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Non solo sport. F1: lo fa volare contro un muro e i suoi fan festa. Brucia il fuoco d’Olimpia nel Sol Levante.

Non solo sport. F1: lo fa volare contro un muro e i suoi  fan festa. Brucia il fuoco d’Olimpia nel Sol Levante. Numerosi atleti ( nostri e non) hanno iniziato il loro viaggio verso il Sol Levante. Tra quelli già arrivati, si segnalano ( al momento) una cinquantina di colpiti da Covid. Per noi un numero incredibile, visti il tempo, le informazioni, le precauzioni , che ciascuna nazione avrebbe dovuto mettere in atto. A Tokio, infatti, già si sono levate proteste, anche perchè non tutti erano favorevoli ad accogliere questa anomale Olimpiade. Che, nelle prospettive, per quel che ci riguarda, dovrebbe risultare buona se non eccezionale. Portiamo in gara quasi 4oo atleti, selezionati ( praticamente) in tutte le discipline, e con ampio margine per ben figurare, perfino per le medaglie (anche ) dorate. Non c'è voluto molto, domenica 18, alla partenza del Gp d'Inghilterra, per capire donde stanno il buono e il cattivo. Con tocco d'arte ( poi amabilmente sanzionato) il Lewis s'è quanto prima disfatto del suo antagonista, il giovane sfrontato tulipano, noto come ex sfascia 'rosse', che del pluricampione mondiale ( e del suo mentore Toto) se ne fa un baffo. Infatti ( mentre il tulipano a 300 km ora andava a scoprire il suo destino contro un muro di protezione) doloroso ed eloquente è stato il 'boato' esploso sulle tribune colorate da Union Jack. Nessuno che si preoccupasse della sorte dell'antagonista, uscito acciaccato ma salvo, dal brutale impatto. E così, alla fine, negli attimi dedicati ai festeggiamenti, per un pilota sanzionato, sì, certo, ma amabilmente, e che con furiosa rincorsa è stato in grado di recuperare sulla ' rossa' del Leclerc, superandolo al penultimo giro, ( praticamente) a pochi chilometri da una vittoria che avrebbe ( giustamente) premiato il 'miglior' pilota di giornata. Siamo proprio sicuri che di una F1 di tal fatta non si possa fare a meno?

LA CRONACA DAL DIVANO. ( dal 18  luglio al 25 luglio 2021 ). Si stanno ritrovando le squadre per il prossimo campionato che inizierà a fine agosto. L‘Inter dell’Inzaghino ha rimontato con il Lugano ( 2-2) vincendo poi ai rigori. Mentre il Milan, vittorioso con la Pro Sesto ( 6-0)  non fa che fare acquisti, [...]

20 luglio 2021 0 commenti

Non solo sport. La Compagnia del Mancio campione d’Europa. Matteo, sai che hai vinto anche perdendo?

