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Non solo sport. La Compagnia del Mancio campione d’Europa. Matteo, sai che hai vinto anche perdendo?

Non solo sport. La Compagnia del Mancio campione d’Europa. Matteo, sai che hai vinto anche perdendo? Nella festa che ha celebrato l'Italia campione d'Europa di calcio, c'erano tutti. A cominciare da quelle migliaia di morti deposti dentro camion militari avviati mestamente verso i luoghi di sepoltura. Ma c'erano anche quegli altri milioni di concittadini che, in angolo di Paese, con poche distinzioni, hanno cercato di reagire al morbo, con sofferenza, qualcuno riuscendo qualche altro no, e comunque cautelizzandolo col sorriso e il canto. E c'erano anche altri, d'ogni classe e genere, compresa quella folla infinita di miscredenti che continua a non credere nel Paese loro. E che dileggiano quando gli si parla di quell'Araba Fenice che da molto tempo deve avere spostato il suo nido in qualche sconosciuto anfratto del Belpaese. Pronto a rinascere, quando men se lo aspetta, meravigliando, sulle proprie ceneri. Sul calcio, ad esempio, che quivi è metafora di vita, questi ultimi ci davano per andati, dispersi, ormai ai margini del movimento. Per costoro avremmo dovuto tornar in blocco sui banchi di scuola ad apprendere dall'uno o dall'altro. Noi, che sulle nostre maglie, teniamo tanti di quei santi signacoli come nessun altro vanta. Noi. E però bastato un veggente capitano di ventura, certo Mancio da Jesi, a riportare il pendolo della storia al suo posto, dopo avere radunato una Compagnia di ventura non offerta al soldo di questo o quell'altro, come quei ( famigerati) professionisti mercenari, ma solo ed esclusivamente al servizio della Patria loro. Molti, infatti, in questi ultimi due o tre anni, si sono scervellati per comprendere qual razza d'armata avesse messo in campo quell' ex talentuoso giocatore che poca fortuna aveva avuto con le nazionali del suo Paese. Gliene hanno propinate di tutti i colori. La più parte senza capirlo. Ovvio. Tanto che quando parlava di vincere pensavano celiasse. Invece tanto detto tanto fatto, fornendoci ( tra l'altro ) un modello sportivo ed umano antico e nuovo insieme che riscopre valori quali la famiglia o il gruppo, disposto a ragionar col cuore, come in piccolo borgo o anonimo quartiere, e sempre pronto a reagire, e se del caso soffrire, pur di raggiungere un risultato che non è una coppa, o un assegno in banca, ma l'affermazione di una identità con i suoi valori più riposti e cari. E se volessimo alzare lo sguardo, una volta tanto, potremmo vedere che oltre al nostro Paese, ce ne sono tanti altri, pronti a dar vita ad una nuova grande nazione. Per realizzarla fra dieci, venti, trent'anni: chissà? Ma che dell'Italia ha, o avrebbe, per completarsi, inderogabile necessità come 'magister vitae' insegna. Qualche spunto dalla cronaca. Wembley potendo contenere 65 mila posti, era stato riservato ( democraticamente) per 55 mila ad inglesi e per 10 mila ad italiani. Parte del pubblico inglese ha fischiato l'inno di Mameli. Fuor dai cancelli c'è stato ( anche) qualche incidente, dove ( sportivamente) gli italiani non sono stati risparmiati. Non sapendo che tutto questo sull'animo di una Compagnia di ventura poco incide, anzi, sollecita l'orgoglio a compiere più ardita impresa. L'incontro è finito ai rigori come quello tra Italia e Spagna. Anche qui, inizialmente, tutto sembrava facile per i sudditi di Sua Maestà, che però ancora una volta non facevano i conti con l'oste, questa volta incarnato da ometti azzurri che tutto fanno fuorchè demordere. Alla fine è stato un plebiscito per il Gigio in porta, acclamato dalla Uefa quale miglior giocatore del torneo. Qualche giocatore inglese s'è tolto dal petto l'argento consegnato dalle autorità, segno che forse non sia stata la perfida Albione ad inventare il gioco del calcio. Infatti, si sa, che i legionari romani, duemila anni prima, lo usavano come passatempo, prendendo a calci una tonda od ovale vescica d'animale appositamente sigillata e gonfiata. Nella storica domenica un altro italiano è salito agli onori della cronaca, tal Matteo Berrettini, 25 anni, primo azzurro giunto in finale a Wimbledon. Davanti a lui il formidabile Nole, 0 Djoko, figlio di Serbia, figlio d'Europa, primo al mondo nel suo sport. Matteo ha fatto quanto poteva: dopo aver vinto il primo set, s'è battuto con onore contro un avversario che già è storia e leggenda di questa disciplina. In pratica ha fatto vedere che un italiano parto di questa nuova Italia sa vincere ma anche perdere. Senza schiamazzi, senza medaglie strappate, senza piagnistei. Ma solo con una naturale esultanza e un sorriso come esemplificato dal nostro grande Presidente. Maestà, non è che sia arrivata l'ora, per evitarLe ulteriori figuracce, di dire ai suoi di rivedere tanti inutili, ridicoli e anacronistici pregiudizi?

LA CRONACA DAL DIVANO. ( dal 10  luglio al 12 luglio 2021 ). Nella festa che ha celebrato l‘Italia campione d’Europa di calcio, c’erano tutti. A cominciare da quelle migliaia di morti deposti dentro camion militari avviati mestamente  verso i luoghi di sepoltura. Ma c’erano anche quegli altri  milioni di [...]

