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Non solo sport. Aiuto, vanno demolendo il calcio! Incustodita preda per soli sceicchi e oligarca?

Non solo sport. Aiuto, vanno demolendo il calcio! Incustodita preda per soli sceicchi e oligarca? Se non l'anno già accoppato poco ci manca. Di qual vittima parliamo? Del calcio, ovviamente, che superata l'euforia europea ed olimpica, sgomitando a destra e a manca, va a riprendersi le prime pagine. Un calcio sconcertante. Che manco un mese fa ci aveva fatto toccare col cuore una impresa insolita, straordinaria, quella del Mancio da Jesi e dei suoi ragazzi, e che oggi, invece, ci racconta del trionfo di quel calcio spendaccione senza limiti nè controlli pascola su alcuni campi ( non centrali ) di Gallia e Britannia a celebrare la sua inarrestabile supremazia. I soliti imbelli, tanti e sovente esterofili, fan finta di nulla. In fondo non è la solita regola del mercato capitalista a confermarsi? Lo sappiamo, no? Chi più ha più compra e controlla il mercato? In questo caso se a versare danari sono un oligarca russo di cui poco s'è mai accertato o due cugini sceicchi che quando hanno bisogno di comperare tirano nei cassetti dei ricchissimi Stati ( o Staterelli) loro, che ci frega a noi? Versano, oltre ogni giusto compenso, e questo ha da bastare. Il problema però e che mentre costoro versano scompigliano quello che ( fino ad oggi) è ( ritenuto) il calcio storico d'Europa. Quello che ha fatto grande e appetita questa disciplina. Quello a cui si deve tanto, anche se all'epoca del Ceferin che toglie ai ricchi per dare ai ricchissimi parlare di ' riconoscenza' è un po' come rammentare i sassolini di Pollicino. E comunque, tutti costoro, o sono andati o stanno andando in zampanella. Infatti il Real non parla più di acquisti. Mentre il Barca deve vendere i suoi gioielli. Con la Signora che altro non pote che fissare un aumento di capitale intorno ai 400 mln. E non è tutto. La Beneamata, quella che s'è riportata in alto grazie anche ad un centrattacco che aveva scoperto e ricostruito, ha dovuto subito riabbassar le ali. Umiliata da impensabile offerta ( 115 mln). Così il centrattacco dopo aver versato qualche tenera lacrimuccia se n'è andato a incassar 12 mln+3 di bonus netti all'anno allegramente offerti dall'oligarca. Il Diavol0, poi, ancora tra i tentacoli di quell'arpia del fondo, continua a barcamenarsi, qua e là, tra un giovinastro e l'altro, tra un vecchietto e l'altro, poca roba insomma, per una squadra che ha partorito ( non sembra vero) gli Invincibili e gli Immortali. Sia chiaro però che non invidiamo quel bel giramondo del Leo che dopo oltre mezzo secolo estraendo dollari da forzieri di Stato è riuscito a resuscitare nella rincoglionita Europa una società tanto simile al mitico Club Deportivo Los Millonarios noto perchè faceva incetta di (grandi ) giocatori ( Di Stefano) intorno agli anni Cinquanta. La finirà in burla come quello? Chi vivrà vedrà. Intanto quel Psg del Leo che manco vince più in casa sua dove gioca da solo, sarà bene si dia una mossa. COLPI DI MERCATO. Messi dal Barca al Psg. Florenzi dalla Roma al Milan. Dzeko dalla Roma all'Inter. Insigne, invece, tentenna. Mentre Bonucci resta ( intelligentemente) a casa, accanto al suo Chiello, dov'è qualcuno pur senza fascia da capitano, tanto - assicura - non è la fascia a decidere i gradi. Un mercato, come si vede, da retrovia del calcio. Infatti perchè il buon Gravina, invece di starsene con le mani in mano davanti ai debordanti spendaccioni di Stato ( e simili), non s'affretta a chiedere un legittimo contributo per il nostro calcio alla Cassa Depositi e Prestiti?

LA CRONACA DAL DIVANO.  ( da lunedì 9 a giovedì 12 agosto 2021). Se non l’anno già accoppato poco ci manca. Di qual vittima parliamo? Del calcio, ovviamente, che superata l’euforia europea ed olimpica, sgomitando a destra e a manca, va a riprendersi le prime pagine. Un calcio sconcertante. Che [...]

12 agosto 2021 0 commenti

Non solo sport. Gli spasmi della smemorata Albione. Ma chi ferma sto Ceferin? Grazie, Maestro di Tavullia!

