Non solo sport. Le buone ragioni di Andrea Agnelli. Le paure sulla salute di Dino Baggio. Il ‘vero’ Messi?

Non solo sport. Le buone ragioni di Andrea Agnelli. Le paure sulla salute di Dino Baggio. Il ‘vero’ Messi?
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LA CRONACA DAL DIVANO.   ( dal 20  gennaio 2023). Non ci par vero, eppur stavolta qualche ragione dobbiamo riconoscere a suffragio del  buon Andrea
 mandato in esilio dal cugino El…kann de Trieste che  della famiglia speriam non sia il primo della generazione che smucchia quanto ereditato da geniali  e operosi  padri.

Infatti quel che l’Andrea va dicendo sui movimenti del calcio continentale è ( in gran parte) sacrosanto. Infatti qui  il gambone se lo sono preso non tanto quelli d’Albione che nella recita fan la parte delle comparse senza  manco più un seggiolino  in lor possesso  nei magnifici stadi ceduti a foresti. Piombati come Attila e gli Unni suoi da ogni parte del globo  in quella che si dice Premier per accumular  colà danari in indefessa quantità col pretesto del comune culto dell’ineffabile Eupalla , la protettrice  dei campi da calcio.
E’ da  tempo che andiam chiedendo  se dove s’ammucchia copioso  danaro ci sia  anche  qualcuno che si fa domande. Tipo:  come mai così tanto ? E per qual scopo o motivo? Eppoi: risulta  ‘ ‘tonso’ o ‘intonso‘? Sì perchè se a taluni è concesso  di far il comodo loro  ed al tri no, la partita è dispari anche perchè non più decisa sui campi ma altrove.

Sul Qatargate aspettavamo che coinvolgesse chissà chi, invece  sembra che vogliano  darci da bere che sono bastati  quattro ‘scalcagnati’  italioti, una morosa greca con moroso italiota, un belga di origini italiote e un presidente Fifa pure lui italiota, per far disputare uno strano  Mondiale tra dune di sabbia  non tempo debito ma sotto Natale.
Anche la questione Juve, non sembra posta come dovrebbe, ovvero clara e imparziale!
Non siamo affatto bianconeri, eppure quel voler lasciare intendere che  certe ‘porcate’ possa averle fatte soltanto la prima della classe e non anche qualcun altro/a, con i chiar di luna che splendono su tutte le  casse delle squadre italiane ed europee, non convince chi pappagallo per sua sventura a non è. Strano a dirsi,  ma nell’ attesa della mazzata finale che  le potrà giungere da quell‘Uefa  del buon Caferin (  se non erriamo, gran  genialata dell’indimenticato Tavecchio) che continua imperterrita a concedere  ‘disinteressato ‘  uso del fair play finanziario tanto a chi i danari non sa dove scialacquarli  quanto  a chi  i danari non sa più dove trovarli.

In tal contesto, ovvio che il solo torneo dove si canta e balla sia quello  della perfida Albione. Dove  ‘ pecunia non olet’  attrae  più mercenari che nelle città del  rinascimento, talentuosi o meno non importa,  ma  che  come ammonisce  il buon Andrea  potrebbero costringere il resto d‘Europa  a mandarlo a quel paese.  Che non sarebbe  un problema più di tanto. Nè per il resto d’Europa nè per  la perfida  Abione, che altre volte s’è isolata o auto isolata.
Del resto ‘ cui prodest’ partecipare  ad un torneo  dove i campi  da gioco sono stati  trasformati in ippodromi? Zeppi di corridori, orfani d’artisti? E che, prima di celebrarli,  che male c’è chiedere di qual foraggio sono nutriti?  Come, purtroppo, per altre epoche, dobbiamo fare anche qui da noi.

 

RINNOVI. Continua la solfa dei rinnovi nel calcio. Le solite ‘ mezze calzette‘ ( ci scusino  le mitiche ‘mezze calzette’) che fagocitate da agenti  squali,
dopo aver spremuto qualche goccia di sudore in più, si presentano a bussare cassa non per  raddoppiare i lor ingaggi (  consulenze escluse )  ma quadruplicarle o quintuplicarle. Vorrebbero incassare quanto e più di quanto s’incassa in quel  baraccone sportivo che i danari  conta come margherite all’apparire della primavera.
Maglie che sono  la ‘gloria’  di questo sport non possono diventar ‘schiave‘ di tali soggetti. Che come  i Comuni ai tempi delle milizie mercenarie sarebbe ora di cominciare a rispedire ai paesi loro. Senza timori. Tanto  per un Perisic che leva le tende c’è sempre Di Marco che  sa far di meglio. Su questi combattenti direbbe il poeta ‘ guardali e passa
e non ti curare di loro
‘: infatti quanto basterebbe   per dimenticare d’averli tanto onorati di cotante gloriose maglie?

LE PAURE DI DINO BAGGIO. Sostanze proibite nello sport ?  In questo caso nel calcio?   Di qualche anno fa e di oggi?  Di qualche anno fa cominciano ad arrivare più che risultati risposte a quanti, come Dino Baggio, si chiedono se quanto a loro a suo tempo somministrato sia rimasto nell’organismo e in qual entità. Le precoci morti di campioni cinquantenni non solo hanno scosso ma anche suonato un campanello d’allarme  inascoltato.
Dice Baggio: ‘Sono preoccupato, lo ammetto. Tanti morti, tante persone ancora giovani, non sono normali. Un’indagine seria andrebbe condotta‘.

E se   indagine riparatoria andrebbe fatta per il  passato, indagine preventiva sarebbe urgente oggi. Da noi come in Europa.  Dove ad imporsi sono  tornei celebrati per la loro debordante ‘ consistenza‘  fisica. Intensa, decisiva più alla fine che all’inizio dei tempi regolamentari, nevrotica quanto  flipper di giovanile  goduria. Prestazioni che anche al   viandante  bulgaro pongono  la domanda:  ‘ Ma che danno da mangiare, a quelli, che più che uomini sembrano cavalli?’.

BARCA GATE. Insulti a volontà per Messi e Piquet. Il tutto all’interno del Barca Gate. Donde di polvere sotto i tappeti ne vien messa a volontà. Come invece, molto difficilmente, può accadere  da noi che, per via del sole che brilla tutto l’anno, i nostri panni amiamo  asciugarli al balcone.  In Cataluna qualcuno vorrebbe  che certi contratti ( Messi e Piquet ?) fossero  pubblicati per far meglio conoscere la vera indole di certi fenomeni. Non entreremo nei particolari, peraltro già dibattuti  sulla stampa ( non solo) spagnola.
Ciacola  sul Messi un tal Gomez Ponti a  Maria Bartolomeu, ex presidente Barca: ‘ Pensa, questo nano ormonizzato ardiva perfino a far la squadra all’allenatore’.
E ancora ‘ E se le cose vanno male, presidente,  non tagli i salari a me ( cioè Messi) e a Suarez ma ad altri’. E così via. Qui ci sovvien il Maradona che avrà pur avuto una vita privata sciagurata ma che almeno quando scendeva in campo i meriti erano tutti suoi e non d’ altri. Peraltro ( dal ‘nano’)  manco considerati?

( dal 12 gennaio 2023). Se ne vanno gli eroi dei nostri anni recenti. Uno dopo l’altro come  foglie d’alberi ai primi refoli di cattiva stagione.
Elencarli non è  più semplice. Perchè sono davvero tanti e tutti meritevoli. Dal ‘ re‘ del pallone verdeoro al  gentleman  iridato parmigiano, dall’implacabile tiratore serbo al  ‘topolino’ combattente nato e cresciuto  tra Stradivari , voci e volti  d’altro pianeta.
A tutti il nostro saluto riconoscente. Continuando a guardare oltre. Alle nostre giornate più solitarie. Segnate dai virus e dalla guerra, dal calo delle nascite e dall’addio di un Papa che nel silenzio degli ultimi suoi anni ha indicato qual via seguire per superare l’impasse che  ‘ paralizza‘ da secoli la nascita  di una nuova ( urgente) grande Nazione. 

