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Non solo sport. La ‘rossa’ è una creatura speciale. Perchè non affidarla alle degne mani del Toto ?

Non solo sport. La ‘rossa’ è una creatura speciale. Perchè non affidarla alle degne mani del Toto ? Fosse comparsa ai tempi in cui sui chiari mari mediterranei fiorivano miti, oggi dovremmo chiamarla con pseudonimi desueti. Pegaso, il cavallo alato, oppure Ippogrifo, il misto d'animali dall'Ariosto attinto dalla eredità classica. E del Pegaso, ad esempio, meglio d'altri, avrebbe avuto tutti i sembianti e i compiti. Corpo di destriero e ali d'aquila per trasportare, rapido, le folgori del padre degli dei in Olimpo, e infine trasformato in costellazione. E che la 'rossa' non sia più una semplice auto lo si sa da tempo. La sua presenza fonde passione, velocità e bello, in un unicum dal valore ( non solo) materiale inestimabile. Una Ferrari 250 Gto Scaglietti del 1962, infatti, è stata battuta all'asta nel 2018 per 48.405.ooo dollari da Sotheby's in California. Parlando di valore materiale, perchè se trapassiamo su quello immateriale faremmo fatica a toccare un limite. Quanto Pegaso, figlio di Poseidone, addomesticato da Bellerofonte, la 'rossa' é una creatura indomabile, incurante di qualsiasi ostacolo, deputata a consegnare i sogni degli uomini agli dei. Quando si corre un Gp, o altra manifestazione, la prima domanda che la gente si fa è ' Com'è andata la rossa ?'. Preoccupa lei, infatti, non altri. Tanto che, quando un suo pilota arriva ultimo resta primo. Possono dire un gran bene delle 'frecce d'argento', e anche del suo deus ex machina, il gran Toto erede di Cecco Beppe, ma di tifar per loro nessuno se lo sogna. A proposito del Toto, non è ora che si tolga di dosso quella camicia da asettica ospedaliero per indossarne quella color fuoco d'amante appassionato di questo suo ( ancor amatissimo) sport, da salvare più che da affossare ? Nel fine settimana riprende il campionato. Con Fiorentina-Torino ( ore 18) e Verona-Roma ( ore 20,45). Il 20, 21, 22 ottobre partirà la fase a gironi di Champions ed Europa League. Giovedì 17 il Milan gioca il 2° turno di qualificazione di Europa League a Dublino, in casa dello Shamrock Rovers. Se supera il turno, giovedì 24 settembre ( gara secca) trova la vincente fra i norvegesi del Bodo e i lituani dello Zalgiris. Dopodichè, giocherebbe il 1°ottobre i play off per entrare nella fase a gironi.

 CRONACA DAL DIVANO. Fosse comparsa ai tempi in cui sui  chiari mari mediterranei fiorivano miti, oggi dovremmo chiamarla con pseudonimi desueti. Pegaso, il cavallo alato, oppure Ippogrifo, il misto d’animali  dall’Ariosto attinto dalla eredità classica. E del Pegaso, ad esempio,  meglio d’altri, avrebbe avuto tutti i sembianti e i compiti. [...]

14 settembre 2020 0 commenti

Non solo sport. Champions pazza, che altro riservi? Nell’estate del calcio Covid, mai dire mai. Moto: Dovi c’è.

