Non solo calcio. Coppe, poveri noi! Volo dorato delle ‘farfalle’. Itali o Italioti, che dice lo ‘jus sanguinis’?

Non solo calcio. Coppe, poveri noi! Volo dorato delle ‘farfalle’. Itali o Italioti, che dice lo ‘jus sanguinis’?
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CRONACA DAL DIVANO. ( dal 1 novembre 2021). A Roma si è concluso il G 20, il summit dei grandi della Terra, con qualche defezione annunciata ( Cina e Russia), ma con un impegno italiano apprezzato dall’intero Pianeta. Non è stato un trionfo, ma neppure una debacle. Le speranze per salvare il Mondo restano tutte, intatte e  con qualche ( inatteso) impegno in più di ridurre i danni causati dall’uomo ( almeno) entro metà secolo. Ora la parola passa alla Cop26  in Scozia.

La divina Federica, 33 anni,  ha detto sì al  suo Matteo, 30 anni. Mentre Arianna Fontana, 31 anni, otto medaglie olimpiche, rivince in Coppa. Jacques Villeneuve, campione del mondo F1 nel 1997, 50 anni, figlio del più amato campione della ineguagliabile ‘ rossa’, ha trionfato nella Nascar Whelen Euro Series di Vallelunga. Le ‘farfalle azzurre’ dopo l’argento hanno vinto oro e ( un altro) argento in cerchi e clavette. Incredibile evoluzione dello Sinner , 20 anni, che un passa in avanti fa e due indietro.
Nel 500 di Vienna  in due set aveva praticamente demolito il furbastro Tiafoe, 23 anni, poi battuto seccamente in finale da Sverev, per poi spegnersi  ( improvvisamente) e senza ragione alcuna,  regalando all’avversario punti ( preziosi per l’Atp Finals di Torino)  e  una ( insperata)  finale. Adesso Jannick dovrà rimboccarsi le maniche per  rimediare i 100 punti sperperati  a Vienna per entrare, a soli 20 anni, tra gli otto big del mondo della racchetta.

CAMPIONATO SERIE A E COPPE. Volano Napoli e Milan. Arbitri, infortuni, Ibra più panchinaro che altro, non frenano le due squadre aspiranti squadroni. Per l’atteso verdetto si dovrà attendere il passaggio dell‘Epifania, che notoriamente chiarisce le idee un po’ per tutti, aspiranti e non. Continua la incredibile  debacle bianconera, con un Allegri con la testa fra le nuvole e i suoi con i piedi in qualche campetto di periferia intenti a giocarsi una coppa de nonno.

Tornano, in settimana, anche le Coppe. La Signora con una vittoria chiuderebbe il discorso in vetta al suo girone; mentre la Dea dovrà battere quello United che già avrebbe potuto battere nell’andata. Tre punti farebbero ( giustamente) carne e sangue. Incerto è il passaggio della Beneamata, che deve andare a replicare i trre4 punti con lo Sheriff in Moldova. Drammatica resta invece la posizione del Diavolo, mesto, derubato  e senza punti in fondo al suo gruppo. Se vuol tornare alla casa sua, dovrà infilare l’uno dopo l’altro: Porto, Atletico e Liverpool. 

 

( dal 26 al 31 ottobre).  La ( misteriosa) pandemia ancora infuria. Qua e là, a seconda del chi e del come è stata affrontata. L’Europa, ad esempio, s’è mossa in ordine ( a dir poco) sparso; con lo ‘ scarmigliato’ che ha fatto brexit anche nel campo della salute, il tedesco che ( in un certo senso) è rimasto ‘sorpreso‘ da qualcosa che ( ancora) fatica a realizzare, il franco che si barcamena come può senza però arrivare  alla dirittura finale.
Pochi esempi, questi, sintetici, ma sufficienti per dire che se la leggiadra Europa non riuscirà a trovare in tempi ( auspicabilmente) brevi un unica  ‘guida’  ben difficilmente potrà conservare quei  ( prestigiosi) primati  raggiunti dopo secoli di dura e dolorosa fatica.

Tiremm innanz. Il sor Draghi manovra ( non si sa bene come) per quel Pnrr che dovrebbe cambiare il volto del Bel Paese. Dovrebbe, siam qui tutti ad aspettare. Trepidanti, in religiosa attesa.  Intanto divaghiamo con i cinesi che sorvolano Taiwan in ( corposa ) formazione aerea.
Mentre altri poveracci, sospinti da conflitti, colpi di Stato e  miserie varie, cercano riparo e futuro laddove ancora sembrano essercene. Sembra. Perchè se la va così, come si potrà trovare alloggio, cibo, lavoro per noi e per gli altri come papa Francesco ( cristianamente) raccomanda? Ma un sassolino vorremmo qui toglierci dalla scarpa. Non riguarda più di tanto quella folla di buccaloni perditempo che popola i media  e  che mangia di calcio sputando sul calcio. Soprattutto nostrano, ovvio, qual  muto  sacco delle botte.
Per costoro sempre imberbe, sempre col cappello in mano, anche davanti a quelli che davanti ai nostri successi non sanno manco più perdere. Il sassolino, comunque, riguarda non costoro ma tutti coloro che  ‘oriundi’ di mamma Italia quando gli chiedono di qual popolo  siano rispondono tutti fuorchè il nostro. Sembra quasi che abbiano vergogna. Ritegno. Preoccupazione. E pensare che il dono di appartenere ad uno dei popoli più straordinari della storia umana, non dovrebbe essere motivo  di ritrosia ma di orgoglio.

Che posi debbano essi mostrar riconoscenza verso la madre che li ha ospitati e ( in molti casi)  cresciuti ci sta. Eccome. Ma dimenticare, o far finta di dimenticare, la mamma che a tutti loro ha dato ‘ anima, carne e sanguine’0 per essere quello che sono e non altrimenti, è proprio così esatto? Lodevole? Vantaggioso?

L’argentino  Leonel ,ad esempio, figlio di migranti marchigiani, non sa ( o finge di non sapere)  chi erano certi suoi conterranei qual Raffaello, Bramante, Leopardi, per non dire del Rossini o del  Mattei che nel 1953 fondò l’Eni di cui Agip divenne la struttura portante? Il  Quartararo, poi, nato a Nizza, città italiana, o meglio, genovese,  ceduta ai Franchi dal Cavour,  figlio di gente di Trinacria, s’è mai chiesto da qual  ‘ prodigio’  ( che pochi confronti teme ) provengono  i genitori suoi?
Ultimamente, per farla breve, si preferisce appartenere a questo o  quel popolo a seconda  della migliore opportunità, dimenticando però che, al di là di quel che a noi pare più  comodo, l’unica cosa certa è quello ‘ jus sanguinis’  che nei secoli ( se non millenni) ha partorito un Dna dal qual tutto si puote fuorchè fuggire.  Nel bene e nel male.

CAMPIONATO CALCIO SERIE A. DECIMA GIORNATA.  in campo sono scese ( tra le altre)  Milan-Torino, ma anche Juve-Sassuolo, Samp-Atalanta, Cagliari-Roma, Empoli-Inter. Tutte in ballo per lo scudetto. Uno scudetto difficile da prevedere.
Comunque ambito premio di un Campionato che per noi resta unico, alla faccia di quei buccaloni sfaccendati che accosciati dentro qualche poltrona non fanno altro che spalargli fango e disinteresse. Un di questi, infatti, invece di pagare i danni da lui apportati, bello e ridente, non fa altro che farci sapere ‘ quanto poco conti più il nostro calcio’.
Ovviamente, pieno di sè qual sempre si mostra, non deve essere stato informato che abbiamo in casa dei campioni d‘Europa che ( in attesa di qualche nostra brava  anche in Coppa) mirano ad appuntarsi al petto ( con buone possibilità) una certa pentastella.

CLASSIFICA.

 

( dal 12 al 25 ottobre). Certo che le  novelle ( news), liete o tristi che siano, non mancano. Giungono a fiotti  dal Pianeta ( Cina e Taiwan, Eu e Polonia,  etc. etc.); giungono dagli andamenti vari che si susseguono in casa nostra ( green pass, vaccinazioni, pandemia, ripresa economica, pil esagerato, etc. etc.),  giungono dai vari contesti sportivi che ( almeno in parte, superato il terrore della pandemia)  hanno ripreso a svolgersi, puntualmente, e con la presenza ( crescente) di pubblico.

Se vogliamo restare sullo sportivo, almeno due o tre sassolini possiamo provare a toglierci dalle solite scarpe. Primo.  Dove sono finiti quegli onesti Angli che hanno posto  dubbi sui nostri velocisti  ad Olimpia e che, guarda un po’, da accusatori sono finiti accusati  nelle reti del controllo antidoping, col risultato di trovare uno del loro quartetto ‘trattato‘ e quindi passabile di ritiro della medaglia d’argento,  trasferita sul petto dei terzi che sono, se non erriamo, i russi?
Fatto è che l’Italia sportiva tutta va rinascendo. Le stagioni non c’entrano.  Gli è capitato mille e mille volte, nulla di strano, soprattutto dopo aver  superato prove orribili e dolorose.
Infatti non   si dice che la favolosa  Araba Fenice che rinasce  sulle proprie ceneri, abbia messo il nido in un qualche sconosciuto anfratto del Bel Paese?  Certo è che, nello sport, la rinascenza è vistosa, per certi versi incredibile, oltre ogni immaginazione, eppur tangibile.

Ad inizio anno, in mare,  siamo andati a far tremare  agli ’invincibili‘  dell’altro emisfero. Di poi, tra calcio ( Europeo ) ed Olimpiadi ( 40 medaglie), campionati vari ( praticamente) di tutte ( o quasi) le discipline sportive, abbiamo raccolto soltanto messi abbondanti un po’ dovunque. E soprattutto contro  increduli soggetti che a forza di sentir suonare l’Inno degli Italiani si dice che abbiano  cominciato ad avvertire problemi ( seri) alle orecchie loro.
Proprio in quest’ultime ore  si sono aggiunti altri successi non secondari. Ai Mondiali di ciclismo su pista abbiamo chiuso con 10 medaglie ( 4 oro, 3 argento, 3 bronzo). Come mai prima. Ai Mondiali di ginnastica, poi, un tatuato azzurro , s’è aggiudicato la medaglia d’oro al corpo libero, mai vista in 118 anni. Dietro di lui, due argenti e un bronzo.
Se non è rinascenza questa, che altro è? Nell’eletto  circuito del tennis, inoltre, un allampanato ragazzo tirolese, fresco vincitore ad Anversa, sta cercando un posto tra gli otto delle  ATP Finals  di Torino. Dove di azzurri abbiamo già il  giovane Berrettini finalista a Wimbledon. Anche questo non era mai accaduto.
Il tutto, per non dire  delle moto e delle auto, dove la nostra presenza è antica e salda, da decenni, tanto da avere  partorito i due campioni emblematici della disciplina:  Giacomo ( 15 mondiali) e Vale  ( 9 mondiali). Al Vale, la sua gente, che non popola solo le colline di Tavullia, ma che è sparsa in ogni continente, gli ha tributato una memorabile  festa d’addio.

Che addio proprio non è visto che lascia alle sue spalle un filotto di validi eredi. Tra gli altri  quel Pecco che, proprio davanti al popolo del Vale, voleva tenere accesa la speranza d”un titolo andato, comunque, ad una ragazzo meritevole e  nostro per jus sanguinis, visto che tiene babbo e mamma di Trinacria.
La speranza d’un titolo azzurro resta in Moto 3, con il Dennis a soli 21 punti dall’imberbe  Pedrito, un poco impreparato ad affrontare azzurri. Nelle auto, infine, sulle piste, si va riaffacciando la ‘rossa’, quarta con il Carletto al Gp Usa, e al momento ’stritolata‘ dal selvaggio duello tra il Tulipano che ‘ se ne sbatte del Toto‘  e l’Anglo che di Olimpia vorrebbe raggiungere l’apice.

Misano, la pista più  decorata e copiata  al mondo, c’è stato un altro momento di grande significato. la dedica della quercia sulla collina al Sic, deceduto proprio dieci anni fa nel tragico incidente di pista. Papà Paolo, a margine, ha confessato di ‘ essere per questo ancora arrabbiato con il Creatore’,  esternazione ribadita anche davanti al papa Francesco
Senza proprio convincerci. Un tal dolore solo chi l’ha provato  può capirlo. Anche se,  roteando sul solito bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto,  vien da chiedersi che se è vero che la perdita è stata incommensurabile, il dono fatto a suo tempo   è stato proprio così insignificante ? Visto che quel ragazzo che teneva una chioma simile a quella d’una quercia  sarà sempre amato, ogni volta preso ad esempio  e mai dimenticato?

CALCIO. Ultimo sguardo sul calcio. Europeo, dove Juve e Inter hanno portato a casa successi che mettono la prima in buona posizione per il priappare la rossa, Tappen e Lewis, Toto Wolff, assaggio del turno al vertice del girone e, la seconda, con significative  possibilità  nelle tre partite rimaste di riacchiappare Sheriff e Real, l’uno e l’altro non proprio irresistibili.
Situazione in bilico vale per la Dea del Gasp che sa fare trenta ma mai trentuno. Con lo United  chiude il primo tempo  sullo 0-2, poi, nella ripresa, come al solito, si fa rimontare ( 3-2). Possibilità compromesse invece per il Diavolo, che tre volte battuto poco o nulla potrà fare nei restanti incontri. Se vorrà tornare all’apice più che i giocatori dovrà curare gli arbitri.

Lotta a tre o quattro per il Campionato. Pareggiano ( con polemica)  Inter e Juve, pareggia anche il Napoli, ma vince il Milan. Napoli e Milan salgono in testa alla classifica, con 25 punti a testa, sette più dell’Inter e 11 più della Juve. Tutto finito? Tutto claro? Macchè, ancora non abbiamo mangiato manco il panettone!

( dall’11 al 18 ottobre ). Di nuovo, in Premier,  c’è  il passaggio di proprietà del Newcastle in mani di ( altri) spendaccioni arabi.  Che in altri tempi poco o nulla avrebbe detto e che, invece, oggi, solleva  non poche perplessità se non ( urgenti) preoccupazioni.  Nel Paese che più d’altri è l’erede del latino ‘ pecunia non olet’, si sa, che porte e finestre restano aperte 24 h su 24 per quanti vogliano portare danari nelle  casse d’Albione. Danari, danari qualsiasi, non importa da parte di chi, come  e perchè.

Da tempo andiamo allertando che, grazie al Robin Hood che alberga in Uefa, mentre si sventava un colpo di stato da parte di  12 società di sprovveduti bisognosi di raggranellare alimenti per il loro avvenire, un altro colpo di stato è andato ( silenziosamente) in porto.
Quello condotto da un’ angusta ( o augusta?)  manciata di ‘spendaccioni’ che de facto ( in pochi anni) s’è  presa i comandi della manifestazione calcistica ( sportiva) più importante d’Europa, quella Champions League che,  come ‘ ritorni‘ ( non solo d’immagine), ha pochi  eguali sul Pianeta. E questo senza che nessuno glielo impedisse, nè in nome d’un fantomatico fair play, nè appellandosi alla sacra  regola della ‘ legittima concorrenza‘.
Degli ‘spendaccioni’ si sa che ( in prevalenza) sono arabi ( Psg, City) con l’aggiunta di un oligarca russo ( Chelsea) e ( forse) di qualche fondo americano  che però in fatto di aprire borsa ci pensa più d’una volta. Agli spendaccioni arabi s’è  ora unito un altro spendaccione conterraneo, nientemeno che l’Arabia Saudita, tramite un fondo che più che a rappresentare privati rappresenta uno Stato, uno di quelli che più hanno peso e cassa tra Oriente ed Estremo Oriente.
Questo per dire che, con un ‘ portafoglio senza limiti’ a disposizione non sarà facile far concorrenza al Newcastle. Nostro modesto parere è che, in questo modo, lasciando mano libera a chi non tanto al calcio si interessa ma ad  altri obiettivi, costi quel che costi, sta ‘ mettendo’ al lastrico le squadre storiche.
Anche le big, le celebri big, come Real o Barca,  abituate a scialacquare, e oggi ( Covid a parte),  costrette  a tirar di cinghia. Con debiti crescenti. Difficili da ripianare. E che, se tal andamento risultasse confermato per altri anni, sembrano  più avviate al declino che alla riscossa al cospetto di  contendenti incontenibili.

