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Non solo sport. Le ‘ tre Disgrazie’ al guinzaglio dei ‘ due Miserables’? Che vorrebbero ‘farcela pagare’?

Non solo sport. Le ‘ tre Disgrazie’ al guinzaglio dei ‘ due Miserables’? Che vorrebbero ‘farcela pagare’? Circolano voci ( infondate? ) che riferiscono di oscuri menages, riservati ai vecchi e nuovi ' miserables' d' Europa che manco sanno risolvere i problemi loro, ( figuriamoci) i nostri. Delle ' tre Disgrazie' abbiamo avuto ( fondatamente) da dire. Anche perchè che siano prestanome ( politici) di altri due fenomeni (politici) lo hanno capito anche i sassi. Due fenomeni che, vista la scarsità del loro peso specifico, come in un gioco di matrioske russe altro non appaiono a loro volta che due prestanomi, l'uno, detto Peter Pan , dei ( codardi ) epigoni di una classe dirigente francese che le guerre vince se gliele vincono gli altri; l'altra, detta la 'culona', degli eredi d'una classe dirigente ( mai realmente defunta ) che le guerre inizia per perderle tutte. Ne hanno fatte due, provano di vedere se c'è spazio per una terza. I due 'miserables' , ultimamente, in uno di quegli abboccamenti tra esseri incompiuti, (si dice ) che abbiano deciso di mandare alla malora il Belpaese. Nel senso che 'deve pagare'. Non si sa cosa e a chi, ma 'deve pagare'. Con tutto quello che ha rappresentato e rappresenta. Chi se ne frega! Adesso lascerebbero fare al virus, poi, proveranno con i loro marchingegni finanziari e (se del caso) andranno a riaccendere i forni. Che ci volete fare, c'è gente al mondo che gode così. I gusti son gusti. Dunque, che dire alla nostra classe dirigente, in primis quella al Governo, se non (intanto) di verificare? Se son ciance voleranno via. E comunque basterà star desti. Anche perchè se a darci dei 'pezzenti' son quelli che dei 'pezzenti' son maestri, ci può stare. Mentre a fare la fine dei polli di Lorenzo Tramaglino, no, questo proprio non ci sta! Occhio allora alle lusinghe di circostanza. Di questo o d'altro prestanome o rognoso al guinzaglio. E se, per non sapere nè leggere nè scrivere, come insegnano i nostri vecchi, diciamo di infilarsi Mes o non Mes dove loro meglio aggrada? Vorrà dire che, mal che vada, per l'ennesima volta nei secoli, doveremo rimboccarci le maniche, per compiere l'ulteriore impresa. A noi possibile, a loro no. Noi, che le guerre sbagliamo ( come l'ultima, col Fascismo in casa) , salvo poi ravvederle e riscattarle. Anche col canto alle finestre, tutti uniti. Dalla Lombardia alla Sicilia. Eppoi, ci sarà pure qualcuno al Mondo ( anche tra Franchi e Germani) che preferisce cantare con noi piuttosto che ridere con quei vecchi e nuovi ' miserables'?

LA CRONACA DAL DIVANO. Circolano strane voci. Voci non periferiche e insistenti, su quelle elites  politico-finanziario che dovrebbero gestire il futuro d’ una Europa ( al momento) sbrindellata e in ginocchio. Voci ( infondate? ) che riportano  di strani menages, riservati ai vecchi e nuovi  ‘ miserables‘ d ‘Europa  che manco sanno [...]

4 aprile 2020 0 commenti

Forlì. Dalla storica pasticceria ‘Flamigni’ ottocento colombe agli operatori dell’ospedale di Forlì.

Forlì. Dalla storica pasticceria ‘Flamigni’ ottocento colombe agli operatori dell’ospedale di Forlì. 'Per noi si tratta di un dono graditissimo - spiega la dottoressa Elena Vetri , direzione sanitaria del Presidio ospedaliero di Forlì (in foto) - Tutte le colombe verranno distribuite agli operatori impegnati in prima linea contro il Coronavirus. Ringraziamo anche il comune di Forlì per avere fatto da tramite a questa donazione'. I capostipiti, i fratelli Armando, Lieto e Aurelio Flamigni, aprirono la loro pasticceria in piazza Saffi, a Forlì, nel lontano 1930. Dopo appena qualche anno i loro negozi si erano moltiplicati, diventando tappa obbligata per tutti i viaggiatori che dal Nord si recavano in vacanza sulla Riviera adriatica.

