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tNon solo sport. Buona Pasqua di Resurrezione a tutti! I tanti prodigi azzurri con Cortina sullo sfondo.

tNon solo sport. Buona Pasqua di Resurrezione a tutti! I tanti prodigi azzurri con Cortina sullo sfondo. Scendono invece di nuovo in pista le moto. Si diceva, ancora sulla stessa pista ( 5.38 metri), per il Gp di Doha. Nella prima Vinales ( Yamaha) ha ' fottuto' le due Ducatone di Zarco e Pecco, partito, quest'ultimo, di gran carriera per accorgersi, poi, nel finale, che di gomma ne teneva ancora poca. Difetto d'esperienza e di manico, ancora da affinare. Ma siam certi che il Pecco tal lezione ha ( ben ) incamerato e non è detto che colga una 'vittoriosa vendetta' alla seconda prova. Comunque già così lo spettacolo è buono, per diventare ottimo, almeno per noi, bisognerebbe che il Morbido non andasse in bambocce per problemi tecnici e il Vale non finisse nelle retrovie per ( l'inevitabile ) usura naturale, che balza fuor di solco quando men te la aspetti. Mentre qualche imberbe di Moto3 e Moto 2, è ora che s'affretti a darsi una mossa. Dicevamo che l'Armani stava ad imitare l'albero di Natale, e però, questa volta , sfavillando, il risultato lo ha portato a casa. Battendo la Stella Rossa ( 72/93) ha staccato ( dopo sette anni) il pass per i play off di Champions, dove dovrà affrontare una agguerrita compagnia di otto pretendenti: Barca, CSKA, Efes, Fenerbahce, Vitoria, Bayern e Real Madrid. Chi 'maraviglia' in queste ore però è l'allampato ragazzino di Sesto Pusteria, 19 anni, che al Master 1000 di Miami, ha raggiunto la finale. Per noi basterebbe anche così, dato che esperienza insegna che ( Pecco docet) a partire a tutto gas si rischia di trovarsi (poi) senza motore o gomma o altro in vista del traguardo. Infatti, a 19 anni, quel che fa il nostro ragazzo, non è male, anzi, è già qualcosa di speciale. Perchè allora non lasciarlo crescere secondo i ritmi della natura e non della gloria prematura o ( peggio ancora ) dei montepremi? E mentre il calcio valuta i suoi ( clamorosi) ammanchi, dei quali i vari celebrati procuratori poco si fregano, abbiamo salutato con gioia la terza del Mancio, che con nove punti in saccoccia può aspettare con calma gli svisserotti nostri nobili antagonisti nel mese di settembre. L' Under 21 del Nicolato, grande uomo per grandi tornei, intanto, nonostante quattro rossi che avrebbero abbattuto un toro, bastonando gli sloveni ( 0-4), s'è guadagnata il passaggio ai quarti ( 31 maggio-6 giugno) dove dovrà vedersela con la prima classificata del girone D , ovvero il Portogallo. Sullo sfondo del tutto, s'intravede Cortina 2026. In questa vigilia di Resurrezione vorremmo trattar di questo e non d'altro. Sempre più forte sale il bisogno non solo di recuperare spiritualità, ma anche una fede antica, millenaria, capace di torti e deviazioni ma anche di presenze ed opere prodigiose, che sembra tornata al centro della meditazione, con le sue ' scelte' vitali sui temi del nostro tempo ( ambiente, integrazione, dialogo tra religioni, attenzione ai più deboli ...) senza dimenticare (però ) quello che il tempo non può dare. L'anziano papa Francesco che sale in solitudine una scalea inumidita dalla pioggia e oscurata dalle ombre della sera ( forse come nessun altra volta ) ci ha fatto cogliere una vicinanza frutto non solo di secoli ma del bisogno attuale di una universale umanità che trasformi il buio del quotidiano in luminosa eternità. Buona Pasqua di Resurrezione a tutti!

LA CRONACA DAL DIVANO. Si valica marzo, si giunge alla Santa Pasqua del 4 aprile.  Saltano questo week end le auto di F1, tornano invece le moto, sempre a Losail. Sulle auto, risultati, commenti e dichiarazioni del Binotto, non c’impipa nulla. Proprio nulla. Sentire parlare della ‘rossa’ come un tempo si [...]

31 marzo 2021 0 commenti

Non solo sport. Calcio: espulsi dalla Champions e le omelie dell’Arrigo. Politica: via Draghi, chi al timone?

