Il pensatoio dello Sciamano

 

Cronaca dal divano. ‘Coronavirus’: perchè spaventare e spaventarsi oltre il lecito? Adelante, con juicio!

Cronaca dal divano. ‘Coronavirus’: perchè spaventare e spaventarsi oltre il lecito? Adelante, con juicio! In breve, il gran cancelliere Ferrer, che con le sue guerre ' che a dir poco, senza parlare dei soldati, portarono via circa un milione di persone', oltre ad avere precipitato la Lombardia alla fame, la lasciò pure in balia della peste. Lui, infatti, aveva ' da pensare alla guerra'. I decurioni presero al suo posto decisioni sconcertanti. Come quella di ' chiedere al cardinale arcivescovo, che si facesse una processione solenne, portando per la città il corpo di San Carlo'. Il buon prelato rifiutò. Per molte ragioni. Temeva, tra l'altro, che se tutto non fosse andato come auspicato, dalla fiducia si passasse ' all'iscandolo'. Temeva anche che la processione potesse diventare motivo di ' caccia agli untori'. E in aggiunta, che radunare tanta gente non poteva che offrire il fianco ad una ulteriore espansione del morbo. Buonsenso. Solo buonsenso. Non condiviso soprattutto da quegli animi che ' sempre più amareggiati dalla presenza de'mali, irritati dall'insistenza del pericolo, abbracciavano più volentieri quella credenza: chè la collera aspira a punire, ..., piacendogli d'attribuire i mali ad una perversità umana, contro cui possa far le sue vendette, che riconoscerli da una causa, con la quale non ci sia altro da fare che rassegnarsi'. La processione alla fine si fece, come continuò la ' caccia alle streghe', o meglio, ' agli untori'. Da quel giorno la furia del contagio andò sempre crescendo. I lazzaretti si riempirono di contaminati. Chi potè, come certi 'birboni', sguazzò in quella funesta circostanza come meglio credette. L'uso della forza pubblica venne a trovarsi in gran parte nelle mani dei peggiori. ' All'impiego di monatti e d'apparitori - infatti - non s'adattavano generalmente che uomini sui quali l'attrattiva delle rapine e della licenza potesse più che il terrore del contagio, che ogni naturale ribrezzo'. ' Ma ciò che reca maggior maraviglia - completa don Lisander - è il vedere i medici, dico i medici che fin da principio avevan creduta ola peste, dico in ispecie il Tadino, il quale l'aveva pronosticata, vista entrare, tenuto d'occhio, per dir così nel suo progresso, il quale aveva detto e predicato che l'era peste, e s'attaccava al suo contatto, che non rimettendovi riparo, ne sarebbe infettato tutto il paese, vederlo poi, da questi effetti medesimi cavare argomento certo dell'unzioni venefiche e malefiche; lui che in quel Carlo Colonna, il secondo che morì di peste a Milano, aveva notato il delirio come un accidente della malattia, vederlo poi addurre in prova dell'unzioni e della congiura diabolica, un fatto di questa sorte: che due testimoni deponevano d'aver sentito raccontare da un loro amico infermo, come, una notte, gli erano venute persone in camera, a esibirgli la guarigione e denari, se avesse voluto ungere le case del contorno; e, come, al suo rifiuto, quelli se n'erano andati, e in loro vece, era rimasto un lupo sotto il letto, e tre gattoni sopra, che sino al far del giorno dimorarono'. C'è chi dice che il passato non torna. C'è chi pensa invece l'opposto. Se dovessimo dar retta alla sapienza antica che così sintetizzava ' in medio stat virtus', ovvero, il buoino sta un po' qua e un po' là, dovremmo cercare proprio in situazioni come queste di far di tutto per evitare avvitamenti, eccessi, cinismi Con autorevolezza. Compattezza. Disponibilità. Perchè, poi si sa, che Seicento o Terzo Millennio che sia, le brutte sorprese son sempre dietro l'angolo. Brutte.

LA CRONACA DAL DIVANO. La diffusione del Coronavirus, avviata in una remota provincia dell’immenso continente Cina, sta lambendo altri paesi del Mondo. Lo avrebbe fatto anche ai tempi della Lombardia spagnola, figuriamoci oggi con le porte del Pianeta (praticamente) spalancate a tutti. Quotidianamente, per via di quella globalizzazione divenuta oramai una realtà [...]

