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Non solo sport. Champions: tutto ok, tranne Conte. Tornano auto e moto. Giro dei Giri: bellezza e trhilling.

Non solo sport. Champions: tutto ok, tranne Conte. Tornano auto e moto. Giro dei Giri: bellezza e trhilling. Intanto smentendo una volta di più il fatto che il calcio nostrano, quello che ( non dimentichiamolo ma quando facciamo battage per altri) s'appunta quattro stelle mondiali e una ventina di finali Champions ( su 65 ca) sul petto, non è ( e non sarà mai) la brutta copia di chicchessia. Anche se qui c'è di mezzo una questione ( temporanea) di budget, che se la Lega avesse azzeccato i nuovi soci ( fondi) potrebbe essere a breve ( almeno) pareggiata. Sì, perchè il nostro calcio, che Alma Mater pedatoria era e resta, non è che abbia bisogno di tante lezioni; semmai, perchè non dovrebbero essere gli altri a tornare nostri vecchi banchi di scuola? Ci mancano stadi adeguati, questo è vero, ma in questo frangente Covid, la carenza ( grave) non è che spicchi più di tanto. E comunque, le nostre non solo non si fanno mettere i piedi sulla pancia ma ( sportivamente) li mettono ad altri. Il primo turno sembra dire questo: in Champions, tre vittorie e un pareggio, quello della Beneamata che sarà ora cominci ad interrogarsi su quel suo ductator al qual tutto riesce ( piagnistei compresi) fuorchè vincere. Non ci fosse stato il buon Romelu ( all'ultimo istante) anche stavolta la Beneamata sarebbe uscita da San Siro bastonata da una tedesca che per quanto coriacea ( come da tradizione) non è affatto imbattibile. Elogi, semmai, vanno ribaditi a quella formidabile Dea che, ritrovata l'umiltà dopo la batosta di Napoli, ha (immediatamente) rispolverato quel bel calcio che è il nostro fiore all'occhiello da mostrare a quei pasqualotti d'esterofili che insistono nel volerci convincere della nostra 'atavica inferiorità' rispetto alle diverse tribù del calcio europeo. Attenzione: tornano i motori. Con le auto date ormai per scontate, e le moto ( orbe del Maestro di Tavullia) che ( speriamo) tornino a colorarsi d'azzurro. In tutte le categorie, dove i nostri restano in gara per i rispettivi titoli mondiali. Continua invece a fare spettacolo lungo i paesaggi più belli al mondo, quel Giro dei Giri che sta scoprendo nuovi protagonisti. Come l' Alma Mater conviene. Il cambio generazionale - ammette Nibali - è già in corso. Insomma, a disputarsi l'ambita rosa sono ora ( almeno) tre: Kelderman, Hindley e Geoghegan Hart, separati tutti da una manciata di secondi.

LA CRONACA DAL DIVANO. Avanti con le coppe di calcio. In quegli stadi vuoti e surreali. Dove, comunque, si sta praticando del bel giuoco, con sorprese e sorpresine a non finire. Intanto smentendo una volta di più il fatto che il calcio nostrano, quello che ( non dimentichiamolo ma quando [...]

23 ottobre 2020 0 commenti

Non solo sport. Alex, tifiamo per te. Addio, ‘piede sinistro di Dio’. Campionato: dopo i recuperi la 27a.

