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Non solo sport. Moto3: Antonelli-Suzuki,’doppia’ per il Sic. Il 70° della scomparsa del Toro degli Immortali.

Non solo sport. Moto3: Antonelli-Suzuki,’doppia’ per il Sic. Il 70° della scomparsa del Toro degli Immortali. In questo frangente assai emblematico, a due storie ci par d'obbligo riferirsi: quella del Grande Airone di Castellania ( scomparso il 2 gennaio 1960) e il Grande Toro ' distrutto' in un incidente aereo sul colle di Superga il 4 maggio di sett'anni fa. Del primo basta rifarsi alla penna d'Orio Vergani; del secondo alla lettura fatta a voce limpida dal suo giovane odierno capitano Andrea Bellotti della lapide in cui restano marchiati ad imperitura memoria giocatori, dirigenti, tecnici e componenti dell'equipaggio. Gli adolescenti, ai quali bisognerebbe rammentare più e più volte le radici sulle quale affondano i lori piedi in in un contesto tanto disperso, non impiegano tanto a cogliere nessi e valori e sottintesi. Anzi. Sono proprio loro che davanti a cotal passato possono (ri)assumere linfa vera, benefica e duratura per evitare di'disperdersi' tra i falsi miti, valori e maestri d'un epoca ( non soltanto) social. Venendo invece al weekend, ci spiace dire che se c'è uno che ( checchè ne dicano i suoi ammiratori) non esalta l'esaltante disciplina delle moto da corsa, quello è proprio il Marc Marquez, 26 anni, cataluno , passato dopo eremitica cavalcata in testa alla graduatoria di categoria prenotando l'ennesimo ( ottavo?) titolo mondiale. Dietro lui galleggia una picciol folla di talenti vecchi e nuovi, mentre quello che potrebbe metterlo davvero in riga parte ( quasi) sempre dalle retrovie nella ( sempre più) vana speranza di cogliere il suo decimo sigillo iridato. E tuttavia lo sport , questa volta, a Jerez, s'è arricchito di un'altra incredibile pagina: in Moto3, infatti, il rispettoso Antonelli del team di Paolo Simoncelli, coraggioso padre del sempre caro Sic, è riuscito nell'impresa di rammentare a tutti che proprio sulla bella pista spagnola il compianto campione italiano aveva aveva colto ( qualche anno fa) il suo primo lauro in Moto Gp. Dietro a lui il giovin Suzuki, compagno di squadra che del Sol Levante conserva di certo il taglio degli occhi ma non la loquela chiara e vivace con cadenze da ' motor valley machigiano-romagnola'. Balzando dalle moto al calcio, 35a giornata, dopo il 'crudele' 1-1 nel derby di Torino non si può non notare che la vittoria dell'Empoli ( 1-0 sulla Viola) complica di molto la lotta per la Champions e (soprattutto) per la salvezza. Tanto più che la banda Gasp sbancato l'Olimpico ( 1-3) sì è portata ( salvo errori) a 62 punti, uno dietro alla Beneamata e ( almeno) tre sul Milan ( che dovrà giocare lunedì sera contro quell'osso duro del Bologna del Sinisa). L'Empoli a 32 punti raschia infatti le terga di Udinese ( 0-0 con l'Inter ), ma anche di Genoa e perfino di Parma e Bologna. Al contempo la Spal, 0-4 al Chievo, s'è assicurata la permanenza in Serie A. Mentre il Frosinone è retrocesso in Serie B.

LA CRONACA DAL DIVANO. Di sport non si finirebbe mai di parlare.Anche perchè  ’invade’ oramai ogni momento dell’attività odierna. Giusta quindi la proposta d’inserirlo nelle ore di storia scolastiche quale momento, o momenti, importante della vita di un popolo. Del nostro popolo, che allo sport deve tanto. In particolare in [...]

5 maggio 2019 0 commenti

Non solo sport. ‘Rossa’, sì, ma di vergogna! Un ‘mucchio’ per la Champions. Diavolo, oramai fuori?

