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Non solo sport. Italia: un campo di battaglia o l’incipit d’una grande Nazione? L’addio al Grande Airone.

Non solo sport. Italia: un campo di battaglia o l’incipit d’una grande Nazione? L’addio al Grande Airone. Non c'è molto sport da segnalare in questo ultimo scorcio di 2021. Doloroso e gioioso insieme. Con i colori azzurri saliti nell'Olimpo dello sport mondiale come e quanto ( per quel che ci riguarda) non è mai accaduto. A breve ci saluterà il nostro grande Presidente, che nel corso del suo mandato ha registrato successi infiniti ed esaltanti. Qualcuno direbbe, che è ( o è stato) un ineguagliabile 'portafortuna'. Per lo sport certamente, così come in altri ambiti, dove ha saputo con 'dolce fermezza' tener salda la barra del timone d'un Paese impegnato in uno dei periodi più travagliati e difficili della sua giovane repubblica. E se The Economist ( grazie anche a lui) ci dedica la copertina, di certo non sarà facile sostituirlo. A proposito di Paese, un libro di Maurizio Molinari ( Il campo di battaglia, ed. La nave di Teseo, 2021) ci sta mettendo in guardia per via del ' grande gioco' planetario che è tornato a disputare nel Bel Paese alcune delle sue ( decisive) battaglie. Speriamo non con l'irriverenza di alcuni secoli fa, dove una Nazione smembrata ha dovuto faticare qualche secolo in più per trovare identità, unità e forza per non più essere marginalizzato sulla scena del mondo. Vediamo qualche passaggio del libro. Intanto le ' grandi crisi globali' stanno passando sull'Italia, assegnandogli un ruolo di ' Paese di frontiera nelle trasformazioni del XXI secolo'. Come accennato, non è la prima volta che gli capita. Quindi poco o nulla da meravigliarsi, perchè lo Stivale allungato nel bel mezzo del Mediterraneo, da sempre spazio cruciale per i destini del Mondo, non può che restare ( o tornare) ' epicentro di contese strategiche e rivalità economiche di vasta portata' con l'aggiunta di quando va accadendo sul resto Continente che gravita alle sue spalle, segnato ( in breve) dall'urgenza della ricostruzione, dal populismo, dall'affermazione di nuovi diritti, dalle conseguenze del duello Usa e Cina e dal ritorno ( non remoto) della minaccia jihadista. Facendo tesoro del passato, tanto dovremo fare per non farci trasformare in un altro inutile ' campo di battaglia'. Molto dipenderà dalla nostra classe dirigente, sempre che sia ( questa volta ) all'altezza di quel che la storia va chiedendo. Non ' campo di battaglia', quindi, assolutamente no, ma l'incipit di qualcosa di grande che si va faticosamente gestendo. Del resto l'Ue vede nel nostro ( famigerato) Pil un 'tassello' indispensabile. Ciò significa cominciare a superare le nostre 'fragilità strutturali' ( fisco, giustizia, concorrenza e infrastrutture ) riscattando lo Stato-Nazione ' da corruzione, carenza di rappresentatività democratica e diseguaglianze economiche'.

CRONACA DAL DIVANO. ( dal 27 dicembre 2021). Non c’è  molto sport da segnalare in questo ultimo scorcio di 2021. Doloroso e gioioso insieme. Con i colori azzurri saliti nell’Olimpo dello sport mondiale come e quanto  ( per quel che ci riguarda) non è mai accaduto. A breve ci saluterà [...]

27 dicembre 2021 0 commenti

Non solo sport. Nations, noi solo terzi. E’ riapparsa la ‘rossa’. L’Angela d’ Europa saluta anche l’Italia.

