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Non solo sport. America, che fai? Serie A, bella e solitaria. Affinità: il Sommo Poeta e il Grande Airone.

Non solo sport. America, che fai? Serie A, bella e solitaria. Affinità: il Sommo Poeta e il Grande Airone. Ad occupare la cronaca di questo metà settimana ( mercoledì 6) sono le buone novelle che giungono da Oltreoceano, dove il passaggio di consegne alla giuda ( presidenza) del maggior stato al Mondo non è affatto certo e chiaro. L'uscente, quel strampalato cow boy del Trump, insiste sul credere che le ultime consultazioni siano state ' truccate', e dunque non valide. Deve avere ripetuto il suo delirio anche qualche ora fa, in qualche parte del grande Paese, spingendo però alcuni dei suoi facinorosi ad invadere il Campidoglio, sancta sanctorum della democrazia statunitense. Mai visto. Ovviamente, con un popolo che viaggia ( abitualmente) con le arme appresso, più o meno come ai tempi della conquista, c'è scappato qualche morto ( sembra 4, tra cui una giovane dimostrante pro Trump) con numerosi feriti e arresti. Forse al sor Trump, che di studi storici dev'essere abbastanza digiuno, non hanno spiegato che l'ultima volta che questo Paese è entrato in conflitto interno ( 1861-1865), ci sono scappati tanti di quei lutti e danni senz'altro pari per quel secolo ? Al limite, il sor Trump potrebbe avere anche qualche ragione di sospettare, nessuno gliele nega, ma che senso ha 'scatenare' un ( imponderabile) conflitto interno per far valere ragioni che, in uno stato di diritto come gli Usa, ha mille altre possibilità per far valere ragioni e recuperare torti? I romani, esperti, si sarebbero chiesti: cui prodest ? Metà settimana ( mercoledì 6) , con un turno ( insolito) di Campionato. Il clou era lo scontro Milan-Juve a San Siro; con le altre che avrebbero dovuto approfittare d'un eventuale 'passo falso' rossonero per agganciarlo in vetta. Le altre, nell'ispecie, soprattutte, Inter, Roma e Napoli. Ma di codeste soltanto la Lupa sempre più sorprendente del sor Fonseca, ha guadagnato terreno sul Diavolo, sconfitto dalla Signora ( 1-3) ma ancora al primo posto d'un torneo che appare sempre più incerto e appassionante. Solitario ma di nuovo il più bello. Alla faccia della propaganda esterofila.

LA CRONACA DAL DIVANO. Ad occupare la cronaca di questo metà settimana ( mercoledì 6) sono le buone novelle che giungono da Oltreoceano, dove il passaggio di consegne alla giuda ( presidenza) del maggior stato al Mondo non è affatto certo e chiaro. L’uscente, quel strampalato cow boy del Trump, insiste [...]

7 gennaio 2021 0 commenti

Non solo sport. Papa Francesco, una luce per lo sport odierno. Che esulta unanime: ‘Sei forte … Papà’.

