Personaggi

 

Lugo. Per i musei ‘Baracca’ e ‘Ducati’ incontro on line. Le imperdibili ‘novità’ offerte nei prossimi mesi.

Lugo. Per i musei ‘Baracca’ e ‘Ducati’ incontro on line. Le imperdibili ‘novità’ offerte nei prossimi mesi. Durante l’incontro si parlerà delle prossime riaperture e delle novità che accompagneranno i due musei nei prossimi mesi. Interverranno il sindaco di Lugo Davide Ranalli, l’assessore regionale al Turismo, Infrastrutture e Commercio Andrea Corsini, il direttore del Museo Ducati Livio Lodi e l’attore Giuseppe Giacobazzi. L’appuntamento è anche l’occasione per presentare il nuovo allestimento della sala dello 'Spad' del Museo Baracca, finanziato dal Rotary Club di Lugo, che inaugurerà il 19 giugno, giorno in cui ricorre il 102esimo anniversario della morte dell’asso degli assi dell’aviazione italiana. Il legame tra i due musei e tra Lugo e la Ducati, è saldo da tempo. Un fortissimo rapporto originato dalla figura dell’ingegnere della Ducati Fabio Taglioni - lughese di nascita ed autore delle più importanti soluzioni tecniche delle moto bolognesi -, di cui ricorrono quest’anno i cento anni dalla nascita. Nel 2016 il museo Baracca ospitò la Ducati 250 desmo Gp, ideata dall’ingegnere lughese Fabio Taglioni, che porta l’emblema del Cavallino rampante, voluto sulla carena da Taglioni. Proprio sulla figura di Taglioni era prevista in questi giorni una mostra, rinviata a causa dell’emergenza Covid-19.

LUGO. Venerdì 5 giugno il museo ‘Francesco Baracca‘ di Lugo e il Museo Ducati di Borgo Panigale, tornano ad incontrarsi. L’occasione sarà il nuovo appuntamento online che andrà in onda alle 18.30 sulla pagina Facebook ‘Davide Ranalli Sindaco’. Durante l’incontro si parlerà delle prossime riaperture e delle novità che accompagneranno [...]

4 giugno 2020 0 commenti

Italia. Walter Tobagi e quel 28 maggio 1980. Il Presidente: ‘ Perchè ci esorta ancora alla speranza’.

Italia. Walter Tobagi e quel 28 maggio 1980. Il Presidente: ‘ Perchè ci esorta ancora alla speranza’. Il ricordo non finisce mai e si comunica come ad una catena. Parla per tutti il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in un ricordo pubblicato sul 'Corriere della sera' con il titolo 'Perchè Walter Tobagi ci esorta alla speranza'.'A quarant’anni da quel 28 maggio 1980, - commemora il Presidente - desidero anzitutto esprimere i miei sentimenti di vicinanza alla famiglia Tobagi. Costretta a sopportare il dolore più grande, ha contribuito, con forza e dignità, a tenere viva quella testimonianza. Per il suo giornale Walter Tobagi è più di un simbolo: è esempio di un giornalismo libero, che non si piega davanti alla minaccia, che non rinuncia allo spirito critico nel raccontare la realtà, che vive nel pluralismo. Questo giorno di memoria è importante per il 'Corriere della sera', che ha avuto in Tobagi una delle sue firme più prestigiose, e lo è per tutta la stampa italiana: la società è cambiata in questi decenni, ma la sfida della libertà, dell’autonomia, dell’autorevolezza della professione giornalistica è sempre vitale. Il desiderio di scavare nella realtà per portare alla luce elementi nascosti, oltre a essere buon giornalismo, aiuta anche a trovare semi di speranza. Di questo abbiamo bisogno'.

PERCHE’ WALTER TOBAGI CI ESORTA ALLA SPERANZA.   Giornalista prima dell’Avanti!, poi di Avvenire, del Corriere d’informazione e infine del Corriere della sera, presidente dell’Associazione lombarda dei giornalisti, Tobagi fu ucciso a 33 anni da un commando di terroristi  (‘Non sono samurai invincibili’). Il ricordo non finisce mai e si [...]

29 maggio 2020 0 commenti

Non solo sport. Soliti tète a tète, madre e figlio. Piangi Europa: ritardata, malconcia e screditata.