Non solo sport. ‘Rossa’, sì, ma di vergogna! Un ‘mucchio’ per la Champions. Diavolo, oramai fuori? La Signora pareggia ( 1-1) con la Beneamata, e festeggia il 600°gol del suo Ufo. Volano la Roma contro il Cagliari ( ormai salvo), la Lazio contro la Samp ( ormai sazia) mentre restano da vedere la Dea contro l'Udinese ( in pericolo retrocessione) e la Viola contro il Sassuolo ( bello e pacioso). Vola anche il Bologna del Sinisa, ormai in zona salvezza, mentre per l'Empoli si profilano ( si fa per dire) le fiamme dell'inferno. Un Sinisa ermetico, che ha saputo conquistare il cuore di Bologna la grassa, ma che non si sbottona sul suo futuro. Si vede che a roderlo è il tarlo dell'esperienza in altro campionato. Che ci può stare. Come ci può stare che, poi, ad esperienza svolta, si possa tornare in fretta in quel campionato tanto bistrattato ma che con qualche moderno stadio in più potrebbe tentare la risalita verso l'abituale vetta continentale. Riguardo ai ritorni, da segnalare quello del buon Sarri. Sempre appeso ad un filo. Non dovesse guadagnarsi il quarto posto Champions, potrebbe davvero ricevere il benservito dalla coppia di ex spendaccioni provenienti dalla steppa che riguardo a fair play poco o nulla hanno da imparare da chicchessia. Intanto, a margine, si fa per dire, qualcuno comunque figlio o figliastro della ( sbandierata) cultura inglese dello sport, sembra essersi ( più volte) avvicinato al nostro buon Sarri apostrofandolo ( più o meno) così: 'Italiano, di m... quando te ne vai? '. Una nota, infine, per le auto. Tornate in pista, per il quarto appuntamento annuale, a Baku, in Azerbaijgian. Diciamo che si sono viste due facce: una, durante le prove, e dominata dalla 'rossa' ( nonostante il botto contro muricciuolo del giovin Leclerc ); due, in gara, con le 'frecce d'argento' inarrivabili per tutti gli altri, e impegnate più in un derby interno che altro. Leclerc, a margine, rimpiange di non essersi fermato prima, con la muta d'argento alle spalle che gli divorava secondi metro dopo metro. Ce lo siam chiesti anche noi! Mah! Gestione da polli? Mentre il buon Seba ci è apparso ( a dirla intera) più un arrivato che un guerriero da battaglia. Vediamo, intanto che dire? Poco o nulla, se non riportare le dolorose e scontate parole del suo capoccia, Agnelli il presidente orfano Marchionne: 'La Mercedes è forte e fortunata. Ma noi ci siamo, forza Ferrari!'.

LA CRONACA DAL DIVANO.  Non ne azzecca più una il povero Diavolo, battuto in notturna anche dal Toro ( 2-o).  Il buon Ringhio continua a lavorare di cilicio, ma siccome tanto dà tanto, di uscire fuori dall’involuzione in cui la squadra rossonera è piombata da qualche turno in qua, manco [...]

29 aprile 2019 0 commenti

Non solo sport. Auto: sul Golfo, una stella. Moto: i ‘maestri’ stanno dietro. Calcio: lotta per la Champions.

Non solo sport. Auto: sul Golfo, una stella. Moto: i ‘maestri’ stanno dietro. Calcio: lotta per la Champions. Se Marc Marquez, il ' bravaccio' cataluno di MotoGp, voleva dimostrare d'essere un fenomeno super partes non ha (proprio) azzeccata la formula esatta. Anzi, a dirla tutta, caso mai ce ne fosse stato (ancor) bisogno, ha proprio scelto quella sbagliata. La più sbagliata che poteva. Infatti, tanto per non far parte dei mortali, come s'è abbassata la bandiera a scacchi se n'è involato pei fatti suoi lungo la pista disegnata sulla pampa argentina. Dimostrando che il segreto delle sue mirabolanti imprese sta (soprattutto) nella cavalcatura ( meccanica) che gli hanno messo a disposizione. Cavalcatura, per lui, simile ad una puledra araba e, per gli altri, a bardotti normanni. Claro che così stando le cose c'è poco da dire, da fare, da sperare. Gli assegnino (pure) quel titolo, punto e basta. Tanto più che lo spettacolo c'è, ma altrove, alle sue spalle. Donde due arzilli vecchietti, l'uno in rosso l'altro in blu, sanno ancora esaltare la passione per questo periglioso et spettaculare sport moderno.Trapassando da un campo ' rosso' all'altro, non si pote ignorare quanto i media ( Sky in primis) non hanno l'ardire di sputar fuori dai denti: il fenomeno in Bahrein non è stato Hamilton, che solo per una 'stranezza' del dio dell'auto s'è trovato il lauro sul capo, ma quel poco più che ventenne che ha sbalordito come pochi altri finora sull'auto deputata a scrivere di grande storia. E' auspicabile che il suo (ex) capofila si rimetta ( presto) in sesto, perchè a Toto ( Wolff) non sia concesso di aprire le porte Scee per far entrare il suo cavallo di legno. Ma, per quel che ci riguarda, pur con tutto il rispetto per un quadri campione del mondo, il passaggio di mano già è avvenuto. Per la prima volta dacchè lo conosciamo, infatti, il Toto che quando vorrà mutare quella spenta camicia bianca in una accesa di color rosso sarà sempre tardi, non ha esultato. Abituato a guadare oltre i primi tornanti, ( probabilmente) deve avere visto sorgere qualcosa che assomiglia ad una stella cometa. Di quelle rare. Rarissime. Imprevedibili. Capaci di sconvolgere delicati e costosi equilibri. Ci fermiam, qui, per rispetto, anche perchè come direbbe mister Allegri il Carletto ( come il suo Kean) non è ancora nè il Nivola, nè l'Airton, nè il Schumi.

