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Non solo sport. MotoGP: di ‘tesoro’ c’ è solo Lui. Il ‘Nono’ per la Signora. Marotta: Messi? E’ puro fantacalcio!

Non solo sport. MotoGP: di ‘tesoro’ c’ è solo Lui.  Il ‘Nono’ per la Signora. Marotta: Messi? E’ puro fantacalcio! Moto, calcio. Due occasioni di grande sport. Nella moto ci sono stati alcuni eventi che scuotono. Il Marc, verificata la tenuta del braccio ferito, ha deciso di rinunciare alla gara. Lasciando campo libero al giovane Quartararo, da scrivere e pronunciare senza accento abusivo alla francese, perchè a ' creare ' individui non è una carta ma quei secoli che gli hanno trasmesso il dono. Tornando al secondo appuntamento di Andalucia, orbo di Marquez, con Quartararo in solitaria, a meritare applausi sono degli 'italiani veri': il Pecco, il Morbido e il Vale. I primi due sono stati inopinatamente traditi dai motori, il terzo invece ( caso mai ce ne fosse stato bisogno) ha una volta di più dimostrato cosa rappresenta per lo sport motociclistico d'ogni epoca. Un unicum inarrivabile. Da leggenda delle leggende. Capace alla sua età di tenere testa ai figliol suoi. E basterebbe che quei 'crucchi' del Sol Levante si decidessero a mettergli a disposizione una moto accettabile, per fare il miglior affare della loro storia. Affare senza confini. Altro che ( con rispetto parlando) i Marquez, Quartararo, Vinales e quanti altri da aggiungersi alla lista! Provare per credere? Lo Scudetto, si sa, è da tempo immemorabile uno dei simboli del calcio mondiale. Appuntarselo sul petto vuol dire avere trionfato in uno dei tornei più prestigiosi al mondo. Dietro alla Signora, con tutti i suoi affanni, si sono arrangiate: Inter, Atalanta, Lazio, Napoli, Roma e Milan. Una bella compagnia. Con meriti e rimpianti. Merito va alla prodigiosa Dea del Gasp che più di così non poteva fare; merito va anche alla buona Lazio dell'Inzaghino che, pur altalenando, e senza coppe, è riuscita a conquistarsi un posto Champions. Non poco, anche se per un certo tratto sembrava voler contendere lo Scudetto alla Signora. Qualche rimpianto e qualche merito va ascritto alla Roma del sor Fonseca, un distinto signore lusitano costretto a governare una panchina davvero imprevedibile. Così al Napoli del Ringhio, sedotto e abbandonato dal sor Carletto volato a far da comparsa in Premier, che l'Europa si porta a casa ( unitamente alla Coppa Italia 2020). Rimpianti, invece, e solo rimpianti, per quell'eterno lamentone del sor Conte che non sapendo più a chi dar colpe già sta pensando di mettere sotto tiro i raccattapalle.La Beneamata aspetta il colpo del secolo. Che ( solo) per Marotta è fantacalcio. Ma che a ben leggere i voli d'uccelli sul cielo del Meazza se non è stato fatto è stato ( almeno) tentato. Il padre di Messi che compra casa a Milano non può essere liquidato come un semplice diversivo fiscale. Sul Milan del Pioli e dell'Ibra invece torneremo.

LA CRONACA DAL DIVANO. Moto, calcio. Due occasioni di grande  sport. Nella moto ci sono stati alcuni eventi che scuotono. Il Marc, verificata la tenuta del braccio ferito, ha deciso di rinunciare alla gara. Lasciando campo libero al giovane Quartararo, da scrivere e pronunciare  senza accento abusivo alla francese, perchè [...]

27 luglio 2020 0 commenti

Non solo sport. Signora, attenta agli inciampi! Messi, nerazzurro a San Siro? Marquez, sfide senza tregua.