Non solo sport. Alex, tifiamo per te. Addio, ‘piede sinistro di Dio’. Campionato: dopo i recuperi la 27a. Non è solo un'estate 'strana' ma anche dolorosa. Sopratutto, pandemia a parte, per quel che è capitato al 'nostro' Alex e per l'addio a Mariolino Corso. Per Alex stiamo tutti pregando. Visto che nell'impatto con un camion in zona Pienza ha riportato gravi danni al momento sotto osservazione. Il fisico dell'atleta, già 'tirato a lucido' per le paraolimpiadi rinviate, sta rispondendo alla grande, è semmai la parte cranica che sembra riservare le maggiori preoccupazioni. Alex è ricoverato all'ospedale di Siena, circondato da un affetto incommensurabile che altro non attende che lo scioglimento della prognosi riservata. Ci ha lasciato anche Mariolino Corso, 78 anni, ala sinistra della Grande Inter anni Settanta. Un artista col pallone. Di quelli che oggi, molto probabilmente, con tutti quei calciatori trasformati in cavalli d'assalto, manco avrebbe calcato un rettangolo di gioco. Lui, che bene e spesso sembrava passeggiare lungo il suo spicchio di campo, sornione, pronto semmai a qualche breve inattesa accelerazione, per indirizzare la pelota con l'unico piede che usava, il sinistro, laddove meglio credeva. Se poi c'era da eseguire una punizione, allora lo stadio si metteva in silenzio per seguire una traiettoria ' a foglia morta' che andava ad insaccarsi laddove neppure la più fervida immaginazione poteva prevedere. Colpi da artista. Di quelli che più che ad essere usciti da un ippodromo, son allievi ( anche senza saperlo) di orti, giardini e botteghe dove si pensava ad allietare l'esistenza con il culto del bello. Gli Oricellari piuttosto che del Verrocchio. Il San Marco e non quel del Perugino. Trascurando ceselli, scalpelli e pennelli, optando semmai ad un'innaturale combutta del piede con un pallone di cuoio per cantare il bello del nostro tempo. E' anche dopo la 'lezione' di artisti come Mariolino, ' piede sinistro di Dio', che ci pare poca cosa quel gioco ' metafora della vita' abbandonato alla frenesia di sospetti destrieri.Sono state recuperate intanto quattro partite di Campionato ( 25a giornata) . Con il Toro sprecone contro il Parma ( 1-1), il Verona gagliardo contro il Cagliari ( 2-1), l'Atalanta travolgente contro il Sassuolo ( 4-1) e l'Inter in affanno contro la Samp ( 2-1). E adesso, avanti con le danze della 26 a giornata. Tutta post Coronavirus.

LA CRONACA DAL DIVANO.  Non è solo un’estate ‘strana’ ma anche dolorosa.  Sopratutto, pandemia a parte,  per quel che è capitato al ‘nostro’ Alex, per l’addio di Mariolino Corso. E da ultimo, anche la scomparsa di Pierino Prati, un altro ‘ artista’ che se n’è andato.  Per Alex stiamo tutti [...]

22 giugno 2020 0 commenti

Non solo sport. Europa: eppur ( qualcosa) si è mosso ? Il dilemma Campionato: si va o non si va?

Non solo sport. Europa: eppur ( qualcosa) si è mosso ? Il dilemma Campionato: si va o non si va? Si va dicendo infatti che la proposta tedesco-francese abbia trovato consenso e che, nonostante l'opposizione di quei 'fighetti' nipoti ' duri e puri' dell'Orange e Cecco Beppe che altro non sanno che perdere tempo in ciance, l'Europa abbia deciso di mettere sul piatto una cifra ( da verificare) tale da consentire a chi più è in difficoltà ( Spagna, Italia e non solo) di rimettersi in carreggiata. Operazione non scontata, coraggiosa, tutta da pilotare, ma che per la prima volta s'è parlata non con i vecchi idiomi ma con quello inedito d'un Continente che ha forse capito ( una volta per tutte? ) che andare in guerra con truppe sparse si fa la fine dei Greci con i Persiani, dei Greci con i Macedoni, dei Greci con i Romani. Una fragilità non sfuggita Altrove. ' ( In questa vicenda) l'Occidente non ha dimostrato nè leadership morale nè efficienza tecnica. In un momento in cui l'intera umanità si sentiva minacciata e cercava disperatamente rassicurazione, conforto, sostegno e guida nè gli Usa nè l'Europa erano all'altezza del compito. Sembravano ( entrambi) sopraffatti e sconvolti'. Quanto tempo occorrerà alla (ormai) manifesta fragilità di tradursi in colonizzazione non si sa. L'historia magistra vitae ( fallace sol per chi occhi non ha ) sic docet. Qualche tempo fa abbiamo temuto che le tre donne nei tre posti chiave dell'Europa fossero non paragonabili alle ' tre Grazie' del Botticelli ma a ' tre Disgrazie' nelle mani di qualche obscuro e obsoleto burattinaio. Siam tentati a ricrederci. E sarebbe una gran cosa. Per loro, per le donne. Infatti qual miglior visione si potrebbe donare ai giovani del Vecchio Continente se non una simile a quella dei nostri avi che videro Leon a Castilla diventare Ispania, Ile de France diventare Francia, Prussia diventare Germania, Piemonte diventare Italia (e così via) ? Inaudito sognare? E chi lo dice? Per caso, anche colui che di ciclismo poco mastica, chi non ha negli occhi quei due acerrimi grandi rivali che in una tappa del Tour si passarono ( vicendevolmente) la borraccia con un unico fine ? Tra rivali, certo, sempre, ma nemici mai. Del resto: 'cui prodest' commentavano i latini? Detto questo, passiamo alla cronaca calcio. E mentre l'inutile Bundes disputa ( con foto sugli spalti) gli ultimi turni d'un campionato che da otto anni ha un solo vincitore, da noi ci si mordacchia, tra l'un e l'altro, per far ripartire ( o meno) il nostro campionato. Che è invece tutto da decidere. Perchè se è vero che l'Inter di Conte ha perso qualche battuta, c'è la Lazio del Lotito che non ha alcuna intenzione di donare il lauro alla solita Signora di Torino. O figli del Tentenna, muovetevi!