Non solo sport. Nations, noi solo terzi. E’ riapparsa la ‘rossa’. L’Angela d’ Europa saluta anche l’Italia. Ma non glielo avevamo detto, sor Gravina, di cominciare sgomitare lassù dove decidono l'invio di questa o quella giacchetta per dirigere coppe e tornei europei e internazionali? Glielo avevamo detto o no? Ascolta? Non ascolta? Ci fa o non ce la può fare? E comunque sia, come vede, quelli che maneggiano quegli ometti vestiti di nero non scherzano. Non perdono una battuta. Basta che inviino qualche lor prezzolato per mandare l'acqua in su anche laddove non sarebbe nè richiesto, nè saggio, nè giusto. Nella penultima di Nations dell'Italia del Mancio, in semifinale contro i fratelli d'Ispagna, ha visto o no, che hanno saputo fare le cornacchie dell'Uefa ? Ci hanno spedito ( non ce ne voglia l'interessato perchè questo è un presago che nessun ci toglie ) il solito prezzolato dotato di collaudata scienza chirurgica arbitrale che altro non ha fatto per indirizzar le cose che cacciar fuori quanto prima il perno della difesa azzurra lasciandola sguarnita e pronta per essere colpita in ogni momento. Il tutto tramite due ( geniali ) cartellini, il primo illegale, il secondo possibile. Fatto è che abbiamo dovuto combattere ancora una volta in inferiorità numerica e tattica. Al termine dell'incontro le notorie pletore di sfaccendati ' buccaloni' che infestano ( con poche credibili eccezioni ) giornali e tivù pubbliche e private ( ) si sono affrettate nel magnificare la ' superiorità' altrui. Che, per certi aspetti ci può anche essere stata, ma che ci vuol chiedere sor Gravina a chi di dovere se una volta tanto anche a noi ci fan giocare in superiorità ( non solo numerica)? Che ci vuole? E' davvero impossibile ottenere uno svolgimento di gara internazionale come quello della finale europea in compagnia di quei gentlemans che si strappavano l'argento dal collo? Non ce la si può fare, sor Gabriele? Bene, meglio, perchè così lasciando le cose che bisogno avremo d'interrogare gli aruspici per sapere come passeremo il Natale sul Golfo? E comunque la Nations è andata ai Franchi, in rimonta ( 1-2), con un gol che dire in fuorigioco è poco. Noi siamo giunti terzi, giusti sul podio, battendo i belgi ancora una volta ( 2-1), ricavando qualche punticino utile per il ranking Fifa, e qualche rimpianto, appena bisbigliato. Adesso, a novembre, ci aspettano gli Svisserotti, che nel gironcino mondiale ci stanno appresso, col fiato sul collo, e che ( come al solito) sogneranno di farci un bel sgambetto. Per andar loro al caldo sole del Golfo quando in Europa sarà gelido Natale. Angela Merkel, cancelliera per 16 anni del paese guida dell'Europa, ha fatto visita all'Italia. La sua ultima visita da cancelliera, all'Italia, un paese che ( nonostante le malelingue) ama assai, e nel quale ha promesso di tornare ( molte) altre volte. A stringerle la mano il nostro Draghi, che con l'esponente tedesca ha combattuto decisive battaglie, anche se da sponde diverse, su quanto andava accadendo nell'inquieta Eurozona. Che fatica a mutarsi in nazione, una grande nazione. Fatica, certo, ma si sa che parti del genere non possono che avere lunga e dolorosa gestazione. Del resto, qual altre possibilità hanno i tanti pezzi e pezzettini del Vecchio Continente di fronteggiare inter pares Continenti veri e propri e da tempo vestiti con mimetica tuta da battaglia?

CRONACA DAL DIVANO.  ( dal 4 al 10 ottobre ). Ma non glielo avevamo detto, sor Gravina, di sgomitare lassù dove decidono l’invio di questa o quella  giacchetta per dirigere coppe  e tornei europei e internazionali? Glielo avevamo detto o no? Ascolta? Non ascolta? Ci fa o non ce la può proprio fare? E c0munque sia, [...]

11 ottobre 2021 0 commenti

Non solo sport. Squadra italiana sconfitta ( ancora) in dieci. Sor Gravina, battiamo i pugni o no?

Ma non glielo avevamo detto, sor Gravina, di sgomitare lassù dove decino l'invio di questo o quell'arbitro per dirigere coppe e tornei europei e internazionali? Glielo avevamo detto o no? Ascolta? Non ascolta? E c0munque sia, come vede, quelli in nero non scherzano. Non perdono una battuta. Basta che inviino qualche lor prezzolato per mandare l'acqua in su anche laddove non sarebbe richiesto. Nell'ultima dell'Italia del Mancio , ha visto, no?, il solito ( non ce ne voglia l'interessato questo è un presago che nessun ci toglie di dentro) prezzolato dotato di collaudata scienza arbitrale chirurgica che altro non ha fatto che cacciar fuori il perno della difesa azzurra lasciandola sguarnita e pronta per essere colpita anche in ogni momento. Il tutto con due (scientifici ) cartellini, il primo illegale, il secondo ( forse) possibile. Fatto è che abbiamo dovuto combattere ancora una volta in inferiorità numerica e organizzativa. Al termine dell'incontro le solite pletore di sfaccendati che popolano ( tranne pochi credibili ) le tivù pubbliche e private ( ) si sono affrettate nel magnificare la ' superiorità' altrui. Che, per certi aspetti ci può anche essere stata, ma che ci vuol sor Gravina a chiedere a chi di dovere se una volta tanto anche a noi ci fan giocare in superiorità e all'avversario in inferiorità ( non solo numerica)? Ma che ci vuole? E' così impossibile, ottenere uno svolgimento di gara internazionale come quello della finale europea in compagnia di quegli ex gentleman che si sono strappati l'argento dal collo? Non ce la può fare? Bene, giusto, perchè così lasciando che bisogno avremo d'interrogare gli aruspici per sapere come andrà il Natale sul Golfo? Di quello che va capitando ad altre nostre squadre, Milan in testa, potrà ( se crede) leggere qui sotto. Nelle dichiarazioni post partita il Mancio, onesto e bravo qual è, non ha parlato di arbitro. Meglio, anche perchè questo semmai è ' lavoro sporco', o meglio, ' dietro le quinte', che non spetta a lui. Vero, sor Gravina? Fischiare un portiere azzurro non è bene. Ma anche dimenticare l'ingannevole ' baciamaglia' che ha fatto l'imberbe ottimo portiere prima d' essere azzurro è ( proprio) così facile?

LA CRONACA DAL DIVANO. ( dal 4 al 10 ottobre ). Ma non glielo avevamo detto, sor Gravina, di sgomitare lassù dove decino l’invio di questo o quell’arbitro per dirigere coppe  e tornei europei e internazionali? Glielo avevamo detto o no? Ascolta? Non ascolta? E c0munque sia, come vede, quelli in [...]

7 ottobre 2021 0 commenti

Non solo sport. Coppa campioni o Coppa spendaccioni? Diavolo ancora derubato? Sor Gravina, che famo?

