Calcio

 

Non solo sport. Maldini se ne va. Ibra è tornato. Il campionato riparte. Mentre la ‘rossa’ saluta il ‘suo’ Seb.

Non solo sport. Maldini se ne va. Ibra è tornato. Il campionato riparte. Mentre la ‘rossa’ saluta il ‘suo’ Seb. Infatti nel Belpaese alle famiglie, garba tuttora assomigliare più alle ombrose querce mediterranee che ai fragili pioppi scandinavi. Perchè una volta fatte e cresciute non s'abbattono più. Restano. Con le loro luci e le loro ombre. Con i loro momenti belli o meno. Basta fare un salto alla ' casa' della 'rossa' , a Maranello, per toccare con mano questa verità. E quando sotto gli occhi si sgranano i volti dei driver del passato per ognuno batte un 'palpito speciale'. Non conta aver vinto questo o quello, che di tituli la 'rossa' abbonda, ma avere lasciato la propria impronta. Col cuore, più che col piede. Perchè è dentro quel cuore che trovano memoria eterna i figli della 'rossa'. Niki quanto Jean, Giles quanto Schumi, Felipe quanto Fernando. L'unico rimpianto è che in quell'elenco manchi Ayrton, che di rosso si sarebbe vestito l'anno dopo se non fosse finito contro quell'incolpevole muretto della pista di Imola. E se Seb , nel 2021, 33 anni, non vestirà più di rosso, rosso resterà, mentre al suo posto salirà il divino Carletto ( 22 anni) con ( al fianco) il giovane Sainz ( 25 anni). Ripartirà anche la Serie A. Per non affogare nei debiti, come del resto le consorelle delle altre leghe, tutte ( più o meno) sottoposte alla legge dei media, locali o internazionali. Bisognerà però, secondo quel ministro che di tutto sa fuorchè di sport, non si segnali manco un infetto. Altrimenti stop, e tutti sotto la doccia, di casa. Come tutto ciò possa verificarsi, forse, stavolta, manco Eupalla lo sa. Ma tant'è. A margine, il Paolo ha sbattuto la porta al fondo sovrano padrone di Milanello; mentre l'Ibra scalcerà qua e là nella solitudine d'un impianto tra i più sicuri al mondo. Era sceso dalla fredda Scandinavia per una questione di cuore, potrebbe andarsene per una questione di ... programmi, o meglio, di danari. Un pensierino per la Beneamata di cinese vestita. Si dice che sta passando il bomber Lautaro al Barca, per via dell'insistenza dell'argentino di ceppo recanatese, che quando batte i piedini e strilla è peggio d'un imberbe da poco nato. Fosse così l'Adani mentore di Sky avrebbe colto l'aruspicia. Tuttavia, visto che ancora non tutti i giochi sono fatti, considerando inoltre lo scompiglio che sta portando il virus nelle casse dei big d'Europa comprese, non è che se il cinese volesse mettersi le scarpe a punta ( per far vedere finalmente chi è) ad essere accontentati non siano quei due scannati , dapprima, di Moratti, eppoi, di Bonolis? Che tradotto, vorrebbe dire: Messi e Lautaro sì, in coppia, ma a Milano. Pian piano stanno ripartendo anche gli altri sport, che non son figli della serva di Zoffoli. Il Greg campione del nuoto, intanto, ha mollato il vecchio maestro, per accompagnarsi al nuovo, specialista di gare di fondo. Perchè è negli 800, nei 1500 ( piscina) e nei 10 mila ( aperto) che il Greg all'agone spostato di Olimpia vuol ornarsi d'oro.

LA CRONACA DAL DIVANO. Un tedesco atipico, di quelli che speriamo possano prendere in mano il futuro del loro Paese strappandolo al passato , sta per lasciarci. Lasciarci, perchè per ‘noi ‘ la ‘rossa’ è la nostra ‘famiglia’, dove chi entra a farne parte, poi,  per sempre resta. Infatti nel [...]

12 maggio 2020 0 commenti

Non solo sport. Sicuro che c’è una Germania che crede nell’Europa? Riparte il calcio? Giro, e solo Giro.