Intanto è finito quel surreale campionato d’inverno tra le dune. Aggiudicato all’Ital-Argentina, ma solo perchè la nobiltà del pallone ( Brasile, Italia e Germania) s’è ( più o meno  volontariamente ) esclusa dalla lotta. Sono ritornati i campionati nazionali.
Da quello strombazzato e ancora non indagato che continua ad attirare danari in oltre Manica, al nostro che infinite schiere di eredi imbelli hanno già battezzato ‘ di passaggio‘, ovvero, un mix tra oratorio, Baggina e vetusti pensionati in cerca dell’ultima gloria.
Abituati come siamo stati dai nostri padri, per noi ‘di passaggio’  ci sono  solo chi queste amenità predica e chi gliele lascia diffondere. Onde per cui, tanto per essere clari, abbiamo provveduto a disdire Calcio Sky per farlo meglio godere a chi crede sia ( davvero) il top. Con quei podisti  scattisti che si giocano la contesa ( prevalentemente) negli ultimi quindici minuti se non ai supplementari. Spettacolo, spettacolo, sempre più in mano a nababbi, non certo arte, arte, sempre più povera di artisti.

FRASI E ALTRO. ‘ Darei la vita per il Monza‘  giura l’Adriano, dimenticando che la sua l’ha già donata ad un’altra squadra.
‘ Se il nasone milanese non ce lo farò fare andremo altrove‘ sbottano il Diavolo e la Beneamata che se credono di fare un nuovo San Siro laddove continuano a portare progetti di tempo da perdere ne avranno  a josa.
 Massime precauzioni. Misure più strette per i viaggi degli ultras’ cantano  in coro Governo, Leghe,  Figc e Polizia decisi  a colpire la responsabilità individuale. Colpire? Giusto ma come e  quando?

Continuano a tirarsela i Brozo e i Leao, tanto per citarne due. Quel che meraviglia è che aspettano a tirarsela anche le nostre società. Visto che  son immortali
e  quei  tizi tanto importanti  che basterebbe una settimana per non farne manco più menzione.
‘ E adesso voglio due ori mondiali’ assicura Stano. Ammirevole. Anche se,  a dir il vero, a noi ne basterebbe anche uno solo.
‘ Leclerc da titolo e motore al top. Se la Ferrari non farà errori ...’ pronostica il Gerhard, ex pilota della ‘rossa‘. Obliando chissà perchè di dire che il tizio che ha sostituito
il buon Binotto mandato a pescare sul Lemano altro non è  che il testimone di nozze del buon Toto, per noi tutti il tiranno di Vindobona.  che si dice  aspiri ad oscurare  nientemeno che la gloria del  Drake , il solo assiso alla destra del padre degli dei.

Inizio 2023) IL PIU’ GRANDE? Ci ha lasciati anche ‘ O’ rei’, 82 anni, dopo lunga e sofferta malattia. Il mondo ( non solo del calcio) lo piange. Senza dimenticare quella domanda
che lascia il tempo che trova : ‘ Ma è stato lui il più grande del calcio, o altri lo hanno poi superato?’.
Il calcio ( moderno) conta già oltre 120 anni. Un lasso di tempo che ha visto succedersi epoche diverse. Che rendono davvero difficile far confronti, tanto le cose sono cambiate da una fase all’altra. Eppoi sentire ( tanta ) gente che fatica a coglier il presente parlare di  tempi lontani di cui  non solo non ha  memoria ma manco  l’immaginazione, vien da invocare la pazienza di Giobbe.
E comunque, per non disgustare il gioco e suoi giocatori, chi altri può giudicar chi sia stato il ‘ più grande d’ogni tempo‘ se non qualcuno ( o qualcuna ) presente dall’inizio dei tempi ?
Come la  ‘ rappresentativa’ azzurra che, per la verità, esordì all’Arena di Milano il 15 maggio del 1910, in maglia bianca,  umiliando  la Francia con un  6- 2.
Concessa la rivincita , sempre a  Milano,  e travolti gli avversari con un 9-4, si vestì ‘per l’ultima volta in maglia  bianca’ visto che,  l’anno dopo, contro l’Ungheria, ‘ si tingerà d’azzurro’ per omaggiare ( si disse)  i colori araldici di Casa Savoia.

Che dice la maglia azzurra? ‘ Credo che i giocatori che abbiano calcato i campi da calcio sul Pianeta li ho incontrati tutti o giù di lì. Certo che valutare soggetti avulsi dalle condizioni
dal loro  tempo complica un poco le cose. Posso però dire ( se questo può servire a metro di giudizio)  chi tra i tanti mi ha messo in più grave ambascia. Senz’altro quel ragazzo nero che nella finale mondiale del ’7o volò in cielo per  girare con un colpo di testa  nel angolo basso alla sinistra del nostro portiere un  pallone che mi ha sbalordito.
E così anche quel  piccolo italo-argentino che ad Italia’90  si prese  sulle spalle una squadra che portò in finale con prodigioso lancio verso  un altro italo argentino lesto a depositarlo  in rete. Ovviamente ho avuto il modo  d’incontrare anche i più celebrati del tempo presente, con  tanti trofei vinti in prestigiosi  club ma abbastanza pochi nelle  nazionali. Dico solo che di costoro, senza  far confronti  tra passato e presente, ultimi mesi esclusi, dove non c’ero, non trovo molto da citare, o meglio, da raccomandare agli Omero dei nostri giorni … ‘.

 

MEDIA INTERNAZIONALI. Corruzione dal Qatar, 60 elementi del Parlamento europeo coinvolti. Quattro italiani nel mirino. Due nuovi indagati, un italiano e un belga di origini italiane. Tutti italiani.
Festa grande a Baires. Presenti i campioni mondiali : Lionello Messi, capitano, Paolo Dibala, Angelo Di Maria, Enzo Fernandez, Angelo Correa, Nicola Tagliafico, Geronimo Rulli, Franco Armani, Germano Pezzella, Guido Rodriguez, etc etc , tutti argentini.

LE BEAU GEST DE LA BOUCLE. Se c’è un ‘ gesto’ che ci ha colto di sorpresa rendendoci immensamente felici quello va attribuito agli organizzatori de la  Grand Boucle. Un gesto lungimirante, coraggioso e che  più che allo sport sembra mirare alla nuova  Europa che sta faticosamente nascendo. Si sa che per noi,  quando si parla di giro in bici si pensa solo e soltanto
al Giro che veste di rosa. Dopo inumane imprese lungo strade festose e affollate che hanno visto crescere tanti di quei campioni da dar corso ad una mitologia agonistica che può confrontarsi con quella antica.
Campioni ineguagliabili, che la Grand Bouche viene ad onorare. Senza sminuirsi, anzi, accrescendo il suo fascino, che ( sempre per noi) può ( ora)  affratellarsi a  quello del Giro.  Infatti, d’ora in poi, entrambi potranno camminare l’uno a fianco dell’altro, inter pares, quali   Alma Mater del ciclismo, per diffondere e continuare  nel mondo una epica sportiva  che ( certo ) sarebbe stato meglio togliere a tanti  suivers odierni con mala conoscenza e breve  memoria per  affidarla
a chi di epica s’intende.

