Tag "Marquez"

 

Non solo sport. Champions pazza, che altro riservi? Nell’estate del calcio Covid, mai dire mai. Moto: Dovi c’è.

Non solo sport. Champions pazza, che altro riservi? Nell’estate del calcio Covid, mai dire mai. Moto: Dovi c’è. Tutti a maravigliarsi di questa Champions pazza. Maravigliarsi di che? Che altro infatti potrebbe partorire un evento disputato con quella formula ( diretta), sotto il sole d'agosto, e con giocatori che invece d'essere al mare o ai monti sono a costretti durissime sedute d'allenamento per conservare corsa, resistenza e ritmi da fantascienza sportiva? Qualche commentatore, rimasto agli anni di gioventù, parla ancora di qualità. Ma quale qualità? Quella di Mariolino Corso, Rivera o Baggio, no di sicuro. Qualità tecnica, forse, ma solo nel passare rapido il pallone, per coglier l'avversario con la marmellata in mano. E' questo un calcio che non lascia respirare. La Dea, se vogliamo essere oculati , non ci pare abbia perso per minore qualità rispetto a quella dei miliardari del Psg, lasciati per '90 in cavalleria, ma solo per non avere disposto d'un paio di freschi difensori in più per evitare che Eupalla , quella stronza di Eupalla, si mettesse a giocare a flipper proprio nei secondi di tempo scaduto. Checchè ne dica quel logoro astioso cafone del franco Domenech, il Gasp non ha sbagliato proprio nulla, mentre il valore tecnico suo ( e indirettamente degli altri tecnici italiani) esce moltiplicato. L'aver tenuto in iscacco per una intera partita una banda di miliardari con qualche ragazzotto a buon prezzo, non è da tutti. Anzi, da leggenda, come per quei pochi alle Termopili contro quei troppi degli altri. Ora a disputarsi l'anomala Coppa dalle grandi orecchie sono rimasti Bayern contro Lione, Lipsia contro Psg. Due germaniche, due francesi. Entrambe frutto di campionati ' inutili', nel senso che vengono assegnati senza contrasto alcuno ( come in parte in Serie A) già prima di partire. Il Bayern non era formidabile prima, non ci pare ora. Il Barca, volendo, pur in una notte tragica da 'Invincibile Armata, poteva dare qualche grattacapo in più ai bavaresi. Anche il Lione, settimo in campionato, non è che abbia favoleggiato contro gli spendaccioni del City, limitandosi a fare il dovuto. Quello che non ha saputo ( o voluto) fare l'Uefa, o meglio, la giustizia sportiva, sulla controversa questione del fair play finanziario. E così, alla fin della tenzone, la solita Eupalla, ci presenta un conto indecifrabile. Perchè non è detto che il Bayern strapazzi il Lione, o che il Psg faccia un sol boccone del Lipsia. Un consiglio a Ibra ( e al suo panzettato Mentore). I poteri magici funzionano finchè gli altri li credono tali. Così è stato per Ibra al Milan di quest'anno. Ma se dovesse nascere il sospetto che a far palpitare il suo 'cuore' sia qualche 'bonus', alla stregua degli esosi mercenari di antica nomea, o dei poveracci di fresco pelo, non penserà davvero di continuare a fare miracoli ? Nulla c'impipa di quella scontata F1 alla toto-tedesca. Vivo invece è il moto mondiale, quarta prova, in Austria. Poco abbiam ottenuto in Moto 3 ( Vietti, quarto), molto in Moto 2 ( Marini, secondo e primo nel Mondiale davanti a Bastianini, caduto); moltissimo in Moto Gp, con il Dovi sul gradino più alto ( Vale quinto) e ora secondo nel Mondiale: 56 punti, contro 67 del siculo Quartararo. Sia il siculo che Vinales, nuovi fenomeni Yamaha, hanno steccato. E pensare che li hanno ingaggiati per adombrare quel Maestro di Tavullia che secondo fonti bene informate potrebbe riapparire sulla faccia della terra dal 1220 in poi.

LA CRONACA DAL DIVANO. Tutti a maravigliarsi di questa Champions pazza. Maravigliarsi di che? Che altro infatti potrebbe partorire un evento disputato con quella formula ( diretta), sotto il sole d’agosto,  e giocatori che invece d’essere al mare o ai monti sono costretti durissime sedute d’allenamento per conservare corsa, resistenza [...]

