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Non solo sport. Europa: cambio della guardia alla Presidenza. Buon lavoro, Cancelliera! Serie A: Juve in fuga.

Non solo sport. Europa: cambio della guardia alla Presidenza. Buon lavoro, Cancelliera! Serie A: Juve in fuga. Lo sport, arrancando, cerca di riportarsi sui campi di gara. Lo fa il calcio, lo fanno tutte le altre discipline. Intanto, per la tredicesima volta dal 1958 la Germania assumerà in luglio la presidenza di turno dell'Unione europea. In un momento difficile, se non decisivo. Tredici anni fa la Germania si adoperò in tre grandi direzioni: il trattato di Lisbona, la dichiarazione sul 50° anniversario del trattato di Roma e il pacchetto su obiettivi ambientali. Oggi, a distanza relativa da quel passaggio, la Germania sta cercando di mettere in mostra una nuova leadership. Richiesta. Indispensabile. Perchè forse mai come oggi l'Unione è in serio pericolo. La pandemia tuttora in corso ha inceppato l'economia. Gli Usa sono ormai un alleato tentennante. Mentre paesi come la Cina non nascondono la loro ambizione d'essere un soggetto planetario. Mai come oggi l'establishment germanico ha toccato con mano quanto l'Unione e il suo mercato siano ' un porto sicuro da preservare e da difendere'. Se attraverso l'asse con la Francia o meno è da vedere. Importante è che si ragioni cercando di non infierire sui Paesi in maggiore difficoltà, ma di sostenerli. La Francia stessa è un Paese in forte difficoltà. Si parla quindi di mutualizzazione del debito. Che non è beneficenza ma lungimiranza. Prima si tolgono dal fuoco le castagne in difficoltà meglio sarà per tutti. Per la Germania in primis. Da un decennio i tedeschi frenavano su ogni ipotesi di condivisione dei rischi. Oggi invece, rinunciando a quella gabbia di ferro del Patto di stabilità, accettano la ' generosa politica monetaria della Bce' e (soprattutto) fanno propria la necessità di finanziare a livello comunitario la ripresa europea. Il ripensamento è notevole.Forse giunto in tempo per salvare l'idea di una nuova, grande Nazione. Mettendo grinta nel motore. Anche nei confronti d'un sistema centralizzato e durissimo come quello cinese, finora trattato con inspiegabile leggerezza come stanno facendo alcuni nostri corrispondenti da quel Paese che tutto rivela fuorchè quello che gli si ritorce contro. Nascondendo obiettivi planetari evidenti. In un tale scenario, meglio far finta di niente o ( cominciare) a prendere le opportune misure di salvaguardia? Il presidente Steinmeier ha avvertito i suoi connazionali:' Dobbiamo preservare l'Europa. Dobbiamo pensare, sentire, agire da europei. Se non preserveremo l'Europa, anche dopo questa epidemia, allora mostreremo di non meritare la liberazione celebrata lo scorso 8 maggio'. Sembra, questo, il chiaro combaciare con il lungimirante e ripetuto 'messaggio' del nostro 'grande' Presidente. Buon lavoro, signora Cancelliera. Se è vero che è stata la Prussia a fare Germania e il Piemonte a fare l'Italia, perchè non lasciar fare altrettanto per l'Europa?

LA CRONACA DAL DIVANO. Lo sport, arrancando, cerca di riportarsi sui campi di  gara.  Conte e il suo governo invece  cercano di stare in gara. Con quei ‘frugali‘ che qui e là ‘rompono‘ quanto più possono. Per proteggere stoltamente gli orticelli loro, poveracci, visto che senza far squadra son solo staterelli [...]

27 giugno 2020 0 commenti

Non solo sport. Gli Orange? Un popolo indebitato.Settore privato a quota 231% del Pil (vs 107% Italia).