Ma un altro ( delicato)  problema è  emerso  nel Paese erede del ‘pecunia non olet’. Il sasso,  questa volta, l’ha tirato il coach del Liverpool. Riguarderebbe la questione  dei diritti umani in uso dalle parti del nuovo padrone del Newcastle.  Un padrone  che figura nella lista nera mondiale delle violazioni civili.
Molte libertà fondamentali, infatti, codificate nella dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, colà, non esistono. La pena di morte viene spesso applicata senza processo regolare. Le minoranze politiche e religiose sono oppresse. L’atteggiamento nei confronti delle donne è discriminatorio. E così via, una indecenza dopo l’altra, come fosse un cesto di marasche.
Tutto questo, ovviamente, poco o nulla tange ai miliardari  che popolano ( a vari livelli ) la  cinica  Premier.
Tra i commenti più cult , quello del Pep coach del  City, espressione nota degli spendaccioni degli Emirati Arabi: ‘ Mi sembra - ha detto costui - che i  tifosi del Newcastle siano felici. In fondo è una questione di affari‘. Affari, certo,  oppure oppio per le coscienze civili?

CAMPIONATO DI CALCIO. SERIE A. CLASSIFICA. Napoli 24 punti, Milan 21, Inter 17, Roma 15…
IX GIORNATA ( 22/23/24 ottobre)Bologna-Milan ( sabato 23 ottobre, ore 20,45); Roma-Napoli( domenica 24 ottobre, ore 18). Inter-Juve( domenica 24 ottobre, ore 20,45);
Roma-Napoli( ore 18). MARCATORI. 7 reti Immobile ( Lazio,3), 6 Dzeko( Inter), 5 Lautaro ( Inter 1).

 CHAMPIONS 2021. Ballon d’oro. Qualcuno opta per darlo ai campioni dell’ orticello di casa. Che pur meritevoli nel 2021 hanno vinto poco più d’un gelato. Qualcun altro ricorre ai soliti raccomandati che a parte Messi, ( finalmente) vincitore con l‘Albiceleste d’una Coppa sudamericana, non ha poi battuto tacco in Champions. Morale: chi altri se non il nostro Jorgino, vincitore  protagonista di Champions e di Europeo, ovvero delle due massime manifestazioni mondiali del calcio 2021, può meritare le ballon d’or?

( dal 4 al 10 ottobre ). Ma non glielo avevamo detto, sor Gravina, di sgomitare lassù dove decidono l’invio di questa o quella  giacchetta per dirigere coppe  e tornei europei e internazionali? Glielo avevamo detto o no? Ascolta? Non ascolta? Ci fa o non ce la può proprio fare?
E c0munque sia, come vede, quelli che maneggiano quegli ometti vestiti di nero  non scherzano. Non perdono una battuta. Basta che inviino  qualche lor  prezzolato per mandare l’acqua in su anche laddove non sarebbe nè richiesto, nè saggio,  nè giusto .
Nella penultima  di Nations dell’Italia del Mancio , in semifinale contro i fratelli d’Ispagna, ha visto o no, che hanno saputo fare  le cornacchie dell’Uefa ? Ci hanno spedito ( non ce ne voglia l’interessato perchè questo è un presago che nessun ci toglie ) il solito prezzolato dotato di collaudata  scienza  chirurgica arbitrale che altro non ha fatto per indirizzar le cose che cacciar fuori  ( quanto prima)  il ( perno)  della difesa azzurra lasciandola sguarnita e pronta per essere colpita  in ogni momento.

Il tutto tramite due (scientifici ) cartellini, il primo illegale, il secondo  possibile. Fatto è che abbiamo dovuto combattere ancora una volta in inferiorità numerica e tattica. Al termine dell’incontro le notorie pletore di sfaccendati ‘ buccaloni‘ che infestano  ( con poche credibili eccezioni ) giornali e tivù  pubbliche e private ( ) si sono affrettate nel magnificare la                              ‘ superiorità’ altrui.
Che, per certi aspetti ci può anche essere stata, ma che ci vuol  chiedere sor Gravina (  a chi di dovere)  se una volta tanto anche a noi ci fan giocare in superiorità  ( non solo numerica)? Che ci vuole? E’ davvero impossibile ottenere uno svolgimento di gara internazionale come  quello della finale europea in compagnia di  quei  gentlemans che si strappavano  l’argento dal collo? Non ce la si può fare, sor Gabriele? Bene, giusto, perchè così lasciando le cose che bisogno avremo d’interrogare gli aruspici per sapere  come passeremo  il Natale sul  Golfo?

E comunque la Nations è andata ai Franchi, in rimonta ( 1-2), con u gol che a dire in fuorigioco è poco.
Noi siamo giunti terzi, giusto giusto per  salire sul podio, battendo i belgi ancora una volta ( 2-1), con qualche punticino in più utile per il ranking Fifa, e qualche rimpianto, appena bisbigliato. Adesso, a novembre, ci aspettano gli Svisserotti,  che nel gironcino mondiale  ci stanno appresso, col fiato sul collo, e che ( come al solito) sogneranno di farci un bel sgambetto. Per andar loro al caldo sole del Golfo quando in Europa  sarà gelido Natale.

Di quello che va capitando ad altre nostre squadre, Milan in testa, ( se crede) potrà leggere qui sotto. Nelle dichiarazioni post partita ( dopo Spagna e Belgio) il Mancio, onesto e bravo qual è, non ha parlato di arbitro. Meglio, anche perchè questo semmai è ‘ lavoro sporco’, o meglio,  ‘ dietro le quinte’, che non spetta a lui. Vero, sor Gravina? Tra l’altro fischiare un portiere azzurro non è bene. Ma anche dimenticare  l’ingannevole ‘ baciamaglia‘ che  ha fatto l’imberbe  ottimo portiere in causa prima d’ essere azzurro è ( proprio)  così facile?
Stiamo invece in perfetta sintonia sulla sua richiesta di disputare ( dopo troppi anni) un grande evento calcistico in Italia. Va bene anche l’Europeo 2028. Anche perchè, forse, sarà la volta buona per rifarci impianti all’altezza, che sono il vero divario che ci separa dagli sportivoni d’ogni anfratto d’ Europa. 

TOH, SI RIVEDE LA ROSSA! L’abbiamo più volte sbandierato, se in quel giro in giro della F1 non riappare una rossa in lotta per il titolo, a noi, del giro in giro, stanza dei giochi del Toto e dei suoi compagni di merenda, non cene frega niente. Lo sport è fatto per sognare e non per carognare costi quel che costi.
Il giovane  Tappen spedito con tocco sopraffino  a 300 km ora contro un guard rail resta un gesto che non scolora col tempo. Eppoi, quello, è uno, uno soltanto, perchè se andiam a ripescare quanto è stato fatto alla ’rossa’ durante il regno del Toto e dei suoi amici di merenda, non ci basterebbero le pagine della Bibbia a contenerle.
E comunque, la ‘rossa‘, abituata a parlare con gli dei e non con le brutte copie loro, potrebbe avere ritrovato la giusta motivazione per tornare a donare  prodigi agli umani. In Turchia, ad un certo punto, il sor  Carletto aveva la possibilità di giungere primo e solo, non ci fossero state di mezzo le gomme e il muretto.
Fa niente, se il sole del mito è tornato splendere anche sulle  piste finora vuote lo vedremo presto. In vetta alla classifica piloti è tornato il Tappen con  6 punti di vantaggio sul Lewis, incazzatissimo. Prossimo Gp  domenica 24 ottobre ad Austin ( Texas).

Una segnalazione doverosa e piacevole  va fatta per le quattro ( meravigliose)  giornate di sport a Trento, organizzate dalla ‘rosea‘. Si è anche disputato il Lombardia, la corsa più varia e asperrima  che si può immaginare  e  che il Grande Airone considerava il ‘ vero’ campionato del mondo.
Il Grande Airone, che i soliti bacucchi continuano a mettere dietro al grande belga che, come disse Geminiani, che i due ha conosciuto prima e dopo sul campo e non in un salottino, ‘ ebbe solo ha fortuna dio non averlo incontrato quanto strizzava il naso e guardava deciso verso quelle vette che solo a lui era concesso di cavalcare in solitaria’. Il Lombardia è stato vinto dallo sloveno Pogacar, 23 anni, due Tour in sacoccia, atteso ora al Giro dei Giro per veder se la sua è vera gloria oppure solo un robioante momento di mercato.

L’ANGELA CHIUDE LE ALI. Angela Merkel, cancelliera per 16 anni del paese guida dell’Europa, ha fatto visita all‘Italia. La sua ultima visita da cancelliera all’Italia, un paese che ( nonostante le malelingue) ama assai, e nel quale ha promesso di tornare ( molte) altre volte.
A stringerle la mano il nostro Draghi, che con l’esponente tedesca ha combattuto  decisive battaglie, anche se da sponde diverse, su quanto andava accadendo nell’inquieta Eurozona.  Che fatica a mutarsi in nazione, una grande nazione. Fatica, certo, ma si sa che parti del genere non possono che avere lunga e dolorosa gestazione. Del resto, qual altre possibilità hanno i tanti pezzi e pezzettini  del Vecchio Continente di fronteggiare  da inter pares Continenti veri e propri e da tempo vestiti con  mimetica tuta  da battaglia?

( dal 27 settembre al 3 ottobre 2021). Signor Gravina, scusi la domanda impertinente,  ma non è a lei che come presidente Fgci spetta l’onere maggiore ( e ingrato) di difendere il nostro calcio da quanti  vogliano manometterlo, sminuirlo, defraudarlo etc. etc.?

Se tal è il suo compito come mai non vede quanto vanno facendo al nostro movimento che, prodigi a parte, per via di quel glorioso capitano di ventura del Mancio da Jesi, ad ogni colpo di vento, viene impunemente bistrattato su qualsiasi campo vada a cimentarsi. Si sa che i forti incutono paura e invidia. Potendo, è chiaro che anche il più sfigatello di questo pianeta  pretenda di trattarci come la proverbiale serva di Zoffoli’. Lasciamo perdere l’ultimo lustro, tanto ci basta anche l’ultimo biennio. E con un solo, emblematico, esempio.
Lo scorso anno il giovane  Diavolo ha messo alle corde in casa loro i miliardari americani dello United e solo un gol annullato ( chissà perchè) al Kessie non gli ha consentito di portare a casa ( almeno) parte della ( preziosa) posta in gioco. La cosa si è (ri)perpetrata quest’anno, l’altro ieri, per la precisione, contro gli ispanici dell’Atletico. Prima di tutto una espulsione esagerata; eppoi un rigore in tempo di recupero che solo l’arbitro e i suoi sodali al Var hanno visto. Fatto è che la squadra migliore, dopo il danno ha dovuto subire anche la beffa.
La solita beffa, che a questo punto mette in forse il ritorno in Coppa della seconda squadra più titolata in Champions. Sia chiaro, non ce l’abbiamo con gli ispanici guidati da un italo argentino che ( comunque sia) è un figlio nostro. Non  ce l’abbiamo con gli ispanici, anche perchè senza quel successo staremmo a parlare di un movimento che ( dopo due decenni)  sta colando a picco proprio come l‘Invincibile Armada.
Ce l’abbiamo semmai con quello sloveno del menga,  infausta creatura ( se non erriamo) del nostro Tavecchio, che col ( gran) calcio ( storico) centra come i cavoli a merenda, capace ( giura lui  ) di avere sventato ( contro  quei pasqualotti della Superlega) un ‘ colpo di Stato’  senza chiarire, però, che il ‘colpo di Stato‘ lo aveva già fatto lui stesso consegnando senza  colpo ferire il fior fiore dello agonismo europeo ad una manciata di spendaccioni che del calcio si fanno schermo per occultare affari loro e di cui solo qualche coraggioso comincia a chiedere luce.
Chiaro ormai, che non di Coppa dei campioni  s’ha da parlare ma   di Coppa degli spendaccioni.
Tra loro, infatti,  cugini o no che siano, va ormai disputandosi l’ambito trofeo. Gli altri, tutti gli altri ( non s’illudano  i germani di non essere lambiti ) stanno correndo più a ripianare debiti  che ad ingaggiare campioni. Come facevan ai vecchi tempi.
Il grande Real umiliato in casa da un fantomatico Sceriffo di cui il 99% degli appassionati di calcio non sa manco dove sta, che altro è se non una  prima ondata d’un terribile  tzunami in arrivo?  Gonfio d’angherie  e di  spendaccioni, figure  peggiori del Covid. E non arginate dallo sloveno. E (speriamo) non sottaciute ( anche)  da lei signoGravina, nostro presidente . 

A margine, segnaliamo la protesta del Milan alla Uefa. Nel mirino Cuneyt Cakir, turco,  classe 1976, che espulsioni e rigori s’inventa ma in una sola direzione. Non avesse salvato lui e non il Cholo l’arrembante Atletico, a quest’ora staremmo a parlare d’inedita, totale, debacle ispanica. Ovviamente a Nayon, per calmare le acque a Milano, ventilano una sospensione da impegni di un soggetto che solo a guardarlo, non ce ne voglia, non lo diciam con cattiveria, sembra un ‘prezzolato‘ che tanto ‘utile‘ sarebbe risultato  al Valentino Borgia.
Certo è che con questa seconda ( immeritata) sconfitta, per il giovane Diavolo , il rientro nella amata  Coppa appare sempre più problematico. Intanto nella prossima ( 19 ottobre) dovrà andare a battere in casa propria  il Porto, squadra nobile e  rispettabile, anche  se strapazzata ultimamente a domicilio dal Liverpool ( 1-5).

QUALCHE NOTA DI CRONACA. A guardare i risultati delle ispaniche, manco ci si crede: perdono il Real ( 1-2 ), il Barca ( 0-3, col Benfica), il Villareal ( 2-1) con lo United del Cr7 che un gol utile ha ( finalmente) fatto, esattamente al ’50 del secondo tempo. Un buon pari (1-1)  invece ha ottenuto il Siviglia a Wolfsburg. Tengono le germaniche, nonostante la sconfitta del Lipsia( 1-2) col Bruges: Dortmund ( 1-0) sullo Sporting, Wolfsburg ( 1-1) contro il Siviglia e  Bayern (5-0) con la Dinamo Kiev.
Van defilandosi  le portoghesi, salvate dalla vittoria (inedita ) del Benfica ( 3-0) sul Barca. Delle inglesi, infine, successi per  City ( 2-o sul Psg),Liverpool ( 1-5 sul Porto), United ( 2-1 sul Villareal) e sconfitta del Chelsea ( 1-0) a Torino, contro una Signora finalmente con gli abiti della festa.  Se omettiamo la ( ingiusta) sconfitta Milan, possiamo contare su 2 vittorie e un pari ( 0-0 Inter con lo Shakhtar). Più o meno quanto i celebrati campioni d’Oltremanica, ancora una volta usciti con le ossa rotte dal confronto con i bistrattati italici.

EUROPA LEAGUE:  Napoli in dieci perde ( 2-3) in casa con lo Spartak, e dovrà rincorrere; Lazio vince ( 2-0) sulla Lokomotiv Mosca e sale al secondo posto del gruppo.
CONFERENCE LEAGUE: Roma vince con lo Zorya ( 3-0) e sale in vetta al gruppo C.
NATIONS. Due semifinali. Il 6 ottobre ( ore 20,45) Italia-SpagnaSan Siro); il 7 ottobre Francia-Belgio ( Stadium Torino). Finale primo posto  ( domenica 10, 20,45) a San Siro.

CALCIOMERCATO. Incubo calciomercato, che più che un mercato è un calcio al calcio. Ormai in mani ‘ esterne’, mediatori o consulenti che dir si voglia, abili soltanto in tempo di grave difficoltà economiche di spremere  fino all’ultima goccia di sangue dalle casse esangui del club non spendaccioni ma  storici. Vedi caso della Beneamata salita a 260 mln di rosso. La ‘rosea’ in proposito, stando al gioco come furo di casa non c’è tempesta, indica alcuni top nel mirino degli squali: Haaland, che oggi prende 4,5 mln e che è ambito dal solito Psg che a forza di raccogliere ‘ figurine‘ ne ha più dell’Album PaniniMbappè, ingaggio 18 mln, desiderato dal Real che però più che soldi da sperperare ha debiti da pagare; Brozovich, 3,5 ingaggio mln, che  ad una squadra sull’orlo del fallimento chiede di raddoppiare, sennò vola in AlbioneInsigne, ingaggio 4,5 mln, che vorrebbe avere un congruo riconoscimento; Kessie, ingaggio 2,2 mln, che dopo qualche buona partita chiede almeno quattro volte in più, sennò anche lui ( poveraccio)  via al Psg, che i danari ( è noto)  se li  stampa nel salottino di casa dello sceicco.