LA CRONACA DAL DIVANO.  Se Marc Marquez, il ‘ bravaccio‘ cataluno di MotoGp, voleva dimostrare d’essere un fenomeno super partes non ha (proprio) azzeccata la formula esatta. Anzi. A dirla tutta, caso mai ce ne fosse  stato  (ancor) bisogno, ha proprio imboccato quella sbagliata. La più sbagliata che poteva. Infatti, [...]

1 aprile 2019 0 commenti

Non solo calcio. Signora, ma dove li tenevi quei mostri? Giù le mani dal Dovi, signore di Frampulla.

Non solo calcio. Signora, ma dove li tenevi quei mostri? Giù le mani dal Dovi, signore  di Frampulla. Champions: a 33 anni molti lo davano per consunto, tanto che nell'andata contro i terribili colconeros del Cholo avevano incominciato ad intonare ( senza interpellare Eupalla) il canto funebre. Ma si sa che Eupalla, imprevedibile, permalosa e beffarda com'è, vuol essere lei a decidere la sorte di questo o quell'umano. E questa volta, un volta di più, deve avere deciso che non è ancora tramontata la straordinaria parabola sportiva del ragazzo nato in una remota isola portugheisa dell'Atlantico e tornato, oggi, coi colori della Signora, il ' più grande' tra quelli in circolazione sui verdi campi da gioco del pallone, lo sport prediletto in ogni Continente. Fatto è comunque che la Signora ribaltando un pronostico che la dava già morta e sepolta, è approdata ai quarti. Lustrando gli occhi d'una società modello, d'un allenatore ( quando vuole) stravagante ma anche attento e scaltro, d'un lotto di compagni d'avventura del Cr7 straordinari e pronti a scriver pagine di storia. MotoGp: l'ultimo duello ingaggiato contro il ' bravaccio' cataluno sotto le luci artificiali della pista nel deserto del Qatar è di quelli che resteranno memorabili. Non si sa se servirà o no a consentirgli di vincere, come ormai merita, un mondiale MotoGp. Non si sa. Non sappiamo. Certo è che ha inferto una profonda ferita al cuore degli avversari tanto che, ora come mai coalizzati, stanno affidando ad un Azzeccagarbugli di nome l'onere di sopperire con qualche 'grida' ben assortita alla genialità motoristica che a lor manca. Al momento, tutti si chiedono se Dovi ha vinto o no la gara iniziale in Qatar. Bisognerebbe fare tutto bene e velocemente. E mentre il 'cartello' dei lamenti spera di averla di vinta, quelli della 'rossa' di Borgo Panigale si dicono 'tranquilli'. Paolo Ciabatti, responsabile MotoGp della Ducati, dice: 'Il delegato tecnico ci aveva dato il via libera lo scorso 2 marzo'. Possibile una controdenucia per l'Honda da parte della casa di Borgo Panigale.

LA CRONACA DAL DIVANO. Il fuoriclasse, quello che s’asside sulle vette dell‘Olimpo sportivo,  compare quando  una situazione ( umanamente) impossibile  diventa possibile grazie a quei pochi eletti ai quali gli dei concedono la possibilità di farlo.  Quel fuoriclasse, nella circostanza, porta nome: Cristiano, per molti Cr7, puntero  durante la sua carriera [...]