16 agosto 2020 0 commenti

Non solo sport. Signora, attenta agli inciampi! Messi, nerazzurro a San Siro? Marquez, sfide senza tregua.

Non solo sport. Signora, attenta agli inciampi! Messi, nerazzurro a San Siro? Marquez, sfide senza tregua. Eppure mentre gli altri campionati sono defunti da un bel pezzo, con quello francese che manco è iniziato, il nostro è ancora tutto là, bello e pimpante, come non mai. Manco il Covid riesce a spegnergli quella carica di imprevedibilità che l'accompagna. Da sempre. Per via dei suoi strateghi e artisti, figli di bottega, che mal sopportano energumeni e corridori ad oltranza. Il buon Cr7, ad esempio, che proprio di recente aveva dato un amorevole 'sette' alla difficoltà di far gol in Serie A, proprio quando stava per assaporare il titolo di bomber, s'è rivisto passare avanti da quel ragazzotto biondo figlio d'un aquila, con 31 reti sue rispetto alle 30 del pluridecorato campeon portugheise. Se il buon Cr7 pensa di rimediare quando e come crede, se lo scordi. Perchè qui, in questo pais, il futuro non glielo rivela manco la sibilla cumana. Se poi aggiungiamo la constatazione che, a breve, nel quarto di Champions, sia Chelsea che City potrebbero uscir di scena, dovremmo annunciare la lieta novella che nel gotha dei campionati non gioca manco una delle magnifiche otto. Alla fine del Campionato mancano tre turni. In vetta sta la Signora, con sei punti sulla seconda inseguitrice che potrebbe essere la Dea nel caso battesse il Milan dell'imbattibile Pioli. Pioli e Ibra, che da quando è entrato negli spogliatoi di Milanello ha trasformato un gregge di pecore in un branco di lupi. Pioli ha allungato il suo contratto di due anni ( ben allontanando il prussiano), Ibra potrebbe ( dovrebbe) fare altrettanto, nel frattempo studiando il posto più adatto dove postare una sua bella scultura per l'adorazione dei fedeli che verranno. S'è sparsa la ' voce', prontamente smentita dal team calciomercato di Sky, che il papà del Messi ha comprato casa a Milano per questioni fiscali. Che sia Milano una sede da 'questioni' fiscali giunge nuova. Nuovo invece non sarebbe l'arrivo nello stadio dei trionfi del suo figliolo, probabilmente 'rotto' dalle beghe catalune, e voglioso di cimentarsi nella terra dei padri che è anche ( nonostante la carenza stadi e qualche incompetente al potere) la sede del campionato più difficile al mondo, unico abilitato a rilasciare la laurea del ' più grande d'ogni tempo'. Lo ha fatto col Diego divinità Partenopea potrebbe provarci anche con lui. In fretta però, perchè gli anni passano. Quando dicevano che Lautaro voleva volare al Barca, ci chiedevamo: il rampollo di Sunig che siede su un impero fin quando vorrà continuare a recitare la parte del poveraccio? Dunque non Lautaro da Messi, ma Messi da Lautaro. Ed è forse proprio questo, Sky a parte, che sta accadendo? Risulta che sia il Barca ad avere bisogno di danari, e non l'Inter di Suning. Diciamo la verità, l'operazione non solo non ci meraviglierebbe, ma ci costringerebbe ad esclamare: ma che si aspetta? Da Messi a Marquez. Il fenomeno cataluno, nell'ultimo Gp, impegnato in una rimonta forsennata, è finito fuor di pista con danni notevoli. S'è rabberciato, ed ha chiesto ( come suo solito) di tornare immediatamente nell'agone. Rischiando per sè e per gli altri. Ovvio. Tanto più che se dovesse ricadere non si sa qual finale di carriera potrà essere riservato ad ragazzo di sicuro grande talento che dopo avere sfidato le leggi degli uomini vuol sfidare anche quelle degli dei. Glielo concederanno?

LA CRONACA DAL DIVANO.  La Signora lascia le penne  Udine, e lascia  in suspance la finale di campionato. Alla faccia di esterofili, anglofili, germanofili etc etc, che non mancano ora e pulpito per propinarci le loro identiche omelie sul bel calcio degli altri e sull’orrendo del nostro. Monotono, lento, attardato [...]

24 luglio 2020 0 commenti

Non solo sport. L’Europa dei Lillipuziani. Moto Gp, vince Fabio cade Marc. Un’altra inutile ‘rossa’.

