Italia & Mondo

 

Non solo sport. Lega: vincono i fondi, vince il futuro. Legge sugli stadi: è già pronta? I 1000 Gp della ‘rossa’.

Non solo sport. Lega: vincono i fondi, vince il futuro. Legge sugli stadi: è già pronta? I 1000 Gp della ‘rossa’. Per chi non s'addentra nelle segrete del calcio, i due eventi in corso d'opera dicon poco o nulla. Invece sono proprio degli eventi, di quelli storici e di cui si tratterà negli anni a venire. Andiamo a scoprirli. Il primo riguarda la Lega calcio, dove ( per la prima volta) a vincere è stato il buonsenso, scegliendo ( all'unanimità, il riottoso Lotito compreso) i fondi come partner d'avventura; il secondo riguarda l'approvazione della legge sugli stadi, in fase finale, anche perchè non più rinviabile, visto che se si vuol vendere ( quanto prima) un prodotto confezionato in stadi non adeguati non lascia margini di crescita. I fondi hanno competenza ed esperienza in operazioni di vendita del prodotto televisivo sportivo. Del resto, noi, poverelli, gestiti da prodigiosi incapaci, in men che non si dica siamo scalati al quarto posto delle entrate, poco sopra alla Ligue 1 francese. I debiti invece sono saliti a 4,3 mld. Serve quindi una trasformazione del nostro prodotto, rapida, in grado di dare stabilità finanziaria e governance. Gli advisor selezionati sono i migliori possibili. Entrambe le offerte sono per il 10%, ma strutturate in maniera differente. L'obiettivo, comune, è però quello di garantire un altro miliardo e mezzo di flusso nei tre anni dopo e di raddoppiare i ricavi nei cicli successivi. Onde per cui, se non sorgeranno ostacoli insormontabili ( al momento non prevedibili) il futuro sarà decisamente roseo. Era ora, che qualcuno lasciasse da parte le amenità, sconfiggesse i piccoli proprietari di orticelli locali, e facesse intravvedere una visione esatta del mondo del calcio attuale dal quale il nostro possa attingere per quel che rappresenta rappresenta nella storia di questo sport. Se a questo evento dovesse aggiungersi anche quell'altro, altrettanto epocale, sugli stadi, potremmo ben dire di esserci rimessi in cammino. Non più per far da garzoni ad altri, ma per tornare protagonisti. Come Eupalla da sempre ci incoraggia. Nell'attesa di un'altra Champions e della pentastella. Che il Covid abbia messo in difficoltà il mondo del pallone è acclarato. Stadi vuoti, bassi introiti pubblicitari e perfino ridimensionati diritti tivù. Dovrebbe tutti quanti tirare di cinghia. Tutti, o quasi, perchè c'è come al solito qualcuno che sfugge alla regola generale e si fa i cavoli suoi. Quell'ex pizzaiolo, ad esempio, di Nocera natio e di scuola orange nutrito. Per lui il mondo gravita all'inverso. Ultimamente stan facendo scalpore due suoi colpi di mercato. Con l'Ibra, svedese d'anagrafe, che per cedere il suo cuore al vecchio Diavolo ha chiesto di salire col cachet da 3,5 a 7,5 mln; e il rinnovo dell'imberbe portierone ( sempre rossonero) che per pagarsi la mensa abbisogna di far salire le sue entrate da 6 a 10 mln netti annui. A parte il tempo del Covid, ma non è che questo ex pizzaiolo si sia allargato un po' troppo? Sulle cifre, assurde, d'accordo, spara quel che vuole, ma anche sul fatto che alla fin della veglia è lui a far le squadre? Non le nobili del calcio, pensate, ma lui. Che sposta questo o quell' altro omino a piacimento suo come pedine d'un gioco degli scacchi con regole riscritte da lui. Tanto, da quel che fa capire, uno spendaccione lo trova sempre. Soprattutto in Albione o al Psg, dove i danari sono trivellazioni di Stato, che nessuno osa controllare, manco il povero Caferin che, ultimamente, con il City, ha dovuto ( contemporaneamente) far la figura del cornuto e del mazziato. Ci stiam chiedendo, visto che medicina contro gli ex pizzaioli e i loro clienti non esiste, perchè anche noi non ci adeguiamo? Cominciando a bussare alla Cassa depositi e prestiti. Per questa o quell'altra nostra squadra. Al contempo cercando di capire donde l'ex pizzaiolo tiene il suo forziere che ( i bene informati ) dicono essere ( con quel che incassa) più grosso e ricolmo di quello del conte di Montecristo. A Misano qualche lampo dei nostri c'è. Al Mugello, invece, a festeggiare il millesimo Gp dell'immortale 'rossa', è rimasto ( ?) il confuso buon Binotto e quel coraggioso ragazzo, suddito del feudo dei liguri Grimaldi. Nato francese, ormai italiano. E che già ha capito che far parte della famiglia della 'rossa' è il massimo raggiungibile. Infatti, dove mai succede che anche se arrivi ultimo sei sempre il primo?