FORLI’. I’La storica pasticceria Flamigni di Forlì ha donato oggi ben ottocento delle sue rinomate colombe pasquali a tutti gli operatori sanitari forlivesi impegnati nella lotta al Coronavirus. ‘Per noi si tratta di un  dono graditissimo – spiega la dottoressa Elena Vetri , direzione sanitaria del Presidio ospedaliero di Forlì (in foto) – Tutte le [...]

4 aprile 2020 0 commenti

Cesenatico.Annullato il Garret Contest. La gara di metal detector in spiaggia, del 26 aprile.

Cesenatico.Annullato il Garret Contest. La gara di metal detector in spiaggia, del 26 aprile. Considerando, infatti, l'evolversi imprevedibile della pandemia, poiché è nostro dovere assumere sempre decisioni a salvaguardia della salute dei nostri iscritti, in questo momento di incertezza planetaria, riteniamo - con senso di responsabilità - che sia questa l'unica opzione possibile. Per venire incontro a tutti i nostri iscritti abbiamo dunque deciso quanto segue: la quota d'iscrizione già versata sarà valida per i prossimi eventi organizzati da Detector Shop nelle date e nei luoghi che comunicheremo quando le condizioni lo consentiranno. Chiunque invece desiderasse la restituzione della quota versata provvederemo a restituire il 100% dell'intera somma. In questo caso, però, la richiesta di restituzione della quota dovrà pervenire alla Securitaly entro il 30 aprile 2020. Con la speranza che ognuno di voi comprenda il senso della nostra scelta, rinnovando il nostro impegno a tenervi costantemente aggiornati, vi diamo appuntamento a tutti a Cesenatico nel 2021.

CESENATICO. Dopo aver attentamente analizzato la situazione attuale e i suoi possibili scenari futuri, non senza dispiacere, siamo costretti a comunicare ufficialmente l’annullamento dell’edizione 2020 del ‘Garrett Contest‘ di Cesenatico. Considerando, infatti, l’evolversi imprevedibile della pandemia, poiché è nostro dovere assumere sempre decisioni a salvaguardia della salute dei nostri iscritti, [...]

4 aprile 2020 0 commenti

Forlì. Dal gruppo Medoc, 10mila mascherine al personale sanitario degli ospedali di Forì e Cesena.

Forlì. Dal gruppo Medoc, 10mila mascherine al personale sanitario degli ospedali di Forì e Cesena. 'Si tratta di una campagna di supporto che viaggia di pari passo con le nostre attività ambulatoriali- ci spiega il dott. Bruno Ricci, direttore sanitario e medico del lavoro di Medoc, campagna ad ampio raggio, sostenuta in primis dai nostri medici, infermieri e tecnici della prevenzione , che spazia dalle valutazioni cliniche a richiesta (fatte anche tramite intervista telefonica),al fornire informazioni e 'conoscenza' per dirimere dubbi, al condividere procedure riguardo la prevenzione , al riscontro dei sintomi del Coronavirus Covid 19, ed infine a fornire i dispositivi di Protezione individuale (DPI ) fra i quali le mascherine'. 'Siamo riusciti a procurarci -continua il dott.Ricci - una discreta fornitura di dispositivi di Protezione facciale monouso (mascherine chirurgiche FFP1) e abbiamo ritenuto opportuno e doveroso, contribuire alla gestione dell’emergenza donando una fornitura di 5mila mascherine chirurgiche a tutti gli operatori dell'emergenza dell' ospedale 'Morgagni-Pierantoni' di Forlì e altre 5mila al reparto di Terapia intensiva dell'ospedale 'M.Bufalini' di Cesena.Si tratta di un 'lavoro di squadra' che ci vede in prima linea '.

IL GRUPPO MEDOC di Forlì-Cesena, che si occupa di Prevenzione , Medicina del lavoro e Sicurezza del lavoro dal 1998, al fine di evitare la diffusione epidemiologica del virus Covid 19 è fortemente impegnato , come supporto alle Aziende e ai lavoratori,  per la gestione dei casi sospetti, sintomatici e [...]

