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Non solo sport. Il 60° delle Frecce tricolori, ali d’Italia. Altri ori azzurri: nelle moto, nel volley, nel ciclismo.

Non solo sport. Il 60° delle Frecce tricolori, ali d’Italia. Altri ori azzurri:  nelle moto, nel volley, nel ciclismo. Dopo coppe coppette, è tornato anche il Campionato, quel Campionato che in molti continuano ( tuttora) a sminuire ( soprattutto) al cospetto delle squadre di Sua Maestà che, a ben guardare, non è che siano portate a casa più di tanto rispetto a noi. Il vecchio Diavolo, vetusto come storia, giovin come compagine, non ha affatto sfigurato all'Anfield. Forse, con un pizzico di autostima in più, e con qualche corsetta all'uopo visto che quelli ( soprattutto) corrono , avrebbe consentito di portare via almeno un punticino dal campo più temuto di Champions. Ma tant'è. Pensiamo a noi. Alle nostre mancanze. E soprattutto ai nostri stadi che continuano a restare sogni nel cassetto. Un servizio su Sky inerente i campi dell' Ajax e del Copenaghen, mette brutalmente a nudo tutta la nostra ( colpevole) arretratezza sul tema. Lassù stadi dalla tecnologia fantascientifica trasformati in aziende in continuo adeguamento, quaggiù ruderi sempre più obsoleti, immoti e costosi che a nulla servono se non ( visto che sono tutti o quasi di proprietà comunale) a far gettare al vento i danari delle collettività. E pensare che, se per un qualche miracolo sempre possibile nella terra dell'Araba Fenice, dovessimo cominciare a farli, usufruendo di quanto nel frattempo maturato qua e là, potremmo addirittura sopravanzarli. Anche per invertire quel rapporto d'entrate, lassù esagerate, quaggiù più in calando che in crescendo. E che messe così come sono al momento continuano ad alimentare la visione di un divario che sui verdi campi da gioco poco si nota. Sennò a diventar campioni sarebbero stati coloro e non noi, per via di geniali capitani di ventura. Continua la magnifica estate azzurra. Sulle due ruote si vince in Moto 3, Moto Gp e MotoBike. L'Italvolley allestito in quattro e quattr'otto dal Fefè s'è incoronato campione d'Europa, proprio come le ragazze, dimostrando una volta di più che il regno del volley sta da noi e non altrove; mentre quel fenomeno assoluto del Pippo è andato a dar lezioni di classe ciclistica nientemeno che ai Mondiali in Fiandre, surclassando i giovani fenomeni di casa, ribadendo una volta di più una verità umana e storica, quella che ' il cuore d'Italia mai smette di battere'. E di 'partorire figli e figlie' di quell'Araba Fenice che, quando men te lo aspetti, risorge dalle proprie ceneri. Imprevedibile. Maravigliando. La signora Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, va ogni giorno di più facendo breccia in quelle 'teste dure' dei ( cosiddetti) europei che di abbandonare i vecchi tratturi stentano assai, anche se sanno che con quelli si va oramai solo verso il burrone e non altrove. Aveva cominciato in sordina, qualche anno fa, qual amica prediletta della Cancelliera ora in attesa del congedo, e con qualche distinguo e qualche critica, ma oggi chi nega più che, Ursula, unitamente a personaggi come il nostro Mattarella, sia diventata uno dei punti di maggior riferimento per quella nuova Grande Nazione che, pur afflitta dalle doglie del ( lungo) parto, volente o nolente, va ( faticosamente ) nascendo ? Pochi giorni fa, nell' annuale discorso sullo Stato dell'Unione, Ursula von der Leyen non ha esitato ad indicare ' alcuni puntelli indispensabili per rafforzare l'Unione europea, sull'onda del successo del NexGenerationEu, primo esempio di indebitamento in comune'.

LA CRONACA DAL DIVANO. ( dal 17 al 20 settembre). E’ stato un fine settimana ancora carico d’interessi. Il volley maschile si è giocato il titolo europeo; a Misano Adriatico è tornato  il Dovi su Yamaha, mentre il Pecco ha ( felicemente) continuato la caccia per la vetta del Mondiale a quel bravo ragazzo del [...]