Il nostro desiderata? Che vadan pur a farsi fottere, tutti quanti, gli odiosi ‘ baciamaglie‘ con tanto di procuratori, consulenti e fans variamente distribuiti nei salottini mediatici, compresi. Che dite: tutti moriremmo o tutti torneremmo più ‘sani‘?

ALTRI SPORTColbrelli conquista una Parigi-Rubaix da tregenda. L’Under 21 di volley è Mondiale ( 3-0 alla Russia). Inizia il Festival dello sport ( oltre 100 eventi). Nelle moto, ad Austin ( Texas), abbiamo centrato il podio in tutte e tre le classi ( argento Moto3, argento e bronzo Moto2, bronzo Moto GP). Nella Moto Gp il titolo è ormai sulle spalle di Fabio Quartararo, senza accento, visto che è  ( soprattutto )  figlio nostro.

( dal 21 al 26 settembre 2021). Non è stato un week end noioso. Di trippa per gatti ce n’è stata tanta e interessante.
Per quel che riguarda la politica da segnalare, su tutt’altro, le elezioni politiche in  Germania che secondo gli exit vedono in vantaggio l‘Spd al 25,6%, con Cdu in  calo.  Situazione complicata, probabilmente, ma che non dovrebbe mettere in pericolo la stabilità del gigante europeo, guarda un po’, sempre più ‘italianizzato‘. Scholz, Spd, o LaschetCdu, i probabili candidati alla successione della ( ormai)  ex cancelliera Merkel, che lascia dopo 16 anni il suo ambito scranno.
Anche da noi è in arrivo una tornata elettorale. Per alcuni comuni, in particolare, come Milano e Roma. Londra, intanto, sempre a guida dello ‘scarmigliato Boris, sempre più innamorata della brexit, è rimasta senza benzina. Occorreranno ’visti speciali‘  (  forse tre mesi?) per camionisti europei, onde evitare che la perfida Albione chieda l‘autostop.
Per quel che riguarda i vaccini, probabile arrivo della terza dose in Italia, per Rsa e over 80. Mentre i no passa alimentano proteste un po’ dovunque. Come toglierci ( definitivamente) di dosso questo ‘ misterioso virus venuto da Oriente‘, però, non  hanno le idee chiare manco loro.

Sul versante sportivo, continua a risuonare l’Inno degli italiani che andando avanti così potrebbe provocare problemi di udito in non pochi paesi del mondo, mentre si son dati aspra battaglia nella piovosa Sochi ( Russia) i galletti della F1, con il Lewis ancora vincitore, ma con il Max risalito dall’ ultima posizione ( cambio motore) alla seconda, praticamente lasciando niente all’acerrimo nemico. Di bello, se così si può dire, c’è la ricomparsa della ‘rossa’ sul podio, con il terzo posto del Sainz, tenace come mamma auto chiede.
Che altro dire, se non ribadire che finchè una ’rossa’ non tornerà a ruggire come comandano gli dei dell’ Olimpo ( e non quelli abusivi del Toto) per trattare di leggenda e non di legulei più o meno prestati alla metalmeccanica a noi, di F1, non ce ne frega proprio niente.
E mentre nell’Europeo di polo ladies l’Italia, ti pareva, l’ha avuta ancora una volta di vinta contro le coetanee inglesi, nel Mondiale di ciclismo,  a parte il botto finale lasciato per la seconda volta di seguito al franco Alaphilippe, non abbiamo fatto altro che mietere oro, finendo primi nel medagliere.
Strepitosa è stata la volata della Balsamo, 23 anni,  sul mostro orange Marianne Vos, che di tutte le altre avrebbe dovuto fare un unico boccone. Le altre, non le azzurre, che come il Mancio  da Jesi docet, sanno fare squadra, unita e forte, e non ciacole.

Naviga verso il ritorno ( auspicato) alla normalità il Campionato. Il nostro Campionato, che senza stadi e  con (ancora) qualche pasqualotto di troppo, non ci pare debba andare a lezione da chicchessia. Non avessimo da mantenere ( si diceva) così tanti pasqualotti che prima mangiano e poi sputano sul loro piatto, mentre gli altri vendono e noi svendiamo,  a quest’ora, potremmo ritornar a godere delle belle, storiche, sfide che hanno impreziosito il nostro e l’altrui calcio.
Sfide che sono tornate, una volta che la Signora ha preso ad arrancare, e le altre a strombazzare. Comunque, il Napoli ( ex Maradona) s’è ( come negli anni Ottanta) di nuovo insediato in vetta ( sei vittorie su sei), mentre alle spalle s’affollano le milanesi e le romane, con quella Dea del Gasp c he cambia e ricambia resta pur sempre una mina vagante capace di far saltare anche i progetti di sostanziosi. In settimana ci sarà da mettere il piede nelle Coppe.
Con tanti infortunati a carico. La Signora, ad esempio, che dovrà vedersela con gli spendaccioni dell’oligarca russo, probabilmente, non potrà contare ( nientemeno che) su Dybala e Morata. Speriamo nella generosa Fenice, che ( solitamente ) non si lascia perdere le occasioni più disperate.
Il Diavolo ( martedì 28) dovrà mostrare le palle a quelli dell’Atletico, mentre la Beneamata non dovrà far la stupidella contro lo Shakhtar. Una vittoria, questa volta, potrebbe voler dire il passaggio del turno. Del Gasp, infine, non ci preoccupiamo più di tanto.
Avrebbe lo Young Boys che  ( all’esordio) s’è fottuto lo United, ma questa volta ci sa tanto che l’apparenza inganni. Dei così tanti mostri d’Albione,  infatti, non abbiam mai avuto più timor di tanto. Diavolo, nel secondo tempo contro i Reeds, purtroppo, a parte.

( dal 17 al 20 settembre). E’ stato un fine settimana ancora carico d’interessi. Il volley maschile si è giocato il titolo europeo; a Misano Adriatico è tornato  il Dovi su Yamaha, mentre il Pecco ha ( felicemente) continuato la caccia per la vetta del Mondiale a quel bravo ragazzo del Quartararo.

Dopo coppe coppette, è tornato anche  il Campionato, quel Campionato che in molti continuano ancora a sminuire ( soprattutto) al cospetto delle squadre di Sua Maestà che, a ben guardare, non è che siano portate a casa più di tanto rispetto a noi. Il vecchio Diavolo, vetusto come storia, giovin come compagine, non ha affatto sfigurato all‘Anfield. Forse, con un pizzico di autostima in più, e con qualche corsetta all’uopo visto che quelli ( soprattutto) corrono ,  avrebbe consentito di portare via almeno un  punticino dal campo più temuto di Champions. 

Ma tant’è. Pensiamo a noi. Alle nostre mancanze. E soprattutto ai nostri stadi che continuano a restare sogni nel cassetto. Un servizio su Sky inerente i campi dell’ Ajax e del Copenaghen,  mette brutalmente a nudo tutta la nostra ( colpevole) arretratezza sul tema.  Lassù stadi dalla tecnologia fantascientifica trasformati in aziende in continuo adeguamento, quaggiù ruderi sempre più obsoleti, immoti  e costosi che a nulla servono se non ( visto che sono tutti o quasi di proprietà comunale) a far gettare al vento i danari delle  collettività.
E pensare che, se per un qualche miracolo sempre possibile nella terra dell’Araba Fenice, dovessimo cominciare a farli, usufruendo di quanto nel frattempo maturato qua e là, potremmo addirittura sopravanzarli. Anche per invertire quel rapporto d’entrate, lassù esagerate, quaggiù più in calando che in crescendo. E che messe così come sono al momento continuano ad alimentare  la visione di un divario che sui verdi campi da gioco poco si nota. Sennò a diventar campioni sarebbero stati coloro e non noi, per via di geniali capitani di ventura.
Continua la magnifica  estate azzurra. Sulle due ruote si vince in Moto 3, Moto Gp e MotoBike. L’Italvolley allestito in quattro e quattr’otto dal Fefè s’è incoronato campione d’Europa, proprio come le ragazze, dimostrando una volta di più che il regno del volley sta da noi e non altrove; mentre quel fenomeno assoluto del Pippo è andato a dar lezioni di classe ciclistica nientemeno che ai Mondiali in Fiandre, surclassando i giovani fenomeni di casa, ribadendo una volta di più una verità umana e storica, quella che ‘ il cuore d’Italia mai smette di battere’.

E di ’partorire  figli e figlie’ di quell’Araba Fenice che, quando men te lo aspetti, risorge dalle proprie ceneri.  Imprevedibile. Maravigliando.

Domenica 19 è stato celebrato il 60° delle Frecce tricolori, le ‘ ali d’Italia‘, istituite  nel marzo 1961.

Per quel che riguarda il Campionato, c’è già qualcuno che ha lasciato ( Di Francesco), e qualche altro che è entrato ( Tudor). La Signora continua a battere in testa, due soli punticini in quattro incontri, l’ultimo strappato col sudore al Milan, reduce dall’Anfield.
La Beneamata ha invece esagerato col Sinisa, 6-1,  mettendolo addirittura in posizione di partenza da Bologna.  Nel calcio in mano a spendaccioni e squali vari tutto può accadere. Da mane a sera. Anche che un ‘eroe’ come il Sinisa possa essere licenziato solo per qualche giro a vuoto che per una squadra che ‘tremare il Mondo più non fa’ non dovrebbe essere una tragedia.

CLASSIFICA SERIE A -  IV GIORNATA. Inter e Milan 10 punti; Roma, Napoli e Fiorentina 9. Udinese ( 7 punti) e Napoli ( 9 punti) una partita in meno.

UNA PRESIDENTE ALL’ALTEZZA. La signora Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, va ogni giorno di più facendo breccia in quelle ’teste dure’ dei ( cosiddetti) europei che di abbandonare i vecchi tratturi stentano assai, anche se sanno che con quelli si va oramai solo verso il burrone e non altrove.
Aveva cominciato in sordina, qualche anno fa, qual amica prediletta della Cancelliera ora in attesa del congedo, e con qualche distinguo e qualche critica, ma oggi chi  nega più che, Ursula,  unitamente a personaggi come il nostro Mattarella,  sia  diventata uno dei punti di maggior riferimento per quella nuova Grande Nazione che, pur afflitta dalle doglie del ( lungo) parto, volente o nolente, va ( faticosamente ) nascendo ?

Pochi giorni fa, nell’ annuale discorso sullo Stato dell’Unione, Ursula von der Leyen non ha esitato ad indicare ‘ alcuni puntelli utili, se non indispensabili, per rafforzare ulteriormente L’Unione europea, approfittando anche del successo ottenuto con il NexGenerationEuprimo esempio di indebitamento in  comune‘.
Prima di tutto la difesa. ‘ Non vi può essere sicurezza e difesa con meno cooperazione‘ ha esordito, preannunciando una dichiarazione congiunta Nato-Ue entro fine anno. ‘ L’Europa - ha aggiunto- può e deve essere capace di fare più da sola‘, in questo senso ritenendo non più rinviabile  ‘ una unione europea della difesa‘.
La signora Ursula von der Leyen non ha fatto annunci sulla nascita di nuove forze di pronto intervento. Si è limitata a dire che ‘ questa ipotesi’  farà senz’altro parte ‘ del dibattito, e anche della sua soluzione’.
Più concretamente ha suggerito di abolire l’Iva su acquisti di armi prodotte in Europa per rafforzare l’interoperabilità tra i 27 membri e ridurre l’indipendenza dall’Estero.
Fatto è che un summit appositamente dedicato alla difesasi terrà nel 2022 sotto la presidenza francese. La Presidente si è poi allungata sul versante digitale, con l’indicazione di dotare l’Unione di una sua ( indispensabile e urgente)  ‘ sovranità tecnologica’. Sul tema  torneremo poi.

( dal 15 al 16 settembre). Primo turno Champions. La Signora risorge a Malmoe ( o-3) e la Dea si fa valere su quell’ostico campo del Villareal ( 2-2).  Nel girone della squadra del Gasp ha (ri)debuttato il (ri) entrante Cr7, che nel mai fatale campo dello Young Boys s’è fatto mettere sotto ( 2-1) dopo avere assaporato l’illusione che bastasse far scendere sul verde prato elvetico il loro portafortuna per levar le castagne dal fuoco già alla prima del primo turno di Champions.
Purtroppo, come già appurato in quest’ultimo triennio presso la Signora,  i gol di Cr7, pur benedetti che siano, di castagne al fuoco non ne tolgono più di tanto. Ora allo United dovranno rimboccarsi le maniche sul serio, perchè la buona  Dea di lasciar strada libera ai miliardari anglofoni , Cr7 o non Cr7 in campo, non ne ha proprio l’intenzione.

Sprofonda il Barca, che con sceicchi e oligarchi liberi di stampar danari a piacimento  più che a contenere debiti che altro può fare? Il Bayern, dell’eterno Lewa, per giunta, non ha avuto pietà ( 0-3). Comunque: tanti auguri, (sempre) grande Barca. Prossimi incontri ( 29 settembre) gruppi F-H-E: Atalanta-Young Boys, Juve-Chelsea, Benfica- Barcellona.

Nella seconda serata del primo turno a far parlare sono state le milanesi. Il Milan per quell’andatura ‘ stracca’ che lascia interdetti; l’Inter, per quei doni in serie e per i due cambi nel secondo tempo,  che invece di portare forze fresche allo sbaraglio, ha stimolato il sor Carletto a cercare un colpaccio insperato.
Perchè, fino a quel momento, se c’era una squadra che meritava il lauro, quella era la Beneamata, sprecona fino all’autolesionismo, con tutte quelle palle gol sparate addosso al portiere dei Blancos,  suo malgrado, ringraziando,  finito nella lista dei fenomeni. Come rimediare? Intanto smettendo l’orribile  frignare, al di qua e al di là delle due nobili sponde calcistiche di Milano; eppoi, per far vedere a contanti interlocutori che il calcio, nel Belpaese,  resta in mano a maestri e non a scolari. Prossimi incontri ( 28 settembre) gruppi C/D/E: Psg-Mancheters City, Milan-Atletico MAjax-Besiktas, Shakhtar-Inter, Bayern M.-Dinamo Kiev.

Una noticina, piccola piccola, ma inevitabile, merita quel gran barnum  calcistico allestito con danari ( a piacimento) del Golfo grazie al beneplacito di chi in Uefa dovrebbe garantire una corretta concorrenza tra le squadre che vanno in campo.
Ormai, per tutti, quel Psg ( fin qui) di nulla ( o quasi) nobiltà calcistica europea, che in Ligue gioca da solo e che in Champions   evoca  più che altri il gran circo di Buffalo bill con  i suoi miti Old West o quegli inutili   Millonarios di Bogotà anni Cinquanta, altri non è che uno specchietto per allodole. Nella prima uscita del turno a gironi s’è dovuto accontentare di uno striminzito pareggio ( 1-1) con il Bruges, campione del Belgio, squadra onesta e di autentici combattenti. Per il futuro, chi vivrà vedrà.
A margine, il moldavo Sheriff rovina l’esordio in terra d’Ucraina  ( 2-0) al nostro De Zerbi che di andare colà starà chiedendosi chi glielo ha fatto fare. Mentre il Bayern del Lewa non ha avuto misericordia ( 3-0) verso gli ex maestri del Barca. Ora, nel gruppo E, a parte il primo posto già assegnato, sarà aspra contesa tra Benfica, Dinamo Kiev e, appunto, Barca. 

ALTRI SPORT. Non s’esaurisce la bella stagione azzurra, che a forza di suonare inni sta creando problemi di udito non solo ai sudditi di Sua Maestà. Nel volley, infatti, campionato europeo maschile, i ragazzi del Fefe in men che non si dica da imberbi sono diventati adulti. Ora, dopo aver spazzato via ( 3-0) la Bismark tedesca, si preparano ad affrontare ( in semifinale) l’imbattibile Serbia. Imbattibile, si fa per dire, si sa,  come quella al femminile della terribile Boskovic?