23 febbraio 2020 0 commenti

Non solo sport. Al Barca sono Malmessi? Beh, per Leo il rimedio c’è: e se bussasse alla Beneamata?

Non solo sport. Al Barca sono  Malmessi? Beh, per Leo il rimedio c’è: e se bussasse alla Beneamata? Lasciamo per un attimo l'ordinario, per trattare lo straordinario, che ( anche) questa volta ( che volete farci) arriva dal pallone. Qual è lo straordinario? La sensazione che Messi si sia stancato del Barca e ( soprattutto) di quelli del Barca, ventilando una sua possibile dipartita ( a cartellino costo zero) dal luogo che è stato madre, padre e culla dei suoi anni nel mondo del calcio. Incredibile, ma possibile. Per la 'Pulce' nata in Argentina, ma d'origini marchigiane, esattamente recanatesi, come Leopardi. Che a questo punto, come tanti altri argentini di sangue italiano, potrebbe riprendere il sentiero che porta alle case dei nonni, e sistemarsi laddove hanno goduto ( tranne qualche rarissima eccezione) dei più grandi calciatori partoriti dal Pianeta. Chi potrebbe ' tentarlo' tra i nostri club? Non la Signora che ha già Cr7; non quel poveraccio del Diavolo che se non provvede Ibra rischia perfino di non arrivare a fine Campionato; non quel braccino corto del buon Lotito; non il buon Commisso, troppo novello, troppo arrabbiato, per prestarsi a far ( davvero) la parte dello ' scemo d'America'; non l'entrante nuovo miliardario stelle e strisce padrone della Lupa. E chi, allora? Il nome che ci sovviene è quello della Beneamata, che forte dei danari d'Oriente, potrebbe cominciare ad aprire fronti di guerra ai top club di questo mondo. Del resto, in Ispania, c'è già, e questo basta e avanza; in Francia, è inutile andare visto che colà governa una squadra che con lui o senza di lui lo scudetto lo vince comunque; in Germania, farebbe fatica con la lingua, il gelo e il mangiare, mentre in Premier se non si è disposti a galoppare come ad Ascot manco varcarne la soglia. La Scandinavia, lasciamola stare, e allora dove potrebbe trovare alloggio caloroso, ricco e favorevole se in quel di Milano? Che di nebbioni ne ha sempre meno, che è tornata vivace e creativa quanto e più di Berlino, che è alla vigilia ( Sala e 'tintinnega' permettendo) di rifarsi casa. Si dice, più bella di San Siro, dove per decenni si sono innalzati verso la bella Modonnina tanti di quei trofei da far ingelosire ( perfino) quelli del Bernabeu. Dimenticavamo: ioltre, in qual altro agone del mondo, può dirimere l'annosa questione dei palloni d'oro con Cr7 ? Nuovamente di fronte, come ai vecchi tempi, all'antica Università del calcio?Aggiornamento stadio San Siro. Dopo l'ulteriore ( fine gennaio) ' faccia a faccia' qualcosa dev'essersi smosso. Buon segno, probabilmente c'è ancora una qualche diversità tra Sabini e Lumbard. Tant'è che il buon Sala, sindaco di Milano e non di Pincopallino, finalmente, s'è detto 'ottimista' sulla questione stadio ( che interessa anche la negletta area San Siro). Staremo a vedere, dal momento che questa è una partita decisiva. Non solo per l'augusta e fremente Mediolanum.

LA CRONACA DAL DIVANO. Lasciamo per un attimo l’ordinario, per trattare lo straordinario, che anche questa volta ( che volete farci) arriva dal pallone. Qual è lo straordinario?  La sensazione che Messi si sia stancato del Barca e ( soprattutto) di quelli del Barca, ventilando una sua possibile dipartita ( [...]

6 febbraio 2020 0 commenti

Non solo sport. Il Maestro? Continua: sì, ma … Serie A: avanti tutta. Chiusa la finestra di calciomercato.

