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Non solo sport. America, che fai? Serie A, bella e solitaria. Affinità: il Sommo Poeta e il Grande Airone.

Non solo sport. America, che fai? Serie A, bella e solitaria. Affinità: il Sommo Poeta e il Grande Airone. Ad occupare la cronaca di questo metà settimana ( mercoledì 6) sono le buone novelle che giungono da Oltreoceano, dove il passaggio di consegne alla giuda ( presidenza) del maggior stato al Mondo non è affatto certo e chiaro. L'uscente, quel strampalato cow boy del Trump, insiste sul credere che le ultime consultazioni siano state ' truccate', e dunque non valide. Deve avere ripetuto il suo delirio anche qualche ora fa, in qualche parte del grande Paese, spingendo però alcuni dei suoi facinorosi ad invadere il Campidoglio, sancta sanctorum della democrazia statunitense. Mai visto. Ovviamente, con un popolo che viaggia ( abitualmente) con le arme appresso, più o meno come ai tempi della conquista, c'è scappato qualche morto ( sembra 4, tra cui una giovane dimostrante pro Trump) con numerosi feriti e arresti. Forse al sor Trump, che di studi storici dev'essere abbastanza digiuno, non hanno spiegato che l'ultima volta che questo Paese è entrato in conflitto interno ( 1861-1865), ci sono scappati tanti di quei lutti e danni senz'altro pari per quel secolo ? Al limite, il sor Trump potrebbe avere anche qualche ragione di sospettare, nessuno gliele nega, ma che senso ha 'scatenare' un ( imponderabile) conflitto interno per far valere ragioni che, in uno stato di diritto come gli Usa, ha mille altre possibilità per far valere ragioni e recuperare torti? I romani, esperti, si sarebbero chiesti: cui prodest ? Metà settimana ( mercoledì 6) , con un turno ( insolito) di Campionato. Il clou era lo scontro Milan-Juve a San Siro; con le altre che avrebbero dovuto approfittare d'un eventuale 'passo falso' rossonero per agganciarlo in vetta. Le altre, nell'ispecie, soprattutte, Inter, Roma e Napoli. Ma di codeste soltanto la Lupa sempre più sorprendente del sor Fonseca, ha guadagnato terreno sul Diavolo, sconfitto dalla Signora ( 1-3) ma ancora al primo posto d'un torneo che appare sempre più incerto e appassionante. Solitario ma di nuovo il più bello. Alla faccia della propaganda esterofila.

LA CRONACA DAL DIVANO. Ad occupare la cronaca di questo metà settimana ( mercoledì 6) sono le buone novelle che giungono da Oltreoceano, dove il passaggio di consegne alla giuda ( presidenza) del maggior stato al Mondo non è affatto certo e chiaro. L’uscente, quel strampalato cow boy del Trump, insiste [...]

7 gennaio 2021 0 commenti

Rimini. Riqualificazione energetica e restyling: 600 mila euro per la scuola primaria ‘Rodari’.

Rimini. Riqualificazione energetica e restyling: 600 mila euro per la scuola primaria ‘Rodari’. La 'scuola rossa' è stato oggetto di un profondo intervento di miglioramento energetico, che ha richiesto di suddividere il cantiere tra l’estate 2019 e l’estate 2020. Tra gli interventi principali, la realizzazione di un cappotto termico sull’intero complesso, compreso la palestra e spogliatoi, la sostituzione degli infissi più datati, l’isolamento della copertura della scuola e degli spogliatoi della palestra, la sostituzione della caldaia e delle linee di riscaldamento, l’ installazione di valvole termostatiche sui radiatori della scuola e sostituzione degli areotermi della palestra, la sostituzione di tutti i controsoffitti interni, scuola, palestra e spogliatoi. È stato inoltre realizzato un impianto fotovoltaico da circa 10 kWp. Oltre agli aspetti funzionali, la scuola è stato oggetto di un progetto di restyling complessivo, con nuova tinteggiatura e lettering. La consegna dei lavori, è stata anche l’occasione per un momento di festa, nel rispetto delle norme anti Covid, insieme all’assessore ai Servizi educativi Mattia Morolli, le insegnanti e i piccoli studenti della scuola.

RIMINI. Con l’installazione delle scritte ‘Scuola Rodari’ e ‘Palestra Rodari’ si è concluso un importante intervento di riqualificazione energetica e restyling del plesso scolastico Gianni Rodari di via Quagliati. La ‘scuola rossa‘ è stato oggetto di un profondo intervento di miglioramento energetico, che ha richiesto di suddividere il cantiere tra l’estate [...]

