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Non solo sport. Mattarella indica la ‘ giusta rotta’ all’Europa. Il Mancio che sorride. Altre nuove gioie azzurre.

Non solo sport. Mattarella indica la ‘ giusta rotta’ all’Europa. Il Mancio che sorride. Altre nuove gioie  azzurre. Recitano a Sky: ' Questo è il più bello, incerto, entusiasmante campionato di F1 degli ultimi anni'. Bello per loro, ovvio. Come resta ovvio che sui gusti nessuno ha mai qualcosa da eccepire. I latini dicevano che sui gusti non vale perderci manco una goccia di tempo, tanto ognuno tiene i suoi. Noi, invece, da 'forzati' curiosi su un divano, di eccezionale in quelle contese notiamo poco o nulla. Infatti dopo la ridicola prova nelle bagnate Ardenne, s'è aggiunta quest'ultima ( scontata) nelle terre ( umide) basse dei tulipani. Donde come son partiti sono ( più o meno ) arrivati. Donde si nasconda l'eccezionale in questo non si sa. Fatto è che, ora, il giovin Verstappen sta di nuovo avanti ( per qualche punticino) al navigato re ( della pista ) inglese. Ma vien da chiedersi: se ( qualche gara fa) il Tulipano non fosse stato spedito contro un muretto a 300 all'ora perdendo 25 dei 33 punti di vantaggio accumulati, il campionato più incerto degli ultimi anni sarebbe ancora incerto o già aggiudicato? Di questo ( ed altro) ovviamente ai nostri media ( e social) poco garba. Interessa invece a noi constatare che la 'rossa' continua a non dar più nel quindici. Alla vigilia d'ogni Gp sembra che qualcosina si muova, poi, già in qualifica, tutte le illusioni si smorzano, impietose, sempre identiche, fornendo ogni volta la ( dolorosa) prova di un simbolo da leggenda finito nella 'spazzatura' dei 'normali', dei 'battuti', dei ' doppiati'. Questo ' malumore', ovviamente, poco traspare ( soprattutto) sui media di mestiere. L'un dietro l'altro filati come docili bimbi d'un Piedibus. Eppure è sempre men raro sentire tra i fans delusi e abbandonati della 'rossa' domande come questa: ma non c'è proprio nessuno che consigli all'Elkann con il Binotto, piuttosto che di interessarsi della 'rossa' che sta a loro come i cavoli a merenda, di farsi delle belle biciclettate in tandem lungo le amene sponde del Lemano? Se n'era andato uscito mogio, anzi, un poco contrariato, il nostro Mancio dopo lo scontro contro la solita, ostica, imbattibile Svissera. Che le soddisfazioni più grandi della sua storia, colei, che nel gioco del pallone poco o nulla ha mai vinto, se le va a cercare proprio contro gli illustri vicini di casa, che, invece, con il pallone, hanno vinto tutto quello che era in palio. Anzi, dovesse avere ancora una volta ragione, quel visionario del Mancio da Jesi, potrebbero ( addirittura) ricucirsi , a breve, sulla bella maglia azzurra, anche la mitica pentastella. E comunque, stando col piede a terra, occorrerà adesso dopo i due pareggi contro Bulgaria e Svissera battere la Lituania, sperando al contempo che anche i cugini elvetici comincino a perdere qualche punticino. Auspici entrambi avverati: a Reggio i giovani bomber azzurri tirati fuori dal cilindro di quel fantastico capitano di ventura del Mancio, infatti, hanno travolto la Lituania ( 5-0), mentre gli Svisseri non sono andati oltre lo 0-o in Irlanda. In ogni caso li aspettiamo a Roma, per il redde rationem, magari in un mese più favorevole del ( problematico ) settembre. Il nostro Presidente, pochi giorni fa, al Forum di The European House-Ambrosetti, con l'ormai confermato tempismo, ha rivolto un apprezzamento all'azione europea davanti alla pandemia e alle conseguenze economiche e sociali. 'La capacità di reazione - ha detto il nostro capo dello Stato - è stata efficace e tempestiva'. Constazioni condivisibili, queste, certo. Sempre però che l'attuale esperienza conduca l'Europa ad una vera e propria svolta epocale.

LA CRONACA DAL DIVANO. ( dal 7  al 12 settembre). Per qualcuno, quanto si va ammirando in F1 è qualcosa di eccezionale. Di raro, anzi,  di rarissimo. Recitano infatti a Sky: ‘ Questo è il più bello, incerto, entusiasmante campionato degli ultimi anni’. Per loro, ovvio.  Come resta ovvio  che sui [...]

7 settembre 2021 0 commenti

Non solo sport. Ballon d’or: a chi se non a Jorginho? Ridicola F1; moto Gp: che Fabio! Signora in ritardo.