Non solo sport. L’Europa dei Lillipuziani. Moto Gp, vince Fabio cade Marc. Un’altra inutile ‘rossa’. Weekend ricco come mai da tempo. Auto, moto, calcio. Per l'auto poco da dire. Solito Hamilton davanti Verstappen e Bottas ( Vettel 6, Leclerc 11), con divari che rendono comparse i non Mercedes ( neri e rosa) . 'Rossa' del Binotto in primis. Costringendo Toto a farsi ogni tanto un pennichella, davanti a trionfi che lasciano il tempo che trovano. Per la moto, invece, le novità abbondano. Intanto sul più altro gradino dl podio è salito un siciliano nato in Francia e cresciuto motociclisticamente in Spagna, certo Fabio Quartararo, 21 anni, promesso sposo Yamaha, davanti a Vinales ( Yamaha) e Dovizioso( Ducati). Per il calcio, bloccata la Dea ( 1-1) a Verona, esagera il Milan ( 5-1) a Bologna. Si aspettano Roma-Inter e Juve-Lazio. Tutto da decidere, alla faccia degli esterofili e anglofili. Intanto la Signora, sbircia Zizou, che del Real ha le tasche piene. Comunque vadano gli incontri sull'Europa in corso a Bruxelles, comunque la risolvano sul Recovery fund e altro annesso e connesso , quel che colpisce una volta di più è quanto questo continente non abbia capito tuttora sul qual baratro sta divagando. Non bastavano i 'frugali' che si sono fatti avanti anche i sovranisti. Del resto non si dice che se manca il gatto i topi ballano? I 'duri e puri' che tutto son fuorchè 'duri e puri', basti pensare a quell'indegno ' baratro fiscale' coperto dal colore dei tulipani, come annunciato 'pretendono' questo e quello; sotto la regia dell'esperto fighetto orange, si sono messi pure a far gioco di squadra. Tutti insieme non fanno manco il 14% del Pil della Ue, eppure vorrebbero mettere con le spalle al muro anche i paesi maggiori. Sorvolando sul duetto franco-germano oltre che, ovviamente, su quello ispano-italico. La democrazia, diceva J.Dewey, non sono le divisioni che debbono preoccupare, ma l'inadeguatezza dei meccanismi per risolverle. Meccanismi, aggiungiamo noi, indegnamente si sa, ma anche protagonisti. Che in questa latitano. Di qua e di là. Tra gli altri, se la Cancelliera vorrà lasciare un segno visibile e certo del suo passaggio ai vertici del continente, sarà bene che si dia una mossa, e che faccia capire a ' duri e puri' e ' sovranisti' e a quant'altri che dir si voglia intenti a proteggere i loro orticelli che qui non c'è futuro per nessuno se non ci si dà( pur con tutte le garanzie necessarie) un assetto competitivo rispetto ai continenti ( già) più forti. Velocemente. Consapevolmente. Certo è che avere a che fare con dei lillipuziani ( pure convinti?) sarà una vera impresa da ciclopi.

LA CRONACA DAL DIVANO. Weekend ricco come mai da tempo. Auto, moto, calcio. Per l’auto poco da dire. Solito Hamilton davanti a Verstappen e Bottas ( Vettel 6, Leclerc 11), con divari che rendono comparse i non Mercedes ( neri e rosa) . Costringendo a Toto a farsi ogni tanto un [...]

19 luglio 2020 0 commenti

Non solo sport. Hamilton, sesto titulo. La ‘rossa’ di nuovo in ambasce. Campionato, lotta solo tra due?