Non solo sport. Soliti tète a tète, madre e figlio. Piangi Europa: ritardata, malconcia e screditata. E mentre la Cancelliera viene salutata in patria con l'omaggio del trionfo per avere condotto fuor dalla pandemia un'economia ( quella tedesca) data a Natale in recessione, c'è chi guarda all'Occidente ( Europa in primis) con qualche preoccupazione. ' E' l'Occidente nel suo insieme - dice Amin Maalouf - che da questa messa alla prova sta uscendo ritardato, malconcio e screditato. Perchè non ha dimostrato ne leadership morale nè efficienza tecnica. In un momento in cui l'intera umanità si sentiva minacciata e cercava disperatamente rassicurazione, conforto, sostegno e guida nè gli Usa nè l'Europa erano all'altezza del compito. Sembravano sopraffatti e sconvolti. L'Occidente, che per secoli ha avuto un ruolo di primo piano, sarà sostituito da altri attori, del Sud e dell'Est, come abbiamo sentito sempre più spesso dall'inizio di questa crisi?'. Sopraffatti e sconvolti. Giusta o errata osservazione? Per chi ci vede dall'esterno è giusta. Per noi che ( tuttora) brancoliamo nel buio ( interno ) no. Ecco perchè iniziative a due, tète a tète, tra figlio e madre, pur con qualche intento non male, che altro possono apparire se non nostalgia d'una passata grandezza oramai alle spalle? Al punto che staterelli ( nel senso: messi insieme non ne fanno uno buono) nell'orbita dell'uno o dell'altro, già si scervellano a mettere paletti, inutili paletti, demagogicamente consentiti dalla pletorica assemblea di Strasburgo, tarpando l' ali alla sempre meno leggiadra Europa. Infatti, se a tesser trame sono i soliti due o tre con l'ausilio dei mignon lillipuziani, che altro possiamo aspettarci dal nostro ( prossimo) futuro se non di finire come Gulliver? Occorrerà balzare all'indietro. A quel Ginettaccio di Ponte Ema che sulla strada ha sfidato il più grande di tutti i tempi, e fuori della strada anche la morte. Per salvare creature umane. Circola su Sky tal Federico che, come l'aedo Omero nei suoi giorni ciechi, va raccogliendo miti da rammentare ai giovani. Strano che tra i tanti già scelti non abbia inserito ancora quello che tra i miti dello sport moderno pariglia con pochi. Due o tre. Non di più. E non perchè di itali pedalatori si tratta. Intendiamoci, però, il Ginettaccio abbinato all'Altro, perchè è in coppia che hanno ridato orgoglio al loro popolo umiliato da una guerra disastrosa che tuttora presenta l'amaro conto. E all'Europa la 'borraccia' più credibile per come riallacciare fili strappati tra popoli avversari ma non nemici dello stesso Continente.

LA CRONACA DAL DIVANO. A stare con le mani in mano non ce la fanno proprio. E così, come tutti i ( veri o presunti) primi della classe se non vanno alla lavagna a mostrare il genio loro, dieci ne pensano e una o due la fanno. Stavolta, anticipando tutti, [...]

19 maggio 2020 0 commenti

Cesena. Malatestiana: una storia per immagini. Percorso virtuale dentro le stanze di Malatesta Novello.

Cesena. Malatestiana: una storia per immagini. Percorso virtuale dentro le stanze di Malatesta Novello. Le porte della Biblioteca Malatestiana tornano a riaprirsi virtualmente alla città attraverso un percorso espositivo – principalmente iconografico – all'interno di un'area di Cesena particolarmente ricca di storia e di avvenimenti. La mostra, che ha per tema il complesso malatestiano dalle origini fino ai primi anni del secolo XXI, è anche l'occasione per rendere note al grande pubblico fotografie e cartoline poco conosciute, in alcuni casi persino inedite, come le tante cartoline d'epoca del 'Giardino Bufalini', gli scatti realizzati nel sottotetto della Malatestiana e le suggestive immagini dei restauri realizzati negli anni '20. Il percorso digitale è arricchito da filmati e link che guideranno il visitatore/lettore verso alcuni approfondimenti.

CESENA. Percorrere in punta di piedi i luoghi voluti da Novello Malatesta e diventati, con il tempo, il cuore della cultura cesenate. Le porte della Biblioteca Malatestiana tornano a riaprirsi virtualmente alla città attraverso un percorso espositivo – principalmente iconografico – all’interno di un’area di Cesena particolarmente ricca di storia [...]

