Italia & Mondo

 

Non solo sport. Giorgia, prima donna premier? Mancio da Jesi, il nostro gran capitano! Gravina, finalmente!

Non solo sport. Giorgia, prima donna premier? Mancio da Jesi, il nostro  gran capitano! Gravina, finalmente! Elezioni fatte, con il centrodestra ora padrone in Parlamento e Giorgia Meloni pronta a diventare la prima donna italiana ad assumere l'incarico di capo del governo. Alla faccia di quell'alemanno in carico alla stampa estera che, di recente, su un network regionale, dipingeva il Belpaese come ai tempi del Gran Tour , senza aver minimamente avvertito ( e studiato) quanto esso sappia ( opportunamente ) adattarsi ( come lui e più di lui ) ai mutevoli venti della storia. Finalmente il sor Gravina, presidente Figc, parla come si deve. Via dunque l'inutile diritto di veto, affrettarsi semmai a riformare il vetusto sistema calcio, alimentari i vivai e puntare ( finalmente) i piedi per fare nuovi impianti. Se non altro per non farsi ridere dietro dal buon Ceferin, che alla nostra ( recente) richiesta di accogliere una edizione dell'Europeo ci ha prospettato la fine del secolo in corso. Sempre che alla fine del secolo in corso ci siano ancora Gravina, Ceferin, la Serie A e l'Europeo. Ancora una volta il Mancio da Jesi ci ha sorpreso. Che fosse un valente capitano di ventura lo avevamo appreso ( con quelli d'Albione) durante l'Europeo. Dove con una truppa ramacciata qua e là, ( più o meno) come quella del buon Fieramosca che in quel di Barletta tolse il ghigno al La Motte, ha fatto intendere a chi è specializzato in pregiudizi sugli Italoi che ( quando c'è da farsi rispettare) anche loro sanno mettere da parte individualismi e paure. Fatto è che il Mancio è approdato alle finali di Nations League di giugno, per quattro squadre, tra le quali non figurano ( oltre alla Francia) anche Germania e Inghilterra. I paesi dei campionati guida, con l'Alemanno parsimonioso e l'Anglo spendaccione, e che se si decidessero le partite per i capitali mandati in campo manco avrebbero dovuto iscriversi al torneo. Infatti, secondo il buon Teotino che questi conti li sa fare, il valore dei pedatori nostrani s'aggira( va) sotto i 7oo mln, quello dei sudditi di Sua Maestà intorno ai 1.400 mln, praticamente più del doppio. Fortuna nostra è che Eupalla ( talvolta) se la gode a far rallegrare i poveracci piuttosto che gli spendaccioni. Soprattutto quelli che oltre a non saper più vincere non sanno manco più perdere. Alla Final Four di giugno sono qualificate anche Croazia, Olanda e Spagna . E qui, francamente, come si pote prendere ( ancora ) sul serio quell'assolato miraggio di mondiale natalizio nel deserto senza la squadra che per un rigore sparato in tribuna non mostra la pentastella sulla bella maglia azzurra e ( comunque) campione d'Europa in carica? Procedono spedite le ragazzole del volley al Mondiale femminile. Finora tre vittorie ( e un solo set perso). Mentre il baby Bovolenta è salito con l'Under 2o sul tetto d'Europa. Romba la F1 dell'El...kan di Trieste che se non finisce di far asfaltare la 'rossa' dal solito Tappen sarà meglio che resti a New York. Speriamo infine che il buon Pecco perda l'abitudine di andare dal Meda a confessare cavolate. Anche perchè il buon Fabio è paziente ma non fesso. Parlando di stadi si chiede al nuovo governo una ' cabina di regia' dedicata a farli costruire. Milan e Inter sono concordi nel non voler mettere mano al glorioso San Siro, ma di farsene uno nuovo di zecca, o sullo stesso posto o altrove. E speriamo che dicano sul serio al ' nasone' che governa meneghini senza avere appreso manco un soffio del loro storico 'fiuto' . Infatti, fosse per lui che passa mesi ad ascoltare anche il comitato dei venditor di castagne sotto Natale, di un moderno impianto ( non solo calcistico) per Milano si parlerebbe nel Tremila. Poveri meneghini , con che 'nasi' sono finiti, loro che le cose da fare erano abituati ad annusare prima ancora che s'espandessero nei bei cieli di Lombardia!

 CRONACA DAL DIVANO. ( dal 20  settembre 2022). Elezioni fatte, con il centrodestra ora padrone in Parlamento e Giorgia Meloni pronta a diventare la prima donna italiana ad assumere l’incarico di capo del governo. Alla faccia di quell’alemanno  in carico alla stampa estera che, di recente, su un network regionale, dipingeva il  Belpaese [...]

28 settembre 2022 0 commenti

Non solo sport. Italia cambiata ben più dell’Oltralpe? Lo sport tinto d’azzurro. Champions, ultimi o no?

