Editoriale

 

Non solo sport. Prime schermaglie per il Quirinale ( e palazzo Ghigi). E se uscisse un Mattarella bis?

Non solo sport. Prime schermaglie per il Quirinale ( e palazzo Ghigi). E se uscisse un Mattarella bis? Fosse per noi, attingendo allo sport, tra l'altro con un azzurro mai così vincente quanto in questi ultimi anni, ' squadra che vince non si cambia'. Riferito, ovviamente, a quanto si va facendo per l'elezione del nuovo capo dello Stato con tanto di annessi e connessi. La squadra che vince è quella capitanata da Mattarella/Draghi, che in un periodo tra i più imprevedibili e complessi della storia di questa nostra giovane Repubblica tricolore, mostrano, e continuano a mostrare, quanto di meglio si poteva ( e si può) fare. In tanti, anche quelli che van cianciando d'essere piombati in una dittatura per qualche green pass o tampone da fare, doverosi più verso il prossimo che per se stessi, van proponendo altre formazioni, altre squadre, altri capitani. Ovviamente tutte e tutti meglio, anche se di dittature mal s'intendono così come di star al timone d'una barca in gran tempesta e semmai, meteo permettendo, sul ponte della stessa a prendere il sole tra nuvoli plumbei e candidi. Camillo Benso conte di Cavour ( Torino 1810-ivi 1861) fu l' abile architetto che inventò una Nazione giocando con perizia tra le tessere d'un puzzle di mille realtà locali che poco o nulla avevano più da dire alla storia. Morì giovane, a 51 anni, forse ( sostiene qualcuno) non di morte naturale ma avvelenato, così premiato per quanto aveva saputo fare . Una fine non rara per quei figli migliori di questa Nazione che più danno senza nulla estorcere. Così è il mondo, o meglio, questa nostra Nazione, fatta, diceva Sciascia, di ' omini, ominicchi e quaquaraquaà'. Dove i primi e i secondi sono di gran lunga più numerosi dei terzi. Quindi, non ci sorprende che dobbiamo convivere con soggetti qua e là sparsi che della 'squadra che vince' vogliono fare ( a prescindere) polvere da spargere per l' aere loro. Dunque, al momento, dopo due fumate, difficile dire in che mani finirà il Governo e presidenza della Repubblica. Che congeda un gran Presidente. Certamente irreprensibile come pochi altri della nostra storia. Dotato di quella ' serena autorevolezza ' che, senza amar troppo il timone, ha tolto più volte la ( nostra) barca dal mare in gran tempesta. A noi, in questa, non sovvengono altri personaggi simili a lui . Se non quel tal negletto Lucio Quinzio Cincinnato ( 520/430 a.C.) della cui carriera politica parla ( soprattutto) Tito Livio, con visione neutrale, definendolo 'Spes unica imperii populi romani' ( ' Ultima speranza per l'autorità del popolo romano') (III,26). Lucio Quinzio era un contadino che divenne console e ( due volte) dittatore; ma che, una volta sconfitti gli Equi nemici di Roma, lasciò cariche ed onori ad altri, tornando ( senza rimpianti ) all' occupazione privata.

CRONACA DAL DIVANO. ( dal 18 al 25 gennaio 2022). Fosse per noi, attingendo allo sport, tra l’altro con un azzurro mai  così vincente quanto in questi ultimi anni, ‘ squadra che vince non si cambia’. Riferito, ovviamente, a quanto si va facendo per l’elezione del nuovo capo dello Stato con tanto di annessi [...]

19 gennaio 2022 0 commenti

Non solo sport. Calcio: un virus mortale? Le maxi provvigioni agli agenti. Già oltre un mld a stagione.