22 dicembre 2020 0 commenti

Non solo sport. Mattarella:’ Giù le mani dei nazionalismi dal Recovery Found’. Colpo di scena alla Ferrari?

Non solo sport. Mattarella:’ Giù le mani dei nazionalismi  dal Recovery Found’. Colpo di scena alla Ferrari? E' scattata, dunque, attesa da tutti, l'ora del Recovery Fund ( 750 mld euro) e del budget Ue per il 2021-2027 ( circa 1.100 mld) legati al bilancio. L'intesa è stata raggiunta, dopo mesi di ritardi, trattative e ricatti, culminati con il veto ( poi caduto ) di Ungheria e Polonia che ha rischiato di far saltare il banco. Un banco non da poco, visto che ( forse) per la prima volta dal Dopoguerra, davanti ad urgenze niente affatto sottovalutabili, l'Europa ha provato a ragionare da Europa. Un dettaglio epocale. Che qualche retrogrado avrebbe voluto ignorare, preponendo gli interessi loro ( e non dei loro popoli) con occhi ai costosi orticelli personali. Ad esempio, sul buon Orban, versione aggiornata di duce d'Ungheria, avremo modo di tornare, con cognizione di causa. In questa fase ben hanno lavorato, molto, molto e bene, le signore, der Leyen e Merkel, pazienti e risolute. E straordinariamente lungimiranti. Non due ' disgrazie' ma due 'grazie', come e più di quelle del Botticelli.L'accordo ha ovviamente messo scompiglio nei vari laghi e laghetti europei popolati di squali. Non parliamo dei nostri, che di squali d'ogni tipo e colore sono incredibilmente affollati. All'uopo è intervenuto il nostro Presidente, come sempre chiaro e opportuno, ammonendo: ' Next Generation Eu e Recovery Fund offrono grandi possibilità che non possiamo disperdere. Nè per reflussi nazionalistici fuori del tempo, nè per nostri momenti di instabilità politica'. Sui soggetti che stanno remando contro all'Europa, ci sarebbe quel tal Viktor Orban, tiranno eletto in un paese a noi caro e che ha sputato sangue per ritrovare la libertà, ma che si vede dovrà rimboccarsi le maniche per qualche anno ancora per consolidarla pienamente. Tal Orban, secondo un'attendibile inchiesta del Sole24Ore ( sabato 12 dicembre, p-9), avrebbe dato corpo ad un 'cerchio magico', con dentro tanti amici e parenti, che avrebbe usufruito ( tra l'altro) delle risorse europee nell'ambito delle gare d'appalto per la modernizzazione infrastrutturale. Mica spiccioli. Visto che il rischio ' corruzione sistema' è da quelle parti ogni giorno più alto. Come testimonia il rapporto pubblicato nel maggio 2020 del Corruption research center di Budapest sugli appalti pubblici tra il 2005 e 2020. Evitiamo ( al momento) di analizzare i dati. Eloquenti. E comunque l'allarme colà c'è e forte. Come forte potrebbe diventare anche da noi. Gli squali stanno armeggiando. La nostra speranza però sta ( in buona parte) in quel Presidente riservato, che parla quando deve parlare, moralmente e umanamente super partes. Il giusto nocchiero, insomma, per noi, ma anche per quella lungimirante Europa che (alla faccia di retrogradi e corrotti ) sta cercando di diventare una nuova e grande nazione. Ferrari: pare che il buon Elkann si stia orientando verso un nuovo responsabile della gestione sportiva, da scegliere, si dice, tra Davide Grasso( Maserati), Luca Maestri( Apple) e Mike Monlet( Fca). Personalmente, a noi, intendendo per noi un po' tutta la tifoseria 'rossa', garberebbe il Toto, ma si sa che l'uomo è impelagato con azioni e contro azioni dentro e fuori Mercedes. Ci garberebbe però se non altro per fargli togliere di dosso( finalmente) quel camice da uomo di corsia per confezionargliene un altro, rosso rosso, ma da uomo di mondo. Mondo Ferrari, che di più mitico e appassionante non ce n'è.

LA CRONACA DAL DIVANO. E’ scattata, dunque, attesa da tutti, l’ora del Recovery Fund ( 750 mld euro)  e sul budget Ue per il 2021-2027 ( circa 1.100 mld) legati al bilancio. L’intesa è stata raggiunta, dopo mesi di ritardi, trattative e ricatti, culminati con il veto ( poi caduto [...]

