORNATA. Inter 74 punti, Milan 63, Juve 62, Atalanta 61, Napoli 59, Lazio 55 …  Cagliari 22, Parma 20, Crotone 15.
PROSSIMO TURNO. XXXI GIORNATA. ( sabato 17 aprile ) Crotone-Udinese, Samp-Verona, Sassuolo-Fiorentina, Cagliari-Parma; ( domenica 18) Milan-Genoa ( 12,30), Atalanta-Juve, Bologna-Spezia, Lazio-Benevento, Torino-Roma, Napoli-Inter ( 20,45).

Ma tant’è. Non è ancora tempo della terza di  F1, sono appena discesi di sella i centauri delle moto. Domati, al momento, dal ragazzone siciliano all’anagrafe francese, ma con codazzo di piloti d‘Espagna al seguito che ( con o senza Marquez ) sanno farsi rispettare, eccome. Latitano, invece , i nostri. Con il Morbido che più ‘morbido’ di così non si pote e con il Maestro che starà pensando più a come arricchire d’optional il suo nuovo, lussureggiante, panfilo, che altro.
Si avvicina Montecarlo per i nostri della terra rossa ( cinque iscritti), si avvicina anche il Giro, tutto dedicato al sommo Poeta. Del doping sui fenomeni di Manchester ( caso mai) non si parla più, forse per non allargare l’indagine dal ciclo al calcio e via andare, visto che quando la prestazione sportiva è demandata ( soprattutto) alla fisicità, come esperienza docet, qualcosa di inconfessabile, d’imbarazzante,  c’è sempre. Forse, passare da ( abili ) ‘pratici’ a  ( cinici)  ‘praticoni’ il passo è più semplice di quel che non si crede.

S’è offeso nel frattempo  il  turco, indegno erede di Mustafà Kemal Ataturk, quando il nostro Draghi l’ha nomato  dittatore, che comunque voglia dire l’interessato su quella strada va decisamente dirigendosi da alcuni anni a questa parte, dopo qualche abile esercizio d’ illusionismo iniziale. Tra l’altro il ‘buzzurro‘ ( incivile, maleducato) o  ‘tiranno‘ o  che altro  sia non aveva avuto alcun occhio di riguardo per una signora che più signora di quella è difficile trovare.
E questo non tanto per una questione di genere, ma di  valori. Tanto più che la signora Leyen rappresenta degnamente quella Comunità europea (  ancor ) divisa, un poco codarda, ma che guarda con sempre maggiore apprensione alle acrobazie del   turco, in Medio Oriente, con quei poveracci dei Curdi,  verso gli isolotti dei Greci, in Libia , dentro e fuori del suo Paese, dove per trovare oppositori bisogna recarsi in  carcere.
Probabile è che nei suoi studi scolastici il soggetto si sia fermato agli Ottomani, che  da tempo (però)  hanno salutato i libri di storia. E comunque ben venga che ( finalmente)  un leader europeo, delle intenzioni di Draghi che non sono certo quelle d’un Mussolini, che con lui centra come i cavoli a merenda, cominci a soffiare sul collo di un personaggio che, al di là delle simpatie e antipatie,  dei  successi veri o presunti, dei  concittadini in galera, rappresenta ( ormai)  un ( chiaro) pericolo per la pace e la democrazia ( non solo ) mediterranea.
E comunque sia, fossimo nel ‘buzzurro‘ o ‘ tiranno‘ che dir si voglia,  nell’attraversare una piazza, cominceremmo a guardarci  ben bene attorno, perchè se  ai turchi verrà concesso quello che ( a suo tempo) è stato concesso agli italiani, quante tranquille passeggiate il ‘ ragazzolo’  potrà ( ancora) permettersi? Sulla posizione ( finalmente) di un leader vero come Draghi qualcuno, lassù, in camera caritas Ue, si è defilato.
La cosa non ci sorprende. Sarebbe troppo bello che una nuova (grande)  Nazione potesse nascere da un giorno all’altro. Con tutto quello che è successo nel passato. E solo tra sorrisi e fiori. L’importante ( semmai)   è che non s’abbia  (ancor ) parafrasare un verso noto ‘ Ahi, Europa, di dolore ostello, nave senza nocchiero in gran tempesta, non signora di province ma bordello…’.

 

( dal 4/5 aprileE’ sta una Pasqua serena anche se un po’ freddina. Serena, però, per quel che poteva essere, viste le restrizioni  qua e là imposte. E con qualche richiamo di grande sport, come la Moto a Doha e la finale del nostro Sinner al Master 1000 di Miami. 