Non solo sport. Ballon d’or: a chi se non a Jorginho? Ridicola F1; moto Gp: che Fabio! Signora in ritardo. Qualcuno lo ha definito il ' calciomercato dei calciomercati', ovvero il più esimio tra i calciomercato fin qui disputati. Tra le voci roboanti, quelle sui passaggi del Cr7 allo United e del Leo al Psg. Ovviamente, per l'uno e per l'altro, due sogni che si sono realizzati. Sono rimasti al palo invece Mbappè e soci, che venivano dati in movimento in un ambiente dove il movimento è ricordo (sempre più) lontano. I media, starnazzano a modo loro, seguiti dai social che non sanno più chi mettere nel mirino loro, sparando colpi a destra e a manca. A vuoto, ovviamente, come gli americani in fuga da Kabul. L'impressione è che non si rendano conto che quella ( misteriosa) pandemia ha cambiato un sacco di cose. Infatti insistere a raccontare che il Real voleva il fenomeno francese alla modica di cifra di 120/140 mln o giù di lì, è come star ad ascoltare le avventure di quei simpatici vecchietti ad altra era appartenuti. Il Florentino è uomo facoltoso, sempre più facoltoso, sul piano personale, ma non certo al punto da poter far fronte sul piano societario a coloro che ( alla bisogna) i soldi se li fanno stampare dagli Stati ( o Staterelli) loro. Bisognerebbe che lui, il Gravina, e altri ancora del ( cosiddetto) calcio storico, lo facessero presente a quello sloveno in Uefa che di fair play e concorrenza dovrebbe essere il giudice Minosse sulla sedia. Quello sloveno che , qualche mese fa, ha sventato un ' colpo di stato' sulla Champions da parte dei club più 'disperati' per passare , poi, il tutto, a quattro o cinque o sei nababbi d'altri mondi di cui poco o nulla si controlla ( o si sa) se non i versamenti in arrivo. Anche gli imberbi cominciano a non credere più in questo calcio. In mano a ( pochi) nababbi, in mano ( pochi) a mediatori. Sui quali qualcuno comincia a far luce ( Report, Rai3), anche perchè ci sono stati 'passaggi' da tregenda: il buon Gigio, ad esempio, altre a salire a 12 mln annui più bonus d'ingaggio ha consentito al suo mentore di aggiungerne anche altri 20/25 di commissione. Commissione, già. A questo punto c'è proprio bisogn0 di fare economia alla Bocconi, per chiedersi quanto un sistema già messo a dura prova dalla pandemia, indebitato fino al collo, con dirigenti capaci sempre più rari, potrà continuare a foraggiare squali cotanto audaci, esclusivi e voraci?Nulla da dire sulle auto di F1 che sotto la pioggia delle Ardenne hanno consumato una delle pagine più ridicole della loro storia. Da rilevare solo una dichiarazione a margine del Toto, tornato alla fede dei suoi avi, rivelandola ' Nulla da eccepire, esiste un Dio delle quattro ruote'. A qual Dio faccia riferimento non si sa, anche se il più probabile che non sia quello che ha salvato un irriverente tulipano spedito a 300 all'ora contro un muretto di protezione? Tripletta azzurra nella Moto3, mentre svetta il siculo-francese Quartararo in MotoGp. Dove a far ( maggior) notizia è quel Marquez che di finire una gare in santa pace proprio non ce la fa più. Delude ancora una volta il Pecco; mentre il Maverick ha trovato alloggio in una Aprilia che sembra aver ripreso a volare.Il pallone d'oro. Ci meravigliamo che in proposito si nutrano dubbi: Infatti, se è vero, che il riconoscimento va dato a chi ha più meritato nelle maggiori manifestazioni svolte durante l'anno, chi altri meglio di Jorginho vanta meriti per ' le ballon d'or'? Sempre che ' le ballon d'or' sia un premio e non un balottino tra glia amici degli amici. Seconda di Campionato, il nostro Campionato, che sul piano sportivo ha più da insegnare che da imparare, con sei delle sette sorelle a punteggio pieno. Manca infatti all'appello la 'favorita', ovvero quella Signora incompiuta che ( anche) il Max fatica a riportare in auge.

LA CRONACA DAL DIVANO. ( dal 1° al 6 settembre 2021). Qualcuno lo ha definito il ‘ calciomercato dei calciomercati’, ovvero il più esimio tra i calciomercato  fin qui disputati. Tra le voci roboanti, quelle sui passaggi del Cr7 allo United e del Leo  al Psg. Ovviamente, per l’uno e per [...]

1 settembre 2021 0 commenti

Non solo sport. Suono di ‘campanella’ per il nostro calcio, campione d’Europa. Signora di nuovo in vetta?