Non solo sport. Coppa campioni o Coppa spendaccioni? Diavolo ancora derubato? Sor Gravina, che famo? Signor Gravina, scusi la domanda impertinente, ma non è a lei che come presidente Fgci spetta l'onere maggiore ( e ingrato) di difendere il nostro calcio da quanti vogliano manometterlo, sminuirlo, defraudarlo etc. etc.? Se tal è il suo compito come mai non vede quanto vanno facendo al nostro movimento che, prodigi a parte, per via di quel glorioso capitano di ventura del Mancio da Jesi, ad ogni colpo di vento, viene impunemente bistrattato su qualsiasi campo vada a cimentarsi. Si sa che i forti incutono paura e invidia. Potendo, è chiaro che anche il più sfigatello di questo pianeta pretenda di trattarci come la proverbiale 'serva di Zoffoli'. Lasciamo perdere l'ultimo lustro, tanto ci basta anche l'ultimo biennio. E con un solo, emblematico, esempio. Lo scorso anno il giovane Diavolo ha messo alle corde in casa loro i miliardari americani dello United e solo un gol annullato ( chissà perchè) al Kessie non gli ha consentito di portare a casa ( almeno) parte della ( preziosa) posta in gioco. La cosa si è (ri)perpetrata quest'anno, l'altro ieri, per la precisione, contro gli ispanici dell'Atletico. Prima di tutto una espulsione esagerata; eppoi un rigore in tempo di recupero che solo l'arbitro e i suoi sodali al Var hanno visto. Fatto è che la squadra migliore, dopo il danno ha dovuto subire anche la beffa. La solita beffa, che a questo punto mette in forse il ritorno in Coppa della seconda squadra più titolata in Champions. Sia chiaro, non ce l'abbiamo con gli ispanici guidati da un italo argentino che ( comunque sia) è un figlio nostro. Non ce l'abbiamo con gli ispanici, anche perchè senza quel successo staremmo a parlare di un movimento che ( dopo due decenni) sta colando a picco proprio come l'Invincibile Armada. Ce l'abbiamo semmai con quello sloveno del menga, infausta creatura ( se non erriamo) del nostro Tavecchio, che col ( gran) calcio ( storico) centra come i cavoli a merenda, capace ( giura lui ) di avere sventato ( contro quei pasqualotti della Superlega) un ' colpo di Stato' senza chiarire, però, che il 'colpo di Stato' lo aveva già fatto lui stesso consegnando senza colpo ferire il fior fiore dello agonismo europeo ad una manciata di spendaccioni che del calcio si fanno schermo per occultare affari loro e di cui solo qualche coraggioso comincia a chiedere luce. Chiaro ormai, che non di Coppa dei Campioni s'ha da parlare ma di Coppa degli Spendaccioni. Tra loro, infatti, cugini o no che siano, va ormai disputandosi l'ambito trofeo. Gli altri, tutti gli altri ( non s'illudano i germani di starne fuori ) stanno correndo più a ripianare debiti che ad ingaggiare campioni. Come ai vecchi tempi. Il grande Real umiliato in casa da un fantomatico Sceriffo di cui il 99% degli appassionati di calcio non sa manco dove sta, che altro è se non una prima ondata d'un terribile tzunami in arrivo? Gonfio d'angherie e di spendaccioni, figure peggiori del Covid? E non arginate dallo sloveno. E (speriamo) non sottaciute ( anche) da lei signor Gravina, nostro presidente . A margine, segnaliamo la protesta del Milan alla Uefa. Nel mirino Cuneyt Cakir, turco, classe 1976, che espulsioni e rigori s'inventa ma in una sola direzione. Non avesse salvato lui e non il Cholo l'arrembante Atletico, a quest'ora staremmo a parlare d'inedita, totale, debacle ispanica. Ovviamente a Nayon, per calmare le acque a Milano, ventilano una sospensione da impegni di un soggetto che solo a guardarlo, non ce ne voglia, non lo diciam con cattiveria, sembra un 'prezzolato' che tanto 'utile' sarebbe risultato al Valentino Borgia. Certo è che con questa seconda ( immeritata) sconfitta, per il giovane Diavolo , il rientro nella amata Coppa appare sempre più problematico. Intanto nella prossima ( 19 ottobre) dovrà andare a battere in casa propria il Porto, squadra nobile e rispettabile, anche se strapazzata ultimamente a domicilio dal Liverpool ( 1-5).

LA CRONACA DAL DIVANO. ( dal 27 settembre al 3 ottobre 2021). Signor Gravina, scusi la domanda impertinente,  ma non è a lei che come presidente Fgci spetta l’onere maggiore ( e ingrato) di difendere il nostro calcio da quanti  vogliano manometterlo, sminuirlo, defraudarlo etc. etc.? Se tal è il [...]

30 settembre 2021 0 commenti

Non solo sport. Van der Leyen a Bebe: ‘ Sei un simbolo!’. Champions: ride la Signora, frignano le milanesi.

