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Non solo sport. Coppe: moria di italiane. L’Incompiuta prende Pirlo. Moto: podi tricolori.Toto: ‘sfida’ alla ‘rossa’.

Non solo sport. Coppe: moria di italiane. L’Incompiuta prende Pirlo. Moto: podi tricolori.Toto: ‘sfida’ alla ‘rossa’. La pennichella della F1 è rimasta esclusiva di Toto e del compagno Jean. Il calcio nostrano non ha fatto altro che farsi buttar fuori di coppa. Rigori fasulli, falli non visti, Var europeo a zampanella, da noi il tutto accettato in posizione supina e rassegnata, volenti o nolenti, ci hanno tolto di mezzo. Hanno superato la moria: la Beneamata di quell'insaziabile del Conte Dracula e la meravigliosa Dea del Gasp. Cosa potranno fare le nostre eroine, senza protezione alcuna, in mezzo a tanti lupi non si sa. Forse nulla. E comunque, Beneamata a parte, resterà pur sempre il plauso per quella coraggiosa Dea bergamasca, che gioca il calcio più bello, spendendo pochi spiccioli ma mettendo in campo tanta passione. Per quel che ci riguarda, senza pretesa alcuna, mescolando sacro e profano, chi altri meglio di lei potrebbe onorare lutti e sofferenza della nostra Europa con un momento di gloria? Macchè Signora, questa è un'Incompiuta. Sono dieci anni che smanetta per farsi un posto in Europa e, ogni volta, per un motivo o l'altro, dall'Europa viene ingloriosamente respinta. Respinta, respinta, come con i parvenues indesiderati. Nell'ultima esibizione aveva avuto in buona sorte una francese di secondo/ terzo pelo, abbordabile, come si dice. Eppure anche stavolta ci ha lasciato ed penne. . Quello che più sconcerta, in queste esibizioni, è stata ( una volta di più) la gestione delle ( due ) partite che, come ognuno sa, vanno affrontate con valutazione complessiva, anzi, in questo specifico caso, con più impegno nell'andata piuttosto che nel ritorno. Cosa possibilissima. Fattibilissima. Vista la potenza di fuoco di cui dispone in attacco. Mettere nel sacco altrui uno o due gol, avrebbe alleggerito dii molto l'impegno del ritorno. Tutti, anche il venditore di bibite sugli spalti, sapevano che così s'aveva da fare. Non la Signora che ( segretamente) ama restare Incompiuta. Ed è così successo la Bismark piemontese venisse affondata ( questa volta) da una fregata francese. E poco o nulla hanno inciso le due ' bordate' di risposta del costoso artigliere portugheise, perchè per l'ennesima volta Eupalla non ha concesso venia a quanti il pallone lo predicano senza dominarlo. Alla fine della veglia, Sarri, ha perso il posto, lasciando campo libero ad una 'follia' del giovane Agnelli: tale ( inesperto) Pirlo, maestro di centrocampo, ma ( in pratica) digiuno su tutto il fronte. A volte le trovate più 'folli' risolvono le situazioni più complicate, a volte invece affossano il tutto. Chi le compie e la compagnia attorno. Val la pena sfidare così l'ineffabile Eupalla? In una San Remo inedita, corsa sotto il sole d'agosto, a mettere la sua ruota davanti a tutti è stato Vout van Aert, 25 anni, fiammingo. Vout aveva vinto, recentemente, la corsa più fascinosa al mondo: Strade bianche lungo le colline senesi.

LA CRONACA DAL DIVANO. Non molto da dire su questo weekend. La  pennichella della F1  è rimasta esclusiva di  Toto e del compagno Jean. Il calcio  nostrano non ha fatto altro che farsi buttar fuori di coppa. Rigori fasulli, falli non visti, Var europeo a zampanella, da noi il tutto [...]

9 agosto 2020 0 commenti

Non solo sport. L’aria fritta di John Elkan. Gli ‘asini’ del Sol Levante. Le Coppe europee in pista di lancio.