Non solo sport. Champions pazza, che altro riservi? Nell’estate del calcio Covid, mai dire mai. Moto: Dovi c’è. Tutti a maravigliarsi di questa Champions pazza. Maravigliarsi di che? Che altro infatti potrebbe partorire un evento disputato con quella formula ( diretta), sotto il sole d'agosto, e con giocatori che invece d'essere al mare o ai monti sono a costretti durissime sedute d'allenamento per conservare corsa, resistenza e ritmi da fantascienza sportiva? Qualche commentatore, rimasto agli anni di gioventù, parla ancora di qualità. Ma quale qualità? Quella di Mariolino Corso, Rivera o Baggio, no di sicuro. Qualità tecnica, forse, ma solo nel passare rapido il pallone, per coglier l'avversario con la marmellata in mano. E' questo un calcio che non lascia respirare. La Dea, se vogliamo essere oculati , non ci pare abbia perso per minore qualità rispetto a quella dei miliardari del Psg, lasciati per '90 in cavalleria, ma solo per non avere disposto d'un paio di freschi difensori in più per evitare che Eupalla , quella stronza di Eupalla, si mettesse a giocare a flipper proprio nei secondi di tempo scaduto. Checchè ne dica quel logoro astioso cafone del franco Domenech, il Gasp non ha sbagliato proprio nulla, mentre il valore tecnico suo ( e indirettamente degli altri tecnici italiani) esce moltiplicato. L'aver tenuto in iscacco per una intera partita una banda di miliardari con qualche ragazzotto a buon prezzo, non è da tutti. Anzi, da leggenda, come per quei pochi alle Termopili contro quei troppi degli altri. Ora a disputarsi l'anomala Coppa dalle grandi orecchie sono rimasti Bayern contro Lione, Lipsia contro Psg. Due germaniche, due francesi. Entrambe frutto di campionati ' inutili', nel senso che vengono assegnati senza contrasto alcuno ( come in parte in Serie A) già prima di partire. Il Bayern non era formidabile prima, non ci pare ora. Il Barca, volendo, pur in una notte tragica da 'Invincibile Armata, poteva dare qualche grattacapo in più ai bavaresi. Anche il Lione, settimo in campionato, non è che abbia favoleggiato contro gli spendaccioni del City, limitandosi a fare il dovuto. Quello che non ha saputo ( o voluto) fare l'Uefa, o meglio, la giustizia sportiva, sulla controversa questione del fair play finanziario. E così, alla fin della tenzone, la solita Eupalla, ci presenta un conto indecifrabile. Perchè non è detto che il Bayern strapazzi il Lione, o che il Psg faccia un sol boccone del Lipsia. Un consiglio a Ibra ( e al suo panzettato Mentore). I poteri magici funzionano finchè gli altri li credono tali. Così è stato per Ibra al Milan di quest'anno. Ma se dovesse nascere il sospetto che a far palpitare il suo 'cuore' sia qualche 'bonus', alla stregua degli esosi mercenari di antica nomea, o dei poveracci di fresco pelo, non penserà davvero di continuare a fare miracoli ? Nulla c'impipa di quella scontata F1 alla toto-tedesca. Vivo invece è il moto mondiale, quarta prova, in Austria. Poco abbiam ottenuto in Moto 3 ( Vietti, quarto), molto in Moto 2 ( Marini, secondo e primo nel Mondiale davanti a Bastianini, caduto); moltissimo in Moto Gp, con il Dovi sul gradino più alto ( Vale quinto) e ora secondo nel Mondiale: 56 punti, contro 67 del siculo Quartararo. Sia il siculo che Vinales, nuovi fenomeni Yamaha, hanno steccato. E pensare che li hanno ingaggiati per adombrare quel Maestro di Tavullia che secondo fonti bene informate potrebbe riapparire sulla faccia della terra dal 1220 in poi.

LA CRONACA DAL DIVANO. Tutti a maravigliarsi di questa Champions pazza. Maravigliarsi di che? Che altro infatti potrebbe partorire un evento disputato con quella formula ( diretta), sotto il sole d’agosto,  e giocatori che invece d’essere al mare o ai monti sono costretti durissime sedute d’allenamento per conservare corsa, resistenza [...]

16 agosto 2020 0 commenti

Non solo sport. L’aria fritta di John Elkan. Gli ‘asini’ del Sol Levante. Le Coppe europee in pista di lancio.