LA CRONACA DAL DIVANO. E’ ancora tutto da confermare, ma se è vero quello che i media vanno spargendo per l’aere, potremmo davvero essere all’alba d’un nuovo giorno per quella che per gli antichi coloni  era la leggiadra Europa. Si va dicendo infatti  che la proposta tedesco-francese abbia trovato consenso [...]

28 maggio 2020 0 commenti

Non solo sport. Il City fuori dalle Coppe? Per far camminare il calcio ( e lo sport) con gambe proprie ?

Non solo sport. Il City fuori dalle Coppe? Per far camminare il calcio  ( e lo sport) con gambe proprie ? Il City del Pep, campione in carica della celebrata Premier, è stato squalificato per due anni dalle competizioni Uefa. Che, tramite i suoi organismi di controllo, può oggi ( finalmente) dire che il City dei ricconi del deserto ha infranto le regole ' alterando i ricavi di sponsorizzazioni nei suoi conti e nelle informazioni di pareggio presentate all'Uefa tra il 2012 e il 2016, senza collaborare (poi) in modo serio alle indagini'. Detto in soldoni, questi finanziano una squadra con soldi di Stato, un danaroso Stato del Golfo, che con quei soldi vuol ricavare quanto di meglio c'è al mondo. Aspirazione legittima, quest'ultima, se però non andasse a mettere in seria difficoltà ( in questo caso) la salute economica ( e non soltanto) dei club. Che, se si mettessero tutti a fare ( più o meno) la stessa cosa, manderebbero a carte quarantotto l'intero sistema. Che invece va tutelato quanto e più d'un Panda, visto che è assalito da uno tsunami dorato che rinuncia ad educare la passione ( sovente) senza freni di tante tifoserie che ( al di qua e al di là dell'Alpe) non amano presidenti ( o proprietà) che puntano a tenere i conti in regola. Gira e rigira siam sempre alla favola della cicala e della formica. Remota quanto si vuole, e però sempre pronta a rispuntare dall'oblio per rammentarci che se si vuol andare 'sicuri e lontani' altro non esiste che ' muover i passi secondo gambe proprie'. Non per compiacerci, ma se qualcuno avesse voglia di andar a spulciare su quanto da tempo andiam ventilando su questi eclatanti successi sportivi, vedrebbe che anche stando spagliati su un divano, certe successi stridono. Avvertono. Ammoniscono. Infatti in un futuro che è (già ) presente, in quanti possono aspirare ad ottenere ovazioni e trionfi? Due, tre, quattro? Ma non son pochi, troppo pochi, rispetto ai tanti che in avvio provano a calcare i campi da gioco? Di bello, questa volta, dobbiamo dirlo, sperando ( ovviamente) di non essere ( velocemente) smentiti, c'è che l'Uefa fa sul serio. E non la bella statuina. Confidando che il suo monito, al netto del prevedibile furente ricorso degli sceicchi, possa servire a conservare una dimensione umana, agonistica, organizzativa credibile del mondo d' Eupalla. Credibile e amabile. Perchè chi fin da imberbe si illumina al colore d'una maglia finisce, poi, con amarla, quella maglia. Magari per sempre. Scendendo alla cronaca, qualche domanda sgorga spontanea. Se il City, da molti nostri commentatori dato per favorito alla corsa Champions, dovesse subire la squalifica, chi andrebbe al suo posto nell'anno a venire? E i tanti nababbi che ne fan parte dove potranno ( eventualmente) piantar le tende? Tra loro, in primis, il Pep, (appena) 25 mln netti a stagione, che potrebbe così prendere la palla al balzo per tornare dall'antica Alma Mater del calcio?

