Non solo sport. Grazie Presidente, per la ‘coerenza’ verso il suo Paese e la grande Nazione che aspetta.

Non solo sport. Grazie Presidente, per la ‘coerenza’ verso il suo Paese e la grande Nazione che aspetta.
donnamoderna.com Mattarella download

CRONACA DAL DIVANO. ( dal  26 al 31 gennaio 2022). Dov’eravamo rimasti? Ah, sì, al nostro Presidente che stava traslocando dalla sua istituzionale  residenza un tempo palazzo di Papi dopo i sette anni trascorsi al timone  d’ una vetusta navicella finita in un mar in gran tempesta.
Di certo, fosse stato per lui, il negletto Cincinnato avrebbe avuto con ampio anticipo un emulo anche ai giorni nostri. Ma visto che in Parlamento non hanno tirato fuori il ragno dal buco, qualcuno è corso sul Colle a convincerlo  a riportare indietro gli scatoloni pieni zeppi di cose‘ sue, belle brutte,  raccolte nel settennato, e  a riporle  donde avevano trovato precedente sistemazione.
Naturalmente, almeno per noi, la soddisfazione è grande. In tempi non sospetti avevamo intravisto in quell’uomo dallo sguardo chiaro velato da inguaribile dolore , parco nell’ apparire e nelle parole – cose mirabolanti tra i  pochi omini e i tanti ominicchi e quaquaraquà che in tempi mediatici dominano  le scene -  eppure sempre al  posto giusto nel momento giusto, e che con’ serena autorevolezza ’  s’è mostrato capace di poter condurre  in porto anche in condizioni disperate  non solo le confuse genti di Enotria ma  anche quelle della declinante  Europa. Che adesso possono ( entrambe) tirar un sospiro di sollievo. Riorganizzarsi, velocissimamente.
Davanti a sfide planetarie che non consentono più di affrontarle in ordine sparso. Anglosassoni, Franchi, Germani, Slavi , Ungari, Greci  e Latini. Tra l’altro, i pericoli incombenti potrebbero risultare  mortali. Come   quei venti di guerra che spirano da Est, e che per sopirli non si dovrà fare  più di conto su  quei figli e nipoti ormai lontani d’ America che di combattere per i loro avi ‘ non hanno più   intenzione alcuna‘.

Ricalcando un poco, forse senza rendersene conto,   quanto capitò non al più esteso ma al più grande  impero mai realizIl quale, ad un certo punto, eliminato quel Cesare atteso dalle sue legioni  in Siria non tanto per emulare il grande Alessandro o per vendicare l’incauto Crasso ma per mettere riparo al mortale assalto che s’annunciava  a partire dal Medio fin all‘Estremo Oriente, ha finito col racchiudersi  sempre più entro i suoi  ‘ limes‘, per finire ( poi ) con l’essere preso d’assalto da ogni dove.
Forse pochi lo notano. Ma, a parte la colpevole adesione a quella guerra che non s’aveva da fare ( soprattutto) con un alleato che peggio di così non era dato, e che non pochi ( senza distinguere)  ci rammentano,  c’è gente ( e non solo media ) qua e là pel Mondo che quando vuole zittire un Italo gli confeziona addosso il titolo di mafioso.
Pregiudizi, si sa, che di  questo vetusto Paese  leggono  solo qualche ( invereconda ) paginetta , tanto che (  fossero più accorti)   non sarebbe meglio  che badassero  alle mafie loro piuttosto che a quelle altrui?   E comunque, chi meglio d’altri ha  sgretolato in questi sette anni  il pregiudizio dell’Italo mafioso meglio del nostro Presidente, che la mafia ha contrastato dove la mafia ( tuttora) c’è (  per davvero)  e non ( solo) nella fantasia, con quel suo eroico fratello magistrato colpito ( proprio) dalle mafie e spirato ( dicono)  tra le braccia sue?
Grazie Presidente d’aver ripreso il timone della nostra vetusta navicella in questi anni  di gran tempesta. Se ci riesce, la (ri)conduca in porto. Noi confidiamo in Lei, nell’Altro e in quanti intendono mostrare in questa buona volontà, quanto i profughi di Ilio nel provvidenziale Enea.  Questa volta ( non  ) per  fondare Roma  ma la grande Nazione che ( da  tempo) aspetta.

Nella ph repertorio Mattarella in una vecchia foto di famiglia.

I BASTIAN CONTRARI. Di frasi da ‘bastian contrari’ ne abbiamo sentire diverse nel post rielezione Mattarella. Tra  le altre  una come questa ‘ Qualcuno prima o poi dovrà chiedere  a Mattarella dove è finita la sua coerenza, visto che dopo aver detto più volte che non voleva rinnovare ha poi finito per farlo‘. Non s’offendano i ‘ bastian contrari’, o meglio, questi sempiterni  Andrea Sperelli, se citiamo il  sommo Poeta:  ‘ … Guarda e passa e non ti curar di loro’. 

ALTRO. E’ partita la spedizione per le Olimpiadi invernali a Pechino. Tra le nostre con la valigia anche  Sofia, che chiede clemenza agli dei per consentirle di mostrare quel talento che loro stessi gli hanno donato e che se risultasse dorato le aprirà le porte dell‘Olimpo. Nel basket riscende in campo l’Olimpia Milano per confermarsi ai vertici della Superlega. Nel calcio s’è chiusa  la finestra di mercato di gennaio. A risultare la più rafforzata è la Signora, che con quel po’ po’ di centrattacco che si ritrova può ora sperare di raggiungere il quarto posto in Campionato e sforacchiare le reti delle grandi d’Europa. A questo punto, chissà perchè, dovesse guadagnar la terza Coppa dalla grandi orecchie chi si meraviglierebbe più di tanto?

IL NOSTRO CAMPIONATO AL BAR. Sì, il nostro Campionato trascorso  al bar. Non  della tradizione,  com’era  in terra di Romagna. Ma  rievocato mediaticamente dentro lo studio televisivo d’un network che nato in Lombardia dev’essersi  diffuso un po’ in tutta la Penisola.
In sala ( normalmente) vengono  posizionati  non tavoli ma  tre o quattro   comodi scranni  ( oggi) a distanza Covid, che danno l’illusione  ai loro avventori di confabular  di calcio e di sport  come un tempo, a piacimento, l’un contro l’altro armato, possibilmente urlando. In questo, proprio come  tradizione vuole. Anche perchè ben si sa che, in codesto paese, chi più urla più ragione ha. Ad aprir contese ( di solito) è un attempato signore  ( manco farlo apposta) d’origine romagnola, che quando commenta o tira di cronaca, rischia ogni volta l’infarto. Il rischio è alto, ma evidentemente val la pena di correrlo.
Il suo gridar ovviamente ha fatto breccia anche in qualche giovin predestinato che ha capito che così s’ha da fare per ( meglio) farsi ascoltare. Onde  dar spolvero di bar non anchilosato al passato, si chiede  ausilio alla tecnologia. Allestendo vari collegamenti. Da sedi nazionali ma anche estere.
Come quella per l’ex calciatore che lasciati i nostri ( meravigliosi) stazzi va a transumar  per  il lungo inverno in quel di Miami,  lungo una anonima, interminabile spiaggia all’ombra di ( romantici) grattacieli.  Fortunatamente gli avventori cambiano di sera in sera. Ecco allora  apparire il nostalgico che se potesse aprirebbe ( ogni volta) il parterre de roi  con la maglia donata dal calciatore  Meazza al nonno.
Ma anche la gloriosa firma che prima d’affrontare l’insonnia  se ne va a scambiare per un paio d’orette  qualche battuta con gli amici. E così via, altri e altri ancora,  giovani e meno giovani, firme  affermate ed emergenti,  figlioli di noti noti e meno noti. Non c’è che dire, i titolari del bar ci sanno fare a tenere desta la loro clientela.
Che non manca neppure della ciliegina sulla torta, quando in sala  s’asside ( o si collega) donde meglio e quando crede quel tale sul quale anni fa si sprecarono fiumi d’inchiostro. Fa meraviglia trovarlo colà, perchè da quel che ha detto ( e fatto) dovrebbe frequentar ben altri loci. E comunque qui è come Ulisse nelle serate alla corte di Alcinoo.
Tutti lo mirano, tutti lo ascoltano. Solo che quando parla del nostro calcio che sia diventato campione d’Europa a lui non tange più di tanto. ‘ Senza dubbio – giura – non è più all’altezza degli altrui campionati. Qui, da noi, passano qualche giovane che dopo un anno o due vola in altri campionati, oppure degli ex campioni che qui vengono a godere del loro tramonto‘.
Bella gratitudine verso un mondo che lo ha accolto, allevato, fatto diventare ricco e famoso, e perfino ( in parte) perdonato, e  che oggi  in qualche difficoltà come sovente accade per le fortune ( non solo calcistiche e sportive) degli uomini non solo abbisognerebbe di idee, energie e sostegno, ma almeno di non essere svenduto e svilito al cospetto d’altri che, se ben si guarda, in campo e fuori campo, oltre a   qualche stadio migliore e  tanta pecunia  ( che) non olet  in più,  con corridori indefessi più che geniali artisti, che altro  poi hanno da insegnarci?
O forse, caro illustre avventore,  che del mondo dice bene sol se a governarlo c’è  lei, ci siamo sognati quella  famigliola reale involata anzitempo pur di  non stringere le mani al vincitore o quei  prodi in maglia candida che si strappavano  dal collo l’ argento loro  per spregiare l’oro altrui?

