Inediti

 

Valmarecchia. Non fu ‘ gentile’ come il Passatore. E’ morì a 37 anni, in circostanze non ancora chiarite.

Valmarecchia. Non fu ‘ gentile’  come il Passatore. E’ morì a 37 anni, in circostanze non ancora chiarite. Martino Manzi, infatti, colpito più volte dai carabinieri ( e non dai suoi) si oppose all’assalto per una notte intera, ‘otturandosi ogni volta i fori prodotti sul suo corpo dalle schioppettate dei militari con della stoppa subito impregnata di sangue’. Poi, il resto, torna a combaciare. Ad unificare le storie. Infatti anche secondo quest’altro racconto il corpo fu fatto sparire. Era il 19 novembre 1872. Nessuno mai lo rintracciò. Inspiegabilmente. Alimentando le tante storie diffuse sulla sua sorte; storie vere, quasi vere o addirittura (solo) immaginate. E rimaste tuttavia intatte. Come fantasmi di Martino detto ‘Martignon’ vaganti nella Valle. Perché, si sa, che le ‘leggende’ quando sono ‘leggende’ anche dolorosamente tristi o efferate, non muoiono mai del tutto; anzi, divergendo tra loro, si alimentano e si stimolano a vicenda, radicando ogni volta di più. Senza scolorire nel tempo.

VALMARECCHIA. (  personaggi della Valmarecchia) Secondo una versione molto popolare furono otto suoi ‘camerati’ a ‘farlo fuori’, in una umida e buia notte tra il 18 e il 19 novembre 1872, sulla strada sterrata che dalla Serra di Tornano conduceva a Pedimonte e, di qui, abbastanza rapidamente, alla Perticara. Il fuorilegge [...]

17 ottobre 2017 0 commenti

Rimini. Le Notti di Cabiria, sessant’anni dopo. Giornata di studi con l’ Università di Bologna.

Rimini. Le Notti di Cabiria, sessant’anni dopo. Giornata di studi con l’ Università di Bologna. Il film, ancora oggi, stupisce per la sua armonia e delicatezza, nonostante il soggetto, per l'epoca, difficile e scabroso. Quello che maggiormente colpisce è il rispetto che il regista dimostra verso i suoi personaggi e in particolare verso Cabiria, figura privata di qualsiasi connotazione volgare, dotata di un orgoglio e di una dignità a tratti disarmante, che rimangono intatti nonostante le difficoltà che la vita, continuamente, le sottopone. La mattinata di studio si articolerà in 6 interventi che prenderanno in rassegna differenti aspetti della pellicola, contestualizzandola storicamente all'interno di un decennio fondamentale per la filmografia felliniana e più in generale per la cinematografia italiana. A Fabrizio Natalini, dell'Università Tor Vergata di Roma, il compito di aprire il convegno con un intervento sulla genesi della sceneggiatura del film che prende in esame il rapporto complesso tra Fellini Tullio Pinelli e Ennio Flaiano.

RIMINI. Anche quest’anno la Cineteca del comune di Rimini in collaborazione con l’Università di Bologna, Campus di Rimini e la cattedra di ‘Cinema e industria culturale‘ del prof. Roy Menarini organizza una giornata di studi dedicata a Federico Fellini e al suo cinema. Proseguendo nel solco tracciato nel 2016 con [...]

9 ottobre 2017 0 commenti

Santarcangelo d/R. Il mistero degli ipogei tufacei. Ripostigli o anche una storia e degli usi molto antichi?

Santarcangelo d/R. Il mistero degli ipogei tufacei. Ripostigli o anche una storia e degli usi molto antichi? Attrazioni sotterranee clementine. Una immersione, quella del Pedretti, nell’arcano. Custodito nelle viscere del colle Giove. E che il Cavaliere cercò di squarciare con ogni mezzo, chiamando a consulto perfino grandi esperti italiani e olandesi. “ Di certo - confermò dopo visita del 1949 l’archeologo campano Amedeo Maiuri, delegato dal Ministero- , si tratta di un piccolo monte Athos con basilichette rupestri che richiamano al rito orientale di San Basilio’. Basilichette e, perché no?, fors’anche qualcosa di ancor più antico, di pagano addirittura, almeno negli ‘abbozzi’ originari ormai irrecuperabili. Su quanto sosteneva il cav. Pedretti avremo, tuttavia, modo di tornare. Troppo originali, troppo audaci ed appassionanti sono le sue tesi. Al momento ci accontentiamo di attestarci sull’attualità. Dove ‘oggettività della scienza’ e ‘soggettività della passione’ si sfidano da sponde opposte. Con poche certezze e tanti dubbi. E una riposta, amabile, speranza : chissà se, con qualche ‘carta’ in più tra le mani, magari in men che non si dica, non abbia ‘ l’intuito’ ’ in futuro a prevalere ‘sulla razionalità’?