Non solo sport. Van der Leyen a Bebe: ‘ Sei un simbolo!’. Champions: ride la Signora, frignano le milanesi. La Signora risorge a Malmoe ( o-3) e la Dea si valere in quell'ostico campo del Villareal ( 2-2). Nel girone della squadra del Gasp ha (ri)debuttato il (ri) entrante Cr7, che nel mai fatale campo dello Young Boys s'è fatto mettere sotto ( 2-1) dopo avere assaporato l'illusione che bastasse far scendere sul verde prato elvetico il loro portafortuna per levar le castagne dal fuoco già alla prima del primo turno di Champions. Purtroppo, come già appurato in quest'ultimo triennio presso la Signora, i gol di Cr7, pur benedetti che siano, di castagne al fuoco non ne tolgono più di tanto. Ora allo United dovranno rimboccarsi le maniche sul serio, perchè la buona Dea di lasciar strada libera ai miliardari anglofoni , Cr7 o non Cr7 in campo, non ne ha proprio l'intenzione. Sprofonda il Barca, che con sceicchi e oligarchi liberi di stampar danari a piacimento più che a contenere debiti che altro può fare? Il Bayern, dell'eterno Lewa, per giunta, non ha avuto pietà ( 0-3). Comunque: tanti auguri, (sempre) grande Barca. Prossimi incontri ( 29 settembre) gruppi F-H-E: Atalanta-Young Boys, Juve-Chelsea, Benfica- Barcellona. Nella seconda serata del primo turno a far parlare sono state le milanesi. Il Milan per quell'andatura ' stracca' che lascia interdetti; l'Inter, per quei doni in serie e per i due cambi nel secondo tempo, che invece di portare forze fresche allo sbaraglio, ha stimolato il sor Carletto a tentare il colpaccio insperato. Perchè, fino a quel momento, se c'era una squadra che meritava il lauro, quella era la Beneamata, sprecona fino all'autolesionismo, con tutte quelle palle gol sparate addosso al portiere dei Blancos, suo malgrado, ringraziando, finito nella lista dei fenomeni. Come rimediare? Intanto smettendo l'orribile moda del frignare, al di qua e al di là delle nobili sponde calcistiche di Milano; eppoi, far vedere a cotanti interlocutori che il calcio, nel Belpaese, resta in mano a maestri e non a scolari. Prossimi incontri ( 28 settembre) gruppi C/D/E: Psg-Mancheters City, Milan-Atletico M, Ajax-Besiktas, Shakhtar-Inter, Bayern M.-Dinamo Kiev.Non s'esaurisce la bella stagione azzurra, che a forza di suonare inni sta creando problemi di udito non solo ai sudditi di Sua Maestà. Nel volley, infatti, campionato europeo maschile, i ragazzi del Fefe in men che non si dica da imberbi sono diventati adulti. Ora, dopo aver spazzato via ( 3-0) la Bismark tedesca, si preparano ad affrontare ( in semifinale) l'imbattibile Serbia. Imbattibile, si fa per dire, si sa, come quella al femminile della terribile Boskovic? S'accedono intanto le luci sul Festival dello sport, organizzato a Trento grazie alla 'rosea', dal 7 al 10 ottobre. Saranno presenti tanti miti dello sport. Passato e presente. Anzi, sarà questo un Festival soprattutto azzurro. Giusto tributo ad un movimento sportivo complesso, non sempre agevolato ( vedi la scarsità di impianti), spesso frutto dell'incredibile capacità di rinascere sulle proprie ceneri, ogni volta, in situazioni talvolta inimmaginabili, proprio come quell'Araba Fenice che ( da tempo ) deve aver messo il nido in qualche ( misterioso) anfratto del Belpaese. I ragazzi della bici si preparano alla settimana mondiale in Belgio. Von der Leyen, sempre più nel cuore ( non solo) degli Italiani, esalta Bebe Vio: ' Sei un simbolo''. Lei risponde: ' Sei una grande. La prossima volta ci facciamo una carbonara a Trastevere'.

LA CRONACA DAL DIVANO. ( dal 15 al 20 settembre). Primo turno Champions. La Signora risorge a Malmoe ( o-3) e la Dea si valere in quell’ostico campo del Villareal ( 2-2).  Nel girone della squadra del Gasp ha (ri)debuttato il (ri) entrante Cr7, che nel mai fatale campo dello Young Boys [...]

16 settembre 2021 0 commenti

Non solo sport. Mattarella indica la ‘ giusta rotta’ all’Europa. Il Mancio che sorride. Altre nuove gioie azzurre.