13 marzo 2019 0 commenti

Non solo sport. L’ombra del doping sullo sci di fondo. La Beneamata nella bufera. Col Diavolo al sorpasso.

Non solo sport. L’ombra del doping sullo sci di fondo. La Beneamata nella bufera. Col Diavolo al sorpasso. Odore di vecchio. Perchè c'è chi non la vuol capire. Già, chi non vuol capire? Lo sport, la sua organizzazione, i suoi interpreti piccoli o grandi che siano, l'informazione che gli grava attorno? Chi? E' comunque bastato un semplice blitz mattutino delle polizie austriaca e tedesca a Seefeld, sede dei mondiali di sci di fondo, per cogliere con la siringa conficcata nel braccio uno degli eroi che di lì a poco sarebbe sceso in pista per andare a strappare chissà quale lauro per conto suo e della bandiera che rappresenta. Nove gli arresti, cinque sono atleti. Tra i non atleti c'è anche il medico della Gerolsteiner di ciclismo, ( a suo tempo) travolta dagli scandali doping. Sì, perchè qui, nonostante le evidenti coperture a livelli diversi diffuse in ogni angolo del Pianeta, non s'è ancora ben capito se 'sta questione doping venga affrontata come si deve oppure no. Una questione doping che potrebbe riguardare molti sport, addirittura anche quelli finora tenuti in zone franche, ma solo perchè talmente importanti da rischiare la deflagrazione dell'intero sistema sportivo mondiale. E tuttavia, a noi, per quel poco che contiamo, di deflagrazioni minimali o massimali poco interessa. A noi, per quel filo irrazionale e sentimentale che ci lega ancora all'evento sportivo, interessa che quanto si va ad ammirare, allo stadio o in altro che sia, lo si possa fare ' a cuore sereno'. Credibilmente. D'imbrogli ed imbroglioni, insomma, ne abbiamo l'anima piena.

LA CRONACA DAL DIVANO. ” Dagli arresti per doping e dintorni di Seefeld – commenta Pier Bergonzi su ‘ Lo spunto’ – sale un rancido odore di vecchio. Vecchio come l’impiego delle trasfusioni di sangue per migliorare le prestazioni, come i nomi che ricorrono, come la mentalità di chi proprio [...]

Non solo sport. Signora, per favore, lasciala perdere! ‘Rossa’: col vento in poppa? Vale: sarà decimo sigillo?

Non solo sport. Signora, per favore, lasciala perdere!  ‘Rossa’: col vento in poppa? Vale: sarà decimo sigillo? Cominciamo dalla Lazio in Europa Ligue. Donde è bastato un 'modesto' Sevilla per 'strapazzarla' tanto all'andata ( 0-1) quanto al ritorno ( 2-0). Modesto soprattutto in difesa, dove l' aquilotto di Lotito avrebbe potuto graffiare. Di brutto. Ma non l'ha fatto, visti il suo poco costrutto e la sua scarsa personalità. S'è accontentato infatti di fare l'esemplare impagliato. Con qual sua recondita soddisfazione non lo sa manco lui. Anche perchè, così facendo, quel nostro secondo ( prestigioso ) posto nel Ranking Uefa, ad una inezia dalla paperona Premier, sta trasformandosi ad ogni turno di più in un doloroso miraggio. E trasliamo alla Juve, che con tutto quel che ha speso per bussare al pantheon d'Europa s'è 'sfatta' al solo incalzare dei ' colchoneros' madrileni. Con fare vanitoso e supponente, da ex Signora, ( appunto) 'forte con i deboli e debole con i forti'. Fossimo noi, per quel poco che contiamo, d'ora in avanti, cercheremmo di risparmiare in 'bilancio' e non solo sul 'contorno' ( carissimo) ma anche sulla 'punta' ( da delirio ), per quel CR7 , cioè , che ( a questo punto) rischia di apparire come una di quelle inaffondabili corazzate tedesche dell'ultima guerra allestite più per l' esibizione che non per il combattimento. Anche perchè, nel giardinetto di casa, per la squadra degli Agnelli, non c'è nè ci sarà ( chissà per quanto ancora ) adeguato antagonista; mentre per quel che riguarda l' Altrove, beh, qui, la musica cambia. Visto che per andare a suonarle Oltralpe bisognerebbe avere un altro Dna o, per dirla tutta, alla Cholo, un altro 'fisique du ròle'. Nel frattempo, il buon Allegri , appurato che laddove si fa la storia del calcio altro non sembra che un pescatore da zuppa alla livornese più che un ammiraglio da gran Mare Oceano, ha( forse) iniziato a rovistar in altri lidi? Più salutari? Più prosperosi? Tanto più che, qua e là, stanno per liberarsi panche di buona sostanza, anche in Premier, e nell'ispecie dalle parti del buon Sarri, al quale ( ancor prima di varcare il canale ) poco o nulla son valsi gli sperticati omaggi vassallatici ai suoi futuri signori visto che sta rischiando, con altra sconfitta ancora o giù di lì, d'essere messo alla porta. Da un'ora all'altra. Brutalmente. Alla maniera degli zar e delle zarine . Com'è capitato recentemente anche ad un altro nostro fans da Premier, quell'Antonio Conte che oggi vaga per l'Europa in cerca di danarosa panchina.

