Non solo sport. Moto: Nuvola Rossa, che hai fatto? Champions: sorteggi, non male! F1: e chi la crede più?

Non solo sport. Moto: Nuvola Rossa, che hai fatto? Champions: sorteggi, non male! F1: e chi la crede più?
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CRONACA DAL DIVANO. Se Nuvola rossa ha trionfato, Fabio dei Qurtarari , nizzardo come Garibaldi, non ha perso. Soluzione che non capita quasi mai nello sport,
ma che al Moto Gp Di Valencia ultima gara del mondiale 2022  è accaduta. Grazie ad un clima di non dimenticata sportività, tra le case costruttrici ma soprattutto tra i piloti che, secondo tradizione avrebbero dovuto farsi le scarpe l’un l’altro, quando invece si sono ‘limitati’ ad una competizione dura ma leale che, senza danneggiare l’uno piuttosto che l’altro, pur se della stessa famiglia, ha fatto emergere chi effettivamente si è mostrato più forte e continuo nel corso di un tour de force agonistico  che ha superato i venti appuntamenti stagionali.

Clima dimenticato ad esempio nella F1 dove a vincere non sono più i piloti, e manco le auto, ma  i legulei che maneggiando carte come ai tempi dell’Azzeccagarbugli determinano
le fortune di questo o quel team. Di questo o quel pilota. Ne sann0 qualcosa, purtroppo, alla invidiata  ‘rossa’ di Maranello che da un decennio a questa parte quando trova il giusto feeling in corsa immediatamente, misteriosamente, silenziosamente, viene riportata nelle ambasce verso le quali il genio di ‘ sapere fare e condurre  auto’ poco o nulla conta.
Spesso e volentieri con la imbelle omertà di numerosi media ( anche nostrani) che alla verità e alla lealtà dovrebbero essere votati piuttosto che celare l’arbitrio e la dissimulazione di alcuni soggetti come meglio pubblicamente individuati nel caso, per citarne uno,  dell’ormai famigerato Budget Cup.

E comunque : Francesco Pecco Bagnaia detto Pecco, o meglio, Nuvola Rossa, 25 anni di Chivasso adottato da Pesaro, nel 2018 si è laureato campione mondiale di Moto2 e nel 2022 campione mondiale Moto Gp. Circa 13 anni dopo  Valentino Rossi, il mentore e maestro che ( su segnalazione dell’amico Uccio) nel 2014 gli schiuse le porte dell’Accademy Vr46.  

 

CALCIO NOSTRO E ALTRUI. C’è un rumoroso  commentatore da network regionale che fanno parlare da Miami il quale , sapendo tutto e il contrario di tutto, potendo, uno spot pro ‘poveracci’ della Premier non ce lo nega proprio. Nell’ultima sortita s’è elargito in lungo e in largo, indicando  l’agognato  torneo d’Albione un  Eldorado lontano anni luce dal nostro‘.
Lontano soprattutto per quel che riguarda gli stadi che gli consentono di confezionare, a suo dire, un ‘prodotto’ da gran spettacolo.
Scoprendo, forse senza accorgersene, l’acqua calda. Perchè che abbiamo stadi fermi  agli anni Sessanta lo capiscono anche i bambini, ovviamente in quelle ( sempre più)
rare occasioni che qualcuno azzarda a condurli sugli spartani spalti. Non sarebbe quindi meglio che invece di portare la solita acqua nella già ricolma borraccia altrui  ( lui come altri)
mettesse le scarpe a punta per indurre anche qui, da noi, nasoni e non nasoni che dir si voglia, a realizzare ( finalmente) quel che più al calcio nazionale  manca?
Tanto più che quanto potrà durare che senza velodromi strappiamo mondiali e record dell’ora mentre,   anche senza dirigenti capaci, vivai coltivati e stadi adeguati, vantiamo pur sempre
la nazionale campione d’Europa e un club   che vince il  suo girone Champions con la più titolata di Premier mostrando  il calcio più ameno  del torneo ?

 

SORTEGGI CHAMPIONS 2022-23. Milan contro Tottenham; Napoli contro Eintracht ; Inter contro Porto. Per Milan e Inter la prima è fuori casa.
Altri sorteggi:  Liverpool-Real Madrid, Bayern-Psg e Lipsia-City.
SORTEGGI UEFA 2022-23. ( 16 i,  spareggi) Juve contro Nantes e Roma contro Salisburgo. Altri sorteggi: Barcellona- Manchester United, Ajax-Union Berlin.

CAMPIONATO SERIE A. Tredicesima giornata: Vincono Napoli ( punti 35) e Milan ( punti 29); perdono Inter e Roma. A breve le squadre andranno in letargo fin al prossimo gennaio, concedendo atleti per la disputa del campionato mondiale di calcio più surreale finora disputato. Quel che accadrà dopo non lo saprebbe manco la Sibilla cumana.

MOVIOLA. All’Inter con il Bayern viene negato all’8 un rigore per parata con mani in area  di Manè . Su questa decisione si spengono le ambizioni nerazzurre.
Un profilo degli sportivissimi Reeds così recitava: ‘ Attenzione, potrebbero esserci furti e rapine’.  In effetti un furto il Napoli lo ha  fatto: non ha segnato, ha mollato allo scadere,
per contenere è ovvio, rubando però loro un calcio propositivo e coinvolgente. Che   ( con tutti danari buttati dalla finestra )  devono sentire più  esclusiva d’Albione  che  d’altri.
Forse non tutti lo hanno notato, ma non è  (abbastanza ) strano che le squadre d‘Albione assentino ( o ribaltino)  risultati, più o meno, allo scadere  o nei tempi supplementari?

GIRONI CHAMPIONS. GRUPPO A: Napoli e Liverpool punti 15, Napoli prima per differenza reti; Gruppo C: Bayern (18)  e Inter (10); GRUPPE Chelsea Milan;
GRUPPO H: Psg Juventus. PROMOSSE AGLI OTTAVI: inglesi 4( su 4), tedesche 4 ( su 5), italiane 3( su 4), spagnole 1( su 4).

PER ESSERE CHIARI. Una volta per tutte: a noi della Premier interessa poco o nulla, i soldi, il gioco. Semmai invidiamo gli stadi, quelli sì, visto che da noi non si può mettere
mano su alcuno. Neppure nella lungimirante  Milano,  prigioniera di un sindaco dall’inutile  nasone senza alcun  tradizionale  fiuto meneghino.
Invidiamo anche la  loro squadra marketing, che  sa vendere fino all’inverosimile ( diritti tivù casalinghi ed esteri, passaggi di proprietà tipo Chelsea etc.) mentre la nostra sa solo  sa solo svendere un patrimonio con pochi pari ( vedi diritti tivù domestici ed esteri, passaggi di proprietà tipo Milan quattro volte meno del Chelsea che vanta due Champions con i danari di Londongrad etc etc ) .
Già adesso cambiamo canale quando l’agenzia Viaggi in Premier  di Sky ( purtroppo non solo) elargisce con zelo da mosche cavalline la  sconfinata ammirazione per un torneo dove  ‘vanno ad affogare‘  tutti quei talenti che noi scopriamo e loro monetizzano; un torneo che quando fa scendere le nazionali in campo non solo non sa vincere ma neppure perdere;  un torneo
che ( almeno in questo momento)  manco vanta il calcio migliore, perchè quello è solo  appannaggio  del popolo calcistico  di  Partenope.

Una volta per tutte: Il Tour è una gran corsa, ma ( per quel che ci riguarda) al pari del  Giro. Chi vince l’uno non può mancare di vincere anche l’altro. Sempre se vuol salire
nell’Olimpo dei più grandi pedalatori di sempre di questa epica disciplina sportiva. Che dopo ( o con ) Giro e Tour possono dirsi immortali.

Una volta per tutte: per noi la ‘rossa‘ è la desiderata apice  dell’auto. Ma se gli impediscono di essere quello che è, di F1 ( e non solo), i suoi amanti,  sparsi in ogni continente,
se ne vanno altrove. Sarà una decina d’anni dove, prima uno, poi l’altro,  cercano di ridurla ( in  gergo)   vetusto ‘ catorcio’. Con ogni mezzo. Con ogni compare di merenda  predisposto all’uopo. Con intricati  raggiri da regolamento piuttosto che con l’audacia del genio che i motori ha nel sangue.
Fino a diventare talmente sciocchi da non chiedersi  che  possono valere i loro tituli se  non rilasciati proprio dopo un confronto (leale)  con la ‘rossa’, Alma Mater della disciplina?
Superata la lunga tirannide del Toto di Vindobona che ( regolamenti alla mano)  aveva ragione sempre lui ecco  l’erede, tal  Christian d’Albione, che ( diversamente)  dall’altro ben più elegante tiene maschera da teatro antico, dapprima sorpresa e afflitta ‘ per insinuazioni  ingenerose’  eppoi ebbra e beffarda per avere gabbato lo Santo ( praticamente) senza pena alcuna.

Si dice che i nuovi proprietari stelle e strisce  della F1 abbiano cercato di abolire le sperequazioni per rendere più credibili le competizioni. Secondo lo spirito sportivo americano in cui bilanciamenti e contrappesi ( telai tutti uguali, Draft System e Budget Cup) garantiscono equilibrio, incertezza e dunque spettacolo. Con un limite di spesa ragionevole, anche per invogliare nuovi costruttori ad entrare nell’agone. Infatti dal 2026, anche l’Audi sarà della compagnia.
E comunque, intenzioni ma non  fatti. Dallo scorso settembre la ‘rosea’ rivelava che era in atto una investigazione della Federazione internazionale relativamente
a due team: Aston Martin e Red Bull. Dopo qualche imbarazzo la Fia confermava l’indagine e anche il suo esito: per l’Aston Martin una violazione procedurale, per la Red Bull
un illecito, definito ‘minore’ in base ad discrimine contenuto nell’articolo del Regolamento finanziario, dove è specificato che le violazioni sono di diversa gravità e pena a seconda
se lo ‘ sforamento‘ sia inferiore o superiore al 5% del budget , fissato per il 2021 a 134 mln di dollari.

Aver definito ‘ minore’ quanto fatto dai ‘ venditori di bibite’ , con tanto di patteggiamento e non di pena, in parole povere, vuol dire che in questo ambito dello  spirito americano hanno
preso quello del selvaggio West, donde per campare bisognava essere solo veloci  di pistola. La risoluzione Fia è stata ( probabilmente)  la più praticabile. Visto che ( diversamente )
si sarebbe dovuto riscrivere  gli ultimi due albi d’oro.
Donde siamo passati da un fenomeno all’ altro , quest’ultimo con prospettiva ( addirittura) epocale , visto che  i legulei al lavoro può  tranquillamente gigioneggiarsi  in pista
in solitaria.  Senza un bullone che si sviti. Senza un avversario che azzardi  un sorpasso. Senza un commentatore che  si chieda il perchè di tanta inesauribile perfezione.
Con l’abituale   fil di voce il  buon Binotto team manager della ‘rossa’  ha sussurrato : ‘ La penalità comminata non solo è bassa, ma non è manco accompagnata da alcuna riduzione del Budget Cap . Noi abbiamo provato ad immaginare cosa si potrebbe fare con due mln in più e ci siamo fatti l’idea che avrebbero un effetto per migliorare il tempo sul giro. Ogni violazione infatti ha un forte impatto con la competitività’.

Come dire: che il controllo della spesa è fondamentale. E che se fatto avrebbe ben altri esiti in pista. Anche  per il feroce  Tulipano .
L’indagine passata velocemente in cavalleria con ammenda  simil ad una multa per parcheggio fuori di posto,  evidenza un’ illegalità latente forse ancora controllabile ma che di certo
ha coinvolto ( almeno) un team,  guarda un po’ proprio quello che va cercando di emulare  la ‘rossa‘,  record su record,  ma senza l’unto degli dei. Sinceramente, a tal punto,
come continuare a dar credito ad uno sport  tanto allettante ma  ormai (solo)  ostaggio di legulei ?

 ( dal 25 ottobre 2022). Non è andata male per le nostre in Coppa. Il Ciuccio più che ragliare spaventa ormai l’Europa e se la ( lunga) sosta pre natalizia
per l’innatural Mundial non cambierà le uova nel paniere, c’è da aspettarsi una bella sorpresa sui campi d’Europa al prossimo fiorire di Primavera.

Anche la Beneamata ce l’ha fatta, con un turno d’anticipo, eliminando un Barca che finito un ciclo dovrà aver pazienza prima di risalir  sulle carrozze di testa del treno su cui viaggiano
le migliori squadre d’Europa. Ce l’ha quasi fatta il Diavolo che, finalmente non ‘derubato‘, ha ripreso a viaggiar con i ritmi suoi consoni. Che, non lo dimentichino gli imbelli illuminati, tutt’altra storia hanno scritto rispetto a chi, per imperscrutabili misteri, ben quattro volte di più è stato valutato al banco pedatorio della perfida ( abile) Albione.  Miserrima fine ha invece fatto la Signora che del suo storico  fascinoso a plomb non conserva manco il sorriso.
Svanito. Come sono svanite le tante aspettative riposte su un tizio che, non si sa come e perchè, della sua trascorsa virtù nulla conserva. Se non un orgoglio incrollabile ma fuor del vaso. Insomma, che altro deve fare questo( strapagato)  che scarso rispetto tiene per la Signora?

CHAMPIONS LEAGUE . Gironi. Riassumendo: inglesi, certe tre, in forse una ( Tottenham); tedesche, certi Bayern e Dortumnd, incerti Eincracht e Lipsia, fuori Leverkusen;
spagnole
, promosso Real, incerta Siviglia, fuori Barca e Atleticoportoghesi, sicuri Porto e Benfica, incerto Sporting; italiane, promosse tre, una fuori ( Juve).
Praticamente non male per le italiane, figlie di un campionato del Menga che ( come predicano gli illuminati) chi ce l’ha se lo tenga. Tre su quattro dunque passano, forse tante quante
le riccone ( con il  cassetto sempre aperto ) di Premier  e le ricche( con il cassetto vigilato ) di Bundes.

EUROPA LEAGUE E CONFERENCE. Helsinky-Roma 1-2; Lazio -Motjyllang 2-1; Fiorentina-Basaksehir 3-0. Fiorentina e Lazio per il primo posto nel girone.

FRASI E QUANT’ALTRO. Qualcuno sbotta stupito ‘ Ma che  Premier e Premier,  in Europa il calcio migliore lo fa il Napoli!‘.
De Maria confessa’ Il mio sogno è tornare al Rosario‘. Con quello che costa per quello che fa, che problema hanno alla Juve di accontentarlo  anche subito?
Perisic per la sua dorata pensione agognava  la generosa Premier e si è accasato al Tottenham. Non è che se la cavi male, ma il problema è che lui sta per uscire dalla Champions
mentre  l’Inter è già agli ottavi. Leao giovin centrattacco scoperta del Diavolo, riconoscente, chiede otto volte di più o se ne va.
E chi se ne frega. Gli hanno mai detto cosa vale la maglia del Diavolo?

Scaroni, Milan. ” Su San Siro stiamo con l’Inter, diversamente lo stadio ce lo facciamo in proprio”. Che tradotto significa: ‘ Qui non si farà mai una mazza!’.

ALTRI SPORT. Dice Bergamini, presidente del Futsal che attende d’essere inserito negli sport olimpici: ‘ Ci vorrà tempo per tornare ai fasti del passato, ma sogno una nazionale con giocatori formati in Italia. Forse ci sarà anche un periodo di lacrime e sangue, ma l’obiettivo è tornare a competere con le grandi del Mondo’.
L’atletica punta a Parigi. Con uno squadrone di giovani che cercano il posto ‘nel club di Jacobs e Tamberi’. In breve, valendo come augurio: Ali, 23 anni, velocità;
Arese, 23 anni, 1500 m; Sibilio, 23 anni, 400 ostacoli; Ala e Osama, 28 anni, gemelli, 3mila siepi; Furlani, 17 anni, alto e lungo; Dalla Valle, 23 anni, triplo ( con lui, Ihemeje e Bocchi);
Dester, 22 anni, decathlon; Battocletti, 22 anni, 5 mila mf; Iapichino, 20 anni, lungo f; Fantini, 25 anni, martello f.

Solite ( e sempre più seguite) meraviglie dal volley meglio al Mondo. Classifica Superlega; Perugia, 12 punti, Cisterna e Trento, 10, Civitanova,9.
A-1 donne: Scandicci, 6 punti, Conegliano, Novara e Milano, 5 punti.

E mentre l‘Audi dal 2026 verrà a dar manforte ai tedeschi in F1, la ’rossa’ vittima d’ogni angheria fa esperimenti per ritrovare lo sprint. Sarà però bene che controlli i maneggi
in alto loco, budget cap o meno, perchè ci sa tanto che sia  più con quelli che si prepara la vittoria che con la galleria del vento.
Con Berettini afflitto da dubbi e malanni, Sinner cerca di ritrovare il sorriso. Impegnato a  Vienna. Dove dopo Garin è impelagato con l’italo argentino Cerundolo. Infine il Greg, anzi,
Greg
 il Magno
, che prepara il ritorno in acqua a Potenza. Carico e riposato. Con in faccia un biennio dove gli sarà concesso di sbagliare poco o nulla.

Ultimo doveroso omaggio alle ragazze del rugby impegnate ( nel più totale disinteresse mediatico) al Mondiale in Australia. Nel girone hanno perso con il Canada,
ma hanno battuto Usa e Giappone. E questo, se paragonato a quel che van facendo i maschi, sarebbe già un trionfo. Ora dovranno vedersela con la Francia, sabato pv. Caso mai  dovessero batterla passerebbero ai quarti, ovvero in un ambito agonistico che manco l’oracolo di Delfi avrebbe vaticinato.  Cara Araba Fenice pensaci tu!

GIRO E TOUR. Presentato il Tour 2023 che più che una ‘ boucle’ sembra un ‘pastore‘ alla ricerca di pascoli alti donde portare i suoi armenti. Tanto per non perdere colpi rispetto al Giro,
unico suo vero antagonista tra la nobiltà  della bici, che di pascoli ( se non sempre  alti)  ne incontra ad ogni pedalata. Risultando oltre che una serie infinita di capolavori d’arte anche una
di quelle fatiche che, a guardare gli almanacchi, nonostante le carezze di folle innamorate, riescono solo a coloro che hanno volo come ( o simile ) a quello  aironi.
Non sarà quindi male andare a dire a Bernal, Carapaz e Van der Poel che se avessero intenzione di scrivere di storia, senza le pagine al Giro sarebbero importanti ma incomplete.

( dal 18 ottobre 2022). Moto, auto, calcio. E’ praticamente tutta qui la settimana sportiva.  Per le moto l’evento è stato siglato dal Pecco che dista  ormai  solo due punti dal suo primo Mondiale in MotoGp.
Per le auto, è stato solito monologo  del Tappen che grazie ai maneggi dei suoi sul budget cup s’ è portato tanto  avanti nei lavori sulla sua  macchina da far apparire  quelle della concorrenza
come ‘catorci terrestri’ difronte  al ’disco marziano‘ approdato da lontani mondi. Se questo è il modo di render credibile uno sport, si accomodino pur i lor signori.
Perchè per quel che ci riguarda due righe dedicate bastano e avanzano.

Di tutt’altra pasta invece è  fatto il Mondiale di Moto Gp. Con due contendenti che praticano la tenzone come cavalieri di re Artù. Infatti tra i tanti eventi  che è   dato da vedere,
quello offerto dal Pecco  detto  Nuvola rossa’ e dal Fabio della famiglia dei Quartarari è il più convincente ed entusiasmante che possa capitare.
Non è ancora deciso, perchè al Pecco manca  poca roba per porre il sigillo definitivo sulla sua definitiva  consacrazione planetaria. Eppure   a  dirla con il senno del poi sarebbe bastata qualche direttiva in più di quelli di Borgo per considerare chiusa l’operazione con qualche gara d’anticipo. Ma tant’è, perchè i due giovani campioni ( per noi diversi e uguali) hanno preferito percorrere sentieri antichi e desueti per portare a termine la disputa  di un torneo tra i più ‘magnifici’ degli ultimi anni.
A questo punto  difficile è saltare  il confronto tra gestione dei Mondiali di  auto e moto. Di là oscure ( e impunite ) macchinazioni sui regolamenti per conseguire il miglior vantaggio
possibile sui gabbati avversari; di qua una trasparenza che onora lo sport, imbarazzando quando si pensa a tutt’ altro.

Nel 250ATP  di Napoli il Musetti batte ( 2-0) l’amico Matteo, in crisi esistenzial-tennistica. Sono ripresi i bei campionati di volley maschile e femminile. Continua a calpestare
il parquet il torneo di basket, che speriamo riesca a produrre una buona compagnia per il buon Pozzecco. Non scontato visto che perfino l’ Armani ci lascia le penne.
Zitte zitte le ragazze del rugby van facendo al Mondiale quello che i maschi sognano da una vita. Intanto sono passate ai quarti dove dovranno vedersela con la Francia, che dovesse abbassare le ali le condurrebbe in un Olimpo mai esplorato da maglie azzurre.

Per il calcio, Spalletti  passa anche su Mou Mou, mentre il Milan travolge senza se e ma le  oscure  mire del Berlusca e l’Inter si salva in extremis. In settimana tornano le Coppe. Decisive per nostre rappresentanti che tanto possono salvo ( protette come sono) eventuali furti ( e prepotenze) sempre in agguato. Ma hanno visto solo Zaniolo ?

OLTRE LA CRONACA. Che Andrea Abodi ( nella ph ) sia stato nominato ministro dello Sport, al di là delle fazioni in campo, è certamente una buona notizia.
Che vista la sua specializzazione sport marketing a quei pasqualotti che vanno cedendo il nostro calcio tra i due o tre più titolati al mondo come come  una ciofeca umiliata dagli spendaccioni che dal golfo alla steppa si sono impossessati della perfida Albione per elargire anche al portator di borse  cifre senza fondamento alcuno.
Tipo quella del Chelsea passato di mano con una valutazione quattro volte il Milan, senza far capire in giro come mai tanti danari al russo ’ figliolo’  dell’altro russo che  va  terrorizzando  l’Europa. Il Milan nomata ‘ squadra del secolo‘, il Chelsea che prima del russo manco le orecchie  teneva in bacheca della grande Coppa. 

Abodi speriamo sia decisivo per la costruzione di nuovi impianti. Anche in tempi da tregenda, dopo il Covid e adesso segnati ( proprio) da quei russi che trasferiti armi e capitali si sono accasati nella loro  esclusiva Londongrad, non indagata ma libera e gioconda.  Speriamo negli impianti perchè al di là del calcio fatto di intensità e corsa che a noi s’addice poco o nulla, al
di là di riforme che sarebbe impellenti, al di di là di vivai troppo spesso negletti, quel che ci ‘distacca’ dalla danarosa Albione sono soprattutto gli impianti.