Non solo sport. Calcio: espulsi dalla Champions e le omelie dell’Arrigo. Politica: via Draghi, chi al timone? ( Roma a parte) ci hanno espulso dall'Europa del calcio. E come sempre nelle grandi occasioni, dai mille pulpiti nostrani giungono non difese ma omelie, o meglio, paternali, che insistono sui nostri inderogabili difetti, sulle nostre strutturali mancanze, sulle nostre inguaribili inferiorità. Una sorta di razzismo occultato. Ma è davvero col cilicio che dobbiamo cercare la soluzione dei nostri rebus, o c'è altro da fare ? Magari, una volta per tutte Le omelie dell'Arrigo sono note. Non fanno più colpo. Anche se, a modo loro, ci mancherebbe, qualche fondamento ce l'anno. Nell'ispecie, innovare, quando è necessario, resta un buon suggerimento. Prezioso, se tempestivo e condiviso. Ma sta qui la soluzione dei nostri rebus? Andiamo allora sulla Dea del Gasp: ebbene, se non è entrata nelle otto regine è perchè s'è trovata di fronte un Real Panda inatteso o perchè non le hanno consentito di esprimere tutto quel sapeva fare? Tutto quello che poteva fare ? Nell'andata gli hanno buttato fuori ( con invisibile, sapiente, taglio chirurgico) un elemento chiave del suo gioco nel primo quarto d'ora, costringendola a giocare per 80 minuti in dieci contro undici, finendo ( ovviamente) con l'incasso di un gol che ( nelle Coppe) vale doppio. Nel ritorno, dopo un ulteriore ingenuo svantaggio, gli hanno appioppato un rigore che, chissà se fischiato a campi invertiti, nei fatti ha definitivamente seppellito i meriti di una squadra che più che apprendere stava insegnando, al Real. Il quale, nel ritorno, da navigato allievo qual è, altro non ha inventato che l'atavico darsi da fare. E del resto quale alternative aveva ? Eppoi, se dalla Dea migriamo sull' Incompiuta notiamo che, sia pur per quel poco che meritava, un rigore nel finale della partita d'andata poteva anche pretendere, mutando i termini della disfida. E ancora, che dire di quel ( bellissimo) gol di Kessie nell'andata allo United, ora lui avanti e il Milan fuori ? Andemm innanz, o no, visto che l'elenco è lungo e annoso? Anche perchè chiara ormai appare la lectio magistralis che ci impartisce questa Europa di nobili spendaccioni ( City, Psg) e indebitati ( Real, Barca, United). Una lezione dove, per ottenere risultati, prima d'ogni altra cosa, occorre essere rispettati. Rispettati come meglio conviene. Soprattutto in quegli impercettibili, sottovalutati, attimi che decidono le sorti d'una disfida. Tentativo che alle squadre italiane non riesce più. Tanto che al danno aggiunge la beffa, visto che a designare arbitri sono italioti al servizio altrui. Conservati sul pezzo da dirigenti nostrani che più patetici e modesti sono dei polli del Tramaglino. Benedetti tutti dai pontificatori a chiodo fisso. E coperti da tutti quei lavaceci che s'affollano ( imperterriti) qua e là in pertugi vari, portando solo acqua fresca agli orticelli altrui. Ascoltarli è come entrare in un negozio dove il proprietario invece che illustrare la merce sua suggerisce al cliente : ' Ma che viene a fare qui, c'è tant'altro di meglio, altrove, in altri negozi, in altri borghi, e che s'attarda qua? '. E se cotanto è vero ( come appare sempre più vero ) a che servono i corsi d'aggiornamento, la cultura e le amenità varie? Infine, ai giornalisti spagnoli, poco colti e molto imberbi, che ci 'vedono' un 'pais' antico innamorato dell'antichità, altro non ci sovviene che questo: ' Certo che ci è difficile dimenticare il nostro passato, tanto importante, universale e attuale qual è ! Senz'altro per voi guardare indietro è esercizio assai più semplice, visto che al massimo vi toccano quattro o cinque secoli, peraltro in buona parte già passati in cavalleria'.

LA CRONACA DAL DIVANO. ( settimana dal 20/21 marzo). E’ il turno di una Sanremo da ‘super’. Sala che probabilmente non vede l’ora di lasciare le cose come stanno, chiede: ‘ San Siro? Zhang ci dica chi guiderà il Club‘. Anche i maghi vanno in pensione, sta volta tocca a Mou [...]

20 marzo 2021 0 commenti

Non solo sport. Vaccini: chi fa da sè fa per tre, ma è tardi ? Sport: note ok, nell’ attesa dei voli di Luna Rossa.