Non solo sport. L’aria fritta di John Elkan. Gli ‘asini’ del Sol Levante. Le Coppe europee in pista di lancio. Se si vuol capire il perchè la 'rossa' stia sempre più sprofondando, basta gettar l'occhio sull'intervista rilasciata alla 'rosea' dal successore dell'Avvocato, 44 anni, nato a New York e laureato in ingegneria al Politecnico di Torino, presidente di Exor, la holding controllata dalla famiglia Agnelli cui fanno parte anche Juventus e Ferrari. Per lui tutto va bene così com'è. Monsieur Candid non gli farebbe un baffo. Innanzitutto la Ferrari che ( nel suo insieme) gode di ottima salute. Quel drago del Camilleri ha qui ottenuto risultati industriali da far schiattare di rabbia i concorrenti: dai cinque nuovi modelli alla gestione dell'emergenza sanitaria fin al Back on Track che è un esempio al Mondo sul come tornare al lavoro in sicurezza in presenza di Covid-19. Mentre quell'altro drago del Binotto, figlio della 'rossa', alla guida della Scuderia da un anno, ha tutto quel che serve per aprire un ciclo vincente. Già, ma da quando? E come? ' I tifosi- dice - stanno soffrendo quanto noi. Per questo è bene essere chiari e onesti con loro. Ci aspetta un percorso lungo. Quando Todt aprì nel 2000 quello storico ciclo, venivamo da un digiuno che durava vent'anni, dal 1979 ... L'importante come allora è lavorare in pista e fuori pista, in maniera coesa, costruire passo dopo passo la Ferrari che vogliamo'. Un percorso lungo? Vent'anni di digiuno? Lavorare in pista e fuori pista? Se chiedete un parere ad uno che si sollazza sul divano, direbbe: ' aria fritta' o anche ' aria di Parigi'. Che sgorga spontanea dalla bocca di uno che non sa quel che dire e che fare. Buio. Tenebra. Nell'attesa dell'alba ( almeno) del 2022, alloquando ( forse) non ( solo quelli di Stoccarda ) si saranno stufati di usare la ' rossa' qual zerbino delle piste concesse durante e dopo l'emergenza. E passiamo alla moto, che anche lì i fenomeni abbondano. In casa Yamaha, soprattutto, che immemori di quello che gli ha messo in saccoccia il maestro di Tavullia, non appena hanno trovato due imberbi con le ali, hanno pensato bene di congedarlo come un soggetto qualsiasi, abituale, di quelli che nascono ad ogni più sospinto. Sono alcuni anni che ( ci scusino) gli 'asini' del Sol Levante s'ostinano a consegnare catorci alla guida del Maestro, che se fosse messo ( appena appena ) in condizione di competere sarebbe ancora in grado alla sua veneranda età di elargire lectio magistralis. E finanche di andarsi a prendere quel decimo titulo che gli riserverebbe la vetta dell'Olimpo sportivo per almeno il prossimo secolo. Sì, perchè quello che fa specie, è che a quegli 'asini' del Sol Levante nessuno abbia cercato di far capire che chi affolla piste, schermi, social, vuol godersi gli ultimi spiccioli d'un talento agonistico senza pari. Non crederanno mica, i samurai, che la gente corra a vedere un Tizio che parte al primo abbassar di bandiera per andarsi a fare una scampagnata in solitaria su questa o l'altra pista del mondo? Tra l'altro, sfidando a piacimento le leggi della natura, per cui oggi c'è domani chissà ? In ogni caso, come in Andalucia, è bastato ritrovare il Maestro su una moto rabberciata alla meglio in agone coi figlioli suoi, per riassaporare il perduto fascino di questo periglioso sport fatto per gli audaci di genio e non d'arrembaggio. Per meritare applausi, non per sopportar ripetuti ragli d'asino.

LA CRONACA DAL DIVANO. L’intervista a John Elkan, il razzolar male degli ‘asini’ del Sol Levante, le Coppe in pista di lancio. Se si vuol capire il perchè la ‘rossa’ stia sempre più sprofondando, basta gettar l’occhio sull’intervista rilasciata alla ‘rosea’ dal successore dell’Avvocato, 44 anni, nato a New York [...]

29 luglio 2020 0 commenti

Cesena. Incidenti stradali dal 1998 al 2019. Andamento positivo per i centri abitati, meno per l’ extraurbano.