Non solo sport. Hamilton, sesto titulo. La ‘rossa’ di nuovo in ambasce. Campionato, lotta solo tra due? Weekend. Per il Campionato, la lotta sembra restringersi a Juve e Inter, visto che il Napoli sempre più si allontana dalla classifica. Per la moto, invece, ancora una volta poco da aggiungere : il titolo ( scontato) per Alex, fratello di ' cade non cade', il quale proprio nel weekend di caduta ne ha fatta una che a persona normale sarebbe bastata per un lungo ricovero in casa di riabilitazione; la bella vittoria del neo campione Della Porta in Moto3; le modeste prestazioni dei nostri in Moto Gp: Dovi, sul podio, dietro Vinales e Marquez, con Vale al quarto posto e Morbido al sesto. Per l'auto, c'è il sesto titolo per il re nero; mentre alla 'rossa' hanno ripreso a navigare nel buio. Non vorremmo pensare che quel ' genio' indiscusso del Binotto fosse adatto più alle sue cose tecniche che gestionali. Per le quali, tanto per indicar qualcuno, non essendoci più a far luce e ordine l'uomo col maglioncino blu, non sarebbe meglio chiedere udienza a quel bell'uomo che staziona al box delle ' frecce d'argento' , che gran macchine sono, certo, ma non Pegasi alati che volano sulle piste del mondo? Chissà, forse si sarà anche stufato ad andare in giro con quelle camicie da corsia d'ospedale sognando d'indossarne altre di rosso colorate che meglio interpretano la passione per la velocità che serpeggia sulle piste del globo? Chiediamolo. Del resto, non si dice che chiedere costa poco o nulla? Inoltre, altri due eventi: una fantastica Olimpia Milano di coach Messina che batte il Barca e s'insedia ( con Barca e Cska) in vetta alla classifica di Eurolega ( sesta giornata); Shapovalov, che regala al nostro Berrettini, 23 anni, le Finals di Londra tra gli otto maestri del tennis mondiale. Eventi da non credere. Tanto più che il basket nostrano è da anni che non centra più un risultato degno del suo passato; mentre, per quel che riguarda il ragazzo del tennis, non è che gli ultimi tornei abbia meritato di partecipare a tal consesso, per un azzurro 41 anni dopo Barazzutti. Ma tant'è. E ben l'accogliamo, anche perchè adesso abbiamo due ragioni in più per accendere il televisore, sperando ( ovvio) di non essere incappati in due miraggi nel deserto ma in due interpreti di discipline sportive che si sono date ( finalmente) una mossa.

CRONACA DAL DIVANO. XI Giornata in Campionato. Moto a Sepang, auto ad Austin. Per il Campionato, la lotta sembra restringersi a Juve e Inter, visto che il Napoli sempre più si allontana dalla classifica. Alle loro spalle, invece, furoreggia una lotta senza esclusione di colpi, per il posti Coppe e la [...]

4 novembre 2019 0 commenti

Non solo sport. Sbadigli in MotoGp. Omaggi della ‘rossa’ in F1. Per solidarietà, tre pari in Campionato.

Non solo sport. Sbadigli in MotoGp. Omaggi della ‘rossa’ in F1. Per solidarietà, tre pari in Campionato. Con le moto poco da dire, se non il solito plauso a 'cade non cade' avviato a superare il Maestro di Tavullia e il remoto Ago. Vera nota positiva è data dal titolo mondiale di Della Porta nella Moto3. Un altro talento che va ad aggiungersi ai numerosi altri talenti azzurri già in pista e che si aspetta di vedere definitivamente sbocciare magari il prossimo anno. Visto che al Maestro non intendono fornire una moto all'altezza, inevitabile orientarsi verso le nuove leve. Tante. Promettenti. Nulla di nuovo anche nell'auto, dove a vincere è sempre il re nero. Favorito, anche questa volta, da una serie di circostanze, non ultime i ' pastrocchi' in casa della 'rossa'. Così anche il fenomenale Carletto non può altro che restare al palo. Quando il Toto vorrà togliersi di dosso quella camicia da corsia ospedaliera per mettere l'altra riflesso della passione 'rossa' che colora le piste del mondo, sarà sempre tardi. Mediti. Decida. Decidano. Per il Campionato invece è accaduto quel che meno ci si attendeva. A dimostrazione che nel Paese adottivo dell'Araba Fenice tutto si puote. Infatti Juve, Napoli e Inter non sono andate oltre a pareggi. Tutti criticabili, ma lasciam perdere. Per ora. Semmai salutiamo le prestazioni albero di Natale della Dea, passata da un tracollo ( in Coppa, col City) ad un trionfo ( 7-1, con l'Udinese). Resta ancor più in ambasce il Milan, che (ri)perde con la Roma ( 2-1). Qui non può non segnalarsi l'uscita mediatica del Maldini, grande atleta ma non (ancor ) navigato capitano di truppa, uscita che così come posta poteva anche risparmiarsela. Andare ad arrampicarsi sugli specchi per giustificare una paio di suoi anni scarsi al timone sportivo dei rossoneri , non è - come suggerisce lui- elegante. Per diventar qualcuno infatti occorre accettare il bene e il male. Senza isteria. Sempre saldi. Perchè è la vita da manager che lo richiede. Tra le frasi infelici pronunciate quella che ' Lui e Svone non staranno alla finestra, come Berta filava, per anni e senza costrutto'. Il problema è che manco gli altri, tifosi in primis, vorranno vedersi sfilar davanti monumenti del campo ridotti all'uopo in modeste casupole fuori campo. Il turno infra settimanale di Campionato. Con ancora una lotta a tre?

