Italia & Mondo

 

Ravenna. Giornate d’autunno. Con il FAI – Fondo ambiente italiano: ‘Ricordati di salvare l’Italia’.

Ravenna. Giornate d’autunno. Con il FAI – Fondo ambiente italiano: ‘Ricordati di salvare l’Italia’. Questa edizione è dedicata all'Infinito di Giacomo Leopardi. Le Giornate FAI d’autunno sono promosse dai gruppi FAI Giovani, il risultato della forza delle nuove generazioni, simbolicamente incarnata in quel giovane che, duecento anni fa, a ventun anni, scrisse i versi immortali dell’Infinito: Giacomo Leopardi. Per questo l’edizione 2019 è dedicata a lui e alla sua poesia, con tre aperture speciali: l’Orto sul Colle dell’Infinito, Bene del FAI a Recanati (MC), luogo che ispirò l’idillio; il Parco vergiliano a Napoli dove le spoglie di Giacomo Leopardi sono state traslate nel 1939; infine, la chiesa di Sant’Onofrio al Gianicolo a Roma, con la tomba di Torquato Tasso che Leopardi considerava tra gli italiani più eloquenti. Ogni visita prevede un contributo facoltativo a sostegno dell’attività della Fondazione. Per gli iscritti FAI e per chi si iscriverà per la prima volta – a questi ultimi sarà dedicata la quota agevolata di 29 euro anziché 39 – saranno riservati accessi prioritari. La quota agevolata varrà anche per chi si iscriverà per la prima volta tramite il sito www.fondoambiente.it dal 1° al 20 ottobre. In provincia di Ravenna sarà possibile seguire tre diversi itinerari di visita.

RAVENNA. Le Giornate FAI d’autunno compiono otto anni e sono più vitali che mai. Un weekend unico, irripetibile, che sabato 12 e domenica 13 ottobre 2019 toccherà 260 città, coinvolte a sostegno della campagna di raccolta fondi del FAI – Fondo ambiente italiano ‘Ricordati di salvare l’Italia‘, attiva a ottobre. Le [...]

11 ottobre 2019 0 commenti

Non solo sport. Moto: Marc, non più Vale ma Ago. Il Diavolo cambia: chiamato Pioli. San Siro: che si fa?

Non solo sport. Moto: Marc, non più Vale ma Ago. Il Diavolo cambia: chiamato Pioli. San Siro: che si fa? E così il buon Giampaolo ha dovuto dire addio all'occasione delle occasioni. Sedere sulla panca del Diavolo, che ( però) di lui non era affatto convinto. Al punto che, pur dopo una (sofferta) vittoria, l'ha licenziato. Al suo posto il buon Pioli, già sulla panca dei cugini rivali, non proprio il sogno dei sogni per i rossoneri, che però da lui s'aspettano almeno di risalire la china verso la zona Coppe. E' fin troppo, infatti, causa i pastrocchi dell'ultimo Berlusca, che il Diavolo latita dai massimi consessi europei e mondiali. Lui che, per l'Equipe, è stato nomato ( grazie ai suoi Immortali) ' la squadra del secolo'. E se il derby d'Italia, decisamente il più bello degli ultimi anni, ha ristabilito le gerarchie in ambito Serie A, non è che tutto sia finito. Deciso. O quasi. Come in Francia. Come in Germania. Come in Premier. Viene infatti da ridere pensando a quanto impegno abbiano messo i nostri anglofili per convincerci ( giornalmente) che il massimo campionato di calcio d'Albione era il più ' tirato' , ' affascinate', ' inarrivabile', del Globo. Per poi scoprire che se il City lascia qualche altro punticino per strada, ai reeds di Liverpool, basterà attendere comodamente stravaccati sul un divano la primavera per andar poi a levare al cielo un altro Scudetto. Vogliam dire, che la Signora, al momento, poche rivali ha, soprattutto nel Belpaese, ma questo non significa che la Beneamata, magari sostenuta dalla beffarda Eupalla, più avanti, con altri venti, possa cambiare le carte in tavola. Ci sembra invece in ambasce il Ciuccio, che dopo la vittoria sui campioni d'Europa sembra sprofondato nelle bambocce. Tanto che qualcuno ventila l'addio anticipato del sor Carletto da Napoli. Che, francamente non ci apparirebbe una gran soluzione, nè per lui nè per DeL; come non sarebbe una gran soluzione quella di un 'altro ventilato ( clamoroso) addio anticipato, quello di Cr7, da Torino . Il nostro Albertone gliela canterebbe ' Ma dovei vai, se la banana non ce l'hai?'. Battute a parte, non ci sembra che in giro pel Pianeta ci sia ( nel complesso) qualcosa di meglio della Torino, delle terre terra sabaude dei re d'Italia. E mentre il Campionato sosta, rispunta la banda del Mancio. Di verde vestita. Quasi una bestemmia, che però ( promettono i nostri cervelloni al timone) risuonerà lungo valli e borghi per una notte sola. Inoltre con altri due successi ( Grecia, in casa; Liechtenstein, fuori) i nostri porterebbero a casa l'auspicata qualificazione per l'Europeo. Da vivere da ' guerrieri ' o da 'belle statuine' ? Restiamo infine in attesa per le decisioni sullo stadio ( nuovo o ristrutturato) di Milano. Che speriamo non si faccia prendere la mano dal voler rendere onore alle gloriose vestigia antiche piuttosto che provar a generare un ( altrettanto) prodigio.