Cesena. Incidenti stradali dal 1998 al 2019. Andamento positivo per i centri abitati, meno per l’ extraurbano. Si tratta di dati contenuti all’interno di un’indagine elaborata dall’Ufficio statistica dell’Unione dei Comuni Valle del Savio, in collaborazione con i servizi Mobilità e Forze dell’ordine, sulla base dei dati forniti dalla Polizia locale Cesena-Montiano, Polizia stradale e Carabinieri di Cesena, Macerone, Borello e San Carlo. Gli incidenti sono rimasti pressoché invariati dal 1998 al 2002, con il picco più alto nel 2001 (1.187, +2%rispetto al 1998). Poi dal 2002 sono progressivamente diminuiti, con una forte variazione rispetto al periodo 1998-2004, con il minor numero di sinistri nel 2007. Nei successivi dieci anni, dopo un significativo aumento nel biennio 2011/2012, il numero degli incidenti è tornato progressivamente a diminuire. Dunque, nel 2019 gli incidenti stradali sono diminuiti del 21,5% rispetto al 1998 e del 22,7% rispetto al 2001, aumentati dell’11,9% rispetto al 2010 e dell’11,8% rispetto all’anno precedente.Il veicolo maggiormente coinvolto negli incidenti è l’automobile (59,3%). È rilevante anche il numero degli autocarri (10,2%) e soprattutto quello dei motocicli/ciclomotori (17,1%) se si relaziona il numero dei veicoli circolanti rispetto a quelli incidentati, per queste ultime due categorie di veicoli probabilmente risulterebbe la maggiore percentuale di incidentalità. Significativo anche il numero delle biciclette incidentate (6,7%), che sono il doppio dei pedoni coinvolti negli incidenti.

CESENA. Ventimilacinquecentotrenta. È questo il numero complessivo degli incidenti stradali registrati nel comune di Cesena dal 1998 al 2019. Nel dettaglio, sono 8.494 (41%) i sinistri senza feriti, 11.773 (57%) gli incidenti con feriti, ben 211 i mortali e 52 invece gli impatti che non hanno registrato gravi danni ai [...]

17 giugno 2020 0 commenti

Non solo sport. Belpaese, ‘vituperio delle genti’. Ma che fanno? Puniscono Renzo e assolvono don Rodrigo?

Non solo sport. Belpaese, ‘vituperio delle genti’. Ma che fanno? Puniscono Renzo e assolvono don Rodrigo? In tal modo, come bene insegna quel ( vero) romanzo storico, non molto accetto tra i riformati, meglio si nascondono ( all'opinione pubblica) magagne, incapacità, malevolezze di chi governa il nostro e gli altrui Paesi. Soprattutto dell'Europa, della maledetta Europa a guida germano-francese, ogni giorno di più odiosa matrigna e non amorevole madre dei figli suoi. Europa, che ( alla fin della tenzone) resterà ( senz'altro) col cerino in mano, chissà se in un lazzaretto come tal don Rodrigo, visto che il virus anche laddove maldestramente occultato prima o poi tornerà a chiedere spazio. Magari non a marzo ma a luglio. Infatti, timidamente, molto timidamente, si inizia a delineare il percorso compiuto dal virus, dal momento in cui è sbarcato in Europa ( pare) già a fine gennaio. Percorso e silenzi. Donde l'Italia compare,certo, ma dopo altri. Secondo il New England Journal of Medicine ( pare ) che il primo contagiato in Europa sia stato un 33 enne tedesco ammalatosi il 24 gennaio, che ha avuto sintomi ( brividi, tosse, febbre) ed è tornato al lavoro il 27. Nei giorni precedenti, tra il 20 e il 21 gennaio, a Monaco aveva incontrato una donna cinese, proveniente da Shanghai, con la quale collabora. La donna stava bene durante il soggiorno di lavoro in Germania e si è ammalata al rientro in Cina. Come dire che il contagio ' sembra avvenuto durante il periodo d'incubazione'. Dunque un mese prima di Codogno, ovvero del 'paziente uno', individuato il 21 febbraio. Fatto è che ci stanno spolpando. Con danni umani ed economici enormi. Mentre facciamo i salti mortali per contrastare il morbo. Niente ' Eroica', la corsa sullo sterrato più avvincente al Mondo, niente Mondiali di Coppa di sci a Cortina, niente Milano-Sanremo, niente Italia-Inghilerra di rugby. Niente di niente. Campionato a porte chiuse. Probabilmente aspettano di bloccare la Nove Colli e il Giro. Mentre è giù tanto se faranno giocare le nostre squadre di calcio in Coppa e non tengono la Nazionale del Mancio fuor dall'Europeo. Il problema però, per i lor signori, è che il virus astigmatico com'è non conosce i colori delle diverse bandiere. Onde per cui chissà se, avendo in Altrove, e in Oltralpe, iniziato a rompere con comodo ritardo i loro silenzi, non gli capiti d'avere l'ondata buona del virus più avanti? Magari all'ora della Gran Boucle, da sospendere e da relegare fra le tante corse corsette a tappe in onda sul pianeta?

