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Non solo sport. Milan: arriva Ibra, svegliarsi ! Vale: resto o vado? Toto/Hamilton: finita la pacchia?

Non solo sport. Milan: arriva Ibra, svegliarsi ! Vale: resto o vado? Toto/Hamilton: finita la pacchia? Sui media ( a corto di news ) a furoreggiare è il 'vecio' Slatan, 38 anni, venuto al Milan per dar nerbo (soprattutto) a quegli smidollati che disonorano una maglia tra le più prestigiose al mondo. Speriamo riesca nel compito, anche perchè qui più che il metodo contano i risultati, per portare fuori dal tunnel quella squadra dapprima amata e poi abbandonata, impietosamente, da quel signore che ( ora) aspetta ( soltanto) il Monza 'per sbancare' San Siro. Come detto, in queste giornate d' inizio 2020, le news non sono molte. E succose. C'è il calciomercato, com'è ormai abituale, ma fra intenzioni e fatti sempre in alto mare. La Signora, piuttosto, che prima fa e poi ciancia, ha chiuso per Kulusewski, 19 anni, svedese dall'Atalanta. La Beneamata tenta Vidal in rotta col Barca dal braccino corto; mentre aspetta Eriksen, ma da questa estate. Nel contempo, parola al don Fabio, che dopo anni esternazioni (assai ) discutibili, ha preso ( finalmente) a farci apprezzare la sua lunga, attenta, divinatoria competenza in fatto di pallone giocato e non. Ora i suoi interventi illuminano Sky. Per il nostro Vale, magister inter magister di moto, c'è in corso un ultimatum: ' O la va...le o la spacca'. Nel senso, che ' Se quest'anno vado, bene, resto; se non vado, invece, mollo tutto e vado a scorrazzare sulla pista del Ranch'. In tal prospettiva, chiaro è che ' cado non cado' avrebbe campo libero per battere, ribattere, tribattere, i record del Maestro e puntare a quelli ( finora ritenuti irraggiungibili) dell'ombroso Ago. La truppa mista d'imberbi ( il siculo-francese Quartararo compreso) e di ' veterani' ( Dovi in primis) ( ad esser sinceri) non ci sembra in grado di opporre se non una sporadica e orgogliosa difesa al cataluno. Anno sabbatico invece, per le auto di F1, con la coppia Toto/Hamilton pronta a trasferirsi sulla luna. La nostra speme, si sa, è rivolta ancora una volta verso quella prodigiosa macchinina rossa che, sol e soltanto lei, ci dona momenti, storie e personaggi senza tramonto. Contiamo sul ragazzo, 21 anni, monegasco del feudo dei Grimaldi genovesi. Che come avversario dentro e fuori pista potrebbe trovare più che quel Lewis dei record , quel Tappen delle Terre basse finora specializzato in ' sfascia rosse' e che le 'rosse' ama ( ricambiato) come Annibale i Romani. Vorremmo dedicare qualche (meritevole) riga in più agli azzurri della neve. Con Dominique e Dorotea sugli scudi. Ma anche a quelli del volley che hanno la sorte di giocare nei due campionati più belli e forti al Mondo. E non possiamo certo esimerci dal ricordare ai giovani quel prodigioso uomo bianco -celeste che ha folgorato d'entusiasmo l'Italia e l'Europa del Dopoguerra. Ci ha lasciati esattamente 60 anni fa, il 2 gennaio 1960. In tanti hanno cercato di obliarlo con altri ( pur validi colleghi ) e in ogni occasione. Ma invano. Perchè quando i miti interpretano i palpiti segreti dei popoli restano eterni. Irripetibili. Unici. Dunque, gloria a te, o imperituro e solitario Grande Airone !

LA CRONACA DAL DIVANO. Sui media ( a corto di news )  a furoreggiare è il ‘vecio’ Slatan, 38 anni,  venuto al Milan per dar nerbo (soprattutto)  a quegli smidollati che disonorano una maglia tra le più prestigiose al mondo. Speriamo riesca nel compito, anche perchè qui più che il [...]

2 gennaio 2020 0 commenti

Non solo sport. Auto F1: ‘ rossa’, si cambia? Moto: si sbadiglia. Calcio: solo il ‘duello’ Juventus – Inter?