Non solo sport. Papa Francesco, una luce per lo sport odierno. Che esulta unanime: ‘Sei forte … Papà’. ' Pronto sono Francesco...'. Il numero è sconosciuto, ma la voce - svela Pier Bergonzi, direttore della 'rosea' - è nota e arriva come un brivido che fa scattare la prima risposta plausibile 'Santo Padre! Che piacere!'. Così, nel suo stile, oramai inconfondibile, papa Francesco ha voluto ' complimentarsi' con la redazione del giornale milanese per il buon lavoro ' fatto insieme a don Marco'. Il buon lavoro riguarda la lunga intervista ( con libretto) pubblicata dalla ' rosea' qualche giorno fa. Intervista che esprime, come dice Walter Veltroni, ' la vicinanza, il senso di prossimità che il lettore percepisce nel rapporto tra questo Pontefice e la vita quotidiana delle persone'. Una sorta di mini enciclica, per la prima volta dedicata allo sport. Che non è più una pratica per pochi eletti come finora è stata, ma modo di vivere per tanti. E probabilmente da ' rifondare', in quegli stadi, campi e palestre vuoti per Covid, recuperando le motivazioni originarie e ridimensionando le esagerazioni che, soprattutto in certi ambiti agonistici, hanno preso un po' la mano a tutti, falsando il giocattolo, in ogni angolo del Pianeta. ' Lo sport quando è vissuto bene, è una celebrazione: ci si ritrova, si gioisce, si piange, si sente di 'appartenere' ad una squadra. 'Appartenere' è ammettere che da soli non è così bello vivere, esultare, far festa. Da soli, anche questo è un richiamo costante di papa Francesco, non ha senso vivere la vita. Che è sempre comunità, incontro, scambio, accoglienza, relazione. Ma anche ' Chi vince non sa che cosa si perde'. Che altro è questo se non andare contromano, in un tempo che ha come unica direttrice quella della vittoria? Spesso ottenuta a tutti i costi. Anche ricorrendo a marchingegni vari. Leciti e non. Papa Francesco cerca giustizia, sempre e ovunque. Anche nelle regole ( non scritte) dello sport dove conta di più ' una sconfitta pulita che una vittoria sporca'. Queste non sono parole. Sono traiettorie indirizzate al cuore. Perchè la felicità , anche quella piccola e gratuita di una vittoria sportiva, possa essere sempre condivisa con la consapevolezza che ' se la tengo per me resta un seme, ma che se la condivido con altri può diventare un fiore'.

LA CRONACA DAL DIVANO. Anno nuovo, vita nuova? Ce lo chiediamo. Anche perchè un anno di Covid ha indebolito le nostre resistenze davanti alle ristrettezze imposte da una pandemia di cui bisognerà capire fino in fondo genesi, diffusione e portata presente e futura. Sull’apertura delle scuole restano ( colpevoli?) incertezze. [...]

4 gennaio 2021 0 commenti

Non solo sport. Il 2020 si porta via anche Pablito, eroe del Mundial 1982. Coppe: nostri tutti ok, tranne Conte.

Non solo sport. Il 2020 si porta via anche Pablito, eroe del Mundial 1982. Coppe: nostri tutti ok, tranne Conte. Dopo il Diego, il 2020 s'è portato via anche 'Pablito', l'eroe dei Mondiali 1982, la terza stella in attesa della penta, vinta con merito dai ragazzoni di papà Bearzot. Paolo aveva 64 anni, sconfitto da un male inesorabile, più forte del Brasile di Zico, dell’Argentina di Maradona, della Polonia di Boniek e della Germania di Rummenigge. In quella mitica Italia il protagonista principale fu Pablito, che veniva da una squalifica per calcio scommesse e un brutto inizio di Mondiale, e che poi decollò verso la gloria sportiva. Controfirmata da grandi nomi: Collovati, il giovane Bergomi, Tardelli l’uomo dell’urlo e Gentile attaccato ai pantaloncini di Diego, il più grande di tutti i tempi, oltre ad Antognoni e al fantastico Bruno Conti. In quella estate del 1982 l’Italia intera scese in piazza per far festa, a Madrid per la finale volò anche il presidente Pertini, esultante in tribuna al fianco del re di Spagna. Paolo Rossi era un centravanti da area di rigore che viveva per il gol. Esplose nel Vicenza, passò al Perugia e poi alla Juventus per i suoi anni migliori. Intanto sono rispuntati gli appuntamenti di Coppa. Per il quinto e sesto turno, in pratica, quelli che hanno deciso il passaggio agli ottavi. Un bilancio Champions? Avanti ( ben) quattro ' tugnine' ( Bayern, Borussia M., Dortmund e Lipsia) e altrettante ( abbonate) ispaniche ( Atletico, Real, Siviglia e Barca) ; accompagnate da tre inglesi ( City, Chelsea e Liverpool) e tre italiche ( Juve, Lazio e Atalanta). Non male per noi. Di rilevante c'è l'ormai abituale 'passo falso' del Conte Dracula che di calcio europeo sembra capirne ogni giorno di meno. Non temeva il 'biscotto', avrebbe dovuto vincere a tutti i costi contro il coriaceo Shakhtar tornato a Milano con gli stessi abiti indossati nella partita di andata. Il Conte Dracula poteva inventarsi qualcosa, non l'ha fatto, ribadendo i suoi limiti consolidati. Inoltre, s'è di nuovo permesso il lusso di lasciare in panca l'odiato Eriksen, l'unico vero elemento con esperienza europea ad alto livello. Ma tant'è; certo è che la 'cocciutaggine' e i ' partiti presi a prescindere' non sono stigmate da grandi ( inesplorate) anime. Contento lui, contenti loro ( all'Inter), contenti tutti. Nella Uefa: Roma e Milan qualificati; Napoli per il passaggio del turno se l'è vista con la Real Societad.