LA CRONACA DAL DIVANO. Dovremmo star a parlare di Misano, Mugello e calciomercato ( dove a spendere e a spandere son quelli che manovrano soldi di stato) , mentre lontano dai clamori mediatici vanno ad iniziare i campionati volley più belli e importanti al mondo. Non ci turba più di [...]

12 settembre 2020 0 commenti

Non solo sport. Lega e futuro del calcio. Siamo alla svolta. Scegliere tra due offerte: da 1,5 o da 1,3 mld ?

Non solo sport. Lega e futuro del calcio. Siamo alla svolta. Scegliere tra due offerte: da 1,5 o da 1,3 mld ? In Lega calcio occorre scegliere tra due offerte, una da un 1,5 mld, l'altra da 1,3 mld, entrambe per una quota minoritaria ( 10%) soldi importanti, fondamentali, per il futuro del nostro calcio. Che qualcuno, bellamente, gode a far transitare da ' campionato più bello e competitivo' a ' campionato più stanco, rissoso e meno vincente'. Cosa ( niente affatto) vera. Anche nella rimpatriata al Grand'Hotel di Rimini, tra i maestri Galliani, Marotta, Sabatini ecc., s'è parlato di calcio italiano in decadenza. Meraviglioso anche solo vent'anni fa, disastroso oggi. E' sempre piacevole sfrugolare nel passato, soprattutto quello glorioso. Galliani, in questo, è un maestro. Dal cuore mutevole, ieri del Milan, oggi del Monza, ma pur sempre un maestro. Per lui l'importante non è quel che accade sui teatri verdi del pallone ma che a tirar le fila sia lui a nome e per conto del signore di Arcore. Il sor Galliani, tra l'altro, come sempre ameno, ha dissertato sul declino del pallone italico da attribuire ( in buona parte) alla lingua inglese, che fungerebbe da traino alla Premier ( soprattutto) nei ricchi ex paesi dell'ex regno d'Inghilterra, consentendogli di ricavare diritti esteri tivù che noi manco ci sogniamo. Ed è per dare l'assalto a questi crescenti introiti che sceicchi, magnati e oligarchi, da anni si danno appuntamento nella perfida Albione. Investendo soldi la più parte non loro ma dei rispettivi Stati. Tanto che il divario tra Premier e altri cresce. Emarginando il nostro campionato, oramai di transito, secondo il buon Marotta, e valorizzando gli altrui, che ( ovviamente) volano a gonfie vele. Dimenticando, forse, qualcosa. Che nei paesi del Commonwealth non è il calcio lo sport più popolare e trainante e danaroso. Così in Canada ( basket, hockey), in Usa ( basket, football americano, baseball, hockey), in Australia ( rugby) ecc. ecc. Allora, qual altra ragione penalizza il nostro calcio, post era Mecenati ? Sicuri che c'entra l'inglese e non altro? Per noi, ad occhio e croce, sta semmai nell'insipienza di chi ha governato per anni il nostro ' ex ballon d'or'. La Lega, ad esempio, che ' da tempo immemorabile soffre dell'incapacità cronica di una visione di prospettiva'. Una Lega che ha sacrificato il bene collettivo 'sull'altare di una politica miope, di piccolo cabotaggio, concentrata su interessi spesso solo individuali'. Come di quel tizio corpulento preoccupato più che altro a non perdere potere personale. Ma che si aspetta a mandarlo in altre faccende ad affaccendarsi? Che non sia questa la strada che, pur in assenza degli stadi benedetti, può consentirci una vera rimonta? Visto che i paesi di lingua inglese ( ancora minoritari rispetto a quelli di lingua latina) potrebbero contare ma fino ad un certo punto. Dipenderà da noi, dal nostro prodotto. Non di transito, speriamo, come propaganda il buon Marotta. Che se di transito vuol essere lui, può accomodarsi donde meglio crede. Una nota per la Nazionale del Mancio impegnata nella Nation League. Poco gioco, poco coraggio, poche occasioni contro l'umile Bosnia, finita 1-1. Al secondo turno c'era l'Olanda, e abbiam pregato che non fosse un'altra Svezia. E Svezia non è stata perchè la brigata del Mancio ha fatto quel che sa fare, domando in trasferta i rifioriti Tulipani. Solo un golletto, di testa, del piccolo Barella, che però è bastato per portare a casa i tre punti, il primo posto nel girone e l'auspicato ranking Uefa.