S’accedono intanto le luci sul Festival dello sport, organizzato a Trento grazie alla ‘rosea’, dal 7 al 10 ottobre. Saranno presenti tanti miti dello sport. Passato e presente. Anzi, sarà questo un Festival soprattutto azzurro.
Giusto tributo ad un movimento sportivo complesso, non sempre agevolato ( vedi la scarsità di impianti), spesso frutto dell’incredibile capacità di rinascere sulle proprie ceneri, ogni volta, in situazioni talvolta inimmaginabili, proprio come quell’Araba Fenice che ( da tempo ) deve aver messo il nido in qualche ( misterioso) anfratto del Belpaese.
I ragazzi della bici si preparano alla settimana mondiale in Belgio. Von der Leyen, sempre più nel cuore ( non solo) degli Italiani, esalta Bebe Vio: ‘ Sei un simbolo”. Lei risponde, giustamente, ‘ Sei una grande. La prossima volta ci facciamo una carbonara a Trastevere‘.

Dalla Van der Leyen, presidente della Commissione europea, sempre più leader europea, un altro ammonimento. ‘ Per dar corpo ad una Europa più autonoma e più sovrana, occorrerà mettere mano ( tra l’altro) a difesa e microprocessori”.  Torneremo sul tema.

POVERA ALBIONE, MA CHE FIGURE! Che avevamo consigliato a quelli zoccole dure d’Albione? Se ben si ricorda, avevamo detto loro di lasciar perdere i sospetti sui nostri velociti ma anche di smetterla di far di tutta l’erba un fascio collocando il Belpese ( che di storia universale ne ha scritta ben  più di loro )  tra gli attuali babalù del Pianeta. I principini infatti, potevano anche accettare la sconfitta ai rigori invece di darsela ( come ladri di notte ) a gambe coi figlioletti loro prima della festa tricolore.

Manca solo un atto formale ma è ormai certo che la Gran Bretagna perderà l’argento olimpico della 4×100 m battuta dall‘Italia. L‘ Ita ( International Testing Agency) , infatti, esito delle controanalisi alla mano, ha confermato la positività del primo frazionista, il 27enne Chijindu Ujai, a Ostarine e S-23, sostanze vietate e utili per la costruzione muscolare. L’argento passerà al Canada e il bronzo alla Cina. E non è tutto.
Nella pesca sportiva, disciplina ( fortunatamente per gli Angli) non olimpica, l’Italia è tornata a vincere i mondiali tenuti sul Mincio a distanza di 25 anni. Chi hanno battuto? Ovviamente quei pasqualotti della Regina, sopraffatti perfino nella specialità al colpo a squadre. A questo punto il pericolo che, a loro lassù, allo squillare dell’ennesimo Inno degli Italiani,  sorgano problemi all’udito  non sembra proprio una battuta, lanciata giusto per farli rinsavire.

 

( dal 7  al  14  settembre).  Bella questa. Tra i tanti  chiacchieroni che popolano i media, ce ne sono alcuni appollaiati dentro un network nazionale che discutendo del presente del Diavolo se la prendono con il fondo proprietario e certi dirigenti, come il Paolo nazionale, perchè si stanno facendo scappare, uno dietro l’altro affrattelllati, i migliori ‘baciamaglie‘  della epopea rossonera.

Nella ispecie, assommano la colpa di avere perso a parametro zero un giovin fenomenale portiere qui allevato e poi passato  ‘ gratis’  al suo procuratore il quale, a sua volta, tra ingaggi ( più o meno accertati) e commissioni ( ad personam), l’ha ( a sua volta) transitato  dalla squadra degli ‘ Immortali’ e degli ‘Invincibili’ a quella dei ‘ nababbi del Golfo‘  di scarsa nobiltà pedatoria ma che in quanto a danari non hanno limiti visto che se li possono stampare ( al momento) in santa pace e a volontà nei  ricchi  Paesi ( o Paeselli)  loro.
Praticamente, come successe al Tramaglino dopo il tentato matrimonio a sorpresa, prendendosela con la vittima piuttosto che con il responsabile dei misfatti. O meglio, di una situazione inqualificabile che va mettendo in ginocchio le squadre storiche, grandi e piccole.
Infatti, quell’ometto che sta alla Uefa, nemico dei ricchi in difesa dei poveri, dopo aver sventato il ‘colpo di stato‘  di quegli sbadati della Superlega, in buona sostanza, che altro va facendo se non passare il nobil calcio europeo dalle mani di chi se l’è sudato in oltre un secolo di imprese immani, a quelle di ‘foresti’ che del pallone capiscono solo il recente rotolar loro?
Ma chi è questo capovolto  Robin Hood ? E’ uno che va applicando la  liberal concorrenza o è semplicemente uno che va svendendo quanto non gli appartiene ma che dovrebbe al meglio gestire? Insomma, c’è finalmente qualcuno, oltre i tanti chiacchieroni, con la franchezza dovuta, che nella gran galassia del calcio europeo si chiede cosa va facendo  sto pestifero ometto?
Del resto, ormai,  anche  gli imberbi hanno capito che contro una tal disparità di danari manco i due Panda europei, le big della Serie A,   della Bundes e ( probabilmente ) anche gran parte della Premier,  poco o nulla possono fare. Sul campo. E dentro le casse loro sempre più ricolme di debiti e non già di  costosi ‘ baciamaglie‘ che, al momento giusto,  come insaziabili e ingenerosi uccelli migratori, volano di qua e di là, attratti  ( più che altro) ) dai venti ( forti e luccicanti ) del deserto o della steppa.

Uno sguardo alla cronaca del fine settimana. Ricco di eventi in più discipline. A Monza, tornata ( per metà) rossa, questa volta, i due ‘polli’ non si sono soltanto beccati ma accavallati l’uno sopra l’altro affezionati, tanto che se non ci fossero state le dovute ( recenti) protezioni a quest’ora potevamo cantare uno o più de profundis.
A livello di classifica le cose al vertice restano uguali, nonostante la ( lieve)  reprimenda per il Max, mentre alle loro spalle sta salendo una rediviva MacLaren che ( dopo anni) s’è tolta lo sfizio di piazzare le sue auto al primo e secondo posto dell’ambitissimo Gp d’Italia, davanti a scudiero Bottas e al sempre lieto Leclerc.  Questa volta in gara col vecchio motore.

CHRISTIAN HORNER. Finalmente una serie felice di  frasi  di Christian Horner, 58 anni, team manager della Red Bull. ’ Faremo da  noi i telai e i motori. La Red Bull diventerà la ‘rossa‘ d’Inghilterra. Verstappen è un guerriero. La F1 senza Monza è come il tennis senza Wimbledon‘.

Berrettini , sconfitto dal grande Djoko , non ce l’ha fatta a procedere negli Open Usa. Negati, però, questa volta, anche al serbo battuto dal russo Medvedev. Incetta  di medaglie agli Europei di ciclismo ( 4 ori, 3 argenti, 1 bronzo), l’ultima, la più prestigiosa, se l’è messa al collo, Colbrelli, che dopo aver staccato i favoriti come lo slovacco Sagan e lo sloveno Pogacar, ha messo in riga anche il  fenomeno belga Remco Ovenepoel, 21 anni, grande ora, (probabile ) grandissimo negli anni a venire.
Avanzano i ragazzini del Fefe agli europei di volley. Stanno ai quarti e aspettano una tra Germania e Bulgaria. Gran festa invece al Gp d’Aragona, con i nostri a far squillare le note del             ’ Canto degli italiani’ due volte: in Moto3, con Foggia e in Moto Gp con Pecco. Il ‘ duello’ con il sempre vivo Marquez è stato uno spettacolo sportivo assoluto.
Tra vecchio ( recente) e nuovo ( di pacca) con gli altri giovani fenomeni, quanto il siculo-francese Quartararo, relegati alla finestra.  Se andiamo avanti così per qualche altro mese ancora , con tutti quegli inni tricolore che risuonano gagliardi qua e là pel mondo, dopo gli Inglesi, rischiamo di far venire problemi di otite anche ad altri popoli contro di noi avvicendati.
SI TORNA IN AULA.  Mentre si spengono gli echi anche della Mostra del cinema di Venezia con Leone d’oro attribuito a Audrey Diwan e Leone d’argento a Paolo Sorrentino, torna il suono della campanella. In almeno dieci Regioni.
Tra regole e incertezze. Con ancora molti non vaccinati ( forse 10 mln), anche tra i più giovani. Difficile qui capire l’accanita  ‘resistenza’ di alcuni milioni di persone verso un ’ atto dovuto’ , con qualche minimo rischio, certo, ma con nessun altra alternativa valida per impedire alla ( misteriosa) pandemia di continuare a mietere vittime e a mettere a segno  danni ( non solo economici) enormi. E per  i quali potrebbero essere necessari molti anni  ( ammesso e non concesso) per essere ‘riparati’. 

( dal 7  al  9 settembre). Per qualcuno, quanto si va ammirando in F1 è qualcosa di eccezionale. Di raro, anzi,  di rarissimo.
Recitano infatti a Sky: ’ Questo è il più bello, incerto, entusiasmante campionato degli ultimi anni’. Per loro, ovvio.  Come resta ovvio  che sui gusti nessuno ha mai qualcosa da eccepire.   I latini dicevano che sui gusti non vale perderci manco una goccia di tempo, tanto ognuno tiene i suoi.

Noi, invece, da ‘forzati’  curiosi su un divano, di eccezionale in quelle contese notiamo poco o nulla. Infatti dopo la ridicola prova nelle bagnate Ardenne, s’è aggiunta quest’ultima ( scontata) nelle  terre ( umide) basse  dei tulipani. Donde  come son partiti sono ( più o meno ) arrivati. Donde si  nasconda l’eccezionale in questo non si sa. Fatto è che, ora, il giovin Verstappen sta di nuovo avanti ( per qualche punticino) al navigato  re  ( della pista ) inglese.
Ma vien da chiedersi:  se ( qualche gara fa) il Tulipano  non fosse stato spedito contro un muretto a 300 all’ora perdendo 25 dei 33 punti  di vantaggio accumulati,  il campionato più incerto degli ultimi anni  sarebbe ancora incerto o già aggiudicato?
Di questo ( ed altro) ovviamente ai nostri media ( e social) poco garba. Interessa invece a noi constatare che la ‘rossa‘ continua a non dar più nel quindici. Alla vigilia d’ogni Gp sembra che qualcosina si muova, poi, già in qualifica, tutte le illusioni si smorzano, impietose, sempre identiche, fornendo ogni volta  la ( dolorosa) prova di  un simbolo da leggenda finito nella ‘spazzatura‘ dei ‘normali’, dei ‘battuti‘, dei ‘ doppiati‘. Questo ‘ malumore‘, ovviamente, poco traspare ( soprattutto) sui media di mestiere. L’un dietro l’altro filati  come docili bimbi d’un Piedibus.
Eppure è sempre men raro sentire tra i fans delusi e abbandonati della ’rossa’ domande come questa: ma non c’è proprio nessuno che consigli all’Elkann con il Binotto, piuttosto che di   interessarsi della ‘rossa’  che sta a loro  come i cavoli a merenda, di farsi  delle belle biciclettate in tandem lungo le amene sponde del  Lemano?

QUALFICAZIONI MONDIALI. Se n’era andato uscito mogio, anzi, un poco contrariato, il nostro Mancio dopo lo scontro contro la solita, ostica, imbattibile Svissera. Che le soddisfazioni più grandi della sua storia, colei,  che nel gioco del pallone poco o nulla ha mai vinto,  se le va a cercare proprio contro gli illustri vicini di casa, che, invece, con il  pallone,  hanno vinto tutto quello che era in palio.
Anzi, dovesse avere ancora una volta ragione, quel  visionario del Mancio da Jesi, potrebbero ( addirittura)  ricucirsi , a breve,  sulla bella maglia azzurra,  anche la mitica pentastella.
E comunque, stando col piede a terra, occorrerà adesso dopo i due pareggi contro  Bulgaria e Svissera battere la Lituania, sperando al contempo che anche i cugini elvetici comincino a perdere qualche punticino.
Auspici entrambi avverati: a Reggio i giovani bomber azzurri tirati fuori dal cilindro di quel fantastico capitano di ventura del Mancio, infatti, hanno travolto la Lituania ( 5-0), mentre gli Svisseri non sono andati oltre lo 0-o in Irlanda. In ogni caso li aspettiamo a Roma, per il redde rationem, magari in un mese  più favorevole del  ( problematico ) settembre. 

SODDISFAZIONI  AZZURRE. Continuano intanto a piovere da un cielo raramente così amico altre soddisfazioni azzurre. A parte le ( memorabili)  imprese nella terra del Sol Levante, ci sono  state ( e ci sono) buone nuove anche ( per restare gli eventi più attesi)  dal volley e dal tennis.
Nel volley femminile, ad esempio, la Paoletta è tornata a far squadra e la squadra è andata a compiere un’avventura da Argonaute nientemeno che in casa di quel mostro della Boskovic che anche di recente, in Giappone, ci aveva brutalmente castigato. Procedono, tranquillamente, nell’ Europeo , anche i ragazzi del Fefe che si son divorati la forte Slovenia ( 3-0).
Mentre agli Open Usa di tennis sono usciti Seppi  e Sinner  e (purtroppo) anche il buon Berrettini ( settimo nel ranking mondiale) che ( sconfitto 3-1) non ha ancora trovato il modo di battere  il grande Djoko. Agli Europei di ciclismo, oro azzurro nella staffetta mista. 

MATTARELLA: SVOLTA EUROPEA. Forse non tutti se ne sono accorti, ma quell’uomo con i capelli bianchi che tiene il timone d’una barca in gran tempesta è qualcosa che ci mancava. Contenuto, pacato, credibile, che appare poco e parla ancor meno, se non con le parole giuste al momento giusto, sembra uno di quegli uomini di statura antica.
Che la gente, anche quella più diffidente e riottosa, ascolta. Seguendolo o meno non si sa, ma  ascolta. Stessa cosa sembrano fare anche in Europa, dove da decenni non vedono nascere nel Belpaese uomini degni della sua straordinaria storia.

Il nostro Presidente, pochi giorni fa, al Forum di The European House-Ambrosetti, con l’ormai confermato tempismo, ha rivolto un apprezzamento all’azione europea davanti alla pandemia e alle conseguenze economiche e sociali. ‘La capacità di reazione -  ha detto  il nostro capo dello Stato - è stata  efficace e tempestiva’.  Constazioni condivisibili, queste,  certo.   Sempre però che l’attuale esperienza conduca l’Europa ad una vera e propria svolta epocale.
” La forte volontà politica – ha aggiunto – che ha determinato le scelte ha consentito di superare le diverse sensibilità presenti nella Unione e di dare vita ad dimensione operativa senza prece3denti, che costituisce una vera e propria svolta”.
” Una dimensione – ha integrato – che deve trovare una collocazione nell’ambito del Trattato che, dopo la riflessione della Conferenza sul futuro dell’Europa, dovrà sostituire quello di Lisbona“.  Uno sforzo analogo, sempre per il nostro capo dello Stato, dovrà riguardare l’impegno per la pace, lo sviluppo, la sicurezza e la stabilità internazionale per diffondere ” la piena dignità delle persone in ogni angolo dl Mondo”.
Fin qui l’Unione si è mossa troppo tiepidamente. Quanto fatto è importante, ma non basta. Occorre fare passi politici ed istituzionali ancor più decisivi. Il ‘ sogno’ e non più il  ‘ miraggio’ della nuova Europa sta sullo sfondo. Ormai maturo per essere concretizzato. Per dare ” continuazione a quella sovranità condivisa destinata a garantire ai cittadini europei la prosecuzione di una esperienza di crescita e di progresso che non ha eguali”. E di cui, ci chiediamo: l’intero Pianeta può farne a meno?

( dal 1° al 6 settembre 2021). Qualcuno lo ha definito il ‘ calciomercato dei calciomercati’, ovvero il più esimio tra i calciomercato  fin qui disputati. Tra i ‘colpi’  roboanti, quelli sui passaggi del Cr7 allo United e del Leo  al Psg. Ovviamente, per l’uno e per l’altro, entrambi ‘baciamaglie‘,  due sogni che si sono realizzati.

