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Non solo sport. Giù le mani dalla nostra Sanità. Se salta l’Olimpiade, le medaglie mettetele al suo collo.

Non solo sport. Giù le mani dalla nostra Sanità. Se salta l’Olimpiade, le medaglie mettetele al suo collo. Frasi. Tante frasi in questi giorni di dolore, di ansia, ma anche di meditazione. Ne abbiamo colte alcune, al volo, come s'usa dire. Quella del Gallo, che è andato a far canestri in Nba. In merito difficoltà nostrane sul Coronavirus, estrinseca: 'Ce ne abbiamo messo di tempo prima d'impegnarci' . Può essere, ma una o due settimane in più ci possono anche stare al cospetto d' una minaccia tanto imprevista e impegnativa. Ma se usa lo stesso metro di giudizio che ha da dire al Paese in cui è andato a passare le stagioni sportive più belle 'cavalcato' da un cowboy che del latino Coronavirus finora manco ha imparato la pronuncia? Un pedatore italo argentino, di cui non ricordiamo il nome, e manco lo andiamo a cercare, ha sentenziato : ' Troppo blandi, in Italia si sono svegliati quando i buoi erano già fuori della stalla'. L'ingenuo che, come molti altri, tanto per seguir la moda del conto corrente più grosso, sogna non il Paese dei suoi avi ma la Premier, non sarà meglio che prima di varcare la Manica chieda se in Albione hanno intenzione di contrastare il virus o di lasciarlo galoppare libero e giocondo? Il Fabio Cannavaro, al quale saremo sempre affezionati per quella coppa levata nel cielo di Berlino, a domanda ( sul virus) ha risposto : ' La Cina, evoluta, tecnologica, ben indirizzata, ci ha dato un grande esempio. I nostri, invece, rimasti a carta e penna, mi preoccupano assai. Speriamo di farcela, ma sarà dura'. Ascoltandolo, a lui, che nel paese del Dragone qualche soggiorno ha fatto, vien voglia da chiedergli se gli hanno spiegato donde è partita la pandemia ? E perchè ? E come mai hanno potuto mettere in atto provvedimenti tanto estremi ( drastici) senza che nessuno battesse ciglio? Eppoi, s'è mai dimandato il buon Fabio se in quel Paese da cui tutto trapela fuorchè i fatti di casa loro, stanno sciorinando il vero o il verosimile? La risposta è vitale, perchè in ballo c'è pure la democrazia. S'è dimandato, il nostro , questo ed altro ? Magari dopo essere andato a tirar due calci di pallone tra milioni di povere baracche, all'ombra di frettolosi grattacieli ? Tuttavia, mentre lui ( se crede) indaga, noi ( dopo cotante prove) ci teniamo una nuova ( timida) certezza: quella d'avere una sanità che ( nonostante scelte e tagli ) ha mostrato un' efficienza e una umanità altrove sconosciuta. Noi siamo orgogliosi dei nostri addetti, medici, infermieri. Orgogliosi e riconoscenti. Per favore: giù le mani da loro, perchè questi non vogliamo farceli portare via, come quei milioni di mascherine già acquistate in Romania e poi passate ai Russi solo perchè questi alzando il prezzo hanno saldato cash. Nella disgrazia, la fregatura ben ci sta. Così, d'ora in poi, le mascherine, i prodotti igienici, le macchine per situazioni d'emergenza ( e non) torneremo a produrle in casa nostra. Come sappiamo. Per dar lavoro ai nostri e a quanti ( con i nostri ) hanno voglia ( non di delinquere) ma di ben fare.

LA CRONACA DAL DIVANO.  Divaghiamo. Trascurando per un poco l’ombra del Coronavirus. Che uno scienziato americano aveva già pronosticato una decina d’anni. Inascoltato, ovviamente, quanto la povera Cassandra. Ma tant’è. Col nostro buon Arrigo spesso e volentieri non ci prendiamo. Lui, come i tanti esterofili in paga al nostro Paese, [...]

17 marzo 2020 0 commenti

Non solo sport. La Dea, bella e brava, passa ai quarti. Intanto da Codogno arrivano timidi e positivi segnali.