Non solo sport. Auto F1: ‘ rossa’, si cambia? Moto: si sbadiglia. Calcio: solo  il ‘duello’ Juventus – Inter? La Signora, ancora un poco incerta e distratta, questa volta, con quei bravi ragazzi rigenerati dal Thiago, se l'è cavata all'ultimo minuto, con u rigore ( certo) concesso e trasformato dall'indispensabile Cr7. In questo modo (ri)sorpassa la Beneamata che, la sera prima, battendo ( 1-2) il Brescia del Balo, ci aveva fatto intravvedere un futuro di campionato che nell'Altrove sognano. Perchè, qui, dalle nostre parti,nonostante i mille difetti e ritardi, ci sa tanto che ( organico Inter rafforzandosi e azzeccandosi a gennaio) la 'battaglia per lo scudetto ' andrà avanti fin ai giorni di maggio. Ad uscire imbufalito dall'agone, sempre nell'infra settimanale, è stato non quel signore del sor Carletto ( espulso non si sa per qual oltraggio) ma quell'incontenibile del sor AdL, che per via d'un rigore ( chiaro) non concesso ha aperto le cateratte del suo ( sempre) pungente eloquio. Con un pareggio ( 2-2) stretto stretto ( e non solo per merito dei ragazzi del Gasp) ora il Ciuccio si accomoda in retrovia, dietro alla Lupa che pur con organico ridotto torna a veleggiare in zona Champions. Sulle moto invece c'è poco da dire, se non il solito plauso al solito 'cade non cade' avviato a superare il Maestro di Tavullia e il remoto Ago. Vera nota positiva è data dal titolo mondiale di Della Porta nella Moto3. Un altro talento che va ad aggiungersi ai numerosi altri giovani talenti azzurri già in pista e che si aspetta di vedere definitivamente sbocciare magari il prossimo anno. Visto che al Maestro non intendono fornire una moto all'altezza, inevitabile orientarsi verso le nuove leve. Tante. Promettenti. Nulla di nuovo anche nell'auto, dove a vincere è sempre il re nero. Favorito, anche questa volta, da una serie di circostanze, non ultime quelle che certificano i ' pastrocchi' in casa della 'rossa'. Così anche il fenomenale Carletto del feudo dei liguri Grimaldi non può altro che restare al palo. Quando il Toto vorrà togliersi di dosso quella bianca camicia da corsia ospedaliera per mettere l'altra colorata della passione 'rossa' come sulle piste del mondo, sarà sempre tardi. Mediti. Decida. Decidano. E' piuttosto in arrivo un doppio fine settimana motoristico da non perdere: per la moto a Sepang, per l'auto ad Austin.

CRONACA DAL DIVANO. La Signora, ancora un poco incerta e distratta, questa volta, contro quei bravi ragazzi rigenerati dal Thiago, se l’è cavata all’ultimo minuto, con un rigore ( certo) concesso e trasformato dall’irrinunciabile Cr7. In questo modo (ri)sorpassa la Beneamata che, la sera prima, battendo ( 1-2) il Brescia [...]

31 ottobre 2019 0 commenti

Non solo sport. Sbadigli in MotoGp. Omaggi della ‘rossa’ in F1. Per solidarietà, tre pari in Campionato.

Non solo sport. Sbadigli in MotoGp. Omaggi della ‘rossa’ in F1. Per solidarietà, tre pari in Campionato. Con le moto poco da dire, se non il solito plauso a 'cade non cade' avviato a superare il Maestro di Tavullia e il remoto Ago. Vera nota positiva è data dal titolo mondiale di Della Porta nella Moto3. Un altro talento che va ad aggiungersi ai numerosi altri talenti azzurri già in pista e che si aspetta di vedere definitivamente sbocciare magari il prossimo anno. Visto che al Maestro non intendono fornire una moto all'altezza, inevitabile orientarsi verso le nuove leve. Tante. Promettenti. Nulla di nuovo anche nell'auto, dove a vincere è sempre il re nero. Favorito, anche questa volta, da una serie di circostanze, non ultime i ' pastrocchi' in casa della 'rossa'. Così anche il fenomenale Carletto non può altro che restare al palo. Quando il Toto vorrà togliersi di dosso quella camicia da corsia ospedaliera per mettere l'altra riflesso della passione 'rossa' che colora le piste del mondo, sarà sempre tardi. Mediti. Decida. Decidano. Per il Campionato invece è accaduto quel che meno ci si attendeva. A dimostrazione che nel Paese adottivo dell'Araba Fenice tutto si puote. Infatti Juve, Napoli e Inter non sono andate oltre a pareggi. Tutti criticabili, ma lasciam perdere. Per ora. Semmai salutiamo le prestazioni albero di Natale della Dea, passata da un tracollo ( in Coppa, col City) ad un trionfo ( 7-1, con l'Udinese). Resta ancor più in ambasce il Milan, che (ri)perde con la Roma ( 2-1). Qui non può non segnalarsi l'uscita mediatica del Maldini, grande atleta ma non (ancor ) navigato capitano di truppa, uscita che così come posta poteva anche risparmiarsela. Andare ad arrampicarsi sugli specchi per giustificare una paio di suoi anni scarsi al timone sportivo dei rossoneri , non è - come suggerisce lui- elegante. Per diventar qualcuno infatti occorre accettare il bene e il male. Senza isteria. Sempre saldi. Perchè è la vita da manager che lo richiede. Tra le frasi infelici pronunciate quella che ' Lui e Svone non staranno alla finestra, come Berta filava, per anni e senza costrutto'. Il problema è che manco gli altri, tifosi in primis, vorranno vedersi sfilar davanti monumenti del campo ridotti all'uopo in modeste casupole fuori campo. Il turno infra settimanale di Campionato. Con ancora una lotta a tre?