LA CRONACA DAL DIVANO.  Ci si aspettava un ruggito, s’è ascoltato  un belato.  Quello non appropriato per una Signora, ma soltanto per una squadra, la Juve di Torino,  in questo caso, che  come  da sempre sostiene  (almeno ) la metà degli appassionati di questo sport ‘ sa essere forte con [...]

22 febbraio 2019 0 commenti

Non solo sport. La ‘ rossa’ che fa sognare ‘svelata’ a Maranello. Cr7 e Joya: prove vere da Champions.

Non solo sport. La ‘ rossa’ che fa sognare ‘svelata’ a Maranello. Cr7 e Joya: prove vere da Champions. E comunque sia, la 'rossa' livrea 2019 è stata presentata al Mondo dal suo quartiere storico di Maranello. Con, sullo sfondo, un manipolo di uomini e donne, pilotato dall' ingegner Binotto, 49 anni, che di svizzero ha solo l'anagrafe, visto che è figlio prediletto della 'rossa' da un quarto di secolo. Il suo obiettivo dichiarato è quello di portare a Maranello il 32 titolo, strappandolo alle ' frecce d'argento' dopo cinque anni di ( discutibile) dittatura. Non sarà impresa da poco. Ma questo non spaventa. Per nulla. Visto che ( dal 1950) il lauro gli è congeniale. Due i suoi driver: uno 'anziano', Vettel, 31 anni, l'altro ' imberbe', Leclerc, 21 . Il primo ha già vinto quattro titoli mondiali , il secondo deve ancora far conoscere chi è. I patti tra loro dovrebbero essere chiari. Il primo punterà al quinto titolo, ma il secondo dovrà fare la sua parte. Del resto come potrebbe non farla montando su quella prodigiosa vettura che quando ruggisce fa venire la pelle d'oca ? A proposito di 'sogni' e di ' fautori di sogni' lasciam perdere ( al momento) quel 'dottore' di collina marchigiano-romagnola che s'appropinqua al mondiale di MotoGp con un carico di quattro decenni sulle sue spalle. Lui punta al decimo sigillo. Roba da non credere, anche per via dei due ' bravacci' della Honda che agiteranno ( ancora) mani e piedi perchè quel titolo ' non sia da dare'. CURIOSITA'. Questi i numeri della 'rossa': 31 mondiali ( 15 piloti e 16 costruttori); 970 Gp disputati dal 1950, con 235 vittorie.

LA CRONACA DAL DIVANO. Quando il Campionissimo di Castellania ‘ strizzava’ il nasone e il Pirata di Cesenatico ‘gettava ai fossi‘ la sua gialla bandana, la gente coglieva il segnale che qualcosa di straordinario stava per accadere. Ed iniziava così a farsi trasportare, sulle ali della fantasia, verso le vette misteriose [...]

16 febbraio 2019 0 commenti

Non solo sport. Coni? Molla la cassaforte! Ma, così, lo sport italiano si ‘riforma’ o si ‘incasina’?