Stan sull’uscio anche le coppe di calcio che, con piglio da barzelletta, vedranno una sola italiana ( Roma) a competere per i trofei continentali. La circostanza, ovvio, sta dando fiato alle trombe di quelli che vorrebbero tenerci col cilicio addosso ad ogni ora dell’anno. Dobbiamo imparare qui, dobbiamo crescere là.
Una nenia infinita, quando invece i nostri problemi sono ( ben) altri: una dirigenza ( tra Federazione e Lega) degna di questo nome, dei nuovi ( urgenti) impianti, qualche venditore di pallone che sappia vendere il nostro al mondo e non quello degli altri.
Ma siccome  che per realizzare tutto questo occorre gente ‘ con le palle’, gente che in questo momento da noi di certo non abbonda, ecco che ( i più) non fanno altro che celebrare gli altrui orticelli: siamo seri, ma che doveva imparare il Milan del Pioli  dai corridori dello United, alla prima d’andata, con quel ( bellissimo) gol negato ( non si sa perchè) al Kessie che ben altro indirizzo avrebbe imposto  alla doppia sfida?
E che doveva capire la Dea del Gasp che, anche qui alla prima d’andata, al cospetto del Real Panda, è stata privata fin dal via di uno dei suoi giocatori più importanti ? La sorte ha voluto che perfino il buon Nicolato, taglieggiato da ben quattro rossi in due partite, non  cadesse nella disperazione, perchè allora anche all’Under 21 avrebbero tolto il giusto premio di approdare ai quarti. Infine, la Compagnia del Mancio da chi dovrebbe andare ad apprendere l’arte del buon calcio?
Da chi? Inevitabile è qui chiedersi:  perchè  si lasciano impuniti quei prepotenti che ( si ) permettono  di trattarci ( ogni volta) in malo modo? Ma non c’è (proprio) nessuno ( laddove sono deputati a farlo) sveglio al punto giusto non tanto per ‘ reclamare regalie‘ ma solo per ‘ farci rispettare‘ ?

Che il nostro Sinner non abbia vinto, tutto sommato, non ci addolora più di tanto. Perchè anche qui le truppe cammellate erano pronte a far corte alle spalle del vincitore per osannarlo oltre misura. Facendogli casino piuttosto che chiarezza. Magari impedendogli di  affinare ( con calma, con juicio)  prestazioni già d’altissimo livello. La fretta, si sa,  è bene e spesso cattiva consigliera. Del resto il ragazzo, il campione, c’è, e allora perchè non tenercelo stretto, ben stretto, sognando le gioie dei tempi felici?

Sale in vetta alla MotoGp il Fabio siciliano per l’anagrafe francese. Scendono invece agli Inferi tanto il Morbido, che più ‘ morbido’ di così non potrebbe essere, quanto il Maestro, che men ‘ maestro’ di così non potrebbe essere. Ormai sono in tanti quelli che si chiedono se questi ( presunti) terminator possano  sforare o meno le leggi del tempo.
Le eccezioni ci sono sempre state, sempre ci saranno, ma restando però eccezioni e non altro. Qui nessuno vuol più invecchiare. Tra le belle  (o meno) dello schermo, tra i   campioni ( o meno) dello sport. Infatti gli elenchi cominciano ad essere ( incredibilmente) lunghi. Nella meravigliosa serie su Sky dedicata  all’inimitabile Totti il tema tempo è ossessivo ma inevitabile. Tra le altre  è spiccata una frase, un concetto,  sul quale  perchè non  riflettere : ‘  Importante è l’entrata in scena, ma se  sbagli l’uscita (ti ) bruci tutto’ .

PASQUA DI RESURREZIONE. Si valica marzo, si giunge alla Santa Pasqua del 4 aprile.  Saltano questo week end le auto di F1, tornano invece le moto, sempre a Losail. Sulle auto, risultati, commenti e dichiarazioni del Binotto, non c’impipa nulla. Proprio nulla. Sentire parlare della ‘rossa’ come un tempo si faceva per la ‘ serva del povero Zoffoli’ ci duole al punto che lasciamo ai tanti soliti insulsi saputelli l’onere, l’onore e la gioia del commento. Le auto torneranno il 16/18 aprile a Imola.

Scendono  invece di nuovo in pista le moto. Si diceva, ancora sulla stessa pista ( 5.38 metri) per il Gp di Doha. Nella prima Vinales ( Yamaha) ha ‘ fottuto‘ le due Ducatone di Zarco e Pecco, partito,  quest’ultimo, di gran carriera per accorgersi, poi, nel finale, che di gomma ne teneva ancora poco.  Difetto d’esperienza e di manico, ancora da affinare. Siam certi che Pecco tal lezione ha ( ben ) incamerato e non è detto che colga una ‘vittoriosa vendetta’ già alla seconda prova.
Comunque già così lo spettacolo è buono, per diventare ottimo, almeno per noi, bisognerebbe che il Morbido non andasse in bambocce per problemi tecnici e il Vale non finisse nelle retrovie per ( l’inevitabile  ) usura naturale, che balza fuor di solco quando men te la aspetti.  Oltre a qualche imberbe di Moto3 e Moto 2, che si dessero una mossa.

Dicevamo che l’Armani stava ad imitare l’albero di Natale, e però, questa volta , sfavillando, il risultato lo ha portato a casa.  Battendo la Stella Rossa ( 72/93) ha staccato il pass ( dopo sette anni)  per i play off di Champions, dove dovrà affrontare una agguerrita compagnia di otto pretendenti: Barca, CSKA, Efes, Fenerbahce, Vitoria, Bayern e Real Madrid.
Chi ‘maraviglia‘ in queste ore però è l’allampato ragazzino di Sesto Pusteria, 19 anni, che al Master 1000 di Miami, ha raggiunto le semifinali. Per noi basterebbe anche così, dato che esperienza insegna che a partire a tutto gas  ( Pecco docet) si rischia di trovarsi (poi)  senza motore o gomma o altro in vista del traguardo.
Infatti,  a19 anni, quel che fa il nostro ragazzo, non è male, anzi, è già qualcosa di speciale. Perchè allora non  lasciarlo crescere secondo i ritmi della natura e non della gloria prematura o ( peggio ancora ) del  portafoglio?
E mentre il calcio valuta i suoi ( clamorosi) ammanchi, dei quali i vari celebrati procuratori poco si fregano, abbiamo salutato con gioia la terza del Mancio, che con nove punti in saccoccia può aspettare con calma  gli svisserotti nostri nobili antagonisti  nel mese di settembre. L‘ Under 21 del Nicolato, grande uomo per grandi tornei, intanto, bastonando gli sloveni ( 0-4),  s’è guadagnata il passaggio ai quarti ( 31 maggio-giugno)  dove dovrà vedersela  con la prima classificata del girone D , ovvero il Portogallo.

