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Non solo sport. Premier migliore della Serie A? Un po’ sì, un po’ no. Nell’attesa di ‘vedere’ nuovi stadi.

Non solo sport. Premier migliore della Serie A? Un po’ sì, un po’ no. Nell’attesa di ‘vedere’ nuovi stadi. Detto questo, però, non è che la tarda Serie A possa considerarsi men che l'agile Premier. Son belli loro, siam belli noi ( sia pure con qualche acciacco). Sennò, che c'è venuto a fare il plurimedagliato Cr7 in un agone come il nostro? E' rincoglionito o gli hanno detto che per ragionar di storia non c'è 'contesto ' più accreditato? Lui di storia deve intendersi, eccome, magari più e meglio del Messi da Recanati , accucciato da sempre e per sempre dentro una sola amorevole culla; o di quel genio maledetto del partenopeo Maradona, che per superare il magico Pelè s'era trasferito armi e bagagli da una grande di Spagna ad una media squadra del campionato italiano. Trasformandola d'incanto da Calimero a Cigno. E siamo belli perchè sono belli i nostri campanili che rendono infuocate e imprevedibili anche le diatribe più insignificanti. E i duelli più radicati. E i personaggi più impensati. Da noi il gioco non è una ( estenuante) cavalcata di 90/100 minuti dietro una palla, da noi il 'cencio' da strappare sotto la torre del Mangia è ben altra cosa. A volte esagerata. Ma che altrove manco immaginano. Soprattutto in Premier. E infatti mentre quando si guarda una partita loro si pensa sempre a cosa gli diano da manducare, da noi , invece, ci si scervella per immaginare qual diabolico artifizio frulli nella testa dell'uno o dell'altro dei contendenti. Perchè di ' punitio divina' si può essere sempre colpiti, quando men la si aspetta, anche per mano del più modesto in campo, tra un dettaglio e l'altro. Un articolo della 'rosea' sembra voler restituire ( giusto) valore e dignità al nostro (bistrattato) campionato. Che non ha bisogno di copiare da alcuno se non da se stesso. Ricco com'è di ' mille identità tattiche'. Che van da Sarri a Conte a Ancelotti, tre maestri del mondo del calcio ' tornati a percorrere i domestici tratturi, e che nessuno offre con la stessa ricchezza agonistica e studia con tante soluzioni. Dal calcio d'estate - sottolinea la 'rosea', che se non ci fosse bisognerebbe inventarla - arriva la conferma di una varietà tattica unica: i nostri otto top club, per esempio, usano sei sistemi diversi. Quando lo stesso sistema offre spesso interpretazioni divergenti. Ma con un comune denominatore: la voglia di ' far' gioco. Chi altri può offrire tanto? E se nessuno può, perchè ( arricchire) sempre l'orto del vicino e mai il nostro? Lo scorso anno squadre della Premier hanno fatto man bassa in Champions e in Uefa. Dopo anni. Forse per un altro ciclo ( l'ultimo successo inglese in Champions l'aveva ottenuto il Chelsea nel 2011/2012, bissando lo United del 2007/2008). Forse. C'è però da ammonire che, tra le tante altre cose, nelle 65 edizioni della Coppa dalla grandi orecchie fin qui disputate, per 27 volte in finale sono giunte squadre italiane. Praticamente un 45% ca, quasi a dire una edizione su due, percentuale che non avrebbe necessità di commento se non per ricordare a smemorati e incolti che ( in regime di libertà) si può celebrare chi, quando e come si vuole, senza però voler passare per cantori pindarici quando s'è null'altro che funzionari ( consapevoli o meno) di questo o quell' uffizio. O bacucchi, fateci quegli stadi, eppoi vedremo chi ( meglio) saprà riempire di stelle ( e di sogni) le sue maglie e chi no.

LA CRONACA DAL DIVANO. E insistono nel favoleggiare sulla ricca Premier, a lor dire il ‘ migliore campionato di calcio del Mondo’. S’ascoltano canti e peana a bizzeffe, anche se ( a dire il vero)  più che canti e peana ci sembrano entusiastici comunicati di qualche ufficio stampa di calcio e [...]

13 agosto 2019 0 commenti

Non solo sport. Nuova ‘ disfida’ per Omero: Vale contro Marc. Mettiamoli però su un ‘mezzo’ alla pari.