Al momento, dell’evento 2024 sappiamo  che come prima tappa partirà da Firenze ( città di Bartali, Magni  e Nencini), per arrivare a RiminiRomagna di Baldini, Vicini e Pantani).
La seconda tappa invece  volerà da Cesenatico a Piacenza, mentre la terza punterà su Pinerolo, per omaggiare quello che (  pur con tutto il rispetto per l’immensità del ’ Cannibale’ e senza ridurre il credito  allo storico  Pier Bergonzi  ) resta l’ineguagliabile Airone da Castellania, che di Giri ne ha vinti cinque e di Tour due. Senza dimenticare però  che per la guerra
e gli infortuni non ne ha potuti fare tanti di più. In Francia,
ad esempio, potè andare solo tre volte, con l’ incredibile  doppietta  Giro/Tour nel 1949 e 1952.  Onore a te, fratello Tour!

CIAO VITTORIO! Vittorio Adorni ci ha lasciato alla vigilia di Natale a 85 anni: lascia la moglie Vitaliana e i figli Vanni e Viviana. Ha vinto un Giro ed è stato iridato a Imola 68. Campione, dirigente, commentatore, ha contribuito ad allargare i confini del ciclismo.

 

A PROPOSITO DI INFANTINO. A proposito dello storico  Infantino, calabrese nato in Svissera, erede in Fifa di quel sant’ uomo del Blatter, prima d’affrettarsi
a chiedere scusa alle mammole cresciute e venute dal deserto non s’è informato   perchè nella sua ( vera)   culla ci stanno ( stavano) tanti  ( meravigliosi) paesi  e paeselli abbarbicati su dirupi donde manco per i muli è (era)  agevole  salire ?
Ma visto che in storia patria è scarsetto  ci consenta  una dritta, senza offesa, una delle tante possibili,  basta chiedere.

Questa: “Se in Sicilia la dominazione araba va rapidamente consolidandosi col nuovo corso della dinastia degli Aglabiti, in Calabria non mancano le prime scorrerie intese a preparare una nuova conquista: Turio, Locri, Caulonia sullo Jonio; Monteleone [ = l’odierna Vibo Valentia, N.d.R. ] e Cetraro su Tirreno sono devastate.

Nuclei di Arabi si insediano a S. Severina, ad Amantea e a Tropea; quivi stanno come sparvieri, pronti a spiccare il volo dal nido per rubare, predare ed uccidere nel territorio circostante. Gli Arabi di Calabria non ebbero propositi di conquista, né cercarono di assimilarsi con la popolazione locale; essi agivano a gruppi isolati, con la finalità di predare il territorio.
I capi di bande saracene si comportavano come avventurieri  che nelle rapine e nei saccheggi vedevano l’unica fonte di vita.
Gli emiri di Tropea, S. Severina ed Amantea  esercitarono per quasi mezzo secolo (840-885) una vera e propria industria del saccheggio, stando al sicuro dalla insidia della flotta bizantina nei centri fortificati che solo un lungo assedio avrebbe potuto espugnare…
Anche se la flotta veneziana nel 876 poté sconfiggere i vascelli arabi nell’Adriatico, nulla vietava che gli Arabi annidati nella terraferma continuassero l’opera di devastatrice.
La Calabria era alla mercé dei predoni arabi e, nella vicina Sicilia, Taormina, l’unica città rimasta nelle mani dei Bizantini, a mala pena riusciva a resistere alla morsa araba: l’imperatore Basilio si decise infine a mandare Niceforo Foca per scacciare gli Arabi...”

( Dal III secolo dopo Cristo alla dominazione Angioina – Volume II, edizioni Effe Emme, Chiaravalle centrale, 1977, p.114).

FRASI FELICI E NON. Dice il nostro  Totti ’ Il Mondiale senza l‘Italia? E’ come Roma senza il Colosseo!’. Dice l’attaccante Grifo: ‘ Sono un italiano nato e cresciuto in Germania  ma di vestire questa maglia azzurra mi sento onorato‘.
Un altro, tra i tanti nipoti e figli di italiani sparsi nei cinque continenti, noto pedatore di ‘ ius sanguinis‘ recanatese alla domanda se conoscesse  o meno il concittadino Giacomo Leopardi  ‘luce’  dell’intelligenza umana,   avrebbe invece  risposto : ‘ Leopardi, chi èNon lo conosco!’.
Oddio! Non sarà meglio lasciarlo  a pesca sul mar del Plata ?

 

 

SORTEGGI CHAMPIONS 2022-23. Milan contro TottenhamNapoli contro Eintracht ; Inter contro Porto. Per Milan e Inter la prima è fuori casa.
Altri sorteggi:  Liverpool-Real Madrid, Bayern-Psg e Lipsia-City.
SORTEGGI UEFA 2022-23. ( 16 i,  spareggi) Juve contro Nantes e Roma contro Salisburgo. Altri sorteggi: Barcellona- Manchester United, Ajax-Union Berlin.

 

PER ESSERE CHIARIUna volta per tutte: a noi della Premier interessa poco o nulla, i soldi, il gioco. Semmai invidiamo gli stadi, quelli sì, visto che da noi non si può mettere mano su alcuno. Neppure nella lungimirante  Milano,  prigioniera di un sindaco dall’inutile  nasone senza alcun  tradizionale  fiuto meneghino.
Invidiamo anche la  loro squadra marketing, che  sa vendere fino all’inverosimile ( diritti tivù casalinghi ed esteri, passaggi di proprietà tipo Chelsea etc.) mentre
la nostra sa solo  sa solo svendere un patrimonio con pochi pari ( vedi diritti tivù domestici ed esteri, passaggi di proprietà tipo Milan quattro volte meno del Chelsea che vanta due Champions con i danari di Londongrad etc etc ) .
Già adesso cambiamo canale quando l’agenzia Viaggi in Premier  di Sky ( purtroppo non solo) elargisce con zelo da mosche cavalline la  sconfinata ammirazione per un torneo dove  ‘vanno ad affogare‘  tutti quei talenti che noi scopriamo e loro monetizzano; un torneo che quando fa scendere le nazionali in campo non solo non sa vincere ma neppure perdere;
un torneo
che ( almeno in questo momento)  manco vanta il calcio migliore, perchè quello è solo  appannaggio  del popolo calcistico  di  Partenope.

Una volta per tutte: Il Tour è una gran corsa, ma ( per quel che ci riguarda) al pari del  Giro. Chi vince l’uno non può mancare di vincere anche l’altro. Sempre se vuol salire nell’Olimpo dei più grandi pedalatori di sempre di questa epica disciplina sportiva. Che dopo ( o con ) Giro e Tour possono dirsi immortali.

Una volta per tutte: per noi la ‘rossa‘ è la desiderata apice  dell’auto. Ma se gli impediscono di essere quello che è, di F1 ( e non solo), i suoi amanti,  sparsi in ogni continente, se ne vanno altrove. Sarà una decina d’anni dove, prima uno, poi l’altro,  cercano di ridurla ( in  gergo)   vetusto ‘ catorcio’. Con ogni mezzo. Con ogni compare di merenda  predisposto all’uopo. Con intricati  raggiri da regolamento piuttosto che con l’audacia del genio che i motori ha nel sangue.
Fino a diventare talmente sciocchi da non chiedersi  che  possono valere i loro tituli se  non rilasciati proprio dopo un confronto (leale)  con la ’rossa’, Alma Mater della disciplina?
Superata la lunga tirannide del Toto di Vindobona che ( regolamenti alla mano)  aveva ragione sempre lui ecco  l’erede, tal  Christian d’Albione, che ( diversamente)  dall’altro ben più elegante tiene maschera da teatro antico, dapprima sorpresa e afflitta ‘ per insinuazioni  ingenerose’  eppoi ebbra e beffarda per avere gabbato lo Santo ( praticamente) senza pena alcuna.