Non solo sport. Suono di ‘campanella’ per il nostro calcio, campione d’Europa. Signora di nuovo in vetta? Non sembra vero ma è già ora di 'campanella' anche per i campionati nostrani. Baciati tutti dalla felice impresa d'essere diventati le tane dei campioni d'Europa. Che, a dire il vero, non si sa ancora dove guardarli, tra un produttore e l'altro, ma tant'è di questi tempi, tutti dediti ad incassare più che a a rendere le cose più facili e credibili ai suoi ( pazienti) fruitori. Una cosa ci sta sul gozzo. Tutti quei soggetti che prima lacrimano, baciano, mandano cuoricini, giurano e spergiurano, eppoi, alla prima buona offerta, via s'involano senza badare laddove andranno ad affondare le loro ( sacre) piote. Forse a tutti costoro occorrerebbe mandare in soccorso uno che di storia umana s'intende; che poi, tanto difficile da leggere non è, visto che di esempi ne ha forniti tanti e ( tutti o quasi) eloquenti. Vogliamo dire che se ad una pianta tagliamo le radici quando potrà ancora garrire al vento libera e gioconda? Ad imbelli, insulsi, sasi, sprovveduti, menefreghisti, e così via, la risposta, ovviamente, manco li tange. C'è un calcio ( storico) che boccheggia, e che si fa per ridargli ossigeno? Si lascia libero corso all'afflusso di danari di cui poco s'indaga e si certifica, legittimi o meno che siano, e che, come sta facendo venire a galla quel temerario di Report ( Rai), sembrano sempre più plumbei nuvoloni forieri di gran tempesta. Una tempesta che potrebbe colpire anche quelli che si credono al sicuro, come tre o quattro squadre d'Albione, o quella di Gallia, che null'altro sta facendo ( perde anche in casa?) che rinverdire il mito del Club Deportivo Los Millonarios di Bogotà anni Cinquanta. E così, tra un colpo basso e l'altro, la nostra Serie A, priva di dirigenti e senza stadi, torna alla guerra ( contro le altre d'Europa) con sempre meno forze e stimoli. Sia chiaro non è che qui rimpiangiamo soggetti alla Lukaku o alla Donnarumma, bravi da un lato disastrosi dall'altro, il Belpaese ne ha viste talmente tante ( e tanti) che quanto va accadendo non riempirà manco una paginetta della sua millenaria ( prestigiosa) creatività. Ci duole, come sempre, che invece di far di tutto per portare acqua al nostro mulino ci sia sempre qualcuno che si sbraccia per qualche altro. Che, dicasi tra noi, tanto esemplare non è visto che manco sa come perdere. PRONOSTICI. La Signora, sotto la guida del Max, ci sembra tornata in vetta. Che resti o no quell'ectoplasma del Cr7 poco conta. Con i due vecchietti, il Berna ritrovato, il Loca ingaggiato e il Chiesa tornato pimpante, ha tutto per farsi strada in Italia, ovviamente, ma anche in Europa, dove di guerrieri imbattibili ne vediamo pochi. Non certo in quella parata da circo Buffalo Bill o raccolta figurine per l'Albo Panini, che quegli insulsi dell'Uefa hanno consentito di allestire ad esclusivo danno di ( quasi) tutti gli altri. Alle spalle potrebbe stare ancora la Beneamata, sempre che i cinesi tolgano le tende. Dietro alla Beneamata s'intravvede un manipolo di aspiranti, alcuni nobili, come il vecchio Milan del Pioli o l'ardente Dea del Gasp. E comunque sia chi vivrà vedrà.

LA CRONACA DAL DIVANO. ( da venerdì 20 agosto 2021). Non sembra vero ma è già ora di ‘campanella’ anche per i campionati nostrani. Baciati tutti dalla felice impresa d’essere diventati le tane dei campioni d’Europa. Che, a dire il vero, non si sa ancora dove guardarli, tra un produttore [...]

20 agosto 2021 0 commenti

Non solo sport. Aiuto, vanno demolendo il calcio! Incustodita preda per soli sceicchi e oligarca?

