Ravenna. Storia di un figlio cattivo. Sulle orme di Agostino da Tagaste. Alla basilica di San Vitale.

Ravenna. Storia di un figlio cattivo. Sulle orme di Agostino da Tagaste. Alla basilica di San Vitale.
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RAVENNA. La riflessione su temi e figure spirituali che da sempre trova un posto di primo piano nei cartelloni di Ravenna Festival, in questa XXXIII edizione si esprime nell’esplorazione di sempre nuove potenzialità creative e in particolare in opere affidate all’estro e al talento di giovani autori.
Come accade per la sacra rappresentazione ispirata alla figura di Sant’Agostino e firmata dal compositore Filippo Bittasi per le musiche e dal ravennate Matteo Gatta per il libretto e la drammaturgia e in scena da venerdì 8 a giovedì 14 luglio, sempre alle 19.30, nello straordinario spazio della basilica di San Vitale. Si tratta di Storia di un figlio cattivo. Sulle orme di Agostino di Tagaste, sacra rappresentazione per soprano, voce recitante e ensemble strumentale affidata all’intonazione del mezzosoprano Daniela Pini e alla voce recitante dell’autore Matteo Gatta, nonché all’Ensemble Tempo Primo (archi arricchiti di vibrafono e clarinetto), insieme all’organo di Andrea Berardi, per la direzione di Mattia Dattolo.

 

L’OPERA. La ‘rappresentazione’, che si sostanzia di pochi ed evocativi elementi scenici e di essenziali indicazioni spazio-temporali, si snoda lungo la biografia del santo, ma concentrandosi sugli anni della giovinezza e soprattutto vista attraverso gli occhi e le emozioni della madre, Monica, unico personaggio in scena – la voce del santo affidata allo stesso librettista risuonerà infatti da fuori – le cui lamentazioni, gli sfoghi e le preghiere si levano senza risposta in un dialogo con Dio.
La turbolenta giovinezza di Agostino muoverà sì verso la conversione ma senza portarla a compimento, e la madre non avrà il conforto di saperlo, ché il figlio stesso – nell’artificio di una narrazione che contravviene alla verità storica – morirà nel fiore degli anni e di morte violenta.

L’opera si dipana in una toccante riflessione sul bene e sul male, sulle regole, sul peccato e sulla colpa: temi sempre attuali. Tanto che la figura di Agostino viene sostanzialmente collocata fuori da un contesto storico definito, perché la sua vicenda potrebbe essere avvenuta in qualsiasi epoca e luogo. Ed è proprio il suo carattere universale e questa dimensione, tipica dell’età giovanile, ad aver attratto l’interesse dei suoi autori.

Infatti, Filippo Bittasi – che si è formato sia in pianoforte che in composizione presso l’Istituto superiore di studi musicali ‘Giuseppe Verdi’ di Ravenna e si è già fatto notare in prestigiose competizioni nonché superando la selezione come maestro collaboratore per l’Accademia dell’Opera italiana di Riccardo Muti – spiega che a colpirlo «è stato il contrasto tra l’idea che di solito si ha di Sant’Agostino, di un Padre della Chiesa, e la sua esperienza biografica in cui abbondano passioni, bagordi e peccati, insieme al fatto che le Confessioni seppure scritte nel IV secolo, sembrano quasi un romanzo ottocentesco per la continua introspezione dell’autore.
L’idea di lavorare sulle proprie responsabilità e sulla possibilità di redenzione è parso, a me e a Matteo Gatta, un tema molto attuale, soprattutto pensando ai meccanismi tipici dei social network: appena uno commette uno sbaglio viene massacrato di commenti negativi e si porta dietro a lungo lo stigma di quell’errore…  Ad Agostino invece è stata data la possibilità di redimersi».

 

Info e prevendite: 0544 249244 – www.ravennafestival.org
Biglietti: posto unico 15 euro, Under 18 5 euro

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