CRONACA DAL DIVANO.  Gli mancavano solo due punti per l’ottavo titolo, figuriamoci se li lasciava perdere. E così dopo un weekend in cui era volato via disintegrando la moto, dopo un breve controllo  in ospedale, è tornato in pista per riappropriarsi del suo ruolo e del suo titolo. L’ottavo, al [...]

8 ottobre 2019 0 commenti

Non solo sport. F1: ‘frecce’ sì, ma con la solita safety car. Conte vs Sarri, al Derby d’Italia. Un povero Diavolo.

Non solo sport. F1: ‘frecce’ sì, ma con la solita safety car. Conte vs Sarri, al Derby d’Italia. Un povero Diavolo. Gp di Russia deciso, manco a dirlo, ancora una volta non sulla pista, ma dai fuori pista. Con l'entrata della safety car le ' frecce' ( fino ad allora) dietro alle 'rosse' sono potute rientrare davanti e vincere, comodamente, una gara che manco si sarebbero sognate di fare. Ci siamo abituati a queste sceneggiate che, per noi, giusto o no che sia, non fanno bene alla credibilità d'una disciplina che visti i rischi che presenta dovrebbe garantire il massimo della correttezza. Altro rammarico ci è piovuto addosso dal Mondiale di ciclismo svolto in Inghilterra. Alla fine della tenzone, durissima, lunga e bagnata, erano rimasti in tre, con il nostro Trentin candidato ( sulla carta) alla vittoria. E invece, sia pur con merito, è spuntato fuori dalle nuvole il danese che non t'aspetti che s'è portato a casa una maglia iridata ( per lui) davvero insperata. Chiudiamo il Mondiale di ciclo, con cinque medaglie: due ori, due argenti e un bronzo. Prima medagliuccia ( di bronzo) anche nei Mondiali di atletica di Doha: ad aggiudicarsela è stata nella marcia km 20 la Palmisano. Mondiali che hanno visto, per la prima volta, un nostro velocità in finale nei 100 metri piani. Si è trattato di quel ragazzone a modo chiamato Filippo, e che ( sia pure con un tempo non stratosferico) s'è tolto lo sfizio di arrivare settimo e non ottavo, ovvero ultimo. Per lui, ora, c'è la staffetta 4x100 m. Ha continuato, oltre l'infrasettimanale. Il nostro torneo che ( in attesa di nuovi stadi, San Siro in primis) ci piace ad ogni turno di più. Altri ritmi, altre giocate, non a schema prevedibile ma imprevedibile, come vuole l'arte di chi da queste parti s'è reso esperto in maneggi da rettangolo verde all'ombra dei tanti, agguerriti, infidi, campanili. Note dolenti, se non funebri, per il povero Diavolo battuto una volta di più ( 1-3 dalla Viola) e chiamato ad un'altra annata di inaudita sofferenza. C'è, in quel di Milanello, qualcosa che continua a non funzionare. Infatti non è bastato chiamare l'acuto Svone in aiuto all'inesperto Maldo, per mutare ( soprattutto) l'anima d'una squadra fatta di ( giovani) che in campioni non riescono proprio a trasmutare. .

