Inediti

 

Cesenatico. E’ tornata in Città la bici con la quale il ‘Pirata’ trionfò al Tour de France del 2000.

Cesenatico. E’ tornata in Città la bici con la quale il ‘Pirata’ trionfò al Tour de France del 2000. E comunque nel giorno del suo compleanno allo Spazio Pantani è arrivata la bici con cui ha corso il Tour de France del 2000, l’ultimo a cui ha partecipato e dove si aggiudicò due tappe. La magia di quegli anni e di quell’epoca è tornata a rivivere con la bellissima ‘Bianchi’ su cui Pantani, avvolto nel rosa della divisa Mercatone Uno di quell’anno, sconfisse Lance Armostrong come mai nessuno prima e dopo. È stato Davide Cassani, - commissario tecnico della Nazionale di ciclismo, presidente Apt, compagno di squadra e amico del Pirata -, a consegnarla ai genitori Paolo e Tonina in modo da poterla esporre all’interno dello Spazio Pantani, il museo che Cesenatico ha dedicato al suo campione ricordato in ogni occasione. Cassani si è aggiudicato il cimelio in occasione di una seduta d’asta organizzata da Aste Bolaffi, con una cordata denominata DC’s Friends che lo ha aiutato a raggiungere la cifra di 66.000 euro. Non è stato facile battere la concorrenza, agguerritissima, fatta da tanti appassionati tra cui un procuratore sportivo e un celebre calciatore arrivati fino alla cifra 64.000 euro. Alla consegna erano presenti, oltre a Cassani e ai genitori di Pantani, anche il sindaco Matteo Gozzoli e l’assessore allo Sport Gaia Morara per testimoniare ancora una volta come il nome di Marco Pantani e la sua città siano legati indissolubilmente.

Cesenatico, 13 gennaio 2021. Gli anni sono cinquantuno, anche se Marco Pantani per i suoi tifosi rimarrà sempre agile e giovane in sella alla sua bici che demoliva le montagne. E comunque nel giorno del suo compleanno allo Spazio Pantani è arrivata la bici con cui ha corso il Tour [...]

13 gennaio 2021 0 commenti

Ravenna. Una guida della città dantesca. ‘Incontro a Dante’ è opera dedicata a ravennati e turisti.

Ravenna. Una guida della città dantesca. ‘Incontro a Dante’ è opera dedicata a ravennati e turisti. L'anno nuovo, settecentesimo anniversario della morte di Dante Alighieri, si apre con 'Incontro a Dante', una guida ai percorsi danteschi di Ravenna dedicata ai luoghi e agli itinerari nella città che ospitò il Sommo Poeta nell’ultimo esilio. Un’opera agile e pratica che intende offrire al turista, ma anche al ravennate curioso e interessato alle tante tracce di Dante in città, un essenziale strumento informativo e documentale. La guida, pubblicata da SBC edizioni con il patrocinio del comune di Ravenna – assessorato al Turismo, è riccamente illustrata con immagini dei più suggestivi scorci di Ravenna e si articola su una serie di interventi storici e su nove percorsi ideati da altrettante guide turistiche de Il cammino di Dante. Questa parte è preceduta da un’ampia sezione che inquadra Dante nella storia e nella città di Ravenna. I contributi sono di Marco Martinelli, drammaturgo e regista, Osiride Guerrini, scrittrice e storica di Ravenna, Franco Gàbici, scrittore e presidente del comitato ravennate della Società Dante Alighieri, Mirella Fattori, Silvia Rossetti e Monica Buldrini.

RAVENNA. Il 2021, settecentesimo anniversario della morte di Dante Alighieri, si apre con ‘Incontro a Dante‘, una guida ai percorsi danteschi di Ravenna dedicata ai luoghi e agli itinerari nella città che ospitò il Sommo Poeta nell’ultimo esilio. Un’opera agile e pratica che intende offrire al turista, ma anche al [...]

31 dicembre 2020 0 commenti

Cervia. ‘Camillone’, opera in concorso. La salina personificata in un racconto di Alessandra Bollini.