12 luglio 2021 0 commenti

Non solo sport. L’Italia del Mancio pronta per stupire? L’Italia di Mattarella/Draghi per ripartire?

Non solo sport. L’Italia del Mancio pronta per stupire? L’Italia di Mattarella/Draghi per ripartire? Cambiano gli addendi ma la somma resta uguale. E' , questo, un miracolo calcistico-agonistico- matematico dovuto a quel Mancio da Jesi che, tra lo stupore continentale, ha forgiato una compagnia della pelota ( non basca) senza altri precedenti nella sia pur millenaria storia del Belpaese. Una Compagnia che meglio di quella dell' Ettore Fieramosca, allegra e sfrontata, sbaraglia i nemici senza subire colpi. E', questa, una ' macchina da guerra' balda ed entusiasmante che sta tornando ad ammaliare d'azzurro un Popolo duramente colpito da una terribile pandemia venuta da lontano e ( per molti versi) ancora ignota. Anche in Oltralpe e in Oltremanica si stanno interrogando. Tanto più che l'Italietta del pallone ( estromessa qualche anno fa dal Mondiale) era ormai data ai margini delle grandi nazionali europee. Il solito errore da miscredenti, che alla favola nulla più concedono. Come nel caso di quell'Araba Fenice che proprio lungo una di quelle meravigliose coste ( da tempo immemore ) deve avere trasferito il suo nido. Quello dell' uccello che rinascendo dalle sue ceneri torna in volo fin sulle vette ad altri proibite. E comunque sia, la Compagnia del Mancio va. E bene. Superato in bellezza ( tre vittorie, nessun gol subito ) il suo girone conosce ora la sua rivale degli ottavi. Quella degli eredi del buon Cecco Beppe al quale, più o meno un secolo fa, un' Italia appena ritrovata, contribuì ( più d'altri) a scalarlo dal proscenio mondiale. Un'avversaria che, storia a parte, andrà ad affrontare senza ambasce nè calcoli più di tanto, visto che mostra di saper contare sulle proprie forze e non sulle disgrazie ( o debolezze) altrui. Al momento, le 'presunte favorite' non sembrano brillare più di tanto. Ma questo vorrebbe dire poco. Infatti non è la prima volta che una squadra partita in un torneo a balzelloni s'è ritrovata poi a suonare la grancassa alla fin della tenzone. Del resto ( si sa) che l'obiettivo vero della Compagnia del Mancio non è il pur prestigioso Europeo ma quella pentastella ( da tempo in attesa) da incollare su una maglietta azzurra per l'eternità. Quel che è certo è che il fuoco nemico sugli attuali campi da battaglia va forgiando al meglio una truppa giovane, ardita e talentuosa. D'un talento che i soliti acidi e stolti pasqualotti non accreditano mai e che, invece, ad ogni risorgenza del mitico uccello , torna a sgorgare più lustro ed inarrestabile che pria. Per portarci dove? Una quinta volta sulla vetta del mondo (sportivo)? Al veditore d'almanacchi svelare il futuro non garba. Anche perchè cos'altro c'è di più stimolante dell'andare a scoprirlo ( tutti) insieme, a tempo debito, con quel gran capitano di ventura che si sta rivelando il Mancio da Jesi ? La ( sempre più) brava Von Leyen è tornata a Roma per consegnare la pagella che certifica la promozione dell'Italia di Mattarella e di Draghi. Un'Italia sulla quale, per la prima volta, rompendo pregiudizi e diffidenze ormai insostenibili, l'Europa ha deciso di investire. Qual perno ( fondamentale) d'un continente che, lemme lemme, si va unendo. Per rispondere ( finalmente) da par suo ad altri continenti che si stanno ( velocemente) spartendo le ( ghiotte) torte del Pianeta.

LA CRONACA DAL DIVANO. ( dal 21 luglio 2021).Cambiano gli addendi ma la somma resta uguale. E’ , questo, un  miracolo calcistico-agonistico- matematico dovuto  a quel  Mancio da Jesi che,  tra lo stupore continentale,  ha forgiato una compagnia della pelota (  non basca) senza  altri precedenti nella sia pur millenaria storia [...]

22 giugno 2021 0 commenti

Non solo sport. Calcio: fine di una dittatura? Moto: doppietta Ducati. Atletica: 5 su 5 staffette a Tokio.