Sullo sfondo del  tutto, s’intravede Cortina 2026.

CALCIO. QUALIFICAZIONI MONDIALI. GRUPPO C.  Italia punti 9 ( 3 partite)Svizzera 6 ( 2 partite), N.Irlanda 1 ( 2 partite), Bulgaria 1 ( 3 partite), Lituania 0 ( 2 partite).

OSSERVATORIO ARBITRI UEFA. A Vilnius ha diretto il polacco Raczkowski.  Dopo il primo quarto d’ora tre cartellini gialli, due per gli azzurri. Il primo corretto, il secondo sbagliato. Un minuto dopo l’Italia chiede un rigore per fallo sul Berna, ma non sembrano esserci gli estremi. Al ’26 invece altro errore tecnico sul giallo a Locatelli ( diffidato, salterà la prossima partita contro la Bulgaria). Al 4′ di recupero calcione a Barella, appena dentro l’area lituana: rigore netto.
Alla Nazionale maggiore  associamo l’ Under 21, con quattro rossi che hanno decimato  la truppa del Nicolato, notoriamente prima educatore e poi allenatore, eppure fatto passare ( dai capaci arbitri Uefa) come il capo d’una banda di teenagers in uscita dalle loro periferie urbane. Nonostante tutto ciò, sta ai quarti.

In questa vigilia di Resurrezione vorremmo trattar di questo e non d’altro. Sempre più forte sale il bisogno non solo di recuperare spiritualità, ma anche di una fede antica, millenaria, capace di torti e deviazioni ma anche di presenze ed opere prodigiose, che sembra tornare al centro della meditazione, con le sue ‘ scelte’ vitali al centro dell’interesse del nostro tempo ( ambiente, integrazione, dialogo tra religioni, attenzione ai più deboli …) senza dimenticare però quello che il tempo non può dare.
L’anziano papa Francesco che sale in solitudine una scalea inumidita dalla pioggia e oscurata dalle ombre della sera ( forse come  nessun altra volta ) ci ha fatto cogliere una vicinanza  frutto non solo  di secoli ma del bisogno attuale di una umanità universale che trasformi  il buio del quotidiano  in  luminosa eternità. Buona Pasqua di Resurrezione a tutti!

 (Da lunedì 29 marzo) Non si fa tempo a dir bene dell’Armani, che già bisogna mordersi le labbra. S’accende e si spegne come luci di Natale. Speriamo di non dover fare altrettanto con quei ragazzotti ( o ragazzini) che si stanno battendo su campi da tennis dell’altro Emisfero.

Sono tornate in pista  moto e auto. Nelle moto, solo due podi, in Moto 2 ( Bez) e Moto Gp ( Pecco), e poco altro. Il Morbido s’è eclissato, il Vale più che in gara doveva pensare agli optional richiesti per indorare il suo panfilo da 7/9 mln euro.
Nelle auto  finale annunciato anche se , di riffe e di raffe, strappato in extremis al Predestinato nato in un campo di tulipani ma che più che Predestinato, molto probabilmente, dovrà cercare di salvaguardare  quel titolo di ‘ sfascia rosse’ che s’era bellamente appuntato al petto ( a cominciare ) da quella volta dove con un sol colpo ne fece fuori due.
La memoria da elefanti dei fans della ‘rossa’ non dimentica. Nè perdona.
Anche se ci convinciamo sempre più che certi titoli hanno senso accumulare  scartoffie più che indicare i valori in pista. Non ci fosse stato quell’assurdo regolamento, infatti, per quella fasulla uscita di pista in curva,  il Max, avrebbe portato a casa una vittoria che s’era ampiamente meritata.
Il delirio del Toto a fine gara è apparso fuori di luogo, a meno che quei tituli non  li ritenga  ( soprattutto) ’parto’ suo e ( poco  )  altrui. Non delira ma sonnecchia il sor Binotto che picciol mossa s’è dato, anche se  con tal  foga che  ( questa )  a  Cesare  poco sarebbe servita  per  far rientrare gli Elvezi nelle loro sedi tra monti e laghi.

