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Non solo sport. La ‘rossa’ è una creatura speciale. Perchè non affidarla alle degne mani del Toto ?

Non solo sport. La ‘rossa’ è una creatura speciale. Perchè non affidarla alle degne mani del Toto ? Fosse comparsa ai tempi in cui sui chiari mari mediterranei fiorivano miti, oggi dovremmo chiamarla con pseudonimi desueti. Pegaso, il cavallo alato, oppure Ippogrifo, il misto d'animali dall'Ariosto attinto dalla eredità classica. E del Pegaso, ad esempio, meglio d'altri, avrebbe avuto tutti i sembianti e i compiti. Corpo di destriero e ali d'aquila per trasportare, rapido, le folgori del padre degli dei in Olimpo, e infine trasformato in costellazione. E che la 'rossa' non sia più una semplice auto lo si sa da tempo. La sua presenza fonde passione, velocità e bello, in un unicum dal valore ( non solo) materiale inestimabile. Una Ferrari 250 Gto Scaglietti del 1962, infatti, è stata battuta all'asta nel 2018 per 48.405.ooo dollari da Sotheby's in California. Parlando di valore materiale, perchè se trapassiamo su quello immateriale faremmo fatica a toccare un limite. Quanto Pegaso, figlio di Poseidone, addomesticato da Bellerofonte, la 'rossa' é una creatura indomabile, incurante di qualsiasi ostacolo, deputata a consegnare i sogni degli uomini agli dei. Quando si corre un Gp, o altra manifestazione, la prima domanda che la gente si fa è ' Com'è andata la rossa ?'. Preoccupa lei, infatti, non altri. Tanto che, quando un suo pilota arriva ultimo resta primo. Possono dire un gran bene delle 'frecce d'argento', e anche del suo deus ex machina, il gran Toto erede di Cecco Beppe, ma di tifar per loro nessuno se lo sogna. A proposito del Toto, non è ora che si tolga di dosso quella camicia da asettica ospedaliero per indossarne quella color fuoco d'amante appassionato di questo suo ( ancor amatissimo) sport, da salvare più che da affossare ? Nel fine settimana riprende il campionato. Con Fiorentina-Torino ( ore 18) e Verona-Roma ( ore 20,45). Il 20, 21, 22 ottobre partirà la fase a gironi di Champions ed Europa League. Giovedì 17 il Milan gioca il 2° turno di qualificazione di Europa League a Dublino, in casa dello Shamrock Rovers. Se supera il turno, giovedì 24 settembre ( gara secca) trova la vincente fra i norvegesi del Bodo e i lituani dello Zalgiris. Dopodichè, giocherebbe il 1°ottobre i play off per entrare nella fase a gironi.

 CRONACA DAL DIVANO. Fosse comparsa ai tempi in cui sui  chiari mari mediterranei fiorivano miti, oggi dovremmo chiamarla con pseudonimi desueti. Pegaso, il cavallo alato, oppure Ippogrifo, il misto d’animali  dall’Ariosto attinto dalla eredità classica. E del Pegaso, ad esempio,  meglio d’altri, avrebbe avuto tutti i sembianti e i compiti. [...]

14 settembre 2020 0 commenti

Non solo sport. Lega e futuro del calcio. Siamo alla svolta. Scegliere tra due offerte: da 1,5 o da 1,3 mld ?