Sono rimasti al palo invece Mbappè e soci, che venivano dati in movimento in un ambiente dove il movimento è ricordo (sempre più) lontano. I media, starnazzano a modo loro, seguiti dai social   che non sanno  più chi mettere nel mirino loro, sparando  colpi a destra e a manca. A vuoto, ovviamente, come gli americani in fuga da  Kabul.
L’impressione è che non si rendano conto che quella ( misteriosa) pandemia ha cambiato un sacco di cose. Anche nel mondo del pallone.  Infatti insistere a raccontare che il Real voleva il fenomeno francese alla modica di cifra di 120/140  mln o giù di lì, è come star ad ascoltare le avventure di quei simpatici vecchietti ad altra era appartenuti.
Il Florentino è uomo facoltoso, sempre più facoltoso, sul piano personale, si sa, ma non certo al punto da poter far fronte ( sul piano societario)  a coloro che ( alla bisogna) i soldi se li fanno stampare nelle segrete stanze  degli Stati ( o Staterelli) e Oligarca loro.
Bisognerebbe che lui, il Gravina, e altri ancora del ( cosiddetto) calcio storico, lo facessero presente a quello sloveno in Uefa  che di fair play e concorrenza dovrebbe essere severo e attento quanto il giudice Minosse  sulla scranno. Quello  sloveno che , qualche mese fa, ha sventato un ‘ colpo di stato‘ sulla Champions da parte dei club più ‘disperati’  per passare , poi, il tutto,   a quattro o cinque o sei  nababbi d’altri mondi di cui poco o nulla si controlla ( o si sa) se non i versamenti in arrivo.
Anche gli imberbi cominciano a non credere più in questo calcio. In mano a ( pochi) nababbi, in mano a ( pochi)  mediatori. Sui quali qualcuno comincia a far luce ( Report, Rai3), anche perchè ( ultimamente) ci sono stati ‘passaggi’ da tregenda: quello del  buon Gigio, ad esempio, che oltre a salire a 12 mln annui più bonus d’ingaggio ha consentito al suo mentore di aggiungerne anche altri 20/25  di commissione. Commissione, già. A questo punto non c’è proprio bisogn0 di fare  economia alla Bocconi, per chiedersi: ma quanto un sistema come quello del pallone,  messo a dura prova anche  dalla pandemia, indebitato fino al collo, con dirigenti capaci sempre più rari,  potrà continuare a foraggiare situazioni ( e squali)  cotanto esclusive  e voraci?

IL PALLONE D’ORO. Ci meravigliamo che ( in proposito) si nutrano dubbi: Infatti, se è vero, che il riconoscimento va dato a chi  più ha meritato nelle maggiori manifestazioni svolte durante l’anno, chi altri meglio del nostro Jorginho vanta meriti per ‘ le ballon d’or‘? Sempre che  ‘ le ballon d’or’ sia un premio  e non un  balottino tra  amici degli amici.

IL CAMPIONATO. Seconda di Campionato, il nostro Campionato, che sul piano sportivo ha più da insegnare che da imparare, con sei delle sette sorelle a punteggio pieno. Manca infatti all’appello la ‘favorita’, ovvero quella Signora incompiuta che ( anche)  il Max fatica a riportare in auge.
AUTO E MOTO. Nulla da dire sulle auto di F1 che sotto la pioggia delle Ardenne hanno consumato una delle pagine più ridicole della loro storia. Da rilevare solo una dichiarazione a margine del Toto,  tornato alla fede dei suoi avi, rivelandola ‘ Nulla da eccepire, esiste un Dio delle quattro ruote’. A qual Dio faccia riferimento non si sa, anche se il più probabile che non sia  quello che ha salvato  un irriverente tulipano spedito a 300 all’ora contro un muretto di protezione?
Tripletta azzurra nella Moto3, mentre svetta  il siculo-francese Quartararo in MotoGp. Dove a far ( maggior) notizia è quel Marquez che  di finire una gare in santa pace proprio non ce la fa più. Delude ancora una volta il Pecco; mentre il Maverick ha trovato alloggio in una Aprilia che sembra aver  ripreso a volare.

VOLLEY FEMMINILE EUROPEI. Vince ma non convince la squadra di volley femminile. Batte il Belgio ( 3-1(, deve battere la Russia per accedere alla semifinale dove già è parcheggiata l’Olanda. L’impressione è che le ragazze, guidate dalla Paoletta, non facciano squadra ma solo individualità più o meno mascherate. Speriam, ovviamente, d’essere smentiti.
PARAOLIMPIADI. Stiamo viaggiando verso le 50 medaglie. Anche qui i ragazzi in azzurro si fanno onore sotto gli occhi del Mondo.

( dal 23 agosto). E adesso, per favore, fateci godere il nostro calcio. Che, al momento, è campione d’Europa ma che, in prospettiva, banda del Mancio permettendo, punterà alla pentastella, che da troppo tempo ci sfugge. In ogni caso non siamo più al centesimo posto del ranking ma al quarto.

Eppoi, campioni o no, a noi che ce frega di un campionato dove sono tanto esemplari da non sapere riconoscere manco chi vince e chi perde, o dell’altro, sempre in mani spendaccione non controllate da chi di dovere, che ha trasformato un club che poco o nulla ha vinto finora in una sorta di redivivo circo alla Buffalo Bill, con tanta di quella gente sul generoso libro paga  che manco il santo Leo sa più tenere di conto?
Inoltre, non piaceva prima il gioco loro, fatto più per cavalli di biada forniti e non già per artisti più o meno in vena, figuriamo adesso. Fatto è che il torneo è andato ad iniziare. Le cosiddette ‘ sette sorelle‘ hanno vinto in blocco, tranne la favoritissima Signora che, dopo essere passata in (bi)vantaggio ( 0-2), s’è fatta rimontare grazie anche alle paperissime del suo portierone.

E’ in arrivo un fine settimana di motori. Ma mentre per le due ruote, presto orfano del maestro dei maestri, resta alta l’attenzione, per le quattro anche se alle  mitiche Ardenne di attenzione ce n’è più poca, se non nulla.
Il Toto, infatti, che tra un leguleo e l’altro, un amicone e l’altro, una spintarella e l’altra, era riuscito a  spianar ogni ostacolo ( l’ultimo, quel tulipano amabilmente spedito a 300km all’ora contro un muretto) non potrà godere del suo trionfo, visto che quel che sa meglio fare è portare alla vittoria buone macchine per il fabbisogno quotidiano e non ippogrifi alati per il  bisogno d’eterno. Se lo mettano in testa, il caro Toto, e i suoi amiconi: senza la ‘rossa‘ possono inventarsi tutti i regolamenti che credono, ma non sarà mai ‘leggenda’.

( da venerdì 20 agosto 2021). Non sembra vero ma è già ora di ’campanella’ anche per i campionati nostrani. Baciati tutti dalla felice impresa d’essere diventati le tane dei campioni d’Europa. Che, a dire il vero, non si sa ancora dove guardarli, tra un produttore e l’altro, ma tant’è di questi tempi, tutti dediti ad incassare più che a a rendere le cose più facili e credibili ai suoi ( pazienti) fruitori. Una cosa ci sta sul gozzo.
Tutti quei soggetti che prima lacrimano, baciano, mandano cuoricini, giurano e spergiurano, eppoi, alla prima buona offerta, via s’involano senza badare laddove andranno ad affondare le loro ( sacre) piote. Forse a tutti costoro occorrerebbe mandare in soccorso uno che di storia umana s’intende; che poi, tanto difficile da leggere non è, visto che di esempi ne ha forniti tanti e ( tutti o quasi) eloquenti. Vogliamo dire  che se ad una pianta tagliamo le radici quando potrà ancora garrire al vento libera e gioconda? Ad imbelli, insulsi, sasi, sprovveduti, menefreghisti, e così via, la risposta, ovviamente, manco li tange.
C’è un calcio ( storico) che boccheggia, e che si fa per ridargli ossigeno? Si lascia libero corso all’afflusso di danari di cui poco s’indaga e si certifica, legittimi o meno che siano,  e che, come sta facendo venire a galla quel temerario di Report ( Rai), sembrano sempre più plumbei  nuvoloni forieri di gran tempesta. Una tempesta che potrebbe colpire anche quelli che si credono al sicuro, come tre o quattro squadre d’Albione, o quella di Gallia, che null’altro sta facendo ( perde anche  in casa?) che rinverdire il mito del Club Deportivo Los Millonarios di Bogotà anni Cinquanta.
E così, tra un colpo basso e l’altro, la nostra Serie A, priva di dirigenti e senza stadi, torna alla guerra ( contro le altre d‘Europa) con sempre meno forze e stimoli. Sia chiaro non è che qui rimpiangiamo soggetti alla Lukaku o alla Donnarumma, bravi da un lato disastrosi dall’altro, il Belpaese ne ha viste talmente tante ( e tanti) che quanto va accadendo  non riempirà manco una paginetta della sua millenaria ( prestigiosa) creatività.  Ci duole, come sempre, che invece di far di tutto per portare acqua al nostro mulino ci sia sempre qualcuno che si sbraccia per qualche altro. Che, dicasi tra noi, tanto esemplare  non è  visto che manco sa perdere.

PRONOSTICI?  La Signora, sotto la guida del Max, ci sembra tornata in vetta. Che resti o no quell’ectoplasma del Cr7 poco conta. Con i due vecchietti, il Berna ritrovato, il Loca ingaggiato e il Chiesa tornato pimpante, ha tutto per farsi strada in Italia, ovviamente, ma anche in Europa, dove di guerrieri imbattibili ne vediamo pochi. Non certo in quella parata da circo Buffalo Bill o raccolta figurine per l’Albo Panini, che quegli insulsi dell’Uefa hanno consentito di allestire ad esclusivo danno di tutti ( o quasi) gli altri. Alle spalle potrebbe stare ancora la Beneamata, sempre che i cinesi tolgano le tende.
Dietro alla Beneamata s’intravvede un manipolo di aspiranti, alcuni nobili, come il vecchio Milan del Pioli o l’ardente Atalanta del Gasp. E comunque sia chi vivrà vedrà. ( da lunedì 9 a giovedì 12 agosto 2021). Se non l’anno già accoppato poco ci manca. Di qual vittima parliamo? Del calcio, ovviamente, che superata l’euforia europea ed olimpica, sgomitando a destra e a manca, va a riprendersi le prime pagine. Un calcio sconcertante. Che manco un mese fa ci aveva fatto toccare col cuore una impresa insolita, straordinaria,  quella del Mancio da Jesi e dei suoi ragazzi, e che oggi, invece, ci racconta del trionfo di quel     calcio spendaccione senza nè limiti nè controlli  pascola su alcuni campi (  non  proprio nobili ) di Gallia e Britannia a celebrare la sua inarrestabile supremazia. I soliti (nostri) imbelli, tanti e sovente esterofili, fan finta di nulla. In fondo non  è la solita regola del mercato capitalista a confermarsi? Lo sappiamo, no? Chi più ha più compra e controlla il mercato?
In questo caso se a versare danari sono un oligarca russo di cui poco s’è mai accertato o due cugini sceicchi che quando hanno bisogno di comperare tirano nei cassetti dei ricchissimi Stati ( o Staterelli) loro, che ci frega a noi? Versano, oltre ogni giusto compenso, e questo ha da bastare. Il problema però e che mentre costoro versano scompigliano quello che ( fino ad oggi) è ( ritenuto) il calcio storico d‘Europa. Quello che ha fatto grande e appetita  questa disciplina.  Quello a cui si deve tanto, anche se  all’epoca del Ceferin che toglie ai ricchi per dare ai ricchissimi parlare di ‘ riconoscenza’ è un po’ come rammentare i sassolini di Pollicino. E comunque, tutti costoro, o sono andati o stanno andando in zampanella. Infatti il Real non parla più di acquisti. Mentre il Barca deve vendere i suoi gioielli.
Con la Signora che altro non pote  che fissare un aumento di capitale intorno ai 400 mln. E non è tutto. La Beneamata, quella  che s’è riportata in alto grazie anche ad un centrattacco che aveva scoperto e ricostruito, ha dovuto subito riabbassar le ali. Umiliata da impensabile offerta ( 115 mln). Così il centrattacco dopo aver versato qualche tenera  lacrimuccia se n’è andato a incassar 12 mln+3 di bonus netti all’anno allegramente offerti dall’oligarca.
Il Diavol0, poi, ancora tra i tentacoli di quell’arpia del fondo, continua a barcamenarsi, qua e là, tra un giovinastro e l’altro, tra un vecchietto e l’altro, poca roba insomma,  per una squadra che ha partorito ( non sembra vero) gli Invincibili e gli Immortali. Sia chiaro però che non invidiamo  quel bel  giramondo del Leo che dopo oltre mezzo secolo estraendo dollari da forzieri di Stato  è riuscito a resuscitare  nella rincoglionita  Europa una società tanto simile  al mitico Club Deportivo Los Millonarios noto perchè  faceva incetta di (grandi ) giocatori ( Di Stefano)  intorno agli anni Cinquanta. La finirà in burla come quello? Chi vivrà vedrà. Intanto quel Psg del Leo che manco vince più in casa sua dove gioca da solo, sarà bene si dia una mossa.  

COLPI DI MERCATO. Messi dal Barca al PsgFlorenzi dalla Roma al Milan. Dzeko dalla Roma all’InterInsigne, invece, tentenna. Mentre Bonucci resta  ( intelligentemente) a casa, accanto al suo Chiello,  dov’è qualcuno pur senza fascia da capitano, tanto – assicura – non è la fascia a decidere i gradi. Un mercato,  come si vede, da retrovia del calcio. Infatti perchè il buon Gravina, invece di starsene con le mani in mano davanti ai debordanti  spendaccioni  di Stato ( e simili),  non s’affretta a chiedere  un legittimo contributo  per il nostro calcio  alla Cassa Depositi e Prestiti( Domenica 8 agosto 2021). Devono essere più stupidi di un branco di gallinacci quelli che, non riuscendo a perdere, Statunitensi  o Angli che siano,  stanno cercando aghi nel pagliaio splendido  e splendente come non mai dello sport italiano ad Olimpia.
Anche perchè se c’è qualcuno che deve tenere ‘sepolte’ le indagini sui loro rispettivi movimenti ( presenti e passati)  sono proprio loro. Da quand’è che, nel mondo, ci si chiede donde giungano tutti quegli energizzati messi in grado anche in una sola Olimpiade di prestazioni eccezionali in serie con conseguente rarissimo  bottino di metalli preziosi da far invidia ai mitici pirati dei Caraibi che non vedevano l’ora di poter saltare  sul solito galeone per far incetta di dobloni e d’ogni ben di Dio?
Gli Angli, poi, a raggranellare bottini olimpici consistenti, fin ai tempi di ’ Global Britain in a Compettive Age’, hanno iniziato  a farli dalla fine dell’Olimpiade di Atene ( 2004) in poi. Allorquando portarono alla Regina  9 ori, 9 argenti e 12 bronzi ( 30 in totale),  oggi, più o meno, quanto  quelli di Nuova Zelanda( 7,6,7), Brasile( 7,4,8), Ungheria( 7,4,8) o  Canada( 6,6,11) e così via. E’ infatti da Atene in poi che, qualcuno,  sulle orme di sir Francis Drake, riuscì a riempire le stive di arditi vascelli. A Pechino ( 2008) gli Angli passarono da 30 a 47 allori ( 19,13,15 ); mentre a Londra( 201) schizzarono decisamente verso le sedi degli dei ( 29,17,19, totale 65), cifra superata ( sia pur di poco) a Rio (2016, 27,33,17, totale 67) per giungere, infine, a questa, nel Sol Levante, dove il bottino resta pingue( 22,21,22) , più o meno, nella stessa misura dell’ultima Olimpiade. Il caso ( dimenticato )  del ( famigerato) velodromo di Manchester.