 

( dal 18 al 25 gennaio 2022). Fosse per noi, attingendo allo sport, tra l’altro con un azzurro mai  così vincente quanto in questi ultimi anni, ‘ squadra che vince non si cambia’. Riferito, ovviamente, a quanto si va facendo per l’elezione del nuovo capo dello Stato con tanto di annessi e connessi. La squadra che vince è quella capitanata da Mattarella/Draghi, che in un periodo tra i più imprevedibili e complessi della storia di questa nostra  giovane Repubblica tricolore, mostrano, e continuano a mostrare, quanto di meglio si poteva ( e si può) fare. In tanti, anche quelli che van cianciando d’essere piombati in una dittatura per qualche green pass o tampone da fare, doverosi più verso il prossimo che per se stessi,  van proponendo altre formazioni, altre squadre, altri capitani. Ovviamente tutte e tutti meglio, anche se di dittature mal s’intendono così come di star  al timone d’una barca in gran tempesta e semmai, meteo permettendo, sul ponte della stessa a prendere il sole tra  nuvoli plumbei  e candidi. Camillo Benso conte di Cavour ( Torino 1810-ivi 1861) fu l’ abile architetto che inventò una Nazione  giocando con perizia tra le  tessere  d’un puzzle di mille realtà locali che poco o nulla avevano più da dire alla storia. Morì giovane,  a 51 anni, forse ( sostiene qualcuno) non di morte naturale ma avvelenato, così premiato per quanto aveva saputo fare . Una fine non rara per quei figli migliori di questa  Nazione che più danno senza nulla estorcere.

Così è il mondo, o meglio, questa nostra Nazione, fatta,  diceva Sciascia, di ’ omini, ominicchi e quaquaraquaà’.  Dove  i secondi e i terzi sono di gran lunga più numerosi dei primi. Quindi, non ci sorprende che dobbiamo da  convivere con  soggetti qua e là sparsi e che della ‘squadra che vince’ vogliono fare ( a prescindere) polvere da spargere per l’ aere loro. Dunque, al momento, dopo due fumate nere, difficile dire in che mani finirà il Governo e presidenza della Repubblica.
 Che congeda un gran Presidente. Certamente irreprensibile come pochi altri della nostra storia. Dotato di quella ‘ serena autorevolezza ’ che, senza amar troppo il timone,  ha tolto  più volte la ( nostra)  barca dal mare in gran tempesta. A noi, in questa,  non sovvengono altri personaggi  simili a  lui .
Se non  quel tal negletto Lucio Quinzio Cincinnato ( 520/430 a.C.)  della cui carriera politica parla  ( soprattutto) Tito Livio, con visione neutrale, definendolo ‘Spes unica imperii populi romani’ ( ‘ Ultima speranza per l’autorità del popolo romano’) (III,26). Lucio Quinzio era un  contadino che divenne console e ( due volte) dittatore; ma  che, una volta sconfitti gli Equi nemici di Roma, lasciò  cariche ed onori ad altritornando ( senza rimpianti  ) all’ occupazione privata.

DALLA CRONACA. La prima è sta una giornata convulsa. Con le idee annebbiate. O si va verso l’opzione Draghi al Quirinale oppure tutto è possibile. Di fatto l’ipotesi Draghi continua a prendere quota, anche per via di alternative condivise. Conte però preferirebbe  Draghi restasse alla guida del Governo. Avviando tuttavia ( sue)  trattative per una successione indolore. Che Salvini non chiuda più del tutto all’ipotesi Draghi, non sgradita peraltro dall’alleata Meloni, sta alzando però il ( suo)  prezzo sul Governo: se non un governo dei leader, dice il Lombardo, almeno un Governo con forte caratura politica e con molti ministri nuovi.
Se si dovesse continuare muro contro muro, il leader della Lega non esclude la candidatura Casellati, non gradita a sinistra. Alla fine della giornata l’avvitamento generale fa lanciare a un Letta preoccupato un vero e proprio alert su Draghi: ‘ Così rischiamo di perdere una figura come Mario sia a palazzo Ghigi  che al Quirinale. Qui non è a rischio l’elezione del Presidente, ma della prossima Legislatura.  Contro l’interesse delle imprese e dei cittadini. Se si prosegue su questa strada si va di certo al voto’. Al di là di tutto, e tutti, c’è anche chi non ha abbandonato la speranza per un Mattarella bis. 

( dal 13 al 18 gennaio 2022). In breve: stanno diventando ‘strutturali’ i successi dello sport azzurro, che sembrano più segnali d’una novella rinascenza per un Paese che dell’antica rinascenza è strato centro e motore. L‘Armani del basket batte la capolista Barca, portandosi in zona finaliste del massimo torneo europeo; non demordono in vasca, Brescia e Pro Recco; continuano a sfrecciare sulle piste innevate le nostre terribili ancelle ( libera e super G son domini loro) mentre, tra gli uomini, sembra essere rispuntata  la speranza di ben figurare a breve anche con gli uomini in quel di Pechino: nella libera ( Paris) ?
Nello slalom ( Vinatzer)? Per la pallavolo, femminile e maschile, sempre ai vertici mondiali dei rispettivi movimenti, attendiam i Mondiali, se non erriamo, da disputarsi in Polonia. Sperando nel contempo di non vedere la nostra amatissima Paoletta volar sul Bosforo per ragioni più sue che nostre. Sarebbe un peccato perderla, anche perchè non è detto che  chi lascia il certo per l’incerto possa poi ritornare come pria o meglio di pria. Si van ridestando anche quelli della scherma: Alice Volpi in Coppa del Mondo dopo il successo nella prima prova si è ripetuta a Poznam, battendo in finale la canadese Harvey. Terza la predestinata Martina Favaretto. Doppio podio azzurro anche a Parigi nell’apertura maschile: oro al cinese di Hong Kong  Ka Long e argento a Edo Luperi. Terzo gradino del podio per Alessio Foconi. In pratica anche qui tanti giovani, tanti ( validi) ricambi azzurri.
Possiamo chiudere le nostre note d’aggiornamento con il pattinaggio su ghiaccio, dove Marco Fabbri-Charlene Guignard sono di nuovo saliti sul podio europeo della danza, terzi, con ulteriore conferma d’essersi assisi nell’Olimpo mondiale della specialità. Nel medagliere, dietro i mostri sacri, c’è l’Italia. L’Uci contro il doping. Servono ( continue) indagini. Auspicabili, perchè no?, anche in sport che sembrano intoccabili, come il calcio, ad esempio, ( soprattutto) quello che  all’estro  sostituisce corsa e resistenza.  