LA CRONACA DAL DIVANO. Dopo il Diego, il 2020 s’è portato via anche ‘Pablito’, l’eroe dei Mondiali 1982, la terza stella, vinta con merito dai ragazzoni di papà Bearzot.  Paolo aveva 64 anni, sconfitto da un male inesorabile,  più forte del Brasile di Zico, dell’Argentina di Maradona, della Polonia di Boniek [...]

10 dicembre 2020 0 commenti

Non solo sport. Champions: Lazio, Atalanta e Inter all’ultimo turno. Uefa: Roma e Milan promosse.

Non solo sport. Champions: Lazio, Atalanta e Inter all’ultimo turno. Uefa: Roma e Milan promosse. Coppe. Restano dei 'sospesi' di grande richiamo. Sostanzialmente: nel Gruppo A, lotta all'ultimo respiro tra Atletico ( 6 punti) e Salisburgo ( 4 punti); nel Gruppo B, situazione 'gialla' , con Borussia ( 8 punti),( 7) , Real ( 7) e Inter ( 5). Qui non è possibile il ' biscottone', perchè se Borussia e Real dovessero 'accontentarsi' di un pari, potrebbero ( addirittura) finire fuori, l'uno o l'altro, soprattutto il Real , che con un ( analogo) pareggio dello Shakhtar andrebbe a raccogliere ( forse) margherite in Uefa. Comunque la Beneamata si è rifatta viva. Chissà cosa sarà? Nel Gruppo C, tutto fatto: City e Porto avanti. Nel Gruppo D, fatto salvo il Liverpool, suspence tra Atalanta ( 8 punti) e Ajax ( 7); nel Gruppo E, tutto fatto per Chelsea e Siviglia; nel Gruppo F, lotta a due tra Lazio ( 9) e Bruges(7); nel Gruppo G, Barca e Juve agli ottavi; nel Gruppo H, United avanti, a 9 punti, come Psg e Lipsia . Nella Uefa: Roma e Milan qualificati; Napoli( 10 punti) per il passaggio dovrà vedersela con la R.Societad. Auto. Ferrari in vetta, non in pista dove alla Mercedes per vincere un Mondiale con la concorrenza che si ritrova basta faccia scendere in pista Toto Wolff, ma nel mondo dei ' desideri'. Maranello, infatti, è stata insignita per il secondo anno consecutivo del riconoscimento di 'brand più forte al Mondo', una conferma che arriva da Brand Finance, società specializzata in ricerche di mercato a livello internazionale che ha presentato i suoi risultati al 'Brand Finanche Global 2020' durante il 'World Economy Forumm' di Davos. Come detto un bis per la 'rossa', che sopravanza colossi come Disney, Coca Cola e Rolex. La 'rossa', in buona sostanza, per chi ha occhi e orecchi da vedere e intendere, è ' l'incarnazione del lusso ( ovvero del bello e prestigioso), tanto da essere ammirata e desiderata in tutto il Mondo'. Si sa da decenni che se ci manca qualcosa di essenziale rispetto alle lege maggiori, quella riguarda gli stadi. Ridimensionati in tempo di pandemia, ma pronti a tornare a fare la loro parte una volta che la bufera sarà passata. In questo ambito, come in quello dei diritti sportivi tivù venduti all'estero, la Serie A resta in forte e ( colpevole) ritardo. Qualcosa, però, avverte la solerte 'rosea', si sta muovendo. A Milano, con il ( fantastico) biprogetto Milan-Inter per un nuovo San Siro; a Bergamo, dove lo stadio sta per tornare nuovo di zecca; a Bologna, dove si attente il progetto definitivo per dare il buon esempio; a Cagliari, dove c'è fretta di mettere mano alla Sardegna Arena. Restano come sempre in alto mare a Roma, dove la nuova proprietà vorrebbe abbandonare il progetto Pallotta per andare ad acquartierarlo chissà dove e a Firenze, dove il buon Commisso sta per perdere gli ultimi barlumi di pazienza per tornarsene in America a mani vuote, ma lasciando i fiorentini alle ciance loro e dei loro amministratori. Nel frattempo, Napoli ha deciso di dedicare il San Paolo a Diego Armando Maradona. Il santo, che di volubilità umana s'intende, probabilmente capirà.

