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Non solo sport. Moto: in Cataluna ecatombe azzurra. Calcio: il Mancio riprova, con al tergo dei La Palice?

Non solo sport. Moto: in Cataluna ecatombe azzurra. Calcio: il Mancio riprova, con al tergo dei La Palice? E mentre Celestino Vietti, zitto zitto, in Moto2, ci ha ricordato il valore di una scuola che tra le invidie del mondo continua a produrre campioni, la giornata trascorsa sul bel circuito dell'amena Cataluna, ci ha invece confezionato una vera ( ingenerosa ) ecatombe dei nostri, tra Moto3 e Moto Gp. Sfiga azzurra da non credere. Foggia in testa nella Moto3 stoppato dal ( inusuale) calo della catena, e il Pecco nella Moto Gp travolto in fase d'avvio da uno sciagurato del Sol Levante che più che pensare a correre ama disarcionare gli altri, con danni non da poco, e non solo per lo spettacolo, sempre e comunque alto, ma per le sorti di una contesa che così protetta dalla buona sorte non offre l'esatta idea delle forze contrapposte. Sì, perchè, pur plaudendo alla straordinaria vena motoria dell'erede dei Quartarari, un Pecco in gara avrebbe ( di certo) offerto ben altro spettacolo, e ( forse) ben altro esito, se mal non ci sovviene quanto accaduto ( di recente ) al Mugello. Ma tant'è, perchè nella vita come nello sport se gli dei si dilettano con le beghe loro per gli umani, anche quelli più meritevoli, diventa imprevedibile ogni ragionevole soddisfazione. Diciamo pure che, a questo punto, per l'erede dei Quartarari la riconferma del titolo iridato se non è cosa fatta quasi lo è. Un peccato, metterla così, perchè lo straordinario agone sportivo offerto dalle moto da corsa, senz'altro tra i due o tre ( al momento) più invitanti al mondo, chissà quali altre entusiasmanti pagine avrebbe potuto scrivere per noi e per i posteri? Quella che tutti chiamavano Nazionale altro non era per noi dal divano che una Compagnia di ventura agli ordini di Mancio da Jesi, capitano di ventura visionario e cattivo, ma che dell'arte della guerra col pallone in campo non è secondo a nessuno. La sua Compagnia all'Europeo ha meravigliato il mondo, sverniciando tra l'altro quanti vengono fatti passare per imbattibili gentleman quando non solo non sanno vincere ma neppure perdere. Purtroppo come tutte le Compagnie di ventura basta che la sorte e la condizione del capitano volgano altrove, per vedere svanire in un sol colpo l'ammirevole prodigio. Il Mancio, infatti, a ferita aperta, avrebbe voluto trasferirsi altrove, tanto più che a proteggere una Nazionale sì carica di gloria ( da troppi anni ) non c'è proprio nessuno. Ben per noi che ci abbia ripensato riprendendo a rinserrare le file. Rinvigorite da gambe nuove, quasi imberbi, e purtuttavia le uniche adatte a rigenerare speranza. E se gli italioti d'Argentina si sono fatti in quattro per far vedere che sono più bravi di nonni e padri loro, agli Alemanni non è riuscito altrettanto. Il pari ( 1-1) confezionato in Nation League contro di loro non è cosa da disprezzare, nonostante quel che vaticina il tale da Miami, anche perchè con sei debuttanti quanti potrebbero essere i tecnici che rimetterebbero i lor piedi in campo? Soli e soletti, visto che a proteggere le spalle da ( nuova, possibile ) tempesta chi ci sarebbe? A proposito di nessuno, chissà qual gioia avranno monsieur de La Palice o il nostro Catalano nel constatare quanti meravigliosi eredi contano sulla faccia della terra, come quel tal Gravina, presidente Figc, così di gran peso in ambito continentale da vedersi sghignazzare in faccia senza pudore il buon Ceferin alla ( sua, nostra ) richiesta di ( eventuale) Europeo all'Italia. Infatti sull'esclusione dell'Italia dal ridicolo campionato natalizio nel deserto il Presidente scopre l'acqua calda: ' Inutile pensare a ripescaggi, abbiamo perso e siamo fuori'. Che abbiamo perso lo sappiamo, che siam fuori anche, quel che non capiamo se è come una nazionale con quattro stelle e attuale campione d'Europa sia stata trattata per la seconda volta di fila men della serva di Zoffoli per un torneo dove, stando a titoli e dati, avrebbe dovuto essere la favorita . Non sarà perchè nessuno lo fischia ? Nè Fifa, nè Uefa; nè quel simpaticone del sor Marotta; nè l'abbronzato vate di Miami; nè giocatori e giocatorini ( con squali al tergo) dai piè veloci spendaccioni attratti? Tra i quali ne prendiamo uno a caso. Certo De Ligth, tulipano, che si permette di far le bucce sul rinnovo con la Signora, dicasi la Signora di un calcio che sui libri riempie più pagine d'altri, in attesa di aggiungerne delle nuove. Che sono in bozza. Sbotta il tulipano: ' Valuterò l'offerta, anche perchè, io, cerco sempre di far qual che è di meglio per me'. Un altro buon erede di La Palice? E sulla cui saggezza sorvoliamo, visto che uno che pensa solo per sè non si capisce come possa dare il meglio per gli altri. Epperò non è ora che giocatori e giocatorini, con tanto di squali al tergo, tornino a nuotare nelle acque loro ? Non facendoci perdere tempo, anche perchè di certi soggetti passati a miglior stipendio che resterà a breve?