Non solo sport. La Dea, bella e brava, passa ai quarti. Intanto da Codogno arrivano timidi e positivi segnali. Nel frattempo dalla zone iniziale di Codogno arrivano timide ma incoraggianti notizie: s'è ( quasi) guarito il giovanotto noto alla cronaca come 'numero uno', stanno calando ( vistosamente) i casi infetti. L'isolamento sta dando i suoi frutti. Anzi, pare che nelle ultime ore d'infetti non se ne sia registrato manco uno. Forse anche per via di questi riscontri la regione Lombardia sta chiedendo al Governo l'inasprimento delle misure di salvaguardia, sull'esempio Codogno, proprio per accelerare la riduzione degli infetti e l'assalto degli stessi alle strutture sanitarie che pur essendo tra le migliori d'Europa oltre ad un certo limite prestazionale non possono andare. I cinesi, che cantano vittoria, sono pronti a riavviare la normalità, e anche a fornirci incubatori e mascherine. Lodevolmente. Speriamo però non ce ne sia bisogno. Ma questa volta è un altro miracolo che genera l'incredulità. Giunge da quello sport tanto amato che per noi è ( innanzitutto ) metafora della vita. A realizzare il prodigio questa volta è stata una squadra che ( secondo il giovin Agnelli) manco doveva essere agli ottavi di Champions. Una squadra della provincia lumbarda , che è gestita da Dio, che si sta costruendo ( alla faccia dei mille tintinnega) il suo nuovo moderno nido, che scopre talenti a josa, che sa giocare alla palla, che sa essere dignitosa e competitiva in ogni circostanza. E che tutti ormai nominano la Dea, riferito ad Atalanta, divinità bella e brava, soprattutto nella caccia, unica femmina tra gli Argonauti e sposa a Ippomene. Mai soprannome fu più azzeccato. Perchè la squadra del Gasp delle virtù della Dea ha fatto tesoro. Nel ritorno degli ottavi di Champions, mai fatti in precedenza, non solo non ha difeso il 4-1 a suo favore dell'andata, ma è andata a suonare messa e benedizione a quelli del Siviglia, che non son squadretta parrocchiale o da scapoli e ammogliati. Grazie ai suoi tanti argonauti ( Ilicic 4 gol e Pupu Gomez, in primis ). Ora, nella solita, miscredente Europa, che della Lombardia ( probabilmente) ignora perfino che sta tra le due o tre o quattro regioni più evolute e ricche del Vecchio Continente, tutti van chiedendosi come cotanto ardire sia possibile. Ci metteranno un po' di tempo a realizzare, ma non fa niente, perchè se alla Dea dovessero darle un sorteggio accettabile potrebbero ritrovarsela ( giovin Agnelli permettendo ) tra le prime quattro d'Europa. Se non son miracoli, questi ...

LA CRONACA DAL DIVANO. Impossibile star dietro alla cronaca effetto della diffusione del Nuovo Coronavirus. In Germania, e confinanti, si stanno preparando all’ondata di virus in arrivo. La cancelliera Merkel avrebbe espresso la preoccupazione che ad essere coinvolti potrebbero  in tanti, forse intorno al 60/70%, che preoccuperebbero e non poco, [...]

11 marzo 2020 0 commenti

Non solo sport. Belpaese, ‘vituperio delle genti’. Ma che fanno? Puniscono Renzo e assolvono don Rodrigo?

