Inediti

 

Regione. Regalo di Natale perfetto per i nonni: in arrivo ‘Nonna parlami di te’ e ‘Nonno parlami di te’.

Regione. Regalo di Natale perfetto per i nonni: in arrivo ‘Nonna parlami di te’ e ‘Nonno parlami di te’. Più di cento pagine da compilare con appositi spazi per aggiungere foto, cartoline e ricordi attraverso le quali i nonni potranno raccontare la propria vita rispondendo a domande stimolanti e curiose come 'Nonna, qual era il piatto che ti preparava la tua mamma?', 'Nonno, come giocavi con il tuo papà?', 'Quali vestiti erano di moda quando eri piccola?', 'Come passavi le vacanze?', 'Dove hai incontrato il nonno la prima volta?', 'Quali marachelle hanno combinato i tuoi figli?', 'Cosa ti piace dei tuoi nipoti?'. Per rendere ancora più coinvolgente questa esperienza di scrittura, il libro è stato realizzato utilizzando testi, illustrazioni e immagini tratti dalla storia e dalla cultura italiana in grado d’ispirare i nonni nella stesura delle risposte.

NATALE. I racconti dei nonni rappresentano il nostro patrimonio storico, sono loro il nostro libro di storia vivente, le nostre origini da scoprire, conservare e tramandare. Regalando ai propri cari ‘Nonna parlami di te’ e ‘Nonno parlami di te’ sarà possibile finalmente fermare il tempo, dando loro la possibilità di raccontare la propria [...]

23 novembre 2017 0 commenti

Forlì. Come foglie d’autunno. Foto di Franca Panzavolta: mostra solidale pro Castelluccio di Norcia.

Forlì. Come foglie d’autunno. Foto di Franca Panzavolta: mostra solidale pro Castelluccio di Norcia. Franca Panzavolta,fotografa forlivese, venuta a conoscenza di Castelluccio quasi per caso, nel luglio 2016, si è subito infatuata di questo luogo magico, fotografandone la famosa fioritura tra le coltivazioni di lenticchie. Tre mesi dopo, il 30 ottobre 2016, un tremendo terremoto ha quasi raso al suolo l'antico borgo. A tutt'oggi nulla, o quasi, è stato fatto per risollevarne le sorti e il paese è completamente abbandonato a se stesso. Proprio per non dimenticare la Perla dei Sibillini e provare a dare una mano ai suoi abitanti, è stata realizzata questa mostra fotografica i cui proventi, derivati dalle cartoline in vendita, saranno devoluti alla Proloco di Castelluccio.

FORLI’. Franca Panzavolta, la fotografa forlivese che ha fortemente voluto questa mostra, ha sviluppato durante la sua lunga permanenza all’estero un grande amore per la natura e i luoghi suggestivi. Venuta a conoscenza di Castelluccio quasi per caso, nel luglio 2016, Franca si è subito infatuata di questo luogo magico, [...]

17 novembre 2017 0 commenti

Lucca. XVII edizione di ‘Racconti nelle rete’. Pubblica il tuo racconto breve, registrandoti nel sito.

Lucca. XVII edizione di  ‘Racconti nelle rete’. Pubblica il tuo racconto breve, registrandoti nel sito. Si tratta di una vetrina d’autore. Possono partecipare al Premio tutti coloro che hanno un racconto inedito, oppure un soggetto per la sezione Corti. Racconti nella rete vuole essere un’opportunità di espressione e confronto fra aspiranti scrittori più o meno giovani. In una sorta di agorà virtuale, tutti trovano infatti lo spazio privilegiato per dar voce alle proprie fantasie, memorie o sogni, per cimentarsi nella scrittura creativa e per saggiare il valore e la qualità del proprio lavoro, incontrando talenti sconosciuti o confrontandosi immediatamente con i diversi stili narrativi, generi e contenuti. I venticinque racconti scelti dalla giuria tecnica composta tra gli altri dallo scrittore Ennio Cavalli, dalla giornalista e scrittrice Chiara Lico, dallo scrittore Adrian Bravi e dal giornalista ed illustratore Marco De Angelis saranno inseriti nell’antologia 'Racconti nella rete ' edita da Nottetempo. La presentazione in anteprima avverrà insieme alla proiezione del cortometraggio vincitore della sezione Corti in occasione del festival letterario LuccAutori in programma a Lucca nel mese di ottobre.