Non solo sport. Nuova ‘ disfida’ per Omero: Vale contro Marc. Mettiamoli però su un ‘mezzo’  alla pari. Ad agitare l'acque basse del picciol stagno, la voce d'un ritorno del maiorchino Lorenzo in Ducati. Sembrerebbe a seguito d'una valutazione che quelli di Borgo avrebbero fatto mettendo sui piatti della bilancia i loro e gli altrui piloti, quelli ' idonei' ovviamente a far abbassare l'ale a quel catalano che sembra avere scoperto nuove leggi della fisica piuttosto che un nuovo modo di dominare gli avversari. A noi, veramente, più che un fisico, ricorda Totò al Giro d'Italia, che per vestire la rosa s'era perfino adattato a stipulare un patto diabolico con mister Belzebù. Ma tant'è. E comunque stiano le cose, una è chiara: a quello , tra quelli in gioco, non lo batte nessuno. Per noi manco l'indomabile maiorchino che ci sembra sbagliare però ( ogni volta ) i tempi d'ingresso e d'uscita sul suo lavoro. Dopo un anno di sofferenza stava per 'domare' la Desmo, eppure se n'è andato, sul più bello, senza ragione credibile, che non fosse quella ( apparente) del danaro, il quale, per chi vuol scrivere di storia, è una insidia quanto mai mortale. Come quella delle sirene che abbindolarono i compagni di Ulisse, ma non Ulisse, che d'altra pasta fatto per sfuggire alle lusinghe si fece legare ad un palo e otturare le orecchie. Comportamenti non da tutti, questi. Da personaggi omerici. Certo. E tali, comunque, non ce ne voglia il maiorchino, da non appartenergli. Manco per sbaglio. Lo spiffero ha intanto ottenuto l'effetto di demoralizzare tutti. Il buon Dovi, più d'altri. Bravo, generoso, combattente. Ma non al punto da potersi opporre ( costantemente) a ' cade non cade'. Che continua a sguazzare nello stagno felice come un putto da una pista all'altra. E se non ce la fa il Dovi a metterlo a partito figuriamoci che possono quei giovinastri come il gitano Vinales o ( al momento) il siculo (d' Oltralpe) Quartararo. Poco o nulla. Crediamo. Ma solo miraggi, che svaniscono nel breve volgere di qualche curva. Eppure uno c'è che potrebbe tentare Omero a riscrivere il suo duello immortale. Che nella prima nota stesura ha preferito mettere il lauro in capo al giovane guerriero costringendo il vecchio all'umiliazione d'essere appeso al carro e trascinato più volte senza vita attorno alle alte porte Scee. Mentre, in una seconda, visto che il mondo è nel frattempo profondamente cambiato, chissà che non gli venga voglia di rivedere l'esito? E porgere il lauro alla dolorosa sapienza del vecchio piuttosto che alla astuzia feroce del giovane? Certo è che per far questo occorre mettere i contendenti in condizioni ( almeno) di parità. Non l'uno immortale e l'altro mortale. Non l'uno forte e l'altro debole. Non l'uno su un cavallo invincibile e l'altro su un ronzino. Per farla breve: che s'aspetta a voler tentare Omero dando al Maestro di Tavullia il mezzo giusto per un'altra disfida ? Su pista, questa volta, perchè no? Lo sport non ha oggi il suo peso simbolico? Magari l'ultima per il grande vecchio, che a quarant'anni non può certo pretendere d'essere il futuro del suo sport. Quanto odor d'epica c'è in codesta agognata disfida! Eppoi, chi non vorrebbe Ettore trovar la rivincita su Achille ?

LA CRONACA DAL DIVANO. Un altro bel weekend. Estivo. Assolato. Pettegolo. Dei vari sport accenniamo più sotto, qui ci vorremmo soffermare su quanto vanno raccontando della MotoGp, l’interminabile regno ora conteso del Maestro di Tavullia che ( in questi suoi ultimi voli) costretto a cavalcare un ‘ronzino ‘ si vorrebbe  [...]

9 agosto 2019 0 commenti

Non solo sport. Fede, Simo e Greg stelle mondiali in vasca. Italia, la Giamaica della velocità giovanile.