Non solo sport. Calcio: fine di una dittatura? Moto: doppietta Ducati. Atletica: 5 su 5 staffette a Tokio. Avevamo avvertito nell'aria dolci note di musica azzurra, e non ci siamo sbagliati. A partire dalle imprese riportate nelle moto, in quel di Herez ( Spagna), dove nelle tre categorie abbiamo piazzato: Moto 3, Fenati e Migno dietro Acosta ( leader del Mondiale) ; Moto 2: doppietta al primo e secondo posto con Dg e Bez ( Lowes , 66 punti, guida il Mondiale su Bez 56 e Dg 52); Moto Gp, Miller ( Ducati) davanti a Pecco ( Ducati) e Morbido. Il Pecco sale in vetta al Mondiale di categoria con 66 punti, scavalcando Quartararo 61 e Vinales 50. Poco da dire sulle auto, con la solita Mercedes davanti a tutti. Il buon Lewis dice che vorrà esserci anche nel 2022. Fossimo in lui non metteremmo limiti alla partecipazione visto che con la concorrenza che si ritrova potrebbe andare avanti anche fino a cinquant'anni. Il problema semmai è quello della ripartizione dei meriti per un titolo che, macchina a parte, sembra figlio e nipote di quel Toto, gran regista dai capelli bruni, esultante (sempre) nel suo camice bianco, che attorno gli ha creato un vuoto ( sempre più ) assordante. Altra musica celestiale ci è piovuta dal volley con le ragazze del Conegliano ( nuove ) signore di Champions. Non altrettanto fortunato è stato Trento al maschile, costretto per la seconda volta di seguito in finale Champions alla piazza d'onore. Peccato, perchè fosse riuscito anche Trento nell'impresa, avremmo posto un sigillo ( definitivo) su chi è ( attualmente) il vertice mondiale del movimento. E dalla risorta atletica leggera, che ha spedito 5 staffette su 5 all'Olimpiade: 4x400 D, 4x400 U, 4x100 D ( oro) , 4x100 U, 4x400 mista ( oro). Sinceramente, non ricordiamo da quando non risuonassero più ( cotante ) simil notizie sulla regina dei Giochi. Nel basket, Armani Milano è stata costretta alla quinta partita dagli irriducibili tedesconi del Bayern, da disputarsi sotto gli occhi amorevoli della Madonnina. Gli spilungoni se non si lasciano prendere dall'ansia, possono ( benissimo) volare alle Final Four di Colonia. Gli Internazionali d'Italia di tennis , invece,( a breve ) apriranno ma con il pubblico ridotto causa della pandemia ( 25% , dagli ottavi). Con i vecchietti e i rampolli che abbiamo ( anche qui) dovremmo ( più che) divertirci. La gran pagina della settimana va però riservata ( questa volta) alla Beneamata che, rompendo un digiuno durato (oltre) un decennio, e abbattendo una dittatura lunga ( più o meno) altrettanto, s'è cucita sul petto quel 19° scudetto tra i più ambiti al Mondo. Tanto ' beneamata' da uscire dai gangheri, a cominciare da quella festa in centro a Milano che , in tempo di restrizioni e contagi, farà tremare i polsi a quanti quelle restrizioni e quei contagi vorrebbero eliminare dal Belpaese. In questa, ovvio, il più celebrato è quel Conte Dracula che, con la sua chioma bruna e fluente, da antico e provetto alchimista, sembra avere trovato la pietra filosofale onde trasformar ogni metallo ( calcistico) che tocca in oro. Marotta, che tra quelli che stanno dietro le quinte ha un certo peso, già pensa alla seconda stella, traguardo finora superato da quella Signora che ( dopo anni di dittatura) dovrà gioco forza rifondarsi. Il tutto davanti agli occhi increduli del presidente Zhang. Strepitosa è la lotta per i tre posti Champions. In gara stanno in molti: Atalanta, costretta al pari dal Sassuolo del buon De Zerbi pronto ad andarsi a surgelare nella steppa; Juve, tenuta a galla da quel fenomeno di portoghese; Milan, ansioso di scoprire se quella sbandierata miracolosa divinità dell'Ibra sia più una panacea che altro; Lazio, di quell'Inzaghino un poco piangina e ancor imberbe per l'Europa , ma già capace di mostrare ( alterno) buon calcio in quel che ( nel rispetto altrui ) resta per noi il campionato pelotistico internazionale di riferimento.

LA CRONACA DAL DIVANO. ( dal 30 aprile  3 maggio). Avevamo   avvertito nell’aria celestiali note di musica azzurra, non ci siamo sbagliati. A partire dalle imprese  riportate nelle  moto, in quel di  Herez ( Spagna), dove nelle tre categorie abbiamo piazzato: Moto 3, Fenati e Migno  dietro Acosta ( leader del Mondiale) ; [...]

3 maggio 2021 0 commenti

Non solo sport. Ma chi è quel ‘buzzurro’ che non rispetta la sora ‘Europa? Scudetto: è solo Inter?