Non solo sport. Mattarella indica la ‘ giusta rotta’ all’Europa. Il Mancio che sorride. Altre nuove gioie  azzurre. Recitano a Sky: ' Questo è il più bello, incerto, entusiasmante campionato di F1 degli ultimi anni'. Bello per loro, ovvio. Come resta ovvio che sui gusti nessuno ha mai qualcosa da eccepire. I latini dicevano che sui gusti non vale perderci manco una goccia di tempo, tanto ognuno tiene i suoi. Noi, invece, da 'forzati' curiosi su un divano, di eccezionale in quelle contese notiamo poco o nulla. Infatti dopo la ridicola prova nelle bagnate Ardenne, s'è aggiunta quest'ultima ( scontata) nelle terre ( umide) basse dei tulipani. Donde come son partiti sono ( più o meno ) arrivati. Donde si nasconda l'eccezionale in questo non si sa. Fatto è che, ora, il giovin Verstappen sta di nuovo avanti ( per qualche punticino) al navigato re ( della pista ) inglese. Ma vien da chiedersi: se ( qualche gara fa) il Tulipano non fosse stato spedito contro un muretto a 300 all'ora perdendo 25 dei 33 punti di vantaggio accumulati, il campionato più incerto degli ultimi anni sarebbe ancora incerto o già aggiudicato? Di questo ( ed altro) ovviamente ai nostri media ( e social) poco garba. Interessa invece a noi constatare che la 'rossa' continua a non dar più nel quindici. Alla vigilia d'ogni Gp sembra che qualcosina si muova, poi, già in qualifica, tutte le illusioni si smorzano, impietose, sempre identiche, fornendo ogni volta la ( dolorosa) prova di un simbolo da leggenda finito nella 'spazzatura' dei 'normali', dei 'battuti', dei ' doppiati'. Questo ' malumore', ovviamente, poco traspare ( soprattutto) sui media di mestiere. L'un dietro l'altro filati come docili bimbi d'un Piedibus. Eppure è sempre men raro sentire tra i fans delusi e abbandonati della 'rossa' domande come questa: ma non c'è proprio nessuno che consigli all'Elkann con il Binotto, piuttosto che di interessarsi della 'rossa' che sta a loro come i cavoli a merenda, di farsi delle belle biciclettate in tandem lungo le amene sponde del Lemano? Se n'era andato uscito mogio, anzi, un poco contrariato, il nostro Mancio dopo lo scontro contro la solita, ostica, imbattibile Svissera. Che le soddisfazioni più grandi della sua storia, colei, che nel gioco del pallone poco o nulla ha mai vinto, se le va a cercare proprio contro gli illustri vicini di casa, che, invece, con il pallone, hanno vinto tutto quello che era in palio. Anzi, dovesse avere ancora una volta ragione, quel visionario del Mancio da Jesi, potrebbero ( addirittura) ricucirsi , a breve, sulla bella maglia azzurra, anche la mitica pentastella. E comunque, stando col piede a terra, occorrerà adesso dopo i due pareggi contro Bulgaria e Svissera battere la Lituania, sperando al contempo che anche i cugini elvetici comincino a perdere qualche punticino. Auspici entrambi avverati: a Reggio i giovani bomber azzurri tirati fuori dal cilindro di quel fantastico capitano di ventura del Mancio, infatti, hanno travolto la Lituania ( 5-0), mentre gli Svisseri non sono andati oltre lo 0-o in Irlanda. In ogni caso li aspettiamo a Roma, per il redde rationem, magari in un mese più favorevole del ( problematico ) settembre. Il nostro Presidente, pochi giorni fa, al Forum di The European House-Ambrosetti, con l'ormai confermato tempismo, ha rivolto un apprezzamento all'azione europea davanti alla pandemia e alle conseguenze economiche e sociali. 'La capacità di reazione - ha detto il nostro capo dello Stato - è stata efficace e tempestiva'. Constazioni condivisibili, queste, certo. Sempre però che l'attuale esperienza conduca l'Europa ad una vera e propria svolta epocale.

LA CRONACA DAL DIVANO. ( dal 7  al 12 settembre). Per qualcuno, quanto si va ammirando in F1 è qualcosa di eccezionale. Di raro, anzi,  di rarissimo. Recitano infatti a Sky: ‘ Questo è il più bello, incerto, entusiasmante campionato degli ultimi anni’. Per loro, ovvio.  Come resta ovvio  che sui [...]

7 settembre 2021 0 commenti

Non solo sport. Suono di ‘campanella’ per il nostro calcio, campione d’Europa. Signora di nuovo in vetta?

Non solo sport. Suono di ‘campanella’ per il nostro calcio, campione d’Europa. Signora di nuovo in vetta? Non sembra vero ma è già ora di 'campanella' anche per i campionati nostrani. Baciati tutti dalla felice impresa d'essere diventati le tane dei campioni d'Europa. Che, a dire il vero, non si sa ancora dove guardarli, tra un produttore e l'altro, ma tant'è di questi tempi, tutti dediti ad incassare più che a a rendere le cose più facili e credibili ai suoi ( pazienti) fruitori. Una cosa ci sta sul gozzo. Tutti quei soggetti che prima lacrimano, baciano, mandano cuoricini, giurano e spergiurano, eppoi, alla prima buona offerta, via s'involano senza badare laddove andranno ad affondare le loro ( sacre) piote. Forse a tutti costoro occorrerebbe mandare in soccorso uno che di storia umana s'intende; che poi, tanto difficile da leggere non è, visto che di esempi ne ha forniti tanti e ( tutti o quasi) eloquenti. Vogliamo dire che se ad una pianta tagliamo le radici quando potrà ancora garrire al vento libera e gioconda? Ad imbelli, insulsi, sasi, sprovveduti, menefreghisti, e così via, la risposta, ovviamente, manco li tange. C'è un calcio ( storico) che boccheggia, e che si fa per ridargli ossigeno? Si lascia libero corso all'afflusso di danari di cui poco s'indaga e si certifica, legittimi o meno che siano, e che, come sta facendo venire a galla quel temerario di Report ( Rai), sembrano sempre più plumbei nuvoloni forieri di gran tempesta. Una tempesta che potrebbe colpire anche quelli che si credono al sicuro, come tre o quattro squadre d'Albione, o quella di Gallia, che null'altro sta facendo ( perde anche in casa?) che rinverdire il mito del Club Deportivo Los Millonarios di Bogotà anni Cinquanta. E così, tra un colpo basso e l'altro, la nostra Serie A, priva di dirigenti e senza stadi, torna alla guerra ( contro le altre d'Europa) con sempre meno forze e stimoli. Sia chiaro non è che qui rimpiangiamo soggetti alla Lukaku o alla Donnarumma, bravi da un lato disastrosi dall'altro, il Belpaese ne ha viste talmente tante ( e tanti) che quanto va accadendo non riempirà manco una paginetta della sua millenaria ( prestigiosa) creatività. Ci duole, come sempre, che invece di far di tutto per portare acqua al nostro mulino ci sia sempre qualcuno che si sbraccia per qualche altro. Che, dicasi tra noi, tanto esemplare non è visto che manco sa come perdere. PRONOSTICI. La Signora, sotto la guida del Max, ci sembra tornata in vetta. Che resti o no quell'ectoplasma del Cr7 poco conta. Con i due vecchietti, il Berna ritrovato, il Loca ingaggiato e il Chiesa tornato pimpante, ha tutto per farsi strada in Italia, ovviamente, ma anche in Europa, dove di guerrieri imbattibili ne vediamo pochi. Non certo in quella parata da circo Buffalo Bill o raccolta figurine per l'Albo Panini, che quegli insulsi dell'Uefa hanno consentito di allestire ad esclusivo danno di ( quasi) tutti gli altri. Alle spalle potrebbe stare ancora la Beneamata, sempre che i cinesi tolgano le tende. Dietro alla Beneamata s'intravvede un manipolo di aspiranti, alcuni nobili, come il vecchio Milan del Pioli o l'ardente Dea del Gasp. E comunque sia chi vivrà vedrà.