LA CRONACA DAL DIVANO. Siamo  alla svolta. In Lega calcio occorre scegliere tra due offerte, una da un 1,5 mld, l’altra da 1,3 mld, entrambe per una quota minoritaria ( 10%) soldi importanti, fondamentali, per il futuro del nostro calcio. Che qualcuno, bellamente, gode a far transitare da ‘ campionato più [...]

9 settembre 2020 0 commenti

Non solo sport. Il Toto sfotte. Anche nel tempio di Monza. Una ‘rossa’ senza speranze anche per il 2021?

Non solo sport. Il Toto sfotte. Anche nel tempio di Monza. Una ‘rossa’ senza speranze anche per il 2021? Il Toto, nonostante appartenga alla categoria ' carogna', viennese, classe 1972, direttore esecutivo della Mercedes, mantiene intatta la nostra stima e simpatia. Che son frutti non accidentali ma prodotti d' un pregresso che il Toto ha saputo bellamente realizzare. E comunque il suo merito principale è quello di avere fatto terra bruciata intorno alla ' sua' Mercedes. Nel senso che per vincere non ha bisogno manco delle quattro ruote, perchè anche tre son più che sufficienti. La firma del 're nero' con la Mercedes tarda ad arrivare. Forse, anche costui, nonostante il momento gramo della 'rosa', prima di chiudere, vuol togliersi l'onore di salire su quella magica creatura. Di cui si favoleggia in ogni anfratto del pianeta, anche perchè a lei sola è concesso di rendere immortali i driver delle piste da corsa. Della firma, il Toto, non è preoccupato.' Siamo amici - dice - ma se 'lui' dovesse decidere di smettere, perderemmo un grande pilota, ma la Mercedes non inizierebbe a perdere, a patto ( Catalano docet anche in Austria?) di continuare ad essere in grado di presentarci al via con la migliore macchina e i migliori piloti'. Proprio quello che volevamo sentirci di dire dal Toto, visto che è da alcuni anni che questa F1 è un mondo ingessato, dominato e uniprotetto. Non andiamo a rivangare episodi e voci. Per quel che si può da un divano, sappiamo che il Toto ( dietro le quinte) ha fatto di tutto per demolire la 'rossa'. In ogni modo. Con ogni mezzo e supporto. Dall'astio del tortignacolo francese alla Fia, alle novità e ai regolamenti ( vedi power unit), dai giudici e finanche ai media,compresi i nostri, che quando commentano le gare non sanno difendere le ragioni della 'rossa' manco quando la vedono umiliata. Ci sarà più lotta nel 2021? ' Non so - ribatte il Toto - perchè si potrà portare una sola evoluzione nella prossima stagione, ma se un team fa un buon lavoro adesso o in inverno può migliorare tanto. Spero davvero che la Ferrari possa fare un salto in avanti. Amo i campionati combattuti. Sarebbe meglio per tutti se il Mondiale venisse deciso all'ultima corsa, con una vittoria della Mercedes'. Ovviamente, da 'carogna', si può permettere anche di sfottere. Chiedendosi però, lui che di sterile camice da corsia d'ospedale è sempre vestito, come mai nel mondo nessuno fa il tifo per lui o per la 'sua' Mercedes, ma solo e soltanto per l'amoroso prodigio 'rosso'? Una nota anche per la Nazionale del Mancio impegnata nella Nation League. Poco gioco, poco coraggio, poche occasioni. Contro l'umile Bosnia, finita 1-1. Ora ( per il secondo di quattro turni) c'è l'Olanda, speriamo non sia un'altra Svezia.