12 dicembre 2020 0 commenti

Non solo sport. Ci lascia il più grande. Per modo di dire, perchè la sua ‘lezione’ è senza tempo.

Non solo sport. Ci lascia il più grande. Per modo di dire, perchè la sua ‘lezione’ è senza tempo. Cominciamo a non far confusione tra sacro e profano. San Gennaro è una cosa, Maradona un'altra. Sfere diverse. Anche perchè, molto probabilmente, se il primo fosse stato contemporaneo al secondo, chi può dire che non sarebbe corso a chiedere un posto fisso al San Paolo ( ora stadio ' Maradona') per non perdersi manco uno dei prodigi calcistici di quel dannato e talentuoso argentino con ascendenti familiari campani e che, campano, anzi napoletano, sarebbe diventato a tutti gli effetti dopo il suo esaltante transito partenopeo ? Che Diego, il piccolo grande Diego, abbia rappresentato la massima espressione di questo sport planetario, non c'erano dubbi manco in epoca non sospetta. Ad esempio, anche il sol fatto d'essersi misurato in ( top) campionati diversi con formazioni diverse, ottenendo ovunque risultati eccezionali, lo pone su un livello di superiorità effettiva nei confronti di qualsiasi altro concorrente. Con lui Napoli s'è trasformata ( non solo calcisticamente) da povero Calimero a splendido Cigno. Con lui la Celeste ha vinto un Mondiale sfiorandone un secondo, pur scendendo in campo con formazioni di cui si fatica a ricordare qualche nome. Con lui il pallone è diventato ( ancor più) metafora della vita, soprattutto dei più dimenticati, degli anonimi, che dalle sue magie hanno tratto motivo d'insolita felicità. Raro è trovare personaggi che intrecciano la loro esperienza sportiva con le sorti ( o le condizioni) del proprio popolo o di più popoli. Qualcuno lo abbiamo avuto anche noi, negli anni del Dopoguerra, quando gambe speciali riuscirono a ridare orgoglio e valore ad un popolo umiliato e avvilito da una guerra persa e che non s'aveva da fare. Situazione Coppe. Vince la Lazio, 3-1 allo Zenit, attestandosi al secondo posto del Gruppo F. Vince, anzi stravince, fugando dubbi, con tanto di lectio magistralis, la meravigliosa Dea, 0-2 ai campioni del Liverpool, anch'essa attestandosi al secondo posto del suo Gruppo. Vince la Signora, col Ferencvaros, 2-1, sistemandosi pure lei al secondo posto del suo Gruppo, ma con passaggio del turno già certo. Perde, invece, manco a dirlo, il solito 'piangina' di color neroazzurro, che del suo mal si duole con tutti fuorchè con se stesso. Beato lui che il giovin patron Suning lo assolva ( almeno per ora).

A CRONACA DAL DIVANO. Intanto non esageriamo. Per non trasformare la morte di un grande in uno tzunami ( non solo) mediatico che può travolgere anche quello che di autentico ed esemplare va assolutamente preservato nel tempo. Cominciando a non far confusione tra sacro e profano. San Gennaro è una cosa, [...]

27 novembre 2020 0 commenti

Non solo sport. Champions/Uefa: si ‘spegne’ la Dea. Così anche il Diavolo. Passaggi del turno ora da soffrire.