E’ dall’incontro del 31 marzo 2007 tenuto a Fermo, che Italia Nostra lavora al progetto ‘Percorsi sotterranei adriatici’. Iniziativa, questa, dovuta alla proficua collaborazione tra Italia Nostra, Archeoclub d’Italia e Cai, unitamente alle numerose e sempre disponibili associazioni locali, quali le Pro Loco ed Enti similari. L’idea è importante e [...]

6 ottobre 2017 0 commenti

Santarcangelo d/R. Il mistero degli ipogei. Scavati per praticare il culto del dio Mitra?

Santarcangelo d/R. Il mistero degli ipogei. Scavati per praticare il culto del dio Mitra? Nel Dopoguerra, Pedretti riuscì ad attirare così tanto interesse sulle ‘grotte’ fin al punto da far approdare a Santarcangelo, il 17 giugno 1954, nientemeno che il Consiglio superiore delle Antichità e Belle arti, composto da eminenti studiosi nazionali. Agli studiosi italiani s’aggiunsero ( successivamente) gli archeologi olandesi. Probabilmente, oggi, per il Cavaliere, quei riposti, umidi e bui angoli di storia sotterranea, andrebbero illuminati con ‘luci’ e ‘argomenti’ diversi da quelli al momento usati; soprattutto, andando oltre alla diffusa convinzione che trattasi soltanto di accessi a cantine e ripostigli per cercare di meglio reperire invece, oltre alle testimonianze storiche e archeologiche, anche le tante persone ( monaci o altri, non sappiamo) che li hanno ‘ progettati’ e ‘scavati’ ma soprattutto ‘vissuti’, a partire da epoche remote finanche all’ultimo passaggio del fronte nel corso della Seconda guerra mondiale.

SANTARCANGELO d/R. Quanto ha detto e fatto per Santarcangelo il cav. Luigi Renato Pedretti  è cosa nota solo a quelli d’una certa età. E pensare che il Cavaliere, nel primo Dopoguerra,  fu un personaggio di grande spessore e rilevanza non solo cittadina. Per chi voglia ripercorrere quegli anni, infatti, non [...]

25 settembre 2017 0 commenti

Santarcangelo d/R. Fiere d’autunno. Partono di qui fin a novembre, con il cadere delle prime foglie.

Santarcangelo d/R. Fiere d’autunno. Partono di qui fin a novembre, con il cadere delle prime foglie. Partiamo dalla lunga e dettagliata cronaca ‘Al Fìri d’Santarcanzal' pubblicata sulla rivista ‘La Piè’ nel numero di marzo/aprile 1932 ( Tipografia ‘La forlivese’ ). Ma prima di leggerla ( e di commentarla) tornerà utile un aggiornamento geo-economico del territorio attorno alla città nei primi anni Trenta. Con un contesto diverso da quello attuale, senz’altro, ma non più di tanto. Soprattutto dal punto di vista geografico. Il Montefeltro, come spiega lo stesso cronista, ieri come oggi, funge da suggestivo fondale alla città clementina, “con quei tre o quattro piani digradanti di colline che si sbracciano lungo le spalliere del Marecchia ricolme d’ogni opulenza fino a Rimini, Riccione, Viserba, Igea Bellaria, Cesenatico, Cervia”; e con, a dirimpetto, la tuttora minuscola Repubblica ( detta del Titano) “dove vai all’estero anche stando in casa”; eppoi, qua e là, fino al mare, la visione d’altri luoghi, d’altri centri, tutti più o meno noti, tutti più o meno caratterizzati, 'dai colori policromi e dai toni smorzati, di cui solo l’autunno inoltrato gratificava, meravigliando'.