LA CRONACA DAL DIVANO. Il Toto, nonostante appartenga alla categoria ‘ amabile carogna‘, viennese, classe 1972, direttore esecutivo della Mercedes, mantiene intatta la nostra stima e simpatia. Che son frutti non accidentali ma prodotti d’ un pregresso che il Toto ha saputo bellamente realizzare. Suo merito principale è quello di avere fatto terra [...]

5 settembre 2020 0 commenti

Non solo sport. E’ sparita la ‘rossa’. Dov’è? Perchè umiliarla, con indosso quella orribile ‘maglia nera’?

Non solo sport. E’ sparita la ‘rossa’. Dov’è? Perchè umiliarla, con indosso quella orribile ‘maglia nera’? 'O Patria mia, vedo le mura e gli archi e le colonne e i simulacri e l'erme torri degli avi nostri, ma la gloria non vedo, non vedo il lauro e il ferro ond'erano carchi i nostri padri antichi. Or fatta inerme, nuda la fronte e nudo il petto mostri... Io chiedo al cielo e al mondo: - Dite, dite: chi la ridusse a tale?- ...'. Chi la 'rossa' ridusse tale? Non è difficile trovare gli autori di tanto misfatto. L'erede di una grande famiglia di cui non porta manco il cognome, ad esempio, ma anche la serie di collaboratori vicini e lontani di cui non resta il sembiante, finanche quell'ingegnere bravissimo al tavolo ma tanto improvvido sul campo di battaglia da emulare quel Quintilio Varo che inoltrandosi a vanvera dentro una selva oscura consegnò al massacro le legioni di Cesare. Di certo, i media certe cose non dicono o non vogliono dire. Ma le domande che passano di bocca in bocca sono queste: val davvero la pena continuare ad umiliare l'icona dell' automobilismo mondiale? Non è meglio ritirarla dal consesso, per poi vedere di recuperare in santa pace ( e ben altra competenza ) quel che chiederà la F1 a partire dal 2022? Chissà in quanti hanno già iniziato ad ignorare gli appuntamenti tivù con una F1 'piegata' giorno dopo giorno, scientificamente, boiardamente, all'interesse di una sola componente, tanto stolta e avida da non capire che senza la 'rossa' non c'è gloria per nessuno. La 'rossa' non è solo storia, la più prestigiosa. La 'rossa' anelito dell'ardire umano nella velocità sulle quattro ruote. Non è una solo macchina, o 'crucchi' !, ma quanti secoli vi ci vogliono per capirlo? E come fanno quei telecronisti ( e commentatori) di Sky a delirare in ogni gran premio davanti ad una macchina, ad un pilota, che lottano contro guardaspalle. Predestinati o meno. Tanto che possono far a meno perfino della quarta ruota per tagliare il traguardo. Ci spiace per il re nero, senz'altro bravo, bravissimo, ma fino a che punto non lo sa manco lui visto che nessuno attorno glielo certifica? Qualche anno fa è bastato un guardaspalle in rivolta, per mandarlo in confusione e batterlo. Lui chiede ai suoi di migliorare ancora la vettura, forse per sfottere, forse per riempire il suo vuoto; noi invece gli chiediamo di scendere da una macchina per salire su un'altra. Uno scambio con Ricciardo, ad esempio, perchè se è vero che vuol scrivere la storia non può pretendere di scarabocchiarla da solo. Al GP del Belgio, dopo un weekend in maglia nera, la Ferrari è scomparsa. Trapassata in un sol anno da vittoriosa a desparecida. Senza manco i punti costruttori. L'ing. Binotto, neo responsabile, non capendo lui chiede lumi a tecnici, meccanici, inservienti. Nulla funziona. Mentre la proprietà latita. In altri mondi affaccendata. S'ingarbuglia, intanto, come temuto, la vicenda del Leo che s'è stufato del Barca del Bartolomeu. Già parlano i legali. Mentre i media continuano a segnalare in pole position il City, il tanto chiacchierato City, squalificato e ( con ridicola multa ) riammesso, che sta ad un ' artista' come il Leo men che i cavoli a merenda. E' partito, tra un maneggio e l'altro, il Tour, imposto in modo tale da oscurare ( o quasi) il Giro. Dimenticando di far i conti con l'oste perchè ( per quel che ci riguarda ) primo tra tutti c'è il Giro. Con quel suo inconfondibile fruscio d'eroi che da oltre un secolo semina racconti epici lungo il percorso più bello ( e difficile) del mondo.