Non solo sport. Champions/Uefa: si ‘spegne’ la Dea. Così anche il Diavolo. Passaggi del turno ora da soffrire. Fuor dai campi di calcio, a tener banco non è solo il Covid ( in pesante risalita anche da noi, ora a livelli preoccupanti) ma anche l'elezione presidenziale Usa, dove Biden ( democratico) sta faticando non poco contro il tycoon Trump ( repubblicano). Che ventila anche un possibile ricorso alla Corte suprema per presunti brogli elettorali. A Biden, stando ai dati ultimi, manca una quindicina di elettori per dirsi nuovo presidente degli Usa. Terzo turno di Champions. L'Inter, ancora una volta sciupona, senza Lukaku, non ha fatto altro che agevolare il successo ( 3-2) d'un Real che meno Real di così non potrebbe essere. Piuttosto va vistosamente declinando la stella dell' ex Conte Dracula, ormai verso la pace dei sensi, tanto più che alla squadra non sa dare il giusto equilibrio per non farsi imbottire ogni volta da chicchessia di gol. L'accesso al secondo turno ora si fa duro. Si dice che l'ex Dracula sia pagato 12 mln e che c'è una squadra tra gli spendaccioni disposta a dargliene 15: se la voce è vera che altro si aspetta di fare alla Pinetina? Torna ad essere solo un simpatico ' calimero' la Dea di Bergamo. La ' lezione' dei navigati e medagliati Reeds ( 5-0) è fin troppo eloquente per continuare ad illudersi e ad illudere. Dolorosamente. E tuttavia, nel girone, ancora non è messa fuori, e può tentare una rimonta. Tentare: infatti, a questo punto, che altro ha da perdere? Ce l'ha fatta a sbrigare la pratica Ferencvaros la Signora ( 1-4), mentre ha strappato un pari ( 1-1) la Lazio menomata dell'Inzaghino. Passaggio del turno possibile per entrambe. Alla Signora basterà ( almeno) una vittoria ( magari contro il Barca), alla Lazio una vittoria ( contro Zenit) senza far regali nel doppio incontro con il Dortmund. Nella Uefa: vince ( di fortuna) il Napoli ( 1-2), vince bene la Roma ( 5-0), perde ( clamorosamente) il Milan ( 0-3). I passaggi di turno non sono compromessi ma occorrerà non far gli 'stupidi stasera '. Nel frattempo angli e germani ( con poche eccezioni) volano nel ranking.

LA CRONACA DAL DIVANO. Fuor dai campi di calcio, a tener banco non è solo il Covid ( in pesante risalita anche da noi, ora a livelli preoccupanti) ma anche l’elezione presidenziale Usa, dove Biden (  democratico) sta faticando non poco contro il tycoon Trump ( repubblicano).  Che ventila anche [...]

6 novembre 2020 0 commenti

Non solo sport. I ‘doni’ in Coppa delle nostre. Hamilton, bravissimo, sì, certo, ma con chi sta lottando?

Non solo sport. I ‘doni’ in  Coppa delle nostre. Hamilton, bravissimo, sì, certo, ma con chi sta lottando? La mancata ribattuta di Lautaro a porta spalancata grida vendetta. Qui bisognerebbe ricordare al ragazzo dagli occhi magnetici che il campione è quello che fa e non quello che sbaglia (soprattutto) quando conta. Onde per cui, la prossima volta, invece di prendere a pugni una innocente panchina provi a pestarsi li piedi suoi. Null'altro. Non dice il proverbio: ' Chi è causa del suo mal pianga se stesso'. Ha dimostrato carattere la Lazio falciata e ridotta all'osso dal Covid, con un pari ( 1-1) sull'esperto campo del Bruges, niente male. E' andata a picco invece la Signora, vessata da gol annullati e solito rigore concesso agli altri, in una fase sperimentale che sta sollevando pesanti dubbi. Dopo aver messo in fase di demolizione la Ferrari, non è che i giovani Agnelli vogliano mettere nella stesse condizione anche la Juventus? Dopo il secondo turno la situazione nei rispettivi gironi ( o gruppi) è questa: ( Girone B) Shakthar punti 4, Borussia M. 2, Inter 2, Real Madrid 1; ( Girone D) Liverpool punti 6, Atalanta 4, Ajax 1, Midtjland 0; ( Girone F) Lazio e Bruges punti 4, Dortmund 3, Zenit 0; ( Girone G) Barcellona punti 6, Juve 3, Dinamo Kiev e Ferencvaros 1. Nel prossimo turno ( 3 novembre) Shakthar- Borussia e Real Madrid-Inter; ( Gruppo D) Atalanta-Liverpool e Midtjland-Ajax. La Lazio ( 4 novembre) sale dallo Zenit e la Juve ospita il Ferencvaros. Qui occorrerebbero due vittorie, per mettere in cassaforte il passaggio del turno. Turno favorevole ( soprattutto) alle inglesi che nella semifinali di Champions e Uefa della passata edizione non ne avevano qualificato manco una. Questa volta sembra che il vento Covid spiri a favore di spendaccioni e oligarchi che i soldi spendono ma quelli degli altri: il City s'è liberato d'un modesto Marsiglia, il Livepool d'un ancor più modesto Midtjlland, il Chelsea d'un agevole Rennes e lo United d'un Lipsia dipinto come spauracchio e invece finito sotto una spessa coltre di gol. I media continuano a celebrare il campione britannico di F1, con tutto quanto lo scibile umano possa permettersi. Traccheggiano su dei dati che ( volendo) sono ( più o meno) come quelli pre o post elettorali, spendendosi in paragoni senza contegno. In buona sostanza, il bravo Lewis, che comunque bravo è, dati alla mano, avrebbe attinto un po' dai driver del passato superandoli, però, tutti quanti, in blocco. A margine le stucchevoli dichiarazioni dell'ing. Binotto. " Nulla di nuovo anche per il 2021'. Chi lo tenga ancora in quel posto, non è dato da capire.