Sarebbe ben venuta l’organizzazione di ( almeno) un Europeo. Stiamo nel frattempo con Ronny il Fenomeno, quello vero, che non dimentico della sua storia dice: ‘L’Italia ha tutto
per tornare grande’. Certo, ma se mettiamo  ‘ uomini ( e donne) giusti ( e) al posto giusto‘. Parafrasando Ronny: ’ Ad Abodi, che manca per essere uno di questi‘ ?

ANDREA ABODI

( elaborato da Wikipedia) Andrea Abodi (Roma7 marzo 1960politico e dirigente d’azienda italiano.

Si laurea alla LUISS in economia e commercio, si specializza nella gestione industriale dello sport e nello sviluppo di attività di sport marketing. Ha iniziato la carriera manageriale nel 1987, ricoprendo fino al 1994 il ruolo di direttore marketing della filiale italiana della multinazionale statunitense IMG - International Management Group. Dal 2002 al 2008 è stato consigliere
di amministrazione per CONI Servizi Spa.

E’ stato presidente della Lega nazionale professionisti Serie B e consigliere federale FIGC dal 20 luglio 2010 al 6 marzo 2017.

Nel 2013 ha promosso la nascita di B Futura (della quale è stato Presidente fino al 2017), società di scopo della Lega B dedicata allo sviluppo infrastrutturale, che in pochi anni ha dato vita
ad otto progetti di nuovi stadi, oltre ad aver sottoscritto con Invimit Sgr (società il cui capitale è interamente detenuto dal MEF) e l’Istituto per il credito sportivo un protocollo operativo per la creazione di fondi dedicati allo sviluppo dell’impiantistica sportiva nell’ambito di progetti di riqualificazione e rigenerazione urbana.
Il 16 ottobre 2017, con decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri, è stato nominato presidente dell’Istituto per il credito sportivo, banca sociale per lo sviluppo sostenibile dello Sport e della Cultura e, conseguentemente, presidente del Comitato di gestione fondi speciali, organismo in gestione separata all‘Istituto, che amministra per conto dello Stato il fondo di garanzia e il fondo contributi interessi per lo sviluppo delle infrastrutture sportive, nonché il fondo cultura, con i comparti di garanzia e contributi in conto interessi, per gli interventi di salvaguardia e valorizzazione del patrimonio culturale.
Dopo esser stato per buona parte del 2022 ritenuto il candidato più ideale per guidare l’organizzazione dei Giochi olimpici invernali di Milano-Cortina 2026, per Abodi
si è  aperta una strada nel cuore della politica nazionale. Il 21 ottobre 2022 è stato nominato Ministro per lo sport e per le politiche giovanili nel governo Meloni.

 

SQUALI A FACOGLIONI. Dice l’esperto di mercato a Sky: ‘ Leao è in trattativa rinnovo con il Milan . Forse il più giusto per lui che deve ancora crescere e confermarsi.
Poi, se crederà, com’è giusto, potrà anche lui volare in altre più ambiziose ( ricche)  squadre del Vecchio Continente“.

Com’è giusto, che? Ecco qua un altro caso in cui il Vecchio Milan scopre e valorizza un talento a pochi noto ed ecco apparire sulla soglia di Casa Milan nonni, padri, fratelli,  zii,
amici e amiconi, avvocati e procuratori ( più o meno legittimati) a chiedere ‘ il possibile e l’impossibile’ senza minimamente preoccuparsi di  andar stravolgendo le regole di un gioco che se continua a tirar la corda come va facendo  non si sa come  potrà  continuare a riempire stadi e a incrementare audience .
Soprattutto nella solatia Italia di dirigenti e addetti alla Gravina afflitta? Anche perchè, un po’ dovunque,  il divario tra ‘ addetti’ e ‘ sostenitori’  s’è talmente allargato da far apparire
chi va ‘ in campo’ e chi sta  ‘ fuor del campo‘  due mondi che ( ancora)  si frequentano senza ( più ) identificarsi.

Vero è che qualche manipolo di tifosi chiede ogni anno ai suoi dirigenti  la luna nel pozzo. Ma costoro chi  rappresentano dei milioni di ‘fans‘  del pallone che di questo pallone avido,
fisico e non più creativo, cominciano  ad avvertire  disgusto  e usura?
Intanto continuano a cantare imperterrite le folle nei moderni stadi d’Albione, abbagliate dai danari che mandano in campo indefessi pedatori venduti come purosangue e senza laude europea, come gli spendaccioni  City e Chelsea, il primo ancora senza Coppa dalle grandi orecchie   nonostante l’ esborso di danari del suo Paese e il secondo vincitore solo due volte grazie a ( mai indagati ) capitali di un russo ‘creatura’ di quell’altro  che ha riportato sull’ Europa  l’orrore della guerra,   ’ liquidandolo ‘ per giunta con una  ‘ buonuscita’ di 4,5 mld ,
manco riconoscibile ad una  noblesse mondiale come Milan Inter  valutata assieme ( 16 finali in 67 Champions) .
Dalla buonanima della Uefa per la quale il buon Ceferin va chiedendo il rinnovo della carica, si sa, che c’è sempre meno da sperare. E così da quella della Fifa. Che questa volta s’è permessa
finanche di concedere  un Mondiale   pre natalizio agli spendaccioni del Golfo,  magari con  la prospettiva ( non ancora esplicita) di renderlo fisso  ‘a ferro caldo ’ subito dopo, più o meno negli stessi paraggi, e perchè no? durante  le cristiane festività di Natale o Pasqua.
Comunque  imponendo  una  ‘sospensione’ ai singoli campionati europei di circa due mesi. Che se non è ‘ calar di braghe’  cos’altro è? A giochi fatti in tanti  lamentano ( invano)  i  mille
e non semplici problemi che l’anomalo Mondiale va creando ai campionati europei, quelli che contano, cercando inoltre di capire dove  va parando  il disinvolto e incontrastato agire altrui .
Se non altro per ( salvare) quel che c’è del  nostro e non trovarsi di punto in bianco  sotto gli zoccoli  dell’altro.

In tanti, a più livelli, invece di  adoperarsi per meglio vendere la nobile Serie A  preferiscono, imbelli come sono,  farla declassare a  t0rneo del Menga. Un poco Baggina, un poco Oratorio.
Dove l’ospite, spesso sconosciuto, dapprima cresce e lautamente mangia nel suo piatto per poi , al primo tintinnare di danari foresti,  sputarci dentro. Senza alcun riguardo o remora.
Come fece il nostro Gigio e come va facendo il giovin centrattacco portugheise. Tra gli applausi degli illuminati.
Dimentichi una volta di più che  ad alimentare la fortuna del gioco sono ‘robe’ da lor ritenute obsolete  come  i sentimenti, i valori, le bandiere. Che il calcio ( tra gli altri sport) rende
( meglio) metafora di vita. E che vita è se a dettarla sono ( soprattutto)   squali  e facoglioni  ? Per fortuna, obliati  in fretta.

SCHEDA.

(  Wikipedia) Rafael Alexandre da Conceição Leão, noto semplicemente come Rafael Leão (Almada10 giugno 1999), è un calciatore portoghese di origini angolane,
attaccante del Milan e della nazionale portoghese.Cresciuto nello Sporting Lisbona, con cui ha esordito e vinto una Coppa di Lega portoghese (2017-2018), nel 2018
è passato al Lilla. Dopo una sola stagione con i francesi viene acquistato dal Milan, con cui ha vinto un campionato italiano (2021-2022).
A livello individuale, è stato nominato miglior giocatore della Serie A (2021-2022) e migliore calciatore assoluto AIC (2021-2022).

Oltre ad avere buona tecnica individuale. Può essere impiegato da prima o da seconda punta o da esterno d’attacco con la medesima efficacia, anche se egli stesso ha affermato di trovarsi
più a suo agio sulla fascia sinistra. Ha dimostrato di essere un buon finalizzatore nell’uno contro uno con il portiere, nonché un ottimo uomo-assist. Per le sue caratteristiche è stato paragonato a Pierre-Emerick Aubameyang, ma soprattutto a Thierry Henry.

COMMENTI.

( da Il Giornale.it) Il futuro di Rafael Leao sta assumendo sempre più i contorni di un telenovela. L’appuntamento a Casa Milan di ieri inizialmente previsto nel primo pomeriggio
è slittato di qualche ora, ma alla fine si è tenuto intorno alle 19. Alla presenza soltanto dell’avvocato Ted Dimvula, ma col papà dell’attaccante assente.
Un summit interlocutorio che non ha prodotto la svolta tanto attesa. Servirà tempo. Sullo sfondo resta l’interesse delle big europee Chelsea, Manchester City e Psg, pronte all’assalto
nei confronti del numero 17 rossonero e in grado di garantire uno stipendio da 10-12 milioni netti a stagione.
A tenere banco anche la questione riguardante la multa da pagare allo Sporting (19,5 milioni) e l’intrigo di una doppia procura firmata dal campione portoghese. Insomma, gli ingredienti
per un thriller mozzafiato ci sono tutti. Ma andiamo con ordine. Il Milan sta lavorando al rinnovo fino al 2027 con adeguamento dello stipendio dagli attuali 1,8 a 5,5 milioni più bonus. Basteranno? Vedremo.
A complicare la vicenda ci sono appunto diversi fattori. In primis la doppia procura che coinvolge il campione lusitano (premiato miglior giocatore della Serie A al Gran galà del calcio e meglio piazzato del nostro campionato nella classifica del Pallone d’oro col suo quattordicesimo posto). Da un lato Dimvula, dall’altro lo storico agente dell’attaccante Jorge Mendes, tra i procuratori più potenti e influenti al mondo. Uno di quelli che non si fa mettere facilmente da parte.
E tantomeno conviene tagliar fuori. Ecco perché il Milan non vorrebbe inimicarsi mr Gestifute, soprattutto in chiave futura considerato il ricco parco giocatori della sua scuderia. Per la Fifa è in vigore la prima procura firmata in ordine di tempo, ovvero quella intestata all’avvocato francese. Peccato che Leao continui ad ascoltare Mendes. Che a oggi legalmente non vanta titoli ufficiali per rappresentarlo, ma la cui presenza resta ingombrante.
Dimvula intanto si è presentato ieri alla dirigenza milanista, palesando una prima richiesta di uno stipendio da 7 milioni netti più 1 di bonus a stagione per Leao con pagamento di metà della multa (l’altro 50% sarebbe a carico del Lille). Da non trascurare neppure il ruolo del padre del calciatore, molto attivo nelle contrattazioni. In casa rossonera ormai hanno fatto l’abitudine ai papà protagonisti delle telenovele di mercato: dall’ingegner Bosco Leite che ogni anno bussava a denari per adeguare il contratto di Kakà ad Alfonso Donnarumma
che con Mirabelli confezionò il rinnovo di Gigio nel 2017 tagliando fuori dai giochi un certo Mino Raiola.
Tra l’altro non sempre i genitori hanno gli strumenti tecnici per maneggiare situazioni così importanti. Ne sa qualcosa Neymar, accusato di appropriazione indebita nell’affare che portò al passaggio dal Santos al Barcellona nel 2013. Nella deposizione la stella del PSG ha svelato: «Era mio padre che si prendeva cura di tutto. Io firmo solo quello che mi dice di firmare».

 

 

( dal 17  ottobre 2022). Fine settimana con qualche sussulto. Nella politica con gli screzi tra vecchi e nuovi; nell’economia, per via di quei rincari assurdi e imprevisti che stanno
mettendo fuori gioco ( senza che nessuno o quasi provveda)  non poche piccole, medie e grandi imprese; nello sport, per via delle lacrime della Paoletta a nostro dire più stupidamente insultata che apprezzata per il notevole contributo ( comunque ) dato  alla causa del volley femminile azzurro.

Volley femminile piazzato al terzo posto mondiale, dopo il 3-0 inferto alle statunitensi. Ma dietro alla Serbia ( campione) e al Brasile ( vice).
Non intendiamo perderci nei meandri social e neppure di sostegno ideologico, anche per noi il ‘ caso’ è semplice. Nelle partite ‘ che contano’ la nostra Paoletta ha un poco esitato, con qualche sparata fuori di troppo e che ha consentito    alla più navigata e dotata   Gabi  di portare le sue verdeoro a ( invano) contendersi l’iride contro l’ancor più navigata e dotata Boskovic.
In casi come questi basta il coach a districare la matassa, anche perchè se  l’avesse alternata come fa normalmente con tutte le altre ( forse) non sarebbe andato ad intaccare quei delicati meccanismi di squadra che, nel caso nostro,  avessero funzionato come nelle corde,  in finale approdavano le nostre ragazze  e non le ( fin a quel momento occultate ) brasiliane.
Dunque, per la Paoletta, se i tanti soccorritori giunti ad asciugarle le lacrime non l’aiutano a smarrirsi  dentro cunicoli che ( anche da noi )  poco hanno più a che fare  con razzismo,
genere, provenienza, potrà crescere.
Non necessita di tanto. Ma solo  di quel poco che,  al momento, nelle partite ‘ che contano‘, sinceramente,  ci pare non le consentano  d’essere  implacabile come quell’ altre due
o tre aquile contendenti  in circolazione .

E non si ponga dubbi sull‘Italia, troppo vetusta e magna. E neppure sul volley azzurro, sempre pronto ad accoglierla ma anche a ravvedersi e a rigenerarsi.
Come ha gioiosamente  dimostrato mastro Fefe, qualche tempo fa, lasciando  a casa monumenti che tanto hanno dato al volley azzurro ma reclutando giovani che manco giocavano titolari nelle loro  squadre  eppur tanto baldi e  preziosi da consentirgli di salire sul tetto di un mondo che ama schiacciare  la palla  oltre la rete.

PAOLA EGONU. Di famiglia di origine nigeriana, è nata a Cittadella il 18 dicembre 1998. Giovanissima ha vestito la maglia del Cittadella, passando poi in squadre prestigiose.
Dopo gli ultimi tre anni trascorsi in Veneto al Conegliano ha firmato per il  VakBank , ricca  squadra turca. Il percorso azzurro iniziato nel 2015 ( nonostante la giovane età) è  tra i più prestigiosi, vantando tra l’altro  un oro nell’Europeo 2021 e un  oro nella Nation League 2022. 

Ribaltone fatto in MotoGp. Infatti, il nostro Pecco che solo qualche mese fa distava dal ( metà) nostro Fabio dei Quartarari oltre 90 punti ha compiuto il sorpasso, di 14 punti,
non una certezza ma neppure un segno insignificante  a due sole  gare dal termine della contesa iridata. Bella, avvincente.  Fin qui combattuta secondo i sempiterni codici della cavalleria sportiva, ancor vivi e vegeti in quel di Borgo, che volendo, con quella ‘nuvola rossa’ che spadroneggia sul campo,  potrebbe anche ‘ proteggere’ in lungo e in largo  il suo numero uno.

Il buon Viviani ha chiuso con l’inno degli Italiani il mondiale di ciclismo  su pista disputato a Parigi. I nostri, risorti  nonostante che l’unico velodromo esistente sia chiuso per lavori,
si sono portati a casa quattro ori e tre argenti. Praticamente il secondo posto tra le nazioni partecipanti, dietro solo ai Tulipani che la bici si portano anche in camera da letto. Ora che dire a  chi da tempo ha smesso di credere ai miracoli ?

CalcioNapoli sempre in testa nel campionato più vario e difficile, dove ritrovano le giuste misure Inter e Juve e vince anche il Milan. Che martedì 25 ottobre tornerà  in Coppa, e furti permettendo, prima con la Dinamo a Zagabria ( 25 ottobre) e poi a San Siro con il Salzburg ( 2 novembre),  potrebbe ipotecare il passaggio del girone, già certo per il Napoli e ora possibile per l’Inter.

 ( dal 1o al 16  ottobre 2022). Partenza flop del nuovo Gobierno che per l’elezione di La Russa al Senato deve ricorrere ad una trentina di voti prestati dall’opposizione visto che il matusalemme  padre-padrone di Forza Italia per vendicare qualcuna delle sue donne ha pensato bene di negare alla maggioranza  i suoi voti. Se il buon giorno si vede dal mattino, che altro possiamo fare se non   invocare l’antico ( e speriamo ancora  vivo e vegeto) Stellone italico per cavarcela ancora una volta?

E comunque traslando dalle solite ambasce del presunto  mondo politico, rallegriamoci con qualche buona notizia che arriva dal mondo dello sport.
Intanto, partendo dal calcio di Coppa, per chiedere al buon Gravina se tra le mille cose che annuncia e non fa c’è anche quella di guardare, ogni tanto, mica sempre, come gli arbitri trattano le nostre rappresentanti. Non gliele  citeremo tutte, perchè sarebbe un esercizio lungo e noioso, ma  una sola : quella del  vecchio Diavolo, da oltre un secolo  sui campi d’ Europa  sempre onorati del suo  calpestare e oggi  maltrattata a piacimento dal solito anonimo arbitro che mai  manca, inviato ( e protetto) all’uopo  non si sa da chi e perchè.
Una volta gli tolgono dalla rete un gol regolare, un’altra gli espellono un difensore con tanto di rigore annesso per  un fallo non commesso.
Non abbiam prove per dire se nel calcio come nella Formula 1 a decidere il risultato ( o meglio, il destino)  di questo o quello siano o meno i regolamenti da qualcuno indebitamente amministrati o fatti amministrare. Abbiamo solo dei sentori,  talvolta più forieri del parere degli illuminati che davanti a cotanti ( e insistiti) maneggi, ovviamente, sorvolano.

In breve, mancando due partite per completare il primo turno, questa la situazione delle nostre squadre: Napoli ( 12 punti) già qualificato, probabilmente al primo posto del suo girone; Inter,  con  il pari stretto stretto  al Camp Nou, ad un passo dalla qualificazione anche con la  vittoria ( a San Siro ) sul Pizen;
Milan, in ambasce per via dei furti perpetrati ( e impuniti) e tuttavia  ancora in gara per il passaggio del turno se batte ( almeno) la Dinamo Zagabria ( fuori casa) e fa una pari con
il Salzburg ( in casa); Juve, invece, appesa al ( clamoroso) miracolo, anche se (  dicevano i saggi) chi è causa del suo mal pianga solo sè stesso.

PUNTEGGI UEFA. Nonostante il Milan più volte derubato, in quattro  giornate  le rappresentanti del campionato detto del Menga hanno segnato una media di 6,5 punti.
Sotto la Premier ( 4 squadre ) con 8,25 punti e la Francia (  2 squadre) con 7 punti, ma sopra la Germania  ( 5 squadre) con 6,4 punti e la Spagna ( 4 squadre) con 5 punti.

 

ALTRE SODDISFAZIONI. Più luci che ombre. Con cinque amiche per un altro oro, l’ottavo della pista femminile. Ancora nell’inseguimento a squadre, davanti alle britanniche.
Questo il quartetto  sceso in pista per l’impresa iridata: Fidanza, Consonni, Balsamo, Guazzini.
E mentre l’analogo quartetto al maschile ( con il magico Pippo dentro) s’è  dovuto ‘accontentare’ dell’argento ( sempre) contro britannici, Rachele Barbieri, 25 anni, ha ottenuto una prestigiosa medaglia d’argento nell’eliminazione andata all’imbattibile Kopecky.
I successi in pista ( finora, due  ori e due argenti) non devono far dimenticare quelli ottenuti su strada durante l’anno in corso dalle nostre ragazze: Trofeo BindaBalsamo), Gand, Amstel, Freccia Vallone  Cavalli), Roubaix  ( Longo Borghini). Speriamo, a breve, di poter celebrare   altre vittorie, anche  al maschile.

La vera Virtus, con le magie di Teodosic, mette ko il Bayern: ora tocca a Milano contro AlbaMusetti show a Firenze, già ai quarti contro McDonald. E’ tempo di Coppa America,
con il muletto di Luna Rossa fatto scendere in acqua a Cagliari per preparare la sfida contro New Zeland che, nel 2024, sarà a Barcellona.

Due duelli. Il primo finito male, il secondo tutto da svolgere. Il primo ha inteso le ragazze del volley che, gran favorite al Mondiale, sono state spazzate via senza tanti complimenti
dalle agguerrite  Gabi verdeoro debitamente occultatesi fino alla prova del nove. Grazie a non pochi nostri  errori.
Il più incisivo, a nostro avviso, quello di non avere cambiato a tempo debito chi doveva o non doveva  stare in campo, Paoletta compresa, che più volte passando dalle stelle alle stalle
eppur  tenuta sempre e comunque in campo,  ha finito col destabilizzare  la compagne. Non incisive come avrebbero potuto. Ora l’iride ( titolo di migliore giocatrice al mondo annesso ) che altro potrà risultare  se non una singolar tenzone  tra le implacabili Gabi e Boskovic ?

Il secondo duello che riguarda la MotoGp  è tutto in fieri. Al momento si è spostato al Gp Australia sull’originale pista di Philips Island. L’un contro l’altro armati resterebbero,
con gran rispetto per gli altri, il nipote  dei Quartarari e il Pecco prediletto dell’Academy.
Distaccati tra loro di appena due punti. La settimana prossima il duello transiterà a Sepang, in Malesia, per esaurirsi poco oltre a Valencia, in Spagna.

 

( dal 9 ottobre 2022). Formula 1. Un altro titolo, tante ombre. Intanto quella, banale ma significativa, del Gp del Giappone chiuso con il Tappen davanti
e il Carletto dietro, ma con quest’ultimo penalizzato e retrocesso alla velocità della luce quando per una ben più grave infrazione nel giorno prima del Tappen è stata bellamente ignorata.
E non solo perchè al termine della gara la solita combriccola Fia ha cambiato idea sui punti da assegnare, non più a metà ma per intero.
Consegnando al Tappen, che a trattarlo così non  merita, un altro dei suoi titoli in sospeso che, a questo punto, diventano più un ‘ caso’ che altro. Senza contare le risultanze su quel  Budget cap che, a questo punto, altro non potrà essere che la solita pagliacciata in favore del più forte  al momento, un tempo il Toto di Vindobona e ora il conterraneo ‘ venditor
di bibite
‘ il quale più che d’auto a  maneggiar regolamenti s’intende.

Spiace ma a queste condizioni, per quel che ci riguarda, l’iride del Max varrà per chi indebitamente gliela consegna e non già per  tutti gli altri che,  avendo sopportato già abbastanza negli anni appresso, che altro devono fare se  non abbandonare in toto ( e   una volta per tutte)  chi ( per cacchi suoi) sta rendendo la F1 una farsa e  la ‘rossa’   un ‘ catorcio’ ?