LA CRONACA DAL DIVANO. Con qualche sforzo di fantasia, parafrasando, bastan questi versi a inquadrare il tempo greve in cui versa la ‘rossa’. La mitica ‘rossa‘.  Che alcuni insipienti hanno trasformato in un sol anno da sogno a incubo. ” O Patria mia, vedo le mura e gli archi e le [...]

31 agosto 2020 0 commenti

Non solo sport. Messi: macchè fila, un ‘artista’ se non va all’Inter dov’altro può? Qui decide Suning.

Non solo sport. Messi: macchè fila, un ‘artista’ se non va all’Inter dov’altro può? Qui decide Suning. Allora, dove va Leo? Secondo noi, salvo stramberie occulte, solo da una parte: sotto quella guglia, che reca in cima una Madonnina che in oltre un secolo ha visto vincere tante di quelle coppe, coppine coppette, scudetti, titoli e quant'altro ancora, da far morire d'invidia pure l'orgoglioso Bernabeu. Perchè vola da quella parte? Per un semplice motivo: vorrebbe finalmente sapere dallo specchio delle sue brame chi è il 'meglio' pedatore al mondo. Lui, Diego, Cristiano ? Qual è insomma, il 'meglio', o benedetta Eupalla? Quindi dove ottenere giusta risposta, se non laddove il 'meglio' s'è già cimentato. Diego, qui, nel torneo dove a regnare è il bello, ha saputo trasformare un pulcino piccolo e insignificante in un cigno candido e splendente. Cingendolo del lauro, contro i più forti al mondo; e donde si allenò adeguatamente per portare la sua Celeste più volte in cima all'Olimpo. Al momento nei discorsi dei dirigenti interisti Messi non esiste. Del resto la contabilità Inter qui non centra un fico. Qui ( come detto) centra Suning ( e chi dietro a lui). Per il quale l'Inter diventa un 'mezzo' per consentire lo sbarco in Cina ( e nel Pianeta) del top, di una icona mondiale, ben oltre il normale pedatore. Un affare che farebbe fare salti di gioia anche ai dirigenti del Partito comunista cinese. Gli indizi di qualcosa in atto non mancano. Il superattico, in Porta Nuova, acquistato da Jorge Messi, il papà del giocatore. La possibilità ( tutt'altro che pellegrina) di uno sbarco della famiglia nel mondo della moda. E infine il famoso Decreto crescita che consentirebbero, tanto per capire, di coprire uno stipendio di 50 mln con 'soli' 65,5 mln, per via della tassazione ridotta. Finalmente, Ibra ha detto sì al Milan. Il tracagnotto panzettato che lo assiste ha avuto quel che chiedeva. Non così i tifosi rossoneri che della solita fuffa cominciano a subodorare. Pirlo ha cominciato a sbottar monologhi. Interminabili. Il Conte, poi, ha smesso di frignare. Se gli dovessero annunciare ( com'è possibile) di prepararsi a far posto ad un tal Leo Messi, chissà dove andrà a raccattar lacrime e argomenti per il prossimo piagnisteo?

LA CRONACA DAL DIVANO. Macchè fila e fila, qui non c’è nessuna fila. Smentiamo, non perchè siamo a conoscenza di chissà qual segreto. Nulla, di nulla. Diamo solo fondo a quella sensazione che hanno i marinai quando vogliono vedere da che parte arriva la tempesta: bagnano un dito, che levano [...]

27 agosto 2020 0 commenti

Non solo sport. Troppi lapsus sul Messi in nerazzurro. Intanto c’è da battere il Siviglia per la ‘ coppetta’.