Non solo sport. Italia cambiata ben più dell’Oltralpe? Lo sport tinto d’azzurro. Champions, ultimi o no? Pochi giorni fa su un anonimo network regionale ci è capitato di ascoltare una illimitata serie di 'valutazioni ' sul nostro Paese offerte da un giornalista germanofono accreditato alla stampa estera che avremmo voluto contattare direttamente per farci meglio spiegare dove continuasse ad attingere tante ' delizie ' su un Paese che ci è parso conosca ( più o meno ) quanto i parlamentari del Nord ad Unità avvenuta del favoleggiato Mezzogiorno d'Italia. Vogliamo dire che il 'poveraccio' qualche cosa di giusto avrà pur detto sul Belpaese di remota civiltà, forse troppo complesso per un 'crucco' rimasto ai tempi dei viaggiatori del Gran Tour che ammiravano vestigia antiche senza risparmiare 'complimenti' alle povere popolazioni italiche di quei tempi. Il problema per il nostro osservatore della stampa estera è che l'Italia cambia molto più velocemente di lui e di quel che lui ( e altri come) lui ( lassù) credono, continuando ad ammorbare l'aere di veleni non più meritati. Il nostro nel corso della sua illuminazione televisiva ha propinato tante 'delizie' tra le quali una tra le altre. Quando ci ha definito più o meno una appendice feudale. Dove i ricchi restano ricchi, i figli dei dottori diventano dottori, i più bravi vengono cacciati. Avremmo voluto invitarlo al paese, null'altro che un minuscolo capoluogo adagiato sulla sponda sinistra di un fiumicello che che nasce dal Fumaiolo, in contrapposizione al Tevere, per scendere sul versante romagnolo. Intorno agli anni Cinquanta/Sessanta, finita una guerra che non s'aveva da fare, i figli dei dottori che potevano fare i dottori erano tre o quattro. Da quel che ricordiamo nessuno di questi è andato oltre l'orticello di casa. Il figlio della bancarellaia, invece, è diventato noto cardiologo con clinica privata nella storica città sul mare. Il figlio del macellaio, oltre a laurearsi e a tenere ambulatorio privato, si è segnalato per studi importanti. Il figlio dell'impiegato comunale è diventato invece apprezzato studioso del gozzo endemico e non solo. Il figlio del contadino nato tra i monti è diventato virologo di fama nazionale. Per non parlare di altri mestieri. Dove ne basta uno per suggerire al germanofono di lasciar perdere con i luoghi comuni. Qui, infatti, il figlio del professore martire a Fossoli è diventato direttore del Dipartimento di Fisica e Matematica a Bologna, mentre suo figlio, poco oltre i quaranta, non cacciato ma ascoltato, è diventato rettore magnifico dell'Alma Mater, per chi non lo sapesse la prima università al mondo. Morale? Non sarebbe meglio che il tizio invece di denunciare i difetti nostri pensasse ai suoi, o meglio, ai loro, forse ancor più imperdonabili, mentre quando gli torniamo alla mente perchè all'abitudine di offrirci 'delizie' non sostituisce lo slancio di apprezzare ' virtù'? Due parole anche sulla Champions. Che a dispetto dei cumuli di danaro variamente rastrellati non è che premi, più di tanto, in questi due primi turni, i ricconi. A parte il Psg finito nel girone Juve di Allegri dove vincerebbe anche se volesse perdere, tanto le inglesi quanto i panda spagnoli vanno accontentandosi di quel che passa il convento. In breve: delle spagnole, nel secondo turno, vince ( facile) il Real ma pareggia il Siviglia e perdono ( guarda un po') Barca e Atletico; delle inglesi, vincono Liverpool ( nel primo turno sconfitto dal Napoli) e il City ma pareggia il Chelsea ( nel primo turno sconfitto dalla Dinamo Z.) e perde il Tottenham di rambo Conte. In pratica, con le tedesche che hanno ripreso fiato ( tre vittorie, due sconfitte), stavolta a non fare la figura dei pirla sono stati proprio quei poveracci bistrattati e declassati della Serie A : tre vittorie ( Napoli, Milan e Inter) e una sconfitta ( Juve, scontata). Il Napoli guida il suo girone con 6 punti che aggiunti ad altri quattro fan passare il girone; il Milan è a quota 4 punti, ma con il Chelsea a 1 punto può tranquillamente pensare ai giorni futuri, che se niente niente rispettano la tradizione ( 7 Champions e 11 finali) non potranno che risultare ( di nuovo ) felici. Sulla Beneamata difficile guadare avanti, visto che il gioco è scarso e le solite lacrime del buon Piangina non depongono a suo favore. Sulla Signora, purtroppo, senza interpellare l' oracolo di Delfi, su quest'anno non c'è che da mettere una pietra tombale, a meno che non si convinca l'irriconoscibile coach ad andare in vacanza nella sua Tuscia.

LA CRONACA DAL DIVANO.  ( dal 10  all’11  settembre 2022). Pochi giorni fa su un anonimo network regionale ci è capitato di ascoltare una illimitata serie di  ‘valutazioni ‘ sul nostro Paese offerte da un giornalista germanofono accreditato alla stampa estera che avremmo  voluto contattare direttamente per farci meglio spiegare dove continuasse ad [...]

15 settembre 2022 0 commenti

Non solo sport. La Fia sfregia il ‘ tempio della velocità’. Volley, impresa mondiale. Serie A, chi sei?