Fine settimana d’eccezione. Con il Lombardia, per il Fausto il vero campionato del Mondo, andato ( per la seconda volta di seguito) al  giovane che non conosce stanchezza nomato  Pogacar e che attendiamo al Giro;  con il Pippo salito nell’Empireo dei grandi cronomen di tutti i tempi, con con quel 56,792 km ora che darebbe circa 10 km di distacco al ‘ Cannibale‘ e con le ragazzole del volley che di far da ‘ speranze deluse’ non ne vogliono sapere.
Hanno inflitto un altro  3-o alle cinesine, che si ritroveranno però davanti nei quarti. Praticamente per dar corso ad una sfida senza fine, con l’amabile Paoletta che sembra ritrovata dopo
i ( troppi) omaggi  fin qui fatti alle avversarie.

Per il calcio, gran festa del Diavolo in uno stadio che trasuda storia, la più gloriosa d‘Europa. Con due gol assestati alla Signora pilotata da un Allegri sempre più fuor dal vaso, che se non la rendono futura ospite dell’altra pagina della classifica certamente la relegano in una posizione di insolita marginalità.  Da martedì arrivano le Coppe. Mentre sono stati sorteggiati i gironi dell’Europeo, con l’Italia del Mancio di nuovo in compagnia di Albione e Macedonia del Nord, con l’aggiunta di Ucraina e Malta.
Essendo entrati nei quattro finalisti di Nation League dovremmo avere il diritto ai  play off.  Tre gli Europei vinti da Germania e Spagna, seguiti da Italia e Francia (2).

LA SERIE A SI GIOCA IL FUTURO. La Lega riapre la partita dei fondo e del canale autonomo. Una strada obbligata. Il divario dalla Premier è insostenibile ( e insopportabile), mentre dobbiamo stare attenti anche a LigaLigue 1 e ( ovviamente) agli Alemanni, pronti a perderci di vista. Sul tavolo della Lega sono pervenute ( al momento) due manifestazioni di interesse:
la prima attribuita ad una cordata con a capo Carlyle e la seconda promossa da Scarchlight Capitale.

La prima proposta si baserebbe su una media company a cui la Lega dovrebbe apportare i propri diritti media. In cambio in tempo di pre pandemia era stato un assegno da 1.7 mld, mentre
ai fondi sarebbe andata in cambio una quota del 10% della media company, ma di fatto il controllo della governance aziendale. Anche nella manifestazione di interesse di Love For Football si fa riferimento alla possibilità di acquistare una partecipazione  di minoranza ( inferiore al 10%) mediante una iniezione di cassa.
La seconda manifestazione di interesse ha invece un profilo differente.
Il fondo americano ha offerto alla Lega 940 mln di minimo garantito ( 2,8 mld a ciclo) per negoziare per conto della Serie A , piazzando il prodotto su più piattaforme.
Searchling Capital
 vorrebbe avviare quanto prima le trattative con la Lega, per evitare lungaggini.
Alle quali i soliti ‘ rompi‘ come Adl e Lotito affidano i loro ‘sogni’,  che desidererebbero   una sinergia tra Serie A e colosso di Cupertino, il quale  dall0 scorso anno ha iniziato ad investire sui diritti tivù sportivi per alimentare la sua piattaforma streaming. I due ‘rompi’ hanno ( ovviamente ) spedito al mittente le proposte dei fondi.
Le discussioni andranno  avanti. Il 21 ottobre se ne parlerà in assemblea. La scadenza del 16 dicembre, quando scadrà il termine per versare imposte e contributi 2022 sospesi per emergenza Codid, potrebbero accrescere i problemi legati alla liquidità. Insomma, o ci svegliamo o finiremo, parafrasando  l’illuminato del network  regionale, ‘  un campionato del Menga, di cui dovremo  farcene una ragione!’.

Intanto in  Spagna la Liga ha ratificato il progetto con Liga Impulso che porterà a 32 squadre ( Madrid e Barca si sono opposte all’intesa)  1,9 mld. A marzo 2022 sempre Cvc
ha vinto il bando promosso da Ligue 1, anche qui tramite media company alla quale è stato ceduto il 13% con in cambio 1,5 mld di euro. Anche la Bundes ha ripensato la sua avversione ai fondi, con l’intenzione  di cedere ora diritti tivù  nazionali e internazionali per ricavi attesi intorno ai 3,5 mld.

 GUERRA IN UCRAINA. Che passare una vita al Kgb servisse più ad imparare come ammazzare bambini ci può stare. Non altrettanto però si può dire per uno che  ha trascorso una vita al Kgb per voler emulare lo zar Pietro. Quello Grande, e più terribile, padre della grande madre Russia. Che di guerra ( e d’uomini) meglio  s’intendeva.
E infatti, il Tizio, nonostante continui a sbottar  minacce nucleari che recherebbero più danno a lui che ad altri,  sul campo di battaglia va mostrandosi peggio quell’Adolf che riuscì nell’impresa di trasformare una irresistibile armata in un coacervo di vinti in ingloriosa fuga.
Si dice infatti che gli  Ucraini, gente pacifica ma all’uopo  gran combattenti, stiano ripagando le ( incomprensibili) mire una ad una e con gli interessi.
Ultimamente, anche con l’attacco al ponte in Crimea. Simbolico, di matrice ancora incerta, ma che potrebbe  cambiare gli equilibri della guerra in Ucraina. Il ponte di Kerch , il più lungo d’Europa, è l’unica infrastruttura a collegare la Russia con la Crimea.

( dal 4 ottobre 2022). Dove si nascondono quel tal commentatore e i suoi compagni da merenda ospitati in  quel  network che gira
per il Belpaese  cercando di convincere che il nostro è ‘calcio di passaggio’, un poco Baggina, un poco Oratorio,
sdegnando  il dolore  non rassegnato  del poeta
 ‘ Piangi, ché ne hai tutte le ragioni, Italia mia, poiché fosti regina, e ora sei un’umile serva.
Perché, perché? Dov’è la forza antica, dove sono le armi e il valore e il coraggio? Dove sono i tuoi figli?  Per quale scopo la gioventù italiana combatte?
O numi, o numi: combattono per un’altra terra le armi italiane’.

Che potrà suonare anche lontano, ma che il solito fondo di verità conserva. Visto che non sono pochi quelli a cui in democratico consesso vien permesso di fare e dire  tutto e il contrario
di tutto. Perfino  di remare in senso inverso recando danno. Anche perchè, diciamocela tutta, chi imbelle nasce non sapendo realizzare preferisce distruggere.
E questo, in buona sostanza, si va facendo anche in uno sport che per gli Italoi non è solo sport  ma metafora di vita, donde non si può accettare di cadere senza rialzarsi.
Magari più forti che pria. Come? Intanto, sloggiando dirigenti incapaci e corrotti, scegliendo chi sa vendere e non svendere, chi sa commentare e no; inoltre, puntando sui nostri vivai e adeguando stadi e impianti alla moderna bisogna.
Vedere il buon Ciuccio che sbaraglia con i suoi semisconosciuti pedatori  i maestri della pelota ( 36 Eredivisie, 4 Champions, 1 Uefa e 2 Intercontinentali) se non è l’atteso segnale di riscossa poco ci manca. Che sale però ancora una volta  dabbasso, non scende dall’alto, donde hanno preso l’abitudine di foraggiarsi  soggetti che ( anche solo cambiando canale) perchè tardar a  spedire presso altri lidi? Infatti chi può accettare che un torneo per decenni ‘ regina’ del calcio mondiale possa sopravvivere  per incapacità altrui  qual ‘ umile serva’?

I NOSTRI RISULTATI. ( 4/5 ottobre) Ajax-Napoli 1-6; Inter-Barca 1-0: Juve-Maccabi 3-1 ; Chelsea-Milan 3-0.
ALTRI RISULTATI IN SINTESI. Premier, tre vittorie un pareggio; Serie A tre vittorie una sconfitta; Bundes, 2 vittorie, un pari, una sconfitta; Liga, tre sconfitte una vittoria.

L’ALMANACCO. Albo d’oro Coppa dei Campioni/Champions: 65 le Coppe assegnate, con 27 volte  italiane finaliste. Il Milan ha vinto 7 Coppe, l’Inter 3, la Juve 2.

MONDIALE VOLLEY FEMMINILE. Le avevamo avvisate, ‘ calma e gesso’, ma come sempre a Cassandra non si dà retta. E così le nostre ‘strafavorite’ per il Mondiale di volley
hanno conosciuto il veleno delle verdeoro  sconfitte in estate ma debitamente occultatesi per compiere la  ‘vendetta’ dell’anno, che infatti ( grazie anche al nostro inusitato parlare con il vento) non hanno mancato. Infatti le nostre hanno  lasciato  in un rocambolesco tie break buona parte  delle loro intese, e attese, anche perchè, a dirla tutta, s’è avuto il sentore che la  Paoletta già abbia iniziato a trasferirsi con armi e bagagli nella milionaria Istanbul.
Non abbiamo dati certi in mano, ma l’impressione lasciata è che ( tra batture, schiacciate, muri e ricezioni  ) abbia ‘omaggiato ‘ più punti lei al monumento Zè Roberto
che le sue più fedeli imberbi. Allora, perchè non cambiarla? Magari per non smarrire  anche le altre?
Ora ci attendono: Giappone( mercoledì 5), Argentina( venerdì 7) e Cina( sabato 8). Certo è che non si potrà più sbagliare, anche perchè Boskovic e alleate non attendono altro
che  affondare anche  le loro  lame nel disturbato cuore delle nostre. Che sognano dal 2016 di diventare le più forti, ma che al momento ancora non sono.

Ritorno in campo post prima sconfitta con il Giappone, battuto 1-3. Ora l’Argentina.

REGOLAMENTO. Al termine della seconda fase le prime quattro di ogni gruppo giocano i quarti con abbinamenti 1-4 e 2-3, con le vincenti che si affronteranno in semifinale.
Le vincenti di ogni pool ( polacco e olandese) disputeranno poi la finale per l’oro ad Apeldoorn, sabato 15 ottobre.

CURIOSITA’. Un anno dopo Tokio. Italia regina d’Europa nel medagliere dei primi dieci Paesi. Tanti i podi continentali, con Jacobs, Tamberi e nuoto da favola. Ganna sta per tuffarsi
( per noi dopo Coppi, Baldini e Moser) sul record dell’ora. A 25 anni, in Svizzera. Tornano le Coppe europee anche nel basket, con Milano e Bologna al vertice.

Continua la farsa  Red bull indagata per il budget cap 2021. Dicono che rischi multe, perdita punti o limitazioni degli sviluppi.
Praticamente degli sgarittoli, perchè una multa ( per quanto alta) equivarrebbe ad una sanzione da macchina fuori posto al parcheggio, i punti sottratti sarebbero come al solito simbolici
e gli sviluppi ormai ininfluenti  tanto più che sarebbero (già?) stati fatti e ( indebitamente?)  appllicati.
Intanto domenica 9 ottobre si corre a Suzuka il Gp Giappone, diciottesimo round sui ventidue del campionato 2022.  Il Tappen potrebbe  essere nominato campione.

 ( dal 30  settembre 2022). Tanti eventi. Per noi e non solo per noi. Cominciamo dal volley impegnato nel Mondiale femminile,
dove le nostre ragazze con cinque successi su cinque sono passate come prime del loro girone.
Le aspettano gli ottavi contro Brasile, Cina e ( se non andiamo errati) Argentina.  Squadre da non sottovalutare, affatto, esperienze come quelle recenti della pallanuoto maschile ( un rigore dato ai padroni casa all’ultimo secondo) e femminile ( uniche a battere la Spagna poi vincitrice) insegnano. talvolta è meglio nascondersi piuttosto  che esporsi come le più forti. Soprattutto dove ci sono arbitraggi in essere.

Indietro con il tennis, dove da due possibili finalisti azzurri al 250 Atp di Sofia siamo passati a due esclusi azzurri. Qui, ovvero dalle nostre parti, prima di attaccar etichette, non sarà meglio aspettare che i giovani maturino senza fretta, evitando che da predestinati possano diventare mezzecalzette in un battito di ciglia?
Avanti invece  con le moto dove i nostri nel Gp Thailandia le hanno suonate un po’ a tutti: nella Moto 3, con Foggia; nella Moto2 con Arbolino e nella MotoGp  con un filotto di Ducati nelle prime cinque, tra le quali quella del Pecco che ha ridotto a soli 2 punti il divario dal ( meritevole) capoclassifica Quartararo.
Praticamente riaprendo alla grande il Mondiale, atteso alle ultime tre prove.  Che alla Ducati hanno deciso di affrontare nel pieno rispetto della lealtà sportiva, come ben s’ è visto con Bastianini e Miller, in Thailandia secondo dietro  Oliveira ma davanti al Pecco, tenuto ( nonostante la corsa iriudata) alle sue spalle.

Avanti infine con le auto dove l’imperativo fisso della Fia è fottere l‘rossa’. Infatti che in Fia abbiano messo il nostro Domenicali come  grazia concessa conta poco o nulla.
Perchè se nell’ ultimo decennio a dominare le gare sono stati gli Alemanni del Toto gran costruttori d’auto  attraverso l’oculata ‘supervisione‘  dei regolamenti,  ad aver preso il gambone in mano è ora il ‘ venditor di bibite‘ che più d’auto ( comunque ben sviluppate, salary cap o meno)  s’è impratichito amche lui  in regolamenti che, alla fin dei conti, a ben vedere, sono quelli che fanno vincere o perdere. Ad esempio il  ( ripetuto) tollerato  giochino a Singapore del cicanoPerez dietro la safety car ,  servito  a scaldar le gomme onde evitare che il nostro Carletto, sorpreso alla partenza, potesse restituire la gentilezza in corso d’opera. Il problema è che non è concesso, eppure qual organo Fia è intervenuto a sanzionarlo come si doveva?
L’ultima nota la riserviamo al campionato di calcio. Che la ’rosea‘  cerca di valorizzare per quel che puote, a fronte di maree di ‘ commentatori‘ che come su quello del network
regionale  spaccia con consenso ( quasi) unanime per ‘ torneo di passaggio’, praticamente un poco Baggina e un poco Oratorio, dopo quel po’ po’ di allori che ha conquistato.
Dando per scontato che,  così essendo, gli Italioti innamorati della palla e rimbambiti, accetteranno di pagar biglietto per spettacoli di seconda, terza, quarta mano dove  la prassi inevitabile sarebbe quella di mettere la coda fra le gambe e pedalare.
E comunque, visto che l’unico potere in mano agli appassionati è saltar  canale o non riempire tribune, perchè non cominciare a farlo, in massa, compatti,  convinti, se non altro per levar
il piatto di sotto a chi  in quel piatto ( lautamente)  mangia ( sputandoci) dentro?

Detto questo prepariamoci al giudizio delle coppe. Con  nella Champions il Napoli in buona posizione, il Milan ( pur zeppo d’invalidati ) anche, l’Inter in ambasce
e la Juve se non fuori quasi fuori.

 

CHE FA IL VENDITOR DI BIBITE? Nel paddock serpeggiano voci di un brutto affare. La Fia, tanto per far qualcosa, ha aperto una inchiesta. Il problema è quello causato
da alcune squadre ( Red Bull e Aston Martin?) per avere violato il budget cap. Così a quanto già cuoceva in pentola dalla fine dello scorso anno s’è aggiunto un altro rompicapo  per una Federazione che tutto ama fuorchè i rompicapo. Donde Mercedes e Ferrari si son messe sul sentiero di guerra.

Sui meriti del venditore di bibite aleggia così un’ombra pesante. La convinzione diffusa è che il team sportivamente guidato da Horner abbia utilizzato una somma ingente
per gli sviluppi, sforando di parecchio il tetto alle spese che nel 2021 era fissato a 145 mln di dollari ( più o meno quanto quest’anno). Sanzioni? Dipendono dal ’padel‘ finanziario della Fia. Forse sarà una multa, forse sarà una decurtazione di punti da applicare ( anche) con modalità retroattiva. Qualcosa non ha funzionato, qualcosa sì. Certo gli strumenti non mancano ai controllori. L’importante, come ha detto il Toto, è che le regole vengano fatte rispettare, altrimenti  ognuno fa quel che più gli garba.

VERITA’ BEOTE. ‘ Inutile farsene una croce, il nostro è diventato un campionato di passaggio, dobbiamo quindi farcene la ragione’. Annuncia  l’illuminato
opinionista  di un network televisivo che viaggia lungo la Penisola. Senza pensare che a farsene una ragione potrà essere lui e qualche altro, perchè se al cospetto di spendaccioni senza controlli (  e spesso senza storia) dobbiamo ammainare i nostri sacri e gloriosi vessilli, costui, del nostro calcio,  fatto di storia e campanili poco o nulla ha compreso.

Un calcio che ( a sentire lui)  dovrebbe accontentarsi di ospitare qualche malandato eroe e tirar sù qualche giovin talento da metter in vetrina per venderlo poi
ai danarosi passeggeri d’Oltralpe. Praticamente,  come andar ad ogni fine settimana in una  Baggina o in un Oratorio, dove pagar biglietto per veder zampettare giovanotti  ‘ rapiti’
da  altri lidi. Forse lo spavaldo opinionista non ha messo in conto che di un calcio così si può fare a meno. Anche perchè fuor dell’uscio del calcio van bussando discipline  finora neglette
e che, alla fin della veglia,  stanno offrendo grandi attrazione  con  prestigiosi  allori.

Davanti a cotanta  imbelle  decadenza siamo arrivati al punto che chiunque passi nel nostro campionato, perfino i balcanici che lo  desiderano da tempo immemorabile, si permettono di snobbarlo senza patema  alcuno. Così ha fatto l’usurato  Perisic, così sta facendo il maturo Brozovic, così va facendo il pimpante Leao, che balcanico non è ma portugheise, eppure anche lui attratto dalle irresistibili danarose sirene  che se si va a controllare sull’almanacco d’ Europa manco sono citate.
Allora perchè invece di perder tempo con le verità  di chi non sapendo riscattare solo deprime   non far felici tutti costoro, illuminato compreso, acquistandogli qualche biglietto di sola andata per destinazione indicata, con tanto di  saluti, baci  e abbracci? Infatti di cotanta truppa   che se ne fa un  torneo che se appunta al petto lustrini e  medaglie catturati  in oltre un secolo di gloriose campagne  può far concorrenza ai pettorali di quei  generali sulla piazza Rossa?

IL GIRO D’ITALIA. Il nostro Giro, nel 2023, partirà dall’Abruzzo. E’ la seconda grande partenza dalla Regione dopo quella del 2001. Non scendiamo nei particolari fin qui rivelati. Che sembrerebbero convincere campioni celebrati del momento ad affrontarlo. Del resto chi non affronta il Giro ( che per noi è solo soltanto uno) non può dirsi un aspirante all‘Olimpo della bici. Giro  ha visto nascere e stupire  sulle sue meravigliose strade i più grandi della disciplina. Epica come poche  altre.
Più adatta a Omero o a Pindaro che agli adrenalinici suivers attuali. Che degli aedi  antichi poco sanno. Eppure è al loro ’canto’ che s’allacciano i nomi di eroi che rendono unica questa corsa. Trasversale. Durissima. Rallegrata dalle voci dei bambini, che non scordano. Commovente com’è,   al sol fruscio delle sue ruote.
Che ogni volta riaccendono  nel maxi schermo d’una memoria mai sepolta volti ai quali il padre degli  dei ha concesso  di configgere  Cronos : l’imbattibile Binda ( 5 giri),
il (più ) grande Fausto ( 5 Giri), il  cannibale Eddy ( 5 Giri), l’eterno Gino ( 3 Giri), il  potente Hinault ( 3 Giri) , l’elegante Jacques ( 2 Giri), l’immaginifico Pirata ( 2 Giri).
E tant’altri. Tanti davvero. E tutti talmente cari da  essere, in un modo o nell’altro, sempre celebrati.
Dicono che la prossima  edizi0ne vedrà alla partenza il campione del Mondo Evenepol con  Hindley, Roglic, Bernal. Buon per loro, se davvero sognano che i loro nomi, più che altrove,
per esclusivi meriti guadagnati su strade insidiose ed invitanti come Sirene, restino incisi per sempre sulle tavole del tempo.

 

 

 

 

( dal 20  settembre 2022). Elezioni fatte, con il centrodestra ora padrone in Parlamento e Giorgia Meloni pronta a diventare
la prima donna italiana ad assumere l’incarico di capo del governo.
Alla faccia di quell’alemanno  in carico alla stampa estera che, di recente, su un network regionale, dipingeva il  Belpaese come rimasto   ai tempi del Gran Tour , senza aver minimamente  avvertito  ( e studiato) quanto esso sappia (   opportunamente ) adattarsi ( come  lui e più di lui ) ai mutevoli venti della storia. 

Finalmente il sor Gravina,  presidente Figc, parla come si deve. Via dunque l’inutile diritto di veto, affrettarsi semmai a riformare il vetusto sistema calcio, alimentari i vivai nostrani     e puntare ( finalmente)  i piedi per costruire  nuovi  impianti. Se non altro per non farsi ridere dietro dal buon Ceferin, che alla nostra ( recente) richiesta di accogliere una prossima edizione dell’Europeo ci ha prospettato la fine del secolo in corso. Sempre che alla  fine del secolo in corso ci siano ancora GravinaCeferin, la Serie A e l‘Europeo. 

Ancora una volta il Mancio da Jesi ci ha sorpreso. Che fosse un valente capitano di ventura lo avevamo appreso ( assieme a  quelli d’Albione) durante l’Europeo. Dove con una truppa
ramacciata qua e là, ( più o meno) come quella del buon Fieramosca concorde  in  quel di Barletta nel voler  togliere il ghigno al   La Motte, ha fatto intendere a chi è specializzato  in  pregiudizi nei confronti degli Italoi  che  ( per farsi rispettare)   anche loro  sanno mettere da  parte individualismi e paure. .
Fatto è che il Mancio è approdato  alle finali di Nations League di giugno,  riservata a  quattro squadre, tra le quali non figurano ( oltre alla Francia)  anche Germania
Inghilterra. I paesi dei campionati guida,  con l’Alemanno  parsimonioso e l’Anglo  spendaccione, e che se si decidessero le partite per   i capitali mandati  in campo manco avrebbero dovuto  iscriversi al torneo. Infatti, secondo il buon  Teotino che questi conti li sa fare, il valore dei pedatori nostrani s’aggira( va)  sotto i 7oo mln, quello dei sudditi di Sua Maestà
intorno ai 1.400 mln, praticamente più del doppio. Fortuna nostra è che   Eupalla ( talvolta) se la gode a far rallegrare i poveracci piuttosto che gli spendaccioni.
Soprattutto  quelli che oltre a non saper più vincere non sanno manco più perdere.
Alla Final  Four   di giugno sono qualificate  anche Croazia, Olanda e  Spagna . E qui, francamente, come si pote prendere ( ancora ) sul serio quell’assolato  miraggio
di mondiale natalizio nel deserto senza la squadra che per un rigore sparato in tribuna non mostra la pentastella sulla bella maglia azzurra e ( comunque) campione d’Europa in carica?