Non solo sport. L’aria fritta di John Elkan. Gli ‘asini’ del Sol Levante. Le Coppe europee in pista di lancio. Se si vuol capire il perchè la 'rossa' stia sempre più sprofondando, basta gettar l'occhio sull'intervista rilasciata alla 'rosea' dal successore dell'Avvocato, 44 anni, nato a New York e laureato in ingegneria al Politecnico di Torino, presidente di Exor, la holding controllata dalla famiglia Agnelli cui fanno parte anche Juventus e Ferrari. Per lui tutto va bene così com'è. Monsieur Candid non gli farebbe un baffo. Innanzitutto la Ferrari che ( nel suo insieme) gode di ottima salute. Quel drago del Camilleri ha qui ottenuto risultati industriali da far schiattare di rabbia i concorrenti: dai cinque nuovi modelli alla gestione dell'emergenza sanitaria fin al Back on Track che è un esempio al Mondo sul come tornare al lavoro in sicurezza in presenza di Covid-19. Mentre quell'altro drago del Binotto, figlio della 'rossa', alla guida della Scuderia da un anno, ha tutto quel che serve per aprire un ciclo vincente. Già, ma da quando? E come? ' I tifosi- dice - stanno soffrendo quanto noi. Per questo è bene essere chiari e onesti con loro. Ci aspetta un percorso lungo. Quando Todt aprì nel 2000 quello storico ciclo, venivamo da un digiuno che durava vent'anni, dal 1979 ... L'importante come allora è lavorare in pista e fuori pista, in maniera coesa, costruire passo dopo passo la Ferrari che vogliamo'. Un percorso lungo? Vent'anni di digiuno? Lavorare in pista e fuori pista? Se chiedete un parere ad uno che si sollazza sul divano, direbbe: ' aria fritta' o anche ' aria di Parigi'. Che sgorga spontanea dalla bocca di uno che non sa quel che dire e che fare. Buio. Tenebra. Nell'attesa dell'alba ( almeno) del 2022, alloquando ( forse) non ( solo quelli di Stoccarda ) si saranno stufati di usare la ' rossa' qual zerbino delle piste concesse durante e dopo l'emergenza. E passiamo alla moto, che anche lì i fenomeni abbondano. In casa Yamaha, soprattutto, che immemori di quello che gli ha messo in saccoccia il maestro di Tavullia, non appena hanno trovato due imberbi con le ali, hanno pensato bene di congedarlo come un soggetto qualsiasi, abituale, di quelli che nascono ad ogni più sospinto. Sono alcuni anni che ( ci scusino) gli 'asini' del Sol Levante s'ostinano a consegnare catorci alla guida del Maestro, che se fosse messo ( appena appena ) in condizione di competere sarebbe ancora in grado alla sua veneranda età di elargire lectio magistralis. E finanche di andarsi a prendere quel decimo titulo che gli riserverebbe la vetta dell'Olimpo sportivo per almeno il prossimo secolo. Sì, perchè quello che fa specie, è che a quegli 'asini' del Sol Levante nessuno abbia cercato di far capire che chi affolla piste, schermi, social, vuol godersi gli ultimi spiccioli d'un talento agonistico senza pari. Non crederanno mica, i samurai, che la gente corra a vedere un Tizio che parte al primo abbassar di bandiera per andarsi a fare una scampagnata in solitaria su questa o l'altra pista del mondo? Tra l'altro, sfidando a piacimento le leggi della natura, per cui oggi c'è domani chissà ? In ogni caso, come in Andalucia, è bastato ritrovare il Maestro su una moto rabberciata alla meglio in agone coi figlioli suoi, per riassaporare il perduto fascino di questo periglioso sport fatto per gli audaci di genio e non d'arrembaggio. Per meritare applausi, non per sopportar ripetuti ragli d'asino.

LA CRONACA DAL DIVANO. L’intervista a John Elkan, il razzolar male degli ‘asini’ del Sol Levante, le Coppe in pista di lancio. Se si vuol capire il perchè la ‘rossa’ stia sempre più sprofondando, basta gettar l’occhio sull’intervista rilasciata alla ‘rosea’ dal successore dell’Avvocato, 44 anni, nato a New York [...]