4 aprile 2020 0 commenti

Emilia Romagna. Legacoop e Federcoop Romagna in team per fare fronte ai problemi della liquidità.

Emilia Romagna. Legacoop e Federcoop Romagna in team per fare fronte ai problemi della liquidità. Infatti, se l’attività economica rallenta o si ferma, come è accaduto da noi, rallentano anche i flussi di cassa. E mentre le banche centrali possono dare un contributo riducendo i tassi d’interesse, sono soprattutto i Governi a dover assumere un ruolo di primo piano nel fornire liquidità, come sembra avere riconosciuto proprio in questi giorni la stessa Bce. ' Non a caso la richiesta che giunge a gran voce al Governo dalla Cooperazione e da gran parte del sistema imprenditoriale italiano, è quella di curarsi soprattutto di questo aspetto, all’interno dei prossimi interventi previsti', dichiarano Mario Mazzotti, presidente di Legacoop Romagna e Paolo Lucchi, amministratore delegato di Federcoop Romagna. Legacoop e Federcoop Romagna, attraverso i propri consulenti e quelli di Federazione delle Cooperative, hanno creato un team specifico, composto da consulenti finanziari, direzionali e legali- giuslavoristici, per poter abbracciare,tutti gli ambiti tecnici multidisciplinari che la complessità della situazione e delle misure messe in campo richiedono.

EMILIA ROMAGNA. (3 aprile 2020) – Ormai tutti gli analisti economici lo riconoscono: oggi e per i prossimi mesi le imprese dovranno costantemente far fronte ad un problema di liquidità. Infatti, se l’attività economica rallenta o si ferma, come è accaduto da noi, rallentano anche i flussi di cassa. E mentre [...]

4 aprile 2020 0 commenti

Non solo sport. Le ‘ tre Grazie’ o le ‘ tre Disgrazie’? Veloci e sicure, care Signore, perchè qui ci si gioca tutto!

Non solo sport. Le ‘ tre Grazie’ o le ‘ tre Disgrazie’? Veloci e sicure, care Signore, perchè qui ci si gioca tutto! Ormai le chiamano le 'tre Grazie', o anche ( parafrasando) le originali del Botticelli, le ' tre Disgrazie'. La Lagarde è francese, le altre due sono tedesche. In questa, stanno mettendo in gravi ambasce chi aveva pensato che bastava porle alla guida dei massimi sistemi per garantire in quota rosa chissà quale futuro al sogno europeo, mandando inoltre in pensione il solito, tirannico, inconcludente apporto maschile. Disgrazie e, più che leader dalle epocali visioni, ( impaurite) ' segretarie' di qualche ( cattivo) capoufficio, che latra nell'anonimato. Senza volto, senza nome. Forse per nascondere agli occhi altrui qualcosa che non s'ha da vedere. Tra quegli ingenui del New York Times, e ( in fondo) tra tutti quelli che in questi decenni hanno creduto ad una Europa rinnovata che aveva imparato la terribile lezione della Seconda guerra mondiale. Imparato? Pare di no, o non del tutto. Soprattutto da parte di quella Germania che di quella guerra è stata ( oltre che l'orrore ) anche la causa e l' effetto. Mostra infatti nell'agir politico atteggiamenti sospetti e non solo egocentrici. Di certo miopi. Nel momento che può giocare la carta del suo vero riscatto agli occhi dell'umanità ed esercitare il compito epocale di ' costruttore di nazioni', come il Piemonte per l'Italia o la Prussia per la Germania, che fa? Si perde in quisquiglie interne, si smarrisce coccolando qualche insignificante rognoso. Ha avuto tanto dai conterranei ( in momenti cruciali), ma intende restituire poco o niente. Mostra solo il braccino corto, calcolato. Non ha memoria. Ignora la pietas ( o la solidarietà), di quella che in certi particolari momenti di emergenza generale diventa non debolezza ma lungimiranza. Capacità di cambiare il mondo. Per non generare ( altri) lutti e macerie, ma ( solo) speranze e prospettive. Anche urgenti, perchè mentre sul Vecchio continente si cammina negli altri volano. E infatti chissà qual scenario si svelerà, per noi, per gli altri, passata la ( subdola) tempesta? Eppoi non è ora che s'estingua il ( latente ) sospetto d' una Germania democratica e generosa che non è ancora riuscita a vuotare armadi, cantine, solai dei nefasti simboli d'un tempo ( duro) a morire ? Macron, francese sì ma non un De Gaulle, ondeggia. Mentre la 'sua' Lagarde alterna 'sciocchezze' a 'signorsì'. La Leyden, una volta è qui una volta è là, prima assicura ( perentoria) che alle proposte degli 'spendaccioni' del Sud non 'non si sta assolutamente lavorando', poi ( spiritata) ritratta. Ma che problema ha? Non ' far perdere la faccia' alla Germania? Ma quale faccia? Non sia ridicola, cara Signora, non vede che qui stan saltando tutti e tutto, onore ( suo) compreso ?