Non solo sport. Il Maestro? Continua: sì, ma … Serie A: avanti tutta. Chiusa la finestra di calciomercato. Prosegue un fine settimana che continua a parlare ( prevalentemente) di calcio, del nostro e dell'altrui calcio ( oltre che del calciomercato che ha chiuso, con qualche interessante passaggio e scambio, la gelida finestra di gennaio); di tennis, con il ( milanista) Djoko in finale ( l'ottava) agli Australian Open; della resurrezione in Eurolega di Milano ( 79-78, sul Bayern, settimo posto in classifica); dei campionati di artistica e ritmica; del Sei Nazioni di rugby, con i nostri che speriamo non vadano a recitare il solito ruolo di ' sacco delle botte'; e di Pechino, travolto dal Coronavirus, costretto a fermare il calcio e altri sport: troppo rischioso cimentarsi, infatti, in una fase in cui il morbo non è stato ( ancora) chiaramente isolato e reso innocuo. Ma la piccante novella del weekend è l'annunciato divorzio ( dal 2001) del Vale dalla Yamaha, che ( per pareggiarlo) ha già ingaggiato un esperto ( Vinales) e un imberbe ( Quartararo). Verrebbe da protestare. Se non fosse lo stesso Vale a frenare gli animi desiderosi di rendere alla Yamaha quanto la Yamaha ha 'regalato' in questi anni di sofferto matrimonio al ' maestro dei maestri'. Che ( proprio in questi ultimi anni) se non fosse stato costretto a cavalcare un 'ronzino' per battere un 'purosangue', di titoli in carnet potrebbe contarne uno o due o tre in più. Chissà, chi lo può dire? Certo è che uno ( il decimo) glielo hanno indebitamente sottratto. Questo gli sportivi ( della moto, non solo italiani ) sanno, questo gli sportivi ( della moto, non solo italiani ) non dimenticheranno. Sportivi che, orfani del Vale, di un Vale competitivo e non di rappresentanza, non si sa in quanti affluiranno d'ora in avanti sulle piste del Mondiale 2020. O acquisteranno canoni tivù. Considerate ( al momento) le forze in campo, ovvero, da una parte, qualche imberbe alla ' prova del fuoco' con un paio di ' veci' pronti a vendere caro l' onore ma non di più e, dall'altra, quel solito ' non cade anche quando cade ' abituato ad involarsi non appena scende la bandierina a scacchi per reiterare cavalcate solitarie e senza fremito. L'unico, si sa, che aveva il dono di riportare in auge ( in questo sport difficile e periglioso) la sempiterna Iliade, era il 'maestro dei maestri'. Anche se per un sol anno ancora. Per qualche lezione in più. Non in sella ad un ronzino ma ad un purosangue. Ma tant'è, visto che di riffe o di raffe, checchè ne dicano nemici, amici e parenti, hanno preferito collocarlo a risposo. Per sopraggiunta età pensionabile, borbottano, confusamente, ma forse ancor per reiterata ( inconfessabile) inadeguatezza di chi pur trovandosi ( ancora) l'oro tra le mani ha preferito trattarlo come sabbia di fiume.

LA CRONACA DAL DIVANO. Prosegue  un fine settimana che continua a parlare ( prevalentemente) di calcio, del nostro e dell’altrui calcio ( oltre che del calciomercato che ha chiuso, con qualche interessante passaggio e scambio,  la gelida  finestra di gennaio); di tennis, con il ( milanista) Djoko in finale ( l’ottava) agli [...]

31 gennaio 2020 0 commenti

Non solo sport. Paperoni del pallone: Italia sempre più fuori. Tutti gli altri ‘inventano’ noi soli ‘ dormiamo’.