Non solo sport. Sicuro che c’è una Germania che crede nell’Europa? Riparte  il calcio? Giro, e solo Giro. Dalla Germania arriva anche quel raggio di sole che libera dalla quarantena il campionato di calcio. Ancora una volta sembra tutto dovuto ( formalmente) alla signora Cancelliera, in realtà i 'tugnini' se non si affrettano a dar corso al loro maggior torneo calcistico, rischiano di vederselo ridimensionare di brutto da un giorno all'altro. Come potrebbe capitare alla planetaria Premier o alla Liga dei due Panda. Che, a quel che pare dall'affare Messi-Lautaro-Messi, sembrano i nobili Trao del Mastro don Gesualdo, che si muovono come ai vecchi tempi,senza accettare quanto possono con i nuovi. Aspettiamo il responso post pandemia. Che non dovrebbe trovare in posizione ideale la nostra Serie A, che potrebbe ripartire a breve, ma che intanto può solo allenarsi. Saltare la fine, potrebbe voler dire un salasso in termini ( soprattutto) di diritti tivù ( davvero) esorbitante. Tale, se non erriamo, da farci ripiombare all'età in cui dei legionari davano calci ad una vescica d'animale gonfiata per trascorre i momenti di tregua. Fatto è anche il calendario del ciclismo. Non semplice , non del tutto certo, visto che a dar ordini è il misterioso virus cinese. Tuttavia, tanto per ribadire che in Europa prima si fanno i cacchi loro e poi gli altrui, hanno messo il Tour dal 29 agosto al 20 settembre, e il Giro dal 3 al 25 ottobre, in contemporanea con la Vuelta, dal 20 ottobre all' 8 novembre. Stupido. Che da noi a dirigere s'infilino sempre i peggiori, i cosiddetti incapaci, lo sappiamo dai tempi dell'infanzia; abbiamo quindi imparato a difenderci da soli, come quei medici ed infermieri che pur di sacrificarsi non hanno voluto mancare a dare di sè prove di dignità e valore. All'altezza di un Paese che non sa farsi rispettare. Per quello che è e non per quello che gli invidiosi vogliono far apparire. In breve, fate come noi che del Tour 2020 non ce ne fregherà niente, proprio niente. Perchè quel che aspetteremo sarà solo e soltanto il fruscio di quelle ruote che, qui, più che altrove, Tour compreso, scivolando leggere tra ali di gente in festa ci recano da sempre i più grandi campioni di sempre. Passiamo agli stadi. Chè da quelli, una volta messo in cantina il virus, dovrà ripartire il calcio. La situazione non è rosea, anche se è la 'rosea' che non li molla un attimo. Genoa e Samp, restyling in corso; Viola potrebbe farsi un Franchi nuovo, ma tanto fa per per far perdere la pazienza a mister Comisso; Inter e Milan, trattano; Bologna, lavora a progetti definitivi; Spal, da poco riqualificato; Sassuolo, stadio di proprietà rifatto; Juventus, impianto moderno di proprietà che ha il solo difetto di essere limitato nei posti; Lazio e Roma, tutto dentro la mente degli dei; Verona e Brescia, senza vincoli ambientali, sperano; Udine, mosca bianca; Cagliari, sede provvisoria; Lecce, fatto un restyling; Napoli, ristrutturato l'anno scorso; Torino, s'accontenta al momento dell'Olimpico 'Grande Torino'. Da due mesi, assicura la 'rosea', in Lega si sta lavorando per il futuro. Il calcio italiano chiede una brusca accelerazione sul fronte infrastrutture e chiede al Governo aiuti concreti agli imprenditori che sono pronti a creare un qualcosa che servirà, di sicuro, al club ma che porterebbe benefici economici ( soprattutto) alla città. Tutto chiaro, eppure i 'bacucchi' vecchi e nuovi di misto genere, faticano da matti a capire. E a fare.

LA CRONACA DAL DIVANO. Non vogliamo pensare che con tutto quello che c’è stato  (neppure ) 80 anni fa, pur nel rispetto di lutti e macerie, sia rimasto nelle simpatie dei Tedeschi. Di buona parte dei Tedeschi. Ma solo di quella schiera che in certi eventi storici può sopravvivere perfino [...]

7 maggio 2020 0 commenti

Non solo sport. Lotta al Coronavirus: esteri e non, a chi dare la vera gloria? Solo ai posteri l’ardua sentenza?