Non solo sport. Calcio: un virus mortale? Le maxi provvigioni agli agenti. Già oltre un mld  a stagione. Anche nella sessione invernale di gennaio 2022 - richiama il Sole24Ore - nel calcio mercato tengono banco prestiti e operazioni low coast. Per dirla semplice: nonostante i danni causati dalla pandemia, con stadi aperti al 100% solo in pochi Paesi, e introiti abbassati a livelli d'emergenza, c'è chi di tutto questo se ne sbatte altamente, come tanti giocatori e altrettanti agenti, che invece di ragionar come conviene in situazioni del genere altro non sanno che chiedere aumenti. In altre epoche sarebbero stati catalogati tra chi lucra sul dolore altrui. Tanto son fuor di senno, spie insospettabili d'un mondo che, nel suo complesso, anche se cerca di non farlo vedere, va perdendo ogni giorno di più la bussola. Il truce Kessie che per qualche corsetta in più batte i pugni sul tavolo non per il doppio ma per il triplo o il quadruplo; o il gentil Dybala che nonostante i suoi tanti 'ci sono non ci sono' come le luci dell'albero di Natale di ( soli) 7 mln annui netti non ne vuol sapere; o il coriaceo Brozovich che per quanto utile davanti a 7 mln netti manco t'ascolta; o il lunatico Perisic che allo scadere della sua avventura sui verdi campi da gioco ha ripreso a trotterellare esigendo però ( per continuare) un triennale di sostanza, con spiccioli compresi. Il tutto senza guardare fuori della finestra, donde giungono ( perfin) patetiche le levate d'orgoglio di gloriosi ex Panda qual Barca e Real oberati di debiti che, in questa, tutto possono fuorchè far finta di non averli; o irritanti, quanto le elargizioni a fondo perduto concesse da mamma Uefa ad una manciata di spendaccioni che per procurarsi introiti non fanno altro che tirar ( spensieratamente) nei cassetti degli Stati, Starelli o Accoliti loro. Ma soffermiamoci ancora un poco su quanto va documentando il prestigioso quotidiano economico. Sempre in breve: a non conoscere ribassi sono le commissioni versate dalle società ad agenti e procuratori. Provvigioni che ormai, alla faccia di chi furbo si crede, sono diventate fardello, pesante fardello, che ad altro non serve che a drenare risorse alle società di calcio, chi più chi meno, alla cannetta del gas.Ogni anno, al netto della pandemia, si può stimare un giro d'affari nazionali e internazionali di 1 mld di dollari. Il peso eccessivo è evidente se si pensa al fenomeno dei 'parametri zero' e dei giocatori ' d'alta fascia' che portano volontariamente a scadenza il contratto per firmare con altri club, ottenendo ingaggi elevati grazie al fatto che colui che acquista non deve pagare il costo del cartellino. Quel furbacchione dell'Insigne, ad esempio, ha firmato con il misconosciuto Toronto un contratto per oltre 10mln di dollari, senza far beccare al club che l'ha cresciuto manco un centesimo. Dicasi un centesimo. Stesso discorso si può fare per quei due furbacchioni del Messi e del Gigio trasferiti da svincolati al Psg re degli spendaccioni . A questo punto che altro fare se non lasciare perdere l'elenco di questa sorta di ' sombreri' per furbi, citando a mo' di chiusa il solo caso Vlahovic che sta per 'liberarsi' dalla tutela dell' infastidito Commisso a 'parametro zero' a due anni dalla scadenza del contratto. Bravo il club viola che ha proposto un decalogo per riformare il sistema delle procure. Bravo, certo, e finalmente, ma ci sarà qualcuno all'Uefa ( e dintorni) che troverà voglia e tempo per ragionar sul caso e mettere nero su bianco ? Nel 2021 si sono svincolati a 'parametro zero' 5 mila giocatori. Considerato che il livello medio dei trasferimenti a titolo oneroso è stato dal 2016 al 2021 di poco superiore ai 300 mila euro, se ne può dedurre che nel solo 2021 la prassi dei 'parametri zero' ha sottratto alla ( agonizzante ) industria del calcio ( più o meno ) un miliardo.Caspita! I soliti antichi direbbero: cui prodest?

CRONACA DAL DIVANO. ( dal 13 al 18 gennaio 2021). In breve: stanno diventando ‘strutturali’ i successi dello sport azzurro, che sembrano più segnali d’una novella rinascenza per un Paese che dell’antica rinascenza è strato centro e motore. L‘Armani del basket batte la capolista Barca, portandosi in zona finaliste del [...]

17 gennaio 2022 0 commenti

Non solo sport. Parte il 2022: Olimpiadi della neve, Campionati e spareggi per il Natale sul Golfo.

