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Non solo sport. La ‘rossa’ è una creatura speciale. Perchè non affidarla alle degne mani del Toto ?

Non solo sport. La ‘rossa’ è una creatura speciale. Perchè non affidarla alle degne mani del Toto ? Fosse comparsa ai tempi in cui sui chiari mari mediterranei fiorivano miti, oggi dovremmo chiamarla con pseudonimi desueti. Pegaso, il cavallo alato, oppure Ippogrifo, il misto d'animali dall'Ariosto attinto dalla eredità classica. E del Pegaso, ad esempio, meglio d'altri, avrebbe avuto tutti i sembianti e i compiti. Corpo di destriero e ali d'aquila per trasportare, rapido, le folgori del padre degli dei in Olimpo, e infine trasformato in costellazione. E che la 'rossa' non sia più una semplice auto lo si sa da tempo. La sua presenza fonde passione, velocità e bello, in un unicum dal valore ( non solo) materiale inestimabile. Una Ferrari 250 Gto Scaglietti del 1962, infatti, è stata battuta all'asta nel 2018 per 48.405.ooo dollari da Sotheby's in California. Parlando di valore materiale, perchè se trapassiamo su quello immateriale faremmo fatica a toccare un limite. Quanto Pegaso, figlio di Poseidone, addomesticato da Bellerofonte, la 'rossa' é una creatura indomabile, incurante di qualsiasi ostacolo, deputata a consegnare i sogni degli uomini agli dei. Quando si corre un Gp, o altra manifestazione, la prima domanda che la gente si fa è ' Com'è andata la rossa ?'. Preoccupa lei, infatti, non altri. Tanto che, quando un suo pilota arriva ultimo resta primo. Possono dire un gran bene delle 'frecce d'argento', e anche del suo deus ex machina, il gran Toto erede di Cecco Beppe, ma di tifar per loro nessuno se lo sogna. A proposito del Toto, non è ora che si tolga di dosso quella camicia da asettica ospedaliero per indossarne quella color fuoco d'amante appassionato di questo suo ( ancor amatissimo) sport, da salvare più che da affossare ? Nel fine settimana riprende il campionato. Con Fiorentina-Torino ( ore 18) e Verona-Roma ( ore 20,45). Il 20, 21, 22 ottobre partirà la fase a gironi di Champions ed Europa League. Giovedì 17 il Milan gioca il 2° turno di qualificazione di Europa League a Dublino, in casa dello Shamrock Rovers. Se supera il turno, giovedì 24 settembre ( gara secca) trova la vincente fra i norvegesi del Bodo e i lituani dello Zalgiris. Dopodichè, giocherebbe il 1°ottobre i play off per entrare nella fase a gironi.

 CRONACA DAL DIVANO. Fosse comparsa ai tempi in cui sui  chiari mari mediterranei fiorivano miti, oggi dovremmo chiamarla con pseudonimi desueti. Pegaso, il cavallo alato, oppure Ippogrifo, il misto d’animali  dall’Ariosto attinto dalla eredità classica. E del Pegaso, ad esempio,  meglio d’altri, avrebbe avuto tutti i sembianti e i compiti. [...]

14 settembre 2020 0 commenti

Non solo sport. Lega: vincono i fondi, vince il futuro. Legge sugli stadi: è già pronta? I 1000 Gp della ‘rossa’.