Non solo sport. Paperoni del pallone: Italia sempre più fuori. Tutti gli altri ‘inventano’ noi soli ‘ dormiamo’. Ascoltiamo ( leggiamo) sempre con interesse gli interventi del Gianfranco Teotino. Non sono campati per aria. Resta però il fatto che di qualche inciampo son vittime: e chi dice infatti che alle Coppe non si possa arrivare prima ( e contro) ogni contabilità, magari nel 2020? Le premesse ( in questa tornata) sono incoraggianti. Inoltre se è il danaro a farla da padrona, perchè le squadre di stato ( più o meno legali) degli sceicchi ( Psg e City) alle Coppe continuano a guardar attraverso il binocolo ? Mercoledì 15 gennaio, Teotino è tornato ad imperversare in 'Calcio di rigore' sulla infelice condizione economica del nostro pallone. Un mondo dove solo i ricchi ridono. I dati di Deloitte in questo senso sono impietosi. Senza tener conto di plusvalenze e trading dei giocatori, il bilancio del Barca si è chiuso ( ufficialmente) con 990 mln di ricavi, mentre per quello di previsione si paventa di oltrepassare ( per la prima volta al Mondo) il miliardo. La Juve, in tal contesto, non solo grazie a Ronaldo, è entrata nelle top ten del pallone, ma con quasi 400mln meno del Barca. E' cresciuta del 16%, ma meno del Barca ( +21, 7 %), del Psg ( +17,4%) e del Liverpool ( +17,7%). Recuperare il terreno è sempre più difficile per le italiane. Anche perchè le big non vivono più di soli diritti tivù. Che hanno ormai un peso che va dal 25% al 38%. Occorre conquistare quindi nuovi mercati, nuove entrate attraverso nuove iniziative commerciali e non, ma che noi con gli stadi che abbiamo siamo già dei miracolati a sentire che crescono gli spettatori. Con l'eterno manipolo d'indefessi ignoranti, ma crescono. Così come crescono i conti del pallone altrui. L'Inghilerra, Brexit o non Brexit, è arrivata alla vetta di 5,44 mld; la Germania ( che sorpassa gli Iberici ) a 3,16 mld ; la Spagna a 3,15 mld e l'Italietta nostra a 2,31. Come i gamberi. Gli altri volano, noi torniamo al palo, o quasi. Del resto qualche 'sveglio' in Europa ancora circola, da noi invece tra quelli che o 'tintinnegano' o ' mangian pane a tradimento' di 'svegli' ( al momento) non c'è manco l'ombra.

LA CRONACA DAL DIVANO. Sgoccioli dell’andata di Campionato. Nell’ultima, infatti, Inter e Atalanta, Lazio e Napoli, Roma e Juventus se le sono date di santa ragione. Creando momenti di calcio che non è che siano così scontati nei più celebrati tornei dell‘Altrove. Anche perchè, nel Belpaese, spettacolo vuol dire qualcosa di ( molto) diverso. Di suo proprio. Se non d’alternativo. In Premier, [...]

16 gennaio 2020 0 commenti

Non solo sport. Serie A: è tornata la più bella? Stadi: ancora in mano ai ‘tintinnega’? E gli spinaci di Popeye?

Non solo sport. Serie A: è tornata la più bella? Stadi: ancora in mano ai ‘tintinnega’? E gli spinaci di Popeye? Nell'ultima di Campionato, del 6 gennaio, la Juve ha travolto il Cagliari ( 4-0, con tripletta di Ronaldo) mentre l'Inter è passata ( con qualche spavento) per 1-3 a Napoli. La Lazio s'è liberata del Brescia, mentre la Roma ha dovuto subire un brutto stop per mano di quei pirati del Toro, che due palloni sono riusciti a mettere nella sacca della Lupa del Fonseca. A San Siro, ricolmo di nostalgia, oltre che di 60 mila spettatori, ha 'ri-debuttato' quel figliol prodigo dell'Ibra tanto atteso. Purtroppo, come dice il vecchio adagio, una rondine non fa primavera, e neppure Ibra ha potuto evocarla, limitandosi a constatare l'inconsistenza d'una manciata di giovanotti più figli di patatine fritte che di bistecche al sangue. Ora, Inter e Juve, restano appaiate in vetta a 45 punti, con due giornate ancora da disputare per chiudere il girone d'andata. La Lazio segue a 39, mentre è dalla formidabile Dea del Gasp ( 5 gol anche al Parma) che sale aspro odor di bruciato. Non sarà lei, proprio lei, a decretare ( nonostante lo storico macigno di Coppa) i verdetti definitivi? Insiste, lodevolmente, la 'rosea' sul tema stadi. Avanti così fin a risultato raggiunto. Intanto la parola è stata data ad Andrea Abodi, presidente del Credito sportivo, che ha lanciato un appello: ' Serve una agenda infastrutturale, si faccia sistema'. Al contempo, mentre lui si rasetta la cravatta, d' intenzioni lungo la Penisola ne vanno fiorendo diverse. Non solo sport. Questa volta con un argomento a noi caro. E sul quale sono in tanti a far da 'finti tonti'. Finalmente, si da atto a Braccio di ferro d'avere capito già nel 1929 le prodigiose proprietà degli spinaci. Lo conferma l'agenzia internazionale antidoping, la Wada. Che ha messo ' sotto osservazione' le foglie verdi tanto amate da Popeye e che potrebbe inserire nella lista dei prodotti proibiti nel gennaio 2021. Anche perchè chissà quanti, nel frattempo, qua e là, hanno seguito la geniale intuizione del simpatico personaggio?

