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Non solo sport. Stadio San Siro: Milan e Inter ‘aprono’ al buon Sala. Scudetto: ‘ sfida’ Juve, Inter e Lazio.

Non solo sport. Stadio San Siro: Milan e Inter ‘aprono’ al buon Sala. Scudetto: ‘ sfida’ Juve, Inter e Lazio. Questione stadi. Aggiorniamo. Una volta si diceva che Milano era la capitale reale e Roma quella istituzionale. Per indicare, in pratica, due mondi opposti: il primo quello del fare, il secondo quello del dire. Una volta, perchè adesso le cose si sono talmente ingarbugliate che ( pur con qualche distinguo) non si capisce più dove stiano di casa i 'tintinnega' o gli ' uomini di buona volontà'. A Roma c'era da fare un' Olimpiade (estiva) che ( come quella del 1960) avrebbe cambiato non poco il volto dell'Urbe, ed è stata ( letteralmente) snobbata. A Milano c'era da fare un Olimpiade (invernale) e ( l'occasione) è stata ( pienamente) colta. E fin qui tutto bene, come historia docet. A Roma c'è da fare uno stadio come Eupalla comanda e manco per il cavolo ci si affetta a farglielo fare. A Milano c'è da fare uno stadio ( anzi, con lo stadio, una parcella dimenticata della città) e anche qui manco per il cavolo ci si affretta a farglielo fare. E qui tutto male, visto che la storia comincia a non insegnare più nulla. Al punto che Sabini e Lumbard sembrano, improvvisamente, essersi fotocopiati. Dentro i loro soliti anonimi consigli comunali tintinnega, nelle solite interminabili (pretese) burocratiche, nei soliti nodi da sciogliere che manco chi li avvolge sa come scioglierli. Morale: l'uno progetto e l'altro latitano, in attesa non si sa ben di che cosa, impedendo allo sport di quelle due popolose metropoli passi in avanti indispensabili. Clarissimi. Auspicabilissimi. Tanto per togliere alibi ai tintinnega che sono riusciti ad accasarsi sotto l'ombra ( laboriosa) della Madonnina, Milan e Inter ( o Inter e Milan) hanno proposto al Comune tutto il proponibile. Ad esempio: si sono detti disposti a pagare da subito il diritto di superficie con l'impegno di studiare varianti al progetto iniziale per non cancellare ( del tutto) quel mito ( ingombrante) del Meazza. Speriamo che al buon Sala, e ai suoi, questo basti, se non altro per mettere mano quanto prima a calce e mattoni. Perchè, qui, anche se a costoro non pare, il divario tra il nostro calcio e quello dell'Altrove s'amplia ogni ora di più. E non vorremmo che si arrivasse a decidere quando oramai gli altri sono diventati un lontano miraggio. Se allo sportivo Sala basta far da comparsa, lo faccia pure, lui con i suoi. A noi, di comparse, tanto per fare un esempio, bastano gli azzurri del rugby, giunti alle 23 a sconfitta di fila. Al punto che in giro qualcuno prospetta di chiedere alla (loro ) Federazione i danni per ' vilipendio della maglia azzurra'. Sulla XXII di Campionato, da registrare il fatto che il duello continua. Tra Juve, Inter e Lazio. Continua più bello che pria. E che nell' Altrove, donde sulle rispettive sorti finali sbadigliano già da un po' e un po' dappertutto.

LA CRONACA DAL DIVANO. Chiude gennaio, apre febbraio. Il tempo vola. Come le nostre ragazze delle nevi, con Brignone e Goggia oro e argento nel SuperG di Coppa. Come il Calciomercato che ha chiuso finalmente la finestra invernale, con qualche interessante passaggio di maglia. Come lo  straordinario ( milanista) Djoko che s’è [...]

2 febbraio 2020 0 commenti

Non solo sport. Milan: arriva Ibra, svegliarsi ! Vale: resto o vado? Toto/Hamilton: finita la pacchia?