Non solo sport. La Compagnia del Mancio campione d’Europa. Matteo, sai che hai vinto anche perdendo? Nella festa che ha celebrato l'Italia campione d'Europa di calcio, c'erano tutti. A cominciare da quelle migliaia di morti deposti dentro camion militari avviati mestamente verso i luoghi di sepoltura. Ma c'erano anche quegli altri milioni di concittadini che, in angolo di Paese, con poche distinzioni, hanno cercato di reagire al morbo, con sofferenza, qualcuno riuscendo qualche altro no, e comunque cautelizzandolo col sorriso e il canto. E c'erano anche altri, d'ogni classe e genere, compresa quella folla infinita di miscredenti che continua a non credere nel Paese loro. E che dileggiano quando gli si parla di quell'Araba Fenice che da molto tempo deve avere spostato il suo nido in qualche sconosciuto anfratto del Belpaese. Pronto a rinascere, quando men se lo aspetta, meravigliando, sulle proprie ceneri. Sul calcio, ad esempio, che quivi è metafora di vita, questi ultimi ci davano per andati, dispersi, ormai ai margini del movimento. Per costoro avremmo dovuto tornar in blocco sui banchi di scuola ad apprendere dall'uno o dall'altro. Noi, che sulle nostre maglie, teniamo tanti di quei santi signacoli come nessun altro vanta. Noi. E però bastato un veggente capitano di ventura, certo Mancio da Jesi, a riportare il pendolo della storia al suo posto, dopo avere radunato una Compagnia di ventura non offerta al soldo di questo o quell'altro, come quei ( famigerati) professionisti mercenari, ma solo ed esclusivamente al servizio della Patria loro. Molti, infatti, in questi ultimi due o tre anni, si sono scervellati per comprendere qual razza d'armata avesse messo in campo quell' ex talentuoso giocatore che poca fortuna aveva avuto con le nazionali del suo Paese. Gliene hanno propinate di tutti i colori. La più parte senza capirlo. Ovvio. Tanto che quando parlava di vincere pensavano celiasse. Invece tanto detto tanto fatto, fornendoci ( tra l'altro ) un modello sportivo ed umano antico e nuovo insieme che riscopre valori quali la famiglia o il gruppo, disposto a ragionar col cuore, come in piccolo borgo o anonimo quartiere, e sempre pronto a reagire, e se del caso soffrire, pur di raggiungere un risultato che non è una coppa, o un assegno in banca, ma l'affermazione di una identità con i suoi valori più riposti e cari. E se volessimo alzare lo sguardo, una volta tanto, potremmo vedere che oltre al nostro Paese, ce ne sono tanti altri, pronti a dar vita ad una nuova grande nazione. Per realizzarla fra dieci, venti, trent'anni: chissà? Ma che dell'Italia ha, o avrebbe, per completarsi, inderogabile necessità come 'magister vitae' insegna. Qualche spunto dalla cronaca. Wembley potendo contenere 65 mila posti, era stato riservato ( democraticamente) per 55 mila ad inglesi e per 10 mila ad italiani. Parte del pubblico inglese ha fischiato l'inno di Mameli. Fuor dai cancelli c'è stato ( anche) qualche incidente, dove ( sportivamente) gli italiani non sono stati risparmiati. Non sapendo che tutto questo sull'animo di una Compagnia di ventura poco incide, anzi, sollecita l'orgoglio a compiere più ardita impresa. L'incontro è finito ai rigori come quello tra Italia e Spagna. Anche qui, inizialmente, tutto sembrava facile per i sudditi di Sua Maestà, che però ancora una volta non facevano i conti con l'oste, questa volta incarnato da ometti azzurri che tutto fanno fuorchè demordere. Alla fine è stato un plebiscito per il Gigio in porta, acclamato dalla Uefa quale miglior giocatore del torneo. Qualche giocatore inglese s'è tolto dal petto l'argento consegnato dalle autorità, segno che forse non sia stata la perfida Albione ad inventare il gioco del calcio. Infatti, si sa, che i legionari romani, duemila anni prima, lo usavano come passatempo, prendendo a calci una tonda od ovale vescica d'animale appositamente sigillata e gonfiata. Nella storica domenica un altro italiano è salito agli onori della cronaca, tal Matteo Berrettini, 25 anni, primo azzurro giunto in finale a Wimbledon. Davanti a lui il formidabile Nole, 0 Djoko, figlio di Serbia, figlio d'Europa, primo al mondo nel suo sport. Matteo ha fatto quanto poteva: dopo aver vinto il primo set, s'è battuto con onore contro un avversario che già è storia e leggenda di questa disciplina. In pratica ha fatto vedere che un italiano parto di questa nuova Italia sa vincere ma anche perdere. Senza schiamazzi, senza medaglie strappate, senza piagnistei. Ma solo con una naturale esultanza e un sorriso come esemplificato dal nostro grande Presidente. Maestà, non è che sia arrivata l'ora, per evitarLe ulteriori figuracce, di dire ai suoi di rivedere tanti inutili, ridicoli e anacronistici pregiudizi?

LA CRONACA DAL DIVANO. ( dal 10  luglio al 12 luglio 2021 ). Nella festa che ha celebrato l‘Italia campione d’Europa di calcio, c’erano tutti. A cominciare da quelle migliaia di morti deposti dentro camion militari avviati mestamente  verso i luoghi di sepoltura. Ma c’erano anche quegli altri  milioni di [...]

12 luglio 2021 0 commenti

Non solo sport. L’Italia del Mancio pronta per stupire? L’Italia di Mattarella/Draghi per ripartire?

Non solo sport. L’Italia del Mancio pronta per stupire? L’Italia di Mattarella/Draghi per ripartire? Cambiano gli addendi ma la somma resta uguale. E' , questo, un miracolo calcistico-agonistico- matematico dovuto a quel Mancio da Jesi che, tra lo stupore continentale, ha forgiato una compagnia della pelota ( non basca) senza altri precedenti nella sia pur millenaria storia del Belpaese. Una Compagnia che meglio di quella dell' Ettore Fieramosca, allegra e sfrontata, sbaraglia i nemici senza subire colpi. E', questa, una ' macchina da guerra' balda ed entusiasmante che sta tornando ad ammaliare d'azzurro un Popolo duramente colpito da una terribile pandemia venuta da lontano e ( per molti versi) ancora ignota. Anche in Oltralpe e in Oltremanica si stanno interrogando. Tanto più che l'Italietta del pallone ( estromessa qualche anno fa dal Mondiale) era ormai data ai margini delle grandi nazionali europee. Il solito errore da miscredenti, che alla favola nulla più concedono. Come nel caso di quell'Araba Fenice che proprio lungo una di quelle meravigliose coste ( da tempo immemore ) deve avere trasferito il suo nido. Quello dell' uccello che rinascendo dalle sue ceneri torna in volo fin sulle vette ad altri proibite. E comunque sia, la Compagnia del Mancio va. E bene. Superato in bellezza ( tre vittorie, nessun gol subito ) il suo girone conosce ora la sua rivale degli ottavi. Quella degli eredi del buon Cecco Beppe al quale, più o meno un secolo fa, un' Italia appena ritrovata, contribuì ( più d'altri) a scalarlo dal proscenio mondiale. Un'avversaria che, storia a parte, andrà ad affrontare senza ambasce nè calcoli più di tanto, visto che mostra di saper contare sulle proprie forze e non sulle disgrazie ( o debolezze) altrui. Al momento, le 'presunte favorite' non sembrano brillare più di tanto. Ma questo vorrebbe dire poco. Infatti non è la prima volta che una squadra partita in un torneo a balzelloni s'è ritrovata poi a suonare la grancassa alla fin della tenzone. Del resto ( si sa) che l'obiettivo vero della Compagnia del Mancio non è il pur prestigioso Europeo ma quella pentastella ( da tempo in attesa) da incollare su una maglietta azzurra per l'eternità. Quel che è certo è che il fuoco nemico sugli attuali campi da battaglia va forgiando al meglio una truppa giovane, ardita e talentuosa. D'un talento che i soliti acidi e stolti pasqualotti non accreditano mai e che, invece, ad ogni risorgenza del mitico uccello , torna a sgorgare più lustro ed inarrestabile che pria. Per portarci dove? Una quinta volta sulla vetta del mondo (sportivo)? Al veditore d'almanacchi svelare il futuro non garba. Anche perchè cos'altro c'è di più stimolante dell'andare a scoprirlo ( tutti) insieme, a tempo debito, con quel gran capitano di ventura che si sta rivelando il Mancio da Jesi ? La ( sempre più) brava Von Leyen è tornata a Roma per consegnare la pagella che certifica la promozione dell'Italia di Mattarella e di Draghi. Un'Italia sulla quale, per la prima volta, rompendo pregiudizi e diffidenze ormai insostenibili, l'Europa ha deciso di investire. Qual perno ( fondamentale) d'un continente che, lemme lemme, si va unendo. Per rispondere ( finalmente) da par suo ad altri continenti che si stanno ( velocemente) spartendo le ( ghiotte) torte del Pianeta.