LA CRONACA DAL DIVANO. A metà settimana, tra fine novembre e primi dicembre, son rispuntati gli appuntamenti di Coppa. Per il quinto e sesto turno, quelli che dovranno decidere il passaggio agli ottavi. Già sicuri sicuri  sono, al momento, Bayern, City e Porto, Liverpool, Chelsea e Siviglia, Barca e Juve. [...]

3 dicembre 2020 0 commenti

Non solo sport. Ci lascia il più grande. Per modo di dire, perchè la sua ‘lezione’ è senza tempo.

Non solo sport. Ci lascia il più grande. Per modo di dire, perchè la sua ‘lezione’ è senza tempo. Cominciamo a non far confusione tra sacro e profano. San Gennaro è una cosa, Maradona un'altra. Sfere diverse. Anche perchè, molto probabilmente, se il primo fosse stato contemporaneo al secondo, chi può dire che non sarebbe corso a chiedere un posto fisso al San Paolo ( ora stadio ' Maradona') per non perdersi manco uno dei prodigi calcistici di quel dannato e talentuoso argentino con ascendenti familiari campani e che, campano, anzi napoletano, sarebbe diventato a tutti gli effetti dopo il suo esaltante transito partenopeo ? Che Diego, il piccolo grande Diego, abbia rappresentato la massima espressione di questo sport planetario, non c'erano dubbi manco in epoca non sospetta. Ad esempio, anche il sol fatto d'essersi misurato in ( top) campionati diversi con formazioni diverse, ottenendo ovunque risultati eccezionali, lo pone su un livello di superiorità effettiva nei confronti di qualsiasi altro concorrente. Con lui Napoli s'è trasformata ( non solo calcisticamente) da povero Calimero a splendido Cigno. Con lui la Celeste ha vinto un Mondiale sfiorandone un secondo, pur scendendo in campo con formazioni di cui si fatica a ricordare qualche nome. Con lui il pallone è diventato ( ancor più) metafora della vita, soprattutto dei più dimenticati, degli anonimi, che dalle sue magie hanno tratto motivo d'insolita felicità. Raro è trovare personaggi che intrecciano la loro esperienza sportiva con le sorti ( o le condizioni) del proprio popolo o di più popoli. Qualcuno lo abbiamo avuto anche noi, negli anni del Dopoguerra, quando gambe speciali riuscirono a ridare orgoglio e valore ad un popolo umiliato e avvilito da una guerra persa e che non s'aveva da fare. Situazione Coppe. Vince la Lazio, 3-1 allo Zenit, attestandosi al secondo posto del Gruppo F. Vince, anzi stravince, fugando dubbi, con tanto di lectio magistralis, la meravigliosa Dea, 0-2 ai campioni del Liverpool, anch'essa attestandosi al secondo posto del suo Gruppo. Vince la Signora, col Ferencvaros, 2-1, sistemandosi pure lei al secondo posto del suo Gruppo, ma con passaggio del turno già certo. Perde, invece, manco a dirlo, il solito 'piangina' di color neroazzurro, che del suo mal si duole con tutti fuorchè con se stesso. Beato lui che il giovin patron Suning lo assolva ( almeno per ora).

A CRONACA DAL DIVANO. Intanto non esageriamo. Per non trasformare la morte di un grande in uno tzunami ( non solo) mediatico che può travolgere anche quello che di autentico ed esemplare va assolutamente preservato nel tempo. Cominciando a non far confusione tra sacro e profano. San Gennaro è una cosa, [...]