Non solo sport. Vaccini: chi fa da sè fa per tre, ma è tardi ? Sport: note ok, nell’ attesa dei voli di Luna Rossa. Zingaretti, Pd, si dimette da segretario; papa Francesco cerca di portare intenzioni di pace anche tra il Tigri e l'Eufrate; Biden, presidente Usa, abituato più a fare che a parlare ( per via della sua balbuzia) cerca l'impresa di vaccinare i suoi trecento milioni in pochi mesi; la Cina continua ad annunciare ( imperterrita) incrementi del suo Pil, quasi che la terribile pandemia colà iniziata le abbia portato più fortuna che sventura; il nostro Draghi, cerca di fare carte false pur di ridare senso ad una nazione grande nelle potenzialità e demotivata ( oltre che confusionaria) nella resa reale. E lasciamo stare lo sport. Luna rossa aspetta il via dopo il rinvio per Covid; il nuoto cerca successi con la Pro Recco; il volley, maschile e femminile, continua a dar prova di sè dominando i tornei d'Europa. Qualcuno è tornato a parlare di moto, orfana di Marquez ma ancora rivolta ( nonostante le numerose giovani guide) al Maestro di Tavullia. Qualche altro è tornato anche riparlare di auto, con tante scuderie pimpanti, ma ancora vassalle di un auto che il Toto e i suoi amiconi hanno reso talmente avulsa che perfino un autista di taxi potrebbe salirci sopra per puntare al titolo mondiale. Non poco. Non male. Sul Campionato, in particolare, svettano i colori neroazzurri, quasi in fuga dagli altri, con quelli dei cugini rossoneri in evidente fase calante. La bolla che aveva alimentato speranze tra i fans del Diavolo va sgonfiandosi, e non c'è Ibra che tenga. Se riuscisse a mantenere un posto Champions, sarebbe un miracolo. Atteso da tutti, perchè se c'è casa più giusta e consona ( 7 Champions, 11 finali) per il Diavolo è ( proprio) quella europea. Chi fa da sè fa per tre. Lo dicevano i vecchi, sembra ripeterlo anche il nostro Draghi con il buon Giorgetti, che si stanno spolmonando per ritrovare una via autarchica per risolvere questa e altre ( prevedibili) pandemie. Al momento, il desiderio di fare in casa mostra qualche difficoltà a realizzarsi. Del resto, queste operazioni andavano iniziate almeno qualche mese fa, una volta chiarita la situazione, e valutate le prospettive che anche l'uomo della strada ( bastava interpellarlo risparmiando su esperti e scienziati) riusciva ad immaginare. Qui, di vaccini, non ne basta uno, occorrerà semmai prodigarsi per i tempi futuri, che di virus ne promettono tanti. Speriamo che il nostro Draghi, pur con tutti saputelli che gli fanno folla attorno, riesca nell'impresa di recuperare quanto altri ( saputelli compresi) durante l'anno trascorso hanno improvvidamente ( o bellamente) ignorato.

LA CRONACA DAL DIVANO.  Zingaretti, Pd, si dimette da segretario; papa Francesco cerca di portare intenzioni di pace anche tra il Tigri e l’Eufrate; Biden, presidente Usa, abituato più a fare che a parlare ( per via della sua balbuzia) cerca l’impresa di vaccinare i suoi trecento milioni in pochi mesi; [...]

Non solo sport. Draghi: fare presto e bene? Vaccini: chi fa da sè fa per tre? Calcio: s’invola la Beneamata ?