20 settembre 2021 0 commenti

Non solo sport. L’Italia del Mancio pronta per stupire? L’Italia di Mattarella/Draghi per ripartire?

Non solo sport. L’Italia del Mancio pronta per stupire? L’Italia di Mattarella/Draghi per ripartire? Cambiano gli addendi ma la somma resta uguale. E' , questo, un miracolo calcistico-agonistico- matematico dovuto a quel Mancio da Jesi che, tra lo stupore continentale, ha forgiato una compagnia della pelota ( non basca) senza altri precedenti nella sia pur millenaria storia del Belpaese. Una Compagnia che meglio di quella dell' Ettore Fieramosca, allegra e sfrontata, sbaraglia i nemici senza subire colpi. E', questa, una ' macchina da guerra' balda ed entusiasmante che sta tornando ad ammaliare d'azzurro un Popolo duramente colpito da una terribile pandemia venuta da lontano e ( per molti versi) ancora ignota. Anche in Oltralpe e in Oltremanica si stanno interrogando. Tanto più che l'Italietta del pallone ( estromessa qualche anno fa dal Mondiale) era ormai data ai margini delle grandi nazionali europee. Il solito errore da miscredenti, che alla favola nulla più concedono. Come nel caso di quell'Araba Fenice che proprio lungo una di quelle meravigliose coste ( da tempo immemore ) deve avere trasferito il suo nido. Quello dell' uccello che rinascendo dalle sue ceneri torna in volo fin sulle vette ad altri proibite. E comunque sia, la Compagnia del Mancio va. E bene. Superato in bellezza ( tre vittorie, nessun gol subito ) il suo girone conosce ora la sua rivale degli ottavi. Quella degli eredi del buon Cecco Beppe al quale, più o meno un secolo fa, un' Italia appena ritrovata, contribuì ( più d'altri) a scalarlo dal proscenio mondiale. Un'avversaria che, storia a parte, andrà ad affrontare senza ambasce nè calcoli più di tanto, visto che mostra di saper contare sulle proprie forze e non sulle disgrazie ( o debolezze) altrui. Al momento, le 'presunte favorite' non sembrano brillare più di tanto. Ma questo vorrebbe dire poco. Infatti non è la prima volta che una squadra partita in un torneo a balzelloni s'è ritrovata poi a suonare la grancassa alla fin della tenzone. Del resto ( si sa) che l'obiettivo vero della Compagnia del Mancio non è il pur prestigioso Europeo ma quella pentastella ( da tempo in attesa) da incollare su una maglietta azzurra per l'eternità. Quel che è certo è che il fuoco nemico sugli attuali campi da battaglia va forgiando al meglio una truppa giovane, ardita e talentuosa. D'un talento che i soliti acidi e stolti pasqualotti non accreditano mai e che, invece, ad ogni risorgenza del mitico uccello , torna a sgorgare più lustro ed inarrestabile che pria. Per portarci dove? Una quinta volta sulla vetta del mondo (sportivo)? Al veditore d'almanacchi svelare il futuro non garba. Anche perchè cos'altro c'è di più stimolante dell'andare a scoprirlo ( tutti) insieme, a tempo debito, con quel gran capitano di ventura che si sta rivelando il Mancio da Jesi ? La ( sempre più) brava Von Leyen è tornata a Roma per consegnare la pagella che certifica la promozione dell'Italia di Mattarella e di Draghi. Un'Italia sulla quale, per la prima volta, rompendo pregiudizi e diffidenze ormai insostenibili, l'Europa ha deciso di investire. Qual perno ( fondamentale) d'un continente che, lemme lemme, si va unendo. Per rispondere ( finalmente) da par suo ad altri continenti che si stanno ( velocemente) spartendo le ( ghiotte) torte del Pianeta.

LA CRONACA DAL DIVANO. ( dal 21 luglio 2021).Cambiano gli addendi ma la somma resta uguale. E’ , questo, un  miracolo calcistico-agonistico- matematico dovuto  a quel  Mancio da Jesi che,  tra lo stupore continentale,  ha forgiato una compagnia della pelota (  non basca) senza  altri precedenti nella sia pur millenaria storia [...]