Non solo sport. La Fia sfregia il ‘ tempio della velocità’. Volley, impresa mondiale. Serie A, chi sei? Ma meritava davvero l' appassionata muraglia 'rossa' che ha occupato in questo week end ogni anfratto del ' tempio della velocità', qualcosa come 360 mila paganti ( più migliaia di Portoghesi), un simil trattamento? Il timido Binotto che ancora una volta ha visto i suoi congedati come 'signor nessuno' ha provato porgere una timida ' protesta' sulle guance della Fia, la famigerata federazione internazionale dell'auto, che, pur passata dal tortignacolo francese al buon Domenicali , di fatto, ci sembra ancora nell'orbita del tiranno di Vindobona, con regolamenti cambiati in corso d'opera, confusi, e safety car usate a vanvera ( o all'uopo), ovviamente per 'incoronare' l'uno e non l'altro, ( soprattutto ) se non tinto di rosso. Per quel che ci riguarda crediamo sia ora di sgombrare da ombre infauste le piste nuovamente affollate ( grazie ) ai voli del novello Ippogrifo alato, se non si vuole che la disciplina torni a ripercorrere la strada dell'estinzione. Le distese di tulipani 'orange' non sono la stessa cosa delle muraglie 'rosse' , colà è scenografia, di qua passione per i sogni, eppure ad entrambe che altro si deve se non identico plauso? Anche perchè illuminano sfondi dove una eccezionale generazione di giovani combattenti ha ritrovato il gusto dei duelli antichi. In breve. Per la prima volta il Max ha potuto ( meritatamente) godere del plauso del podio più ambito del mondo; dietro di lui il nostro Carletto. Che altro non deve attendere che, oltre al buon Binotto, si faccia vivo anche l'El...kann de Trieste, che invece che allungare traguardi sarà meglio pensi a quello del 2023.Che stiano veleggiando nel 'aere planetario i santi signacoli del rinascimento sportivo azzurro lo vedono anche i Pinguini. Rinascimento incastonato in uno dei momenti più infelici della millenaria vicenda del Belpaese e della leggiadra Europa. Eppure, freschi di grotta, infatti, giungono risultati che stanno facendo venire problemi di udito a quanti non erano abituati all' ascolto continuo dell'Inno degli Italiani. Il Fefe è andato a vincere il mondiale di volley dentro un'arena ricolma di colori bianchi e rossi che chiedeva ai campioni uscenti di ripetere l'impresa. Impresa da leggenda, più per noi che per loro, visto che all'Italia il titolo ( conquistato nel 1990,94 e 98) mancava da 24 anni. Impresa raggiunta da una squadra di giovani che cementa il gruppo con il ritrovato amore per la maglia azzurra. A Giannelli, il nostro Maradona, è andata lo Mvp, ma ventenni come Romanò che ' non ride e non si deprime' e che manco gioca titolare nel suo club, sono la nostra nuova manna del cielo. Per guardare avanti , con fondamento, verso quella medaglia ancora mancante nel medagliere azzurro, e che si assegnerà a Parigi tra due anni. Quanto ottenuto dai ragazzi del Pozz contro la Serbia favorita nell'Europeo del basket se non è impresa analoga a quella del volley poco ci manca. Va completata, questo sì, perchè ( al momento ) la compagnia azzurra transita ( soltanto ) ai quarti, con prospettiva Francia, altra grande d'Europa, per le semifinali. Qualche parola sul campionato. Solo qualche, visto che a sentire gli illuminati è ormai una Cenerentola d'Europa. E dunque perchè sprecar altro flatus vocis? Comunque, Milan e Napoli ( pur con qualche affanno) veleggiano verso l'alto. Arranca la Beneamata del sor Piangino. Non sa far tornare più i conti l'Allegri strapagato per farsi mettere sotto pure allo Stadium dall'umile Salernitana. In settimana tornano le coppe. Sbagliasse ancora che altro consigliargli se non di prendersi una bella vacanza sul mar toscano? Vietato sbagliare anche per Inter e Milan.

LA CRONACA DAL DIVANO.  ( dal 10  all’11  settembre 2022). Ma meritava  davvero  l’ appassionata muraglia  ’rossa‘ che ha occupato  in questo week end ogni anfratto del ‘ tempio della velocità’, qualcosa come 360 mila paganti ( più migliaia di  Portoghesi), un simil trattamento?  Lo meritava? Il timido Binotto che ancora una volta ha visto [...]

12 settembre 2022 0 commenti

Non solo sport. Auto: canta super Max. Moto: incombe ‘Nuvola rossa’. I ‘bravi’ di Sky pronti su ogni pista.

