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Non solo sport. Il Tour che parte dall’Italia. Per plaudire i Nostri e l’Europa. Calcio: ‘commissioni’ ?

Non solo sport. Il Tour che parte dall’Italia. Per plaudire i Nostri e l’Europa. Calcio: ‘commissioni’ ? Dal 1903 non era mai accaduto di condividere la gioia della grande partenza del Tour. Noi che, del ciclismo mondiale, solo e soltanto con i cugini francesi condividiamo l'onere e l' onore d'esserne l' Alma Mater, al cospetto di tale indiscrezione restiamo basiti. Infatti pare che nel 2024 i responsabili della Grande Boucle abbiano deciso di onorare i pedalatori azzurri, folti e forti come spighe di grano alla mietitura. E che i cugini, anche quando facevano finta d'altro, hanno evidentemente profondamente amato. Anche se non hanno potuto apprezzare come dovuto Binda, rifacendosi però con Bottecchia. Nel '38 avrebbero voluto affogare il Gino che, impavido, dieci anni dopo, esaurite le miserie d'una guerra fratricida, il Tour è tornato a vincere quando era già tempo di pensione. Si sa inoltre che sono rimasti rapiti dai voli del Grande airone che il Tour ha vinto due volte solo perchè lo ha corso tre in tutto. E( certamente) non dimenticano quel pirata smilzo, imprevedibile e maltrattato che ha dovuto battersi contro un tale che per sette anni ha disonorato una maglia che non sarebbe mai stata sua. Fatto è che il Tour del 2024 dovrebbe toccare ( soprattutto) Toscana, Emilia Romagna e Piemonte. Per un incontro unico, che oltre ad onorare l'Italia onora quell'Europa che, poco alla volta, nonostante vaticini raffazzonati e inconsulti, lasciando in vita epiche storie ed evidenti diversità, sta raccogliendo le migliori forze per dar corso ad una nuova grande nazione. Quanto prima. Con il peso della sua millenaria saggezza. Dentro scenari che offrono ( tanti) protagonisti pretenziosi, inadeguati, pericolosi. Le anticipazioni. Dal 26 luglio all'11 agosto a Parigi è tempo di Olimpiade. Il Tour si concluderà cinque giorni prima, quindi per non accavallare due eventi tanto importanti e giganteschi. La partenza del Tour sarebbe fissata in quel di Firenze ( Bartali e Nencini) per toccare poi Rimini, Cesenatico ( Pantani), Bologna, Modena, Piacenza e Pinerolo ( Coppi). Domenica 30 giugno, seconda tappa con il via da Cesenatico; lunedì 1 luglio, terza tappa ( Modena-Piacenza) con arrivo a Sestola; martedì 2 luglio, quarta tappa verso la Francia, con la Cuneo-Pinerolo per incoronare ( finalmente) quello che le grandi penne del ciclismo hanno cantato come il più grande ( e forte ) ciclista di tutti i tempi. Calcio. Scende ( finalmente) in campo la Fifa, che tra i bei addormentati del calcio è pari solo alla Uefa. La quaestio questa volta riguarda il ' caso commissioni' . Che sta svenando, legalmente, nella beata indifferenza dei più, le ( sempre più) mal ridotte società di calcio. Insomma, assicura la 'rosea', in futuro non dovremmo più assistere a casi come quello di Erling Haaland, giovin attaccante norvegese, acquistato dal solito spendaccione, ovvero il City dei signori del Golfo, che avrebbe versato 60 mln al Borussia D per la clausola recissoria e altri 40 mln per le commissioni andate ( in parte ) al procuratore ( agenzia Raiola) e ( in parte) al padre. Eppure il giovin Haaland non è stato il giocatore che ha portato più soldi al proprio agente. In capo alla lista c'è un tal Paul Podgba, attaccante francese, che nel 2012 passò a parametro zero dallo United alla Juve. Al procuratore ( agenzia Raiola) andarono allora 11 mln. Nel 2016, poi, Paul , fece il percorso inverso, e qui lo United versò 105 mln di cui 25 mln andarono all'agente che ne ricavò altri 10 direttamente dal club inglese. Una percentuale incredibile e che, se istituzionalizzata, o non regolamentata, metterebbe in ginocchio pure gli irriducibili hildago che reggono le sorti dei due Panda spagnoli. E qui sembra che, la cosa, ormai fatti uscire dalle loro stalle i buoi del Golfo, non possa essere più praticata. La Fifa dell'Infantino infatti dice basta ad un modus operandi accettato da ( quasi) tutti e ( di fatto ) diventato una diffusa, piacevole ( e inesplorata) consuetudine. Chi vivrà vedrà.

LA CRONACA DAL DIVANO.  ( dal 9  al 12  giugno 2022). Lukaku, Matic, Podgba: vuoi vedere che la Serie A sta tornado di moda? A porsi la domanda è l’arguta ‘ rosea’, che del cuore del calcio non si perde un battito.  Domanda gradita, anche se per noi del divano la Serie A [...]

9 giugno 2022 0 commenti

Non solo sport. La pioggia e il Max spengono la Rivazza. Ma è solo uno ‘sgarbo’ che già ‘grida’ vendetta.