CALCIO E  MAXI PROVVIGIONI. Anche nella sessione invernale di gennaio 2022 – richiama il Sole24Ore - nel calcio mercato tengono banco prestiti e operazioni low coast. Per dirla semplice: nonostante i danni  causati dalla pandemia, con stadi aperti solo in pochi  paesi al 100%, e introiti abbassati a livelli d’emergenza, c’è chi  di tutto questo se ne sbatte altamente, come tanti giocatori e altrettanti agenti, che invece  di ragionar come conviene altro non sanno che chiedere aumenti. Alcuni incredibili a dirsi. Tanto son fuor di senno, quasi spie insospettabili d’un mondo che, nel suo complesso, anche se cerca di non farlo vedere,  sembra perdere ogni giorno di più la  bussola.
Il Kessie che per qualche corsetta in più chiede non il doppio ma il triplo o il  quadruplo; o il Dybala che nonostante i suoi ci sono non ci sono come le luci dell’albero di Natale di ( soli) 7 mln non ne vuol sapere; o il Brozovich che per quanto utile davanti a 7 mln netti manco sorride; o il Perisic che allo scadere della sua avventura sui verdi campi da gioco ha ripreso a trotterellare esigendo però per continuare un triennale di sostanza  spiccioli compresi. Senza guardare fuori della  finestra, donde  giungono ( perfin) patetiche quelle alzate d’orgoglio di gloriosi ex Panda come Barca e Real  oberati di debiti che, in questa, tutto possono fuorchè calare o sparire;  o irritanti, quanto le elargizioni a fondo perduto concesse dalla Uefa ad una manciata di spendaccioni che per procurarsi introiti non fanno altro che tirar ( spensieratamente) nei cassetti degli Stati, Starelli o Accoliti loro.
E comunque, soffermiamoci  ancora su quanto documenta il prestigioso quotidiano economico. Sempre in breve: a non conoscere ribassi sono le commissioni versate dalle società ad agenti e procuratori. Provvigioni che ormai, alla faccia di chi furbo si crede, sono diventate fardello, pesante fardello, che ad altro non serve che a drenare risorse alle società di calcio, chi più chi meno, alla cannetta del gas. ” Le somme assegnate agli intermediari – si legge – dalla deregulation del 2014, sono schizzate in alto, accompagnandosi a ‘fenomeni’  sempre più patologici, dalle plusvalenze ‘fittizie‘, ai cosiddetti ‘parametri zero‘, che zavorrano e indeboliscono l’intero sistema.
Basti pensare che , tra 2016 e 2020, è finita nelle tasche di procuratori ed agenti che hanno intermediato cessioni o acquisti di atleti professionisti, la somma di 2,5 mld di dollari, pari all’8% del valore complessivo dei trasferimenti realizzati nel quinquennio (  circa 31 mld di dollari). Ogni anno, al netto della pandemia, si può stimare un giro d’affari nazionali e internazionali di 1 mld di dollari. Il peso eccessivo è evidente se si pensa al fenomeno dei ‘parametri zero’ e dei giocatori ‘ d’alta fascia’ che portano volontariamente a scadenza il contratto per firmare con altri club, ottenendo ingaggi elevati grazie al fatto che colui che  acquista non deve pagare il costi del cartellino.
Quel furbacchione dell‘Insigne, ad esempio, ha firmato con il misconosciuto Toronto un contratto per oltre 10mln di dollari, senza che il club che l’ha cresciuto becchi un centesimo. Dicasi un centesimo. Stesso discorso si può fare per i due furbacchioni del Messi e del Gigio trasferiti al Psg degli spendaccioni da svincolati. A questo punto che altro fare se non  lasciare perdere l’elenco delle  ‘ sombreri‘ calcistici, citando  a mo’ di chiusa  anche  il solo caso Vlahovic che sta per ‘liberarsi‘ dalla tutela dell’ infastidito   Commisso a ’parametro zero’ e  nonostante che manchino due anni alla scadenza del contratto.
Bravo il club viola che ha proposto un decalogo per riformare il sistema delle procure. Bravo, certo,  e finalmente, ma ci sarà qualcuno all’Uefa ( e dintorni) che troverà  voglia e tempo per ascoltarlo e mettere nero su bianco ? Nel 2021 si sono svincolati a ‘parametro zero‘ 5 mila giocatori. Considerato che il livello medio dei trasferimenti a titolo oneroso è stato dal 2016 al 2021 di poco superiore ai 300 mila euro, se ne può dedurre che nel solo 2021 la prassi dei ‘parametri zero’ ha sottratto alla (  agonizzante ) industria del calcio ( più o meno ) un miliardo. Cui prodest?

( dal 12 gennaio 2022). E così ce l’abbiamo fatta ad abbandonare un 2021 che se per lo sport azzurro è stato esaltante, non inimitabile, di certo esaltante, per il resto, tutto o quasi, non ha donato grandi sicurezze. Fatica assai quel drago del Draghi ,  pur assomigliando al Cavour piuttosto  che a quella  folla indefessa di mosche, tafani, zanzare, che gli ronza attorno  giorno e notte, cercando di pungerlo il più dolorosamente possibile.
E pensare che, pur con tutto il rispetto per gli insetti che qualcuno oggi finiti perfino nel menù,  con tutto quanto balla sull’Europa e sull’Italia,  che altro occorre fare se non dar corpo ( quanto prima) ad una nuova Nazione  per meglio  difenderla da pericoli che non sono più pericoli ma già realtà, ben oltre all’ interminabile pandemia?
Facciam finta che sia in esaurimento l’assalto dei continenti poveri o in affanno alle frontiere della leggiadra Europa;  chiudiamoci gli occhi sul quel che si va ammassando sul fronte orientale, con quel tenero Putin più pericoloso del duro  Breznev; ignoriamo inoltre  quanti ( e quante) con   foga da Erinni vorrebbero strappare le nostre invidiabili radici di storia e valori per annacquare un presente che più annacquato di così non potrebbe essere. Diritti, accoglimento, inclusione.
Parole, belle, molto belle, peraltro note da due millenni ma che se  realizzate con scarso senno (  cioè senza abbinarle a doveri, regole, radici) possono creare più danni che utili. E soprattutto decadenza, che non sembra ma c’è, per un ex grande Continente che sulle questioni  del Pianeta decide ormai poco o nulla. Pur cercando di rimandare in scena quella  patetica  Global Britain o  l’altra utopistica  Grandeur, rintracciabili  ormai, l’una e l’altra,  sui libri di storia piuttosto che nelle cronache dei  giorni nostri.

IL NOSTRO CORDOGLIO. In questa ci coglie il dovere di porgere il nostro cordoglio per la perdita improvvisa e prematura di Davide Sassoli, presidente della Commissione europea, persona mirabile, grande italiano, sincero europeo.

LO SPORT AZZURRO. Dopo i botti del 2021 occorrerà un po’ di pazienza per tornare ad ascoltarne altrettanti. Intanto però ci stiam rimettendo in moto, anche perchè in questo tempo di pandemia a ciclo infinito i tempi sembrano essersi accorciati.
A breve speriam d’intonare  inni per le Olimpiadi della neve a Pechino; eppoi, più in là o più in qua, per i mondiali della  pallavolo maschile e femminile, e altro ancora, ma quanta roba c’è?, compreso quello spareggio marzolino che ci consentirebbe di andare ai Mondiali natalizi di calcio negli stadi sul Golfo.
Più volte l’Italia ha gettato al vento la possibilità della Pentastella, che se non fosse stato ( anche solo) per quel calcione del Baggio sarebbe appuntata su una maglia azzurra piuttosto che verdeoro. Con un capitano di ventura come il Mancio da Jesi anche gli altri sanno che l’impresa sarebbe possibile.
Il problema però è che in fatto di spareggi i nostri non sono proprio a loro agio. Le avventure impossibili ci esaltano, le cose da fare  ad ogni costo ci deprimono. Sarà pertanto molto, molto, molt0  difficile superare dapprima la Macedonia, eppoi, prevedibilmente, il Portogallo.
L’infortunio di Chiesa non ci voleva,   e così il protrarsi del ritorno del Pellegrini, ma non son manco presagi di maldestra fortuna. Compagnie di ventura come quella allestita dal Mancio da Jesi, se stan salde attorno al loro comandante, dei La Motte di turno se ne sbattono assai.

IL CAMPIONATO. Procede tra un Covid e l’altro, tra una Ausl e l’altra, tra un green pass e l’altro, il Campionato. Che ha superato la ventunesima giornata. Con i ganassa della Beneamata gioiosi e festanti, quasi quasi certi di doversi appuntare ( dopo la Signora) la doppia stella sul petto. Ad opporsi, per il momento, c’è , soprattutto, il vecchio Diavolo, che di tornare ( senza farsi derubare) in Europa muore dalla voglia.