Non solo sport. Parte il 2022: Olimpiadi della neve, Campionati e spareggi per il Natale sul Golfo. E così ce l'abbiamo fatta ad abbandonare un 2021 che se per lo sport azzurro è stato esaltante, non inimitabile, di certo esaltante, per il resto, tutto o quasi, non ha donato grandi sicurezze. Fatica quel drago del Draghi , che pur assomigliando ad un Cavour più che a quella folla indefessa di mosche, tafani, zanzare, che gli ronza attorno giorno e notte, cercando di pungerlo il più dolorosamente possibile. E pensare che, pur con tutto il rispetto per gli insetti che qualcuno oggi mette perfino nel suo menù, con tutto quanto balla sull'Europa e sull'Italia, prima si riesce a dar corpo ad una grande Nazione e meglio ci si potrà difendere da pericoli che non sono più pericoli ma già dure realtà, oltre alla interminabile pandemia. Facciam finta che sia in esaurimento l'assalto dei continenti poveri o in affanno alla leggiadra Europa; chiudiamoci gli occhi sul quel che si va ammassando sul fronte orientale, con quel tenero Putin più pericoloso del duro Breznev; ignoriamo inoltre quanti ( e quante) con foga da Erinni vorrebbero strappare le radici di storia e valori per annacquare un presente che più annacquato di così non potrebbe essere. Diritti, accoglimento, inclusione. Parole, belle, molto belle, peraltro note da due millenni ma che se realizzate con scarso senno ( magari temperandole con doveri, regole, radici) possono creare più danni che utile. E soprattutto decadenza, che non sembra ma c'è, per un ex grande Continente che decide ormai poco o nulla. Fin giungere al patetico d'una Global Britain o d'una Grandeur rintracciabili ormai solo sui libri di storia piuttosto che tra le note di cronaca dei nostri giorni.Dopo i botti del 2021 occorrerà un po' di pazienza per tornare ad ascoltarne altrettanti. Intanto però ci stiam rimettendo in moto, anche perchè in questo tempo di pandemia a ciclo infinito i tempi sembrano essersi accorciati. A breve speriam di intonare inni per le Olimpiadi della neve a Pechino; eppoi, più in là o più in qua, anche per i mondiali della pallavolo maschile e femminile, e per altro ancora, ma quanta roba c'è?, compreso quello spareggio marzolino che ci consentirebbe di andare ai Mondiali natalizi di calcio negli stadi sul Golfo. Più volte l'Italia ha gettato al vento la possibilità della Pentastella, che se non fosse stato ( anche solo) per quel calcione del Baggio sarebbe appuntata su una maglia azzurra piuttosto che verdeoro. Con un capitano di ventura come il Mancio da Jesi anche gli altri sanno che l'impresa è possibile. Il problema però è che in fatto di spareggi i nostri non sono proprio a loro agio. Le avventure impossibili ci esaltano, le cose da fare ad ogni costo ci deprimono. Sarà pertanto molto, molto, difficile superare dapprima la Macedonia, eppoi, prevedibilmente, il Portogallo. L'infortunio di Chiesa non ci voleva, ma non è manco un presagio di maldestra fortuna. Compagnie di ventura come quella allestita dal Mancio da Jesi, se restano salde attorno al loro comandante, dei La Motte di turno se ne sbattono assai. CAMPIONATO. Procede tra un Covid e l'altro, tra una Ausl e l'altra, tra un green pass e l'altro, il Campionato. Che ha superato la ventunesima giornata. Con i ganassa della Beneamata gioiosi e festanti, quasi quasi certi di doversi appuntare ( dopo la Signora) la doppia stella sul petto. Ad opporsi, per il momento, c'è ( soprattutto) il vecchio Diavolo, che di tornare ( senza farsi derubare) in Europa muore dalla voglia. In questa ci coglie il dovere di porgere il nostro cordoglio per la perdita improvvisa e prematura di Davide Sassoli, presidente della Commissione europea, persona mirabile, grande italiano, sincero europeo.

CRONACA DAL DIVANO. ( dal 12 gennaio 2022). E così ce l’abbiamo fatta ad abbandonare un 2021 che se per lo sport azzurro è stato esaltante, non inimitabile, di certo esaltante, per il resto, tutto o quasi, non ha donato grandi sicurezze. Fatica quel drago del Draghi , che pur assomigliando [...]

12 gennaio 2022 0 commenti

Non solo sport. Italia: un campo di battaglia o l’incipit d’una grande Nazione? L’addio al Grande Airone.

Non solo sport. Italia: un campo di battaglia o l’incipit d’una grande Nazione? L’addio al Grande Airone. Non c'è molto sport da segnalare in questo ultimo scorcio di 2021. Doloroso e gioioso insieme. Con i colori azzurri saliti nell'Olimpo dello sport mondiale come e quanto ( per quel che ci riguarda) non è mai accaduto. A breve ci saluterà il nostro grande Presidente, che nel corso del suo mandato ha registrato successi infiniti ed esaltanti. Qualcuno direbbe, che è ( o è stato) un ineguagliabile 'portafortuna'. Per lo sport certamente, così come in altri ambiti, dove ha saputo con 'dolce fermezza' tener salda la barra del timone d'un Paese impegnato in uno dei periodi più travagliati e difficili della sua giovane repubblica. E se The Economist ( grazie anche a lui) ci dedica la copertina, di certo non sarà facile sostituirlo. A proposito di Paese, un libro di Maurizio Molinari ( Il campo di battaglia, ed. La nave di Teseo, 2021) ci sta mettendo in guardia per via del ' grande gioco' planetario che è tornato a disputare nel Bel Paese alcune delle sue ( decisive) battaglie. Speriamo non con l'irriverenza di alcuni secoli fa, dove una Nazione smembrata ha dovuto faticare qualche secolo in più per trovare identità, unità e forza per non più essere marginalizzato sulla scena del mondo. Vediamo qualche passaggio del libro. Intanto le ' grandi crisi globali' stanno passando sull'Italia, assegnandogli un ruolo di ' Paese di frontiera nelle trasformazioni del XXI secolo'. Come accennato, non è la prima volta che gli capita. Quindi poco o nulla da meravigliarsi, perchè lo Stivale allungato nel bel mezzo del Mediterraneo, da sempre spazio cruciale per i destini del Mondo, non può che restare ( o tornare) ' epicentro di contese strategiche e rivalità economiche di vasta portata' con l'aggiunta di quando va accadendo sul resto Continente che gravita alle sue spalle, segnato ( in breve) dall'urgenza della ricostruzione, dal populismo, dall'affermazione di nuovi diritti, dalle conseguenze del duello Usa e Cina e dal ritorno ( non remoto) della minaccia jihadista. Facendo tesoro del passato, tanto dovremo fare per non farci trasformare in un altro inutile ' campo di battaglia'. Molto dipenderà dalla nostra classe dirigente, sempre che sia ( questa volta ) all'altezza di quel che la storia va chiedendo. Non ' campo di battaglia', quindi, assolutamente no, ma l'incipit di qualcosa di grande che si va faticosamente gestendo. Del resto l'Ue vede nel nostro ( famigerato) Pil un 'tassello' indispensabile. Ciò significa cominciare a superare le nostre 'fragilità strutturali' ( fisco, giustizia, concorrenza e infrastrutture ) riscattando lo Stato-Nazione ' da corruzione, carenza di rappresentatività democratica e diseguaglianze economiche'.