Non solo sport. La pioggia e il Max spengono la Rivazza. Ma è solo uno ‘sgarbo’ che già  ‘grida’ vendetta. Ci volevano la pioggia e lo 'sfascia rosse' ( se Matteo Bobbi cerca troverà che in una partenza ne fece fuori addirittura due in un sol colpo) a profanare l'incredibile festa 'rossa' attorno alla magica pista di Imola. Anche se, dobbiamo ammettere, da quella volta ad oggi il tulipano dagli occhi di ghiaccio ne ha fatta di strada. Intanto ha abbattuto una tirannia ( quella del Toto e dei suoi sodali) che imperava sulle piste da ( circa) un decennio e che aveva ridotto alla servitù quella che macchina era ma che non è più visto che da molto tempo ha assunto il compito del Pegaso alato che consegnava i sogni degli uomini al padre degli dei; eppoi perchè, in effetti, in pista ci sa fare. Noi pensiamo molto di più e meglio di tanti suoi predecessori, l' ultimo compreso fasciato di titolo iridato. Quello che il ' poveraccio' non s'aspetta è la terribile nemesi che inevitabilmente gli pioverà addosso negli anni a venire, quella della 'rossa' che ammira i talenti degli uomini migliori ma solo di quelli che non ardiscono di volerla cacciare dall'Olimpo. E comunque, sotto la pioggia, la 'rossa' è andata a buca. Il giovane Sainz ( come Simon Pietro) per la terza volta l'ha rinnegata; il Carletto, invece, forse meno algido di quel che sembra, davanti a cotanto calore, senza simili al mondo, non ha saputo restare calmo al punto giusto per contenere al minimo i danni del giorno infausto. Anche così si vincono i mondiali. Donde la 'rossa' rimane in testa, anche se il fiato del tulipano s'è appressato non poco. Annuncio di concione, lotta, spettacolo. Quelli che credevano di riempire autodromi senza la 'rossa' avranno modo di piangere sul loro insano desiderio. Sì, perchè quel che ha accolto la 'rossa' alla Rivazza non è cosa nè comune nè facile a crearsi da un giorno all'altro. E' qualcosa che vien da lontano, anzi da remoto, che può creare il groppo quando ti sfiora con il suo ruggito. Non è andata bene manco per le moto, anche qui vessati dalla pioggia, lungo la fantasiosa pista di Portimao. Nella moto Gp è risorto il Fabio siculo francofono, con una sparata delle sue quando parte in prima e nessuno gli rompe le scatole; alle sue spalle l'ispirato Rins, e soprattutto un'Aprilia, quella di cui è padre putativo quell'Aleis che sta riscuotendo, dopo anni di bravo lavoro, il merito accumulato. Ha dato segni di rivalsa il Pecco; mentre il Marc continua ad insistere con il timore ormai più palese che inconscio di non finire una volta di più a casco capovolto. Nella Moto2 s'è salvato Vietti, ora con 90 punti contro i 56 di Ogura. Avremmo voluto festeggiare le 'regine' del Nord anche con la Liegi-Bastogne-Liegi, ma, obiettivamente, sarebbe stato troppo. Onore quindi alla nostre Longo Borghini ( Rubaix) e Cavalli ( Freccia vallona). Aspettiamo il Giro, sì, quello che condivide ( solo) con il Tour, la grande storia del ciclismo mondiale. Milano basket ritrova Datome per andare a fare l'impresa nella terza ( 1-1) di Eurolega a Istambul. Nel volley, il più bello che c'è in giro, altro non sono che spettacoli in serie tanto fra le ragazze quanto fra i ragazzi. Conegliano approda alla quinta finale scudetto, con una super Paoletta ( 36 punti) che speriamo si faccia passare la tentazione di andare ad eclissarsi da qualche altra parte. Altri successi azzurri sono segnalati, nella marcia con Stano ( Slovacchia), nel Sei Nazioni di rugby dove le ragazze hanno sperato la Scozia ( 20-13), nel karate 68kg donne, nella ginnastica ritmica dove le farfalle hanno volato più in alto di tutte a Baku, con la Raffaelli.

LA CRONACA DAL DIVANO. ( dal 11 al 26 aprile 2022). Ci volevano la pioggia e lo ‘sfascia rosse‘ ( se Matteo Bobbi cerca troverà che all’inizio in una partenza ne fece fuori addirittura due in un sol colpo) a profanare l’incredibile festa ‘rossa’ attorno alla magica pista di Imola. [...]

25 aprile 2022 0 commenti

Non solo sport. Putin attacca e i filo russi crescono. Nelle moto: riappare l’Aprilia, gran marchio italico.