Non solo sport. Troppi lapsus sul Messi in nerazzurro. Intanto c’è da battere il Siviglia per la ‘ coppetta’. La Beneamata (ri)centra una finale europea dopo 10 anni. Valanga di gol ( 5-0) a quei poveracci dello Shakhtar, che con tutti quei costosi mercenari brasiliani in organico speravano molto di più. Ora, la squadra di Zhang, aspetta il Siviglia, che alla coppetta Uefa ha fatto l'abbonamento. La vittoria, netta, ha riportato il sereno in casa nerazzurra. Dovesse arrivare, poi, il 21, a Colonia, anche la coppetta, non è dato immaginare cosa potrebbe succedere. Quando si diceva che Messi chiamava Lautaro al Barca, c'è salito il sentore che fosse più facile l'operazione opposta, ovvero: non Lautaro da Messi al Barca, ma Messi da Lautaro all'Inter. Sì perchè con quel che va manovrando la Cina, Covid o non Covid che sia, non è 'cosa' da poco. Ci siam detti: niente che anche Suning si allinei all'andazzo, perchè 'operazione impossibile non può diventare possibile? I mezzi, ai nuovi signori dell'Oriente, non mancano di certo, soprattutto per dar corpo a novità clamorose, planetarie; mentre i mezzi cominciano mancare alla n0biltà del Vecchio Continente, quella del Barca compresa, e che, anzi, dopo la batosta epocale inflitta dai panzer tedeschi, sembra più suonata d'un pugile finito al tappeto. Dovessimo dar retta al nostro sentore, ci sentiremmo di dire che quel superattico acquistato dalla Pulce a due passi dalla sede dell'Inter, non è un lapsus. Come non è un lapsus quello proiettato non ricordiamo dove e perchè, con il Messi, nella lista dei cittadini di Recanati residenti all'estero, in evidente abbigliamento nerazzurro. In Cataluna, tremano. MOVIDE. Extra sport, restando sul Covid, che nonostante le apparenze, continua ad esserci e a mietere vittime, soprattutto laddove pensano più ai danari che alla salute. Come capita anche nella nostra bella e amata Italia. Con tutta quella aitante gioventù finalmente sbocciata dopo un inverno lungo, triste e oneroso, ma senza avere imparato nulla. Ora, se ce la caveremo, dipenderà molto da loro, dalle loro movide qua e là cercate per riempire i timpani d'un qualche momento gioioso, ma che in realtà cos'altro sono se non esercizi assordanti e ( nuovamente ) pure tanto pericolosi?

LA CRONACA DAL DIVANO. La Beneamata (ri)centra una finale europea dopo 10 anni. Valanga di gol ( 5-0) a quei poveracci dello Shakhtar, che con tutti quei costosi mercenari brasiliani in organico speravano molto di più. Ora, la squadra di Zhang, aspetta il Siviglia, che alla coppetta Uefa ha fatto [...]

18 agosto 2020 0 commenti

Libano. Save the Children: ora sono i bambini che rischiano di non poter essere curati in ospedali al collasso.

Libano. Save the Children: ora sono i bambini che rischiano di non poter essere curati in ospedali al collasso. L’enorme esplosione nella capitale libanese ha devastato le comunità nel raggio di 10 km. Gli operatori di Save the Children sul posto hanno riferito che intere strade sono state spazzate via, e che i bambini sono dispersi, mentre le squadre di soccorso lavorano attraverso gli edifici distrutti per far uscire la gente dalle macerie. Edifici residenziali e commerciali sono stati devastati in quella che viene descritta come la più grande esplosione della storia recente del Libano. Gli ospedali di Beirut riferiscono che non sono in grado di curare altre vittime, poiché centinaia di letti si sono immediatamente riempiti dopo l'esplosione. I militari sono stati dispiegati per salvare coloro che sono rimasti intrappolati nelle macerie, mentre il personale medico sta curando i feriti per le strade. Save the Children conferma che i suoi uffici di Beirut, a circa cinque chilometri dal porto, sono stati gravemente danneggiati dall'esplosione, che ha scosso l'edificio e distrutto le facciate dei negozi del quartiere. Un team di risposta rapida è pronto a sostenere il governo nei prossimi giorni.

