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Ravenna. In udienza papale benedetta la croce donata nel 1965 da Paolo VI per la tomba di Dante.

Ravenna. In udienza papale benedetta  la croce donata nel 1965 da Paolo VI per la tomba di Dante. La delegazione è purtroppo piuttosto ristretta a causa delle normative anti Covid, ma ciò non rende meno significativa questa nuova tappa delle celebrazioni dantesche, apertasi il 5 settembre a Ravenna alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che costituisce un ulteriore prezioso momento dall’alto valore spirituale e simbolico. La croce è una croce greca, con quattro ametiste incastonate alle estremità, collocata al di sopra della lastra marmorea di Pietro Lombardo. Fino a prima del recente restauro della Tomba era stata sostituita da una copia. Nella ricorrenza del settimo centenario della nascita di Dante, Paolo VI con la lettera apostolica 'Altissimi cantus', datata 7 dicembre 1965, evidenziava il profondo interesse della Chiesa per la figura di Dante. La lettera apostolica completava la serie di iniziative attraverso le quali papa Montini volle esprimere l’ammirazione sua e di tutta la Chiesa per il cantore della Divina Commedia. Il 19 settembre dello stesso anno il Papa aveva inviato per la tomba del Poeta a Ravenna la croce d’oro, come segno della risurrezione che Dante professava. La croce in particolare sanciva il riconoscimento di Dante quale figlio devoto della Chiesa, ponendo le sue reliquie sotto il segno fondamentale del mistero cristiano, respingendo l’idea sorpassata di un Dante eretico e ribelle. In particolare Paolo VI scrisse all’arcivescovo Baldassarri di Ravenna che la Divina Commedia è 'poema dell’umanità, della civiltà, della filosofia e teologia, poema dell’unione e dell’armonia dell’ordine naturale con il soprannaturale, della vita presente con l’eterna'.

RAVENNA. Una delegazione della città di Ravenna, guidata dal sindaco e presidente della Provincia Michele de Pascale e dall’arcivescovo di Ravenna e Cervia Lorenzo Ghizzoni e dal prefetto Enrico Caterino,  fra cui figurano anche Antonio Patuelli, presidente dell’Abi e del gruppo La Cassa di Ravenna, e Marco Martinelli ed Ermanna Montanari, [...]

10 ottobre 2020 0 commenti

Non solo sport. Un Presidente da confermare. Germania e Francia insieme per il Recovery Fund.

Non solo sport. Un Presidente da confermare. Germania e Francia insieme per il Recovery Fund. A Cernobbio è mancato (causa impennata Covid) , il ministro francese dell'Economia Bruno Le Maire, che, comunque, ha inviato un messaggio ai partecipanti dell'importante consesso economico mondiale. Le Maire ha precisato il senso delle misure presentate ultimamente dal suo Governo. Il Ministro ha spiegato anche quanto non ancora emerso pubblicamente, e cioè ' che una parte delle risorse messe in campo, soprattutto quelle per rafforzare la competitività industriale del Paese transalpino, secondo pilastro del Piano, saranno oggetto di uno stretto coordinamento con la Germania'. La Francia sembra avere ambizioni in diversi settori chiave, come l'intelligenza artificiale, il computing quantistico e l'idrogeno: quest'ultimo sarà oggetto d'un progetto di sviluppo che verrà dettagliato a breve. L'obiettivo è quello di colmare lo svantaggio accumulato in questi settori nei confronti della Cina e degli Stati Uniti, secondo una nuova linea di politica industriale, non ancora europea ma certamente franco-tedesca che punta molto ad esercitare una nuova forma di sovranismo economico. In questo senso, i due innamorati, sembrano aver colto l'essenza del Recovery Fund. Dove le risorse messe a disposizione sono tali da rappresentare una vera e rara opportunità per rafforzare settori industriali dove la competizione extra-europea è fortissima, rivedendo le strategia in atto con i due giganti economico-industriali. Il tutto, secondo Le Maire, servirà ' a creare l'Europa del 2030'. Ottimo. Il problema però è che non si viaggi tra i soliti due o tre escludendo il resto. In questo caso, come in altri casi. E' vero che per fare una nuova nazione occorre che qualcuno prenda l'iniziativa. E' capitato al Piemonte con l'Italia. E alla Prussia con la Germania. Tuttavia, meglio muoversi con ' juicio', lungimiranza, perchè se poi si fanno cappelle, grandi, grosse, ad esempio, come quella dell'Italia all'indomani dell'unificazione con il suo Mezzogiorno, i 'danni' si porterebbero avanti all'infinito. Se (davvero) si vuol far nascere una nuova nazione perchè non coinvolgere tutti gli interessati? Soprattutto se tra questi c'è l'Italia, basta sfogliare qualche libercolo, senza la quale si darebbe vita ad un corpo monco di qualcosa. Testa, braccia o gambe, non si sa: s'accomodino pure, i lor Signori, neo facitori della futura Europa! A proposito del nostro Presidente, il premier Conte lo ha proposto per un bis. Forse, costui, di manneggi amanneggiato, sta bleffando? Non è un po' troppo presto per parlare della rielezione del Capo dello Stato? Di solito, quando s'anticipano tempi e nomi, non è per bruciarli? Cosa al popolo ( di qualsiasi colore tinto) non gradita, perchè al presidente Mattarella sì è ( sinceramente) affezionato. In un tempo di politici e dirigenti e addetti ai lavori che lasciano ( in buona parte) il tempo che trovano, un uomo che parla quando deve parlare, attendibile, discreto, chiaro, diretto, che altro può essere se non una benedizione del Signore? Che il popolo, salvo maneggi amaneggianti, e soliti bastian contrari, gradirebbe ( sentitamente) confermare.