22 giugno 2021 0 commenti

Non solo sport. Governo Draghi al via, imboscate pure. Azzurri flop ai Mondiali di sci. Il derby di Milano.

Non solo sport. Governo Draghi al via, imboscate pure. Azzurri flop ai Mondiali di sci. Il derby di Milano. Il governo Draghi ha ottenuto ampia ( e scontata) fiducia nei due rami del Parlamento. Gli incapaci si son fatti da parte. Al momento, visto che sanno rigenerarsi, qua e là, come margherite in un campo di primavera. Saputelli di ogni genere e ambito, che memori di qualche buon voto a scuola pensano che a governare i popoli, soprattutto quelli più sciagurati, in momenti drammatici, sia facile quanto il compito assegnato loro dalla maestra o dal maestro. L'impresa di Draghi invece è di quelle epiche. Hanno voglia a riderci sopra i saputelli. Null'altro aspettando che veder il buon Draghi gemere nella polvere. E comunque, a dispetto di questi o quelli, speriamo che Marione come tal Giasone torni in patria col suo vello d'oro. Allora dei saputelli non resterà traccia alcuna, mentre alla luce del buon Draghi, caso fosse, ci si potrà illuminare anche nei secoli a venire. Perchè questa volta, con la Patria sua, salverebbe anche la Patria Europa. Una seconda, e forse, decisiva volta; prima di vederla ( finalmente) tramutarsi ( motu proprio) in una nuova grande Nazione. Per lo sport, poco di buono dai Mondiali di sci. Praticamente un ( quasi) fallimento. Si salva la Moioli nella Coppa di snowboard. Sale al secondo posto di Champions l'Olimpia Milano di basket. Grandi sfide nel volley, padrone d'Europa. Berrettini si ritira a Melbourne, mentre il Fogna lotta ma perde contro Nadal, poi eliminato. Resta un breve commento dedicato al calcio. Quello d'Europa ( andata) e quello nazionale. In Europa solito sconcertante ottavo della Signora, a dir il vero, più Incompiuta che Signora, maltrattata da un Porto buono ma non trascendentale. Tanto che se l'arbitro avesse fatto il suo dovere assegnando un sacrosanto rigore su Cr7, probabilmente, l'Incompiuta sarebbe tornata in Patria con ( prezioso) pareggio. Nella League perde ( 0-2) il Napoli ( stremato e corto d'uomini), pareggia in extremis ( 2-2) il Milan a Belgrado con la Stella Rossa e vince contro il Braga ( 0-2) la Roma, al solito dilaniata da ( incomprensibili) questioni interne. In settimana la Dea affronterà il Real in un match che tutti aspettano. Per quel che riguarda gli affari calcistici di casa nostra, infine, c'è da mettere sul piatto quel derby di Milano, che più prestigioso al Mondo non c'è. Questa volta, dopo nove anni, si giocherà per lo Scudetto, appuntato per 18 campionati su ciascuna delle gloriose maglie meneghine. Dicono che è fatica vendere il nostro calcio, roba ridere, perchè la vera fatica è quella di potersi liberare di quanti da anni impoveriscono e dileggiano un movimento che ( nonostante tanti lavaceci ) resta nell'èlite del calcio planetario. Luna rossa riparte da quattro a zero ( per arrivare a sette).

LA CRONACA DAL DIVANO. Il governo Draghi ha ottenuto ampia ( e scontata) fiducia nei due rami del Parlamento. Gli incapaci si son tratti da parte. Al momento, visto che continuano a spuntare, qua e là, come margherite  in un campo di primavera. Saputelli di ogni genere e ambito, che [...]

19 febbraio 2021 0 commenti

Non solo sport. Dal Colle l’invito a Mario Draghi. Per portare fuori dalle secche un Paese sempre dilaniato.