Cervia. ‘Camillone’, opera in concorso. La salina personificata in un racconto di Alessandra Bollini. 'Camillone' è stato selezionato fra 80 partecipanti e valutato dalla commissione fra i primi 5 racconti. Sarà inserito nella pubblicazione che IBC ha in programma di realizzare a breve. Si tratta di un racconto emozionante, ricco di sfumature ed empatico che personalizza la salina artigianale cervese, sezione all’aperto di MUSA, in un vecchio un po’ burbero e un po’ romantico, che '...ha superato chissà quante diavolerie della storia. Guerre di tutte i tipi, da quelle a suon di spada a quelle a colpi di moschetto, in cui ha protetto dalla fame, ha accolto famiglie sfollate e ha fatto bruciare, curandole, innumerevoli ferite'. Alessandra Bollini, nata a Ravenna nel 1981, a primavera. Laureata in Conservazione dei beni culturali, indirizzo Medievale, è una guida turistica abilitata della regione Emilia Romagna, che si divide tra un ufficio bianco e tanti mosaici variopinti, antichi e contemporanei.

CERVIA MILANO MARITIMA. ‘ViVi il verde‘, una iniziativa di IBC Emilia Romagna che nasce nel 2014 come progetto di valorizzazione di parchi e giardini pubblici del territorio, quest’anno ha indetto anche il concorso letterario ‘Scritto in un giardino‘  volto a per premiare e valorizzare racconti in cui alberi, piante, o [...]

30 novembre 2020 0 commenti

Pennabili. Anime dedite alla contemplazione di Dio. Storia e storie del monastero di Sant’Antonio.

Pennabili. Anime dedite alla contemplazione di Dio. Storia e storie del monastero di Sant’Antonio. E qui s’esaurisce anche il ‘Breve’ del Contarini. Un peccato. Perché lascia qualche curiosità sospesa. Che invita ad una ‘forzatura’: quel desiderio di immaginare, una volta tanto, da dietro una grata, discretamente, senza intento profano, volti e figure di quelle donne ‘speciali’ d’ogni estrazione ed età presenti in clausura nel 1646 secondo una lettera inviata al Vescovo. Per interrogarle. Per interrogarci. Su una scelta che pur avendo una tradizione antica e prestigiosa resta sempre controversa. Per alcuni sublime, per altri inutile. Immaginarle, si diceva, l’una appresso all’altra, nel passaggio dai momenti di preghiera, lavoro e convivialità comuni alle singole umili celle private: Giustina Franchini, abbadessa; Petronilla Cerbari, vicaria; Laura Fuffi, Comelia Luzzi, Caterina Maggi, Mana Marconi, Isabella Agostini, Francesca Rucchi, Maddalena Franchini, Angela Tassoni, Alessandra Marconi, Domenica Giavarotti, Agnesa Giorgetti, Apollonia Galatelli, Chiara Zucchi, Girolama Franchini, Anna Maria Savelli, Francesca Onori oltre a due converse, cioè Gaspara Mastini e Livia Teresa Fabbroni. Intente , tutte, a cercare quella verità interiore che conduce alla beatitudine di Dio. Accarezzate da un' amorevole penombra.

MONASTERO DI CLAUSURA. Chi non ricorda l’inchiesta sulla ‘Clausura’ di Sergio Zavoli ? Sono  passati molti anni, ma c’è ancora chi l’ha ben presente nella memoria, dapprima nella sua versione radiofonica e, poi, in quella televisiva, datata 1958. Con le sue sequenze in bianco e nero, sfocate, ma che restano una [...]

29 luglio 2020 0 commenti

Santarcangelo d/R. San Michele in Acerboli: continui prodigi di luce, intense affinità dello spirito.