Non solo sport. Lotta al Coronavirus: esteri e non, a chi dare la vera gloria? Solo ai posteri l’ardua sentenza? Adesso, con quel garbato premier a reti connesse ( come o quasi) per il messaggio di Capodanno del Presidente, invece che a portar serenità getta scompiglio. Mentre all'Estero infieriscono su di noi scordando perfino la Cina e la Corea. Qui a metterci una pezza può essere solo il solito imprevedibile sorprendente atteggiamento d'un popolo che, quando conta, forse ispirato da una ( dimenticata) manzoniana Provvidenza, sa quello che deve fare. A dispetto di chi dovrebbe governarlo e non può farlo o non sa farlo; a dispetto di parenti e amici sparsi qua e là pel Mondo e che dovrebbero raccontarla ( almeno) come si deve; a dispetto di chi ci vuol (davvero) male e vorrebbe vederci piegare le ginocchia implorando. I dati ( allegati) parlano d'una diffusione seria, con molti casi di guarigione, ma non ancora scemante. Se calano ( di dice) i casi cinesi che sono alle radici della sbandierata ecatombe, caleremo anche noi. La speranza è solo quella di non vedere cancellata, una dopo l'altra, la possibilità di riprenderci in fretta e senza danni irreparabili. Il timore c'è. In Romagna, a Cesenatico, potrebbero chiedere d'annullare la Nove Colli; in Lombardia, a Milano, la Milano-Sanremo ( se non il Giro) e così via. Il calcio s'accontenta ( al momento) di giocare ( Campionato e Coppe) nel silenzio, per meglio meditare sulla sorte sua. Magari saremo proprio noi ( ancora una volta) a sorprendere tutti, sciogliendo il rebus grazie a quei quattro centri di ricerca in numero che abbiamo. Certo è che gli amici ( qui o là) si vedono nell'ora del bisogno. E quelli ricorderemo, per tanti anni a venire. Il bilancio della Protezione civile. Sono 295 i malati con il Coronavirus ricoverati in terapia intensiva, 66 in più rispetto al giorno precedente. Il dato è stato fornito mercoledì 4 marzo dal commissario Angelo Borrelli nel corso del quotidiano appuntamento con la conferenza stampa nella sede della Protezione civile. Negli ospedali ci sono 1.346 ricoverati con sintomi mentre 1.065 sono in isolamento domiciliare.Dai dati della Protezione civile emerge che sono 1.497 i malati in Lombardia, 516 in Emilia Romagna, 345 in Veneto, 82 in Piemonte, 80 nelle Marche, 31 in Campania, 21 in Liguria, 37 in Toscana, 27 nel Lazio, 18 in Friuli Venezia Giulia, 16 in Sicilia, 7 in Puglia, 7 in Abruzzo, 5 in Trentino, 3 in Molise, 9 in Umbria, uno in provincia di Bolzano, 2 in Sardegna e uno in Basilicata.

LA CRONACA DAL DIVANO.  D’ora in poi, per un mesetto almeno, così si spera, potremo vedere il nostro Campionato a spalti vuoti. Che metteranno ancor più in pietosa evidenza le mille  rughe dei nostri vetusti stadi. E che ci faranno ricordare una volta di più da qual mandata di uomini [...]

Non solo sport. Coronavirus? Così potè la Lega: rinvii a maggio. Intanto l’Aquilotto ha preso a volare alto.

Non solo sport. Coronavirus? Così potè la Lega: rinvii a maggio. Intanto l’Aquilotto ha preso a volare alto. Rinvii? E chi ci capisce più niente? Il Ringhio, infatti, abituato a dire la sua, non ha taciuto. E così anche il Marotta, che potrebbe vedere il Derby d'Italia a giochi già fatti. Tanto più che l'Aquilotto del sor Lotito ha preso gusto a volare alto alto, e a quella data potrebbe già avere incamerato quanto basta per portarsi a casa o lo scudetto o uno spareggio con la deludente Signora di Champions. La quale, dovesse pur farsi sbattere fuori dal Lione o in successiva turno, altro non avrebbe per ' mischiare le carte della disfatta' che ripiombare velocemente su quel ( solito) scudetto che gli sta ( praticamente ) incollato addosso. Il Del Pino incaricato di farci sempre più apprezzare all'Estero aumentando in adeguata misura quei diritti tivù che sembrano elemosine a confrontarli con quelli dei marpioni d'Albione, così dunque si inventa. Rinvia. Sono decenni che chiediamo ad Eupalla di mandarci dirigenti ( e stadi) all'altezza della nostra storia ( e passione), e quella che fa? Solo orecchie da mercante. Grazie tante, cara, da parte di chi ti venera ( da sempre) e così tanto! Federica Brignone, 29 anni, milanese trapiantata in Valle d'Aosta, per adesso s'è presa la coppa di Combinata, nell'attesa di quella generale. Belmondo, Compagnoni e poche altre stanno preparano per lei lo scanno nel consesso delle più grandi di sempre nelle discipline sulle nevi. Altre nuove eccezionali arrivano dai Mondiali su pista di Berlino, dove al fenomeno Ganna ( più quartetto inseguimento), si sono aggiunte Paternoster, Balsamo e Vece. Tutte bronzi pesanti. La più vecia ha 22 anni. Sulla parabola Armani di basket sorvoliamo, visto che simil sembra a quella ( penosa) della nazionale di rugby. Stanno affilando invece i coltelli in Moto Gp, ma anche in F1. Si sappia però che se in Moto Gp a non più comparire ( per genio Yamaha) fosse il Maestro, allora a vedersi le gare potrebbero ridursi ( battage a parte ) in pochi: oltre al Meda, al Sanchio e alla Vera. In F1, invece, si spera solo che il buon Binotto faccia il furbo e non il codardo, perchè quelle sue anticipazioni 'bruciano' forte. Degli espedienti piccoli e grandi si nutrano i poveracci, non le figlie del Drake.