Si dice che i nuovi proprietari stelle e strisce  della F1 abbiano cercato di abolire le sperequazioni per rendere più credibili le competizioni. Secondo lo spirito sportivo americano in cui bilanciamenti e contrappesi ( telai tutti uguali, Draft System e Budget Cup) garantiscono equilibrio, incertezza e dunque spettacolo. Con un limite di spesa ragionevole, anche per invogliare nuovi costruttori ad entrare nell’agone. Infatti dal 2026, anche l’Audi sarà della compagnia.
E comunque, intenzioni ma non  fatti. Dallo scorso settembre la ‘rosea’ rivelava che era in atto una investigazione della Federazione internazionale relativamente
a due team: Aston Martin e Red Bull. Dopo qualche imbarazzo la Fia confermava l’indagine e anche il suo esito: per l’Aston Martin una violazione procedurale, per la Red Bull
un illecito, definito ’minore’ in base ad discrimine contenuto nell’articolo del Regolamento finanziario, dove è specificato che le violazioni sono di diversa gravità e pena a seconda se lo ‘ sforamento‘ sia inferiore o superiore al 5% del budget , fissato per il 2021 a 134 mln di dollari.

Aver definito ‘ minore’ quanto fatto dai ‘ venditori di bibite’ , con tanto di patteggiamento e non di pena, in parole povere, vuol dire che in questo ambito dello  spirito americano hanno preso quello del selvaggio West, donde per campare bisognava essere solo veloci  di pistola. La risoluzione Fia è stata ( probabilmente)  la più praticabile. Visto che ( diversamente ) si sarebbe dovuto riscrivere  gli ultimi due albi d’oro.
Donde siamo passati da un fenomeno all’ altro , quest’ultimo con prospettiva ( addirittura) epocale , visto che  i legulei al lavoro può  tranquillamente gigioneggiarsi  in pista in solitaria.  Senza un bullone che si sviti. Senza un avversario che azzardi  un sorpasso. Senza un commentatore che  si chieda il perchè di tanta inesauribile perfezione.
Con l’abituale   fil di voce il  buon Binotto team manager della ’rossa’  ha sussurrato : ‘ La penalità comminata non solo è bassa, ma non è manco accompagnata da alcuna riduzione del Budget Cap . Noi abbiamo provato ad immaginare cosa si potrebbe fare con due mln in più e ci siamo fatti l’idea che avrebbero un effetto per migliorare il tempo sul giro. Ogni violazione infatti ha un forte impatto con la competitività’.

Come dire: che il controllo della spesa è fondamentale. E che se fatto avrebbe ben altri esiti in pista. Anche  per il feroce  Tulipano .
L’indagine passata velocemente in cavalleria con ammenda  simil ad una multa per parcheggio fuori di posto,  evidenza un’ illegalità latente forse ancora controllabile ma che di certo
ha coinvolto ( almeno) un team,  guarda un po’ proprio quello che va cercando di emulare  la ‘rossa‘,  record su record,  ma senza l’unto degli dei. Sinceramente, a tal punto,
come continuare a dar credito ad uno sport  tanto allettante ma  ormai (solo)  ostaggio di legulei ?

OLTRE LA CRONACA. Che Andrea Abodi ( nella ph ) sia stato nominato ministro dello Sport, al di là delle fazioni in campo, è certamente una buona notizia.

Abodi speriamo sia decisivo per la costruzione di nuovi impianti. Anche in tempi da tregenda, dopo il Covid e adesso segnati ( proprio) da quei russi che trasferiti armi e capitali si sono accasati nella loro  esclusiva Londongrad, non indagata ma libera e gioconda.  Speriamo negli impianti perchè al di là del calcio fatto di intensità e corsa che a noi s’addice poco o nulla, al
di là di riforme che sarebbe impellenti, al di di là di vivai troppo spesso negletti, quel che ci ‘distacca’ dalla danarosa Albione sono soprattutto gli impianti.
Sarebbe ben venuta l’organizzazione di ( almeno) un Europeo. Stiamo nel frattempo con Ronny il Fenomeno, quello vero, che non dimentico della sua storia dice: ‘L’Italia ha tutto
per tornare grande’. Certo, ma se mettiamo  ‘ uomini ( e donne) giusti ( e) al posto giusto‘. Parafrasando Ronny: ’ Ad Abodi, che manca per essere uno di questi‘ ?

ANDREA ABODI

( elaborato da Wikipedia) Andrea Abodi (Roma7 marzo 1960politico e dirigente d’azienda italiano.

Si laurea alla LUISS in economia e commercio, si specializza nella gestione industriale dello sport e nello sviluppo di attività di sport marketing. Ha iniziato la carriera manageriale nel 1987, ricoprendo fino al 1994 il ruolo di direttore marketing della filiale italiana della multinazionale statunitense IMG - International Management Group. Dal 2002 al 2008 è stato consigliere
di amministrazione per CONI Servizi Spa.

E’ stato presidente della Lega nazionale professionisti Serie B e consigliere federale FIGC dal 20 luglio 2010 al 6 marzo 2017.

Nel 2013 ha promosso la nascita di B Futura (della quale è stato Presidente fino al 2017), società di scopo della Lega B dedicata allo sviluppo infrastrutturale, che in pochi anni ha dato vita
ad otto progetti di nuovi stadi, oltre ad aver sottoscritto con Invimit Sgr (società il cui capitale è interamente detenuto dal MEF) e l’Istituto per il credito sportivo un protocollo operativo per la creazione di fondi dedicati allo sviluppo dell’impiantistica sportiva nell’ambito di progetti di riqualificazione e rigenerazione urbana.
Il 16 ottobre 2017, con decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri, è stato nominato presidente dell’Istituto per il credito sportivo, banca sociale per lo sviluppo sostenibile dello Sport e della Cultura e, conseguentemente, presidente del Comitato di gestione fondi speciali, organismo in gestione separata all‘Istituto, che amministra per conto dello Stato il fondo di garanzia e il fondo contributi interessi per lo sviluppo delle infrastrutture sportive, nonché il fondo cultura, con i comparti di garanzia e contributi in conto interessi, per gli interventi di salvaguardia e valorizzazione del patrimonio culturale.
Dopo esser stato per buona parte del 2022 ritenuto il candidato più ideale per guidare l’organizzazione dei Giochi olimpici invernali di Milano-Cortina 2026, per Abodi
si è  aperta una strada nel cuore della politica nazionale. Il 21 ottobre 2022 è stato nominato Ministro per lo sport e per le politiche giovanili nel governo Meloni.

 

 

SCHEDA.

(  Wikipedia) Rafael Alexandre da Conceição Leão, noto semplicemente come Rafael Leão (Almada10 giugno 1999), è un calciatore portoghese di origini angolane,
attaccante del Milan e della nazionale portoghese.Cresciuto nello Sporting Lisbona, con cui ha esordito e vinto una Coppa di Lega portoghese (2017-2018), nel 2018
è passato al Lilla. Dopo una sola stagione con i francesi viene acquistato dal Milan, con cui ha vinto un campionato italiano (2021-2022).
A livello individuale, è stato nominato miglior giocatore della Serie A (2021-2022) e migliore calciatore assoluto AIC (2021-2022).