CRONACA DAL DIVANO. Con le moto poco da dire, se non il solito plauso a ‘cade non cade’ avviato a superare il Maestro di Tavullia e il remoto Ago. Vera nota positiva è data dal titolo mondiale di Della Porta nella Moto3. Un altro talento che va ad aggiungersi ai numerosi [...]

28 ottobre 2019 0 commenti

Non solo sport. Si salvi la MotoGp! Ma qual è la più ‘tosta’ tra Signora e Beneamata? Tornano le Coppe.

Non solo sport. Si salvi la MotoGp! Ma qual è la più ‘tosta’ tra Signora e Beneamata? Tornano le Coppe. Sembra una lotta a due. Sembra, perchè nel paese d'adozione dell'Araba Fenice, nulla è mai certo. Non lo è in politica, non lo è in economia, non lo è nello sport. Figuriamoci nel calcio. E comunque la Signora s'è dovuta spremere ( dopo un bel primo tempo) fin all'ultimo minuto per portare a casa una vittoria ( 2-1) con il Bologna dell'immenso Sinisa, per il quale auspichiamo la ' Panchina d'oro'. Gran sudore ha dovuto spremere anche la Beneamata per avere ragione di un Sassuolo orfano dell'indimenticabile patron Squinzi mai intenzionato ad issare bandiera bianca. La sua risalita dal 1-4 al 3-4, altro non è, per quel che ci riguarda, che un segno di inequivocabile grande vitalità del nostro torneo. E questo mentre, dando un occhiata Oltre'Alpe, ci vien da pensare che ( in attesa dei nuovi stadi) se non siamo i meglio poco manca, in Francia già si vede la conclusione; in Germania, gioco delle parti a parte, altro non s'intravvede che il solito Bayern; in Spagna, sconvolta dalla ( non sempre) pacifica 'rivolta' catalana, i contendenti restano sempre due, con i Blancos che s'accendono e si spengono come le luci dell'albero di Natale. Resterebbe la Premier, la celebrata Premier, donde se il Liverpool non fosse stato costretto al pari da un redivivo United, staremmo già a parlare di fuga. E allora, che dire? Continuiamo per la nostra strada. Riduciamo qualche debito di troppo. Cancelliamo la cosiddetta ' responsabilità oggettiva' per togliere ai facinorosi un'arma di ricatto verso i club che in molti s'ostinano a leggere come ' manifestazioni di razzismo' quando invece appaiono sempre più come tanti bassi reiterati tentativi d'estorsione. E continuiamo a dar credito a chi vuol costruire le nuove ' case' del pallone. Fast, Fast, Fast! Come grida il buon Rocco di Calabria. Prima che sia troppo tardi. Secondo turno di Coppe.

CRONACA DAL DIVANO. E voi dite che uno che se la svigna già ai primi cento metri per andarsi a spassare in solitaria  un intero Gp, lo esalta ? O lo sublima, quanto un anacoreta, tra le dune del deserto ? Che fa? Perchè a perdere occhi e sonno davanti [...]

21 ottobre 2019 0 commenti

Non solo sport. Moto: Marc, non più Vale ma Ago. Il Diavolo cambia: chiamato Pioli. San Siro: che si fa?