LA CRONACA DAL DIVANO. ( dal 21 luglio 2021).Cambiano gli addendi ma la somma resta uguale. E’ , questo, un  miracolo calcistico-agonistico- matematico dovuto  a quel  Mancio da Jesi che,  tra lo stupore continentale,  ha forgiato una compagnia della pelota (  non basca) senza  altri precedenti nella sia pur millenaria storia [...]

22 giugno 2021 0 commenti

Non solo sport. Vai Mancio, ce la possiamo fare! Auto e moto, poca gloria. Pro Recco, è Champions.

Non solo sport. Vai Mancio, ce la possiamo fare! Auto e moto, poca gloria. Pro Recco, è Champions. E mentre le nostre squadre di calcio vengono date per reperti archeologici, i nostri tecnici sono contesi in Europa. Curiosa contraddizione. Forse perchè da noi si crede che passeggiano, mentre altrove li costringono a volare? E comunque il buon De Zerbi si trasferisce in Ucraina, allo Shanthar, forse per surgelarsi per un paio d'anni risolti i quali poter tornare ( conservato e algido ) in quel Paesi dove il 'sì' è musica. Il sor Carletto, invece, s'è affrettato a lasciare l'Everton per il Real, a sentire lui ' casa sua', forse scordando che qualche anno fa dopo aver alzato la Decima è stato rispedito a alla casa altra ( quella vera) senza manco uno straccio di preavviso e grazia . Stando alle ultime ( sue) prestazioni, sarà bene che il sor Carletto si dia una mossa se non vuol incorrere in un altro sfratto ancor prima d'avere mangiato una gustosa fetta di panettone.Continua a dar spettacolo la nazionale azzurra del Mancio da Jesi, gran capitano d'avventura al punto da avere in mano l'occasione di poter oscurare famosi predecessori. I suoi ragazzi fanno squadra, non incassano gol ma segnano. L'ultima vittima è stata ( in amichevole) quella Cechia che all'Europeo è inserita in un girone di ferro. Comunque meglio non dar troppo credito alle cifre fin qui accumulate: 27 match di fila da imbattuti, 22 vittorie e 5 pareggi, con 79 gol in 32 partite disputate. Sono rientrati dai trionfi di Champions Jorgino ed Emerson, potrebbe recuperare Verratti. Venerdì, ore 21, ci aspetta la Turchia, ostica quanto basta, soprattutto alla prima, in quell'Olimpico colorato d'azzurro, che potrà ospitare anche qualche migliaio di spettatori.C'è stato qua e là anche un fine settimana da urlo. Hanno rombato le moto ( Barcellona, Cataluna) e le auto ( Baku, Azerbijan). Con spettacolo assicurato nelle moto, quasi assicurato nelle auto. Dove, finalmente, qualcuno s'è deciso a mettere il naso sui maneggi del Toto, che per far luogo alle sue ' frecce' non s'è fatto ( mai) scrupolo di annientarle. Vedi la 'rossa', ridotta ( in un modo e nell'altro) a comprimaria in una manifestazione dove, Toto o non Toto, 'frecce' o ' non frecce' , resta il mito da celebrare. Su questi eventi, chi li segue dal divano avrebbe tante domande da porre. Al maestro di Tavullia, ad esempio, che imperterrito continua a ripetere 'capitomboli' incomprensibili. E anche al gran Marquez che dopo la caduta e i vari interventi al braccio non sembra essere più in grado di 'domare' fin al limite estremo il suo mezzo. In un contesto davvero competitivo, popolato da talenti ( Quartararo, Pecco, Martin ...) già in grado di non far rimpiangere quanti li hanno preceduti. La seduta cataluna non ci ha detto bene in tutte le categorie. Nella Moto Gp ci consolano le due Ducati dietro alla Ktm dell'Olivera. E anche il passaggio a Baku poco ha dato. Se non quella gran confusione in cui sono andati a picco i due rivali, rimasti a bocca asciutta. La 'rossa' è partita in pole, ma durante il tragitto sì è fatta asfaltare più d'una volta. Peccato, alla prossima. Gran successo della Pro Recco, alla nona Champions di pallanuoto. Davanti agli ungheresi e ai bresciani.