Nazionale del Mancio a parte chiamata ad incamerare altri tre punti in Lituania,  qualche domanda attira il calcio.
I soliti arbitraggi Uefa  stanno  mettendo in cattiva luce anche i ragazzi della Under 21, con quattro espulsi in rosso in due partite: non è che stiano cercando di far passare l’immagine, che quel buon uomo che li guida stia allevando bande criminali piuttosto che novelli giocatori di pallone? C’è qualcuno che sorveglia?
Intanto quei diritti tivù ceduti al Dazn, eppoi la folle richiesta d’adeguamenti che incurante del Covid ha preso d’assalto le casse ( al momento)  vuote delle nostre società.
Sul passaggio a Dazn saranno in parecchi a capirci poco o nulla per un bel po’ di tempo; che poi serva a farci tornare agli antichi splendori, lo vedremo. Sugli adeguamenti, invece, vorremmo chiedere a quelle truppe di mercenari che più mercenari di così non potrebbero, se stanno cercando la luna nel pozzo o che altro.
Gigio, poveraccio,  da 7 vuol passare a 10/11/12 mln euro, che manco lui sa quanti ne chiede lo squaletto nascostosi tra i tulipani; il Paoletto anche lui poveraccio vuol salire verso i 10; perfino il Chala, che poveraccio rispetto agli altri è davvero, chiede d’arrampicarsi dai 2,5 ai 7,5 mln euro. Insomma tutti verso l’alto, a rimira le stelle.
Li imitasse  nei suoi salti  in pedana il Tamberi potremmo già pronosticargli una medaglia d’oro ad Olimpia, con  misura  tale da restare ineguagliata   per qualche secolo a venire.

( weekend 27/28 marzo). Allora, che dire?, tanta è la carne sul fuoco. Intanto la balda compagnia del Mancio da Jesi ha iniziato il viaggio verso la Pentastella.  Sul fronte interno, Cr7 ha un altro anno di contratto con l’Incompiuta e resta, mentre per la Beneamata si aprono autostrade verso il 19° scudetto.
Il Diavolo è alle prese con i danari, per i  rinnovi, come quello per il Gigio che tramite lo squaletto di sua fiducia chiede un incremento stipendio che se concesso, in un tempo dove gli incassi ( per tutti)  sono diminuiti di così tanto,  e senza rosee prospettive, affonderebbe non solo i rossoneri.
Il buon Prandelli lascia la Viola per eccesso di stress. ‘ Non mi ritrovo più in questo calcio. Sono stanco…‘ dice. Come non credergli? Come non essergli accanto? Tutta la politica, improvvisamente vispa e vegeta, grida all’unanimità: ‘ Date i Giochi a Schwazer!’.

Orgoglio puro crea il  groppo davanti alle imprese delle nostre squadre di volley nelle Coppe che, comunque si concludano, maschili o femminili che siano, segnano la netta preminenza del nostro movimento su ogni altro movimento pallavolistico planetario.  Riaccendono i motori tanto le auto quanto le moto. Le prime  in Bahrain, le seconde in Qatar.  Con tante novità, con molti pretendenti, e Marquez per due Gp ancora al palo ( tornerà al terzo ). L’inferno della Roubaix è rinviato ad ottobre.

Vediamo ora qualche commento. Sul Mancio da Jesi capitano di ventura non abbiamo mai avuto dubbi. Semplice, attento, coerente. E, soprattutto, voglioso di stampigliare sulla più cara maglia al mondo, quella azzurra, la quinta stella che da (troppo) tempo attende di fissarsi al  posto suo più consono. Buona la prima del girone contro l’Irlanda del Nord: tutto fatto nel primo tempo, 2-0, con gol di Immobile e Berardi. Buona anche la seconda con  la Bulgaria ( 0-2). Fate passare la Lituania. 
Sul Campionato, non c’ è molto da dire, mancano dieci/undici incontri, con una trentina di punti in palio, ma la situazione, salvo sorprese sempre possibili nella tana dell’Araba Fenice, sembra già ( grosso modo) definita.
Al vertice, però, e non per la Champions e la retrocessione. Dove, nella prima, con tutto il rispetto per squadre come la Lazio del Lotito, dovrebbero andare quelle che in Europa si trovano  a loro agio. Come il Diavolo, ad esempio, sette Champions con 11 finali, in questa però angustiato da quello squaletto che per insaziabil fame sua dà l’idea che a volere comporre la squadra rossonera  debba essere lui e non altri.  Incredibile a dirsi: ma non c’è nessuno, proprio nessuno,  che ( dalle nostre parti)  possa metterlo in rete e spedirlo in altri mari, magari in quelli dove deposita le sue pesanti covate d’oro?
E comunque sia speriamo che il Gigio, visto che pane e companatico non manca per non morire di fame, faccia la scelta giusta, magari dando un bel calcione allo squaletto e optando una volta tanto non per i danari ma per una maglia. Quella che lo ha fatto e lo farà ancor più grande. Quella di cui tanti bambini continuano ad   innamorarsi.

 

IL MARCIATORE SCHWAZER. Sul giovane Schwatzer, marciatore trentino, ne hanno dette e fatte di tutti i colori.
Contribuendo a generare un miracolo impossibile perfino ad un fuoriclasse come Mario Draghi: unire, cioè, tutti partiti, sottoscrivendo compatti alla Camera una risoluzione in commissione Cultura, Istruzione Sport, per invitare Governo e Coni ad attivarsi presso gli organi sportivi internazionali affinchè il ragazzo ( innocente) possa partecipare ( come suo diritto) alle prossime Olimpiadi.
Per lui niente doping, infatti, e semmai una squallida  manipolazione per incastrarlo. Una sorta, insomma,  di affaire Dreyfuss. Che ha indotto illustri rappresentanti del movimento atletico internazionale a pronunciar sproloqui, mentre alla Wada non sanno più che pesci prendere. La cosa ci fa doppiamente piacere: per il ragazzo, per l’Italia.
Che, finalmente, scrollandosi di dosso anni ormai lontani, e riprendendo in mano il filo interrotto della sua rinascenza, compatta quando serve, ha rimesso le scarpe a punta per far intendere le sue ( sacrosante) ragioni. Che se a Coe e a suoi della Wada non stanno bene, possono anche ( liberi e giocondi) tornare a correre lungo i fossi. Senza maneggi, è ovvio!