CRONACA DAL DIVANO. Con le moto poco da dire, se non il solito plauso a ‘cade non cade’ avviato a superare il Maestro di Tavullia e il remoto Ago. Vera nota positiva è data dal titolo mondiale di Della Porta nella Moto3. Un altro talento che va ad aggiungersi ai numerosi [...]

28 ottobre 2019 0 commenti

Non solo sport. Moto: Marc, non più Vale ma Ago. Il Diavolo cambia: chiamato Pioli. San Siro: che si fa?

Non solo sport. Moto: Marc, non più Vale ma Ago. Il Diavolo cambia: chiamato Pioli. San Siro: che si fa? E così il buon Giampaolo ha dovuto dire addio all'occasione delle occasioni. Sedere sulla panca del Diavolo, che ( però) di lui non era affatto convinto. Al punto che, pur dopo una (sofferta) vittoria, l'ha licenziato. Al suo posto il buon Pioli, già sulla panca dei cugini rivali, non proprio il sogno dei sogni per i rossoneri, che però da lui s'aspettano almeno di risalire la china verso la zona Coppe. E' fin troppo, infatti, causa i pastrocchi dell'ultimo Berlusca, che il Diavolo latita dai massimi consessi europei e mondiali. Lui che, per l'Equipe, è stato nomato ( grazie ai suoi Immortali) ' la squadra del secolo'. E se il derby d'Italia, decisamente il più bello degli ultimi anni, ha ristabilito le gerarchie in ambito Serie A, non è che tutto sia finito. Deciso. O quasi. Come in Francia. Come in Germania. Come in Premier. Viene infatti da ridere pensando a quanto impegno abbiano messo i nostri anglofili per convincerci ( giornalmente) che il massimo campionato di calcio d'Albione era il più ' tirato' , ' affascinate', ' inarrivabile', del Globo. Per poi scoprire che se il City lascia qualche altro punticino per strada, ai reeds di Liverpool, basterà attendere comodamente stravaccati sul un divano la primavera per andar poi a levare al cielo un altro Scudetto. Vogliam dire, che la Signora, al momento, poche rivali ha, soprattutto nel Belpaese, ma questo non significa che la Beneamata, magari sostenuta dalla beffarda Eupalla, più avanti, con altri venti, possa cambiare le carte in tavola. Ci sembra invece in ambasce il Ciuccio, che dopo la vittoria sui campioni d'Europa sembra sprofondato nelle bambocce. Tanto che qualcuno ventila l'addio anticipato del sor Carletto da Napoli. Che, francamente non ci apparirebbe una gran soluzione, nè per lui nè per DeL; come non sarebbe una gran soluzione quella di un 'altro ventilato ( clamoroso) addio anticipato, quello di Cr7, da Torino . Il nostro Albertone gliela canterebbe ' Ma dovei vai, se la banana non ce l'hai?'. Battute a parte, non ci sembra che in giro pel Pianeta ci sia ( nel complesso) qualcosa di meglio della Torino, delle terre terra sabaude dei re d'Italia. E mentre il Campionato sosta, rispunta la banda del Mancio. Di verde vestita. Quasi una bestemmia, che però ( promettono i nostri cervelloni al timone) risuonerà lungo valli e borghi per una notte sola. Inoltre con altri due successi ( Grecia, in casa; Liechtenstein, fuori) i nostri porterebbero a casa l'auspicata qualificazione per l'Europeo. Da vivere da ' guerrieri ' o da 'belle statuine' ? Restiamo infine in attesa per le decisioni sullo stadio ( nuovo o ristrutturato) di Milano. Che speriamo non si faccia prendere la mano dal voler rendere onore alle gloriose vestigia antiche piuttosto che provar a generare un ( altrettanto) prodigio.