Non solo sport. Signora, attenta agli inciampi! Messi, nerazzurro a San Siro? Marquez, sfide senza tregua. Eppure mentre gli altri campionati sono defunti da un bel pezzo, con quello francese che manco è iniziato, il nostro è ancora tutto là, bello e pimpante, come non mai. Manco il Covid riesce a spegnergli quella carica di imprevedibilità che l'accompagna. Da sempre. Per via dei suoi strateghi e artisti, figli di bottega, che mal sopportano energumeni e corridori ad oltranza. Il buon Cr7, ad esempio, che proprio di recente aveva dato un amorevole 'sette' alla difficoltà di far gol in Serie A, proprio quando stava per assaporare il titolo di bomber, s'è rivisto passare avanti da quel ragazzotto biondo figlio d'un aquila, con 31 reti sue rispetto alle 30 del pluridecorato campeon portugheise. Se il buon Cr7 pensa di rimediare quando e come crede, se lo scordi. Perchè qui, in questo pais, il futuro non glielo rivela manco la sibilla cumana. Se poi aggiungiamo la constatazione che, a breve, nel quarto di Champions, sia Chelsea che City potrebbero uscir di scena, dovremmo annunciare la lieta novella che nel gotha dei campionati non gioca manco una delle magnifiche otto. Alla fine del Campionato mancano tre turni. In vetta sta la Signora, con sei punti sulla seconda inseguitrice che potrebbe essere la Dea nel caso battesse il Milan dell'imbattibile Pioli. Pioli e Ibra, che da quando è entrato negli spogliatoi di Milanello ha trasformato un gregge di pecore in un branco di lupi. Pioli ha allungato il suo contratto di due anni ( ben allontanando il prussiano), Ibra potrebbe ( dovrebbe) fare altrettanto, nel frattempo studiando il posto più adatto dove postare una sua bella scultura per l'adorazione dei fedeli che verranno. S'è sparsa la ' voce', prontamente smentita dal team calciomercato di Sky, che il papà del Messi ha comprato casa a Milano per questioni fiscali. Che sia Milano una sede da 'questioni' fiscali giunge nuova. Nuovo invece non sarebbe l'arrivo nello stadio dei trionfi del suo figliolo, probabilmente 'rotto' dalle beghe catalune, e voglioso di cimentarsi nella terra dei padri che è anche ( nonostante la carenza stadi e qualche incompetente al potere) la sede del campionato più difficile al mondo, unico abilitato a rilasciare la laurea del ' più grande d'ogni tempo'. Lo ha fatto col Diego divinità Partenopea potrebbe provarci anche con lui. In fretta però, perchè gli anni passano. Quando dicevano che Lautaro voleva volare al Barca, ci chiedevamo: il rampollo di Sunig che siede su un impero fin quando vorrà continuare a recitare la parte del poveraccio? Dunque non Lautaro da Messi, ma Messi da Lautaro. Ed è forse proprio questo, Sky a parte, che sta accadendo? Risulta che sia il Barca ad avere bisogno di danari, e non l'Inter di Suning. Diciamo la verità, l'operazione non solo non ci meraviglierebbe, ma ci costringerebbe ad esclamare: ma che si aspetta? Da Messi a Marquez. Il fenomeno cataluno, nell'ultimo Gp, impegnato in una rimonta forsennata, è finito fuor di pista con danni notevoli. S'è rabberciato, ed ha chiesto ( come suo solito) di tornare immediatamente nell'agone. Rischiando per sè e per gli altri. Ovvio. Tanto più che se dovesse ricadere non si sa qual finale di carriera potrà essere riservato ad ragazzo di sicuro grande talento che dopo avere sfidato le leggi degli uomini vuol sfidare anche quelle degli dei. Glielo concederanno?

LA CRONACA DAL DIVANO.  La Signora lascia le penne  Udine, e lascia  in suspance la finale di campionato. Alla faccia di esterofili, anglofili, germanofili etc etc, che non mancano ora e pulpito per propinarci le loro identiche omelie sul bel calcio degli altri e sull’orrendo del nostro. Monotono, lento, attardato [...]

24 luglio 2020 0 commenti

Non solo sport. E’ l’alba d’una magna Europa? Pagelle: Cancelliera dieci, per via di un gol al momento giusto.