Non solo sport. Fede, Simo e Greg stelle mondiali in vasca. Italia, la Giamaica della velocità giovanile. Greg ( Paltrinieri ) non ce l'aveva fatta a prendere l'oro nella 'mista' del fondo in mare aperto ai Mondiali di nuoto in Corea, c'è invece riuscito in vasca, negli 800 metri sl, esattamente 24 h dopo Simo Quadarella che già s'era posta sul capo il lauro delle vincitrici, anche lei nei 1500 sl, gara da medaglie a partire dalla prossima Olimpiade. Ma l'impresa che non t'aspetti, manco nei sogni, è l'ennesima compiuta da quella eterna ninfa delle piscine che reca un nome che è tutto un programma: Fede, certo Fede, a 31 anni, ancora in grado di confermarsi regina del regno ( 200 sl) ma anche di mandare in apnea avversarie straordinarie e navigate. Il paese d'adozione dell'Araba Fenice ringrazia commosso. Altra medaglie nel nuoto sono arrivate da Detti, bronzo nei 400 sl, aggiudicati al cinese più volte coinvolto in questioni di doping ma lasciato ( allegramente) scorrazzare con la sua enorme mole in un agone mondiale; e da Martina Carraro, 26 anni, bronzo nei 100 rana. Il Settebello, dopo aver sconfitto la Grecia ( 7-6) ha bissato il successo anche contro l'Ungheria ( 10-8) : ora dovrà vedersela con la Spagna per l'oro. Le ragazze, invece, dovranno superare la Russia per il quinto posto. A livello di medagliere cominciamo ( incredibilmente) a sbirciare i posti alti, da confermata grande potenzia natatoria. Ma dov'è la novità, con tutto quel bel mare che ci abbraccia da millenni? Dopo gli Europei di atletica juniores di Boras possiamo anche considerarci la Giamaica ( della velocità giovanile) d'Europa. Lorenzo Paissan e Vittoria Fontana, 18 anni, entrambi dorati nei 100 m e Scotti nei 400 m. Mentre nel lungo, Larissa Japichino, ( al momento ) nota come figlia di Fiona May , ha travolto una concorrenza ben più vegliarda aggiudicandosi, a 17 anni, con misura notevole ( 6,58), l'oro nel lungo ( sempre ) agli Europei Under 20. Una grande impresa. Ora, però, lasciamola crescere in santa pace. Come Tortu e altri impensabili giovani talenti sempre possibili nel nido di quell'uccello misterioso che deve aver trovato dimora nel Belpaese per nascere, morire e rinascere dalle proprie ceneri. Nel frattempo Roma s'è candidata per gli Europei di nuoto 2022. Si sono chiusi nel frattempo anche i Mondiali di scherma, finora, più bronzo che altro. Dei nostri mitici d'Artagnan sembra ( al momento) scomparsa l'impronta. Restano quelli adibiti alla polemica, come l'Errigo, che ' chiede spiegazioni' quando la prima a darle con quel che ha fatto vedere in finale dovrebbe essere proprio lei.

LA CRONACA DAL DIVANO. Greg ( Paltrinieri ) non ce l’aveva fatta a prendere l’oro nella ‘mista’  del fondo in mare aperto  ai Mondiali di nuoto in Corea, c’è invece riuscito in vasca, negli 800 metri sl, esattamente 24 h dopo  Simo Quadarella che già  s’era posta sul capo il [...]

24 luglio 2019 0 commenti

Non solo sport. Solito squillo solitario del Marc cataluno. Lo sprint regale di Elia Viviani. Il pallone e le ciacole.