LA CRONACA DAL DIVANO. Ha detto il nostro presidente al Forum di Cernobbio  che l’azione della Commissione europea è ‘ diventata il centro di elaborazione di linee guida che hanno rafforzato la coesione Ue’. Infatti, non è stato ‘ una esortazione alla solidarietà ma l’esercizio di una responsabilità istituzionale’. Ora il ‘valore [...]

6 settembre 2020 1 commento

Non solo sport. Europa in ordine sparso. Prima l’immigrazione, poi la salute. E se arrivasse pure la difesa?

Non solo sport. Europa in ordine sparso. Prima l’immigrazione, poi la salute. E se arrivasse pure la difesa? I giorni del Coronavirus obbligano a pensare. A rivedere. A rinnovare. Cose non scontate. Anzi, se ben ci guardiamo intorno, c'è tanto da fare che c'è da perdersi d'animo. Con la nostra ( e l'altrui ) gente che continua a morire. Dicono che la Lombardia stia avendo più morti che nella Seconda guerra mondiale. Non sono messi meglio gli altri, e perfino i Tedeschi, che stanno toccando quota 5 mila decessi nonostante i grandi mezzi disponibili. Il pensiero più grande è per costoro, e per le loro famiglie, ma fa perdere il sonno anche il pensiero del domani. Chi ricostruirà, infatti, su tante macerie? E come? E chi? E l'Europa come uscirà dalla dura prova: un pollaio di più o meno credibili staterelli, o una grande nazione nuova, dalla Scandinavia alla Sicilia? E la picciola Italia, che qualcuno vorrebbe abbandonare nell'ora ( non tanto ) del bisogno ( ma ) della lungimiranza, come si salverà? Vero è che ne ha passate talmente tante che il Coronavirus, una volta archiviato, perchè sarà archiviato, checchè ne dicano le implacabili task force di virologi, sarà a malapena ricordato. Il problema è con chi è come uscirà. Quanto il venditore di almanacchi, del futuro non vogliam certezza. Se altri la vogliono, si facciano avanti. A noi basterà sapere se quelli che sopravviveranno vorranno marciare con noi o senza di noi. Dopodichè ci regoleremo. Anche perchè i nostri vecchi non ci hanno sempre detto: meglio soli che male accompagnati? Intanto cominciamo a dare un'occhiata alle forze in questa presenti. Nostre e altrui. Per farcene una migliore cognizione. Dalla morsa del Coronavirus vorrebbe sottrarsi anche lo sport. Nel suo insieme. Anche se a starnazzare di più è il calcio. Con i suoi miti più falsi che veri. Come di quei tizi che se ne son volati via dall'Italia, andando a riparare chissà dove, visto che quel lesto mostricciattolo s'appresta a volare anche nelle loro terre natali. Ci sovviene quel pretestuoso Pipita, che di tutta questa folla di anti eroi è diventato il campione conclamato. Baci e abbracci, caro Pipita , ma adesso stia il più lontano possibile!