LA CRONACA DAL DIVANO. Sta chiudendo l’andata di Campionato. Con una lotta al vertice che non si vedeva da anni. Alla Signora risponde la Beneamata, mentre l’Aquila e la Lupa ( brutto stop col Toro) cercano ( con qualche affanno) di tenere il passo. Nei celebrati campionati dell’Altrove, non è [...]

7 gennaio 2020 0 commenti

Non solo sport. Toto alla ‘rossa’? Serie A, tutto da rifare, nel 2020. Supercoppa all’aquila di Lotito.

Non solo sport. Toto alla ‘rossa’?  Serie A, tutto da rifare, nel 2020. Supercoppa all’aquila di Lotito. SerieA: tra le partite pre natalizie 2019, svettano il 4-1 della Roma ( al Franchi) alla Viola ( col sor Montella esonerato) e il 4-0 dell'Inter al Genoa ( col sor Tiago in bilico). Praticamente, le cose al vertice restano invariate, con Juve e Inter appaiate a 42 punti; e mentre la Lazio ( partita col Verona rinviata al 5 febbraio) ) resta ferma a 36 punti la Roma sorpassa ( momentaneamente) a 38 punti, scavando un solco con il Cagliari ( sconfitto 2-1 a Udine) e le altre inseguitrici. Morale: qui, da noi, è tutto da rifare. Anzi, da fare. Cosa che non capita da tempo altrove. Basta dar una sbirciatina qua e là. Per toccare con mano che, mentre in Premier il torneo 2019/2020 è già stato aggiudicato in anticipo sul panettone sotto l'albero al Liverpool ( Leicester a 13 punti e City a 14), da noi tutto è da stabilire. Come norma del Belpaese. Che di ridurre il gap con l'Albione in luna di miele con la Brexit ha ( finalmente) trovato il modo di farlo. Così ( almeno) pare. Viste le buone nuove che arrivano sugli stadi da Roma ( con sullo sfondo una nuova proprietà), Verona, Cagliari e Milano ( sor Sala permettendo ). Avvincente puntata di Federico Buffa dedicata al Gigi ' rombo di tuono', lombardo di Leggiuno ma sardo d'adozione. Con lui il Cagliari ha vinto uno scudetto. Uno solo. Ma che, per le insondabili alchimie dello sport, vale uno, dieci, cento scudetti conquistati Altrove. Un riscontro eccezionale, ma non proprio strano. Capita anche in altri sport. Nell'auto, ad esempio, dove le imprese di Gilles valgono per quelli della 'rossa' quanto ( e più) di uno, cinque, dieci titoli mondiali. Deve averlo capito il re nero, al suo sesto titolo iridato. Sta forse capendolo Toto I imperatore d'Austria e Ungheria, che a domanda risponde: ' Firmare per la 'rossa' ? Sembra una buona idea, ma al momento preferirei andare su Marte con Lewis e vedere se c'è da vincere qualcosa anche lì'. Tra il serio e il faceto. Com'è Toto. Perchè, a parte che da valente com'è sa che prima o poi la 'rossa' tornerà dove più le compete, dovessero gli dei aver disposto altrimenti, non potrebbe far altro che tornare sui sentieri antichi percorsi da suoi avi, Goti o Longobardi o Unni che fossero, per recarsi ( da umano ) a porgere l'offerta a quella ( divina) ' rossa' che ( per volere degli dei ) un Pegaso alato ha depositato ( proprio) nel cuore della Padania. Con il privilegio unico di dar corpo e anima a storie oltre il tempo. E che d'almanacchi poco o nulla sanno. Ultim'ora: va alla Lazio la Supercoppa italiana ( 3-1) disputata in trasferta a Riad.

LA CRONACA DAL DIVANO. Turno di auguri natalizi. Turno di fine anno. Con i primi risultati in Campionato , esempio Sampdoria-Juventus, finita 1-2 per la Signora, che ha sfoggiato due gol da gran galà. Presuntuoso quello della Joja, fantascientifico quello di Cr7. La Signora è quindi  volata  in Arabia per la Supercoppa, contro l’aquila [...]

21 dicembre 2019 0 commenti

Non solo sport. Milan: sono 120, tornerai grande? Buoni sorteggi in Coppa? Valanga azzurra, ci risiamo?