Non solo sport. Auto: canta super Max. Moto: incombe ‘Nuvola rossa’. I ‘bravi’ di Sky pronti su ogni pista. Nel GP d'Olanda anche gli uomini del tiranno di Vindobona devono avere pastrocchiato ai box quanto o più di quelli della 'rossa' che ( se non abbiam visto male) al pit stop del buon Sainz si sono presentati non con quattro ma con tre gomme. E comunque la marea orange ancora una volta ha potuto esaltarsi al cospetto di un'altra impresa del Max, in vero più fortunato del cugino Gastone, e praticamente ormai fasciato dal secondo iride. Fortuna meritata, però, tanto più che gli avversari si sgambarellano da soli, non sapendo a quali santi pregare. Di certo qualcosina va rivista nella gestione di una 'rossa' che dovrà prepararsi ora al 2023, ma con gli stessi ingenuoni ai box? Come quel buon Binotto che , a questo punto, non sarà meglio tenere ( bravo ) ingegnere al banco piuttosto che ducator in campi da battaglia dove oltre che ad omaggiare il nemico altro non gli riesce? E pensare che la 'rossa', quest'anno, c'è. Magari non su tutti percorsi, ma c'è. Certo è che condurla nel prossimo turno nel suo tempio con tutti quei cerotti ( e risolini) addosso non è un buon auspicio. Tanto più che le sue oceaniche folle di amanti molto più planetarie di quelle del Max detestano veder trattare l' Ippogrifo alato che congiunge uomini e dei alla stregua di un tenero cavallino intento a curare ferite ( e sensi di colpa) piuttosto che a cingere di lauro il collo. Perde la Roma del Mou Mou. Non ingrana la Juve del sor Allegri. Piange ancora una volta l'Inzaghino. Festeggia però il Diavolo tornato su dalle nere profondità. Il suo problema, ora, è trattenere i suoi gioielli. Perchè se è vero che si vuol far tornare in auge una delle maglie più prestigiose del calcio mondiale, d'ora in poi, di vendere agli spendaccioni non se ne parla proprio. Nell'attesa che qualcuno vada a controllare sul serio i conti esagerati di quella Premier che il fair play del buon Ceferin scalfisce con multe più adeguate per una macchina fuori stallo che per operazioni ( bene e spesso) esagerate e senza senso alcuno. Brave le ragazze della pallanuoto, ora ai quarti dell'Europeo. Bravi anche i ragazzi della pallanuoto, anche loro ai quarti ma dei Mondiali. Coraggiosi sono stati i ragazzi ( sconfitti) del Poz contro la Grecia. Avanzano con qualche patema Sinner e il Berettini agli Us Open. Mentre in quello che è ormai considerato lo spettacolo agonistico più atteso, svetta il nostro Pecco contro il nostro ( metà) Fabio. Nel mondiale di Moto Gp tra loro ci sono 31 punti. Molti e pochi. Come dire che i giochi sono ancora tutti da fare. A proposito di moto, sembra doveroso segnalare la squadra Sky che le segue con un dispiegamento di mezzi, competenze e simpatia, esemplare. Dal Meda al Sanchio, dal Bos al Sandro, dalla Vera al ( Pasini) Triolo.

LA CRONACA DAL DIVANO.  ( dal  3o agosto al 5 settembre 2022). Nel GP d’Olanda anche gli uomini del tiranno di Vindobona devono avere pastrocchiato ai box quanto o più di  quelli della ‘rossa’ che ( se non abbiam visto male)  al pit stop del buon  Sainz si sono presentati non con quattro ma con [...]

5 settembre 2022 0 commenti

Non solo sport. F1: è ancora ‘tiranno’ Toto? Serie A: Diavolo in vetta. Con l’ Europa sbalestrata e smarrita.

Non solo sport. F1: è ancora ‘tiranno’ Toto? Serie A: Diavolo in vetta. Con l’ Europa sbalestrata e smarrita. Continuano imperterriti i nostri esterofili a celebrare giorno e notte i 'gioielli' altrui, come quella ( sfrontata?) Premier di 'spendaccioni' riservata non ad artisti ma a podisti dal piè veloce che sa 'vendere' quattro volte in più rispetto al nostro torneo pedatorio; o alle auto non tanto del 'venditore di bibite' ma di quel tiranno del Toto che quando vuol fottere la concorrenza fa mettere mano ai regolamenti i quali, da una decina di anni a questa parte, improvvisi e inevitabili come' bombe d'acqua' , cambiano tra la negligenza generale le sorti delle piste in corso d'opera. La 'rossa' se la stava cavando egregiamente anche contro il pilota ( al momento) più forte, e che ha pensato il buon Toto? Di imporre ( ascoltato) un regolamento ad hoc sui fondi macchina per ricondurle alla banalità. Che, non l'avessero ancora capita i padroni della F1, potrebbe perfino portare all'estinzione della disciplina, tornata dopo anni di sbadigli a riempire tribune e a rinfocolare ascolti grazie ad una 'rossa' che se costretta ai margini potrebbe dire ai suoi fans planetari di lasciar perdere con un campionato ad usum propri del tiranno. Terza di campionato per le nostre. Con il Milan vincente a nove punti. Lacrima ancora l'Inzaghino, batte invece i pugni sul rettangolo verde il Mou Mou. Non decolla la Signora del buon Allegri che tutto può fuorchè star allegro: infatti nove mln di parcella son tanti, ma non sufficienti per farsi dare un benservito ( milionario) anzitempo. Stanno nel frattempo tornado le Coppe di calcio. Per noi, checchè ne dicano gli illuminati, il problema vero sarà controllare le scelte degli arbitri. Che nelle ultime stagioni sono state, a dir poco, spudoratamente avverse. Il volley si gioca il Mondiale. Se batte la Cina è ai quarti. La pallanuoto disputa l'Europeo. Dove le nostre ragazze hanno battuto la Spagna, tosta avversaria del girone, mettendo l'ipoteca per i quarti di finale. Dovessimo andare ad elencare i successi dei nostri in ogni pratica agonistica in corso dovremmo star qui fino a notte fonda. Non ci impippa più di tanto la Vuelta, visto che per noi le maglie di prestigio son rosa e gialla, ci tiene invece col fiato sospeso la tenzone in MotoGp con il nostro Pecco contro il nostro ( per metà) Fabio. Di una Europa tanto sbalestrata e smarrita non parliamo. Speriamo solo che qualcuno proceda per darle, quanto prima, una direzione comunitaria in almeno quattro ingombri: Salute, Emigrazione, Difesa ed Economia ( ricerca, materie prime, fiscalità). Speriamo anche che il buon Matterella che tanto ha meritato nel settennato precedente lasci il timone, magari ad un esperto trombato da inesperti che, a sentire loro, saranno in grado di far sfracelli. Il nostro, appunto, e quello d'una Europa ( dicevamo) che in questa, con il russo non ancora sazio d'ammazzare bambini, appare più sbalestrata e smarrita.