LA CRONACA DAL DIVANO. I giorni del Coronavirus obbligano a pensare. A rivedere. A rinnovare. Cose non scontate. Anzi, se ben ci guardiamo intorno, c’è tanto da fare che c’è da perdersi d’animo. Con la nostra ( e l’altrui ) gente che continua a morire. Dicono che la Lombardia stia [...]

19 aprile 2020 0 commenti

Non solo sport. Coronavirus Italia: si scende. Steinmeier: ‘Noi Tedeschi, tenuti alla solidarietà con l’Europa’.

Non solo sport. Coronavirus Italia: si scende. Steinmeier: ‘Noi Tedeschi, tenuti alla solidarietà con l’Europa’. 'Oggi l'Unione europea ha di fronte a sé una sfida epocale, dalla quale dipenderà non solo il suo futuro, ma quello del Mondo intero. Non si perda l'occasione di dare ulteriore prova di solidarietà, anche ricorrendo a soluzioni innovative. L'alternativa è solo l'egoismo degli interessi particolari e la tentazione di un ritorno al passato, con il rischio di mettere a dura prova la convivenza pacifica e lo sviluppo delle prossime generazioni'. Così papa Giovanni nel messaggio 'Urbi et Orbi' di Pasqua. Recitato in una piazza San Pietro desolatamente vuota. Con li occhi del Mondo ( più che mai) attratti dal suo 'rumoroso silenzio'. 'Noi Tedeschi non siamo semplicemente chiamati a mostrare solidarietà all'Europa, siamo tenuti a farlo! No, questa pandemia non è una guerra. Non ci sono Nazioni che si oppongono ad altre Nazioni. Non ci sono soldati contro soldati. È un test di umanità. Mostriamo alle altre persone il meglio che è dentro di noi. E per favore mostriamolo anche a tutta l'Europa'. La Germania non potrà affatto uscire in salute e forte dall'emergenza del Coronavirus, se il resto d'Europa non potrà fare altrettanto'. Così il presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier in uno straordinario discorso alla nazione trasmesso in tivù. Steinmeier ha citato Bergamo e ha sentito Mattarella. Voci importanti, quelle di papa Giovanni e del presidente della Germania, alle quali dobbiamo unire quella, sempre più ascoltata, del nostro Presidente, oggi autorevole personaggio di riferimento di questa Europa messa a dura prova da un evento epocale, e che per 'sfiga' sua proprio in questo frangente è ricolma d' orbi e poareti di vario ceto, genere e colore. CORONAVIRUS ITALIA. Secondo il bollettino della Protezione civile aggiornato al 12 aprile , nelle ultime 24 ore si sono registrati 1.677 nuovi guariti e 431 vittime in più. Sono 3.343 i malati ricoverati in terapia intensiva, 38 in meno rispetto a ieri .

LA CRONACA DAL DIVANO. ‘Oggi l’Unione europea ha di fronte a sé una sfida epocale, dalla quale dipenderà non solo il suo futuro, ma quello del Mondo intero. Non si perda l’occasione di dare ulteriore prova di solidarietà, anche ricorrendo a soluzioni innovative. L’alternativa è solo l’egoismo degli interessi particolari [...]

13 aprile 2020 I commenti sono disabilitati

Non solo sport. Sembrano tornati alla Duplice Alleanza. E se facessimo un’ Europa senza questa Germania?