Non solo sport. Milan: arriva Ibra, svegliarsi ! Vale: resto o vado? Toto/Hamilton: finita la pacchia? Sui media ( a corto di news ) a furoreggiare è il 'vecio' Slatan, 38 anni, venuto al Milan per dar nerbo (soprattutto) a quegli smidollati che disonorano una maglia tra le più prestigiose al mondo. Speriamo riesca nel compito, anche perchè qui più che il metodo contano i risultati, per portare fuori dal tunnel quella squadra dapprima amata e poi abbandonata, impietosamente, da quel signore che ( ora) aspetta ( soltanto) il Monza 'per sbancare' San Siro. Come detto, in queste giornate d' inizio 2020, le news non sono molte. E succose. C'è il calciomercato, com'è ormai abituale, ma fra intenzioni e fatti sempre in alto mare. La Signora, piuttosto, che prima fa e poi ciancia, ha chiuso per Kulusewski, 19 anni, svedese dall'Atalanta. La Beneamata tenta Vidal in rotta col Barca dal braccino corto; mentre aspetta Eriksen, ma da questa estate. Nel contempo, parola al don Fabio, che dopo anni esternazioni (assai ) discutibili, ha preso ( finalmente) a farci apprezzare la sua lunga, attenta, divinatoria competenza in fatto di pallone giocato e non. Ora i suoi interventi illuminano Sky. Per il nostro Vale, magister inter magister di moto, c'è in corso un ultimatum: ' O la va...le o la spacca'. Nel senso, che ' Se quest'anno vado, bene, resto; se non vado, invece, mollo tutto e vado a scorrazzare sulla pista del Ranch'. In tal prospettiva, chiaro è che ' cado non cado' avrebbe campo libero per battere, ribattere, tribattere, i record del Maestro e puntare a quelli ( finora ritenuti irraggiungibili) dell'ombroso Ago. La truppa mista d'imberbi ( il siculo-francese Quartararo compreso) e di ' veterani' ( Dovi in primis) ( ad esser sinceri) non ci sembra in grado di opporre se non una sporadica e orgogliosa difesa al cataluno. Anno sabbatico invece, per le auto di F1, con la coppia Toto/Hamilton pronta a trasferirsi sulla luna. La nostra speme, si sa, è rivolta ancora una volta verso quella prodigiosa macchinina rossa che, sol e soltanto lei, ci dona momenti, storie e personaggi senza tramonto. Contiamo sul ragazzo, 21 anni, monegasco del feudo dei Grimaldi genovesi. Che come avversario dentro e fuori pista potrebbe trovare più che quel Lewis dei record , quel Tappen delle Terre basse finora specializzato in ' sfascia rosse' e che le 'rosse' ama ( ricambiato) come Annibale i Romani. Vorremmo dedicare qualche (meritevole) riga in più agli azzurri della neve. Con Dominique e Dorotea sugli scudi. Ma anche a quelli del volley che hanno la sorte di giocare nei due campionati più belli e forti al Mondo. E non possiamo certo esimerci dal ricordare ai giovani quel prodigioso uomo bianco -celeste che ha folgorato d'entusiasmo l'Italia e l'Europa del Dopoguerra. Ci ha lasciati esattamente 60 anni fa, il 2 gennaio 1960. In tanti hanno cercato di obliarlo con altri ( pur validi colleghi ) e in ogni occasione. Ma invano. Perchè quando i miti interpretano i palpiti segreti dei popoli restano eterni. Irripetibili. Unici. Dunque, gloria a te, o imperituro e solitario Grande Airone !

LA CRONACA DAL DIVANO. Sui media ( a corto di news )  a furoreggiare è il ‘vecio’ Slatan, 38 anni,  venuto al Milan per dar nerbo (soprattutto)  a quegli smidollati che disonorano una maglia tra le più prestigiose al mondo. Speriamo riesca nel compito, anche perchè qui più che il [...]

2 gennaio 2020 0 commenti

Non solo sport. Inchiesta shock del ‘Sole24Ore’ : ‘ Paradosso Italia, dove la ricchezza sembra povertà’.