Non solo sport. Lega e futuro del calcio. Siamo alla svolta. Scegliere tra due offerte: da 1,5 o da 1,3 mld ? In Lega calcio occorre scegliere tra due offerte, una da un 1,5 mld, l'altra da 1,3 mld, entrambe per una quota minoritaria ( 10%) soldi importanti, fondamentali, per il futuro del nostro calcio. Che qualcuno, bellamente, gode a far transitare da ' campionato più bello e competitivo' a ' campionato più stanco, rissoso e meno vincente'. Cosa ( niente affatto) vera. Anche nella rimpatriata al Grand'Hotel di Rimini, tra i maestri Galliani, Marotta, Sabatini ecc., s'è parlato di calcio italiano in decadenza. Meraviglioso anche solo vent'anni fa, disastroso oggi. E' sempre piacevole sfrugolare nel passato, soprattutto quello glorioso. Galliani, in questo, è un maestro. Dal cuore mutevole, ieri del Milan, oggi del Monza, ma pur sempre un maestro. Per lui l'importante non è quel che accade sui teatri verdi del pallone ma che a tirar le fila sia lui a nome e per conto del signore di Arcore. Il sor Galliani, tra l'altro, come sempre ameno, ha dissertato sul declino del pallone italico da attribuire ( in buona parte) alla lingua inglese, che fungerebbe da traino alla Premier ( soprattutto) nei ricchi ex paesi dell'ex regno d'Inghilterra, consentendogli di ricavare diritti esteri tivù che noi manco ci sogniamo. Ed è per dare l'assalto a questi crescenti introiti che sceicchi, magnati e oligarchi, da anni si danno appuntamento nella perfida Albione. Investendo soldi la più parte non loro ma dei rispettivi Stati. Tanto che il divario tra Premier e altri cresce. Emarginando il nostro campionato, oramai di transito, secondo il buon Marotta, e valorizzando gli altrui, che ( ovviamente) volano a gonfie vele. Dimenticando, forse, qualcosa. Che nei paesi del Commonwealth non è il calcio lo sport più popolare e trainante e danaroso. Così in Canada ( basket, hockey), in Usa ( basket, football americano, baseball, hockey), in Australia ( rugby) ecc. ecc. Allora, qual altra ragione penalizza il nostro calcio, post era Mecenati ? Sicuri che c'entra l'inglese e non altro? Per noi, ad occhio e croce, sta semmai nell'insipienza di chi ha governato per anni il nostro ' ex ballon d'or'. La Lega, ad esempio, che ' da tempo immemorabile soffre dell'incapacità cronica di una visione di prospettiva'. Una Lega che ha sacrificato il bene collettivo 'sull'altare di una politica miope, di piccolo cabotaggio, concentrata su interessi spesso solo individuali'. Come di quel tizio corpulento preoccupato più che altro a non perdere potere personale. Ma che si aspetta a mandarlo in altre faccende ad affaccendarsi? Che non sia questa la strada che, pur in assenza degli stadi benedetti, può consentirci una vera rimonta? Visto che i paesi di lingua inglese ( ancora minoritari rispetto a quelli di lingua latina) potrebbero contare ma fino ad un certo punto. Dipenderà da noi, dal nostro prodotto. Non di transito, speriamo, come propaganda il buon Marotta. Che se di transito vuol essere lui, può accomodarsi donde meglio crede. Una nota per la Nazionale del Mancio impegnata nella Nation League. Poco gioco, poco coraggio, poche occasioni contro l'umile Bosnia, finita 1-1. Al secondo turno c'era l'Olanda, e abbiam pregato che non fosse un'altra Svezia. E Svezia non è stata perchè la brigata del Mancio ha fatto quel che sa fare, domando in trasferta i rifioriti Tulipani. Solo un golletto, di testa, del piccolo Barella, che però è bastato per portare a casa i tre punti, il primo posto nel girone e l'auspicato ranking Uefa.

LA CRONACA DAL DIVANO. Siamo  alla svolta. In Lega calcio occorre scegliere tra due offerte, una da un 1,5 mld, l’altra da 1,3 mld, entrambe per una quota minoritaria ( 10%) soldi importanti, fondamentali, per il futuro del nostro calcio. Che qualcuno, bellamente, gode a far transitare da ‘ campionato più [...]

9 settembre 2020 0 commenti

Rimini. Al via la III edizione di Italian bike festival. Dall’11 al 13 settembre al parco ‘Fellini’.