LA CRONACA DAL DIVANO. D’ora in poi diranno:  più  del Coronavirus potè il Del Pino, il fresco presidente di Lega che altro non ha fatto che rinviare al 13 maggio cinque incontri della XXVI giornata di Campionato. Messa così, e sempre che non sortiscano altre sorprese a questo punto se non [...]

Non solo sport. Con il Coronavirus parti invertite? L’Italia di nuovo in cattedra e ( altri) dietro la lavagna?

Non solo sport. Con il Coronavirus parti invertite? L’Italia di nuovo in cattedra e ( altri) dietro la lavagna? I focolai, da noi, sembrano due: in provincia di Milano ( Codogno) e nel Basso Veneto ( Vò Euganeo). Due, eppure vengono contati ( e ricontati) per mille. I deceduti ( in gran parte ultraottantenni) sarebbero ( al momento, 26 febbraio 2020) 12, i contaminati 374. Percentuali che indicano un fenomeno sul qual vigilare opportunamente per non finire come don Ferrante, ma che non va neppure ampliato oltre misura, soprattutto mettendolo sulle bocche di persone non adeguate al ruolo che ricoprono o vogliono ricoprire. Perchè qui i colori delle contrade o delle nazioni poco contano, visto che il virus ( o chi per lui) dei colori della contrada e delle nazioni poco s'intende. E infatti nel conteggio finora stilato ci sono un po' tutti, e soprattutto anziani. Il fatto curioso però è dato da quel che si rivela ( una volta di più) la leggiadra Europa. Illuminata, riformata, efficiente. Maestra delle genti, e soprattutto di quelle che nel suo olimpico consesso pari non sono. Per pregiudizievol superato uso. E comunque, sfogliando la cronaca che scopriamo? Più o meno questo: che gli untori, come quelli della peste del Seicento immortalati dal don Lisander, che ( tra l'altro) in Oltralpe non dovrebbe godere di vasta fama, non solo non sono residuati del tempo che fu ma soggetti tuttora vivi e vegeti. Donde? In Italia, ovvio! Al punto che il morbo ha smarrito il ceppo ( e l'apporto) cinese ( con agganci vari ) diventando ( chissà come e perchè) italiano. Con tutte le conseguenze sparse al vento dai 'tintinnega' d'Oltralpe e non solo. Arrivano notizie di Paesi ( vicini e lontani) che respingono Italiani e prodotti italiani. Non Cinesi, Tedeschi, Francesi, Orange o Sud Coreani. Che con i cinesi si bazzicano, eccome. Ma Italiani. A prescindere. Pazienza per gli Italiani, ma i loro prodotti che c'entrano col Coronavirus? Forse credono che quei malvagi burloni degli Italiani abbian pensato di celarli dentro qualche pacco o pacchettino o container da export ? O finanche dentro un accordato mandolino o nell'impasto d'una bianco-rossa- verde pizza Margherita o a galleggiar su un piatto di spaghetti all'Amatriciana? Che trovate! Gran marketing ? Che dite: se diciamo che sono ignoranti, potrebbero offendersi gli ignoranti? E se diciamo che sono scemi, mica s'offenderebbero gli scemi? Dunque, meglio calare un velo pietoso? Slittano al 13 maggio cinque incontri di Campionato della XXVI giornata: Juventus-Inter, Udinese-Fiorentina, Milan-Genoa, Sassuolo-Brescia, Parma-Spal.