Non solo sport. E’ l’alba d’una magna  Europa? Pagelle: Cancelliera dieci, per via di un gol al momento giusto. Può dunque vedere la luce il piano straordinario da 750 miliardi per salvare i paesi più colpiti dal Covid dal tracollo finanziario. Soldi che saranno reperiti da Bruxelles tramite gli Eurobond. Un passo storico per l'Unione, che cambia le politiche economiche del continente al termine di un drammatico summit, che entrato nel quinto giorno di trattative, supera per lunghezza il record di quattro giorni e quattro notti di colloqui del vertice di Nizza del 2000. Al momento è solo una anticipazione. Da definire in seguito, meglio, nei dettagli. E comunque la lunga e rognosa trattativa se fosse davvero finita in un accordo, a vincere non sono questi o quelli ma tutti. Certo, qui, qualcosa di nuovo si ( finalmente) destato, a partire dal ruolo esercitato dalla signora Cancelliera per conto suo e della nazione che rappresenta, per comprendere il ruolo della Francia, coerente, non tentennante come si temeva, ma anche dei frugali e dei sovranisti. Battuti, tutti, come s'usa dire nel gergo politico, ma in realtà nessuno perdente. Nessuno. Perchè qui in gioco non c'era questo o quel orticello ma un continente, che necessita di trovare ( rapidamente) unità ed energie indispensabili per competere nell'agone planetario. Creando su una corpo antico una nazione nuova. Forse, meglio è stare ancora con i piedi per terra. Sorprese possono sempre essere dietro all'angolo. Anche perchè far ragionare all'unisono realtà diverse per 'antico pelo', non sarà mai facile. Qualcuno s'è sbizzarrito a stilar pagelle. Stiamo al gioco. Onde per cui diamo un dieci alla signora Cancelliera, che ha saputo mettere in rete la palla decisiva nel momento decisivo. Diamo un nove alla signora Von der Leyen e al signor Michel, che hanno saputo rifornire l'attacco di palloni su palloni; e pure a monsieur Macron, finalmente con l'atteggiamento giusto a centrocampo. Diamo un otto più al nostro Conte e un otto pieno al senor Sanchez, ottimi trequartisti. Ad essere bocciati sono i 'fighetti' Rutte e Kurz , ai quali non diamo voto. Anche perchè, come si diceva, qui non ha perso nessuno, compresi quelli che hanno fatto di tutto per far perdere la partita alla vecchia Europa. Adesso pronta per una nuova mission. Tutta da studiare. Ma già impellente.

LA CRONACA DAL DIVANO.  È finalmente accordo sul Recovery Fund – annuncia la Repubblica - i leader europei impegnati in duri negoziati da venerdì scorso, alle 5,32 del mattino, dopo l’ennesima notte di trattative, con gli occhi cerchiati dalla stanchezza approvano per acclamazione e applauso finale il testo di un vertice combattuto fino [...]

21 luglio 2020 0 commenti

Non solo sport. Europa: cambio della guardia alla Presidenza. Buon lavoro, Cancelliera! Serie A: Juve in fuga.

Non solo sport. Europa: cambio della guardia alla Presidenza. Buon lavoro, Cancelliera! Serie A: Juve in fuga. Lo sport, arrancando, cerca di riportarsi sui campi di gara. Lo fa il calcio, lo fanno tutte le altre discipline. Intanto, per la tredicesima volta dal 1958 la Germania assumerà in luglio la presidenza di turno dell'Unione europea. In un momento difficile, se non decisivo. Tredici anni fa la Germania si adoperò in tre grandi direzioni: il trattato di Lisbona, la dichiarazione sul 50° anniversario del trattato di Roma e il pacchetto su obiettivi ambientali. Oggi, a distanza relativa da quel passaggio, la Germania sta cercando di mettere in mostra una nuova leadership. Richiesta. Indispensabile. Perchè forse mai come oggi l'Unione è in serio pericolo. La pandemia tuttora in corso ha inceppato l'economia. Gli Usa sono ormai un alleato tentennante. Mentre paesi come la Cina non nascondono la loro ambizione d'essere un soggetto planetario. Mai come oggi l'establishment germanico ha toccato con mano quanto l'Unione e il suo mercato siano ' un porto sicuro da preservare e da difendere'. Se attraverso l'asse con la Francia o meno è da vedere. Importante è che si ragioni cercando di non infierire sui Paesi in maggiore difficoltà, ma di sostenerli. La Francia stessa è un Paese in forte difficoltà. Si parla quindi di mutualizzazione del debito. Che non è beneficenza ma lungimiranza. Prima si tolgono dal fuoco le castagne in difficoltà meglio sarà per tutti. Per la Germania in primis. Da un decennio i tedeschi frenavano su ogni ipotesi di condivisione dei rischi. Oggi invece, rinunciando a quella gabbia di ferro del Patto di stabilità, accettano la ' generosa politica monetaria della Bce' e (soprattutto) fanno propria la necessità di finanziare a livello comunitario la ripresa europea. Il ripensamento è notevole.Forse giunto in tempo per salvare l'idea di una nuova, grande Nazione. Mettendo grinta nel motore. Anche nei confronti d'un sistema centralizzato e durissimo come quello cinese, finora trattato con inspiegabile leggerezza come stanno facendo alcuni nostri corrispondenti da quel Paese che tutto rivela fuorchè quello che gli si ritorce contro. Nascondendo obiettivi planetari evidenti. In un tale scenario, meglio far finta di niente o ( cominciare) a prendere le opportune misure di salvaguardia? Il presidente Steinmeier ha avvertito i suoi connazionali:' Dobbiamo preservare l'Europa. Dobbiamo pensare, sentire, agire da europei. Se non preserveremo l'Europa, anche dopo questa epidemia, allora mostreremo di non meritare la liberazione celebrata lo scorso 8 maggio'. Sembra, questo, il chiaro combaciare con il lungimirante e ripetuto 'messaggio' del nostro 'grande' Presidente. Buon lavoro, signora Cancelliera. Se è vero che è stata la Prussia a fare Germania e il Piemonte a fare l'Italia, perchè non lasciar fare altrettanto per l'Europa?