Rimini. Al via la III edizione di Italian bike festival. Dall’11 al 13 settembre al parco ‘Fellini’. Quest’anno la manifestazione, realizzata con la collaborazione del comune di Rimini, APT Servizi Emilia Romagna e Visit Romagna, avrà gli occhi puntati da tutta Europa. Complice lo slittamento di EuroBike, Italian Bike Festival diventerà il primo appuntamento continentale in assoluto all’interno del quale poter vedere, scoprire e testare tutte le novità che verranno proposte dal mercato nel 2021. Rimane inalterato il format che, in soli due anni, ha portato tanto successo all’evento: ingresso gratuito per tutti i partecipanti (da quest’anno con iscrizione obbligatoria online), possibilità di scoprire in anteprima migliaia di prodotti e provarli all’interno delle aree test. Torna infatti anche quest’anno l'off-road Arena e-powered by Bosch eBike Systems. Un’area di 3.600 mq adibita al test delle MTB e delle eMTB e studiata per soddisfare ogni livello di riding.Si inizierà venerdì 11, subito dopo il taglio del nastro, con la presentazione, a cura di Davide Cassani e con la partecipazione dell’assessore regionale a Turismo, Commercio, Mobilità, Infrastrutture e Trasporti, Andrea Corsini, della via Romagna, la nuova Ciclovia con percorso protetto e mappato di oltre 350 km che aprirà i battenti nel prossimo 2021. Nel pomeriggio (ore 14.30) Visit Romagna presenterà al pubblico presente le sue eccellenze nel settore del cicloturismo e della vacanza attiva con percorsi tra valli e dolci pendii. Sabato pomeriggio, alla presenza di 10 tour operator arrivati da tutta Europa, la destinazione turistica Bologna & Modena illustrerà al pubblico la Ciclovia del sole (ore 16.00), mentre domenica alle 12.00 concluderà il ciclo di talk la destinazione turistica Emilia con una presentazione dal titolo 'Food valley, Po e due ruote. Un tris da godere'.

RIMINI. Tutto pronto per la III edizione di Italian Bike Festival. Dall’11 al 13 settembre 2020 il parco Fellini di Rimini si trasformerà per il terzo anno consecutivo nella capitale italiana del mondo della bici ed ospiterà, all’interno di un villaggio di oltre 45.000 mq, più di 300 brand del [...]

8 settembre 2020 0 commenti

Non solo sport. Il Toto sfotte. Anche nel tempio di Monza. Una ‘rossa’ senza speranze anche per il 2021?

Non solo sport. Il Toto sfotte. Anche nel tempio di Monza. Una ‘rossa’ senza speranze anche per il 2021? Il Toto, nonostante appartenga alla categoria ' carogna', viennese, classe 1972, direttore esecutivo della Mercedes, mantiene intatta la nostra stima e simpatia. Che son frutti non accidentali ma prodotti d' un pregresso che il Toto ha saputo bellamente realizzare. E comunque il suo merito principale è quello di avere fatto terra bruciata intorno alla ' sua' Mercedes. Nel senso che per vincere non ha bisogno manco delle quattro ruote, perchè anche tre son più che sufficienti. La firma del 're nero' con la Mercedes tarda ad arrivare. Forse, anche costui, nonostante il momento gramo della 'rosa', prima di chiudere, vuol togliersi l'onore di salire su quella magica creatura. Di cui si favoleggia in ogni anfratto del pianeta, anche perchè a lei sola è concesso di rendere immortali i driver delle piste da corsa. Della firma, il Toto, non è preoccupato.' Siamo amici - dice - ma se 'lui' dovesse decidere di smettere, perderemmo un grande pilota, ma la Mercedes non inizierebbe a perdere, a patto ( Catalano docet anche in Austria?) di continuare ad essere in grado di presentarci al via con la migliore macchina e i migliori piloti'. Proprio quello che volevamo sentirci di dire dal Toto, visto che è da alcuni anni che questa F1 è un mondo ingessato, dominato e uniprotetto. Non andiamo a rivangare episodi e voci. Per quel che si può da un divano, sappiamo che il Toto ( dietro le quinte) ha fatto di tutto per demolire la 'rossa'. In ogni modo. Con ogni mezzo e supporto. Dall'astio del tortignacolo francese alla Fia, alle novità e ai regolamenti ( vedi power unit), dai giudici e finanche ai media,compresi i nostri, che quando commentano le gare non sanno difendere le ragioni della 'rossa' manco quando la vedono umiliata. Ci sarà più lotta nel 2021? ' Non so - ribatte il Toto - perchè si potrà portare una sola evoluzione nella prossima stagione, ma se un team fa un buon lavoro adesso o in inverno può migliorare tanto. Spero davvero che la Ferrari possa fare un salto in avanti. Amo i campionati combattuti. Sarebbe meglio per tutti se il Mondiale venisse deciso all'ultima corsa, con una vittoria della Mercedes'. Ovviamente, da 'carogna', si può permettere anche di sfottere. Chiedendosi però, lui che di sterile camice da corsia d'ospedale è sempre vestito, come mai nel mondo nessuno fa il tifo per lui o per la 'sua' Mercedes, ma solo e soltanto per l'amoroso prodigio 'rosso'? Una nota anche per la Nazionale del Mancio impegnata nella Nation League. Poco gioco, poco coraggio, poche occasioni. Contro l'umile Bosnia, finita 1-1. Ora ( per il secondo di quattro turni) c'è l'Olanda, speriamo non sia un'altra Svezia.