29 luglio 2020 0 commenti

Non solo sport. L’Europa dei Lillipuziani. Moto Gp, vince Fabio cade Marc. Un’altra inutile ‘rossa’.

Non solo sport. L’Europa dei Lillipuziani. Moto Gp, vince Fabio cade Marc. Un’altra inutile ‘rossa’. Weekend ricco come mai da tempo. Auto, moto, calcio. Per l'auto poco da dire. Solito Hamilton davanti Verstappen e Bottas ( Vettel 6, Leclerc 11), con divari che rendono comparse i non Mercedes ( neri e rosa) . 'Rossa' del Binotto in primis. Costringendo Toto a farsi ogni tanto un pennichella, davanti a trionfi che lasciano il tempo che trovano. Per la moto, invece, le novità abbondano. Intanto sul più altro gradino dl podio è salito un siciliano nato in Francia e cresciuto motociclisticamente in Spagna, certo Fabio Quartararo, 21 anni, promesso sposo Yamaha, davanti a Vinales ( Yamaha) e Dovizioso( Ducati). Per il calcio, bloccata la Dea ( 1-1) a Verona, esagera il Milan ( 5-1) a Bologna. Si aspettano Roma-Inter e Juve-Lazio. Tutto da decidere, alla faccia degli esterofili e anglofili. Intanto la Signora, sbircia Zizou, che del Real ha le tasche piene. Comunque vadano gli incontri sull'Europa in corso a Bruxelles, comunque la risolvano sul Recovery fund e altro annesso e connesso , quel che colpisce una volta di più è quanto questo continente non abbia capito tuttora sul qual baratro sta divagando. Non bastavano i 'frugali' che si sono fatti avanti anche i sovranisti. Del resto non si dice che se manca il gatto i topi ballano? I 'duri e puri' che tutto son fuorchè 'duri e puri', basti pensare a quell'indegno ' baratro fiscale' coperto dal colore dei tulipani, come annunciato 'pretendono' questo e quello; sotto la regia dell'esperto fighetto orange, si sono messi pure a far gioco di squadra. Tutti insieme non fanno manco il 14% del Pil della Ue, eppure vorrebbero mettere con le spalle al muro anche i paesi maggiori. Sorvolando sul duetto franco-germano oltre che, ovviamente, su quello ispano-italico. La democrazia, diceva J.Dewey, non sono le divisioni che debbono preoccupare, ma l'inadeguatezza dei meccanismi per risolverle. Meccanismi, aggiungiamo noi, indegnamente si sa, ma anche protagonisti. Che in questa latitano. Di qua e di là. Tra gli altri, se la Cancelliera vorrà lasciare un segno visibile e certo del suo passaggio ai vertici del continente, sarà bene che si dia una mossa, e che faccia capire a ' duri e puri' e ' sovranisti' e a quant'altri che dir si voglia intenti a proteggere i loro orticelli che qui non c'è futuro per nessuno se non ci si dà( pur con tutte le garanzie necessarie) un assetto competitivo rispetto ai continenti ( già) più forti. Velocemente. Consapevolmente. Certo è che avere a che fare con dei lillipuziani ( pure convinti?) sarà una vera impresa da ciclopi.

LA CRONACA DAL DIVANO. Weekend ricco come mai da tempo. Auto, moto, calcio. Per l’auto poco da dire. Solito Hamilton davanti a Verstappen e Bottas ( Vettel 6, Leclerc 11), con divari che rendono comparse i non Mercedes ( neri e rosa) . Costringendo a Toto a farsi ogni tanto un [...]

19 luglio 2020 0 commenti

Non solo sport. Una ‘rossa’ ecatombe. Scusi Binotto, mica è su scherzi a parte? Per la Dea, ‘rapina’ di rigore.