Santarcangelo d/R. San Michele in Acerboli: continui prodigi di luce, intense affinità dello spirito. La Pieve di San Michele Arcangelo resta nel suo insieme un rebus, forse un tantino più intricato d’altri, per ‘questioni non soltanto storiografiche ancora sospese’ e legate alla sua ‘peculiarità’. Meglio spiegarsi. Negli anni, allo studio della Pieve, si sono dedicati eminenti studiosi: Gerla, Verzone, Mazzotti, la Bull Simonsen, Franceschini, Bettini, Perogalli, Curradi e, in particolare, Eugenio Russo. Da quest’ultimo, già nell’83, arrivarono ‘dritte’ che circoscritte nelle mani di pochi hanno finito con l’essere dimenticate, o quasi. Capita. Ed è per dare il giusto valore che meritano che sarà utile tornare sul prezioso contributo del prof. Russo, che risolse il ‘rebus’ Pieve collocandolo nell’ambito dell’architettura bizantino-ravennate e ‘alla sua sfera di prototipi e di centri d’influenza ed espansione’. Sciogliendo così definitivamente l’annoso dilemma sull’origine del manufatto.

SANTARCANGELO di ROMAGNA . E’ solo dopo il primaverile ‘ritorno’ di San Benedetto, che le brune chiome dei tronchi di pino alti e sofferenti  che schermano la Pieve di San Michele in Acerboli si riempiono degli ‘stridii’ di rondine. In vero calanti in questi ultimi anni, eppure sempre ‘garrule’ e ‘festose’, [...]

14 maggio 2020 0 commenti

Santarcangelo d/R. ‘Ricordi e amnesie’ (1999), per ritrovare il bizzarro mondo di Federico Moroni.

Santarcangelo d/R.  ‘Ricordi e amnesie’ (1999), per ritrovare il bizzarro mondo di Federico Moroni. Cogliere l’attività e il mondo di Federico Moroni non è semplice. Ci ha provato con grande sensibilità e acume Luca Cesari, l’autore della prefazione di ‘Ricordi e amnesie’, un testo uscito nel maggio 1999, poco noto al grande pubblico, ma per molti aspetti indispensabile per definire la complessiva dimensione del personaggio ( soprattutto ) in campo grafico - pittorico.' Moroni - avverte Luca Cesari, in ‘Ricordi e amnesie’ - ha tirato fuori di dentro tutto quello che, nella vita, gli è stato più caro, ovvero, da Armstrong allo spiritello Gni fin al giardino di Bob. Oltre ad ambienti, figure, affetti, capaci di raccontare in modo giocondo ed arguto, la sua amicizia per gli uomini e per gli oggetti'. Senza dimenticare, non sia mai, la straordinaria esperienza didattico-artistica-pedagogica realizzata (con prestigioso riconoscimento internazionale) nel corso d’un decennio alla scuola del Bornaccino. E ben esplorata in ‘Arte per nulla’ ( 1964). In cui l’autore indugia su quell’ eterno e inesauribile ‘zibaldone’ dove lo ‘strampalato’ mondo di Federico ‘gorgoglia appieno come fonte di sorgente per sue tele ’. Con i suoi rottami, le sue ferraglie, i cocci di bottiglia, i panni stesi ad asciugare, le giostre, le fiere, i cortili, il manifesto stinto del Circo, le corse ciclistiche e gli ex Voto dei pittori. Il tutto integrato da osservazioni, riflessioni, intuizioni sul mestiere di pittore, sul significato dei colori, sul gioco della linea e della forma.

 Federico Moroni ( 1914-2000), santarcangiolese, è uno dei personaggi più prolifici e originali della cultura, dell’arte e della didattica della  Romagna del Dopoguerra. Attratto ( in gioventù ) dal neorealismo, poi abbandonato  non senza qualche titubanza, è andato ( negli anni) via via cercando  altri riferimenti e interessi: scoprendo Kafka, [...]

26 marzo 2020 0 commenti

Romagna. Gli eroi da non dimenticare. La vicenda del professor Rino Molari, fucilato a Fossoli.

