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Ravenna. Speciale ‘Martedì Romagna’ con Francesco Serantini. Storie e leggende del tempo che fu.

Ravenna. Speciale ‘Martedì Romagna’ con Francesco Serantini. Storie e leggende del tempo che fu. Si tratta di un tributo, a quarant’anni dalla morte, a uno dei più rilevanti scrittori di Romagna, nel segno di un’amicizia intensa e fondata sull’amore per la letteratura, quella tra Serantini e Walter Della Monica. Nel volume si presenta una raccolta di elzeviri racconti. Francesco Serantini è stato l'autentico, anche se occasionale, scrittore che, come nessuno con tanta forza e verismo poetici, ha raccontato la Romagna minima fra Ottocento e Novecento. La critica ha tutto il tempo di verificare non tanto la validità, ma la tenuta della sua opera, iniziata a sessant'anni, quando stava per concludere la sua lunga attività professionale di avvocato. Ma per ora si può tranquillamente affermare che Serantini fu il vero e unico grande interprete della Romagna, impareggiabilmente capace di fermare sulla pagina ciò che oggi è già storia, è già leggenda. Passano nelle sue pagine guerre e battaglie ferocemente combattute, avventure di sangue, fatti e misfatti amorosi, vicende di briganti e di fame, di valli e di langhe distese: luoghi dove si sfiancava e fioriva la vita di una umanità ignota e ignorata, di personaggi che solo Serantini ha saputo far rivivere in una colorita e viva presenza, altrimenti dimenticata e senza storia.

RAVENNA. Al Centro relazioni culturali, in occasione dello Speciale martedì Romagna,  martedì 15 maggio, alle 18, Roberto Casalini e Walter Della Monica presenteranno la raccolta degli scritti di Francesco Serantini, Storie e leggende della vecchia Romagna ( ed. Il ponte vecchio). Si tratta di un tributo, a quarant’anni dalla morte, a uno [...]

14 maggio 2018 0 commenti

Valmarecchia. La leggenda ‘nera’ di Martino Manzi detto ‘Martignon’, di anni 37, assassino e latitante.

Valmarecchia. La leggenda ‘nera’ di Martino Manzi detto ‘Martignon’, di anni 37, assassino e latitante. Il fuorilegge Martino non morì subito, anzi, pur ferito gravemente in più parti, ebbe tempo e modo di ‘accogliere’ con una smorfia di dolore mista a sarcasmo i carabinieri che, avvisati da ignoti, lo raccolsero morente sul ciglio della strada alle prime luci dell’alba per trasportarlo, in rigoroso incognito onde evitare la Perticara ‘dove non erano da escludere situazioni difficili’, dapprima alla Serra Masini e, poi, una volta spirato, presso il ponte delle Avellane verso il Bornotto, precisamente nella chiesa della Perticara. Cosìcchè lui, Martino Manzi detto ‘Martignon’, di anni 37, assassino e latitante, dopo gli accertamenti di legge potè essere seppellito ‘ in un angolo ( esterno, mai individuato) del vecchio cimitero, nei pressi dell’edificio sacro’. Anticipare la versione più diffusa sulla sua morte in questo modo, ridimensiona forse l’idea di cosa abbia realmente rappresentato nella vallata, ai suoi tempi, un personaggio come ‘Martignon’. Infatti c'è tant'altro da scoprire su di lui...

(  personaggi della Valmarecchia) . Secondo una versione molto diffusa furono otto suoi ‘camerati’ a ‘farlo fuori’, in una umida e buia notte tra il 18 e il 19 novembre 1872, sulla strada sterrata che dalla Serra di Tornano conduceva a Pedimonte e, di qui, abbastanza rapidamente, alla Perticara. Il fuorilegge [...]

23 agosto 2017 0 commenti