Non solo sport. Belpaese, ‘vituperio delle genti’. Ma che fanno? Puniscono Renzo e assolvono don Rodrigo? In tal modo, come bene insegna quel ( vero) romanzo storico, non molto accetto tra i riformati, meglio si nascondono ( all'opinione pubblica) magagne, incapacità, malevolezze di chi governa il nostro e gli altrui Paesi. Soprattutto dell'Europa, della maledetta Europa a guida germano-francese, ogni giorno di più odiosa matrigna e non amorevole madre dei figli suoi. Europa, che ( alla fin della tenzone) resterà ( senz'altro) col cerino in mano, chissà se in un lazzaretto come tal don Rodrigo, visto che il virus anche laddove maldestramente occultato prima o poi tornerà a chiedere spazio. Magari non a marzo ma a luglio. Infatti, timidamente, molto timidamente, si inizia a delineare il percorso compiuto dal virus, dal momento in cui è sbarcato in Europa ( pare) già a fine gennaio. Percorso e silenzi. Donde l'Italia compare,certo, ma dopo altri. Secondo il New England Journal of Medicine ( pare ) che il primo contagiato in Europa sia stato un 33 enne tedesco ammalatosi il 24 gennaio, che ha avuto sintomi ( brividi, tosse, febbre) ed è tornato al lavoro il 27. Nei giorni precedenti, tra il 20 e il 21 gennaio, a Monaco aveva incontrato una donna cinese, proveniente da Shanghai, con la quale collabora. La donna stava bene durante il soggiorno di lavoro in Germania e si è ammalata al rientro in Cina. Come dire che il contagio ' sembra avvenuto durante il periodo d'incubazione'. Dunque un mese prima di Codogno, ovvero del 'paziente uno', individuato il 21 febbraio. Fatto è che ci stanno spolpando. Con danni umani ed economici enormi. Mentre facciamo i salti mortali per contrastare il morbo. Niente ' Eroica', la corsa sullo sterrato più avvincente al Mondo, niente Mondiali di Coppa di sci a Cortina, niente Milano-Sanremo, niente Italia-Inghilerra di rugby. Niente di niente. Campionato a porte chiuse. Probabilmente aspettano di bloccare la Nove Colli e il Giro. Mentre è giù tanto se faranno giocare le nostre squadre di calcio in Coppa e non tengono la Nazionale del Mancio fuor dall'Europeo. Il problema però, per i lor signori, è che il virus astigmatico com'è non conosce i colori delle diverse bandiere. Onde per cui chissà se, avendo in Altrove, e in Oltralpe, iniziato a rompere con comodo ritardo i loro silenzi, non gli capiti d'avere l'ondata buona del virus più avanti? Magari all'ora della Gran Boucle, da sospendere e da relegare fra le tante corse corsette a tappe in onda sul pianeta?

LA CRONACA DAL DIVANO. Probabilmente ad ispirare tanta determinazione nell’attribuire i danni da Nuovo Coronavirus  al nostro Paese, già abbandonato da cugini ed amici in più occasioni e in ispecie davanti  all’ondata migratoria, non c’è qualcuno in particolare. Ma solo il gusto, come spesso  accade anche  sui social, d’andare in giro [...]

Ravennate. #Coronavirus: necessaria precisazione su eventi e competizioni sportive e sport di base locali.

Ravennate. #Coronavirus: necessaria precisazione su eventi e competizioni sportive e sport di base locali. 'Sono sospesi - si legge nel comunicato - gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, svolti in ogni luogo, sia pubblico sia privato; resta comunque consentito, nei comuni diversi da quelli di cui all’allegato 1 al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 1° marzo 2020, e successive modificazioni (zona rossa, ndr) lo svolgimento dei predetti eventi e competizioni, nonché delle sedute di allenamento degli atleti agonisti, all’interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse, ovvero all’aperto senza la presenza di pubblico; in tutti tali casi, le associazioni e le società sportive, a mezzo del proprio personale medico, sono tenute ad effettuare i controlli idonei a contenere il rischio di diffusione del virus COVID-19 tra gli atleti, i tecnici, i dirigenti e tutti gli accompagnatori che vi partecipano. Lo sport di base e le attività motorie in genere, svolte all’aperto ovvero all’interno di palestre, piscine e centri sportivi di ogni tipo, sono ammessi esclusivamente a condizione che sia possibile consentire il rispetto della raccomandazione di cui all’allegato 1, lettera d) (distanza di sicurezza personale di almeno un metro, ndr)'.

RAVENNATE. Per maggiore chiarezza, anche su richiesta di società sportive, si riporta l’intero testo della lettera c, comma 1, articolo 1 del decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 4 marzo con misure riguardanti il contrasto e il contenimento sull’intero territorio nazionale del diffondersi del Coronavirus. Nelle comunicazioni diffuse  [...]

Non solo sport. Lotta al Coronavirus: esteri e non, a chi dare la vera gloria? Solo ai posteri l’ardua sentenza?