Non solo sport. Ma chi è quel ‘buzzurro’ che non rispetta la sora ‘Europa?  Scudetto: è solo Inter? Non ci attardiamo più sul calcio mercato che, visto da un divano, poco si fa capire. Si va lamentando un calo generalizzato, brutale, di entrate, eppure, gli squali e squaletti che hanno fatto man bassa d'entrate negli anni addietro, del tutto se ne fregano. Come si faccia pretendere rialzi ( e perfin raddoppi) in un momento come questo a noi, dicevamo, distesi su un divano, non è dato da sapere. Ci sembra tutto talmente strampalato che rimandiamo, potendo, agli aruspici dipanare le trame del calcio a venire. Ma tant'è. Non è ancora tempo della terza di F1, sono appena discesi di sella i centauri delle moto. Domati, al momento, dal ragazzone siciliano all'anagrafe francese, ma con codazzo di piloti d'Espagna al seguito che ( con o senza Marquez, al rientro ) sanno farsi rispettare, eccome. Latitano, invece , i nostri. Con il Morbido che più 'morbido' di così non si pote e con il Maestro che starà pensando più che altro agli optional del suo nuovo, lussureggiante, panfilo. Si avvicina Montecarlo per i nostri della terra rossa ( cinque iscritti), si avvicina anche il Giro, tutto dedicato al sommo Poeta. Del doping sui fenomeni di ciclo Manchester non si parla più, forse per non allargare l'indagine dal ciclo al calcio e via andare, visto che quando nella prestazione sportiva entra in ballo (soprattutto) la fisicità come esperienza docet qualcosa di inconfessabile c'è sempre. Forse passare da ( abili) 'pratici' a ( cinici) 'praticoni' il passo è più breve di quel che non si crede. S'è offeso intanto il turco, indegno erede di Mustafà Kemal Ataturk, quando il nostro Draghi l'ha nomato dittatore, che comunque voglia dire l'interessato su quella strada va decisamente dirigendosi da alcuni anni a questa parte, dopo qualche abile esercizio d' illusionismo iniziale. Tra l'altro il 'buzzurro' ( incivile, maleducato) o 'tiranno' o che altro sia non aveva avuto alcun occhio di riguardo per una signora che più signora di quella è difficile trovare. E questo non tanto per una questione di genere, ma di valori. Tanto più che la signora Leyen rappresenta degnamente quella Comunità europea ( ancor ) divisa, un poco codarda, ma che guarda con sempre maggiore apprensione alle acrobazie del turco, in Medio Oriente, con quei poveracci dei Curdi, verso gli isolotti dei Greci, in Libia , dentro e fuori del suo Paese, dove per trovare oppositori bisogna recarsi in carcere. Probabile è che nei suoi studi scolastici il soggetto si sia fermato agli Ottomani, che da tempo (però) hanno salutato i libri di storia. E comunque ben venga che ( finalmente) un leader europeo, delle intenzioni di Draghi che non sono certo quelle d'un Mussolini, che con lui centra come i cavoli a merenda, cominci a soffiare sul collo di un personaggio che, al di là delle simpatie e antipatie, dei successi veri o presunti, dei concittadini in galera, rappresenta ( ormai) un ( chiaro) pericolo per la pace e la democrazia ( non solo ) mediterranea. E comunque sia, fossimo nel 'buzzurro' o ' tiranno' che dir si voglia, nell'attraversare una piazza, cominceremmo a guardarci ben bene attorno, perchè se ai turchi verrà concesso quello che ( a suo tempo) è stato concesso agli italiani, quante tranquille passeggiate il ' ragazzolo' potrà ( ancora) godersi? Sulla posizione ( finalmente) di un leader vero come Draghi qualcuno, lassù, in camera caritas Ue, si è defilato. La cosa non ci sorprende. Sarebbe troppo bello che una nuova (grande) Nazione potesse nascere da un giorno all'altro. Con tutto quello che è successo nel passato. E solo tra sorrisi e fiori. L'importante ( semmai) è che non s'abbia ( più) parafrasare un verso noto ' Ahi, Europa, di dolore ostello, nave senza nocchiero in gran tempesta, non signora di province ma bordello...'.

LA CRONACA DAL DIVANO. ( dal 6 all’11 aprile).  E se la Beneamata si avvicina ogni ora di più al 19° scudetto, dietro le si è accanita la feroce di muta di quelli che vorrebbero andare in Champions. A far che cosa non si sa, visto che le nostre ultime [...]

10 aprile 2021 0 commenti

tNon solo sport. Buona Pasqua di Resurrezione a tutti! I tanti prodigi azzurri con Cortina sullo sfondo.

tNon solo sport. Buona Pasqua di Resurrezione a tutti! I tanti prodigi azzurri con Cortina sullo sfondo. Scendono invece di nuovo in pista le moto. Si diceva, ancora sulla stessa pista ( 5.38 metri), per il Gp di Doha. Nella prima Vinales ( Yamaha) ha ' fottuto' le due Ducatone di Zarco e Pecco, partito, quest'ultimo, di gran carriera per accorgersi, poi, nel finale, che di gomma ne teneva ancora poca. Difetto d'esperienza e di manico, ancora da affinare. Ma siam certi che il Pecco tal lezione ha ( ben ) incamerato e non è detto che colga una 'vittoriosa vendetta' alla seconda prova. Comunque già così lo spettacolo è buono, per diventare ottimo, almeno per noi, bisognerebbe che il Morbido non andasse in bambocce per problemi tecnici e il Vale non finisse nelle retrovie per ( l'inevitabile ) usura naturale, che balza fuor di solco quando men te la aspetti. Mentre qualche imberbe di Moto3 e Moto 2, è ora che s'affretti a darsi una mossa. Dicevamo che l'Armani stava ad imitare l'albero di Natale, e però, questa volta , sfavillando, il risultato lo ha portato a casa. Battendo la Stella Rossa ( 72/93) ha staccato ( dopo sette anni) il pass per i play off di Champions, dove dovrà affrontare una agguerrita compagnia di otto pretendenti: Barca, CSKA, Efes, Fenerbahce, Vitoria, Bayern e Real Madrid. Chi 'maraviglia' in queste ore però è l'allampato ragazzino di Sesto Pusteria, 19 anni, che al Master 1000 di Miami, ha raggiunto la finale. Per noi basterebbe anche così, dato che esperienza insegna che ( Pecco docet) a partire a tutto gas si rischia di trovarsi (poi) senza motore o gomma o altro in vista del traguardo. Infatti, a 19 anni, quel che fa il nostro ragazzo, non è male, anzi, è già qualcosa di speciale. Perchè allora non lasciarlo crescere secondo i ritmi della natura e non della gloria prematura o ( peggio ancora ) dei montepremi? E mentre il calcio valuta i suoi ( clamorosi) ammanchi, dei quali i vari celebrati procuratori poco si fregano, abbiamo salutato con gioia la terza del Mancio, che con nove punti in saccoccia può aspettare con calma gli svisserotti nostri nobili antagonisti nel mese di settembre. L' Under 21 del Nicolato, grande uomo per grandi tornei, intanto, nonostante quattro rossi che avrebbero abbattuto un toro, bastonando gli sloveni ( 0-4), s'è guadagnata il passaggio ai quarti ( 31 maggio-6 giugno) dove dovrà vedersela con la prima classificata del girone D , ovvero il Portogallo. Sullo sfondo del tutto, s'intravede Cortina 2026. In questa vigilia di Resurrezione vorremmo trattar di questo e non d'altro. Sempre più forte sale il bisogno non solo di recuperare spiritualità, ma anche una fede antica, millenaria, capace di torti e deviazioni ma anche di presenze ed opere prodigiose, che sembra tornata al centro della meditazione, con le sue ' scelte' vitali sui temi del nostro tempo ( ambiente, integrazione, dialogo tra religioni, attenzione ai più deboli ...) senza dimenticare (però ) quello che il tempo non può dare. L'anziano papa Francesco che sale in solitudine una scalea inumidita dalla pioggia e oscurata dalle ombre della sera ( forse come nessun altra volta ) ci ha fatto cogliere una vicinanza frutto non solo di secoli ma del bisogno attuale di una universale umanità che trasformi il buio del quotidiano in luminosa eternità. Buona Pasqua di Resurrezione a tutti!