LUCCA. Nato da un’idea del giornalista Demetrio Brandi, il premio Racconti nella rete è collegato al XXIV Festival letterario LuccAutori. La diciassettesima edizione del premio letterario si sviluppa durante tutto l’anno sul sito www.raccontinellarete.it   dove gli scrittori possono pubblicare i loro racconti oltre che leggerli e commentarli. Numerosi sono gli appuntamenti [...]

15 novembre 2017 0 commenti

Santarcangelo d/R. Ma com’erano le Fiere di San Martino d’una volta? Vediamo questa, del ’31.

Santarcangelo d/R. Ma com’erano le Fiere di San Martino  d’una volta? Vediamo questa, del ’31. Tanto ben di Dio – prosegue il cronista - appariva, già nella Fiera antecedente del 1931, come una sorta di ‘gran pavese’ ritagliato a bella posta dalla natura e dagli uomini ' attorno a quel grande terrazzo ( il colle di Santarcangelo, ndr) che, a metà novembre, per pedana sottostante, tornava a mostrare ancora una volta lo spettacolo unico di quel tappeto dispiegato e candido della Fiera'. La Fiera di San Martino, dunque, quella d’una volta, che esibiva quale suo principale protagonista il mare ondeggiante d’animali, polveroso e assordante, mal odoroso e agitato, che s’andava a formare ora dopo ora fin dalla vigilia dell’evento nella sperduta vastità del Foro Boario. ' Eccolo là – esulta il cronista - il bel colosso niveo, statuario, ieratico, ben appiombato sui quattro arti brevi e robusti; eccolo là, sempre in posizione fotografica, campione della razza bovina romagnola derivante dall’incrocio dei bovini podalici con quelli esistenti più anticamente nella Regione'.

SANTARCANGELO d/R. Le ‘fiere’ novembrine santarcangiolesi d’una volta sono rimaste nell’immaginario collettivo. Ciascuno – e sono ancora in tanti quelli che le hanno vissute –   le ‘racconta’ o le ‘tramanda’ come meglio crede. Per cui non è raro imbattersi in versioni contrastanti,  talvolta fantasiose e comunque non adeguatamente dettagliate e [...]

9 novembre 2017 0 commenti

Santarcangelo d/R. Aggiornamenti e misteri sulla suggestiva pieve di San Michele Arcangelo in Acerboli.

Santarcangelo d/R. Aggiornamenti e misteri sulla suggestiva pieve di San Michele Arcangelo in Acerboli. Infatti la pieve di San Michele Arcangelo è anche un rebus, sempre fascinoso, magari un tantino più intricato d’altri, e non tanto per particolari difficoltà ricognitive quanto per alcune ‘questioni che restano sospese’ e tutte legate alle sue inequivocabili ‘peculiarità’. Mai in fotocopia. Da cogliere nell’attimo giusto. Ma forse è meglio spiegarsi. Allo studio della Pieve s’è dedicato nel tempo un gran numero di storici e ricercatori: Gerla, Verzone, Mazzotti, la Bull Simonsen, Franceschini, Bettini, Perogalli, Curradi e, non da ultimo, il prof. Eugenio Russo. E’ infatti da quest’ultimo studioso che sono giunti, già nell’83, ‘spunti e dritte’ molto importanti ma che restando nelle mani di pochi hanno finito con l’essere dimenticati o ignorati. Da tutti, o quasi. Capita. E’ comunque al prof. Russo che si deve il definitivo inquadramento della Pieve nell’ambito dell’architettura bizantino-ravennate e, in senso più ampio, ‘nella sua sfera di prototipi e di centri d’influenza ed espansione’.

SANTARCANGELO d/R. E’ solo dopo l’atteso ‘ritorno’ del giorno  di San Benedetto, che le  chiome abbrunate alla sommità dei tronchi alti e sofferenti  che proteggono la pieve di San Michele Arcangelo in Acerboli si riempiono delle mille ‘voci’ di rondine. In vero nel numero calanti in questi ultimi anni, eppure [...]

3 novembre 2017 0 commenti

Valmarecchia. Non fu ‘ gentile’ come il Passatore. E’ morì a 37 anni, in circostanze non ancora chiarite.