Non solo sport. Una ‘rossa’ ecatombe. Scusi  Binotto, mica è su scherzi a parte? Per la Dea, ‘rapina’ di rigore. A noi frega solo e soltanto quel che fa la 'rossa', null'altro, sportivamente parlando. E quello a cui abbiamo dovuto assistere ( nostro malgrado) fin dal primo giro in Stiria basta e avanza. L'ecatombe l 'aveva annunciata con ( colpevole ) candore il suo general manager, tal Binotto da Geneve, che se come ingegnere qualcosa poteva pur capire per stare tanti anni a Maranello come ' ducator' d'una leggenda, la più vera e duratura leggenda dello sport automobilistico, null'altro è che un soggetto da scherzi a parte. Di cotanta 'pochezza' qualcuno dovrà pur rispondere. A partire da quel rampollo degli Agnelli dalla strascicata dizione che speriam non sia al vertice di Fiat voluntas tua ( soltanto) per dilapidare un patrimonio di generazioni, avviando il tutto proprio dalla demolizione della 'rossa'. Per proseguire con quel fantasma di tal Camilleri che ( francamente) non conosciamo e ( manco) vogliamo conoscere. Per finire, appunto, con quel tal Binotto, ( da qualcuno) scambiato per un tal Toto ( Wolff), confondendo un Raffello con un graffitaro da strada. E comunque sia, l'esser riusciti tutti in coro a ' profanare' un così prestigioso ' monumento' , grida vendetta. Immediata e sacra vendetta. Che per quel che ci riguarda, facile è: d'ora in poi, infatti, a sintonizzarsi sulla F1 saranno quelli della Fia, di Sky e i loro fans. Noi, mai più di certo. E che dovremmo ammirare: due 'rosse' in retroguardia che invece di aiutarsi si annientano a vicenda? O magari, che il Tappen 'affossa rosse' sta ora disoccupato? O che il Toto batta record su record comunque protetto dai nano dei della Fia? O che altro, insomma, volete farci deglutire per 'dissolvere' una delle storie più belle dello sport moderno ? Per dovere di cronaca, e per rispetto a quanti non hanno assistito alla competizione, Vettel ( partito 10) e L eclerc ( partito 14) si sono amabilmente ruotati al primo giro, uscendo entrambi come scemi dalla scena. La gara è stata vinta ( manco a dirlo) da Hamilton, davanti a Bottas e Verstappen. Tanto passa il convento della F1 in epoca virale. E nonostante il Corona, proseguono le gare di Campionato. Nella XXXII in ballo c'era il possibile ingresso della mirabolante Dea nella corsa scudetto. Ingresso, prontamente precluso, non da uno ma da due ( discutibili) rigori che avrebbe portato l'orgoglio dello sport bergamasco ( e italiano) a soli 6 passi dalla Signora. Con 18 punti ancora da consegnare in un finale di torneo anomalo e tutto da immaginare. Riperde la Lazio ( 1-2) con il Sassuolo, rivince la Roma ( 0-3) contro il Brescia. Con la Spal, ormai in B? Pari del Diavolo (2-2) con il Ciuccio del Ringhio.

LA CRONACA DAL DIVANO. Manco ci frega chi vince o perde il GP STIRIA. A noi frega solo e soltanto quel che fa la ‘rossa‘, null’altro, sportivamente parlando. E quello a cui abbiamo dovuto assistere ( nostro malgrado) fin dal primo giro in Stiria basta e avanza. L’ecatombe l ‘aveva annunciata con ( [...]

12 luglio 2020 0 commenti

Non solo sport. La Dea, bella e brava, passa ai quarti. Intanto da Codogno arrivano timidi e positivi segnali.