Non solo sport. Inchiesta shock del ‘Sole24Ore’ : ‘ Paradosso Italia, dove la ricchezza sembra povertà’. Che il Belpaese non sia quel che si sbandiera, all'Estero ma anche da noi, non ci sorprende. E questo, più o meno, in ogni campo. Politico, economico-finanziario, della ricerca, del sociale, dello sport. port, calcio, ma anche economia, o meglio, finanza. Dove, quotidianamente, veniamo terrorizzati da omelie catastrofiche, spread svolazzanti su chiamata, baratri pronti ad aprirsi da un'ora all'altra. Ma stanno davvero così le cose? E c'è ancora qualcuno in questo Paese ( perennemente) diviso tra Guelfi e Ghibellini, Rossi e Neri, Salvini e anti Salvini, che veleggia super partes, pensando non al magro orticello proprio ma al gran campus comune? Forse, sì, non disperiamo. Intanto leggiamoci questa ( inattesa) inchiesta del colorato quotidiano milanese. Noto per trattare d'economia. Ma anche d' altro. L'Italia - si legge nella sopra citata inchiesta del Sole24Ore - resta un Paese polarizzato, anche se meno che altrove... Ciò che non torna è la fotografia fiscale dove il 5,3% è la quota di contribuenti che dichiarano più di 50 mila euro di reddito annuo e paga il 40% dell'Irpef... Il sommerso è probabilmente ciò che caratterizza l'Italia. Sommerso che per l'Istat vale 210 mld circa... Sommerso fatto di comportamenti border line, di zone grigie, di irregolarità elusive e furbesche, forse minute, ma diffusissime che, alla fine, diventano una gigantesca variabile macroeconomica ... In Italia il reddito complessivo è di 1200 mld ed è composto da stipendi e pensioni. La vera sorpresa è nel dato della ricchezza che è composta da immobili, strumenti finanziari, depositi e cash. Un Paese da record con 10 mila mld, 8,4 volte il reddito, un multiplo che in Europa non ha eguali: la Germania è a 6,5 mentre Francia e Gran Bretagna sono a 7,9. Il 50% della ricchezza dell'Italia è concentrata sul proverbiale mattone... Oltre a questi, ci sono dati che certificano un Paese che ( bene e spesso) non si vuol vedere. Il risparmio gestito, vale a dire il patrimonio accumulato dalle gestioni collettive e da quelle di portafoglio, è ormai di 2.280 mld e quest' ultimo dato del novembre 2019 è cresciuto del 13,9%. Si tratta di un ammontare di ricchezza quasi pari all'intero debito pubblico che, ad ottobre 2019, era di 2.447 mld. Gli Italiani non smettono di far crescere anche i depositi che sono ormai oltre 1700 mld, più o meno, quanto il Pil.

LA CRONACA DAL DIVANO. Che il Belpaese non sia quel che  si sbandiera,  all‘Estero ma anche da noi, non ci sorprende. E questo, più o meno, in ogni campo. Politico, economico-finanziario, della ricerca, del sociale, dello sport. Quando nel calcio  ci vengono a sbandierare altri tornei, per buona parte ci [...]

27 dicembre 2019 0 commenti

Non solo sport. Hamilton, sesto titulo. La ‘rossa’ di nuovo in ambasce. Campionato, lotta solo tra due?

Non solo sport. Hamilton, sesto titulo. La ‘rossa’ di nuovo in ambasce. Campionato, lotta solo tra due? Weekend. Per il Campionato, la lotta sembra restringersi a Juve e Inter, visto che il Napoli sempre più si allontana dalla classifica. Per la moto, invece, ancora una volta poco da aggiungere : il titolo ( scontato) per Alex, fratello di ' cade non cade', il quale proprio nel weekend di caduta ne ha fatta una che a persona normale sarebbe bastata per un lungo ricovero in casa di riabilitazione; la bella vittoria del neo campione Della Porta in Moto3; le modeste prestazioni dei nostri in Moto Gp: Dovi, sul podio, dietro Vinales e Marquez, con Vale al quarto posto e Morbido al sesto. Per l'auto, c'è il sesto titolo per il re nero; mentre alla 'rossa' hanno ripreso a navigare nel buio. Non vorremmo pensare che quel ' genio' indiscusso del Binotto fosse adatto più alle sue cose tecniche che gestionali. Per le quali, tanto per indicar qualcuno, non essendoci più a far luce e ordine l'uomo col maglioncino blu, non sarebbe meglio chiedere udienza a quel bell'uomo che staziona al box delle ' frecce d'argento' , che gran macchine sono, certo, ma non Pegasi alati che volano sulle piste del mondo? Chissà, forse si sarà anche stufato ad andare in giro con quelle camicie da corsia d'ospedale sognando d'indossarne altre di rosso colorate che meglio interpretano la passione per la velocità che serpeggia sulle piste del globo? Chiediamolo. Del resto, non si dice che chiedere costa poco o nulla? Inoltre, altri due eventi: una fantastica Olimpia Milano di coach Messina che batte il Barca e s'insedia ( con Barca e Cska) in vetta alla classifica di Eurolega ( sesta giornata); Shapovalov, che regala al nostro Berrettini, 23 anni, le Finals di Londra tra gli otto maestri del tennis mondiale. Eventi da non credere. Tanto più che il basket nostrano è da anni che non centra più un risultato degno del suo passato; mentre, per quel che riguarda il ragazzo del tennis, non è che gli ultimi tornei abbia meritato di partecipare a tal consesso, per un azzurro 41 anni dopo Barazzutti. Ma tant'è. E ben l'accogliamo, anche perchè adesso abbiamo due ragioni in più per accendere il televisore, sperando ( ovvio) di non essere incappati in due miraggi nel deserto ma in due interpreti di discipline sportive che si sono date ( finalmente) una mossa.