Non solo sport. Moto: Marc, non più Vale ma Ago. Il Diavolo cambia: chiamato Pioli. San Siro: che si fa? E così il buon Giampaolo ha dovuto dire addio all'occasione delle occasioni. Sedere sulla panca del Diavolo, che ( però) di lui non era affatto convinto. Al punto che, pur dopo una (sofferta) vittoria, l'ha licenziato. Al suo posto il buon Pioli, già sulla panca dei cugini rivali, non proprio il sogno dei sogni per i rossoneri, che però da lui s'aspettano almeno di risalire la china verso la zona Coppe. E' fin troppo, infatti, causa i pastrocchi dell'ultimo Berlusca, che il Diavolo latita dai massimi consessi europei e mondiali. Lui che, per l'Equipe, è stato nomato ( grazie ai suoi Immortali) ' la squadra del secolo'. E se il derby d'Italia, decisamente il più bello degli ultimi anni, ha ristabilito le gerarchie in ambito Serie A, non è che tutto sia finito. Deciso. O quasi. Come in Francia. Come in Germania. Come in Premier. Viene infatti da ridere pensando a quanto impegno abbiano messo i nostri anglofili per convincerci ( giornalmente) che il massimo campionato di calcio d'Albione era il più ' tirato' , ' affascinate', ' inarrivabile', del Globo. Per poi scoprire che se il City lascia qualche altro punticino per strada, ai reeds di Liverpool, basterà attendere comodamente stravaccati sul un divano la primavera per andar poi a levare al cielo un altro Scudetto. Vogliam dire, che la Signora, al momento, poche rivali ha, soprattutto nel Belpaese, ma questo non significa che la Beneamata, magari sostenuta dalla beffarda Eupalla, più avanti, con altri venti, possa cambiare le carte in tavola. Ci sembra invece in ambasce il Ciuccio, che dopo la vittoria sui campioni d'Europa sembra sprofondato nelle bambocce. Tanto che qualcuno ventila l'addio anticipato del sor Carletto da Napoli. Che, francamente non ci apparirebbe una gran soluzione, nè per lui nè per DeL; come non sarebbe una gran soluzione quella di un 'altro ventilato ( clamoroso) addio anticipato, quello di Cr7, da Torino . Il nostro Albertone gliela canterebbe ' Ma dovei vai, se la banana non ce l'hai?'. Battute a parte, non ci sembra che in giro pel Pianeta ci sia ( nel complesso) qualcosa di meglio della Torino, delle terre terra sabaude dei re d'Italia. E mentre il Campionato sosta, rispunta la banda del Mancio. Di verde vestita. Quasi una bestemmia, che però ( promettono i nostri cervelloni al timone) risuonerà lungo valli e borghi per una notte sola. Inoltre con altri due successi ( Grecia, in casa; Liechtenstein, fuori) i nostri porterebbero a casa l'auspicata qualificazione per l'Europeo. Da vivere da ' guerrieri ' o da 'belle statuine' ? Restiamo infine in attesa per le decisioni sullo stadio ( nuovo o ristrutturato) di Milano. Che speriamo non si faccia prendere la mano dal voler rendere onore alle gloriose vestigia antiche piuttosto che provar a generare un ( altrettanto) prodigio.

CRONACA DAL DIVANO.  Gli mancavano solo due punti per l’ottavo titolo, figuriamoci se li lasciava perdere. E così dopo un weekend in cui era volato via disintegrando la moto, dopo un breve controllo  in ospedale, è tornato in pista per riappropriarsi del suo ruolo e del suo titolo. L’ottavo, al [...]

8 ottobre 2019 0 commenti

Non solo sport. Champions: qualche luce, molte ombre. Beneamata e Dea già fuori? Torna la MotoGp.