CRONACA DAL DIVANO. ( dal 27 dicembre 2021). Non c’è  molto sport da segnalare in questo ultimo scorcio di 2021. Doloroso e gioioso insieme. Con i colori azzurri saliti nell’Olimpo dello sport mondiale come e quanto  ( per quel che ci riguarda) non è mai accaduto. A breve ci saluterà [...]

27 dicembre 2021 0 commenti

Buon Natale. Anche a chi vuol ‘spegnere’ quella ‘luce divina’ che da duemila anni ‘illumina’ la Terra.

Buon Natale. Anche a chi vuol ‘spegnere’ quella ‘luce divina’ che da duemila anni ‘illumina’ la Terra. Si è trattato di una comunicazione ufficiale della Commissione europea, dove vengono indicate le nuove linee guida per una 'comunicazione ( a dir suo) inclusiva'. In un documento per circolazione interna titolato #UnionOfEquality. European Commission Guidelines for Inclusive Communication, vengono indicati i criteri da adottare per i dipendenti della Commissione nella comunicazione esterna ed interna. Perchè, come sottolinea in premessa la commissaria per l'uguaglianza Helena Dalli ' , 'dobbiamo sempre offrire una comunicazione inclusiva, garantendo così che tutti siano apprezzati e riconosciuti in tutto il nostro materiale indipendentemente da sesso, razza o origine etnica, religione o credo, disabilità, età o orientamento sessuale'. Per raggiungere l'obiettivo la Commissione indica una serie di regole. Che approfondiamo. Ma non occorre andare tanto in là per capire che dietro la ridefinizione del linguaggio si cela ( in realtà) la manovra ( di una minoranza estrema e determinata ) di cambiare ad usum proprium la società europea, i suoi valori, le sue usanze e le sue conquiste. In particolare cristiane, come emerge chiaramente dal capitolo dedicato alle 'culture, stili di vita o credenze'. Dove la Commissione europea tiene a sottolineare di 'evitare che chiunque in Europa sia cristiano' visto che 'non tutti celebrano le vacanze natalizie (...) onde per cui occorre essere sensibili al fatto che le persone abbiano differenti tradizioni religiose'. Cristiani/e che, come dimostra con più costrutto e credibilità l'impegno di papa Francesco, d'essere tutti figli dello stesso Padre è noto da secoli. In nome dell'inclusività la Commissione europea arriva perfino a cancellare il Natale, dei cristiani è ovvio, invitando a non utilizzare la frase 'il periodo natalizio può essere stressante' ma a dire 'il periodo delle vacanze può essere stressante'. In pratica, con il richiamo all'inclusività quale valore assoluto, a fare le spese di questo modo di pensare è il cristianesimo, con tutto quello che è stato e che è, in ogni angolo della Terra. Nel nome di una fantomatica eguaglianza perfino i nomi cristiani vanno banditi. Perciò, invece di 'Maria e Giovanni ' bisognerà chiamare i nascituri 'Malika e Giulio'. Basta. Che senso avrebbe andare oltre? Magari fino al punto dove la 'tragedia' lascia lo spazio alla 'farsa'. Eppoi sono proprio convinti codesti/e 'fenomeni/e' che per realizzare una nuova Nazione come potrebbe la grande Europa, piuttosto che sradicare radici non occorra attecchire meglio quelle che, con inevitabile travaglio, individuati errori ed orrori, alimentano e tratteggiano da secoli anima e volto di un Continente che sono/siamo sicuri possa far a meno della luce di quella cometa che in una notte di Palestina ha annunciato l'avvento sulla terra del ' figlio di Dio fatto uomo'? Buon Natale a tutti!

BUON NATALE AL MONDO ! BUON NATALE ALLA FUTURA EUROPA ! BUON NATALE A TUTTI !  Si tratta di  una comunicazione ufficiale della Commissione europea, dove si indicano le  nuove linee guida per una ‘comunicazione inclusiva‘. In un documento per circolazione interna  titolato #UnionOfEquality. European Commission Guidelines for Inclusive Communication, vengono  indicati [...]

21 dicembre 2021 0 commenti

Non solo sport. F1: Max e Lewis si cambia. Horner affossa il tiranno Toto. Nevi: grossa valanga rosa.