Non solo sport. Gli Orange? Un popolo indebitato.Settore privato a quota 231% del Pil (vs 107% Italia). 'Gli Olandesi? Un popolo indebitato. Ci sono dei numeri e un carteggio che il presidente del Consiglio Giuuseppe Conte e il ministro delle Finanze Roberto Gualtieri, farebbero bene a portare al prossimo vertice europeo sulle misure straordinarie per fronteggiare lo shock economico del Coronvirus. I numeri sono quelli che mettono a confronto il debito del settore privato in rapporto al Pil di Italia e di Olanda e che inchiodano i Paesi Bassi ad una scomoda posizione'. Partiamo dai dati. Un bollettino del Central Bureau voor Statistiek ( Cbs) il 7 aprile scorso ha certificato l’indebitamento di quel Paese. In cui, il debito pubblico è sceso nel 2019 al 48,6% del Pil, un dato che farebbe apparire l’Olanda un paese più che esemplare. E tale continuerebbe ad essere considerato se non si fosse scoperto ( si fa per dire) il dato relativo al settore privato nel suo complesso, e che sia pur in lieve discesa rispetto al 2018, tocca quota 231,00 % del Pil ( contro il 107% dell’Italia). In particolare il debito delle società non finanziarie si attesta al 132,3% del Pil, mentre in Italia è fermo al 66,1%. In Olanda l’indebitamento delle famiglie è pari al 98,7%, mentre in Italia è fermo al 41,2% del Pil. Cifre, come si vede, nettamente migliori ( ad eccezione del ‘drammatico’ debito pubblico) rispetto a quelle messe sul tavolo di trattative epocali dai bravi fiorai delle ‘terre basse’. Ma non basta. Anche il dato sul rapporto tra debiti e reddito disponibile delle famiglie, diffuso dalla Bce, certifica il divario. In Olanda il rapporto è del 193%, ovvero il più alto della Unione, mentre nel Belpaese il ratio è del 61,3%. In valori assoluti le famiglie olandesi sono indebitate per 46.584 euro pro-capite, le italiane per 12,163& euro. Chiaro, annota con l’abituale ‘onestà intellettuale’ il Sole24Ore, che queste cifre possono dire tutto nulla. Se si potesse evitare di sovrapporle all’andamento del mercato immobiliare olandese. E’ qui, infatti, che si son drizzate le antenne del European systemic risk board, nato nel 2010 con il compito di esaminare i rischi sistemici nell’area euro, etc etc ... Intanto, lo sport freme per ripartire.

LA CRONACA DAL DIVANO. “Gli Olandesi? Un popolo indebitato. Ci sono dei numeri e un carteggio che il presidente del Consiglio Giuuseppe Conte e il ministro delle Finanze Roberto Gualtieri,  farebbero bene a portare al prossimo vertice europeo sulle misure straordinarie per fronteggiare lo shock economico del Coronvirus. I numeri sono [...]

18 aprile 2020 0 commenti

Non solo sport. Paperoni del pallone: Italia sempre più fuori. Tutti gli altri ‘inventano’ noi soli ‘ dormiamo’.