LA CRONACA DAL DIVANO. Il Toto, nonostante appartenga alla categoria ‘ amabile carogna‘, viennese, classe 1972, direttore esecutivo della Mercedes, mantiene intatta la nostra stima e simpatia. Che son frutti non accidentali ma prodotti d’ un pregresso che il Toto ha saputo bellamente realizzare. Suo merito principale è quello di avere fatto terra [...]

5 settembre 2020 0 commenti

Emilia Romagna. Mondiale di ciclismo a Imola, un’altra bella notizia per il nostro territorio.

Emilia Romagna. Mondiale di ciclismo a Imola, un’altra bella notizia per il nostro territorio. Dal 24 al 27 agosto scenderanno in pista i grandi campioni del ciclismo, uomini e donne, per le prove su strada e per le cronometro. 'Imola non si è tirata indietro. Due eventi, due gare mondiali, ciclismo e Formula Uno, che porteranno il nostro territorio sulle prime pagine dei più importanti media mondiali. Un risultato che non è solo il frutto della contingenza, anzi proprio la contingenza ha dimostrato che la nostra realtà, con le sue espressioni, sportive, sociali ed economiche si è fatta trovare pronta e capace di garantire quel rispetto di tutte le regole che oggi più di ieri sono necessarie per evitare drammatiche ricadute'. Gli eventi imolesi si inseriscono in contesto di importanti eventi regionali che vede rafforzata la capacità emiliano romagnolo di essere non solo polo di attrazione turistico, ma anche sportivo.

IMOLA, 2 settembre 2020. “Una doppia soddisfazione. Dopo la Formula Uno approda a Imola anche il Mondiale 2020 del ciclismo. Un grande appuntamento che si inserisce in una agenda fitta di eventi, a dimostrazione che questo territorio ha saputo reagire in maniera compatta e forte all’emergenza che ci ha colpito [...]

3 settembre 2020 0 commenti

Non solo sport. E’ sparita la ‘rossa’. Dov’è? Perchè umiliarla, con indosso quella orribile ‘maglia nera’?