LA CRONACA DAL DIVANO. ( da venerdì 20 agosto 2021). Non sembra vero ma è già ora di ‘campanella’ anche per i campionati nostrani. Baciati tutti dalla felice impresa d’essere diventati le tane dei campioni d’Europa. Che, a dire il vero, non si sa ancora dove guardarli, tra un produttore [...]

20 agosto 2021 0 commenti

Non solo sport. Aiuto, vanno demolendo il calcio! Incustodita preda per soli sceicchi e oligarca?

Non solo sport. Aiuto, vanno demolendo il calcio! Incustodita preda per soli sceicchi e oligarca? Se non l'anno già accoppato poco ci manca. Di qual vittima parliamo? Del calcio, ovviamente, che superata l'euforia europea ed olimpica, sgomitando a destra e a manca, va a riprendersi le prime pagine. Un calcio sconcertante. Che manco un mese fa ci aveva fatto toccare col cuore una impresa insolita, straordinaria, quella del Mancio da Jesi e dei suoi ragazzi, e che oggi, invece, ci racconta del trionfo di quel calcio spendaccione senza limiti nè controlli pascola su alcuni campi ( non centrali ) di Gallia e Britannia a celebrare la sua inarrestabile supremazia. I soliti imbelli, tanti e sovente esterofili, fan finta di nulla. In fondo non è la solita regola del mercato capitalista a confermarsi? Lo sappiamo, no? Chi più ha più compra e controlla il mercato? In questo caso se a versare danari sono un oligarca russo di cui poco s'è mai accertato o due cugini sceicchi che quando hanno bisogno di comperare tirano nei cassetti dei ricchissimi Stati ( o Staterelli) loro, che ci frega a noi? Versano, oltre ogni giusto compenso, e questo ha da bastare. Il problema però e che mentre costoro versano scompigliano quello che ( fino ad oggi) è ( ritenuto) il calcio storico d'Europa. Quello che ha fatto grande e appetita questa disciplina. Quello a cui si deve tanto, anche se all'epoca del Ceferin che toglie ai ricchi per dare ai ricchissimi parlare di ' riconoscenza' è un po' come rammentare i sassolini di Pollicino. E comunque, tutti costoro, o sono andati o stanno andando in zampanella. Infatti il Real non parla più di acquisti. Mentre il Barca deve vendere i suoi gioielli. Con la Signora che altro non pote che fissare un aumento di capitale intorno ai 400 mln. E non è tutto. La Beneamata, quella che s'è riportata in alto grazie anche ad un centrattacco che aveva scoperto e ricostruito, ha dovuto subito riabbassar le ali. Umiliata da impensabile offerta ( 115 mln). Così il centrattacco dopo aver versato qualche tenera lacrimuccia se n'è andato a incassar 12 mln+3 di bonus netti all'anno allegramente offerti dall'oligarca. Il Diavol0, poi, ancora tra i tentacoli di quell'arpia del fondo, continua a barcamenarsi, qua e là, tra un giovinastro e l'altro, tra un vecchietto e l'altro, poca roba insomma, per una squadra che ha partorito ( non sembra vero) gli Invincibili e gli Immortali. Sia chiaro però che non invidiamo quel bel giramondo del Leo che dopo oltre mezzo secolo estraendo dollari da forzieri di Stato è riuscito a resuscitare nella rincoglionita Europa una società tanto simile al mitico Club Deportivo Los Millonarios noto perchè faceva incetta di (grandi ) giocatori ( Di Stefano) intorno agli anni Cinquanta. La finirà in burla come quello? Chi vivrà vedrà. Intanto quel Psg del Leo che manco vince più in casa sua dove gioca da solo, sarà bene si dia una mossa. COLPI DI MERCATO. Messi dal Barca al Psg. Florenzi dalla Roma al Milan. Dzeko dalla Roma all'Inter. Insigne, invece, tentenna. Mentre Bonucci resta ( intelligentemente) a casa, accanto al suo Chiello, dov'è qualcuno pur senza fascia da capitano, tanto - assicura - non è la fascia a decidere i gradi. Un mercato, come si vede, da retrovia del calcio. Infatti perchè il buon Gravina, invece di starsene con le mani in mano davanti ai debordanti spendaccioni di Stato ( e simili), non s'affretta a chiedere un legittimo contributo per il nostro calcio alla Cassa Depositi e Prestiti?