Non solo sport. La Dea, bella e brava, passa ai quarti. Intanto da Codogno arrivano timidi e positivi segnali. Nel frattempo dalla zone iniziale di Codogno arrivano timide ma incoraggianti notizie: s'è ( quasi) guarito il giovanotto noto alla cronaca come 'numero uno', stanno calando ( vistosamente) i casi infetti. L'isolamento sta dando i suoi frutti. Anzi, pare che nelle ultime ore d'infetti non se ne sia registrato manco uno. Forse anche per via di questi riscontri la regione Lombardia sta chiedendo al Governo l'inasprimento delle misure di salvaguardia, sull'esempio Codogno, proprio per accelerare la riduzione degli infetti e l'assalto degli stessi alle strutture sanitarie che pur essendo tra le migliori d'Europa oltre ad un certo limite prestazionale non possono andare. I cinesi, che cantano vittoria, sono pronti a riavviare la normalità, e anche a fornirci incubatori e mascherine. Lodevolmente. Speriamo però non ce ne sia bisogno. Ma questa volta è un altro miracolo che genera l'incredulità. Giunge da quello sport tanto amato che per noi è ( innanzitutto ) metafora della vita. A realizzare il prodigio questa volta è stata una squadra che ( secondo il giovin Agnelli) manco doveva essere agli ottavi di Champions. Una squadra della provincia lumbarda , che è gestita da Dio, che si sta costruendo ( alla faccia dei mille tintinnega) il suo nuovo moderno nido, che scopre talenti a josa, che sa giocare alla palla, che sa essere dignitosa e competitiva in ogni circostanza. E che tutti ormai nominano la Dea, riferito ad Atalanta, divinità bella e brava, soprattutto nella caccia, unica femmina tra gli Argonauti e sposa a Ippomene. Mai soprannome fu più azzeccato. Perchè la squadra del Gasp delle virtù della Dea ha fatto tesoro. Nel ritorno degli ottavi di Champions, mai fatti in precedenza, non solo non ha difeso il 4-1 a suo favore dell'andata, ma è andata a suonare messa e benedizione a quelli del Siviglia, che non son squadretta parrocchiale o da scapoli e ammogliati. Grazie ai suoi tanti argonauti ( Ilicic 4 gol e Pupu Gomez, in primis ). Ora, nella solita, miscredente Europa, che della Lombardia ( probabilmente) ignora perfino che sta tra le due o tre o quattro regioni più evolute e ricche del Vecchio Continente, tutti van chiedendosi come cotanto ardire sia possibile. Ci metteranno un po' di tempo a realizzare, ma non fa niente, perchè se alla Dea dovessero darle un sorteggio accettabile potrebbero ritrovarsela ( giovin Agnelli permettendo ) tra le prime quattro d'Europa. Se non son miracoli, questi ...

LA CRONACA DAL DIVANO. Impossibile star dietro alla cronaca effetto della diffusione del Nuovo Coronavirus. In Germania, e confinanti, si stanno preparando all’ondata di virus in arrivo. La cancelliera Merkel avrebbe espresso la preoccupazione che ad essere coinvolti potrebbero  in tanti, forse intorno al 60/70%, che preoccuperebbero e non poco, [...]

11 marzo 2020 0 commenti

Non solo sport. Champions: Juve, Napoli e Inter si va avanti. La Dea invece è fuori. San Siro: su o giù?

Non solo sport. Champions: Juve, Napoli e Inter si va avanti. La Dea invece è fuori. San Siro: su o giù? Opinioni. E se proprio si dovesse costruire un nuovo stadio, che fare di San Siro ? ' Certo, non va buttato giù - risponde il Gianni Rivera, mitica e inimitabile bandiera rossonera-. Farlo rimanere come monumento? Come seconda ipotesi, ma San Siro è un valore perchè ci si gioca dentro. Ed è anche memoria, non è vero che la gente non ha memoria. A parte quelli che abitano nella zona, che sono contrari, credo che la maggior parte della gente voglia che San Siro non sia cancellato'. Risposta. Per quel che ci riguarda, abbiamo ' ascoltato' il Gianni fin da imberbi. Incantati. Convinti. Il personaggio grandissimo in campo ha sempre mostrato acume e lungimiranza. Gran parte del calcio odierno ha radici tra le sue iniziative. E tuttavia, questa volta, non concordiamo. Sbaglia. Troppo amore porta all'errore. Infatti che il San Siro, che per anni abbiamo visto dalla finestra ogni giorno, sia uno dei due o tre campi più vetusti al mondo, non ci piove. A contare allori e campioni colà levati ed ospitati non basterebbe un giorno. In ogni caso, il tempo passa e un impianto come quello non risponde più alle aspettative attuali. Non buttarlo giù vorrebbe dire ristrutturarlo, per tre o quattro o cinque anni. Nel frattempo dove andrebbero a giocare le milanesi? Inoltre, è fuori di dubbio, che un complesso ( stadio più altro) appositamente progettato con criteri, funzionalità e materiali aggiornati darebbe ben altre rese. Per altre prospettive. Per altre ambizioni. Mentre chi provvederebbe a rabberciare continuamente ( costosamente e forse inutilmente ) il vetusto San Siro ( eventualmente) sottratto alle ruspe? Eppoi, diciamo la verità più bella, quando mai Milano, la grande Milano, nei suoi momenti cruciali ha rinunciato ( nel rispetto della memoria, che c'è e resta) a guardare avanti piuttosto che indietro? Per l'eventuale mancata grande occasione mancata , chi paga ( o pagherà) ? Con rispetto: i residenti?