Non solo sport. Champions: qualche luce, molte ombre. Beneamata e Dea già fuori? Torna la MotoGp. Cominciamo dalle note dolenti. A partire, spiace dirlo, da una Dea mandata in campo più per farsi ' prendere a botte' che altro. Quattro gol a Zagabria, che non è il tempio della dea Eupalla, due ( in rimonta) dallo Shaktar, che ha una sua collaudata solidità, certo, ma che poteva essere battuto, certo battuto, e questo diciamolo anche ai media che ( non si capisce perchè) invece di mettere il dito sui numerosi ' difetti' messi in campo dalla Dea, preferiscono assolverla. Del resto, com'è d'uso oggi. Tempo di buonisti ad oltranza. Quando invece lasciarla cullare nell'illusione è come volerla abbandonare al suo destino. Che in questo caso vuol dire altre quattro ' batoste' o giù di lì, fino all'esaurimento del girone. Quali 'difetti'? Intanto ( finora) non ci è sembrata adeguatamente preparata. Mentalmente e fisicamente. Mentalmente, perchè spesso confusa, distratta, debole nei tacles e facile a farsi strappare palloni dai piedi come l'ultimo, che ha consentito di servire la ' beffa' al '95. Fisicamente, perchè non distribuendo giustamente le forze finisce con lo smarrirle ( più o meno) nel quarto d'ora finale. Se tutto ciò non conta, allora giusto è il commento del buon Gasp ' Meritavamo noi. Il risultato è l'unico aspetto negativo. Spiace soprattutto per i ragazzi che sono stati eccezionali: in Europa stiamo raccogliendo meno di quel che meriteremmo'. Già, chissà perchè? Tra le note positive non può che starci l'impresa del Ciuccio al San Paolo ( 2-0) contro il Liverpool, campione d'Europa. Però maldestramente ridimensionate da un pareggio ( 0-0) a Genk che, francamente, per quel che si pote ammirare da un divano, poteva essere ( tranquillamente) trasformato in vittoria. Che, forse, non s'è cercato come si doveva, rimandando ai soliti scenografici ultimi minuti il compito di salvare la faccia. In ogni caso, se al Ciuccio non fa difetto la memoria, ricordi l'esperienze trascorse donde, con distrazione come questa, in men che non si dica ci si ritrova fuori dagli ottavi di Coppa. Se mezza 'stecca' risultava il 2-2, in rimonta della Signora nell'andata a Madrid, possiamo (invece) applaudire la sinfonia successiva contro il B. Leverkusen, battuto ( 3-), certo, come si doveva, punto e basta. Sempre che ci sia iscritti alla Coppa dalla grandi orecchie per vincerla e non per ammirarla nelle bacheche altrui. Non è stata nè fortunata, nè ben diretta ( dall'arbitro) la Beneamata, che fino all'84' ha fatto tremare l'affollato Camp Nou. L'arbitro, esperto, ha ritenuto come tanti altri suoi colleghi in passato non sdegnare più di tanto Messi&C. Finendo col favorire una rimonta ( 2-1) che, francamente, sportivamente, ordinariamente, non rispecchia l'andamento del gioco. Sono i ' gloriosi misteri di Coppa' , come si dice, che finchè qualcuno non ce li spiega, dobbiamo tenerceli come sono. Camp Nou o Bernabeu che sia. E comunque con questo secondo risultato negativo ( il pareggio dell'andata è poca cosa) la Beneamata può considerarsi, più o meno, salvo miracoli da Araba Fenice, come la Dea: ovvero, fuori, almeno per un altro anno ancora. Torna in pista la MotoGp, per dar l'ottavo titolo al cataluno che ' cade non cade'.

CRONACA DAL DIVANO. Esaurito il primo turno di Champions. Per noi con qualche luce e molte ombre. Dovessimo paragonarci agli altri, potremmo essere solo parzialmente . Nel complesso, e con un occhio al ranking. Cominciamo dalle note dolenti. A partire, spiace dirlo,  da una Dea  mandata in campo più per farsi ‘ [...]

3 ottobre 2019 0 commenti

Non solo sport. Mondiale F1: parata di ‘rosse’. Moto Gp: solito Marc. Con il quarto turno di Campionato.

Non solo sport. Mondiale F1: parata di ‘rosse’. Moto Gp: solito Marc. Con il quarto turno di Campionato. Eppoi, hanno il coraggio di volerla sverniciare, ogni tanto, quella prodigiosa macchinina 'rossa' che mito e non leggenda o favola è, come l'ippogrifo alato capace di sfidare il sole. Gli altri, infatti, transitano, lei resta. Magnifica. Unica. Che quando men te l'aspetti si rimescola alle sue ceneri e si rigenera. Più lucente e rossa che pria. In tanti cercano di indagarla, d'interrogarla, di imitarla, eppure lei sempre sfugge, riparando dove agli altri non pare, portandosi seco quel misterioso afflato vitale che soltanto il grande Drake deve avere avuto modo e tempo d'avvertire nell'atto della creazione. Nel lontano Oriente di Sandokan, ad essere favorite erano le ' frecce d'argento' di quel formidabile driver nero. Alle 'rosse' veniva riservato soltanto qualche parcella minima di pronostico. Tanto che perfino le Red Bull del venditore di bevande avrebbero dovuto asfaltarla, impietosamente, tra una stradina e l'altra d'un tortuoso percorso cittadino. Visioni da miscredenti. Perchè, alla prova della pista, la 'rossa', anzi le 'rosse', non hanno fatto altro che attingere alla loro attitudine a scrivere di storia e non (solo) di cronaca. E, alla fin della lunga tenzone, si sono presentate in parata sotto lo striscione del traguardo. Ora, non è che anche con questa impresa vadano a mettere a repentaglio un titolo mondiale da tempo assegnato, ma solo a riprendersi le luci della ribalta. Che non possono che essere le loro. Così diverse. Così affascinanti. Dal cuore infinito, donde custodiscono tanto i grandi come Schumi vincitore di tutto o del Niky che di rosso s'è vestito per l'ultimo viaggio; quanto chi ha vinto poco o nulla, ma che ( come l'immenso) Giles il suo ( commovente ) talento donato ha alla causa loro.Moto Gp: nulla di nuovo è apparso anche ad Aragon, pista di casa del ' mostro cataluno', che gli avversari ha manco fischiato, fin dai primi metri, per involarsi solitario verso l'ennesima vittoria, verso un altro titolo. Risultati e commenti del quarto turno di Campionato.