Non solo sport. Aiuto, vanno demolendo il calcio! Incustodita preda per soli sceicchi e oligarca? Se non l'anno già accoppato poco ci manca. Di qual vittima parliamo? Del calcio, ovviamente, che superata l'euforia europea ed olimpica, sgomitando a destra e a manca, va a riprendersi le prime pagine. Un calcio sconcertante. Che manco un mese fa ci aveva fatto toccare col cuore una impresa insolita, straordinaria, quella del Mancio da Jesi e dei suoi ragazzi, e che oggi, invece, ci racconta del trionfo di quel calcio spendaccione senza limiti nè controlli pascola su alcuni campi ( non centrali ) di Gallia e Britannia a celebrare la sua inarrestabile supremazia. I soliti imbelli, tanti e sovente esterofili, fan finta di nulla. In fondo non è la solita regola del mercato capitalista a confermarsi? Lo sappiamo, no? Chi più ha più compra e controlla il mercato? In questo caso se a versare danari sono un oligarca russo di cui poco s'è mai accertato o due cugini sceicchi che quando hanno bisogno di comperare tirano nei cassetti dei ricchissimi Stati ( o Staterelli) loro, che ci frega a noi? Versano, oltre ogni giusto compenso, e questo ha da bastare. Il problema però e che mentre costoro versano scompigliano quello che ( fino ad oggi) è ( ritenuto) il calcio storico d'Europa. Quello che ha fatto grande e appetita questa disciplina. Quello a cui si deve tanto, anche se all'epoca del Ceferin che toglie ai ricchi per dare ai ricchissimi parlare di ' riconoscenza' è un po' come rammentare i sassolini di Pollicino. E comunque, tutti costoro, o sono andati o stanno andando in zampanella. Infatti il Real non parla più di acquisti. Mentre il Barca deve vendere i suoi gioielli. Con la Signora che altro non pote che fissare un aumento di capitale intorno ai 400 mln. E non è tutto. La Beneamata, quella che s'è riportata in alto grazie anche ad un centrattacco che aveva scoperto e ricostruito, ha dovuto subito riabbassar le ali. Umiliata da impensabile offerta ( 115 mln). Così il centrattacco dopo aver versato qualche tenera lacrimuccia se n'è andato a incassar 12 mln+3 di bonus netti all'anno allegramente offerti dall'oligarca. Il Diavol0, poi, ancora tra i tentacoli di quell'arpia del fondo, continua a barcamenarsi, qua e là, tra un giovinastro e l'altro, tra un vecchietto e l'altro, poca roba insomma, per una squadra che ha partorito ( non sembra vero) gli Invincibili e gli Immortali. Sia chiaro però che non invidiamo quel bel giramondo del Leo che dopo oltre mezzo secolo estraendo dollari da forzieri di Stato è riuscito a resuscitare nella rincoglionita Europa una società tanto simile al mitico Club Deportivo Los Millonarios noto perchè faceva incetta di (grandi ) giocatori ( Di Stefano) intorno agli anni Cinquanta. La finirà in burla come quello? Chi vivrà vedrà. Intanto quel Psg del Leo che manco vince più in casa sua dove gioca da solo, sarà bene si dia una mossa. COLPI DI MERCATO. Messi dal Barca al Psg. Florenzi dalla Roma al Milan. Dzeko dalla Roma all'Inter. Insigne, invece, tentenna. Mentre Bonucci resta ( intelligentemente) a casa, accanto al suo Chiello, dov'è qualcuno pur senza fascia da capitano, tanto - assicura - non è la fascia a decidere i gradi. Un mercato, come si vede, da retrovia del calcio. Infatti perchè il buon Gravina, invece di starsene con le mani in mano davanti ai debordanti spendaccioni di Stato ( e simili), non s'affretta a chiedere un legittimo contributo per il nostro calcio alla Cassa Depositi e Prestiti?

LA CRONACA DAL DIVANO.  ( da lunedì 9 a giovedì 12 agosto 2021). Se non l’anno già accoppato poco ci manca. Di qual vittima parliamo? Del calcio, ovviamente, che superata l’euforia europea ed olimpica, sgomitando a destra e a manca, va a riprendersi le prime pagine. Un calcio sconcertante. Che [...]

12 agosto 2021 0 commenti

Non solo sport. Gli spasmi della smemorata Albione. Ma chi ferma sto Ceferin? Grazie, Maestro di Tavullia!

Non solo sport. Gli spasmi della smemorata Albione. Ma chi ferma sto Ceferin? Grazie, Maestro di Tavullia! Devono essere più stupidi di un branco di gallinacci quelli che, non riuscendo a perdere, Statunitensi o Angli che siano, stanno cercando aghi nel pagliaio splendido e splendente come non mai dello sport italiano ad Olimpia. Anche perchè se c'è qualcuno che deve tenere smorte le indagini sui loro rispettivi movimenti ( presenti e passati) sono proprio loro. Da quand'è che, nel mondo, ci si chiede donde giungano tutti quegli energizzati messi in grado anche in una sola olimpiade di prestazioni eccezionali in serie con conseguente bottino di metalli preziosi da far invidia ai mitici pirati dei Caraibi che non vedevano l'ora di poter saltare sul solito galeone carico di dobloni e di ogni ben di Dio? Gli Angli, poi, a raggranellare bottini olimpici consistenti, in tempi di ' Global Britain in a Compettive Age', hanno iniziato a farli dalla fine dell'Olimpiade di Atene ( 2004) in poi. Allorquando portarono alla Regina 9 ori, 9 argenti e 12 bronzi ( 30 in totale), oggi, più o meno, quanto la Nuova Zelanda( 7,6,7), il Brasile( 7,4,8), l'Ungheria( 7,4,8) o il Canada( 6,6,11) e così via. Infatti è da Atene in poi che, qualcuno, sulle orme di sir Francis Drake, è riuscito a riempire le stive di arditi vascelli. A Pechino ( 2008) gli Angli passarono da 30 a 47 allori ( 19,13,15 ); mentre a Londra( 201) schizzarono decisamente verso gli dei ( 29,17,19, totale 65), cifra superata ( si pur di poco) a Rio (2016, 27,33,17, totale 67) per giungere infine a questa, nel Sol Levante, dove il bottino resta pingue( 22,21,22) , più o meno, nella stessa misura dell'ultima olimpiade. Il caso ( dimenticato ) del velodromo di Manchester.All'indomani dello sventato 'colpo di stato' di quegli sprovveduti della Superlega, il buon Ceferin, presidente Uefa per geniale invenzione del nostro indimenticato Tavecchio, si presentò al popolo qual novello Robin Hood che difendeva il calcio dei poveri dal calcio dei ricchi. Ma sono bastati un paio di mesi per valutare che nulla di più ingannevole circola rispetto a quella celebrazione. Infatti, anche negli asili nido, si è capito che ad avere preso il bastone del comando nel calcio europeo sono quattro o cinque società dal budget illimitato ( e fuor d'ogni regola) attinto a casse pubbliche ( o simili) e a quelle di attività derivate dal calcio. I fans, quelli che ancora ragionano con lo stupore del cuore, li chiamano 'spendaccioni', capaci di 'metter sull'unghia' da un giorno all'altro cifre inarrivabili ( soprattutto) per quelli che hanno fatto la storia del calcio, e che ora, anche con l'aggravante della pandemia, boccheggiano in un mare di debiti. Il Real fatica a comprare una nuova linea di raccattapalle, il Barca deve disfarsi anche del suo storico eroe, la Signora deve capitalizzare con 4oo mln il suo 'buco' in contabilità. Qualcuno sta cercando rimedio ricorrendo alle lusinghe dei 'private equity'. Fatto è che, qui, fair play o no, a dettar legge è ormai una manciata di 'spendaccioni'. Che del calcio ( storico o no) se ne sbattono quanto Attila delle terre che attraversava. Di legioni pronte per fermarlo non ce ne sono. Epperò qualcosa occorre fare. Ma che altro se non mettere in quarantena il buon Ceferin, il Robin Hood che toglie ai ricchi per dare ai poveri? Nel senso di costringerlo a dare le dimissioni per rispedirlo a quel donde qualcosa capiva? Di tempo non ce n'è tanto. Occorre perciò muoversi. La 'rosea' s'è mossa ( sabato 7 agosto, pagina 47) ma con la stessa tenerezza con la quale i vertici Fia hanno ' sanzionato' Hamilton , il prediletto del tiranno Toto, che ultimamente ( ad inizio gara) aveva spedito il suo giovin irrispettoso avversario ad oltre trecento all'ora contro un muretto. BREVINA. Tutti vogliono andare al Psg, squadra di 'spendaccioni' che non sa vincere manco in Francia dove gioca da sola eppure in lotta con il City del cugino, pure lui sceicco. Ma sanno quei tizi contare? Sì, allora quanti sono gli attaccanti, dieci, venti, cinquanta? E i difensori? E i portieri? Non è che vogliono (ri) fare raccolta d'uomini come i mitici Billonarios di Bogotà anni Cinquanta?