( dal 27 dicembre 2021 primi gennaio 2022 ). Non c’è  molto sport da segnalare in questo ultimo scorcio di 2021. Doloroso e gioioso insieme. Con i colori azzurri saliti nell’Olimpo dello sport mondiale come e quanto  ( per quel che ci riguarda) non è mai accaduto. A breve ci saluterà il nostro grande Presidente, che nel corso del suo mandato ha registrato successi sportivi  infiniti ed esaltanti. Qualcuno direbbe, che è  ( o è stato)  un ineguagliabile  ‘portafortuna’. Per lo sport  azzurro certamente, così come in altri ambiti, dove ha saputo con ‘dolce fermezza’ tener salda la barra del timone d’un Paese impegnato in  uno dei periodi più travagliati e difficili della sua giovane repubblica.  E se The Economist  ( grazie anche a lui) ci dedica la copertina, di certo non  sarà facile sostituirlo.
A proposito di Paese, un libro di Maurizio Molinari ( Il campo di battaglia, ed. La nave di Teseo, 2021) ci sta mettendo in guardia per via del ‘ grande gioco’ planetario che è tornato a disputare nel Bel Paese alcune delle sue ( decisive) battaglie. Speriamo non con  l’irriverenza di  alcuni secoli fa, dove una Nazione  smembrata ha dovuto faticare qualche secolo in più per trovare identità, unità e forza  per non più essere marginalizzato sulla scena del mondo. Vediamo qualche passaggio del libro. Intanto le ‘ grandi crisi globali’ stanno passando sull’Italia, assegnandogli un ruolo di ‘ Paese di frontiera nelle trasformazioni del XXI secolo’. Come accennato, non è la prima volta che  gli capita. Quindi  poco o nulla da meravigliarsi, perchè lo Stivale allungato nel bel mezzo del Mediterraneo, da sempre spazio cruciale per i destini del Mondo, non può che restare ( o tornare) ‘ epicentro di contese strategiche e rivalità economiche di vasta portata’ con l’aggiunta di quando va accadendo sul resto Continente che gravita  alle sue spalle, segnato ( in breve)  dall’urgenza della ricostruzione, dal populismo, dall’affermazione di nuovi diritti, dalle conseguenze del duello  Usa e Cina e  dal ritorno ( non remoto) della minaccia jihadista. Facendo tesoro del passato, tanto dovremo fare per non farci  trasformare in un altro inutile ‘ campo di battaglia’. Molto dipenderà dalla nostra classe dirigente, sempre che sia ( questa volta ) all’altezza di quel che la storia va chiedendo. Non ‘ campo di battaglia’, quindi, assolutamente no, ma l’incipit  di qualcosa di grande che  si va faticosamente gestendo. Del resto l’Ue ha nel nostro ( famigerato) Pil un ‘tassello’ indispensabile. Ciò significa però cominciare a superare le nostre ‘fragilità strutturali‘ ( fisco, giustizia, concorrenza e infrastrutture ) riscattando lo  Stato-Nazione ’ da corruzione, carenza di rappresentatività democratica e diseguaglianze economiche’. Per approfondire le riflessioni di Molinari non sarà male andarsi a leggere il libro.
Quel che però importa  qui è registrare una  inedita sensibilità nei confronti d’un Paese, spesso frainteso, diciamo pure non di rado anche sbeffeggiato, come dice il nostro Presidente, ma pur sempre chiamato a dar il suo contributo in momenti salienti della storia europea e mondiale. Un contributo la più parte straordinario, in alcuni casi addirittura senza eguali, eppure talvolta deludente. Speriamo di essere capitati bene. Non (solo) per noi, ma per il bene di una grande Nazione nei giorni del travaglio e  di quello che potrebbe dare del suo meglio  al Mondo, una volta venuta alla luce

L’ATTIVITA’ SPORTIVA. Per gran parte in pausa. Più impegnata a superare gli agguati del Covid ( versione Omicron) che altro. Nel mondo extraterrestre del calcio si passa il tempo parlando di mercato. Che incurante del virus, degli stadi vuoti o quasi, delle entrate che calano non poco, continuano ad ingegnarsi per ‘costringere’ qualche società ‘pollastra’ a  concedere rinnovi al doppio, il triplo, il quadruplo e oltre. Dicono ci sia uno al Milan che da 2,2 mln vorrebbe ( per qualche buon calcetto in più )   almeno il quadruplo di quanto fino percepito. Certi soggetti che ci stanno a fare nel calcio? Dove è proprio vero che i soldi rendono ricchi i poveri, ma non signori i poveracci.

( dal 14 al 24 dicembre 2021). ‘ Il est formidable, rien a faire’ esclamò Raphael Geminiani dopo una delle tante incredibili  imprese del Grande airone ( 1919-1960) nato sulla collina di Castellania , scomparso il 2 gennaio 1960, e per quel che ci riguarda il più grande e completo pedalatore che, nonostante la guerra, la prigionia, le dolorose vicissitudini personali e gli anni duri della ricostruzione,   al pari di pochi altri personaggi sportivi planetari, resta l’esempio ineguagliato ( ma non sempre adeguatamente celebrato ) del nostro  sport.
Uno sport che, al pari di quell‘Araba Fenice che da tempo deve avere messo il nido in qualche anfratto del Belpaese,  risorge ( ogni volta ) quando men lo si aspetta. In questo ultimo  biennio, infatti, segnato da una ( ineffabile) pandemia che sta inginocchiando  il Pianeta nonostante l’apporto d’una scienza mai così tanto evoluta, lo sport italiano continua a sfornare performances che lasciano stupiti un po’ tutti. L’inglese della staffetta olimpica 4×100 che sollevò  l’infelice  sospetto che i nostri non fossero nutriti da dieta mediterranea, non solo s’è visto,  lui, sì, fraudolento  manducatore di stoccafisso, ritirare l’argento, ma ha dovuto pure convenire che di qui in avanti non sarà improbabile vedere  (proprio) un  azzurro diventare l’uomo più veloce della Terra. Miracoli che, dove non c’è manco più un briciolo di fede, sono incomprensibili.
E che qui, invece, nel Paese dell’uccello che risorge sulle proprie ceneri, possono diventare ‘normali‘. Incredibili a dirsi, eppure basta scorrere l’interminabile lista di trionfi azzurri 2020-2021, perfino in discipline come il  polo femminile, la pesca sportiva e la discesa in apnea, per toccare con mano il  trarsversal prodigio.

In breve.

Vela: Luna rossa vincitore Prada Cup e sfidante America’s Cup. Calcio: nazionale campione d‘Europa.
Atletica: cinque medaglie d’oro a Tokio. Dalla velocità, al fondo, al salto.
Nuoto: medaglie numerose   a Tokio, Europei e Mondiali in vasca lunga, corta e fondo.
Pallanuoto, Mondiale maschile; Pro Recco,  Champions e Supercoppa;
Volley: campioni europei  nazionali maschile e femminile
Ciclismo: in strada Colbrelli vincitore Parigi-Rubaix. Ciclismo:  in pista ori olimpici, maglie iridate ed europee
Auto. Ruote coperte, i trionfi della ‘ rossa’:  488 Gt3 prima nelle due categorie Pro e Am; prima 24ore Le Mans e Spa; mondiale di durata; Wcc piloti costruttori e team  con AF CorseWorl Challenge  Gt3 ( il più importante a livello Gt3), European Le Mans series Cat Gte e trofeo Michelin. 

Tutto in breve. Tralasciando discipline come quelle sulle nevi ( varie ) dove gli azzurri/e sono protagonisti di primo piano ( Goggia, al momento, è prima in discesa, superG e classifica generale) ; o motorististici, dove di recente il più grande di questi ultimi decenni ha lasciato il posto in pista a pattuglie di giovani molto competitivi e su marchi nostrani ; automobilistici, dove basta citare la ‘rossa’ per avere l’idea di qual ruolo possono esercitare piloti, tecnici e mezzi italici in quell’ambiente ultimamente condizionato più da legulei che altro.
E altri ancora. Infatti, oltre agli uomini, ai successi agonistici singoli e di squadra, il Belpaese può vantare tecnici, mezzi e perfino servizi all’avanguardia, come la pista olimpica di Tokio realizzata da una sua azienda . Tutto questo non per celebrarla, ma per  dire a quanti vorrebbero sottovalutarla  che il Belpaese, dopo l’infausta parentesi d’un regime e di una guerra che non s’avevan da fare, è tornato. O meglio, risorto.  Più arzillo  che pria. Sulla ribalta europea e mondiale. Come sottolinea Malagò, presidente Coni : ’ Oggi siamo secondi al Mondo!’.