Procedono spedite le ragazzole del volley al Mondiale femminile. Finora tre vittorie ( e un solo set perso). Mentre  il baby Bovolenta è salito con l’Under 2o   sul tetto  d’Europa.
Romba la F1 dell’El…kan di Trieste  che se non finisce di far asfaltare  la ’rossa‘ dal solito Tappen sarà meglio che resti a New York. Speriamo infine che il buon Pecco perda l’abitudine  di andare dal Meda a confessare  cavolate. Anche perchè il buon  Fabio è paziente  ma non fesso.

ALTRE DI CALCIO. Parlando di stadi si chiede al nuovo governo una ‘ cabina di regia‘ dedicata a farli costruire. Milan e Inter sono concordi nel non voler mettere mano al glorioso San Siro, ma di farsene uno nuovo di zecca, o sullo stesso posto o altrove.
E speriamo che dicano sul serio al ‘ nasone’ che governa  meneghini senza avere appreso manco un soffio del loro storico  ‘fiuto’ .
Infatti, fosse per lui che  passa mesi ad ascoltare  anche il comitato dei venditor di castagne sotto Natale, di un moderno impianto ( non solo calcistico) per Milano si parlerebbe nel Tremila. Poveri meneghini ,  con che ’nasi’  sono finiti, loro che le cose da fare erano abituati ad annusare prima ancora che s’espandessero nei bei cieli di Lombardia!

IL MEAZZA  CAMBIA FACCIA? Oggi( 28 settembre 2022), a palazzo Marino comincia il dibattito pubblico sul vecchio e nuovo Meazza. Un passaggio obbligato, che si chiuderà
il 18 novembre  con la presentazione della relazione conclusiva. Per ridare slancio all’idea delle due milanesi di avere in un futuro non  remoto ( obiettivo stagione 2027/2028) un impianto moderno al posto del vetusto e glorioso  Meazza. Una modernissima arena da 65 mila posti come nuova casa delle titolate squadre meneghine.

Nell’ultimo rendering la Cattedrale a suo tempo proposta come definitiva  ha assunto un nuovo aspetto. La forma quadrata non c’è più,  le guglie che richiamavano quelle del Duomo
sono state cancellate,  i vetri della facciata in stile Galleria sono stati decisamente ridimensionati. Tutto da rifare? No, anche se il nuovo impianto ha assunto una forma più classica, diciamo ovale.  Di sicuro l’adattamento alle volumetrie ridotte spingerà a cambiamenti. In più non va dimenticata la variabile costi, ora indirizzata verso l’alto.
L’investimento privato resta di 1,3 mld anche a volumetrie ridotte, anche se va messo in conto l’allungamento ( esasperato) dei tempi. Nell’impianto troveranno posto 65 mila spettatori,
con 9 mila ( fino a 13.500) premium; inoltre avrà solo due anelli, entro un’altezza di circa 30 metri e chiusure ai lati. Nell’area sono previsti 10 ettari di ‘verde fruibile‘, una torre con uffici,
una grande zona dedicata agli sport di base e una cittadella dello sport che prenderà il posto del Meazza. Il cantiere dovrebbe durare 6 anni circa.

Nel mistero restano i 13 incontri in programma, con relazione definitiva e due mesi di tempo  per la presentazione del dossier definitivo. Il passo successivo sarà il tanto atteso  ‘progetto esecutivo‘, che farà  capire dentro quale Cattedrale il ‘nasone’ milanese potrebbe concedere di far giocare in santa pace ( e per cent’anni) le due glorie sportive cittadine.

( dal 12  al 19  settembre 2022). Lasciando  ai margini il dibattito politico per il rinnovo delle cariche istituzionali nazionali
che da chiunque sia propinato non riceve più ‘fiducia’  alcuna  se non quella dei  soliti interessati, riposizioniamo l’attenzione sulle pagine di sport.
Se non altro per sentirci un Paese che invece di ciacole bene e spesso disattese lotta e ottiene risultati, anche inattesi, ma importanti, che fan strabuzzare
li occhi di quello  straniero ammorbati da anacronistici pensieri  che come sempre dimenticano da dove sia ‘transitata’ la civiltà di un’Europa in questa
fase con pochi e  scarsi leaders, assalita da più parti e in grande affanno. 

Moto GP Aragon. L’amico Pecco sulla ‘rossa‘ di Borgo lotta per il Mondiale. A sei gare dalla fine  ( ancora) saldamente in mano al nostro ( metà) Fabio,
per via dei suoi  31 punti in più. Il nostro ( metà) Fabio, sfortunatamente, cade spalancando la porta al Pecco per una sensazionale ( e insperata) rimonta, che ( ancora) non vuol dire
iride certa ma solo la possibilità di contendersela  ‘ruota contro ruota‘ nei cinque  GP che restano.
Ma che fa in quel di  Aragon l’amico ’Bestia’, piccoletto riminese  dalla personalità  non più celata,  appena accolto ( col  consenso dell’amico Pecco) nella vincente
famiglia della ‘rossa’ di Borgo? Gli si incolla dietro, sbagliando pure ma la sorte lo aiuta, senza mollarlo  fino all’ultimo giro. Che l’amico Pecco  vuol ( probabilmente) chiudere
in prudenza, per non incorrere all’ultimo  in una banale scivolata che  la  fiamma riaccesa spegnerebbe d’un colpo .
Situazione  che non tange l’amico ‘Bestia‘ il quale  ( non avendo nulla da perdere) tutto cerca compresa  l’eventualità  di finire entrambi ruote all’aria.  Per cinque punticini, non  tanti,
ma che potrebbero risultare decisivi per un titolo che l’anno prossimo  indurrebbe a prevedibili gerarchie interne.  Per aprire un  ballo  che prima d’iniziare  è  ai minimi termini.
Tra gli addetti, ma soprattutto tra il pubblico ( per la gran parte) allibito e sempre meno presente dopo l’addio del Vale.
E che gli  illuminati  dei media cercheranno di recuperare. Con il  solito fare, quello di credere , tanto per far un esempio,   che  le planetarie ‘ maree in giallo’  sono solo greggi
imberbi da pascolare. Quand’ invece le ‘sentenze’  che contano sono ( e restano)  solo le  loro. Come quella nei confronti di quel tale   che qualche anno fa non consentì
( con sospetta combinazione   fraudolenta)  al loro eroe  di fasciarsi  della decima iride?

Eppoi  è proprio sicura la ‘rossa’ di Borgo di far bene  a portarsi in casa un tizio come  il ‘ Bestia‘, che così come s’è ‘ scoperto’ più che uno sportivo sembra il personaggio
ripescato dal ‘Signore di Ballantrae‘ di Stevenson che per eliminare il fratello s’è pure  lui eliminato? E comunque, letteratura a parte, dove mettiamo quella perla di saggezza
che da tempo immemorabile recita: ’ tra i due litiganti, il terzo gode‘?

Par condicio. Nadia Gresini cerca di legittimare le gesta del suo campione dicendo ‘ Siamo ancora in corsa anche per il Mondiale‘. Aspettativa  più teorica che realistica, visto
che il ‘Bestia’  sDucati come il Pecco a cinque Gp dalla fine si ritrova con una cinquantina di punti addietro ai tre  big in gara.

ALTRO DI SPORT. Vince la Spagna ( quarta volta) l’Europeo di basket battendo la Francia, costretta dall’Italia del Poz  all’overtime. Le sveglie ragazzole del volley sono
pronte per un Mondiale alla loro portata. Nella Davis di tennis disputata  a Bologna l‘Italia ha chiuso prima, ora è tra le otto per aggiudicarsi l’ambita insalatiera.
Nel Mondiale di  ginnastica ritmica le farfalle fanno incetta di medaglie. Oro a squadre nei cinque cerchi, mentre Sofia Raffaeli  si fregia della quarta medaglia più pregiata oltre al terzo slot per l’Olimpiade. Gli altri due slot  finora conquistati, rimarchiamolo,  appartengo al tiro,  grazie a Silvana Stanco e Luigi Lomme.

Il buon Juric, ottimo coach croato e figlio d’arte del Gasp, ammanisce: ‘In Serie A siamo in ritardo di anni. Altrove c’è intensità, velocità, gamba. Per questo da noi riparano elementi
che diversamente poco possono o potrebbero in altri campionati…’. Come dire, un altro soggetto che pur di non aggiornare  quel ‘bello’ che tanti allori ha portato  al calcio italiano  non trova
di meglio che celebrare l’immaginifico Altrui ,  magari ( inavvertitamente) finendo con lo sputare nel piatto che , bene o male, qualcosa da manducare gli ha pur  fornito.
Già ci mancano dirigenti ( e commentatori)  capaci, già non si riesce a far un sol nuovo   impianto, già abbiamo  squadre come l’Aquillotta del Sarri che snobbano l’Europa,  che  ’ manifesti marketing ‘ pro Altrui come questo che altro  ottengono  se non divaricare abissi e toglierci quella debole   speranziella‘ che ancor ci resta?

Di buon umore non sono di certo il Milan, battuto ( 1-2) dal Napoli  per la ( terza)  volta in casa; e neppure la Beneamata, spazzolata dall’Udinese ( 3-1), così come  la Lupa del Mou Mou, però assai sfortunata. Discorso a parte va fatto per la Signora, ferma a 10 punti, battuta perfino dal Monza ( 1-o) di nonno  Berlusca che sogna  l’impresa di  battere l’ex suo  Milan.
Tanto per chiarire che dove c’è lui splende il sole e dove manca arriva la tempesta.
Infine, per quel che  riguarda il sor Allegri che in  questi giorni  va cianciando a ruota libera la Signora  può davvero più contare?

CLASSIFICA( parziale) : Napoli e Atalanta punti 17, Udinese 16,  Milan 14, Inter 12, Juve 10.

( dal 10  all’11  settembre 2022). Pochi giorni fa su un anonimo network regionale ci è capitato di ascoltare una illimitata serie
di  ‘valutazioni ‘ sul nostro Paese offerte da un giornalista germanofono accreditato alla stampa estera che avremmo  voluto contattare direttamente per farci meglio spiegare dove continuasse ad attingere   tante ‘ delizie ‘ su un Paese che  ci è parso conosca  ( più o meno ) quanto quei parlamentari del Nord 
ad  Unità avvenuta del favoleggiato Mezzogiorno d’Italia.

Vogliamo dire che il ‘poveraccio‘  qualche cosa di  giusto avrà pur detto sul  Belpaese di remota civiltà,  forse troppo complesso per   un ’crucco‘ rimasto ai tempi dei viaggiatori
del Gran Tour che ammiravano vestigia antiche senza risparmiare ‘complimenti’ alle povere popolazioni italiche ( femminili in particolare)  di quei tempi.
Il problema per il nostro osservatore della stampa estera è che l’Italia  cambia molto più velocemente  di lui e di quel che lui ( e altri come) lui ( lassù) credono, continuando
ad ammorbare l’aere di veleni  non più meritati.
Il germanofono  nel corso della sua illuminazione televisiva ha propinato tante ‘delizie‘ tra le quali una tra le altre. Quando ci ha definito più o meno una appendice feudale. Dove i  ricchi restano ricchi, i figli dei dottori diventano dottori, i più bravi vengono cacciati.

Avremmo voluto invitarlo al paese, null’altro che un minuscolo capoluogo adagiato sulla sponda sinistra di un fiumicello che che nasce dal Fumaiolo, in contrapposizione al Tevere,
per scendere  sul versante romagnolo. Intorno agli anni Cinquanta/Sessanta, finita una guerra che non s’aveva da fare, i figli dei dottori che potevano fare i dottori erano tre o quattro.
Da quel che ricordiamo nessuno di questi è andato oltre l’orticello di casa.
Il figlio della bancarellaia, invece, è diventato noto cardiologo con clinica privata in proprio nella storica  città sul mare.
Il figlio del macellaio,  oltre a laurearsi e a tenere ambulatorio privato,  si è segnalato per studi importanti. Il figlio dell’impiegato comunale  è diventato invece apprezzato studioso del gozzo endemico e non solo.  Il figlio del contadino nato tra i monti è diventato virologo di fama nazionale.
Per non parlare di altri mestieri. Dove ne basta uno per suggerire al germanofono di lasciar perdere con i luoghi comuni. Qui, infatti, il figlio del professore martire a Fossoli è diventato direttore del Dipartimento di Fisica e Matematica a Bologna, mentre suo figlio, poco oltre i quaranta, non cacciato ma ascoltato, è diventato rettore magnifico dell‘Alma Mater, per chi non lo sapesse  la prima  università al mondo. Morale? Non sarebbe meglio che il tizio  invece di denunciare i  difetti nostri pensasse ai suoi, o meglio, ai loro, forse ancor più imperdonabili, mentre quando gli torniamo alla mente  perchè  all’abitudine di offrirci ‘delizie’ non sostituisce lo slancio di apprezzare  ’ virtù’?

Da ultimo, circa nobili e plebei, lasciti feudali,  il gran palazzo del nobili Tal dei Tali sulla piazza centrale  è stato acquistato qualche anno fa con tanto di scuderie, magazzini e boschetto retrostante, dal figlio di un muratore emigrato dal medievale borgo di Torricella in Belgio.

LO SFREGIO AL TEMPIO. Ma meritava  davvero  quel sacrileg0 sfregio la fedelissima muraglia  ’rossa‘ che ha occupato  in questo week end ogni anfratto del ‘ tempio della velocità’, qualcosa come 360 mila paganti ( più altre migliaia di  Portoghesi) ? Un tempo, tra i greci, un misfatto del genere avrebbe comportato pesanti provvedimenti, ostracismo compreso. Oggi, invece, dal tiranno di Vindobona&soci   tutti s’appellano alle regole. Già, ma che razza di regole? 

Lo meritava? Il timido Binotto che ancora una volta ha visto i suoi trattati da ‘signor nessuno‘  ha provato a porgere una timida  ‘ protesta’ sulle guance della Fia,  la famigerata federazione internazionale dell’auto che, pur passata dal tortignacolo francese al buon Domenicali , di fatto, ci sembra ancora nell’orbita del tiranno di Vindobona,  con   regolamenti cambiati  ancora una volta in corso d’opera, confusi  e con le safety car usate a vanvera ( o all’uopo), ovviamente per ‘incoronare‘ l’uno e non l’altro, ( soprattutto ) se tinto di rosso.
Per quel che ci riguarda crediamo sia ora di sgombrare da ombre infauste  quegli uffici che regolano le piste nuovamente  affollate ( grazie ) ai  voli  del novello Ippogrifo alato, se non si vuole che la disciplina  torni a ripercorrere la ( recente) strada dell’estinzione.
Le  distese di tulipani ‘orange‘ sono altra  cosa delle muraglie ‘rosse’ , colà scenografia, di qua  culto dei  sogni, eppure ad entrambi che altro si deve se non l’identico  plauso? Anche perchè incorniciano   sfondi  dove un’eccezionale generazione di giovani combattenti ha ritrovato il gusto dei duelli antichi.

In breve. Per la prima volta il Max ha potuto ( meritatamente) godere  del podio più ambito al mondo; dietro di lui il nostro Carletto. Che  ( al momento) deve ( ancora) attendere che,
oltre al buon Binotto,  si faccia ( finalmente)  vivo (dove conta)  quell’El…kann de Trieste, che invece di spostare traguardi all’infinito non sarebbe meglio pensasse al 2023 ?

PROSSIMA GARA: ottobre Gp Singapore. Nei piloti giochi ( praticamente) fatti per il Max, nei costruttori la ‘rossa’ dietro ( di molto) alle auto del ‘venditor di bibite’.

TRIONFI AZZURRI. Che stiano veleggiando pel l’aere planetario   i santi  signacoli  del rinascimento  sportivo azzurro lo vedono anche i Pinguini.
Rinascimento  incastonato  in uno dei momenti più infelici della millenaria vicenda del Belpaese e  della leggiadra Europa. Freschi di grotta, infatti,  giungono  risultati che stanno facendo venire problemi di udito a quanti non erano abituati  all’ ascolto quotidiano dellInno di Mameli, il canto degli Italiani.

Il Fefe è andato a vincere il mondiale di volley dentro un’arena ricolma di colori bianchi e rossi che chiedeva ai campioni uscenti di ripetere l’impresa. Impresa da leggenda,
più per noi che per loro, visto che  all‘Italia  il titolo   ( conquistato nel 1990, 94 e 98)  mancava da 24 anni. Impresa raggiunta da una squadra di giovani che cementa il gruppo con il ritrovato amore per la maglia azzurra. A Giannelli, il nostro Maradona, è andata lo Mvp, ma ventenni come  Romanò  che ‘ non ride e non si deprime’  anche se manco gioca titolare nel suo club, che altro sono se non  nuova manna dal cielo?
Per guardare avanti , con fondamento, verso quella medaglia ancora mancante  nel medagliere azzurro, e che si assegnerà a Parigi tra due anni.

Quanto ottenuto dai ragazzi del Pozz contro la Serbia favorita nell’Europeo del  basket se non è impresa analoga ai coetanei del volley poco ci manca. Che, in un certo senso, è stata completata pur nella sconfitta  con la Francia,  grande d’Europa che ha impedito l’0accesso  alle semifinali. Ma fa niente, perchè se il Poz riesce ad ampliare una rosa validissima ma  ancora ristretta per certi appuntamenti il futuro non può che ripagare con i dovuti interessi.
E’ iniziata a Bologna anche  la Davis 2022 con i nostri ( Musetti Berettini, Bolelli-Fognini) vittoriosi sull’ostica Croazia. Ora ci aspettano Argentina e Olanda. 

Altri successi? Quello della pallanuoto maschile , argento europeo solo dopo la concessione di un rigore fantasma al termine del quarto tempo in favore dei padroni di casa. Quello
anche della pallanuoto femminile, bronzo europeo, unica ad avere battuto la Spagna diventata poi campione.
Nell’europeo di  beach soccer, nostre battute in finale dalla Spagna; nostri vittoriosi sempre con la Spagna ( 3-2) per il bronzo. Larissa  di nuovo vittoriosa nel salto in lungo in Lechtenstein con la misura di 6,67, suo migliore risultato dell’anno.

IL CAMPIONATO. Qualche parola sul campionato. Solo qualche, visto che a stare a sentire l’indottrinamento degli illuminati non è più ai vertici d’Europa. 
E dunque se poco conta  perchè sprecar flatus vocis?
Comunque Milan e Napoli ( pur con qualche affanno) veleggiano verso l’alto. Arranca la Beneamata del sor Piangino.
Non  sa far tornare più i conti  l’Allegri strapagato  per farsi  mettere sotto pure allo Stadium dall’umile Salernitana. In settimana tornano le coppe. Sbagliasse ancora, che altro
consigliargli  se  una bella vacanza affacciata sul mar toscano? Vietato sbagliare anche per Inter e Milan.

Due parole anche sulla Champions. Che a dispetto dei cumuli di danaro  variamente rastrellati non è che premi, più di tanto, in questi due primi turni, i ricconi. A parte  il Psg
finito nel  girone Juve di Allegri dove vincerebbe anche se volesse perdere, tanto le inglesi quanto i panda spagnoli vanno accontentandosi  di quel che passa il convento.

In breve: delle spagnole, nel secondo turno, vince ( facile) il Real ma pareggia il Siviglia e perdono ( guarda un po’) Barca e Atletico; delle inglesi, vincono Liverpool
( nel primo turno sconfitto dal Napoli) e  il City ma pareggia il Chelsea ( nel primo turno  sconfitto dalla Dinamo Z.) e perde il Tottenham di rambo Conte.
In pratica,  con le tedesche che  hanno ripreso fiato ( tre vittorie, due sconfitte), stavolta a non fare la figura dei pirla sono stati proprio quei poveracci
bistrattati e declassati della Serie A : tre vittorie ( Napoli, Milan e Inter) e una sconfitta ( Juve, scontata).
Il Napoli guida il suo girone con 6 punti e che aggiunti ad  altri quattro  fanno  passare i gironi;  il Milan è a quota 4 punti, ma con il Chelsea a 1 punto può tranquillamente pensare
ai giorni futuri, che  se niente niente rispettano la tradizione ( 7 Champions e 11 finali) non potranno che risultare  ( di nuovo ) felici.
Sulla Beneamata difficile guadare avanti, visto che il gioco è scarso e le solite lacrime del buon  Piangina non depongono a suo favore.  Sulla Signora, purtroppo, senza interpellare
l’ oracolo di Delfi, su quest’anno non c’è che da mettere una pietra tombale, a meno che non si convinca l’irriconoscibile coach ad andare in vacanza nella sua Tuscia.

( dal 5 al 9 settembre 2022). Neppure in questa settimana sono mancati gli eventi di sport. Le ragazze della pallanuoto sono state fermate in semifinale
dalla Grecia agli Europei, i ragazzi invece si sono offerti in una piscina croata strapiena ai padroni di casa per accedere alla finale mondiale.
I ragazzi del
 Fef
e invece hanno eliminato l’olimpica Francia del ’transfuga‘ Giani nei quarti iridati di volley. Stendiamo qui un velo pietoso sui persi del tennis
( tali Matteo e Jannich) che agli Us Open hanno fatto da  Babbi Natale con qualche mese d’anticipo.

Ma la scena maggiore tocca questa settimana alla ’rossa’ che deve non deludere i suoi fans nel tempio della velocità e al calcio, impegnato nelle coppe. In quella delle grandi orecchie
non sono mancati risultati su cui meditare. I breve, questi: spagnole tre vittorie ( Barca, Real e Atletico) e una sconfitta ( Sevilla); inglesi, due vittorie
( Tottenham e  City) e due sconfitte( Liverpool, Chelsea); italiane, una vittoria( Napoli), un pareggio ( Milan), due sconfitte ( Juve, Inter);  tedesche, una vittoria ( Bayern) e tre sconfitte    ( Leverkusen, Eintracht, Lipsia).
A restare con l’amaro in bocca sono state le inglesi che gli anglofili davano per  trionfanti, senza considerare, ovvio, le volontà di Eupalla che se facesse vincere solo quelli che più spendacciano per riempire le tasche di chi non si sa,  non si divertirebbe come va divertendosi dal tempo degli sciocchi Millionarios.
Il terribile Liverpool ( 6 Champions) è uscito ridimensionato dal Maradona grazie ad una truppa volenterosa e ben predisposta dal suo allenatore.
Inoltre, ai celebranti il calcio d’Albione giocato in splendide alcove adatte  più a podisti che ad artisti,  non è che debba nascere qualche dubbio su un  modello pedatorio  che, pur elargendo
danari quattro volte le altre leghe messe assieme, tutti sti ragni dal buco  proprio non tira fuori. Con gli ossequi riconoscenti dei Panda di Spagna, che della coppa dalle grandi orecchie , pur oberati da  montagne di debiti , ( ultimamente) van facendo incetta.