LA CRONACA DAL DIVANO.  Devono essere più stupidi di un branco di gallinacci quelli che, non riuscendo a perdere, Statunitensi  o Angli che siano,  stanno cercando aghi nel pagliaio splendido  e splendente come non mai dello sport italiano ad Olimpia. Anche perchè se c’è qualcuno che deve tenere smorte le [...]

9 agosto 2021 0 commenti

Cesena. ‘Cesena sport city’: interventi mirati su sei poli sportivi e sulla rete ciclopedonale. Sei le offerte.

Cesena. ‘Cesena sport city’:  interventi mirati su sei poli sportivi e sulla rete ciclopedonale. Sei le offerte. Il finanziamento di 1 milione di euro (825 mila euro a carico del Governo e 175 mila euro a carico dell’Amministrazione comunale) si pone l’obiettivo di elaborare e attuare un piano di investimenti con una prevalente componente infrastrutturale, valorizzando le potenzialità attrattive della città, sviluppando un brand cittadino. Dopo l’approvazione, da parte della Giunta, della Convenzione con la struttura di missione InvestItalia della presidenza del Consiglio dei Ministri, responsabile dell’autorizzazione all’erogazione in favore del Comune delle risorse previste per la realizzazione del progetto 'Cesena Sport City: Progettazione di interventi su sei poli sportivi e sulla rete ciclopedonale di collegamento', l’Amministrazione comunale lo scorso 3 maggio ha dato avvio al percorso di progettazione bandendo un concorso rivolto ad architetti e ingegneri professionisti al fine di individuare proposte che andranno a costituire il progetto finale. La gara, con procedura aperta a tutti i professionisti del settore interessati, si concluderà entro le prime settimane di settembre, e vedrà una classifica dei primi cinque selezionati a cui verrà conferita un’adeguata ricompensa (dai 5 ai 10 mila euro per i primi 4) e l’affidamento dell’incarico di progettazione definitiva-esecutiva al vincitore (a cui spetta l’attribuzione di 25 mila euro).

CESENA. Guarda alla città del futuro e al suo stretto legame con lo sport il concorso ‘Cesena Sport City: Progettazione di interventi su sei poli sportivi e sulla rete ciclopedonale di collegamento’ lanciato dal Comune lo scorso 3 maggio e che oggi, a distanza di tre mesi, approda a una fase determinante. [...]

3 agosto 2021 0 commenti

Non solo sport. Atletica azzurra: da Cenerentola a Regina. Suoi il più veloce e quello che vola più alto.