Non solo sport. Paperoni del pallone: Italia sempre più fuori. Tutti gli altri ‘inventano’ noi soli ‘ dormiamo’. Ascoltiamo ( leggiamo) sempre con interesse gli interventi del Gianfranco Teotino. Non sono campati per aria. Resta però il fatto che di qualche inciampo son vittime: e chi dice infatti che alle Coppe non si possa arrivare prima ( e contro) ogni contabilità, magari nel 2020? Le premesse ( in questa tornata) sono incoraggianti. Inoltre se è il danaro a farla da padrona, perchè le squadre di stato ( più o meno legali) degli sceicchi ( Psg e City) alle Coppe continuano a guardar attraverso il binocolo ? Mercoledì 15 gennaio, Teotino è tornato ad imperversare in 'Calcio di rigore' sulla infelice condizione economica del nostro pallone. Un mondo dove solo i ricchi ridono. I dati di Deloitte in questo senso sono impietosi. Senza tener conto di plusvalenze e trading dei giocatori, il bilancio del Barca si è chiuso ( ufficialmente) con 990 mln di ricavi, mentre per quello di previsione si paventa di oltrepassare ( per la prima volta al Mondo) il miliardo. La Juve, in tal contesto, non solo grazie a Ronaldo, è entrata nelle top ten del pallone, ma con quasi 400mln meno del Barca. E' cresciuta del 16%, ma meno del Barca ( +21, 7 %), del Psg ( +17,4%) e del Liverpool ( +17,7%). Recuperare il terreno è sempre più difficile per le italiane. Anche perchè le big non vivono più di soli diritti tivù. Che hanno ormai un peso che va dal 25% al 38%. Occorre conquistare quindi nuovi mercati, nuove entrate attraverso nuove iniziative commerciali e non, ma che noi con gli stadi che abbiamo siamo già dei miracolati a sentire che crescono gli spettatori. Con l'eterno manipolo d'indefessi ignoranti, ma crescono. Così come crescono i conti del pallone altrui. L'Inghilerra, Brexit o non Brexit, è arrivata alla vetta di 5,44 mld; la Germania ( che sorpassa gli Iberici ) a 3,16 mld ; la Spagna a 3,15 mld e l'Italietta nostra a 2,31. Come i gamberi. Gli altri volano, noi torniamo al palo, o quasi. Del resto qualche 'sveglio' in Europa ancora circola, da noi invece tra quelli che o 'tintinnegano' o ' mangian pane a tradimento' di 'svegli' ( al momento) non c'è manco l'ombra.

LA CRONACA DAL DIVANO. Sgoccioli dell’andata di Campionato. Nell’ultima, infatti, Inter e Atalanta, Lazio e Napoli, Roma e Juventus se le sono date di santa ragione. Creando momenti di calcio che non è che siano così scontati nei più celebrati tornei dell‘Altrove. Anche perchè, nel Belpaese, spettacolo vuol dire qualcosa di ( molto) diverso. Di suo proprio. Se non d’alternativo. In Premier, [...]

16 gennaio 2020 0 commenti

Non solo sport. Milan: sono 120, tornerai grande? Buoni sorteggi in Coppa? Valanga azzurra, ci risiamo?

Non solo sport. Milan: sono 120, tornerai grande? Buoni sorteggi in Coppa? Valanga azzurra, ci risiamo? Dopo gli ultimi risultati ( nell'attesa del posticipo Cagliari-Lazio) trascriviamo: Benamata e Signora appaiate in vetta, a 39 punti, con Lazio, Cagliari , Roma e Atalanta a seguire. Come dire che, mentre il Premier il torneo è già aggiudicato ( Liverpool avanti sul Leicester a 10 punti e City a 14) prima del panettone sotto l'albero, da noi tutto è da vedere. Come norma del Belpaese. Che di ridurre il gap con l'Albione in luna di miele con la Brexit ha ( finalmente) trovato il modo di farlo. Così (almeno) pare. Buone nuove arrivano infatti da Roma ( sullo sfondo di una nuova proprietà), Verona e Milano ( sor Sala ragionando ). Nel frattempo la solita gelida manina s'è infilata nell'urne di Nyon per sorteggiare gli ottavi di Champions ed Europa League. Stando al pare, non ci è andata male. L'unico in 'sofferenza' dovrebbe essere il Napoli al quale è toccato il Barca ( prima al San Paolo). Questo, infatti, è uscito per l'altre nostre: ( Champions) Lione-Juve e Atalanta-Valencia; ( Europa) Roma- Gent ( 20 febbraio) e Ludogorets-Inter. Questo invece è il quadro completo di Champions: Barca-Napoli, Borussia D.-Psg, Chelsea-Bayern, Tottenham -Lipsia, Lione-Juve ( 26 febbraio), Atalanta-Valencia ( 19 febbraio), Real Madrid-City, Atletico M.-Liverpool. In breve, nei quarti della Coppa dalle grandi orecchie potremmo trovare una marea di corridori d'Albione: Tottenham, City e Liverpool in primis. Ma tant'è, visto che prima o poi nave ( o formazione) pirata dovremmo incontrarla. Prepariamoci solo a non fare la fine di quegli sfigati galeoni spagnoli abbordati per i loro carichi. Di cui vanno matti in Albione. Storie di gran calcio. Ebbene il Milan è venuto al mondo 120 anni fa per volontà d'un gruppo di uomini d'affari inglesi abituati a guardare oltre i confini dell'Italia, e che hanno sempre considerato l'Europa loro principale campo di battaglia. E non è un caso che gran parte del suo bottino contenuto in cassaforte sia frutto di scorribande all'Estero: 7 Coppe dei Campioni, 4 Coppe intercontinentali, 5 Supercoppe europee, 2 Coppe delle coppe, 2 Coppe Latine e persino una Mitropa Cup. Questi i 120 anni dell'incredibile storia rossonera. Per decenni sul tetto del mondo del pallone. Più ammirata che temuta. Perchè leale e combattiva. Puntuale e ( costantemente ) irrorata da grandi talenti.