Non solo sport. E’ sparita la ‘rossa’. Dov’è? Perchè umiliarla, con indosso quella orribile ‘maglia nera’? 'O Patria mia, vedo le mura e gli archi e le colonne e i simulacri e l'erme torri degli avi nostri, ma la gloria non vedo, non vedo il lauro e il ferro ond'erano carchi i nostri padri antichi. Or fatta inerme, nuda la fronte e nudo il petto mostri... Io chiedo al cielo e al mondo: - Dite, dite: chi la ridusse a tale?- ...'. Chi la 'rossa' ridusse tale? Non è difficile trovare gli autori di tanto misfatto. L'erede di una grande famiglia di cui non porta manco il cognome, ad esempio, ma anche la serie di collaboratori vicini e lontani di cui non resta il sembiante, finanche quell'ingegnere bravissimo al tavolo ma tanto improvvido sul campo di battaglia da emulare quel Quintilio Varo che inoltrandosi a vanvera dentro una selva oscura consegnò al massacro le legioni di Cesare. Di certo, i media certe cose non dicono o non vogliono dire. Ma le domande che passano di bocca in bocca sono queste: val davvero la pena continuare ad umiliare l'icona dell' automobilismo mondiale? Non è meglio ritirarla dal consesso, per poi vedere di recuperare in santa pace ( e ben altra competenza ) quel che chiederà la F1 a partire dal 2022? Chissà in quanti hanno già iniziato ad ignorare gli appuntamenti tivù con una F1 'piegata' giorno dopo giorno, scientificamente, boiardamente, all'interesse di una sola componente, tanto stolta e avida da non capire che senza la 'rossa' non c'è gloria per nessuno. La 'rossa' non è solo storia, la più prestigiosa. La 'rossa' anelito dell'ardire umano nella velocità sulle quattro ruote. Non è una solo macchina, o 'crucchi' !, ma quanti secoli vi ci vogliono per capirlo? E come fanno quei telecronisti ( e commentatori) di Sky a delirare in ogni gran premio davanti ad una macchina, ad un pilota, che lottano contro guardaspalle. Predestinati o meno. Tanto che possono far a meno perfino della quarta ruota per tagliare il traguardo. Ci spiace per il re nero, senz'altro bravo, bravissimo, ma fino a che punto non lo sa manco lui visto che nessuno attorno glielo certifica? Qualche anno fa è bastato un guardaspalle in rivolta, per mandarlo in confusione e batterlo. Lui chiede ai suoi di migliorare ancora la vettura, forse per sfottere, forse per riempire il suo vuoto; noi invece gli chiediamo di scendere da una macchina per salire su un'altra. Uno scambio con Ricciardo, ad esempio, perchè se è vero che vuol scrivere la storia non può pretendere di scarabocchiarla da solo. Al GP del Belgio, dopo un weekend in maglia nera, la Ferrari è scomparsa. Trapassata in un sol anno da vittoriosa a desparecida. Senza manco i punti costruttori. L'ing. Binotto, neo responsabile, non capendo lui chiede lumi a tecnici, meccanici, inservienti. Nulla funziona. Mentre la proprietà latita. In altri mondi affaccendata. S'ingarbuglia, intanto, come temuto, la vicenda del Leo che s'è stufato del Barca del Bartolomeu. Già parlano i legali. Mentre i media continuano a segnalare in pole position il City, il tanto chiacchierato City, squalificato e ( con ridicola multa ) riammesso, che sta ad un ' artista' come il Leo men che i cavoli a merenda. E' partito, tra un maneggio e l'altro, il Tour, imposto in modo tale da oscurare ( o quasi) il Giro. Dimenticando di far i conti con l'oste perchè ( per quel che ci riguarda ) primo tra tutti c'è il Giro. Con quel suo inconfondibile fruscio d'eroi che da oltre un secolo semina racconti epici lungo il percorso più bello ( e difficile) del mondo.

LA CRONACA DAL DIVANO. Con qualche sforzo di fantasia, parafrasando, bastan questi versi a inquadrare il tempo greve in cui versa la ‘rossa’. La mitica ‘rossa‘.  Che alcuni insipienti hanno trasformato in un sol anno da sogno a incubo. ” O Patria mia, vedo le mura e gli archi e le [...]

31 agosto 2020 0 commenti

Non solo sport. Messi: e se fosse già tutto fatto? Per vedere ( finalmente) chi è il più bravo del reame?