LA CRONACA DAL DIVANO.  ( dal 4 al 6 giugno 2022). E mentre Celestino Vietti, zitto zitto, in Moto2,  ci ha ricordato il valore di una scuola che tra le invidie del mondo continua a produrre campioni, la giornata trascorsa sul bel circuito dell’amena Cataluna, ci ha invece confezionato una vera ( ingenerosa ) [...]

6 giugno 2022 0 commenti

Non solo sport. Mamma che Diavolo! Il mondo lo applaude e aspetta! Pazienza Carletto, che la ‘rossa’ c’è !

Non solo sport. Mamma che Diavolo! Il mondo lo applaude e aspetta! Pazienza Carletto, che la ‘rossa’ c’è ! O vinci con i soldi o con le idee. Chi lo abbia detto non importa, importa che risponda ad una verità sacrosanta. E che, ogni tanto, qualcuno fa riemergere. Com'è capitato al Diavolo, sepolto vivo ( una decina d'anni fa) dall'abbandono improvviso ( e poco felice ) di un suo gran mentore, e però, riemerso alla luce festosa dei campi di calcio dove, se si va a contare quanto aveva lasciato in oltre un secolo di permanenza, c'è da restare abbacinati. Quando si pensa che, oggi, con il mercato della pedata abbandonato dai Preposti nelle mani di pochi e (poco) convincenti spendaccioni, quasi tutti ( o tutti ) foresti dai desideri non sempre legittimi e confessati, il parvenue Chelsea dell' oligarca russo possa valere 4,4 mld e il nobile Milan dagli storici trionfi ( solo) 1,3 mld non si capisce che strada abbiano lasciato intraprendere a questo sport universale che più d'altri sa calamitare interesse e interessi. Ma tant'è, almeno finchè non ci sarà qualcuno che andrà a rovistare sul via vai di danari che s'intreccia da un continente all'altro. Maravigliando. Tanto per fare un esempio, la confermata permanenza presso gli spendaccioni Psg del MBappè, 23 anni, attaccante, a cifre proibitive ( 30 mln annui, 130 alla firma) per il calcio che ha fatto storia ( Real compreso), invece d'essere così tanto celebrata non sarebbe meglio che fosse meglio ragionata? E spiegata? E ( adeguatamente) indagata? E comunque, dicevamo, c'è ancora qualcuno che più che a tirare cassetti che con la pedata poco o nulla hanno a che fare, non punta sul danaro ma sulle idee. Che se sortiscono geniali e applicabili possono consegnare successi inimmaginabili ( soprattutto ) agli spendaccioni. E questa volta, ancora una volta, la geniale saggezza giunge da quel curioso, mal diretto e valorizzato, stivale, che quando c'è qualcosa da inventarsi non lesina nè genio nè sforzi. Con tanto di risultati. E di ( vere ) maraviglie. Come quello d'avere riportato con cognizione di causa e poca spesa sul podio dei campionati ( storicamente) più prestigiosi al mondo, il vecchio amabile Diavolaccio. bell'è pronto, con la sua rinnovata banda di guerrieri, a rompere i maroni pur in quell'Europa invasa da gente della steppa, del deserto o dei fondi di planetaria fattura. Dice il Maldo: ' Tutto è cominciato nell'estate 2019, quando chiamai al capezzale del Diavolo gente come Massaro e Boban, che più che a spendere pensavano a capire qual soggetto potesse andar bene a noi oppure no. Messe le fondamenta, si son tirati su i muri, che non sono solo quelli da Casa Milan, ma di una nuova squadra, accolta per tanto tempo con infinite perplessità eppure, giornata dopo giornata, sempre più in grado farsi valere e rispettare. L'Ibra ci ha incoraggiato, mentre giovani talenti come Leao ci hanno detto che la strada intrapresa ( ogni giorno di più ) era quella agognata'. Ora al Diavolo per completare l'opera e assestarsi stabilmente nell'elitè mondiale che gli compete, resta solo di rifarsi la casa madre, ovvero uno stadio suo che, con tutto il rispetto per il vetusto San Siro, dovrà rispondere al nuovo e alle sue necessità. E che potrebbe ( anche) non risiedere ( più ) in comune di Milano, ma in qualche location limitrofa, dalla disponibilità lungimirante, visto che l'attuale primo cittadino , nonostante il nasone di cui dispone, del fiuto della gente dell'operosa Mediolanum non avverte manco il respiro. Si dice che sia in corso ci sia un passaggio di proprietà tra fondi. Speriamo solo che ( dopo la buona gestione Singer) sia ( ancora ) la più giusta.F1. Il Carletto, dopo avere maravigliato in qualifica, volava bello e tosto verso la vittoria quando, al 28 giro, la power della 'rossa' s'è spenta. L'avrà fatto apposta? Magari per confezionare al meglio quella nemesi che, prima o poi, non si sa come quando e perchè, ma arriverà. Di certo arriverà. Se è vero com'è vero che al cavallino alato è concesso di confidarsi direttamente con gli dei dei motori. Al punto che a quel poveraccio del tulipano chissà quali tempi infausti lo stanno aspettano. Intanto, però, s'è ripreso il comando della classifica piloti, con tre punti davanti al Carletto. Dicono vada risorgendo la Mercedes. Magari, perchè se è vero che in Fia del tiranno Toto non c'è più manco l'ombra, potremo finalmente vedere chi le auto le sa fa fare e chi un po'meno. E chi le sa fare correre e chi le impone. E soprattutto chi le ha sapute rendere sogni degli uomini da consegnare agli dei e chi manco lo capisce. Flop alle finali Champions per il volley maschile e femminile. Sono tornati in pista Tamberi e Marcel. Mentre lo splendido Giro affolla lungo le strade. Ultima settimana di gran fatica, con il Nibali riapparso. Finora tre i successi delle ruote azzurre.