LA CRONACA DAL DIVANO.  Dal Campionato riceviamo il pari dell’Inter contro la Fiorentina, il pari del Milan contro il Sassuolo, la vittoria della Juve contro l’Udinese, la sconfitta del Napoli contro il Parma e la vittoria della Roma sulla Spal. Con questi risultati ( nell’attesa del posticipo Cagliari-Lazio) trascriviamo Benamata e [...]

16 dicembre 2019 0 commenti

Non solo sport. Una ‘cattedrale’ di vetri e luci a Milano? Champions e Uefa: molti bluff, un solo trionfo.

Non solo sport. Una ‘cattedrale’ di vetri e luci a Milano?  Champions e Uefa: molti bluff, un solo trionfo. ANTICIPAZIONI. I pochi che hanno sbirciato i progetti del nuovo San Siro assicurano che l'attesa sarà ripagata. I dossier restano comunque segreti. Forse per qualche giorno ancora. Poi chi vorrà verrà interessato all'operazione. Popolazione compresa. Intanto però qualche 'spiffero' filtra. Due i progetti in gara. Quello di Populus richiamerebbe due eccellenze architettoniche della città, il Duomo e la Galleria Vittorio Emanuele II, con gioco di luci e vetrate che consentirebbe colorazioni diverse a seconda della squadra impegnata. Roba mai vista. Avvenieristica. Formalizzata su un parallelepipedo di cristallo che evoca il concetto della ' Cattedrale del calcio', con gallerie intorno al corpo centrale le cui arcate richiamano i due capolavori di piazza del Duomo. L'altro progetto, quello di Monica-Cmr, è raccontato come struttura altrettanto fascinosa, ma più tradizionale ( dall'alto presenta il classico ovale). Il suo segno distintivo sarebbero due enormi anelli che si incrociano a simboleggiare la coesistenza dei due club nella stessa casa. Una parte della facciata potrebbe essere dedicata ai tifosi, con la possibilità di inserire sui 'mattoni' dell'impianto il proprio nome, chissà, anche la propria foto. Entrambi i rendering prevedono un'ampia zona esterna dedicata a strutture commerciali e a uffici che prenderebbero la forma di due grattacieli. I due stadi ( da 60/65 mila posti) sono accomunati da un basso impatto energetico e di rumorosità, saranno più vicini all'attuale fermata della Metropolitana e garantiscono un accesso semplice e fruibile come un moderno parco cittadino. Tra i due progetti Elliot preferirebbe decisamente Populus, mentre Suning si mostra possibilista anche se la 'cattedrale' convince perchè diventerebbe un intervento più 'segnante' nella nuova geografia della città. Speriamo ora che si arrivi velocemente al dunque. Come si conviene ad una ex capitale dell'impero romano d'Occidente. Ovvero di coloro che ( vedi i Flavi) proprio grazie ad uno stadio ( vedi il Colosseo) si sono guadagnati l'immortalità.