Non solo sport. Solito squillo solitario del Marc cataluno. Lo sprint regale di Elia Viviani. Il pallone e le ciacole. Weekend. Dalle moto giunge il solito squillo solitario del Marc cataluno ( avviato ormai senza patema alcuno verso l'ottavo titolo) mentre dal glorioso volley non s'apprendono altro che ( inusitate) disfatte in serie, maschili e femminili. Questa settimana non sono uscite grandi sorprese manco dal cilindro del Calciomercato, più ciacarone che altro. La Signora dovrebbe avere stregato un sacco di bravi ragazzi, ma alla prova dei fatti taluni restano ancora lontani dalla Continassa. Come il franco Podgba, che vorrebbe tornare ' a casa', ma che i danari realisti cercano in ogni modo di portare in Spagna. Sono sul mercato il Ninja e il Maurito che della Beneamata del Conte Dracula non farebbero più parte. Il Diavolo s'arrabatta come pote, ma di gloria eterna meglio non parlare. Al contempo, il Ciuccio del sor Carletto sogna ancora sul suo futuro ma ' col pensiero a Maradona'. Tra l'altro c'è un tal Al Saha che sen va in Cina con un contratto da re di Leon, Castiglia e Navarra. Dicono 16 milioni netti annui. Credere a simili operazioni, non ci riesce proprio. Possibile che, tra i tanti curiosi che popolano il mondo del pallone, non ci sia qualcuno che vada a chiedere lumi su tali incredibili spostamenti di danari? Nulla da dire se non confermare quanto si va dicendo sulla F1 finita nella fauci di piccoli, brutti, ottusi e cattivi stortignacoli. Se la 'cucchino' tra di loro. E' avviato il Tour, con sprint regale alla quarta tappa di Elia Viviani. Mentre continuano le Universiadi napoletane ( con buon bottino nostrano) e hanno chiuso i battenti i Giochi olimpici europei di Minsk. Con in vetta al medagliere : Russia, Bielorussia e Ucraina. Noi fungiam da quarti. Con poco o nulla da eccepire, se non chiederci come abbiano fatto Bielorussia ( 1 oro, 4 argenti, 4 bronzi alle Olimpiadi 2016) e Ucraina ( 2 ori, 5 argenti e 4 bronzi sempre alle Olimpiadi 2016) a trasformarsi in un batter di ciglia superpotenze dello sport continentale.

LA CRONACA DAL DIVANO. Un weekend tutto sommato scontato. Tranne che per l’impresa  di Berrettini ( agli ottavi,  inutilmente, contro re Federer). Perchè dalle moto giunge il solito squillo solitario del Marc cataluno ( avviato ormai senza patema alcuno  verso l’ottavo titolo) mentre  dal glorioso volley non s’apprendono altro che ( inusitate) [...]

10 luglio 2019 0 commenti

Non solo sport. Moto, con luci e ombre. La bella pagina delle ragazze azzurre. Calcio: rinascenza in atto?

Non solo sport. Moto, con luci e ombre. La bella pagina delle ragazze azzurre. Calcio: rinascenza in atto? In zona grigia sono invece rimaste le prestazioni dei nostri centauri in Olanda: bene nella Moto3, con due azzurri al primo secondo posto; così così nella Moto2, con Marini terzo e il Balda una volta di più a terra; male nella MotoGp, dove a spadroneggiare sono state le Yamaha, quelle di Vinales ( primo) e Quartararo ( terzo) davanti al Mark ' cade non cade' trattato ( questa volta) come un panino, e con il Maestro di Tavullia ancora costretto a mordere la polvere. Maestro, scusi l'impertinenza, ma continuare così ne vale davvero la pena? Finora giusto dire che Lei è stato costretto a cavalcare una orribile ' ciocia' , ma ora che i giovinastri ( ufficiali e non ) stanno trovando la quadra del rebus Yamaha, che altro pensare se non alla sua età ? Forse, il tempo che passa veloce, velocissimo, implacabile, comincia a rendere oggetti misteriosi moto ( e piste) fino a qualche mese fa comprese e governate? Ci pensi Maestro, ci pensi, visto che Lei il suo posto nell'empireo dello sport ( non solo) motoristico se l'è già guadagnato. Perchè agonisti come lei infatti nonostante i ' cado non cado' in circolazione resteranno sempre e comunque nell'immaginario di affollerà le piste ( e le telecronache). Nulla da dire se non confermare quanto si va dicendo sulla F1 finita nella fauci di piccoli, brutti, ottusi e cattivi stortignacoli. Se la 'cucchino' tra di loro. Sta invece per aprire le danze il Tour. O anche la Grand Boucle. Mentre hanno chiuso i battenti i Giochi olimpici europei di Minsk. Con in vetta al medagliere : Russia, Bielorussia e Ucraina. Noi fungiam da quarti. Con poco o nulla da eccepire, se non per chiederci come abbiano fatto Bielorussia ( 1 oro, 4 argenti, 4 bronzi alle Olimpiadi 2016) e Ucraina ( 2 ori, 5 argenti e 4 bronzi sempre alle Olimpiadi 2016) a trasformarsi in un batter di ciglia superpotenze dello sport continentale. L'umile Bielorussia, addirittura, ci ha quasi doppiato, con circa 80 medaglie complessive nel suo carniere. Ammazza, vien da dire, come vanno veloci i tempi dello sport moderno! I nostri media sono carichi di titoloni sul calcio mercato. Per loro è un momento da non credere. L'anno scorso tutto ruotava intorno all'imprevisto Cr7 in casa Juve, quest'anno non sanno dove trovare spazio per stiparci dentro grandi e piccoli. Sono tornati gli allenatori, stanno tornando i giocatori. La rinascenza è in corso. La Signora sta ingaggiando DeLigt con Rabiot già in quadriennale; la Beneamata, che non sa dove parcheggiare la coppia Icardi, pastrocchia con Barella e Dzeko, puntando però a Lukaku; il Diavolo, costretto a rinunciare all'Europa per via dell'infelice gestione berlusco-cinese, sta cercando di riorganizzarsi con il duo Maldini-Boban, che dovrebbe far ( ben) più bella figura del precedente duo Leo-Maldini.