Non solo sport. Putin attacca e i filo russi crescono. Nelle moto: riappare l’Aprilia, gran marchio italico. Solo enigmi ed orrori dalla parte est dell'Europa. Orban e Vicic tornano in cattedra, filo russi, entrambi, è ovvio, tanto per dire che in questo mondo, volenti o nolenti, la ragione sta dove meglio fa comodo. Come si faccia considerare agnello la Russia ( 17 mln kmq, 146 mln abitanti, pil 1.658 mld dollari ed esercito tra i più armati al Mondo) e lupo l'Ucraina ( 603 mila kmq, 44 mln abitanti, pil 131 mld ed esercito manco tra i primi dieci in Europa) non è dato da capire. Degli orrori (intanto) se ne parlerà a parte. Più avanti, con comodo, con metodo. Dallo sport le uniche nuove arrivano dal Master 1000 di tennis di Miami, con quel imberbe dell'Alca(t)raz vincente e già all'undicesimo gradino mondiale. In Campionato, la lotta si restringe tra Inter e Napoli più che tra Milan e Juve. Anche se alla gente interessa sempre meno. Per via di quei ( troppi) dirigenti e addetti ai lavori da operetta, di quei (tanti) sindaci e comitati del Menga, di quei ( costosi) impianti archeologici che ( annunci e rendering a parte) non si riesce a sostituire o ad ammodernare. Nel ciclismo, il Fiandre è stata aspra contesa limitata tra i due robot del momento, Van der Poel e Pogacar, con il primo primo ( più accorto in volata) del secondo. Nelle moto cogliamo invece qualche sorriso: nella Moto 3 Foggia ( in grande rimonta) si fa beffare all'ultima curva dal Garcia; nella Moto 2 Vietti semina tutti e tutto; mentre nella Moto Gp c'è stata la riapparizione, pressochè miracolosa dopo molti anni, d'un marchio storico del motociclismo italiano: l'Aprilia di Noale. L'aspra disputa nel Gp d'Argentina a Termas de Rio Hondo dell'Aprilia dell'Aleix Espargaro con la Ducati del Martin ci ha riportato ai vecchi tempi, dove per fare buone moto non occorrevano (solo) danari e computer ma ( soprattutto) passione e talento. Moto, comunque, sia chiaro, entrambe nostrane, ma affidate al manico di due campioni spagnoli. Nel frattempo deve essersi riaccesa la luce nel manico del Pecco. Al quale, forse, non farebbe male dialogare ( decisamente ) più con se stesso che con i media e i social.

 LA CRONACA DAL DIVANO. ( dal 4 aprile 2022). Solo enigmi ed orrori dalla parte est dell‘Europa. Orban e Vicic tornano in cattedra, entrambi filo russi,  ovvio, tanto per dire che in questo mondo, volenti o nolenti, la ragione sta dove meglio fa comodo. Come si faccia a considerare agnello [...]

4 aprile 2022 0 commenti

Non solo sport. Putin minaccia l’Italia. La ‘rossa’ se ne sbatte e torna in coppia sul trono mondiale di F1.

Non solo sport. Putin minaccia l’Italia. La ‘rossa’ se ne sbatte e torna in coppia sul trono mondiale di F1. Forse in troppi, come quel che fu il tiranno Toto, non hanno ancor capito che la 'rossa' non è più un' auto da un pezzo. Da quando ( si dice) gli dei, assegnandole quel che fu di un alato Ippogrifo, mandato all'uopo in pensione, le consentirono di consegnare direttamente a loro i sogni degli uomini. Che gli dei esaminano, disponendo trame. Come quella andata in scena sulla pista del Baharein sotto gli occhi del mondo ( non solo) motoristico. Così ben congegnata che a chi altri attribuirla se non agli eterni abitator d' Olimpia? All'ultima curva, le due 'rosse' avanti in parata, come nell' uso antico per i trionfatori; e dietro ( opportunamente ) le due frecce d'argento, quelle che come le sorelle di Cenerentola per otto anni nella casa dei motori anno fatto il buono e il cattivo tempo, ricondotte nella circostanza ad ancelle per cingere il capo dei vincitori con corone d'alloro. E non basta. Visto che poco oltre il feroce tulipano abbandonava mesto il suo bolide, con il suo compagno rigirato, lassù, all'ultima curva, senza ragione o segno premonitore. Non sarà megliio che anche il Toto non se ne faccia una ragione? Del resto non ha sentito il boato esploso in ogni parte del Pianeta, mentre a Maranello le campane delle chiese hanno preso a suonare a distesa come per la festa del Santo patrono? Un imprenditore romagnolo, delle nostre parti, qualche mese fa, si rivolse ad una concessionaria di Berlino per cambiare per necessità di lavoro la sua Audi con un' altra di pari prestazioni. Il rivenditore rispose: ' Siamo spiacenti, signore, ma l'auto dei suoi sogni è stata venduta'. Al che l'imprenditore ribattè : ' Dirà auto da lavoro, perchè per quella dei miei sogni sono diversamente orientato; è di colore rosso, se proprio lo vuol sapere, e che però lei non mi pare tenga nel suo salone'.Restando sulla terra, il prossimo Gp avrà luogo tra una settimana ( 27 marzo) a Jeddah ( Arabia Saudita), seguito il 10 aprile da Melbourne( Australia) e il 24 aprile da Imola ( Emilia Romagna). Se la 'rossa' manterrà le premesse le file per il Gp Emilia Romagna, a Nord, cominceranno da Chiasso e Tarvisio; a Sud, da Bari e Napoli. L'almanacco: Ferrari, Gp disputati 1031 ( vinti 240, pole 224: totale 464, circa la metà dei Gp disputati, costruttori 16) ; Mc Laren, Gp disputati 9o3 ( vinti 183, pole 156, costruttori 8); Willians, Gp disputati 783( vinti 114, pole 129, costruttori 9); Mercedes, Gp disputati 249 ( vinti 115, pole 127, costruttori 8); Red Bull, Gp disputati 325 ( vinti 75, pole 73, costruttori 4). La Ferrari non vince il titolo piloti dal 2007 ( Raikkonen). La prima 'rossa' con scudetto giallo e cavallino nero rampante, prodotta nel 1943, era siglata 125 S. Fece la prima gara l'11 maggio 1947. Si ritirò per un'avaria della pompa di alimentazione; che il Drake ( con profetica lungimiranza) definì ' un insuccesso promettente'. Chi è chiamato a guidare la 'rossa' entra in una galleria unica al mondo dove tutti, vincitori e non, vengono ricambiati da ' imperitura memoria'. Gli attuali piloti sono Charles Leclerc, 24 anni, monegasco, e Carlos Sainz Jr, 27 anni, spagnolo figlio d'arte. Altre di sport. Tre italiani al vertice nelle tre categorie mondiali di moto, dove preoccupano le continue cadute di Marc Marquez. Milano-Sanremo, la corsa più bella, va allo sloveno Mohoric. Nella ritmica di ginnastica, ad Atene, la 18enne Sofia Raffaeli è diventata la prima azzurra ad imporsi nel concorso generale di una tappa di Coppa del Mondo. Nel gigante donne di Coppa del Mondo di sci doppietta tricolore, con la Bassino prima. Nello slalom parallelo di snowboard Edwin Coratti, 30 anni, si è imposto a Berchsgaden ( Germ.). Incredibile vittoria nel rugby dei nostri sul Galles ( 21 a 22), dopo 36 sconfitte. Nei mondiali indoor di atletica a Belgrado, Marcel Jacobs batte gli imbattibili americani nel 60 m con il tempo di 6''41, record italiano. Tamberi, invece, nell'alto, arriva terzo.