Non solo sport. F1: Max e Lewis si cambia. Horner affossa il tiranno Toto. Nevi: grossa valanga rosa. Il golpe è avvenuto, con successo e con un grosso sospiro di sollievo per tutto il mondo della F1; un golpe che ha ( finalmente) spodestato dal suo trono d'argento il tiranno Toto, che in questi ultimi anni, sorretto da schiere di legulei, ha fatto il buono e cattivo tempo attorno ad un team di cui ( si dice) che partecipi al 33%. Il tutto legalmente, è ovvio, e tra alto e basso sempre in sintonia con qualcosa e qualcuno che , da un lato, gli ha consentito di recar danno e beffa alla 'rossa' relegandola da regina ad ancella, e dall'altro, di calare nell'oblio un pò tutta la concorrenza. Quest'anno ha cercato di ripetere l'operazione con giovane irriverente tulipano 'pilotato' e 'protetto' da da un ravveduto e avveduto general manager. Che ha saputo far giuocare ai suoi tutte le carte del mazzo, fin all'ultima, insperata, ma vincente. E così il tulipano, altrimenti finora noto tra i fans di Maranello come ' sfascia rosse', s'è preso un titolo meritato, applaudito da tutti, riconosciuto anche dallo sportivissimo avversario, eppur tuttora sub judice per ricorsi e controricorsi ( e ti pareva) presentati da chi perdere non sa e non vuole. Sinceramente, in molti s'erano allontanati da una competizione indirizzata su un unico binario; senza lotta, scontata, arrogante, e con la 'rossa', che di questo sport è il sole e la luna, relegata ad un ruolo marginale, da non credere, dopo tutto quello che ha fatto e che può fare. A lei infatti gli dei hanno concesso di scrivere pagine leggendarie sulle corde di un aedo antico, e che mentre celebrano l'uno esaltano altro. Generosamente. Come in quella guerra sotto le mura di Ilio che pari ha posto tanto gli eroi che le difendevano quanto quelli che l'assalivano. A parte i ricorsi e controricorsi Mercedes, o del Toto che dir si voglia, il ragazzi figlio di pilota, nato e cresciuto tra i tulipani, è il nuovo campione del mondo di F1. Sembra di buon auspicio il terzo posto della 'rossa' condotta da un insperato e coraggioso Sainz. Sempre che non ci sia qualche leguleio che voglia ancor ' metter becco' a quanto a Maranello vanno ingegnandosi di fare come sua tradizione e sangue comandano. Detta anche così, sinteticamente, allora sì che potremmo avere un lotto di contendenti, nobili e meno nobili, grandi e piccoli, che potrebbe davvero tornare a scrivere altre leggendarie pagine di questo planetario agone sportivo. Torna in vetta la Beneamata che, nonostante i cinesi vicini e lontani, sa ancora farsi rispettare, Conte Dracula o non , quando scende in campo. Ora guida il gruppo con 40 punti, uno in più sul Diavolo del Pioli che, disponibilità a parte, continua a mostrar di saper fare più trenta che trentuno. Quasi quasi quanto la Dea del Gasp, questa volta ( però) vittoriosa ( a fatica) sul Verona del terribile Igor. Perde il Napoli senza più difesa e perde la Lazio senza più attenuanti. Dopo la mademoiselle Sofia che ha fatto man bassa per ben tre volte di seguito in Canada, nel Super G di S.Moritz è stata la volta di mademoiselle Brignone, 31 anni, ora con 17 vittorie in Coppa, una più della mitica Debora, davanti ad una valanga di azzurre, cinque nelle prime dieci.

CRONACA DAL DIVANO. ( dal 12 dicembre 2021). Il golpe è avvenuto, con successo e con un grosso sospiro di sollievo per tutto il mondo della F1; un golpe che ha ( finalmente)   spodestato dal suo trono d’argento il tiranno Toto, che  in questi ultimi anni, sorretto da  schiere di [...]

13 dicembre 2021 0 commenti

Non solo sport. Duello per legulei in F1. Sci: la grande Sofia. Champions: fuori il Milan dentro l’Inter.