19 maggio 2020 0 commenti

Non solo sport. Buona Pasqua, grande Presidente! Non è che ci tocca di vincere ( anche) per l’Europa?

Non solo sport. Buona Pasqua, grande Presidente! Non è che ci tocca di vincere ( anche) per l’Europa? In 'Porta a porta', un primo brandello di verità ci è stato propinato. Riguarda gli amici dell' Estremo Oriente. ' Ora lo possiamo dire - ha detto un addetto ai lavori intervistato -, inizialmente, siamo stati tratti in inganno da informazioni in arrivo dal primo focolaio ritardate, incomplete e devianti. Non c'è stata detta la verità. Nonostante ciò abbiamo cercato di fare il possibile e l'impossibile. Praticamente a mani nude contro un mostro verso il quale occorrevano ben altre armi'. La parola di chi ha avuto tanti morti e feriti sul campo è sacra. Quindi la prendiamo per buona. E adesso che s'è fatta ( autorevolmente) chiarezza su uno dei due misteri gaudiosi che ci affliggono dall'inizio della pandemia passiamo all'altro. Ancora inevaso, quel che riguarda l'atteggiamento della Germania e i risultati della Germania. Che è stato il Paese che ha trasmesso il virus ai Lombardi, il Paese che a fronte di migliaia di casi infetti conta poco oltre 2000 deceduti, quasi un decimo di quelli che ha contato l'Italia. Situazione anomale, strana, che nessun interpellato ha saputo spiegare, convincendo. Del caso ' numero Uno', l'uomo di Codogno, conosciamo tutto; del caso ' numero Zero', invece, che è un trentenne tedesco non abbiamo traccia. Come mai? Chi è? Dov'è? Che ha fatto nei giorni trascorsi a inizio anno tra sosta a Codogno e ritorno in Germania? Domande importanti. Sulle quali speriamo abbia a soffermarsi prossimamente un'altra edizione di 'Porta a porta', o chi per lei. Perchè è questo che gli Italiani , che stanno pagando il virus con alto e immeritato tributo umano ed economico, illusi ancora una volta dall'Europa del Menga ( che pare) finita in mano a residuati ariani non seppelliti ( come si credeva) insieme ai loro orrori e ai loro signacoli, sputtanati da quel Die Welt, d'odoroso zolfo neonazi cosparso, senza rispetto alcuno per i nostri morti che tutto sono fuorchè mafiosi, mostrano di tenere ancora in pugno una Nazione intera, con governo annesso, comprensivo di figli e figliastre, piazzati tutti in (troppi ) posti chiave. Urgente, quindi, è svelare questo secondo mistero gaudioso. Che non può non interessare anche gli altri popoli d'Europa. Che solo ottant'anni fa si sono mobilitati per impedire alla follia nazi-fascista di distruggere la civiltà. Quando avremo tempo, vedremo di chiedere lumi anche sui cani al guinzaglio dell'attuale governo tedesco. Come quegli Orange, difensori ad oltranza d'un ' baratro fiscale' non si da chi autorizzato. E che va chiuso prima che trasformi il Vecchio Continente non in un consesso di civili nazioni ma ( solo e soltanto) in una mega-cassaforte di capitali in fuga dai loro legittimi Stati. Un augurio di Buona Pasqua, infine, per il nostro grande Presidente. Fratello di vittima di mafia. Schivo, attento, pacato. Che parla solo quando ( e come) deve parlare. E perchè no, guida credibile per noi e per l' orfana Europa?

LA CRONACA DAL DIVANO. Non abbiamo mai preteso di dire o di cogliere la verità. Riservata agli dei. Possiamo però chiederci qual sia da considerarsi  la verità. Nel caso di questa ecatombe, qual siano cause ed autori. In ‘Porta a porta’, un primo brandello di verità ci è stato propinato. Riguarda [...]

11 aprile 2020 0 commenti

Forlì. Pagine da ricordare: 24 marzo 1944, fucilati 5 ragazzi accusati di renitenza alla leva.