LA CRONACA DAL DIVANO. Si valica marzo, si giunge alla Santa Pasqua del 4 aprile.  Saltano questo week end le auto di F1, tornano invece le moto, sempre a Losail. Sulle auto, risultati, commenti e dichiarazioni del Binotto, non c’impipa nulla. Proprio nulla. Sentire parlare della ‘rossa’ come un tempo si [...]

31 marzo 2021 0 commenti

Non solo sport. Max cede ( per regolamento) la vittoria al Lewis. E quei ( troppi) ‘poveracci’ del calcio?

Non solo sport. Max cede ( per regolamento) la vittoria al Lewis. E quei ( troppi) ‘poveracci’ del calcio? Sono tornate moto e auto. Nelle moto, solo due podi, in Moto 2 ( Bez) e Moto Gp ( Pecco), e poco altro. Il Morbido s'è eclissato, il Vale più che in gara doveva pensare agli optional richiesti per indorare il suo panfilo da 7/9 mln euro. Nelle auto finale annunciato anche se , di riffe e di raffe, strappato in extremis al Predestinato nato in un campo di tulipani ma che più che Predestinato, molto probabilmente, dovrà cercare di salvaguardare quel titolo di ' sfascia rosse' che s'era bellamente appuntato al petto ( a cominciare ) da quella volta dove con un sol colpo ne fece fuori due. La memoria da elefanti dei fans della 'rossa' non dimentica. Nè perdona. Anche se ci convinciamo sempre più che certi titoli hanno senso accumulare scartoffie più che indicare i valori in pista. Non ci fosse stato quell'assurdo regolamento, infatti, per quella fasulla uscita di pista in curva, il Max, avrebbe portato a casa una vittoria che s'era ampiamente meritata. Il delirio del Toto a fine gara è apparso fuori di luogo, a meno che quei tituli non li ritenga ( soprattutto) 'parto' suo e ( poco ) altrui. Non delira ma sonnecchia il sor Binotto che picciol mossa s'è dato, anche se con tal foga che ( di certo) a Cesare poco sarebbe servita per far rientrare gli Elvezi nelle loro sedi tra monti e laghi. E Nazionale del Mancio a parte chiamata ad incamerare altri tre punti in Lituania, qualche domanda attira il calcio. I soliti arbitraggi Uefa stanno mettendo in cattiva luce anche i ragazzi della Under 21, con quattro espulsi in rosso in due partite: non è che stiano cercando di far passare l'immagine, che quel buon uomo che li guida stia allevando bande criminali piuttosto che novelli giocatori di pallone? C'è qualcuno che sorveglia? Intanto quei diritti tivù ceduti al Dazn, eppoi la folle richiesta d'adeguamenti che incurante del Covid ha preso d'assalto le casse ( al momento) vuote delle nostre società. Sul passaggio a Dazn saranno in parecchi a capirci poco o nulla per un bel po' di tempo; che poi serva a farci tornare agli antichi splendori, lo vedremo. Sugli adeguamenti, invece, vorremmo chiedere a quelle truppe di mercenari che più mercenari di così non potrebbero, se stanno cercando la luna nel pozzo o che altro. Gigio, poveraccio, da 7 vuol passare a 10/11/12 mln euro, che manco lui sa quanti ne chiede lo squaletto nascostosi tra i tulipani; il Paoletto anche lui poveraccio vuol salire verso i 10; perfino il Chala, che poveraccio rispetto agli altri è davvero, chiede d'arrampicarsi dai 2,5 ai 7,5 mln euro. Insomma tutti verso l'alto, a rimira le stelle. Li imitasse nei suoi salti in pedana il Tamberi potremmo già pronosticargli una medaglia d'oro all'olimpiade di Tokio, con misura tale da restare ineguagliata per qualche ulteriore secolo a venire.

LA CRONACA DAL DIVANO. Non si fa tempo a dir bene dell’Armani, che già bisogna mordersi le labbra. S’accende e si spegne come luci di Natale. Speriamo di non dover fare altrettanto con quei ragazzotti ( o ragazzini) che si stanno battendo su campi da tennis dell’altro Emisfero. Sono tornate [...]

29 marzo 2021 0 commenti

Non solo sport. Draghi: ritrovati i vaccini? Milan: il lupo perde il pelo ma non il vizio! Armani da urlo.