CRONACA DAL DIVANO.  Gli mancavano solo due punti per l’ottavo titolo, figuriamoci se li lasciava perdere. E così dopo un weekend in cui era volato via disintegrando la moto, dopo un breve controllo  in ospedale, è tornato in pista per riappropriarsi del suo ruolo e del suo titolo. L’ottavo, al [...]

8 ottobre 2019 0 commenti

Non solo sport. Mondiale F1: parata di ‘rosse’. Moto Gp: solito Marc. Con il quarto turno di Campionato.

Non solo sport. Mondiale F1: parata di ‘rosse’. Moto Gp: solito Marc. Con il quarto turno di Campionato. Eppoi, hanno il coraggio di volerla sverniciare, ogni tanto, quella prodigiosa macchinina 'rossa' che mito e non leggenda o favola è, come l'ippogrifo alato capace di sfidare il sole. Gli altri, infatti, transitano, lei resta. Magnifica. Unica. Che quando men te l'aspetti si rimescola alle sue ceneri e si rigenera. Più lucente e rossa che pria. In tanti cercano di indagarla, d'interrogarla, di imitarla, eppure lei sempre sfugge, riparando dove agli altri non pare, portandosi seco quel misterioso afflato vitale che soltanto il grande Drake deve avere avuto modo e tempo d'avvertire nell'atto della creazione. Nel lontano Oriente di Sandokan, ad essere favorite erano le ' frecce d'argento' di quel formidabile driver nero. Alle 'rosse' veniva riservato soltanto qualche parcella minima di pronostico. Tanto che perfino le Red Bull del venditore di bevande avrebbero dovuto asfaltarla, impietosamente, tra una stradina e l'altra d'un tortuoso percorso cittadino. Visioni da miscredenti. Perchè, alla prova della pista, la 'rossa', anzi le 'rosse', non hanno fatto altro che attingere alla loro attitudine a scrivere di storia e non (solo) di cronaca. E, alla fin della lunga tenzone, si sono presentate in parata sotto lo striscione del traguardo. Ora, non è che anche con questa impresa vadano a mettere a repentaglio un titolo mondiale da tempo assegnato, ma solo a riprendersi le luci della ribalta. Che non possono che essere le loro. Così diverse. Così affascinanti. Dal cuore infinito, donde custodiscono tanto i grandi come Schumi vincitore di tutto o del Niky che di rosso s'è vestito per l'ultimo viaggio; quanto chi ha vinto poco o nulla, ma che ( come l'immenso) Giles il suo ( commovente ) talento donato ha alla causa loro.Moto Gp: nulla di nuovo è apparso anche ad Aragon, pista di casa del ' mostro cataluno', che gli avversari ha manco fischiato, fin dai primi metri, per involarsi solitario verso l'ennesima vittoria, verso un altro titolo. Risultati e commenti del quarto turno di Campionato.

CRONACA DAL DIVANO. Eppoi, hanno il coraggio di volerla sverniciare, ogni tanto,  quella prodigiosa macchinina ‘rossa’ che mito e non leggenda o favola è, come l’ippogrifo alato capace di sfidare il sole. Gli altri, infatti, transitano, lei resta. Magnifica. Unica. Che quando men te l’aspetti si rimescola alle sue ceneri [...]

23 settembre 2019 0 commenti

Non solo sport. Champions: Signora, un ‘pareggino’ che consola. Carletto, così non va! Rombi di moto e auto.

Non solo sport. Champions: Signora, un ‘pareggino’ che consola. Carletto, così non va! Rombi di moto e auto. Champions: a Manchester passa il Barca del Leo, che non è andato in gol ma ha mandato in gol il resuscitato conte Dracula. Questo nel turno del mercoledì, perchè la sera prima il Tottenham s'è imposto ( 1-0) sul City degli ' spendaccioni del Golfo', mentre il Liverpool s'è ' sbarazzato in casa ( 2-0) dei ' poveracci' del Porto. La storia esige la sua parte. Tanto che, se dovessimo, al momento, indicare delle possibili favorite 2019 piazzeremmo, nell'ordine: Liverpool ( 5 Champions), Barca ( 5 Champions) e Juventus ( 2 Champions, con nove finali). Imbarazzante è stata invece la prestazione del Napoli contro l'Arsenal. Soprattutto nel primo tempo, dove una formazione debitamente preparata doveva mostrare ben altra resistenza davanti agli storici protagonisti della Premier. Ora, ribaltare il 2-0 messo in sacca, sarà impresa (pressochè) impossibile. Anche perchè in campo non va il Carletto, nè tantomeno il Cr7, che da solo sarebbe garanzia di remuntada. Già, ma quanti Cr7 passeggiano sui campi da gioco? Nel frattempo tornano in pista auto e moto. Le prime al Gp Cina e le seconde al GPAmeriche. Da verificare son tante cose. Nelle auto, se il giovin Leclerc andrà a dare 'messa e benedizione' a quelli di Stoccarda, oppure se la 'rossa' dovrà rassegnarsi con il rassegnato Seb a subire l'egemonia anglo-germanica. Nelle moto, invece, bisognerà appurare che, se ' non casca anche quando casa', ripeterà ( o meno) l'ufata messa ribaldamente in scena sulla pista argentina, in qual caso chissà se i nostri 'poveracci' saranno in grado di contenerlo, pur montando bardotti e non puledri , per rendere ( ancor) plausibile una disciplina ( tanto tecnologica) come quella del motocorsa in pista? Da qui al belveder manca poco.

