Non solo sport. Auto/Moto: rosse dall’ alba al tramonto. Con il ‘Pegaso’ di Maranello e il ‘prodigio’ di Borgo.

Non solo sport. Auto/Moto: rosse dall’ alba al tramonto. Con il ‘Pegaso’ di Maranello e il ‘prodigio’ di Borgo. Adesso per il mondo è il' Cavallino rampante', ma un tempo era 'Pegaso' , il ( famoso) 'cavallo alato', animale selvaggio e libero che veniva utilizzato da Zeus per trasportare le folgori fin sull'Olimpo e che, una volta esaurito il suo compito, svaniva in una nube di stelle scintillanti per formare una costellazione. E comunque sia, oggi, il ' Cavallino rampante' al posto delle folgori si è messo a consegnare i sogni degli uomini direttamente al padre degli dei. Come deve aver fatto con il sogno dell'imberbe talento nato nel piccolo feudo genovese dei Grimaldi e che fin dalla più tenera età sognava di diventare il più forte pilota d'auto da corsa del mondo. Una sogno altrimenti impossibile, anche perchè nello stesso tempo il mondo era stato occupato da ( terribili) tiranni con tanto di ( potenti) sodali che alla concorrenza concedevano appena il respiro. Eppure, è bastato affidare il sogno a quel 'Cavallino rampante' che di un'auto ' rossa' è l'emblema, per cacciar tiranni e sodali e portarlo sul più alto gradino del podio. Tra gli applausi perfino degli avversari Orange che in Australia s'erano dati appuntamento per sostenere il loro ( ammirevole ) campione, questa volta però finito a lato della pista, fumante, triste. Tra applausi e brividi. Gli applausi per il Carletto, leale avversario diventato campione. I brividi per la ' rossa' che auto non è più, ma solo erede di quel Pegaso cavallo alato che consegna ( solo) sogni. Il prossimo Gp è previsto ( tra due settimane) a Imola. Per i fortunati però che potranno accedervi, visto che si annunciano code, a sud, dallo stretto di Messina, a nord, da tutti valichi alpini. Cogliamo qui l'occasione per chiedere venia a quel genio del Mattia, al quale qualche tempo fa avevamo consigliato di dedicarsi al ripopolamento naturale del suo bel Lemano. Del resto titoli e medaglie non son quelli che s'attribuiscono a parole, talvolta fallaci, ma sul campo, vere ed eterne.E' se l'alba automobilistica di questa memorabile domenica è stata rossa, pure il tramonto della motoristica è stato rosso. Tanto in Australia, quanto in America. Nella Moto 3 abbiamo piazzato il secondo ( Foggia) e il terzo ( Migno); nella Moto 2 il primo ( Arbolino); nella Moto Gp il primo ( Bastianini). Come dire che stiamo in vetta alle classifiche pur dopo aver percorso piste (molto) diverse tra loro. E pensare che all'appello azzurro mancano ( almeno ) quattro nostri valorosi vessilliferi: il Pecco, sempre che decida di bandire le chiacchiere e fare più fatti; il Morbido, finora un po'troppo sfortunato; il Marini, mai entrato in partita, e il Diggi, oltre misura fisso sui tubi di scarico. Fosse per noi, di calcio, non parleremmo più. E non perchè ci stanno buttando a mare un po' dappertutto, al Mondiale come in Coppa, ma perchè chi lo governa, chi lo commenta e chi con lui mangia ( sputandoci) sopra, salvo qualche eccezione, lo sta rendendo talmente inviso che non vien più manco la voglia di scambiare rabbuffi e sfottò al bar, al lavoro o in spiaggia. Troppi dirigenti e addetti ai lavori del Menga; troppi sindaci, amministratori e comitati del ' nulla s'ha da fare'; troppi giocatori e procuratori intenti più a rapinare le sempre più povere casse societarie che, eventi e norme del cavolo, hanno messo con le spalle al muro ( tipo quei fair play Uefa che, quanto le ' grida' manzoniane, non valgono per tutti). Poco importa infatti se le riforme nostrane e non latitano, se gli impianti ( da noi) restano sogni, se in Europa una manciata di 'spendaccioni' e di 'indebitati' ha scavato solchi attorno con soldi che ( finalmente) si comincia a capire da dove provengono e a cosa servono. Mentre gli anglofili non perdono occasione per acclamare un ' calcio più bello al mondo' che di bello ha solo una sarabanda di ( indefessi ) podisti veloci che del primo tempo poco si fregano bastando loro gli ultimi venti minuti+recupero per decidere le sorti di quello o questo campionato. Indefessi, certo, perchè, se dal divano non si può pretendere di leggere le sorti del mondo, proprio sul divano vien da chiedersi come facciano ' quelli lassù' o ' quelli là' a correre così tanto, tutto a perdifiato, tutto di prima, senza colpo sbagliare, tanto da far apparire i nostri pedatori dei pensionati e i loro degli aironi. E viceversa. Eppure, bene e spesso, i tecnici, non sono sempre gli stessi? Esempio: Carletto ( al Real), Antonio ( al Tottenham ), Mou Mou ( alla Roma)? Per caso, non è che la soluzione del rebus di cotanto calcio prodigio stia (semplicemente) nel ( buon) manducare?

A CRONACA DAL DIVANO. ( dal 5 al 10  aprile 2022). E se le ombre della guerra non scemano, anzi, si dice che una colonna di carri e cannoni lunga dieci o quindici chilometri, chi lo sa?, per completare la sua offensiva di terra nel Donbass ricco più che di russofoni di materie [...]