Buon Natale. Anche a chi vuol ‘spegnere’ quella ‘luce divina’ che da duemila anni ‘illumina’ la Terra.

Buon Natale. Anche a chi vuol ‘spegnere’ quella ‘luce divina’ che da duemila anni ‘illumina’ la Terra.
Cesenatico Presepe Sacra Famiglia 7

BUON NATALE AL MONDO ! BUON NATALE ALLA FUTURA EUROPA ! BUON NATALE A TUTTI !

 Si tratta di  una comunicazione ufficiale della Commissione europea, dove si indicano le  nuove linee guida per una ‘comunicazione inclusiva‘. In un documento per circolazione interna  titolato #UnionOfEquality. European Commission Guidelines for Inclusive Communication, vengono  indicati i criteri da adottare per i dipendenti della Commissione nella comunicazione esterna ed interna.
Perchè come sottolinea in premessa  la commissaria per l’uguaglianza Helena Dalli ’ dobbiamo sempre offrire una comunicazione inclusiva, garantendo così che tutti siano apprezzati e riconosciuti in tutto il nostro materiale indipendentemente dal sesso, razza o origine etnica, religione o credo, disabilità, età o orientamento sessuale’.

Per raggiungere l’obiettivo  la Commissione  indica una serie di regole. Ad esempio: è vietato utilizzare nomi di genere come ‘operai o poliziotti’ o usare il pronome maschile come pronome predefinito, è vietato organizzare discussioni con un solo genere rappresentato (solo uomini o solo donne) e ancora, è vietato utilizzare ‘Miss o Mrs‘ a meno che non sia il destinatario della comunicazione a esplicitarlo.
Inoltre: non si può iniziare una conferenza rivolgendosi al pubblico con la consueta espressione ‘Signori e signore‘ ma occorre utilizzare la formula neutra ‘cari colleghi’.
Il documento si sofferma su ambiti specifici come il ‘gender’, ‘Lgbtiq’, i temi ‘razziali ed etnici’ o le ‘culture, stili di vita e credenze‘ con una tabella che indica cosa si può o non si può fare basata sulla pretesa di regolamentare tutto e tutti, compresa  la spontaneità: “Fai attenzione a non menzionare sempre prima lo stesso sesso nell’ordine delle parole, o a rivolgerti a uomini e donne in modo diverso (ad esempio un uomo per cognome, una donna per nome)”; e ancora “quando scegli le immagini per accompagnare la tua comunicazione, assicurarsi che le donne e le ragazze non siano rappresentate in ambito domestico o in ruoli passivi mentre gli uomini sono attivi e avventurosi“.

E qui la  volontà di cancellazione del genere maschile e femminile raggiunge livelli paradossali. Infatti  la Commissione scrive che bisogna evitare di usare espressioni come “il fuoco è la più grande invenzione dell’uomo“  sostituendola con  “ il fuoco è la più grande invenzione dell’umanità“.

Non occorre andare oltre per capire che dietro la ridefinizione del linguaggio si cela la volontà ( di una minoranza estrema e determinata ) di cambiare ad usum proprium   la società europea, i suoi valori, le sue usanze e le sue conquiste. In particolare cristiani/e, come emerge chiaramente dal capitolo dedicato alle  ‘culture, stili di vita o credenze‘.
Dove la Commissione europea  tiene a sottolineare di “evitare di considerare che chiunque sia cristiano” perciò “non tutti celebrano le vacanze natalizie (…) bisogna essere sensibili al fatto che le persone abbiano differenti tradizioni religiose“. Cristiani/e che, come dimostra con più costrutto e credibilità l’impegno quotidiano di   papa Francesco,  d’essere figli tutti dello stesso Padre lo sanno da  secoli.

In nome dell’inclusività la Commissione europea arriva perfino a cancellare il Natale , dei cristiani ovvio, invitando a non utilizzare la frase ‘il periodo natalizio può essere stressante‘ ma dire ‘il periodo delle vacanze può essere stressante’.
In pratica, con il richiamo all’inclusività quale valore assoluto, a fare le spese di questo modo di pensare è il cristianesimo, con tutto quello che è stato e che è, in ogni angolo della Terra. In nome di una fantomatica eguaglianza anche i nomi cristiani vanno banditi.  Perciò, invece di ‘Maria e Giovanni ’, bisognerà dire Malika e Giulio‘. E non andiamo oltre. Magari fino al punto dove la tragedia lascia lo spazio alla farsa.