CAMPIONATO DI CALCIO SERIE AInter, campione d’inverno. Milan in ambasce, Napoli che stringe i denti e si salva come può, Mou Mou che travolge il Gasp, la Signora che si barcamena a non tanti punti di distanza dal quarto posto, nell’attesa di un girone di ritorno che ( a star sentire il Max)  dovrebbe spazzar via ogni nube foriera di tempesta. ( dal 12 dicembre 2021). Il golpe è avvenuto, con successo e con un grosso sospiro di sollievo per tutto il mondo della F1; un golpe che ha ( finalmente)   spodestato dal suo trono d’argento il tiranno Toto, che  in questi ultimi anni, sorretto da  schiere di legulei, ha fatto il buono e cattivo tempo attorno ad un team di cui ( si dice) che partecipi al 33%. Il tutto legalmente, è ovvio, e  tra alto e basso sempre in sintonia  con qualcosa e qualcuno  che , da un lato, gli ha consentito di recar danno e beffa  alla ‘rossa‘ relegandola da regina ad ancella, e dall’altro, di calare nell’oblio un pò tutta la concorrenza. Quest’anno ha cercato di   ripetere l’operazione con giovane irriverente tulipano  ‘pilotato’ e ‘protetto’ da da un ravveduto e avveduto  general manager. Che ha saputo far giuocare ai suoi tutte le carte del mazzo, fin all’ultima, insperata, ma vincente.
E così il tulipano, altrimenti finora noto tra i fans di Maranello come ‘ sfascia rosse’, s’è preso un titolo meritato, applaudito da tutti, riconosciuto anche dallo sportivissimo avversario, eppur  tuttora sub judice per ricorsi e controricorsi ( e ti pareva)  presentati da chi perdere non sa e non vuole. Sinceramente, in molti s’erano allontanati da una competizione indirizzata su un unico binario; senza lotta, scontata, arrogante, e con la ’rossa‘, che di questo sport è il sole e la luna, relegata ad un ruolo marginale, da non credere, dopo tutto quello che ha fatto e che può fare. A lei infatti  gli dei hanno concesso  di scrivere pagine leggendarie sulle corde di un aedo antico, e che mentre celebrano l’uno  esaltano altro. Generosamente. Come in quella guerra sotto le mura di Ilio  che pari ha posto  tanto gli eroi che le difendevano quanto quelli che l’assalivano. A parte i ricorsi e controricorsi Mercedes, o del Toto che dir si voglia, il ragazzo figlio di pilota, nato e cresciuto tra i tulipani, è il nuovo campione del mondo di F1.
Sembra di buon auspicio il terzo posto della ‘rossa‘ condotta da un insperato, coraggioso e combattivo Sainz. Sempre che non ci sia qualche leguleio  che voglia ancor  ‘ metter becco‘ a quanto a Maranello vanno ingegnandosi di fare come  lor tradizione e sangue comanda. Detta anche così, sinteticamente, allora sì che  dal prossimo anno potremmo avere un lotto di contendenti in pista , nobili e meno nobili,  grandi e piccoli, che potrebbero tornare a scrivere altre  autentiche favolose  pagine su questo planetario  agone sportivo.

SERIE A. CAMPIONATO.  Salda è  in vetta la Beneamata che, nonostante i cinesi vicini e lontani, Conte Dracula  e non , sa ancora farsi rispettare quando scende in campo. Con una certa continuità. Ora guida il gruppone  della Serie A con 43 punti, quattro  in più sul Napoli e il Diavolo  del Pioli che, disponibilità a parte, continua a mostrar  di saper  fare più trenta che trentuno. Quasi quasi quanto la Dea del Gasp, vittoriosa ( a fatica) sul Verona del terribile Igor ma sconfitta da Mou Mou. Rivince   la Lazio  contro il  Sheva, senza più attenuanti. Qualcosa da dire ci sarebbe sulla situazione rinnovi.
Qualcosa. In una situazione come questa  che fatica a risollevarsi dopo le sanguinose perdite di budget dovute ( principalmente) al Covid, vedere tanti grandi, medi, piccioli attori pilotati da procuratori- consulenti-addetti  più voraci dei  pirana e ormai  padroni ( quasi) assoluti del giochino calcio, chiedere doppio, triplo, quadruplo di quanto oggi percepito fa assaporare  tante amare  verità. E’ forse per questo che non pochi appassionati, o ex appassionati, quando sentono un ‘ingrato‘ pretendere di mettere mano all’ingaggio anche dopo una o due partite giocate al meglio, si chiedono:  ma perchè non comprargli dei biglietti di sola andata per le destinazioni da lor agognate , con tanto di saluti, baci e abbracci? Il nostro massimo torneo che di nobiltà ne porta come pochi altri al mondo,  bisognoso solo  di qualche buon dirigente in più e  di nuovi stadi, è davvero ( così ) indissolubilmente condizionato da cotali soggetti?

SORTEGGIO annullato OTTAVI CHAMPIONS 2021-2022. Benfica-Real, Villareal- Manchester City, Atletico Madrid-Bayern, Liverpool-Salisburgo, Inter-Ajax, Sporting Lisbona- Juventus, Chelsea-Lille, Psg- Manchester United.

SORTEGGIO annullato  PLAY OFF EUROPA LEAGUE. Atalanta-OlimpyacosBarca-Napoli, Porto-Lazio.
SORTEGGIO valido  OTTAVI CHAMPIONS. Psg-Real Madrid ( 15/2), Salisburgo-Bayern, Chelsea-Lilla, Sporting Lisbona- Manchester City, Inter-Liverpool ( 16/2 ), Villareal-Juventus ( 22/2).
SORTEGGIUO valido PLAY OFF EUROPA LEAGUE. Barcellona-Napoli( 17/2, ore 18,45), Porto-Lazio ( 17/2, ore 21).

Commento? Nulla da aggiungere sulla Uefa del Cefferin, burocratizzata, ceduta  e pasticciona. Mentre sulla questione sorteggio qualche possibilità ce l’ha la Juve, sempre che sia una Signora e non una donzelletta che vien dalla campagna. Le nostre altre invece devono compiere solo prodigi. Sperando inoltre che gli arbitri istruiti Uefa non replichino trattamenti come quelli riservati da qualche anno in qua al vecchio, glorioso, impotente  Milan.
ALTRI SPORT. Dopo la  mademoiselle  Sofia che ha fatto man bassa per ben  tre volte di seguito in Canada, nel Super G di S.Moritz è stata la volta di mademoiselle Brignone, 31 anni, ora con 17 vittorie in Coppa, una più della mitica Debora, davanti ad una squadra di azzurre,  cinque nelle prime dieci. Francesca Lollobrigida, 30 anni, 4 medaglie europee, vince i 3000 in Coppa del Mondo in pista lunga su ghiaccio a Calgary.
L’Armani Milano è tornata alla vittoria in Eurlega contro il Monaco. Quelle quattro sconfitte di seguito ci avevano spaventato. Ax Armani Milano guida anche la classifica del nostro campionato. Non abbiamo capito la sconfitta della Lube contro i brasiliani al Mondiale per club; speriamo di non dovere fare altrettanto con le ragazze, che proprio in questa settimana scendono sul parquet per difendere  un titolo che dovrebbe alloggiare fisso nel più bel torneo di volley femminile al mondo.