LA CRONACA DAL DIVANO. ( dal 17 al 22 maggio 2022). O vinci con i soldi o con le idee. Chi lo abbia detto non importa, importa che risponda ad una verità sacrosanta. E che, ogni tanto, qualcuno fa riemergere. Com’è capitato al Diavolo, sepolto vivo ( una decina d’anni fa) dall’abbandono improvviso [...]

23 maggio 2022 0 commenti

‘Non solo sport. Diavolo, pronto il 19°scudetto. MotoGp: il Bestia o il Diablo? Volti e tivù: a chi l’Oscar ?

‘Non solo sport. Diavolo, pronto il 19°scudetto. MotoGp: il Bestia o il Diablo? Volti e tivù: a chi l’Oscar ? Dopo aver messo sotto ( 2-0) la Dea del Gasp al Diavolo manca ora solo una partita, quella in trasferta con il Sassuolo, brutto cliente, e sulla quale conta l'Inzaghino per attuare il sorpasso sul filo di lana dei più titolati cugini .Nell'ultima di Santo Siro, ricolmo, entusiasta e colorato come ai bei tempi, il Diavolo ha dato spettacolo, con quel gol coast to coast del Teo che come quello del Weah resterà nella storia del calcio milanese. In altri celebrati tornei d'Europa solo lo spendaccione City deve pazientare ( dopo infausto pareggio con il West Ham, 2-2) per aggiudicarsi la sua ottava Premier. Il Liverpool gli sta a quattro punti ma deve recuperare in settimana con il Southampton e se dovesse vincere tutto è rimandato all'ultima, come da noi, domenica 22, con i Reeds contro i Wolves e il City contro l'Aston Villa. Comunque vada l'impero del Peep , il meglio del meglio al mondo, comincia scricchiolare. E se venisse a rigenerarsi all'Alma Mater ? Dal Pecco ci si aspettava tutto fuorchè di farsi sbeffeggiare dal quel simpaticone dell'Enea che con una Ducati 2021 si permette di sverniciare le Ducati 2o22. In Francia, davanti ad un circuito ricolmo di pubblico in festante attesa del figlio dei quartarari siciliani emigrati a Nizza qualche decennio fa, ha dato spettacolo. D'accortezza, lucidità e coraggio. Se i santi signacoli del predestinato restassero manifesti anche per altre tre o quattro gare non lascerebbero dubbi sul nuovo campione iridato. Oramai ( quasi) impossibile per il Pecco, che con le sue amabili confessioni ai microfoni appare sempre più un personaggio mediatico che altro. Ci spiace, perchè la simpatia verso il Pecco è davvero profonda e universale. Purtroppo però la storia nella sport si fa sul campo, o sulla pista, e non altrove.Che la moto ( dopo l'era del Vale) sia diventato l'appuntamento sportivo più atteso sembra ormai assodato. A contendergli la palma sta arrivando la nuova F1, finalmente liberata dalla tirannia Toto-Todt e di nuovo affidata alle prestazioni di eccellenti macchine e alle ali da mitico uccello dispensator di sogni della ' rossa'. Ma tra i tanti sport propinati e commentati a chi attribuire l'Oscar o il Donald del miglior commento? Per quel che ci riguarda al team Sky della moto, con il Guido ormai erede dei grandi ( e indimenticati ) radio telecronisti, come Ferretti, Carosio o Galeazzi; e che col Sanchio compone una coppia da titolo mondiale. Di seguito non si possono omettere i validissimi collaboratori, ovvero il Paso , Rosario Triolo, la Vera ( Davide Camicioli), il Boss e il Sandro Donato Grosso. Sul podio dei più gettonati tra i commentatori sportivi nostrani possono salire anche quei ( competenti) simpaticoni di Race Anatomy e della intramontabile Domenica Sportiva.

LA CRONACA DAL DIVANO. ( dal 102 al 16 maggio 2022). Dopo aver messo sotto ( 2-0) la Dea del Gasp al Diavolo manca ora solo una partita, quella in trasferta con il Sassuolo, brutto cliente e sulla quale conta l‘Inzaghino per attuare il sorpasso  sul filo di lana dei più titolati cugini . [...]

16 maggio 2022 0 commenti

Milano. Scatta il Giro. Un ‘ amore infinito’, da Budapest a Verona. Con Girmay, eritreo di San Marino.

Milano. Scatta il Giro. Un ‘ amore infinito’, da Budapest a Verona. Con Girmay, eritreo di San Marino. Giù le mani dal Giro. In tanti, troppi, van permettendosi di mettere il Giro all’angolo. Che quest'anno parte il 6 maggio e arriva il 29 maggio, coprendo il mese più bello, quello della rinascita della natura, colorata, profumata, materna. Inizia da Budapest e arriva all’arena di Verona, dopo 21 tappe ( 3.445,6 km). Che per la varia e imprevedibile geografia della Penisola facili non sono anche quando passano su un cavalcavia. A tingersi di rosa non può che essere un gran pedalatore. Di quelli che, come altri dell'ultrasecolare passato, hanno finito col scrivere quelle pagine di storia che, più d’altro, vanno diffondendo le due ruote a pedale nei cinque continenti. Oggi tra i favoriti c'è Richard Carapaz, 28 anni, in cerca del bis. L'ecuadoriano, vincitore nel 2019, sarà il faro della corsa. Ma Almeida e Yates non sembrano troppo distanti. L' Italia, spera in Ciccone. Mentre Nibali vuol salutare con stile la corsa più amata. Dire chi sarà a vestirsi di rosa a Verona è impossibile. Infatti, chissà quali altre ( inimmaginabili ) 'sorprese' ha in animo di donarci quell'amore infinito del Giro?