Valmarecchia. Non fu ‘ gentile’  come il Passatore. E’ morì a 37 anni, in circostanze non ancora chiarite. Martino Manzi, infatti, colpito più volte dai carabinieri ( e non dai suoi) si oppose all’assalto per una notte intera, ‘otturandosi ogni volta i fori prodotti sul suo corpo dalle schioppettate dei militari con della stoppa subito impregnata di sangue’. Poi, il resto, torna a combaciare. Ad unificare le storie. Infatti anche secondo quest’altro racconto il corpo fu fatto sparire. Era il 19 novembre 1872. Nessuno mai lo rintracciò. Inspiegabilmente. Alimentando le tante storie diffuse sulla sua sorte; storie vere, quasi vere o addirittura (solo) immaginate. E rimaste tuttavia intatte. Come fantasmi di Martino detto ‘Martignon’ vaganti nella Valle. Perché, si sa, che le ‘leggende’ quando sono ‘leggende’ anche dolorosamente tristi o efferate, non muoiono mai del tutto; anzi, divergendo tra loro, si alimentano e si stimolano a vicenda, radicando ogni volta di più. Senza scolorire nel tempo.

VALMARECCHIA. (  personaggi della Valmarecchia) Secondo una versione molto popolare furono otto suoi ‘camerati’ a ‘farlo fuori’, in una umida e buia notte tra il 18 e il 19 novembre 1872, sulla strada sterrata che dalla Serra di Tornano conduceva a Pedimonte e, di qui, abbastanza rapidamente, alla Perticara. Il fuorilegge [...]

17 ottobre 2017 0 commenti

Rimini. Le Notti di Cabiria, sessant’anni dopo. Giornata di studi con l’ Università di Bologna.

Rimini. Le Notti di Cabiria, sessant’anni dopo. Giornata di studi con l’ Università di Bologna. Il film, ancora oggi, stupisce per la sua armonia e delicatezza, nonostante il soggetto, per l'epoca, difficile e scabroso. Quello che maggiormente colpisce è il rispetto che il regista dimostra verso i suoi personaggi e in particolare verso Cabiria, figura privata di qualsiasi connotazione volgare, dotata di un orgoglio e di una dignità a tratti disarmante, che rimangono intatti nonostante le difficoltà che la vita, continuamente, le sottopone. La mattinata di studio si articolerà in 6 interventi che prenderanno in rassegna differenti aspetti della pellicola, contestualizzandola storicamente all'interno di un decennio fondamentale per la filmografia felliniana e più in generale per la cinematografia italiana. A Fabrizio Natalini, dell'Università Tor Vergata di Roma, il compito di aprire il convegno con un intervento sulla genesi della sceneggiatura del film che prende in esame il rapporto complesso tra Fellini Tullio Pinelli e Ennio Flaiano.

RIMINI. Anche quest’anno la Cineteca del comune di Rimini in collaborazione con l’Università di Bologna, Campus di Rimini e la cattedra di ‘Cinema e industria culturale‘ del prof. Roy Menarini organizza una giornata di studi dedicata a Federico Fellini e al suo cinema. Proseguendo nel solco tracciato nel 2016 con [...]

9 ottobre 2017 0 commenti

Santarcangelo d/R. Il mistero degli ipogei tufacei. Ripostigli o anche una storia e degli usi molto antichi?

Santarcangelo d/R. Il mistero degli ipogei tufacei. Ripostigli o anche una storia e degli usi molto antichi? Attrazioni sotterranee clementine. Una immersione, quella del Pedretti, nell’arcano. Custodito nelle viscere del colle Giove. E che il Cavaliere cercò di squarciare con ogni mezzo, chiamando a consulto perfino grandi esperti italiani e olandesi. “ Di certo - confermò dopo visita del 1949 l’archeologo campano Amedeo Maiuri, delegato dal Ministero- , si tratta di un piccolo monte Athos con basilichette rupestri che richiamano al rito orientale di San Basilio’. Basilichette e, perché no?, fors’anche qualcosa di ancor più antico, di pagano addirittura, almeno negli ‘abbozzi’ originari ormai irrecuperabili. Su quanto sosteneva il cav. Pedretti avremo, tuttavia, modo di tornare. Troppo originali, troppo audaci ed appassionanti sono le sue tesi. Al momento ci accontentiamo di attestarci sull’attualità. Dove ‘oggettività della scienza’ e ‘soggettività della passione’ si sfidano da sponde opposte. Con poche certezze e tanti dubbi. E una riposta, amabile, speranza : chissà se, con qualche ‘carta’ in più tra le mani, magari in men che non si dica, non abbia ‘ l’intuito’ ’ in futuro a prevalere ‘sulla razionalità’?