CRONACA DAL DIVANO. Che è se non un doloroso bluff quello perpetrato ai  danni dei 60 mila del Meazza  dalla banda Conte Dracula ? Non è certo questo il giusto viatico. Anche perchè i punti persi contro lo Slavia Praga , rodato, esperto, dignitoso,  potrebbe risultare decisivi alla fine del girone. Queste cose la Beneamata le conosce, sulla sua pelle, eppure [...]

20 settembre 2019 0 commenti

Non solo sport. Nuova ‘ disfida’ per Omero: Vale contro Marc. Mettiamoli però su un ‘mezzo’ alla pari.

Non solo sport. Nuova ‘ disfida’ per Omero: Vale contro Marc. Mettiamoli però su un ‘mezzo’  alla pari. Ad agitare l'acque basse del picciol stagno, la voce d'un ritorno del maiorchino Lorenzo in Ducati. Sembrerebbe a seguito d'una valutazione che quelli di Borgo avrebbero fatto mettendo sui piatti della bilancia i loro e gli altrui piloti, quelli ' idonei' ovviamente a far abbassare l'ale a quel catalano che sembra avere scoperto nuove leggi della fisica piuttosto che un nuovo modo di dominare gli avversari. A noi, veramente, più che un fisico, ricorda Totò al Giro d'Italia, che per vestire la rosa s'era perfino adattato a stipulare un patto diabolico con mister Belzebù. Ma tant'è. E comunque stiano le cose, una è chiara: a quello , tra quelli in gioco, non lo batte nessuno. Per noi manco l'indomabile maiorchino che ci sembra sbagliare però ( ogni volta ) i tempi d'ingresso e d'uscita sul suo lavoro. Dopo un anno di sofferenza stava per 'domare' la Desmo, eppure se n'è andato, sul più bello, senza ragione credibile, che non fosse quella ( apparente) del danaro, il quale, per chi vuol scrivere di storia, è una insidia quanto mai mortale. Come quella delle sirene che abbindolarono i compagni di Ulisse, ma non Ulisse, che d'altra pasta fatto per sfuggire alle lusinghe si fece legare ad un palo e otturare le orecchie. Comportamenti non da tutti, questi. Da personaggi omerici. Certo. E tali, comunque, non ce ne voglia il maiorchino, da non appartenergli. Manco per sbaglio. Lo spiffero ha intanto ottenuto l'effetto di demoralizzare tutti. Il buon Dovi, più d'altri. Bravo, generoso, combattente. Ma non al punto da potersi opporre ( costantemente) a ' cade non cade'. Che continua a sguazzare nello stagno felice come un putto da una pista all'altra. E se non ce la fa il Dovi a metterlo a partito figuriamoci che possono quei giovinastri come il gitano Vinales o ( al momento) il siculo (d' Oltralpe) Quartararo. Poco o nulla. Crediamo. Ma solo miraggi, che svaniscono nel breve volgere di qualche curva. Eppure uno c'è che potrebbe tentare Omero a riscrivere il suo duello immortale. Che nella prima nota stesura ha preferito mettere il lauro in capo al giovane guerriero costringendo il vecchio all'umiliazione d'essere appeso al carro e trascinato più volte senza vita attorno alle alte porte Scee. Mentre, in una seconda, visto che il mondo è nel frattempo profondamente cambiato, chissà che non gli venga voglia di rivedere l'esito? E porgere il lauro alla dolorosa sapienza del vecchio piuttosto che alla astuzia feroce del giovane? Certo è che per far questo occorre mettere i contendenti in condizioni ( almeno) di parità. Non l'uno immortale e l'altro mortale. Non l'uno forte e l'altro debole. Non l'uno su un cavallo invincibile e l'altro su un ronzino. Per farla breve: che s'aspetta a voler tentare Omero dando al Maestro di Tavullia il mezzo giusto per un'altra disfida ? Su pista, questa volta, perchè no? Lo sport non ha oggi il suo peso simbolico? Magari l'ultima per il grande vecchio, che a quarant'anni non può certo pretendere d'essere il futuro del suo sport. Quanto odor d'epica c'è in codesta agognata disfida! Eppoi, chi non vorrebbe Ettore trovar la rivincita su Achille ?