CRONACA DAL DIVANO. Dopo i due appuntamenti verde-azzurro e il turno di Campionato sono tornate le Coppe. Con o senza grandi orecchie. Noi, per quel che ci riguarda, abbiamo mandato in campo per la Champions: Juventus contro Lokomotiv, Atalanta contro City, Napoli contro Salisburgo e Inter contro Dortmund; per la Ligue, [...]

24 ottobre 2019 0 commenti

Non solo sport. Champions: qualche luce, molte ombre. Beneamata e Dea già fuori? Torna la MotoGp.

Non solo sport. Champions: qualche luce, molte ombre. Beneamata e Dea già fuori? Torna la MotoGp. Cominciamo dalle note dolenti. A partire, spiace dirlo, da una Dea mandata in campo più per farsi ' prendere a botte' che altro. Quattro gol a Zagabria, che non è il tempio della dea Eupalla, due ( in rimonta) dallo Shaktar, che ha una sua collaudata solidità, certo, ma che poteva essere battuto, certo battuto, e questo diciamolo anche ai media che ( non si capisce perchè) invece di mettere il dito sui numerosi ' difetti' messi in campo dalla Dea, preferiscono assolverla. Del resto, com'è d'uso oggi. Tempo di buonisti ad oltranza. Quando invece lasciarla cullare nell'illusione è come volerla abbandonare al suo destino. Che in questo caso vuol dire altre quattro ' batoste' o giù di lì, fino all'esaurimento del girone. Quali 'difetti'? Intanto ( finora) non ci è sembrata adeguatamente preparata. Mentalmente e fisicamente. Mentalmente, perchè spesso confusa, distratta, debole nei tacles e facile a farsi strappare palloni dai piedi come l'ultimo, che ha consentito di servire la ' beffa' al '95. Fisicamente, perchè non distribuendo giustamente le forze finisce con lo smarrirle ( più o meno) nel quarto d'ora finale. Se tutto ciò non conta, allora giusto è il commento del buon Gasp ' Meritavamo noi. Il risultato è l'unico aspetto negativo. Spiace soprattutto per i ragazzi che sono stati eccezionali: in Europa stiamo raccogliendo meno di quel che meriteremmo'. Già, chissà perchè? Tra le note positive non può che starci l'impresa del Ciuccio al San Paolo ( 2-0) contro il Liverpool, campione d'Europa. Però maldestramente ridimensionate da un pareggio ( 0-0) a Genk che, francamente, per quel che si pote ammirare da un divano, poteva essere ( tranquillamente) trasformato in vittoria. Che, forse, non s'è cercato come si doveva, rimandando ai soliti scenografici ultimi minuti il compito di salvare la faccia. In ogni caso, se al Ciuccio non fa difetto la memoria, ricordi l'esperienze trascorse donde, con distrazione come questa, in men che non si dica ci si ritrova fuori dagli ottavi di Coppa. Se mezza 'stecca' risultava il 2-2, in rimonta della Signora nell'andata a Madrid, possiamo (invece) applaudire la sinfonia successiva contro il B. Leverkusen, battuto ( 3-), certo, come si doveva, punto e basta. Sempre che ci sia iscritti alla Coppa dalla grandi orecchie per vincerla e non per ammirarla nelle bacheche altrui. Non è stata nè fortunata, nè ben diretta ( dall'arbitro) la Beneamata, che fino all'84' ha fatto tremare l'affollato Camp Nou. L'arbitro, esperto, ha ritenuto come tanti altri suoi colleghi in passato non sdegnare più di tanto Messi&C. Finendo col favorire una rimonta ( 2-1) che, francamente, sportivamente, ordinariamente, non rispecchia l'andamento del gioco. Sono i ' gloriosi misteri di Coppa' , come si dice, che finchè qualcuno non ce li spiega, dobbiamo tenerceli come sono. Camp Nou o Bernabeu che sia. E comunque con questo secondo risultato negativo ( il pareggio dell'andata è poca cosa) la Beneamata può considerarsi, più o meno, salvo miracoli da Araba Fenice, come la Dea: ovvero, fuori, almeno per un altro anno ancora. Torna in pista la MotoGp, per dar l'ottavo titolo al cataluno che ' cade non cade'.