E’ dall’incontro del 31 marzo 2007 tenuto a Fermo, che Italia Nostra lavora al progetto ‘Percorsi sotterranei adriatici’. Iniziativa, questa, dovuta alla proficua collaborazione tra Italia Nostra, Archeoclub d’Italia e Cai, unitamente alle numerose e sempre disponibili associazioni locali, quali le Pro Loco ed Enti similari. L’idea è importante e [...]

6 ottobre 2017 0 commenti

Santarcangelo d/R. Il mistero degli ipogei. Scavati per praticare il culto del dio Mitra?

Santarcangelo d/R. Il mistero degli ipogei. Scavati per praticare il culto del dio Mitra? Nel Dopoguerra, Pedretti riuscì ad attirare così tanto interesse sulle ‘grotte’ fin al punto da far approdare a Santarcangelo, il 17 giugno 1954, nientemeno che il Consiglio superiore delle Antichità e Belle arti, composto da eminenti studiosi nazionali. Agli studiosi italiani s’aggiunsero ( successivamente) gli archeologi olandesi. Probabilmente, oggi, per il Cavaliere, quei riposti, umidi e bui angoli di storia sotterranea, andrebbero illuminati con ‘luci’ e ‘argomenti’ diversi da quelli al momento usati; soprattutto, andando oltre alla diffusa convinzione che trattasi soltanto di accessi a cantine e ripostigli per cercare di meglio reperire invece, oltre alle testimonianze storiche e archeologiche, anche le tante persone ( monaci o altri, non sappiamo) che li hanno ‘ progettati’ e ‘scavati’ ma soprattutto ‘vissuti’, a partire da epoche remote finanche all’ultimo passaggio del fronte nel corso della Seconda guerra mondiale.

SANTARCANGELO d/R. Quanto ha detto e fatto per Santarcangelo il cav. Luigi Renato Pedretti  è cosa nota solo a quelli d’una certa età. E pensare che il Cavaliere, nel primo Dopoguerra,  fu un personaggio di grande spessore e rilevanza non solo cittadina. Per chi voglia ripercorrere quegli anni, infatti, non [...]

25 settembre 2017 0 commenti

Santarcangelo d/R. Fiere d’autunno. Partono di qui fin a novembre, con il cadere delle prime foglie.

Santarcangelo d/R. Fiere d’autunno. Partono di qui fin a novembre, con il cadere delle prime foglie. Partiamo dalla lunga e dettagliata cronaca ‘Al Fìri d’Santarcanzal' pubblicata sulla rivista ‘La Piè’ nel numero di marzo/aprile 1932 ( Tipografia ‘La forlivese’ ). Ma prima di leggerla ( e di commentarla) tornerà utile un aggiornamento geo-economico del territorio attorno alla città nei primi anni Trenta. Con un contesto diverso da quello attuale, senz’altro, ma non più di tanto. Soprattutto dal punto di vista geografico. Il Montefeltro, come spiega lo stesso cronista, ieri come oggi, funge da suggestivo fondale alla città clementina, “con quei tre o quattro piani digradanti di colline che si sbracciano lungo le spalliere del Marecchia ricolme d’ogni opulenza fino a Rimini, Riccione, Viserba, Igea Bellaria, Cesenatico, Cervia”; e con, a dirimpetto, la tuttora minuscola Repubblica ( detta del Titano) “dove vai all’estero anche stando in casa”; eppoi, qua e là, fino al mare, la visione d’altri luoghi, d’altri centri, tutti più o meno noti, tutti più o meno caratterizzati, 'dai colori policromi e dai toni smorzati, di cui solo l’autunno inoltrato gratificava, meravigliando'.

SANTARCANGELO D/R. Le ‘fiere’ novembrine santarcangiolesi d’una volta sono rimaste nell’immaginario collettivo. Ciascuno – e sono ancora in tanti quelli che le hanno vissute –   le ‘racconta’ o le ‘tramanda’ come meglio crede. Per cui non è raro imbattersi in versioni contrastanti,  talvolta fantasiose e comunque non adeguatamente dettagliate e attendibili. [...]

15 settembre 2017 0 commenti