Non solo sport. Dal Colle l’invito a Mario Draghi. Per portare fuori dalle secche un Paese sempre dilaniato. Talvolta trascuriamo gli altri sport. Come il basket che con l'Armani è tornato ai piani alti d'Europa; come il volley ( maschile e femminile) che va riconfermando il suo primato su tutti i campionati gemelli; come lo sci, pronto per i Mondiali, ma con la nostra ( splendida) Sofia ai box per via di in banale ( e grave) incidente. Fra non molto sarà di nuovo l'ora della musichetta da Coppa delle grandi orecchie, ma anche del brivido che potrà suscitare quella ' rossa' del mare predisposta per una impresa che i praticanti della vela potrebbero raccontare ( per anni e anni) ai loro nipotini. Ma l'attenzione, in questi giorni, vessati più che dal Covid dai disastri di cui sono capaci i nostri ( presunti) ' numeri uno', è sul governo, o meglio sulla situazione politica, come sempre esemplare, che altro di meglio non ha saputo fare che mandare all'aria governi e sottogoverni, abbandonando il Paese ai caz... suoi in un momento di grande e tragica bisogna. Ma tant'è. Provvidenza vuole che dalle nostre parti transitino ancora uomini di valore, affidabili, capaci. Intanto quel signore del Colle silenzioso ( e opportuno) quanto non c'è molto da dire e loquace ( oltre che tempestivo) quando del cavallo impazzito bisogna prendere le redini in mano. Il Presidente, questa volta, si è rivolto ad una figura che più stimata non c'è, non solo lungo il Belpaese, ma anche nella leggiadra Europa. Una figura che proprio poco fa ha accettato ( con riserva) l'incarico di fare non ( il solito) giretto di consultazioni ma di reperire le forze di cui ha bisogno il Paese in questo momento di straordinaria ambascia. Nutriamo in lui grande fiducia. Il confronto con il governo Monti non ci sta. Son troppe le diversità in campo. Auguriamo solo al nostro (caro) Presidente di avere avuto l'occhio lungo e di avere anticipato quel disastro annunciato che i tanti ( chiassosi) lavaceci che ( in questi ultimi lustri) hanno trovato casa nelle troppe ( comode) case della politica nazionale, manco avrebbero preso in considerazione. Benvoluti e generosi come sono.

LA CRONACA DAL DIVANO. Avanti con il Campionato ( alla prima di ritorno, con Milan e Inter ancora in vetta una dopo l’altra), avanti anche con la Coppa Italia, alle semifinali, con la prima vinta dalla Signora ( 1-2) sulla Beneamata.  Ora sotto con Napoli e Atalanta. Eppoi, senza soluzione [...]

3 febbraio 2021 0 commenti

Non solo sport. Serie A: è tornato a splendere il derby di Milano. Nell’attesa del futuribile San Siro.

Non solo sport. Serie A: è tornato a splendere il derby di Milano. Nell’attesa del futuribile San Siro. Speriamo si tratti dell'ultima volta, dell'ultimo Natale moscio, visto che già circolano in Europa i vaccini. Accolti come una speranza. Nel frattempo impegnandoci a chiarire quanto di non chiarito circola ( fin dall'inizio) su questo ( strano?) virus che si modifica a piacimento rendendo problematica la sua ( definitiva?) sconfitta. Anche gli stadi restano ancora vuoti. Quel ben di Dio che premia soprattutto i campionati del Nord dove per fare un nuovo impianto non occorre chiedere i permessi a Caio Giulio Cesare, ma che il virus, con un colpo di spugna, ha reso tutti eguali e vuoti, e che poco o più nulla ora contano. Le tribù dei fans devono escogitare trovate. Come quella, spettacolare, avvolgente, di tifosi rossoneri che con cori, bandiere e torce luminose hanno accompagnato i loro beniamini fin sulla soglia d'ingresso di San Siro. San Siro che, corsi e ricorsi storici, nell' attesa della sua nuova moderna versione, va riprendendo l'antico valore. Che sia uno dei luoghi che più hanno contribuito alla mitologia del gioco del calcio, lo sanno anche i ragazzi dell'altro emisfero. In proposito non occorre più di tanto riesumare i soliti dati: 36 scudetti ( in due), dieci Coppe dalle grandi orecchie ( in due), una miriade di trofei nazionali e internazionali, tanti palloni d'oro, una infinità di personaggi grandi e piccoli che impreziosiscono come nessun altro questo tempio dello sport mondiale. Alla fine del terribile 2020 Milan ( punti 34) e Inter ( punti 33) sono tornate in vetta al Campionato. La Signora sta rinnovandosi, riprendendo fiato, mentre Napoli, Roma, Lazio e Atalanta non mostrano ancora l' indispensabile continuità per aspirare al titolo, lasciando alle due di Milano campo aperto. Fatto è che il prossimo derby tornerà agli antichi splendori, magari rivisitato da ogni angolo del Pianeta, dove quei colori sono ben noti, per tornare a scrivere altre esaltanti pagine di sport.