LA CRONACA DAL DIVANO.  ( dal 1o al 30 agosto 2022). Continuano imperterriti i nostri  esterofili a celebrare giorno e notte i ‘gioielli’ altrui, come quella (  sfrontata?)  Premier di ‘spendaccioni’ riservata non ad artisti ma  a podisti dal piè veloce che  sa ‘vendere’ quattro volte in più rispetto  al nostro torneo pedatorio; o alle auto [...]

29 agosto 2022 0 commenti

Non solo sport. La festa del nuoto all’Europeo. Serie A: ‘addetti’ scarsi, stadi obsoleti, ma cicisbea mai !

Non solo sport. La festa del nuoto all’Europeo. Serie A: ‘addetti’ scarsi, stadi obsoleti, ma cicisbea mai ! Se pensiamo che fino a qualche decennio fa manco avevamo piscine. E che laddove esistevano ( al massimo) potevano partorire qualche topolino ( si fa per dire) da spedire contro mostri acquatici. Inarrivabili. Fantastici. Eppure, ultimamente, laddove Araba Fenice ha deciso di mettere nido, in acqua e non solo in acqua, quel che appariva impossibile s'è clamorosamente reso possibile. Perchè, adesso, ad essere inarrivabili siamo noi, che d'azzurro tingiamo lo sport mondiale. L'Europeo non è un Mondiale e tantomeno un'Olimpiade, quindi meglio non gasarsi troppo, e tuttavia di quel che accade in acqua nel globo è indicatore, eccome. Basta raccogliere i tempi, ma anche valutare formazioni come la mista maschile tricolore che ha mandato in vasca quattro moschettieri che 'aggiornano' gli eroi di Dumas. Ad essere incoronato atleta della manifestazione è stato il giovane fenomeno rumeno Popovici, autore del record mondiale della specialità più ambita, i cento stile libero, a prevalente proprietà d'altri continenti. Giusto, ma senza dimenticare l'immenso Greg, battuto nei 1500 m sl dall'amico ucraino, ma pur sempre cinto di lauro. Infatti sta andando a tuffarsi ( da venerdì 19) in mare aperto. Per medaglie che, se arrivassero, pur non tutte dorate, chi altri potrebbe potrebbe negargli il primo piano sulla scena globale? Tuona il giovane commentatore del diffuso network : ' Inutile strombazzare, che il nostro sia diventato un campionato di ( più ) basso bordo è ormai assodato. Per cui come fecero a suo tempo gli olandesi anche noi dobbiamo farcene una ragione. Siamo diventati meno importanti, perchè da noi si transita e poi si vola via, e se vogliamo partecipare ancora alla contesa internazionale dobbiamo accettare d'essere destinati a perdere e ( non) a vincere'. Nelle circa 76/77 Champions finora disputate ( oltre ad aggiudicarcene 12) circa 28/30 volte siamo arrivati in finale. Poco meno della metà. E qualcosa in più degli olandesi che belle pagine di storia pedatoria hanno scritto ma solo per quattro trofei, tre con Ajax ( primi anni Settanta) e uno con Psv ( 87/88). Vorremmo pertanto chiedere al giovane commentatore del diffuso network come possa ( anche solo) pensare che un campionato che s'è guadagnato il meritato posto nella ristretta aristocrazia calcistica europea possa d'ora in avanti andare in campo non solo per perdere ma a recitare da plebeo ? Dobbiamo farcene una ragione? Ma chi è che alleva cotante menti e le lascia indefessamente ciarlare? Nell'attesa di novità, quel che possiamo fare noi, è cambiar network o spegnere il televisore. Infatti rispolverare la santa pazienza di Giacobbe con generazioni di annunciati perdenti a chi giova? Serie A.Prima di campionato con tutte le big vincenti. Nulla di anomalo, quindi, in un calendario peraltro stravolto dal mondiale natalizio.

LA CRONACA DAL DIVANO.  ( dal 17 agosto 2022). Commentare quel che l‘Italia del nuoto ( vasca e mare) va mostrando al Mondo non solo è esercizio improbo, forse più adatto ad antiche  penne, ma incredibile. Se pensiamo che fino a qualche decennio fa manco avevamo piscine. E che laddove esistevano  ( al [...]

18 agosto 2022 0 commenti

Non solo sport. E’ uno sport tutto tinto d’azzurro, ma con il ‘presagio’ di una nuova grande Nazione.