Non solo sport. Gli spasmi della smemorata Albione. Ma chi ferma sto Ceferin? Grazie, Maestro di Tavullia! Devono essere più stupidi di un branco di gallinacci quelli che, non riuscendo a perdere, Statunitensi o Angli che siano, stanno cercando aghi nel pagliaio splendido e splendente come non mai dello sport italiano ad Olimpia. Anche perchè se c'è qualcuno che deve tenere smorte le indagini sui loro rispettivi movimenti ( presenti e passati) sono proprio loro. Da quand'è che, nel mondo, ci si chiede donde giungano tutti quegli energizzati messi in grado anche in una sola olimpiade di prestazioni eccezionali in serie con conseguente bottino di metalli preziosi da far invidia ai mitici pirati dei Caraibi che non vedevano l'ora di poter saltare sul solito galeone carico di dobloni e di ogni ben di Dio? Gli Angli, poi, a raggranellare bottini olimpici consistenti, in tempi di ' Global Britain in a Compettive Age', hanno iniziato a farli dalla fine dell'Olimpiade di Atene ( 2004) in poi. Allorquando portarono alla Regina 9 ori, 9 argenti e 12 bronzi ( 30 in totale), oggi, più o meno, quanto la Nuova Zelanda( 7,6,7), il Brasile( 7,4,8), l'Ungheria( 7,4,8) o il Canada( 6,6,11) e così via. Infatti è da Atene in poi che, qualcuno, sulle orme di sir Francis Drake, è riuscito a riempire le stive di arditi vascelli. A Pechino ( 2008) gli Angli passarono da 30 a 47 allori ( 19,13,15 ); mentre a Londra( 201) schizzarono decisamente verso gli dei ( 29,17,19, totale 65), cifra superata ( si pur di poco) a Rio (2016, 27,33,17, totale 67) per giungere infine a questa, nel Sol Levante, dove il bottino resta pingue( 22,21,22) , più o meno, nella stessa misura dell'ultima olimpiade. Il caso ( dimenticato ) del velodromo di Manchester.All'indomani dello sventato 'colpo di stato' di quegli sprovveduti della Superlega, il buon Ceferin, presidente Uefa per geniale invenzione del nostro indimenticato Tavecchio, si presentò al popolo qual novello Robin Hood che difendeva il calcio dei poveri dal calcio dei ricchi. Ma sono bastati un paio di mesi per valutare che nulla di più ingannevole circola rispetto a quella celebrazione. Infatti, anche negli asili nido, si è capito che ad avere preso il bastone del comando nel calcio europeo sono quattro o cinque società dal budget illimitato ( e fuor d'ogni regola) attinto a casse pubbliche ( o simili) e a quelle di attività derivate dal calcio. I fans, quelli che ancora ragionano con lo stupore del cuore, li chiamano 'spendaccioni', capaci di 'metter sull'unghia' da un giorno all'altro cifre inarrivabili ( soprattutto) per quelli che hanno fatto la storia del calcio, e che ora, anche con l'aggravante della pandemia, boccheggiano in un mare di debiti. Il Real fatica a comprare una nuova linea di raccattapalle, il Barca deve disfarsi anche del suo storico eroe, la Signora deve capitalizzare con 4oo mln il suo 'buco' in contabilità. Qualcuno sta cercando rimedio ricorrendo alle lusinghe dei 'private equity'. Fatto è che, qui, fair play o no, a dettar legge è ormai una manciata di 'spendaccioni'. Che del calcio ( storico o no) se ne sbattono quanto Attila delle terre che attraversava. Di legioni pronte per fermarlo non ce ne sono. Epperò qualcosa occorre fare. Ma che altro se non mettere in quarantena il buon Ceferin, il Robin Hood che toglie ai ricchi per dare ai poveri? Nel senso di costringerlo a dare le dimissioni per rispedirlo a quel donde qualcosa capiva? Di tempo non ce n'è tanto. Occorre perciò muoversi. La 'rosea' s'è mossa ( sabato 7 agosto, pagina 47) ma con la stessa tenerezza con la quale i vertici Fia hanno ' sanzionato' Hamilton , il prediletto del tiranno Toto, che ultimamente ( ad inizio gara) aveva spedito il suo giovin irrispettoso avversario ad oltre trecento all'ora contro un muretto. BREVINA. Tutti vogliono andare al Psg, squadra di 'spendaccioni' che non sa vincere manco in Francia dove gioca da sola eppure in lotta con il City del cugino, pure lui sceicco. Ma sanno quei tizi contare? Sì, allora quanti sono gli attaccanti, dieci, venti, cinquanta? E i difensori? E i portieri? Non è che vogliono (ri) fare raccolta d'uomini come i mitici Billonarios di Bogotà anni Cinquanta?