LA CRONACA DAL DIVANO. Turno di Champions ( martedì  27, mercoledì 28 ottobre). Sono scesi in campo per la Coppa dalle grandi orecchie Shakhtar-Inter, Atalanta-Ajax, Bruges-Lazio, Juve- Barcellona. Impressioni a caldo? L’Inter regala, la Dea ( un po’ meno) ( ma ) pure. Entrambe, infatti, hanno avuto il risultato positivo su [...]

29 ottobre 2020 0 commenti

Non solo sport. I centauri di Moto3. Lewis, campione sì, ma che c’entrano i miti? Il Mancio è andato a cilecca.

Non solo sport. I centauri di Moto3. Lewis, campione sì, ma che c’entrano i miti? Il Mancio è andato a cilecca. E comunque, anche questo fine settimana non è stato malvagio. Sono tornate a rombare auto e moto. Mente è proseguito sulle belle strade che risalgono dal Sud il Giro dei Giri. Con tante cadute, ritiri, e con il Vincenzo alla vigilia dato per disperso e invece ( anche se in lieve affanno a Roccaraso) più vivo che mai ( ora sta a un minuto dalla maglia rosa). Delle auto, come già detto, non ci frega nulla, visto che di vedere massacrare la 'rossa' non abbiamo il gusto sadico. Ci tange invece la ripresa delle moto. Per vedere nelle categorie inferiori i nostri talenti crescere, e per sperare in quelle superiori in un qualche colpo di scena da parte dei nostri vecchi, come il Dovi non ancora fuori dal titolo, e il maestro di Tavullia, che se si mette le scarpe a punta, con un pizzico di fortuna in più quand'è in sella, potrebbe sorprendere giovani e vecchi. Anche questa volta, però, gli è andata male. Tra sole e pioggia i centauri della moto si sono dati aspra battaglia in quel mitico agone di Le Mans ( Francia). E' stata ancora una volta una sinfonia tricolore. Nella Moto3 con Celestino Vietti ( ora al terzo posto in classifica mondiale, 119 punti, contro i 135 di Arenas e i 129 di Ogura). La vittoria di Celestino è arrivata alla fine d'un 'combattimento' agonistico di rara intensità. Nella Moto Gp, trionfo del redivivo Petrucci, davanti al giovane Marquez e ad Espargaro. Il Dovi, quarto, con 102 punti mantiene il contatto con il vertice del Mondiale, con in testa Quartararo ( 115 punti) e Mir (105). Nella Moto2, infine, posticipata, Marini ( infortunato) non ha potuto difendere più di tanto la sua leadership ( 150 punti) dall'assalto di Lowes ( vincitore di tappa, e ora con 128 punti). Nel mondiale mountain bike prodigio di Eva Lechner, argento tra le donne; mentre Braidot, è arrivato quarto tra gli uomini, dominati dal francese Ferrand Prevost. Dell'esito ( scontato) del Gp Eifel di F1, come detto, non andremo oltre l'accenno. Ad Hamilton diciamo bravo ma anche protetto e fortunato. Protetto dalla longa manus ( non solo) del Toto, fortunato per non avere altri rivali che il suo ( fedele) scudiero Bottas. Non è troppo poco per fare confronti con i miti di questa disciplina? Dal rosso del Roland Garros è uscito vincitore ( per la 13a volta) il buon Nadal contro il buon Djoko. Tra le donne è spuntata la stella di Swiatek, 19 anni, polacca. Proseguono i campionati volley maschile e femminile , i più belli e prestigiosi al mondo. Infine, una nota per gli Azzurri del Mancio da Jesi. Belli da vedere ma ( quando conta) ancora poco prolifici. Lo 0-0 contro l'armata Lewandosky ci lascia in testa al girone di Nation League, ma non ci accalora più di tanto.