LA CRONACA DAL DIVANO. Altro weekend. Brutto e bello. Brutto per la fine avventura mondiale delle nostre generosissime e irriducibili calciofile. Bello per la reazione nel basket femminile all’Europeo contro la Slovenia che  ci porta però diretti contro la Russia: sperare si pote? In zona grigia sono invece rimaste le prestazioni dei [...]

2 luglio 2019 0 commenti

Non solo sport. Risale il calcio. Tornano nel Belpaese in tantissimi. Mentre la ‘rossa’ rugge: ‘ Ora basta!’.

Non solo sport. Risale il calcio. Tornano nel Belpaese in tantissimi. Mentre la ‘rossa’ rugge: ‘ Ora basta!’. Dovremmo parlare di 'ritorni'. Nel calcio ( e nello sport) tra i più vilipesi ( e gloriosi ) del Pianeta. Vediamo di stilare un mini elenco, ad uso e abuso dei nostri milioni di esterofili, nella speranza ( ovvio) di non omettere ( almeno) i più significativi. Nella pallavolo torna quel mito di don Julio, al quale hanno pensato bene di affidare la riorganizzazione dei vivai azzurri. Nel basket è rientrato sotto l'ombra della Madonnina quel gran tecnico che ha conquistato ( perfino) l'NBA, tale maestro Messina. Nel calcio hanno rimesso piede nel sacro suol del Belpaese, dapprima il Carletto ( sotto il Vesuvio), eppoi il Conte Dracula ( sotto la Madonnina, sponda nerazzurra) e quindi il buon Sarri ( sotto la Mole antonelliana, sponda bianconera). E ce ne sarebbero altri. E non solo italici. Come quel Paul Podgba che stanco del campionato ( e della squadra) più ricco(a) al mondo, potrebbe rivestirsi dei colori della zebra. Non male per quegli illuminati che da tempo immemore cercano di ' tenere lontana' quanta più gente possono da questo Paese. Avremmo qualcosa da ridire anche sugli itali trapiantati in altre regioni della Terra. Alcuni in ambasce ( come Michelone Platini), altri in posizione non amabile ( come il Giacomo Pallotta, padre padrone della Lupa), altri infine ( come il Rocco della Viola) pervasi dal giusto fuoco del migrante che partito qualche lustro fa povero e disperato torna ora ricco e felice per dimostrare quanto talento continui a sprecare questo ( suo, nostro) straordinario loco planetario. Una menzione speciale vorremmo rivolgerla a Leo Messi , di ceppo marchigiano recanatese, che dei suoi ( illustri) avi poco o nulla ( finge?) di conoscere. Infatti ci riesce difficile, pur cercando di (ri)valutare al meglio le ingenerose e tormentate traversie a cui sono stati costretti i nostri migranti e le loro famiglie, non avvertire in questi nostri 'figli' ( almeno) l'orgoglio d'essere 'frutti dispersi' d'una madre 'antica, illustre e rigogliosa' che ha impiegato secoli per realizzare dna straordinari. Suoi e non d'altri. Perchè come ben si sa non è ( e non sarà) qualche lustro di ' jus soli' ad indicar chi siamo, ma solo e soltanto quell'immemore 'jus sanguinis' che scorre ( e scorrerà) nelle nostre recondite profondità chissà per quant'altro tempo ancora.