( da Il Giornale.it) Il futuro di Rafael Leao sta assumendo sempre più i contorni di un telenovela. L’appuntamento a Casa Milan di ieri inizialmente previsto nel primo pomeriggio
è slittato di qualche ora, ma alla fine si è tenuto intorno alle 19. Alla presenza soltanto dell’avvocato Ted Dimvula, ma col papà dell’attaccante assente.
Un summit interlocutorio che non ha prodotto la svolta tanto attesa. Servirà tempo. Sullo sfondo resta l’interesse delle big europee Chelsea, Manchester City e Psg, pronte all’assalto
nei confronti del numero 17 rossonero e in grado di garantire uno stipendio da 10-12 milioni netti a stagione.
A tenere banco anche la questione riguardante la multa da pagare allo Sporting (19,5 milioni) e l’intrigo di una doppia procura firmata dal campione portoghese. Insomma, gli ingredienti
per un thriller mozzafiato ci sono tutti. Ma andiamo con ordine. Il Milan sta lavorando al rinnovo fino al 2027 con adeguamento dello stipendio dagli attuali 1,8 a 5,5 milioni più bonus. Basteranno? Vedremo.
A complicare la vicenda ci sono appunto diversi fattori. In primis la doppia procura che coinvolge il campione lusitano (premiato miglior giocatore della Serie A al Gran galà del calcio e meglio piazzato del nostro campionato nella classifica del Pallone d’oro col suo quattordicesimo posto). Da un lato Dimvula, dall’altro lo storico agente dell’attaccante Jorge Mendes, tra i procuratori più potenti e influenti al mondo. Uno di quelli che non si fa mettere facilmente da parte.
E tantomeno conviene tagliar fuori. Ecco perché il Milan non vorrebbe inimicarsi mr Gestifute, soprattutto in chiave futura considerato il ricco parco giocatori della sua scuderia. Per la Fifa è in vigore la prima procura firmata in ordine di tempo, ovvero quella intestata all’avvocato francese. Peccato che Leao continui ad ascoltare Mendes. Che a oggi legalmente non vanta titoli ufficiali per rappresentarlo, ma la cui presenza resta ingombrante.
Dimvula intanto si è presentato ieri alla dirigenza milanista, palesando una prima richiesta di uno stipendio da 7 milioni netti più 1 di bonus a stagione per Leao con pagamento di metà della multa (l’altro 50% sarebbe a carico del Lille). Da non trascurare neppure il ruolo del padre del calciatore, molto attivo nelle contrattazioni. In casa rossonera ormai hanno fatto l’abitudine ai papà protagonisti delle telenovele di mercato: dall’ingegner Bosco Leite che ogni anno bussava a denari per adeguare il contratto di Kakà ad Alfonso Donnarumma
che con Mirabelli confezionò il rinnovo di Gigio nel 2017 tagliando fuori dai giochi un certo Mino Raiola.
Tra l’altro non sempre i genitori hanno gli strumenti tecnici per maneggiare situazioni così importanti. Ne sa qualcosa Neymar, accusato di appropriazione indebita nell’affare che portò al passaggio dal Santos al Barcellona nel 2013. Nella deposizione la stella del PSG ha svelato: «Era mio padre che si prendeva cura di tutto. Io firmo solo quello che mi dice di firmare».

PUNTEGGI UEFA. Nonostante il Milan più volte derubato, in quattro  giornate  le rappresentanti del campionato detto del Menga hanno segnato una media
di 6,5 punti.
Sotto la Premier ( 4 squadre ) con 8,25 punti e la Francia (  2 squadre) con 7 punti, ma sopra la Germania  ( 5 squadre) con 6,4 punti e la Spagna ( 4 squadre) con 5 punti.

ALTRE SODDISFAZIONI. Più luci che ombre. Con cinque amiche per un altro oro, l’ottavo della pista femminile. Ancora nell’inseguimento a squadre, davanti
alle britanniche. Questo il quartetto  sceso in pista per l’impresa iridata: Fidanza, Consonni, Balsamo, Guazzini.

E mentre l’analogo quartetto al maschile ( con il magico Pippo dentro) s’è  dovuto ‘accontentare’ dell’argento ( sempre) contro britannici, Rachele Barbieri,
25 anni, ha ottenuto una prestigiosa medaglia d’argento nell’eliminazione andata all’imbattibile Kopecky.
I successi in pista ( finora, due  ori e due argenti) non devono far dimenticare quelli ottenuti su strada durante l’anno in corso dalle nostre ragazze: Trofeo BindaBalsamo), Gand, Amstel, Freccia Vallone  Cavalli), Roubaix  ( Longo Borghini). Speriamo, a breve, di poter celebrare   altre vittorie, anche
al maschile.

La vera Virtus, con le magie di Teodosic, mette ko il Bayern: ora tocca a Milano contro AlbaMusetti show a Firenze, già ai quarti contro McDonald.
E’ tempo di Coppa America, con il muletto di Luna Rossa fatto scendere in acqua a Cagliari per preparare la sfida contro New Zeland che, nel 2024, sarà a Barcellona.

Due duelli. Il primo finito male, il secondo tutto da svolgere. Il primo ha inteso le ragazze del volley che, gran favorite al Mondiale, sono state spazzate via senza tanti complimenti dalle agguerrite  Gabi verdeoro debitamente occultatesi fino alla prova del nove. Grazie a non pochi nostri  errori.
Il più incisivo, a nostro avviso, quello di non avere cambiato a tempo debito chi doveva o non doveva  stare in campo, Paoletta compresa, che più volte passando dalle stelle alle stalle eppur  tenuta sempre e comunque in campo,  ha finito col destabilizzare  la compagne. Non incisive come avrebbero potuto. Ora l’iride ( titolo di migliore giocatrice al mondo annesso ) che altro potrà risultare  se non una singolar tenzone  tra le implacabili Gabi e Boskovic ?

Il secondo duello che riguarda la MotoGp  è tutto in fieri. Al momento si è spostato al Gp Australia sull’originale pista di Philips Island. L’un contro l’altro armati resterebbero, con gran rispetto per gli altri, il nipote  dei Quartarari e il Pecco prediletto dell’Academy.
Distaccati tra loro di appena due punti. La settimana prossima il duello transiterà a Sepang, in Malesia, per esaurirsi poco oltre a Valencia, in Spagna.

 

( dal 9 ottobre 2022). Formula 1. Un altro titolo, tante ombre. Intanto quella, banale ma significativa, del Gp del Giappone chiuso con il Tappen davanti
e il Carletto dietro, ma con quest’ultimo penalizzato e retrocesso alla velocità della luce quando per una ben più grave infrazione nel giorno prima del Tappen è stata bellamente ignorata.
E non solo perchè al termine della gara la solita combriccola Fia ha cambiato idea sui punti da assegnare, non più a metà ma per intero.
Consegnando al Tappen, che a trattarlo così non  merita, un altro dei suoi titoli in sospeso che, a questo punto, diventano più un ‘ caso’ che altro. Senza contare le risultanze su quel  Budget cap che, a questo punto, altro non potrà essere che la solita pagliacciata in favore del più forte  al momento, un tempo il Toto di Vindobona e ora il conterraneo ‘ venditor di bibite‘ il quale più che d’auto a  maneggiar regolamenti s’intende.

Spiace ma a queste condizioni, per quel che ci riguarda, l’iride del Max varrà per chi indebitamente gliela consegna e non già per  tutti gli altri che,  avendo sopportato già abbastanza negli anni appresso, che altro devono fare se  non abbandonare in toto ( e   una volta per tutte)  chi ( per cacchi suoi) sta rendendo la F1 una farsa e  la ‘rossa’   un ‘ catorcio’ ?

Fine settimana d’eccezione. Con il Lombardia, per il Fausto il vero campionato del Mondo, andato ( per la seconda volta di seguito) al  giovane che non conosce stanchezza nomato  Pogacar e che attendiamo al Giro;  con il Pippo salito nell’Empireo dei grandi cronomen di tutti i tempi, con con quel 56,792 km ora che darebbe circa 10 km di distacco al ‘ Cannibale‘ e con le ragazzole del volley che di far da ‘ speranze deluse’ non ne vogliono sapere.
Hanno inflitto un altro  3-o alle cinesine, che si ritroveranno però davanti nei quarti. Praticamente per dar corso ad una sfida senza fine, con l’amabile Paoletta
che sembra ritrovata dopo i ( troppi) omaggi  fin qui fatti alle avversarie.