Non solo sport. Lega: vincono i fondi, vince il futuro. Legge sugli stadi: è già pronta? I 1000 Gp della ‘rossa’. Per chi non s'addentra nelle segrete del calcio, i due eventi in corso d'opera dicon poco o nulla. Invece sono proprio degli eventi, di quelli storici e di cui si tratterà negli anni a venire. Andiamo a scoprirli. Il primo riguarda la Lega calcio, dove ( per la prima volta) a vincere è stato il buonsenso, scegliendo ( all'unanimità, il riottoso Lotito compreso) i fondi come partner d'avventura; il secondo riguarda l'approvazione della legge sugli stadi, in fase finale, anche perchè non più rinviabile, visto che se si vuol vendere ( quanto prima) un prodotto confezionato in stadi non adeguati non lascia margini di crescita. I fondi hanno competenza ed esperienza in operazioni di vendita del prodotto televisivo sportivo. Del resto, noi, poverelli, gestiti da prodigiosi incapaci, in men che non si dica siamo scalati al quarto posto delle entrate, poco sopra alla Ligue 1 francese. I debiti invece sono saliti a 4,3 mld. Serve quindi una trasformazione del nostro prodotto, rapida, in grado di dare stabilità finanziaria e governance. Gli advisor selezionati sono i migliori possibili. Entrambe le offerte sono per il 10%, ma strutturate in maniera differente. L'obiettivo, comune, è però quello di garantire un altro miliardo e mezzo di flusso nei tre anni dopo e di raddoppiare i ricavi nei cicli successivi. Onde per cui, se non sorgeranno ostacoli insormontabili ( al momento non prevedibili) il futuro sarà decisamente roseo. Era ora, che qualcuno lasciasse da parte le amenità, sconfiggesse i piccoli proprietari di orticelli locali, e facesse intravvedere una visione esatta del mondo del calcio attuale dal quale il nostro possa attingere per quel che rappresenta rappresenta nella storia di questo sport. Se a questo evento dovesse aggiungersi anche quell'altro, altrettanto epocale, sugli stadi, potremmo ben dire di esserci rimessi in cammino. Non più per far da garzoni ad altri, ma per tornare protagonisti. Come Eupalla da sempre ci incoraggia. Nell'attesa di un'altra Champions e della pentastella. Che il Covid abbia messo in difficoltà il mondo del pallone è acclarato. Stadi vuoti, bassi introiti pubblicitari e perfino ridimensionati diritti tivù. Dovrebbe tutti quanti tirare di cinghia. Tutti, o quasi, perchè c'è come al solito qualcuno che sfugge alla regola generale e si fa i cavoli suoi. Quell'ex pizzaiolo, ad esempio, di Nocera natio e di scuola orange nutrito. Per lui il mondo gravita all'inverso. Ultimamente stan facendo scalpore due suoi colpi di mercato. Con l'Ibra, svedese d'anagrafe, che per cedere il suo cuore al vecchio Diavolo ha chiesto di salire col cachet da 3,5 a 7,5 mln; e il rinnovo dell'imberbe portierone ( sempre rossonero) che per pagarsi la mensa abbisogna di far salire le sue entrate da 6 a 10 mln netti annui. A parte il tempo del Covid, ma non è che questo ex pizzaiolo si sia allargato un po' troppo? Sulle cifre, assurde, d'accordo, spara quel che vuole, ma anche sul fatto che alla fin della veglia è lui a far le squadre? Non le nobili del calcio, pensate, ma lui. Che sposta questo o quell' altro omino a piacimento suo come pedine d'un gioco degli scacchi con regole riscritte da lui. Tanto, da quel che fa capire, uno spendaccione lo trova sempre. Soprattutto in Albione o al Psg, dove i danari sono trivellazioni di Stato, che nessuno osa controllare, manco il povero Caferin che, ultimamente, con il City, ha dovuto ( contemporaneamente) far la figura del cornuto e del mazziato. Ci stiam chiedendo, visto che medicina contro gli ex pizzaioli e i loro clienti non esiste, perchè anche noi non ci adeguiamo? Cominciando a bussare alla Cassa depositi e prestiti. Per questa o quell'altra nostra squadra. Al contempo cercando di capire donde l'ex pizzaiolo tiene il suo forziere che ( i bene informati ) dicono essere ( con quel che incassa) più grosso e ricolmo di quello del conte di Montecristo. A Misano qualche lampo dei nostri c'è. Al Mugello, invece, a festeggiare il millesimo Gp dell'immortale 'rossa', è rimasto ( ?) il confuso buon Binotto e quel coraggioso ragazzo, suddito del feudo dei liguri Grimaldi. Nato francese, ormai italiano. E che già ha capito che far parte della famiglia della 'rossa' è il massimo raggiungibile. Infatti, dove mai succede che anche se arrivi ultimo sei sempre il primo?

LA CRONACA DAL DIVANO. Dovremmo star a parlare di Misano, Mugello e calciomercato ( dove a spendere e a spandere son quelli che manovrano soldi di stato) , mentre lontano dai clamori mediatici vanno ad iniziare i campionati volley più belli e importanti al mondo. Non ci turba più di [...]

12 settembre 2020 0 commenti

Non solo sport. Lega e futuro del calcio. Siamo alla svolta. Scegliere tra due offerte: da 1,5 o da 1,3 mld ?