LA CRONACA DAL DIVANO. Dovremmo parlare di ‘ritorni‘. Nel calcio ( e nello sport) tra i più vilipesi ( e gloriosi ) del Pianeta. Vediamo di stilare un mini elenco, ad uso e abuso dei nostri milioni di esterofili,  nella speranza ( ovvio) di non omettere ( almeno) i più [...]

20 giugno 2019 0 commenti

Non solo sport. Calcio: anche senza dirigenti e stadi, stiam al vertice. MotoGp: per il titolo decide Lorenzo.

Non solo sport. Calcio: anche senza dirigenti e stadi, stiam al vertice. MotoGp: per il titolo decide Lorenzo. Un calcio che davano per morto. Un calcio che ha fatto la storia del calcio planetario. Nato, morto e risorto, chissà quante volte. Eppure rimasto sempre presente, soprattutto negli appuntamenti mondiali. Se la stanno cavando egregiamente le giovanili; ha battuto il primo positivo colpo l'Under 21, quella delle speranze non solo speranze; viaggia alla velocità della luce la formazione delle ragazze, dritte al secondo turno iridato; risponde alle attese la giovane banda di Mancio da Jesi, che come degno capitano di ventura sta riconsegnando al Belpaese una formazione azzurra degna di tal nomea. Formazione azzurra che, sarà meglio non dimenticarlo mai, punta alla pentastella, sfuggita troppe volte nel passato. Sta per ripartire il Tour, senza Froome ( incidentato) ma con il nostro Nibali tra i favoriti. Mentre per le moto, ci ha pensato quel fantasma del buon Lorenzo a sfoltire con un sol colpo da mago del biliardo la concorrenza del conterraneo Marquez. Infatti erano appena partiti per il Gp di Cataluna, che l'ex campione maiorchino per far vedere (dopo varie comparsate) d' essere ancora della partita ha pensato di bene d'inforcarne uno appresso all'altro. Come e meglio di tal giovin Verstappen, in F1, che qualche tempo fa in una sol partenza fece fuori le due 'rosse' entrambe antagoniste di quel che ( in tanti) vorrebbero accreditare come il pilota più grande di sempre. Vorrebbero. Perchè ad assegnare titoli non ci sono ( per nostra fortuna) solo i velenosi ' tortigancoli' della Fia ( con aggiunti accoliti ) ma anche gli appassionati in rosso che, sparsi a milioni su ogni continente, sono ( salvo prova contraria) la vera ed eterna giuria di chi nell'auto è degno o non di assidere tra i meritevoli dell'Olimpo di quello sport. La tornata in Cataluna non ha portato bene anche ai centauri azzurri d'altre categorie. Nella Moto3 solo Vietti ( terzo) è salito sul podio, mentre nella Moto2 sono ormai troppe le ' amnesie' e/o ' cadute' del ( tuttora in gara per il titolo ) Balda. La ' rossa' ha presentato domanda di revisione del risultato in Canada ai soliti tortignacoli Fia. Il buon Sarri è tornato in Italia, presso la Signora, dove non è necessario sperticarsi in lodi per guadagnarsi la stima. Continuano infine a mietere successi internazionali i ragazzi e le ragazze del volley.

LA CRONACA DAL DIVANO. Neppure qualche mese fa c’era ancora qualcuno che giurava sull’inesorabile declino del calcio italiano. Un calcio che ha fatto la storia del calcio planetario. Nato, morto e risorto, chissà quante volte. Eppure rimasto sempre presente, soprattutto negli appuntamenti mondiali. Se la stanno cavando egregiamente le giovanili; [...]

17 giugno 2019 0 commenti

Non solo sport. Intanto rifacciamo San Siro. Poi il calciomercato, con il Pep ‘ nascosto’ per la Signora?