Non solo sport. Draghi: fare presto e bene? Vaccini: chi fa da sè fa per tre? Calcio: s’invola la Beneamata ? Per la politica, o meglio, per il nostro Draghi, entrato da qualche giorno nell'agone politico, non c'è tanto tempo per sbrigare faccende lasciate in sospeso nell'anno Conte. In breve: un vaccino certo e abbondante, magari di nostra produzione come auspicabile; una riorganizzazione del sistema ospedaliero o sanitario che dir si voglia, con la creazione di reparti ( finalmente) adeguati ( e finalizzati) a fronteggiare pandemie che s'annunciano in arrivo anche nei prossimi anni; l'apertura delle scuole, soprattutto quelle dell'infanzia e primarie, dove i più piccoli sono chiamati a 'subire' senza ' potersi difendere', come invece tentano di fare i ragazzi delle superiori e universitari; eliminare quella confusione di colori che messe in mano ai mille e mille media in azione sul territorio sono diventati veri e propri labirinti da cui nessuno sa più come uscire. Provvedimenti importanti, vitali, d'emergenza. Per riportare il sereno, quale premessa ( indispensabile) al rilancio economico. Che sarà arduo, anche per via di quella coltre burocratica, spesso insulsa e dannosa, che opprime quanti vogliono fare impresa nel nostro Paese. Sarebbe bello riuscire a dimostrare all'Europa che (ri)credere nel Belpaese come nei primi, brevi, decenni post risorgimento, non è esercizio illusorio, ma redditizio, indispensabile per porre le basi d'una prossima, grande Nazione. Senza dubbio l'Italia va da troppi anni pagando gli effetti non tanto bellici ma morali, d'immagine come s'usa dire oggi, d'una guerra che ' non s'aveva da fare' soprattutto con un alleato che peggiore di quello non è mai esistito nella storia della leggiadra Europa. L'occasione per riscattarsi c'è. Speriamo che uomini alla Cavour, rari, rarissimi, alla Draghi però, contornati dal meglio possibile, riescano nell'impresa. Per rivedere i nostri colori riconosciuti, accettati e applauditi, apertamente, con affetto, come per quelli issati sulle vele di Luna Rossa, la barca Ufo con equipaggio Ufo, che come quella di Giasone sta cercando di riportare nel suo Continente non un 'vello' ma una ' brocca d'argento' qui forgiata.

LA CRONACA DAL DIVANO. Non è stato un gran fine settimana, quest’ultimo, con news sparse, qua e là, tra politica, economia, cronaca varia e attività sportive. Per la politica, o meglio, per il nostro Draghi, entrato da qualche giorno nell’agone politico, non c’è tanto tempo per sbrigare faccende lasciate in [...]

Non solo sport. Calcio: disastro Champions. Caos vaccini: visto che possiamo, perchè non farli in casa?

Non solo sport. Calcio: disastro Champions. Caos vaccini: visto che possiamo, perchè non farli  in casa? Non sono andate bene le nostre. Con una Signora incompiuta che altro non sa fare ( agli ottavi) che brutte figure. Aspirare alla Coppa con tali atteggiamenti è illusorio se non ingannevole. Soprattutto nei riguardi dei tifosi. Altra figuraccia va assegnata alla Lazio, che su quattro gol concessi al Bayern se n'è fatti tre. Spesso e volentieri ci vien da chiedere che ci vanno a fare certe squadre in contesti tanto selezionati e ardui. A nostro favore, se tal si può definire, è il solito ritornello dei rigori evidenti e non concessi da arbitri che sembrano mandati apposta per 'sputtanare' l'Uefa sempre e comunque indifferente verso i ' nobili decaduti', alla qual categoria apparteniamo. Ha cercato di vender cara la pelle la Dea del Gasp contro Panda Real, ma il solito arbitro ( la nazionalità non conta) ha pensato bene di 'falsare' la partita con una espulsione già al 18' di un giocatore atalantino, con provvidenziale ricaduta su una formazione merengues che meno merengues di così non poteva essere. Sul comportamento degli arbitri i nostri non si soffermano più di tanto, sospinti dalla folla di universali esterofili che ( su carta, tivù o social poco conta) trova massimamente gustoso sputar nel piatto in cui mangia. I risultati di questo atteggiamento li vediamo. Basta andar a vedere quel rigore negato ( in extremis) alla Signora incompiuta; o l'altro al Milan; o l'espulsione (si diceva sopra ) dell'atalantino, impegnato più a contrastare che a fallare. Ma tant'è. Nessuno protegge ( più di tanto) il nostro patrimonio anche nello sport, lo si sa, pur con tutti suoi difetti( dirigenziali), e le sue carenze ( stadi e impianti); nel calcio, ad esempio, lo sloveno portato ai vertici Uefa ( soprattutto) da noi, del tutto fa orecchie da mercante, lasciando gestire le sorti d'una squadra ( società) ai soliti 'poteri forti' , che davanti a Panda, Sceicchi e Oligarchi stanno col cappello in mano come ( una volta) il 'povero' al cospetto del 'padrone'. Non sarà che il mitico prestigio di cui hanno goduto le Coppe europee sia arrivato alla frutta? Altro argomento del giorno riguarda il ( cosiddetto) caos vaccini. Prenotati, non consegnati, insufficienti, validi e non ( soprattutto davanti alle famigerate varianti). Che dire? Poco o nulla. Se non aspettare ( fidenti) la mano della Provvidenza, più che della scienza, che peggio 'manipolata' di così non potrebbe essere. Una domanda però serpeggia dall'Alpi a Pantelleria. Un Paese come il nostro, con una industria farmaceutica ai vertici mondiali, perchè invece di andare ad implorare altri non se li produce in casa, sti benedetti vaccini? E, ancora una volta, invece d'essere stati al sole durante l'ultima estate, perchè non s'è provveduto per tempo a dar corpo a tal progetto, magari reperendo (tempestivamente) quei ( delicati) macchinari che lo rendono possibile? A ben pensarci, non è che sia stato qui che il buon Conte s'è giocato il posto?