LIBANO. ( riceviamo e pubblichiamo). L’enorme esplosione nella capitale libanese ha devastato le comunità nel raggio di 10 km. Gli operatori di Save the Children sul posto hanno riferito che intere strade sono state spazzate via, e che i bambini sono dispersi, mentre le squadre di soccorso lavorano attraverso gli [...]

5 agosto 2020 0 commenti

Non solo sport. Inutile F1, bastano tre ruote. Agosto di Coppe. Si sale sulla ‘nave ormeggiata nella valle’.

Non solo sport. Inutile F1, bastano tre ruote. Agosto di Coppe. Si sale sulla ‘nave ormeggiata nella valle’. Un accenno veloce all'oramai inutile F1, che Lewis per conto di Toto ( costretto alla pennichella) si sta aggiudicando anche con tre ruote. Torna vittoriosa la Ducati in moto Superbike. Lustrano gli scarpini quelli del calcio per le serate di Coppa. Dove noi contiamo Juventus ( contro il Lione, per il ritorno degli ottavi) e Napoli ( contro il Barca); mentre ai quarti aspetta la magica Dea del Gasp, che però ha una brutta gatta da pelare. Gli spendaccioni del Psg. Speriamo che il Papu abbia tenuto in serbo qualche colpo magico per consentire alla sua/nostra amata di tagliare il più prestigioso traguardo della sua storia. Scendono in campo anche le nostre dell'Europa League, Roma e Inter. Per una volta concordi nel volere battere le ( toste) rivali d'Ispagna. Intanto, per la prima volta un ministro tedesco dice: ' Davanti agli sbarchi, questa volta non lasciamo l'Italia da sola'. Non fossero parole, ma intenti, vorrebbe davvero dire che qualche settimana fa è sorta l'alba della nuova magna l'Europa. Che s'appresta ad ammirar, mutolita, quel che un genio e qualche migliaio di operai d'imprese tricolori sono riusciti a fare ricucendo ( in un anno mezzo circa ) quella profonda e dolorosa ferita nel cuore di Genoa che sembrava mai più rimarginabile. A stringere gli ormeggi un grande Presidente. A margine una 'nota' di qualche tempo fa del team di Renzo Piano, che ha lavorato sul progetto del nuovo ponte di Genova. 'Il nuovo Ponte dovrà essere semplice e parsimonioso, ma non banale. Sembrerà una nave ormeggiata nella valle; un ponte in acciaio chiaro e luminoso. Di giorno rifletterà la luce del sole ed assorbirà energia solare e di notte la restituirà. Sarà un ponte sobrio, nel rispetto del carattere dei genovesi'.

LA CRONACA DAL DIVANO. Primo week end d’ agosto. Con un accenno veloce all’oramai inutile F1, che Lewis per conto di Toto  ( ora costretto alla pennichella) si sta aggiudicando  anche con tre ruote. Torna vittoriosa la Ducati in moto Superbike.  Lustrano gli scarpini quelli del calcio per le serate  di Coppa. Dove noi contiamo Juventus ( contro il Lione, per il [...]

3 agosto 2020 0 commenti

Genova. Emesso un francobollo ordinario dedicato al nuovo ponte titolato: ‘Genova San Giorgio’.

Genova. Emesso un francobollo ordinario dedicato al nuovo ponte titolato: ‘Genova San Giorgio’. Tiratura: quattrocentomila esemplari. Foglio da ventotto esemplari. Il francobollo è stampato dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A., in rotocalcografia, su carta bianca, patinata neutra, autoadesiva, non fluorescente. Bozzetto a cura dell’architetto Renzo Piano. La vignetta riproduce il rendering di un tratto del nuovo ponte di Genova su cui si staglia, a sinistra un particolare del progetto dell’architetto Renzo Piano; in alto a destra è presente il tricolore. Completano il francobollo la scritta 'IL NUOVO PONTE DI GENOVA' redatta a mano dall’architetto Renzo Piano, seguita dalla sua firma, la scritta 'ITALIA' e l’indicazione della tariffa B. L’annullo primo giorno di emissione sarà disponibile presso lo spazio Filatelia di Genova. Il francobollo e i prodotti filatelici correlati, cartoline, tessere e bollettini illustrativi saranno disponibili presso gli Uffici postali con sportello filatelico, gli 'Spazio Filatelia' di Firenze, Genova, Milano, Napoli, Roma, Roma 1, Torino, Trieste, Venezia, Verona e sul sito poste.it.