Non solo sport. Intanto rifacciamo San Siro. Poi il calciomercato, con il Pep ‘ nascosto’ per  la Signora? Nibali non ha vinto il terzo Giro; Vale da Tavullia ( dopo la terribile performance al Mugello) non sa se continuare a sfidare l'ondata green su quella cioccia di moto oppure no; l'Under 20 dovrà affrontare il Mali ( che s'è sbarazzati ai cdr dell'Argentina) per approdare alla semifinale; Milan ed Inter stanno per presentare in Comune il progetto del nuovo San Siro che speriam sia accettato per dare alla dinamica città d'Ambrogio un impianto che guarda al futuro. Questo ed altro, ovviamente, anche se da noi a furoreggiare resta il calciomercato, diletto sempre più appetito dai calciofili nostrani. Il rebus dei rebus riguarda il futuro mister della Signora. Che sembra ( molto) strano non sappia ( ancora ) chi mandare ( o no) in panchina nella ( ormai imminente) stagione agonistica. Secondo noi, per quel che dal divano si pote, la strada maestra conduce al grande Pep, che dei corridori d'Albione deve essersi saziato. Vista, inoltre, la letterina che in quel di Nayon stanno preparando sul rispetto o meno da parte degli sceicchi del fair play finanziario in questo caso auspicato, ma ( nel suo insieme) in gara con il 'patto si stabilità' in altra sede approntato a chi reca più danno all'Europa. A star sentire i media ( non solo cartacei) qui stan tutti, al di qua e al di là dell'Alpe, con le valigie in mano. Intanto il superpagato Neymar tra infortuni e accuse di stupro sembra scomparso. Mentre, tra Icardi ( e Wanda), Mertens, Dzeko, Silva, Mandzukic e altri, non si sa ( ancora) chi resta e chi parte. Di certo la Beneamata s'è rotta di far da ' reggi moccolo' alla Signora di Torino; con i cugini ( tuttora) impelagati in ambasce tecnico-societarie. Con il Leo che s'è defilato, ora passerà tutto in mano del Maldo, bandiera prestigiosa, ma con scarsa esperienza e non collaudato ' savoir faire'? Che accadrà ora al vecchio e caro Diavolo, ( finalmente) impegnato con i cugini di città a dar corpo ad un nuovo e moderni(ssimo) San Siro?

LA CRONACA DAL DIVANO. Ne hanno fatta di strada quei poveri diavoli d’Albione che ( all’incirca)  due secoli e mezzo fa erano costretti ad obbedire pagando tasse oltre misura per  costituire colonie anglofone negli immensi e spopolati territori del Nord America. Oggi, infatti, gli eredi degli stessi, fatta debita strada, possono [...]

5 giugno 2019 0 commenti

Non solo sport. Non ‘amor cortese’ ma ‘ amor finito’ tra Max e la Signora. Volley azzurro sul tetto d’Europa.

Non solo sport. Non ‘amor cortese’ ma ‘ amor finito’ tra Max e la Signora. Volley azzurro sul tetto d’Europa. Allora: la F1 nell' attesa del sesto appuntamento stagionale sui tornantini di Montecarlo ha appreso la triste notizia della morte di Niki Lauda, 70 anni, tre volte campione del Mondo di F1 ( due con la 'rossa'); la MotoGp s'è dovuta ( una volta di più) sorbire l'assolo del solito cataluno in sella ( ripetiamolo) ad un purosangue avverso ad altri su ronzini e bardotti, con il nostro più contro mulini a vento che altro; gli Internazionali d'Italia sono andati ( una volta ancora) al formidabile Rafa maiorchino impostosi sull'amato Nole serbo; la pallavolo italiana ha dato spettacolo sul tetto d'Europa, con Novara su Conegliano ( nel femminile) e Civitanova su Kazan ( nel maschile) ; il Giro, che sotto infinite tempeste d'acqua, è salito sul Titano con i suoi Titani: avrebbe vinto Roglic, 29 anni, sloveno, nuovo gran specialista del crono, con una formidabile prova contro il tempo, ma il nostro Nibali non s'è affatto spaurito, anzi, con un sol minuto sul groppone può ancora giocarsi le sue carte per il terzo lauro nella corsa a tappe ( non s'offenda il vecchio e caro Tour) più bella ( e dura) al Mondo. Non ce l'hanno fatta a battere l'Olanda i ragazzini della U17, forse, già troppo ' pressati' dalle nostre ( eccessive) attenzioni. A breve andranno in campo per i Mondiali anche quelli del U20. Da rimarcare inoltre in questa altri sport ( da noi) detti minori, che minori ( proprio) non sono. Come il taekwondo, che ha regalato al giovane Simone Alessio, 19 anni, il Mondiale nei 74 kg: sarebbe il primo azzurro nella storia di questa disciplina. O come il motocross, MXGP, che in Portogallo ha visto il nostro Cairoli, nove titoli mondiali, contendere allo stremo contro il ( più) giovane Gajser un allora prestigioso. Al momento, dopo la prima prova in Lusitania, Cairoli guida il Mondiale con 263 contro 226 di Gajser. Per quel che riguarda il pallone, la bomba sta nell'annuncio ( da tempo nell'aria) dell'esonero ( consensuale) di Allegri alla Juventus. Ben condotta ma niente affatto convincente è stata la conferenza stampa indetta per dare al Mondo il grande annuncio. L'annuncio non dell'amor cortese ma dell'amor finito. Che apre (però) nuove ed interessanti prospettive.