CRONACA DAL DIVANO. XI Giornata in Campionato. Moto a Sepang, auto ad Austin. Per il Campionato, la lotta sembra restringersi a Juve e Inter, visto che il Napoli sempre più si allontana dalla classifica. Alle loro spalle, invece, furoreggia una lotta senza esclusione di colpi, per il posti Coppe e la [...]

4 novembre 2019 0 commenti

Non solo sport. Sbadigli in MotoGp. Omaggi della ‘rossa’ in F1. Per solidarietà, tre pari in Campionato.

Non solo sport. Sbadigli in MotoGp. Omaggi della ‘rossa’ in F1. Per solidarietà, tre pari in Campionato. Con le moto poco da dire, se non il solito plauso a 'cade non cade' avviato a superare il Maestro di Tavullia e il remoto Ago. Vera nota positiva è data dal titolo mondiale di Della Porta nella Moto3. Un altro talento che va ad aggiungersi ai numerosi altri talenti azzurri già in pista e che si aspetta di vedere definitivamente sbocciare magari il prossimo anno. Visto che al Maestro non intendono fornire una moto all'altezza, inevitabile orientarsi verso le nuove leve. Tante. Promettenti. Nulla di nuovo anche nell'auto, dove a vincere è sempre il re nero. Favorito, anche questa volta, da una serie di circostanze, non ultime i ' pastrocchi' in casa della 'rossa'. Così anche il fenomenale Carletto non può altro che restare al palo. Quando il Toto vorrà togliersi di dosso quella camicia da corsia ospedaliera per mettere l'altra riflesso della passione 'rossa' che colora le piste del mondo, sarà sempre tardi. Mediti. Decida. Decidano. Per il Campionato invece è accaduto quel che meno ci si attendeva. A dimostrazione che nel Paese adottivo dell'Araba Fenice tutto si puote. Infatti Juve, Napoli e Inter non sono andate oltre a pareggi. Tutti criticabili, ma lasciam perdere. Per ora. Semmai salutiamo le prestazioni albero di Natale della Dea, passata da un tracollo ( in Coppa, col City) ad un trionfo ( 7-1, con l'Udinese). Resta ancor più in ambasce il Milan, che (ri)perde con la Roma ( 2-1). Qui non può non segnalarsi l'uscita mediatica del Maldini, grande atleta ma non (ancor ) navigato capitano di truppa, uscita che così come posta poteva anche risparmiarsela. Andare ad arrampicarsi sugli specchi per giustificare una paio di suoi anni scarsi al timone sportivo dei rossoneri , non è - come suggerisce lui- elegante. Per diventar qualcuno infatti occorre accettare il bene e il male. Senza isteria. Sempre saldi. Perchè è la vita da manager che lo richiede. Tra le frasi infelici pronunciate quella che ' Lui e Svone non staranno alla finestra, come Berta filava, per anni e senza costrutto'. Il problema è che manco gli altri, tifosi in primis, vorranno vedersi sfilar davanti monumenti del campo ridotti all'uopo in modeste casupole fuori campo. Il turno infra settimanale di Campionato. Con ancora una lotta a tre?

CRONACA DAL DIVANO. Con le moto poco da dire, se non il solito plauso a ‘cade non cade’ avviato a superare il Maestro di Tavullia e il remoto Ago. Vera nota positiva è data dal titolo mondiale di Della Porta nella Moto3. Un altro talento che va ad aggiungersi ai numerosi [...]