LA CRONACA DAL DIVANO.  Il famigerato Coronavirus è nato nel cuore della  lontana Cina, questo è assodato, ma ( come prevedibile) si sta spargendo un po’ dappertutto sul  Pianeta. Al momento più che altro in  Corea del Nord, Iran, Europa. E in Europa, manco a dirlo, soprattutto ( con varia casistica, ovvio ) lungo il Belpaese. I focolai, da noi, [...]

28 febbraio 2020 0 commenti

Non solo sport. Calcio: l’immensa Dea. La ‘rossa’ ai test di Spagna. Mentre Marquez firma fin al 2024.

Non solo sport. Calcio: l’immensa Dea. La ‘rossa’ ai test di Spagna. Mentre Marquez firma fin al 2024. La staffetta mista Vittozzi, Wierer, Hofer e Windisch scia spara e fa festa. Con strepitoso argento ( dietro alla Norvegia) ai mondiali di biathlon di Anterselva. La bella Dorotea, 29 anni, non s'è accontentata di un oro nell'inseguimento e se n'è andato a prendere un altro nella 15 km individuale donne. Italia terza nel medagliere. Ne gran finale, altro argento nella mass start. Sono iniziati i test di F1 a Jerez. Primo giorno tutto Mercedes, con Lewis e Vallteri sugli scudi. Gira e rigira il Tappen, che col motorone Honda se la rideva ( si fa per dire) sotto i baffi. Le 'rosse' se la son presa comoda. Così anche nel secondo giorno. E pure nel terzo. Intanto la Mercedes grazie alle ' sue grandi menti' ha svelato un marchingegno che collocato sul volante consente al pilota in gara di tirare verso sè il volante modificando la convergenza delle ruote. Con vantaggi. I geni di Stoccarda si dicon certi d'essere rimasti dentro le regole; gli altri, scioccati, non sono convinti. Probabile una battaglia legale che speriamo non si concluda come tutte le altre. Ovvero con quelli di Stoccarda lasciati a far i cavoli loro a danno del circus attorno. E soprattutto, manco a dirlo, della 'rossa' che ( Red Bull o no) a loro fa ombra più d'una sequoia. Marc Marquez firma per la Honda fino al 2024. Avrà così tutto il tempo per superare l'antico Maestro ed avvicinare il Mito dei Miti, ovvero Giacomo Agostini ( 15 tituli mondiali). Sempre che la fisica non torni a riprendersi quanto la creazione gli ha attribuito dalla notte dei tempi, soprattutto con quel ' cade non cade', che in pista della fisica se n'è sempre fregato. Dicevano i vecchi ' Il gioco è bello fin che è corto'. Che, parafrasato, dovrebbe consigliare al prodigioso cataluno di non pretendere più di quanto ha finora preteso. Non è che vogliam portargli sfiga, ma (poi) che dovremmo dire dell'altro detto : ' Uomo avvisato è mezzo salvato' ?

LA CRONACA DAL DIVANO. Altra di campionato, altre sorprese ancora. Vince la Signora ( 2-1 al Brescia), perde ( 1-2) la Beneamata nel derby scudetto con l’Aquila di Lotito. Morale. La  Juve si riprende il primo posto, con un punto davanti alla Lazio e due sull‘Inter. La volata a tre s’inasprisce, diventando ad ogni turno sempre più imprevedibile.  Meglio così, no, o amanti [...]

21 febbraio 2020 0 commenti

Non solo sport. Il City fuori dalle Coppe? Per far camminare il calcio ( e lo sport) con gambe proprie ?