LA CRONACA DAL DIVANO. Il terribile 202o, volente o nolente, se ne sta andando. Da città e borghi ricchi di luci per le festività ma spopolati di gente. Di bambini, purtroppo, che in questa circostanza ( tradizionalmente)  riempiono  di meraviglia e di voci strade e ritrovi. Speriamo si tratti dell’ultima [...]

28 dicembre 2020 0 commenti

Non solo sport. La battaglia per il Recovery Found. Sorteggi di Coppa: per tutte, c’è poco da scherzare!

Non solo sport. La battaglia per il Recovery Found. Sorteggi di Coppa: per tutte, c’è poco da scherzare! E mentre torna a suonare la campanella per la !2a di Campionato, resta un occhio sui sorteggi di Coppa che torneranno in sfida ( come consuetudine) all'inizio della prossima primavera. Per la Champions, brutte nuove per la Lazio ( finita tra le fauci del Bayern) e l'Atalanta, capitata tra le mani d'un Real che ( al momento) non si sa se sia ancora in vita. Miglior sorte è andata alla Signora che speriamo si tolga di dosso la terribile nomea di incompiuta. A lei è toccato il Porto, squadra nobile, da non sottovalutare manco per sbaglio. Per la Uefa, invece, al Milan è andata la Stella Rossa ( d'antica memoria), alla Roma il Braga e al Napoli il Granada. Quanto basta, insomma, per capire se le nostre hanno voglia di andare avanti o passare la mano. Possibilità di varcare l'ostacolo? In Champions, poche o nulle per la Lazio; qualcuna per la Dea, sempre che nel frattempo non si spappoli visto il Papu in partenza; buone ma non troppo per la Signora; abbastanza dure, invece, nella Uefa, le sfide di Milan, Roma e Napoli. Attenzione agli inciampi, di facile qui non c'è più nulla! Fine anno, aria di Natale, graduatorie e premi in arrivo. La 'rosea' ha annunciato i suoi Awards 2000: Leggenda, Marco Belinelli; Uomo-Donna dell'anno, Immobile e Brignone; Squadra dell'anno, Atalanta; Exploit dell'anno, Sinner ; Performance dell'anno , Ganna; Rivelazioni uomo-donna, Bastianini e Japichino; Paraolimpici dell'anno, Briantea Basket; Premio speciale, Sonego; Premio sportweek, MBanda; Leggenda, Ibrahimovic; Allenatore dell'anno, Pioli.

LA CRONACA DAL DIVANO. ( mercoledì 16 dicembre). E mentre torna a suonare la campanella per la !2a di Campionato, resta un occhio sui sorteggi di Coppa che torneranno in sfida ( come consuetudine) all’inizio della prossima primavera. Per la Champions, brutte nuove per la Lazio ( finita tra le [...]

16 dicembre 2020 0 commenti

Non solo sport. Mattarella:’ Giù le mani dei nazionalismi dal Recovery Found’. Colpo di scena alla Ferrari?