Per il calcio, gran festa del Diavolo in uno stadio che trasuda storia, la più gloriosa d‘Europa. Con due gol assestati alla Signora pilotata da un Allegri sempre più fuor dal vaso, che se non la rendono futura ospite dell’altra pagina della classifica certamente la relegano in una posizione di insolita marginalità.  Da martedì arrivano le Coppe. Mentre sono stati sorteggiati i gironi dell’Europeo, con l’Italia del Mancio di nuovo in compagnia di Albione e Macedonia del Nord, con l’aggiunta di Ucraina e Malta.
Essendo entrati nei quattro finalisti di Nation League dovremmo avere il diritto ai  play off.  Tre gli Europei vinti da Germania e Spagna, seguiti da Italia e Francia (2).

LA SERIE A SI GIOCA IL FUTURO. La Lega riapre la partita dei fondo e del canale autonomo. Una strada obbligata. Il divario dalla Premier è insostenibile
( e insopportabile), mentre dobbiamo stare attenti anche a LigaLigue 1 e ( ovviamente) agli Alemanni, pronti a perderci di vista.
Sul tavolo della Lega sono pervenute ( al momento) due manifestazioni di interesse: la prima attribuita ad una cordata con a capo Carlyle e la seconda promossa da Scarchlight Capitale.

La prima proposta si baserebbe su una media company a cui la Lega dovrebbe apportare i propri diritti media. In cambio in tempo di pre pandemia era stato un assegno da 1.7 mld, mentre ai fondi sarebbe andata in cambio una quota del 10% della media company, ma di fatto il controllo della governance aziendale.
Anche nella manifestazione di interesse di Love For Football si fa riferimento alla possibilità di acquistare una partecipazione  di minoranza ( inferiore al 10%) mediante una iniezione di cassa. La seconda manifestazione di interesse ha invece un profilo differente.
Il fondo americano ha offerto alla Lega 940 mln di minimo garantito ( 2,8 mld a ciclo) per negoziare per conto della Serie A , piazzando il prodotto su più piattaforme. Searchling Capital vorrebbe avviare quanto prima le trattative con la Lega, per evitare lungaggini.
Alle quali i soliti ‘ rompi‘ come Adl e Lotito affidano i loro ‘sogni’,  che desidererebbero   una sinergia tra Serie A e colosso di Cupertino, il quale  dall0 scorso anno ha iniziato ad investire sui diritti tivù sportivi per alimentare la sua piattaforma streaming. I due ‘rompi’ hanno ( ovviamente ) spedito al mittente le proposte dei fondi.
Le discussioni andranno  avanti. Il 21 ottobre se ne parlerà in assemblea. La scadenza del 16 dicembre, quando scadrà il termine per versare imposte e contributi 2022 sospesi per emergenza Codid, potrebbero accrescere i problemi legati alla liquidità. Insomma, o ci svegliamo o finiremo, parafrasando  l’illuminato del network  regionale, ‘  un campionato del Menga, di cui dovremo  farcene una ragione!’.

Intanto in  Spagna la Liga ha ratificato il progetto con Liga Impulso che porterà a 32 squadre ( Madrid e Barca si sono opposte all’intesa)  1,9 mld.
A marzo 2022 sempre Cvc ha vinto il bando promosso da Ligue 1, anche qui tramite media company alla quale è stato ceduto il 13% con in cambio 1,5 mld di euro.
Anche la Bundes ha ripensato la sua avversione ai fondi, con l’intenzione  di cedere ora diritti tivù  nazionali e internazionali per ricavi attesi intorno ai 3,5 mld.

 GUERRA IN UCRAINA. Che passare una vita al Kgb servisse più ad imparare come ammazzare bambini ci può stare. Non altrettanto però si può dire per uno che  ha trascorso una vita al Kgb per voler emulare lo zar Pietro. Quello Grande, e più terribile, padre della grande madre Russia. Che di guerra ( e d’uomini) meglio  s’intendeva.
E infatti, il Tizio, nonostante continui a sbottar  minacce nucleari che recherebbero più danno a lui che ad altri,  sul campo di battaglia va mostrandosi peggio quell’Adolf che riuscì nell’impresa di trasformare una irresistibile armata in un coacervo di vinti in ingloriosa fuga.
Si dice infatti che gli  Ucraini, gente pacifica ma all’uopo  gran combattenti, stiano ripagando le ( incomprensibili) mire una ad una e con gli interessi.
Ultimamente, anche con l’attacco al ponte in Crimea. Simbolico, di matrice ancora incerta, ma che potrebbe  cambiare gli equilibri della guerra in Ucraina.
Il ponte di Kerch , il più lungo d’Europa, è l’unica infrastruttura a collegare la Russia con la Crimea.

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L’ALMANACCO. Albo d’oro Coppa dei Campioni/Champions: 65 le Coppe assegnate, con 27 volte  italiane finaliste.
Il Milan ha vinto 7 Coppe, l’Inter 3, la Juve 2.

 

IL GIRO D’ITALIA. Il nostro Giro, nel 2023, partirà dall’Abruzzo. E’ la seconda grande partenza dalla Regione dopo quella del 2001. Non scendiamo nei particolari fin qui rivelati. Che sembrerebbero convincere campioni celebrati del momento ad affrontarlo. Del resto chi non affronta il Giro ( che per noi è solo soltanto uno) non può dirsi un aspirante all‘Olimpo della bici. Giro  ha visto nascere e stupire  sulle sue meravigliose strade i più grandi della disciplina. Epica come poche  altre.
Più adatta a Omero o a Pindaro che agli adrenalinici suivers attuali. Che degli aedi  antichi poco sanno. Eppure è al loro ’canto’ che s’allacciano i nomi di eroi che rendono unica questa corsa. Trasversale. Durissima. Rallegrata dalle voci dei bambini, che non scordano. Commovente com’è,   al sol fruscio delle sue ruote.
Che ogni volta riaccendono  nel maxi schermo d’una memoria mai sepolta volti ai quali il padre degli  dei ha concesso  di configgere  Cronos : l’imbattibile Binda ( 5 giri),
il (più ) grande Fausto ( 5 Giri), il  cannibale Eddy ( 5 Giri), l’eterno Gino ( 3 Giri), il  potente Hinault ( 3 Giri) , l’elegante Jacques ( 2 Giri), l’immaginifico Pirata ( 2 Giri).
E tant’altri. Tanti davvero. E tutti talmente cari da  essere, in un modo o nell’altro, sempre celebrati.
Dicono che la prossima  edizi0ne vedrà alla partenza il campione del Mondo Evenepol con  Hindley, Roglic, Bernal. Buon per loro, se davvero sognano che
i loro nomi, più che altrove, per esclusivi meriti guadagnati su strade insidiose ed invitanti come Sirene, restino incisi per sempre sulle tavole del tempo.

IL MEAZZA  CAMBIA FACCIA? Oggi( 28 settembre 2022), a palazzo Marino comincia il dibattito pubblico sul vecchio e nuovo Meazza. Un passaggio obbligato, che si chiuderà il 18 novembre  con la presentazione della relazione conclusiva. Per ridare slancio all’idea delle due milanesi di avere in un futuro non  remoto ( obiettivo stagione 2027/2028) un impianto moderno al posto del vetusto e glorioso  Meazza.
Una modernissima arena da 65 mila posti come nuova casa delle titolate squadre meneghine.