27 novembre 2020 0 commenti

Non solo sport. America: di nuovo sulla giusta rotta. Covid e sport. Campionato: nessun padrone.

Non solo sport. America: di nuovo sulla giusta rotta. Covid e sport. Campionato: nessun padrone. Campionato. Di fatto c'è che in questa stranissima stagione non emerge alcun padrone. Detto in rima. Infatti sia la Signora ( raggiunta 1-1 al 94' dalla Lazio), sia la Beneamata ( che incamera gol a volontà e non va oltre il pareggio), sia il Milan ( che sembra esaurire il bonus Ibra) non sono in grado di stabilire dittature. Ne approfittano ( timidamente) il Napoli ( 0-1 al Bologna) e la Roma ( 1-3 al Genoa). Per una classifica corta, cortissima, che in una manciata di punti contiene vecchi e nuovi aspiranti allo scudetto. Fuor dai campi di calcio, a tener banco non è solo il Covid ( in pesante risalita anche da noi, ora a livelli preoccupanti) ma anche l'elezione presidenziale Usa, dove il Biden ( democratico) ha faticato non poco contro il tycoon Trump ( repubblicano). Che sembra non accettare i conteggi ( 600mila schede ancora contestate) e ventila perfino un possibile ricorso alla Corte suprema per presunti brogli elettorali. Biden, beghe a parte, è stato eletto il nuovo presidente Usa. Con la speranza del Mondo che torni a mettere sulla giusta rotta la superpotenza stelle e strisce. Nel frattempo si sono scritte altre pagine di sport. Nelle moto, ad esempio, ancora ferme in Spagna, e con quel 'poveraccio' del Maestro rientrato dopo la degenza Covid e subito fermato da un guasto meccanico. Nelle tre categorie avevamo i nostri ragazzi in lotta per i rispettivi titoli. Abbattuto Vietti ( Moto3) ci restano un Bez o un Maro ( Moto 2) in lotta per le fasce iridate. Importanti biglietti di presentazione per alcuni di loro, nella prossima stagione ben accasati bene, come il Maro designato ad esordire nella Moto Gp. Per la Moto Gp, inoltre, il titolo può andare a Mir, il Balmamion della moto, che ( a Valencia, Gp Europa) è riuscito a vincere almeno una gara. Ci sono state anche altre pagine scritte. In ambiti diversi. Sportivi e non. Che stanno interessando il nostro Paese, ad esempio, l'assalto del ' treno in corsa' della pandemia. Occorre, a tutti i costi, fermarlo, urla il premier Conte. L'Italia che ha dato un grande esempio nella prima fase del morbo, occorre torni alle finestre e ai balconi per evitare quello che per noi sarebbe un vero e proprio disastro. Non solo pandemico. Confidiamo. Silenti. Oranti. Ce la faremo.

LA CRONACA DAL DIVANO. Dentro i campi di calcio, si spera in un contenimento della pandemia. Ricorrendo, si dice, anche a trucchi e trucchetti. Di fatto c’è che in questa stranissima stagione non emerge alcun padrone. Detto in rima. Infatti sia la Signora ( raggiunta 1-1 al 94′ dalla Lazio), [...]

9 novembre 2020 0 commenti

Non solo sport. Champions/Uefa: si ‘spegne’ la Dea. Così anche il Diavolo. Passaggi del turno ora da soffrire.