Non solo sport. Milan: sono 120, tornerai grande? Buoni sorteggi in Coppa? Valanga azzurra, ci risiamo? Dopo gli ultimi risultati ( nell'attesa del posticipo Cagliari-Lazio) trascriviamo: Benamata e Signora appaiate in vetta, a 39 punti, con Lazio, Cagliari , Roma e Atalanta a seguire. Come dire che, mentre il Premier il torneo è già aggiudicato ( Liverpool avanti sul Leicester a 10 punti e City a 14) prima del panettone sotto l'albero, da noi tutto è da vedere. Come norma del Belpaese. Che di ridurre il gap con l'Albione in luna di miele con la Brexit ha ( finalmente) trovato il modo di farlo. Così (almeno) pare. Buone nuove arrivano infatti da Roma ( sullo sfondo di una nuova proprietà), Verona e Milano ( sor Sala ragionando ). Nel frattempo la solita gelida manina s'è infilata nell'urne di Nyon per sorteggiare gli ottavi di Champions ed Europa League. Stando al pare, non ci è andata male. L'unico in 'sofferenza' dovrebbe essere il Napoli al quale è toccato il Barca ( prima al San Paolo). Questo, infatti, è uscito per l'altre nostre: ( Champions) Lione-Juve e Atalanta-Valencia; ( Europa) Roma- Gent ( 20 febbraio) e Ludogorets-Inter. Questo invece è il quadro completo di Champions: Barca-Napoli, Borussia D.-Psg, Chelsea-Bayern, Tottenham -Lipsia, Lione-Juve ( 26 febbraio), Atalanta-Valencia ( 19 febbraio), Real Madrid-City, Atletico M.-Liverpool. In breve, nei quarti della Coppa dalle grandi orecchie potremmo trovare una marea di corridori d'Albione: Tottenham, City e Liverpool in primis. Ma tant'è, visto che prima o poi nave ( o formazione) pirata dovremmo incontrarla. Prepariamoci solo a non fare la fine di quegli sfigati galeoni spagnoli abbordati per i loro carichi. Di cui vanno matti in Albione. Storie di gran calcio. Ebbene il Milan è venuto al mondo 120 anni fa per volontà d'un gruppo di uomini d'affari inglesi abituati a guardare oltre i confini dell'Italia, e che hanno sempre considerato l'Europa loro principale campo di battaglia. E non è un caso che gran parte del suo bottino contenuto in cassaforte sia frutto di scorribande all'Estero: 7 Coppe dei Campioni, 4 Coppe intercontinentali, 5 Supercoppe europee, 2 Coppe delle coppe, 2 Coppe Latine e persino una Mitropa Cup. Questi i 120 anni dell'incredibile storia rossonera. Per decenni sul tetto del mondo del pallone. Più ammirata che temuta. Perchè leale e combattiva. Puntuale e ( costantemente ) irrorata da grandi talenti.

LA CRONACA DAL DIVANO.  Dal Campionato riceviamo il pari dell’Inter contro la Fiorentina, il pari del Milan contro il Sassuolo, la vittoria della Juve contro l’Udinese, la sconfitta del Napoli contro il Parma e la vittoria della Roma sulla Spal. Con questi risultati ( nell’attesa del posticipo Cagliari-Lazio) trascriviamo Benamata e [...]

16 dicembre 2019 0 commenti

Non solo sport. E se la Premier è già finita, la Serie A nuota nel dubbio. I Club mondiali del nostro volley.