28 ottobre 2019 0 commenti

Non solo sport. ADL all’attacco: ” Se qui non garba, vadano pure in Cina!”. Sor Berlusca, spieghi un po’ ?

Non solo sport. ADL all’attacco: ” Se qui non garba, vadano pure in Cina!”. Sor Berlusca, spieghi un po’ ? Fosse per noi, gli daremmo l'Oscar della più bella intervista dell'anno. Sincera. Opportuna. Esaustiva. Meritata, insomma. L'ha rilasciata alla 'rosea' ( venerdì 18), con tanto di nomi e cognomi. L'eroe mediatico questa volta è senza dubbio alcuno il buon ADElle ( al secolo Aurelio DeLaurentis, patron del Napoli). Che, a volerlo punzecchiare, quando è in vena, non le manda a dire a nessuno, proprio a nessuno. A cominciare dal capo Uefa, Ceferin, per allargarsi su alcuni dei suoi rampolli: Insigne, Mertens, Collejion e così via. ' Insigne? Non lo capisco. Non capisco - spiega DiElle - perchè a Napoli, a casa sua, non debba essere felice. E' un gran giocatore, glielo riconosco, ma se ritiene che la sua avventura col Napoli sia finita qua, allora s'impegni per non restare un incompreso...'. Come dire: se credi resti, altrimenti ben si metta in viaggio verso altre mete. ' I casi Mertens e Collejon che hanno i contratti in scadenza? Nulla di speciale. Entrambi infatti - spiega ancora - sono legati al Napoli. Il Napoli è un club da amare, come una bellissima donna. A loro due ho presentato una offerta otto mesi fa e di certo non posso andare oltre quanto loro proposto. Se poi vogliono andare a fare una vita di m... o le marchette in Cina, allora vadano pure'. Fossero tutti così spicci e chiari, forse, il calcio nostro ( e non solo) sarebbe diverso. O anche come quello che i (romantici) affezionati sognano da quand'erano in fasce. E vedon sgretolare giorno dopo gioco, con l'incalzare di ' stormi d'uccelli neri' attratti più dai danari che altro. Non capendo che, in fondo, se tutta la baracca regge, non è per questo o quel dirigente o sponsor o giocatore, ma ( solo e soltanto? ) per l'infantile passione che tiene legate folle sterminate, dai colori diversi, sulle tribune ( e non solo) del pianeta calcio. Linguaggi come quello del sor DiElle sono rari. Di qua e di là d'Oltralpe. L'avessero usato a tempo giusto quelli della Beneamata con il Maurito della Wanda o il Perisic della Premier finito in Bundes , chissà che ora non fosse più agevole la risalita? Verso l'Europa. Verso lo scudetto. Che per la Beneamata restano ancora una palmo sotto a quanto richiesto da quegli agoni, già prenotati da squadre da ben altro tempo strutturate e predisposte. Se la sta passando male, veramente male, il glorioso Diavolo. L'infelice passaggio cinese avallato dal sor Berlusca potrebbe risultare un tunnel senza uscita. E qui qualcuno è ora che venga chiamato a spiegare le sue responsabilità. Infatti non si può assistere al naufragio della squadra ' degli Immortali', senza battere ciglio. Se il sor Berlusca ha dato il meglio nel quarto di secolo a lui nomato, spieghi perchè ha dato il peggio nei giorni dell'addio.

CRONACA DAL DIVANO. Fosse per noi, gli daremmo l’Oscar della più bella intervista dell’anno. Sincera. Opportuna.  Esaustiva. Meritata, insomma.  L’ha rilasciata alla ‘rosea‘ ( venerdì 18), con tanto di nomi e cognomi. L’eroe mediatico questa volta è senza dubbio alcuno  il buon ADiElle ( al secolo Aurelio DeLaurentis, patron del Napoli). [...]

18 ottobre 2019 0 commenti

Non solo sport. L’Italia del Mancio agli Europei. Harakiri per la ‘rossa’. Milano/San Siro: ricorda chi sei.