Non solo sport. Messi: e se fosse già tutto fatto?  Per vedere ( finalmente) chi è il più bravo del reame? Il Manchester City, primo a transitare sotto la cappella dei petrodollari arabi, nel 2008, è ( attualmente) in mano allo sceicco Monsur che di Abou Dhabi è l'eminenza bianca. Presente sempre, ovunque e comunque. Con il Leo in cavalleria, potrebbe coronare il sogno d'un trionfo mondiale, che non sarebbe cosa da poco, dopo tutti quei miliardi spesi per vincere quattro tornei già assegnati alla viglia di Natale. Un trionfo planetario, poi, farebbe schiattare di rabbia quei detestati rompiballe qatarioti. L'emiro del Qatar, padrone del Psg, altra squadra che disputa un torneo in solitudine, sarebbe disposto a sborsare qualsiasi cifra ' se considerata indispensabile al piano di espansione di Doha, che sfrutta il calcio internazionale ben oltre i confini dello sport'. La storia d'andare oltre i confini dello sport è nota da un pezzo. A noi ha stufato. Angli e Franchi invece abituati a tapparsi le narici davanti all'odore dei danari, la stanno prendendo ancora alla leggera, da pragmatici incalliti, dicono, non vorremmo però che facessero la fine di quei 'polli' greco ellenistici che avevano scambiato le voraci calighe romane nei calzari liberatori. La Uefa, sfidando i petrodollari, ha provato a farsi intendere col suo fair play finanziario. Invano. Ovvio. Finendo ridimensionata e ridicolizzata. Sia Mansur che Al-Thani infatti se la sono sganasciata a volontà. Per loro, non l'avessimo ancora capito, l'Europa è solo il bel palazzo d'una nobiltà latitante. Evasa altrove. Possono permettersi questo e quello, e quant'altro gli garba, sanza remora alcuna . Chi gli potrebbe dar nel naso, invece, è l'ometto dagli occhi a mandorla che a forza di fare viaggi della seta ha cominciato a mettere anche lui occhi e mani sull'Occidente del mondo. Zhang Jindong, 57 anni, a capo d'una holding di famiglia pluri miliardaria, stimato al 184 posto tra i ricchi del pianeta, è anche esponente di spicco del Partito comunista cinese. Questo sta a significare che l'acquisto di Messi potrebbe avere un importante valore politico. Oltre che calcistico. Nel senso che vedrebbe la Cina affiancarsi ad uno dei simboli più riconosciuti al mondo, cosa da non disprezzare visto che l'ambizione ( palese) sia di Suning ( sia della Cina ) è proprio quella di attestarsi dapprima in Europa e successivamente anche nel continente americano; continente, certo, scavalcando ( perchè no?) quei ( sempre più) incasinati degli Usa.

LA CRONACA DAL DIVANO. Ai pescatori non servono satelliti, radar, telefonini e marchingegni tecnologici vari per capire da dove arriverà la tempesta. Bagnano con la saliva  l’indice e lo levano in cielo. Laddove prima s’asciuga, ed è colà che va attesa la tempesta. Così, ci stiamo arrangiando  anche noi. Per meglio [...]

28 agosto 2020 0 commenti

Non solo sport. Messi: macchè fila, un ‘artista’ se non va all’Inter dov’altro può? Qui decide Suning.

Non solo sport. Messi: macchè fila, un ‘artista’ se non va all’Inter dov’altro può? Qui decide Suning. Allora, dove va Leo? Secondo noi, salvo stramberie occulte, solo da una parte: sotto quella guglia, che reca in cima una Madonnina che in oltre un secolo ha visto vincere tante di quelle coppe, coppine coppette, scudetti, titoli e quant'altro ancora, da far morire d'invidia pure l'orgoglioso Bernabeu. Perchè vola da quella parte? Per un semplice motivo: vorrebbe finalmente sapere dallo specchio delle sue brame chi è il 'meglio' pedatore al mondo. Lui, Diego, Cristiano ? Qual è insomma, il 'meglio', o benedetta Eupalla? Quindi dove ottenere giusta risposta, se non laddove il 'meglio' s'è già cimentato. Diego, qui, nel torneo dove a regnare è il bello, ha saputo trasformare un pulcino piccolo e insignificante in un cigno candido e splendente. Cingendolo del lauro, contro i più forti al mondo; e donde si allenò adeguatamente per portare la sua Celeste più volte in cima all'Olimpo. Al momento nei discorsi dei dirigenti interisti Messi non esiste. Del resto la contabilità Inter qui non centra un fico. Qui ( come detto) centra Suning ( e chi dietro a lui). Per il quale l'Inter diventa un 'mezzo' per consentire lo sbarco in Cina ( e nel Pianeta) del top, di una icona mondiale, ben oltre il normale pedatore. Un affare che farebbe fare salti di gioia anche ai dirigenti del Partito comunista cinese. Gli indizi di qualcosa in atto non mancano. Il superattico, in Porta Nuova, acquistato da Jorge Messi, il papà del giocatore. La possibilità ( tutt'altro che pellegrina) di uno sbarco della famiglia nel mondo della moda. E infine il famoso Decreto crescita che consentirebbero, tanto per capire, di coprire uno stipendio di 50 mln con 'soli' 65,5 mln, per via della tassazione ridotta. Finalmente, Ibra ha detto sì al Milan. Il tracagnotto panzettato che lo assiste ha avuto quel che chiedeva. Non così i tifosi rossoneri che della solita fuffa cominciano a subodorare. Pirlo ha cominciato a sbottar monologhi. Interminabili. Il Conte, poi, ha smesso di frignare. Se gli dovessero annunciare ( com'è possibile) di prepararsi a far posto ad un tal Leo Messi, chissà dove andrà a raccattar lacrime e argomenti per il prossimo piagnisteo?