Non solo sport. Duello per legulei in F1. Sci: la grande Sofia. Champions:  fuori il Milan dentro l’Inter. La signorina Sofia è salita per tre volte di seguito in tre discese sul più altro gradino del podio a Lake Placid ( Canada). Ora, con 315 punti, insegue nella generale di Coppa del Mondo la Shiffrin ( 4o5 punti).Continuano intanto a pastrocchiare in F1, questa volta anche tra i muretti della pista miliardaria di Gedda. Horner, team principal Red Bull, ha sbottatto: ' Ho rimpianto la direzione gara di Charlie Whiting'. Difficile dargli torto. Anzi, sono pochi a dargli torto. Al contempo il Max ex 'sfascia rosse', ha aggiunto: ' Non condivido tutte le decisioni prese dai commissari ... Nel caso specifico ( tamponamento da parte di Hamilton, ndr) sono andato lungo in frenata, ma tutti e due abbiamo mancato la curva, perciò non credo siano stati giusti i secondi di penalità che mi sono stati comminati... La tendenza ormai è questa, si puniscono certi episodi, ma non è la F1 che ero abituato a guidare da quand'ero ragazzo'. Fatto è che al campione di tutti tempi di penalità ne vengono date poche o niente; ricordiamo un tamponamento di Vettel allo stesso Hamilton, con punizione del tedesco in rosso piuttosto che dell'anglo in argento. Insomma, una storia vecchia, tanto che trai molti ex appassionati di F1 serpeggia questa domanda ' Ma a chi deve andare il titolo: al pilota, o a quell'Azzeccagarbugli che gli sta al tergo con rotoli di grida sempre pronte alla bisogna per salvare il suo e condannare l'altro ?'. Storia simile, questa, curiosamente, a quella del povero Tramaglino che, nonostante i capponi di Agnese, da vittima era finito colpevole, ricercato in ogni dove. Horner, team principal e genio delle auto del venditore di bibite, un tempo sprezzante contro la 'rossa', oggi, che ha esperimentato cosa significa scontrarsi col dominio del Toto, ha fatto una giravolta di 360 gradi. Con ben altra visione delle cose. Esatto? Comunque l'ardua sentenza per questo Mondiale , dopo 21 gare finite con lo stesso punteggio per i due galli del pollaio, sarà data ad Abu Dhabi. Dove si spera di dover assistere non ad un duello rusticano ma da cavalieri della Tavola rotonda. Dove il giovane ( se meritevole) non debba prostrarsi al ( solito) vecchietto sol per via d' una folla di legulei. Commenti dei piloti a caldo. Lewis:' Ho cercato di stare calmo'. Max: 'Non è più F1. Ingiusta la penalità'. Per completare la panoramica delle opinioni, la squadra di Race Anatomy ha espresso una previsione di minimo vantaggio a favore del tulipano. Ci scusino lor signori, forse per gufare? Visto che si va dicendo in giro che il collegato Vanzini ha pronto un progetto di Mausoleo per il già sette volte campione del mondo? La Paoletta del volley sta per volare in Anatolia, soprattutto per sfuggire alla fame alla quale l'hanno costretta fino ad oggi a Conegliano. Anche il Quantorena vuol scappare dal campionato del Belpaese, per lui non il più prestigioso al mondo ma troppo stressante per chi vuol godersi la pensione in santa pace. Cosa dire? Che non sono i primi e nè saranno gli ultimi a desiderar cotanto; salvo tornar , poi, lesti lesti, laddove sono diventati qualcuno. Basta non si perdano per strada. Comunque baci, abbracci e buon viaggio ad entrambi.

CRONACA DAL DIVANO. ( dal 5 dicembre 2021). La signorina Sofia è salita per tre volte di seguito  in tre  discese sul più altro gradino del podio a Lake Placid ( Canada). Ora, con 315 punti, insegue nella generale  di Coppa del Mondo la Shiffrin ( 4o5 punti). A breve sono [...]

8 dicembre 2021 0 commenti

Non solo sport. Le ‘ballon d’or’ al ‘solito’. Giovin tennisti fuori dalla Davis. Riprende la Serie A.

Non solo sport. Le ‘ballon d’or’ al ‘solito’. Giovin tennisti fuori dalla Davis. Riprende la Serie A. La notte dei 'ballon d'or'. Scontata da mesi, perchè quel ( cosiddetto) premio ormai è il frutto più di ' scuole di pensiero', di ' squadre di fans', di ' orientamenti consolidati', che altro .Come dire che, salvo cataclismi, difficile è portarlo via a uno tra Messi e Ronaldo, il Cr7, che anche se non vincono proprio tutto e tutto per merito loro il ' ballon' se dividono portandoselo a casa una volta uno una volta l'altro. L'argentino d'origine recanatese, è giunto al settimo ' ballon d'or'. Paggio d'onore da anni resta quel Levandowski che le 'ballon d'or' chissà perchè non vince mai. Il riconoscimento, da quel che si sa, dovrebbe andare a chi nell'annata ha vinto di più e con merito. Quest'anno, ad esempio, chi ha vinto dio più e con merito, chi altri era se non il nostro ( sfortunato) Jorgino, trionfante all' Europeo e in Champions. Il massimo dei trofei di Eupalla ( tolto il Mondiale) per chi si diverte a prendere milioni su un campo da calcio. Eppure, il nostro, è finito terzo; mentre il riconoscimento parziale è andato al 'baciamaglie' Gigio, quale miglior portiere del consesso mondiale. Non è molto, ma accontentiamoci, perchè agli azzurri quel ' ballon' viene dato ( tra sì e no) solo e soltanto se si dovesse vincere Mondiale, Europeo, Champions, Uefa, Coppa del nonno, etc etc. tutto in un botto. Del resto non siamo noi a dire che quel Messi argentino d'origine recanatese non è più decisivo come una volta. Infatti chi è che ha detto: ' Con lui la Champions non si vince più' ? Il tutto dentro gli spazi lucenti e ovattati di una torre d'avorio dove a dominare hanno preso sceicchi, oligarchi e ristrette gang di agenti, procuratori e consulenti a dispetto di quei poveracci del calcio che ha fatto la storia, ora alla ricerca disperata di qualche nuova entrata per sopravvivere al cospetto della manciata di club di Stato, o simili, ricchi sfondati e inarrestabili. Riparte la Serie A, con il Napoli in vetta, il Milan ( doppia sconfitta di seguito) a due incollature e l'Inter a pochi passi, pronta all'arrembaggio. Nel tennis, Coppa Davis, belle speranze colate a picco. E' bastato un anonimo croato 230° c.a. al mondo per spaurire a morte il nostro guerriero Sonego, e mandarci a casa. Il resto, probabilmente, a dirla tutta, lo ha fatto mister Volandri, allestendo un doppio con uno ( sfinito ) Sinner e un (ridente) Fogna, che francamente non si capisce perchè lo si continui a considerare giocatore da maglia azzurra quando dopo l'exploit di Monaco non fa altro che far da turista, qua e là, su campi e campetti da tennis che ( ancora) lo invitano. Risultato finale: 1-2 per la volenterosa Croazia, che vola a Madrid.