CRONACA DAL DIVANO. Gp di Russia deciso, manco a dirlo, ancora una volta non sulla pista, ma dai fuori pista. Con l’entrata della safety car le ‘ frecce’ ( fino ad allora)  dietro alle ‘rosse‘ sono potute rientrare davanti e vincere, comodamente, una gara che manco si sarebbero sognate di fare. [...]

30 settembre 2019 0 commenti

Non solo sport. Mondiale F1: parata di ‘rosse’. Moto Gp: solito Marc. Con il quarto turno di Campionato.

Non solo sport. Mondiale F1: parata di ‘rosse’. Moto Gp: solito Marc. Con il quarto turno di Campionato. Eppoi, hanno il coraggio di volerla sverniciare, ogni tanto, quella prodigiosa macchinina 'rossa' che mito e non leggenda o favola è, come l'ippogrifo alato capace di sfidare il sole. Gli altri, infatti, transitano, lei resta. Magnifica. Unica. Che quando men te l'aspetti si rimescola alle sue ceneri e si rigenera. Più lucente e rossa che pria. In tanti cercano di indagarla, d'interrogarla, di imitarla, eppure lei sempre sfugge, riparando dove agli altri non pare, portandosi seco quel misterioso afflato vitale che soltanto il grande Drake deve avere avuto modo e tempo d'avvertire nell'atto della creazione. Nel lontano Oriente di Sandokan, ad essere favorite erano le ' frecce d'argento' di quel formidabile driver nero. Alle 'rosse' veniva riservato soltanto qualche parcella minima di pronostico. Tanto che perfino le Red Bull del venditore di bevande avrebbero dovuto asfaltarla, impietosamente, tra una stradina e l'altra d'un tortuoso percorso cittadino. Visioni da miscredenti. Perchè, alla prova della pista, la 'rossa', anzi le 'rosse', non hanno fatto altro che attingere alla loro attitudine a scrivere di storia e non (solo) di cronaca. E, alla fin della lunga tenzone, si sono presentate in parata sotto lo striscione del traguardo. Ora, non è che anche con questa impresa vadano a mettere a repentaglio un titolo mondiale da tempo assegnato, ma solo a riprendersi le luci della ribalta. Che non possono che essere le loro. Così diverse. Così affascinanti. Dal cuore infinito, donde custodiscono tanto i grandi come Schumi vincitore di tutto o del Niky che di rosso s'è vestito per l'ultimo viaggio; quanto chi ha vinto poco o nulla, ma che ( come l'immenso) Giles il suo ( commovente ) talento donato ha alla causa loro.Moto Gp: nulla di nuovo è apparso anche ad Aragon, pista di casa del ' mostro cataluno', che gli avversari ha manco fischiato, fin dai primi metri, per involarsi solitario verso l'ennesima vittoria, verso un altro titolo. Risultati e commenti del quarto turno di Campionato.

CRONACA DAL DIVANO. Eppoi, hanno il coraggio di volerla sverniciare, ogni tanto,  quella prodigiosa macchinina ‘rossa’ che mito e non leggenda o favola è, come l’ippogrifo alato capace di sfidare il sole. Gli altri, infatti, transitano, lei resta. Magnifica. Unica. Che quando men te l’aspetti si rimescola alle sue ceneri [...]