Non solo sport. Lotta al Coronavirus: esteri e non, a chi dare la vera gloria? Solo ai posteri l’ardua sentenza? Adesso, con quel garbato premier a reti connesse ( come o quasi) per il messaggio di Capodanno del Presidente, invece che a portar serenità getta scompiglio. Mentre all'Estero infieriscono su di noi scordando perfino la Cina e la Corea. Qui a metterci una pezza può essere solo il solito imprevedibile sorprendente atteggiamento d'un popolo che, quando conta, forse ispirato da una ( dimenticata) manzoniana Provvidenza, sa quello che deve fare. A dispetto di chi dovrebbe governarlo e non può farlo o non sa farlo; a dispetto di parenti e amici sparsi qua e là pel Mondo e che dovrebbero raccontarla ( almeno) come si deve; a dispetto di chi ci vuol (davvero) male e vorrebbe vederci piegare le ginocchia implorando. I dati ( allegati) parlano d'una diffusione seria, con molti casi di guarigione, ma non ancora scemante. Se calano ( di dice) i casi cinesi che sono alle radici della sbandierata ecatombe, caleremo anche noi. La speranza è solo quella di non vedere cancellata, una dopo l'altra, la possibilità di riprenderci in fretta e senza danni irreparabili. Il timore c'è. In Romagna, a Cesenatico, potrebbero chiedere d'annullare la Nove Colli; in Lombardia, a Milano, la Milano-Sanremo ( se non il Giro) e così via. Il calcio s'accontenta ( al momento) di giocare ( Campionato e Coppe) nel silenzio, per meglio meditare sulla sorte sua. Magari saremo proprio noi ( ancora una volta) a sorprendere tutti, sciogliendo il rebus grazie a quei quattro centri di ricerca in numero che abbiamo. Certo è che gli amici ( qui o là) si vedono nell'ora del bisogno. E quelli ricorderemo, per tanti anni a venire. Il bilancio della Protezione civile. Sono 295 i malati con il Coronavirus ricoverati in terapia intensiva, 66 in più rispetto al giorno precedente. Il dato è stato fornito mercoledì 4 marzo dal commissario Angelo Borrelli nel corso del quotidiano appuntamento con la conferenza stampa nella sede della Protezione civile. Negli ospedali ci sono 1.346 ricoverati con sintomi mentre 1.065 sono in isolamento domiciliare.Dai dati della Protezione civile emerge che sono 1.497 i malati in Lombardia, 516 in Emilia Romagna, 345 in Veneto, 82 in Piemonte, 80 nelle Marche, 31 in Campania, 21 in Liguria, 37 in Toscana, 27 nel Lazio, 18 in Friuli Venezia Giulia, 16 in Sicilia, 7 in Puglia, 7 in Abruzzo, 5 in Trentino, 3 in Molise, 9 in Umbria, uno in provincia di Bolzano, 2 in Sardegna e uno in Basilicata.

LA CRONACA DAL DIVANO.  D’ora in poi, per un mesetto almeno, così si spera, potremo vedere il nostro Campionato a spalti vuoti. Che metteranno ancor più in pietosa evidenza le mille  rughe dei nostri vetusti stadi. E che ci faranno ricordare una volta di più da qual mandata di uomini [...]

Non solo sport. Coronavirus? Così potè la Lega: rinvii a maggio. Intanto l’Aquilotto ha preso a volare alto.