LA CRONACA DAL DIVANO. Ormai le chiamano le ‘tre Grazie’,  o anche ( parafrasando) le originali del Botticelli,  le  ‘ tre Disgrazie‘. La Lagarde è francese, le altre due sono  tedesche. In questa, stanno mettendo in gravi ambasce chi aveva pensato che bastava porle alla guida dei massimi sistemi  per garantire in [...]

31 marzo 2020 0 commenti

Non solo sport. Sembrano tornati alla Duplice Alleanza. E se facessimo un’ Europa senza questa Germania?

Non solo sport. Sembrano tornati alla Duplice Alleanza. E se facessimo un’ Europa senza questa Germania? Chissà se a qualcuno è capitato di notare che, qui, nel Vecchio Continente, sotto i nostri occhi increduli, resta vivo un infausto passato? Con contrapposizioni che sembrano ricalcare ( rognosetti o surgelati a parte, che poco contavano e poco contano) quelle d'un secolo fa: da una parte, quelli della Duplice Alleanza ( Germania e Austro-Ungheria), dall'altra, quelli della Triplice Intesa ( Gran Bretagna, Francia, Italia). Nella prima, ci si è avviati verso la sconfitta e il nazismo, nella seconda ( Ventennio italiano anomalo a parte) verso la democrazia e la libertà. Poi, che tutti , più o meno, abbiamo accettato adesso il modello vincitore, scopriamo che non tranquillizza più di tanto. Infatti credevamo che una certa orribile Europa fossa rimasta al tempo che fu e, invece, che ci tocca di rivedere? I soliti, o meglio, una parte dei soliti, ancora contrapposta agli altri. Un beffardo virus giunto ( inatteso?) dall'Estremo Oriente sta qui facendo riaffiorare, incredibilmente, quanto sembrava già sepolto dentro i milioni di tombe che quella contrapposizione ( per qual ragioni o torti poco conta) ha fatto. Italia, Spagna, Francia , stremati dal virus, chiedono venia e che gli ribattono gli eredi degli Imperi centrali? Arrangiatevi, se avete problemi risolveteveli. E se chiedete ossigeno, pagatelo, al prezzo ( degli speculatori) di guerra. ' Se questa è l'Europa - sbotta il buon Bonaccini, presidente di una regione italiana operosa e ricca quanto o più della Baviera prima d'essere colpita dal Coronavirus - che se la tengano'. Come dire: rimbocchiamoci le maniche e mandiamoli a quel Paese. Già, mandiamoli a quel Paese. E chi ci aveva pensato? In fondo chi ha mai detto che l'Europa non si possa far anche senza di loro? O almeno, senza quella parte di loro che dell' orribile passato non vogliono disfarsi, nascondendo chissà dove i suoi lugubri simboli ? In tal contesto, chiaro è che la Cancelliera, prossima ad abdicare, può riservarsi l'ultima parola. Per mostrare agli altri con qual Germania s'ha a che fare; e inoltre se lei va in archivio come ' costruttrice di nazioni' oppure solo e soltanto come ( ambiziosa) segretaria d'un (cattivo) capoufficio. Il cui identikit, al momento, speriamo errando, è fin troppo facile immaginare. La Chiesa romana, nel silenzio, ha riacceso la speranza del Mondo. Mentre un grande Presidente, nell'ora fatale, trova giuste parole per un ' mar in gran tempesta'. Preziose per noi, Italici, ma anche per quelli al di qua e al di là dell'Alpe, orbi e sordi ( di mente) compresi, oltre che ariani.