Non solo sport. E’ uno sport  tutto tinto d’azzurro, ma con il ‘presagio’ di una nuova grande Nazione. Chissà se il buon Gravina si sia mai chiesto quanto stanno perdendo le squadre di calcio senza stadi nuovi e di proprietà ? Tanto quanto quel nasone senza fiuto che se governa la città dei meneghini come San Siro che altro potranno costoro se non implorare la cara Madonnina di provvedere a loro in proprio? Intanto, con il miraggio lontano un decennio di organizzare un Europeo in casa, speriam non a pallone morto e sepolto, questa è la situazione stadi di calcio fotografata da Il Sole24Ore ( domenica 15 agosto 2922): a Milano ( con alternativa Sesto) Milan e Inter continuano a consegnare documentazioni in Comune senza tirare fuori un ragno dal buco; a Roma, superato il trauma Tor di valle, i Friedkin e il Comune hanno individuato l'area di Pietralata come la più idonea per il nuovo impianto da completarsi nella loro immaginazione tra cinque anni; patron Lotito ha invece dirottato sul Flaminio da riconvertire in struttura polifunzionale; a Bologna si guarda al 2026 per completare la ristrutturazione del Dallara; a Firenze non si molla il Franchi da riconvertire entro il 2026; a Monza, l'Immortale ha ristrutturato( ovvio) in tempi record la tribuna Est del Brianteo, con ventilato progetto d'un nuovo impianto; a Cagliari continuano ad inseguire il sogno d'un nuovo Sant'Elia, grazie anche al partner Costim, dal Comune in concessione per 'soli' cinquanta anni. Tutto qui? Non basta? Certo è che come si farà alzar la faccia davanti a quelli d'Albione che di stadi nuovi pacca ne hanno a bizzeffe e sciolti dall'ingombro pubblico, non sarà tanto agevole. Per altre tre o quattro generazioni almeno. Che se l'Uefa anche ci affidasse un Europeo potrebbero interrogarsi ai tempi loro: ' A qual pro?'.

LA CRONACA DAL DIVANO.  ( dal l 16 agosto 2022). Quando tra qualche decennio, magari col nonno al fuoco d’un caminetto, qualcuno  andrà a raccontare di qual colore s’è tinto il mondo in questa prima parte del millennio, e con lui la nascente Europa, ci sarà qualche pargoletto che stenterà a credere quanto gli [...]

16 agosto 2022 0 commenti

Non solo sport. Italia: si torna al voto. Weekend: ombre e luci . Con il Carletto che sbatte contro il muro.

Non solo sport. Italia: si torna al voto. Weekend: ombre e luci . Con il Carletto che  sbatte contro il muro. E così, tra un tiraemolla e l'altro, i fenomeni della politica nostrana sono riusciti a mandare a casa Deaghi, il tecnico dei tecnici, che quando girava all'Estero trovava sempre qualcuno che l'ascoltava, e che con la sua esperienza e competenza qualche protezione in più garantiva ad un Paese che ( da decenni) non sa più esprimere una classe politica all'altezza di tanto onere-onore. Che dire del weekend sportivo? Più le ombre o le luci ? Cominciamo dalle ombre. Intanto da quel Berettini che più che superare problemi fisici deve evitare cali di tensione quando la tensione occorre per chiudere incontri già vinti o quasi. Come il suo contro il figlio di un bravo tennista danese. Non è andata bene manco la spedizione dell'atletica ai mondiali di Eugene. Un bronzo ( Ortigara) e un oro ( Stano) , più qualche piazzamento, francamente, non possono essere considerarli un bottino di pregio dopo che, non oltre un anno fa con cinque ori olimpici, c'eravamo illusi d'essere entrati ( finalmente) nell'elite della pratica sportiva più antica al mondo. Non è andata bene manco ai mondiali di Budapest della pallanuoto maschile, battuta dalla Spagna. E non parliamo della pallavolo maschile finita ultima, tra le quattro finaliste di Nl a Bologna. Umiliata, tra l'altro, dalla Francia di uno dei tanti ' venduti' tecnici azzurri che si dilettano a fare la fortuna di campionati manco paragonabili al nostro. Da ultimo la nostra fantomatica presenza al Tour, che qualcuno, imperterrito, continua a celebrare come il ' più prestigioso al Mondo', zeppo di fenomeni, che corrono tanto per correre, puri e gentili come i cavalieri della Tavola rotonda , tanto che un anno lo vince uno e l'anno dopo un altro. Sconosciuto o meno poco importa. Un Tour dove manco il nostro Pippo s'è tolto la soddisfazione di far vedere quel che vale contro il tempo. E veniamo alle luci. Quella di Stano, ovviamente, nella 35km di marcia ai Mondiali in Oregon. Un campione che misura la sua grandezza non solo per una marcia senza ammonimenti ma soprattutto per gesti che fan credere che non tutto, agli alti livelli, è perduto. Infatti, dopo un finale mozzafiato, come dicono gli aridi cronisti odierni, non s'è preoccupato di esultare ma di soccorrere il coetaneo del Sol Levante stramazzato a terra dopo strenua e leale contesa. Altra inattesa soddisfazione ce l'ha fornita il ventenne Musetti opposto in un 500 ad un altro ventenne, virtualmente numero uno al Mondo. Immensa gioia, invece, ci è stata donata dalle ragazze del volley, prime in Nl, davanti alle migliori squadre del Mondo. Con quella Paoletta che fatto un Natale fuori casa, speriamo torni da noi il successivo. Tra ombre e luci mettiamo, infine, quel che attiene alla 'rossa'. Fragile eppure forte, la più forte del lotto, che però deve pagare il costo di una ritrovata competitività. Non tema quindi nulla di grave il Carletto, stia invece attento il buon Binotto ai maneggi in Fia del Toto , perchè si sa che i tiranni sono sempre desti e mai muoiono. Infatti il Toto tiene una vettura che prende un secondo al giro, non potendo altro ricorre ai regolamenti amici, come suo solito. E qui si vedrà se il buon Domenicali è stato messo al vertice per pendere dalle labbra di Shalla Ann Rao, ex consulente Mercedes, oppure saprà fare di suo. O meglio, di suo in favore di un agone dove è bastato ridare libertà alle ' rosse' per ritrovarselo ogni volta pieno zeppo di fans d'ogni età e nazione. Fans colorati e festanti.