GENOVA. Poste Italiane comunica che oggi 3 agosto 2020 viene emesso dal Ministero dello Sviluppo economico un francobollo ordinario appartenente alla serie tematica ‘Il senso civico’ dedicato al nuovo ponte di Genova – ‘Genova San Giorgio‘, viadotto sul torrente Polcevera, relativo al valore della tariffa B pari a 1,10€. Tiratura: quattrocentomila [...]

3 agosto 2020 0 commenti

Non solo sport. MotoGP: di ‘tesoro’ c’ è solo Lui. Il ‘Nono’ per la Signora. Marotta: Messi? E’ puro fantacalcio!

Non solo sport. MotoGP: di ‘tesoro’ c’ è solo Lui.  Il ‘Nono’ per la Signora. Marotta: Messi? E’ puro fantacalcio! Moto, calcio. Due occasioni di grande sport. Nella moto ci sono stati alcuni eventi che scuotono. Il Marc, verificata la tenuta del braccio ferito, ha deciso di rinunciare alla gara. Lasciando campo libero al giovane Quartararo, da scrivere e pronunciare senza accento abusivo alla francese, perchè a ' creare ' individui non è una carta ma quei secoli che gli hanno trasmesso il dono. Tornando al secondo appuntamento di Andalucia, orbo di Marquez, con Quartararo in solitaria, a meritare applausi sono degli 'italiani veri': il Pecco, il Morbido e il Vale. I primi due sono stati inopinatamente traditi dai motori, il terzo invece ( caso mai ce ne fosse stato bisogno) ha una volta di più dimostrato cosa rappresenta per lo sport motociclistico d'ogni epoca. Un unicum inarrivabile. Da leggenda delle leggende. Capace alla sua età di tenere testa ai figliol suoi. E basterebbe che quei 'crucchi' del Sol Levante si decidessero a mettergli a disposizione una moto accettabile, per fare il miglior affare della loro storia. Affare senza confini. Altro che ( con rispetto parlando) i Marquez, Quartararo, Vinales e quanti altri da aggiungersi alla lista! Provare per credere? Lo Scudetto, si sa, è da tempo immemorabile uno dei simboli del calcio mondiale. Appuntarselo sul petto vuol dire avere trionfato in uno dei tornei più prestigiosi al mondo. Dietro alla Signora, con tutti i suoi affanni, si sono arrangiate: Inter, Atalanta, Lazio, Napoli, Roma e Milan. Una bella compagnia. Con meriti e rimpianti. Merito va alla prodigiosa Dea del Gasp che più di così non poteva fare; merito va anche alla buona Lazio dell'Inzaghino che, pur altalenando, e senza coppe, è riuscita a conquistarsi un posto Champions. Non poco, anche se per un certo tratto sembrava voler contendere lo Scudetto alla Signora. Qualche rimpianto e qualche merito va ascritto alla Roma del sor Fonseca, un distinto signore lusitano costretto a governare una panchina davvero imprevedibile. Così al Napoli del Ringhio, sedotto e abbandonato dal sor Carletto volato a far da comparsa in Premier, che l'Europa si porta a casa ( unitamente alla Coppa Italia 2020). Rimpianti, invece, e solo rimpianti, per quell'eterno lamentone del sor Conte che non sapendo più a chi dar colpe già sta pensando di mettere sotto tiro i raccattapalle.La Beneamata aspetta il colpo del secolo. Che ( solo) per Marotta è fantacalcio. Ma che a ben leggere i voli d'uccelli sul cielo del Meazza se non è stato fatto è stato ( almeno) tentato. Il padre di Messi che compra casa a Milano non può essere liquidato come un semplice diversivo fiscale. Sul Milan del Pioli e dell'Ibra invece torneremo.

LA CRONACA DAL DIVANO. Moto, calcio. Due occasioni di grande  sport. Nella moto ci sono stati alcuni eventi che scuotono. Il Marc, verificata la tenuta del braccio ferito, ha deciso di rinunciare alla gara. Lasciando campo libero al giovane Quartararo, da scrivere e pronunciare  senza accento abusivo alla francese, perchè [...]

27 luglio 2020 0 commenti