Non solo sport. Champions/Uefa: si ‘spegne’ la Dea. Così anche il Diavolo. Passaggi del turno ora da soffrire. Fuor dai campi di calcio, a tener banco non è solo il Covid ( in pesante risalita anche da noi, ora a livelli preoccupanti) ma anche l'elezione presidenziale Usa, dove Biden ( democratico) sta faticando non poco contro il tycoon Trump ( repubblicano). Che ventila anche un possibile ricorso alla Corte suprema per presunti brogli elettorali. A Biden, stando ai dati ultimi, manca una quindicina di elettori per dirsi nuovo presidente degli Usa. Terzo turno di Champions. L'Inter, ancora una volta sciupona, senza Lukaku, non ha fatto altro che agevolare il successo ( 3-2) d'un Real che meno Real di così non potrebbe essere. Piuttosto va vistosamente declinando la stella dell' ex Conte Dracula, ormai verso la pace dei sensi, tanto più che alla squadra non sa dare il giusto equilibrio per non farsi imbottire ogni volta da chicchessia di gol. L'accesso al secondo turno ora si fa duro. Si dice che l'ex Dracula sia pagato 12 mln e che c'è una squadra tra gli spendaccioni disposta a dargliene 15: se la voce è vera che altro si aspetta di fare alla Pinetina? Torna ad essere solo un simpatico ' calimero' la Dea di Bergamo. La ' lezione' dei navigati e medagliati Reeds ( 5-0) è fin troppo eloquente per continuare ad illudersi e ad illudere. Dolorosamente. E tuttavia, nel girone, ancora non è messa fuori, e può tentare una rimonta. Tentare: infatti, a questo punto, che altro ha da perdere? Ce l'ha fatta a sbrigare la pratica Ferencvaros la Signora ( 1-4), mentre ha strappato un pari ( 1-1) la Lazio menomata dell'Inzaghino. Passaggio del turno possibile per entrambe. Alla Signora basterà ( almeno) una vittoria ( magari contro il Barca), alla Lazio una vittoria ( contro Zenit) senza far regali nel doppio incontro con il Dortmund. Nella Uefa: vince ( di fortuna) il Napoli ( 1-2), vince bene la Roma ( 5-0), perde ( clamorosamente) il Milan ( 0-3). I passaggi di turno non sono compromessi ma occorrerà non far gli 'stupidi stasera '. Nel frattempo angli e germani ( con poche eccezioni) volano nel ranking.

LA CRONACA DAL DIVANO. Fuor dai campi di calcio, a tener banco non è solo il Covid ( in pesante risalita anche da noi, ora a livelli preoccupanti) ma anche l’elezione presidenziale Usa, dove Biden (  democratico) sta faticando non poco contro il tycoon Trump ( repubblicano).  Che ventila anche [...]

6 novembre 2020 0 commenti

Non solo sport. Giro dei Giri stop. Applausi alla Rcs. Rosa a Hindley. Giù il cappello: passa Pippo!

Non solo sport. Giro dei Giri stop. Applausi alla Rcs. Rosa a Hindley. Giù il cappello: passa Pippo! Tante le manifestazioni di sport scese nell'agone. Ne prendiamo qualcuna. Per le moto ( ancora orbe del Maestro di Tavullia) i nostri colori sono stati tenuti alti in MOTO Gp dal Morbido, che questa volta è stato tutto fuorchè ' morbido'. La sua è stata una gara di quelle che non ammettono discussioni. Ha preso il largo, ha resistito a quel testardo del Rins, e s'è presentato solo sulla linea del traguardo. Dire adesso se è rientrato nella lotta mondiale non è semplice. Il suo è un ritardo sostanzioso a tre sole gare dal termine. Per noi la maglia iridata è una questione tra Mir ( mai vincente, ma solo piazzato), Quartararo ( troppo imprevedibile) e Vinales ( altro imprevedibile). Nella MOTO2 sembrava un affare tutto nostrano, s'è invece inserito il britannico Lowes ( tre vittorie di fila) con Marini ( scomparso) e solo Bastianini in posizione alta. Tutto può succedere. Nella MOTO3 la maglia sembra appannaggio di Arenas( 144 punti), con Ogura( 131) e Vietti ( 126) pronti a fare lo sgambetto. E' finito anche il Giro dei Giri. Con un finale che solo qui poteva accadere. Alla fine l'ha spuntata Georghegan Hart ( britannico) su Hindley ( australiano). Di pochi secondi. Mentre la stella più splendente è stata ancora una volta quella del Pippo, il 'bolide', che s'è aggiudicato la terza cronometro e la quarta tappa in un giro affrontato per la prima volta. Gli avversari si sono tolti il cappello, applaudendo a tanta spettacolare potenza. Dove potrà arrivare il nostro è la domanda che tutti si fanno. Perchè se dovesse mostrare tenuta o per le grandi corse in linea o per i grandi giri, qui, ragazzi, abbiamo ricevuto in dono il vero fenomeno di questa prima parte del millennio. Continua anche il Campionato. Con belle partite. Che nulla hanno da invidiare a quelle dei danarosi campi altrui. In settimana andranno ad accendersi anche le 'musichette' delle due Coppe. Zitti. Zitti. Che se quegli sciagurati portassero a casa qualche vittoria potremmo avere giù qualche piede negli ottavi.