LA CRONACA DAL DIVANO. Due note innanzitutto. Quella dedicata ad una Chiesa romana che in ‘silenzio‘  ha ripreso  la scena del Mondo; quello d’un Presidente d’un Paese che nell’ora fatale sa  trovare le parole giuste al momento giusto,  ‘ per  questo  mar in gran tempesta’.  Per noi, Italici, ma anche per gli altri, [...]

28 marzo 2020 0 commenti

Santarcangelo d/R. ‘Ricordi e amnesie’ (1999), per ritrovare il bizzarro mondo di Federico Moroni.

Santarcangelo d/R.  ‘Ricordi e amnesie’ (1999), per ritrovare il bizzarro mondo di Federico Moroni. Cogliere l’attività e il mondo di Federico Moroni non è semplice. Ci ha provato con grande sensibilità e acume Luca Cesari, l’autore della prefazione di ‘Ricordi e amnesie’, un testo uscito nel maggio 1999, poco noto al grande pubblico, ma per molti aspetti indispensabile per definire la complessiva dimensione del personaggio ( soprattutto ) in campo grafico - pittorico.' Moroni - avverte Luca Cesari, in ‘Ricordi e amnesie’ - ha tirato fuori di dentro tutto quello che, nella vita, gli è stato più caro, ovvero, da Armstrong allo spiritello Gni fin al giardino di Bob. Oltre ad ambienti, figure, affetti, capaci di raccontare in modo giocondo ed arguto, la sua amicizia per gli uomini e per gli oggetti'. Senza dimenticare, non sia mai, la straordinaria esperienza didattico-artistica-pedagogica realizzata (con prestigioso riconoscimento internazionale) nel corso d’un decennio alla scuola del Bornaccino. E ben esplorata in ‘Arte per nulla’ ( 1964). In cui l’autore indugia su quell’ eterno e inesauribile ‘zibaldone’ dove lo ‘strampalato’ mondo di Federico ‘gorgoglia appieno come fonte di sorgente per sue tele ’. Con i suoi rottami, le sue ferraglie, i cocci di bottiglia, i panni stesi ad asciugare, le giostre, le fiere, i cortili, il manifesto stinto del Circo, le corse ciclistiche e gli ex Voto dei pittori. Il tutto integrato da osservazioni, riflessioni, intuizioni sul mestiere di pittore, sul significato dei colori, sul gioco della linea e della forma.

 Federico Moroni ( 1914-2000), santarcangiolese, è uno dei personaggi più prolifici e originali della cultura, dell’arte e della didattica della  Romagna del Dopoguerra. Attratto ( in gioventù ) dal neorealismo, poi abbandonato  non senza qualche titubanza, è andato ( negli anni) via via cercando  altri riferimenti e interessi: scoprendo Kafka, [...]

26 marzo 2020 0 commenti

Non solo sport. Coronavirus: Europa in ginocchio. E se cantassimo: ‘ Qui o si fa l’Europa o si muore ?’