LA CRONACA DAL DIVANO. Lo sport, arrancando, cerca di riportarsi sui campi di  gara.  Conte e il suo governo invece  cercano di stare in gara. Con quei ‘frugali‘ che qui e là ‘rompono‘ quanto più possono. Per proteggere stoltamente gli orticelli loro, poveracci, visto che senza far squadra son solo staterelli [...]

27 giugno 2020 0 commenti

Non solo sport. Alex, tifiamo per te. Addio, ‘piede sinistro di Dio’. Campionato: dopo i recuperi la 27a.

Non solo sport. Alex, tifiamo per te. Addio, ‘piede sinistro di Dio’. Campionato: dopo i recuperi la 27a. Non è solo un'estate 'strana' ma anche dolorosa. Sopratutto, pandemia a parte, per quel che è capitato al 'nostro' Alex e per l'addio a Mariolino Corso. Per Alex stiamo tutti pregando. Visto che nell'impatto con un camion in zona Pienza ha riportato gravi danni al momento sotto osservazione. Il fisico dell'atleta, già 'tirato a lucido' per le paraolimpiadi rinviate, sta rispondendo alla grande, è semmai la parte cranica che sembra riservare le maggiori preoccupazioni. Alex è ricoverato all'ospedale di Siena, circondato da un affetto incommensurabile che altro non attende che lo scioglimento della prognosi riservata. Ci ha lasciato anche Mariolino Corso, 78 anni, ala sinistra della Grande Inter anni Settanta. Un artista col pallone. Di quelli che oggi, molto probabilmente, con tutti quei calciatori trasformati in cavalli d'assalto, manco avrebbe calcato un rettangolo di gioco. Lui, che bene e spesso sembrava passeggiare lungo il suo spicchio di campo, sornione, pronto semmai a qualche breve inattesa accelerazione, per indirizzare la pelota con l'unico piede che usava, il sinistro, laddove meglio credeva. Se poi c'era da eseguire una punizione, allora lo stadio si metteva in silenzio per seguire una traiettoria ' a foglia morta' che andava ad insaccarsi laddove neppure la più fervida immaginazione poteva prevedere. Colpi da artista. Di quelli che più che ad essere usciti da un ippodromo, son allievi ( anche senza saperlo) di orti, giardini e botteghe dove si pensava ad allietare l'esistenza con il culto del bello. Gli Oricellari piuttosto che del Verrocchio. Il San Marco e non quel del Perugino. Trascurando ceselli, scalpelli e pennelli, optando semmai ad un'innaturale combutta del piede con un pallone di cuoio per cantare il bello del nostro tempo. E' anche dopo la 'lezione' di artisti come Mariolino, ' piede sinistro di Dio', che ci pare poca cosa quel gioco ' metafora della vita' abbandonato alla frenesia di sospetti destrieri.Sono state recuperate intanto quattro partite di Campionato ( 25a giornata) . Con il Toro sprecone contro il Parma ( 1-1), il Verona gagliardo contro il Cagliari ( 2-1), l'Atalanta travolgente contro il Sassuolo ( 4-1) e l'Inter in affanno contro la Samp ( 2-1). E adesso, avanti con le danze della 26 a giornata. Tutta post Coronavirus.