LA CRONACA DAL DIVANO. Un altro bel weekend. Estivo. Assolato. Pettegolo. Dei vari sport accenniamo più sotto, qui ci vorremmo soffermare su quanto vanno raccontando della MotoGp, l’interminabile regno ora conteso del Maestro di Tavullia che ( in questi suoi ultimi voli) costretto a cavalcare un ‘ronzino ‘ si vorrebbe  [...]

9 agosto 2019 0 commenti

Non solo sport. Di nuovo c’è una ‘ valanga azzurra’ che ci onora. Bravo Sinisa, il tuo Bologna ce la può fare!

Non solo sport. Di nuovo c’è una ‘ valanga azzurra’ che ci onora. Bravo Sinisa, il tuo Bologna ce la può fare! Altri sport. E mentre il Vale da Tavullia si prepara senza strombazzi a porre il decimo sigillo alla sua inimitabile epopea, anche la 'rossa' Ducati medita di mettere al bando quei due 'bravacci' d'Ispagna che alla maniera della coppia don Rodrigo - conte Attilio, si sono autocertificati quale dream team della moto. Forse peccando di ( periglioso) eccesso, anche perchè dalle nostre parti si dispone d'uomini e mezzi niente affatto disposti a lasciare passare il barbaro straniero senza colpo ferire. Stessa aura la si respira addocchiando l'altra nostra prodigiosa ' rossa', quella da Maranello, come sempre bella da morire, che come Marchionne chiese ( Todt o non Todt permettendo) farà di tutto per togliere dal video quei continui provocanti 'sorrisini ' entusiasti che fioriscono ( soprattutto) al termine di gare date ( obiettivamente) per perse e poi ( non si sa come) vinte. Vanessina Ferrari, reginetta della nostra ginnastica, s'è messa al collo l'oro nella prova di libera in CdM a Melbourne. Nel fondo Sprint Tc, Pellegrino e De Fabiani si sono guadagnati un bel bronzo, davanti alla Svezia. Mentre, la Brignone ha messo i suoi sci davanti alle altre nella Combinata di Crans Montana. La squadra azzurra sulle nevi, Sofia e Paris in primis, sta ritrovando così una sua marcata personalità vincente. Da autentica ' valanga azzurra'. Apre dunque il cuore leggere quella bella pagina sulla 'rosea' che mette in risalto i diversi risultati ottenuti nello sci alpino ai Mondiali di Are ( Svezia); nello snowboard in Utah ( Usa); nello sci nordico a Seefeld (Austria) e nello slittino naturale a Latzfons ( Italia).

LA CRONACA DAL DIVANO. Weekend interessante. E per alcuni versi di attesa. Soprattutto per i ritorni di Coppa che riguardano quattro squadre di calcio.  La Signora di Torino che a causa dell’attrazione  al brivido di mister Max avrà le sue  buone gatte da pelare per non farsi buttar fuori  dalla Champions [...]

25 febbraio 2019 0 commenti

Non solo sport. Stadi, nuovi stadi: la ‘rosea’ suona (finalmente) la sveglia. La ‘promessa’ della sindaca Raggi.