LA CRONACA DAL DIVANO.  ( dal 16  al 25 luglio 2022). E così, tra un tiraemolla e l’altro, i fenomeni della politica nostrana sono riusciti a mandare a casa Deaghi, il tecnico dei tecnici, che quando girava all’Estero trovava sempre qualcuno che l’ascoltava, e che con la sua esperienza e competenza qualche protezione in [...]

25 luglio 2022 0 commenti

Non solo sport. F1 ‘ Fia? Che cosa se non il ‘puntello’ del Toto ?’. Altro: i tanti prodigi del volley azzurro.

Non solo sport. F1 ‘ Fia? Che cosa se non il  ‘puntello’ del Toto ?’. Altro: i tanti prodigi del volley azzurro. C'è una Italia sportiva che continua a meravigliare chi di sport s'interessa e non d'altro. Parliamo del volley, tanto per citarne uno, che in una sola domenica s'è aggiudicato quattro finali internazionali: nazionale femminile in Nation League ( 3-0 al Brasile), europei Under 18 maschile ( 3-0 alla Francia), europei Under 22 maschile ( 3-1 alla Francia) ed europei Under 21 femminile ( 3-2 alla Serbia). Si dice che la Paoletta, 23 anni, nostro fiore all'occhiello, per via d'un insolito cachet stia volando in Turchia. Se così è non ci riesce di augurarle altro che a Natale vada pensando di tornare dove il Natale è una famiglia, la sua famiglia, sempre attenta alla bisogna, e non solo al conto corrente. C'è anche un Tour che va sempre più diventando figlio del moderno racconto virtuale che non dei cantori dell' epica sportiva. Basta infatti avere rimirato l' impalpabile contesa sulle pendenze del Mende ( 14a tappa) con l'asfalto dipinto di giallo, donde Tadej Pogacar, 23 anni, cerca di staccare tra due ali di folla in suggerito delirio il rivale Joans Vingegaard, 25 anni, al momento maglia gialla. E qui c'è anche il nostro sfortunato Matteo che deve accontentarsi ( si fa per dire) degli Us Open e delle Finals. Per nostra letizia, Araba Fenice vuole che a non farcelo rimpiangere più di tanto sia comparso quel ventenne del Sinner come mai s'era visto.Disfarsi dei tiranno non è impresa facile. Non ci riuscivano gli antichi, che altro potremmo noi? Anche perchè i tiranni pur di ritornare sui cadreghini sono disposti ( con le buone o con le cattive) a far tutto e il contrario di tutto. Qual è dunque l'aspra contesa? Dalla gara di Spa del 28 agosto saranno introdotti controlli più stringenti sul fondo delle vetture e un sistema di misura delle oscillazioni verticali, basato su un algoritmo a cui tutti i team dovranno attenersi per limitare il fenomeno. Le squadre cominceranno a provare le nuove configurazioni al GP di Francia, per adeguarsi alla direttiva tecnica 39 ( Ferrari e Red Bull sarebbero già nei parametri). E fin qui tutto è accettabile. Se non che la Federazione è andata oltre, annunciando l'intenzione di cambiare il regolamento 2023 introducendo ulteriori restrizioni per eliminare del tutto il ' porpiosing'. Il fondo delle vetture dovrà essere quindi più alto da terra di 25 mm, il diffusore posteriore sarà ristretto all'uscita e sarà ammessa meno tolleranza nella flessibilità dei bordi laterali del fondo, essenziali per creare 'sigillo' aerodinamico che migliora l'effetto suolo e dunque le prestazioni in curva delle F1. E' qui casca l'asino. Perchè il cosiddetto 'nuovo' null' altro sarebbe che il milionesimo ' favore politico' che la Fia elargirebbe al tiranno Toto, team principal delle sverniciate ' frecce d'argento', al momento in discreto esilio ma pur sempre pronto come i suoi antenati della Magna Grecia a riprendersi ogni ben di Dio della casa madre. Infatti anche i più ingenui sanno che proprio le vetture del Toto sono le più colpite dal porpoising, che se di nuovo aiutate dagli amici da merenda recupererebbero in breve una bella fetta del loro ( insipiente ) ritardo. Mentre Ferrari e Red Bull è certo che si vedrebbero private delle caratteristiche che hanno reso vincenti le loro vetture 2022. Sul piede di guerra, questa volta, non ci sono solo le prime della classe, ma anche Alfa, Haas, Alpha Tauri e Williams, tutte convinte che i cambiamenti, i soliti improvvisi e mirati cambiamenti, altro non sarebbero che il solito aiuto ad una grande industria che però affida il suo prestigio non ai risultai in gara ma agli amici degli amici che. rinnovati o meno, continuano a garantire una sorta di dittatura della squadra di Stoccarda sulle altre. Tutte le altre, sia claro, nessuna esclusa. Per modificare il regolamento serve il voto favorevole della maggioranza dei team, che manca. Ma alla Fia è approdata di recente ( guarda un po') come direttore esecutivo Shalla Ann Rao, ex consulente Mercedes che, in questo caso, potrebbe dribblare il normale iter di approvazione delle decisioni facendo leva sul presunto pericolo per la sicurezza. Furberie ghignerebbe il dottor Azzeccagarbugli. Ed è proprio per questo che quando vediamo tanti, troppi, eccitarsi nel celebrare odierni piloti come il Lewis, li troviamo un poco patetici. Un poco. Perchè se tra i tanti ( improvvisi e mirati ) cambiamenti Fia dovessero anche introdurre quanto di un titolo mondiale va al pilota e quanto ad un team principal come il Toto, che altro potrebbero se non tagliare ( almeno ) in due l'iride per vestire ( come giusto) gli autentici vincitori?