La prossima ( 13/14  settembre) il Napoli visita i Ranger, la Juve  ospita il Benfica, il Milan accoglie la Dinamo, l’Inter  va a Pilzen.

 

STANGATE UEFA. Stangata o no? E’ la domanda che si ricava dalle decisioni del Far play Uefa. Che fanno rabbrividire  per via delle alte multe. Che in proporzione ai deficit
di bilancio accumulati colpiscono gli inadempienti. Manco a dirlo soprattutto italioti, come  Roma ( 35 mln), Inter( 26), Juve( 23) e Milan (15).

Sanzionati sono anche pochi altri club stranieri, come Psg, Marsiglia, Monaco e Besiktas. In totale ( solo) otto club che hanno accettato settlement agreement Uefa. Una inezia
a fronte di quelli che sarebbero sotto osservazione, tra loro CityChelsea, Barca, Lazio e Napoli. Spendaccioni incalliti ma, al momento, ancora  liberi e belli di sguazzare spendacciando.
Questo, però, dovrebbe essere l’ultimo capitolo del vecchio Far play Uefa, mutato anche nel nome visto che dal 2023  si chiamerà  semplicemente ‘Sostenibilità’ .
A dirla così sembrerebbe che il buon Ceferin ( in odore di santità) si sia messo le scarpe a punta. Il Psg, ad esempio, che tra i malati è quello più grave, nel senso di più spendaccione,
ha un deficit di 65 mln netti ( 10 mln di multa). Per lui la cifra  dovuta  per aver messo la Ferrari  fuori stallo. A dirla in breve, non è che ancora una volta siamo di fronte ad  una
di quelle fascinose imbiancatura di facciata che il Gattopardo  avrebbe bollato qual ‘ fingere di cambiare per non cambiare nulla‘?

 

SPENDACCIONI. Il calciomercato estivo 2022 ha segnato una svolta, con una spesa dei club inglesi che ha superato per la prima volta la soglia dei 2 mld di euro. Serie A, Ligue 1, Liga e Bundes non sono andare oltre gli 1,3 mld di euro.  Confermando un divario che è  diventato ben più profondo e largo del canale che separa la perfida Albione dal resto dell’Europa alla, quale. volente o nolente, appartiene. Soprattutto calcisticamente.
Una soluzione sarebbe quella di avviare una guerra ( pedatoria) di liberazione. L’altra di isolarli come un tempo, per poi contattarli, ma con comodo a parte. Se sono autosufficienti tali restino. Noi, ovvio, non potendo altro davanti a tanta ingombrante ( e inspiegabile) supremazia, ce ne faremo una ragione come successe ai tempi della prima Rimet.
Del resto che fare davanti a danarosi, abilissimi ma senza controllo,  che anche a chi accende e spegne la luce degli spogliatoi concedono  cachet sostanziosi più o meno quanto quelli di un bomber continentale? Che altro può sognare se non la casacca ( anche)  dell’umile Nottingham che, neopromosso,  può già investire oltre 150 mln?
Un caso. Il Milan, alta e ristretta nobiltà calcistica mondiale, ha scoperto ( ultimamente) un attaccante giovane e bravo. Ebbene, si diche che li occhi di squali, squalini e squaletti
d’Albione , con i loro cartellini, ingaggi e commissioni gli sono già addosso. Allora, che potrà fare  il sangue più nobile che ci sia contro l’oro sonante di Trimalcione?

Tra l’altro, detto tra noi, quel calcio così sbandierato da tanti addetti anglofili non ci attira affatto. Sembra infatti più una misteriosa mistura instillata non si sa come e quando in corridori
( o podisti ) dai piè veloci. Non roba per noi, nel Paese del bello,  svezzati fin dall’infanzia da artisti come Omar, Gianni, Mariolino, O’rei, El Pibe de oro …  eccetera, eccetera.

 

L’EUROPA DELLE PATRIE. onde nello stagno. L’aggressione russa all’Ucraina ne sta producendo a iosa. e dove se non all’interno di una Europa che dopo un trentennio
di egemonia franco-tedesca se non è allo sbando poco ci manca.
Infatti equilibri dati per  consolidati stanno andando a pezzi, sia sul piano della politica che delle politiche pubbliche. Circa la sicurezza ( energetica, ambientale, militare) ma anche l’equilibrio politico tra i principali partiti su cui si erano basate.

Si è pensato all’integrazione monetaria ed economica. Non ad altro. Con una lungimiranza che non è andata oltre l’ombra dei singoli campanili. La Germania ha abbandonato
la sua visione sovranazionale ( anzi, federale) per far propria la visione intergovernativa francese. Dove l’integrazione può procedere solo attraverso il coordinamento volontario tra i governi nazionali, tuttora i pilastri dell‘Unione. Una logica che ha soddisfatto i grandi Paesi e tranquillizzato i piccoli e medio piccoli.
La visione francese ha reso possibile la differenziazione tra regimi ma non accordi vincolanti. O meglio, nel mercato unico non ci è potuti differenziare ( come hanno fatto ni britannici) mentre si è andati ognuno per conto proprio  nelle politiche della sicurezza( militare, economica, territoriale).

Il contesto è però mutato. La visione intergovernativa è stata messa in discussione. Più volte. Nella ripresa post-pandemica. che non può essere lasciata ai singoli governi. E così nella sicurezza energetica e militare, con l’ex agente Kgb  che continua a mietere vittime per coronare il sogno stravolto della grande madre Russia. Il problema è come si potrà trovare intesa fin quando in campo restano interessi  spesso ( diametralmente) diversi. Per agire in sintonia, almeno su tre o quattro necessità urgenti e fondamentali.
Anche perchè come potrà l‘Europa delle patrie fermare il russo e liberare l’Ue dalla dipendenza energetica ? Qualcuno dice che l‘Italia, dopo il 25 settembre, potrebbe diventare il laboratorio di una nuova destra europea, atlantica e antirussa. Sempre che si riesca a mettere ai margini la russofila Lega. In tal caso l’incontro tra le due destre in campo potrà avvenire su una visione intergovernativa dell’Unione, garantendo però differenziazione tra le diverse applicazioni dello stato di diritto da parte degli Stati membri ( come chiedono i polacchi). Insomma, sembra spirare  lungo le contrade della leggiadra Europa un venticello speranzoso. Il suo  non sarà un passaggio indolore, ma tornare indietro  si può ?

( liberamente tratto e commentato da La guerra in Ucraina mette in crisi l’Europa delle Patrie di Sergio FabbriniSole24Ore di domenica 4 settembre 2022).

 ( dal  3o agosto al 5 settembre 2022). Nel GP d’Olanda anche gli uomini del tiranno di Vindobona devono avere pastrocchiato
ai box quanto o più di  quelli della ‘rossa’ che ( se non abbiam visto male)  al pit stop del buon  Sainz si sono presentati non con quattro ma con tre gomme.
E comunque la marea orange ancora una volta ha potuto esaltarsi al cospetto di un’altra impresa del Max, in vero  più fortunato  del cugino Gastone, e praticamente ormai fasciato dal secondo iride. Fortuna meritata, però, tanto più che gli avversari si sgambarellano da soli, non sapendo  a quali santi pregare.

Di certo qualcosina va rivista nella gestione di una ’rossa‘ che dovrà prepararsi ora al 2023, ma  con gli stessi ingenuoni ai box?
Come quel buon Binotto che , a questo punto, non sarà meglio  ( bravo ) ingegnere al banco piuttosto che  ducator  in campi da battaglia dove oltre che  ad omaggiare il nemico altro non gli riesce? E pensare che la ‘rossa‘, quest’anno, c’è. Magari non su tutti percorsi, ma c’è. Certo è che condurla nel prossimo turno  nel suo tempio con tutti quei cerotti  ( e risolini)  addosso non è un buon auspicio.
Tanto più che le sue oceaniche folle di amanti molto più planetarie di quelle del Max detestano veder  trattare l’ Ippogrifo alato che congiunge uomini e dei  alla stregua di un tenero cavallino intento a curare ferite ( e sensi di colpa) piuttosto che a cingersi di lauro il collo.

Perde la Roma del Mou Mou. Non ingrana la Juve del sor Allegri. Piange ancora una volta l‘Inzaghino. Festeggia però il Diavolo tornato su dalle nere profondità. Il suo problema, ora, è trattenere i suoi gioielli.
Perchè se è vero che si vuol far tornare  in auge una delle maglie più prestigiose del calcio mondiale, d’ora in poi, di vendere  agli spendaccioni non se ne parla proprio. Nell’attesa che qualcuno vada a controllare sul seri0  i conti esagerati di quella Premier che il fair play del buon Ceferin  scalfisce con multe più adeguate per una macchina fuori stallo che per operazioni ( bene e spesso) esagerate e senza senso alcuno.

Brave le ragazze della pallanuoto, ora ai quarti dell’Europeo. Bravi anche i ragazzi della pallanuoto, anche loro ai quarti  dei Mondiali. Coraggiosi sono stati  i ragazzi ( sconfitti) del Poz contro la Grecia. Avanzano con qualche patema Sinner e il Berettini agli Us Open. Mentre in quello che è ormai considerato lo spettacolo agonistico più atteso, svetta il nostro Pecco contro il nostro ( metà) Fabio.
Nel mondiale di Moto Gp tra loro ci sono 31 punti. Molti e pochi. Come dire che i giochi sono ancora tutti da fare. A proposito di moto, sembra doveroso segnalare la squadra Sky che le segue con  un dispiegamento di mezzi, competenze e simpatia, esemplare. Dal Meda al Sanchio, dal Bos al Sandro, dalla Vera al ( Pasini) Triolo.

( dal 1o al 30 agosto 2022). Continuano imperterriti i nostri  esterofili a celebrare giorno e notte i ‘gioielli’ altrui, come quella (  sfrontata?)  Premier di ‘spendaccioni’ riservata non ad artisti ma  a podisti dal piè veloce che  sa ‘vendere’ quattro volte in più rispetto  al nostro torneo pedatorio; o alle auto non tanto del ‘venditore di bibite‘ ma di quel  tiranno del  Toto che quando  vuol fottere la concorrenza fa mettere mano ai regolamenti che, da una decina di anni, improvvisi e inevitabili come’ bombe d’acqua‘ , cambiano tra la negligenza generale le sorti delle piste  in corso d’opera.

La ‘rossa’ se la stava cavando egregiamente anche contro il pilota ( al momento) più forte, e che ha pensato il buon Toto? Di  imporre ( ascoltato)  un regolamento ad hoc sui
fondi macchina per ricondurle alla banalità.
Che, non l’avessero ancora capita i padroni della F1, potrebbe perfino portare all’estinzione della  disciplina, tornata dopo anni di sbadigli a riempire  tribune e rinfocolare  ascolti grazie ad una ‘rossa’ che se costretta ai margini potrebbe e  dire ai suoi fans planetari di lasciar perdere con un campionato ad usum propri di un  tiranno.

Terza di campionato per le nostre. Con il Milan vincente a nove punti. Lacrima l’Inzaghino, batte i pugni sul rettangolo verde il Mou Mou.  Non decolla la Signora del buon  Allegri che  tutto può fuorchè  star allegro: infatti nove mln di parcella son tanti, ma non sufficienti per farsi dare un benservito ( milionario) anzitempo. Stanno nel frattempo tornado le Coppe di calcio. Per noi, checchè ne dicano gli illuminati, il problema vero sarà controllare le scelte degli arbitri.
Che nelle ultime stagioni sono state, a dir poco, spudoratamente avverse.
Il volley si gioca il Mondiale. Se batte la Cina è ai quarti. La pallanuoto disputa l‘Europeo. Dove  le nostre ragazze hanno battuto la Spagna, tosta avversaria del girone, mettendo l’ipoteca per i quarti di finale. Dovessimo andare ad elencare i successi dei nostri in ogni  pratica agonistica in corso dovremmo star qui  fino a notte fonda. Non ci impippa più di tanto  la Vuelta, visto che per noi le maglie di prestigio son rosa e gialla, ci tiene invece col fiato sospeso la tenzone in MotoGp con il nostro Pecco contro il nostro ( per metà) Fabio.

ALTRO. Di una Europa tanto sbalestrata e smarrita non parliamo. Speriamo solo che qualcuno proceda per darle, quanto prima, una direzione comunitaria in almeno quattro ingombri: Salute, Emigrazione, Difesa ed Economia ( ricerca, materie prime, fiscalità). Speriamo anche che il buon Matterella che tanto ha meritato nel settennato precedente lasci il timone, magari ad un esperto trombato da inesperti che, a sentire loro, saranno in grado di far sfracelli. Il nostro, appunto, e quello d’una Europa ( dicevamo) che  in questa, con il russo non ancora sazio d’ammazzare bambini, appare più sbalestrata e smarrita.

( dal 17 agosto 2022). Commentare quel che l‘Italia del nuoto ( vasca e mare) va mostrando al Mondo non solo
è esercizio improbo, forse più adatto ad antiche  penne, ma incredibile.

Se pensiamo che fino a qualche decennio fa manco avevamo piscine. E che laddove esistevano  ( al massimo) potevano partorire qualche topolino ( si fa per dire)   da spedire  contro mostri acquatici. Inarrivabili. Fantastici.  Eppure, ultimamente,  laddove  Araba Fenice ha deciso di mettere nido,  in acqua e non solo in acqua, quel che appariva impossibile s’è clamorosamente reso possibile. Perchè, adesso, ad essere inarrivabili siamo noi, che d’azzurro tingiamo lo sport mondiale.
L‘Europeo non è un Mondiale e tantomeno un’Olimpiade, quindi meglio non gasarsi troppo, e tuttavia di quel che accade in acqua nel globo è indicatore, eccome. Basta raccogliere i tempi, ma anche valutare  formazioni come la mista maschile tricolore che ha mandato in vasca quattro moschettieri che ‘aggiornano’ gli eroi di Dumas.
Ad essere incoronato atleta della manifestazione è stato il giovane fenomeno rumeno Popovici, autore del record mondiale della specialità più ambita, i cento stile libero, a prevalente proprietà d’altri continenti. Giusto, ma senza dimenticare  l’immenso Greg, battuto nei 1500 m sl dall’amico ucraino, ma pur sempre cinto di lauro. Infatti sta andando a tuffarsi ( da venerdì 19) in mare aperto. Per  medaglie che, se arrivassero, pur non  tutte dorate, chi altri potrebbe potrebbe negargli  il primo piano sulla scena globale?

CURIOSITA’. Al momento ( 18/8) questo è il medagliere dell’Europeo del  nuoto: Italia, 52 medaglie ( 19 oro, 19 argento, 14 bronzo). Una cifra mai raggiunta e che quelle vinte
da  Gran Bretagna ( 5/6/7), Francia ( 3/7/7) e Germania( 3/2/4) messe assieme non riescono ad eguagliare. Infatti noi ( salvo errori) siamo a 52 medaglie, loro a 44.

CALCIO E COMMENTATORI. Tuona il giovane  commentatore del diffuso network : ‘ Inutile strombazzare, che il nostro sia diventato un campionato di ( più ) basso bordo
è ormai assodato. Per cui come fecero a suo tempo gli olandesi anche noi dobbiamo farcene una ragione. Siamo diventati meno importanti, perchè da noi  si transita e poi si vola via, e se vogliamo partecipare ancora  alla contesa internazionale dobbiamo accettare  d’essere  destinati   a perdere  e ( non)  a vincere’.

Nelle circa 76/77 Champions finora disputate  ( oltre ad aggiudicarcene 12)   circa 28/30 volte siamo arrivati in finale. Poco meno della metà.
E  qualcosa in più degli olandesi che belle pagine di storia pedatoria hanno scritto ma solo per  quattro trofei,  tre con  Ajax ( primi anni Settanta)  e uno con  Psv ( 87/88).
Vorremmo  pertanto  chiedere al   giovane  commentatore del diffuso network come possa ( anche solo) pensare che un campionato che s’è guadagnato il meritato posto nella ristretta aristocrazia calcistica europea possa d’ora in avanti andare in campo non solo  per perdere ma a recitare  da plebeo ?
Dobbiamo farcene una ragione? Ma chi è che alleva cotante menti e le lascia indefessamente ciarlare? Nell’attesa di novità,  quel che possiamo fare noi, è cambiar network  o spegnere
il televisore. Infatti rispolverare  la santa pazienza di Giacobbe  con  generazioni di annunciati  perdenti a chi giova?

CALCIO E NON SOLO. Prima di campionato con tutte le big vincenti. Nulla di anomalo in un calendario stravolto da un mondiale natalizio. Se qualche nota si può fare come  evitare la Signora, che compera ma solo ( costosissimi)  vasi di coccio? Oppure la Beneamata che se non si libera del cinese che vende per comperare, o meglio, per guadagnare, come potrà tornare a far sognare i suoi appassionati  fans?
Ma anche il Diavolo che, zitto zitto, s’è riempito di giovani aspiranti campioni sperando però di non venderli al primo viandante che sborsa danari. Senza dimenticare la Lupa che il  redivivo Mou Mou va lentamente riportando nell’Olimpo di un campionato che mai accetterà d’essere subalterno a nessun altro. Manca di dirigenti, stampa adeguata e stadi, vero, ma è talmente carico di cultura calcistica che, come dice Bojinov, non può fare da cicisbeo a nessun altro. Soprattutto quelli  ‘ omaggiati’ a ‘spendaccioni‘ arrivati dai quattro venti.
Il nostro Pippo non vince più. Perfino due svisserotti gli hanno negato oro e argento alla crono dell’Europeo. Mentre nell’atletica, sempre europea, è tornata a brillare alta nei cento piani
la stella del sor Jacobs, l’uomo più veloce al mondo.
Potremmo andare avanti con ginnastica artistica, sincro, canottaggio, gioco delle bocce, che in ogni dove dovremmo annotare una qualche impresa, guarda un po’, tinta d’azzurro. Con un filo d’angoscia: ma quando mai potrà tornare  un’età ( sportiva)  come questa?

 ( 16 agosto 2022). Quando tra qualche decennio, magari con un  nonno al fuoco del caminetto, qualcuno  andrà a raccontare
di qual colore s’è tinto il mondo dello sport in questa prima parte del millennio, e con lui la nascente Europa, ci sarà qualche pargoletto che stenterà
a credere quanto gli verrà raccontato. 

Infatti se si vanno a contare i trionfi in maglia azzurra in ogni competizione, in ogni disciplina, in ogni categoria, è impossibile non perderne qualcuno. Dai motori alla pesca sportiva, dall’atletica alle bocce, dal nuoto alle corse con i sacchi o  le carriole con la rana sopra. Non c’è disciplina dove una pennellata d’azzurro sia stata omessa.
Spesso e volentieri con gioia. Come nel festoso ( e commovente) abbraccio finale ( culminato con l’esibizione del fuori quota Giorgio con la bravissima bimba down) agli europei di sincro, con i giudici sul banco a danzare, e  tutte le bandiere presenti finite in vasca per  dimostrare che dopo l’ aspra vetusta contesa in gara tornano affratellate  nel momento in cui annusano
il vento di una nuova grande nazione che da troppo tempo aspetta sull’uscio della storia.

ALCUNI RISULTATI ( lunedì 15 agosto). negli Europei di nuoto di Roma abbiamo collezionato 14 ori, 13 argenti e 7 bronzi ( Gb, 2-4-6; Francia, 3-4-5). Nell’European Champions ships ( 14 sport) di Berlino, nel  canottaggio:  8 medaglie ( 5 olimpiche), come Gb e Romania:  nel ciclismo su pista:  10 medaglie, come la Germania e una in meno della Francia. 

STADI IN SOGNO. Chissà se il buon presidente Gravina  si sia mai chiesto quanto stanno perdendo le squadre di calcio senza stadi nuovi e di proprietà ?
Tanto quanto  non se lo chiede  quel nasone senza fiuto  che se governa  la città dei meneghini come   San Siro  che altro potranno costoro se non implorare  la cara Madonnina
di provvedere per  tutti  loro  in  proprio?

Intanto, con il miraggio  lontano un decennio di organizzare un Europeo in casa, speriam non a pallone già morto e sepolto, questa è la situazione stadi  di calcio fotografata da  Il Sole24Ore ( domenica 15 agosto 2922):
Milano (  alternativa SestoMilan e Inter continuano  a consegnare documentazioni in Comune senza tirare fuori un ragno dal buco;
Roma, superato il trauma Tor di valle, i Friedkin e  il Comune hanno individuato l’area di Pietralata come la più idonea per il nuovo stadio  che nella loro immaginazione dovrebbe completarsi tra cinque anni; patron Lotito della Lazio si è invece dirottato sul Flaminio da riconvertire in struttura polifunzionale;
Bologna si guarda al 2026 per completare la ristrutturazione del Dallara; a Firenze non si molla il Franchi da riconvertire entro il 2026; a Monza, l’Immortale ha ristrutturato ) ovvio) in tempi record  la tribuna Est  del Brianteo, con ventilato progetto d’un nuovo impianto;  a Cagliari continuano ad inseguire il sogno d’un nuovo Sant’Elia, grazie anche al partner Costim, dal Comune  in concessione per ‘soli’ cinquanta anni.
Tutto qui?  Non basta? Certo è che come si farà alzar la faccia davanti a quelli d‘Albione che di stadi nuovi pacca ne hanno a bizzeffe e sciolti dall’ingombro pubblico,  non sarà tanto agevole. Per altre tre o quattro generazioni almeno. Che se  l’Uefa anche ci affidasse  un Europeo  potrebbero girarsi attorno ai tempi loro per chiedersi a qual pro.

 

 ( dal 3 al 16 agosto 2022). Non c’è niente da fare. Non molla. Lui, Toto di Vindobona,  che col chiarore dei suoi vestimenti evoca
alla mente  i fantasmi  di illustri antesignani: Policrate di Samo, Clistene di Sicione, Pisistrato di Atene e Dionigi di Siracusa. Lui, certo, non ne vuol sapere di omaggiare  la ‘ rossa’  per quel che è la ‘rossa’.  Per il bene suo e delle sue ‘frecce’,  ovvio, non certo delle auto che volano sulle piste. 