SANTARCANGELO D/R. Le ‘fiere’ novembrine santarcangiolesi d’una volta sono rimaste nell’immaginario collettivo. Ciascuno – e sono ancora in tanti quelli che le hanno vissute –   le ‘racconta’ o le ‘tramanda’ come meglio crede. Per cui non è raro imbattersi in versioni contrastanti,  talvolta fantasiose e comunque non adeguatamente dettagliate e attendibili. [...]

15 settembre 2017 0 commenti

Sotto l’ombrellone. Lo sbadiglio è contagioso? Uno studio inglese ne ha scoperto il perchè.

Sotto l’ombrellone. Lo sbadiglio è contagioso? Uno studio inglese ne ha scoperto il perchè. Quando si dice che lo 'sbadiglio è contagioso' non sbagliamo. E lo dice anche la scienza. Lo sbadiglio contagioso infatti è una comune forma di ecofenomeno, cioè l'imitazione automatica e involontaria di parole o azioni di altre persone. Un comportamento che non è solo umano, ma anche di altri animali, come cani e scimpanzé. Gli ecofenomeni sono presenti anche in diverse malattie, collegate alla risposta e sensibilità della corteccia del cervello, come epilessia, demenza, autismo e sindrome di Tourette.

ARGOMENTI. Quando si dice che lo ‘sbadiglio è contagioso’ non sbagliamo. E lo dice anche la scienza. Sono stati ricercatori dell’università di Nottingham, guidati da Stephen Jackson a scoprire le “radici” del fenomeno: affondano nei riflessi primitivi generati dall’area del cervello che controlla i movimenti, la corteccia motoria. Un impulso [...]

6 settembre 2017 0 commenti

Alta Valmarecchia. Mercatino, taglio del nastro per il Teatro Sociale e il ruolo del ‘trenino’.

Alta Valmarecchia. Mercatino, taglio del nastro per il Teatro Sociale e il ruolo del ‘trenino’. Sull’inaugurazione del Teatro si favoleggiò per anni. Fin dalla prima serata, infatti, uno stuolo di cavalieri d’ogni età affollò il parterre del piccolo gioiello pubblico in rigoroso abito scuro da sera; ai cavalieri facevano da contrappunto numerose dame, dai vestititi leggiadri, fantasiosi e perfino scollati; dame, dagli sguardi ancor più luminosi di gioielli, ricami e lustrini. Tanto ben di Dio, mentre i soci del Teatro e le loro famiglie erano andati a stiparsi ordinatamente negli angusti box del primo e del secondo ordine di palchi; e mentre l’altra folla, quella meno abbiente, quella ( si fa per dire) più anonima, s’accontentava d’allungare il collo dall’alto del semioscuro loggione, vociando, indicando, commentando. All’esterno del manufatto, le strade deserte e umide dell’autunno incipiente erano state illuminate ‘a giorno’ dalla Società Elettrica Val Marecchia; mentre, sui binari della stazione il ‘trenino’ era stato lasciato sbuffare, nella paziente attesa dell’ora di (ri)partenza, tra continue e nauseabonde nuvole di vapore.

ALTA VALMARECCHIA. Fu nel 1925 che, a Mercatino Marecchia,  venne inaugurato il nuovo Teatro Sociale; mentre, sempre negli anni Venti,  altri importanti ‘uffici pubblici ’ vennero trasferiti dalle loro remote sedi amministrative nazionali e regionali nel nuovo Comune: Pretura, Ufficio distrettuale delle Imposte dirette e del Catasto, Ufficio del Registro e [...]

5 settembre 2017 0 commenti

Valmarecchia. La leggenda ‘nera’ di Martino Manzi detto ‘Martignon’, di anni 37, assassino e latitante.

Valmarecchia. La leggenda ‘nera’ di Martino Manzi detto ‘Martignon’, di anni 37, assassino e latitante. Il fuorilegge Martino non morì subito, anzi, pur ferito gravemente in più parti, ebbe tempo e modo di ‘accogliere’ con una smorfia di dolore mista a sarcasmo i carabinieri che, avvisati da ignoti, lo raccolsero morente sul ciglio della strada alle prime luci dell’alba per trasportarlo, in rigoroso incognito onde evitare la Perticara ‘dove non erano da escludere situazioni difficili’, dapprima alla Serra Masini e, poi, una volta spirato, presso il ponte delle Avellane verso il Bornotto, precisamente nella chiesa della Perticara. Cosìcchè lui, Martino Manzi detto ‘Martignon’, di anni 37, assassino e latitante, dopo gli accertamenti di legge potè essere seppellito ‘ in un angolo ( esterno, mai individuato) del vecchio cimitero, nei pressi dell’edificio sacro’. Anticipare la versione più diffusa sulla sua morte in questo modo, ridimensiona forse l’idea di cosa abbia realmente rappresentato nella vallata, ai suoi tempi, un personaggio come ‘Martignon’. Infatti c'è tant'altro da scoprire su di lui...