Non solo sport. L’Italia del Mancio agli Europei. Harakiri per la ‘rossa’. Milano/San Siro: ricorda chi sei. Milano, la grande Milano, ha sempre insegnato qualcosa all'Italia. Questa volta, invece, sembra tornata sui banchi di scuola. Gli prospettano un ' evento' ( dell'importo di circa 1,2 mld) che gli cambierebbe un tratto importante della città, con tanto nuovo stadio e annessa zona verde ristrutturata, e che fa? Ciancischia, come in altre parti della Penisola ammaestrati. Soliti comitati, soliti piagnistei. Anche noi, potessimo, continueremmo a giocare nel vetusto San Siro per i secoli a venire. Il problema è, però, che il vetusto San Siro non solo perde calcinacci ma ( anche a volerlo rivestire di nuovo ) potrebbe continuare ad assolvere alle richieste di un moderno impianto sportivo di tal importanza? Speriamo quindi che tra i canali di Mediolanum torni a spirare il soffio del ' genius loci' che l'ha resa celebre a ammirevole. Oggi, infatti, una delle poche vive e vegete capitali della decadente Europa. L'Italia del Mancio è agli Europei, che dal prossimo 12 giugno scatteranno a partire da Roma. Un'Italia zeppa di giovinastri, che gioca, che si propone. Con buone aspettative per il futuro. Azzurro, sempre, e non verde. Nella maratona col laser Kimchoge ha battuto il record delle due ore. Nel Lombardia le stelle si svegliano tardi e l'olandese Mollema fa sua l'edizione 113 della corsa ' delle foglie morte'. Per il Fausto di Castellania il vero campionato del Mondo, non solo perchè naturale sigillo d'una stagione ma anche per quel suo terribile percorso che la penna del don Lisander ha trasferito in quella letteratura oltre il tempo. Berrettini, 23 anni, non ha superato l'ostacolo Zverev in semifinale del torneo 1000 di Shanghai poi aggiudicato a Medvedev. Si è concluso a Trento il Festival dello sport. Un eco di civiltà sportiva tricolore per una regione che non vuol essere ( almeno in parte) tricolore. Nulla di buono per Molinari agli Open d'Italia, aggiudicati ad un austriaco.

CRONACA DAL DIVANO.  Per lui,  per loro,  in questa stagione, devono essersi scomodati anche gli antichi dei delle terre d’Oltralpe  e d‘Albione, visto che tutto è filato liscio, perfino nei minimi particolari, da un bullone all’altro, da una pista all’altra, mentre per la ‘rossa’ non s’è mai persa l’occasione di [...]

14 ottobre 2019 0 commenti

Non solo sport. Cade il Dovi e vola il Marquez. Torna la nostra cara Serie A, con tanti nodi da sciogliere.

Non solo sport. Cade il Dovi e vola il Marquez. Torna la nostra cara Serie A, con tanti nodi da sciogliere. La gara mpoto Gp di Silverstone è stata rovinata non dalla pioggia ma dalla caduta in partenza del giovane siculo-francese Quartararo, che ha coinvolto crudelmente anche il Dovi, trasportato d'urgenza in ospedale. Nulla di grave, per la salute, qualcosa invece di decisivo per la sorte del Mondiale, oramai in mano di Marc Marquez. Battuto ancora al photo finish, non dal Dovi che ha tracciato la strada per farlo, ma dal connazionale Rijns, del team Brivio. Ha deluso un tantino il maestro di Tavullia che partito in seconda posizione prospettava ben altra resistenza in pista. Resistenza che è svanita fin dalle prime battute . Costringendo ( melanconicamente) il Vale in retrovia. Quindi, alla prova dei fatti, tre ispanici sul podio, con il Vale e il Morbido a far da ancelle al quarto e quinto posto. Del Campionato, invece, nell'attesa del posticipo della Beneamata versione Conte Dracula, un inizio niente male. Con la Signora vittoriosa ( 0-1) ma in sofferenza contro il Parma; il Napoli più volte perforato ( 3-4) da una Viola che ( anche senza Ribery) s'annuncia pimpante; la Roma, costretta al pari ( 3-3) e il Milan tornato a competere col solito passo del gambero ( 1-0 a Udine). Maldo e Svone che fate? Gli esterofili e la loro succursale anglofila si sono nel contempo sbracciati per porgerci la Premier canterina e corridora, che ( tranne il Tottenham) ha visto tutte le big vincere, come da copione. Piuttosto, da rimarcare, è la brutta ' battuta d'arresto' del Toro in Uefa contro il Wolves ( 2-3) che sarà improbo rimontare in Albione. A meno che qualche goccia di sangue antico non sia andato a rivitalizzare i ragazzi del buon Mazzarri, troppo distratti in andata. Abituale allucinante sconfitta per quelli del basket, che ( con questo andazzo) ai Mondiali vanno ma per far cosa: il sacco delle botte? Dodici medaglie azzurre mondiali sono invece piovute dalle piscine natatorie giovanili. E' inoltre partita la 'rossa' Vuelta de Espana.