LA CRONACA DAL DIVANO. Altro generoso weekend di ottobre. Con tante manifestazioni di sport scese nell’agone. Ne prendiamo qualcuna. Per le moto ( ancora orbe del  Maestro di Tavullia) i nostri colori sono stati tenuti alti in MOTO Gp dal Morbido, che questa volta è stato tutto fuorchè ‘ morbido‘. La sua [...]

26 ottobre 2020 0 commenti

Non solo sport. I centauri di Moto3. Lewis, campione sì, ma che c’entrano i miti? Il Mancio è andato a cilecca.

Non solo sport. I centauri di Moto3. Lewis, campione sì, ma che c’entrano i miti? Il Mancio è andato a cilecca. E comunque, anche questo fine settimana non è stato malvagio. Sono tornate a rombare auto e moto. Mente è proseguito sulle belle strade che risalgono dal Sud il Giro dei Giri. Con tante cadute, ritiri, e con il Vincenzo alla vigilia dato per disperso e invece ( anche se in lieve affanno a Roccaraso) più vivo che mai ( ora sta a un minuto dalla maglia rosa). Delle auto, come già detto, non ci frega nulla, visto che di vedere massacrare la 'rossa' non abbiamo il gusto sadico. Ci tange invece la ripresa delle moto. Per vedere nelle categorie inferiori i nostri talenti crescere, e per sperare in quelle superiori in un qualche colpo di scena da parte dei nostri vecchi, come il Dovi non ancora fuori dal titolo, e il maestro di Tavullia, che se si mette le scarpe a punta, con un pizzico di fortuna in più quand'è in sella, potrebbe sorprendere giovani e vecchi. Anche questa volta, però, gli è andata male. Tra sole e pioggia i centauri della moto si sono dati aspra battaglia in quel mitico agone di Le Mans ( Francia). E' stata ancora una volta una sinfonia tricolore. Nella Moto3 con Celestino Vietti ( ora al terzo posto in classifica mondiale, 119 punti, contro i 135 di Arenas e i 129 di Ogura). La vittoria di Celestino è arrivata alla fine d'un 'combattimento' agonistico di rara intensità. Nella Moto Gp, trionfo del redivivo Petrucci, davanti al giovane Marquez e ad Espargaro. Il Dovi, quarto, con 102 punti mantiene il contatto con il vertice del Mondiale, con in testa Quartararo ( 115 punti) e Mir (105). Nella Moto2, infine, posticipata, Marini ( infortunato) non ha potuto difendere più di tanto la sua leadership ( 150 punti) dall'assalto di Lowes ( vincitore di tappa, e ora con 128 punti). Nel mondiale mountain bike prodigio di Eva Lechner, argento tra le donne; mentre Braidot, è arrivato quarto tra gli uomini, dominati dal francese Ferrand Prevost. Dell'esito ( scontato) del Gp Eifel di F1, come detto, non andremo oltre l'accenno. Ad Hamilton diciamo bravo ma anche protetto e fortunato. Protetto dalla longa manus ( non solo) del Toto, fortunato per non avere altri rivali che il suo ( fedele) scudiero Bottas. Non è troppo poco per fare confronti con i miti di questa disciplina? Dal rosso del Roland Garros è uscito vincitore ( per la 13a volta) il buon Nadal contro il buon Djoko. Tra le donne è spuntata la stella di Swiatek, 19 anni, polacca. Proseguono i campionati volley maschile e femminile , i più belli e prestigiosi al mondo. Infine, una nota per gli Azzurri del Mancio da Jesi. Belli da vedere ma ( quando conta) ancora poco prolifici. Lo 0-0 contro l'armata Lewandosky ci lascia in testa al girone di Nation League, ma non ci accalora più di tanto.