LA CRONACA DAL DIVANO.  ( da lunedì 9 a giovedì 12 agosto 2021). Se non l’anno già accoppato poco ci manca. Di qual vittima parliamo? Del calcio, ovviamente, che superata l’euforia europea ed olimpica, sgomitando a destra e a manca, va a riprendersi le prime pagine. Un calcio sconcertante. Che [...]

12 agosto 2021 0 commenti

Non solo sport. Gli spasmi della smemorata Albione. Ma chi ferma sto Ceferin? Grazie, Maestro di Tavullia!

Non solo sport. Gli spasmi della smemorata Albione. Ma chi ferma sto Ceferin? Grazie, Maestro di Tavullia! Devono essere più stupidi di un branco di gallinacci quelli che, non riuscendo a perdere, Statunitensi o Angli che siano, stanno cercando aghi nel pagliaio splendido e splendente come non mai dello sport italiano ad Olimpia. Anche perchè se c'è qualcuno che deve tenere smorte le indagini sui loro rispettivi movimenti ( presenti e passati) sono proprio loro. Da quand'è che, nel mondo, ci si chiede donde giungano tutti quegli energizzati messi in grado anche in una sola olimpiade di prestazioni eccezionali in serie con conseguente bottino di metalli preziosi da far invidia ai mitici pirati dei Caraibi che non vedevano l'ora di poter saltare sul solito galeone carico di dobloni e di ogni ben di Dio? Gli Angli, poi, a raggranellare bottini olimpici consistenti, in tempi di ' Global Britain in a Compettive Age', hanno iniziato a farli dalla fine dell'Olimpiade di Atene ( 2004) in poi. Allorquando portarono alla Regina 9 ori, 9 argenti e 12 bronzi ( 30 in totale), oggi, più o meno, quanto la Nuova Zelanda( 7,6,7), il Brasile( 7,4,8), l'Ungheria( 7,4,8) o il Canada( 6,6,11) e così via. Infatti è da Atene in poi che, qualcuno, sulle orme di sir Francis Drake, è riuscito a riempire le stive di arditi vascelli. A Pechino ( 2008) gli Angli passarono da 30 a 47 allori ( 19,13,15 ); mentre a Londra( 201) schizzarono decisamente verso gli dei ( 29,17,19, totale 65), cifra superata ( si pur di poco) a Rio (2016, 27,33,17, totale 67) per giungere infine a questa, nel Sol Levante, dove il bottino resta pingue( 22,21,22) , più o meno, nella stessa misura dell'ultima olimpiade. Il caso ( dimenticato ) del velodromo di Manchester.All'indomani dello sventato 'colpo di stato' di quegli sprovveduti della Superlega, il buon Ceferin, presidente Uefa per geniale invenzione del nostro indimenticato Tavecchio, si presentò al popolo qual novello Robin Hood che difendeva il calcio dei poveri dal calcio dei ricchi. Ma sono bastati un paio di mesi per valutare che nulla di più ingannevole circola rispetto a quella celebrazione. Infatti, anche negli asili nido, si è capito che ad avere preso il bastone del comando nel calcio europeo sono quattro o cinque società dal budget illimitato ( e fuor d'ogni regola) attinto a casse pubbliche ( o simili) e a quelle di attività derivate dal calcio. I fans, quelli che ancora ragionano con lo stupore del cuore, li chiamano 'spendaccioni', capaci di 'metter sull'unghia' da un giorno all'altro cifre inarrivabili ( soprattutto) per quelli che hanno fatto la storia del calcio, e che ora, anche con l'aggravante della pandemia, boccheggiano in un mare di debiti. Il Real fatica a comprare una nuova linea di raccattapalle, il Barca deve disfarsi anche del suo storico eroe, la Signora deve capitalizzare con 4oo mln il suo 'buco' in contabilità. Qualcuno sta cercando rimedio ricorrendo alle lusinghe dei 'private equity'. Fatto è che, qui, fair play o no, a dettar legge è ormai una manciata di 'spendaccioni'. Che del calcio ( storico o no) se ne sbattono quanto Attila delle terre che attraversava. Di legioni pronte per fermarlo non ce ne sono. Epperò qualcosa occorre fare. Ma che altro se non mettere in quarantena il buon Ceferin, il Robin Hood che toglie ai ricchi per dare ai poveri? Nel senso di costringerlo a dare le dimissioni per rispedirlo a quel donde qualcosa capiva? Di tempo non ce n'è tanto. Occorre perciò muoversi. La 'rosea' s'è mossa ( sabato 7 agosto, pagina 47) ma con la stessa tenerezza con la quale i vertici Fia hanno ' sanzionato' Hamilton , il prediletto del tiranno Toto, che ultimamente ( ad inizio gara) aveva spedito il suo giovin irrispettoso avversario ad oltre trecento all'ora contro un muretto. BREVINA. Tutti vogliono andare al Psg, squadra di 'spendaccioni' che non sa vincere manco in Francia dove gioca da sola eppure in lotta con il City del cugino, pure lui sceicco. Ma sanno quei tizi contare? Sì, allora quanti sono gli attaccanti, dieci, venti, cinquanta? E i difensori? E i portieri? Non è che vogliono (ri) fare raccolta d'uomini come i mitici Billonarios di Bogotà anni Cinquanta?