LA CRONACA DAL DIVANO. Vediamo di fare il punto.  Allora: la F1 nell’attesa attesa del sesto appuntamento stagionale sui tornantini di Montecarlo ha appreso la triste notizia della morte di Niki Lauda, 70 anni, tre volte campione del Mondo di F1 ( due con la ‘rossa‘);  la MotoGp s’è dovuta ( una [...]

20 maggio 2019 0 commenti

Non solo sport. Il gambero ‘rossa’ e le ‘ frecce’ sempre più spavalde. Vola il Giro, si ferma la ‘nostra’ Signora.

Non solo sport. Il gambero ‘rossa’ e le ‘ frecce’ sempre più spavalde. Vola il Giro, si ferma la ‘nostra’ Signora. A noi tocca di vedere le vicende del gran ' circus' automobilistico dall'esterno, da sopra un divano, e quindi con conoscenza attenta ma non diretta di persone, fatti e cose. Abbiamo delle impressioni. Non da svolazzanti, visto che molti altri le condividono. Ebbene, a noi non fa altro che tornare alla mente quello straordinario uomo col ' maglioncino blu' che dopo la Fiat aveva riportato tra le aziende leader anche la ' rossa' di Maranello. Riportata in condizioni di competere e (perfino) sopravanzare le ' frecce d'argento'. Ma ora, che quella carismatica presenza non c'è più, in casa della 'rossa', sembra tutto riavvolgersi all'indietro. Agli anni della desolazione. Con un Binotto ( e sui ragazzi) confuso e senza più ' poteri magici' . Toto, ovviamente, con quel suo camice bianco sterilizzato, esulta. Concedendosi perfino il lusso d'un derby per il titolo circoscritto ai suoi due driver . A breve si correrà sulle impervie stradine di Montercarlo, circuito prestigioso ma ( soprattutto) per chi ha casa e residenza fiscale nel feudo dei genovesi Grimaldi. Ma questo conterà poco. Perchè quello è un circuito a sè stante. Forse ( particolarmente) appetibile al giovane Leclerc, che del principato è nativo. Ma ( poco) o nulla più, per valutare una stagione della 'rossa' che s'annuncia ( speriam d'essere smentiti) tra le peggiori mai fatte. Con Binotto non più Binotto. E con due driver non in grado d'affrontare perfino il redivivo Bottas. Seba ci sembra sazio, mentre Carletto deve ancora digerir pagnotte per metter all'angolo quel genio del Toto che ben sa ' alternare' i suoi due ' fenomeni' al volante. Di qualsiasi pista al mondo. Da rimarcare, come nota a margine, che in Spagna dopo le due Mercedes, s' è portato lo smanioso Vestappen con la RedBull: ci sovvengono però i brividi, nel pensare che non solo i soliti di Stoccarda ma anche altri in altre terre acquartierati potranno disporre ( nei prossimi Gp) della (pur) sempre mitica ' rossa'. Vediam. Uno sguardo al weekend.

LA CRONACA DAL DIVANO. Il Giro s’en  va frusciando da Bologna per le strade d’Italia,  con la sua prima maglia rosa vestita all’ombra del santuario di San Luca, mentre il resto dell’attività sportiva ribolle come vino nei tini di questa primavera che più che primavera sembra un autunno inoltrato. Il [...]

13 maggio 2019 0 commenti