LA CRONACA DAL DIVANO. Weekend 10/11 ottobre. S’è dunque spenta la speranza di Sinner ( audace fino al limite contro il re della terra rossa) e della Trevisan. Avranno modo di rifarsi. Sinner conta appena 19 anni, e il debutto al Garros non è stato niente male. La Trevisan, 25 anni,  praticamente conta un ’buco‘ di circa un lustro durante il [...]

12 ottobre 2020 0 commenti

Non solo sport. La ‘rossa’ è una creatura speciale. Perchè non affidarla alle degne mani del Toto ?

Non solo sport. La ‘rossa’ è una creatura speciale. Perchè non affidarla alle degne mani del Toto ? Fosse comparsa ai tempi in cui sui chiari mari mediterranei fiorivano miti, oggi dovremmo chiamarla con pseudonimi desueti. Pegaso, il cavallo alato, oppure Ippogrifo, il misto d'animali dall'Ariosto attinto dalla eredità classica. E del Pegaso, ad esempio, meglio d'altri, avrebbe avuto tutti i sembianti e i compiti. Corpo di destriero e ali d'aquila per trasportare, rapido, le folgori del padre degli dei in Olimpo, e infine trasformato in costellazione. E che la 'rossa' non sia più una semplice auto lo si sa da tempo. La sua presenza fonde passione, velocità e bello, in un unicum dal valore ( non solo) materiale inestimabile. Una Ferrari 250 Gto Scaglietti del 1962, infatti, è stata battuta all'asta nel 2018 per 48.405.ooo dollari da Sotheby's in California. Parlando di valore materiale, perchè se trapassiamo su quello immateriale faremmo fatica a toccare un limite. Quanto Pegaso, figlio di Poseidone, addomesticato da Bellerofonte, la 'rossa' é una creatura indomabile, incurante di qualsiasi ostacolo, deputata a consegnare i sogni degli uomini agli dei. Quando si corre un Gp, o altra manifestazione, la prima domanda che la gente si fa è ' Com'è andata la rossa ?'. Preoccupa lei, infatti, non altri. Tanto che, quando un suo pilota arriva ultimo resta primo. Possono dire un gran bene delle 'frecce d'argento', e anche del suo deus ex machina, il gran Toto erede di Cecco Beppe, ma di tifar per loro nessuno se lo sogna. A proposito del Toto, non è ora che si tolga di dosso quella camicia da asettica ospedaliero per indossarne quella color fuoco d'amante appassionato di questo suo ( ancor amatissimo) sport, da salvare più che da affossare ? Nel fine settimana riprende il campionato. Con Fiorentina-Torino ( ore 18) e Verona-Roma ( ore 20,45). Il 20, 21, 22 ottobre partirà la fase a gironi di Champions ed Europa League. Giovedì 17 il Milan gioca il 2° turno di qualificazione di Europa League a Dublino, in casa dello Shamrock Rovers. Se supera il turno, giovedì 24 settembre ( gara secca) trova la vincente fra i norvegesi del Bodo e i lituani dello Zalgiris. Dopodichè, giocherebbe il 1°ottobre i play off per entrare nella fase a gironi.

 CRONACA DAL DIVANO. Fosse comparsa ai tempi in cui sui  chiari mari mediterranei fiorivano miti, oggi dovremmo chiamarla con pseudonimi desueti. Pegaso, il cavallo alato, oppure Ippogrifo, il misto d’animali  dall’Ariosto attinto dalla eredità classica. E del Pegaso, ad esempio,  meglio d’altri, avrebbe avuto tutti i sembianti e i compiti. [...]

14 settembre 2020 0 commenti

Non solo sport. Lega: vincono i fondi, vince il futuro. Legge sugli stadi: è già pronta? I 1000 Gp della ‘rossa’.