Non solo sport. Coronavirus? Così potè la Lega: rinvii a maggio. Intanto l’Aquilotto ha preso a volare alto. Rinvii? E chi ci capisce più niente? Il Ringhio, infatti, abituato a dire la sua, non ha taciuto. E così anche il Marotta, che potrebbe vedere il Derby d'Italia a giochi già fatti. Tanto più che l'Aquilotto del sor Lotito ha preso gusto a volare alto alto, e a quella data potrebbe già avere incamerato quanto basta per portarsi a casa o lo scudetto o uno spareggio con la deludente Signora di Champions. La quale, dovesse pur farsi sbattere fuori dal Lione o in successiva turno, altro non avrebbe per ' mischiare le carte della disfatta' che ripiombare velocemente su quel ( solito) scudetto che gli sta ( praticamente ) incollato addosso. Il Del Pino incaricato di farci sempre più apprezzare all'Estero aumentando in adeguata misura quei diritti tivù che sembrano elemosine a confrontarli con quelli dei marpioni d'Albione, così dunque si inventa. Rinvia. Sono decenni che chiediamo ad Eupalla di mandarci dirigenti ( e stadi) all'altezza della nostra storia ( e passione), e quella che fa? Solo orecchie da mercante. Grazie tante, cara, da parte di chi ti venera ( da sempre) e così tanto! Federica Brignone, 29 anni, milanese trapiantata in Valle d'Aosta, per adesso s'è presa la coppa di Combinata, nell'attesa di quella generale. Belmondo, Compagnoni e poche altre stanno preparano per lei lo scanno nel consesso delle più grandi di sempre nelle discipline sulle nevi. Altre nuove eccezionali arrivano dai Mondiali su pista di Berlino, dove al fenomeno Ganna ( più quartetto inseguimento), si sono aggiunte Paternoster, Balsamo e Vece. Tutte bronzi pesanti. La più vecia ha 22 anni. Sulla parabola Armani di basket sorvoliamo, visto che simil sembra a quella ( penosa) della nazionale di rugby. Stanno affilando invece i coltelli in Moto Gp, ma anche in F1. Si sappia però che se in Moto Gp a non più comparire ( per genio Yamaha) fosse il Maestro, allora a vedersi le gare potrebbero ridursi ( battage a parte ) in pochi: oltre al Meda, al Sanchio e alla Vera. In F1, invece, si spera solo che il buon Binotto faccia il furbo e non il codardo, perchè quelle sue anticipazioni 'bruciano' forte. Degli espedienti piccoli e grandi si nutrano i poveracci, non le figlie del Drake.

LA CRONACA DAL DIVANO. D’ora in poi diranno:  più  del Coronavirus potè il Del Pino, il fresco presidente di Lega che altro non ha fatto che rinviare al 13 maggio cinque incontri della XXVI giornata di Campionato. Messa così, e sempre che non sortiscano altre sorprese a questo punto se non [...]

Non solo sport. Con il Coronavirus parti invertite? L’Italia di nuovo in cattedra e ( altri) dietro la lavagna?

Non solo sport. Con il Coronavirus parti invertite? L’Italia di nuovo in cattedra e ( altri) dietro la lavagna? I focolai, da noi, sembrano due: in provincia di Milano ( Codogno) e nel Basso Veneto ( Vò Euganeo). Due, eppure vengono contati ( e ricontati) per mille. I deceduti ( in gran parte ultraottantenni) sarebbero ( al momento, 26 febbraio 2020) 12, i contaminati 374. Percentuali che indicano un fenomeno sul qual vigilare opportunamente per non finire come don Ferrante, ma che non va neppure ampliato oltre misura, soprattutto mettendolo sulle bocche di persone non adeguate al ruolo che ricoprono o vogliono ricoprire. Perchè qui i colori delle contrade o delle nazioni poco contano, visto che il virus ( o chi per lui) dei colori della contrada e delle nazioni poco s'intende. E infatti nel conteggio finora stilato ci sono un po' tutti, e soprattutto anziani. Il fatto curioso però è dato da quel che si rivela ( una volta di più) la leggiadra Europa. Illuminata, riformata, efficiente. Maestra delle genti, e soprattutto di quelle che nel suo olimpico consesso pari non sono. Per pregiudizievol superato uso. E comunque, sfogliando la cronaca che scopriamo? Più o meno questo: che gli untori, come quelli della peste del Seicento immortalati dal don Lisander, che ( tra l'altro) in Oltralpe non dovrebbe godere di vasta fama, non solo non sono residuati del tempo che fu ma soggetti tuttora vivi e vegeti. Donde? In Italia, ovvio! Al punto che il morbo ha smarrito il ceppo ( e l'apporto) cinese ( con agganci vari ) diventando ( chissà come e perchè) italiano. Con tutte le conseguenze sparse al vento dai 'tintinnega' d'Oltralpe e non solo. Arrivano notizie di Paesi ( vicini e lontani) che respingono Italiani e prodotti italiani. Non Cinesi, Tedeschi, Francesi, Orange o Sud Coreani. Che con i cinesi si bazzicano, eccome. Ma Italiani. A prescindere. Pazienza per gli Italiani, ma i loro prodotti che c'entrano col Coronavirus? Forse credono che quei malvagi burloni degli Italiani abbian pensato di celarli dentro qualche pacco o pacchettino o container da export ? O finanche dentro un accordato mandolino o nell'impasto d'una bianco-rossa- verde pizza Margherita o a galleggiar su un piatto di spaghetti all'Amatriciana? Che trovate! Gran marketing ? Che dite: se diciamo che sono ignoranti, potrebbero offendersi gli ignoranti? E se diciamo che sono scemi, mica s'offenderebbero gli scemi? Dunque, meglio calare un velo pietoso? Slittano al 13 maggio cinque incontri di Campionato della XXVI giornata: Juventus-Inter, Udinese-Fiorentina, Milan-Genoa, Sassuolo-Brescia, Parma-Spal.