ABBIAMO VINTO BARANDO? ‘ Abbiamo vinto barando? si sono chiesti sui loro media qualche tempo fa  ( afflitti  e smarriti ) i conterranei del più scarmigliato premier d’Occidente, aggiungendo: ‘  Se non fosse per un certo pudore, potremmo anche rispondere che sì, si è barato‘ . E comunque, per rinfrescandogli la memoria, il Daily Mail ha scritto ‘ C’erano da tempo crepe nell’edificio della British Cycling.  Ora però il tetto è crollato‘. In proposito, una volta colti con le mani nel sacco, il Telegraph s’è spinto ad evocare  lo spetto di una  ‘ reputazione in frantumi‘, mentre il Guardian s’è limitato ad appurare che ‘siamo al cospetto’ di una  ‘ triste vicenda ‘.  Il tutto mentre sir Dave Brailsdorf, gran capo Ineos ex Sky), s’è trincerato in un rigoroso silenzio. Se non erriamo, tuttora in vigore . Nonostante i ( clarissimi) e  i  (  molteplici)  inviti alle ( sue) dimissioni. Il Consiglio generale dei medici britannici ha condannato Freeman per acquisto di ‘ Testogel, una forma di Testosterone,  destinata ad un corridore ( non meglio identificato)’. Freeman, tra il 2009 e il 2015, è stato medico di Sky e della nazionale britannica, dopo aver lavorato per la Federciclismo britannica  fino al 2007. ll ( chiacchierato) velodromo di Manchester è da tempo  al centro del mondo del pedale. Qui venne lanciata l’idea di far esplodere il ciclismo nazionale britannico  con i soldi della lotteria nazionale. Missione compiuta: 8 ori a Pechino, 8 a Londra, 6 a Rio, più 6 Tour dal 2012 al 2018.
Allora il simbolo della superpotenza anglofona era Wiggins: 4 ori olimpici, 6 Mondiali su pista, e  primo britannico a vincere il Tour, poi nominato sir dalla Regina. Freeman aveva riconosciuto, in una sua udienza, che il pacchetto consegnato a Manchester nel 2011 conteneva 30 bustine di Testogel. Chiaro? Che altro dire? Anche perchè tutto è stato insabbiato. Inutile procedere.
Sembrerebbe però che 
scheletri nell’armadio della Regina  ne siano  rimasti  tanti.  Ancor recenti. Al punto che coloro che volevano presentarsi al Pianeta  come i ‘ più bianchi del bianco’ restano tuttora a piede libero. Giocondi e impuniti. A copertura, forse, anche di altri  sport, perchè no pure la  pelota ?, che di dubbi ne ha sempre sollevati tanti.

IL MEDAGLIERE DI TOKIO 2020 ( 6 agosto 2021). Usa ( 39 ori, 41 argenti, 33 bronzi, totale 113) ); Cina 38 ori, 32 argenti, 18 bronzi;  Giappone 27, 14, 17; Gran Bretagna 22,21,22;  Roc, 20,28,23; Australia, 17,7,22 ; Olanda, 1012,14; Francia, 10,12,11;  Germania, 10,11,16 ; Italia, 10,10,20. Per quel che ci riguarda, essendo arrivati a quota 40 podi, saremmo già più avanti  rispetto ad altre generose olimpiadi ( Roma 1960) del passato. Non male. Anche perchè i  nostri sono  alcuni degli metalli più prestigiosi, come quello dei 100 o dell’alto,  che incoronano i miti dello sport.

 IL MAESTRO DI TAVULLIA. E mentre è ancora accesa la fiamma d’Olimpia in quel di Tokio, giunge la nuova che l’inarrivabile  Maestro di Tavullia lascia le moto. O meglio, scende, dopo oltre vent’anni, dalla sella di  una moto, quella ultima della Yamaha, per dedicarsi ad altro, forse, alle auto. Ago, recordman ( 15 mondiali) in fatto di vittorie in moto, finalmente, dopo qualche gelosia di troppo, lo ha incoronato suo erede. Anche se, a dir il vero, quanto mostrato dal Maestro di Tavullia è qualcosa che, in quel mondo, è più in generale nel mondo dello sport, non ha nè prima nè dopo. E’ una  apparizione  unica.
La memoria cancella, si sa,  anche le pagine più esaltanti, quanto l’onda sul bagnasciuga, ma come dimenticare le mille sfide mozzafiato con avversari dotati, le moncolorate folle oceaniche che lo abbracciavano in ogni parte del mondo e le divertenti ed inesauribili trovate che ogni evento riempivano di  stupore, allegria e colore  ? Quando lasciano la scena  cotanti personaggi inevitabile è sentirsi dentro un vuoto. Quasi un’ angoscia, ineffabile. E forse curabile  (solo) con la vaga speranza di riuscire ad  ignorare il tempo che passa, per non  ridurre anche lui, il Maestro,  (  tuttora  pieno di animus pugnandi  e genialità )  ad icona prestigiosa ma ( sempre più) remota e ingessata.

BIOGRAFIA . Valentino Rossi (Urbino16 febbraio 1979) è pilota motociclistico e dirigente . Figura tuttora tra i piloti più titolati del motociclismo mondiale, in virtù dei nove titoli mondiali conquistati (cinque dei quali vinti consecutivamente tra il 2001 e il 2005), mentre resta  l’unico pilota nella storia del motomondiale ad aver vinto il titolo in quattro classi differenti:  125250500 e MotoGP . Dal 2014 è proprietario dello SKY Racing Team VR46.

MA CHI FERMA STO CEFERIN? All’indomani dello sventato  ‘colpo di stato’ di quegli sprovveduti della Superlega, il buon Ceferinpresidente Uefa per geniale invenzione del nostro indimenticato Tavecchio, si presentò al popolo qual novello Robin Hood che difendeva il calcio dei  poveri dal calcio dei ricchi. Ma sono bastati un paio di mesi per valutare che nulla di più ingannevole circola rispetto a quella celebrazione. Infatti, anche negli asili nido, si è capito che ad avere preso il bastone del comando nel calcio europeo sono quattro o cinque società dal budget illimitato ( e fuor d’ogni regola)  attinto a casse pubbliche ( o  simili)  e a quelle di attività derivate dal calcio.
fans, quelli che ancora ragionano con lo stupore del cuore, li chiamano ‘spendaccioni‘, capaci di ’metter sull’unghia’ da un giorno all’altro cifre inarrivabili ( soprattutto) per quelli che hanno fatto la storia del calcio, e che ora, anche con l’aggravante della pandemia, boccheggiano  in un mare di debiti.
Il Real fatica a comprare una nuova linea di  raccattapalle, il Barca deve disfarsi anche  del suo storico eroe, la Signora  deve capitalizzare con 4oo mln il suo ‘buco‘ in contabilità. Qualcuno sta cercando rimedio ricorrendo alle lusinghe dei ‘private equity‘. Fatto è che, qui, fair play o no, a dettar legge è ormai una manciata di ‘spendaccioni’. Che del calcio ( storico o no) se ne sbattono quanto Attila delle terre che attraversava. Di legioni pronte per fermarlo non ce ne sono. Epperò qualcosa occorre fare. Ma  che altro se non mettere in quarantena il buon Ceferin, il Robin Hood che toglie ai ricchi per dare ai poveri? Nel senso di costringerlo a dare le dimissioni per rispedirlo  a  quel donde qualcosa capiva? Di tempo non ce n’è tanto. Occorre perciò  muoversi. La ‘rosea‘ s’è mossa  ( sabato 7 agosto, pagina 47)  ma con la stessa tenerezza con la quale i vertici Fia hanno ‘ sanzionato’ Hamilton , il prediletto del tiranno Toto, che ultimamente ( ad inizio gara) aveva  spedito il suo giovin irrispettoso avversario ad oltre trecento all’ora contro un muretto.

BREVINA. Tutti vogliono andare al Psg, squadra di ‘spendaccioni’ che non sa vincere manco in Francia dove gioca da sola eppure in lotta con il City  del cugino, pure lui sceicco. Ma sanno quei tizi contare? Sì, allora quanti sono gli attaccanti, dieci, venti, cinquanta? E i difensori?
E i portieri? Non è che vogliono (ri) fare raccolta d’uomini come  i  Billonarios di Bogotà anni Cinquanta?
ALTRE DI SPORT. Senza ‘rossa’ , spiacenti, ma lasciamo la F1 a Toto, Jean e i loro entusiasti commentatori su Sky; mentre, per quel che riguarda le moto, sempre competitive, sempre entusiasmanti, altro non possiamo che registrare, la vittoria del Bez ( Sky Vr 46) iMoto 2 e  quella del competitivo Martin ( Ducati) in Moto Gp,  sempre più saldamente in pugno  al siculo-francese Quartararo,  nostro ( almeno ) per jus sanguinis. 

 

PECORE O LEONI? E’ fatta: Cvc Capital Partners, finanziaria britannica specializzata in private equity, entra nel calcio. Ma non in Italia, come  inizialmente ideato, progettato e proposto, bensì nella Liga. Dove, a fronte della cessione del 10% delle quote a Cvc scenderanno dal cielo  2,7 mld di euro indispensabili per finanziare i piani a medio e lungo termine. Una incredibile  colata di danari che potrà portare ( in pochi anni) il calcio spagnolo a ridosso della ( al momento ) inarrivabile Premier. I danari verranno utilizzati per migliorare infrastrutture e tecnologia; ma anche per incrementare le attenzioni sul marchio, con ricorso a  piattaforme digitali e reti sociali. Oltre alla possibilità di poter nuovamente investire sui migliori giocatori del pianeta.
Il Real, ad esempio, riceverà 270 mln, il Barca 261, con ulteriore incremento dei diritti televisivi. Insomma, per farla breve, e non approfonditamente come sul servizio dedicato al tema giovedì 5 agosto dalla ‘rosea‘, una volta di più l’Italia degli orticelli non riesce a salire più verso quelle prestazioni  che ( neanche tanto tempo fa) lo avevano eletto ‘ il campionato più bello e seguito al mondo‘. Il presidente Paolo del Pino aveva anzitempo proposto il progetto in Lega, riscuotendo inizialmente un consenso pressochè unanime. Poi, come al solito, una volta ridato corso al miserevole  cabotaggio dei singoli orticelli, sette squadre ( Juve, Inter, ovviamente la Lazio del buon LotitoNapoli, Fiorentina, Atalanta e Verona)  si sono dissociate facendo fallire un’ occasione dorata ‘ che avrebbe  permesso alla Serie A di essere  il primo torneo europeo ad aprirsi al cambiamento’. Qualcuno ci sta ripensando. Anche perchè Cvc avrebbe investito sulla Serie A come consorzio che comprendeva Advent, altra società di private equity americana, e FsiFondo strategico italiano, due società ancora interessate al progetto. Forza allora, coraggio, meglio leoni che pecore, anche perchè chi dice che  il nuovo sia peggio di quanto ci hanno fatto finora inghiottire orticelli come quello del   buon Lotito? ( fino al 1 agosto 2021). E ora qual spiegazione s’inventerà la sterminata  coltre di esterofili che quando s’accenna(va) all’Arba Fenice rideva e scherniva.
Eppure, quel mitico uccello  da qualche tempo e in qualche anfratto del Belpaese deve avere trasferito il suo nido. Troppi ( insoliti) eventi a lui riconducono. Lui, che sulle sue ceneri rinasce come dove quando e perchè solo lui lo sa, mosso da insondabile e insindacabile volontà, che però laddove opera ben si riconosce. Da anni l’atletica italiana veleggiava nel nulla assoluto. Ultimamente, con quelle cinque staffette qualificate per Tokio, e qualche altro piccol  risultato qua e là raccolto, sembrava dar segni di risveglio. Ma nulla lasciava presagire che da Cenerentola (di colpo) potesse diventare regina. Del resto gli uomini ( anche quelli più dotati)  fan quel che possono e non oltre.
Occorre semmai che qualcuno ( o qualcosa) d’inatteso  intervenga, per mutar il corso delle cose. E tanto dev’essere accaduto nella squadra di atletica in quel ( sofferto) consesso d’Olimpia che si tiene in questi giorni nel lontano paese dove il sole si leva.  Qualcosa di inusitato, di inatteso . Da Araba fenice, appunto, se no  per chi altro? Fatto è che, sotto gli oculi increduli ( ma felici ) del mondo, uno dei suoi ragazzi è diventato il più veloce sulle piste  mondo; mentre un secondo ha volato più alto sul tetto del mondo.
Il primo, Marcello, 26 anni, cresciuto da meravigliosa mamma gardesana ( Desenzano) , s’è messo al collo l’oro concesso nella gara più prestigiosa al mondo, quella alla quale gli dei hanno concesso l’onore della (semi) immortalità. Il secondo, Gianmarco, 29 anni, marchigiano, è andato a scalare il cielo arrivando fin a 2,37, un traguardo condiviso con un altrettanto meraviglioso ragazzo, Barshim, venuto a gareggiare  a Tokio dall’arsa  terra del Golfo.

Tra l’altro, i due, hanno dato corso ad un qualcosa che ci ha riportato alle origini prodigiose dell’impegno umano nello sport. ‘ Barshin - ha svelato  Gianmarco - è un grande amico. Solo con lui potevo accettare l’ex aequo. Nessuno dei due voleva togliere all’altro la gioia più bella. C’eravamo detti, magari un giorno saliremo insieme sul gradino più alto del podio olimpico.
Ridevamo. E’ accaduto’.  Ad una tivù francese Barshim ha aggiunto:’ Non potevamo fare altrimenti, tra gli uomini ci sono cose più importanti di qualche metallo’. Di questi ( questo) ed altro ne riparleremo di certo.
Ai due medagliati d’oro sono giunte ( immediate) le congratulazioni del presidente Mattarella  e del premier Draghi. L’uno e l’altro dorati. A tal  punto la ‘maledizione’ sul medagliere s’è tolta, e i nostri ( durante quest’ultima settimana di giochi)  possono risalire in alto. Verso quelle 40 medaglie pronosticante  nonostante i dolorosi flop ( non annunciati ) e patiti ( tiro, scherma, alcuni del nuoto eppure mai così forte come squadra …).

MEDAGLIERE OLIMPICO ITALIA E NON . Al momento ( lunedì 2 agosto) 4 oro, 9 argento, 15 bronzo. Sopra di noi, la Cina è a 24 ori, 14 argenti, 13 bronzi; gli Usa a 20,23,16, il Giappone a 17,5,9, l‘Australia a 14,3,14, il Roc a 12,19,13, la Gb a 10,10,12, la Francia a 5,10,6, la Corea dl Sud a 5,4,8.
Vanessina Ferrari, 30 anni, corpo libero, hanno sottratto la medaglia d’oro relegandole quella d’argento, nonostante un esercizio meraviglioso applaudito in piedi da tutti i  presenti, avversari compresi.

( dal 25 al 31 luglio).Potrebbe essere la più grande rappresentativa mai spedita ai  giochi dOlimpia, con già una ventina di medaglie in saccoccia, che avrebbero potuto essere ( molte) di più se non ci fossimo messi a far ‘ donazioni’, qua e là, un po’ in tutte le discipline, basti che capiti l’occasione.
Quel ‘quattro in acqua’ fatto partire negli ultimi metri  dopo una lunga volata col freno innestato, urla ‘ ma perchè?’: anche un cieco infatti avrebbe visto che bastava dargli ‘ cuore e anima’ per mandarlo non a maneggiare un cucchiaio di legno ma qualcos’altro di ben più pregiato. Le ragazze del fioretto in semifinale s’erano già bevute le coetanee francesi (12 stoccate di vantaggio su 24), quand’ ecco arrivare il generoso   ’ donare‘ fin a farsi ’gabbare’  all’ultima stoccata. A voler contare tutte le ‘donazioni’  fatte non basterebbe una pagina intera.
Evidentemente,   oltre a sciogliersi ogni volta, in ogni circostanza, spesso a prescindere, in elogi sperticati per  questo o quello, sarà meglio chiedersi quanti ( tra atleti, tecnici, dirigenti)  siano in grado di emulare quel valoroso Mancio da Jesi che ( ancor di recente) a tutti noi  ha ricordato  quanto sia più gratificante cadere sul campo  da leoni piuttosto che  da pecorelle smarrite.
Pur tuttavia d’esempi meritevoli non stiamo mancando. A parte la nostra Fede che di gran sport ci ha nutriti per ( circa) un ventennio,  ( questa volta) a mettersi in evidenza è quel gran ragazzone  di Carpi che del fondo ( mare e piscina) è il re. Un maledetto virus, a ridosso dell’appuntamento con i libri di epica sportiva, lo ha debilitato, fin a confonderlo, a smarrirlo, fin a togliergli  ardire e forza, un po’ come  ad Achille una volta perso Patroclo.