Non solo sport. Stadi, nuovi stadi: la ‘rosea’ suona (finalmente) la sveglia. La ‘promessa’ della sindaca Raggi. Stadi. Nuovi stadi. Diciamo pure che qualcosa si muove, nell'attesa di passare dalle ciance ai fatti. Che altro non sono, che la ( principale) differenza che intercorre tra noi e gli (altri) tre principali tornei europei. A proposito di tornei, non manca pulpito dal quale non s'odono levarsi i soliti illuminati apprezzamenti sul nostro timido, fragile, negletto pallone. In una trasmissione-svago di Rai 2 il transfuga ( Sky) Massimo Mauro, non s'è trattenuto dal gettare al popolo la sua lucente verità: ' Il nostro è il Campionato più noioso. Dove tutto è deciso. A me non piacciono i tornei dove tutto si sa ancor prima che partano'. Un piacere, il suo, abbastanza strano da godersi, e da condividersi, visto quanto accade, qua e là, pel Vecchio Continente. In Liga e in Ligue, infatti, tutto è stabilito, o quasi, da tempo. In Bundes ( fortuna loro e nostra) menti illuminate devono avere ( finalmente ) consigliato al Bayern di Monaco di prendersi un anno sabbatico, visto che dei bavaresi vittoriosi non se poteva proprio più. Sembra ne stia approfittando il Borussia D., sembra, che però di Bundes ne ha vinte abbastanza poche. La maggiore suspence ( manco a dirlo) avvince in Premier, dove la palma della più bella del reame è contesa tra Liverpool e City ( secondo, a 7 punti). Mamma, che brividi! E che dire della 'noia mortale' che s'è impadronita della mitica Coppa dalle grandi orecchie, nell'ultimo lustro finita ( con le buone o con le cattive) per ben 4 volte ( ad eccezione del 2014/2015) nelle mani del Real del Florentino madridista ? Certo, il piacere di parlare e sparlare sul piatto in cui s'è mangiato e si continua a mangiare, è un esercizio che nel Belpaese trova i suoi più geniali, generosi ed indefessi cultori. Morale è , però, che mentre milioni di nuovi fans in giro pel Pianeta vengono convinti ad affezionarsi ad altre leghe con prodigiosi ritorni economici, la nostra leguccia resta al palo. E come potrebbe essere altrimenti? Scusate, ma se siamo noi i primi a 'sconsigliare' l'acquisto del nostro inimitabile ' panettone' chi volete poi che ( stadi a parte) voglia affannarsi ad acquistarlo per rallegrare le sue ore di festa?

LA CRONACA DAL DIVANO. Finalmente la vecchia,   cara ‘rosea’ suona la sveglia a quelli per cui gli stadi sono  solo pensieri.  Fastidi.  Garantisce Abodi, presidente ICS, ‘ Serve una regia del Governo. Ma venti piazze ( almeno) sono pronte a partire con loro progetti’. Al  momento, lo ricordiamo, nuovi impianti [...]

22 gennaio 2019 0 commenti

Non solo sport. L’esempio di Antonio Megalizzi. L’eredità di Mario Draghi. E altre pagine ( non solo) di sport.