CRONACA DAL DIVANO. Esaurito il primo turno di Champions. Per noi con qualche luce e molte ombre. Dovessimo paragonarci agli altri, potremmo essere solo parzialmente . Nel complesso, e con un occhio al ranking. Cominciamo dalle note dolenti. A partire, spiace dirlo,  da una Dea  mandata in campo più per farsi ‘ [...]

3 ottobre 2019 0 commenti

Bellaria Igea Marina. Il Torneo Pecci compie 35 anni. Le promesse del calcio italiano del futuro si sfidano.

Bellaria Igea Marina. Il Torneo Pecci compie 35 anni. Le promesse del calcio italiano del futuro si sfidano. Ritorno di Milan e Roma e prima assoluta per il Sassuolo. Tra le altre, presenti Atalanta, Hellas Verona e Juventus.

BELLARIA IGEA MARINA. Si preannuncia ricca di novità, l’edizione 2016 del Torneo Daniele Pecci, il tradizionale appuntamento che, da oltre trent’anni, porta il grande calcio giovanile a Bellaria Igea Marina: tra conferme e gradite new entry, saranno sedici le squadre che si sfideranno dal 23 al 28 marzo allo Stadio ‘La Valletta’ di Igea [...]

25 febbraio 2016 0 commenti

Bellaria Igea Marina. L’Atalanta si aggiudica il torneo di calcio giovanile dedicato a Pecci.

Bellaria Igea Marina. L’Atalanta si aggiudica il torneo di calcio giovanile dedicato a Pecci. Il centrocampista dell'Atalanta, Sebastiano Finardi, si è aggiudicato il Memorial Ferruccio Giovanardi.

BELLARIA IGEA MARINA. Trionfo per l’Atalanta, che ha sconfitto in finale la Juventus per 1 a 0; vittoria di misura anche da parte del Chievo Verona, che si è imposto per 1 a 0 sul Cesena nella finalina per il terzo posto. Il Memorial Ferruccio Giovanardi riservato al miglior giocatore del torneo, è andato [...]

8 aprile 2015 0 commenti

Calcio serie A. Juve arrabbiata. Inter ‘punita’. Milan, solita partita ‘molle’. Napoli e Viola,sì, ci sono.

Calcio serie A. Juve arrabbiata. Inter ‘punita’. Milan, solita partita ‘molle’. Napoli e Viola,sì, ci sono. Non sono mancati i gol, non è mancato il pathos. L'aquila bianco azzurra vola alta su Roma. il Milan in pericolo. Mentre l'Inter non si conferma e perde 2-3 a Bergamo.

LA CRONACA DAL DIVANO.  Una domenica bestiale. Con tanta acqua ( su Roma) e tanta delusione ( su San Siro). Andiamo con calma. Sul derby capitolino, acqua o non acqua, il fuoco che da tempo immemorabile arde sotto la cenere s’è fatto sentire anche stavolta. Ne sa qualcosa De Rossi, [...]

11 novembre 2012 0 commenti