Non solo sport. Il City fuori dalle Coppe? Per far camminare il calcio  ( e lo sport) con gambe proprie ? Il City del Pep, campione in carica della celebrata Premier, è stato squalificato per due anni dalle competizioni Uefa. Che, tramite i suoi organismi di controllo, può oggi ( finalmente) dire che il City dei ricconi del deserto ha infranto le regole ' alterando i ricavi di sponsorizzazioni nei suoi conti e nelle informazioni di pareggio presentate all'Uefa tra il 2012 e il 2016, senza collaborare (poi) in modo serio alle indagini'. Detto in soldoni, questi finanziano una squadra con soldi di Stato, un danaroso Stato del Golfo, che con quei soldi vuol ricavare quanto di meglio c'è al mondo. Aspirazione legittima, quest'ultima, se però non andasse a mettere in seria difficoltà ( in questo caso) la salute economica ( e non soltanto) dei club. Che, se si mettessero tutti a fare ( più o meno) la stessa cosa, manderebbero a carte quarantotto l'intero sistema. Che invece va tutelato quanto e più d'un Panda, visto che è assalito da uno tsunami dorato che rinuncia ad educare la passione ( sovente) senza freni di tante tifoserie che ( al di qua e al di là dell'Alpe) non amano presidenti ( o proprietà) che puntano a tenere i conti in regola. Gira e rigira siam sempre alla favola della cicala e della formica. Remota quanto si vuole, e però sempre pronta a rispuntare dall'oblio per rammentarci che se si vuol andare 'sicuri e lontani' altro non esiste che ' muover i passi secondo gambe proprie'. Non per compiacerci, ma se qualcuno avesse voglia di andar a spulciare su quanto da tempo andiam ventilando su questi eclatanti successi sportivi, vedrebbe che anche stando spagliati su un divano, certe successi stridono. Avvertono. Ammoniscono. Infatti in un futuro che è (già ) presente, in quanti possono aspirare ad ottenere ovazioni e trionfi? Due, tre, quattro? Ma non son pochi, troppo pochi, rispetto ai tanti che in avvio provano a calcare i campi da gioco? Di bello, questa volta, dobbiamo dirlo, sperando ( ovviamente) di non essere ( velocemente) smentiti, c'è che l'Uefa fa sul serio. E non la bella statuina. Confidando che il suo monito, al netto del prevedibile furente ricorso degli sceicchi, possa servire a conservare una dimensione umana, agonistica, organizzativa credibile del mondo d' Eupalla. Credibile e amabile. Perchè chi fin da imberbe si illumina al colore d'una maglia finisce, poi, con amarla, quella maglia. Magari per sempre. Scendendo alla cronaca, qualche domanda sgorga spontanea. Se il City, da molti nostri commentatori dato per favorito alla corsa Champions, dovesse subire la squalifica, chi andrebbe al suo posto nell'anno a venire? E i tanti nababbi che ne fan parte dove potranno ( eventualmente) piantar le tende? Tra loro, in primis, il Pep, (appena) 25 mln netti a stagione, che potrebbe così prendere la palla al balzo per tornare dall'antica Alma Mater del calcio?

LA CRONACA DAL DIVANO.La notizia, anche questa volta, non la dà il campo ma il fuoricampo. E che fuoricampo, visto che ad essere l’oggetto non è una squadra qualsiasi del mondo del pallone. Ma il City del Pep, campione in carica della celebrata Premier, e squalificato per i prossimi due [...]

15 febbraio 2020 0 commenti

Non solo sport. Presentata la ‘rossa’ 2020. Un prodigio in cerca del lauro. Sta ‘saltando’ lo stadio della Viola?

Non solo sport. Presentata la ‘rossa’ 2020. Un prodigio in cerca del lauro. Sta ‘saltando’ lo stadio della Viola? Esiodo o Virgilio, gironzolassero oggi per i media, o per i social, di certo troverebbero per la mitica 'rossa' una appropriata collocazione nell'età dell'oro. Con quel Cavallino nero rampante richiamo al coraggio del 'Piemonte cavalleria' ( più o meno) simil al Pegaso alato usato nella notte dei tempi dal Padre degli dei per trasportar folgori e, ora, luminosa costellazione. E' questo infatti il destino di quel prodigio degli dei, depositato ( dal 1929) nel cuore di Padania, non adibito a trasportar folgori ma a consegnare agli dei sogni umani da rendere possibili.Ogni volta, ad inizio stagione, quando si toglie il velo a quel prodigio in rosso, il cuore palpita. D'insolita emozione. Che irradia luce su una vicenda ( ancor breve) ma già senza confronti. Con i suoi eroi, tutti eguali, tutti amati, perchè qui non si giudica con il valore ( relativo ) del budget o dei ( più o meno meritati) tituli ma con quello ( eterno) del cuore. Nella presentazione della 'rossa' 2020, la F 1000, al teatro di Reggio, città del Tricolore, tutto questo è stato magistralmente condensato ( come s'usa dire oggi) durante uno show durato manco un'ora eppure avvincente e convincente. Con il Marc Genè più elegante di quelli della notte degli Oscar. Per contro che tristezza vedere il grande Toto, di candida camicia ospedaliera tuttor vestito, togliere il telo ad una macchina che sarà pur riuscita visto che ( di riffe o di raffe ) domina le piste da oltre un lustro, ma che con quel color grigio cenere quando mai potrà accendere il cuore degli uomini tanto quanto la rossa figlia del Drake, simil al Pegaso alato, che consegna sogni umani al padre degli dei? Al termine della presentazione i ragazzi ( e le ragazze) di Sky hanno scambiato qualche battuta con i piloti. L'un contro l'altro armato. Come ha da essere . Il vecchio per far valere le ragioni d'una classe che non può essere diventata acqua, il giovane per consacrare quanto si va sperando in lui. Ovviamente, poco o nulla, è stato (possibile) anticipare. Intanto ci saranno i ( soliti) test in Spagna, eppoi, si vedrà quanto Binotto &C son riusciti a rimediare ( solo) alla prima ( a marzo ) in Australia.La tenzone sarà aspra. Di certo. Anche perchè al Lewis che punta al record del Schumi s'è aggiunto quello 'sfascia rosse' del Pappen, sulla Red Bull del venditor di bevande che promette fuoco e fiamme. Meglio così. Importante è che il confronto sia trasparente. E non di riffe e di raffe. Nell'attesa della rivoluzione ai regolamenti annunciata per il 2021. Del resto non è forse tutto questo che la 'rossa' chiede per accingersi a stampigliar pagine rare e bellissime?