 LA CRONACA DAL DIVANO. ( dal   21 marzo 2022). Putin, non sapendo con quali santi imprecare per via di una ‘operazione militare’ che più anacronistica e insensata non si poteva fare, se la prende anche con l’Italia. Giusto non sottovalutarlo, ma non troppo perchè per squinternato che sia se ci tiene alle cupole del Cremlino [...]

21 marzo 2022 0 commenti

Non solo sport. F1: lo fa volare contro un muro e i suoi fan festa. Brucia il fuoco d’Olimpia nel Sol Levante.

Non solo sport. F1: lo fa volare contro un muro e i suoi  fan festa. Brucia il fuoco d’Olimpia nel Sol Levante. Numerosi atleti ( nostri e non) hanno iniziato il loro viaggio verso il Sol Levante. Tra quelli già arrivati, si segnalano ( al momento) una cinquantina di colpiti da Covid. Per noi un numero incredibile, visti il tempo, le informazioni, le precauzioni , che ciascuna nazione avrebbe dovuto mettere in atto. A Tokio, infatti, già si sono levate proteste, anche perchè non tutti erano favorevoli ad accogliere questa anomale Olimpiade. Che, nelle prospettive, per quel che ci riguarda, dovrebbe risultare buona se non eccezionale. Portiamo in gara quasi 4oo atleti, selezionati ( praticamente) in tutte le discipline, e con ampio margine per ben figurare, perfino per le medaglie (anche ) dorate. Non c'è voluto molto, domenica 18, alla partenza del Gp d'Inghilterra, per capire donde stanno il buono e il cattivo. Con tocco d'arte ( poi amabilmente sanzionato) il Lewis s'è quanto prima disfatto del suo antagonista, il giovane sfrontato tulipano, noto come ex sfascia 'rosse', che del pluricampione mondiale ( e del suo mentore Toto) se ne fa un baffo. Infatti ( mentre il tulipano a 300 km ora andava a scoprire il suo destino contro un muro di protezione) doloroso ed eloquente è stato il 'boato' esploso sulle tribune colorate da Union Jack. Nessuno che si preoccupasse della sorte dell'antagonista, uscito acciaccato ma salvo, dal brutale impatto. E così, alla fine, negli attimi dedicati ai festeggiamenti, per un pilota sanzionato, sì, certo, ma amabilmente, e che con furiosa rincorsa è stato in grado di recuperare sulla ' rossa' del Leclerc, superandolo al penultimo giro, ( praticamente) a pochi chilometri da una vittoria che avrebbe ( giustamente) premiato il 'miglior' pilota di giornata. Siamo proprio sicuri che di una F1 di tal fatta non si possa fare a meno?

LA CRONACA DAL DIVANO. ( dal 18  luglio al 25 luglio 2021 ). Si stanno ritrovando le squadre per il prossimo campionato che inizierà a fine agosto. L‘Inter dell’Inzaghino ha rimontato con il Lugano ( 2-2) vincendo poi ai rigori. Mentre il Milan, vittorioso con la Pro Sesto ( 6-0)  non fa che fare acquisti, [...]

20 luglio 2021 0 commenti

Non solo sport. La Compagnia del Mancio campione d’Europa. Matteo, sai che hai vinto anche perdendo?