UN VOLLEY MONDIALE. Conegliano annuncia che la Paoletta resta. Per il 2021, ma si spera anche oltre. Del resto che va cercando la nostra atleta? Colà le vogliono un bene dell’anima, colà è diventata la più brava al mondo, colà non gli fanno ( mai)  mancare spianata calda e odorosa mortadella per evitare di farla morire di fame.

Anche lo zar Ivan, migrato al momento in Siberia, sta pensando al ritorno a casa. Nulla di ufficiale dice lui, ma le voci lo danno ( sempre più) a Civitanova. Nel frattempo s’assommano gli obblighi in maglia azzurra. Che culmineranno nell’Olimpiade giapponese, l’unico trionfo che manca al formidabile movimento pallavolistico azzurro. Il prossimo anno il campionato italiano risulterà ancor più competitivo, oltre allo Zar, ( si dice che) torneranno Bruno, Ngapeth, Anderson.

DUE FENOMENI PER LA ROSSADire come dice  il buon Binotto che ‘ sarà questo un anno di transizione‘ equivale, per i fans della ‘rossa‘, ad una ammissione non di realismo ma di insipienza. Onde per cui l’interessato farebbe bene cercarsi ( fin da ora, caso fosse) un posticino tranquillo sul lago di Ginevra per dedicarsi o alla pesca o al ripopolamento della fauna lacustre. Infatti  a chi è stato dato il dono di guidare una ‘rossa‘  non può certo trattarla  alla stregua di altre vetture.

Perchè il solo  salirci sopra vuol dire correre per consegnare i sogni degli uomini agli dei . Senza limiti. Senza prudenza. Senza mediocrità. E solo chi crede in questo può permettersi di contribuire o a  progettarla o  starle accanto o  a salirci sopra. Allorquando i signori Toto e il suo amicone Jean si dilettano a stilare classifiche, prestazioni, record,  dimenticano ( o fan finta di dimenticare) che ( per i fans planetari della ‘rossa‘) poco o nulla contano.

Anche perchè ‘ strappati‘ non con giusto confronto ma con la demolizione ( concessa e sistematica)  dell’avversario.  E quando la ‘rossa’   ha cercato di far valere le sue ragioni, sacrosante, certificate, come in tanti testimoniano, lassù, in alto, nessuno le ha dato ascolto. E comunque senza gran danno perchè i fans della ‘rossa‘ hanno un loro modo nell’attribuire titoli e stabilire valori. In primis quello del cuore. Lo stesso che  ( simbolicamente) espongono sotto il palco di Monza. E che batte con ritmo suo. Per  loro  (ad esempio  ) il  piccolo grande Giles vale infinite volte  più d’altri  titolati. Lui in eterno, gli altri solo per le scartoffie. Come quelle accumulate ( ultimamente) dal Toto e dal Jean, naturalmente.

L’ANNO DEL MORBIDO? E rombano  i motori sulle MotoGp. In Qatar.  Con una sfilza di pretendenti al titolo da far paura. Infatti, mancando il gatto i topi ballano. Re Mir, al momento, non si sbottona: la sua Suzuki è un rebus. Non sono un rebus invece le Ducati ( orfane del Dovi) e le Yamaha, quest’ultima con una coppia in sella da leggenda. Su una c’è il Vale che, pur rispettando il parere di Cecchinello, resta l’astro  lucente di quest’ultimo quarto di secolo, sull’altra c’è  il Morbido.
Giovane al punto giusto, cresciuto al Ranch, già mondiale di Moto2, prodigo dei consigli del Maestro ma già pronto a metterci del suo, potrebbe infatti rappresentare un altro di quei ( grandi) campioni che il motociclismo azzurro sforna da quando ci sono moto che sfrecciano  su una pista. Non crediamo abbia timore del ritorno del tiranno Marc, che comunque bisognerà valutare al netto di una vicenda che non può non averlo segnato profondamente. Quel che appare certo è che sarà un gran Mondiale. 

( 25 marzo 2021) DEUS IBRA.  Il Dio che si commuove è un Dio umano. Diremmo cristiano, anche se i cristiani nelle terre fredde del Nord dove lui abita latitano. Tutti, gli dei, tranne lui, l’Ibra che è tornato ( pure) in Nazionale. Nel Challenge Cup uomini finale di ritorno Ziraat AnkaraMilano ( andata 2-3).