Non solo sport. Sembrano tornati alla Duplice Alleanza. E se facessimo un’ Europa senza questa Germania? Chissà se a qualcuno è capitato di notare che, qui, nel Vecchio Continente, sotto i nostri occhi increduli, resta vivo un infausto passato? Con contrapposizioni che sembrano ricalcare ( rognosetti o surgelati a parte, che poco contavano e poco contano) quelle d'un secolo fa: da una parte, quelli della Duplice Alleanza ( Germania e Austro-Ungheria), dall'altra, quelli della Triplice Intesa ( Gran Bretagna, Francia, Italia). Nella prima, ci si è avviati verso la sconfitta e il nazismo, nella seconda ( Ventennio italiano anomalo a parte) verso la democrazia e la libertà. Poi, che tutti , più o meno, abbiamo accettato adesso il modello vincitore, scopriamo che non tranquillizza più di tanto. Infatti credevamo che una certa orribile Europa fossa rimasta al tempo che fu e, invece, che ci tocca di rivedere? I soliti, o meglio, una parte dei soliti, ancora contrapposta agli altri. Un beffardo virus giunto ( inatteso?) dall'Estremo Oriente sta qui facendo riaffiorare, incredibilmente, quanto sembrava già sepolto dentro i milioni di tombe che quella contrapposizione ( per qual ragioni o torti poco conta) ha fatto. Italia, Spagna, Francia , stremati dal virus, chiedono venia e che gli ribattono gli eredi degli Imperi centrali? Arrangiatevi, se avete problemi risolveteveli. E se chiedete ossigeno, pagatelo, al prezzo ( degli speculatori) di guerra. ' Se questa è l'Europa - sbotta il buon Bonaccini, presidente di una regione italiana operosa e ricca quanto o più della Baviera prima d'essere colpita dal Coronavirus - che se la tengano'. Come dire: rimbocchiamoci le maniche e mandiamoli a quel Paese. Già, mandiamoli a quel Paese. E chi ci aveva pensato? In fondo chi ha mai detto che l'Europa non si possa far anche senza di loro? O almeno, senza quella parte di loro che dell' orribile passato non vogliono disfarsi, nascondendo chissà dove i suoi lugubri simboli ? In tal contesto, chiaro è che la Cancelliera, prossima ad abdicare, può riservarsi l'ultima parola. Per mostrare agli altri con qual Germania s'ha a che fare; e inoltre se lei va in archivio come ' costruttrice di nazioni' oppure solo e soltanto come ( ambiziosa) segretaria d'un (cattivo) capoufficio. Il cui identikit, al momento, speriamo errando, è fin troppo facile immaginare. La Chiesa romana, nel silenzio, ha riacceso la speranza del Mondo. Mentre un grande Presidente, nell'ora fatale, trova giuste parole per un ' mar in gran tempesta'. Preziose per noi, Italici, ma anche per quelli al di qua e al di là dell'Alpe, orbi e sordi ( di mente) compresi, oltre che ariani.

LA CRONACA DAL DIVANO. Due note innanzitutto. Quella dedicata ad una Chiesa romana che in ‘silenzio‘  ha ripreso  la scena del Mondo; quello d’un Presidente d’un Paese che nell’ora fatale sa  trovare le parole giuste al momento giusto,  ‘ per  questo  mar in gran tempesta’.  Per noi, Italici, ma anche per gli altri, [...]

28 marzo 2020 0 commenti

Non solo sport. Il Presidente:” Basta odio e divisioni!”. L’anno di Coppi e l’augurio al ‘nostro’ Schumi.

Non solo sport. Il Presidente:” Basta odio e divisioni!”. L’anno di Coppi e l’augurio al ‘nostro’ Schumi. Nuovi stadi in arrivo? Il 'Castellani' di Empoli potrebbe essere il primo stadio realizzato con un ' project financing', con parternariato pubblico-privato. Una volta approvati progetto e piano economico verrà indetta una gara pubblica e l'Ati Pessina avrà il diritto di prelazione. La nuova struttura potrà ospitare circa 20 mila posti ( comodamente) seduti. Prosegue anche sullo stadio la ' manfrina' romana, dove al giorno d'oggi manco i Cesari riuscirebbero ad abitare. Pallotta, che si illude di far tutto d'Oltreoceano, vorrebbe sbrigarsi. Ma della sua fretta, qua, ciascuno se ne frega. Intanto il progetto nuovo stadio lampeggia come luci di Natale, illudendo: ' Ci sono, non ci sono ...'. Speriamo diano prova d'altro valore, quelli di Milano, che in fatto di realizzazioni hanno ben altra nomea. Intanto Inter e Milan sembrano trovarsi d'accordo su due ipotesi, innanzitutto: o riadattare il mitico San Siro ( 62 mila posti) o costruzione uno ex novo, due passi più in là, nella verde zona galoppatoio. Va bene anche così, l'importante che vuole calcio a Milano continui ad andare alla ' Scala' e non in qualche squallida banliueu o in qualche destrutturato sobborgo metropolitano. Del resto è (arci)noto che tra le leve da azionare per recuperare il 'fuori campo' con le big europee ci sono gli stadi. Nel 2019 ci si attende la svolta, cioè un definitivo punto di chiarezza sui progetti ( in particolare) di Milano, Roma e Napoli. Se lassù, in Fgci, Lega, Governo o altri, qualcosa di nuovo è ( davvero) sbocciato lo sapremo a breve. Intanto, per la prima volta, la Lega si è dotata di un ad: De Siervo, ebbene si diano a lui le deleghe necessarie per sviluppare un prodotto collettivo (in parte) sull'esempio Premier, e ( per altra parte ) sulla nostra storia sportiva che avrà (pur) qualche 'scheletro' da togliersi di dosso ma anche qualche (innegabile) 'retaggio' di cui far tesoro.