LA CRONACA DAL DIVANO. Macchè fila e fila, qui non c’è nessuna fila. Smentiamo, non perchè siamo a conoscenza di chissà qual segreto. Nulla, di nulla. Diamo solo fondo a quella sensazione che hanno i marinai quando vogliono vedere da che parte arriva la tempesta: bagnano un dito, che levano [...]

27 agosto 2020 0 commenti

Non solo sport. Conte, basta con i piagnistei.Per il Bayern la sesta Coppa. Moto: pazza o con dei pazzi?

Non solo sport. Conte, basta con i piagnistei.Per il  Bayern la sesta Coppa. Moto: pazza o con dei pazzi? La Beneamata era (ri)entrata in una finale europea dopo 10 anni. Poteva farcela perchè l'avversaria, il Siviglia, nobile signora di Coppa, era alla portata. Fatto è che il Conte Dracula ha talmente confuso i suoi che l'attaccante di punta, il buon Lukaku, che prima ha graziato gli avversari sbattendo un gol fatto contro il portiere, poi, ha donato loro la vittoria deviando nella propria porta. Ora, al buon Conte, non resta che fare due cose: o smetterla con i piagnistei, senza incolpare questo o quello, ma pensando a far bene quello che non fa ( o non sa ancora fare); o abbandonare la Beneamata, per la quale più che piangioni di mestiere che ossessionano senza divertire occorrono soggetti estemporanei e geniali. Alla Mou Mou, per citarne uno, d'ancor vivido ricordo. Zhang, il giovane presidente va mediando, ma ci sa tanto con scarso costrutto. Dicono, i bene informati, che sia pronto il buon Allegri, inseguito però pure da Leonardo per il Psg, tanto per salvar la coppa sua, quanto per ridare slancio ad una società che nonostante i miliardi ( di Stato) spesi non riesce ad alzare la Coppa dalle grandi orecchie. Se la tira invece, sull'altra sponda di Mediolanum, quel tal Ibra, che ci sa tanto abbia voglia di sfottere. Prima dice d'aver fatto una scelta di cuore, poi rogna sulla parcella che vorrebbe far salire da 3 a 7,5 mln. Del resto alla sua ombra si muove quel tracagnotto in panzetta, ex pizzaiolo capace di rinverdire il mestiere degli antichi lenoni adattato ai giocatori da calcio, con accumulo d'un tesoro di tal dimensione da far apparire spiccioli quello del conte di Montecristo. Il tracagnotto in panzetta dal suo pulpito protesta " Macchè soldi! Qui è solo una questione di stile". E'vero che oggi a tutti, saggi o scemi che siano, è concesso di dire tutto e il contrario di tutto. Ma che dal tracagnotto in panzetta debba arriva l'implorazione di praticare stile ci par proprio d'essere trapassati in un altro mondo. In Italia hanno prodotto inchieste su tutto e tutti, non come s'aveva da fare sul tracagnotto in panzetta, se non altro per andare da lui ad approfondire il suo stile. Ibra senta, tracagnotto in panzetta a parte, se non sa cosa dire o fare , perchè non sta a casa sua, tanto più che qual altra gloria potrebbe aggiungere lei a quella maglia immortale? Una noticina per gli audaci della moto. Ieri, anzi, anche ieri, a sfiorare il dramma, è stato quel Vinales che di buona sorte non vuol sentir parlare. In Stiria, s'è perfino dovuto calare dalla sua moto senza più freni ai 210 all'ora. Non s'è fatto nulla, fortunatamente, provvidenzialmente, mentre la sua moto s'andava a sbriciolare contro una protezione. Incredibile, e soprattutto un peccato per quel bravo ragazzo di grande talento. Ora in Moto Gp non si sa qual potrebbe essere il vincitore del Mondiale. Non Quartararo, il siculo che vuol fare il francese, non il Dovi, troppo alterno, non il Binder, ancora da maturare, non il Vale, sempre in groppa ad un ronzino. Buone nuove sono arrivate dalle altre due categorie. In Moto3, primo Vietti, secondo Arbolino, entrambi scuola Tavullia; in Moto2, primo il Bez davanti a Martin. In graduatoria, Marini resta primo ( 87 punti) mentre Bastianini divide la seconda piazza con Martin ( 79 punti).