L‘ Ibra che sta conducendo una comitiva di giovani calciatori  rossoneri nell’Olimpo del calcio europeo, dopo un decennio in cui la ‘squadra più titolata al Mondo‘ , quella degli Immortali e degli Invincibili, era rimasta fuor della porta d’ingresso. Per lui si parla di rinnovo. Per lui si parla di chiudere una luminosa carriera in una delle mitiche due o tre squadre al Mondo. Il sogno di ogni bimbo, soprattutto se nato povero.  Nei paraggi del calcio assediato dal virus,  continuano a navigare squali e squaletti affamati di soldi.
Per il Gigio, ad esempio, c’è uno squaletto ( tanto celebrato) che chiede 12 mln netti annui punto basta. Per il bene del calcio ( nostro e altrui) non sarebbe bene mandarlo ad impigliarsi ( finalmente) in qualche solida rete di qualche altro mare ?
Intanto riprende il cammino verso la Pentastella della Compagnia del Mancio da Jesi. Con  tre test qualificazione per il Mondiale, oltre ad altri sette/otto nell’altra parte dell’anno per per l’Europeo e la Nations League.
Qualcuno dice che i nostri non sarebbero favoriti, perchè avanti sono  Francia, Germania  oltre ad un outsider. Opinione che, francamente, non condividiamo anche se,   a dire il vero, partire calati ( per noi) è meglio che  arrivar gasati. Tuttavia, non possiamo nascondere la soddisfazione di avere ritrovato tanti  atleti  giovani, tanto talento e un’ottima guida.
Che ci fa apparire gli antagonisti (  dell’Oltralpe) tutto fuorchè spauracchi; ovviamente, Fifa, Uefa e arbitri lor dipendenti, permettendo. In un modo o nell’altro infatti ( di recente) ci hanno espulso ( perfino)  dalle coppe, bisognerà che ( almeno stavolta) qualcuno  ( lassù, da noi ) resti sveglio per non farci appioppare ( di nuovo) oltre al danno anche la ( abituale) beffa.

Super Conegliano, in finale Champions. Novara si arrende, mentre l’Imoco non perde da 468 giorni. L’altra finalista potrebbe essere Busto, contro le turche già battute in casa ( 2-3). Per compiere un altro prodigio di questo nostro volley femminile. Dicono che la Paolina voglia andare a fare esperienza di vita ( oltre che di tasca) altrove.
Ma dove, cara Paolina, meglio di qui? Ti vogliono un bene dell’anima, sei diventata la più brava, i soldi per una spianatina calda con  mortadella non te li fanno mancare, che altro vuoi dalla vita? Intanto il Monza annienta il Galatasaray ( 3-0) e conquista la coppa Cev.
Nella scherma primo trionfo della prodiga disciplina nell’anno olimpico con la spada maschile a squadre che, in Kazan, rimonta l’Ucraina ( 44-43) e vince al cardiopalmo. A Miami inizia  un Atp 1000 ( 5,5 mln montepremi, cemento ) con una vagonata di nostre speranze azzurre. Confidiamo.

QUALIFICAZIONE MONDIALI QATAR 2022. ITALIA gruppo C. QUALIFICAZIONI: ( giovedì 25, ore 20,45, Parma) ITALIA-Nord Irlanda; ( domenica 28, ore 20,45) Bulgaria-ITALIA; ( mercoledì 31, ore 20,45) Lituania-Italia. L’ITALIA del Mancio ha anche due importanti appuntamenti: uno per l’Europeo ( dove guida il girone con 12 punti davanti all’Olanda, 11) e la Nation League con finali in ottobre, in Italia, primo incontro ITALIA-Spagna ( 6 ottobre, ore 20,45).

( settimana dal 20/21 marzo). E’ il turno di una Sanremo da ‘super’. Sala che probabilmente non vede l’ora di lasciare le cose come stanno, chiede: ‘ San SiroZhang ci dica chi guiderà il Club‘. Anche i maghi vanno in pensione, sta volta tocca a Mou Mou, abbandonato dalla truppaglia assoldata per il (suo)  Tottonham.
  Il Campionato riprende con una domanda: sarà l’Incompiuta che si compie solo tra le mura domestiche l’avversaria della Beneamata in fuga? Al vecchio Milan cominciano a mancare le forze, quelle dell’Ibra in primis: lui che vuol essere un dio ( forse)  non sa che dai tempi di Esiodo e Omero chi più vuol sogliare agli dei prima o poi verrà punito. Infatti poco tollerano, gli Olimpici, che gli umani credano di diventare come e più di loro.

A proposito di dei, i nostri si stanno facendo in quattro per calare non in terra ma sottoterra quel ‘poveraccio’ del Draghi che ha accettato la malaugurata impresa di rimettere  in linea di navigazione una barca affollata di tanti mediocri faticatori. Un vecchio, superato, politico, ha perfino evocato ‘ Colui che camminava sopra le acque‘.
Con che scopo non si sa, certo è che se quel poveraccio del Draghi costretto deglutire veleni ad ogni più sospinto molla l’impresa chi altri potrà andare ( credibilmente) al timone? Intanto prosegue la campagna di vaccinazione. Il via libera dell‘Ema ad AstraZeneca potrebbe semplificare le cose.