Non solo sport. L’esempio di Antonio Megalizzi. L’eredità di Mario Draghi. E altre pagine ( non solo) di sport. Ma non è dalla cronaca sportiva che piovono le notizie più preoccupanti. Quelle, semmai, giungono dalla 'attualità', dalla 'politica' e dalla 'nera'. E che, in un modo o nell'altro, sembrano avere come comune denominatore ( ancora una volta) l'Europa. Non ce l'ha fatta Antonio Megalizzi, 28 anni, giornalista, a sopravvivere alle ferite inferte dal terrorista islamico. Se n'è andato lasciandoci però una 'eredità' d'irrinunciabile valore. Antonio, infatti, era uno che credeva nel mestiere del giornalista, e così ad un europeismo inteso come integrazione, voglia di capire, opportunità. L'Europa è un riferimento importante anche nelle 'ultime dichiarazioni' di Mario Draghi da capo della Bce. Da tenere ben chiare. Da collegare. E su cui riflettere e operare. ' Altrove nel Mondo - ha detto il Presidente Bce - si sta diffondendo il fascino delle idee e dei regimi illiberali; stiamo vedendo piccoli passi indietro nella storia. Ed è per questo che il nostro progetto europeo è ancora più importante oggi... E' solo continuando a progredire, liberando le energie individuali ma anche promuovendo l'equità sociale, che salveremo attraverso le nostre democrazie, con unità d'intenti'. ' L'Unione monetaria - ha sottolineato - è stata un successo sotto molti punti , allo stesso modo dobbiamo riconoscere che non tutti in Paesi sono stati ottenuti i risultati. attesi. Occorre ora disegnare i cambiamenti necessari dell'Unione monetaria e realizzarli il prima possibile, spiegandone l'importanza a tutti i cittadini europei'.

LA CRONACA DAL DIVANO. E’ arrivata la ‘sentenza’ Uefa per il povero Diavolo. Una multa ( 12 mln) e tante ‘minacce’, oramai rituali, a tutti i livelli, quando il barbaro si rivolge al latino : ” Se il Club non dovesse rispettare il pareggio di bilancio al 30 giugno 2021 sarà [...]

17 dicembre 2018 0 commenti

Non solo sport. Strana F1: ‘Rossa’ più forte?, ‘Rossa’ dietro! La rabbia Inter sulla Signora ‘graziata’.

Non solo sport. Strana F1: ‘Rossa’ più forte?, ‘Rossa’ dietro! La rabbia Inter sulla Signora ‘graziata’. Che la 'Rossa' voli come il vento lo si era visto durante la pole. Che la 'Rossa' sia ' in balia' della casualità ( tanto apprezzata dai commentatori di Race Anatomy Sky) si è constatato durante una gara che è sembrata ( con rispetto per il parere altrui) un ritorno al mitico circus ' alla Buffalo Bill' dove, grazie alle ineffabili 'frullatine' da safety car, si rende possibile l'impossibile. Senza che a decidere siano cioè i valori tecnici e sportivi, ma il (più o meno sapiente ?) uso di una vettura estranea alla corsa la quale, una volta in causa, si diletta a rimestare con mano da fanciullo i numeri che fan lotto nel pentolone . Morale: una Mercedes ( da quattro gare) in crisi (ri)marcata, il re nero ( questa volta) depresso oltre misura, una Force India da comprimari, si sono presi la gioia di sverniciare irridenti e festanti una 'Rossa' di ben altra sostanza. E invece di perdere punti, li hanno guadagnati. Meraviglioso. Infine da segnalare ( sempre da Baku) c'è il duplice suicidio in casa Red Bull: con entrambi fuori, i due polli, non si sa per colpa di chi, ma tutti e due fuori e ( visto che ripetere non giova) con il fenomenale ' Tulipano' (ri)tornato ai box a testa china. Un occhio anche al Campionato, il più palpitante in circolazione. La Juve, indomita e graziata da Orsato ( Pianic) , è riuscita ( ancora una volta) a risollevarsi per tempo in quel vetusto San Siro ricolmo e spettacolare come pochi altri stadi al Mondo, portando a casa quei tre punti che la confermano in vetta. O meglio, in corsa per il settimo sigillo.

LA CRONACA DAL DIVANO.  Ora che il Real ha espugnato Monaco ( 1-2) si è  ( forse) meglio capito quanto stava per fare la Signora di Torino dentro lo  stadio più inespugnabile d’Europa, ovvero estromettere i Blancos dal quartetto finale di Champions 2018. Ma a non dar corso alle appassionanti [...]

1 maggio 2018 0 commenti