LA CRONACA DAL DIVANO. Fine settimana segnato dal ritorno della Serie A in campo e dalla nuova sconfitta in dirittura d’arrivo al Gp di Silverstone del ‘ mostro’ cataluno. La gara è stata rovinata dalla caduta in partenza del giovane siculo-francese Quartararo, che ha coinvolto inevitabilmente anche il Dovi, trasportato [...]

26 agosto 2019 0 commenti

Non solo sport. Premier migliore della Serie A? Un po’ sì, un po’ no. Nell’attesa di ‘vedere’ nuovi stadi.

Non solo sport. Premier migliore della Serie A? Un po’ sì, un po’ no. Nell’attesa di ‘vedere’ nuovi stadi. Detto questo, però, non è che la tarda Serie A possa considerarsi men che l'agile Premier. Son belli loro, siam belli noi ( sia pure con qualche acciacco). Sennò, che c'è venuto a fare il plurimedagliato Cr7 in un agone come il nostro? E' rincoglionito o gli hanno detto che per ragionar di storia non c'è 'contesto ' più accreditato? Lui di storia deve intendersi, eccome, magari più e meglio del Messi da Recanati , accucciato da sempre e per sempre dentro una sola amorevole culla; o di quel genio maledetto del partenopeo Maradona, che per superare il magico Pelè s'era trasferito armi e bagagli da una grande di Spagna ad una media squadra del campionato italiano. Trasformandola d'incanto da Calimero a Cigno. E siamo belli perchè sono belli i nostri campanili che rendono infuocate e imprevedibili anche le diatribe più insignificanti. E i duelli più radicati. E i personaggi più impensati. Da noi il gioco non è una ( estenuante) cavalcata di 90/100 minuti dietro una palla, da noi il 'cencio' da strappare sotto la torre del Mangia è ben altra cosa. A volte esagerata. Ma che altrove manco immaginano. Soprattutto in Premier. E infatti mentre quando si guarda una partita loro si pensa sempre a cosa gli diano da manducare, da noi , invece, ci si scervella per immaginare qual diabolico artifizio frulli nella testa dell'uno o dell'altro dei contendenti. Perchè di ' punitio divina' si può essere sempre colpiti, quando men la si aspetta, anche per mano del più modesto in campo, tra un dettaglio e l'altro. Un articolo della 'rosea' sembra voler restituire ( giusto) valore e dignità al nostro (bistrattato) campionato. Che non ha bisogno di copiare da alcuno se non da se stesso. Ricco com'è di ' mille identità tattiche'. Che van da Sarri a Conte a Ancelotti, tre maestri del mondo del calcio ' tornati a percorrere i domestici tratturi, e che nessuno offre con la stessa ricchezza agonistica e studia con tante soluzioni. Dal calcio d'estate - sottolinea la 'rosea', che se non ci fosse bisognerebbe inventarla - arriva la conferma di una varietà tattica unica: i nostri otto top club, per esempio, usano sei sistemi diversi. Quando lo stesso sistema offre spesso interpretazioni divergenti. Ma con un comune denominatore: la voglia di ' far' gioco. Chi altri può offrire tanto? E se nessuno può, perchè ( arricchire) sempre l'orto del vicino e mai il nostro? Lo scorso anno squadre della Premier hanno fatto man bassa in Champions e in Uefa. Dopo anni. Forse per un altro ciclo ( l'ultimo successo inglese in Champions l'aveva ottenuto il Chelsea nel 2011/2012, bissando lo United del 2007/2008). Forse. C'è però da ammonire che, tra le tante altre cose, nelle 65 edizioni della Coppa dalla grandi orecchie fin qui disputate, per 27 volte in finale sono giunte squadre italiane. Praticamente un 45% ca, quasi a dire una edizione su due, percentuale che non avrebbe necessità di commento se non per ricordare a smemorati e incolti che ( in regime di libertà) si può celebrare chi, quando e come si vuole, senza però voler passare per cantori pindarici quando s'è null'altro che funzionari ( consapevoli o meno) di questo o quell' uffizio. O bacucchi, fateci quegli stadi, eppoi vedremo chi ( meglio) saprà riempire di stelle ( e di sogni) le sue maglie e chi no.