LA CRONACA DAL DIVANO.La notizia, anche questa volta, non la dà il campo ma il fuoricampo. E che fuoricampo, visto che ad essere l’oggetto non è una squadra qualsiasi del mondo del pallone. Ma il City del Pep, campione in carica della celebrata Premier, e squalificato per i prossimi due [...]

15 febbraio 2020 0 commenti

Non solo sport. Hamilton, sesto titulo. La ‘rossa’ di nuovo in ambasce. Campionato, lotta solo tra due?

Non solo sport. Hamilton, sesto titulo. La ‘rossa’ di nuovo in ambasce. Campionato, lotta solo tra due? Weekend. Per il Campionato, la lotta sembra restringersi a Juve e Inter, visto che il Napoli sempre più si allontana dalla classifica. Per la moto, invece, ancora una volta poco da aggiungere : il titolo ( scontato) per Alex, fratello di ' cade non cade', il quale proprio nel weekend di caduta ne ha fatta una che a persona normale sarebbe bastata per un lungo ricovero in casa di riabilitazione; la bella vittoria del neo campione Della Porta in Moto3; le modeste prestazioni dei nostri in Moto Gp: Dovi, sul podio, dietro Vinales e Marquez, con Vale al quarto posto e Morbido al sesto. Per l'auto, c'è il sesto titolo per il re nero; mentre alla 'rossa' hanno ripreso a navigare nel buio. Non vorremmo pensare che quel ' genio' indiscusso del Binotto fosse adatto più alle sue cose tecniche che gestionali. Per le quali, tanto per indicar qualcuno, non essendoci più a far luce e ordine l'uomo col maglioncino blu, non sarebbe meglio chiedere udienza a quel bell'uomo che staziona al box delle ' frecce d'argento' , che gran macchine sono, certo, ma non Pegasi alati che volano sulle piste del mondo? Chissà, forse si sarà anche stufato ad andare in giro con quelle camicie da corsia d'ospedale sognando d'indossarne altre di rosso colorate che meglio interpretano la passione per la velocità che serpeggia sulle piste del globo? Chiediamolo. Del resto, non si dice che chiedere costa poco o nulla? Inoltre, altri due eventi: una fantastica Olimpia Milano di coach Messina che batte il Barca e s'insedia ( con Barca e Cska) in vetta alla classifica di Eurolega ( sesta giornata); Shapovalov, che regala al nostro Berrettini, 23 anni, le Finals di Londra tra gli otto maestri del tennis mondiale. Eventi da non credere. Tanto più che il basket nostrano è da anni che non centra più un risultato degno del suo passato; mentre, per quel che riguarda il ragazzo del tennis, non è che gli ultimi tornei abbia meritato di partecipare a tal consesso, per un azzurro 41 anni dopo Barazzutti. Ma tant'è. E ben l'accogliamo, anche perchè adesso abbiamo due ragioni in più per accendere il televisore, sperando ( ovvio) di non essere incappati in due miraggi nel deserto ma in due interpreti di discipline sportive che si sono date ( finalmente) una mossa.

CRONACA DAL DIVANO. XI Giornata in Campionato. Moto a Sepang, auto ad Austin. Per il Campionato, la lotta sembra restringersi a Juve e Inter, visto che il Napoli sempre più si allontana dalla classifica. Alle loro spalle, invece, furoreggia una lotta senza esclusione di colpi, per il posti Coppe e la [...]