LA CRONACA DAL DIVANO. Esiodo o Virgilio, gironzolassero oggi per i media, o per i social, di certo  troverebbero per la mitica ‘rossa’  una appropriata collocazione nell’età dell’oro. Con  quel  Cavallino nero rampante ( richiamo al coraggio del ‘Piemonte cavalleria‘)   ( più o meno) simil al Pegaso alato  usato nella notte dei tempi   dal Padre [...]

12 febbraio 2020 0 commenti

Non solo sport. Derby di Milano: non basta al Diavolo il divo Ibra. Scudetto: incerta e dura giostra a tre.

Non solo sport. Derby di Milano: non basta al Diavolo il divo Ibra. Scudetto: incerta e dura giostra a tre. Nel ( sempre) fabuloso derby di Milano il divo Ibra fa quel che può, non però al punto da impedire ad una squadra imberbe di sprecare in pochi minuti d' inizio ripresa il frutto di due gol messi in sacca nel primo tempo. Risultato finale del derby più prestigioso al mondo ( nelle 64 Champions finora disputate le squadre di Milano - 36 scudetti in due - sono andate in finale 16 volte): 4-2 per la Beneamata, priva dello squalificato Lautaro. E questo in una domenica di quelle da segnare sul calendario. Dove la Signora ha scoperto anche lei il fascino della ' fatal Verona', lasciando sul posto ( addirittura) tre punti ( 2-1) dopo essere passata in vantaggio con quel suo puntero lusitano che più puntero di così non potrebbe essere. E dove l'Aquilotto del sor Lotito, pur tra polemiche e omaggi ( il rigore ignorato dal Var), ha continuato a portare casa punti, restando saldo in vetta ad un sol punto ( 53 a 54) dalla coppia di testa. Per il resto: ha (ri)perso la Roma che ora rischia l'aggancio ( almeno) di Bologna e Verona; hanno (ri)vinto le squadre del Gasp e del Sinisa. In fondo alla classifica, invece, ha ( finalmente) raccolto tre punti il Genoa sull'incompiuto Napoli ( 3-2), rallegrandosi tra gli ultimi, donde resta solitaria la Spal ( 15 punti) battuta dal Brescia. Nel prossimo turno, il XXIII, la Dea ospiterà la Roma ( sabato 15), la Juve il Brescia, il Milan il Toro ( lunedì 17) e la Lazio l'Inter ( domenica 16). Chi aveva già iniziato a spargere in giro la favola d'un campionato giunto ai rantoli, avrà di certo qualche imbarazzo. Perchè, qui, dopo, il lungo dominio bianconero, stiamo vivendo ( senza se e senza ma) il torneo più interessante ( e bello ) del Vecchio Continente. Sulle nevi la Brignone, seconda nella discesa di Garmisch, non è andata oltre il quinto posto nel SuperG. I punti che la separano tuttora dalla Shiffrin nella Coppa sono ancora tanti, ma non incolmabili. S'è però infortunata ( ad un braccio?) nel corso del Super G, la nostra Sofia, che chiude così un'annata per lei non certo delle migliori. Nelle Moto Gp, si lamenta ' cade non cade' e brancolano nel buio le Ducati del Dovi e del Petru, mentre quelli del rugby ( senza infierire) contro la Francia hanno continuato ( pur con qualche sussulto) a recitare la parte che a loro meglio riesce, quella del ' sacco delle botte'. Cui prodest ? Si sarebbero dimandati gli antichi. Pretendendo però una risposta.