Non solo sport. Coronavirus: Europa in ginocchio. E se cantassimo: ‘ Qui o si fa l’Europa o si muore ?’ Sta per abdicare la Cancelliera ma la leggiadra Europa, dopo il suo lungo regno, invece d'essersi compattata s'è sbrindellata. Lasciamo stare quei simpaticoni dei figlioli di Sua Maestà che si sono messi in testa di rifare i pirati per affondare come ai tempi di Francis Drake galeoni carichi di dobloni, che quando la 'voglia di giocherellare ' sarà lor passata si ravvederanno come il loro scarmigliato premier con il Coronavirus. Guardiamo invece cosa ( per noi) durante il regno della Cancelliera non ha funzionato. Nulla di personale. Nè di pregiudizievole. Vogliamo solo arrivare ad una sicurezza presente e ad una prospettiva futura. Per noi, a prescindere della stretta mortale del Coronavirus, urgente, perchè in queste cose prima ci si organizza e prima ci si mette al sicuro. Infatti, al momento è un pirla di Coronavirus a farci piangere, ma domani chi altro del suo stampo? Adesso son milioni quelli che assaltano ( spesso con umana giustificazione) i nostri confini e domani quant'altri percorreranno gli stessi sentieri? Adesso ci son guerre ( e guerricciuole) che mietono nefandezze e lutti ( solo) ai confini, domani dovessero incombere ai nostri ( o addirittura) dentro i nostri confini, qual difese metteremo in atto? Se le minacce arriveranno dai mari l 'Italia manderà in acqua la Cavour, la Britannia la Queen Elizabeth, la Gallia la De Gaulle? Se invece le minacce pioveranno dai cieli senza manco conoscere la traiettoria, li aspetteremo chiudendo gli occhi alla Totò davanti al manesco ? Etc., etc. Già che fare? Nessuno ha i poteri dei venerati oracoli. Potremmo però già incominciare a dare chiari segnali. La Germania che ospita una ventina di infetti lombardi è un chiaro segnale. Il silenzio della Legarde è un altro chiaro segnale. Ci manca, semmai, quello che potrebbe dare la Cancelliera nelle ore del commiato: zittire quei tre o quattro rognosetti di poco conto che pendono dalle labbra sue e che per picciol ambasce loro vorrebbero ( una volta di più ) mettere ( con quell'astruso Salvastati) il 'cappio al collo' ai paesi del Sud. E all'Italia, ovviamente, sennò come potrebbero continuare a divertirsi con quell' imberbe 'sfascia rosse' ( per loro) predestinato ( Lewis a parte) ad oscurare l'immenso ( anche nostro) Schumi ? Qui, cara Signora, c'è bisogno di qualcosa di epocale. Di eredi alla Cavour o alla Metternich, insomma, costruttori di nazioni ! Cogliendo l'attimo fuggente che ci viene offerto. E che un tale, parafrasando, avrebbe trasformato nel canto che ( in quest'ora di angoscia e dolore) potrebbe unire ( da un Paese all'altro) i balconi ormai in fiore del Continente: ' Qui o si fa l'Europa o si muore!'.

LA CRONACA DAL DIVANO. E qui si vede se potrà valere l’appello:  ‘ O si fa l’Europa o si muore‘.  Decisiva, sarà  ( ancora una volta) la Germania, che nelle questioni del Vecchio continente sta con le mani in pasta ovunque. Dal Coronavirus, ormai   dentro i suoi confini  in quantità [...]

26 marzo 2020 0 commenti

Forlì. Pagine da ricordare: 24 marzo 1944, fucilati 5 ragazzi accusati di renitenza alla leva.

Forlì. Pagine da ricordare: 24 marzo 1944, fucilati  5 ragazzi accusati di renitenza alla leva. La fucilazione a Forlì venne eseguita immediatamente e ne furono vittime i fratelli Dino e Tonino degli Esposti nativi di Teodorano, Agostino Lotti di Galeata e dei civitellesi Massimo Fantini e Giovanni Valgiusti. Verso mezzogiorno caddero sotto il fuoco di un plotone d’esecuzione composto da giovani italiani, loro pari età, terrorizzati dal comando ricevuto. A vigilare su tutto un plotone di soldati tedeschi. I corpi furono caricati su un autocarro e portati al cimitero. Cominciava intanto a montare la rivolta dei forlivesi, in particolare delle donne che manifestarono sdegno e rabbia. La notizia ebbe vasta eco, destando ovunque un profondo sconforto e suscitando la rivolta delle donne che nei giorni seguenti bloccarono il lavoro nelle fabbriche e addirittura formarono un corteo che si mise in marcia e protestò al cospetto della caserma e sotto la Prefettura contro l’assassinio e per invocare la commutazione della pena inflitta ad altri dieci giovani già condannati all’esecuzione capitale per renitenza. La pena capitale fu commutata in detenzione, le industrie rimasero bloccate ancora un giorno, poi il lavoro tutto riprese ma nulla fu più come prima. Di fronte alla barbarie la città, con le donne in testa, aveva preso una posizione.

FORLI’. Pagine da non dimenticare. Il 24 marzo scorso l’Amministrazione comunale di Forlì  ha rivolto  il pensiero a quanto accadde 76 anni fa, quando nel 1944 nella caserma di via della Ripa le autorità militari fasciste condannarono a morte cinque ragazzi accusati di renitenza alla leva e diserzione. Un fatto drammatico che [...]

25 marzo 2020 0 commenti