LA CRONACA DAL DIVANO.  Non è solo un’estate ‘strana’ ma anche dolorosa.  Sopratutto, pandemia a parte,  per quel che è capitato al ‘nostro’ Alex, per l’addio di Mariolino Corso. E da ultimo, anche la scomparsa di Pierino Prati, un altro ‘ artista’ che se n’è andato.  Per Alex stiamo tutti [...]

22 giugno 2020 0 commenti

Non solo sport. Europa: eppur ( qualcosa) si è mosso ? Il dilemma Campionato: si va o non si va?

Non solo sport. Europa: eppur ( qualcosa) si è mosso ? Il dilemma Campionato: si va o non si va? Si va dicendo infatti che la proposta tedesco-francese abbia trovato consenso e che, nonostante l'opposizione di quei 'fighetti' nipoti ' duri e puri' dell'Orange e Cecco Beppe che altro non sanno che perdere tempo in ciance, l'Europa abbia deciso di mettere sul piatto una cifra ( da verificare) tale da consentire a chi più è in difficoltà ( Spagna, Italia e non solo) di rimettersi in carreggiata. Operazione non scontata, coraggiosa, tutta da pilotare, ma che per la prima volta s'è parlata non con i vecchi idiomi ma con quello inedito d'un Continente che ha forse capito ( una volta per tutte? ) che andare in guerra con truppe sparse si fa la fine dei Greci con i Persiani, dei Greci con i Macedoni, dei Greci con i Romani. Una fragilità non sfuggita Altrove. ' ( In questa vicenda) l'Occidente non ha dimostrato nè leadership morale nè efficienza tecnica. In un momento in cui l'intera umanità si sentiva minacciata e cercava disperatamente rassicurazione, conforto, sostegno e guida nè gli Usa nè l'Europa erano all'altezza del compito. Sembravano ( entrambi) sopraffatti e sconvolti'. Quanto tempo occorrerà alla (ormai) manifesta fragilità di tradursi in colonizzazione non si sa. L'historia magistra vitae ( fallace sol per chi occhi non ha ) sic docet. Qualche tempo fa abbiamo temuto che le tre donne nei tre posti chiave dell'Europa fossero non paragonabili alle ' tre Grazie' del Botticelli ma a ' tre Disgrazie' nelle mani di qualche obscuro e obsoleto burattinaio. Siam tentati a ricrederci. E sarebbe una gran cosa. Per loro, per le donne. Infatti qual miglior visione si potrebbe donare ai giovani del Vecchio Continente se non una simile a quella dei nostri avi che videro Leon a Castilla diventare Ispania, Ile de France diventare Francia, Prussia diventare Germania, Piemonte diventare Italia (e così via) ? Inaudito sognare? E chi lo dice? Per caso, anche colui che di ciclismo poco mastica, chi non ha negli occhi quei due acerrimi grandi rivali che in una tappa del Tour si passarono ( vicendevolmente) la borraccia con un unico fine ? Tra rivali, certo, sempre, ma nemici mai. Del resto: 'cui prodest' commentavano i latini? Detto questo, passiamo alla cronaca calcio. E mentre l'inutile Bundes disputa ( con foto sugli spalti) gli ultimi turni d'un campionato che da otto anni ha un solo vincitore, da noi ci si mordacchia, tra l'un e l'altro, per far ripartire ( o meno) il nostro campionato. Che è invece tutto da decidere. Perchè se è vero che l'Inter di Conte ha perso qualche battuta, c'è la Lazio del Lotito che non ha alcuna intenzione di donare il lauro alla solita Signora di Torino. O figli del Tentenna, muovetevi!

LA CRONACA DAL DIVANO. E’ ancora tutto da confermare, ma se è vero quello che i media vanno spargendo per l’aere, potremmo davvero essere all’alba d’un nuovo giorno per quella che per gli antichi coloni  era la leggiadra Europa. Si va dicendo infatti  che la proposta tedesco-francese abbia trovato consenso [...]

28 maggio 2020 0 commenti

Non solo sport. Debito pubblico: perchè non togliercelo dai maroni? In 5 mosse: saluti e baci vana Europa!