LA CRONACA DAL DIVANO. Probabilmente ad ispirare tanta determinazione nell’attribuire i danni da Nuovo Coronavirus  al nostro Paese, già abbandonato da cugini ed amici in più occasioni e in ispecie davanti  all’ondata migratoria, non c’è qualcuno in particolare. Ma solo il gusto, come spesso  accade anche  sui social, d’andare in giro [...]

Non solo sport. Lotta al Coronavirus: esteri e non, a chi dare la vera gloria? Solo ai posteri l’ardua sentenza?

Non solo sport. Lotta al Coronavirus: esteri e non, a chi dare la vera gloria? Solo ai posteri l’ardua sentenza? Adesso, con quel garbato premier a reti connesse ( come o quasi) per il messaggio di Capodanno del Presidente, invece che a portar serenità getta scompiglio. Mentre all'Estero infieriscono su di noi scordando perfino la Cina e la Corea. Qui a metterci una pezza può essere solo il solito imprevedibile sorprendente atteggiamento d'un popolo che, quando conta, forse ispirato da una ( dimenticata) manzoniana Provvidenza, sa quello che deve fare. A dispetto di chi dovrebbe governarlo e non può farlo o non sa farlo; a dispetto di parenti e amici sparsi qua e là pel Mondo e che dovrebbero raccontarla ( almeno) come si deve; a dispetto di chi ci vuol (davvero) male e vorrebbe vederci piegare le ginocchia implorando. I dati ( allegati) parlano d'una diffusione seria, con molti casi di guarigione, ma non ancora scemante. Se calano ( di dice) i casi cinesi che sono alle radici della sbandierata ecatombe, caleremo anche noi. La speranza è solo quella di non vedere cancellata, una dopo l'altra, la possibilità di riprenderci in fretta e senza danni irreparabili. Il timore c'è. In Romagna, a Cesenatico, potrebbero chiedere d'annullare la Nove Colli; in Lombardia, a Milano, la Milano-Sanremo ( se non il Giro) e così via. Il calcio s'accontenta ( al momento) di giocare ( Campionato e Coppe) nel silenzio, per meglio meditare sulla sorte sua. Magari saremo proprio noi ( ancora una volta) a sorprendere tutti, sciogliendo il rebus grazie a quei quattro centri di ricerca in numero che abbiamo. Certo è che gli amici ( qui o là) si vedono nell'ora del bisogno. E quelli ricorderemo, per tanti anni a venire. Il bilancio della Protezione civile. Sono 295 i malati con il Coronavirus ricoverati in terapia intensiva, 66 in più rispetto al giorno precedente. Il dato è stato fornito mercoledì 4 marzo dal commissario Angelo Borrelli nel corso del quotidiano appuntamento con la conferenza stampa nella sede della Protezione civile. Negli ospedali ci sono 1.346 ricoverati con sintomi mentre 1.065 sono in isolamento domiciliare.Dai dati della Protezione civile emerge che sono 1.497 i malati in Lombardia, 516 in Emilia Romagna, 345 in Veneto, 82 in Piemonte, 80 nelle Marche, 31 in Campania, 21 in Liguria, 37 in Toscana, 27 nel Lazio, 18 in Friuli Venezia Giulia, 16 in Sicilia, 7 in Puglia, 7 in Abruzzo, 5 in Trentino, 3 in Molise, 9 in Umbria, uno in provincia di Bolzano, 2 in Sardegna e uno in Basilicata.

LA CRONACA DAL DIVANO.  D’ora in poi, per un mesetto almeno, così si spera, potremo vedere il nostro Campionato a spalti vuoti. Che metteranno ancor più in pietosa evidenza le mille  rughe dei nostri vetusti stadi. E che ci faranno ricordare una volta di più da qual mandata di uomini [...]

Non solo sport. Il Maestro? Continua: sì, ma … Serie A: avanti tutta. Chiusa la finestra di calciomercato.