Nell’ultimo rendering la Cattedrale a suo tempo proposta come definitiva  ha assunto un nuovo aspetto. La forma quadrata non c’è più,
le guglie che richiamavano quelle del Duomo
sono state cancellate,  i vetri della facciata in stile Galleria sono stati decisamente ridimensionati. Tutto da rifare? No, anche se il nuovo impianto ha assunto una forma più classica, diciamo ovale.  Di sicuro l’adattamento alle volumetrie ridotte spingerà a cambiamenti. In più non va dimenticata la variabile costi, ora indirizzata verso l’alto. L’investimento privato resta di 1,3 mld anche a volumetrie ridotte, anche se va messo in conto l’allungamento ( esasperato) dei tempi.
Nell’impianto troveranno posto 65 mila spettatori, con 9 mila ( fino a 13.500) premium; inoltre avrà solo due anelli, entro un’altezza di circa 30 metri e chiusure
ai lati. Nell’area sono previsti 10 ettari di ‘verde fruibile‘, una torre con uffici, una grande zona dedicata agli sport di base e una cittadella dello sport che prenderà
il posto del Meazza. Il cantiere dovrebbe durare 6 anni circa.

Nel mistero restano i 13 incontri in programma, con relazione definitiva e due mesi di tempo  per la presentazione del dossier definitivo.
Il passo successivo sarà il tanto atteso  ‘progetto esecutivo‘, che farà  capire dentro quale Cattedrale il ‘nasone’ milanese potrebbe concedere di far giocare in santa pace ( e per cent’anni) le due glorie sportive cittadine.

STANGATE UEFA. Stangata o no? E’ la domanda che si ricava dalle decisioni del Far play Uefa. Che fanno rabbrividire  per via delle alte multe. Che in proporzione ai deficit di bilancio accumulati colpiscono gli inadempienti. Manco a dirlo soprattutto italioti, come  Roma ( 35 mln), Inter( 26), Juve( 23) e Milan (15).

Sanzionati sono anche pochi altri club stranieri, come Psg, Marsiglia, Monaco e Besiktas. In totale ( solo) otto club che hanno accettato settlement agreement Uefa. Una inezia a fronte di quelli che sarebbero sotto osservazione, tra loro CityChelsea, Barca, Lazio e Napoli. Spendaccioni incalliti ma, al momento, ancora  liberi e belli di sguazzare spendacciando.
Questo, però, dovrebbe essere l’ultimo capitolo del vecchio Far play Uefa, mutato anche nel nome visto che dal 2023  si chiamerà  semplicemente ‘Sostenibilità’ .
A dirla così sembrerebbe che il buon Ceferin ( in odore di santità) si sia messo le scarpe a punta. Il Psg, ad esempio, che tra i malati è quello più grave, nel senso
di più spendaccione, ha un deficit di 65 mln netti ( 10 mln di multa). Per lui la cifra  dovuta  per aver messo la Ferrari  fuori stallo.
A dirla in breve, non è che ancora una volta siamo di fronte ad  una di quelle fascinose imbiancatura di facciata che il Gattopardo  avrebbe bollato qual ‘ fingere di cambiare per non cambiare nulla

 

L’EUROPA DELLE PATRIE. onde nello stagno. L’aggressione russa all’Ucraina ne sta producendo a iosa. e dove se non all’interno di una Europa che dopo un trentennio di egemonia franco-tedesca se non è allo sbando poco ci manca.
Infatti equilibri dati per  consolidati stanno andando a pezzi, sia sul piano della politica che delle politiche pubbliche. Circa la sicurezza ( energetica, ambientale, militare) ma anche l’equilibrio politico tra i principali partiti su cui si erano basate. Si è pensato all’integrazione monetaria ed economica. Non ad altro. Con una lungimiranza che non è andata oltre l’ombra dei singoli campanili. La Germania ha abbandonato la sua visione sovranazionale ( anzi, federale) per far propria la visione intergovernativa francese. Dove l’integrazione può procedere solo attraverso il coordinamento volontario tra i governi nazionali, tuttora i pilastri dell‘Unione. Una logica che ha soddisfatto i grandi Paesi e tranquillizzato i piccoli e medio piccoli.

La visione francese ha reso possibile la differenziazione tra regimi ma non accordi vincolanti. O meglio, nel mercato unico non ci è potuti differenziare ( come hanno fatto ni britannici) mentre si è andati ognuno per conto proprio  nelle politiche della sicurezza( militare, economica, territoriale).

Il contesto è però mutato. La visione intergovernativa è stata messa in discussione. Più volte. Nella ripresa post-pandemica. che non può essere lasciata ai singoli governi. E così nella sicurezza energetica e militare, con l’ex agente Kgb  che continua a mietere vittime per coronare il sogno stravolto della grande madre Russia. Il problema è come si potrà trovare intesa fin quando in campo restano interessi  spesso ( diametralmente) diversi. Per agire in sintonia, almeno su tre o quattro necessità urgenti e fondamentali.
Anche perchè come potrà l‘Europa delle patrie fermare il russo e liberare l’Ue dalla dipendenza energetica ? Qualcuno dice che l‘Italia, dopo il 25 settembre, potrebbe diventare il laboratorio di una nuova destra europea, atlantica e antirussa. Sempre che si riesca a mettere ai margini la russofila Lega. In tal caso l’incontro tra le due destre in campo potrà avvenire su una visione intergovernativa dell’Unione, garantendo però differenziazione tra le diverse applicazioni dello stato di diritto da parte degli Stati membri ( come chiedono i polacchi). Insomma, sembra spirare  lungo le contrade della leggiadra Europa un venticello speranzoso. Il suo  non sarà un passaggio indolore, ma tornare indietro  si può ?

( liberamente tratto e commentato da La guerra in Ucraina mette in crisi l’Europa delle Patrie di Sergio FabbriniSole24Ore di domenica 4 settembre 2022).

STADI IN SOGNO. Chissà se il buon presidente Gravina  si sia mai chiesto quanto stanno perdendo le squadre di calcio senza stadi nuovi e di proprietà ?
Tanto quanto  non se lo chiede  quel nasone senza fiuto  che se governa  la città dei meneghini come   San Siro  che altro potranno costoro se non implorare  la cara Madonnina
di provvedere per  tutti  loro  in  proprio?

 NON MOLLA. Non c’è niente da fare. Non molla. Lui, Toto di Vindobona,  che col chiarore dei suoi vestimenti evoca
alla mente  i fantasmi  di illustri antesignani: Policrate di Samo, Clistene di Sicione, Pisistrato di Atene e Dionigi di Siracusa. Lui, certo, non ne vuol sapere di omaggiare  la ‘ rossa’  per quel che è la ‘rossa’.  Per il bene suo e delle sue ‘frecce’,  ovvio, non certo delle auto che volano sulle piste.
Invocando   ( fantomatiche) ragioni di sicurezza la Fia,  che  non dal nostro  buon  Domenicali è  governata ma dall’avvocatessa Shalla Ann Rao,
ex consulente Mercedes, grande amica ( e ti pareva…) del Toto, ha deciso di passare dalle ciacole ai fatti.

Tanto  sa che contro la forza ragion non vale. Porpoising e bouncing infatti  sono termini che indicano un qual saltellamento delle monoposto sul rettifilo, fenomeno che disturba assai ( guarda un po’) soprattutto i due della Mercedes, che come nel passato, non riuscendo a tirar fuori il ragno dal buco, aborriscono il merito e invocano il diritto.
Tant’è che non sono pochi quelli che vorrebbero ‘segare’  le ultime sette maglie iridate  ( almeno) in due parti per assegnarne una al pilota e l’altra al menagers, in questo caso al Toto di Vindobona, che attorno alle ‘ frecce‘  altro non vuol che il deserto assoluto.