Non solo sport. Debito pubblico: perchè non togliercelo dai maroni? In 5 mosse: saluti e baci vana Europa! Carlo Messina, ad di Banca Intesa Sanpaolo, lancia l'allarme sui ' livelli eccessivi di rapporto tra debito pubblico e prodotto interno lordo' dell'Italia.Ce la faremo a riportare a più miti consigli il mostriciattolo? Messina indica cinque ( epocali) manovre. Altre soluzioni ( per lui) non esistono. Del resto ( audite, audite! ) l'Italia è ricca molto più dell'Olanda e della stessa Germania. Stiamo parlando di ( oltre) 10 trilioni di euro, tra risorse delle imprese e risparmi delle famiglie. Il problema è che solo una minima parte sono investiti in titoli del debito pubblico italiano. Infatti solo il 4% dei titoli di Stato sta nei portafogli delle famiglie nostrane. Di qui, però, può partire la riscossa. Per Messina, bancario, va messo a punto un 'nuovo strumento finanziario' che aiuti a reggere l'urto dei mercati. Occorre quindi convincere chi ha a investire diversamente. Acquistando bond sociali, per far salire dal 5 al 20% la parte del debito pubblico controllata dal risparmio privato italiano. Con rendimenti competitivi, sgravi fiscali, scudo penale per chi trasferisce capitali dall'estero trasformandosi da esportatore di capitali in propulsore della ripresa e dell'accelerazione della crescita italiana. Ci sono (circa) 200 mld di euro dei risparmiatori italiani che fanno la fortuna altrui, Orange in prima fila. Uno sforzo non campato in aria, anche perchè chi dice che credere nel Belpaese piuttosto che nei Barbari predoni non sia la cosa più lungimirante (oggi) da fare? L'opportunità s'è creata. Sfruttiamola. Del resto quei balconi tinti di tricolore, che altro cantano se non l'orgoglio d'un grande popolo niente affatto intimorito da quel furbetto di Coronavirus inviatoci in dono da un'ambiziosa tirannide dell' Estremo Oriente. Altra manovra è l'accantonamento dei 26 mld annui di Tfr: perchè non consentire che una parte venga investita in titoli pubblici esentasse? Inoltre: perchè non lanciare un piano per la valorizzazione del patrimonio dello Stato e degli Enti locali, allegerendo il bilancio statale e avvicinando i cittadini ai loro tesori? Da ultimo: che s'aspetta a sbloccare gli investimenti su più fronti? Dove ci sono già 150 mld di fondi pubblici contabilizzati, prigionieri della burocrazia? Cinque mosse, dunque, suggerisce Carlo Messina, ad di Banca Intesa Sanpaolo. Ci sembrano assennate. Da approfondire. Fiduciosi. Compatti. Del resto, non è forse qui che ha il nido l'Araba Fenice ?

LA CRONACA DAL DIVANO. ‘ I debiti vanno pagati’ dice Carlo Messina, ad di Banca Intesa Sanpaolo,  che lancia l’allarme sui ‘ livelli eccessivi di rapporto tra debito pubblico e prodotto interno lordo’ dell‘Italia. Per questo la priorità è mettere in campo ‘ tutte le iniziative possibili’ per realizzare ‘ [...]

30 aprile 2020 0 commenti

Non solo sport. Buona Pasqua, grande Presidente! Non è che ci tocca di vincere ( anche) per l’Europa?