LA CRONACA DAL DIVANO. Pareggia la Signora, grazie ad un controllo ‘  del Menga’ di tal Concelo, contro i terribili baby dell’Ajax.  Se avesse portato a casa i tre punti sarebbe stato ( forse) meglio; ma va bene anche così, per restare sulla corda e non ‘ allentare’ l’attenzione , [...]

12 aprile 2019 0 commenti

Non solo sport. Auto: sul Golfo, una stella. Moto: i ‘maestri’ stanno dietro. Calcio: lotta per la Champions.

Non solo sport. Auto: sul Golfo, una stella. Moto: i ‘maestri’ stanno dietro. Calcio: lotta per la Champions. Se Marc Marquez, il ' bravaccio' cataluno di MotoGp, voleva dimostrare d'essere un fenomeno super partes non ha (proprio) azzeccata la formula esatta. Anzi, a dirla tutta, caso mai ce ne fosse stato (ancor) bisogno, ha proprio scelto quella sbagliata. La più sbagliata che poteva. Infatti, tanto per non far parte dei mortali, come s'è abbassata la bandiera a scacchi se n'è involato pei fatti suoi lungo la pista disegnata sulla pampa argentina. Dimostrando che il segreto delle sue mirabolanti imprese sta (soprattutto) nella cavalcatura ( meccanica) che gli hanno messo a disposizione. Cavalcatura, per lui, simile ad una puledra araba e, per gli altri, a bardotti normanni. Claro che così stando le cose c'è poco da dire, da fare, da sperare. Gli assegnino (pure) quel titolo, punto e basta. Tanto più che lo spettacolo c'è, ma altrove, alle sue spalle. Donde due arzilli vecchietti, l'uno in rosso l'altro in blu, sanno ancora esaltare la passione per questo periglioso et spettaculare sport moderno.Trapassando da un campo ' rosso' all'altro, non si pote ignorare quanto i media ( Sky in primis) non hanno l'ardire di sputar fuori dai denti: il fenomeno in Bahrein non è stato Hamilton, che solo per una 'stranezza' del dio dell'auto s'è trovato il lauro sul capo, ma quel poco più che ventenne che ha sbalordito come pochi altri finora sull'auto deputata a scrivere di grande storia. E' auspicabile che il suo (ex) capofila si rimetta ( presto) in sesto, perchè a Toto ( Wolff) non sia concesso di aprire le porte Scee per far entrare il suo cavallo di legno. Ma, per quel che ci riguarda, pur con tutto il rispetto per un quadri campione del mondo, il passaggio di mano già è avvenuto. Per la prima volta dacchè lo conosciamo, infatti, il Toto che quando vorrà mutare quella spenta camicia bianca in una accesa di color rosso sarà sempre tardi, non ha esultato. Abituato a guadare oltre i primi tornanti, ( probabilmente) deve avere visto sorgere qualcosa che assomiglia ad una stella cometa. Di quelle rare. Rarissime. Imprevedibili. Capaci di sconvolgere delicati e costosi equilibri. Ci fermiam, qui, per rispetto, anche perchè come direbbe mister Allegri il Carletto ( come il suo Kean) non è ancora nè il Nivola, nè l'Airton, nè il Schumi.

LA CRONACA DAL DIVANO.  Se Marc Marquez, il ‘ bravaccio‘ cataluno di MotoGp, voleva dimostrare d’essere un fenomeno super partes non ha (proprio) azzeccata la formula esatta. Anzi. A dirla tutta, caso mai ce ne fosse  stato  (ancor) bisogno, ha proprio imboccato quella sbagliata. La più sbagliata che poteva. Infatti, [...]

1 aprile 2019 0 commenti