 

ITALIA: NE’ FANALINO DI CODA NE’ BUFERA. Basta un nulla per far finire sui media l’Italia nella bufera. Ciò che è avvenuto in questi giorni è significativo.
Dopo l’annuncio di Francoforte di un possibile minirialzo ( mini) dei tassi e le gaffe della presidente Lagarde, il nostro spread è subito schizzato, perlomeno fino al successivo annuncio precipitoso della Bce di un possibile scudo anti spread. In questo frangente, come tante altre volte, la reazione dei nostri giornali stampati e televisivi e dei nostri opinion leader è stata invece univoca: siamo nella bufera! Come fossimo nell’imminenza di un tracollo economico-finanziario o come se l’Italia di oggi fosse quella del 2011.

Invece, oggi, innanzitutto, abbiamo presidente del Consiglio il salvatore dell’Euro e una delle più autorevoli personalità al mondo. Non solo. Nonostante la durezza della pandemia, abbiamo rapidamente recuperato i livelli Pil pre crisi mentre altre nazioni europee, come la Germania o la Spagna, non ci sono ancora riuscite.

Nonostante la guerra russo-ucraina, i rincari dell’energia e dell’inflazione, la nostra produzione industriale nel trimestre febbraio-aprile ha avuto la più forte crescita del trimestre precedente ( +2%) tra i maggiori paesi dell‘Eurozona; il settore edilizio cresce a ritmi da ricostruzione post bellica;
l’export  pur avendo perso gran parte del mercato russo e ucraino e parte di quello cinese, è comunque progredito nei primi quattro mesi di quest’anno del 3% in volume rispetto allo stesso periodo dello scorso anno; le imprese manifatturiere sono piene di ordini e nel primo trimestre gli investimenti in macchinari e mezzi di trasporto sono aumentati in termini reali del 4,3% rispetto al quarto trimestre del 2021.
Il solo leasing strumentale, secondo Assilea, è balzato di un miliardo di euro nel periodo gennaio-aprile 2022 rispetto allo stesso quadrimestre 2021. Con Industria 4.0 la manifattureria italiana è diventata la più competitiva al mondo, la nostra produttività del lavoro nella manifattureria è quella cresciuta di più nel G7 dal 2015 in poi e vantiamo un surplus commerciale con l’estero esclusi i combustibili fossili che nel 2021 è salito alla cifra record di 104 mld dollari.
Il MEF confida altresì che il Pil italiano possa aumentare anche nel secondo trimestre, dopo non essere crollato, come molti temevano, ma essere anzi cresciuto dello 0,1% ( Usa -0,4%, Francia – 0,2%). Dopo i primi tre mesi dell’anno in corso, la nostra crescita acquisita nel 2022 è già del 2,6%, superiore alle stime formulate per il 2023 da tutti i maggiori provvisori. E nella seconda metà del 2022 e nei prossimi anni anche gli investimenti del Pnrr sosterranno in modo importante la nostra crescita e quindi anche la riduzione del rapporto debito/Pil.
Previsto a scendere quest’anno al 147% dal 155% del 2020.

Basta autolesionismi. E’ tempo finalmente di spiegare all’Europa, ai mercati e agli analisti finanziari che l’Italia non è nella bufera, nè tantomeno come la Grecia. Ed è tempo che la nostra comunicazione-Paese diventi più consapevole dei dati reali, più precisa e aggressiva. Nell’interesse nazionale.

Marco Fortis, Il Sole24 Ore, mercoledì 22 giugno 2022, n.170).

INVESTIMENTI ESTERI. L’Italia piace sempre di più a chi, in altre Nazioni, ha capitali da impiegare. Nel 2021 risulta in testa, infatti, tra i Paesi dell’Ue per incremento di investimenti diretti esteri ( Ide), con 207 progetti, contro 113 del 2020, e una crescita dell’83%, la maggiore tra gli Stati membri. Questo la fa entrare nella top ten relativa al ranking dei Paesi europei per numero di progetti Ide, consentendone di posizionarsi al settimo posto.
Ciò nonostante sempre in quella classifica, l’Italia mostra una quota di mercato del 3,52% che è in aumento rispetto al 2% del 2020, ma segna ancora una notevole distanza dal principali attrattori di Ide, ovvero Francia (215), Regno Unito( 17%), Germania ( 14%).
Insomma il nostro Paese continua a mostrare, secondo gli investitori esteri, una serie di criticità che ne limitano l’attrattiva: incertezza regolatoria, contenziosi, burocrazia. Imprenditori e manager stranieri, inoltre, vorrebbero un significativo taglio delle tasse; tuttavia manifestano, per la maggior parte, l’intenzione di investire in Italia e la convinzione che, nei prossimi tre anni, il Paese sarà più attrattivo.

 

CURIOSITA’. Nomina Fia pe  Shalla Ann Rao al posto di Peter Bayer, nel duplice ruolo di segretario generale per lo sport  e direttore esecutivo della F1.
L’avvocatessa Rao negli ultimi anni ha lavorato in Mercedes come consulente speciale di Toto Wolff. Conflitto di interesso o no, non ce n’era ( proprio)  un/una  altro/a per quell’incarico?

NATIONS LEAGUE. La compagnia di ventura del Mancio da Jesi ha subito un’altra batosta. Questa volta ad opera dei redivivi alemanni che con noi non vincono manco ad aprirgli porte e finestre. Ora i nostri baldi giovani non son più primi nel girone, guidato dall’Ungheria di Rossi ( 7 punti) che ha sepolto gli arroganti maestri sotto una coltre di gol

NATIONS LEAGUE GIRONE3. Ungheria-Inghilterra 1-0; Italia-Germania 1-1; Germania-Inghilterra 1-1 , Italia- Ungheria 2-1.
Italia in testa al girone con 4 punti, ora ci tocca la sportivissima congrega dell’amata Regina. 

IL MONDO IN CIFRE- Edizione internazionale a cura The Economist.
ANNI 2020/2022

Uno sguardo aggiornato ai PilStati Uniti ( 329 mln abitanti), 21.443 mld dollari; Cina ( 1.433 mln abitanti), 14.343 mld dollari; Giappone ( 127  mln abitanti), 5.082 mld dollari; Germania ( 83,5 mln abitanti), 3.861 mld dollari; India ( 1.364 mln abitanti), 2.869mld dollari; Regno Unito ( 67,5 mln abitanti), 2.829 mld dollari; Francia ( 65 mln abitanti),
2.716 mldItalia ( 60,6 mln abitanti), 2.004  mld dollari.

Quanto si dice che la Cina è il primo colosso  economico al mondo si sbaglia: infatti, se questi dati non sono esibiti a vanvera, il divario tra le due superpotenze economiche planetarie è ancora piuttosto ampio a favore del paese con la bandiera stelle e strisce ( oltre 7mila mld, più o meno quanto i pil di Germania e Francia assommati).
Precisando inoltre che sui dati cinesi resta il sospeso sulla loro effettiva attendibilità, che se in realtà risultasse al ribasso non meraviglierebbe nessuno. Simil discorso si potrebbe fare sugli investimenti militari effettuati dai due Paesi, ma con ( eventuale)  revisione inversa.

Qui gli americani dichiarano 738 mld d’investimenti, i cinesi ( solo) 193 mld.

Che non sembrano tanti a fronte dei notevoli impegni in tutti i settori della difesa della Cina in questi ultimi anni.  Per raggiungere e superare i cinesi ( 2.035 mln di uomini in divisa, contro 1.388 degli Usa), tanto per svelare una curiosità, ci vorrebbe un’ Europa  tutta d’un pezzo che invece di spendere e spandere a vanvera ciascun stato pro domo sua, mettesse dentro un’unica cassa i suoi ( tanti) investimenti. Che  ( limitatamente ai primi) sono  questi:  Regno Unito 61,5 mld, Francia 55 mld, Germania 51 mld, Italia 30 mld.

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