(  personaggi della Valmarecchia) . Secondo una versione molto diffusa furono otto suoi ‘camerati’ a ‘farlo fuori’, in una umida e buia notte tra il 18 e il 19 novembre 1872, sulla strada sterrata che dalla Serra di Tornano conduceva a Pedimonte e, di qui, abbastanza rapidamente, alla Perticara. Il fuorilegge [...]

23 agosto 2017 0 commenti

San Marino. La leggenda del dragone rivive nella prima Torre, grazie ai fanciulli e alla corte di Olnano.

San Marino. La leggenda del dragone rivive nella prima Torre, grazie ai fanciulli e alla corte di Olnano. Lo spettacolo narra un frammento di storia sammarinese, ambientato nel Medioevo, intorno all’anno 1442, quando ancora a quel frammento di terra del Castello di Borgo maggiore che è Valdragone, non era stato dato il nome che porta oggi e quando la chiesa dei Servi di Maria non era ancora stata eretta. Con il 'Il miracolo delle rose' I fanciulli e la Corte di Olnano desiderano trascinare il pubblico sammarinese e non, nella magica atmosfera del Medioevo, facendogli vivere le suggestioni delle vicende di quel tempo lontano e contemporaneamente far conoscere a concittadini ed ospiti un pezzetto della storia del nostro paese per continuare a tramandare quella tradizione culturale, che è oggi patrimonio dell’Umanità.

REPUBBLICA SAN MARINO. Sabato 29 luglio 2017 alle ore 21.30, all’interno della suggestiva cornice della Guaita, l’associazione storico culturale sammarinese ‘I fanciulli e la corte di Olnano’ (con il patrocinio delle segreterie al Turismo e alla Cultura ed in  collaborazione con gli Istituti culturali , sezione Arti performative e l’ufficio del [...]

21 luglio 2017 0 commenti

Anniversari. Il martirio del prof. Rino Molari. Fucilato dai nazisti a Fossoli, all’alba del 12 luglio 1944.

Anniversari. Il martirio del prof. Rino Molari. Fucilato dai nazisti a Fossoli, all’alba del 12 luglio 1944. Un ufficiale tedesco completa la ‘farsa’ leggendo la condanna a morte per rappresaglia e, alle cinque, i prigionieri vengono passati tutti per le armi. Qualcuno sostiene in coppia, con colpi alla nuca. Solo il 17/18 maggio del 1945 le salme vengono riesumate per il riconoscimento. I resti risultano ammucchiati, uno accanto all’altro, con un po’ di terra per ogni strato di cadaveri. Al professor Molari tocca il destino d’essere riconosciuto dalla moglie Eva e dal fratello Attilio grazie ad una maglia, un orologio, alcune banconote e, più d’ogni altra cosa, da un foto del piccolo Gabriele. Di questi intrecci personali all’interno della grande storia, al contempo lontani e vicini assieme, Gabriele, probabilmente, ne è venuto a conoscenza in età matura. Facile è immaginare che li abbia appresi, affranto, inumidendo l’abituale sguardo chiaro e trasparente, straordinariamente simile a quello del padre. Sguardi, l’uno e l’altro, privi d’ombre. Sguardi capaci, entrambi, per spiritualità e umanità, di ‘accendere’ senza remora alcuna la più profonda, autentica e condivisa avversione contro ogni forma di ‘prevaricazione’ e di ‘barbarie’.

SANTARCANGELO d/R. Nel primo Dopoguerra,  gli amministratori clementini scelsero un ‘ manipolo’ di antifascisti per celebrare anche sui muri delle case i valori della democrazia e della libertà riconquistate. Di alcuni di loro, abbiamo già raccontato. Ci è rimasto Rino Molari, che è anche  l’unico santarcangiolese tra quelli allora prescelti. [...]

14 luglio 2017 0 commenti