Non solo sport. Lega e futuro del calcio. Siamo alla svolta. Scegliere tra due offerte: da 1,5 o da 1,3 mld ? In Lega calcio occorre scegliere tra due offerte, una da un 1,5 mld, l'altra da 1,3 mld, entrambe per una quota minoritaria ( 10%) soldi importanti, fondamentali, per il futuro del nostro calcio. Che qualcuno, bellamente, gode a far transitare da ' campionato più bello e competitivo' a ' campionato più stanco, rissoso e meno vincente'. Cosa ( niente affatto) vera. Anche nella rimpatriata al Grand'Hotel di Rimini, tra i maestri Galliani, Marotta, Sabatini ecc., s'è parlato di calcio italiano in decadenza. Meraviglioso anche solo vent'anni fa, disastroso oggi. E' sempre piacevole sfrugolare nel passato, soprattutto quello glorioso. Galliani, in questo, è un maestro. Dal cuore mutevole, ieri del Milan, oggi del Monza, ma pur sempre un maestro. Per lui l'importante non è quel che accade sui teatri verdi del pallone ma che a tirar le fila sia lui a nome e per conto del signore di Arcore. Il sor Galliani, tra l'altro, come sempre ameno, ha dissertato sul declino del pallone italico da attribuire ( in buona parte) alla lingua inglese, che fungerebbe da traino alla Premier ( soprattutto) nei ricchi ex paesi dell'ex regno d'Inghilterra, consentendogli di ricavare diritti esteri tivù che noi manco ci sogniamo. Ed è per dare l'assalto a questi crescenti introiti che sceicchi, magnati e oligarchi, da anni si danno appuntamento nella perfida Albione. Investendo soldi la più parte non loro ma dei rispettivi Stati. Tanto che il divario tra Premier e altri cresce. Emarginando il nostro campionato, oramai di transito, secondo il buon Marotta, e valorizzando gli altrui, che ( ovviamente) volano a gonfie vele. Dimenticando, forse, qualcosa. Che nei paesi del Commonwealth non è il calcio lo sport più popolare e trainante e danaroso. Così in Canada ( basket, hockey), in Usa ( basket, football americano, baseball, hockey), in Australia ( rugby) ecc. ecc. Allora, qual altra ragione penalizza il nostro calcio, post era Mecenati ? Sicuri che c'entra l'inglese e non altro? Per noi, ad occhio e croce, sta semmai nell'insipienza di chi ha governato per anni il nostro ' ex ballon d'or'. La Lega, ad esempio, che ' da tempo immemorabile soffre dell'incapacità cronica di una visione di prospettiva'. Una Lega che ha sacrificato il bene collettivo 'sull'altare di una politica miope, di piccolo cabotaggio, concentrata su interessi spesso solo individuali'. Come di quel tizio corpulento preoccupato più che altro a non perdere potere personale. Ma che si aspetta a mandarlo in altre faccende ad affaccendarsi? Che non sia questa la strada che, pur in assenza degli stadi benedetti, può consentirci una vera rimonta? Visto che i paesi di lingua inglese ( ancora minoritari rispetto a quelli di lingua latina) potrebbero contare ma fino ad un certo punto. Dipenderà da noi, dal nostro prodotto. Non di transito, speriamo, come propaganda il buon Marotta. Che se di transito vuol essere lui, può accomodarsi donde meglio crede. Una nota per la Nazionale del Mancio impegnata nella Nation League. Poco gioco, poco coraggio, poche occasioni contro l'umile Bosnia, finita 1-1. Al secondo turno c'era l'Olanda, e abbiam pregato che non fosse un'altra Svezia. E Svezia non è stata perchè la brigata del Mancio ha fatto quel che sa fare, domando in trasferta i rifioriti Tulipani. Solo un golletto, di testa, del piccolo Barella, che però è bastato per portare a casa i tre punti, il primo posto nel girone e l'auspicato ranking Uefa.

LA CRONACA DAL DIVANO. Siamo  alla svolta. In Lega calcio occorre scegliere tra due offerte, una da un 1,5 mld, l’altra da 1,3 mld, entrambe per una quota minoritaria ( 10%) soldi importanti, fondamentali, per il futuro del nostro calcio. Che qualcuno, bellamente, gode a far transitare da ‘ campionato più [...]

9 settembre 2020 0 commenti

Non solo sport. Un Presidente da confermare. Germania e Francia insieme per il Recovery Fund.

