Ravenna. Inaugurata al Mercato coperto la mostra ‘Bottiglie d’artista’. Omaggio ai 30 anni di ‘Linea rosa’.

Ravenna. Inaugurata al Mercato coperto la mostra ‘Bottiglie d’artista’. Omaggio ai 30 anni di ‘Linea rosa’.
LA PRESENTAZIONE DELL'ALLESTIMENTO ARTISTICO
RAVENNA. Il Mercato coperto di Ravenna sempre più punto d’incontro per la valorizzazione dell’arte.
Dopo aver ospitato per sette mesi come ‘residenza d’artistaEnrico Mazzone e la sua Divina Commedia disegnata su un rotolo di carta lungo 97 metri, propone ora la mostra itinerante Bottiglie d’artista,
curata dalla direzione artistica di Banca Patrimoni Sella & C. L’evento è stato presentato di recente  nel corso di una conferenza stampa.

In collaborazione con Molino Spadoni, le sculture Oggetto domestico di Matilde Domestico e Spirito e Bellezza di Luisa Valentini, trovano ospitalità all’esterno dello storico ingresso del Mercato coperto su piazza Costa.
Un lungo cammino quello delle Bottiglie d’artista, iniziato nel 2014, quando, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, palazzo Bricherasio, sede istituzionale di Banca Patrimoni Sella &C., le ha esposte nelle esedre di via Lagrange 20 a Torino. Da allora sono diventate soggetto per una mostra itinerante, volta a rimarcare il ruolo sociale dell’arte contemporanea.

COMMENTI. “ Le Bottiglie d’artista nella loro maestosità, potenza e fragilità contemporaneamente ben rappresentano il tema della violenza domestica, e possono essere un importante richiamo di sensibilizzazione sul tema della violenza di genere”.
“Spesso si sostiene che la sensibilità e la bellezza non possono affrontare i problemi della società-  afferma Leonardo Spadoni, presidente del Gruppo Spadoni-. Invece, penso che l’arte e la bellezza possano rappresentare i problemi in maniera che arrivino direttamente al cuore”.
“Credo nel patrimonio artistico e culturale – aggiunge Federico Sella, AD Banca Patrimoni Sella & C. - e per questo ritengo che anche la Banca abbia possibilità di crescere accanto alle opere d’arte, vissute in luoghi non formali come può essere un museo”.

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