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Non solo sport. Serie A: una svolta? Inter: troppi ‘piangini’? La bella Italia del Mancio verso la Pentastella?

Non solo sport. Serie A: una  svolta? Inter: troppi ‘piangini’? La bella Italia del Mancio verso la Pentastella? Il calcio nostrano è chiamato ad una svolta. Ad un sì con i Fondi per chiudere un con abbinamento che potrebbe essere la soluzione di molti problemi, soprattutto economici, visto che da tempo viaggia ben oltre le sue più logiche possibilità. Intendiamoci, farla fuor del vaso non è un difetto solo nostrano. Anche altri viaggiamo oltre i propri limiti, e infatti la pandemia li sta mettendo uno dopo l'altro impietosamente a nudo. I due Panda spagnoli, ad esempio, annaspano; mentre gli 'spendacioni' d'Oltremanica cominciano a pensare che se dovessero venire a meno certi petrodollari statali non ci sarebbe più la pacchia dei tempi andati. Lassù son maestri nel vendere, ma non è detto che anche quaggiù si cominci a pensare di condividere un bottino troppo grosso per lasciarlo in esclusiva ai mercanti d'Albione. In breve: CVC, Advent e Fsi sono pronti ad investire 1,7 mld di euro per il 10% della Serie A, entrando così a far parte di struttura e governance. Inutile soffermarci sull'entità delle loro borse, com'è inutile chiare ancora una volta che sono queste 'private equity' : investitori che finanziano una società non quotata in Borsa ma dotata di una elevata potenzialità di crescita, per poi disinvestire con lo scopo di ottenere plusvalenze dalla vendita della partecipazione azionaria. Che la Serie A abbia ( enormi) potenzialità di crescita soprattutto nella vendita dei diritti tivù esteri, poco oltre 250 mln euro contro i 2,o mld inglesi, lo si sa da anni. Ma per mille ragioni la rincorsa non è stata mai avviata. Autolesionismo? Incapacità? Demagogia? Ora, nonostante il solito Lotito, c'è la possibilità di rimediare: infatti entro pochi anni il nostro campionato potrebbe tornare bello e ricco come pria e più di pria. A proposito di autolesionisti, ne vogliamo segnalare qualcuno appollaiato nel grembo della grande Inter. Il primo è quel Lautaro che sembra sognare solo la Spagna. Un po' come faceva Perisic con la Premier. Non capiamo perchè alla Beneamata non si facciano in quattro per accontentarlo. Santo Siro, tempio dei più grandi giocatori del pianeta, potrà fare agevolmente a meno anche del Lautaro. Altro soggetto con in mano le valigie è quel 'piangina' del Conte Dracula che non contento del trattamento ( 12 mln annui) appena pote non fa altro che elaborare spot per altri, nell'ispecie per l'Eldorado d' oltre Manica, da lui vagheggiato e rimpianto ben oltre il lecito, visto i trascorsi belli ma anche brutti. Anche per lui non ci saranno rimpianti, assommando quanto ha finora messo in paniere: settima posizione in Campionato ( 7 giocate, 3 vinte, 3 pareggiate, 1 persa, il derby) e in Coppa ( ultimo del girone, costretto a battere il Real se non vuole ( anche quest'anno) anzitempo salutar l'Europa. E passiamo alle note allegre. Quelle che giungono dai campi in un cui s'è esibita la truppa del Mancio da Jesi, capitano di ventura dotato di carisma, visione e genialità. Proprio come certi suoi antenati del Rinascimento. Lui non difende, attacca. Lui non si perde in meschinità, crea. Lui non piange ad ogni refolo contrario, si rimbocca le maniche. Con il risultato di aver dipinto una delle più belle Nazionali della nostra invidiabile storia. Certamente, occorrerà tenere i piedi per terra, umilmente ancora prostrandosi, ma le Final four ( a ottobre, in Italia) contro Belgio, Francia e Spagna, certificano il nostro ritorno fra le grandi d'Europa ( e del Mondo). Con l'obiettivo che non sono le Final Four, e neppure gli Europei, ma la Pentastella che da troppi anni aspetta d'essere appuntata sulla splendida ed epica maglia azzurra.

A CRONACA DAL DIVANO. Intanto il calcio nostrano è chiamato ad una svolta. Ad un sì con i Fondi per chiudere un con abbinamento che potrebbe essere la soluzione di molti problemi, soprattutto economici, visto che da tempo  viaggia ben oltre le sue più logiche possibilità. Intendiamoci, questo, del farla fuor del [...]