  Ma è bastato un amico  d’infanzia  la sera appresso gli 800 sl a ricordargli quanto  il Creatore che ‘ di lui in lui più vasta orma volle stampar‘ per convincerlo a gettare al vento tattiche e menate varie per ritrovare d’incanto, completamente, meravigliosamente, quant’è ancora depositato al fondo della sua grande anima umana ed agonistica.
Greg, pur strabiliando, non ha vinto l’oro che avrebbe ampiamente meritato fin dalla prima bracciata, perchè un anonimo tenace americano l’ha preceduto di un nonnulla all’ultimo metro, strappandogli l’oro e lasciandogli  l’argento. Un oro che all’americano aggiungerà  poco o nulla; visto che  ( almanacchi a parte ) la gente celebra  gli eroi veri  e non le loro ombre. Nelle squadre, la maschile di basket ha perso con l’Australia e  ora dovrà rimboccarsi le maniche per procedere. La maschile  di pallanuoto, campione mondiale in carica, dopo avere pareggiato con la Grecia ( 6-6),  liberandosi  degli Usa ( 12-11) è prima nel girone.
La maschile di volley dopo la battuta d’arresto con la Polonia ( 0-3) s’è rifatta con la successiva ( 3-1). Non avendo una gran difesa sarà bene che corra ai ripari quanto prima, per  non tornare anzitempo in Patria: altro che oro olimpico! Molto bene procede la femminile di volley, che tutto quanto incontra sulla sua strada travolge.
Sarà bene non lasciarsi prendere dall’euforia, chè di sicari dietro l’angolo son pieni i siti d’Olimpia. Ci ha deluso il nostro amatissimo Pippo nella crono su strada. Un quinto posto per un ufo è scarsa soddisfazione. Speriamo vada a rifarsi in pista ( inseguimento individuale e squadre).

MEDAGLIERE OLIMPICO ( al 30 luglio 2021). Cina, 15 ori, 7 argenti, 9 bronzi. Seguono: Giappone( 9,4,6), Usa( 14,14, 10), Roc ( 8,11,9), Australia( 8,2,10), Gb ( 5,7,6), Sud Corea( 4,3,5), Francia( 3,5,3), Germania( 3,3,7), ITALIA ( 3,7,10 totale 19). In breve: i nostri atleti hanno vinto un numero di medaglie ( ancora lontano dalle 28 del record) ma superiore a quello di Gb, Sud Corea, Francia e Germania. Solita domanda: bicchiere pieno o mezzo vuoto?
CALCIOMERCATO. In questi giorni di gran afa, con tempeste e disastri vari, si parla molto anche di calciomercato. Che però, con Olimpia che racconta le sue meravigliose storie ad ogni più sospinto, poco o nulla attizza. Una sola noticina: Lukaku avrebbe rispedito al mittente le avances del Chelsea, squadra di spendaccione russo  che come le altre due o tre di spendaccioni del Golfo è lasciata libera di spendere e spandere  al cospetto imbelle di quel Robin Hood del Ceferin, che invece di togliere danari  ai ricchi per darli ai poveri, che altro ha fatto se non  consegnare il calcio europeo a chi meno del calcio europeo men se ne fotte?

( dal 18  luglio al 25 luglio 2021 ).  Si stanno ritrovando le squadre per il prossimo campionato che inizierà a fine agosto. L‘Inter dell’Inzaghino ha rimontato con il Lugano ( 2-2) vincendo poi ai rigori. Mentre il Milan, vittorioso con la Pro Sesto ( 6-0)  non fa che fare acquisti, tra questi un centrattacco datato ma valido.
Oltralpe
, intanto, pochi ( anche potendo) spendono, manco gli ‘spendaccioni’ d‘Albione, che di quel campionato son diventati padroni. Messi, dimezzando i proventi, finalmente vincitore di qualcosa con la sua Nazionale,  resterà al Barca, così come Cr7, estromesso anzitempo all’Europeo,  alla Juve. Sarà un campionato degli allenatori che, tolto il transfuga Conte Dracula, vedrà in panchina: Sarri (Lazio), Mourino ( Roma), PioliMilan), Allegri ( Juve), Inzaghi ( Inter), Spalletti ( Napoli), Gasp ( Atalanta) e così via. Non si sa se il divario ( economico) con la Premier  sia  diventato un abisso oppure no. Certo è che a noi continuano a mancare qualche abile dirigente marketing e gli stadi. Gravina sta cercando di aggirare gli ( infiniti) ostacoli sugli stadi pensando ad una candidatura italiana per Europei ( 2026)  Mondiali ( 2028). Impresa non agevole. Anche perchè se non disponiamo di nuovi impianti che ce li danno a fare Europei e/o Mondiali? Numerosi atleti ( nostri e non) hanno iniziato  il loro viaggio verso il Sol Levante.
Tra quelli già arrivati, si segnalano ( al momento) una cinquantina di colpiti da Covid. Per noi un numero incredibile, visti il tempo, le informazioni, le precauzioni , che ciascuna nazione avrebbe dovuto mettere in atto.  A Tokio, infatti, già si sono levate proteste, anche perchè non tutti erano favorevoli ad accogliere questa anomale Olimpiade. Che, nelle prospettive, per quel che ci riguarda, dovrebbe risultare buona se non eccezionale.
Portiamo in gara quasi 4oo atleti, selezionati ( praticamente) in tutte le discipline, e con ampio margine per ben figurare, perfino per le medaglie (anche ) dorate. Non c’è voluto molto, domenica 18, alla partenza del Gp d‘Inghilterra, per capire donde stanno il buono e il cattivo.
Con tocco d’arte ( poi amabilmente sanzionato) il Lewis s’è quanto prima disfatto del suo antagonista, il giovane sfrontato tulipano,  noto come ex sfascia ‘rosse‘, che del pluricampione mondiale ( e del suo mentore  Toto) se ne fa un baffo.  Infatti  ( mentre il tulipano  a 300 km ora andava a scoprire il suo destino contro un muro di protezione)  doloroso ed eloquente è stato il ‘boato’ esploso sulle tribune colorate da Union Jack. Nessuno che si preoccupasse della sorte dell’antagonista, uscito acciaccato ma salvo, dal brutale impatto.
E così, alla fine, negli attimi dedicati ai festeggiamenti, per un pilota sanzionato, sì, certo,  ma amabilmente, e che con furiosa rincorsa è stato in grado di recuperare sulla ‘ rossa‘ del Leclerc, superandolo al penultimo giro, ( praticamente)  a pochi chilometri da una vittoria che avrebbe ( giustamente)  premiato il ‘miglior’ pilota di giornata. Siamo proprio sicuri che di una F1 di tal fatta non si possa fare a meno?

( dal 12  luglio al 18 luglio 2021 ).Pertinente l’omaggio dl nostro Presidente ai ‘ leoni di Wembley’, così come quello del premier Draghi, che nocchiero  migliore per mostrare agli Italiani come si può ( e si deve)  uscire  dal mare in tempesta non potevamo trovare. Nel novero hanno giustamente inserito anche Matteo Berrettini, 25 anni, tennista, volto bello e pulito,  primo finalista azzurro in quel di Wimbledon.
Se non altro per rammentare a quelli che i costumi antichi ( e la leggiadra Europa) hanno abbandonato,  di tornare ad essere modelli di fair play , dicasi gentleman, per continuare a mostrare agli altri che si può vincere anche perdendo.
Tra l’altro, fino a quella finale, tutti pensavano che ad inventare il calcio fossero stati quelli d‘Albione, quando invece qualcuno è insorto rammentando a tutti che quel gioco ( riscoperto e regolamentato in età moderna) era  un diffuso  passatempo tra legionari romani già duemila ani fa. Forse non sarà  per questo che l’ineffabile Eupalla ha provveduto a riportare le lancette della storia nella loro giusta posizione? Si va dibattendo su chi debba essere il ’ ballon d’or‘ 2021.
Se il riconoscimento va dato a chi più ha alzato ( nell’anno) la palma della vittoria, a chi altri meglio del   nostro Jorgino, vincitore di Champions e di Europeo, ovvero ( Mondiale a parte) di  quanto di più arduo e prestigioso  oggi esista nel mondo del calcio e dello sport?  

MENATE. Luciano Moggi, il redivivo, avrebbe detto che a conti fatti la nostra  nazionale è ‘poca cosa‘. Come si faccia vincere dopo mezzo secolo un torneo tanto disputato con una squadra di asini, o brocchi, forse,  manco lui lo sa , che di asini , o brocchi, dev’essere gran esperto. Un altro tizio , invece, sempre dal pulpito del piccolo schermo, avrebbe sentenziato  che ‘ tecnicamente‘ l’Italia non era delle migliori. Francia e Inghilterra invece sì. Scordando che l’una non ha fatto manco le semifinali e l’altra è uscita dai supplementari  con gli occhi sbarrati e increduli.
A volte quando s’ascoltano,  sopportandoli, certi addetti ai lavori, ci si chiede da dove attingano le loro valutazioni: in questo caso, forse dai giochi al torello, o dagli esercizi dietro o davanti alla porta prima d’iniziare gli incontri? Sì perchè a noi, per quel che possiamo, non   pare affatto che i nostri ragazzi abbiano  (  tecnicamente) qualcosa da invidiare ai più  costosi celebrati; perchè se è vero che il Mancio da Jesi ha apparecchiato la tavola per una ‘abbuffata‘  memorabile, di sicuro non avrebbe potuto realizzarla con dei cuochi del Menga.
Un altro sveglio s’è chiesto e s’è risposto: ‘ DonnarummaNon ha fatto altro  che un salto di carriera‘. Infatti è passato, per volere del suo ( discusso) Mentore, dalla squadra detta degli ‘immortali’, o  degli ‘ invincibili‘, tra le due o tre più auguste società al mondo, ad una ricca   parvenue del mondo d’oggi nota come  Psg. Che se si va a consultare l’almanacco sulle coppe europee manco lo si trova, mentre, se si trapassa all’orticello di casa, soltanto qui  la si vede vincente, per via di quei fiumi di danari che  gli sceicchi del Golfo, legittimamente ‘autorizzati ‘  dai generosi dell’Uefa, fanno ininterrottamente affluire in Europa. Fingendo a caso di occuparsi del   fair play. Più che altro da nobili spendaccioni. Che oggi ci sono, domani chissà.

ORIUNDI E ORIUNDI. A Maurito Icardi, attaccante, ex Inter, ’oriundo‘ argentino , qualche anno fa  chiesero se volesse far parte della selezione azzurra. Lui, un poco indispettito, rispose:  ‘ Lo sanno tutti che sono argentino‘.
A ben pensarci il suo non è l’unico ‘ caso’ tra gli innumerevoli ‘ oriundi‘ che popolano ( spesso con grande successo) il mondo dello sport, e del calcio, di sentirli preferire, con una punta di occulta  pena, che son ‘ questo’ o ’quello‘, tutto, insomma, ma non Italiani. Perchè anche se ‘oriundi‘, ovvero Italiani nati fuor della patria loro, al sangue non si comanda. Onorare la madre che ti ha accolto  quando quella naturale altro non poteva, è certamente lodevole. Anche se ripudiar la prima non è  generoso, nè possibile, visto che quel che  sei è dono ( prima di tutto )  suo.
A Maurito,  che da quel che sappiano quando parla poche ne azzecca, forse a tanto non è mari arrivato a riflettere. Come invece  ha fatto il ‘nostro’  Jorgino, 29 anni, ‘oriundo’ brasiliano, che quando mamma azzurra ha chiamato così ha risposto:’
Sì, il Brasile mi ha cercato, vero, ma questa volta ho visto che  era  l’Italia   ad avere più  bisogno’. E qui, scusate tanto, non sarà il caso di cominciare a chiarire al Mondo quanto l’Italia, quella che ha affrontato la pandemia affacciandosi a finestre e balconi con il sorriso e il canto, non è manco lontano parente di quella d’un secolo fa, quella del disastro, allorquando si gettò in una guerra che ‘ non s’aveva da fare‘ e con un alleato che ‘peggio di così non poteva scegliere‘. Ora è altra roba. Tant’altra roba. Che cercando di  riallacciarsi i secoli gloriosi vuol tornare a dare quel suo contributo come pochi altri popoli  possono.
Non stiamo ad elencare qualcosa, della piccola e prodigiosa Italia, tanto tutti sanno, più o meno. Anche quel Maurito che ( forse) fingendo di non  sapere  non può ( certo )  ignorare quanto sia figlia prediletta dell’Italia  l’Argentina;  paese importante in un continente importante che ( se non erriamo) manco s’era scoperto, se non ci fosse stato ( dapprima)  un italiano a ‘mostrarlo‘ e ( poi) un altro a ‘nomarlo’.

ALTRE NOTE. Hanno cominciato a partire verso il Sol Levante i nostri azzurri. Tanti, circa 400, forse come non mai in precedenza.
Non vanno così tanto lontano per riposti previlegi, ma solo perchè hanno tutti ( rigorosamente9 raggiunto i minimi richiesti. Qual bottino faranno? Come sempre non è facile a dirsi, ma se del Mancio e del Matteo son fratelli e sorelle  ( certo ) potrebbero tornare con le cassapanche piene e luccicanti di medaglie,  come  quelle stipate sui galeoni  in arrivo dalle Americhe( dal 10  luglio al 12 luglio 2021 ).
Nella festa che ha celebrato lItalia campione d’Europa di calcio, c’erano tutti. A cominciare da quelle migliaia di morti deposti dentro camion militari avviati mestamente  verso i luoghi di sepoltura. Ma c’erano anche quegli altri  milioni di concittadini che, in angolo di Paese, con poche distinzioni, hanno cercato  di reagire al morbo, con sofferenza, qualcuno riuscendo qualche altro no, e comunque  cautelizzandolo col sorriso e il canto.
E c’erano anche altri, d’ogni classe e genere, compresa  quella folla infinita di miscredenti che continua a non credere nel Paese loro. E che dileggiano quando gli si parla di quell’Araba Fenice che da molto tempo deve avere spostato il suo nido in qualche sconosciuto anfratto del Belpaese. Un Paese pronto a rinascere, quando men se lo aspetta, meravigliando, sulle proprie ceneri. Sul calcio, ad esempio, che quivi è  metafora di vita, questi ultimi ci davano per andati, dispersi, ormai ai margini del movimento. Per costoro avremmo dovuto tornar in blocco sui banchi di scuola ad apprendere dall’uno o dall’altro. Noi, che sulle nostre maglie,  teniamo tanti di quei  santi signacoli come nessun altro vanta. Noi.
E però bastato un veggente capitano di ventura, certo Mancio da Jesi, a riportare  il pendolo della storia al suo posto di partenza,  dopo avere radunato  una Compagnia di ventura non offerta  al soldo di questo o quell’altro, come quei  ( famigerati) professionisti mercenari, ma posto solo ed esclusivamente al servizio della Patria loro. Molti, infatti, in questi ultimi due o tre anni, si sono scervellati per comprendere qual razza d’armata avesse messo in campo quell’ ex talentuoso giocatore che poca fortuna aveva avuto con le nazionali del suo Paese. Gliene  hanno propinate di tutti i colori. La più parte senza capirlo. Ovvio. Tanto che quando parlava di vincere pensavano celiasse.
Invece tanto detto tanto fatto, fornendoci ( tra l’altro )  un modello sportivo ed umano  antico e nuovo insieme  che riscopre valori  quali la famiglia o il gruppo, disposto a ragionar col cuore, come in piccolo borgo o anonimo quartiere, e   sempre pronto a reagire, e se del caso  soffrire, pur di raggiungere un risultato che non è una coppa, o un assegno in banca, ma l’affermazione di una identità con i suoi valori più  riposti e cari.
E se volessimo alzare lo sguardo, una volta tanto, potremmo vedere che oltre al nostro  Paese, ce ne sono tanti altri, pronti a dar vita ad una nuova grande nazione. Per realizzarla fra dieci, venti, trent’anni: chissà? Ma che dell’Italia  ha, o avrebbe, per completarsi,  inderogabile necessità come  ‘magister vitae’ insegna.