LA CRONACA DA DIVANO.  ( dal 3 al 6  giugno  2021). E mentre le nostre squadre di calcio vengono date per reperti archeologici, i nostri tecnici sono contesi in Europa. Curiosa contraddizione. Forse perchè da noi si crede che passeggiano, mentre altrove li costringono a volare? E comunque il buon De Zerbi si trasferisce  [...]

7 giugno 2021 0 commenti

Non solo sport. Nuoto: pioggia di medaglie agli Europei. Coppa per la Signora. L’ora della Global Britain!

Non solo sport. Nuoto: pioggia di medaglie agli Europei. Coppa per la Signora. L’ora della Global Britain! Pioggia di medaglie agli europei di nuoto, con vista Tokio. Alla Signora la sesta Coppa Italia. La F1 torna a rombare nel Principato. Nel frattempo il governo britannico ha pubblicato la prima 'Integrated Rewiew of Security, Defense, Developement and Foreign Policy' intitolata ' Global Britain in a Compettive Age'. Leggerla, anche per quei sommi capi che abbiamo rintracciato su una nostra nostra rivista di settore, sembra volare indietro ( almeno) di un secolo o due. Agli esordi della potenza marinara britannica sui mari del Pianeta. Si stenta a prenderla sul serio. Eppure lo scarmigliato premier Johnson s'è affrettato ad indicarla quale ' nuovo inizio nelle relazioni del Regno Unito con il resto del Mondo'. Dando una vera e propria 'tirata' alla politica estera e di difesa di Londra 'ferma' ai tempi della Guerra fredda. E che va cercando lo scarmigliato d'Albione? Intanto, intende orientare la politica estera e difesa verso l'area Asia-Pacifico, in risposta alle mire cinesi, definita la ' più grande minaccia statale alla sicurezza economica del Regno Unito'. Infatti la nuovissima portaerei Queen Elisabeth sarà dispiegata in Regione. Eppoi, per quel che concerne la riesumata potenza russa, meglio prenderla con le molle, visto che ( al momento) rappresenta la 'minaccia diretta più acuta'. Rafforzando la resilienza dei paesi dell'Europa orientale, come l'Ucraina. Per cogliere tutto questo, ovvio, che verranno investite sterline a josa, anche per non disperdere l'attuale ' vantaggio strategico', e sfruttare al massimo la ' base scientifica britannica per ' scoraggiare minacce in tutti i domini'. In breve: utilizzare la scienza e la tecnologia per accrescere la prosperità del Regno Unito e incrementare il ' vantaggio strategico' sugli avversari. Che sono diversi, non solo simmetrici. Ad esempio, non vanno sottovalutate le minacce terroristiche che potrebbero giungere perfino ad impiegare armi CBRN. Infatti i timori dei britannici sono aumentati davanti ad una pandemia di cui si conosce ( ancora) poco sulla genesi e le modalità di diffusione. Ecco, allora l'annuncio relativo all'aumento del 40% del numero massimo di testate nucleari ( da 180 a 225) da sbandierare quale ( possibile) deterrente. Da non utilizzare, si spera, ma solo come deterrente. Finora il Regno Unito era impegnato a ' contenere le minacce portate con armi di distruzione di massa', oggi, alla luce dei mutamenti, non più controllabile. Mutamenti, soprattutto, tecnologici, non ( bene) indicati ma ( molto probabilmente) riferiti ' all'ambito dello spazio, del dominio cibernetico e dell'intelligenza artificiale'. Dove possa trovare i soldi, tanti soldi, per un sogno globale di cui vorrebbe farsi interprete, in un periodo di magra come questo, forse, manco lo scarmigliato lo sa. Si può sospettare che il tutto sia alimentato da una certa ansia dovuta al senso di isolamento a cui è stato condotto il Paese con la Brexit. Non potendo più contare sul resto dell'Europa ( e neppure più di tanto sugli Usa) lo scarmigliato cerca di reiventarsi una sua ' massa critica' nei confronti degli attuali giganti del Pianeta. Come ai bei tempi. Quando la bandiera della Regina garriva ovunque. Ma nessuno ha detto allo scarmigliato che i bei tempi son volati via da un bel po'?

LA CRONACA DAL DIVANO. ( dal 18 al 24 maggio 2021). E mentre un alpino da  pari suo ha messo in riga un po’ tutti sul reperimento e  sulla somministrazione dei vaccini, con le attività che stanno ( con juicio) riaprendo, si può tornare a respirare aria fresca ( sempre [...]

21 maggio 2021 0 commenti

Non solo sport. Calcio: fine di una dittatura? Moto: doppietta Ducati. Atletica: 5 su 5 staffette a Tokio.