Non solo sport. Lega: vincono i fondi, vince il futuro. Legge sugli stadi: è già pronta? I 1000 Gp della ‘rossa’. Per chi non s'addentra nelle segrete del calcio, i due eventi in corso d'opera dicon poco o nulla. Invece sono proprio degli eventi, di quelli storici e di cui si tratterà negli anni a venire. Andiamo a scoprirli. Il primo riguarda la Lega calcio, dove ( per la prima volta) a vincere è stato il buonsenso, scegliendo ( all'unanimità, il riottoso Lotito compreso) i fondi come partner d'avventura; il secondo riguarda l'approvazione della legge sugli stadi, in fase finale, anche perchè non più rinviabile, visto che se si vuol vendere ( quanto prima) un prodotto confezionato in stadi non adeguati non lascia margini di crescita. I fondi hanno competenza ed esperienza in operazioni di vendita del prodotto televisivo sportivo. Del resto, noi, poverelli, gestiti da prodigiosi incapaci, in men che non si dica siamo scalati al quarto posto delle entrate, poco sopra alla Ligue 1 francese. I debiti invece sono saliti a 4,3 mld. Serve quindi una trasformazione del nostro prodotto, rapida, in grado di dare stabilità finanziaria e governance. Gli advisor selezionati sono i migliori possibili. Entrambe le offerte sono per il 10%, ma strutturate in maniera differente. L'obiettivo, comune, è però quello di garantire un altro miliardo e mezzo di flusso nei tre anni dopo e di raddoppiare i ricavi nei cicli successivi. Onde per cui, se non sorgeranno ostacoli insormontabili ( al momento non prevedibili) il futuro sarà decisamente roseo. Era ora, che qualcuno lasciasse da parte le amenità, sconfiggesse i piccoli proprietari di orticelli locali, e facesse intravvedere una visione esatta del mondo del calcio attuale dal quale il nostro possa attingere per quel che rappresenta rappresenta nella storia di questo sport. Se a questo evento dovesse aggiungersi anche quell'altro, altrettanto epocale, sugli stadi, potremmo ben dire di esserci rimessi in cammino. Non più per far da garzoni ad altri, ma per tornare protagonisti. Come Eupalla da sempre ci incoraggia. Nell'attesa di un'altra Champions e della pentastella. Che il Covid abbia messo in difficoltà il mondo del pallone è acclarato. Stadi vuoti, bassi introiti pubblicitari e perfino ridimensionati diritti tivù. Dovrebbe tutti quanti tirare di cinghia. Tutti, o quasi, perchè c'è come al solito qualcuno che sfugge alla regola generale e si fa i cavoli suoi. Quell'ex pizzaiolo, ad esempio, di Nocera natio e di scuola orange nutrito. Per lui il mondo gravita all'inverso. Ultimamente stan facendo scalpore due suoi colpi di mercato. Con l'Ibra, svedese d'anagrafe, che per cedere il suo cuore al vecchio Diavolo ha chiesto di salire col cachet da 3,5 a 7,5 mln; e il rinnovo dell'imberbe portierone ( sempre rossonero) che per pagarsi la mensa abbisogna di far salire le sue entrate da 6 a 10 mln netti annui. A parte il tempo del Covid, ma non è che questo ex pizzaiolo si sia allargato un po' troppo? Sulle cifre, assurde, d'accordo, spara quel che vuole, ma anche sul fatto che alla fin della veglia è lui a far le squadre? Non le nobili del calcio, pensate, ma lui. Che sposta questo o quell' altro omino a piacimento suo come pedine d'un gioco degli scacchi con regole riscritte da lui. Tanto, da quel che fa capire, uno spendaccione lo trova sempre. Soprattutto in Albione o al Psg, dove i danari sono trivellazioni di Stato, che nessuno osa controllare, manco il povero Caferin che, ultimamente, con il City, ha dovuto ( contemporaneamente) far la figura del cornuto e del mazziato. Ci stiam chiedendo, visto che medicina contro gli ex pizzaioli e i loro clienti non esiste, perchè anche noi non ci adeguiamo? Cominciando a bussare alla Cassa depositi e prestiti. Per questa o quell'altra nostra squadra. Al contempo cercando di capire donde l'ex pizzaiolo tiene il suo forziere che ( i bene informati ) dicono essere ( con quel che incassa) più grosso e ricolmo di quello del conte di Montecristo. A Misano qualche lampo dei nostri c'è. Al Mugello, invece, a festeggiare il millesimo Gp dell'immortale 'rossa', è rimasto ( ?) il confuso buon Binotto e quel coraggioso ragazzo, suddito del feudo dei liguri Grimaldi. Nato francese, ormai italiano. E che già ha capito che far parte della famiglia della 'rossa' è il massimo raggiungibile. Infatti, dove mai succede che anche se arrivi ultimo sei sempre il primo?

LA CRONACA DAL DIVANO. Dovremmo star a parlare di Misano, Mugello e calciomercato ( dove a spendere e a spandere son quelli che manovrano soldi di stato) , mentre lontano dai clamori mediatici vanno ad iniziare i campionati volley più belli e importanti al mondo. Non ci turba più di [...]