Non solo sport. La Compagnia del Mancio campione d’Europa. Matteo, sai che hai vinto anche perdendo? Nella festa che ha celebrato l'Italia campione d'Europa di calcio, c'erano tutti. A cominciare da quelle migliaia di morti deposti dentro camion militari avviati mestamente verso i luoghi di sepoltura. Ma c'erano anche quegli altri milioni di concittadini che, in angolo di Paese, con poche distinzioni, hanno cercato di reagire al morbo, con sofferenza, qualcuno riuscendo qualche altro no, e comunque cautelizzandolo col sorriso e il canto. E c'erano anche altri, d'ogni classe e genere, compresa quella folla infinita di miscredenti che continua a non credere nel Paese loro. E che dileggiano quando gli si parla di quell'Araba Fenice che da molto tempo deve avere spostato il suo nido in qualche sconosciuto anfratto del Belpaese. Pronto a rinascere, quando men se lo aspetta, meravigliando, sulle proprie ceneri. Sul calcio, ad esempio, che quivi è metafora di vita, questi ultimi ci davano per andati, dispersi, ormai ai margini del movimento. Per costoro avremmo dovuto tornar in blocco sui banchi di scuola ad apprendere dall'uno o dall'altro. Noi, che sulle nostre maglie, teniamo tanti di quei santi signacoli come nessun altro vanta. Noi. E però bastato un veggente capitano di ventura, certo Mancio da Jesi, a riportare il pendolo della storia al suo posto, dopo avere radunato una Compagnia di ventura non offerta al soldo di questo o quell'altro, come quei ( famigerati) professionisti mercenari, ma solo ed esclusivamente al servizio della Patria loro. Molti, infatti, in questi ultimi due o tre anni, si sono scervellati per comprendere qual razza d'armata avesse messo in campo quell' ex talentuoso giocatore che poca fortuna aveva avuto con le nazionali del suo Paese. Gliene hanno propinate di tutti i colori. La più parte senza capirlo. Ovvio. Tanto che quando parlava di vincere pensavano celiasse. Invece tanto detto tanto fatto, fornendoci ( tra l'altro ) un modello sportivo ed umano antico e nuovo insieme che riscopre valori quali la famiglia o il gruppo, disposto a ragionar col cuore, come in piccolo borgo o anonimo quartiere, e sempre pronto a reagire, e se del caso soffrire, pur di raggiungere un risultato che non è una coppa, o un assegno in banca, ma l'affermazione di una identità con i suoi valori più riposti e cari. E se volessimo alzare lo sguardo, una volta tanto, potremmo vedere che oltre al nostro Paese, ce ne sono tanti altri, pronti a dar vita ad una nuova grande nazione. Per realizzarla fra dieci, venti, trent'anni: chissà? Ma che dell'Italia ha, o avrebbe, per completarsi, inderogabile necessità come 'magister vitae' insegna. Qualche spunto dalla cronaca. Wembley potendo contenere 65 mila posti, era stato riservato ( democraticamente) per 55 mila ad inglesi e per 10 mila ad italiani. Parte del pubblico inglese ha fischiato l'inno di Mameli. Fuor dai cancelli c'è stato ( anche) qualche incidente, dove ( sportivamente) gli italiani non sono stati risparmiati. Non sapendo che tutto questo sull'animo di una Compagnia di ventura poco incide, anzi, sollecita l'orgoglio a compiere più ardita impresa. L'incontro è finito ai rigori come quello tra Italia e Spagna. Anche qui, inizialmente, tutto sembrava facile per i sudditi di Sua Maestà, che però ancora una volta non facevano i conti con l'oste, questa volta incarnato da ometti azzurri che tutto fanno fuorchè demordere. Alla fine è stato un plebiscito per il Gigio in porta, acclamato dalla Uefa quale miglior giocatore del torneo. Qualche giocatore inglese s'è tolto dal petto l'argento consegnato dalle autorità, segno che forse non sia stata la perfida Albione ad inventare il gioco del calcio. Infatti, si sa, che i legionari romani, duemila anni prima, lo usavano come passatempo, prendendo a calci una tonda od ovale vescica d'animale appositamente sigillata e gonfiata. Nella storica domenica un altro italiano è salito agli onori della cronaca, tal Matteo Berrettini, 25 anni, primo azzurro giunto in finale a Wimbledon. Davanti a lui il formidabile Nole, 0 Djoko, figlio di Serbia, figlio d'Europa, primo al mondo nel suo sport. Matteo ha fatto quanto poteva: dopo aver vinto il primo set, s'è battuto con onore contro un avversario che già è storia e leggenda di questa disciplina. In pratica ha fatto vedere che un italiano parto di questa nuova Italia sa vincere ma anche perdere. Senza schiamazzi, senza medaglie strappate, senza piagnistei. Ma solo con una naturale esultanza e un sorriso come esemplificato dal nostro grande Presidente. Maestà, non è che sia arrivata l'ora, per evitarLe ulteriori figuracce, di dire ai suoi di rivedere tanti inutili, ridicoli e anacronistici pregiudizi?

LA CRONACA DAL DIVANO. ( dal 10  luglio al 12 luglio 2021 ). Nella festa che ha celebrato l‘Italia campione d’Europa di calcio, c’erano tutti. A cominciare da quelle migliaia di morti deposti dentro camion militari avviati mestamente  verso i luoghi di sepoltura. Ma c’erano anche quegli altri  milioni di [...]

12 luglio 2021 0 commenti

Non solo sport. L’Italia del Mancio pronta per stupire? L’Italia di Mattarella/Draghi per ripartire?