Invocando   ( fantomatiche) ragioni di sicurezza la Fia,  che  non dal nostro  buon  Domenicali è  governata ma dall’avvocatessa Shalla Ann Rao, ex consulente Mercedes, grande amica ( e ti pareva…) del Toto, ha deciso di passare dalle ciacole ai fatti.
Tanto  sa che contro la forza ragion non vale. Porpoising e bouncing infatti  sono termini che indicano un qual saltellamento delle monoposto sul rettifilo, fenomeno che disturba assai ( guarda un po’) soprattutto i due della Mercedes, che come nel passato, non riuscendo a tirar fuori il ragno dal buco, aborriscono il merito e invocano il diritto.
Tant’è che non sono pochi quelli che vorrebbero ‘segare’  le ultime sette maglie iridate  ( almeno) in due parti per assegnarne una al pilota e l’altra al menagers, in questo caso al Toto di Vindobona, che attorno alle ‘ frecce‘  altro non vuol che il silenzio assoluto.

Guai a chi non le fa vincere! Guai a chi non si genuflette al loro rombare !

Ovviamente l’ avvocatessa Shalla Ann Rao del diritto di veto della ‘rossa’ se ne sbatte assai. Del resto ha forse già saputo che il  buon Binotto altro non sogna che di tornare a pesca
sul  suo Lemano, e che i concorrenti attorno più che a formare un gregge altro non faranno.
E così dopo aver visto una F1 rinascere dopo un decennio passato in cattività, dovremo aspettarcene un altro simil più o meno. Comunque, mal che vada, torneremo a  spegnere il televisore, come abbiamo fatto con la F1 per un decennio,  dove vedere  la ’rossa’ costretta  al palo era men divertente della corsa con i sacchi o della  gara con carriola e rana sopra.

MORALE. Dal Gp  di  Spa entra dunque in vigore la direttiva 30/2022. Estrapoliamo.  Dal 2023 il fondo dovrà essere di 25 mm più alto da terra rispetto ad ora.
Verrà introdotto il test di deflessione laterale del fondo più severo. Con un sensore più preciso per riqualificare l’oscillazione aerodinamica.

ALTRE DALLO SPORT. Dicono che anche pinguini conoscono il canto degli Italiani. Molto, grazie allo sport. Anzi agli sport. Nell’atletica fin alla prossima Olimpiade contiamo 5 medaglie d’oro. Aspettiamo comunque conferme dai prossimi Europei.  La pallanuoto uomini sta in vetta al mondo delle piscine, quella femminili va ritornando. Soddisfazioni arrivano da un volley  di riconosciuto valore planetario per ambo i sessi.
Nel basket aspettiamo che il Pozz ci liberi ( finalmente) da quelli che snobbano la maglia azzurra per mandare in campo quelli che la amano. Nel tennis, volendo, cominciamo a vedere la possibilità di agguantare qualche Slam. Nel nuoto abbiamo la ‘ squadra più forte di sempre’ e se al Foro Italico dovessimo fare incetta di metalli pregiati nessuno si meraviglierebbe.
Grande è anche la tenuta agli Europei della pista dei nostri ragazzi dl ciclo che si battono contro altri senza manco contare su un impianto all’altezza.
Meravigliose sono le squadre di ginnastica, tra leggiadre farfalle e graziose piccolette ora  installate nell’elite mondiale. Gloria infinita ai motori. Con un Pecco alla caccia del Fabio. Probabilmente stiamo dimenticando qualcuno/a.
Non il calcio che se non la smette d’inseguire  i miti d’Albione come lei lo regalerà ad oligarchi, sceicchi e fondi che giocano il Mondiale a Natale, lChampions nel mese di Pasqua ( magari sotto qualche tenda tra deserto e steppa),  il Campionato tra un ritaglio di tempo e l’altro.  Eppoi,  che centrano dei corridori dai piè veloci con artisti dai tocchi fantasiosi?

BUON FERRAGOSTO.  Ferragosto prende da Feriae Augusti (riposo di Augusto) indicante una festività istituita dall’imperatore nel 18 a.C. che si aggiungeva alle altre festività cadenti nello stesso mese, come i Vinalia rustica, i Nemoralia o i Consualia.
Era un periodo di riposo e di festeggiamenti che traeva origine dalla tradizione dei Consualia, feste che celebravano la fine dei lavori agricoli, dedicate a Conso, dio della terra e della fertilità. L’antico Ferragosto, oltre agli evidenti fini di auto-promozione politica, aveva lo scopo di collegare le principali festività agostane per fornire un adeguato periodo di riposo, anche detto Augustali, necessario dopo le grandi fatiche profuse durante le settimane precedenti.

Nel corso dei festeggiamenti  nell’impero si organizzavano corse di cavalli; gli animali da tiro (buoiasini e muli) venivano dispensati dal lavoro e agghindati con fiori. Queste tradizioni rivivono oggi, pressoché immutate nella forma e nella partecipazione, nel ‘Palio dell’Assunta‘  che si svolge a Siena il 16 agosto. La denominazione ‘palio’ deriva dal pallium, il drappo di stoffa pregiata che era il consueto premio per i vincitori delle corse di cavalli nell’Antica Roma.

Dopo il breve excursus sulle origini, i nostri sentiti Auguri!

 

( dal 26 luglio al 2 agosto 2022). E mentre l’Italietta festante e speranzosa se ne va ancora una volta al voto,
noi possiamo sbirciare qua e là pel Mondo, dello sport e non solo, visto che se non andiam a caccia di qualcosa che ci tenga in questa ‘ valle di lacrime‘ c’è poco da rallegrarsi. Da invogliarsi. 

L‘incipit questa volta va alla ‘rossa‘, che finita in mani peggiori non poteva. Perchè  se è vero che qualcuno ai banchi di  Maranello è riuscito a fare una vettura come si deve per battere le quattroruote del  venditor di bibite e del tiranno in camice bianco, al muretto di Maranello si va ad ogni appuntamento a zompare strategie e apparecchiamenti che stanno facendo crepare dalle risa il Toto, il ( solito)  Max e ( perfino) il ( redivivo) Lewis. E se qualcuno non ci mette mano che altro potrà apparire la ‘rossa’ a fine stagione non quella macchina più forte
che è ma  una sciocca star da operetta?
Intanto ci piacerebbe che il buon Carletto diventasse il cattivo Carletto, nel senso che  quando parla lui che d’auto ( e gomme s’intende) al muretto dovrebbero solo porre ascolto. Ed assecondarlo, come meglio si può. Anche perchè a volte ‘ contenere‘ non vuol dire ‘ perdere’. Come invece van facendo gli uomini del buon Binotto, tra uno scialaquio e l’altro, che se volevano dar agevole iride al Tulipano che tutto chiede fuorchè omaggi  ci sono riusciti molto bene, tra lazzi e ammiccamenti loro e altrui.

Ora la F1 va in vacanza, per riprendere a fine agosto  da  quel di Spa.

Questo fine settimana tornano le moto. Speriam con i nostri in forma. Anche perchè nelle varie categorie c’è ancora molto da decidere.
Nella Moto Gp, ad esempio, non ci spiacerebbe vedere il nostro Pecco davanti all’altro nostro Fabio, che franco-siculo si chiama, proprio come  quel  ‘venduto‘ italo-corso  del Napo ( leone),
dimenticando che a distribuire geni sono nonne e mamme, nonni e padri,  e non già gli  uffici dell’anagrafe.

ALTRI SPORT. Altri sport. Nel frattempo abbiamo colto un mondiale nel Pentatlon femminile, qualche torneo di tennis in attesa della Davis e di qualche Slam, e l’oro nel
torneo Nations di pallanuoto donde abbiamo restituito agli Usa quanto gli Usa ci avevano affibbiato. Insomma al vertice in piscina ci siamo sempre noi.  Nell’attesa degli europei di nuoto
su e giù per la mitica piscina della città tracciata qualche anno fa da Romolo e Remo. 

 

 MARKETING PRO PREMIER. L’allenatore italiano della mitica Ungheria non tentenna ‘ Il miglior campionato d’Europa è la Premier. Non ci sono dubbi’. Nell’ascoltarlo
vien però  il sospetto ( forse cattivo ) che nel sentenziare  pensi a quell’addetto che in uno stadio inglese che  accende e spegne le luci incassando più di lui.
Del resto non è l’unico che fuor d’Albione si prodiga a far marcheting ( gratuito) Pro Premier, che  ( non si sa perchè) già  incassa tre volte il nostro. Che non ha stadi come si deve ma che  di storia ne reca sulle spalle. Che del calcio conserva il culto di artisti e non  di maratoneti veloci. Che della Premier mai avrà osseqio. Proprio mai. O non crederà mica  il coach italiano d’Ungheria che Juve, Milan, Inter abbasseranno lo sguardo davanti ad una casacca d’Albione?

( Ndr) Champions Juve 2, Milan  7, Inter 3; Liverpool 6, City zero, Chelsea 2.

( dal 16  al 25 luglio 2022). E così, tra un tiraemolla e l’altro, i fenomeni della politica nostrana sono riusciti a mandare
a casa Deaghi, il tecnico dei tecnici, che quando girava all’Estero trovava sempre qualcuno che l’ascoltava, e che con la sua esperienza e competenza qualche protezione in più garantiva ad un Paese che ( da decenni) non sa più esprimere una classe politica all’altezza di tanto onere-onore.

Lo stesso Presidente questa volta è apparso insolito, confuso, accettando dimissioni che porteranno alle elezioni d’autunno, ovvero ad un altro inutile costoso bailamme, che con la drammatica situazione odierna e gli impegni a cui deve assolvere il Belpaese per non precipitare nel baratro, nulla a che vedere.
Infatti a destra si cerca di mettere insieme i cocci con il concorso di quelli che i cocci li hanno fatti, grazie ad un immortale  e tumefatto leader, una biondina loquace fino allo stremo e un buon frequentatore di bar da vecchia e cara Valbrembana;  mentre  tra i cosiddetti 5Stelle non si sa più dove raccattare  stracci e volti anonimi.
Con il  Pd  che, da buon partito di potere, attende come il cinesino sulla riva del fiume i resti di qualche  ‘rompimaroni’ per non perdere le posizioni acquisite, e così via.  Tanto siamo, tanto ci aspetta. Per fare un governo prima di Natale, nell’attesa di disfarlo il Natale dopo. Di capaci e competenti non si parla. Neppure tra quelle donne che invece di portare il nuovo si sono accoccolate  ( si fa per  dire) sulle ( ben più)  comode  ‘ quote rosa‘.
Nel frattempo, ad allargare lo sguardo, non  che l’Europa sia messa meglio. Con quello là che, con l’alibi di un accerchiamento più di nome che di fatto va  ammazzando chi capita
davanti a suoi scagnozzi raccattati tra le moltitudini di poveracci e infami che popolano la steppa e zone limitrofe. Un’Europa che s’attarda, senza leader e senza idee, difendendo l’illusione
e rinunciando a guardare in faccia alla realtà. Per anticipare il  conto che prima o poi le verrà presentato.
In una situazione che, quanto si dice della storia che passa e non ritorna, tanto ci richiama quell‘Ellade  delle mitiche poleis dapprima vittoriose sul Persiano e poco dopo
ridotte in schiavitù dal’ barbaro’ che studiava falangi tra i monti della Macedonia.

 

IL WEEKEND SPORTIVO. Che dire? Son state più  le ombre o le luci ? Cominciamo dalle ombre. Intanto da quel Berettini che più che superare problemi fisici deve evitare cali di tensione quando la tensione occorre per chiudere incontri già vinti o quasi vinti. Come il suo contro il figlio di un bravo giocatore danese.
Non è andata bene manco la spedizione dell’atletica ai mondiali di Eugene. Un bronzo ( Ortigara) e un oro ( Stano) , più qualche piazzamento, francamente, non possono essere considerarli un bottino di pregio, dopo che non oltre un anno fa con cinque ori olimpici c’eravamo illusi d’essere entrati ( finalmente) nell‘elite della pratica sportiva più antica al mondo.

Non è andata bene manco ai mondiali di Budapest della pallanuoto maschile, battuta dalla Spagna. E non parliamo della pallavolo maschile finita, tra le quattro finaliste Nl a Bologna  ultima. Umiliata, tra l’altro,  dalla Francia di uno dei tanti ‘ venduti’ tecnici azzurri   che si dilettano a fare la fortuna di campionati   manco paragonabili al nostro.
Da ultimo la nostra fantomatica presenza al Tour, che qualcuno, imperterrito, continua a celebrare come il ‘ più prestigioso al Mondo’, zeppo di fenomeni, che corrono tanto  per correre, puri e gentili come i cavalieri della Tavola rotonda , tanto che un anno sale sul podio uno e l’anno dopo un altro. Sconosciuto o meno poco importa. Un Tour dove manco il nostro Pippo s’è tolto la soddisfazione di far vedere quel che vale contro il cronometro.

E veniamo alle luci. Quella di Stano, ovviamente, nella 35km di marcia ai Mondiali in Oregon. Un campione che misura la sua grandezza non solo per una marcia senza ammonimenti ma soprattutto in gesti che fan credere che non tutto, agli alti livelli,  è perduto. Infatti, dopo un finale mozzafiato, come dicono i ripetitivi cronisti odierni, non s’è preoccupato di esultare ma di soccorrere il coetaneo del Sol Levante stramazzato a terra dopo strenua e leale contesa.
Altra inattesa soddisfazione ce l’ha fornita il ventenne Musetti opposto in un 500 ad un altro ventenne, virtualmente numero uno al Mondo. Immensa gioia, invece, ci è stata donata dalle ragazze del volley, prime in Nl, davanti alle migliori squadre del Mondo. Con quella Paoletta che fatto un Natale fuori casa, speriamo che  torni da noi il successivo. Non possiamo omettere in questa anche la scherma che ha riportato a casa gli ori ( maschile e femminile) del fioretto, concludendo il Mondiale con otto medaglie ( 2,4,2)  al pari della Francia. 

Tra ombre e luci, infine, mettiamo quel che attiene alla ‘rossa‘. Fragile eppure forte, la più forte del lotto, che però deve pagare il costo di una ritrovata competitività.
Non tema quindi nulla di grave il Carletto, stia invece attento ai maneggi in Fia del Toto il buon Binotto, perchè si sa che i tiranni sono sempre desti e mai muoiono.
Tiene una vettura che prende un secondo al giro, non potendo altro ricorre ai regolamenti, come suo solito.
E qui si vedrà se il buon Domenicali  è stato messo  al vertice per pendere dalle labbra di  Shalla Ann Rao, ex consulente Mercedes, oppure  saprà fare di suo. O meglio, di suo in favore di  un agone dove è bastato ridare libertà alle ‘  rosse‘ per ritrovarselo pieno zeppo di fans d’ogni età e nazione.

( dall’8 al 16  luglio 2022). E se da un lato c’è un’Italia del calcio sepolta sotto i debiti ( 4,4 mld ) che invece di promuovere il suo fascino ultra centenario  non fa altro che celebrare le altrui virtù, come quelle di Premier ,  una moderna macchina- raccolta danari  donde il detto ‘ pecunia non olet’  ha trovato adeguato alloggio, riunendo combriccole che con la palla ( storicamente) introdotta dai romani e aggiornata dagli inglesi, poco o nulla hanno mai avuto a che fare,
dall’altro, c’è una Italia sportiva che continua a meravigliare chi  di sport s’interessa e non di altro.   Parliamo del volley, tanto per citarne uno, che in una domenica sola s’è aggiudicato quattro finali internazionali: nazionale femminile in Nation League ( 3-o al Brasile),  europei  Under 18 maschile ( ( 3-o alla Francia), europei Under 22 maschile( 3-1 alla Francia) e europei Under 21 femminile ( 3-2 alla Serbia).
Si dice che la Paoletta, 23 anni, nostro fiore all’occhiello, per via d’un insolito cachet stia volando in Turchia. Se così è non ci riesce di augurare altro  che a Natale vada pensando di tornare dove il Natale è   una famiglia, la sua famiglia,  sempre attenta  alla bisogna,  e non solo al conto corrente.

C’è anche un Tour che va sempre più diventando uno spettacolo  figlio del moderno racconto virtuale che non di quello dei  cantori dell’ epica sportiva.
Basta infatti rimirare la impalpabile contesa  sulle pendenze del  Mende ( 14a tappa) con  l’asfalto  dipinto di giallo, donde  Tadej Pogacar, 23 anni, cerca di staccare tra due ali di folla in suggerito delirio il rivale Joans Vingegaard, 25 anni, al momento maglia gialla.
Come c’è anche il nostro sfortunato Matteo che deve  accontentarsi ( si fa per dire) degli Us Open e delle Finals. Per nostra letizia, Araba Fenice vuole che a non farcelo
rimpiangere più di tanto sia comparso   quel ventenne del  Sinner come mai s’era visto.

TIRANNI, AUTO E PILOTI. Disfarsi dei tiranno non è impresa facile. Non ci riuscivano gli antichi, che altro potremmo noi?
Anche perchè i tiranni pur di ritornare sui cadreghini  ( dalla notte dei tempi)  sono disposti ( con le buone o le cattive) a far tutto e il contrario di tutto.
Qual è  dunque  l’aspra  contesa? Dalla gara di Spa del 28 agosto saranno introdotti controlli più stringenti sul fondo delle vetture e un sistema di misura delle oscillazioni verticali, basato
su un algoritmo a cui tutti i team dovranno attenersi per limitare il fenomeno.
Le squadre cominceranno a provare le nuove configurazioni al GP di Francia della prossima settimana, per adeguarsi alla direttiva tecnica 39 ( Ferrari e  Red Bull sarebbero già nei parametri). E fin qui tutto è accettabile. Ma la Federazione è andata oltre, annunciando l’intenzione di cambiare il regolamento 2023 introducendo ulteriori restrizioni per eliminare
del tutto il ‘ porpiosing‘.
Il fondo delle vetture dovrà essere più alto da terra di 25 mm, il diffusore posteriore sarà ristretto all’uscita e sarà ammessa meno tolleranza nella flessibilità dei bordi laterali del fondo, essenziali per creare ’sigillo’ aerodinamico che migliora l’effetto suolo e dunque le prestazioni in curva delle F1.

E’ qui casca  l’asino. Perchè il cosiddetto ‘nuovo’ null’ altro sarebbe che il milionesimo   ’ favore politico’ che la Fia elargirebbe  al tiranno Toto, team principal delle  sverniciate ‘ frecce d’argento‘, al momento in discreto  esilio ma pur sempre  pronto come i  suoi antenati della Magna Grecia a riprendersi ogni ben di Dio della casa madre.
Infatti anche i più ingenui sanno che proprio le vetture del Toto sono le più colpite dal porpoising, che se di nuovo aiutate dagli amici da merenda  recupererebbero  in breve una bella fetta del loro ( insipiente ) ritardo. Mentre Ferrari e Red Bull è certo che si vedrebbero  private delle caratteristiche che hanno reso vincenti le  vetture 2022.

Sul piede di guerra, questa volta, non ci sono solo le prime della classe, ma anche Alfa, Haas, Alpha Tauri e Williams, tutte convinte che i cambiamenti, i soliti improvvisi e mirati cambiamenti, altro non sarebbero che il solito aiuto ad una grande industria che però affida il suo prestigio non ai risultai in gara ma agli amici degli amici che. rinnovati o meno, continuano a garantire una sorta di dittatura della squadra di Stoccarda sulle altre. Tutte le altre, sia claro, nessuna esclusa.
Per modificare il regolamento serve il voto favorevole della maggioranza dei team, che manca. Ma alla Fia è approdata di recente  ( guarda un po’)  come direttore esecutivo Shalla Ann Rao, ex consulente Mercedes che,  in questo caso, potrebbe dribblare il normale iter di approvazione delle decisioni facendo leva sul presunto pericolo per la sicurezza.
Furberie ghignerebbe  il dottor Azzeccagarbugli. Ed è proprio per questo che quando vediamo tanti, troppi,  ad eccitarsi nel celebrare odierni piloti come il Lewis, li troviamo un poco  patetici. Un poco. Perchè se tra i tanti ( improvvisi e mirati ) cambiamenti Fia dovessero anche introdurre quanto di un titolo mondiale va al pilota e quanto ad un team principal come il Toto, che altro potrebbero  se non   tagliare ( almeno )  in due l’iride per vestire ( di regola)  gli autentici vincitori?

Che Binotto e Horner si siano desti è già qualcosa, anche perchè quel Domenicali   ( con  Shalla Ann Rao direttore esecutivo)  ci sa tanto che poco conti.

( dal  4 al 7  luglio 2022). Quando la ‘rossa’ s’accinge a scriver le sue paginette di gloria si sa che chiede alimento   non  a  commentatori odierni ma  a poeti come come Omero e Virgilio, che di epica s’intendono, e che di epica devono  trattare quando a fornire  il materiale è un prodigioso ippogrifo ‘rosso‘ che è meglio stimolare piuttosto che sfidare o ‘ cercare d’ingannare‘ come hanno provato a  fare (  qualche anno addietro) un tiranno ( ora ) spodestato e la sua ( impunita ) combriccola.
Un ippogrifo meglio noto come  la ‘ rossa’ che anche quando attraversa tribune d’altro colore organizzate in minoranza non va mai. Com’è capitato lungo tutto il percorso del Gp d’Austria intrapreso dalla ’rossa’  sotto cattivi auspici. Scaramucce in casa,  gara Sprint ( comunque ) al grande avversario  aggiudicata, sorriso del Max fin alle orecchie .
Non è che in gara tutto sia filato liscio. L’ambizioso Carlos è finito tra fiamme e fumo, e anche il Carletto ha dovuto chieder soccorso a risorse impensabili  per quell’acceleratore che non funzionava. Epperò tutto ha contributo ad un ulteriore trionfo, o meglio, a scrivere quelle paginette  di gloria sportiva che i poeti penseranno a rendere immortali.

Con tutte quelle tribune ricolme di popolo festante  vien da chiedersi come sia stato concesso per anni di ‘sabotare‘  le prestazioni di quella ‘rossa‘ alla quale, con tutto il rispetto per il valoroso campo avversario, gli dei delle auto hanno concesso di affidare sogni, anche quelli  impossibili, che donano ad una domenica di sport  ricordi indimenticabili.

CURIOSITA’. I tecnici Red Bull non penserebbero più alla massima efficienza ma semmai ad incrementare il carico generato dal fondo nei curvoni veloci, fattore distintivo della F1-75. Lo conferma anche la differenza ormai minima di velocità massima tra le due vetture. Le differenze sembrano  sempre più sfumate e costituisce fonte di orgoglio per  Maranello che sia la RB18, leader attuale, a integrare le soluzioni della F1-75 e non il contrario.

F!.GARA SPRINT. Verstappen ( Red Bull, 8 punti), Leclerc ( Ferrari, 7 punti) Sainz ( Ferrari, 6 punti).
F!. CLASSIFICA PILOTI.  Verstappen ( 208 punti), Leclerc ( 170 punti), Perez ( Red Bull 151), Sainz ( 133).
F!. CLASSIFICA COSTRUTTORI. Red Bull  359 punti, Ferrari 303, Mercedes 237.