  GIRO D’ITALIA 2022. Giù le mani dal Giro. In tanti, in troppi, durante questi ultimi anni passati da una pandemia ad una guerra nel cuore dell’Europa, vanno tentando di mettere il Giro all’angolo, ai margini dei grandi eventi sportivi, magari col dire che al mondo  ‘ non tutti lo [...]

4 maggio 2022 0 commenti

Non solo sport. Nucleare? Ma se basta un guasto a far terra bruciata? Lo sport che crea e che distrugge.

Non solo sport. Nucleare? Ma se basta un guasto a far terra bruciata? Lo sport che crea e che distrugge. A demolire la ventilata minaccia nucleare di quel figlio di Kgb bastano le indiscrezioni che giungono dalla zona di Chernobyl , dove i militari russi vanno scappando verso la Bielorussia perchè ( probabilmente) contaminati o in pericolo di esserlo. Che cosa, tutti sti baldi nipoti dei cosacchi, siano andati a fare da quelle parti manco loro ( probabilmente) lo sanno. Almeno così pare. Qualcuno giura che colui che li ha spediti a spargere lacrime su questa valle che di lacrime già ne sparge abbastanza, lo abbia fatto per emulare tal Pietro detto il Grande che qualche secolo fa, in tempi dove i telefonini non esistevano, scorrazzava per la steppa senza far sapere niente a nessuno. Come invece non potrebbe fare oggi, visto che da qualsiasi anfratto si pote smascherare, anche senza volerlo, chi dei mali dell'uomo è la maggior cagione. Vedendo che basta un reattore in difficoltà a far terra bruciata per centinaia di chilometri resta difficile, proprio difficile, credere che sulla faccia della terra ci sia un tale che voglia scambiarsi qualche migliaio di megaton per poi andare a disquisire su chi ha vinto e chi ha perso. Non sarà forse il caso di tornare ad implorare quella fede ancestrale che abbiamo frettolosamente bandito dai nostri rapporti umani? E chi altri, infatti, ci può salvare dalla malevola insensataggine della genia umana? Attendiamo fidenti lo sviluppo dei fatti. Lo sport un tempo serviva a rasserenare, oggi, invece, tranne qualche eccezione, intristisce. Come quel pallone portato all'estrema nefandezza sportiva. Bastano poche note. Quelle che riguardano le imprese della Coppa dalle grandi orecchie, ormai venduta ad una manciata di spendaccioni, che per spendere e spandere non hanno fondo visto che gli basta tirare nei cassetti degli Stati loro o di qualche tirannico compagno di merenda che tiene le mani nelle casse dei paesi loro. Finalmente, non certo l'imbelle Uefa, c'è qualcuno che si chiede che ci fanno tutti quei miliardi in Premier o in squadre d'altri Stati collegate? Donde arrivano, cosa cercano? Il bene del pallone su verdi rettangoli di gioco? Vien da ridere. Anzi da piangere. Solo a rammentare quegli ( impuniti?) attentati degli anni trascorsi sul suolo d'Europa o i carri di morte dei compagni di merenda di quelli di Londongrad che come obiettivo ultimo avrebbero quello di mettere Europa sotto le calighe degli Zar. Anche un orbo vede che anche da noi, il Paese delle quattro stelle su maglia azzurra, per il calcio va scemando la passione. Il flop al Mondiale conta poco. E così il fasullo pregiudizio sul nostro ardire che una volta è alle stella, un'altra alle stalle. Va scemando perchè, a partire da chi pretende di dirigerlo, non è più credibile. Infatti costoro tutto fanno fuorchè governare. La riforma dei campionati latita. I giovani vengono spolverati all'uopo per tornare poi nel oblio da un giorno all'altro. Sugli impianti, obsoleti e spreconi, non c'è nessuna volontà di aggiornali o sostituirli. Il Meazza , infatti, stanco di pendere da quel nasone inconcludente del sindaco di Milano, sta cercando un altro spazio. Anche fuori della mitica Mediolanum, pur di rimettersi a nuovo per accogliere e competere meglio. Di questo passo che altro diventerà se non un costoso rudere da mantenere?Altri sport. La 'rossa' vola. I tiranno Toto piange. Solo l'ex 'sfascia rosse' ( se Matteo Bobbi va a cercare, troverà che in una partenza ne fece fuori due in un solo colpo) se la ride. In quel circuito strano d'Arabia, tra una safety car e l'altra, cagnaccio com'è, è riuscito per un nonnulla a tenere dietro il Carletto che se continua così zampilla classe come Senna. Che innervosisce il Tulipano, finora assai corretto, ma che speriamo ( davanti alla debacle) non torni a dare ascolto ( come faceva all'inizio ) al richiamo della foresta. La 'rossa' vola è c'è già chi in Allemania vuol rivederla triste. Dicono la nababba Volkswagen, con investimenti da capogiro, in pista forse dal prossimo anno, per dar il cambio a quella depressa Mercedes che chissà per quanto non volerà più. Nel tennis altro non possiamo che portare i nostri al Santuario. Per farli benedire. Per quel che riguarda le moto, invece, dove tre dei nostri stanno al vertice, speriamo non si vada a metterli in confusione nella pampa, magari con qualche grosso danno in classifica. A proposito di danni, se realmente c'è qualcuno che vuol bene al Mark, che già così è nella storia delle moto, gli consigli di aspettare, con metodo, con calma, perchè cadute come l'ultima possono incidere non solo sulla vista. Il Vale, intanto, su Audi, inizia un'altra fase della sua vita spericolata sui motori. Sarà un'altra ventata di gloria?