4 novembre 2019 0 commenti

Non solo sport. Se n’è andato Niki, due volte mondiale con la ‘rossa’. L’ultima giornata di Campionato.

Non solo sport. Se n’è andato Niki, due volte mondiale con la ‘rossa’. L’ultima giornata di Campionato. Lui, il Niki, due volte campione iridato che proprio con la 'rossa' ( 75/77) più che con la McLaren ( 84) era salito nell'Olimpo degli immortali dello sport. Nel 77, infatti, dopo essersi assicurato il titolo, a due gp dalla fine del campionato abbandonò la 'rossa' consentendo di trasferirla nelle mani dell' (allora) imberbe Villeneuve, poi, per tutti (noi) solo e soltanto Giles, divenuto ( immediatamente ) il figlio più amato di Enzo, il Giove figlio di Crono, padre dell'automobilismo sportivo. Tanto, sinceramente, di lui abbiamo pensato. Allora. E in questi ultimi anni. Probabilmente perchè stando al qua, o al di fuori, d'un circus speciale non potevamo avere gli elementi necessari per meglio valutarlo. Per giustamente apprezzarlo. Soprattutto nelle sue 'sparate' più ingenerose. Come quando disse che alla ' Ferrari sarebbe stato meglio produrre spaghetti che auto da corsa' . E comunque, al di là delle sue battute, al di là delle sue esternazioni comunque sempre dirette e franche, al delle sue (troppe) esultanze col Toto al fianco, c'è una cosa il popolo della 'rossa' ( come suo costume) non dimenticherà mai: d'averlo avuto, negli anni Settanta, tra i suoi figli ( non ) prodighi ma (certamente) più talentuosi. E adesso che, ad appena 70 anni se n'è andato, sale forte il rimpianto di non esserci capiti. Quando occorreva. Fino in fondo. Anche perchè i figli della 'rossa' sol perchè suoi figli restano eterni. Raccolti entro un infinito 'cuore' senza tempo, assieme a tanti altri, viventi e non. Sali, Niki, sali, a far compagnia ai tuoi indimenticabili compagni in tuta rossa. Per proteggere di lassù le sorti d'uno sport ( altamente tecnologico) e ( pur sempre ) periglioso ed entusiasmate. Gli ultimi lampi d'un campionato non ancora deciso. Per l'Europa e per la Serie B.

LA CRONACA DAL DIVANO. Certo che c’infastidivano le sue esultanze ad ogni trionfo delle ‘frecce d’argento‘, accanto a quel genio del Toto che quando vorrà togliersi di dosso quel camice bianco da loco sterilizzato per mettersene un altro color ‘rossa’  passione sarà sempre tardi! Certo. Del resto, per un amante [...]

21 maggio 2019 0 commenti

Non solo sport. Metà agosto: caldo, afa. Ma anche l’azzurro terso del ‘rinato’ sport italiano.

Non solo sport. Metà agosto: caldo, afa. Ma anche l’azzurro terso del ‘rinato’ sport italiano. Eppure il cielo, sullo sport del Belpaese, è azzurro terso come mai da anni. Da qualche altra parte abbiamo cercato un sunto, difficile però perchè gli allori piovono da ogni dove. Ad esempio, se guardiamo il medagliere del nuoto europeo ci siam scoperto una superpotenza, con ' ragazzi' pronti ad esibire prestazioni fuori di testa. E a noi che pensavamo d'avere esaurito le nostre cartucce, l'Araba Fenice da qualche parte appollaiata lungo la Penisola, ci ha fatto doni incredibili. Per gli altri, ovviamente, noi per noi italici, abituati a venire fuori quando gli altri manco lo aspettano. Solita cornucopia popolare, a dispetto di pletore di dirigenti e addetti ai lavori ( spesso) e volentieri capaci solo di far danni o ( nel migliore dei casi) di non muover penna. Si veda la situazione stadi e impianti. Al San Paolo di Napoli, per via di quel fenomeno di Sindaco e altri collegati che manco san far partire un cantiere, la società Calcio ha rinunciato agli abbonamenti. Cose che l'Altrove non capisce. Cose uniche, in esclusiva mondiale. E di cui , in un certo senso, sinceramente, anche a noi sfugge il costrutto. E comunque andiamo verso il 'cuore' dell'estate. Con quel Ferragosto che andrà a festeggiarsi qua e là per lo Stivale. Con tante novità. Sportive. Come il Campionato che, quest'anno, parte sparato già a metà agosto. Un campionato tornato al top. O meglio, avviato a tornare al top, grazie anche alla pax britannica che sembra avere calmierato la fame degli alligatori che da tempo navigano nelle acque dello sport più remunerato ( e remunerativo) e più seguito.