Non solo sport. L’Italia del Mancio pronta per stupire? L’Italia di Mattarella/Draghi per ripartire? Cambiano gli addendi ma la somma resta uguale. E' , questo, un miracolo calcistico-agonistico- matematico dovuto a quel Mancio da Jesi che, tra lo stupore continentale, ha forgiato una compagnia della pelota ( non basca) senza altri precedenti nella sia pur millenaria storia del Belpaese. Una Compagnia che meglio di quella dell' Ettore Fieramosca, allegra e sfrontata, sbaraglia i nemici senza subire colpi. E', questa, una ' macchina da guerra' balda ed entusiasmante che sta tornando ad ammaliare d'azzurro un Popolo duramente colpito da una terribile pandemia venuta da lontano e ( per molti versi) ancora ignota. Anche in Oltralpe e in Oltremanica si stanno interrogando. Tanto più che l'Italietta del pallone ( estromessa qualche anno fa dal Mondiale) era ormai data ai margini delle grandi nazionali europee. Il solito errore da miscredenti, che alla favola nulla più concedono. Come nel caso di quell'Araba Fenice che proprio lungo una di quelle meravigliose coste ( da tempo immemore ) deve avere trasferito il suo nido. Quello dell' uccello che rinascendo dalle sue ceneri torna in volo fin sulle vette ad altri proibite. E comunque sia, la Compagnia del Mancio va. E bene. Superato in bellezza ( tre vittorie, nessun gol subito ) il suo girone conosce ora la sua rivale degli ottavi. Quella degli eredi del buon Cecco Beppe al quale, più o meno un secolo fa, un' Italia appena ritrovata, contribuì ( più d'altri) a scalarlo dal proscenio mondiale. Un'avversaria che, storia a parte, andrà ad affrontare senza ambasce nè calcoli più di tanto, visto che mostra di saper contare sulle proprie forze e non sulle disgrazie ( o debolezze) altrui. Al momento, le 'presunte favorite' non sembrano brillare più di tanto. Ma questo vorrebbe dire poco. Infatti non è la prima volta che una squadra partita in un torneo a balzelloni s'è ritrovata poi a suonare la grancassa alla fin della tenzone. Del resto ( si sa) che l'obiettivo vero della Compagnia del Mancio non è il pur prestigioso Europeo ma quella pentastella ( da tempo in attesa) da incollare su una maglietta azzurra per l'eternità. Quel che è certo è che il fuoco nemico sugli attuali campi da battaglia va forgiando al meglio una truppa giovane, ardita e talentuosa. D'un talento che i soliti acidi e stolti pasqualotti non accreditano mai e che, invece, ad ogni risorgenza del mitico uccello , torna a sgorgare più lustro ed inarrestabile che pria. Per portarci dove? Una quinta volta sulla vetta del mondo (sportivo)? Al veditore d'almanacchi svelare il futuro non garba. Anche perchè cos'altro c'è di più stimolante dell'andare a scoprirlo ( tutti) insieme, a tempo debito, con quel gran capitano di ventura che si sta rivelando il Mancio da Jesi ? La ( sempre più) brava Von Leyen è tornata a Roma per consegnare la pagella che certifica la promozione dell'Italia di Mattarella e di Draghi. Un'Italia sulla quale, per la prima volta, rompendo pregiudizi e diffidenze ormai insostenibili, l'Europa ha deciso di investire. Qual perno ( fondamentale) d'un continente che, lemme lemme, si va unendo. Per rispondere ( finalmente) da par suo ad altri continenti che si stanno ( velocemente) spartendo le ( ghiotte) torte del Pianeta.

LA CRONACA DAL DIVANO. ( dal 21 luglio 2021).Cambiano gli addendi ma la somma resta uguale. E’ , questo, un  miracolo calcistico-agonistico- matematico dovuto  a quel  Mancio da Jesi che,  tra lo stupore continentale,  ha forgiato una compagnia della pelota (  non basca) senza  altri precedenti nella sia pur millenaria storia [...]

22 giugno 2021 0 commenti

Non solo sport. Vai Mancio, ce la possiamo fare! Auto e moto, poca gloria. Pro Recco, è Champions.

Non solo sport. Vai Mancio, ce la possiamo fare! Auto e moto, poca gloria. Pro Recco, è Champions. E mentre le nostre squadre di calcio vengono date per reperti archeologici, i nostri tecnici sono contesi in Europa. Curiosa contraddizione. Forse perchè da noi si crede che passeggiano, mentre altrove li costringono a volare? E comunque il buon De Zerbi si trasferisce in Ucraina, allo Shanthar, forse per surgelarsi per un paio d'anni risolti i quali poter tornare ( conservato e algido ) in quel Paesi dove il 'sì' è musica. Il sor Carletto, invece, s'è affrettato a lasciare l'Everton per il Real, a sentire lui ' casa sua', forse scordando che qualche anno fa dopo aver alzato la Decima è stato rispedito a alla casa altra ( quella vera) senza manco uno straccio di preavviso e grazia . Stando alle ultime ( sue) prestazioni, sarà bene che il sor Carletto si dia una mossa se non vuol incorrere in un altro sfratto ancor prima d'avere mangiato una gustosa fetta di panettone.Continua a dar spettacolo la nazionale azzurra del Mancio da Jesi, gran capitano d'avventura al punto da avere in mano l'occasione di poter oscurare famosi predecessori. I suoi ragazzi fanno squadra, non incassano gol ma segnano. L'ultima vittima è stata ( in amichevole) quella Cechia che all'Europeo è inserita in un girone di ferro. Comunque meglio non dar troppo credito alle cifre fin qui accumulate: 27 match di fila da imbattuti, 22 vittorie e 5 pareggi, con 79 gol in 32 partite disputate. Sono rientrati dai trionfi di Champions Jorgino ed Emerson, potrebbe recuperare Verratti. Venerdì, ore 21, ci aspetta la Turchia, ostica quanto basta, soprattutto alla prima, in quell'Olimpico colorato d'azzurro, che potrà ospitare anche qualche migliaio di spettatori.C'è stato qua e là anche un fine settimana da urlo. Hanno rombato le moto ( Barcellona, Cataluna) e le auto ( Baku, Azerbijan). Con spettacolo assicurato nelle moto, quasi assicurato nelle auto. Dove, finalmente, qualcuno s'è deciso a mettere il naso sui maneggi del Toto, che per far luogo alle sue ' frecce' non s'è fatto ( mai) scrupolo di annientarle. Vedi la 'rossa', ridotta ( in un modo e nell'altro) a comprimaria in una manifestazione dove, Toto o non Toto, 'frecce' o ' non frecce' , resta il mito da celebrare. Su questi eventi, chi li segue dal divano avrebbe tante domande da porre. Al maestro di Tavullia, ad esempio, che imperterrito continua a ripetere 'capitomboli' incomprensibili. E anche al gran Marquez che dopo la caduta e i vari interventi al braccio non sembra essere più in grado di 'domare' fin al limite estremo il suo mezzo. In un contesto davvero competitivo, popolato da talenti ( Quartararo, Pecco, Martin ...) già in grado di non far rimpiangere quanti li hanno preceduti. La seduta cataluna non ci ha detto bene in tutte le categorie. Nella Moto Gp ci consolano le due Ducati dietro alla Ktm dell'Olivera. E anche il passaggio a Baku poco ha dato. Se non quella gran confusione in cui sono andati a picco i due rivali, rimasti a bocca asciutta. La 'rossa' è partita in pole, ma durante il tragitto sì è fatta asfaltare più d'una volta. Peccato, alla prossima. Gran successo della Pro Recco, alla nona Champions di pallanuoto. Davanti agli ungheresi e ai bresciani.