LA CRONACA DAL DIVANO.  Nuovo anno ( non solo di sport),  con  (vecchie ) abitudini e relativi ( vecchi) arnesi all’opera.  Il buon Lorenzo,   trentenne, maiorchino, è ‘ (tra) passato‘ com’ è  noto ( dopo due anni) dalla sella della Ducati a quella della Honda.  Sembrerebbe, a starlo sentire, per via [...]

3 gennaio 2019 0 commenti

Non solo sport. Partorito il Governo. Torna il prof Conte, con Salvini e Di Maio ‘suoi’ vice primi ministri.

Non solo sport. Partorito il Governo. Torna il prof Conte, con Salvini e Di Maio ‘suoi’ vice primi ministri. E comunque ( da noi) il parto è compiuto. Infatti ( salvo colpi di scena ) dopo lunga attesa, possiamo annunciare che il governo carioca è in pista di lancio. Resta qualche formalità ( in primis ringraziare il buon Cottarelli per il disturbo a lui recato), dopodichè, si potrà annunciare la lista dei ministri. Composta ( sempre salvo colpi di scena) dal prof Conte, con Salvini ( Lega, ministro Interni) e Di Maio ( M5S, ministro Lavoro e Sviluppo economico) vice premier; al ministero dell'Economia non va Savona ma Tria, con il primo dirottato ai rapporti con l'Ue. Cosa ci sia di nuovo rispetto alla 'sparata' di domenica scorsa sarà oggetto d'indagine. Per quel che ci riguarda poco o nulla, se non a ribadire il concetto ormai sempre più evidente che più che ad uscire dall'euro qui si cercherà di dare una spallata ad una leggiadra Europa a conduzione alemanna che tutto ha fatto in questi ultimi anni che essere leggiadra. Separando più che unendo. Speriamo, una volta tanto, che anche in Oltralpe ci sia qualcuno che di questo ( ed altro) cominci a farsene ( finalmente) una ragione. La Festa del 2 Giugno ora potrà vedere 'normalizzata' la ( contagiosa?) situazione italiana. Primo impegno di Conte il G7 della settimana prossima. Speriamo solo che mostri da subito l'abitudine a lasciare il cappello nella apposita cappelliera.

LA CRONACA DAL DIVANO. Il governo oggi non c’è, domani pure. Quanto ci piacerebbe interpellare i nostri maestri. Come quel Niccolò , segretario fiorentino, fondatore della scienza politica, e che di codesti soggetti ( forse) mai ha visto ( neppure) l’ombra. E del resto dove li si poteva andare a cogliere [...]

31 maggio 2018 0 commenti

Non solo sport. Alì, il più grande ci ha lasciati. Dal maestro di Tavullia un’altra lezione di moto e sportività.

Non solo sport. Alì, il più grande ci ha lasciati. Dal maestro di Tavullia un’altra lezione di moto e sportività. La prodigiosa prestazione del Vale ha ammutolito anche gli avversari, tanti anche in Ispagna. Ma la sua vittoria più grande, nella speciale circostanza, non è stata quella riportata in pista contro il suo giovane allievo, ma l'altra, nel box in attesa della premiazione, con quel suo sincero, generoso, lungimirante allungarsi della mano per andare a stringerne un'altra, di mani, quella del suo avversario, ancora imberbe per lui ma già grande per tutti gli altri. Pantelleria il volto migliore dell'Europa.

  LA CRONACA DAL DIVANO ESTATE. E’ormai un problema annoso, quello che si presenta ogni giorni agli occhi dell’Europa. Che bisticcia ma non risolve. Gli antichi campanili sono duri a morire. E quello che potrebbe risultare tuttora il ‘ miglior posto al mondo’ è un Continente in affanno, contraddittorio e perfino [...]

6 giugno 2016 0 commenti