FRASI A VANVERA?  Un certo Guillen della Vuelta di ciclismo, che non conosciamo e che manco vogliamo conoscere visto che dopo quanto detto ad una tivù  basta e avanza, per difendere casa sua, s’è tuffato in spericolate considerazioni varie sul ciclismo e sui grandi giri.
Tra l’altro avrebbe sostenuto che la Vuelta ha superato il Giro, e che (al momento) è seconda solo al Tour de France. Oggi si sa, tutto possono dire tutto di tutti e ( all’occorrenza) anche di più. Al punto che a mettersi a rincorrere tutti non solo è impossibile ma anche fatica sprecata. Tuttavia il senor Guillen una rispostina non può evitarla. Ognuno vede e provvede alle sue cose come meglio aggrada. E tuttavia, qualche elemento d’oggettività esiste, sennò come faremmo a dar contenuto alla scienza?
Comunque, senor Guillen non le hanno detto  che per entrare nella nobiltà d’una qualsiasi realtà umana non basta sbandierare danari o opinioni o interessi. Occorre, semmai, tempo, tanto tempo, con l’avvallo, ovvio, di ‘ pezze d’appoggio‘ che manco s’immaginano.
Per farla breve,  in questo senso, il Giro non essere secondo a nessuna corsa a tappe al Mondo, manco al Tour che in questa è riuscito a raggranellare qualche danaro in più in cassa, che gli consente  di manovrare qualche specchietto per allodole  tra media e social, ma null’altro. Il Giro per storia, paesaggi, tracciati e campioni senza eguali cresciuti lungo le strade che percorre da oltre un secolo, sinceramente, come può aver rivali?  Allora, che altro è se non l’Alma Mater di un movimento sportivo ormai planetario? Lasciamo perdere il primo o il secondo, perchè se uno vuol entrare nella leggenda del ciclismo qui deve transitare. A primavera, con la stagione bella, piuttosto  che in autunno, con la stagione che volge al tramonto.

( dal 6 al 12 dicembre 2021).  Come anticipato, se al  Gasp è dato di  arrivare  a 30 e mai a 31, al Villareal , invece, che nel suo campionato è poco più d’una una comparsa,  è stato dato modo e tempo per spegnere (  da subito) le velleitarie ambizioni dei bergamaschi di passaggio agli ottavi di Champions . Che poveri erano e poveri restano, nel senso che per essere accettati  nella nobiltà d‘Europa occorrono ben altri titoli e prestazioni e raccomandazioni.
Come volevasi dimostrare. Ora, delle nostre, tra le ( cosiddette) big o nobili d’elevata genia calcistica, restano la Signora e la Beneamata. La prima più per grazia ricevuta che altro, la seconda per avere finalmente saltato un ostacolo che la bloccava dai tempi mitici del Triplete. Cosa possano fare nel proseguo del torneo, ovviamente, non è dato a sapere; si può però presumere che, sorteggio a parte, possano risultare più  paggi che cavalieri.
Ruoli questi da tempo assunti dalla piccola folla di spendaccioni che i soldi se li fanno arrivare ( a go go ) sui loro conti correnti ( più o meno direttamente) dai loro stati o dai loro sodali. Davvero fastidioso  è ancora notare la sapienza infinita delle pletore di commentatori nostrani , a vari livelli e mezzi mediatici, che continuano a celebrare le squadre d’Albione, superfavorite,  ‘ 0 meglio, d’un altro pianeta’  assicurano, rispetto ( è ovvio) alle nostre e ( non solo)  alle nostre. Il segreto dei loro prodigi starebbe nella corsa e nella tecnica mostrata in corsa. Senza però chiedersi che quando c’è uno che corre ( e smista) più assiduamente d’un altro per ben oltre i 90′ minuti di gara,  a parte la preparazione spesso ( curiosamente) svolta da tecnici  nostrani, qualcosa dovrà pur mangiare, o deglutire, per mantenere  inaccessibili  i suoi standard.
Eppoi siamo proprio sicuri che del coriaceo Bayern o dell’imberbe  Ajax o del sempiterno Real possano esse far un sol boccone? Tra le nostre, anche se non entrate nell’Olimpo, qualcuna potrebbe ( sul tema)  dir la sua, non per giustificarsi ma per capire la differenza tra noi e quegli gli esseri giunti da altri mondi. Il Milan, ad esempio, contro quegli imbattibili Reeds , sia all’andata che al ritorno, se non erriamo, almeno per buona parte del duplice confronto, avanti erano o no?
E come ma al cospetto di cotanti mostri? Contro i quali, poi, i nostri non hanno retto. E del resto come avrebbero potuto contro chi fatica  e affanno non sente ? A proposito di Milan, forse qualcuno ha notato che grazie alla sua sconfitta abbinata alla vittoria  del mai defunto  Atletico, e della Dea contro il Villareal , abbiamo  salvato il bilancio delle ispaniche che,  naufragio del  Barca a parte, avrebbe ( probabilmente) resuscitato in loro  se non  la sorte  dell’Invincibile Armada? 

QUALFICATE: OTTAVI CHAMPIONS: Inter e Juve;
OTTAVI EUROPA LEAGUE: ( spareggi) Napoli, Lazio; OTTAVI CONFERENCE, ( diretta) Roma.

( dal 5 dicembre 2021). La signorina Sofia è salita per tre volte di seguito  in tre  discese sul più altro gradino del podio a Lake Placid ( Canada). Ora, con 315 punti, insegue nella generale  di Coppa del Mondo la Shiffrin ( 4o5 punti). A breve sono annunciate, questa volta in Europa, quattro gare di velocità, la prima in val d’Isere, con la nostra fasciata da due pettorali rossi, in libera e in superG. Per Isolde Kostner, 46 anni, vincitrice di 12 discese  libere e 3 super G, la nostra Sofia , 29 anni, ha tutto le carte in regola per aggiudicarsi non solo le classifiche di specialità ma anche la  generale. Continuano intanto  a pastrocchiare in F1, questa volta anche tra i muretti della pista miliardaria di Gedda. Horner, team principal Red Bull, ha sbottatto: ‘ Ho rimpianto la direzione gara di Charlie Whiting‘. Difficile dargli torto. Anzi, sono pochi a dargli torto. Al contempo il Max ex ‘sfascia rosse’, ha aggiunto: ‘ Non condivido tutte le decisioni prese dai commissari …
Nel caso specifico ( tamponamento da parte di Hamilton, ndr) sono andato lungo in frenata, ma tutti e due abbiamo mancato la curva, perciò non credo siano stati giusti i secondi di penalità che mi sono stati comminati… La tendenza ormai è questa, si puniscono certi episodi, ma non è la F1 che ero abituato a guidare da quand’ero ragazzo’. Fatto è che al campione di tutti tempi di penalità ne vengono date poche o niente; ricordiamo un tamponamento di Vettel allo stesso Hamilton, con punizione del tedesco in rosso piuttosto che dell’anglo in argento. Insomma, una storia vecchia, tanto che trai  molti ex appassionati di F1 serpeggia questa domanda ‘ Ma a chi deve andare il titolo: al pilota, o a quell’Azzeccagarbugli che gli sta al tergo con  rotoli di  grida sempre  pronte alla bisogna per salvare il suo e condannare l’altro ?’. Storia simile, questa,  curiosamente, a quella del  povero Tramaglino che, nonostante i capponi di Agnese,  da vittima era finito colpevole,  ricercato in ogni dove.
Horner, team principal e  genio delle auto  del venditore di bibite, un tempo sprezzante contro la ‘rossa‘, oggi, che ha esperimentato  cosa significa  scontrarsi col  dominio del Toto,  ha  fatto una giravolta di 360 gradi. Con ben altra visione delle cose. Esatto? Comunque l’ardua sentenza per questo Mondiale , dopo 21 gare finite con lo stesso punteggio per i due galli del pollaio, sarà data  ad Abu Dhabi. Dove si spera di dover assistere non  ad un duello  rusticano ma da cavalieri della Tavola rotonda. Dove il giovane ( se meritevole) non debba prostrarsi  al ( solito) vecchietto sol per via d’ una folla di legulei. Commenti dei piloti a caldo.  Lewis:’ Ho cercato di stare calmo’. Max‘Non è più F1. Ingiusta la penalità‘. Per completare la panoramica delle opinioni, la squadra di Race Anatomy ha espresso una previsione di minimo vantaggio a favore del tulipano.
Ci scusino lor signori, forse per gufare?  Visto che si va dicendo in giro che il collegato Vanzini ha pronto un progetto di Mausoleo per il già sette volte campione del mondo? La Paoletta del volley sta per volare in Anatolia, anche per sfuggire alla fame alla quale l’hanno costretta  fino ad oggi a Conegliano.
Anche il Quantorena vuol scappare dal Belpaese, per lui non il campionato più prestigioso al mondo ma troppo stressante per  chi vuol godersi la pensione in santa pace.
Cosa dire? Che non sono i primi e nè saranno gli ultimi a desiderar cotanto; salvo tornar , poi, lesti lesti, laddove sono diventati qualcuno. Basta non si perdano per strada. Baci, abbracci e buon viaggio ad entrambi.