LA CRONACA DAL DIVANO.  Devono essere più stupidi di un branco di gallinacci quelli che, non riuscendo a perdere, Statunitensi  o Angli che siano,  stanno cercando aghi nel pagliaio splendido  e splendente come non mai dello sport italiano ad Olimpia. Anche perchè se c’è qualcuno che deve tenere smorte le [...]

9 agosto 2021 0 commenti

Non solo sport. Mancio: buona la prima. All’unanimità: ‘ Date i Giochi a Schwazer!’. Il cuore della ‘rossa’.

Non solo sport. Mancio: buona la prima. All’unanimità: ‘ Date i Giochi a Schwazer!’. Il cuore della ‘rossa’. Sul Mancio da Jesi capitano di ventura non abbiamo mai avuto dubbi. Semplice, attento, coerente. E, soprattutto, voglioso di stampigliare sulla più cara maglia al mondo, quella azzurra, la quinta stella che da tempo attende di fissarsi al posto suo più consono. Buona la prima del girone contro l'Irlanda del Nord: tutto fatto nel primo tempo, 2-0, con gol di Immobile e Berardi. Ora sotto con la Bulgaria. Sul giovane Schwatzer, marciatore trentino, ne hanno dette e fatte di tutti i colori. Contribuendo a generare un miracolo impossibile perfino ad un fuoriclasse come Mario Draghi: unire, cioè, tutti partiti, sottoscrivendo compatti alla Camera una risoluzione in commissione Cultura, Istruzione Sport, per invitare Governo e Coni ad attivarsi presso gli organi sportivi internazionali affinchè il ragazzo ( innocente) possa partecipare ( come suo diritto) alle prossime Olimpiadi. Per lui niente doping, infatti, e semmai una squallida manipolazione per incastrarlo. Una sorta, insomma, di affaire Dreyfuss. Che ha indotto illustri rappresentanti del movimento atletico internazionale a pronunciar sproloqui, mentre alla Wada non sanno più che pesci prendere.Dire come dice il buon Binotto che ' sarà questo un anno di transizione' equivale, per i fans della 'rossa', ad una ammissione non di realismo ma di insipienza. Onde per cui l'interessato farebbe bene cercarsi ( fin da ora, caso fosse) un posticino tranquillo sul lago di Ginevra per dedicarsi o alla pesca o al ripopolamento della fauna lacustre. Infatti a chi è stato dato il dono di guidare una 'rossa' non può certo trattarla alla stregua di altre vetture. Perchè il solo salirci sopra vuol dire correre per consegnare i sogni degli uomini agli dei . Senza limiti. Senza prudenza. Senza mediocrità. E solo chi crede in questo può permettersi di contribuire o a progettarla o starle accanto o a salirci sopra. Allorquando i signori Toto e il suo amicone Jean si dilettano a stilare classifiche, prestazioni, record, dimenticano ( o fan finta di dimenticare) che ( per i fans planetari della 'rossa') poco o nulla contano. Anche perchè ' strappati' non con giusto confronto ma con la demolizione ( concessa e sistematica) dell'avversario. E quando la 'rossa' ha cercato di far valere le sue ragioni, sacrosante, certificate, come in tanti testimoniano, lassù, in alto, nessuno le ha dato ascolto. E comunque senza gran danno perchè i fans della 'rossa' hanno un loro modo nell'attribuire titoli e stabilire valori. In primis quello del cuore. Lo stesso che ( simbolicamente) espongono sotto il palco di Monza. E che batte con ritmo suo. Per loro (ad esempio ) il piccolo grande Giles vale infinite volte più d'altri titolati. Lui in eterno, gli altri solo per le scartoffie. Come quelle accumulate ( ultimamente) dal Toto e dal Jean, naturalmente.

LA CRONACA DAL DIVANO. Allora, che dire?, tanta è la carne sul fuoco. Intanto la compagnia del Mancio da Jesi ha iniziato il viaggio verso la Pentastella.  Sul fronte interno, Cr7 ha un altro anno di contratto con l’Incompiuta e resta, mentre per la Beneamata si aprono autostrade verso il [...]

26 marzo 2021 0 commenti

Non solo sport. Mattarella:’ Giù le mani dei nazionalismi dal Recovery Found’. Colpo di scena alla Ferrari?