Non solo sport. Draghi: ritrovati i vaccini? Milan: il lupo perde il pelo ma non il vizio! Armani da urlo. La 'speranza' Draghi sembra però dare i suoi frutti concreti. I quantitativi vaccinali sembrano trovati, anche perchè sono cresciuti ( nel frattempo) i fornitori, mentre chi opera sembra star più sveglio di quelli che si autocelebravano fin a poche settimane fa. E comunque, al di là delle solite, speriamo che entro l'estate un popolo intero possa trovare ( ragionevole) copertura vaccinale, nel frattempo però non mollando su più fronti: la nostra ricerca, la nostra produzione ( utile negli anni a venire), la nostra organizzazione ( non solo) sanitaria. Tutto da riorganizzare, tutto da potenziare. Dando magari ascolto più che ai furbastri ' manipolatori' della scienza all'antica onesta saggezza . Infatti non è forse ( ancora) vero che ' chi fa per sè, fa per tre'? Se allarghiamo lo sguardo allo sport, spunti non mancano. Quei poveracci del rugby infatti si sono disposti al solito doloroso ' sacrifizio'; mentre l'Armani Milano s'è disfatta dopo undici anni del 'complesso' Cska Moscow, imponendo un chiaro 76 a 84, e prenotando i palyoff di Champions. Nel ciclo, dopo la ineguagliabile meraviglia delle Strade bianche, si è tornati alla tradizione, pedalando sulle strade francesi del Sud e su quelle che collegano il Tirreno all' Adrome quelli della moto, con tanti giovani in evidenza e i 'vecchietti'( Vale) sempre arzilli. Obiettivo l'arrivo di viale Roma, in quel di Sanremo. Sono ripresi anche i test di F1, in Bahrain; e i 'vecchietti'( Vale) sempre arzilli. Nell'attesa di quel Marquez che chissà se sarà ancora quello noto oppure una controfigura? Gli auguriamo il meglio, per il bene d'uno sport integro che negli ultimi anni ha saputo dare giusta ed entusiasmante prova di sè. In Bahrain il sor Binotto, con gli auguri ( in inglese, se non erriamo ) del presidente in viaggio nello spazio, ha portato una 'rossa' riveduta e corretta, nell'attesa della versione definitiva voluta dai nuovi regolamenti per il 2022. A pilotarla ci sono due giovani, uno, predestinato, di 23 anni, l'altro, bravo, di 26. Diciamo che è la coppia più giovane del circus, che quest'anno prevede ( sempre se non erriamo) almeno 23 Gp. Una infinità. Il tutto per colmare quel vuoto che il Toto e i suoi amiconi piuttosto che la Mercedes ed Hamilton hanno fatto attorno a sè. Questa volta sembra che le ( legittime) modifiche appartate dalla 'rossa' siano state deglutite dalla Fia, onde per cui ( sempre che non ci siano altre 'trovate' in corso d'opera ) forse possiamo sperare in una competizione libera da maneggi e da legulei. I nemici della 'rossa' si mettano il cuore in pace, perchè a chi altri il dio delle quattro ruote ( da corsa) ha concesso la penna per scrivere pagine di storia immortali se non a quel Cavallino che consegna i sogni degli uomini al consesso degli Olimpici? Non può qui mancare quanto va facendo Luna rossa nell'altro emisfero. Dopo l'1-1 siamo al 2-2. Poteva essere 3-1, ma nella seconda regata i nostri hanno sbagliato vento, e sono finiti nelle secche, abbastanza lontani da ' neri' che se avessero avuto un'altra battura d'arresto ( senz'altro) avrebbero dovuto ricorrere all'assistenza psicologica. E comunque, Luna c'è.

LA CRONACA DAL DIVANO. ( settimana 9-15 marzo). Il nostro problema, nostro come Italia, resta il reperimento dei vaccini, che in Usa hanno trovato per iniettarlo a 300 mln e da noi manco  per 10. Cosa abbiano combinato quelli ( a suo tempo) preposti non è dato a sapere. Fatto [...]

12 marzo 2021 0 commenti

Non solo sport. I ‘doni’ in Coppa delle nostre. Hamilton, bravissimo, sì, certo, ma con chi sta lottando?

Non solo sport. I ‘doni’ in  Coppa delle nostre. Hamilton, bravissimo, sì, certo, ma con chi sta lottando? La mancata ribattuta di Lautaro a porta spalancata grida vendetta. Qui bisognerebbe ricordare al ragazzo dagli occhi magnetici che il campione è quello che fa e non quello che sbaglia (soprattutto) quando conta. Onde per cui, la prossima volta, invece di prendere a pugni una innocente panchina provi a pestarsi li piedi suoi. Null'altro. Non dice il proverbio: ' Chi è causa del suo mal pianga se stesso'. Ha dimostrato carattere la Lazio falciata e ridotta all'osso dal Covid, con un pari ( 1-1) sull'esperto campo del Bruges, niente male. E' andata a picco invece la Signora, vessata da gol annullati e solito rigore concesso agli altri, in una fase sperimentale che sta sollevando pesanti dubbi. Dopo aver messo in fase di demolizione la Ferrari, non è che i giovani Agnelli vogliano mettere nella stesse condizione anche la Juventus? Dopo il secondo turno la situazione nei rispettivi gironi ( o gruppi) è questa: ( Girone B) Shakthar punti 4, Borussia M. 2, Inter 2, Real Madrid 1; ( Girone D) Liverpool punti 6, Atalanta 4, Ajax 1, Midtjland 0; ( Girone F) Lazio e Bruges punti 4, Dortmund 3, Zenit 0; ( Girone G) Barcellona punti 6, Juve 3, Dinamo Kiev e Ferencvaros 1. Nel prossimo turno ( 3 novembre) Shakthar- Borussia e Real Madrid-Inter; ( Gruppo D) Atalanta-Liverpool e Midtjland-Ajax. La Lazio ( 4 novembre) sale dallo Zenit e la Juve ospita il Ferencvaros. Qui occorrerebbero due vittorie, per mettere in cassaforte il passaggio del turno. Turno favorevole ( soprattutto) alle inglesi che nella semifinali di Champions e Uefa della passata edizione non ne avevano qualificato manco una. Questa volta sembra che il vento Covid spiri a favore di spendaccioni e oligarchi che i soldi spendono ma quelli degli altri: il City s'è liberato d'un modesto Marsiglia, il Livepool d'un ancor più modesto Midtjlland, il Chelsea d'un agevole Rennes e lo United d'un Lipsia dipinto come spauracchio e invece finito sotto una spessa coltre di gol. I media continuano a celebrare il campione britannico di F1, con tutto quanto lo scibile umano possa permettersi. Traccheggiano su dei dati che ( volendo) sono ( più o meno) come quelli pre o post elettorali, spendendosi in paragoni senza contegno. In buona sostanza, il bravo Lewis, che comunque bravo è, dati alla mano, avrebbe attinto un po' dai driver del passato superandoli, però, tutti quanti, in blocco. A margine le stucchevoli dichiarazioni dell'ing. Binotto. " Nulla di nuovo anche per il 2021'. Chi lo tenga ancora in quel posto, non è dato da capire.