Non solo sport. Un Presidente da confermare. Germania e Francia insieme per il Recovery Fund. A Cernobbio è mancato (causa impennata Covid) , il ministro francese dell'Economia Bruno Le Maire, che, comunque, ha inviato un messaggio ai partecipanti dell'importante consesso economico mondiale. Le Maire ha precisato il senso delle misure presentate ultimamente dal suo Governo. Il Ministro ha spiegato anche quanto non ancora emerso pubblicamente, e cioè ' che una parte delle risorse messe in campo, soprattutto quelle per rafforzare la competitività industriale del Paese transalpino, secondo pilastro del Piano, saranno oggetto di uno stretto coordinamento con la Germania'. La Francia sembra avere ambizioni in diversi settori chiave, come l'intelligenza artificiale, il computing quantistico e l'idrogeno: quest'ultimo sarà oggetto d'un progetto di sviluppo che verrà dettagliato a breve. L'obiettivo è quello di colmare lo svantaggio accumulato in questi settori nei confronti della Cina e degli Stati Uniti, secondo una nuova linea di politica industriale, non ancora europea ma certamente franco-tedesca che punta molto ad esercitare una nuova forma di sovranismo economico. In questo senso, i due innamorati, sembrano aver colto l'essenza del Recovery Fund. Dove le risorse messe a disposizione sono tali da rappresentare una vera e rara opportunità per rafforzare settori industriali dove la competizione extra-europea è fortissima, rivedendo le strategia in atto con i due giganti economico-industriali. Il tutto, secondo Le Maire, servirà ' a creare l'Europa del 2030'. Ottimo. Il problema però è che non si viaggi tra i soliti due o tre escludendo il resto. In questo caso, come in altri casi. E' vero che per fare una nuova nazione occorre che qualcuno prenda l'iniziativa. E' capitato al Piemonte con l'Italia. E alla Prussia con la Germania. Tuttavia, meglio muoversi con ' juicio', lungimiranza, perchè se poi si fanno cappelle, grandi, grosse, ad esempio, come quella dell'Italia all'indomani dell'unificazione con il suo Mezzogiorno, i 'danni' si porterebbero avanti all'infinito. Se (davvero) si vuol far nascere una nuova nazione perchè non coinvolgere tutti gli interessati? Soprattutto se tra questi c'è l'Italia, basta sfogliare qualche libercolo, senza la quale si darebbe vita ad un corpo monco di qualcosa. Testa, braccia o gambe, non si sa: s'accomodino pure, i lor Signori, neo facitori della futura Europa! A proposito del nostro Presidente, il premier Conte lo ha proposto per un bis. Forse, costui, di manneggi amanneggiato, sta bleffando? Non è un po' troppo presto per parlare della rielezione del Capo dello Stato? Di solito, quando s'anticipano tempi e nomi, non è per bruciarli? Cosa al popolo ( di qualsiasi colore tinto) non gradita, perchè al presidente Mattarella sì è ( sinceramente) affezionato. In un tempo di politici e dirigenti e addetti ai lavori che lasciano ( in buona parte) il tempo che trovano, un uomo che parla quando deve parlare, attendibile, discreto, chiaro, diretto, che altro può essere se non una benedizione del Signore? Che il popolo, salvo maneggi amaneggianti, e soliti bastian contrari, gradirebbe ( sentitamente) confermare.

LA CRONACA DAL DIVANO. Ha detto il nostro presidente al Forum di Cernobbio  che l’azione della Commissione europea è ‘ diventata il centro di elaborazione di linee guida che hanno rafforzato la coesione Ue’. Infatti, non è stato ‘ una esortazione alla solidarietà ma l’esercizio di una responsabilità istituzionale’. Ora il ‘valore [...]

6 settembre 2020 1 commento

Non solo sport. E’ sparita la ‘rossa’. Dov’è? Perchè umiliarla, con indosso quella orribile ‘maglia nera’?

Non solo sport. E’ sparita la ‘rossa’. Dov’è? Perchè umiliarla, con indosso quella orribile ‘maglia nera’? 'O Patria mia, vedo le mura e gli archi e le colonne e i simulacri e l'erme torri degli avi nostri, ma la gloria non vedo, non vedo il lauro e il ferro ond'erano carchi i nostri padri antichi. Or fatta inerme, nuda la fronte e nudo il petto mostri... Io chiedo al cielo e al mondo: - Dite, dite: chi la ridusse a tale?- ...'. Chi la 'rossa' ridusse tale? Non è difficile trovare gli autori di tanto misfatto. L'erede di una grande famiglia di cui non porta manco il cognome, ad esempio, ma anche la serie di collaboratori vicini e lontani di cui non resta il sembiante, finanche quell'ingegnere bravissimo al tavolo ma tanto improvvido sul campo di battaglia da emulare quel Quintilio Varo che inoltrandosi a vanvera dentro una selva oscura consegnò al massacro le legioni di Cesare. Di certo, i media certe cose non dicono o non vogliono dire. Ma le domande che passano di bocca in bocca sono queste: val davvero la pena continuare ad umiliare l'icona dell' automobilismo mondiale? Non è meglio ritirarla dal consesso, per poi vedere di recuperare in santa pace ( e ben altra competenza ) quel che chiederà la F1 a partire dal 2022? Chissà in quanti hanno già iniziato ad ignorare gli appuntamenti tivù con una F1 'piegata' giorno dopo giorno, scientificamente, boiardamente, all'interesse di una sola componente, tanto stolta e avida da non capire che senza la 'rossa' non c'è gloria per nessuno. La 'rossa' non è solo storia, la più prestigiosa. La 'rossa' anelito dell'ardire umano nella velocità sulle quattro ruote. Non è una solo macchina, o 'crucchi' !, ma quanti secoli vi ci vogliono per capirlo? E come fanno quei telecronisti ( e commentatori) di Sky a delirare in ogni gran premio davanti ad una macchina, ad un pilota, che lottano contro guardaspalle. Predestinati o meno. Tanto che possono far a meno perfino della quarta ruota per tagliare il traguardo. Ci spiace per il re nero, senz'altro bravo, bravissimo, ma fino a che punto non lo sa manco lui visto che nessuno attorno glielo certifica? Qualche anno fa è bastato un guardaspalle in rivolta, per mandarlo in confusione e batterlo. Lui chiede ai suoi di migliorare ancora la vettura, forse per sfottere, forse per riempire il suo vuoto; noi invece gli chiediamo di scendere da una macchina per salire su un'altra. Uno scambio con Ricciardo, ad esempio, perchè se è vero che vuol scrivere la storia non può pretendere di scarabocchiarla da solo. Al GP del Belgio, dopo un weekend in maglia nera, la Ferrari è scomparsa. Trapassata in un sol anno da vittoriosa a desparecida. Senza manco i punti costruttori. L'ing. Binotto, neo responsabile, non capendo lui chiede lumi a tecnici, meccanici, inservienti. Nulla funziona. Mentre la proprietà latita. In altri mondi affaccendata. S'ingarbuglia, intanto, come temuto, la vicenda del Leo che s'è stufato del Barca del Bartolomeu. Già parlano i legali. Mentre i media continuano a segnalare in pole position il City, il tanto chiacchierato City, squalificato e ( con ridicola multa ) riammesso, che sta ad un ' artista' come il Leo men che i cavoli a merenda. E' partito, tra un maneggio e l'altro, il Tour, imposto in modo tale da oscurare ( o quasi) il Giro. Dimenticando di far i conti con l'oste perchè ( per quel che ci riguarda ) primo tra tutti c'è il Giro. Con quel suo inconfondibile fruscio d'eroi che da oltre un secolo semina racconti epici lungo il percorso più bello ( e difficile) del mondo.