LA CRONACA DAL DIVANO. Weekend 10/11 ottobre. S’è dunque spenta la speranza di Sinner ( audace fino al limite contro il re della terra rossa) e della Trevisan. Avranno modo di rifarsi. Sinner conta appena 19 anni, e il debutto al Garros non è stato niente male. La Trevisan, 25 anni,  praticamente conta un ’buco‘ di circa un lustro durante il [...]

12 ottobre 2020 0 commenti

Non solo sport. Le speranze del tennis. Le beghe del calcio. Il Giro dei Giri. Premier, oggi sì domani no?

Non solo sport. Le speranze del tennis. Le beghe del calcio. Il Giro dei Giri. Premier, oggi sì domani no? S'è dunque spenta la speranza di Sinner ( audace fino al limite contro il re della terra rossa) e della Trevisan. Avranno modo di rifarsi. Sinner conta appena 19 anni, e il debutto al Garros non è stato niente male. La Trevisan, 25 anni, praticamente conta un 'buco' di circa un lustro durante il quale ( per ragioni varie) aveva perfino pensato di rinunciare al tennis. Nella bega Juve-Napoli non ci caliamo. Speriamo piuttosto che quegli sciagurati che danno per sconfitto il Coronavirus s'attengano ad un minimo di regole. Per non farlo di nuovo proliferare. Ovunque, soprattutto laddove sono meno forniti e preparati. Facile è immaginare che sarebbe una catastrofe. Coraggio, dunque, anche per quei superuomini alla Andrea Sperelli che d'attenersi alla pratica quotidiana manco vogliono sentire parlare. E comunque, anche questo fine settimana non è male. Tornano a rombare auto e moto. Prosegue sulle belle strade che risalgono dal Sud il Giro dei Giri. Con tante cadute, e ritiri, e con il Vincenzo alla vigilia dato per disperso e invece più vivo che mai. Delle auto, come già detto, non ci frega nulla, visto che di vedere massacrare la 'rossa' non ci coglie il gusto sadico. Ci tange invece la ripresa delle moto. Per vedere nelle categorie inferiori i nostri talenti crescere, e per sperare in un qualche colpo di scena da parte dei nostri vecchi, come il Dovi non ancora fuori dal titolo, e il maestro di Tavullia, che se si mette di traverso, con un pizzico di fortuna in più quand'è in sella, potrebbe ancora una volta sorprendere giovani e vecchi. I soldi sono meno. Ma l'attività sul mercato non è poi scesa più di tanto. Le nostre si sono ( tutte) rafforzate. La Signora, addirittura, ha esagerato, portandosi a casa quel Federico Chiesa che gli mancava in fascia. Continua ad incantare la Dea. E' tornato su dagli Inferi il Diavolo padre di quei Diavoletti che anche senza l'Ibra se la stanno cavando egregiamente. Aspettiamo un test plausibile. S'arrabatta la Beneamata, che ha ripreso in casa tutti i suoi figliol prodighi. Intanto non ci sfugge un'occhiata di Premier, la danarosa Premier, che vede Liverpool e Manchester, ovvero i più titolati, beccarsi sonore legnate. Vorremmo tanto capire com'è possibile che in quella Lega da un mese all'altro i dominatori diventino dominati, i ricchi diventino poveri, i corridori diventino slonzoni o luderi, che dir si voglia. Certo i nostri cari esterofili tanto raccolti in quel di Sky non proveranno ( di certo) a sforzarsi le meningi, come ( del resto) non hanno fatto quando si sono accorti che nell'ultima tornata di Coppe, tra le otto semifinaliste, di qua e di là, non figurava manco un'esponente di quel torneo ricco, sì, ma di spendaccioni e corridori che dopo tanto correre improvvisamente si siedono sul ciglio della strada.

LA CRONACA DAL DIVANO. Anticipi del weekend 10/11 ottobre. S’è dunque spenta la speranza di Sinner ( audace fino al limite contro il re della terra rossa) e della Trevisan. Avranno modo di rifarsi. Sinner conta appena 19 anni, e il debutto al Garros non è stato niente male. La [...]

7 ottobre 2020 0 commenti