Non solo sport. Coni? Molla la cassaforte! Ma, così, lo sport italiano si ‘riforma’ o si ‘incasina’? Ma che starebbe succedendo al vertice dello sport italiano? Nella legge di Bilancio da approvare ( si dice) entro fine anno, c'è la riforma del sistema sportivo. 'Sport e salute' sostituirà la 'Coni servizi' e avrà 370 mln ( 260 mln per le Federazioni), mentre al Coni resterebbero ' solo' 40 mln da ripartire. Si vociferava nel giorni scorsi sull'arrivo di novità importanti sul tema e queste sono arrivate. A mo' di terremoto, però, perchè di un cambio di rotta come questo in pochi avevano avuto il sentore. In pratica si (ri)passa alla gestione statalizzata dello sport nazionale. Un po' come in Francia ( che però ci sta ripensando) e in Spagna ( dove la dipendenza è dal ministero Cultura, Educazione e Sport). Con quali pro e contro? Al momento i più diretti interessati, il sottosegretario Giorgetti e il presidente Coni Malagò, se ne stanno cauti (forse) per ripensare con calma al faccia a faccia sortito qualche ora fa. Qualche Federazione, poi, sia pure ancora in fase di sbigottimento, spera, all'italiana, di ricavare un qualche tornaconto dall'epocale ritorno dello sport in mani statuali. Che dire, che pensare? Per quel che ci concerne, col solito spirito fuor di cordata, più che dei giudizi ci sentiam di manifestare un timore. Il timore che , come si va ormai facendo un po' per tutto quel che riguarda le buone cose nostrane, esempio, come per alcune grandi opere praticamente bell'e pronte ma già in procinto d'essere dismesse dalla furia irragionevole dei ' no', onde per cui ci assale il sospetto che,qui, ancora una volta, più che ad ammodernare per semplificare, ci si vada a (re)infognare nei soliti giri di parole e buone intenzioni che a tutto preludono fuorchè ad un sereno e proficuo futuro. In breve: lo sport azzurro naviga niente male ? Ma sì, incasiniamolo: sennò, che gusto c'è? Si è intanto svelato il prossimo Giro, che partirà da Bologna ( 4 arrivi in Regione, tra cui come ai vecchi tempi la cronoscalata di 34,7 km del Titano) e si concluderà all'Arena di Verona. Come nel 2010, vinto da Basso su Arroyo e Nibali. Il 22 maggio, non scordiamolo, il Giro giungerà alle ' terre di Coppi', immortale airone, il più 'grande' pedalatore di sempre. Infine, il 'ciao' commosso e senza tempo di Ponte di Piave alla sua grande Sara.

LA CRONACA DAL DIVANO. E mentre ci si rassegna ad accettare una allegra e mal ripartita  ’ combriccola’ al governo, con tanto di progetti e decreti, che nascono e muoiono dall’alba al tramonto, e che manco il cane di don Camillo appoggia, generando quindi sconforto e brutti presagi, spunta un [...]

31 ottobre 2018 0 commenti

Non solo sport. Coppe: en plein, senza le Milanesi. Marquez e Hamilton, verso l’eternità sportiva?

Non solo sport. Coppe: en plein, senza le Milanesi. Marquez e Hamilton, verso l’eternità sportiva? In questo senso il ranking Uefa è salito, e non poco, anche verso gli Angli, che questa volta nel confronto diretto ( Tottenham,Liverpool, United) hanno dovuto solo e soltanto genuflettersi. Si diceva delle Milanesi, purtroppo, aduse a glorie antiche ma incapaci di saperne meritare di nuove. La Beneamata, scesa a far presenza in campo contro il Barca, tranne una vampata ad inizio secondo tempo, ha fatto arrossire il manipolo di tifosi che s'erano portati nella bella Barcellona con ben altre speranze. Il Diavolo, poi, s'è comportato ancor peggio, contro una avversaria, il Betis, che senza offesa alcuna, poco o nulla ha fatto per portare a casa i tre punti. Semmai dovrà ringraziare il 'solito' arbitrucolo che chiudendo ( volutamente) gli occhi ( allo scadere) su un rigore clamoroso per i rossoneri, non ha fatto altro che confermare quanto ci amino quelli che designano e gestiscono gli arbitraggi Uefa. Ma tant'è, qui occorre rimboccarsi le maniche, e dopo il meraviglioso derby, soprattutto i tanti pedatori che sono riusciti a strappare rinnovo di contratto, potevano ricambiare meglio la fiducia ( non scontata) in loro riposta. Morale: all'ombra della splendida Madunina, cinesi o americani che siano, è ben ora che si diano una svegliata, anche perchè Milano non tollera più di tanto le ' mezze robe', le ' mezze calzette'. E mentre Marc Maquez è stato fatto salire nell'Olimpo, Hamilton ha da attendere qualche spicciola formalità. Curioso il fatto che, tutti, ora, non facciano altro che mettere il dito sugli errori ( veri o presunti o causati) di quel bravo ragazzo di Vettel. Che, a star sentire i nostri media, ha perfino rinnegato il suo atavico Dna, che è quello di un germano, sia pure caro e illuminato, e non già d'un latino, imprevedibile ed geniale. Forse l'abitudine a semplificare le cose saltando velocemente sanza esitazione ( e pudore) sul carro dei vincitori, contribuisce a creare situazioni imbarazzanti. E perfino ( se ben vagliate) poco attendibili. Perchè sia l'uno che latro candidato all'eternità sportiva, di 'esami' ne dovranno superare ancora, e molti. Magari più credibili di quelli sostenuti nel corso d'una annata ( per molti versi ) a loro ( semplicemente) favorevole.