LA CRONACA DAL DIVANO. Martedì 23 e mercoledì 24 è riapparsa la Champions, per gli ottavi, secondo turno. Non sono andate bene le nostre. Con una Signora incompiuta che altro non sa fare ( agli ottavi) che brutte figure. Aspirare alla Coppa con tali atteggiamenti è illusorio se non ingannevole. [...]

25 febbraio 2021 0 commenti

Non solo sport. Papa Francesco, una luce per lo sport odierno. Che esulta unanime: ‘Sei forte … Papà’.

Non solo sport. Papa Francesco, una luce per lo sport odierno. Che esulta unanime: ‘Sei forte … Papà’. ' Pronto sono Francesco...'. Il numero è sconosciuto, ma la voce - svela Pier Bergonzi, direttore della 'rosea' - è nota e arriva come un brivido che fa scattare la prima risposta plausibile 'Santo Padre! Che piacere!'. Così, nel suo stile, oramai inconfondibile, papa Francesco ha voluto ' complimentarsi' con la redazione del giornale milanese per il buon lavoro ' fatto insieme a don Marco'. Il buon lavoro riguarda la lunga intervista ( con libretto) pubblicata dalla ' rosea' qualche giorno fa. Intervista che esprime, come dice Walter Veltroni, ' la vicinanza, il senso di prossimità che il lettore percepisce nel rapporto tra questo Pontefice e la vita quotidiana delle persone'. Una sorta di mini enciclica, per la prima volta dedicata allo sport. Che non è più una pratica per pochi eletti come finora è stata, ma modo di vivere per tanti. E probabilmente da ' rifondare', in quegli stadi, campi e palestre vuoti per Covid, recuperando le motivazioni originarie e ridimensionando le esagerazioni che, soprattutto in certi ambiti agonistici, hanno preso un po' la mano a tutti, falsando il giocattolo, in ogni angolo del Pianeta. ' Lo sport quando è vissuto bene, è una celebrazione: ci si ritrova, si gioisce, si piange, si sente di 'appartenere' ad una squadra. 'Appartenere' è ammettere che da soli non è così bello vivere, esultare, far festa. Da soli, anche questo è un richiamo costante di papa Francesco, non ha senso vivere la vita. Che è sempre comunità, incontro, scambio, accoglienza, relazione. Ma anche ' Chi vince non sa che cosa si perde'. Che altro è questo se non andare contromano, in un tempo che ha come unica direttrice quella della vittoria? Spesso ottenuta a tutti i costi. Anche ricorrendo a marchingegni vari. Leciti e non. Papa Francesco cerca giustizia, sempre e ovunque. Anche nelle regole ( non scritte) dello sport dove conta di più ' una sconfitta pulita che una vittoria sporca'. Queste non sono parole. Sono traiettorie indirizzate al cuore. Perchè la felicità , anche quella piccola e gratuita di una vittoria sportiva, possa essere sempre condivisa con la consapevolezza che ' se la tengo per me resta un seme, ma che se la condivido con altri può diventare un fiore'.

LA CRONACA DAL DIVANO. Anno nuovo, vita nuova? Ce lo chiediamo. Anche perchè un anno di Covid ha indebolito le nostre resistenze davanti alle ristrettezze imposte da una pandemia di cui bisognerà capire fino in fondo genesi, diffusione e portata presente e futura. Sull’apertura delle scuole restano ( colpevoli?) incertezze. [...]

4 gennaio 2021 0 commenti

Non solo sport. Serie A: è tornato a splendere il derby di Milano. Nell’attesa del futuribile San Siro.