LE PATERNALI E IL CILICIO.Roma a parte) ci hanno espulso dall’Europa del calcio. E come sempre nelle grandi occasioni,  dai mille pulpiti nostrani giungono non difese ma omelie, o meglio, paternali, che insistono sui nostri inderogabili difetti, sulle nostre strutturali mancanze, sulle nostre inguaribili inferiorità. Una sorta di razzismo occultato. Ma è davvero col cilicio che dobbiamo cercare la soluzione dei nostri rebus, o c’è  altro da fare ? Magari, una volta per tutte
Le omelie dell’Arrigo sono note. Non fanno più colpo. Anche se, a modo loro, ci mancherebbe, qualche fondamento ce l’anno. Nell’ispecie, innovare, quando è necessario, resta  un buon suggerimento. Prezioso, se tempestivo e condiviso. Ma sta qui la soluzione dei nostri rebus?  Andiamo allora sulla Dea del Gasp:  ebbene, se non è entrata nelle otto regine è perchè s’è trovata di fronte un Real Panda  inatteso o perchè non le hanno consentito di esprimere tutto quel sapeva fare?
Tutto quello che   poteva fare ?  Nell’andata  gli hanno buttato fuori ( con invisibile, sapiente, taglio chirurgico) un elemento chiave del suo gioco nel primo quarto d’ora, costringendola a giocare per 80 minuti in dieci contro undici, finendo ( ovviamente) con l’incasso di un gol  che ( nelle Coppe) vale doppio.
Nel ritorno, dopo un ulteriore ingenuo svantaggio, gli hanno appioppato un rigore che,  chissà se fischiato a  campi invertiti, nei fatti, ha  definitivamente seppellito i meriti di una squadra che più che  apprendere stava insegnando, al Real. Il quale, nel ritorno, da navigato allievo qual è, altro non ha inventato che l’atavico darsi da fare.
E del resto quale alternative aveva ? Eppoi, se dalla Dea migriamo sull’ Incompiuta notiamo che,  sia pur per quel poco che meritava, un rigore nel finale della partita d’andata poteva anche pretendere, mutando i termini della disfida. E, ancora, che dire di quel ( bellissimo) gol di Kessie nell’andata allo United, ora lui  avanti e il Milan fuori ? Andemm innanz, o no, visto che l’elenco è lungo e  annoso?
Anche perchè chiara  appare  ormai la lectio magistralis  che ci impartisce  questa Europa di nobili e incontenibili spendaccioni ( City, Psg) e indebitati ( Real, Barca, United). Una lezione dove, per ottenere risultati, prima d’ogni altra cosa, occorre essere rispettati. Rispettati come meglio conviene.
Soprattutto in quegli impercettibili, sottovalutati, attimi che decidono le sorti d’una disfida. Tentativo che alle squadre italiane  non riesce più. Tanto che  al danno  aggiunge la beffa, visto che a designare arbitri sono italioti al servizio altrui. Conservati sul pezzo da  dirigenti nostrani  che sono più patetici  e modesti dei polli del Tramaglino.
Benedetti tutti dai pontificatori  a chiodo fisso. E coperti da  tutti quei lavaceci che s’affollano ( imperterriti) qua e là in pertugi vari,  portando solo acqua fresca agli orticelli altrui. Ascoltarli è come entrare in un negozio dove il proprietario invece che illustrare la merce sua suggerisce  al cliente :  ‘ Ma che viene a fare qui, c’è tant’altro di meglio, altrove, in altri negozi, in altri borghi  e che s’attarda qua? ’. E se cotanto è vero  ( come appare sempre più vero ) a che servono i corsi d’aggiornamento, la cultura e le amenità varie?
Infine, ai giornalisti spagnoli, poco colti e molto imberbi,  che ci credono un pais antico innamorato dell’antichità,  altro non ci sovviene che  questo:  ‘ Certo che ci è difficile dimenticare  il nostro passato, tanto importante, universale e attuale qual è ! Senz’altro per voi guardare indietro è esercizio assai più semplice, visto che al massimo vi toccano quattro o cinque secoli, peraltro in buona parte già passati in cavalleria’.

SORTEGGIO QUARTI CHAMPIONS. Real Madrid – Liverpool, Porto-Chelsea, Bayern Monaco-Paris SG, Manchester City-Borussia D.
SORTEGGIO QUARTI EUROPA LEAGUE. Granada-Manchester United, Arsenal-Slavia Praga, Ajax-Roma, GNK- Villareal.

SERIE A XXVIII GIORNATA. Parma-Genoa 1-2; Crotone-Bologna 2-3, Spezia-Cagliari 2-1; Verona-Atalanta 0-2, Juve-Benevento 0-1, Samp-Torino 1-0, Udinese-Lazio 0-1, Fiorentina-Milan 2-3, Roma-Napoli 0-2; Inter-Sassuolo ( rinviata).
SERIE A CLASSIFICA ( parziale). Inter * punti 65; Milan 59, Juve* e Atalanta 55; Napoli *53, Roma 50, Lazio* 49 … Crotone 15.  ( * una partita in meno)
SERIE A XIX GIORNATA ( sabato 3 aprile). Milan-Samp ( ore 12,30); Atalanta-Udinese ( ore 15), Benevento-Parma, Cagliari-Verona, Genoa-Fiorentina, Lazio-Spezia, Napoli-Crotone, Sassuolo-Roma; ( ore 18) Torino-Juve; ( ore 20,45) Bologna-Inter ( andata 1-3).

Nota. Campionato sempre più in mano al Conte Dracula. Mentre la Juve voluta dall’Agnelli sprofonda, e solo Milan, Napoli e Lazio sanno tenere il passo della prima.