Qualche spunto dalla cronaca. Wembley potendo contenere 65 mila posti, era stato riservato ( democraticamente) per 55 mila ad inglesi e per 10 mila ad italiani. Parte del pubblico inglese ha fischiato l’inno di Mameli. Fuor dai cancelli c’è stato ( anche) qualche incidente, dove ( sportivamente) gli italiani non sono stati risparmiati. Non sapendo che tutto questo  sull’animo di una Compagnia di ventura poco incide, anzi, sollecita l’orgoglio a compiere più ardita impresa. L’incontro è finito ai rigori come quello tra Italia e Spagna. Anche qui, inizialmente,  tutto sembrava  facile per i sudditi di Sua Maestà, che però ancora una volta non facevano i conti con l’oste, questa volta incarnato da ometti azzurri che tutto fanno fuorchè demordere. Alla fine è stato un plebiscito per il Gigio in porta, acclamato dalla Uefa quale miglior giocatore del torneo.
Qualche giocatore inglese s’è tolto dal petto l’argento consegnato dalle autorità, segno che forse non sia stata la perfida Albione ad inventare il gioco del calcio. Infatti, si sa, che i legionari romani, duemila anni prima,  lo usavano come passatempo, prendendo a calci una tonda od ovale  vescica d’animale appositamente sigillata e  gonfiata. Nella storica domenica un altro italiano è salito agli onori della cronaca, tal Matteo Berrettini, 25 anni, primo azzurro giunto  in finale a Wimbledon. Davanti a lui il formidabile Nole, 0  Djoko, gran figlio di Serbia, gran figlio  d’Europa, primo al mondo nel suo sportMatteo ha fatto quanto poteva: dopo aver vinto il primo set, s’è battuto con onore contro un avversario che già è storia e leggenda di questa disciplina. In pratica  ha fatto vedere che un italiano parto  di questa  nuova Italia sa vincere ma anche perdere. Senza schiamazzi,  senza medaglie strappate, senza piagnistei.
Ma solo con una naturale esultanza e un sorriso come esemplificato  dal nostro grande PresidenteMaestà, non è che sia arrivata l’ora, per evitarLe ulteriori figuracce,  di dire ai suoi di riprendere per mano costumi antichi ( infatti, donde son finiti i gentleman?) e di rivedere tanti inutili e anacronistici pregiudizi?    ( dal 29 giugno al 6 luglio 2021).
Che il Mancio avesse dato corpo non ad una squadra di club e neppure a una nazionale ma a qualcosa che tanto assomiglia ad una Compagnia di ventura del tutto speciale lo abbiamo sospettato già tre anni fa, quando, lui, con la lungimiranza dei profeti, aveva detto di avere accettato cotanto onore/onere con la certezza di portarlo a buon fine. Già, a buon fine, ma dove e quando? Non s’è atteso molto per ascoltare risposte.
Che abbiam toccato con mano durante questo torneo europeo a noi negato da oltre mezzo secolo e che, invece, come in  un colpo da teatro, va proponendosi  bello e invitante, come mai fino ad ora. Dicevano, i soloni,  innumerevoli,  che la Compagnia del Mancio si sarebbe sfaldata alle prime avvisaglie della  battaglia, che quel lungo elenco di successi altro non era  che  una sequela di allenamenti ben riusciti, poca roba, insomma, non tale comunque da far ricredere quanti da tempo vanno irridendo  un movimento calcistico che più carico di gloria non ce n’è.
C’è gusto a dir male di chi ben vuol fare.  E come quel servo che pur di non dar  ragione al padrone si è strizzato  i coglioni tra due sassi, anche riguardo al Mancio c’è chi predilige far altrettanto. Camuffandosi, ovviamente, in mille modi,  alla bisogna, ma ( sempre) con  lingua intinta nel veleno pronta a  ferire. Fatto è che la Compagnia del Mancio ha realizzato un modello, prima di una impresa, che stupisce e  incanta. Solidarietà, umiltà, resilienza, allegria e inarrestabile voglia di vincere. Sempre i soloni, non potendo ammettere l’insipienza loro,  si sono perfino inventati la favoletta che la Compagnia del Mancio sia un’ accozzaglia di buoni pedatori che vincono sol perchè solidali.
Come se per creare  capolavori bastasse chiamare  un Giotto o un Michelangelo circondati da mandrie di asini. ‘ Babbo, come si vede un fuoriclasse?’ chiese il bimbo al genitore, che rispose: ‘ Semplice, basta trovare quello che quando gli altri si fermano lui sale’. Nel mondo dello sport modernocosì complesso, così confuso, per ragioni  talvolta insondabili, non è raro prendere  fischi per fiaschi. Come quel tale, ad esempio, venduto per fenomeno, ma che quando c’è da salire rotola dabbasso.
O come quel ragazzo, ancor imberbe, che anche rischiando la salute sua,  sa elevar  la Compagnia   fin all’impensabile. La Spagna, la cara onorata Spagna, maestra del possesso palla, s’è battuta con onore, martedì 5, contro la Compagnia del Mancio.
Una Compagnia dai connotati inediti visto che non è al soldo di questo o di quello ma solo e soltanto della Patria sua, che di lutti e sofferenza sa far ( ogni volta) tesoro. Gli inglesi sognano di affrontarla domenica prossima, nel loro tempio. A lor rischio e pericolo. Perchè forse non hanno ben capito che questi ragazzi sono, sì, i nipoti di quei  che ad El Alamein saltavano fuori da una buca con una molotov in mano per arginare il fuoco devastante dei carri,  ma  ( soprattutto) per dar loro ( finalmente) con postumo onore ( anche)  il  giusto riposo.

SEMIFINALI EURO 2020. Italia-Spagna 5-3 ( dcr); Inghilterra-Danimarca 3-2 dts. FINALE. Inghilterra-Italia.      WEEK END. Un altro week end con  dolci sinfonie azzurre. I ragazz0ni del basket , dopo 17 anni, tornano ai giochi d’ Olimpia. Grazie ad un’impresa, davvero  storica, strappata in casa della Serbia, ovvero di una delle squadre più accreditate per il podio, che con noi vincevano da una vita. I miscredenti, ovvio, non avrebbero speso una lira per accreditare un successo che solo coloro che non irridono quell’Araba Fenice che ha messo nido in qualche anfratto del Belpaese, potevano sperare. Dopo il terzo posto dell’Armani in Champions, questa qualificazione ( dopo anni)  ricolloca il nostro basket con  passato carico di gloria nel gotha del pianeta. I Serbi non credevano ai loro occhi, poi, hanno realizzato l’ accaduto  ed hanno applaudito.
Il ragazzi del Meo, trascinati da pel di carota Mannion, 20 anni, ora s’en vanno nel Sol Levante  con la consapevolezza di non essere più una delle tante nobili decadute di uno sport consacrato alla velocità. Qualche ‘ disertore’, più o meno giustificato, dice d’essere pronto a tornare. Come l’americano Gallo che ha confessato: ‘ L‘Olimpiade è un grande appuntamento per il mio Paese. Se la Federazione vorrà sarò onorato di far parte di questa squadra’.
Noi, personalmente, lo lasceremmo a meditare in  Atlanta, anche perchè ogni volta che si è cercato di redimere pentiti è andata storta. Eppure il buon Meo  dovrà avere fretta ad accettarlo perchè martedì 6  scade il tempo per presentare l’elenco dei 12 per Tokio. A Maggiora ( Novara) il nostro  Cairoli, nove mondiali di cross Mx1,  ha chiuso terzo nel GP d’Italia assestandosi  al terzo posto del Mondiale a 19 punti da Gajser. Mattia Gadagnini, nella Mx2, alla  terza gara della sua prima stagione completa, ha vinto la sua tornata e si è insediato  al primo posto iridato.
Ai Giochi, nell’allaround individuale di ginnastica ritmica, l’Italia sarà rappresentata da Milena Baldassarri e Alexandra Agiurgiuculese. Al Tour dominio Pogacar, ampiamente annunciato, ma con Cattaneo e Colbrelli, secondo e terzo a Tignes, nona tappa. Nella Diamond League,  tappa di Stoccolma, ottima prestazione del velocista azzurro Jacobs, 26 anni, battuto da Baker. Per l’americano, sesto successo  nel circuito, tra i favoriti ai Giochi, il tempo di 10”3, per il nostro 1o”05. A Castions di Strada ( Ud) l‘Italia del softball si è confermata campione d‘Europa, battendo l’Olanda 9-5. Suo un posto per Tokio. Due italiani del tennis sono arrivati  agli ottavi  sull’erba  reale di Londra.  Sonego si è fermato, Berettini invece è approdato ai quarti. Una nota per l’auto, che a quanto pare si sta rendendo interessante non solo per i successi a ripetizione del baby Max, finora noto come ‘ sfascia rosse‘ e ora riabilitato come ‘ demolitore del  Toto Wolff‘.
Sì perchè è da un bel po’ di anni che s’è levato il sospetto che il vero demiurgo delle ‘ frecce d’argento‘, non siano tanto il pilota, la power unit, le gomme e quant’altro si voglia inserito nel campionario di guida della F1, ma questo onnipotente tessitore in rigoroso camice bianco che  laddove i poteri degli altri si fermano i suoi avanzano.
Quei poveracci della ‘rossa’ ne sanno così tante che se si dovessero mettere a raccontarle non  basterebbero le lunghe  notti attorno al fuoco del re dei Feaci  per esaurirle. Il Lewis va commentando ” Penso che loro (  quelli della Red Bull, ndr) siano ampiamente avanti a noi e la situazione non cambierà presto”.
Secondo noi, non cambierà più, ma tant’è visto che maghi non siamo, e comunque ( fossimo in lui) cominceremmo a chiederci se  basteranno i  due anni di prolungamento di contratto con le       ‘ frecce‘ per tornare a respirar l’aria fina che avvolge il primo gradino del podio.

HORNE CONTRO TOTO WOLFF. L’avevamo annusato noi, da qualche anno, svagati sul divano, che alla ‘rossa‘ stavano accadendo cose non convincenti, per molti versi inquietanti, anche perchè sospette di mirare a distruggere quel mitico Pegaso alato tinto con i colori  del sole che transita i sogni degli uomini agli dei. Infatti, l’auto che stampiglia il simbolo arrampante di Francesco Baracca, invece di progredire come suo costume, è arretrata, anno dopo anno, rapidamente, fin a lottare ( nonostante  due giovani buoni piloti ) non  per il vertice  ma per la coda del gran Circus di F1 .
Fine del mito? Macchè, fine, o inizio della fine, semmai,  di chi sta armeggiando per arrivare a cotanto. E’ di questi giorni infatti la sfuriata di Christian Hornerboss della Red Bull, avversa alla decisione, l’abituale  imprevista decisione della Fia del Todt, di ‘rallentare‘ i  pit stop, a partire dal Gp d’Ungheria del primo agosto. Ai profani la quaestio appare una amenità volta a tutelare la sicurezza. E purtroppo non è così. Qui la sicurezza centra poco o nulla, qui semmai sembra centrare qualche espediente con obiettivo nascosto ma  mirato.
“ Quando i tuoi avversari non possono batterti, allora cercano di rallentarti, come in questo caso” ha sbottato boss Horner. Evidentemente sta provando pure lui quanto in quest’ultimo lustro hanno provato quei poveracci del Cavallino, rimasti ( anzitempo) orfani  ( inascoltati e sbeffeggiati ) di papà  Marchionne. Mettere freno alla velocità dei cambi di gomme significa      ( in questa fase) colpire direttamente la Red Bull, privandola di uno dei suoi punti di forza. La squadra di Horner infatti  in questi ultimi tempi ha affinato l’esercizio raggiungendo livelli spaziali. Si dice al limite delle possibilità umane. Che però non  fan gioco alla Mercedes, fin qui dotata non solo di motore, gomme e pilota, ma ( soprattutto) protetta  da  un reticolo di regole alle quali il gran Toto Wolff ha  lavorato indefesso  più che  quei  lillipuziani per  immobilizzare Gulliver.

Nel 2010 per cambiare gomme occorrevano 4”, oggi neppure la metà. Chiaro è che, chi primeggia in tal esercizio, consente alla sua macchina di ripartire con notevole vantaggio. Che pone in difficoltà gli altri, tutti gli altri, compresa la (  presunta ) imbattibile Mercedes. Ecco perchè la solita provvidenziale nuova  direttiva della Fia ha fatto esplodere la rabbia di Horner, che sospetta ( ancora una volta) lo zampino del Toto, come nel caso dei controlli più severi introdotti dal GP di Francia sulla rigidità dell’ala posteriore ( anche se nel frattempo la Red Bull ha però continuato a vincere). La storia dunque si ripete. Con aggiustamenti, per fare  credere ( probabilmente) nell’avvento d’ una novella stirpe divina automobilistica che anche un ragazzo di F2 può portare al titolo. Insomma, la sensazione è che ancora una volta siamo di fronte a favori pro  Stoccarda.
Favori non facezie.
” E questo lo capiremo – chiosa la ‘rosea’ di mercoledì 30 giugno - alla prima gara in cui Verstappen e Hamilton si giocheranno la vittoria in una sfida ravvicinata. Se, viceversa, assisteremo a monologhi come quello di Max in Stiria, allora non ci saranno più pit stop che tengano. Il team del Toto dovrà inventarsi qualcos’altro”. ( da giovedì 24 a lunedì 28 giugno 2021). Completati gli incontri dei Gruppi si è passati  agli scontri diretti. Quelli del dentro o   fuori. Praticamente l’avvio di un altro torneo, dove sarà meglio scordarsi quanto fin qui accaduto, anche per non incorrere in qualche ( dolorosa) sorpresa. Quello che ci tranquillizza, stavolta, è l’approccio ( decisamente) nuovo dei nostri ad un  torneo dal quale  ( una volta) siamo usciti ‘ alati vincitori‘  ma ( più spesso)  ‘ cani bastonati’.
Con poche vie di mezzo. Dunque occhio alla st0ria che ( volendo) resta m( come sempre) ‘ magister vitae‘, ma anche fiducia  nel rinnovato ‘ spirito di corpo’ che se avesse (davvero) catturato  ( come si dice) l’intera Compagnia, non ha bisogno delle tante cerimonie scaramantiche e prudenze che spesso e volentieri si sono mostrate veri limiti  per le nostre  aspirazioni. Saremmo stati  attenti alla Francia, questo sì, perchè quel rigore inesistente e quel fuorigioco abbonato contro il Portogallo non faceva dormire. E comunque senza sollevare ambasce oltre misura. Perchè, come si diceva nei giorni appresso, la Compagnia del Mancio da Jesi non gioca ( più) sulle debolezze ( o disgrazie e favori altrui) ma sulle sue proprie esclusive potenzialità.
Enormi, checchè vaneggi quella ( spesso stolta) pletora di commentatori, seminata qua e là,  e sempre pronta a godere nel  ridimensionare l’eccezionalità della nostra scuola e della nostra inesauribile capacità di scovare talenti, soprattutto quanto men te li aspetti, e che poco o nulla hanno da invidiare ai talaltri di ‘ gonfiato prezzo‘. Gli  scontri diretti ( al momento) sono stati esauriti . la Danimarca ha travolto il Galles( 4-0),  L’Italia ha superato (con sofferta prova)  l’Austria ( 2-1), Il Belgio s’è liberato del Portogallo (1-0), la Cechia ha mandato in vacanza l’Olanda ( 2-0). Con qualche sorpresa.
Picciola o  clamorosa. Della Danimarca, ma anche della Cechia. E, in parte, dell’Inghilterra che ( finalmente ) s’è disfatta della Germania (2-0). Così della Spagna che ha mandato a casa ( 3-5) i vice mondiali della Croazia.
E inoltre della Svizzera ( bistrattata dall‘Italia) ma che ha costretto all’adieu adieu i campioni mondiali della Francia, traditi ai rigori da quel  suo conclamato  fenomeno caro ( soprattutto )  ai procuratori. Contro l’Austria stava per cadere nel vortice  malevole del torneo anche l’Italia del Mancio, che però ( a questo punto) sembra ( davvero) sorretta da un animus pugnandi che sapora  di antico ed unico. Infatti adesso sappiamo che imprevisti, gufi e sofferenza si possono ( ragionevolmente) vincere.

OTTAVI EURO 2020. Gli ottavi di Euro 2020 si sono giocati  da sabato 26 a martedì 29 giugno. Gli ottavi di finale del torneo hanno fatto seguito alla fase a gironi giunta alla conclusione: infatti, all’appello, mancava solo il Gruppo F che, con due pareggi, ha completato il quadro delle 16 partecipanti sulla strada di Wembley.
All’elenco sono state  iscritte  le prime (Italia, Belgio, Olanda, Inghilterra, Svezia e Francia) e le seconde classificate (Galles, Danimarca, Austria, Croazia, Spagna e Germania) oltre alle quattro migliori terze (Svizzera, Repubblica Ceca, Ucraina e Portogallo). Ecco il tabellone completo degli ottavi .

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