Romagna. Gli eroi da non dimenticare. La vicenda del professor  Rino Molari, fucilato a Fossoli. L’interprete del Campo completa la ‘farsa’ leggendo la condanna a morte per rappresaglia e, alle cinque, i prigionieri vengono tutti passati per le armi (2). Qualcuno si dice in coppia, molti altri con raffiche di mitra e colpi alla nuca (3). Solo il 17/18 maggio del 1945 le salme vengono riesumate per il riconoscimento. I resti risultano affastellati, l’uno sopra all’altro, con qualche spalettata di terra a copertura per ogni strato di cadaveri. Al professor Molari tocca d’essere riconosciuto dalla moglie Eva e dal fratello Attilio grazie ad una maglia, un orologio, alcune banconote e, in maniera inequivocabile, da una foto del piccolo Gabriele. Di questi intrecci familiari cresciuti all’interno della grande storia, Gabriele, probabilmente, è venuto a conoscenza soltanto molti anni dopo. In età matura. Facile è comunque immaginare che li abbia valutati affranto, bagnando di lacrime l’abituale sguardo chiaro e fermo, straordinariamente ‘simile’ a quello del padre. Privo d’ombre. Trasparente. Luminoso. E capace di alimentare, una volta conosciute la sua, le loro storie, la più convinta, profonda e sincera avversione contro ogni forma di ‘prevaricazione’, ‘ingiustizia’ e ‘barbaria’ umana.

SANTARCANGELO DI ROMAGNA. Del ‘manipolo’ di antifascisti scelti dagli amministratori clementini per ‘celebrare’ anche attraverso i muri delle case i valori della democrazia e della libertà riconquistate non resta che Rino Molari, l’unico di nascita santarcangiolese tra quelli prescelti. A lui, l’Amministrazione dedicò una via ‘breve’, ma di ‘grande snodo’, [...]

24 gennaio 2020 0 commenti

Santarcangelo d/R. L’avventurosa vita del pittore Cagnacci. Ora tra i più grandi del suo secolo.

Santarcangelo d/R. L’avventurosa vita del pittore Cagnacci. Ora tra i più grandi del suo secolo. Altro esempio, infatti, è quello collocabile al 15 aprile 1636, allorquando una certa Giovanna di Serravalle ( ma abitante a Rimini ) si presentò ad un notaio dichiarando di voler donare tutti i suoi beni al pittore Cagnacci. Strascichi giudiziari a parte , la giovane gli restò compagna per oltre un decennio, docilmente, come serva, modella e amante. Si dice che sia stata lei, l’umile Giovanna, a posare rannicchiata per la Maddalena di Urbania, ora nella chiesa di Santa Maria Maddalena. Altre sue pose vennero rintracciate in Romagna, per una allegoria; e ( in particolare) a Forlì, dove è stata ( variamente) ritratta nelle vesti di santo guerriero, paggio, angelo e pure di ‘desnuda’, in un paio di occasioni, nelle vesti allegoriche di Lucrezia e Cleopatra. La relazione ( tra Cagnacci e Giovanna) s’interruppe ( sostengono gli impietosi ‘biografi’ ) non appena la giovinezza della donna, precocemente fiorita, altrettanto velocemente sfiorò via. Facile è constatare quanto le ‘storie’ del Cagnacci con Giovanna, del Cagnacci con Teodora e del Cagnacci con Maddalena ( Fontanafredda) o con qualche altra presenza femminile ( come la serva di Cesenatico), s’intreccino senza soluzione di continuità. Paradossalmente decretando la sua fortuna. Ma senza chiarezza. Forse , in extremis, ebbe un ritorno di fiamma con la nobile Teodora, tornata ( nel frattempo ) vedova. Forse. Perché tutto ( anche in questo caso) resta nel dubbio. Mentre al pittore toccava di traslocare per varia necessità, da un luogo all’altro, passando da Cesenatico ( per l’acquisto un ‘capanno’ sul porto) a Venezia e ( infine) a Vienna.

SANTARCANGELO DI ROMAGNA. L’autunno, con le sue fiere in arrivo, dipinge  con la sua imprevedibile  tavolozza di colori la città. Colori, che sono anche il serbatoio ‘principale’ a cui attinge l’inesauribile vena creativa dagli artisti di Santarcangelo: poeti e scrittori, in particolare, oggi famosi, ma anche  pittori, ancora poco celebrati, e [...]