19 novembre 2020 0 commenti

Non solo sport. Signora, attenta agli inciampi! Messi, nerazzurro a San Siro? Marquez, sfide senza tregua.

Non solo sport. Signora, attenta agli inciampi! Messi, nerazzurro a San Siro? Marquez, sfide senza tregua. Eppure mentre gli altri campionati sono defunti da un bel pezzo, con quello francese che manco è iniziato, il nostro è ancora tutto là, bello e pimpante, come non mai. Manco il Covid riesce a spegnergli quella carica di imprevedibilità che l'accompagna. Da sempre. Per via dei suoi strateghi e artisti, figli di bottega, che mal sopportano energumeni e corridori ad oltranza. Il buon Cr7, ad esempio, che proprio di recente aveva dato un amorevole 'sette' alla difficoltà di far gol in Serie A, proprio quando stava per assaporare il titolo di bomber, s'è rivisto passare avanti da quel ragazzotto biondo figlio d'un aquila, con 31 reti sue rispetto alle 30 del pluridecorato campeon portugheise. Se il buon Cr7 pensa di rimediare quando e come crede, se lo scordi. Perchè qui, in questo pais, il futuro non glielo rivela manco la sibilla cumana. Se poi aggiungiamo la constatazione che, a breve, nel quarto di Champions, sia Chelsea che City potrebbero uscir di scena, dovremmo annunciare la lieta novella che nel gotha dei campionati non gioca manco una delle magnifiche otto. Alla fine del Campionato mancano tre turni. In vetta sta la Signora, con sei punti sulla seconda inseguitrice che potrebbe essere la Dea nel caso battesse il Milan dell'imbattibile Pioli. Pioli e Ibra, che da quando è entrato negli spogliatoi di Milanello ha trasformato un gregge di pecore in un branco di lupi. Pioli ha allungato il suo contratto di due anni ( ben allontanando il prussiano), Ibra potrebbe ( dovrebbe) fare altrettanto, nel frattempo studiando il posto più adatto dove postare una sua bella scultura per l'adorazione dei fedeli che verranno. S'è sparsa la ' voce', prontamente smentita dal team calciomercato di Sky, che il papà del Messi ha comprato casa a Milano per questioni fiscali. Che sia Milano una sede da 'questioni' fiscali giunge nuova. Nuovo invece non sarebbe l'arrivo nello stadio dei trionfi del suo figliolo, probabilmente 'rotto' dalle beghe catalune, e voglioso di cimentarsi nella terra dei padri che è anche ( nonostante la carenza stadi e qualche incompetente al potere) la sede del campionato più difficile al mondo, unico abilitato a rilasciare la laurea del ' più grande d'ogni tempo'. Lo ha fatto col Diego divinità Partenopea potrebbe provarci anche con lui. In fretta però, perchè gli anni passano. Quando dicevano che Lautaro voleva volare al Barca, ci chiedevamo: il rampollo di Sunig che siede su un impero fin quando vorrà continuare a recitare la parte del poveraccio? Dunque non Lautaro da Messi, ma Messi da Lautaro. Ed è forse proprio questo, Sky a parte, che sta accadendo? Risulta che sia il Barca ad avere bisogno di danari, e non l'Inter di Suning. Diciamo la verità, l'operazione non solo non ci meraviglierebbe, ma ci costringerebbe ad esclamare: ma che si aspetta? Da Messi a Marquez. Il fenomeno cataluno, nell'ultimo Gp, impegnato in una rimonta forsennata, è finito fuor di pista con danni notevoli. S'è rabberciato, ed ha chiesto ( come suo solito) di tornare immediatamente nell'agone. Rischiando per sè e per gli altri. Ovvio. Tanto più che se dovesse ricadere non si sa qual finale di carriera potrà essere riservato ad ragazzo di sicuro grande talento che dopo avere sfidato le leggi degli uomini vuol sfidare anche quelle degli dei. Glielo concederanno?

LA CRONACA DAL DIVANO.  La Signora lascia le penne  Udine, e lascia  in suspance la finale di campionato. Alla faccia di esterofili, anglofili, germanofili etc etc, che non mancano ora e pulpito per propinarci le loro identiche omelie sul bel calcio degli altri e sull’orrendo del nostro. Monotono, lento, attardato [...]

24 luglio 2020 0 commenti