Forlì. Pagine da ricordare: 24 marzo 1944, fucilati  5 ragazzi accusati di renitenza alla leva. La fucilazione a Forlì venne eseguita immediatamente e ne furono vittime i fratelli Dino e Tonino degli Esposti nativi di Teodorano, Agostino Lotti di Galeata e dei civitellesi Massimo Fantini e Giovanni Valgiusti. Verso mezzogiorno caddero sotto il fuoco di un plotone d’esecuzione composto da giovani italiani, loro pari età, terrorizzati dal comando ricevuto. A vigilare su tutto un plotone di soldati tedeschi. I corpi furono caricati su un autocarro e portati al cimitero. Cominciava intanto a montare la rivolta dei forlivesi, in particolare delle donne che manifestarono sdegno e rabbia. La notizia ebbe vasta eco, destando ovunque un profondo sconforto e suscitando la rivolta delle donne che nei giorni seguenti bloccarono il lavoro nelle fabbriche e addirittura formarono un corteo che si mise in marcia e protestò al cospetto della caserma e sotto la Prefettura contro l’assassinio e per invocare la commutazione della pena inflitta ad altri dieci giovani già condannati all’esecuzione capitale per renitenza. La pena capitale fu commutata in detenzione, le industrie rimasero bloccate ancora un giorno, poi il lavoro tutto riprese ma nulla fu più come prima. Di fronte alla barbarie la città, con le donne in testa, aveva preso una posizione.

FORLI’. Pagine da non dimenticare. Il 24 marzo scorso l’Amministrazione comunale di Forlì  ha rivolto  il pensiero a quanto accadde 76 anni fa, quando nel 1944 nella caserma di via della Ripa le autorità militari fasciste condannarono a morte cinque ragazzi accusati di renitenza alla leva e diserzione. Un fatto drammatico che [...]

25 marzo 2020 0 commenti

Bellaria Igea Marina. Quattordici nuovi alberi per il parco di ‘Casa Panzini’.

Bellaria Igea Marina. Quattordici nuovi alberi per il parco di ‘Casa Panzini’. L’intervento va ad equilibrare il bilancio ecologico di Bellaria Igea Marina, a seguito della rimozione di alcuni pini avvenuta in via Sebenico lo scorso mese: piante, queste ultime, divenute col tempo pericolosissime sia per la circolazione stradale, sia per le stesse abitazioni. Nel parco delle 'Casa Rossa', trovano ora dimora sei aceri campestri, quattro gelsi da mora e quattro tigli. Piante resistenti e mangia smog, produttrici di frutti per i piccoli animali che popolano l’area verde; una funzione svolta in particolare dal tiglio, i cui fiori sono adorati dalle api.

BELLARIA IGEA MARINA. Piantati quattordici nuovi alberi al parco di Casa Panzini, in zona Cagnona. L’intervento va ad equilibrare il bilancio ecologico di Bellaria Igea Marina, a seguito della rimozione di alcuni pini avvenuta in via Sebenico lo scorso mese: piante, queste ultime, divenute col tempo pericolosissime sia per la [...]

16 marzo 2020 0 commenti

Milano. Il libro di Massimo Iondini: ‘ Paola e Lucio. Pallottino, la donna che lanciò Dalla’.

Milano. Il libro di Massimo Iondini: ‘ Paola e Lucio. Pallottino, la donna che lanciò Dalla’. Iondini recupera retroscena e aneddoti degli esordi della carriera del cantautore bolognese e svela l’inedita versione dalliana del brano 'La ragazza e l’eremita' frutto del sodalizio con la storica dell'arte, illustratrice e paroliera Paola Pallottino. Una breve ma intensa collaborazione grazie alla quale videro la luce canzoni come '4 marzo 1943', 'Un uomo come me', 'l gigante e la bambina' e 'Anna Bellanna'. A tal proposito, Massimo Iondini racconta ' Nel cassetto di Paola Pallottino era rimasta una loro canzone di mezzo secolo fa che, con grande emozione, ho avuto il privilegio di ascoltare grazie a un provino, pianoforte e voce, registrato su una vecchia musicassetta gelosamente custodita per tutto questo tempo. Curioso è poi il fatto che diversi anni dopo essere stato musicato da Lucio, il testo de 'La ragazza e l'eremita' attrasse anche Angelo Branduardi, che pubblicò il brano nel '94. Un affascinante e singolare confronto a distanza'. Grazie anche alle testimonianze esclusive della stessa Paola Pallottino, di Gianni Morandi, Gino Paoli, Renzo Arbore, Ron, Maurizio Vandelli, Maurizio De Angelis, Vince Tempera, Angelo Branduardi e Armando Franceschini, Iondini racconta la carriera di Dalla nei primi anni Settanta dall’exploit sanremese di '4 marzo 1943' al giallo de 'Il gigante e la bambina', fino alla prematura e definitiva rottura del rapporto con Paola Pallottino, che aprì la strada alla collaborazione di Lucio con il poeta e intellettuale bolognese Roberto Roversi.