CRONACA DAL DIVANO. ( dal 29 novembre al 5 dicembre 2021). La notte dei ‘ballon d’or’. Scontata da mesi, perchè quel ( cosiddetto) premio ormai è il frutto più di ‘ scuole di pensiero’, di ‘ squadre di fans‘, di ‘ orientamenti consolidati’, che altro .Come dire che, salvo cataclismi, [...]

30 novembre 2021 0 commenti

Non solo sport. Tennis, per la Davis? Calcio: Milano voli in Champions. F1: Toto e Horner, ma senza la ‘rossa’.

Non solo sport. Tennis, per la Davis? Calcio: Milano voli in Champions. F1: Toto e Horner, ma senza la ‘rossa’. Per quel che riguarda il tennis, intanto, non possiamo che lodare il buon Jannik che ha degnamente sostituto all'ATP Finals ( vinto da Sverev il nostro Matteo. Ora è tempo di Coppa Davis, a Torino, contro gli Usa, battuti 2-1. Per quel che riguarda il calcio, stiamo viaggiando tra una Coppa e l'altra. In Champions solita figuraccia di una Signora ( 4 gol dal Chelsea, battuto 1-0 all'andata) che Signora non riesce proprio ad essere visto che, ben che vada, limitatamente alle ore felici, piuttosto appare una ' donzelletta (che) vien dalla campagna, in sul calar del sole col suo fascio dell’erba'. Si è complicata la vita la Dea del Gasp che arriva a trenta senza centrare ( quasi mai) il trentuno. Sullo sintetico dello Yong Boys è passata in vantaggio due volte, ma per poco non ci lasciava le pene se il solito ( provvidenziale) Muriel ( entrato da poco) non avesse calcolato di mandare una beffarda punizione nell'angolino basso di destra del portiere svissero. E' finita 3-3, ma con la Dea ora obbligata a battere il Villareal ( 7 punti, contro i 6 dei bergamaschi) per accedere al gruzzolo di milioni del turno successivo. Vincono invece le due milanesi battendo, come ai bei tempi, quei tosti dello Shakhtar ( 20, gol di Dzeco) e gli ancor più tosti dell'Atletico Madrid ( 0-1, gol Messias), a Madrid.La Beneamata dopo un decennio supera i gironi e si qualifica ( prima o seconda è da vedersi contro il Real) per gli ottavi. Qualche speranziella s'è inoltre riaccesa per quel povero Diavolo finora vessato da infortuni, arbitraggi pro - altri, sfiga calcistica. Battuto l'Atletico del Cholo dovrebbe ripetere l'impresa contro quei rompiscatole del Livepool, avversari di tante battaglie, una Champions in meno, lanciati a palla per battere ( in casa e fuori) gli spendaccioni arabi e russi. Ora, però, sor Sala, per favore, ci dia un San Siro nuovo ed adeguato alla bisogna. Sono in tanti a celebrare Diego, l'umano che contende ad Eupalla lo scanno di Olimpia, ad un anno dalla sua scomparsa. In prima fila i fans d' Argentina e di Partenope, che Diego aveva eletto tra i suoi ' figli' più amati. Certamente tra quelli mai più dimenticabili. Delle ultime battute sul mondiale di F1 poco o nulla c'è da aggiungere. Per quelli di Sky è il mondiale più avvincente degli ultimi decenni. Dimenticando di dire che a contenderselo non sono tanto l'irriverente Max, 21 anni tulipano, e l'intramontabile Lewis , 36 anni anglo, ma quei due marpioni del Toto e Horner, da flotte di legulei assistiti, che ( eliminata dal gioco la 'rossa') pensano di continuare a fare in pista il bello e il cattivo tempo. Al momento il Max guida la classifica con 8 punticini di vantaggio, a fronte di due Gp ancora da disputare, a Gedda ( 5 dicembre) e in Abu Dhabi( 12 dicembre). Economia. A segnalarle la novità è il 'Sole 24 Ore', in un titolone di prima pagina : ' L'Italia guida la ripresa europea'. Agguati Covid permettendo.

CRONACA DAL DIVANO. ( dal 18 al 28 novembre 2021).  Che c’è da dire questa volta? Poco, molto poco, tanto. Come ( quasi) sempre. Per quel che riguarda il tennis , intanto, non possiamo che lodare il buon Jannik che ha degnamente sostituto all’ATP Finals ( vinto da Sverev il nostro Matteo. Ora è [...]