LA CRONACA DAL DIVANO. La Beneamata era (ri)entrata in una finale europea dopo 10 anni. Poteva farcela perchè l’avversaria, il Siviglia, nobile signora di Coppa, era alla portata. Fatto è che il Conte Dracula ha talmente confuso i suoi che l’attaccante di punta, il buon Lukaku, che prima ha graziato gli avversari  sbattendo [...]

24 agosto 2020 0 commenti

Non solo sport. Troppi lapsus sul Messi in nerazzurro. Intanto c’è da battere il Siviglia per la ‘ coppetta’.

Non solo sport. Troppi lapsus sul Messi in nerazzurro. Intanto c’è da battere il Siviglia per la ‘ coppetta’. La Beneamata (ri)centra una finale europea dopo 10 anni. Valanga di gol ( 5-0) a quei poveracci dello Shakhtar, che con tutti quei costosi mercenari brasiliani in organico speravano molto di più. Ora, la squadra di Zhang, aspetta il Siviglia, che alla coppetta Uefa ha fatto l'abbonamento. La vittoria, netta, ha riportato il sereno in casa nerazzurra. Dovesse arrivare, poi, il 21, a Colonia, anche la coppetta, non è dato immaginare cosa potrebbe succedere. Quando si diceva che Messi chiamava Lautaro al Barca, c'è salito il sentore che fosse più facile l'operazione opposta, ovvero: non Lautaro da Messi al Barca, ma Messi da Lautaro all'Inter. Sì perchè con quel che va manovrando la Cina, Covid o non Covid che sia, non è 'cosa' da poco. Ci siam detti: niente che anche Suning si allinei all'andazzo, perchè 'operazione impossibile non può diventare possibile? I mezzi, ai nuovi signori dell'Oriente, non mancano di certo, soprattutto per dar corpo a novità clamorose, planetarie; mentre i mezzi cominciano mancare alla n0biltà del Vecchio Continente, quella del Barca compresa, e che, anzi, dopo la batosta epocale inflitta dai panzer tedeschi, sembra più suonata d'un pugile finito al tappeto. Dovessimo dar retta al nostro sentore, ci sentiremmo di dire che quel superattico acquistato dalla Pulce a due passi dalla sede dell'Inter, non è un lapsus. Come non è un lapsus quello proiettato non ricordiamo dove e perchè, con il Messi, nella lista dei cittadini di Recanati residenti all'estero, in evidente abbigliamento nerazzurro. In Cataluna, tremano. MOVIDE. Extra sport, restando sul Covid, che nonostante le apparenze, continua ad esserci e a mietere vittime, soprattutto laddove pensano più ai danari che alla salute. Come capita anche nella nostra bella e amata Italia. Con tutta quella aitante gioventù finalmente sbocciata dopo un inverno lungo, triste e oneroso, ma senza avere imparato nulla. Ora, se ce la caveremo, dipenderà molto da loro, dalle loro movide qua e là cercate per riempire i timpani d'un qualche momento gioioso, ma che in realtà cos'altro sono se non esercizi assordanti e ( nuovamente ) pure tanto pericolosi?

LA CRONACA DAL DIVANO. La Beneamata (ri)centra una finale europea dopo 10 anni. Valanga di gol ( 5-0) a quei poveracci dello Shakhtar, che con tutti quei costosi mercenari brasiliani in organico speravano molto di più. Ora, la squadra di Zhang, aspetta il Siviglia, che alla coppetta Uefa ha fatto [...]

18 agosto 2020 0 commenti