LA CRONACA DAL DIVANO.  ( dall’8 al 16  luglio 2022). E se da un lato c’è un’Italia del calcio sepolta sotto i debiti ( 4,4 mld ) che invece di promuovere il suo fascino ultra centenario  non fa altro che celebrare le altrui virtù, come quelle di Premier ,  una moderna macchina- raccolta danari  donde [...]

18 luglio 2022 0 commenti

Non solo sport. F1. Se Max è il più forte, Carletto è il più grande. La ‘rossa’ è tornata ‘ per far sognare’ .

Non solo sport. F1. Se Max è il più forte, Carletto è il più grande. La ‘rossa’ è tornata  ‘ per far sognare’ . Quando la 'rossa' s'accinge a scriver le sue paginette di gloria si sa che chiede alimento non a commentatori odierni ma a poeti come come Omero e Virgilio, che di epica s'intendono, e che di epica devono trattare quando a fornire il materiale è un prodigioso ippogrifo 'rosso' che è meglio stimolare piuttosto che sfidare o ' cercare d'ingannare' come hanno provato a fare ( per anni) un tiranno ( ora ) spodestato e la sua ( impunita ) combriccola. Un ippogrifo meglio noto come la ' rossa' che anche quando attraversa tribune d'altro colore organizzate in minoranza non va mai. Com'è capitato lungo tutto il percorso del Gp d'Austria intrapreso dalla 'rossa' sotto cattivi auspici. Scaramucce in casa, gara Sprint ( comunque ) al grande avversario aggiudicata, sorriso del Max fin alle orecchie . Non è che in gara tutto sia filato liscio. L'ambizioso Carlos è finito tra fiamme e fumo, e anche il Carletto ha dovuto chieder soccorso a risorse impensabili per quell'acceleratore che non funzionava. Epperò tutto ha contributo ad un ulteriore trionfo, o meglio, a scrivere quelle paginette di gloria sportiva che i poeti penseranno a rendere immortali. Con tutte quelle tribune ricolme di popolo festante vien da chiedersi come sia stato concesso per anni di 'sabotare' le prestazioni di quella 'rossa' alla quale, con tutto il rispetto per il valoroso campo avversario, gli dei delle auto hanno concesso di affidare sogni, anche quelli impossibili, che donano ad una domenica di sport ricordi indimenticabili. Curiosità.I tecnici Red Bull non penserebbero più alla massima efficienza ma semmai ad incrementare il carico generato dal fondo nei curvoni veloci, fattore distintivo della F1-75. Lo conferma anche la differenza ormai minima di velocità massima tra le due vetture. Le differenze sembrano sempre più sfumate e costituisce fonte di orgoglio per Maranello che sia la RB18, leader attuale, a integrare le soluzioni della F1-75 e non il contrario. Altre di grande sport. Per la settima volta a big Joko il torneo di Wimbledon. Che tra i suoi avversari il più ostico sia stato il nostro Sinner ( battuto dall'esperienza ma non dalla bravura ) la dice lunga su quel che potremo vedere sui campi da tennis, Wimbledon compreso, nei prossimi anni. Al Tour dei cosiddetti fenomeni in voga è il duo Van Aert-Pogacar, mentre il Giro donne ( con buone prove delle nostre) è andato alla Van Leuten. Nel volley di Nation League gli azzurri travolta anche l'Olanda si accingono alle finali di Bologna con un pensierino al Mondiale. Stessa musica per le azzurre pronte per le Finals in Turchia. Non finisce di maravigliare il Grande Greg, che nella città olimpica vince la tappa delle World Series di nuoto di fondo. Gallo, scelta Celtics, in Usa, va a caccia dell'Anello, come sesto uomo. Batosta contro la Georgia dei perdenti del rugby. Ultimo test iridato verso il Mondiali di atletica di Eugene. Due azzurri ( Pettorossi ed Herrera) nel pool delle 4x100 hanno gareggiato senza brillare. Umberto Gandini è stato rieletto presidente di Lega basket fino a giugno 2025.

LA CRONACA DAL DIVANO.  ( dal  4 al 7  luglio 2022). Quando la ‘rossa’ s’accinge a scriver le sue paginette di gloria si sa che chiede alimento   non  a  commentatori odierni ma  a poeti come come Omero e Virgilio, che di epica s’intendono, e che di epica devono  trattare quando a fornire  il [...]

11 luglio 2022 0 commenti