Non solo sport. Il Maestro? Continua: sì, ma … Serie A: avanti tutta. Chiusa la finestra di calciomercato. Prosegue un fine settimana che continua a parlare ( prevalentemente) di calcio, del nostro e dell'altrui calcio ( oltre che del calciomercato che ha chiuso, con qualche interessante passaggio e scambio, la gelida finestra di gennaio); di tennis, con il ( milanista) Djoko in finale ( l'ottava) agli Australian Open; della resurrezione in Eurolega di Milano ( 79-78, sul Bayern, settimo posto in classifica); dei campionati di artistica e ritmica; del Sei Nazioni di rugby, con i nostri che speriamo non vadano a recitare il solito ruolo di ' sacco delle botte'; e di Pechino, travolto dal Coronavirus, costretto a fermare il calcio e altri sport: troppo rischioso cimentarsi, infatti, in una fase in cui il morbo non è stato ( ancora) chiaramente isolato e reso innocuo. Ma la piccante novella del weekend è l'annunciato divorzio ( dal 2001) del Vale dalla Yamaha, che ( per pareggiarlo) ha già ingaggiato un esperto ( Vinales) e un imberbe ( Quartararo). Verrebbe da protestare. Se non fosse lo stesso Vale a frenare gli animi desiderosi di rendere alla Yamaha quanto la Yamaha ha 'regalato' in questi anni di sofferto matrimonio al ' maestro dei maestri'. Che ( proprio in questi ultimi anni) se non fosse stato costretto a cavalcare un 'ronzino' per battere un 'purosangue', di titoli in carnet potrebbe contarne uno o due o tre in più. Chissà, chi lo può dire? Certo è che uno ( il decimo) glielo hanno indebitamente sottratto. Questo gli sportivi ( della moto, non solo italiani ) sanno, questo gli sportivi ( della moto, non solo italiani ) non dimenticheranno. Sportivi che, orfani del Vale, di un Vale competitivo e non di rappresentanza, non si sa in quanti affluiranno d'ora in avanti sulle piste del Mondiale 2020. O acquisteranno canoni tivù. Considerate ( al momento) le forze in campo, ovvero, da una parte, qualche imberbe alla ' prova del fuoco' con un paio di ' veci' pronti a vendere caro l' onore ma non di più e, dall'altra, quel solito ' non cade anche quando cade ' abituato ad involarsi non appena scende la bandierina a scacchi per reiterare cavalcate solitarie e senza fremito. L'unico, si sa, che aveva il dono di riportare in auge ( in questo sport difficile e periglioso) la sempiterna Iliade, era il 'maestro dei maestri'. Anche se per un sol anno ancora. Per qualche lezione in più. Non in sella ad un ronzino ma ad un purosangue. Ma tant'è, visto che di riffe o di raffe, checchè ne dicano nemici, amici e parenti, hanno preferito collocarlo a risposo. Per sopraggiunta età pensionabile, borbottano, confusamente, ma forse ancor per reiterata ( inconfessabile) inadeguatezza di chi pur trovandosi ( ancora) l'oro tra le mani ha preferito trattarlo come sabbia di fiume.

LA CRONACA DAL DIVANO. Prosegue  un fine settimana che continua a parlare ( prevalentemente) di calcio, del nostro e dell’altrui calcio ( oltre che del calciomercato che ha chiuso, con qualche interessante passaggio e scambio,  la gelida  finestra di gennaio); di tennis, con il ( milanista) Djoko in finale ( l’ottava) agli [...]

31 gennaio 2020 0 commenti

Non solo sport. Paperoni del pallone: Italia sempre più fuori. Tutti gli altri ‘inventano’ noi soli ‘ dormiamo’.