Non solo sport. Serie A: è tornato a splendere il derby di Milano. Nell’attesa del futuribile San Siro. Speriamo si tratti dell'ultima volta, dell'ultimo Natale moscio, visto che già circolano in Europa i vaccini. Accolti come una speranza. Nel frattempo impegnandoci a chiarire quanto di non chiarito circola ( fin dall'inizio) su questo ( strano?) virus che si modifica a piacimento rendendo problematica la sua ( definitiva?) sconfitta. Anche gli stadi restano ancora vuoti. Quel ben di Dio che premia soprattutto i campionati del Nord dove per fare un nuovo impianto non occorre chiedere i permessi a Caio Giulio Cesare, ma che il virus, con un colpo di spugna, ha reso tutti eguali e vuoti, e che poco o più nulla ora contano. Le tribù dei fans devono escogitare trovate. Come quella, spettacolare, avvolgente, di tifosi rossoneri che con cori, bandiere e torce luminose hanno accompagnato i loro beniamini fin sulla soglia d'ingresso di San Siro. San Siro che, corsi e ricorsi storici, nell' attesa della sua nuova moderna versione, va riprendendo l'antico valore. Che sia uno dei luoghi che più hanno contribuito alla mitologia del gioco del calcio, lo sanno anche i ragazzi dell'altro emisfero. In proposito non occorre più di tanto riesumare i soliti dati: 36 scudetti ( in due), dieci Coppe dalle grandi orecchie ( in due), una miriade di trofei nazionali e internazionali, tanti palloni d'oro, una infinità di personaggi grandi e piccoli che impreziosiscono come nessun altro questo tempio dello sport mondiale. Alla fine del terribile 2020 Milan ( punti 34) e Inter ( punti 33) sono tornate in vetta al Campionato. La Signora sta rinnovandosi, riprendendo fiato, mentre Napoli, Roma, Lazio e Atalanta non mostrano ancora l' indispensabile continuità per aspirare al titolo, lasciando alle due di Milano campo aperto. Fatto è che il prossimo derby tornerà agli antichi splendori, magari rivisitato da ogni angolo del Pianeta, dove quei colori sono ben noti, per tornare a scrivere altre esaltanti pagine di sport.

LA CRONACA DAL DIVANO. Il terribile 202o, volente o nolente, se ne sta andando. Da città e borghi ricchi di luci per le festività ma spopolati di gente. Di bambini, purtroppo, che in questa circostanza ( tradizionalmente)  riempiono  di meraviglia e di voci strade e ritrovi. Speriamo si tratti dell’ultima [...]

28 dicembre 2020 0 commenti

Non solo sport. Valenciana: spettacolo in moto. Plovdiv: miracoli in pista. Nations: Italia bella e prima.

Non solo sport. Valenciana: spettacolo in moto. Plovdiv: miracoli in pista. Nations: Italia bella e prima. C'erano le auto, quelle di F1, che più scontate di così non potrebbero essere. Con la 'rossa' ( non inganni il podio turco) in continua demolizione, il suo reale valore s'è misurato alla vigilia, e con le 'frecce' ormai libere di spadroneggiare a destra e a manca. Tanto che quei tituli, sembrano più il ' frutto ' ( inconfessabile) del ( meticoloso ) lavoro ( iniziato anni fa) da quel Toto in perenne camice ospedaliero e dagli 'amici da merenda' in alto loco e condiviso da una azienda che di auto se ne intende.Ora il buon Lewis, giunto al settimo titulo come Schumi, se crede, come crede, di tituli potrà vincerne a volontà. Tanto più che attorno a lui ha i soliti pronti a salire sul carro del vincitore, pochi veri eroi, manco una macchina antagonista ed un 'pacchetto' in pista senza eguali. C'erano anche le moto, alla Comunità Valenciana, con il Maestro di Tavullia rientrante ( dopo ca un mese ) in pista per via del beffardo Covid 19. Il 'poveraccio', com'è stato affettuosamente apostrofato da un cronista Sky, questa volta ha potuto finire la gara, nell'anonimato, ovvio, ma che non rende giustizia al talento rimasto. Che se fosse ( ancora) adeguatamente supportato sarebbe pur sempre un gran spettacolo. Nel frattempo Balmamion Mir 23 anni, maiorchino come Lorenzo, s'è fregiato ( arrivando settimo) del titulo di campione del Mondo della Moto Gp, la classe regina. Davanti al nostro Morbido, secondo in classifica, e questa volta autore di una gara da cardiopalmo contro quella irriducibile bestiaccia dell'australo Miller. Il calcio si barcamena. Con i tamponi ( vedi caso Lazio) ma anche con i risultati. Sospeso il Campionato ancora in mano al Milan, si sta pensando alla Nazionale del Mancio, colpito da Covid, e solo guida a distanza della vittoria dei suoi nell'amichevole con la Lituania ( 4-0). Superata con bel calcio la Polonia, per decidere il girone di Nation ( dove siamo in testa) resta la Bosnia. Nel frattempo il pari (1-1) della Spagna in Nations contro la Svizzera ci rende testa di serie per il sorteggio mondiale. Altro tema legato al calcio, è quello dei rinnovi di contratto . Ebbene, in un contesto ( forse) sull'orlo del collasso, che chiedono i nostri mercenari alle rispettive squadre che li hanno dapprima scoperti e poi riportati in vita? Aumenti. Grossi aumenti. Impossibili aumenti. Quelli del Milan, sull'esempio del generoso esborso chiesto dall'Ibra, stanno sparando cifre a go go. Gigio ( oltre al mln per il fratello portiere) sale da 6 a 7,5 mln annui con clausola Champions; Chala, di cui s'è saputo qualcosa in questi ultimi mesi, vorrebbe salire da 3 a 6, il doppio, praticamente, anche perchè si dice che qualche 'spendaccione' sia disposto a versagliene ( perfino) di più. Se tanto è vero, perchè non comprargli un biglietto di sola andata, visto che dei Chala quei che hanno vestito la maglia degli Immortali manco conservano il ricordo? Allargando lo sguardo oltre il mondo sportivo sono due gli eventi che colpiscono. L'interminabile, ineffabile, pandemia in attesa del vaccino ( forse a gennaio), e l'ostinata resistenza del cow boy Donald, finito non si sa come, dentro una candida Casa ovale, e tanto aperto di mente da non volere accettare manco quello che gli altri danno ormai per archiviato. Le elezioni sono state regolari, ricontate, e quindi il timone della grande potenza passa ( volente o nolente) nelle mani di nonno Biden, 78 anni, vecchia volpe della politica americana e internazionale.