Non solo sport. E se la Premier è già finita, la Serie A nuota nel dubbio. I Club mondiali del nostro volley. Quante volte s'è detto che nel Belpaese tutto può accadere ( soprattutto) quando men te l'aspetti? Ancora una volta, detto e fatto. La Signora che tra le squadre del Vecchio Continente viaggiava imbattuta da tempo immemorabile è stata ( meritatamente) carpita dall'aquila del ' piangina' Inzaghino , il quale dismesse le lacrime s'è ( finalmente) messo a far il padrone dei cieli. Questo non significa che la Signora sia in fase di dismissioni, anzi, a breve, potrebbe tornare in campo più rabbiosa che pria. E' nel suo dna. In questa messo a dura prova, non solo dal volo d'un aquila ma anche dal pressing asfissiante della Beneamata del conte Dracula, che nell'ultima ha strappato un prezioso punticino alla Lupa del buon Fonseca, pericolosa mina vagante. Ha ripreso vita il Diavolo, con un 3-2 al Bologna, nell' attesa dell' Ibra? E comunque, ora, a contendersi il prestigioso scudetto sono almeno in tre, separate tra loro da inezie. Tutte recuperabili. Onde per cui chi dava per 'scontato' e ' già assegnato' il nostro torneo dovrà non solo ricredersi ma chiedere venia. Tanto più che ad essere ' scontati' e ' già assegnati' sono buona parte dei tornei continentali, quello ( celebratissimo) di Premier innanzi a tutti e tutto. 'Alla sedicesima giornata la Premier è già finita?' si chiede ( con apprensione) Mimmo Cigni sulla rubrica ' Dentro la notizia' della 'rosea'. Che aggiunge: ' Con ancora ventidue partite da giocare sembra quasi impossibile sancire il successo del Liverpool sin da oggi, ma la giornata di ieri ( sabato 7 dicembre) potrebbe alla fine risultare decisiva per la conquista di un titolo che ai Reds manca dal 1990'. Nella Coppa del Mondo di sci alpino che ha aperto le danze in Nord America, è tornata la valanga 'rosa': primo trionfo in gigante per Marta Bassino, con Brignone seconda; mentre , tra gli uomini, Paris ha sfiorato il successo in discesa, beffato per soli due centesimi e in superG. Sempre in America, a Lake Louise, Francesca Marsaglia in discesa e Nicol Delago in super G hanno ottenuto un bronzo e un argento. Non male, in attesa di rivedere tra le nostre talentuose campionesse la nostra Sofia. Ma il vero grande trionfo sportivo azzurro arriva dal nuoto ( Europei in vasca corta) e dal volley, maschile femminile. Le 'sirene d'Italia' ( alcune davvero imberbi) sono riuscite a collezionare 20 medaglie, di cui sette d'oro. I ragazzi e le ragazze del volley, invece, hanno confermato che i rispettivi tornei nazionali sono il meglio di quanto produca questa disciplina al Mondo. Lube Macerata e Conegliano si sono infatti assisi ( perentoriamente) sul tetto del Mondo per club.

LA CRONACA DAL DIVANO. Quante volte s’è detto che nel Belpaese tutto può accadere ( soprattutto) quando men te l’aspetti? Ancora una volta, detto e fatto. La Signora che tra le squadre del Vecchio Continente viaggiava imbattuta da tempo immemorabile è stata ( meritatamente) carpita e divorata  dall’aquila del ’ piangina’ [...]

9 dicembre 2019 0 commenti

Non solo sport. Calcio Europa: cinque vittorie, un pareggio. Roba tanta, d’altri tempi. E molto altro.

Non solo sport. Calcio Europa: cinque vittorie, un pareggio. Roba tanta, d’altri tempi. E molto altro. Non è andata male. Anzi, tre vittorie ( Juve, Inter, Atalanta) e un pari ( 1-1) del Napoli nella tana dei 'rossi' ( che di partite finora ne hanno perse solo due o tre), rappresenta un cospicuo bottino. Da mettere in ranking, per conservare (almeno) la terza piazza continentale. Anche perchè se dovessero far seguito anche gli auspicabili ' mezzi miracoli' d'una Beneamata impegnata nell'ultima del girone contro il Barca ( già qualificato e primo ) e della Dea contro lo Shakhtar, potremmo parlare di quattro su quattro agli ottavi. Roba tanta, e ( si può dire) d'altri tempi. Non male sono andate le cose anche nel penultimo turno di Europa Ligue, dove le romane son uscite vittoriose da un doppio confronto: l'una contro il Cluj ( 1-0), l'altra contro il Basakseir (0-3). Per la Lazio sarà (comunque) fatica passare il turno, per la Roma ( invece) no. Dovrà battere nell'ultima, e all'Olimpico, il Wolfsberg. Hanno le valige in mano i lungagnoni della Lube. Direzione Brasile. Per il Mondiale di club. Quattro squadre iscritte, con Kazan e Sada gli avversari sulla carta più temibili. Azzurri del basket al Preolimpico in casa della Serbia dove gli azzurri dovranno però chiudere nei primi due posti il mini girone a tre inseriti con Portorico e Senegal, mentre dall'altra parte ci sono Serbia, Nuova Zelanda e Repubblica Domenicana. In casa Teodosic sarà proibitiva, al punto che si attendono rinforzi dagli Usa. Corrono verso Abu Dhabi i mostri della F1, per l'ultima in calendario. Per certi versi, un anticipo di quel che sarà il prossimo anno. Con tante novità. La prima è quella del motore Honda che sembra essere tornato all'altezza del compito. Ora, partendo dal motore, i tecnici della Red Bull sono decisi a risolvere i problemi di efficienza aerodinamica, sofferti quest'anno, per lottare ad armi pari con Ferrari e Mercedes nel 2020. Dove l'imberbe Max speriamo punti più agli affari suoi che a sfasciare l'altrui; dove il grande Lewis sogna di cogliere il settimo centro per pareggiare con Schumi ed entrare nella mitologia di questo sport; dove le 'rosse' una volta risolti gli attriti interni ( con i talenti che si ritrovano) dovrebbero tornare donde lor meglio compete. Ovvero nell'Empireo. Mamma, sarà un Mondiale 2020 da ricordare? Dopo la tornata europea, torniamo a trastullarci in casa nostra. Con il 'duello' Juve/Inter, ma anche con il Napoli ritrovato del sor Carletto e le due romane con la Dea pronte all'imboscata.