LA CRONACA DAL DIVANO. Turno di Champions ( martedì  27, mercoledì 28 ottobre). Sono scesi in campo per la Coppa dalle grandi orecchie Shakhtar-Inter, Atalanta-Ajax, Bruges-Lazio, Juve- Barcellona. Impressioni a caldo? L’Inter regala, la Dea ( un po’ meno) ( ma ) pure. Entrambe, infatti, hanno avuto il risultato positivo su [...]

29 ottobre 2020 0 commenti

Non solo sport. Lega: vincono i fondi, vince il futuro. Legge sugli stadi: è già pronta? I 1000 Gp della ‘rossa’.

Non solo sport. Lega: vincono i fondi, vince il futuro. Legge sugli stadi: è già pronta? I 1000 Gp della ‘rossa’. Per chi non s'addentra nelle segrete del calcio, i due eventi in corso d'opera dicon poco o nulla. Invece sono proprio degli eventi, di quelli storici e di cui si tratterà negli anni a venire. Andiamo a scoprirli. Il primo riguarda la Lega calcio, dove ( per la prima volta) a vincere è stato il buonsenso, scegliendo ( all'unanimità, il riottoso Lotito compreso) i fondi come partner d'avventura; il secondo riguarda l'approvazione della legge sugli stadi, in fase finale, anche perchè non più rinviabile, visto che se si vuol vendere ( quanto prima) un prodotto confezionato in stadi non adeguati non lascia margini di crescita. I fondi hanno competenza ed esperienza in operazioni di vendita del prodotto televisivo sportivo. Del resto, noi, poverelli, gestiti da prodigiosi incapaci, in men che non si dica siamo scalati al quarto posto delle entrate, poco sopra alla Ligue 1 francese. I debiti invece sono saliti a 4,3 mld. Serve quindi una trasformazione del nostro prodotto, rapida, in grado di dare stabilità finanziaria e governance. Gli advisor selezionati sono i migliori possibili. Entrambe le offerte sono per il 10%, ma strutturate in maniera differente. L'obiettivo, comune, è però quello di garantire un altro miliardo e mezzo di flusso nei tre anni dopo e di raddoppiare i ricavi nei cicli successivi. Onde per cui, se non sorgeranno ostacoli insormontabili ( al momento non prevedibili) il futuro sarà decisamente roseo. Era ora, che qualcuno lasciasse da parte le amenità, sconfiggesse i piccoli proprietari di orticelli locali, e facesse intravvedere una visione esatta del mondo del calcio attuale dal quale il nostro possa attingere per quel che rappresenta rappresenta nella storia di questo sport. Se a questo evento dovesse aggiungersi anche quell'altro, altrettanto epocale, sugli stadi, potremmo ben dire di esserci rimessi in cammino. Non più per far da garzoni ad altri, ma per tornare protagonisti. Come Eupalla da sempre ci incoraggia. Nell'attesa di un'altra Champions e della pentastella. Che il Covid abbia messo in difficoltà il mondo del pallone è acclarato. Stadi vuoti, bassi introiti pubblicitari e perfino ridimensionati diritti tivù. Dovrebbe tutti quanti tirare di cinghia. Tutti, o quasi, perchè c'è come al solito qualcuno che sfugge alla regola generale e si fa i cavoli suoi. Quell'ex pizzaiolo, ad esempio, di Nocera natio e di scuola orange nutrito. Per lui il mondo gravita all'inverso. Ultimamente stan facendo scalpore due suoi colpi di mercato. Con l'Ibra, svedese d'anagrafe, che per cedere il suo cuore al vecchio Diavolo ha chiesto di salire col cachet da 3,5 a 7,5 mln; e il rinnovo dell'imberbe portierone ( sempre rossonero) che per pagarsi la mensa abbisogna di far salire le sue entrate da 6 a 10 mln netti annui. A parte il tempo del Covid, ma non è che questo ex pizzaiolo si sia allargato un po' troppo? Sulle cifre, assurde, d'accordo, spara quel che vuole, ma anche sul fatto che alla fin della veglia è lui a far le squadre? Non le nobili del calcio, pensate, ma lui. Che sposta questo o quell' altro omino a piacimento suo come pedine d'un gioco degli scacchi con regole riscritte da lui. Tanto, da quel che fa capire, uno spendaccione lo trova sempre. Soprattutto in Albione o al Psg, dove i danari sono trivellazioni di Stato, che nessuno osa controllare, manco il povero Caferin che, ultimamente, con il City, ha dovuto ( contemporaneamente) far la figura del cornuto e del mazziato. Ci stiam chiedendo, visto che medicina contro gli ex pizzaioli e i loro clienti non esiste, perchè anche noi non ci adeguiamo? Cominciando a bussare alla Cassa depositi e prestiti. Per questa o quell'altra nostra squadra. Al contempo cercando di capire donde l'ex pizzaiolo tiene il suo forziere che ( i bene informati ) dicono essere ( con quel che incassa) più grosso e ricolmo di quello del conte di Montecristo. A Misano qualche lampo dei nostri c'è. Al Mugello, invece, a festeggiare il millesimo Gp dell'immortale 'rossa', è rimasto ( ?) il confuso buon Binotto e quel coraggioso ragazzo, suddito del feudo dei liguri Grimaldi. Nato francese, ormai italiano. E che già ha capito che far parte della famiglia della 'rossa' è il massimo raggiungibile. Infatti, dove mai succede che anche se arrivi ultimo sei sempre il primo?