Non solo sport. Calcio: fine di una dittatura? Moto: doppietta Ducati. Atletica: 5 su 5 staffette a Tokio. Avevamo avvertito nell'aria dolci note di musica azzurra, e non ci siamo sbagliati. A partire dalle imprese riportate nelle moto, in quel di Herez ( Spagna), dove nelle tre categorie abbiamo piazzato: Moto 3, Fenati e Migno dietro Acosta ( leader del Mondiale) ; Moto 2: doppietta al primo e secondo posto con Dg e Bez ( Lowes , 66 punti, guida il Mondiale su Bez 56 e Dg 52); Moto Gp, Miller ( Ducati) davanti a Pecco ( Ducati) e Morbido. Il Pecco sale in vetta al Mondiale di categoria con 66 punti, scavalcando Quartararo 61 e Vinales 50. Poco da dire sulle auto, con la solita Mercedes davanti a tutti. Il buon Lewis dice che vorrà esserci anche nel 2022. Fossimo in lui non metteremmo limiti alla partecipazione visto che con la concorrenza che si ritrova potrebbe andare avanti anche fino a cinquant'anni. Il problema semmai è quello della ripartizione dei meriti per un titolo che, macchina a parte, sembra figlio e nipote di quel Toto, gran regista dai capelli bruni, esultante (sempre) nel suo camice bianco, che attorno gli ha creato un vuoto ( sempre più ) assordante. Altra musica celestiale ci è piovuta dal volley con le ragazze del Conegliano ( nuove ) signore di Champions. Non altrettanto fortunato è stato Trento al maschile, costretto per la seconda volta di seguito in finale Champions alla piazza d'onore. Peccato, perchè fosse riuscito anche Trento nell'impresa, avremmo posto un sigillo ( definitivo) su chi è ( attualmente) il vertice mondiale del movimento. E dalla risorta atletica leggera, che ha spedito 5 staffette su 5 all'Olimpiade: 4x400 D, 4x400 U, 4x100 D ( oro) , 4x100 U, 4x400 mista ( oro). Sinceramente, non ricordiamo da quando non risuonassero più ( cotante ) simil notizie sulla regina dei Giochi. Nel basket, Armani Milano è stata costretta alla quinta partita dagli irriducibili tedesconi del Bayern, da disputarsi sotto gli occhi amorevoli della Madonnina. Gli spilungoni se non si lasciano prendere dall'ansia, possono ( benissimo) volare alle Final Four di Colonia. Gli Internazionali d'Italia di tennis , invece,( a breve ) apriranno ma con il pubblico ridotto causa della pandemia ( 25% , dagli ottavi). Con i vecchietti e i rampolli che abbiamo ( anche qui) dovremmo ( più che) divertirci. La gran pagina della settimana va però riservata ( questa volta) alla Beneamata che, rompendo un digiuno durato (oltre) un decennio, e abbattendo una dittatura lunga ( più o meno) altrettanto, s'è cucita sul petto quel 19° scudetto tra i più ambiti al Mondo. Tanto ' beneamata' da uscire dai gangheri, a cominciare da quella festa in centro a Milano che , in tempo di restrizioni e contagi, farà tremare i polsi a quanti quelle restrizioni e quei contagi vorrebbero eliminare dal Belpaese. In questa, ovvio, il più celebrato è quel Conte Dracula che, con la sua chioma bruna e fluente, da antico e provetto alchimista, sembra avere trovato la pietra filosofale onde trasformar ogni metallo ( calcistico) che tocca in oro. Marotta, che tra quelli che stanno dietro le quinte ha un certo peso, già pensa alla seconda stella, traguardo finora superato da quella Signora che ( dopo anni di dittatura) dovrà gioco forza rifondarsi. Il tutto davanti agli occhi increduli del presidente Zhang. Strepitosa è la lotta per i tre posti Champions. In gara stanno in molti: Atalanta, costretta al pari dal Sassuolo del buon De Zerbi pronto ad andarsi a surgelare nella steppa; Juve, tenuta a galla da quel fenomeno di portoghese; Milan, ansioso di scoprire se quella sbandierata miracolosa divinità dell'Ibra sia più una panacea che altro; Lazio, di quell'Inzaghino un poco piangina e ancor imberbe per l'Europa , ma già capace di mostrare ( alterno) buon calcio in quel che ( nel rispetto altrui ) resta per noi il campionato pelotistico internazionale di riferimento.

LA CRONACA DAL DIVANO. ( dal 30 aprile  3 maggio). Avevamo   avvertito nell’aria celestiali note di musica azzurra, non ci siamo sbagliati. A partire dalle imprese  riportate nelle  moto, in quel di  Herez ( Spagna), dove nelle tre categorie abbiamo piazzato: Moto 3, Fenati e Migno  dietro Acosta ( leader del Mondiale) ; [...]

3 maggio 2021 0 commenti

Non solo sport. Calcio. Una Champions ( nel o del ) deserto? Superlega: ma fanno sul serio?