LA CRONACA DAL DIVANO. Non fossero scese in campo le Milanesi, a quest’ora, dovremmo conteggiare un trionfo di Coppa: quattro su quattro! Sì, perchè anche il pareggio del Napoli ( 2-2)  altro non è che una vittoria ( morale) ‘ strappata’ ai miliardari del Psg, che dovranno venire al San [...]

26 ottobre 2018 0 commenti

Non solo sport. Mondiali: F1 a Hamilton, Moto Gp a Marquez. Il ‘derby dei derby’ alla Beneamata.

Non solo sport. Mondiali: F1 a Hamilton, Moto Gp a Marquez. Il ‘derby dei derby’ alla Beneamata. E tuttavia, ad aggiudicarsi questo (ennesimo) derby è stata la Beneamata, con un gol di Icardi al 93'. Il Diavolo ha fatto quel che poteva, dignitosamente, con un Ringhio non sempre attento nei cambi così come il giovane Donnaruma nelle uscite. Fatto è che la Beneamata vola al terzo posto della classifica, con 19 punti, due ( appena) dietro al Napoli ( vittorioso a Udine) e ( solo) sei dalla Signora ( fermata sull'1-1 dal Genoa di Juric). Ora, a quel qualcuno che, immemore di quanto possa ( eternamente) stupire il luogo d'adozione dell' Araba Fenice, aveva dato già per cotto e mangiato questo campionato, ( ancora una volta) l'invito a mordersi la lingua più e più volte prima di sentenziare (frettolosi) responsi sul futuro ( sportivo e non ) del Belpaese. Le ragazze del volley intanto sono tornate dal Mondiale in Giappone accolte da applausi e sorrisi. La combattuta finale contro le ( ben) più 'dure' serbe, ha infatti confermato l'ottima impressione suscitata nel corso del torneo ( dieci vittorie, due solo sconfitte, entrambe contro la Serbia). La nostra, insomma, è una squadra giovanissima e con un futuro. Se grande o no lo diranno gli eventi, a cominciare da quello olimpico fissato ancora una volta in Giappone. Il fine settimana è stato ricco (anche) di appuntamenti auto e moto. Scontati per quel che riguarda le classifiche maggiori, e sempre in vena ( per via dei tanti esterofili in circolazione) di celebrare eroi altrui. Di Marquez, ad esempio, si continua a dire che ' ha vinto facendo tutto da solo' : vero, verissimo, ma ( per quel che ci riguarda) soltanto perchè al Maestro di Tavullia ( per tutta la stagione) invece d'una moto hanno imposto un ( autentico) catorcio. Più o meno la stessa celebrazione vien avanzata per il buon Hamilton, il re inglese, che da solo però ha fatto ( a nostro avviso) il cinquanta per cento ( tra sì e no ) di quel che avrebbe dovuto fare. Fangio è raggiunto ( 5 titoli), ma ( per i nostri valori) può ancora dormire sonni tranquilli.

LA CRONACA DAL DIVANO. ” … La mi bèla Madunina, ti te  dòminet Milan …”,  è risuonata a Milano e pei cinque continenti. Visto che il  ’ meraviglioso derby’  è stato visto da centinaia di milioni di persone sparse  sul Pianeta. Del resto, in quel di Santo Siro, infatti, quando rosso e nero azzurri scendono in accanita tenzone,  non si [...]

22 ottobre 2018 0 commenti