LA CRONACA DA DIVANO.  ( dal 3 al 6  giugno  2021). E mentre le nostre squadre di calcio vengono date per reperti archeologici, i nostri tecnici sono contesi in Europa. Curiosa contraddizione. Forse perchè da noi si crede che passeggiano, mentre altrove li costringono a volare? E comunque il buon De Zerbi si trasferisce  [...]

7 giugno 2021 0 commenti

Non solo sport. Nuoto: pioggia di medaglie agli Europei. Coppa per la Signora. L’ora della Global Britain!

Non solo sport. Nuoto: pioggia di medaglie agli Europei. Coppa per la Signora. L’ora della Global Britain! Pioggia di medaglie agli europei di nuoto, con vista Tokio. Alla Signora la sesta Coppa Italia. La F1 torna a rombare nel Principato. Nel frattempo il governo britannico ha pubblicato la prima 'Integrated Rewiew of Security, Defense, Developement and Foreign Policy' intitolata ' Global Britain in a Compettive Age'. Leggerla, anche per quei sommi capi che abbiamo rintracciato su una nostra nostra rivista di settore, sembra volare indietro ( almeno) di un secolo o due. Agli esordi della potenza marinara britannica sui mari del Pianeta. Si stenta a prenderla sul serio. Eppure lo scarmigliato premier Johnson s'è affrettato ad indicarla quale ' nuovo inizio nelle relazioni del Regno Unito con il resto del Mondo'. Dando una vera e propria 'tirata' alla politica estera e di difesa di Londra 'ferma' ai tempi della Guerra fredda. E che va cercando lo scarmigliato d'Albione? Intanto, intende orientare la politica estera e difesa verso l'area Asia-Pacifico, in risposta alle mire cinesi, definita la ' più grande minaccia statale alla sicurezza economica del Regno Unito'. Infatti la nuovissima portaerei Queen Elisabeth sarà dispiegata in Regione. Eppoi, per quel che concerne la riesumata potenza russa, meglio prenderla con le molle, visto che ( al momento) rappresenta la 'minaccia diretta più acuta'. Rafforzando la resilienza dei paesi dell'Europa orientale, come l'Ucraina. Per cogliere tutto questo, ovvio, che verranno investite sterline a josa, anche per non disperdere l'attuale ' vantaggio strategico', e sfruttare al massimo la ' base scientifica britannica per ' scoraggiare minacce in tutti i domini'. In breve: utilizzare la scienza e la tecnologia per accrescere la prosperità del Regno Unito e incrementare il ' vantaggio strategico' sugli avversari. Che sono diversi, non solo simmetrici. Ad esempio, non vanno sottovalutate le minacce terroristiche che potrebbero giungere perfino ad impiegare armi CBRN. Infatti i timori dei britannici sono aumentati davanti ad una pandemia di cui si conosce ( ancora) poco sulla genesi e le modalità di diffusione. Ecco, allora l'annuncio relativo all'aumento del 40% del numero massimo di testate nucleari ( da 180 a 225) da sbandierare quale ( possibile) deterrente. Da non utilizzare, si spera, ma solo come deterrente. Finora il Regno Unito era impegnato a ' contenere le minacce portate con armi di distruzione di massa', oggi, alla luce dei mutamenti, non più controllabile. Mutamenti, soprattutto, tecnologici, non ( bene) indicati ma ( molto probabilmente) riferiti ' all'ambito dello spazio, del dominio cibernetico e dell'intelligenza artificiale'. Dove possa trovare i soldi, tanti soldi, per un sogno globale di cui vorrebbe farsi interprete, in un periodo di magra come questo, forse, manco lo scarmigliato lo sa. Si può sospettare che il tutto sia alimentato da una certa ansia dovuta al senso di isolamento a cui è stato condotto il Paese con la Brexit. Non potendo più contare sul resto dell'Europa ( e neppure più di tanto sugli Usa) lo scarmigliato cerca di reiventarsi una sua ' massa critica' nei confronti degli attuali giganti del Pianeta. Come ai bei tempi. Quando la bandiera della Regina garriva ovunque. Ma nessuno ha detto allo scarmigliato che i bei tempi son volati via da un bel po'?