LA CRONACA DAL DIVANO.  Caldo, afoso, e quindi insopportabile. Con qualche temporale improvviso che spaventa. Eppure il cielo, sullo sport del Belpaese, è azzurro terso come mai da anni.  Da qualche altra parte abbiamo cercato un sunto, difficile però perchè gli allori piovono da ogni dove. Ad esempio, se guardiamo il [...]

15 agosto 2018 0 commenti

Non solo sport. Champions: Juve (quasi) fuori; Uefa: lascia ( vilmente) Sarri, lotta quel Diavolo del Ringhio.

Non solo sport. Champions: Juve (quasi) fuori; Uefa: lascia ( vilmente) Sarri, lotta quel Diavolo del Ringhio. Date un'occhiata ai migranti del calcio e cominciate a stilare ( aggiornati) resoconti. E ( relative) riflessioni. Con costoro: Carletto, 58 anni, al momento fermo, perchè esonerato dal Bayern; Prandelli, 60 anni, vittima dell' ennesima sfortunata avventura all'estero, ( pure lui) esonerato all'Al Nasr; Carrera, 53 anni, che dopo aver vinto un campionato russo quest'anno ( a -8 dalla capolista) difficilmente resterà allo Spartak ; Montella, fresco fresco finalista di Copa, ma che in Liga viaggia con l'incedere delle luci dell'albero di Natale, un po' come quand'era al Milan, rendendo problematica una sua lunga permanenza nell'ambiziosa Siviglia ; Stramaccioni, 42 anni, allo Spartak Praga dal 2017 , ma che quest'anno poco brilla al punto che il suo esonero sembra ( già ) scritto; Tramezzani, 47 anni, appena quattro mesi sulla panchina del Sion prima d'essere licenziato. Questi sono solo alcuni dei nostri migranti partiti, tornati o sul punto di tornare. A loro andrebbe aggiunto il più celebre del momento, quel Conte Dracula finito prigioniero in Premier dentro una gabbia dorata, e che altro non sogna che di tornare a respirare l'aria generosa del suo Paese. Che quando si parla di calcio, pur con tutte le sventure e i ritardi che tiene sulla groppa, evidentemente, poco o nulla ha da invidiare all'Altrove. Gioie e delusioni d'Olimpia.

LA CRONACA DAL DIVANO. Nel primo tempo era qualificata, nel secondo è andata fuori ( o quasi). Una Signora così incerta non ce la sia aspetta mai, eppure c’è, esiste, ed è  viva e vegeta. Ora, andare a cercare l’impresa( con due gol nel sacco) in casa loro contro gli [...]

17 febbraio 2018 0 commenti

Non solo sport. Coppa Italia: semifinali, Juve-Atalanta e Milan-Lazio. Le frasi che colpiscono.

