Forlì. Il baccalà, tra tradizione storia e solidarietà. Venerdì 16 febbraio, ore 20,30, presso la cittadella Cavarei.

Forlì. Il baccalà, tra tradizione storia e solidarietà. Venerdì 16 febbraio, ore 20,30, presso la cittadella Cavarei. E' stato il nobiluomo veneziano Pietro Querini, che 1432 naufragando nelle fredde acque del nord della Norvegia ebbe la possibilità di conoscere gli abitanti delle isole Lofoten, descrivendo la pesca e la lavorazione di stoccafisso e baccalà. A metà del XVI secolo dopo le ristabilite regole del concilio di Trento, la repubblica della Serenissima diede avvio al commercio di questo prodotto, poiché esportava spezie al nord, di ritorno le sue navi importavano stoccafissi. Il Veneto divenne la patria del baccalà. Dietro alla parola Baccalà c’è un mondo che noi neanche immaginiamo, confraternite, rituali di preparazione, tradizioni, ricette, e sarà un profondo conoscitore della storia della cucina veneta come Galdino Zara a guidare in questo viaggio. Galdino é un cuoco, rispettoso di tradizioni, stagioni e materie prime. Il ricavato della serata sarà devoluto a Cavarei, la cittadella del buon vivere, che opera nel territorio forlivese, gestisce servizi educativi e produttivi offrendo opportunità occupazionali e di inserimento lavorativo a persone disabili e svantaggiate di Forlì, che ospiterà l'iniziativa nei suoi locali.

FORLI’. Fu il nobiluomo veneziano Pietro Querini, che 1432 naufragando nelle fredde acque del nord della Norvegia, ebbe la possibilità di conoscere gli abitanti delle isole Lofoten, descrivendo la pesca e la lavorazione di stoccafisso e baccalà. A metà del XVI secolo dopo le ristabilite regole del concilio di Trento, [...]