Non solo sport. Paperoni del pallone: Italia sempre più fuori. Tutti gli altri ‘inventano’ noi soli ‘ dormiamo’. Ascoltiamo ( leggiamo) sempre con interesse gli interventi del Gianfranco Teotino. Non sono campati per aria. Resta però il fatto che di qualche inciampo son vittime: e chi dice infatti che alle Coppe non si possa arrivare prima ( e contro) ogni contabilità, magari nel 2020? Le premesse ( in questa tornata) sono incoraggianti. Inoltre se è il danaro a farla da padrona, perchè le squadre di stato ( più o meno legali) degli sceicchi ( Psg e City) alle Coppe continuano a guardar attraverso il binocolo ? Mercoledì 15 gennaio, Teotino è tornato ad imperversare in 'Calcio di rigore' sulla infelice condizione economica del nostro pallone. Un mondo dove solo i ricchi ridono. I dati di Deloitte in questo senso sono impietosi. Senza tener conto di plusvalenze e trading dei giocatori, il bilancio del Barca si è chiuso ( ufficialmente) con 990 mln di ricavi, mentre per quello di previsione si paventa di oltrepassare ( per la prima volta al Mondo) il miliardo. La Juve, in tal contesto, non solo grazie a Ronaldo, è entrata nelle top ten del pallone, ma con quasi 400mln meno del Barca. E' cresciuta del 16%, ma meno del Barca ( +21, 7 %), del Psg ( +17,4%) e del Liverpool ( +17,7%). Recuperare il terreno è sempre più difficile per le italiane. Anche perchè le big non vivono più di soli diritti tivù. Che hanno ormai un peso che va dal 25% al 38%. Occorre conquistare quindi nuovi mercati, nuove entrate attraverso nuove iniziative commerciali e non, ma che noi con gli stadi che abbiamo siamo già dei miracolati a sentire che crescono gli spettatori. Con l'eterno manipolo d'indefessi ignoranti, ma crescono. Così come crescono i conti del pallone altrui. L'Inghilerra, Brexit o non Brexit, è arrivata alla vetta di 5,44 mld; la Germania ( che sorpassa gli Iberici ) a 3,16 mld ; la Spagna a 3,15 mld e l'Italietta nostra a 2,31. Come i gamberi. Gli altri volano, noi torniamo al palo, o quasi. Del resto qualche 'sveglio' in Europa ancora circola, da noi invece tra quelli che o 'tintinnegano' o ' mangian pane a tradimento' di 'svegli' ( al momento) non c'è manco l'ombra.

LA CRONACA DAL DIVANO. Sgoccioli dell’andata di Campionato. Nell’ultima, infatti, Inter e Atalanta, Lazio e Napoli, Roma e Juventus se le sono date di santa ragione. Creando momenti di calcio che non è che siano così scontati nei più celebrati tornei dell‘Altrove. Anche perchè, nel Belpaese, spettacolo vuol dire qualcosa di ( molto) diverso. Di suo proprio. Se non d’alternativo. In Premier, [...]

16 gennaio 2020 0 commenti

Non solo sport. Il ruggito del divino Ibra. Che spettacolo tra Inter e Dea ! Forza, o bacucchi, dateci gli stadi!

Non solo sport. Il ruggito del divino Ibra. Che spettacolo tra Inter e Dea ! Forza, o bacucchi,  dateci gli stadi! Una domanda. Che avrà da dire quella miriade ( esterofila) di commentatori ( soprattutto) televisivi, dopo avere assistito a 'duelli' come quelli tra la Beneamata e la Dea, oppure tra l'Aquila e il Ciuccio? Forse, avranno qualcosa da rimbrottare? O non è che spetterà ad Altri apprendere ( oltre che ) ruminare? In particolare su quella aspra 'tenzone' al vertice, tra maglie d'identici colori, nello stadio dove ( ci voleva uno svedese a farcelo ricordare) si disputa ( ancora) ' il più bel derby del Mondo?'. Alla fine tra Beneamata e Dea è sortito un pari, un gol per parte, ma sofferto più d' un intervento d'alta chirurgia. Scendendo in cronaca, al momento, la lotta per lo scudetto resta desta ( almeno ) all'ombra di tre campanili diversi: dei Savoia sponda Signora; d'Ambrogio, sponda Beneamata e dei Cesari, sponda Aquila. La classifica, XIX andata: Juve punti 48, Inter 46, Lazio 42 ( una partita in meno). Roma e Atalanta seguono a 35 punti. Insiste, lodevolmente, la 'rosea' sul tema stadi. Avanti così fin a risultato raggiunto. Intanto la parola è stata data ad Andrea Abodi, presidente del Credito sportivo, che lancia un appello: ' Serve una agenda infastrutturale, si faccia sistema'. Al contempo, mentre lui in foto si rasetta la cravatta spiegando, d' intenzioni lungo la Penisola ne vanno fiorendo diverse. Da Milano ( col sindaco Sala passato ai 'tintinnega'? ) a Roma ( dei 'tintinnega' capitale mondiale ? ); da Brescia ( Piano di Fattibilità nel 2020), a Genova ( inizio iter nel 2020); da Bologna ( inizio iter nel 2020) a Verona ( stadio dichiarato di pubblico interesse); da Firenze ( Piano di Fattibilità nel 2020) a Napoli ( nuova Convenzione col Comune) fin a Lecce ( Piano di Fattibilità nel 2020). Com'è noto, hanno già fatto il loro dovere Udine ( impianto bello e ultimato) , Sassuolo ( impianto contenuto e bello) e Bergamo ( bello, ma a metà lavori). Probabilmente ci stiamo dimenticando qualcun altro, ma meglio è star noi smemorati piuttosto che i 'tintinnega' a ' manducar pane a tradimento'.