COMMENTO. Suona strano che una Commissione di gente che ( a questo punto) chi rappresenti non si sa  abbia preso il ‘ bastone del comando’ , fuoruscendo  dal mandato a lei  affidato, per imporre una ( discutibile)  visione di società  partendo  ( guarda no po’) dall’estromissione  di quella che vive  ( quotidianamente )  la (stragrande ) maggioranza dei cittadini.
Viene allora da chiedersi, ma che razza d’ inclusione ed eguaglianza sono mai queste  ‘ direttive‘ che calpestano con il cinismo tipico delle frange estreme storia,  valori, sentimenti, esempi e figure  radicati da duemila anni? E che,  nonostante quel che pensano tutti/e costoro, non rappresentano affatto un passato consumato ma  un futuro  da costruire.

Anche dopo che i tanti uomini/donne che questa visione  che hanno interpretato e manipolato a lor piacimento commettendo  caterve di errori ed orrori, da uomini/donne  appunto, e non certo perchè l’esempio evangelico  suggerisce tanto. Una visione che contempla infatti  di  ‘ amare l’altro come noi stessi’, e che proprio per questo, già duemila anni prima della smemorata Commissione, parlava di inclusione senza escludere. Proprio quelli che vedono nell’umanità tanti  ‘fratelli’ figli  di un  ‘ Padre comune‘.

Eppoi sono proprio convinti  codesti ‘fenomeni/e’  che per realizzare una nuova Nazione come potrebbe la grande  Europa, piuttosto che sradicare radici  non occorra meglio attecchire   quelle  che, con inevitabile travaglio, individuati errori ed orrori, alimentano e tratteggiano  da secoli  anima e volto di un   Continente che sono/siamo ( proprio) sicuri possa far a meno  della luce di quella cometa che in una notte di Palestina ha illuminato l’avvento sulla terra  del ‘ figlio di Dio fatto uomo‘?

Scusi, cara Commissione, da qual banchetto  giungono  ‘sti  giochi e giochini? 
Che  belli sono – diceva la nonna -  ma finchè son corti?

Perchè qui, ci sa tanto, che l’obiettivo delle culture estreme non sia tanto quello che  con l’abile fare dei legulei cerchi di includere ma semmai  di escludere.  Tentando il Bingo col mettere fuori gioco  proprio   quell’ Evangelo  che  ( credenti o no)  da duemila anni va predicando che  uomini/donne  sono fratelli/sorelle   diversamente eguali dello stesso Padre.

Questa volta il tentativo  di golpe inquieta, visto che parte dai quei vertici Ue che una nazione dovrebbero creare non sul ‘nulla’ ma su quanto di più ‘significativo e solido’ può disporre. Sarà dunque bene tenere occhi ed orecchie aperti?  Soprattutto tra i cristiani, romani e non ,  (forse) di nuovo chiamati   ‘ ad uscire  dalle singole catacombe‘ per affrontare  nel ’circo‘   le mai dome ( e sempiterne) ‘belve’?

 

 The Economist- Internazionale
Edizione 2020-2021

LA PRESENZA DEI CRISTIANI NEL MONDO

Argentina, cristiani 85,25%; Australia 67,3%, Austria 80,4%, Belgio 64,2%, Brasile 88,9%, Canada 69,0%, Cina 5,1%, Corea del sud29,4%, Danimarca 83,5%, Egitto 5,1%, Emirati Arabi 12,6%, Filippine92,6%, Finlandia 81,6%, Francia 63,0%, Germania 68,7%, Grecia 88,1%, Hong Kong 14,3%, India 2,5%, Indonesia 9,9%, Irlanda 92%, Italia 83,3%, Kenia 84,8%, Malesia 9,4%, Messico 95,1%, Nigeria 49,3%, Norvegia 84,7%, Nuova Zelanda 57,0%, Paesi Bassi 50,6%, Polonia 94,3%, Portogallo 93,8%,
Regno Unito 71,1%, Repubblica Ceca 23,3%, Romania 99,5%, Russia 73,3%, Singapore 18,2%, Slovacchia 85,3%, Slovenia 78,4%, Spagna 78,6%, Stati Uniti 78,3%, Sud Africa 81,2%, Svezia 67,2%, Svizzera 81,3%, Ucraina 83,8%, Ungheria 81%, Venezuela 89,3%, Zimbabwe 87,0%.

 

In sintesi sono qui  estrapolati i dati della ‘presenza‘ cristiana in Europa ( con Eurozona sottolineata) e nel Mondo. Una ‘presenza’ che stando alle cifre più attendibili di cui si può disporre tutto è fuorchè trascurabile minoranza.

Nella ph, CesenaticoPresepe della Marineria- Sacra Famiglia

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