Non solo sport. Atletica azzurra: da Cenerentola a Regina. Suoi il più veloce e quello che vola più alto. E ora qual spiegazione s'inventerà la sterminata coltre di esterofili che quando s'accenna(va) all'Arba Fenice rideva e scherniva. Eppure, quel mitico uccello da qualche tempo e in qualche anfratto del Belpaese deve avere trasferito il suo nido. Troppi ( insoliti) eventi a lui riconducono. Lui, che sulle sue ceneri rinasce come dove quando e perchè solo lui lo sa, mosso da insondabile e insindacabile volontà, che però laddove opera ben si riconosce. Da anni l'atletica italiana veleggiava nel nulla assoluto. Ultimamente, con quelle cinque staffette qualificate per Tokio, e qualche altro piccol risultato qua e là raccolto, sembrava dar segni di risveglio. Ma nulla lasciava presagire che da Cenerentola (di colpo) potesse diventare regina. Del resto gli uomini ( anche quelli più dotati) fan quel che possono e non oltre. Occorre semmai che qualcuno ( o qualcosa) d'inatteso intervenga, per mutar il corso delle cose. E tanto dev'essere accaduto nella squadra di atletica in quel ( sofferto) consesso d'Olimpia che si tiene in questi giorni nel lontano paese dove il sole si leva. Qualcosa di inusitato, di inatteso . Da Araba fenice, appunto, se no per chi altro? Fatto è che, sotto gli oculi increduli ( ma felici ) del mondo, uno dei suoi ragazzi è diventato il più veloce sulle piste mondo; mentre un secondo ha volato più alto sul tetto del mondo. Il primo, Marcello, 26 anni, cresciuto da meravigliosa mamma gardesana ( Desenzano) , s'è messo al collo l'oro concesso nella gara più prestigiosa al mondo, quella alla quale gli dei hanno concesso l'onore della (semi) immortalità. Il secondo, Gianmarco, 29 anni, marchigiano, è andato a scalare il cielo arrivando fin a 2,37, un traguardo condiviso con un altrettanto meraviglioso ragazzo, Barshim, venuto a gareggiare a Tokio dall'arsa terra del Golfo. Tra l'altro, i due, hanno dato corso ad un qualcosa che ci ha riportato alle origini prodigiose dell'impegno umano nello sport. ' Barshin - ha svelato Gianmarco - è un grande amico. Solo con lui potevo accettare l'ex aequo. Nessuno dei due voleva togliere all'altro la gioia più bella. C'eravamo detti, magari un giorno saliremo insieme sul gradino più alto del podio olimpico. Ridevamo. E' accaduto'. Ad una tivù francese Barshim ha aggiunto:' Non potevamo fare altrimenti, tra gli uomini ci sono cose più importanti di qualche metallo'. Di questi ( questo) ed altro ne riparleremo di certo. Ai due medagliati d'oro sono giunte ( immediate) le congratulazioni del presidente Mattarella e del premier Draghi. L'uno e l'altro dorati. A tal punto la 'maledizione' sul medagliere s'è tolta, e i nostri ( durante quest'ultima settimana di giochi) possono risalire in alto. Verso quelle 40 medaglie pronosticante nonostante i dolorosi flop ( non annunciati ) e patiti ( tiro, scherma, alcuni del nuoto eppure mai così forte come squadra ...). MEDAGLIERE ITALIA E NON . Al momento ( lunedì 2 agosto) 4 oro, 9 argento, 15 bronzo. Sopra di noi, la Cina è a 24 ori, 14 argenti, 13 bronzi; gli Usa a 20,23,16, il Giappone a 17,5,9, l'Australia a 14,3,14, il Roc a 12,19,13, la Gb a 10,10,12, la Francia a 5,10,6, la Corea dl Sud a 5,4,8. A Vanessina Ferrari, 30 anni, corpo libero, hanno sottratto la medaglia d'oro relegandole quella d'argento, nonostante un esercizio meraviglioso applaudito in piedi da tutti presenti, avversari compresi.

LA CRONACA DAL DIVANO.  E ora qual spiegazione s’inventerà la sterminata  coltre di esterofili che quando s’accenna(va) all’Arba Fenice rideva e scherniva? Eppure, quel mitico uccello  da qualche tempo e in qualche anfratto del Belpaese deve avere trasferito il suo nido. Troppi ( insoliti) eventi a lui riconducono. Lui, che sulle sue ceneri [...]

2 agosto 2021 0 commenti

Non solo sport. Il lauro d’Olimpia a te, grande Greg! Italia: spedizione nutrita ma fin (troppo) generosa?