LA CRONACA DAL DIVANO.  Il famigerato Coronavirus è nato nel cuore della  lontana Cina, questo è assodato, ma ( come prevedibile) si sta spargendo un po’ dappertutto sul  Pianeta. Al momento più che altro in  Corea del Nord, Iran, Europa. E in Europa, manco a dirlo, soprattutto ( con varia casistica, ovvio ) lungo il Belpaese. I focolai, da noi, [...]

28 febbraio 2020 0 commenti

Non solo sport. Coronavirus o Italianvirus? Non è che sia caccia all’untore, nella leggiadra Europa?

Non solo sport. Coronavirus o Italianvirus? Non è che sia  caccia all’untore,  nella leggiadra Europa? Dai giornali. Un titolo: ' Allarme contagio per 4 valenciani tornati da Milano'. Altro: sta facendo notizia in Spagna, la presenza di un medico italiano originario di Piacenza e della consorte, in vacanza a Tenerife. Entrambi, manco a dirlo, positivi al tampone, obbligando alla quarantena le altre persone del resort. Un altro titolo: La sindaca di Lione' Qui, no agli italiani'. E altro ancora: l'Irlanda si permette di sospendere il match di rugby contro la nostra Nazionale. Non s'è capito su quali basi, su quali dati, visto che l'Italia ha solo due ' ridotti ' focolai che ( tra l'altro) sta controllando a dovere. Andiamo avanti? Non serve. Perchè chiunque può verificare. E farsi l'idea che crede. A noi, ad esempio, sovvenendoci le pagine di quel gran romanzo storico, non possiamo che estrapolare: ' La mattina seguente, un nuovo e più strano, più significante spettacolo colpì gli occhi , e le menti dei cittadini. In ogni parte della città, si videro le porte delle case e le muraglie, per lunghissimi tratti, intrise di non so che sudiceria, giallognola, biancastra, sparsavi come con delle spugne ... Il Ripamonti che spesso su questo particolare delle unzioni, deride, e più spesso deplora la credulità popolare, qui afferma di avere veduto quell'impiastramento, e lo descrive ... Il Tribunale della sanità pubblicò una grida con la quale prometteva un premio e impunità a chi mettesse in chiaro l'autore o gli autori del fatto ... Mentre il Tribunale cercava, molti nel pubblico, come accade, avevano già trovato. Coloro che credevano essere quella un'unzione velenosa, chi voleva che la fosse una vendetta don Gonzalo Fernandez de Cordova, chi un ritrovato del cardinal di Richelieu, per spopolar Milano, e impadronirsene senza fatica ... C'era anche un certo numero di persone persuase che questa peste si fosse ... Nella chiesa di Sant'Antonio, un giorno di non so di quale solennità, un vecchio più che ottuagenario, dopo aver pregato alquanto inginocchioni, volle mettersi a sedere; e prima, con la cappa, spolverò la panca. ' Quel vecchio unge le panche!' gridarono a una voce alcune donne che vider l'atto. La gente che si trovava in chiesa, fu addosso al vecchio; lo prendono per i capelli, bianchi com'erano, lo caricano di pugni e di calci: parte lo tirano, parte, lo spingon fuori; se non lo finirono fu per istrascinarlo, così semivivo, alla prigione, ai giudici, alle torture ...'. In breve: cercare un capro espiatorio, è usanza ancestrale e non da leggiadra Europa. Almeno quella che è stata (anche) maestra di civiltà. Anche perchè, assodato che non sono gli untori a spargere la peste, meglio fare quanto ragione e scioenza oggi consentono. Dippoi, che ci sia una sindaca ( qui o là che sia ) che voglia negare d' assistere ad un incontro di calcio più ad una etnia che ad un manipolo di tifosi, è cosa di cui quelle donne che chiedono ' diritti civili' dovrebbero pretendere venia senza se e senza ma. Se, viceversa, qui, ci si è ripiegati sul peggio del peggio, non possiamo che restare sorpresi. Costernati. Tanto da sperare che mal stiamo intendendo. Ma credon davvero costoro d'Oltralpe che una volta tolto di mezzo il presunto untore, ammesso che ce sia uno soltanto, il coronavirus ( e chi quanto lui) sparisca dalla faccia della terra? Continuando, tra l'altro, a provvedere a poco e niente? E comunque, questa volta, sia pur con tutta l'agitazione del caso, l'impressione è che il Belpaese sia tornato a sedersi in cattedra piuttosto che a nascondersi dietro la lavagna.