LA CRONACA DAL DIVANO. Con qualche sforzo di fantasia, parafrasando, bastan questi versi a inquadrare il tempo greve in cui versa la ‘rossa’. La mitica ‘rossa‘.  Che alcuni insipienti hanno trasformato in un sol anno da sogno a incubo. ” O Patria mia, vedo le mura e gli archi e le [...]

31 agosto 2020 0 commenti

Non solo sport. Champions. Macchè qualità, l’ha decisa Eupalla giocando a flipper nel tempo scaduto !

Non solo sport. Champions. Macchè qualità, l’ha decisa Eupalla giocando  a flipper nel  tempo scaduto ! Non ce l'ha fatta la meravigliosa Dea a sbattere fuor di coppa gli spendaccioni del Psg, che del fair play finanziario ( come del resto i compatrioti o parenti del City) se ne fanno un baffo. Ha ceduto nel tempo di recupero, quando anche gli sceicchi avevano disdetto le lussuose suites negli alberghi di Lisboa per tornarsene mogi mogi sotto le tende nel deserto. Un nostro illustre commentatore ha sentenziato ' Il sogno è finito con l'ingresso di Mpepereppè, la qualità ha vinto ancora'. Ma quale qualità? Di che ciancia? La Dea , che lavora sugli spiccioli, non ha perso per la qualità, ma perchè non ha potuto mandare in campo il suo infortunato ( Ilicic) come invece hanno potuto fare ( miracolosamente) gli altri ( Mpepereppè). Perchè ha dovuto sostituire quel genio del Papu, per ragion di stato spremuto fin all'estremo. Perchè tra i tanti cambi obbligati deve avere spedito in campo anche qualche raccattapalle. Perchè quella stronza di Eupalla s'è messa a giocare a flipper in area bergamasca quanto il tempo regolamentare era scaduto. Fossimo negli sceicchi cominceremmo a risparmiare sulle cifre, visto anche che l'era del petrolio va tramontando. Imparino dalla Dea. Nessun spreco, tanta competenza, gran calcio, infinito orgoglio, nell'attesa di completare ( a spese proprie) il 'nido' di casa che risulterà tra i più belli di questo Paese ( tuttora) costretto a giocare ( per via della sua sfilza di opportunisti, sempre dalla parte danarosa, incapaci e tintinnega) in sedi vetuste e pericolose. Ora, a difendere l'onore del calcio italiano resta la Beneamata di quel rompi del Conte. Smettesse di dar colpe agli altri e pensasse alle sue, forse, ce la potremmo fare ad arrivare, quest'anno in attesa del prossimo, di nuovo, ad una finale europea. Zang, per bontà sua, dopo cinque mesi, è tornato a Milano. Nell'agenda i lai di Conte e il calciomercato. Sull'altra sponda meneghina, Ibra, se la sta tirando un po' troppo lunga: infatti che meglio c'è per chiudere una grande carriera della mitica maglia degli Immortali e degli Invincibili?