Non solo sport. Mattarella:’ Giù le mani dei nazionalismi  dal Recovery Found’. Colpo di scena alla Ferrari? E' scattata, dunque, attesa da tutti, l'ora del Recovery Fund ( 750 mld euro) e del budget Ue per il 2021-2027 ( circa 1.100 mld) legati al bilancio. L'intesa è stata raggiunta, dopo mesi di ritardi, trattative e ricatti, culminati con il veto ( poi caduto ) di Ungheria e Polonia che ha rischiato di far saltare il banco. Un banco non da poco, visto che ( forse) per la prima volta dal Dopoguerra, davanti ad urgenze niente affatto sottovalutabili, l'Europa ha provato a ragionare da Europa. Un dettaglio epocale. Che qualche retrogrado avrebbe voluto ignorare, preponendo gli interessi loro ( e non dei loro popoli) con occhi ai costosi orticelli personali. Ad esempio, sul buon Orban, versione aggiornata di duce d'Ungheria, avremo modo di tornare, con cognizione di causa. In questa fase ben hanno lavorato, molto, molto e bene, le signore, der Leyen e Merkel, pazienti e risolute. E straordinariamente lungimiranti. Non due ' disgrazie' ma due 'grazie', come e più di quelle del Botticelli.L'accordo ha ovviamente messo scompiglio nei vari laghi e laghetti europei popolati di squali. Non parliamo dei nostri, che di squali d'ogni tipo e colore sono incredibilmente affollati. All'uopo è intervenuto il nostro Presidente, come sempre chiaro e opportuno, ammonendo: ' Next Generation Eu e Recovery Fund offrono grandi possibilità che non possiamo disperdere. Nè per reflussi nazionalistici fuori del tempo, nè per nostri momenti di instabilità politica'. Sui soggetti che stanno remando contro all'Europa, ci sarebbe quel tal Viktor Orban, tiranno eletto in un paese a noi caro e che ha sputato sangue per ritrovare la libertà, ma che si vede dovrà rimboccarsi le maniche per qualche anno ancora per consolidarla pienamente. Tal Orban, secondo un'attendibile inchiesta del Sole24Ore ( sabato 12 dicembre, p-9), avrebbe dato corpo ad un 'cerchio magico', con dentro tanti amici e parenti, che avrebbe usufruito ( tra l'altro) delle risorse europee nell'ambito delle gare d'appalto per la modernizzazione infrastrutturale. Mica spiccioli. Visto che il rischio ' corruzione sistema' è da quelle parti ogni giorno più alto. Come testimonia il rapporto pubblicato nel maggio 2020 del Corruption research center di Budapest sugli appalti pubblici tra il 2005 e 2020. Evitiamo ( al momento) di analizzare i dati. Eloquenti. E comunque l'allarme colà c'è e forte. Come forte potrebbe diventare anche da noi. Gli squali stanno armeggiando. La nostra speranza però sta ( in buona parte) in quel Presidente riservato, che parla quando deve parlare, moralmente e umanamente super partes. Il giusto nocchiero, insomma, per noi, ma anche per quella lungimirante Europa che (alla faccia di retrogradi e corrotti ) sta cercando di diventare una nuova e grande nazione. Ferrari: pare che il buon Elkann si stia orientando verso un nuovo responsabile della gestione sportiva, da scegliere, si dice, tra Davide Grasso( Maserati), Luca Maestri( Apple) e Mike Monlet( Fca). Personalmente, a noi, intendendo per noi un po' tutta la tifoseria 'rossa', garberebbe il Toto, ma si sa che l'uomo è impelagato con azioni e contro azioni dentro e fuori Mercedes. Ci garberebbe però se non altro per fargli togliere di dosso( finalmente) quel camice da uomo di corsia per confezionargliene un altro, rosso rosso, ma da uomo di mondo. Mondo Ferrari, che di più mitico e appassionante non ce n'è.

LA CRONACA DAL DIVANO. E’ scattata, dunque, attesa da tutti, l’ora del Recovery Fund ( 750 mld euro)  e sul budget Ue per il 2021-2027 ( circa 1.100 mld) legati al bilancio. L’intesa è stata raggiunta, dopo mesi di ritardi, trattative e ricatti, culminati con il veto ( poi caduto [...]

12 dicembre 2020 0 commenti

Non solo sport. Coppe: moria di italiane. L’Incompiuta prende Pirlo. Moto tricolore.Toto ‘sfida’ la ‘rossa’.