LA CRONACA DAL DIVANO. E insistono nel favoleggiare sulla ricca Premier, a lor dire il ‘ migliore campionato di calcio del Mondo’. S’ascoltano canti e peana a bizzeffe, anche se ( a dire il vero)  più che canti e peana ci sembrano entusiastici comunicati di qualche ufficio stampa di calcio e [...]

13 agosto 2019 0 commenti

Non solo sport. Fede, Simo e Greg stelle mondiali in vasca. Italia, la Giamaica della velocità giovanile.

Non solo sport. Fede, Simo e Greg stelle mondiali in vasca. Italia, la Giamaica della velocità giovanile. Greg ( Paltrinieri ) non ce l'aveva fatta a prendere l'oro nella 'mista' del fondo in mare aperto ai Mondiali di nuoto in Corea, c'è invece riuscito in vasca, negli 800 metri sl, esattamente 24 h dopo Simo Quadarella che già s'era posta sul capo il lauro delle vincitrici, anche lei nei 1500 sl, gara da medaglie a partire dalla prossima Olimpiade. Ma l'impresa che non t'aspetti, manco nei sogni, è l'ennesima compiuta da quella eterna ninfa delle piscine che reca un nome che è tutto un programma: Fede, certo Fede, a 31 anni, ancora in grado di confermarsi regina del regno ( 200 sl) ma anche di mandare in apnea avversarie straordinarie e navigate. Il paese d'adozione dell'Araba Fenice ringrazia commosso. Altra medaglie nel nuoto sono arrivate da Detti, bronzo nei 400 sl, aggiudicati al cinese più volte coinvolto in questioni di doping ma lasciato ( allegramente) scorrazzare con la sua enorme mole in un agone mondiale; e da Martina Carraro, 26 anni, bronzo nei 100 rana. Il Settebello, dopo aver sconfitto la Grecia ( 7-6) ha bissato il successo anche contro l'Ungheria ( 10-8) : ora dovrà vedersela con la Spagna per l'oro. Le ragazze, invece, dovranno superare la Russia per il quinto posto. A livello di medagliere cominciamo ( incredibilmente) a sbirciare i posti alti, da confermata grande potenzia natatoria. Ma dov'è la novità, con tutto quel bel mare che ci abbraccia da millenni? Dopo gli Europei di atletica juniores di Boras possiamo anche considerarci la Giamaica ( della velocità giovanile) d'Europa. Lorenzo Paissan e Vittoria Fontana, 18 anni, entrambi dorati nei 100 m e Scotti nei 400 m. Mentre nel lungo, Larissa Japichino, ( al momento ) nota come figlia di Fiona May , ha travolto una concorrenza ben più vegliarda aggiudicandosi, a 17 anni, con misura notevole ( 6,58), l'oro nel lungo ( sempre ) agli Europei Under 20. Una grande impresa. Ora, però, lasciamola crescere in santa pace. Come Tortu e altri impensabili giovani talenti sempre possibili nel nido di quell'uccello misterioso che deve aver trovato dimora nel Belpaese per nascere, morire e rinascere dalle proprie ceneri. Nel frattempo Roma s'è candidata per gli Europei di nuoto 2022. Si sono chiusi nel frattempo anche i Mondiali di scherma, finora, più bronzo che altro. Dei nostri mitici d'Artagnan sembra ( al momento) scomparsa l'impronta. Restano quelli adibiti alla polemica, come l'Errigo, che ' chiede spiegazioni' quando la prima a darle con quel che ha fatto vedere in finale dovrebbe essere proprio lei.

LA CRONACA DAL DIVANO. Greg ( Paltrinieri ) non ce l’aveva fatta a prendere l’oro nella ‘mista’  del fondo in mare aperto  ai Mondiali di nuoto in Corea, c’è invece riuscito in vasca, negli 800 metri sl, esattamente 24 h dopo  Simo Quadarella che già  s’era posta sul capo il [...]

24 luglio 2019 0 commenti