LA CRONACA DAL DIVANO. ( 14/15 novembre) C’erano le auto, quelle di F1,  che più scontate di così non potrebbero essere. Con la ‘rossa‘ ( non inganni il podio turco) in continua demolizione, il suo reale valore s’è misurato alla vigilia, e con le ‘frecce’ ormai libere di spadroneggiare a destra e [...]

16 novembre 2020 0 commenti

Non solo sport. Usa: un nuovo presidente, Biden. Sinner: primo trofeo. Serie A: rinnovi o saluti?

Non solo sport. Usa: un nuovo presidente, Biden. Sinner: primo trofeo. Serie A: rinnovi o saluti? Ci sono le moto, nella Com.Valenciana ( Valencia), con il Maestro di Tavullia fuori ( dopo un mese ca) dal tunnel del Coronavirus. Il 'poveraccio' , come l'apostrofò affettuosamente un cronista Sky, speriamo che questa volta non trovi intoppi, se non altro per consentirgli di far valere il talento rimasto. Che è pur sempre un gran spettacolo. Qui, nelle due ruote, i titoli sono in sospeso, tranne che per Mir detto Balmamion nella MotoGp, praticamente ormai laureato. Nella Moto2, Lowes finito a terra, ha ridato fiato alle speranze dei nostri. Chiude la stagione delle grandi corse a tappe con Podcar che s'è aggiudicato il Tour ( su Colnago), con Hart rosa al Giro dei Giri ( su Pinarello) e con Roglic primo alla Vuelta ( su Bianchi). Agli sgoccioli, dopo Bercy, la stagione del tennis, con il nostro Sinner , 19 anni, vincente nel 250 ATP di Sofia in Bulgaria. Si stanno riaffacciando sulla scena le varie discipline della neve. Con la bella Wierer, regina del biathlon, proiettata prima sui Giochi 2022 e poi a fare ' solo e soltanto la mamma'. Nella nostra pallavolo, la più bella del Mondo, stop alla Superlega. Il calcio si barcamena. Con i tamponi ( vedi caso Lazio) ma anche con i risultati. Sospeso il Campionato ancora in mano al Milan, si sta pensando alla Nazionale del Mancio, colpito da Covid, e solo guida a distanza della vittoria dei suoi nell'amichevole con la Lituania ( 4-0). Ora c'è da superare la Polonia, per decidere il girone di Nation, e la Bosnia. Nel frattempo il pari (1-1) della Spagna in Nations con la Svizzera ci fa accedere alle teste di serie per il sorteggio mondiale. Altro tema legato al calcio, è quello dei rinnovi di contratto . In un contesto ( forse) sull'orlo del collasso, che chiedono i nostri mercenari alle rispettive squadre che li hanno scoperti o riportati in vita? Aumenti. Grossi aumenti. Impossibili aumenti. Quelli del Milan, sull'esempio dato dall'Ibra, stanno sparando cifre a go go. Gigio ( oltre al mln per il fratello portiere) sale da 6 a 7,5 mln con clausola Champions; Chala, di cui s'è saputo qualcosa in questi ultimi mesi, vorrebbe salire da 3 a 6, il doppio, praticamente, anche perchè si dice che qualche 'spendaccione' sia disposto a versagliene ( perfino) di più. Se tanto è vero, perchè non compragli un biglietto di sola andata, visto che dei Chala quei che hanno vestito la maglia degli Immortali possono farne comodamente a meno? Allargando lo sguardo oltre il mondo sportivo, due eventi colpiscono. La solita interminabile, ineffabile, pandemia, che resta in attesa del vaccino ( forse già a gennaio), e l'ostinata resistenza del cow boy Donald, finito non si sa come dentro una Casa ovale, e tanto aperto di mente da non volere accettare manco quello che gli altri danno ormai per archiviato. Le elezioni sono regolari, accertate, e quindi il timone della grande potenza passa ( volente o nolente) nelle mani di nonno Biden, 78 anni, vecchia volpe della politica americana.