12 settembre 2020 0 commenti

Non solo sport. Lega e futuro del calcio. Siamo alla svolta. Scegliere tra due offerte: da 1,5 o da 1,3 mld ?

Non solo sport. Lega e futuro del calcio. Siamo alla svolta. Scegliere tra due offerte: da 1,5 o da 1,3 mld ? In Lega calcio occorre scegliere tra due offerte, una da un 1,5 mld, l'altra da 1,3 mld, entrambe per una quota minoritaria ( 10%) soldi importanti, fondamentali, per il futuro del nostro calcio. Che qualcuno, bellamente, gode a far transitare da ' campionato più bello e competitivo' a ' campionato più stanco, rissoso e meno vincente'. Cosa ( niente affatto) vera. Anche nella rimpatriata al Grand'Hotel di Rimini, tra i maestri Galliani, Marotta, Sabatini ecc., s'è parlato di calcio italiano in decadenza. Meraviglioso anche solo vent'anni fa, disastroso oggi. E' sempre piacevole sfrugolare nel passato, soprattutto quello glorioso. Galliani, in questo, è un maestro. Dal cuore mutevole, ieri del Milan, oggi del Monza, ma pur sempre un maestro. Per lui l'importante non è quel che accade sui teatri verdi del pallone ma che a tirar le fila sia lui a nome e per conto del signore di Arcore. Il sor Galliani, tra l'altro, come sempre ameno, ha dissertato sul declino del pallone italico da attribuire ( in buona parte) alla lingua inglese, che fungerebbe da traino alla Premier ( soprattutto) nei ricchi ex paesi dell'ex regno d'Inghilterra, consentendogli di ricavare diritti esteri tivù che noi manco ci sogniamo. Ed è per dare l'assalto a questi crescenti introiti che sceicchi, magnati e oligarchi, da anni si danno appuntamento nella perfida Albione. Investendo soldi la più parte non loro ma dei rispettivi Stati. Tanto che il divario tra Premier e altri cresce. Emarginando il nostro campionato, oramai di transito, secondo il buon Marotta, e valorizzando gli altrui, che ( ovviamente) volano a gonfie vele. Dimenticando, forse, qualcosa. Che nei paesi del Commonwealth non è il calcio lo sport più popolare e trainante e danaroso. Così in Canada ( basket, hockey), in Usa ( basket, football americano, baseball, hockey), in Australia ( rugby) ecc. ecc. Allora, qual altra ragione penalizza il nostro calcio, post era Mecenati ? Sicuri che c'entra l'inglese e non altro? Per noi, ad occhio e croce, sta semmai nell'insipienza di chi ha governato per anni il nostro ' ex ballon d'or'. La Lega, ad esempio, che ' da tempo immemorabile soffre dell'incapacità cronica di una visione di prospettiva'. Una Lega che ha sacrificato il bene collettivo 'sull'altare di una politica miope, di piccolo cabotaggio, concentrata su interessi spesso solo individuali'. Come di quel tizio corpulento preoccupato più che altro a non perdere potere personale. Ma che si aspetta a mandarlo in altre faccende ad affaccendarsi? Che non sia questa la strada che, pur in assenza degli stadi benedetti, può consentirci una vera rimonta? Visto che i paesi di lingua inglese ( ancora minoritari rispetto a quelli di lingua latina) potrebbero contare ma fino ad un certo punto. Dipenderà da noi, dal nostro prodotto. Non di transito, speriamo, come propaganda il buon Marotta. Che se di transito vuol essere lui, può accomodarsi donde meglio crede. Una nota per la Nazionale del Mancio impegnata nella Nation League. Poco gioco, poco coraggio, poche occasioni contro l'umile Bosnia, finita 1-1. Al secondo turno c'era l'Olanda, e abbiam pregato che non fosse un'altra Svezia. E Svezia non è stata perchè la brigata del Mancio ha fatto quel che sa fare, domando in trasferta i rifioriti Tulipani. Solo un golletto, di testa, del piccolo Barella, che però è bastato per portare a casa i tre punti, il primo posto nel girone e l'auspicato ranking Uefa.

LA CRONACA DAL DIVANO. Siamo  alla svolta. In Lega calcio occorre scegliere tra due offerte, una da un 1,5 mld, l’altra da 1,3 mld, entrambe per una quota minoritaria ( 10%) soldi importanti, fondamentali, per il futuro del nostro calcio. Che qualcuno, bellamente, gode a far transitare da ‘ campionato più [...]

9 settembre 2020 0 commenti