LA CRONACA DAL DIVANO. Non ce l’ha fatta la meravigliosa Dea a sbattere fuor di coppa gli spendaccioni del Psg, che del fair play finanziario ( come del resto i compatrioti o parenti del City) se ne fanno un baffo. Ha ceduto nel tempo di recupero, quando anche gli sceicchi [...]

13 agosto 2020 0 commenti

Non solo sport. L’Europa dei Lillipuziani. Moto Gp, vince Fabio cade Marc. Un’altra inutile ‘rossa’.

Non solo sport. L’Europa dei Lillipuziani. Moto Gp, vince Fabio cade Marc. Un’altra inutile ‘rossa’. Weekend ricco come mai da tempo. Auto, moto, calcio. Per l'auto poco da dire. Solito Hamilton davanti Verstappen e Bottas ( Vettel 6, Leclerc 11), con divari che rendono comparse i non Mercedes ( neri e rosa) . 'Rossa' del Binotto in primis. Costringendo Toto a farsi ogni tanto un pennichella, davanti a trionfi che lasciano il tempo che trovano. Per la moto, invece, le novità abbondano. Intanto sul più altro gradino dl podio è salito un siciliano nato in Francia e cresciuto motociclisticamente in Spagna, certo Fabio Quartararo, 21 anni, promesso sposo Yamaha, davanti a Vinales ( Yamaha) e Dovizioso( Ducati). Per il calcio, bloccata la Dea ( 1-1) a Verona, esagera il Milan ( 5-1) a Bologna. Si aspettano Roma-Inter e Juve-Lazio. Tutto da decidere, alla faccia degli esterofili e anglofili. Intanto la Signora, sbircia Zizou, che del Real ha le tasche piene. Comunque vadano gli incontri sull'Europa in corso a Bruxelles, comunque la risolvano sul Recovery fund e altro annesso e connesso , quel che colpisce una volta di più è quanto questo continente non abbia capito tuttora sul qual baratro sta divagando. Non bastavano i 'frugali' che si sono fatti avanti anche i sovranisti. Del resto non si dice che se manca il gatto i topi ballano? I 'duri e puri' che tutto son fuorchè 'duri e puri', basti pensare a quell'indegno ' baratro fiscale' coperto dal colore dei tulipani, come annunciato 'pretendono' questo e quello; sotto la regia dell'esperto fighetto orange, si sono messi pure a far gioco di squadra. Tutti insieme non fanno manco il 14% del Pil della Ue, eppure vorrebbero mettere con le spalle al muro anche i paesi maggiori. Sorvolando sul duetto franco-germano oltre che, ovviamente, su quello ispano-italico. La democrazia, diceva J.Dewey, non sono le divisioni che debbono preoccupare, ma l'inadeguatezza dei meccanismi per risolverle. Meccanismi, aggiungiamo noi, indegnamente si sa, ma anche protagonisti. Che in questa latitano. Di qua e di là. Tra gli altri, se la Cancelliera vorrà lasciare un segno visibile e certo del suo passaggio ai vertici del continente, sarà bene che si dia una mossa, e che faccia capire a ' duri e puri' e ' sovranisti' e a quant'altri che dir si voglia intenti a proteggere i loro orticelli che qui non c'è futuro per nessuno se non ci si dà( pur con tutte le garanzie necessarie) un assetto competitivo rispetto ai continenti ( già) più forti. Velocemente. Consapevolmente. Certo è che avere a che fare con dei lillipuziani ( pure convinti?) sarà una vera impresa da ciclopi.

LA CRONACA DAL DIVANO. Weekend ricco come mai da tempo. Auto, moto, calcio. Per l’auto poco da dire. Solito Hamilton davanti a Verstappen e Bottas ( Vettel 6, Leclerc 11), con divari che rendono comparse i non Mercedes ( neri e rosa) . Costringendo a Toto a farsi ogni tanto un [...]

19 luglio 2020 0 commenti

Non solo sport. Una ‘rossa’ ecatombe. Scusi Binotto, mica è su scherzi a parte? Per la Dea, ‘rapina’ di rigore.