Non solo sport. Calcio. Una Champions ( nel o del ) deserto? Superlega: ma fanno sul serio? Nel calcio hanno annunciato una Superlega che vorrebbe mettere nell'angolo Uefa, Fifa, Leghe maggiori e minori d'Europa. Al vertice ci sarebbe il neo Paperon de Paperoni Florentino Perez presidente Real, e il nostro Andrea Agnelli, dimessosi dall'Eca e ora vice presidente della (non meglio precisata) creatura calcistica europea. Al fondo del barile ci sono ( manco a dirlo) i danari, quei danari che ( un tempo) hanno mandato sulla 'croce' il Figlio di Dio ma che ( ora) stanno diventando 'croce e delizia ' di uno sport che s'insinua fin dalla tenera età nel cuore della gente. Più e più volte , dal nostro angolo di visuale, appartato e silente, c'è capitato di ribadire che non è sul tasto danaro che occorrerebbe premere per garantire presente e futuro a questo sport, oggi (ancora) alle stelle, e domani ( chissà ) se nelle stalle. E questo ripetiamo perchè, in fondo, chi altri se non il cuore spinge ( fin da imberbi) davanti ad un televisore, o a palpare uno di quei marchingegni mediatici moderni, o a sorbire intemperie sugli spalti di uno stadio ( da noi anche vetusti ) o dietro la rete sbilenca d'un campetto di periferia? Già, chi altri? Quando si sentono gli sciacquii di quegli squali squaletti ( troppo spesso incensati) che tutto mostrano fuorchè 'misura', francamente, ci preoccupiamo. E non poco. Qui i ' realisti' si fan beffa dei 'romantici'. Il calcio ( odierno) è null'altro che industria, dicono, e non senza fondamento. Ma quando Andrea Agnelli vede i suoi figli sostar davanti ad una partita un quarto d'ora o poco più, invece di fantasticare Superleghe non sarebbe meglio che approfondisse il perchè i suoi ragazzi scappino altrove? L'orribile telenovela alla quale costringono il Gigio, ad esempio, quali danni sta regalando al cuore di un calcio che non sa palpitar solo per danari? In fondo, che non stia tutta qui, nel non trovare giusta 'misura', l'avvento della 'crisi'? Quelli ( disperati) della Superlega sognano di moltiplicare introiti. Quelli ( insignificanti) della Uefa ( Fifa ecc.) di mantenere uno status quo che ha portato al vertice del calcio planetario club di Stato, o simili, e che a noi, poveracci, scompigliati come siamo, non basterebbe l'intervento della Cassa depositi e prestiti per scalzarli. Qual futuro, allora: qui o là? La prossima sarà un Champions del deserto. Con due protagonisti e due comparse. Tra i protagonisti sta il City. Il fenomeno City. All'origine del quale c'è un progetto: rendere concorrenziale la capitale Abu Dhabi rispetto alla più celebre Dubai. Tutto legittimo, ma che centra questo con il nostro calcio, con la nostra Europa? Che ci frega? Sogni loro, del deserto, materia inoltre per Amnesty International, e che portano in dono a noi? Luci, ombre e una certezza - chiude l'infausta edizione della 'rosea' - : perchè il Manchester City ( sbarcato nel frattempo anche in Francia con l'acquisto del Troyes, candidato alla promozione in Ligue 1) non è solo una squadra di calcio. Ma molto, molto di più. Forse, non è per questo 'di più' che, dividendoci, svendendo qua e là, gli stiam spalancando porte e finestre?

LA CRONACA DAL DIVANO. ( Dal 16 al 24 aprile) Ne succedono di tutti i colori. Nel calcio, ad esempio, hanno annunciato una Superlega che vorrebbe mettere nell’angolo Uefa, Fifa, Leghe maggiori e minori d’Europa. Al vertice ci sarebbe il neo Paperon de Paperoni Florentino Perez presidente Real, e il nostro Andrea [...]

20 aprile 2021 0 commenti

Non solo sport. Coppe: disputa inter pares tra club-Stato? Moto: torna Marc, più bello e superbo che pria?

Non solo sport. Coppe: disputa inter pares tra club-Stato? Moto: torna Marc,  più bello e superbo che pria? Tornano in pista auto e moto. Le auto a Imola, le moto a Portimao. Con tante curiosità. Nelle auto, per scoprire se quei blasfemi che continuano ad augurare alla ' rossa' di assidersi al terzo/quarto posto nell'agone mondiale, non siano ancora al concorrente che la 'rossa' non è una vettura ma un mito. E che, come tale, poco o nulla le importa arrivare terza o quarta o ultima. Il suo è ben altro destino. Che il tempo non sfiora. Di cui pochi godono. E infatti abbiamo cambiato 'visione' su chi fossero Achille ed Ettore, Ulisse ed Enea? O, ancor di più, il Pegaso o l' Ippogrifo alato? Nelle moto, invece, s'è rivisto in pista il Marc pigliatutto dopo il doloroso e problematico recupero dall' incidente di un anno fa. Tutti si chiedono se il ragazzo ( 28 anni) sarà come quello di prima oppure no. Per noi, con tutto il rispetto per il campione, il grande campione, sarà molto difficile. Non impossibile, ma molto difficile. Perchè con il suo stile ( sempre ) pronto a sfidare le leggi della fisica, per forza di cose, cose nuove, è messo in una condizione non agevole. Rischiosa. Facile a consegnargli un prezzo altissimo. Se poi, dal cilindro, saprà tirar fuori impensabili conigli, lo vedremo. Intanto gli auguriamo di competere al meglio, davanti ad una muta di giovani centauri che di sorbirsi tubi di scarico manco ci pensano. Coppe europee, oramai solo un festival per 'spendaccioni'. Al quale sono stati 'invitati' ( in veste d'altri spendaccioni ) il Chelsea dell'oligarca russo e il Real Panda del neo miliardario Florentino. Il duello in semifinale vedrà di fronte due cugini, entrambi ricchi e titolati figli del deserto. Il primo, alla francese, nelle mani di Tamin bin Hamad Al Thani, 40 anni, emiro in carica di Doha dal 2013; il secondo, alla inglese, in quelle di Mansour Bin Zajed Al Nahyan, 50 anni, vice primo ministro e ministro degli Affari presidenziali degli Emirati. Due club-Stato, di proprietà di fondi del Qatar e degli Emirati. Il loro piani prevedono obiettivi ambiziosi, tra i più megalomani del mondo, e che puntano a fare dei due paesi ' marchi planetari'. Chiaro che, non tirando fuori un dollaro dalle proprie tasche, possono spendere e spandere quanto più gli aggrada. Davanti a loro pure i Panda spagnoli o tedeschi cominciano a boccheggiare. Basta scorrere alcuni numeri: 1,4 i mld di euro spesi dal Psg dal 2011 a questa parte. Lasciamo perdere (poi ) il City, che col solo ingaggio fornito al Pep coprirebbe una stagione di compensi all'Atalanta. Dunque, ( ormai) siamo davanti ( rassegnati? ) a club-Stato, incontrollati e incontrollabili, ( soprattutto) da parte di una Uefa ridotta a ' bella statuina', che sembrano avere rotto ogni ultima ( sportivamente) lecita resistenza. Noi, tra l'altro, poveracci ancor alle prese con le acrobazie in Lega del sor Lotito, ci limitiamo più ( che assistere) a ( tifare ) per questo o per quello. Felici e raggianti. Scordando però ( manco a dirlo ) gli interessi della Patria nostra, come capita da qualche secolo a questa parte. Epperò, valutato come si muovono gli altri, i nuovi signori del pallone, se non altro per far vedere che esistiamo, perchè non provare a creare ( qualche ) club-Stato, ( magari ) chiedendo una mano, chissà che non accetti, alla (nostra ) Cassa depositi e prestiti?