LA CRONACA DAL DIVANO.  Devono essere più stupidi di un branco di gallinacci quelli che, non riuscendo a perdere, Statunitensi  o Angli che siano,  stanno cercando aghi nel pagliaio splendido  e splendente come non mai dello sport italiano ad Olimpia. Anche perchè se c’è qualcuno che deve tenere smorte le [...]

9 agosto 2021 0 commenti

Non solo sport. Canti azzurri. Per il basket. Per il softball. E per i (neo) ‘leoni di Wembley’, ora in finale.

Non solo sport. Canti azzurri. Per il basket. Per il softball. E per i (neo) ‘leoni di Wembley’, ora in finale. Che il Mancio avesse dato corpo ad una Compagnia di ventura del tutto speciale lo abbiamo sospettato già tre anni fa, quando, lui, con la lungimiranza dei profeti, aveva detto di avere accettato cotanto onore/onere con la certezza di portarlo a buon fine. Già, a buon fine, ma dove e quando? Non s'è atteso molto per aver risposte. Che abbiam toccato con mano durante questo torneo europeo a noi negato da oltre mezzo secolo e che, invece, come in un colpo da teatro, va proponendosi bello e invitante, come mai fino ad ora. Dicevano, i soloni, innumerevoli, che la Compagnia del Mancio si sarebbe sfaldata alle prime avvisaglie di lotta, che quel lungo elenco di successi altro non era che una sequela di allenamenti ben riusciti, poca roba, insomma, non tale comunque da far ricredere quanti da tempo vanno irridendo un movimento calcistico che più carico di gloria non ce n'è. C'è gusto a dir male di chi ben vuol fare. E come il servo che piuttosto di dar ragione al padrone si strizza i coglioni tra due sassi, anche nel caso del Mancio c'è chi ha cercato di far altrettanto. Camuffandosi, ovviamente, in mille modi, alla bisogna, ma ( sempre) con lingua intinta nel veleno pronta a ferire. Fatto è che la Compagnia del Mancio ha realizzato un modello che stupisce e incanta. Solidarietà, umiltà, resilienza, allegria e inarrestabile voglia di vincere. Sempre i soloni, non potendo ammettere l'insipienza loro, si sono perfino inventati la favoletta che la Compagnia del Mancio sia un' accozzaglia di buoni pedatori che vincono solo perchè son solidali. Come se per creare capolavori bastasse chiamare un Giotto o un Michelangelo circondati di asini. ' Babbo, come si vede un fuoriclasse?' chiese il bimbo al genitore, che rispose: ' Semplice, basta trovare quello che quando gli altri si fermano lui sale'. Nel mondo dello sport, così complesso, così confuso, per ragioni talvolta insondabili, non è raro prendere fischi per fiaschi. Come quel tale, ad esempio, venduto per fenomeno, ma che quando c'è da salire rotola dabbasso. O come quel ragazzo, ancor imberbe, che anche rischiando la salute sua, sa elevar la Compagnia sua fin all'impensabile. La Spagna, la cara onorata Spagna, maestra del possesso palla, s'è battuta con onore, martedì 5, contro la Compagnia del Mancio. Una Compagnia speciale visto che non è al soldo di questo o quello ma solo della Patria sua, che di lutti e sofferenza sa far tesoro. Gli inglesi sognano di affrontarla domenica prossima, nel loro tempio. A lor rischio e pericolo. Perchè forse non hanno ben capito che questi sono, sì, i nipoti di quei ragazzi che ad El Alamein saltavano fuori da una buca con una molotov in mano per arginare il fuoco devastante dei carri, ma per dar loro ( finalmente) il giusto riposo. I ragazzi del basket, dopo 17 anni, tornano ai giochi d' Olimpia. Grazie ad un'impresa, davvero storica, strappata in casa della Serbia, ovvero di una delle squadre più accreditate per il podio, che con noi vincevano da una vita. I miscredenti, ovvio, non avrebbero speso una lira per accreditare un successo che solo coloro che non irridono quell'Araba Fenice che ha messo nido in qualche anfratto del Belpaese, potevano sperare. Dopo il terzo posto dell'Armani in Champions, questa qualificazione ( dopo anni) ricolloca il nostro basket con passato carico di gloria nel gotha del pianeta. I Serbi non credevano ai loro occhi, poi, hanno realizzato l' accaduto ed hanno applaudito. Il ragazzi del Meo, trascinati da pel di carota Mannion, 20 anni, ora s'en vanno nel Sol Levante con la consapevolezza di non essere più una delle tante nobili decadute di uno sport consacrato alla velocità. Qualche ' disertore', più o meno giustificato, dice d'essere pronto a tornare. Come l'americano Gallo che ha confessato: ' L'Olimpiade è un grande appuntamento per il mio Paese. Se la Federazione vorrà sarò onorato di far parte di questa squadra'. Noi, personalmente, lo lasceremmo a meditare in Atlanta, anche perchè ogni volta che si è cercato di redimere pentiti è andata storta. Eppure il buon Meo l'ha riaccolto. La nostra delegazione dovrebbe essere composta da circa 370 atleti. .

LA CRONACA DAL DIVANO. ( dal 29 giugno al 6 luglio 2021). Che il Mancio avesse dato corpo ad una Compagnia di ventura del tutto speciale lo abbiamo sospettato già tre anni fa, quando, lui, con la lungimiranza dei profeti, aveva detto di avere accettato cotanto onore/onere con la certezza di [...]

7 luglio 2021 0 commenti