 LA CRONACA DAL DIVANO. ( dal 29 marzo al 4 aprile 2022). A demolire la ventilata minaccia nucleare di quel  figlio di Kgb bastano le indiscrezioni che giungono dalla zona di Chernobyl , dove i militari russi vanno scappando verso la Bielorussia perchè ( probabilmente) contaminati o in pericolo di [...]

23 marzo 2022 0 commenti

Non solo sport. Putin minaccia l’Italia. La ‘rossa’ se ne sbatte e torna in coppia sul trono mondiale di F1.

Non solo sport. Putin minaccia l’Italia. La ‘rossa’ se ne sbatte e torna in coppia sul trono mondiale di F1. Forse in troppi, come quel che fu il tiranno Toto, non hanno ancor capito che la 'rossa' non è più un' auto da un pezzo. Da quando ( si dice) gli dei, assegnandole quel che fu di un alato Ippogrifo, mandato all'uopo in pensione, le consentirono di consegnare direttamente a loro i sogni degli uomini. Che gli dei esaminano, disponendo trame. Come quella andata in scena sulla pista del Baharein sotto gli occhi del mondo ( non solo) motoristico. Così ben congegnata che a chi altri attribuirla se non agli eterni abitator d' Olimpia? All'ultima curva, le due 'rosse' avanti in parata, come nell' uso antico per i trionfatori; e dietro ( opportunamente ) le due frecce d'argento, quelle che come le sorelle di Cenerentola per otto anni nella casa dei motori anno fatto il buono e il cattivo tempo, ricondotte nella circostanza ad ancelle per cingere il capo dei vincitori con corone d'alloro. E non basta. Visto che poco oltre il feroce tulipano abbandonava mesto il suo bolide, con il suo compagno rigirato, lassù, all'ultima curva, senza ragione o segno premonitore. Non sarà megliio che anche il Toto non se ne faccia una ragione? Del resto non ha sentito il boato esploso in ogni parte del Pianeta, mentre a Maranello le campane delle chiese hanno preso a suonare a distesa come per la festa del Santo patrono? Un imprenditore romagnolo, delle nostre parti, qualche mese fa, si rivolse ad una concessionaria di Berlino per cambiare per necessità di lavoro la sua Audi con un' altra di pari prestazioni. Il rivenditore rispose: ' Siamo spiacenti, signore, ma l'auto dei suoi sogni è stata venduta'. Al che l'imprenditore ribattè : ' Dirà auto da lavoro, perchè per quella dei miei sogni sono diversamente orientato; è di colore rosso, se proprio lo vuol sapere, e che però lei non mi pare tenga nel suo salone'.Restando sulla terra, il prossimo Gp avrà luogo tra una settimana ( 27 marzo) a Jeddah ( Arabia Saudita), seguito il 10 aprile da Melbourne( Australia) e il 24 aprile da Imola ( Emilia Romagna). Se la 'rossa' manterrà le premesse le file per il Gp Emilia Romagna, a Nord, cominceranno da Chiasso e Tarvisio; a Sud, da Bari e Napoli. L'almanacco: Ferrari, Gp disputati 1031 ( vinti 240, pole 224: totale 464, circa la metà dei Gp disputati, costruttori 16) ; Mc Laren, Gp disputati 9o3 ( vinti 183, pole 156, costruttori 8); Willians, Gp disputati 783( vinti 114, pole 129, costruttori 9); Mercedes, Gp disputati 249 ( vinti 115, pole 127, costruttori 8); Red Bull, Gp disputati 325 ( vinti 75, pole 73, costruttori 4). La Ferrari non vince il titolo piloti dal 2007 ( Raikkonen). La prima 'rossa' con scudetto giallo e cavallino nero rampante, prodotta nel 1943, era siglata 125 S. Fece la prima gara l'11 maggio 1947. Si ritirò per un'avaria della pompa di alimentazione; che il Drake ( con profetica lungimiranza) definì ' un insuccesso promettente'. Chi è chiamato a guidare la 'rossa' entra in una galleria unica al mondo dove tutti, vincitori e non, vengono ricambiati da ' imperitura memoria'. Gli attuali piloti sono Charles Leclerc, 24 anni, monegasco, e Carlos Sainz Jr, 27 anni, spagnolo figlio d'arte. Altre di sport. Tre italiani al vertice nelle tre categorie mondiali di moto, dove preoccupano le continue cadute di Marc Marquez. Milano-Sanremo, la corsa più bella, va allo sloveno Mohoric. Nella ritmica di ginnastica, ad Atene, la 18enne Sofia Raffaeli è diventata la prima azzurra ad imporsi nel concorso generale di una tappa di Coppa del Mondo. Nel gigante donne di Coppa del Mondo di sci doppietta tricolore, con la Bassino prima. Nello slalom parallelo di snowboard Edwin Coratti, 30 anni, si è imposto a Berchsgaden ( Germ.). Incredibile vittoria nel rugby dei nostri sul Galles ( 21 a 22), dopo 36 sconfitte. Nei mondiali indoor di atletica a Belgrado, Marcel Jacobs batte gli imbattibili americani nel 60 m con il tempo di 6''41, record italiano. Tamberi, invece, nell'alto, arriva terzo.