LA CRONACA DAL DIVANO. ( dal 12 al 18 aprile). Al Master 1000 di Montecarlo ce li hanno eliminati tutti, tranne il Fogni, che del torneo è l’ultime re. Il grande Djoko dopo aver scappellato il giovan Sinner, lo ha celebrato: ‘ Costui è il presente e il futuro di questo sport‘. [...]

16 aprile 2021 0 commenti

Non solo sport. Ma chi è quel ‘buzzurro’ che non rispetta la sora ‘Europa? Scudetto: è solo Inter?

Non solo sport. Ma chi è quel ‘buzzurro’ che non rispetta la sora ‘Europa?  Scudetto: è solo Inter? Non ci attardiamo più sul calcio mercato che, visto da un divano, poco si fa capire. Si va lamentando un calo generalizzato, brutale, di entrate, eppure, gli squali e squaletti che hanno fatto man bassa d'entrate negli anni addietro, del tutto se ne fregano. Come si faccia pretendere rialzi ( e perfin raddoppi) in un momento come questo a noi, dicevamo, distesi su un divano, non è dato da sapere. Ci sembra tutto talmente strampalato che rimandiamo, potendo, agli aruspici dipanare le trame del calcio a venire. Ma tant'è. Non è ancora tempo della terza di F1, sono appena discesi di sella i centauri delle moto. Domati, al momento, dal ragazzone siciliano all'anagrafe francese, ma con codazzo di piloti d'Espagna al seguito che ( con o senza Marquez, al rientro ) sanno farsi rispettare, eccome. Latitano, invece , i nostri. Con il Morbido che più 'morbido' di così non si pote e con il Maestro che starà pensando più che altro agli optional del suo nuovo, lussureggiante, panfilo. Si avvicina Montecarlo per i nostri della terra rossa ( cinque iscritti), si avvicina anche il Giro, tutto dedicato al sommo Poeta. Del doping sui fenomeni di ciclo Manchester non si parla più, forse per non allargare l'indagine dal ciclo al calcio e via andare, visto che quando nella prestazione sportiva entra in ballo (soprattutto) la fisicità come esperienza docet qualcosa di inconfessabile c'è sempre. Forse passare da ( abili) 'pratici' a ( cinici) 'praticoni' il passo è più breve di quel che non si crede. S'è offeso intanto il turco, indegno erede di Mustafà Kemal Ataturk, quando il nostro Draghi l'ha nomato dittatore, che comunque voglia dire l'interessato su quella strada va decisamente dirigendosi da alcuni anni a questa parte, dopo qualche abile esercizio d' illusionismo iniziale. Tra l'altro il 'buzzurro' ( incivile, maleducato) o 'tiranno' o che altro sia non aveva avuto alcun occhio di riguardo per una signora che più signora di quella è difficile trovare. E questo non tanto per una questione di genere, ma di valori. Tanto più che la signora Leyen rappresenta degnamente quella Comunità europea ( ancor ) divisa, un poco codarda, ma che guarda con sempre maggiore apprensione alle acrobazie del turco, in Medio Oriente, con quei poveracci dei Curdi, verso gli isolotti dei Greci, in Libia , dentro e fuori del suo Paese, dove per trovare oppositori bisogna recarsi in carcere. Probabile è che nei suoi studi scolastici il soggetto si sia fermato agli Ottomani, che da tempo (però) hanno salutato i libri di storia. E comunque ben venga che ( finalmente) un leader europeo, delle intenzioni di Draghi che non sono certo quelle d'un Mussolini, che con lui centra come i cavoli a merenda, cominci a soffiare sul collo di un personaggio che, al di là delle simpatie e antipatie, dei successi veri o presunti, dei concittadini in galera, rappresenta ( ormai) un ( chiaro) pericolo per la pace e la democrazia ( non solo ) mediterranea. E comunque sia, fossimo nel 'buzzurro' o ' tiranno' che dir si voglia, nell'attraversare una piazza, cominceremmo a guardarci ben bene attorno, perchè se ai turchi verrà concesso quello che ( a suo tempo) è stato concesso agli italiani, quante tranquille passeggiate il ' ragazzolo' potrà ( ancora) godersi? Sulla posizione ( finalmente) di un leader vero come Draghi qualcuno, lassù, in camera caritas Ue, si è defilato. La cosa non ci sorprende. Sarebbe troppo bello che una nuova (grande) Nazione potesse nascere da un giorno all'altro. Con tutto quello che è successo nel passato. E solo tra sorrisi e fiori. L'importante ( semmai) è che non s'abbia ( più) parafrasare un verso noto ' Ahi, Europa, di dolore ostello, nave senza nocchiero in gran tempesta, non signora di province ma bordello...'.