Non solo sport. Il lauro d’Olimpia a te, grande Greg! Italia: spedizione nutrita ma fin (troppo) generosa? Potrebbe essere la più grande rappresentativa mai spedita ai giochi d'Olimpia, con già una ventina di medaglie in sacoccia, che avrebbero potuto essere ( molte) di più se non ci fossimo messi a far ' donazioni', qua e là, in po' in tutte le discipline, basti che capiti l'occasione. Quel 'quattro in acqua' fatto partire negli ultimi metri dopo una lunga volata col freno innestato, urla ' ma perchè?': anche un cieco infatti avrebbe visto che bastava dargli ' cuore e anima' per mandarlo non a maneggiare un cucchiaio di legno ma qualcos'altro di ben più pregiato. Le ragazze del fioretto in semifinale s'erano già bevute le coetanee francesi (12 stoccate di vantaggio su 24), quand' ecco arrivare il generoso ' donare' fin a farsi 'gabbare' all'ultima stoccata. A voler contare tutte le 'donazioni' fatte non basterebbe una pagina intera. Evidentemente, oltre a sciogliersi ogni volta, in ogni circostanza, spesso a prescindere, in elogi sperticati per questo o quello, sarà meglio chiedersi quanti ( tra atleti, tecnici, dirigenti) siano in grado di emulare quel valoroso Mancio da Jesi che ( ancor di recente) a tutti noi ha ricordato quanto sia più gratificante cadere sul campo da leoni piuttosto che da pecorelle smarrite. Pur tuttavia d'esempi meritevoli non stiamo mancando. A parte la nostra Fede che di gran sport ci ha nutriti per ( circa) un ventennio, ( questa volta) a mettersi in evidenza è quel gran ragazzone di Carpi che del fondo ( mare e piscina) è il re. Un maledetto virus, a ridosso dell'appuntamento con i libri di epica sportiva, lo ha debilitato, fin a confonderlo, a smarrirlo, fin a togliergli ardire e forza, un po' come ad Achille una volta perso Patroclo. Ma è bastato un amico d'infanzia la sera appresso gli 800 sl a ricordargli quanto il Creatore che ' di lui in lui più vasta orma volle stampar' per convincerlo a gettare al vento tattiche e menate varie per ritrovare d'incanto, completamente, meravigliosamente, quant'è ancora depositato al fondo della sua grande anima umana ed agonistica. Greg, pur strabiliando, non ha vinto l'oro che avrebbe ampiamente meritato fin dalla prima bracciata, perchè un anonimo tenace americano l'ha preceduto di un nonnulla all'ultimo metro, strappandogli l'oro e lasciandogli l'argento. Un oro che all'americano aggiungerà poco o nulla; visto che ( almanacchi a parte ) la gente celebra gli eroi veri e non le loro ombre.In questi giorni di gran afa, con tempeste e disastri vari, si parla molto anche di calciomercato. Che però, con Olimpia che racconta le sue meravigliose storie ad ogni più sospinto, poco o nulla attizza. Una sola noticina: Lukaku avrebbe rispedito al mittente le avances del Chelsea, squadra di spendaccione russo che come le altre due o tre di spendaccioni del Golfo è lasciata libera di spendere e spandere al cospetto imbelle di quel Robin Hood del Ceferin, che invece di togliere danari ai ricchi per darli ai poveri, che altro ha fatto se non consegnare il calcio europeo a chi di questo men se ne fotte?

LA CRONACA DAL DIVANO. ( dal 25 al 31 luglio). Potrebbe essere la più grande rappresentativa mai spedita ai  giochi d’Olimpia, con già una ventina di medaglie in sacoccia, che avrebbero potuto essere ( molte) di più se non ci fossimo messi a far ‘ donazioni’, qua e là, in po’ [...]

29 luglio 2021 0 commenti

Non solo sport. F1: lo fa volare contro un muro e i suoi fan festa. Brucia il fuoco d’Olimpia nel Sol Levante.

Non solo sport. F1: lo fa volare contro un muro e i suoi  fan festa. Brucia il fuoco d’Olimpia nel Sol Levante. Numerosi atleti ( nostri e non) hanno iniziato il loro viaggio verso il Sol Levante. Tra quelli già arrivati, si segnalano ( al momento) una cinquantina di colpiti da Covid. Per noi un numero incredibile, visti il tempo, le informazioni, le precauzioni , che ciascuna nazione avrebbe dovuto mettere in atto. A Tokio, infatti, già si sono levate proteste, anche perchè non tutti erano favorevoli ad accogliere questa anomale Olimpiade. Che, nelle prospettive, per quel che ci riguarda, dovrebbe risultare buona se non eccezionale. Portiamo in gara quasi 4oo atleti, selezionati ( praticamente) in tutte le discipline, e con ampio margine per ben figurare, perfino per le medaglie (anche ) dorate. Non c'è voluto molto, domenica 18, alla partenza del Gp d'Inghilterra, per capire donde stanno il buono e il cattivo. Con tocco d'arte ( poi amabilmente sanzionato) il Lewis s'è quanto prima disfatto del suo antagonista, il giovane sfrontato tulipano, noto come ex sfascia 'rosse', che del pluricampione mondiale ( e del suo mentore Toto) se ne fa un baffo. Infatti ( mentre il tulipano a 300 km ora andava a scoprire il suo destino contro un muro di protezione) doloroso ed eloquente è stato il 'boato' esploso sulle tribune colorate da Union Jack. Nessuno che si preoccupasse della sorte dell'antagonista, uscito acciaccato ma salvo, dal brutale impatto. E così, alla fine, negli attimi dedicati ai festeggiamenti, per un pilota sanzionato, sì, certo, ma amabilmente, e che con furiosa rincorsa è stato in grado di recuperare sulla ' rossa' del Leclerc, superandolo al penultimo giro, ( praticamente) a pochi chilometri da una vittoria che avrebbe ( giustamente) premiato il 'miglior' pilota di giornata. Siamo proprio sicuri che di una F1 di tal fatta non si possa fare a meno?