 LA CRONACA DAL DIVANO. ( dal   21 marzo 2022). Putin, non sapendo con quali santi imprecare per via di una ‘operazione militare’ che più anacronistica e insensata non si poteva fare, se la prende anche con l’Italia. Giusto non sottovalutarlo, ma non troppo perchè per squinternato che sia se ci tiene alle cupole del Cremlino [...]

21 marzo 2022 0 commenti

Non solo sport. L’Europa e la crisi russo-ucraina? Bilancio d’Olimpia? Inter: pollo era, pollo è rimasta?

Non solo sport. L’Europa e la crisi russo-ucraina? Bilancio d’Olimpia? Inter: pollo era, pollo è rimasta? I media parlano di crisi russo-ucraina. Quando invece sarebbe meglio parlare di crisi dell'impotente Europa, con i due big del mondo odierno, Usa e Cina, più alla finestra che in campo. Per fortuna. E se quel figlio di Kgb del Putin , magari impazzendo, vorrà attaccare, che altra sarà se non l'alba di una terza guerra mondiale? Cui prodest ? Si chiederebbero gli antichi? Ma non sono bastate due spaventose ecatombi come quelle del secolo scorso per rinsavire i circa settecento mln di abitanti ( Russia compresa) del Vecchio Continente? Ne cercano un'altra, certamente più spaventosa delle precedenti. E anche se l'infinita Madre Russia potrebbe trovare uomini e risorse per sopravvivere con chi poi andrà a relazionarsi? Con quel che resterà degli orientali, o meglio, dei cinesi? Sono certi che li accoglieranno a braccia aperte? Eppoi per far cosa, tra di loro? Forse Olimpiadi dove il doping scorrerà a go go, tanto da dover assegnare medaglie non più (solo) agli atleti ma (anche) ai responsabili di quei laboratori che dell'essere uomini poco frega? A questo punto, qual altra speranza ( per il bene del Mondo) si può nutrire se non quella che l'Europa diventi Europa? Non dispersa, ma unica, grande Nazione? Si cala impietoso su quel che sopravvive del calcio italiano ( anche) il vaticinio di quel novello Cassandra del Gianfranco Teotino. Il qual rivela che da quando i proventi tivù sono diventati le fonti primarie di ricavo per i club pedatori, per i nostri più d'altri, la Premier non fa altro che battere record su record. Infatti, in Albione, per il prossimo triennio, i diritti esteri supereranno i domestici: oltre 2 mld contro i 2mld domestici annui. Il confronto con gli altri club europei è sconsolante: solo in Liga riescono a strappare ( per via dei due Panda) 1,4 mld , non male; mentre in Bundes , solo 360 mln; al fondo del barile stiamo noi che come a Pollicino restano soli pochi sassolini ( 200 mln), giusti giusti per tornare in una casa sempre più marginale e povera. Chiaro è che in tal contesto i Moggi ( e i suoi fedeli) esultino a ruota libera. Peggiorando, è ovvio, quello che già è un disastro ( forse) irreversibile. Anche perchè in quanto a diritti domestici non è che siamo messi benissimo: appena 927 mln, affidati a tal Dazn che sta praticando un servizio più lagunoso della laguna veneta . Nel frattempo, laddove si dovrebbe decidere, in Lega, ovvio, uno s'invola in America; altri si lavano le mani come Ponzio Pilato; solo uno, forse, tal Bonomi, bocconiano, 56 anni, accetterà. Ma per far cosa non si sa. Infatti tornare a far quadrare i conti di una famiglia che, da anni, con l'andazzo di certe decadenti corti orientali, s'è affollata di 'mangiapane a tradimento' , non è impresa normale. Un peccato perchè il calcio va così demolendo una sua storica culla, tra l'altro sempre men amata anche nel luogo natio, e che ( negli anni 80/90 fin al 2011) aveva saputo accendere la meraviglia negli occhi del Mondo. Un peccato anche per quel presidente Gravina che intende proporre la candidatura dell'Italia agli Europei di calcio 2028. Se non altro per mettere ( finalmente) mano a stadi che più che rendere costano assai. E purtroppo come capita a quei malati che 'vedranno' arrivare il medico quando già traghettati a miglior vita. Solo qualche parola su una Champions sempre più anglofila , e quindi più per altri che per noi: dicono che dove passa il Dracula i polli diventino leoni. Il Dracula è passato dalla Beneamata che però pollo era e pollo è rimasto. Infatti lo hanno lasciato starnazzare per una settantina di minuti per poi infilarlo due volte col sorriso sulle labbra, quasi irridenti, quei furbastri britannici con la maglia rossa. Che con i polli sono talmente esperti che sperare possano, al ritorno, trasformarli in leoni, è solo una pia illusione.

CRONACA DAL DIVANO. ( dal  16 al 20  febbraio 2022). Stanno per spegnersi le fatue luci  sull’Olimpiade cinese. Bella da vedere, men bella da vivere. Tra limitazioni Covid, controlli antidoping che lasciano il tempo che trovano, squadra azzurra con qualche luce e tante ombre. Ora il Malagò, appena uscito dal cunicolo Covid, parlerà [...]

17 febbraio 2022 0 commenti

Non solo sport. Olimpiadi: Sofia e Stefi, gioielli azzurri. Campionato: donde c’è chi crea e chi distrugge.