PROSSIMI GP. 22-24 luglio Francia; 29-31 luglio Ungheria; 26-28 agosto Belgio. 

ALTRE DI GRANDE SPORT. Per la settima volta a big Joko il torneo di Wimbledon. Che tra i suoi avversari il più ostico sia stato il nostro Sinner ( battuto dall’esperienza ma non dalla bravura )  la dice lunga su quel che potremo vedere sui campi da tennis, Wimbledon compreso, nei prossimi anni.
Al Tour dei cosiddetti fenomeni in voga è il duo Van Aert-Pogacar, mentre il Giro donne ( con buone prove delle nostre) è andato alla Van Leuten. Nel volley di Nation League gli azzurri travolta anche l’Olanda si accingono alle finali di Bologna con un pensierino al Mondiale. Stessa musica per le azzurre pronte per le Finals in Turchia. Non finisce di maravigliare il Grande Greg, che nella città olimpica vince la tappa delle World Series di nuoto di fondo.

Gallo, scelta Celtics, in Usa, va a caccia dell’Anello, come sesto uomo. Batosta contro la Georgia dei perdenti del rugby. Ultimo test iridato verso il Mondiali di atletica di Eugene. Due azzurri  ( Pettorossi ed Herrera) nel pool delle 4×100 hanno gareggiato senza brillare. Umberto Gandini rieletto presidente di Lega basket fino a giugno 2025.

 

 ( dal  4 luglio 2022). E mentre il criminal figlio della Moscova continua a fare vittime innocenti per un disegno che più anacronistico di così non potrebbe,  protetto  a sua volta dall’ amorevole cinismo   di quei democratici che continuano a dettar una sola  legge sotto la muraglia, in Occidente la vita continua. Nella sua normalità apparente. E così nello sport, che di questa normalità speriamo non sia lo specchio ingannevole.

Uno sport che  bene e spesso  si tinge  di tricolore. O meglio, di quell’ azzurro partorito da Araba Fenice al quale il tricolore ha demandato di rappresentarlo. Incredibile a dirsi, ma, ultimamente, anche i pinguini dell’Antartico hanno imparato  l’Inno degli Italiani.  Più o meno obbligato  in tutte  ( o quasi)  le discipline disponibili.
Da quelle praticate tra e sui   monti a quelle che veleggiano sui  mari; da quelle storiche a quelle più recenti; da  quelle assai diffuse a quelle meno  note. Fare elenchi non sta bene. Anche perchè non siamo qui a celebrarci, ma a meravigliarci di cosa può quel curioso stivale che accoglie ( senza remore ) i popoli più disparati e spesso anche più disperati.

Ma restiam su quest’ultimo week end. Sorvolando sul calcio che comunque va preparando le sue sorprese per l’ imminente nuova stagione, e sbirciando quanto accaduto, qua e là. Cominciando dalle note di cronaca non felici, come la finale mondiale di pallanuoto maschile arrivata ai rigori ad oltranza e ceduta da mano imberbe ai campioni d’Ispagna.
Una sconfitta, dopo tante vittorie, che ci sta, anche perchè concessa dopo  una sostanziale parità di meriti, che potranno tornare motivazioni forti ai futuri  due mondiali e all’incombente Olimpiade parigina.
Al Tour ci aspettavamo la prima gialla del Pippo, ma la cattiva stagione l’ha solo  rimandata, perchè se tempo e   buona sorte non latitano il più forte contro il tempo resta sempre  lui.

E passiamo alle note felici. Le più clamorose. Giunte dal volley femminile che se ne va alle finali Nation League di Ankara da terza in elenco. Non male per il proseguo del torneo. Giunte inoltre ( perfino) da quelle pedane dei tuffi dominate ( a prescindere) da fringuelli e fringuelline con gli occhi a mandorla,  che hanno concluso ( con l’argento Pellacani-Santoro ) dal mondiale ungaro per tutto il globo  senza parole.
A proposito di fringuelli e fringuelline è proprio impossibile dedicare loro uno spazio a parte lasciando agli altri, a tutti gli altri, dove   certi graziosi  uccellini sono introvabili, almeno l’illusione  di aspirare anche loro a qualche metallo pregiato?
Note felici giunte, in particolare,  dal tennis e dalle auto. Sbirciamo le prime. Infatti, nel mitico centrale di Wimbledon dove hanno convenuto per celebrarlo tanti campioni passati e presenti, si sono dati appuntamento due baldi ventenni che, a detta dei più, sono presente futuro di questa planetaria disciplina. L’uno, Carlos, più giovane di un anno, spagnolo, già strutturato e più saltellante  d’un grillo, era annunciato come il crack dei campi da tennis  e non roba poco conta.
L’altro, Jannick,  italiano, allampato e flemmatico, con lo sguardo perso tra le fantastiche montagne dell’Alto Adige, era dato invece come vittima sacrificale, con qualche possibilità di rifarsi in seguito, ma ( al momento)  solo e soltanto  come vittima sacrificale.

Senza fare i conti, per l’ennesima volta,  con il volere di  quel mitico uccello che tiene nido nella terra degli Italoi e  che rinasce dalle proprie ceneri. Donando  prodigi. Come quello che i fortunati convenuti nell’arena centrale di Wimbledon  hanno potuto ammirare.
Non tanto come anticipo di futuro, ma di assaggio del presente certo che speriamo  non venga rapidamente bruciato dalle brame di sport planetari come il tennis. Prossimo test probante per il Nostro sarà  il Dioko super  favorito.

Sbirciamo anche sull’auto. Dove a riempire autodromi e platee varie, un volta  ostracizzato il tiranno,  è dovuta tornar  la ‘rossa’, ma con ambasce non tanto tecniche ma gestionali.
Sì, perchè come si può bene e spesso costringere  quello più deputato all’iride scendere ogni volta dalla sua ‘rossa‘ con la testa china?
Ma chi decide al muretto? Il sor Binotto o i soliti ‘ tutti e nessuno‘? A due passi dalla casa del venditore di bibite negare  il sacrosanto cambio di gomme scusandosi col dire non c’era tempo è parto di dilettanti o di malevoli compagni di viaggio? Ma alla ‘rossa’ dei giorni nostri a nessuno  tange  di  gettare al vento tanto ben di Dio ? Il sor Elkann, capo dei capi, tra uno svolazzo e l’altro, non sarebbe ora che mettesse mente locale anche a quello che pur tra tanti interessi meglio lo individua e  lo qualifica?

Passare il tutto in cavalleria  come vorrebbe il buon Binotto  scusandosi col dire che ( in fondo)   il buon  Carletto  qualche punticino sul Max    in ambasce l’ha guadagnato, non è come prenderlo in giro? O meglio, come dice l’ingGigi,  umiliarlo? Anche perchè non  è che  il Tulipano, già forte per conto suo, nonostante le rare  ambasce, senza spremere più sudore del necessario,  va ritrovandosi tra le mani un titolo che  ad altri  andrebbe meglio  assegnato? Prossimo Gp in Austria. 

F1 2022. CLASSIFICA PILOTI. Verstappen, punti 181, Perez 147, Leclerc 138 ( -41).
F1 2022. CLASSIFICA COSTRUTTORI. Red Bull punti 328, Ferrari 265.

( dal  27 giugno al 3 luglio 2022). Chi vuol entrare entri, chi vuol uscire escaTanto per recuperare se non le entrate
almeno la consapevolezza di essere del calcio patria antica e moderna che, se cerchiamo di affondare le radici nel tempo, manco gli inglesi ci affiancano.

Gli Inglesi portati ad esempio ma c che del patrimonio rimediato in età moderna si stanno manducando un po’ tutto. E chissà se ai canterini che intonano peana  del tempo che fu resterà qualche panchina di loro proprietà dove assidersi ( anche solo qualche minuto)  per tirare fiato? Lo sceicco, entusiasta, annuncia che a breve la ( sua)  Premier toccherà quota 5 mld, più o meno il triplo di quanto rimedieremo noi che di sceicchi, oligarchi e fondi, ci accontentiamo di quel che passa il convento.
Beati loro che al comando tengono padroni diversi ma perlomeno esperti a racimolare danari, mentre noi obtorto collo altro non possiamo che esperti a ‘ciucciare‘ danari,
quelli ancora caldi, sicuri  e belli, che l’ex campionato mondiale per club riesce ancora ad elargire. Fuor dai giochi ambiti, mentre le nostre storiche  icone  fanno capriole mortali  per non finire in balia di trattamenti e arbitraggi solo da subire, e con i lapalissiani  eredi  di grandi commentatori non più tra noi  che al di fuor del gossip di mercato  poco altro sanno offrire.
Un momentaccio. Che però nel paese dell’Araba Fenice  può trasformarsi in un baleno  da tempesta a sereno. Ne sanno qualcosa i canterini d’Albione che, qualche mese  fa, davanti ad una compagnia rimediata non si sa come da un valente capitano di ventura, certi e baldanzosi, non solo non sono riusciti a vincere ma neppure a perdere.

E comunque sia, anche se il rampante sceicco riuscisse a recare in Premier tanti altri danari, non sogni nemmeno che uno che veste casacche bianconere, rossonere, nerazzurre,
azzurre o giallo rosse, si disponga all’ossequio vassallatico. Semmai sarà l’opposto.
Tanto che sarebbe ora di cominciando a farlo capire, a chiare lettere,  soprattutto a quei campioni veri o presunti che all’Alma Mater si viene  a prendere lauree che sigillano carriere e non pensioni.  Proprio così, allora:  ’Chi vuol entrare entri, chi vuol uscire esca’. Con tanto di nostri saluti, baci e abbracci.

Lapadula che ha  mamma peruviana sceglie la maglia del Perù. Dibala che ha nonna-mamma italiane sceglie la maglia dell’Argentina.
E così un Ricciardo o un Quartararo, un Bertarelli o un Cancellara. Sembra che qui per tutti si goda fuorchè d’essere italiano. Poveri noi, che  in tanti secoli di contributi  al mondo qualche partita avremo  pur  sbagliata!  Come ( non si sa come) per gli ultimi due Mondiali di calcio.
Questo natalizio, infatti,  farà  a meno non solo dei campioni d’Europa in carica, ma di una maglia che sul petto stampiglia quattro stelle che potevano essere cinque se uno dei suoi migliori talenti non avesse  fallito un rigore che  l’ineffabile Eupalla ha voluto finisse al vento.

ULTIME DALLO SPORT. E se  nella moto Gp ’Nuvola rossa’ si è preso un periodo di sosta, in codesto fine  fine settimana torna in pista la ‘rossa’ per elezione che, ad occhio e croce,
il Mondiale se lo sarebbe già giocato, salvo quella nemesi che perseguita inderogabilmente  quanti osano sfidarla  per obliarla.
Ci hanno provato le ‘frecce’ del Toto, con ogni mezzo, lecito e non, ma   stanno pagando il  fio loro; ci stanno provando  anche le auto del venditor di bibite al momento esenti dal sortilegio eppure già in lista d’attesa. Chissà allora qual soluzione potrà sortire alla fine d’un campionato che più lungo di così non potrebbe essere?

Dal nuoto esce uno squadrone come mai avevamo visto. In vasca, dal trampolino, in acqua aperta. Potremmo chiudere anche oltre 20 medaglie, sotto gli Usa e poco meno o poco sopra della Cina. L’uno con 360 mln, l’altra con i,5 mld di concittadini. Che dovrebbero dar luogo a serbatoi molto più affollati del nostro.
Tra gli altri a chi dare la palma di migliore se non a Gregorio PaltrinieriGreg il Grande, oro anche nella 10 km dopo uno dei più avvincenti duelli mai visti? Sempre nella pallanuoto mondiale a Budapest, il  Settebello va ai quarti contro l’Ungheria; al Setterosa nei quarti ci sono gli Usa. Terza e ultima tappa invece di Nation League femminile a Sofia.
Le nostre affronteranno Polonia, Sud Corea, Bulgaria e Thailandia. Le azzurre arrivano a questa tappa da quarte in classifica ( sei vittorie, due sconfitte). Alla Final eight di Ankara invece accedono in otto, Turchia paese ospitante compresa. Datome torma in Nazionale di basket, mentre altri lasciano. Buon viaggio. Parte  da Copenaghen il Tour de France.

In quel di Wimbledon di bianco vestito lascia per Covid il nostro Matteo, che era dato tra i favoriti. Avanzano Sonego e Sinner. Speriamo per non farlo rimpiangere.

NB. Nota. nella 10 km l‘Italia si è aggiudicata anche l’argento, con Acerenza. 

( dal 17 al 26 giugno 2022). Continua la splendida e infinita stagione dello sport azzurro, che la pandemia non ha estinto ma rilanciato a dismisura.
Come mai accaduto nel passato. E un po’ in tutte le discipline, cosa non possibile neppure ai grandi di questa moderna società planetaria.

Eppure demograficamente siam poca cosa. Certo, poco oltre i 60 mln contro otto mld altrui, con tanti problemi, pochi e vetusti impianti  e  infiniti dirigenti quasi mai  all’altezza.
Infatti è la truppa che quando men te l’aspetti tira fuori dalla sua  anima  sorprese a non finire. Tanto che qualcuno ha cominciato a credere che la prodigiosa mitica Araba Fenice
abbia messo ( davvero )  il nido in un ameno anfratto dello Stivale.
Che non è una mala residenza, visto quell’inestimabile e incalcolabile ‘ ben di Dio’  di cui consente di  godere  dalle Alpi al Mare.
In tutto questo l’anacronistico  nazionalismo non centra proprio nulla. Perchè qui non è un Paese che si celebra tra altri Paesi. Ma   un Paese che sta raccogliendo tutte  le sue forze,
dopo qualche  partita giocata male, per tornare a dare il suo  indispensabile contributo al resto della compagnia umana.
Alla sua gente, intanto,  resa ( al momento) talmente sfiduciata che chiede venia ad ogni piccolo rimprovero; all’Europa , poi, che del paese degli Italoi , cotto o crudo che sia,
non può farne a meno; del Mondo, infine,  che proprio qui ha visto partorire un Impero che si da per  scomparso quando invece ( continua) a  covar sotto la cenere
e una Chiesa che  non  solo non eclissa ma che  continua ad issare le sue croci ( spesso martirizzate) in ogni angolo del Pianeta. E non allarghiamoci oltre.
Anche se di pan da manducare ce ne sarebbe ancora. Torniamo semmai  nell’ambito dello sport vestito d’azzurro che, come detto, va  inventandosi  soddisfazioni a non finire.

RISULTATI IN BREVE. Nell’ attesa di tornare in mare con Luna Rossa per vincere la Coppa America,  continuiamo a mietere gloria  nelle  auto e moto.
Nelle auto, dove la ‘rossa‘ di Maranello è tornata a dar del filo da torcere a tiranni e tirannelli che senza di Lei poco o nulla avrebbero da offrire a questa disciplina donde
(  nonostante le apparenze) non sono gli intrallazzi, i danari e la tecnologia, a farla da motore, ma il ‘ cuore’,  quello immenso che quelli innamorati della ‘rossa’ dispiegano  ogni volta lungo i tracciati dove chi attende, imberbe o tardo che sia, null’altro spera che affidarle sogni  da far pervenire  alla benevolenza degli dei.
Nelle moto, dove la ‘rossa‘ di Borgo ha riscoperto una valente sorella  finita senza tanti clamori in quel di Noale. Al momento restiamo più o meno in corsa per le tre categorie.
Anche se, in quella maggiore, per qualche distrazione  di chi governa le nostre squadre, abbiamo  lasciato facile  passo ad uno di quei talentuosi giovani sangue del nostro sangue ai quali qualcuno vuol far credere  che basta nascere in  altrove per  essere dell’ altrove. Un po’ come a quella  pianticella che senza radici vuol restare  alta e bella.

Prestazioni positive, come detto, giungono da più discipline. Nuoto-pallanuoto ( Mondiali), atletica, scherma( Europei), basket e volley ( maschile e femminile), ginnastica artistica.
Ma anche dal calcio che qualche  ‘ cavallone di Troia‘ non perde occasione di  consegnare armi e bagagli a ‘ quelli lassù‘, ormai prede di sceicchi, oligarchi e fondi,
che  spendono e spandono a lor misura,  celebrando non il genio ma polmoni e gambe.  Nutriti non si sa da chi e come, visto che nessuno al riguardo spiccica una parola.

NOTA A MARGINE. Un tal Di Maria, ennesimo  buon calciatore di sangue più nostro che  altrui,  ora in attesa del pensionamento, continua far le bucce a quel che gli offre la Signora,
non una signora qualsiasi, ma  la Signora. Che, lei, come altre nostre auguste signore che hanno fatto la fortuna planetaria della pelota, non sarebbe meglio tornassero a meditare
su quel che dice il poeta?
” O Patria mia, vedo le mura e gli archi e le colonne e i simulacri e l’erme torri degli avi nostri, ma la gloria non vedo, non vedo il lauro e il ferro ond’ eran carchi i nostri padri antichi.
Or fatta inerme, nuda la fronte e nudo il petto mostri. Oimè! quante ferite, che lividor, che sangue! oh, qual ti veggio, formosissima donna! Io chiedo al cielo e al mondo: —
Dite, dite; chi la ridusse a tale? … ”

ITALIA: NE’ FANALINO DI CODA NE’ BUFERA. Basta un nulla per far finire sui media l’Italia nella bufera. Ciò che è avvenuto in questi giorni è significativo.
Dopo l’annuncio di Francoforte di un possibile minirialzo ( mini) dei tassi e le gaffe della presidente Lagarde, il nostro spread è subito schizzato, perlomeno fino al successivo annuncio precipitoso della Bce di un possibile scudo anti spread. In questo frangente, come tante altre volte, la reazione dei nostri giornali stampati e televisivi e dei nostri opinion leader è stata invece univoca: siamo nella bufera! Come fossimo nell’imminenza di un tracollo economico-finanziario o come se l’Italia di oggi fosse quella del 2011.

Invece, oggi, innanzitutto, abbiamo presidente del Consiglio il salvatore dell’Euro e una delle più autorevoli personalità al mondo. Non solo. Nonostante la durezza della pandemia, abbiamo rapidamente recuperato i livelli Pil pre crisi mentre altre nazioni europee, come la Germania o la Spagna, non ci sono ancora riuscite.

Nonostante la guerra russo-ucraina, i rincari dell’energia e dell’inflazione, la nostra produzione industriale nel trimestre febbraio-aprile ha avuto la più forte crescita del trimestre precedente ( +2%) tra i maggiori paesi dell‘Eurozona; il settore edilizio cresce a ritmi da ricostruzione post bellica;
l’export  pur avendo perso gran parte del mercato russo e ucraino e parte di quello cinese, è comunque progredito nei primi quattro mesi di quest’anno del 3% in volume rispetto allo stesso periodo dello scorso anno; le imprese manifatturiere sono piene di ordini e nel primo trimestre gli investimenti in macchinari e mezzi di trasporto sono aumentati in termini reali del 4,3% rispetto al quarto trimestre del 2021.
Il solo leasing strumentale, secondo Assilea, è balzato di un miliardo di euro nel periodo gennaio-aprile 2022 rispetto allo stesso quadrimestre 2021. Con Industria 4.0 la manifattureria italiana è diventata la più competitiva al mondo, la nostra produttività del lavoro nella manifattureria è quella cresciuta di più nel G7 dal 2015 in poi e vantiamo un surplus commerciale con l’estero esclusi i combustibili fossili che nel 2021 è salito alla cifra record di 104 mld dollari.
Il MEF confida altresì che il Pil italiano possa aumentare anche nel secondo trimestre, dopo non essere crollato, come molti temevano, ma essere anzi cresciuto dello 0,1% ( Usa -0,4%, Francia – 0,2%). Dopo i primi tre mesi dell’anno in corso, la nostra crescita acquisita nel 2022 è già del 2,6%, superiore alle stime formulate per il 2023 da tutti i maggiori provvisori. E nella seconda metà del 2022 e nei prossimi anni anche gli investimenti del Pnrr sosterranno in modo importante la nostra crescita e quindi anche la riduzione del rapporto debito/Pil.
Previsto a scendere quest’anno al 147% dal 155% del 2020.

Basta autolesionismi. E’ tempo finalmente di spiegare all’Europa, ai mercati e agli analisti finanziari che l’Italia non è nella bufera, nè tantomeno come la Grecia. Ed è tempo che la nostra comunicazione-Paese diventi più consapevole dei dati reali, più precisa e aggressiva. Nell’interesse nazionale.

Marco Fortis, Il Sole24 Ore, mercoledì 22 giugno 2022, n.170).

INVESTIMENTI ESTERI. L’Italia piace sempre di più a chi, in altre Nazioni ha capitali da impiegare. Nel 2021 risulta in testa, infatti, tra i Paesi dell’Ue per incremento di investimenti diretti esteri ( Ide), con 207 progetti, contro 113 del 2020, e una crescita dell’83%, la maggiore tra gli Stati membri. Questo la fa entrare nella top ten relativa al ranking dei Paesi europei per numero di progetti Ide, consentendone di posizionarsi al settimo posto.
Ciò nonostante sempre in quella classifica, l’Italia mostra una quota di mercato del 3,52% che è in aumento rispetto al 2% del 2020, ma segna ancora una notevole distanza dal principali attrattori di Ide, ovvero Francia (215), Regno Unito( 17%), Germania ( 14%).
Insomma il nostro Paese continua a mostrare, secondo gli investitori esteri, una serie di criticità che ne limitano l’attrattiva: incertezza regolatoria, contenziosi, burocrazia. Imprenditori e manager stranieri, inoltre, vorrebbero un significativo taglio delle tasse; tuttavia manifestano, per la maggior parte, l’intenzione di investire in Italia e la convinzione che, nei prossimi tre anni, il Paese sarà più attrattivo.

( dal 17 al 16 giugno 2022). Se va avanti così sicuro è che, trionfo dopo trionfo,  metterà in ombra tutti gli altri ‘olandesi volanti‘ che dall’opera di Wagner in poi hanno
ereditato i sembianti del marinaio   che da secoli  s’associa alla gente delle terre basse che coltiva tulipani.