23 settembre 2019 0 commenti

Non solo sport. Una ‘cattedrale’ di vetri e luci a Milano? Champions e Uefa: molti bluff, un solo trionfo.

Non solo sport. Una ‘cattedrale’ di vetri e luci a Milano?  Champions e Uefa: molti bluff, un solo trionfo. ANTICIPAZIONI. I pochi che hanno sbirciato i progetti del nuovo San Siro assicurano che l'attesa sarà ripagata. I dossier restano comunque segreti. Forse per qualche giorno ancora. Poi chi vorrà verrà interessato all'operazione. Popolazione compresa. Intanto però qualche 'spiffero' filtra. Due i progetti in gara. Quello di Populus richiamerebbe due eccellenze architettoniche della città, il Duomo e la Galleria Vittorio Emanuele II, con gioco di luci e vetrate che consentirebbe colorazioni diverse a seconda della squadra impegnata. Roba mai vista. Avvenieristica. Formalizzata su un parallelepipedo di cristallo che evoca il concetto della ' Cattedrale del calcio', con gallerie intorno al corpo centrale le cui arcate richiamano i due capolavori di piazza del Duomo. L'altro progetto, quello di Monica-Cmr, è raccontato come struttura altrettanto fascinosa, ma più tradizionale ( dall'alto presenta il classico ovale). Il suo segno distintivo sarebbero due enormi anelli che si incrociano a simboleggiare la coesistenza dei due club nella stessa casa. Una parte della facciata potrebbe essere dedicata ai tifosi, con la possibilità di inserire sui 'mattoni' dell'impianto il proprio nome, chissà, anche la propria foto. Entrambi i rendering prevedono un'ampia zona esterna dedicata a strutture commerciali e a uffici che prenderebbero la forma di due grattacieli. I due stadi ( da 60/65 mila posti) sono accomunati da un basso impatto energetico e di rumorosità, saranno più vicini all'attuale fermata della Metropolitana e garantiscono un accesso semplice e fruibile come un moderno parco cittadino. Tra i due progetti Elliot preferirebbe decisamente Populus, mentre Suning si mostra possibilista anche se la 'cattedrale' convince perchè diventerebbe un intervento più 'segnante' nella nuova geografia della città. Speriamo ora che si arrivi velocemente al dunque. Come si conviene ad una ex capitale dell'impero romano d'Occidente. Ovvero di coloro che ( vedi i Flavi) proprio grazie ad uno stadio ( vedi il Colosseo) si sono guadagnati l'immortalità.

CRONACA DAL DIVANO. Che è se non un doloroso bluff quello perpetrato ai  danni dei 60 mila del Meazza  dalla banda Conte Dracula ? Non è certo questo il giusto viatico. Anche perchè i punti persi contro lo Slavia Praga , rodato, esperto, dignitoso,  potrebbe risultare decisivi alla fine del girone. Queste cose la Beneamata le conosce, sulla sua pelle, eppure [...]

20 settembre 2019 0 commenti

Non solo sport. L’infinito cuore di Monza. Ma anche dolorosi bluff: nel rugby, nel basket e nel volley.