Non solo sport. Olimpiadi: Sofia e Stefi, gioielli azzurri. Campionato: donde c’è chi crea e chi distrugge. E mentre la 'rosea' si fa in quattro per promuovere con il più bel quotidiano sportivo al Mondo il nostro Campionato di calcio , già vessato da liti interne, spietati e cinici manipolatori d'orticelli locali, stadi nuovi che restano sulla carta, ci segnalano loci o cubicoli mediatici in cui il discredito è una goduria infinita. In particolare è stato notato un network che distribuito in più regioni ospita in prima serata un manipolo di chiacchieroni che degli altri campionati ( Premier in testa) 'dicon bene di tutti fuorchè del nostro' senza però scusarsi ( come faceva l'Aretino) ' col dir non lo conosco'. Il manipolo è spesso assortito. Tra gli altri, c'è un urlatore d'antico pelo che ad ogni gol dei prediletti suoi rischia d'essere trasportato d'urgenza in casa di cura; ci sono anche qualche emulo imberbe , e un altro, più tardo, bello e abbronzato, ex calciatore, che preferisce dispiegare le sue fascinose verità sullo sfondo non di qualche meraviglioso scorcio dell'Amalfitana e/o della Sardegna ma di remote e interminabili strisce di sabbia ombreggiate dal cemento. E c'è ( sovra ognuno ) un tal Luciano, o Lucianone, che non sempre c'è, ma c'è. Dicono sia stato protagonista in un tempo in cui ne faceva di cotte e di crude. Quando viene in studio gli è riservato lo scranno del magister, intonso fin quando non lo occupa, anche a trasmissione iniziata. Dal quale il magister è libero di pronunciare sentenze. Con flatus vocis inesauribile. Sul Campionato, ad esempio, e su tutto quanto lo riguarda, non solo sotto l'aspetto tecnico-agonistico, ben che dica, è che è poco più di un oratorio. Ascoltandolo assale il riferimento a quella ' rosea' che gli oracoli del magister rendono un inutile foglio con le sue magnifiche pagine strappate al vento. Unitamente ad una domanda: come potranno i nostri eroi del rettangolo verde a ritrovar la gloria antica se, a monte, quel che uno tanto ben costruisce altri tanto ben demoliscono? Dicevano che la Beneamata avesse appuntato al petto la seconda stella, invece, a sorpresa, in campionato esente da fisicità e intensità ma ancora amante di genialità e maraviglia, all'angolo della via, è spuntata la ' prima squadra di Milano' per contenderle un alloro che, nonostante gli esterofili a fiumi, e gli sfigati a frotte, resta uno dei tre o quattro più prestigiosi nel mondo del pallone. Ora spazio alle Coppe e a Klopp. In attesa degli stadi. In attesa dell'Europeo 2028, forse un tantino troppo in là per chi ha urgenza di costruire quanto prima quegli stadi.

CRONACA DAL DIVANO. ( dal  9 al 16  febbraio 2022). ( dal  9 al 16  febbraio 2022). Vanno senza clamori scemando le Olimpiadi di Pechino. Illustrate da  tante immagini che faranno scuola. Anche a Cortina, che però ( speriamo) sappia dosarle al punto giusto per non far apparire un epocale  evento di sport una virtuale  galleria di eventi. Per noi il bottino non [...]

15 febbraio 2022 0 commenti

Non solo sport. Italia: un campo di battaglia o l’incipit d’una grande Nazione? L’addio al Grande Airone.

Non solo sport. Italia: un campo di battaglia o l’incipit d’una grande Nazione? L’addio al Grande Airone. Non c'è molto sport da segnalare in questo ultimo scorcio di 2021. Doloroso e gioioso insieme. Con i colori azzurri saliti nell'Olimpo dello sport mondiale come e quanto ( per quel che ci riguarda) non è mai accaduto. A breve ci saluterà il nostro grande Presidente, che nel corso del suo mandato ha registrato successi infiniti ed esaltanti. Qualcuno direbbe, che è ( o è stato) un ineguagliabile 'portafortuna'. Per lo sport certamente, così come in altri ambiti, dove ha saputo con 'dolce fermezza' tener salda la barra del timone d'un Paese impegnato in uno dei periodi più travagliati e difficili della sua giovane repubblica. E se The Economist ( grazie anche a lui) ci dedica la copertina, di certo non sarà facile sostituirlo. A proposito di Paese, un libro di Maurizio Molinari ( Il campo di battaglia, ed. La nave di Teseo, 2021) ci sta mettendo in guardia per via del ' grande gioco' planetario che è tornato a disputare nel Bel Paese alcune delle sue ( decisive) battaglie. Speriamo non con l'irriverenza di alcuni secoli fa, dove una Nazione smembrata ha dovuto faticare qualche secolo in più per trovare identità, unità e forza per non più essere marginalizzato sulla scena del mondo. Vediamo qualche passaggio del libro. Intanto le ' grandi crisi globali' stanno passando sull'Italia, assegnandogli un ruolo di ' Paese di frontiera nelle trasformazioni del XXI secolo'. Come accennato, non è la prima volta che gli capita. Quindi poco o nulla da meravigliarsi, perchè lo Stivale allungato nel bel mezzo del Mediterraneo, da sempre spazio cruciale per i destini del Mondo, non può che restare ( o tornare) ' epicentro di contese strategiche e rivalità economiche di vasta portata' con l'aggiunta di quando va accadendo sul resto Continente che gravita alle sue spalle, segnato ( in breve) dall'urgenza della ricostruzione, dal populismo, dall'affermazione di nuovi diritti, dalle conseguenze del duello Usa e Cina e dal ritorno ( non remoto) della minaccia jihadista. Facendo tesoro del passato, tanto dovremo fare per non farci trasformare in un altro inutile ' campo di battaglia'. Molto dipenderà dalla nostra classe dirigente, sempre che sia ( questa volta ) all'altezza di quel che la storia va chiedendo. Non ' campo di battaglia', quindi, assolutamente no, ma l'incipit di qualcosa di grande che si va faticosamente gestendo. Del resto l'Ue vede nel nostro ( famigerato) Pil un 'tassello' indispensabile. Ciò significa cominciare a superare le nostre 'fragilità strutturali' ( fisco, giustizia, concorrenza e infrastrutture ) riscattando lo Stato-Nazione ' da corruzione, carenza di rappresentatività democratica e diseguaglianze economiche'.