BREVI  SULL’ULTIMO TURNO DEI  DEI GIRONI CHAMPIONS. Milan dalla festa al lutto. Visto che è stato estromesso ( un anno ancora)  dal tutto in Europa. Inter velleitaria al Bernabeu in fase di restauro, dove lascia il passo ad uno dei Real più ‘normali’  di questi ultimi anni. Tuttavia aggiudicandosi  gli ottavi. Ora tocca alla Dea del Gasp che finora ha fatto trenta e mai trentuno contro un Villareal che il veleno porta in coda; nessun commento per la Signora che la qualificazione ha in tasca da tempo. Qualificazione, punto e basta? Nel frattempo tra le folle di commentari tivù e non solo si è tornati a cantar il ritornello ‘ gli altri corrono, noi passeggiamo’.
Ancora una volta senza chiedersi per qual ragione, o qual foraggio, loro tengono e noi molliamo. Forse bisognerebbe chiedere lumi a quello staffettista inglese che battuto dai nostri ha messo in dubbio l’onestà dei nostri?  Finendo, ma questo nessuno lo evidenzia, tra i dopati ai quali è stata tolta la medaglia d’argento che, da gentleman, e senza che nessuno glielo imponesse, avrebbe dovuto sfilarsi  dal collo? Milan-Liverpool 1-2; Real Madrid -Inter 2-0; Juve-Malmoe 1-0; Atalanta-Villareal 2-3

IL MONDO IN CIFRE- Edizione internazionale a cura The Economist. ANNI 2020/2022 Uno sguardo aggiornato ai PilStati Uniti ( 329 mln abitanti), 21.443 mld dollari; Cina ( 1.433 mln abitanti), 14.343 mld dollari; Giappone ( 127  mln abitanti), 5.082 mld dollari; Germania ( 83,5 mln abitanti), 3.861 mld dollari; India ( 1.364 mln abitanti), 2.869mld dollari; Regno Unito ( 67,5 mln abitanti), 2.829 mld dollari; Francia ( 65 mln abitanti), 2.716 mld; Italia ( 60,6 mln abitanti), 2.004  mld dollari. Quanto si dice che la Cina è il primo colosso  economico al mondo si sbaglia: infatti, se questi dati non sono esibiti a vanvera, il divario tra le due superpotenze economiche planetarie è ancora piuttosto ampio a favore del paese con la bandiera stelle e strisce ( oltre 7mila mld, più o meno quanto i pil di Germania e Francia assommati).
Precisando inoltre che sui dati cinesi resta il sospeso sulla loro effettiva attendibilità, che se in realtà risultasse al ribasso non meraviglierebbe nessuno. Simil discorso si potrebbe fare sugli investimenti militari effettuati dai due Paesi, ma con ( eventuale)  revisione inversa. Qui gli americani dichiarano 738 mld d’investimenti, i cinesi ( solo) 193 mld. Che non sembrano tanti a fronte dei notevoli impegni in tutti i settori della difesa della Cina in questi ultimi anni.  Per raggiungere e superare i cinesi ( 2.035 mln di uomini in divisa, contro 1.388 degli Usa), tanto per svelare una curiosità, ci vorrebbe un’ Europa  tutta d’un pezzo che invece di spendere e spandere a vanvera ciascun stato pro domo sua, mettesse dentro un’unica cassa i suoi ( tanti) investimenti. Che  ( limitatamente ai primi) sono  questi:  Regno Unito 61,5 mld, Francia 55 mld, Germania 51 mld, Italia 30 mld.

( dal 29 novembre al 5 dicembre 2021). La notte dei ‘ballon d’or’. Scontata da mesi, perchè quel ( cosiddetto) premio ormai è il frutto più di ‘ scuole di pensiero’, di ‘ squadre di fans‘, di ‘ orientamenti consolidati’, che altro .Come dire che, salvo cataclismi, difficile è portarlo via a uno tra Messi e Ronaldo, il Cr7, che anche se non vincono proprio tutto e  tutto per merito loro il ‘ ballon’ se lo dividono portandolo a casa loro,  una volta uno una volta l’altro. L’argentino d’origine recanatese è giunto al settimo ‘ ballon d’or‘. Cosa mai vista, in un premio che sarà meglio cominciare a ‘riformare’, in fretta,  prima che venga detto ‘ Ballon d’or del Menga’.
Paggio d’onore del ‘ ballon’ da anni resta quel Levandowski che le ’ballon ‘ chissà perchè non vince mai. Il riconoscimento, da quel che si sa, dovrebbe andare a chi nell’annata ha vinto di più e con merito. Quest’anno, ad esempio, chi ha vinto di più e con merito, chi altri era se non  il nostro ( sfortunato) Jorgino, trionfante all’ Europeo e in Champions. Il massimo dei trofei di Eupalla ( tolto il Mondiale) per chi si diverte a prendere milioni su un campo da calcio? Eppure, il nostro, è finito terzo; mentre il riconoscimento parziale è andato al ‘baciamaglie’ Gigio, quale miglior portiere del consesso mondiale.
Non è molto, ma accontentiamoci, perchè agli azzurri quel ’ ballon‘ viene dato  ( tra sì e no) solo e soltanto se si dovesse vincere Mondiale, Europeo, ChampionsUefa, Coppa del nonno,  etc etc. tutto in un botto. Del resto  siamo noi a dire che quel Messi argentino d’origine recanatese non è più decisivo come una volta?  Infatti chi è che  ha detto: ‘ Con lui la Champions non si vince più’. Il tutto dentro gli spazi lucenti e ovattati di una torre d’avorio dove a dominare hanno preso sceicchi, oligarchi e ristrette gang di agenti, procuratori e consulenti a dispetto di quei poveracci del calcio che ha fatto la storia,  ora alla ricerca disperata  di qualche nuova entrata per sopravvivere al cospetto della manciata di  club di Stato, o simili,  ricchi sfondati  e inarrestabili. Riparte la Serie A, XV giornata, con il Napoli in vetta, il Milan ( doppia sconfitta di seguito) a due incollature e l’Inter a pochi passi, pronta all’arrembaggio.

TENNIS COPPA DAVIS. Nel tennisCoppa Davis, belle speranze  colate a picco. E’ bastato un anonimo  croato 230° c.a. al mondo per spaurire a morte il nostro guerriero  Sonego, e mandarci a  casa. Il resto, probabilmente, a dirla tutta, lo ha fatto mister Volandri, allestendo un doppio con uno ( sfinito ) Sinner e un (ridente) Fogna, che francamente non si capisce perchè lo si continui a considerare giocatore da maglia azzurra quando dopo l’exploit di Monaco non fa altro che far da turista, qua e là,  su campi e campetti da tennis che ( ancora)  lo invitano. Risultato finale: 1-2 per la volenterosa Croazia che vola a Madrid. 