LA CRONACA DAL DIVANO. Dovremmo star a parlare di Misano, Mugello e calciomercato ( dove a spendere e a spandere son quelli che manovrano soldi di stato) , mentre lontano dai clamori mediatici vanno ad iniziare i campionati volley più belli e importanti al mondo. Non ci turba più di [...]

12 settembre 2020 0 commenti

Non solo sport. Un Presidente da confermare. Germania e Francia insieme per il Recovery Fund.

Non solo sport. Un Presidente da confermare. Germania e Francia insieme per il Recovery Fund. A Cernobbio è mancato (causa impennata Covid) , il ministro francese dell'Economia Bruno Le Maire, che, comunque, ha inviato un messaggio ai partecipanti dell'importante consesso economico mondiale. Le Maire ha precisato il senso delle misure presentate ultimamente dal suo Governo. Il Ministro ha spiegato anche quanto non ancora emerso pubblicamente, e cioè ' che una parte delle risorse messe in campo, soprattutto quelle per rafforzare la competitività industriale del Paese transalpino, secondo pilastro del Piano, saranno oggetto di uno stretto coordinamento con la Germania'. La Francia sembra avere ambizioni in diversi settori chiave, come l'intelligenza artificiale, il computing quantistico e l'idrogeno: quest'ultimo sarà oggetto d'un progetto di sviluppo che verrà dettagliato a breve. L'obiettivo è quello di colmare lo svantaggio accumulato in questi settori nei confronti della Cina e degli Stati Uniti, secondo una nuova linea di politica industriale, non ancora europea ma certamente franco-tedesca che punta molto ad esercitare una nuova forma di sovranismo economico. In questo senso, i due innamorati, sembrano aver colto l'essenza del Recovery Fund. Dove le risorse messe a disposizione sono tali da rappresentare una vera e rara opportunità per rafforzare settori industriali dove la competizione extra-europea è fortissima, rivedendo le strategia in atto con i due giganti economico-industriali. Il tutto, secondo Le Maire, servirà ' a creare l'Europa del 2030'. Ottimo. Il problema però è che non si viaggi tra i soliti due o tre escludendo il resto. In questo caso, come in altri casi. E' vero che per fare una nuova nazione occorre che qualcuno prenda l'iniziativa. E' capitato al Piemonte con l'Italia. E alla Prussia con la Germania. Tuttavia, meglio muoversi con ' juicio', lungimiranza, perchè se poi si fanno cappelle, grandi, grosse, ad esempio, come quella dell'Italia all'indomani dell'unificazione con il suo Mezzogiorno, i 'danni' si porterebbero avanti all'infinito. Se (davvero) si vuol far nascere una nuova nazione perchè non coinvolgere tutti gli interessati? Soprattutto se tra questi c'è l'Italia, basta sfogliare qualche libercolo, senza la quale si darebbe vita ad un corpo monco di qualcosa. Testa, braccia o gambe, non si sa: s'accomodino pure, i lor Signori, neo facitori della futura Europa! A proposito del nostro Presidente, il premier Conte lo ha proposto per un bis. Forse, costui, di manneggi amanneggiato, sta bleffando? Non è un po' troppo presto per parlare della rielezione del Capo dello Stato? Di solito, quando s'anticipano tempi e nomi, non è per bruciarli? Cosa al popolo ( di qualsiasi colore tinto) non gradita, perchè al presidente Mattarella sì è ( sinceramente) affezionato. In un tempo di politici e dirigenti e addetti ai lavori che lasciano ( in buona parte) il tempo che trovano, un uomo che parla quando deve parlare, attendibile, discreto, chiaro, diretto, che altro può essere se non una benedizione del Signore? Che il popolo, salvo maneggi amaneggianti, e soliti bastian contrari, gradirebbe ( sentitamente) confermare.

LA CRONACA DAL DIVANO. Ha detto il nostro presidente al Forum di Cernobbio  che l’azione della Commissione europea è ‘ diventata il centro di elaborazione di linee guida che hanno rafforzato la coesione Ue’. Infatti, non è stato ‘ una esortazione alla solidarietà ma l’esercizio di una responsabilità istituzionale’. Ora il ‘valore [...]

6 settembre 2020 1 commento