Non solo sport. Buona Pasqua, grande Presidente! Non è che ci tocca di vincere ( anche) per l’Europa? In 'Porta a porta', un primo brandello di verità ci è stato propinato. Riguarda gli amici dell' Estremo Oriente. ' Ora lo possiamo dire - ha detto un addetto ai lavori intervistato -, inizialmente, siamo stati tratti in inganno da informazioni in arrivo dal primo focolaio ritardate, incomplete e devianti. Non c'è stata detta la verità. Nonostante ciò abbiamo cercato di fare il possibile e l'impossibile. Praticamente a mani nude contro un mostro verso il quale occorrevano ben altre armi'. La parola di chi ha avuto tanti morti e feriti sul campo è sacra. Quindi la prendiamo per buona. E adesso che s'è fatta ( autorevolmente) chiarezza su uno dei due misteri gaudiosi che ci affliggono dall'inizio della pandemia passiamo all'altro. Ancora inevaso, quel che riguarda l'atteggiamento della Germania e i risultati della Germania. Che è stato il Paese che ha trasmesso il virus ai Lombardi, il Paese che a fronte di migliaia di casi infetti conta poco oltre 2000 deceduti, quasi un decimo di quelli che ha contato l'Italia. Situazione anomale, strana, che nessun interpellato ha saputo spiegare, convincendo. Del caso ' numero Uno', l'uomo di Codogno, conosciamo tutto; del caso ' numero Zero', invece, che è un trentenne tedesco non abbiamo traccia. Come mai? Chi è? Dov'è? Che ha fatto nei giorni trascorsi a inizio anno tra sosta a Codogno e ritorno in Germania? Domande importanti. Sulle quali speriamo abbia a soffermarsi prossimamente un'altra edizione di 'Porta a porta', o chi per lei. Perchè è questo che gli Italiani , che stanno pagando il virus con alto e immeritato tributo umano ed economico, illusi ancora una volta dall'Europa del Menga ( che pare) finita in mano a residuati ariani non seppelliti ( come si credeva) insieme ai loro orrori e ai loro signacoli, sputtanati da quel Die Welt, d'odoroso zolfo neonazi cosparso, senza rispetto alcuno per i nostri morti che tutto sono fuorchè mafiosi, mostrano di tenere ancora in pugno una Nazione intera, con governo annesso, comprensivo di figli e figliastre, piazzati tutti in (troppi ) posti chiave. Urgente, quindi, è svelare questo secondo mistero gaudioso. Che non può non interessare anche gli altri popoli d'Europa. Che solo ottant'anni fa si sono mobilitati per impedire alla follia nazi-fascista di distruggere la civiltà. Quando avremo tempo, vedremo di chiedere lumi anche sui cani al guinzaglio dell'attuale governo tedesco. Come quegli Orange, difensori ad oltranza d'un ' baratro fiscale' non si da chi autorizzato. E che va chiuso prima che trasformi il Vecchio Continente non in un consesso di civili nazioni ma ( solo e soltanto) in una mega-cassaforte di capitali in fuga dai loro legittimi Stati. Un augurio di Buona Pasqua, infine, per il nostro grande Presidente. Fratello di vittima di mafia. Schivo, attento, pacato. Che parla solo quando ( e come) deve parlare. E perchè no, guida credibile per noi e per l' orfana Europa?

LA CRONACA DAL DIVANO. Non abbiamo mai preteso di dire o di cogliere la verità. Riservata agli dei. Possiamo però chiederci qual sia da considerarsi  la verità. Nel caso di questa ecatombe, qual siano cause ed autori. In ‘Porta a porta’, un primo brandello di verità ci è stato propinato. Riguarda [...]

11 aprile 2020 0 commenti

Non solo sport. Un altro video scontro? Speriam di no. Speriam solo che annuncino la nuova Europa.

Non solo sport. Un altro video scontro? Speriam di no. Speriam solo che annuncino la nuova Europa. Altri tempi? Ma che c'entrano i tempi? Da che mondo e mondo, ovunque s'abbia la ventura di nascere e crescere, davanti alle difficoltà bisogna ( pur sempre) rispondere secondo necessità e modo, per toglier dai disastri le generazioni presenti e future. Se questo non si fa non resta altro che aprire varchi, mura e porte delle case all'invasore. Che, col tempo, sa mutare soggetti, panni e modi. Una volta si acconciava da Lanzichenecco, oggi, perchè no?, anche da ' tre Grazie' o 'Disgrazie' come meglio si crede. Una volta come oggi, l'invasore, potendo, sguinzagliava ( in avanscoperta ) la muta dei cani fedeli. Per aprire varchi, e rendere più agevole alle sue truppe l'assalto decisivo. Perchè quel che all'invasore importa è dominare eliminando resistenze. A ripassare queste cose, sembra di parlare non al passato ma al presente. Al presente d'un Europa che durante un altro suo conflitto non sa mettere da parte gli orrori e le divisioni del passato, ma solo ( in altra forma) riproporle. Oggi pomeriggio, è annunciato un altro videoconfronto tra capi di Stato europei. Bisognerebbe fare le scelte giuste, in un contesto storico straordinario, pregiudizi e posizioni di comodo a parte. Noi, speriamo. Noi preghiamo. Certo che quell'annotazione del nostro massimo conoscitore di psicologia umana, singola e di massa, ci raggela: 'Don Abbondio (il lettore se n’è già avveduto) non era nato con un cuor di leone. Ma, fin da’ primi suoi anni, aveva dovuto comprendere che la peggior condizione, a que’ tempi, era quella d’un animale senza artigli e senza zanne, e che pure non si sentisse inclinazione d’esser divorato. (…) Il nostro Abbondio non nobile, non ricco, coraggioso ancor meno, s’era dunque accorto, prima quasi di toccar gli anni della discrezione, d’essere, in quella società, come un vaso di terra cotta, costretto a viaggiare in compagnia di molti vasi di ferro... Etc, etc .. .". E del resto, che ci volete fare: se uno il coraggio non ce l'ha proprio, quando mai se lo potrà dare?