LA CRONACA DAL DIVANO. ( dal 6 all’11 aprile).  E se la Beneamata si avvicina ogni ora di più al 19° scudetto, dietro le si è accanita la feroce di muta di quelli che vorrebbero andare in Champions. A far che cosa non si sa, visto che le nostre ultime [...]

10 aprile 2021 0 commenti

Non solo sport. Champions senza italiane. Sinner, bravo ( anche) così. Maestro, il tempo bussa alla porta!

Non solo sport.  Champions senza italiane. Sinner, bravo ( anche) così. Maestro, il tempo bussa alla porta! Stan sull'uscio anche le coppe di calcio che, con piglio da barzelletta, vedranno una sola italiana ( Roma) a competere per i trofei continentali. La circostanza, ovvio, sta dando fiato alle trombe di quelli che vorrebbero tenerci col cilicio addosso ad ogni ora dell'anno. Dobbiamo imparare qui, dobbiamo crescere là. Una nenia infinita, quando invece i nostri problemi sono ( ben) altri: una dirigenza ( tra Federazione e Lega) degna di questo nome, dei nuovi ( urgenti) impianti, qualche intenditor di pallone che sappia vendere il nostro al mondo e non quello degli altri. Ma visto che per realizzare tutto questo occorre gente ' con le palle', gente che in questo momento da noi di certo non abbonda, ecco che ( i più) non fanno altro che celebrare gli altrui orticelli: siamo seri, ma che doveva imparare il Milan del Pioli dai corridori dello United, alla prima d'andata, con quel ( bellissimo) gol negato ( non si sa perchè) al Kessie e che ben altro indirizzo avrebbe imposto alla doppia sfida? E che doveva capire la Dea del Gasp che, anche qui alla prima d'andata, al cospetto del Real Panda, è stata privata fin dal via di uno dei suoi giocatori più importanti ? La sorte ha voluto che perfino il buon Nicolato, taglieggiato da ben quattro rossi in due partite, non cadesse nella disperazione, perchè allora anche all'Under 21 avrebbero tolto il giusto premio di approdare ai quarti. Infine, la Compagnia del Mancio da chi dovrebbe andare ad apprendere l'arte del buon calcio? Da chi? Inevitabile è qui chiedersi: perchè si lasciano impuniti quei prepotenti che ( si ) permettono di trattarci ( ogni volta) in malo modo? Ma non c'è (proprio) nessuno ( laddove sono deputati a farlo) sveglio al punto giusto non tanto per ' invocare regalie' ma solo per ' farci rispettare' ? Che il nostro Sinner non abbia vinto, tutto sommato, non ci addolora più di tanto. Perchè anche qui le truppe cammellate erano pronte a far corte alle spalle del vincitore per osannarlo oltre misura. Facendogli casino piuttosto che chiarezza. Magari impedendogli di affinare ( con calma, con juicio) prestazioni già d'altissimo livello. La fretta, si sa, bene e spesso è cattiva consigliera. Del resto il ragazzo, il campione, c'è, e allora perchè non tenercelo stretto, ben stretto, sognando le gioie dei tempi felici? Sale in vetta alla MotoGp il Fabio siciliano per l'anagrafe francese. Scendono invece agli Inferi tanto il Morbido, che più ' morbido' di così non potrebbe essere, quanto il Maestro, che men ' maestro' di così non potrebbe fare. Ormai sono in tanti quelli che si chiedono se codesti ( presunti) terminator possano sforare o meno le leggi del tempo. Le eccezioni ci sono sempre state, sempre ci saranno, restando però eccezioni e null' altro. Qui nessuno vuol più invecchiare. Tra le belle (o meno) dello schermo, tra i campioni ( o meno) dello sport. Infatti gli elenchi cominciano ad essere ( incredibilmente) lunghi. Nella meravigliosa serie Sky dedicata all'inimitabile Totti il tema tempo è ossessivo ma inevitabile. Tra le altre è volata una frase, un concetto, sul quale perchè non riflettere? Questo: ' Importante è l'entrata in scena, ma se sbagli l'uscita (ti ) bruci tutto' .

LA CRONACA DAL DIVANO. ( dal 4/5 aprile) E’ sta una Pasqua serena anche se un po’ freddina. Serena, però, per quel che poteva essere, viste le restrizioni  qua e là imposte. E con qualche attrazione di grande sport. come la Moto a Doha e la finale del nostro Sinner al Master [...]

6 aprile 2021 0 commenti