CRONACA DAL DIVANO. ( dal 27 dicembre 2021). Non c’è  molto sport da segnalare in questo ultimo scorcio di 2021. Doloroso e gioioso insieme. Con i colori azzurri saliti nell’Olimpo dello sport mondiale come e quanto  ( per quel che ci riguarda) non è mai accaduto. A breve ci saluterà [...]

27 dicembre 2021 0 commenti

Non solo sport. Nations, noi solo terzi. E’ riapparsa la ‘rossa’. L’Angela d’ Europa saluta anche l’Italia.

Non solo sport. Nations, noi solo terzi. E’ riapparsa la ‘rossa’. L’Angela d’ Europa saluta anche l’Italia. Ma non glielo avevamo detto, sor Gravina, di cominciare sgomitare lassù dove decidono l'invio di questa o quella giacchetta per dirigere coppe e tornei europei e internazionali? Glielo avevamo detto o no? Ascolta? Non ascolta? Ci fa o non ce la può fare? E comunque sia, come vede, quelli che maneggiano quegli ometti vestiti di nero non scherzano. Non perdono una battuta. Basta che inviino qualche lor prezzolato per mandare l'acqua in su anche laddove non sarebbe nè richiesto, nè saggio, nè giusto. Nella penultima di Nations dell'Italia del Mancio, in semifinale contro i fratelli d'Ispagna, ha visto o no, che hanno saputo fare le cornacchie dell'Uefa ? Ci hanno spedito ( non ce ne voglia l'interessato perchè questo è un presago che nessun ci toglie ) il solito prezzolato dotato di collaudata scienza chirurgica arbitrale che altro non ha fatto per indirizzar le cose che cacciar fuori quanto prima il perno della difesa azzurra lasciandola sguarnita e pronta per essere colpita in ogni momento. Il tutto tramite due ( geniali ) cartellini, il primo illegale, il secondo possibile. Fatto è che abbiamo dovuto combattere ancora una volta in inferiorità numerica e tattica. Al termine dell'incontro le notorie pletore di sfaccendati ' buccaloni' che infestano ( con poche credibili eccezioni ) giornali e tivù pubbliche e private ( ) si sono affrettate nel magnificare la ' superiorità' altrui. Che, per certi aspetti ci può anche essere stata, ma che ci vuol chiedere sor Gravina a chi di dovere se una volta tanto anche a noi ci fan giocare in superiorità ( non solo numerica)? Che ci vuole? E' davvero impossibile ottenere uno svolgimento di gara internazionale come quello della finale europea in compagnia di quei gentlemans che si strappavano l'argento dal collo? Non ce la si può fare, sor Gabriele? Bene, meglio, perchè così lasciando le cose che bisogno avremo d'interrogare gli aruspici per sapere come passeremo il Natale sul Golfo? E comunque la Nations è andata ai Franchi, in rimonta ( 1-2), con un gol che dire in fuorigioco è poco. Noi siamo giunti terzi, giusti sul podio, battendo i belgi ancora una volta ( 2-1), ricavando qualche punticino utile per il ranking Fifa, e qualche rimpianto, appena bisbigliato. Adesso, a novembre, ci aspettano gli Svisserotti, che nel gironcino mondiale ci stanno appresso, col fiato sul collo, e che ( come al solito) sogneranno di farci un bel sgambetto. Per andar loro al caldo sole del Golfo quando in Europa sarà gelido Natale. Angela Merkel, cancelliera per 16 anni del paese guida dell'Europa, ha fatto visita all'Italia. La sua ultima visita da cancelliera, all'Italia, un paese che ( nonostante le malelingue) ama assai, e nel quale ha promesso di tornare ( molte) altre volte. A stringerle la mano il nostro Draghi, che con l'esponente tedesca ha combattuto decisive battaglie, anche se da sponde diverse, su quanto andava accadendo nell'inquieta Eurozona. Che fatica a mutarsi in nazione, una grande nazione. Fatica, certo, ma si sa che parti del genere non possono che avere lunga e dolorosa gestazione. Del resto, qual altre possibilità hanno i tanti pezzi e pezzettini del Vecchio Continente di fronteggiare inter pares Continenti veri e propri e da tempo vestiti con mimetica tuta da battaglia?

CRONACA DAL DIVANO.  ( dal 4 al 10 ottobre ). Ma non glielo avevamo detto, sor Gravina, di sgomitare lassù dove decidono l’invio di questa o quella  giacchetta per dirigere coppe  e tornei europei e internazionali? Glielo avevamo detto o no? Ascolta? Non ascolta? Ci fa o non ce la può proprio fare? E c0munque sia, [...]

11 ottobre 2021 0 commenti