LA CRONACA DAL DIVANO. Da sempre si dice che quando viene il duro i duri vengono in prima linea. Si dice, e in effetti è così. E’ stato così. I legionari di Cesare, ad esempio,  vincevano anche quando le cose sembravano disperate. Grazie a legionari mai domi. Direte voi,  anche [...]

9 aprile 2020 0 commenti

Non solo sport. Paradisi orange? Europa: ma che te ne fai di quei ‘duri e puri’? Non è meglio buttarli fuori?

Non solo sport. Paradisi orange? Europa: ma che te ne fai di quei ‘duri e puri’? Non è meglio buttarli fuori? Paradisi protetti. Un problema affrontato anche a livello comunitario, ma ai richiami della Ue, l’Olanda ha risposto con un’alzata di spalle. 'La lotta contro la pianificazione fiscale aggressiva è essenziale per rendere i sistemi fiscali più efficienti ed equi, come riconosciuto nella raccomandazione del 2019 relativa alla zona euro' si legge nelle raccomandazioni Ue all’Olanda dello scorso anno dove si sottolinea anche che 'gli effetti di ricaduta delle strategie aggressive di pianificazione fiscale tra Stati membri richiedono un’azione coordinata delle politiche nazionali a completamento della legislazione dell’Ue'. Sulla carta, i Paesi Bassi hanno adottato misure per fronteggiare tali strategie, 'ma l’elevato livello dei dividendi, delle royalty e degli interessi versati tramite i Paesi Bassi indica che la normativa tributaria del paese è impiegata dalle imprese impegnate nella pianificazione fiscale aggressiva'. E ancora: 'La mancanza di ritenute d’imposta sui pagamenti in uscita (ossia effettuati dai residenti dell’Ue verso paesi terzi) di royalty e interessi può comportare un’elusione fiscale totale se tali pagamenti non sono soggetti a imposizione nella giurisdizione del beneficiario'. Insomma, un vero paradiso fiscale. Anche perché l’annuncio di una riforma con l’introduzione di ritenute d’imposta sui pagamenti di royalty e interessi in caso di abuso o di pagamenti verso paesi a basso tasso di imposizione, è rimasto sulla carta. E persino il National bureau of economic research di Cambridge definisce i Paesi Bassi un paradiso fiscale europeo alla stregua di Irlanda, Belgio, Lussemburgo, Malta e Cipro: gli americani calcolano che circa 600 miliardi di dollari di utili (base imponibile) abbiano lasciato il Paese d’origine per volare verso Paesi “più accondiscendenti'. Dublino con 100 miliardi sarebbe la meta preferita seguita da Singapore e dall’irriducibile Olanda. Di più: circa il 35% della somma, 210 miliardi, arriverebbe direttamente dai Paesi europei. Dal tutto si evince una cosa: che se quelli chiamati ( non a caso) dei Paesi Bassi , insistono, ad essere governati da ' cocci' e ' impudici' , noi noi dobbiamo far altro che la nostra parte, o meglio, pretendere ( una volta per tutte) l'equa e condivisa pianificazione fiscale europea, impedendo arroganti 'alzate di spalle' più o meno protette, smascherando semmai i protettori e , se del caso, almeno in prima battuta, assediare ( siamo in stato di guerra) con tutte le armi disponibili i 'duri e puri' dei cosiddetti Paesi Bassi prima che il disgelo polare se li porti via tutti, buoni o cattivi che siano, come fece ( a suo tempo) l'Italia con San Marino, allora avviato su una simil strada. In breve: se stanno alle regole bene, sennò fuori. Loro a macerare i soliti tulipani, noi a depositare dei bei vermigli fiori sull'ecatombe di nostri cari, morti ( anche) per gli 'affaracci sporchi ' di gente altrui .

LA CRONACA DAL DIVANO. Sentite un po’ da qual pulpito viene la predica. “ La Germania – relaziona Giuliano Balestrieri di Bussines Insider – gioca in difesa, nella partita sui Coronabond – obbligazioni una tantum per tamponare l’emergenza economica innescata dalla pandemia globale – sono gli olandesi a recitare la parte dell’ariete [...]

8 aprile 2020 0 commenti