Non solo sport. Una ‘rossa’ ecatombe. Scusi  Binotto, mica è su scherzi a parte? Per la Dea, ‘rapina’ di rigore. A noi frega solo e soltanto quel che fa la 'rossa', null'altro, sportivamente parlando. E quello a cui abbiamo dovuto assistere ( nostro malgrado) fin dal primo giro in Stiria basta e avanza. L'ecatombe l 'aveva annunciata con ( colpevole ) candore il suo general manager, tal Binotto da Geneve, che se come ingegnere qualcosa poteva pur capire per stare tanti anni a Maranello come ' ducator' d'una leggenda, la più vera e duratura leggenda dello sport automobilistico, null'altro è che un soggetto da scherzi a parte. Di cotanta 'pochezza' qualcuno dovrà pur rispondere. A partire da quel rampollo degli Agnelli dalla strascicata dizione che speriam non sia al vertice di Fiat voluntas tua ( soltanto) per dilapidare un patrimonio di generazioni, avviando il tutto proprio dalla demolizione della 'rossa'. Per proseguire con quel fantasma di tal Camilleri che ( francamente) non conosciamo e ( manco) vogliamo conoscere. Per finire, appunto, con quel tal Binotto, ( da qualcuno) scambiato per un tal Toto ( Wolff), confondendo un Raffello con un graffitaro da strada. E comunque sia, l'esser riusciti tutti in coro a ' profanare' un così prestigioso ' monumento' , grida vendetta. Immediata e sacra vendetta. Che per quel che ci riguarda, facile è: d'ora in poi, infatti, a sintonizzarsi sulla F1 saranno quelli della Fia, di Sky e i loro fans. Noi, mai più di certo. E che dovremmo ammirare: due 'rosse' in retroguardia che invece di aiutarsi si annientano a vicenda? O magari, che il Tappen 'affossa rosse' sta ora disoccupato? O che il Toto batta record su record comunque protetto dai nano dei della Fia? O che altro, insomma, volete farci deglutire per 'dissolvere' una delle storie più belle dello sport moderno ? Per dovere di cronaca, e per rispetto a quanti non hanno assistito alla competizione, Vettel ( partito 10) e L eclerc ( partito 14) si sono amabilmente ruotati al primo giro, uscendo entrambi come scemi dalla scena. La gara è stata vinta ( manco a dirlo) da Hamilton, davanti a Bottas e Verstappen. Tanto passa il convento della F1 in epoca virale. E nonostante il Corona, proseguono le gare di Campionato. Nella XXXII in ballo c'era il possibile ingresso della mirabolante Dea nella corsa scudetto. Ingresso, prontamente precluso, non da uno ma da due ( discutibili) rigori che avrebbe portato l'orgoglio dello sport bergamasco ( e italiano) a soli 6 passi dalla Signora. Con 18 punti ancora da consegnare in un finale di torneo anomalo e tutto da immaginare. Riperde la Lazio ( 1-2) con il Sassuolo, rivince la Roma ( 0-3) contro il Brescia. Con la Spal, ormai in B? Pari del Diavolo (2-2) con il Ciuccio del Ringhio.

LA CRONACA DAL DIVANO. Manco ci frega chi vince o perde il GP STIRIA. A noi frega solo e soltanto quel che fa la ‘rossa‘, null’altro, sportivamente parlando. E quello a cui abbiamo dovuto assistere ( nostro malgrado) fin dal primo giro in Stiria basta e avanza. L’ecatombe l ‘aveva annunciata con ( [...]

12 luglio 2020 0 commenti

Non solo sport. GP Austria: Carlettto salva dal naufragio una ‘rossa’ senz’arte nè parte. Serie A: salgono Signora e Diavolo, scende l’Aquila.

Non solo sport. GP Austria: Carlettto salva dal naufragio una ‘rossa’ senz’arte nè parte. Serie A: salgono Signora e Diavolo, scende l’Aquila. Trentesima giornata. Nel silenzio di spalti vuoti. Con la Signora in vetta, a più quattro dall'Aquilotto ( 68), più otto dalla Beneamata(64). La lotta per il titolo sembra ristretta a tre, tra mille incognite, perchè un finale di torneo così nessuno se lo immaginava. Buon per noi che almeno potremmo tifare fin all'ultima giocata. E se l'ambascia stadi logora da tempo, quella sulla 'rossa' è invece una ( spiacevole) novità. Che il mito per eccellenza dell'auto da corsa sia stato ultimamente preso d'assalto è cosa nota. I più accaniti sono i germani. Che di stare dietro a prendere scarichi di fumo loro abituati davanti non se la sentono davvero. Onde per cui, pur di ribaltare lo stato delle cose, sono disposti a tutto. Del resto, con quel mostriciattolo del Toto in regia, e quella Federazione al servizio suo/loro, possono permettersi tutto quel che credono Progettassero un Ufo o un astronave , per il tortignacolo Todt andrebbe bene lo stesso. Al momento i germani di Stoccarda si sono inventati quel 'quiproquo' sulla convergenza delle ruote anteriori, che qualcuno contesta, soprattutto perchè giunto a campionato in corso. Ma niente da fare, con la Fia è come parlare al vento, visto che l'obiettivo non è legale ma politico. Infatti che altro di meglio c'è che ( come voleva la Buonanima) ridurre il Belpaese in un'oasi ideale di affittacamere, camerieri e bagnini? Anche se, per dirla tutta, a dar la corda sono proprio i nostri. Che perso il buon babbo Marchionne, non sanno più che pesci prendere. Si sta provando con un ingegnere, ottimo sì, ma a fare l'ingegnere. Non certo a far faccia a quell'abile gigante asburgico del Toto che di quel tipo di ingegneri si nutre a piacimento come Polifemo dei marinai di Ulisse. Che fare? Difficile trovare soluzioni. E anche capire che ci faccia il Seb ancora alla 'rossa. Garantiscono che da professionista farà il suo dovere fino in fondo. La solita favola? Quando non sanno come rabberciarla? Infatti, come fa uno messo alla porta continuare a sentirsi parte d'una casa che non è più sua? Con tutte le conseguenze del caso. Che la prima in Austria ( al momento) lascia solo immaginare. ORDINE D'ARRIVO GP AUSTRIA. Bottas ( Mercedes ) davanti a Leclerc ( Ferrari) e Norris (McLaren). Quarto, causa penalità, Hamilton ( Mercedes). Decimo Vettel ( Ferrari). Ritirato Verstappen ( Red Bull).