24 novembre 2021 0 commenti

Non solo sport. Il maestro di Tavullia nell’Olimpo. Mancio, che porcata! F1: re Toto, macchè abdicare!

Non solo sport. Il maestro di Tavullia nell’Olimpo. Mancio, che porcata! F1: re Toto, macchè abdicare! Ora è tutto vero, il maestro di Tavullia ci ha lasciati. Intendiamoci, lasciati per quel che riguarderà la Moto Gp, perchè per il resto resta, vivo e sorridente come pria, e con tante idee in testa. Le auto, l'Accademy, (forse) la tivù che comincerà a corteggiarlo come ( a suo tempo) certi divi hollywoodiani con la Sofia e la Gina. In pista, di certo, ci mancherà tantissimo. Visto che tutti ( o quasi) ci siamo alzati ( anche) di buon ora per vederlo lumeggiare una gara di moto. E se anche dal remoto Tibet fin alla nemica Ispagna gli sono giunti attestati d'amore, amore vero, non ci vuol tanto chiedersi se negli anni a venire (ri)sorgerà ( se mai risorgerà) un altro astro come quello che per oltre 25 anni ha brillato su e giù per le dolci colline di Tavullia, tra Marche e Romagna, quell'ameno fazzoletto di terra che continua a partorire i prodigi delle due ruote con motore. Tuttavia, quando vengono a mancare sul pezzo finora occupato, certi personaggi, il ricorso ( non irriverente) al poeta è d'obbligo: ' Fu vera gloria( la sua)? Ai posteri l’ardua sentenza: nui ( intanto) inchiniam la fronte al Massimo Fattor, che volle in lui del creator suo spirito più vasta orma stampar'. L'omaggio planetario al Vale di Valencia ci ha commosso.Chi ci segue aa che quella del Mancio da Jesi per noi non è mai stata una nazionale, ma solo una fortunata compagnia di ventura che sotto la guida d'un capitano nato in una terra che di capitani ne ha forniti diversi e famosi, aveva saputo realizzare una impresa. Poi, come di solito capita e capitava alle compagnie di ventura, volata la sorte in altri lidi, spenta l'ispirazione del capo, unitamente a qualche defezione ( Immobile), qualche infortunio ( Chiellini), qualche traditore ( Jorgino), la truppaglia stessa si sfaldava, da mane a sera, come bolle di sapone per l'aere attorno. E così la nostra Italia si trova fuori per il secondo turno consecutivo dal Mondiale. Addio pentastella, addio sogni d'immortalità. Sì, perchè quei play off, con squadre ben più solide di quelle ( fortunatamente) inserite nel girone di qualificazione, noi, per quel che conosciamo della nostra storia, manco li andremmo fare. Non è roba per noi, soprattutto in primavera quando il tepore della buona stagione invita a ben altri pensieri e altre occupazioni. Del resto, bastava pensarci un po' prima, fare qualche punticino in più, non consentire agli svisserotti di dar corpo ai loro inconfessabili pensieri ( e desideri) verso di noi, per portarsi a casa una qualificazione che per dei 'veri' campioni d'Europa doveva rappresentare null'altro che una pura e semplice formalità. ' Qualcosa non va si deve cambiare - sveglia Gianni Infantino, presidente Fifa- . Nel 2019 sono stati spesi 7 mld per i trasferimenti, 700 mln sono andati in provvigioni agli agenti e solo 7omln alla formazione e ai compensi di solidarietà. Dovremmo rendere le regole più trasparenti di quelle che sono ora'. Sapere che qualcuno s'è desto e voglia capire quel che trambustano i nuovi padroni del calcio ( non solo) europeo, ovvero agenti-mediatori-consulenti, è già un sollievo. Certo che quelle inchieste ( Report, Rai3) stavano facendo un bel po' di chiarezza su personaggi che hanno raggiunto un potere di intermediazione che se non è dittatura poco manca. Sono peggio di quella piccola ma spendacciona folla di principi e oligarchi che stanno ( letteralmente) mandando a gambe all'aria squadre storiche non più in grado di stare sul mercato. Il nobile Florentino, per quel che può, continua disperatamente a spingere pro Superlega, non per annientare la democrazia del calcio, come dice il buon Cefferin, ma per salvare almeno quello di vertice da una conduzione Uefa che non si capisce cosa si aspetti a mettere ( almeno) sotto indagine. A 75 anni è scomparso Gianpiero Galeazzi, telecronista tivù, legato al canottaggio e ai suoi eroi come gli indimenticabili fratelli Abbagnale, ori olimpici.

CRONACA DAL DIVANO. ( dal 10 novembre 2021). Ora è tutto vero, il maestro di Tavullia ci ha lasciati. Intendiamoci, lasciati per quel che riguarderà la Moto Gp, perchè per il resto resta, vivo e sorridente come pria, e con tante idee in testa. Le auto, l’Accademy, (forse) la tivù [...]

17 novembre 2021 0 commenti