LA CRONACA DAL DIVANO. Il famigerato Coronavirus è nato nel cuore della  lontana Cina, questo è assodato, ma ( come prevedibile) si sta spargendo un po’ dappertutto sul  Pianeta. Al momento più che altro in  Corea del Nord, Iran, Europa. E in Europa, manco a dirlo, soprattutto ( con varia casistica, ovvio ) [...]

26 febbraio 2020 0 commenti

Non solo sport. Calcio: l’immensa Dea. La ‘rossa’ ai test di Spagna. Mentre Marquez firma fin al 2024.

Non solo sport. Calcio: l’immensa Dea. La ‘rossa’ ai test di Spagna. Mentre Marquez firma fin al 2024. La staffetta mista Vittozzi, Wierer, Hofer e Windisch scia spara e fa festa. Con strepitoso argento ( dietro alla Norvegia) ai mondiali di biathlon di Anterselva. La bella Dorotea, 29 anni, non s'è accontentata di un oro nell'inseguimento e se n'è andato a prendere un altro nella 15 km individuale donne. Italia terza nel medagliere. Ne gran finale, altro argento nella mass start. Sono iniziati i test di F1 a Jerez. Primo giorno tutto Mercedes, con Lewis e Vallteri sugli scudi. Gira e rigira il Tappen, che col motorone Honda se la rideva ( si fa per dire) sotto i baffi. Le 'rosse' se la son presa comoda. Così anche nel secondo giorno. E pure nel terzo. Intanto la Mercedes grazie alle ' sue grandi menti' ha svelato un marchingegno che collocato sul volante consente al pilota in gara di tirare verso sè il volante modificando la convergenza delle ruote. Con vantaggi. I geni di Stoccarda si dicon certi d'essere rimasti dentro le regole; gli altri, scioccati, non sono convinti. Probabile una battaglia legale che speriamo non si concluda come tutte le altre. Ovvero con quelli di Stoccarda lasciati a far i cavoli loro a danno del circus attorno. E soprattutto, manco a dirlo, della 'rossa' che ( Red Bull o no) a loro fa ombra più d'una sequoia. Marc Marquez firma per la Honda fino al 2024. Avrà così tutto il tempo per superare l'antico Maestro ed avvicinare il Mito dei Miti, ovvero Giacomo Agostini ( 15 tituli mondiali). Sempre che la fisica non torni a riprendersi quanto la creazione gli ha attribuito dalla notte dei tempi, soprattutto con quel ' cade non cade', che in pista della fisica se n'è sempre fregato. Dicevano i vecchi ' Il gioco è bello fin che è corto'. Che, parafrasato, dovrebbe consigliare al prodigioso cataluno di non pretendere più di quanto ha finora preteso. Non è che vogliam portargli sfiga, ma (poi) che dovremmo dire dell'altro detto : ' Uomo avvisato è mezzo salvato' ?