Non solo sport. L’infinito cuore di Monza. Ma anche dolorosi bluff: nel rugby, nel basket e nel volley. Non si fa intortare il Mancio da Jesi, che dopo avere portato a casa ( con fatica) una vittoria dall'orgogliosa Georgia ( 1-3) non si fida della trasferta nella gelida Finlandia. Infatti sta pensando di ' mettere in riga' alcuni giovinastri che , a anche loro in anticipo osannati, credono che per cingersi d'allori basti fare qualche saltarello una volta ogni tanto. Bene fa richiamare il Chiesa, ma anche il Bernardeschi e altri. Per mettersi al pari de l0ro padri di pagnottelle ne devono manducare assai. A proposito di padri, come non si fa a ricordare quel padre gigante buono di Gaetano Scirea. O giovin del nostro tempo, chinate il capo, e zitti meditate! Solo due vittorie per quelli del basket. Troppe, visto che sembravano destinati a fare il ' sacco delle botte' al Mondiale cinese. Dove, in un batter di ciglio, si sono ritrovati in seguito come tutto faceva pensare: Hanno però perso con una Serbia troppo forte per loro e non solo. Hanno riperso con la Spagna, che tenendo qualche minuto in più poteva essere anche mandata fuori. Perdono. E' una generazione tanto osannata ( vedi gli americani) e che s'è invecchiata lasciano poco o nulla a mamma azzurra che li ha fatti nascere e ( lungamente) allevati. Sen vanno però al Preolimpico. Che è un brodino, niente affatto foriero di buoni auspici. Con quelle facce si capisce lontano un miglio, che non c'è squadra e voglia di farsi amare. Nulla da aggiungere anche per l'eterno bluff di quelli del rugby, mentre hanno fatto trenta e non trentuno le ragazze della pallavolo agli Europei. Una partita dove si dovrebbe imparare una volta di più che per osannare c'è sempre tempo.

DAL DIVANO.Avevamo giurato che non avremmo speso più un rigo per un Mondiale di già deciso a prescindere da qualche bacucco in alto sito. Ma è bastato un sorriso della ‘ rossa’ per farci recedere dal broncio della protesta. La ‘rossa’ si sa da quando è al mondo non fa la caccia  titoli e vittorie [...]

7 settembre 2019 0 commenti

Monza. Cea, squadra corse: il gusto della sicurezza. 6-7-8 settembre 2019 – Autodromo nazionale Eni Circuit.

Monza. Cea, squadra corse: il gusto della sicurezza. 6-7-8 settembre 2019 – Autodromo nazionale Eni Circuit. Perché CEA Squadra Corse ad un evento di alta gastronomia? A domanda risponde Rossella Amadesi, vice presidente di CEA Estintori Spa: 'Siamo stati invitati perché l’area tecnica CEA e la sua cucina tradizionale sono ben note e apprezzate nel mondo del motorsport da piloti e firme celebri. Ci vediamo da CEA' era il saluto che conteneva la promessa di un nuovo incontro, sull’onda del buon gusto. È così che descrive Ezio Zermiani, voce storica della F1, l’ospitalità della nostra famiglia nella monografia pubblicata nel 2017 in occasione del cinquantesimo anniversario del marchio CEA Estintori: '… con i lunghi tavoli da locanda, era diventato un punto di riferimento per l’accoglienza, tanto che è rimasta famosa la frase: ci vediamo da CEA, dove tutti sapevano che sarebbero stati accolti in un’atmosfera famigliare, tra una buona tagliatella con un sugo romagnolo e un bel bicchiere di lambrusco, una convivialità che ti faceva dimenticare le tensioni della giornata'.

MONZA. È iniziato il conto alla rovescia della 90° edizione del Gran premio d’Italia di F1 e dopo un altro anno di intensa attività di formazione e addestramento tecnico, i ‘Leoni’ CEA si accingono a mettere a disposizione del tempio della velocità la loro riconosciuta professionalità e competenza per la [...]

5 settembre 2019 0 commenti

Non solo sport. Vola il Carletto della ‘rossa’. Monza aspetta. Signora, che fai con il Ciuccio e la Beneamata?