MILANO. Nel 77° anniversario della nascita di Lucio Dalla,  è uscito (4 marzo) il libro’ PAOLA E LUCIO – Pallottino, la donna che lanciò Dalla’ (Edizioni La fronda), il libro del giornalista Massimo Iondini dedicato alla coppia artistica formata da Lucio Dalla e Paola Pallottino. Disponibile su Amazon in versione fisica e in e-book (https://amzn.to/2PlQsQx), il libro [...]

Forlì. La città piange la scomparsa del professor Dino Amadori. Un grande luminare di grande umanità.

Forlì. La città piange la scomparsa del professor Dino Amadori. Un grande luminare di grande umanità. ' Come Sindaco di Forlì - commenta Gian Luca Zattini - ricordo il suo impegno, negli anni giovanili, quale Consigliere comunale, segno di una innata passione civica e di un radicato attaccamento alle istituzioni della Repubblica, caratteristiche che hanno connotato sempre il suo modo di essere. Costantemente al servizio della collettività e aperto al dialogo, Dino Amadori ha continuato a garantire il proprio contribuito in termini di impegno civile pure in seguito, mettendo a disposizione le sue conoscenze nell'ambito dei programmi che il Comune ha portato avanti fin dagli anni Settanta per la promozione della salute, per tutelare i lavoratori, per qualificare gli stili di vita a favore dei giovani e nella lotta contro ogni forma di inquinamento. A lui come è noto - e in questo momento di profondo dolore è necessario più che mai rendere il doveroso riconoscimento - è legato lo straordinario progetto che ha portato alla nascita dell'Istituto Oncologico Romagnolo, una realtà innovativa che ha fatto della prevenzione, dell'educazione e della cura un modello preso a riferimento per qualità ed efficienza in tutto il mondo. Da quel progetto, avviato con l'amore e la cura dell'artigiano, poi evoluto fino a una dimensione organizzativa all'avanguardia, è nato l'Istituto dei tumori IRST IRCCS di Meldola'.

FORLI’. “La notizia della scomparsa del professor Dino Amadori – commenta il sindaco di Forlì Gian Luca Zattini -  è piombata d’improvviso sulla nostra Città e sulla comunità romagnola, lasciando in tutti noi sgomento e costernazione. Dino Amadori è e sarà sempre un punto di riferimento assoluto nel campo della [...]

24 febbraio 2020 0 commenti

Rimini. L’ok all’intitolazione a Pietro e Marco Arpesella, alle vittime di Ustica e al ricordo ex Sferisterio.

Rimini. L’ok all’intitolazione a Pietro e Marco Arpesella, alle vittime di Ustica e al ricordo ex Sferisterio. Le indicazioni emerse dalla riunione della 1^ Commissione consiliare permanente del comune di Rimini per l’intitolazione di tre aree urbane di Rimini. Piazzetta Sferisterio, questo il nome indicato dalla Commissione consiliare per il largo a percorrenza ciclo-pedonale, in prossimità della scalinata di collegamento tra via Massimo D’Azeglio e la Circonvallazione occidentale. Alle vittime di Ustica, con particolare indicazione a quelle 'riminesi', è stato proposto di intitolare l’area verde situata tra via Balilla, via Masaniello e via Sartoni, nelle vicinanze della scuola XX Settembre. Le vittime 'riminesi' della strage di Ustica furono la piccola Giuliana Superchi e i giovani Marco Volanti e Pierpaolo Ugolini.'Giardino Pietro e Marco Arpesella – imprenditori del turismo', questa la proposta di intitolazione all’ area verde situata sul lungomare Claudio Tintori di fronte bagni 14 -15-16.

RIMINI. ‘Piazzetta sferisterio‘, ‘Giardino Pietro e Marco Arpesella’ e ‘Parco della Memoria di Ustica – 27 Giugno 1980 – Giuliana Superchi, Marco Volanti, Pierpaolo Ugolini’. Sono queste le indicazioni emerse dalla riunione  della 1^ Commissione consiliare permanente del comune di Rimini per l’intitolazione di tre aree urbane di Rimini. Piazzetta [...]

20 febbraio 2020 0 commenti