LA CRONACA DAL DIVANO. Altra di campionato, altre sorprese ancora. Vince la Signora ( 2-1 al Brescia), perde ( 1-2) la Beneamata nel derby scudetto con l’Aquila di Lotito. Morale. La  Juve si riprende il primo posto, con un punto davanti alla Lazio e due sull‘Inter. La volata a tre s’inasprisce, diventando ad ogni turno sempre più imprevedibile.  Meglio così, no, o amanti [...]

21 febbraio 2020 0 commenti

Non solo sport. Il City fuori dalle Coppe? Per far camminare il calcio ( e lo sport) con gambe proprie ?

Non solo sport. Il City fuori dalle Coppe? Per far camminare il calcio  ( e lo sport) con gambe proprie ? Il City del Pep, campione in carica della celebrata Premier, è stato squalificato per due anni dalle competizioni Uefa. Che, tramite i suoi organismi di controllo, può oggi ( finalmente) dire che il City dei ricconi del deserto ha infranto le regole ' alterando i ricavi di sponsorizzazioni nei suoi conti e nelle informazioni di pareggio presentate all'Uefa tra il 2012 e il 2016, senza collaborare (poi) in modo serio alle indagini'. Detto in soldoni, questi finanziano una squadra con soldi di Stato, un danaroso Stato del Golfo, che con quei soldi vuol ricavare quanto di meglio c'è al mondo. Aspirazione legittima, quest'ultima, se però non andasse a mettere in seria difficoltà ( in questo caso) la salute economica ( e non soltanto) dei club. Che, se si mettessero tutti a fare ( più o meno) la stessa cosa, manderebbero a carte quarantotto l'intero sistema. Che invece va tutelato quanto e più d'un Panda, visto che è assalito da uno tsunami dorato che rinuncia ad educare la passione ( sovente) senza freni di tante tifoserie che ( al di qua e al di là dell'Alpe) non amano presidenti ( o proprietà) che puntano a tenere i conti in regola. Gira e rigira siam sempre alla favola della cicala e della formica. Remota quanto si vuole, e però sempre pronta a rispuntare dall'oblio per rammentarci che se si vuol andare 'sicuri e lontani' altro non esiste che ' muover i passi secondo gambe proprie'. Non per compiacerci, ma se qualcuno avesse voglia di andar a spulciare su quanto da tempo andiam ventilando su questi eclatanti successi sportivi, vedrebbe che anche stando spagliati su un divano, certe successi stridono. Avvertono. Ammoniscono. Infatti in un futuro che è (già ) presente, in quanti possono aspirare ad ottenere ovazioni e trionfi? Due, tre, quattro? Ma non son pochi, troppo pochi, rispetto ai tanti che in avvio provano a calcare i campi da gioco? Di bello, questa volta, dobbiamo dirlo, sperando ( ovviamente) di non essere ( velocemente) smentiti, c'è che l'Uefa fa sul serio. E non la bella statuina. Confidando che il suo monito, al netto del prevedibile furente ricorso degli sceicchi, possa servire a conservare una dimensione umana, agonistica, organizzativa credibile del mondo d' Eupalla. Credibile e amabile. Perchè chi fin da imberbe si illumina al colore d'una maglia finisce, poi, con amarla, quella maglia. Magari per sempre. Scendendo alla cronaca, qualche domanda sgorga spontanea. Se il City, da molti nostri commentatori dato per favorito alla corsa Champions, dovesse subire la squalifica, chi andrebbe al suo posto nell'anno a venire? E i tanti nababbi che ne fan parte dove potranno ( eventualmente) piantar le tende? Tra loro, in primis, il Pep, (appena) 25 mln netti a stagione, che potrebbe così prendere la palla al balzo per tornare dall'antica Alma Mater del calcio?

LA CRONACA DAL DIVANO.La notizia, anche questa volta, non la dà il campo ma il fuoricampo. E che fuoricampo, visto che ad essere l’oggetto non è una squadra qualsiasi del mondo del pallone. Ma il City del Pep, campione in carica della celebrata Premier, e squalificato per i prossimi due [...]

15 febbraio 2020 0 commenti