LA CRONACA DAL DIVANO. Non è andata male. Anzi, tre vittorie ( Juve, Inter, Atalanta) e un pari ( 1-1) del Napoli nella tana dei ‘rossi’ ( che di partite finora ne hanno perse solo due o tre), rappresenta un cospicuo bottino. Da mettere in conto al ranking,  per conservare (almeno) la [...]

29 novembre 2019 0 commenti

Non solo sport. L’acuto del Tulipano che sparla. Maestro Vale, che fare? Azzurri, col Mancio pure la goleada!

Non solo sport. L’acuto del Tulipano che sparla. Maestro Vale, che fare? Azzurri, col  Mancio pure la goleada! Oggi si tende a celebrare la spontaneità, anche quella più insulsa e vana, non l'avvedutezza. Tanto che di ciacole al vento se ne ascolano a fiumi, mentre di pietre su cui costruire manco si trova più il buco. Si parla, tanto per parlare. Gran parte dei social in questo fanno corsi accelerati e gratuiti. Che il nostro Max ci sa non disdegni affatto. Restringendo fin d'ora le prospettive future. Con la 'rossa', ad esempio, abituata a ingaggiare autori unici e non ciacolatori abituali. Un peccato. Perchè, se invece di restare come il duro papà l'ha forgiato, diventasse meno insulso ma più avveduto, potrebbe anche offrir di sè prestazioni ben più apprezzabili e gradevoli di quelle per la più parte finora estrinsecate. Tanto che avendolo fornito di gran macchina, invece che a sfasciare le altrui fortune potrebbe cominciare a costruire le sue. Anche per capire se il buon Perna sul Max ha colto nel segno o s' è solo divertito ad abbozzare un ribaldo ritratto passatempo. Intanto Toto Wolff non è volato in Brasile, preferendo restare in fabbrica ( si dice) non tanto per predisporre nuovi accorgimenti ad un auto che non difetta manco in un bullone, ma per studiar ( ulteriori) controlli che ( caso mai glieli chiedessero) potrebbero risultare decisivi per impedire a quella 'barona' della 'rossa' di mandare ruote all'aria la disperata rincorsa delle ' frecce' all'Olimpo ( absoluto ) del motore. Buon lavoro, caro Toto e ricordati che quando vorrai toglierti di dosso quella anonima camicia da ospedaliero per indossare l'altra rossa di indistruttibile passione sarai sempre ben accetto. Anche perchè per quanto t'ingegni, quei buoni figli d'Araba Fenice della 'rossa', prima o poi ( credi), te la faranno sfrecciare ( irridente ) sotto il naso. Poco ( ancora) da dire nelle moto, impegnate a Valencia per l'ultima gara in calendario. Trionfano gli spagnoli, con i nostri ( soprattutto in MotoGp) in posizioni prepensionamento. Ci risolleva la truppa azzurra del Mancio, con nove gol all'Armenia, mai visto, esagerata, imberbe pentastella!

LA CRONACA DAL DIVANO. Schermaglie di fine campionato. Con il Verstappen  sugli scudi, davanti perfino a Hamilton ( penalizzato). Luigi Perna, in Dentro la notizia sulla ‘rosea’, difende il Tulipano ovunque noto come ‘sfascia rosse’. ” Max fa sempre parlare di sè. In pista e fuori. Nel bene e nel male. Si [...]

19 novembre 2019 0 commenti