Non solo sport. Nucleare? Ma se basta un guasto a far terra bruciata? Lo sport che crea e che distrugge.

Non solo sport. Nucleare? Ma se basta un guasto a far terra bruciata? Lo sport che crea e che distrugge. A demolire la ventilata minaccia nucleare di quel figlio di Kgb bastano le indiscrezioni che giungono dalla zona di Chernobyl , dove i militari russi vanno scappando verso la Bielorussia perchè ( probabilmente) contaminati o in pericolo di esserlo. Che cosa, tutti sti baldi nipoti dei cosacchi, siano andati a fare da quelle parti manco loro ( probabilmente) lo sanno. Almeno così pare. Qualcuno giura che colui che li ha spediti a spargere lacrime su questa valle che di lacrime già ne sparge abbastanza, lo abbia fatto per emulare tal Pietro detto il Grande che qualche secolo fa, in tempi dove i telefonini non esistevano, scorrazzava per la steppa senza far sapere niente a nessuno. Come invece non potrebbe fare oggi, visto che da qualsiasi anfratto si pote smascherare, anche senza volerlo, chi dei mali dell'uomo è la maggior cagione. Vedendo che basta un reattore in difficoltà a far terra bruciata per centinaia di chilometri resta difficile, proprio difficile, credere che sulla faccia della terra ci sia un tale che voglia scambiarsi qualche migliaio di megaton per poi andare a disquisire su chi ha vinto e chi ha perso. Non sarà forse il caso di tornare ad implorare quella fede ancestrale che abbiamo frettolosamente bandito dai nostri rapporti umani? E chi altri, infatti, ci può salvare dalla malevola insensataggine della genia umana? Attendiamo fidenti lo sviluppo dei fatti. Lo sport un tempo serviva a rasserenare, oggi, invece, tranne qualche eccezione, intristisce. Come quel pallone portato all'estrema nefandezza sportiva. Bastano poche note. Quelle che riguardano le imprese della Coppa dalle grandi orecchie, ormai venduta ad una manciata di spendaccioni, che per spendere e spandere non hanno fondo visto che gli basta tirare nei cassetti degli Stati loro o di qualche tirannico compagno di merenda che tiene le mani nelle casse dei paesi loro. Finalmente, non certo l'imbelle Uefa, c'è qualcuno che si chiede che ci fanno tutti quei miliardi in Premier o in squadre d'altri Stati collegate? Donde arrivano, cosa cercano? Il bene del pallone su verdi rettangoli di gioco? Vien da ridere. Anzi da piangere. Solo a rammentare quegli ( impuniti?) attentati degli anni trascorsi sul suolo d'Europa o i carri di morte dei compagni di merenda di quelli di Londongrad che come obiettivo ultimo avrebbero quello di mettere Europa sotto le calighe degli Zar. Anche un orbo vede che anche da noi, il Paese delle quattro stelle su maglia azzurra, per il calcio va scemando la passione. Il flop al Mondiale conta poco. E così il fasullo pregiudizio sul nostro ardire che una volta è alle stella, un'altra alle stalle. Va scemando perchè, a partire da chi pretende di dirigerlo, non è più credibile. Infatti costoro tutto fanno fuorchè governare. La riforma dei campionati latita. I giovani vengono spolverati all'uopo per tornare poi nel oblio da un giorno all'altro. Sugli impianti, obsoleti e spreconi, non c'è nessuna volontà di aggiornali o sostituirli. Il Meazza , infatti, stanco di pendere da quel nasone inconcludente del sindaco di Milano, sta cercando un altro spazio. Anche fuori della mitica Mediolanum, pur di rimettersi a nuovo per accogliere e competere meglio. Di questo passo che altro diventerà se non un costoso rudere da mantenere?Altri sport. La 'rossa' vola. I tiranno Toto piange. Solo l'ex 'sfascia rosse' ( se Matteo Bobbi va a cercare, troverà che in una partenza ne fece fuori due in un solo colpo) se la ride. In quel circuito strano d'Arabia, tra una safety car e l'altra, cagnaccio com'è, è riuscito per un nonnulla a tenere dietro il Carletto che se continua così zampilla classe come Senna. Che innervosisce il Tulipano, finora assai corretto, ma che speriamo ( davanti alla debacle) non torni a dare ascolto ( come faceva all'inizio ) al richiamo della foresta. La 'rossa' vola è c'è già chi in Allemania vuol rivederla triste. Dicono la nababba Volkswagen, con investimenti da capogiro, in pista forse dal prossimo anno, per dar il cambio a quella depressa Mercedes che chissà per quanto non volerà più. Nel tennis altro non possiamo che portare i nostri al Santuario. Per farli benedire. Per quel che riguarda le moto, invece, dove tre dei nostri stanno al vertice, speriamo non si vada a metterli in confusione nella pampa, magari con qualche grosso danno in classifica. A proposito di danni, se realmente c'è qualcuno che vuol bene al Mark, che già così è nella storia delle moto, gli consigli di aspettare, con metodo, con calma, perchè cadute come l'ultima possono incidere non solo sulla vista. Il Vale, intanto, su Audi, inizia un'altra fase della sua vita spericolata sui motori. Sarà un'altra ventata di gloria?

 LA CRONACA DAL DIVANO. ( dal 29 marzo al 4 aprile 2022). A demolire la ventilata minaccia nucleare di quel  figlio di Kgb bastano le indiscrezioni che giungono dalla zona di Chernobyl , dove i militari russi vanno scappando verso la Bielorussia perchè ( probabilmente) contaminati o in pericolo di [...]