LA CRONACA DAL DIVANO. ( 14/15 novembre) Ci sono le auto, per coronare col settimo titolo il Lewis che lotta, sì, ma contro pochi o nessuno, con gran  peccato perchè avremmo voluto valutare meglio il valore di un gran pilota all’interno della storia dell’automobile da corsa. Ci sono le moto,  [...]

13 novembre 2020 0 commenti

Non solo sport. America: di nuovo sulla giusta rotta. Covid e sport. Campionato: nessun padrone.

Non solo sport. America: di nuovo sulla giusta rotta. Covid e sport. Campionato: nessun padrone. Campionato. Di fatto c'è che in questa stranissima stagione non emerge alcun padrone. Detto in rima. Infatti sia la Signora ( raggiunta 1-1 al 94' dalla Lazio), sia la Beneamata ( che incamera gol a volontà e non va oltre il pareggio), sia il Milan ( che sembra esaurire il bonus Ibra) non sono in grado di stabilire dittature. Ne approfittano ( timidamente) il Napoli ( 0-1 al Bologna) e la Roma ( 1-3 al Genoa). Per una classifica corta, cortissima, che in una manciata di punti contiene vecchi e nuovi aspiranti allo scudetto. Fuor dai campi di calcio, a tener banco non è solo il Covid ( in pesante risalita anche da noi, ora a livelli preoccupanti) ma anche l'elezione presidenziale Usa, dove il Biden ( democratico) ha faticato non poco contro il tycoon Trump ( repubblicano). Che sembra non accettare i conteggi ( 600mila schede ancora contestate) e ventila perfino un possibile ricorso alla Corte suprema per presunti brogli elettorali. Biden, beghe a parte, è stato eletto il nuovo presidente Usa. Con la speranza del Mondo che torni a mettere sulla giusta rotta la superpotenza stelle e strisce. Nel frattempo si sono scritte altre pagine di sport. Nelle moto, ad esempio, ancora ferme in Spagna, e con quel 'poveraccio' del Maestro rientrato dopo la degenza Covid e subito fermato da un guasto meccanico. Nelle tre categorie avevamo i nostri ragazzi in lotta per i rispettivi titoli. Abbattuto Vietti ( Moto3) ci restano un Bez o un Maro ( Moto 2) in lotta per le fasce iridate. Importanti biglietti di presentazione per alcuni di loro, nella prossima stagione ben accasati bene, come il Maro designato ad esordire nella Moto Gp. Per la Moto Gp, inoltre, il titolo può andare a Mir, il Balmamion della moto, che ( a Valencia, Gp Europa) è riuscito a vincere almeno una gara. Ci sono state anche altre pagine scritte. In ambiti diversi. Sportivi e non. Che stanno interessando il nostro Paese, ad esempio, l'assalto del ' treno in corsa' della pandemia. Occorre, a tutti i costi, fermarlo, urla il premier Conte. L'Italia che ha dato un grande esempio nella prima fase del morbo, occorre torni alle finestre e ai balconi per evitare quello che per noi sarebbe un vero e proprio disastro. Non solo pandemico. Confidiamo. Silenti. Oranti. Ce la faremo.

LA CRONACA DAL DIVANO. Dentro i campi di calcio, si spera in un contenimento della pandemia. Ricorrendo, si dice, anche a trucchi e trucchetti. Di fatto c’è che in questa stranissima stagione non emerge alcun padrone. Detto in rima. Infatti sia la Signora ( raggiunta 1-1 al 94′ dalla Lazio), [...]

9 novembre 2020 0 commenti