Non solo sport. Coppe: moria di italiane. L’Incompiuta prende Pirlo. Moto tricolore.Toto ‘sfida’ la ‘rossa’. La pennichella della F1 l'abbiamo lasciata in esclusiva a Toto e al compagno Jean. Il calcio nostrano invece non ha fatto altro che farsi buttare fuor di coppa. Rigori fasulli, falli non visti, Var europeo a spannella, da noi il tutto accettato in posizione supina e rassegnata, che volenti o nolenti ci hanno tolto di mezzo. Hanno superato la moria: la Beneamata dell'insaziabile Conte Dracula e la meravigliosa Dea del Gasp. Cosa potranno fare le nostre eroine, senza protezione alcuna, in mezzo a tanti lupi, non si sa. Forse nulla. E comunque, Beneamata a parte, resterà pur sempre il plauso per quella coraggiosa Dea bergamasca, che gioca il calcio più bello, spendendo pochi spiccioli ma mettendo in campo tanta passione. Per quel che ci riguarda, senza pretesa alcuna, mescolando sacro e profano, chi altri meglio di lei potrebbe onorare lutti e sofferenze della nostra Europa con un momento di giusta gloria ? Macchè Signora, questa è un'Incompiuta. Sono dieci anni che smanetta per farsi un posto in Europa e, ogni volta, per un motivo o l'altro, si fa respingere.Come una parvenue qualsiasi. Nell'ultima esibizione aveva avuto in buona sorte una francese di secondo/ terzo pelo, abbordabile, come si dice. Eppure anche stavolta ci ha lasciato ed penne. Quello che più sconcerta, in queste esibizioni, è ( una volta di più) la gestione dei ( due ) turni che, come ognuno sa, vanno affrontati con sguardo complessivo, anzi, in questo specifico caso, con più impegno in andata piuttosto che nel ritorno. Cosa possibilissima. Vista la potenza di fuoco di cui dispone in attacco. Infatti avesse messo nel sacco altrui in andata uno o due gol, avrebbe alleggerito di molto l'impegno del ritorno. Tutti, anche il venditore di bibite sugli spalti, sapevano che così s'aveva da fare. Non la Signora che ( segretamente) ama restare Incompiuta. Ed è così successo che la Bismark piemontese venisse affondata ( questa volta) da una fregata francese. E poco o nulla hanno inciso le due ' bordate' di risposta del costoso artigliere portugheise, perchè per l'ennesima volta Eupalla non ha concesso venia a quanti il pallone lo predicano senza dominarlo. Alla fine della veglia, Sarri, ha perso il posto, lasciando campo libero ad una 'follia' del giovane Agnelli: tale ( inesperto) Pirlo, maestro di centrocampo, ma ( in pratica) digiuno su tutto il fronte. A volte le trovate più 'folli' risolvono le situazioni più complicate, a volte invece affossano il tutto. Autori e compagnia attorno. Valeva dunque la pena sfidare così l'ineffabile Eupalla? Tanti podi azzurri nelle moto in Cechia. Primi in Moto 3 e Moto 2, secondi in Moto Gp con Morbidelli. In una San Remo inedita, corsa sotto il sole d'agosto, a mettere la sua ruota davanti a tutti è stato Vout van Aert, 25 anni, fiammingo. Vout aveva vinto, recentemente, la corsa più fascinosa al mondo: Strade bianche, lungo le polverose e incantevoli colline senesi.

LA CRONACA DAL DIVANO. Non molto da dire su questo weekend. La  pennichella della F1  è rimasta esclusiva di  Toto e del compagno Jean. Il calcio  nostrano non ha fatto altro che farsi buttar fuori di coppa. Rigori fasulli, falli non visti, Var europeo a zampanella, da noi il tutto [...]

9 agosto 2020 0 commenti

San Marino. Nuova stagione per il ristorante Righi e per lo chef Luigi Sartini. Passaggio di testimone tra famiglia Righi e Sartini.

San Marino. Nuova stagione per il ristorante Righi e per lo chef Luigi Sartini. Passaggio di testimone tra famiglia Righi e Sartini. La prima novità arriva già dal marchio e dall’immagine del locale.

SAN MARINO.  Finisce la pausa invernale e da irei (giovedì 11 febbraio) ’Righi’ riapre le sue porte a gourmet e appassionati della buona tavola nel segno di un modello di ospitalità ancora più attraente e articolato. La prima novità arriva già dal marchio e dall’immagine del locale. Il nome dello storico ristorante sammarinese si [...]

12 febbraio 2016 0 commenti