LA CRONACA DAL DIVANO. Trentesima giornata. Nel silenzio di spalti vuoti. Con la Signora ( in questa)  in vetta, a più quattro dall’Aquilotto  ( 68), più otto dalla Beneamata(64).  La lotta per il titolo sembra ristretta a tre, tra mille incognite, perchè un finale di torneo così nessuno se lo immaginava. [...]

5 luglio 2020 0 commenti

Non solo sport. Lotta al Coronavirus: esteri e non, a chi dare la vera gloria? Solo ai posteri l’ardua sentenza?

Non solo sport. Lotta al Coronavirus: esteri e non, a chi dare la vera gloria? Solo ai posteri l’ardua sentenza? Adesso, con quel garbato premier a reti connesse ( come o quasi) per il messaggio di Capodanno del Presidente, invece che a portar serenità getta scompiglio. Mentre all'Estero infieriscono su di noi scordando perfino la Cina e la Corea. Qui a metterci una pezza può essere solo il solito imprevedibile sorprendente atteggiamento d'un popolo che, quando conta, forse ispirato da una ( dimenticata) manzoniana Provvidenza, sa quello che deve fare. A dispetto di chi dovrebbe governarlo e non può farlo o non sa farlo; a dispetto di parenti e amici sparsi qua e là pel Mondo e che dovrebbero raccontarla ( almeno) come si deve; a dispetto di chi ci vuol (davvero) male e vorrebbe vederci piegare le ginocchia implorando. I dati ( allegati) parlano d'una diffusione seria, con molti casi di guarigione, ma non ancora scemante. Se calano ( di dice) i casi cinesi che sono alle radici della sbandierata ecatombe, caleremo anche noi. La speranza è solo quella di non vedere cancellata, una dopo l'altra, la possibilità di riprenderci in fretta e senza danni irreparabili. Il timore c'è. In Romagna, a Cesenatico, potrebbero chiedere d'annullare la Nove Colli; in Lombardia, a Milano, la Milano-Sanremo ( se non il Giro) e così via. Il calcio s'accontenta ( al momento) di giocare ( Campionato e Coppe) nel silenzio, per meglio meditare sulla sorte sua. Magari saremo proprio noi ( ancora una volta) a sorprendere tutti, sciogliendo il rebus grazie a quei quattro centri di ricerca in numero che abbiamo. Certo è che gli amici ( qui o là) si vedono nell'ora del bisogno. E quelli ricorderemo, per tanti anni a venire. Il bilancio della Protezione civile. Sono 295 i malati con il Coronavirus ricoverati in terapia intensiva, 66 in più rispetto al giorno precedente. Il dato è stato fornito mercoledì 4 marzo dal commissario Angelo Borrelli nel corso del quotidiano appuntamento con la conferenza stampa nella sede della Protezione civile. Negli ospedali ci sono 1.346 ricoverati con sintomi mentre 1.065 sono in isolamento domiciliare.Dai dati della Protezione civile emerge che sono 1.497 i malati in Lombardia, 516 in Emilia Romagna, 345 in Veneto, 82 in Piemonte, 80 nelle Marche, 31 in Campania, 21 in Liguria, 37 in Toscana, 27 nel Lazio, 18 in Friuli Venezia Giulia, 16 in Sicilia, 7 in Puglia, 7 in Abruzzo, 5 in Trentino, 3 in Molise, 9 in Umbria, uno in provincia di Bolzano, 2 in Sardegna e uno in Basilicata.

LA CRONACA DAL DIVANO.  D’ora in poi, per un mesetto almeno, così si spera, potremo vedere il nostro Campionato a spalti vuoti. Che metteranno ancor più in pietosa evidenza le mille  rughe dei nostri vetusti stadi. E che ci faranno ricordare una volta di più da qual mandata di uomini [...]