LA CRONACA DAL DIVANO. Sgoccioli dell’andata di Campionato. Nell’ultima, infatti, Inter e Atalanta, Lazio e Napoli, Roma e Juventus se le sono date di santa ragione. Creando momenti di calcio che non è che siano così scontati nei più celebrati tornei dell‘Altrove. Anche perchè, nel Belpaese, spettacolo vuol dire qualcosa di ( molto) [...]

13 gennaio 2020 0 commenti

Non solo sport. L’acuto del Tulipano che sparla. Maestro Vale, che fare? Azzurri, col Mancio pure la goleada!

Non solo sport. L’acuto del Tulipano che sparla. Maestro Vale, che fare? Azzurri, col  Mancio pure la goleada! Oggi si tende a celebrare la spontaneità, anche quella più insulsa e vana, non l'avvedutezza. Tanto che di ciacole al vento se ne ascolano a fiumi, mentre di pietre su cui costruire manco si trova più il buco. Si parla, tanto per parlare. Gran parte dei social in questo fanno corsi accelerati e gratuiti. Che il nostro Max ci sa non disdegni affatto. Restringendo fin d'ora le prospettive future. Con la 'rossa', ad esempio, abituata a ingaggiare autori unici e non ciacolatori abituali. Un peccato. Perchè, se invece di restare come il duro papà l'ha forgiato, diventasse meno insulso ma più avveduto, potrebbe anche offrir di sè prestazioni ben più apprezzabili e gradevoli di quelle per la più parte finora estrinsecate. Tanto che avendolo fornito di gran macchina, invece che a sfasciare le altrui fortune potrebbe cominciare a costruire le sue. Anche per capire se il buon Perna sul Max ha colto nel segno o s' è solo divertito ad abbozzare un ribaldo ritratto passatempo. Intanto Toto Wolff non è volato in Brasile, preferendo restare in fabbrica ( si dice) non tanto per predisporre nuovi accorgimenti ad un auto che non difetta manco in un bullone, ma per studiar ( ulteriori) controlli che ( caso mai glieli chiedessero) potrebbero risultare decisivi per impedire a quella 'barona' della 'rossa' di mandare ruote all'aria la disperata rincorsa delle ' frecce' all'Olimpo ( absoluto ) del motore. Buon lavoro, caro Toto e ricordati che quando vorrai toglierti di dosso quella anonima camicia da ospedaliero per indossare l'altra rossa di indistruttibile passione sarai sempre ben accetto. Anche perchè per quanto t'ingegni, quei buoni figli d'Araba Fenice della 'rossa', prima o poi ( credi), te la faranno sfrecciare ( irridente ) sotto il naso. Poco ( ancora) da dire nelle moto, impegnate a Valencia per l'ultima gara in calendario. Trionfano gli spagnoli, con i nostri ( soprattutto in MotoGp) in posizioni prepensionamento. Ci risolleva la truppa azzurra del Mancio, con nove gol all'Armenia, mai visto, esagerata, imberbe pentastella!

LA CRONACA DAL DIVANO. Schermaglie di fine campionato. Con il Verstappen  sugli scudi, davanti perfino a Hamilton ( penalizzato). Luigi Perna, in Dentro la notizia sulla ‘rosea’, difende il Tulipano ovunque noto come ‘sfascia rosse’. ” Max fa sempre parlare di sè. In pista e fuori. Nel bene e nel male. Si [...]

19 novembre 2019 0 commenti