LA CRONACA DAL DIVANO. ( dal 18  luglio al 25 luglio 2021 ). Si stanno ritrovando le squadre per il prossimo campionato che inizierà a fine agosto. L‘Inter dell’Inzaghino ha rimontato con il Lugano ( 2-2) vincendo poi ai rigori. Mentre il Milan, vittorioso con la Pro Sesto ( 6-0)  non fa che fare acquisti, [...]

20 luglio 2021 0 commenti

Non solo sport. Le ‘ ballon d’or’? A chi altri se non al ‘nostro’ Jorgino? Scorrendo, tra ‘oriundi’ e ‘oriundi’.

Non solo sport. Le ‘ ballon d’or’? A chi altri se non al ‘nostro’ Jorgino?  Scorrendo, tra  ‘oriundi’ e ‘oriundi’. Pertinente l'omaggio dl nostro Presidente ai ' leoni di Wembley', così come quello del premier Draghi, che nocchiero migliore per mostrare agli Italiani come si può ( e si deve) uscire dal mare in tempesta non potevamo trovare. Nel novero hanno giustamente inserito anche Matteo Berrettini, 25 anni, tennista, volto bello e pulito, primo finalista azzurro in quel di Wimbledon. Se non altro per rammentare a quelli che i costumi antichi ( e la leggiadra Europa) hanno abbandonato, di tornare ad essere modelli di fair play , dicasi gentleman, per continuare a mostrare agli altri che si può vincere anche perdendo. Tra l'altro, fino a quella finale, tutti pensavano che ad inventare il calcio fossero stati quelli d'Albione, quando invece qualcuno è insorto rammentando a tutti che quel gioco ( riscoperto e regolamentato in età moderna) era un diffuso passatempo tra legionari romani già duemila ani fa. Non sarà per questo che l'ineffabile Eupalla ha provveduto a riportare le lancette della storia nella loro giusta posizione? Si va dibattendo su chi debba essere il ' ballon d'or' 2021. Ma se il riconoscimento va dato a chi più ha alzato la palma della vittoria, a chi altri meglio del nostro Jorgino, vincitore di Champions e di Europeo, ovvero ( Mondiale a parte) di quanto di più arduo e prestigioso oggi esista nel mondo del calcio e dello sport?A Maurito Icardi, attaccante, ex Inter, 'oriundo' argentino , qualche anno fa chiesero se volesse far parte della selezione azzurra. Lui, un poco indispettito, rispose: ' Lo sanno tutti che sono argentino'. A ben pensarci il suo non è l'unico ' caso' tra gli innumerevoli ' oriundi' che popolano ( spesso con grande successo) il mondo dello sport, e del calcio, di sentirli preferire, con una punta di occulta pena, che son ' questo' o 'quello', certo, ma tutto fuorchè Italiani. Perchè anche se 'oriundi', ovvero Italiani nati fuor della patria loro, al sangue non si comanda. Onorare la madre che ti ha accolto quando quella naturale altro non poteva, è certamente lodevole. Anche se ripudiar la prima non è generoso, nè possibile, visto che quel che sei è dono ( prima di tutto ) suo. A Maurito, che da quel che sappiano quando parla poche ne azzecca, forse a tanto nessuno l'ha portato a riflettere. Come invece ha fatto il 'nostro' Jorgino, 29 anni, 'oriundo' brasiliano, che quando mamma azzurra ha chiamato così ha risposto:' Sì, il Brasile mi ha cercato, è vero, ma questa volta ho visto che era l'Italia ad avere più bisogno'. E qui, scusate tanto, non sarà il caso di cominciare a chiarire al Mondo quanto l'Italia, quella che ha affrontato la pandemia affacciandosi a finestre e balconi con il sorriso e il canto, non è manco lontano parente di quella d'un secolo fa, allorquando si gettò in una guerra che ' non s'aveva da fare' con un alleato che 'peggio di così non poteva scegliere'. Ora è altra roba. Tant'altra roba. Che tornando a riallacciarsi ai secoli gloriosi vuol tornare a dare un contributo come pochi altri popoli potrebbero. Non stiamo ad elencare qualcosa, tanto tutti sanno, più o meno. Anche quel Maurito che ( fingendo di non sapere) non può ( certo ) ignorare quanto sia figlia prediletta dell'Italia la 'nostra' l'Argentina; paese importante in un continente importante che ( se non erriamo) manco s'era scoperto, se non ci fosse stato ( dapprima) un italiano a 'mostrarlo' e ( poi) un altro a 'nomarlo'.

LA CRONACA DAL DIVANO. ( dal 12  luglio al 18 luglio 2021 ).Pertinente l’omaggio dl nostro Presidente ai ‘ leoni di Wembley’, così come quello del premier Draghi, che nocchiero  migliore per mostrare agli Italiani come si può ( e si deve)  uscire  dal mare in tempesta non potevamo trovare. Nel novero hanno [...]

14 luglio 2021 0 commenti