Il ragazzo è forte. Probabilmente più a causa della lezione paterna, che dell’amorevole sostegno di Cris Horner o dei perfidi maneggi di Toto Wolff. L’età è la stessa di quella del suo antagonista presente e prossimo venturo, entrambi del 1997,  ovvero quel Carletto che veste i mitici colori della ‘rossa’,  che anche quando perde vince visto che ( da tempo)  macchina più non è ma solo un Ippogrifo alato. Al momento  tutto gira a favore del Tulipano, ma qual nemesi stia preparando la ’rossa’ non si sa.
Semmai si può credere che prima o poi arriverà, magari quando men la si aspetta, imprevista e terribile, sennò come potrebbe continuare a scrivere quelle esclusive  pagine  che ogni volta strappano l’anima alla leggenda?
E comunque, dopo il  disastro dei motori rossi tra le case di Baku, per quest’anno, per il Carletto , specialista in pole, non sembra esserci più spazio per un titolo iridato.  Eppure  sono in ballo ancora 350 punti, tanti,  troppi, per far apparire la differenza di   150 contro 116  invalicabile quanto la muraglia cinese. Vedremo.

F1. GP AZERBAIGIAN ( Baku). ORDINE D’ARRIVO: Verstappen, Perez, Russel. Leclerc e Sainz ritirati per guasto motore.
CLASSIFICA PILOTI. Verstappen punti 150, Leclerc 116.   Prossimo Gp 16/17 giugno in Canada.

CURIOSITA’. Nomina Fia pe  Shalla Ann Rao al posto di Peter Bayer, nel duplice ruolo di segretario generale per lo sport  e direttore esecutivo della F1.
L’avvocatessa Rao negli ultimi anni ha lavorato in Mercedes come consulente speciale di Toto Wolff. Conflitto di interesso o no, non ce n’era ( proprio)  un/una  altro/a per quell’incarico?

FINESTRELLA CALCIOMERCATO.  Viaggia alla grande invece il calciomercato al Max. In ballo tiene Di Maria, Kostic, Morata, Rabiot e Demiral.
Di Maria vorrebbe impegnarsi per un solo anno, a che pro solo lui lo sa. Sicuri che non si possa fare a meno di questi esosi  pensionati illustri? Per Kostic sembra invece fatta. Mentre il bravo Alvaro vorrebbe restare. Rabiot interessa, ma se chiama una inglese l’addio è possibile. Scusate: inglese o no, se uno preferisce altro rispetto alla Signora perchè non accontentarlo subito e   a prescindere? Demiral, dulcis in fundo, è in attesa di quel che vuol fare la Dea: lasciare o riscattare ?
Per il Ciuccio tanto clamore per nulla. Nell’attesa di sapere chi parte e chi resta. Come Koulibaly. La Dea invece vuol rifarsi il look, da Hateboer a Miranchuk. Infine Mou Mou vuole solo giocatori pronti. Le voci danno un contatto con tale ex innamorato Mertens, in uscita da Napoli. 

A margine del calciomercato una nota di colore, guarda un po’, il buon Carletto Ancellotti s’è ricordato d’essere italiano ed è tornato  a bagnare i suoi dorati piedoni di re di Champions nel nostro mare. Con  lui la ( seconda) moglie , l’americana Mariann Barrena NcClay, undici anni meno del nostro che ha spento le 63 candeline.

NATIONS LEAGUE. La compagnia di ventura del Mancio da Jesi ha subito un’altra batosta. Questa volta ad opera dei redivivi alemanni che con noi non vincono manco ad aprirgli porte e finestre. Ora i nostri baldi giovani non son più primi nel girone, guidato dall’Ungheria di Rossi ( 7 punti) che ha sepolto gli arroganti maestri sotto una coltre di gol.

ICONE  DEL NOSTRO TEMPO. Ai suoi figlioli confida  il Beppe, iconica bandiera della Beneamata: ‘ Ho un solo rimpianto nella mia carriera, quello di quella volta in cui avrei potuto andare a giocare in Inghilterra e non sono andato’. Facendo un po’ come quell’uomo che sposò una donna rimpiangendo l’altra. Il figliolo comprensivo dice ‘ E’ uomo sincero’;

il figliolo severo dice ‘ Sincero sì, ma anche piccolo’. Forse perchè non gli era sfuggito che se fosse andata come rivelato dal babbo, per entrambi, ieri come oggi,  due più due avrebbe fatto quattro. Raccoglie il tutto, fidente , l’amico del padre   Fabio, quattro anni di menoche ne frattempo ha recuperato una chioma folta e bruna come manco sognava a diciotto anni.

( dal 9  al 12  giugno 2022). Lukaku, Matic, Podgba: vuoi vedere che la Serie A sta tornado di moda?
A porsi la domanda è l’arguta ‘ rosea’, che del cuore del calcio non si perde un battito.  Domanda gradita, anche se per noi del divano la Serie A , pur con i suoi tanti incapaci e mangia pane a tradimento  che gli ronzano dentro e fuori, e i dannosi  impianti obsoleti che manco il nasone che governa Milano riesca a rinnovare, non solo non è mai passata di moda ma è sempre stata al vertice del movimento calcistico planetario. Dove gli basta poco per assidersi,  possibilmente in alto, o  dove men gli altri se l’aspettano.
Le sirene sul bel calcio d’Oltremanica infatti non ci hanno mai attratto. Nati come fummo tra eroi ed artisti non abbiamo mai preso sul serio  le corse di quei podisti veloci che giocano a flipper su un rettangolo verde senz’ombra di stanchezza.
E soprattutto  ora che si sono messi a capovolgere risultati negli ultimi minuti, quando l’avversario comincia a ritirar le vele convinto che il porto sia  prossimo venturo. Berti Vogt, tedesco leale, commentando la mancata presenza  dell’Italia nel ridicolo mondiale sotto l’albero, non ha trattenuto lo sbotto: ‘ Un Mondiale senza l’Italia? Ma che fanno, non sanno che  è come portare in tavola un brodo senza sale !’.

Con il calcio il fine settimana vede tornare in pista a Baku anche la ‘rossa’. In debito con la carlona ma soprattutto con la sfortuna.

IL TOUR E L’ OMAGGIO ALL’ EUROPA. Dal 1903 non era mai accaduto di condividere la gioia della grande partenza del Tour. Noi che,  del ciclismo mondiale ,  solo e soltanto con i cugini francesi condividiamo  l’onere e l’ onore d’esserne l’ Alma Mater, al cospetto di tale indiscrezione restiamo basiti.

Infatti pare che nel 2024 i responsabili della Grande Boucle abbiano deciso di onorare i pedalatori azzurri, folti e forti come spighe di grano alla mietitura. E che i cugini, anche quando facevano finta d’altro, hanno evidentemente profondamente amato. Anche se non hanno potuto apprezzare come dovuto  Binda, rifacendosi però  con Bottecchia. Nel ’38 avrebbero voluto affogare il Gino che, impavido, dieci anni dopo, esaurite le miserie d’una guerra fratricida, il Tour è tornato a vincere in  età da pensione.
Si sa inoltre che sono rimasti rapidi dai voli del Grande airone che il Tour ha vinto due volte solo perchè lo ha corso  tre  in tutto.  E non sanno ( certamente) dimenticare quel pirata smilzo, imprevedibile e  maltrattato  che ha dovuto battersi contro un tale che per sette anni ha disonorato  una maglia che non sarebbe mai stata sua.
Fatto è che il Tour del 2024 dovrebbe toccare ( soprattutto) Toscana, Emilia Romagna e Piemonte. Per un incontro unico, che oltre che a onorare l’Italia onora quell’Europa che, poco alla volta, nonostante vaticini vari e inconsulti, lasciando in vita epiche storie ed evidenti diversità, sta raccogliendo le migliori forze per dar corso ad una nuova grande nazione. Quanto prima. Con il peso della sua millenaria saggezza. Dentro scenari che mostrano ( tanti) protagonisti pretenziosi, inadeguati, pericolosi.

ANTICIPAZIONI. Dal 26 luglio all’11 agosto a Parigi è tempo di Olimpiade.  Il Tour si concluderà cinque giorni prima, quindi con la necessità di non recar danno a due eventi tanto importanti e giganteschi. La partenza del Tour sarebbe fissata in quel di Firenze ( Bartali e Nencini) per toccare poi RiminiCesenatico ( Pantani), Bologna, Modena, Piacenza e Pinerolo ( Coppi).
Domenica 30 giugno,  seconda tappa con il via da Cesenatico; lunedì 1 luglio, terza tappa ( Modena-Piacenza) con arrivo a Sestola; martedì 2 luglio quarta tappa verso la Francia, con la Cuneo-Pinerolo per incoronare ( finalmente) quello che le grandi penne del ciclismo hanno cantato come il più grande ( e forte ) ciclista di tutti i tempi.

 IL CASO COMMISSIONI. Scende  ( finalmente) in campo la Fifa, che tra i bei addormentati del calcio è pari solo alla Uefa. La quaestio questa volta riguarda il ‘ caso commissioni’ ,
Che  da qualche tempo sta svenando, legalmente, nella beata indifferenza dei più, le ( sempre più) mal ridotte società di calcio. Insomma, assicura la ‘rosea’, in futuro  non dovremmo più assistere a casi come quello di Erling  Haaland, giovin attaccante norvegese,  acquistato dal solito spendaccione, ovvero il City dei signori del Golfo,
che avrebbe versato 60 mln al Borussia D per la clausola recissoria e altri 40 mln per le commissioni andate (  in parte ) al procuratore ( agenzia Raiola) e ( in parte) al padre.

Eppure  il giovin Haaland non è stato il giocatore che ha portato più soldi al proprio agente. In capo alla lista c’è un tal Paul Podgba, attaccante francese, che nel 2012 passò a parametro zero  dallo United alla Juve. Al procuratore ( agenzia Raiola) andarono allora 11 mln. Nel 2016, poi, Paul , fece il percorso inverso, e qui lo United versò 105 mln di cui 25 mln andarono all’agente che ne aggiunse altri 10 mln direttamente dal club inglese.
Una percentuale incredibile e che, se istituzionalizzata, o  non regolamentata, metterebbe in ginocchio pure gli irriducibili hildago che reggono le sorti dei due Panda spagnoli. E qui sembra che, la cosa,  una volta fatti uscire dalle loro stalle i buoi del Golfo, non possa essere più praticata. La Fifa dell’Infantino infatti dice basta ad un modus operandi accettato da ( quasi) tutti e che di fatto è diventata una diffusa, piacevole ( e inesplorata) consuetudine.

( dal 4 all’8 giugno 2022). E mentre Celestino Vietti, zitto zitto, in Moto 2,  ci ha ricordato il valore di una scuola di ragazzuoli che ( tra le invidie del mondo ) continua a produrre campioni, la giornata trascorsa sul bel circuito dell’amena Cataluna, ci ha invece confezionato una vera ( ingenerosa ) ecatombe dei nostri, tra Moto3 e Moto Gp.
Con una sfiga azzurra da non credere. Foggia in testa nella Moto3 stoppato dal ( inusuale) calo della catena, e il Pecco nella Moto Gp travolto in fase d’avvio da uno sciagurato del Sol Levante che più che  correre ama disarcionare gli altri, con danni non da poco, e non solo per lo spettacolo, sempre e comunque alto, ma per le sorti di una contesa che così protetta dalla imprevedibil  sorte non offre l’esatta idea delle  forze contrapposte.

Sì, perchè, pur plaudendo alla straordinaria vena motoria dell’erede dei Quartarari, un Pecco in gara avrebbe ( di certo) offerto ben altro spettacolo, e ( forse) ben altro esito, se mal non ci sovviene quanto accaduto ( di recente ) al Mugello.
Ma tant’è, perchè nella vita come nello sport se gli dei si dilettano con le  beghe loro per gli umani, anche quelli più meritevoli,  diventa imprevedibile ogni ragionevole meritocrazia.
Diciamo pure che, a questo punto, per l’erede dei Quartarari , la riconferma del titolo iridato  è cosa  fatta o quasi .  Un peccato, metterla così, perchè lo straordinario agone sportivo  offerto al momento dalle moto da corsa, senz’altro tra i due o tre più invitanti al mondo, chissà quali altre entusiasmanti pagine avrebbe potuto scrivere  per noi e per i posteri?

CLASSIFICHE. Moto3, con Foggia ( suo malgrado)  fuori è stata solo una contesa ispanica; Moto2, con Vietti in cattedra,  agli altri non è rimasto che rimettersi in fila: Ogura a 16 punti, Canet a 24. Moto Gp, altro non c’è stato  che il gran Fabio de’Quartarari, tanto più che il buon Aleixi dimentico dell’ultimo giro  regala ( 9 punti).

ALTRI SPORT. L’eterno Rafa  vince il ‘suo’ 14° Roland Garros, e così noi altro non possiamo che inchinarci al volere del massimo fattor che in lui volle più vasta orma stampar. Altro profondo inchino va fatto alla Pro Recco, che in quel di Belgrado ha strappato ai serbi la sua decima Champions.  Il Poz, invece,   a sorpresa ,  nuovo coach del basket azzurro, convoca Recalcati, 76 anni, per dare avvio ad una nuova epopea  azzurra sotto canestro. Cioè, non a  fare le belle statuine ma a risalir la china fin alla vetta.

CAPITOLETTO CALCIO. Per noi del divano quella che tutti chiamavano Nazionale altro non era che una Compagnia di ventura agli ordini di Mancio da Jesi, capitano di ventura visionario e cattivo, ma che dell’arte della guerra col pallone in campo non è secondo a nessuno. La sua Compagnia allEuropeo  ha meravigliato il mondo, sverniciando tra l’altro quanti vengono fatti passare per gentleman quando non solo non sanno vincere ma neppure  perdere.
Purtroppo come tutte le Compagnie di ventura basta che la sorte e la condizione del capitano volgano altrove, per vedere svanire in un sol colpo l’ammirevole prodigio.
Il Mancio, infatti, a ferita aperta, avrebbe voluto trasferirsi altrove, tanto più che a proteggere una Nazionale sì carica di gloria ( da troppi anni ) non c’è proprio nessuno. Ben per noi che lui ci abbia  ripensato, riprendendo a rinserrare le  file. Rinvigorite da gambe nuove, quasi imberbi, e purtuttavia le uniche adatte a rigenerare speranza.
E se gli italioti  d’Argentina si sono fatti in quattro per far vedere che sono più bravi di nonni, padri e fratelli loro, agli Alemanni non è riuscito  altrettanto. Il pari ( 1-1) confezionato in Nation League contro di loro non è cosa da disprezzare, nonostante il rimbrottare del vaticinatore di Miami, anche perchè con sei debuttanti quanti potrebbero essere i tecnici ( nostri e altrui) disposti  a tornare in campo per riaccendere speranze ?  Soprattutto se soli e soletti, a spalle scoperte davanti alle nuove (  possibili ) tempeste in arrivo?

A proposito di nessuno, chissà qual gioia avranno  monsieur de La Palice o il nostro Catalano  nel constatare quanti meravigliosi eredi contano sulla faccia della terra,
come quel  tal Gravinapresidente Figc, così di gran peso  in ambito continentale  da vedersi lo sghignazzo  in faccia e senza pudore del  buon  Ceferin alla ( sua, nostra ) richiesta di un ( eventuale) Europeo all’Italia tra una decina d’anni, ovvero a nostro calcio bello e defunto?
Infatti sull’esclusione dell’Italia dal ridicolo campionato natalizio nel deserto il buon  Presidente scopre l’acqua calda, ricordando  ‘ Inutile pensare a ripescaggi, abbiamo perso e siamo fuori’. Presidente, scusi, ma che abbiamo perso lo sappiamo, che siam fuori anche,  quel che non capiamo se è come  una nazionale con quattro stelle e attuale campione d‘Europa sia stata trattata per la seconda volta di fila men della serva di Zoffoli per un torneo dove, stando a titoli e dati, avrebbe dovuto essere la favorita .
Non sarà perchè  nessuno lo fischia ? Nè   Fifa,  Uefa, nè quel simpaticone del sor Marotta, nè l’abbronzato  vate di Miami, nè giocatori e  giocatorini ( con affamati squali al tergo) dai piè veloci spendaccioni attratti?

Tra i quali ne prendiamo uno a caso. Certo   De Ligth, tulipano, che si permette di far le bucce sul  rinnovo con la Signora, dicasi la Signora di un calcio  che sui libri riempie più pagine d’altri nobili avversari,  in attesa  delle nuove. Che sono in bozza.
Sbotta il tulipano:  ‘ Valuterò l’offerta, anche perchè, io, cerco sempre di far qual che è di meglio per me‘.
Altro buon erede de La Palice? E sulla cui saggezza sorvoliamo,  visto che uno che uno che dice di  pensar  solo per  sè non si capisce come possa dare il meglio per gli altri.  Epperò non è ora che giocatori e giocatorini, con  tanto di affamati squali al tergo, tornino a nuotare nelle acque loro ? Non facendoci perdere tempo, anche perchè di certi soggetti passati a miglior stipendio  non resterà ( a breve) manco il più pallido ricordo?

NATIONS LEAGUE GIRONE3. Ungheria-Inghilterra 1-0; Italia-Germania 1-1; Germania-Inghilterra 1-1 , Italia- Ungheria 2-1.
Italia in testa al girone con 4 punti, ora ci tocca la sportivissima congrega dell’amata Regina. 

 ( dal 2 al 4 giugno 2022). Baggio, il divin Codino, almeno lui alza la voce. Che sarà poca cosa ma sempre più di quella impacciata e connivente
di tanti  dirigenti e addetti ai lavori del nostro calcio che, come dice il Dl, del pallone ( nostro e mondiale ) non capiscono una mazza.

Con l’inutile  buon  Gravina ( perfin) dileggiato dal ( non ancora ) indagato buon Ceferin, che alla richiesta del nostro per un Europeo tra una decina d’anni, ci scherza sopra:
‘ Ma che volete, voi, se non avete manco un impianto in grado di ospitare simili eventi?’.
Così infatti  i nostri valorosi, tra una ciacola e l’altra, hanno ridotto il calcio d’un Paese  ritenuto fin ai primi anni Duemila ‘ un campionato del mondo a squadre   disputato  settimanalmente’Berti Vogts, avversario leale  di quelli con cui si può fare l’Europa, di recente, alla notizia della estromissione dell‘Italia dal ridicolo mondiale natalizio tra le dune di sabbia del  Golfo, non ha mancato di  evidenziare  il suo disappunto ‘ Un Mondiale senza l’Italia ?  E’  un brodo senza sale‘.
Questo dicono gli altri, i foresti, non i nostri, i Rai, Mediaset, Sky o network vari che dir si voglia, e che  con il buon  Marotta   si rallegrano:  ‘ Il nostro torneo? Ormai
è roba di passaggio. Nulla di più!’
.
E pensare che, fosse stato per noi sul divano, se non altro per praticare le dovute distanze, a quel pensionabile croato che ha lasciato trionfante   la nobile maglia della Beneamata per andare a vestire quella plebea del Tottenham, il biglietto d’andata per l’ Oltremanica glielo avremmo offerto, noi, di corsa, gratis. Senza quello di  ritorno, però, visto che sarebbero stati soldi gettati al vento, se è vero che la  Beneamata  di certi soggetti non ha memoria.

Dicevamo del  Divin codino, che ( giustamente) commenta con dolore la batosta inflitta da quell’Argentina che ( non lo dimentichino i nostri emigrati nell’altro emisfero)  soprattutto  Italia era ed è : ‘ La squadra di Scaloni ha sicuramente dei talenti, ma il livello di serenità delle due squadre non era paragonabile. I nostri hanno sofferto moltissimo l’eliminazione dal Mondiale.  E sinceramente non mi capacito di come sia possibile che il successo all’Europeo non venga in qualche modo riconosciuto.
E’ scandaloso. Fossi stato al posto loro non so come avrei reagito. Questa eliminazione è davvero brutta da accettare perchè in una partita di 90 minuti può succedere di tutto. Basta un’azione e resti a casa. Non ho altre parole!’.
Morale: ‘ L’ Italia, che tiene quattro stelle al petto, fresca campione d’Europa, e che nel Golfo avrebbe dovuto esserci non per diritto ma per dare credibilità ad un torneo  anomalo   che   lascia a casa la squadra favorita. Quella che tutti avrebbero voluto rivedere. Pazienza, faremo come quelli d’Albione che agli albori del Mondiale manco si degnavano di sprecar sudore per partecipare alla conquista di una coppa chiamata  Rimet.

Note a parte. Tanto per dire che razza di amici  i nostri  si sono fatti in giro per il mondo.
All’Uefa, tale Ceferin, da quel che si sa infelice ‘invenzione’ del nostro Tavecchio; alla Fifa, tale Infantino, nato a Briga in Svizzera da emigranti calabresi, e che italiano si mostra in ogni dove  visto che per primi tromba proprio li parenti suoi.
Ebbene, quando il buon Gravina ha chiesto l’Europeo 2028 il buon Ceferin gli ha sghignazzato in faccia; quando qualcun altro  ha chiesto il recupero dell’Italia al Mondiale il buon Infantino   gli ha risposto che ( per intrallazzo) prima c’è  il Cile,  nelle sfide della  pelota  planetaria gettonato poco più del Briga.

 

IL MONDO IN CIFRE- Edizione internazionale a cura The Economist.
ANNI 2020/2022

Uno sguardo aggiornato ai PilStati Uniti ( 329 mln abitanti), 21.443 mld dollari; Cina ( 1.433 mln abitanti), 14.343 mld dollari; Giappone ( 127  mln abitanti), 5.082 mld dollari; Germania ( 83,5 mln abitanti), 3.861 mld dollari; India ( 1.364 mln abitanti), 2.869mld dollari; Regno Unito ( 67,5 mln abitanti), 2.829 mld dollari; Francia ( 65 mln abitanti),
2.716 mldItalia ( 60,6 mln abitanti), 2.004  mld dollari.

Quanto si dice che la Cina è il primo colosso  economico al mondo si sbaglia: infatti, se questi dati non sono esibiti a vanvera, il divario tra le due superpotenze economiche planetarie è ancora piuttosto ampio a favore del paese con la bandiera stelle e strisce ( oltre 7mila mld, più o meno quanto i pil di Germania e Francia assommati).
Precisando inoltre che sui dati cinesi resta il sospeso sulla loro effettiva attendibilità, che se in realtà risultasse al ribasso non meraviglierebbe nessuno. Simil discorso si potrebbe fare sugli investimenti militari effettuati dai due Paesi, ma con ( eventuale)  revisione inversa.

Qui gli americani dichiarano 738 mld d’investimenti, i cinesi ( solo) 193 mld.

Che non sembrano tanti a fronte dei notevoli impegni in tutti i settori della difesa della Cina in questi ultimi anni.  Per raggiungere e superare i cinesi ( 2.035 mln di uomini in divisa, contro 1.388 degli Usa), tanto per svelare una curiosità, ci vorrebbe un’ Europa  tutta d’un pezzo che invece di spendere e spandere a vanvera ciascun stato pro domo sua, mettesse dentro un’unica cassa i suoi ( tanti) investimenti. Che  ( limitatamente ai primi) sono  questi:  Regno Unito 61,5 mld, Francia 55 mld, Germania 51 mld, Italia 30 mld.

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