28 dicembre 2019 0 commenti

Creta. Un viaggio alla ricerca del mito. Mito, religione, scienza. In cammino verso il futuro?

Creta. Un viaggio alla ricerca del mito. Mito, religione, scienza. In cammino verso il futuro? 'E’ dunque con il mito che i palaziali cercavano di penetrare il mistero, o i misteri, della vita?', chiese uno dei viaggiatori. 'Sì, penso che il mito, quel mito che andiamo scoprendo, si possa leggere ( anche) così' rispose un altro dentro la monovolume. La credenza antica, nel tempo, ha lasciato campo dapprima ad altre religioni eppoi alla filosofia e alla scienza. Tutti step indispensabili dell’infinito percorso della conoscenza. Che in Occidente ha ora i suoi santuari. Atei, dicono, per la gran parte, se non agnostici al cospetto del mistero della vita. (2) Intoccabili comunque. Ma che proprio ‘escursioni’ come queste incoraggiano a contestare. Per approfondire. Per confrontare. Per guardare oltre. Conservando il vecchio per creare il nuovo. Anche perché, sull’isola dei padri, mito antico, religione e pensiero scientifico moderno, sembrano aver trovato un fil rouge che non contrappone ma collega. Del resto chi ha detto che 'La scienza senza la religione è zoppa, la religione senza la scienza è cieca' ? ( 3)

ISOLA DI CRETA. ( dedicato a Renato e Liliana, Cristina, Sergio e Gianna). C’è viaggio e viaggio, dipende, e questo tra gli altri è stato un viaggio sulle orme del mito e non soltanto della leggenda eziologica, del racconto popolare e dei semplici aneddoti. Mito greco, più che romano o d’altra area [...]

27 settembre 2019 0 commenti

Valmarecchia. Uomini e storie da riscoprire. Pietro Re, nobili gesti sconosciuti al valor militare e civile.

Valmarecchia. Uomini e storie da riscoprire. Pietro Re, nobili gesti sconosciuti al valor militare e civile. Di ‘lui’ raccontava solo Eolo, scomparso nel 1968. ‘Lui’ era suo padre, Pietro ( Secondo) Giovanni Re, piemontese, trasferito dal Vercellese come carabiniere in Valmarecchia, e che nel 1860 figurava arruolato nel regio 10° Reggimento di fanteria della brigata Regina nel Corpo d’armata che al comando del generale Cialdini sconfisse, a Castelfidardo, nelle Marche, un agguerrito contingente pontificio, aprendo così ai piemontesi il ‘varco’ definitivo verso Teano, dove avvenne lo storico incontro tra il re Vittorio Emanuele II e Giuseppe Garibaldi, allora fresco trionfatore nel Sud d’Italia sulle armate borboniche, e intenzionato ( pare) ‘a cancellare’ la protezione militare francese sullo Stato pontificio. Mentre faceva i suoi racconti, poteva capitare che Eolo tirasse fuori da una ‘tasca’ della ‘madia’ un ‘ tricolore strappato’, unitamente ad un paio di certificati originali e a due o tre immagini fotografiche in bianco e nero. La bandiera, secondo lui, era quella che suo padre, il fante Pietro (Secondo) Giovanni Re, aveva conservato come documento-ricordo di un suo gesto eroico durante una fase cruenta dello scontro militare avvenuto alle pendici della cittadina marchigiana.

( INEDITO) Di ‘lui’ raccontava solo  Eolo, scomparso  nel 1968. ‘Lui’ era suo padre, Pietro ( Secondo) Giovanni Re, piemontese, trasferito dal Vercellese come carabiniere in Valmarecchia,  e che   nel 1860 figurava arruolato nel regio 10° Reggimento di fanteria della brigata Regina nel Corpo d’armata che al comando del generale [...]

26 giugno 2019 0 commenti