Non solo sport. Vola il Carletto della ‘rossa’. Monza aspetta. Signora, che fai con il Ciuccio e la Beneamata? Avevamo giurato che non avremmo speso più un rigo per un Mondiale deciso a prescindere da qualche bacucco in alto sito. Ma è bastato un sorriso della ' rossa' per farci recedere dal broncio della protesta. La 'rossa' si sa che da quando è al mondo non fa la caccia a titoli e vittorie ma soprattutto a imprese e storie di uomini. Grandi uomini ( non solo) di sport. Capaci di scrivere di storia e non di cronaca. Il Giles, ad esempio ( per quel che che sappiamo) di titoli non ne ha vinti mai, eppure nella graduatoria degli uomini che recano stampigliato quel cavallino rampante nero su campo giallo, lui, sta nel girone più alto. Una graduatoria speciale che ( per quel che ci riguarda) vale assai più di quella a cui si rivolgono statistici e autori d'almanacchi. Ebbene, il Carletto nato nel feudo dei liguri Grimaldi, scoperto, cresciuto ed allevato dalla 'rossa' come Giove dalla madre Gea nelle caverne del monte Ida, ad appena ventuno anni, con il dolore nel cuore per la scomparsa dell'amico Tonio, ha saputo imporsi ad un penta campione del mondo. E portare, dopo un decennio, di nuovo la 'rossa' sulla cattedra di Spa nel Gp del Belgio. Per l'occasione il magnifico Toto s'è tolto la candida camiciola fresca di bucato adatta più in una corsia d'ospedale, per indossare un giacchetto nero. Già meglio , ma un poco lugubre. Più da giornate di lutto che di gioia, come ben gli starebbe una camicetta d'altro colore una volta che decidesse di scendere sotto l'Alpe e di accasarsi ( una volta per tutte) nella calda, generosa ed accogliente terra emiliana. Aspettiamo Monza. Il mitico regno del dio della velocità. Che ha rinnovato per un altro lustro. Strabocchevole di passione. Con quel suo gigantesco cuore che a fine gara andrà a dispiegarsi sotto il podio per porgere lauro ( e gloria) al vincitore. Che resterà nella memoria ( e negli affetti) più e meglio di tante altre vittorie e di tanti altri titoli e titolati in altre situazioni premiati.

LA CRONACA DAL DIVANO.Avevamo giurato che non avremmo speso più un rigo per un Mondiale di già deciso a prescindere da qualche bacucco in alto sito. Ma è bastato un sorriso della ‘ rossa’ per farci recedere dal broncio della protesta. La ‘rossa’ si sa da quando è al mondo [...]

4 settembre 2019 0 commenti

Non solo sport. Cade il Dovi e vola il Marquez. Torna la nostra cara Serie A, con tanti nodi da sciogliere.

Non solo sport. Cade il Dovi e vola il Marquez. Torna la nostra cara Serie A, con tanti nodi da sciogliere. La gara mpoto Gp di Silverstone è stata rovinata non dalla pioggia ma dalla caduta in partenza del giovane siculo-francese Quartararo, che ha coinvolto crudelmente anche il Dovi, trasportato d'urgenza in ospedale. Nulla di grave, per la salute, qualcosa invece di decisivo per la sorte del Mondiale, oramai in mano di Marc Marquez. Battuto ancora al photo finish, non dal Dovi che ha tracciato la strada per farlo, ma dal connazionale Rijns, del team Brivio. Ha deluso un tantino il maestro di Tavullia che partito in seconda posizione prospettava ben altra resistenza in pista. Resistenza che è svanita fin dalle prime battute . Costringendo ( melanconicamente) il Vale in retrovia. Quindi, alla prova dei fatti, tre ispanici sul podio, con il Vale e il Morbido a far da ancelle al quarto e quinto posto. Del Campionato, invece, nell'attesa del posticipo della Beneamata versione Conte Dracula, un inizio niente male. Con la Signora vittoriosa ( 0-1) ma in sofferenza contro il Parma; il Napoli più volte perforato ( 3-4) da una Viola che ( anche senza Ribery) s'annuncia pimpante; la Roma, costretta al pari ( 3-3) e il Milan tornato a competere col solito passo del gambero ( 1-0 a Udine). Maldo e Svone che fate? Gli esterofili e la loro succursale anglofila si sono nel contempo sbracciati per porgerci la Premier canterina e corridora, che ( tranne il Tottenham) ha visto tutte le big vincere, come da copione. Piuttosto, da rimarcare, è la brutta ' battuta d'arresto' del Toro in Uefa contro il Wolves ( 2-3) che sarà improbo rimontare in Albione. A meno che qualche goccia di sangue antico non sia andato a rivitalizzare i ragazzi del buon Mazzarri, troppo distratti in andata. Abituale allucinante sconfitta per quelli del basket, che ( con questo andazzo) ai Mondiali vanno ma per far cosa: il sacco delle botte? Dodici medaglie azzurre mondiali sono invece piovute dalle piscine natatorie giovanili. E' inoltre partita la 'rossa' Vuelta de Espana.