( dal 18 al 28 novembre 2021).  Che c’è da dire questa volta? Poco, molto poco, tanto. Come ( quasi) sempre. Per quel che riguarda il tennis , intanto, non possiamo che lodare il buon Jannik che ha degnamente sostituto all’ATP Finals ( vinto da Sverev ) il nostro Matteo. Ora è tempo di  Coppa  Davis, a Torino, contro gli Usa. Battuti 2-1.
Per quel  che riguarda  il calcio, stiamo viaggiando  tra una Coppa e l’altra. In Champions solita figuraccia di una Signora ( 4 gol dal Chelsea, battuto  1-0 all’andata) che Signora non riesce proprio ad essere visto che,  ben che vada, limitatamente alle ore felici, piuttosto  appare  una ‘  donzelletta (che) vien dalla campagna, in sul calar del sole col suo fascio dell’erba’. Si è complicata la vita la Dea del Gasp che arriva a trenta senza centrare ( quasi mai) il trentuno. Sullo sintetico dello  Yong Boys è passata in vantaggio due volte, ma per poco non ci lasciava le pene se il solito ( provvidenziale) Muriel ( entrato da poco) non avesse calcolato di mandare una beffarda punizione  nell’angolino basso di destra del portiere svissero. E’ finita 3-3, ma con la Dea ora obbligata  a battere il Villareal ( 7 punti, contro i 6 dei bergamaschi) per  accedere al gruzzolo di  milioni del turno successivo.
Vincono invece le due milanesi battendo, come ai bei tempi, quei tosti dello Shakhtar ( 20, gol di Dzeko) e gli ancor più tosti dell’Atletico Madrid ( 0-1, gol Messias), a Madrid.La Beneamata dopo un decennio supera i gironi e si qualifica ( prima o seconda è da vedersi contro il Real) per gli ottavi. Qualche speranziella s’è inoltre riaccesa per quel povero Diavolo finora vessato da infortuni, arbitraggi pro – altri, sfiga calcistica.
Battuto l‘Atletico del Cholo dovrebbe ripetere l’impresa contro quei rompiscatole del Livepool, avversari di tante battaglie, una Champions in meno, lanciati a palla per battere ( in casa e fuori)  gli spendaccioni arabi e russi. Ora, però, sor Sala, per favore, ci dia un San Siro nuovo ed adeguato alla bisogna.
Nella Europa League infelice trasferta del Napoli, che battuto in Russia ( 2-1) ha perso anche il primo posto nel girone. Evidentemente, come dice il Sarri, questa seconda coppa sta proprio sulle scatole a tutti. O quasi.  La sua collocazione, forse diversamente impossibile, non invoglia di certo i maggiori club a contendersela.
Sono in tanti a celebrare Diego, l’umano che contende ad Eupalla lo scanno di Olimpia, ad un anno dalla sua scomparsa. In prima fila i fans d’ Argentina e di Partenope, che Diego aveva eletto tra i suoi ‘ figli‘  più amati. Certamente tra quelli mai più dimenticabili. Delle ultime battute sul mondiale di F1 poco o nulla c’è da aggiungere.
Per quelli di Sky è il mondiale più avvincente degli ultimi decenni. Dimenticando di dire che  a contenderselo non sono tanto l’irriverente Max, 21 anni tulipano,  e l’intramontabile  Lewis , 36 anni anglo, ma quei due marpioni, Toto ed Horner, da flotte di legulei assistiti, che ( eliminata dal gioco la ‘rossa‘) pensano così di continuare a fare in pista il bello e il cattivo tempo. Al momento il Max guida la classifica con 8 punticini di vantaggio, a fronte di due Gp ancora da disputare, a Gedda ( 5 dicembre) e in Abu Dhabi ( 12 dicembre).  

ITALIA GUIDA ALLA RIPRESA EUROPEA. EconomiaA segnalarlo è il Sole 24 Ore, in un titolone di prima: ‘ L‘Italia guida la ripresa europea’. Settima al mondo per il ritmo di crescita intrapreso, non solo ha recuperato il pre Covid ma sta manifestando un andamento migliore di Francia e Germania. Questo emerge dal rapporto Scenari industriali del Centro studi di Confindustria. Record di investimenti esteri. Bene gli scambi commerciali, tornati rapidamente e solidamente sopra i livelli precedenti.
Occorre però sostenere il trend con una politica industriale mirata, da non disattendere, per non vanificare i provvidenziali prodigi di cui è capace il Paese davanti alle grandi difficoltà. ( dal 10 novembre 2021). Ora è tutto vero, il maestro di Tavullia ci ha lasciati. Intendiamoci, lasciati per quel che riguarderà la Moto Gp, perchè per il resto resta, vivo e sorridente come pria, e con tante idee in testa. Le auto, l’Accademy, (forse) la tivù che comincerà a corteggiarlo come ( a suo tempo) certi divi hollywoodiani  con la Sofia e la Gina. In pista, di certo, ci mancherà tantissimo.

Visto che tutti ( o quasi) ci siamo alzati ( anche) di buon ora per vederlo lumeggiare una gara di moto. E se anche dal remoto Tibet fin alla nemica Ispagna gli sono giunti attestati d’amore, amore vero, non ci vuol tanto chiedersi se negli anni a venire  (ri)sorgerà ( se mai risorgerà) un altro astro come quello che per oltre 25 anni ha brillato su e giù per le dolci colline di Tavullia, tra Marche e Romagna, quell’ameno fazzoletto di terra che continua a partorire  i prodigi delle due ruote con motore.
Tuttavia, quando vengono a mancare sul pezzo finora occupato, certi personaggi, il ricorso ( non irriverente)  al poeta è d’obbligo: ‘ Fu vera gloria( la sua)? Ai posteri l’ardua sentenza: nui ( intanto) inchiniam la fronte al Massimo Fattor, che volle in lui del creator suo spirito più vasta orma stampar’. L’omaggio planetario  di Valencia al Vale  ci ha commosso.

IL REGNO DEL  MALVAGIO TOTO. Dopo l’ultimo Gp, Horner, manager della riuscita auto dei venditori di bibite, al cospetto del solito infido ricorso Mercedes, avrà capito o no che per battere le ‘frecce d’argento’  nulla conta se non ( maximus omnium)  abbattere il potere malvagio  del Toto?
Il cui regno, resa innocua la ’rossa’ in un modo o nell’altro, vi pare  al tramonto?

MANCIO, CHE PORCATA!  Chi ci segue sa che quella del Mancio da Jesi per noi non è mai stata una nazionale, ma solo una fortunata compagnia di ventura che sotto la guida d’un capitano nato in una terra che di capitani ne ha forniti diversi e famosi, ha saputo realizzare una impresa.
Poi, come di solito capita e capitava alle compagnie di ventura, volata la sorte in altri lidi, spenta l’ispirazione del capo, unitamente a qualche defezione ( Immobile), qualche infortunio ( Chiellini), qualche traditore ( Jorgino), la truppaglia  stessa si sfaldava, da mane a sera, come bolle di sapone per l’aere attorno. E così la nostra Italia si trova fuori per il secondo turno consecutivo dal Mondiale. Addio pentastella, addio immortalità.
Sì, perchè quei play off, con squadre ben più solide di quelle ( fortunatamente) inserite nel girone di qualificazione, noi, per quel che conosciamo della nostra storia, manco li andremmo fare. Non è roba per noi, soprattutto in primavera quando il tepore della buona stagione invita a ben altri pensieri e ad altre occupazioni.
Del resto, bastava pensarci un po’ prima, fare qualche punticino in più, non consentire agli svisserotti di dar corpo ai loro inconfessabili pensieri ( e desideri) verso di noi, per portarsi a casa una qualificazione che per dei ‘veri’ campioni d‘Europa doveva rappresentare null’altro che una pura e semplice formalità? Cvd, a mo’ di presagio, nel sorteggio dei gironcini spareggio, a noi sono stati dati Macedonia del Nord ( in casa nostra) e una tra Turchia e Portogallo ( in casa loro).

DICHIARAZIONI. Petrov, ct bulgaro, alla vigilia dell’ultima partita del girone di qualificazione: ‘ Tranquilla Italia, cerchiamo punti e fiducia, vogliamo il terzo posto’.

INFANTINO, FIFA. ‘ Qualcosa non va si deve cambiare -  sveglia Gianni Infantino, presidente Fifa- . Nel 2019 sono stati spesi 7 mld per i trasferimenti, 700 mln sono andati in provvigioni agli agenti e solo 7omln alla formazione e ai compensi di solidarietà. Dovremmo rendere le regole più trasparenti di quelle che sono ora’. Sapere che qualcuno s’è desto e voglia capire quel che trambustano i nuovi padroni del calcio ( non solo) europeo, ovvero agenti-mediatori-consulenti, è già un sollievo.
Certo che quelle inchieste ( Report, Rai3) stavano facendo un bel po’ di chiarezza su personaggi che hanno raggiunto un potere di intermediazione che se non è dittatura poco manca. Sono peggio di quella piccola ma spendacciona folla di principi e oligarchi che stanno ( letteralmente) mandando a gambe all’aria squadre storiche non più in grado di stare sul mercato.
Il nobile Florentino, per quel che può, continua disperatamente a spingere pro Superlega, non per annientare la democrazia del calcio, come accusa  il buon Cefferin, ma per salvare almeno quello di vertice da una conduzione Uefa che non si capisce perchè si aspetti così tanto  a mettere ( almeno) sotto indagine. A 75 anni è scomparso Gianpiero Galeazzi, telecronista tivù, legato al canottaggio e ai suoi eroi come gli indimenticabili  fratelli Abbagnale, ori olimpici.

ATP FINAL TORINO. S’infortuna Matteo, prende il suo posto Sinner. Con una bella vittoria, ora tra i primi dieci del mondo.

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