CRONACA DAL DIVANO. Eppoi, hanno il coraggio di volerla sverniciare, ogni tanto,  quella prodigiosa macchinina ‘rossa’ che mito e non leggenda o favola è, come l’ippogrifo alato capace di sfidare il sole. Gli altri, infatti, transitano, lei resta. Magnifica. Unica. Che quando men te l’aspetti si rimescola alle sue ceneri [...]

23 settembre 2019 0 commenti

Non solo sport. Paride Dovi centra il ‘tallone’ di Achille Marc. In un duello epico. E tant’altro sul weekend.

Non solo sport. Paride Dovi centra il ‘tallone’ di Achille Marc. In un duello epico. E tant’altro sul weekend. Vediamo lo sport di questo fine settimana. Qualche risultato baluginante lo offre il calcio, ma si tratta di esperienze in fieri. Nonostante ciò la Lupa ( ai saluti con Dzeko) può permettersi di battere ai rigori ( 2-2 nei regolamentari) nientemeno che i real inguaribili spendaccioni del Real Madrid. Il Toro, intanto, superati i preliminari, s'affetta ad incontrare il South per l'ingresso ai gironi Uefa. Non sarebbe male ( per il ranking) eliminare una inglese e iniziare l'Europa con sette squadre variamente distribuite. Nella moto, è da alcuni anni che abbiamo messo fine al predominio ( assoluto ) dei centauri spagnoli. Che restano competitivi, ci mancherebbe, ma ( sempre più costretti) a fare i conti con i nostri. Nella Moto 3, abbiamo colto l'ennesima doppietta ( per un nonnulla tripletta) con Fenati ( redivivo) e Arbolino ( in crescita). Qui Della Porta ha sopravanzato in graduatoria mondiale l'ispanico di turno, Canet, con 155 punti contro 154. Nella Mot0 2 solo la precipitosa scivolata di Marini poteva portarci via ( a due passi dal traguardo) se non un'altra doppietta certamente uomo o due sul podio. Nella Moto Gp, null'altro da segnalare che l'epica lectio magistralis inferta dal buon Dovi di Frampulla al ' mostro' cataluno. Durante la tenzone s'è avuto modo di vedere riaffacciarsi nelle prime posizioni l'eterno Maestro di Tavullia, giunto poi quarto, e di nuovo il migliore tra i piloti Yamaha. il redde rationem è rinviato in quel di Silverston, 25 agosto. Nel ciclismo, Viviani s'è aggiudicato il titolo all' Europeo in Olanda. Che s'assomma ad altri bei risultati ( in tutto 8 medaglie), come l'oro di Dainese negli Under 23 e della Cecchini nella Elite donne. Nel volley, dopo le ragazze, anche i ragazzi di Blengini battendo lo spauracchio Serbia ( 3-0) si sono ritagliati il pass per Tokio 2020. Altri bei risultati sono piovuti dagli Europei a squadre d' atletica, disciplina da noi data per morta e ora risorta, come ben s'addice nel paese d'adozione dell'Araba Fenice. I nostri si sono piazzati al quarto posto finale ( miglior risultato di sempre) distanziati di (appena) mezzo punto dalla Francia, terza. Un velo pietoso resta steso sul comportamento di quelli del rugby ( solo 20 minuti, contro l'Irlanda) e del basket ( che in cinque minuti dell'ultimo tempo si sono fatti fare ben 19 punti). Sappiamo che queste squadre sono ' rimediate' cercando l'apporto di chi azzurro non è più o non lo è mai stato. Stessero, tutti costoro, americani vecchi e nuovi, ricchi e poveri, a casa loro, ci farebbero un gran piacere. E anche un gran servigio, visto che quando occorre, qui, nel Belpaese, dove tutto accade, si risorge anche dalle proprie ceneri.

LA CRONACA DAL DIVANO. I lusinghieri successi che lo sport italiano va ogni ora di più cogliendo per quel che ci riguarda non indicano un mondo migliore del paese che lo partorisce, ma semplicemente un mondo che quando s’affida ai migliori ottiene risultati che (davvero) invidiano. Anche perchè inattesi. Non [...]

12 agosto 2019 0 commenti