LA CRONACA DAL DIVANO. Fine settimana segnato dal ritorno della Serie A in campo e dalla nuova sconfitta in dirittura d’arrivo al Gp di Silverstone del ‘ mostro’ cataluno. La gara è stata rovinata dalla caduta in partenza del giovane siculo-francese Quartararo, che ha coinvolto inevitabilmente anche il Dovi, trasportato [...]

26 agosto 2019 0 commenti

Non solo sport. Calciomercato : germogliano le nostre squadre. Carucce. A quando i nuovi stadi?

Non solo sport. Calciomercato : germogliano le nostre  squadre. Carucce. A quando i nuovi stadi? Di quelli del basket abbiamo giù avuto modo di chiederci se val la pena farli scomodare nei quattro continenti per vestirli di un azzurro che non ( sentono) e non meritano. Vedere l'azzurro fungere da ' sacco delle botte' di questo o quello non è giovevole ad alcuno. Se ne tornino pure i nostri fenomeni ai loro travagli usati, che noi passeremo il nostro tempo con altri sport più meritevoli. Furoreggia in calciomercato. Furoreggia a parole perchè di fatti ce ne stanno ben pochi. Intanto, nessuno vuole abbandonare la Signora, pochi sono entusiasti di vestire il rossonero che, chissà se si sa in giro, è un bicolore che figura tra gli immortali. Anche la Beneamata fatica a dare a Conte quel che vuole Conte. E' arrivato il gigante Lukaku, potrebbe arrivare ' meraviglia' Sanchez. E di Icardi e signora che si fa? Anche lui alla Continassa? Anche DeLa smanetta anche per non far fare un figura barbina al sor Carletto. la Roma, ancora incompleta, ingaggia giovani che, al momento, vanno. Il problema è se sapranno superare la boa di Natale. E comunque sia non ci preoccupiamo perchè sia quel che sia dall'ineffabile cilindro del nostro torneo qualcosa di buono ( e sorprendente) uscirà. Stian certi gli anglofili. Piuttosto continuiamo a battere il taso dei nuovi impianti. Perchè sentir dire che i corridori d'Albione incassano in soli di diritti tivù esteri venti volte noi, fa rabbia. Che di marketing siano afferrati lo sapiamo, che però ci diano tanta distanza non lo accettiamo affatto. Il nostro calcio, con i suoi campanili, i suoi tecnici e i suoi pedatori conta qualche punto di svantaggio ma anche qualche punto di vantaggio. Stanno( al momento) lavorando ai loro ( nuovi) stadi Bergamo, Padova e ( in parte) San Paolo. Stanno per presentare il progetto nuovo San Siro le milanesi; mentre continua a veleggiare in alto mare lo stadio della Roma.

LA CRONACA DAL DIVANO. Poco da dire. Di quelli del basket abbiamo giù avuto modo di chiederci se val la pena farli scomodare nei quattro continenti per vestirli di un azzurro che non ( sentono) e non meritano. Vedere l’azzurro fungere  da ‘ sacco delle botte’ di questo o quello [...]

21 agosto 2019 0 commenti