( settimana dal 15 marzo Luna rossa stavolta ha fallato. Nella settima e ottava regata qualche errore di troppo non ha invogliato Eolo, il dio dei venti, ad andargli in soccorso.
E gli altri, soprattutto nella ottava, distanziati ormai di 2,5 chilometri e dunque senza più speme alcuna, hanno ritrovato il soffio propizio che gli ha consentito di recuperare un divario altrimenti impossibile da colmare.  Fatto è che nel conteggio si è passati da due match point ad un problematico 3-5 a favore dei Kiwi.
Inoltre, nella nona, la Luna dopo aver  condotto fino al quarto gate, s’è andata a seppellire in un buco di vento nullo. La decima è stata rinviata per scarso venticello. Per la undicesima, poi, non c’è stata storia. Si è dunque esaurito qui, con qualche errore di troppo, si diceva, il bel volo di Luna rossa. Negli anni a venire lo rivedremo?
In Champions nulla da fare per le nostre. In un modo o nell’altro, sospetto e lecito o meno, non importa, si va fuori e basta.  Tanto che non si potrebbe cominciare a pensare di togliere da tanto inutile ludibrio lo nostro ingombro e fare come facevano gli inglesi prima di accettare la Rimet? Ovvero, lasciar ( a chi crede) concorrere a scegliere la regina di Champions per poi sfidarla noi, con la meglio delle nostre, in una disputa a parte?

Che la Signora non sia a suo agio in Europa lo hanno capito tutti, dalla Groenlandia a Cipro. Quest’anno, per gli ottavi, gli avevano sorteggiato un’avversaria buona ma battibile, come si dice, eppure, tra un ‘ maccherone’ e una ‘tagliatella’, ha finito ( ancora una volta) col farsi ‘ buttar fuori’. Probabilmente le ragioni vanno cercate nel manico, o meglio, nella proprietà della Società, che tra una rivoluzione e l’altra, sbeffeggiata o meno,  s’è dimenticata di come rendere al meglio ( innanzitutto)  gli affari in casa propria.
Migliore fortuna non poteva trovare la Lazio di quel mastino del Lotito  che , tra omaggi e  sviste, non ha fatto altro che spianare la strada ad un avversario che la strada se la spianava da solo. Pensare di rimontare alla corazzata Bayern lo 1-4 dell’andata, fa solo ridere. Più infausta sorte ha invece trovato la Dea che, tra furti, regali, squalificati  e sviste, pensava di battersela ad armi pari con il Panda dei Panda, ignorando una casistica che è leggenda.
Il buon Gasp s’è lamentato, con fondamento, ma come al solito capita in questo Paese difficilmente troverà soccorso o soddisfazione presso qualcuno. Abituati come sono i nostri lavaceci a deglutire tuto quel che non li tocca in tasca è sicuro che, continuando a frequentare l’Uefa, questa Uefa ricchissima ma sempre meno credibile, di trattamenti come quelli impartiti ( chirurgicamente, sapientemente ) alla Dea se ne conteranno altri , altri e altri ancora.  Cui prodest? tuonerebbero gli antichi.

Le qualificate, Manchester City, Chelsea, Liverpool, Bayern, Dortmund, Real, Psg e Porto, verso la finale di Istanbul del 29 maggio. Tre inglesi, due tedesche, una spagnola, una francese, una portoghese. E nessuna italiana. Non è una barzelletta, ma la composizione dei quarti di finale della Champions.

 

In Campionato, invece, altro non c’è che la Beneamata del Conte Dracula, oramai lontano da tutto e tutti. L’ultimo a tenere il suo passo è stato il Diavolo, ma con tutti quegli infortuni, e i pochi cambi che ha, più di così ( probabilmente) non può fare. Speriamo solo si tenga il posto Champions, nella casa sua.

ABBIAMO VINTO BARANDO? ‘ Abbiamo vinto barando?’ si chiedono mogi e sorpresi i conterranei del più scapigliato premier d’Occidente. Se non fosse per un certo pudore, potremmo anche rispondere che sì, si è barato. E comunque, qualche giorno fa, il Daily Mail ha scritto ‘ c’erano da tempo crepe nell’edificio della British Cycling. Ora però il tetto è crollato’.
Il Telegraph parla di ‘ reputazione in frantumi‘, mentre il Guardian di ‘ vicenda triste‘.  Il tutto mentre sir Dave Brailsdorf, gran capo Ineos( ex Sky), tace. Per ora. Nonostante gli inviti ( clarissimi) alle dimissioni.
Il Consiglio generale dei medici britannici ha condannato Freeman per acquisto di ‘ testogel, una forma di testosterone, sapendo o credendo che destinato ad un corridore ( non identificato)’. Freeman, tra 2009 e 2015, è stato medico di Sky e della nazionale britannica, e ha poi lavorato per la Federciclismo britannica,  fino al 2007. l velodromo di Manchester era il centro del mondo del pedale. Qui si lanciò l’idea di far esplodere il ciclismo nazionale con i soldi della lotteria nazionale.
Missione compiuta: 8 ori a Pechino, 8 a Londra, 6 a Rio, più 6 Tour dal 012 al 2018. Il simbolo di questa superpotenza era Wiggins, 4 ori olimpici, 6 Mondiali su pista, primo britannico a vincere il Tour, nominato sir dalla regina.
Freeman aveva riconosciuto, in una udienza, che il pacchetto consegnato a Manchester nel 2011 un pacchetto  di 30 bustine di Testogel. Inutile procedere. Sembrerebbe però che scheletri nell’armadio della regina  ce ne siano tanti. Intatti. Recenti e intatti. Al punto che quelli che volevano presentarsi Pianeta  come ’ più bianchi del bianco’ restano tutti liberi e giocondi. A copertura di uno sport, ciclo e perchè no  anche  della pelota, che di dubbi ne ha sempre sollevati tanti.

 

 

Ti potrebbe interessare anche...