LA CRONACA DAL DIVANO. Nel ( sempre) fabuloso derby di Milano il  divo Ibra fa quel che può, non però al punto da impedire ad una squadra imberbe di sprecare in pochi minuti  d’ inizio ripresa il frutto di due gol messi in sacca nel primo tempo. Risultato finale del derby [...]

10 febbraio 2020 0 commenti

Non solo sport. Al Barca sono Malmessi? Beh, per Leo il rimedio c’è: e se bussasse alla Beneamata?

Non solo sport. Al Barca sono  Malmessi? Beh, per Leo il rimedio c’è: e se bussasse alla Beneamata? Lasciamo per un attimo l'ordinario, per trattare lo straordinario, che ( anche) questa volta ( che volete farci) arriva dal pallone. Qual è lo straordinario? La sensazione che Messi si sia stancato del Barca e ( soprattutto) di quelli del Barca, ventilando una sua possibile dipartita ( a cartellino costo zero) dal luogo che è stato madre, padre e culla dei suoi anni nel mondo del calcio. Incredibile, ma possibile. Per la 'Pulce' nata in Argentina, ma d'origini marchigiane, esattamente recanatesi, come Leopardi. Che a questo punto, come tanti altri argentini di sangue italiano, potrebbe riprendere il sentiero che porta alle case dei nonni, e sistemarsi laddove hanno goduto ( tranne qualche rarissima eccezione) dei più grandi calciatori partoriti dal Pianeta. Chi potrebbe ' tentarlo' tra i nostri club? Non la Signora che ha già Cr7; non quel poveraccio del Diavolo che se non provvede Ibra rischia perfino di non arrivare a fine Campionato; non quel braccino corto del buon Lotito; non il buon Commisso, troppo novello, troppo arrabbiato, per prestarsi a far ( davvero) la parte dello ' scemo d'America'; non l'entrante nuovo miliardario stelle e strisce padrone della Lupa. E chi, allora? Il nome che ci sovviene è quello della Beneamata, che forte dei danari d'Oriente, potrebbe cominciare ad aprire fronti di guerra ai top club di questo mondo. Del resto, in Ispania, c'è già, e questo basta e avanza; in Francia, è inutile andare visto che colà governa una squadra che con lui o senza di lui lo scudetto lo vince comunque; in Germania, farebbe fatica con la lingua, il gelo e il mangiare, mentre in Premier se non si è disposti a galoppare come ad Ascot manco varcarne la soglia. La Scandinavia, lasciamola stare, e allora dove potrebbe trovare alloggio caloroso, ricco e favorevole se in quel di Milano? Che di nebbioni ne ha sempre meno, che è tornata vivace e creativa quanto e più di Berlino, che è alla vigilia ( Sala e 'tintinnega' permettendo) di rifarsi casa. Si dice, più bella di San Siro, dove per decenni si sono innalzati verso la bella Modonnina tanti di quei trofei da far ingelosire ( perfino) quelli del Bernabeu. Dimenticavamo: ioltre, in qual altro agone del mondo, può dirimere l'annosa questione dei palloni d'oro con Cr7 ? Nuovamente di fronte, come ai vecchi tempi, all'antica Università del calcio?Aggiornamento stadio San Siro. Dopo l'ulteriore ( fine gennaio) ' faccia a faccia' qualcosa dev'essersi smosso. Buon segno, probabilmente c'è ancora una qualche diversità tra Sabini e Lumbard. Tant'è che il buon Sala, sindaco di Milano e non di Pincopallino, finalmente, s'è detto 'ottimista' sulla questione stadio ( che interessa anche la negletta area San Siro). Staremo a vedere, dal momento che questa è una partita decisiva. Non solo per l'augusta e fremente Mediolanum.

LA CRONACA DAL DIVANO. Lasciamo per un attimo l’ordinario, per trattare lo straordinario, che anche questa volta ( che volete farci) arriva dal pallone. Qual è lo straordinario?  La sensazione che Messi si sia stancato del Barca e ( soprattutto) di quelli del Barca, ventilando una sua possibile dipartita ( [...]

6 febbraio 2020 0 commenti