Non solo sport. Coppa Italia: semifinali, Juve-Atalanta  e Milan-Lazio. Le frasi che colpiscono. E comunque sia, il buon Ringhio qualcosa di buono sta facendo. Rimontare la Viola, per finire con un onesto 1-1 l'ultimo passaggio in Campionato, non è male. Certo è che il lavoro che l'attende è immane. Per quella squadra di grandi, abbandonata ( in fretta e furia) da un amante ( forse) stanco all'interno di un intreccio economico-finanziario difficile da dipanare, non sarà agevole tornare sui suoi passi. Come tutti auspicano. Anche Oltralpe. Del resto i suoi ( anonimi) cinesi non parlano altro che di fondi, soldi da restituire, fair play finanziario etc etc, senza cenno alcuno della casa donde avviare la nuova era. Solitamente, da noi, quando si vuol metter su famiglia, la prima cosa a cui si pensa è la casa dove alloggiarla. Stabilmente. Al sicuro. Per farla crescere in pace. In questo caso la casa del Milan, l'immortale San Siro, appare logorato dagli anni. In altre parti del Vecchio continente se la passano ( molto) meglio. Più comoda. Tanto che la gente ( bimbi compresi) va alla partita a frotte. Cantando. Così in Altrove si va allo stadio. Ma il fatto che degli (anonimi) cinesi pensino poco o nulla a dar nuova casa al vecchio Diavolo, ci preoccupa assai. ( Forse) più di quel che si dovrebbe. Da noi, quando non s'intende metter radici si pensa a tutto fuorchè a edificare casa. Allora si divaga. Onde per cui non vorremmo che, a conti fatti, anche in questo caso, dovessimo trovarci al cospetto d'un'altra brutta ( annunciata) sorpresa. Un poco come fece il Thoir dei beneamati cugini, bravo ad intascare più che a spendere. Nel lontano Oriente, purtroppo, ( sembra) che siano interessati più agli affari ( loro) che ai ( nostri) miti. Ma chi ha detto che a pensar male si fa peccato ma che ci si azzecca assai?

LA CRONACA DAL DIVANO. Il Ringhio sta ( cercando) di svegliare il vecchio Milan addormentato. Un picciol homo, pochi giorni fa, ha osato dire che il Siviglia, squadra tostissima ma pur sempre di seconda fascia sia in Ispania che in Europa, nell’ultimo decennio ha vinto ( 3 Uefa? ) più [...]

4 gennaio 2018 0 commenti

Non solo sport. Stanno uccidendo il calcio italiano? Marquez ‘ sei’ volte, Dovi un eroe. Ma la ‘rossa’ c’è.

Non solo sport. Stanno uccidendo il calcio italiano? Marquez ‘ sei’ volte, Dovi un eroe. Ma la ‘rossa’ c’è. E così, dopo sessant'anni, non ci iscriveremo al Mondiale. Una tragedia. E non tanto per l'aspetto agonistico quanto per quella sua funzione di traino economico-sociale che il calcio ha assunto negli anni. Non abbiamo ospitato l'Olimpiade, restiamo fuori dal Mondiale di calcio. Competizioni top, come si dice oggi, capaci di ricadute enormi sull'intero movimento sportivo nazionale. E adesso a chi presentare il conto di così tanta sprovvedutezza? Solo a Tavecchio-Ventura, chiaramente inadeguati a riscoprire i ruoli ai quali si sono ambiziosamente aggrappati, o a qualche altro? Sì, perchè qui non è più il caso di andare a cercare capri espiatori, con tanto di pro e contro, ma arrivare al cuore della situazione. Complessa. Potenzialmente ricca di prospettive. Ma sempre più disattesa e dai contorni umani non all'altezza dei compiti che dovrebbero essere assolti. Infatti ( sia pure da osservatori sul divano) non ci pare faccia più la sua parte la cosiddetta stampa, con addetti ai lavori sempre più modesti e scarsamente illuminati. E qui ci risparmiamo i nomi. Non ci hanno mai convinto più di tanto il Coni, ma anche la Lega ( continuamente persa nelle sue faide senza soluzioni ) e la Federazione, in mano ad un uomo che ( non ce voglia) non ne mostra i requisiti. Davanti a cotanta tragedia dovrebbero essere loro stessi ad abbandonare il timone d'una nave che non sanno guidare. Aspettiamo gli eventi. Intanto però ci stiamo chiedendo chi ( e cosa) potrà risollevare un contesto tanto deprezzato e mortificato? Su chi e cosa puntare, insomma, in un futuro immediato, per ritrovare ( quanto prima) la perduta grandezza?

 LA CRONACA DAL DIVANO. Tanto piovve che arrivò il diluvio. Annunciato.  Da segni diversi e inequivocabili. La squadra azzurra versione Tavecchio-Ventura non è mai andata al di là dell’ordinario, e anche quando ha riportato successi lo ha fatto sempre convincendo poco o nulla. Non ha mai acquisto un’anima, non s’è [...]

14 novembre 2017 0 commenti