LA CRONACA DAL DIVANO. ( dal 18 al 24 maggio 2021). E mentre un alpino da  pari suo ha messo in riga un po’ tutti sul reperimento e  sulla somministrazione dei vaccini, con le attività che stanno ( con juicio) riaprendo, si può tornare a respirare aria fresca ( sempre [...]

21 maggio 2021 0 commenti

Non solo sport. Calcio: fine di una dittatura? Moto: doppietta Ducati. Atletica: 5 su 5 staffette a Tokio.

Non solo sport. Calcio: fine di una dittatura? Moto: doppietta Ducati. Atletica: 5 su 5 staffette a Tokio. Avevamo avvertito nell'aria dolci note di musica azzurra, e non ci siamo sbagliati. A partire dalle imprese riportate nelle moto, in quel di Herez ( Spagna), dove nelle tre categorie abbiamo piazzato: Moto 3, Fenati e Migno dietro Acosta ( leader del Mondiale) ; Moto 2: doppietta al primo e secondo posto con Dg e Bez ( Lowes , 66 punti, guida il Mondiale su Bez 56 e Dg 52); Moto Gp, Miller ( Ducati) davanti a Pecco ( Ducati) e Morbido. Il Pecco sale in vetta al Mondiale di categoria con 66 punti, scavalcando Quartararo 61 e Vinales 50. Poco da dire sulle auto, con la solita Mercedes davanti a tutti. Il buon Lewis dice che vorrà esserci anche nel 2022. Fossimo in lui non metteremmo limiti alla partecipazione visto che con la concorrenza che si ritrova potrebbe andare avanti anche fino a cinquant'anni. Il problema semmai è quello della ripartizione dei meriti per un titolo che, macchina a parte, sembra figlio e nipote di quel Toto, gran regista dai capelli bruni, esultante (sempre) nel suo camice bianco, che attorno gli ha creato un vuoto ( sempre più ) assordante. Altra musica celestiale ci è piovuta dal volley con le ragazze del Conegliano ( nuove ) signore di Champions. Non altrettanto fortunato è stato Trento al maschile, costretto per la seconda volta di seguito in finale Champions alla piazza d'onore. Peccato, perchè fosse riuscito anche Trento nell'impresa, avremmo posto un sigillo ( definitivo) su chi è ( attualmente) il vertice mondiale del movimento. E dalla risorta atletica leggera, che ha spedito 5 staffette su 5 all'Olimpiade: 4x400 D, 4x400 U, 4x100 D ( oro) , 4x100 U, 4x400 mista ( oro). Sinceramente, non ricordiamo da quando non risuonassero più ( cotante ) simil notizie sulla regina dei Giochi. Nel basket, Armani Milano è stata costretta alla quinta partita dagli irriducibili tedesconi del Bayern, da disputarsi sotto gli occhi amorevoli della Madonnina. Gli spilungoni se non si lasciano prendere dall'ansia, possono ( benissimo) volare alle Final Four di Colonia. Gli Internazionali d'Italia di tennis , invece,( a breve ) apriranno ma con il pubblico ridotto causa della pandemia ( 25% , dagli ottavi). Con i vecchietti e i rampolli che abbiamo ( anche qui) dovremmo ( più che) divertirci. La gran pagina della settimana va però riservata ( questa volta) alla Beneamata che, rompendo un digiuno durato (oltre) un decennio, e abbattendo una dittatura lunga ( più o meno) altrettanto, s'è cucita sul petto quel 19° scudetto tra i più ambiti al Mondo. Tanto ' beneamata' da uscire dai gangheri, a cominciare da quella festa in centro a Milano che , in tempo di restrizioni e contagi, farà tremare i polsi a quanti quelle restrizioni e quei contagi vorrebbero eliminare dal Belpaese. In questa, ovvio, il più celebrato è quel Conte Dracula che, con la sua chioma bruna e fluente, da antico e provetto alchimista, sembra avere trovato la pietra filosofale onde trasformar ogni metallo ( calcistico) che tocca in oro. Marotta, che tra quelli che stanno dietro le quinte ha un certo peso, già pensa alla seconda stella, traguardo finora superato da quella Signora che ( dopo anni di dittatura) dovrà gioco forza rifondarsi. Il tutto davanti agli occhi increduli del presidente Zhang. Strepitosa è la lotta per i tre posti Champions. In gara stanno in molti: Atalanta, costretta al pari dal Sassuolo del buon De Zerbi pronto ad andarsi a surgelare nella steppa; Juve, tenuta a galla da quel fenomeno di portoghese; Milan, ansioso di scoprire se quella sbandierata miracolosa divinità dell'Ibra sia più una panacea che altro; Lazio, di quell'Inzaghino un poco piangina e ancor imberbe per l'Europa , ma già capace di mostrare ( alterno) buon calcio in quel che ( nel rispetto altrui ) resta per noi il campionato pelotistico internazionale di riferimento.

LA CRONACA DAL DIVANO. ( dal 30 aprile  3 maggio). Avevamo   avvertito nell’aria celestiali note di musica azzurra, non ci siamo sbagliati. A partire dalle imprese  riportate nelle  moto, in quel di  Herez ( Spagna), dove nelle tre categorie abbiamo piazzato: Moto 3, Fenati e Migno  dietro Acosta ( leader del Mondiale) ; [...]

3 maggio 2021 0 commenti