Non solo sport. Mattarella:’ Giù le mani dei nazionalismi  dal Recovery Found’. Colpo di scena alla Ferrari? E' scattata, dunque, attesa da tutti, l'ora del Recovery Fund ( 750 mld euro) e del budget Ue per il 2021-2027 ( circa 1.100 mld) legati al bilancio. L'intesa è stata raggiunta, dopo mesi di ritardi, trattative e ricatti, culminati con il veto ( poi caduto ) di Ungheria e Polonia che ha rischiato di far saltare il banco. Un banco non da poco, visto che ( forse) per la prima volta dal Dopoguerra, davanti ad urgenze niente affatto sottovalutabili, l'Europa ha provato a ragionare da Europa. Un dettaglio epocale. Che qualche retrogrado avrebbe voluto ignorare, preponendo gli interessi loro ( e non dei loro popoli) con occhi ai costosi orticelli personali. Ad esempio, sul buon Orban, versione aggiornata di duce d'Ungheria, avremo modo di tornare, con cognizione di causa. In questa fase ben hanno lavorato, molto, molto e bene, le signore, der Leyen e Merkel, pazienti e risolute. E straordinariamente lungimiranti. Non due ' disgrazie' ma due 'grazie', come e più di quelle del Botticelli.L'accordo ha ovviamente messo scompiglio nei vari laghi e laghetti europei popolati di squali. Non parliamo dei nostri, che di squali d'ogni tipo e colore sono incredibilmente affollati. All'uopo è intervenuto il nostro Presidente, come sempre chiaro e opportuno, ammonendo: ' Next Generation Eu e Recovery Fund offrono grandi possibilità che non possiamo disperdere. Nè per reflussi nazionalistici fuori del tempo, nè per nostri momenti di instabilità politica'. Sui soggetti che stanno remando contro all'Europa, ci sarebbe quel tal Viktor Orban, tiranno eletto in un paese a noi caro e che ha sputato sangue per ritrovare la libertà, ma che si vede dovrà rimboccarsi le maniche per qualche anno ancora per consolidarla pienamente. Tal Orban, secondo un'attendibile inchiesta del Sole24Ore ( sabato 12 dicembre, p-9), avrebbe dato corpo ad un 'cerchio magico', con dentro tanti amici e parenti, che avrebbe usufruito ( tra l'altro) delle risorse europee nell'ambito delle gare d'appalto per la modernizzazione infrastrutturale. Mica spiccioli. Visto che il rischio ' corruzione sistema' è da quelle parti ogni giorno più alto. Come testimonia il rapporto pubblicato nel maggio 2020 del Corruption research center di Budapest sugli appalti pubblici tra il 2005 e 2020. Evitiamo ( al momento) di analizzare i dati. Eloquenti. E comunque l'allarme colà c'è e forte. Come forte potrebbe diventare anche da noi. Gli squali stanno armeggiando. La nostra speranza però sta ( in buona parte) in quel Presidente riservato, che parla quando deve parlare, moralmente e umanamente super partes. Il giusto nocchiero, insomma, per noi, ma anche per quella lungimirante Europa che (alla faccia di retrogradi e corrotti ) sta cercando di diventare una nuova e grande nazione. Ferrari: pare che il buon Elkann si stia orientando verso un nuovo responsabile della gestione sportiva, da scegliere, si dice, tra Davide Grasso( Maserati), Luca Maestri( Apple) e Mike Monlet( Fca). Personalmente, a noi, intendendo per noi un po' tutta la tifoseria 'rossa', garberebbe il Toto, ma si sa che l'uomo è impelagato con azioni e contro azioni dentro e fuori Mercedes. Ci garberebbe però se non altro per fargli togliere di dosso( finalmente) quel camice da uomo di corsia per confezionargliene un altro, rosso rosso, ma da uomo di mondo. Mondo Ferrari, che di più mitico e appassionante non ce n'è.

LA CRONACA DAL DIVANO. E’ scattata, dunque, attesa da tutti, l’ora del Recovery Fund ( 750 mld euro)  e sul budget Ue per il 2021-2027 ( circa 1.100 mld) legati al bilancio. L’intesa è stata raggiunta, dopo mesi di ritardi, trattative e ricatti, culminati con il veto ( poi caduto [...]

12 dicembre 2020 0 commenti

Non solo sport. Troppi lapsus sul Messi in nerazzurro. Intanto c’è da battere il Siviglia per la ‘ coppetta’.

Non solo sport. Troppi lapsus sul Messi in nerazzurro. Intanto c’è da battere il Siviglia per la ‘ coppetta’. La Beneamata (ri)centra una finale europea dopo 10 anni. Valanga di gol ( 5-0) a quei poveracci dello Shakhtar, che con tutti quei costosi mercenari brasiliani in organico speravano molto di più. Ora, la squadra di Zhang, aspetta il Siviglia, che alla coppetta Uefa ha fatto l'abbonamento. La vittoria, netta, ha riportato il sereno in casa nerazzurra. Dovesse arrivare, poi, il 21, a Colonia, anche la coppetta, non è dato immaginare cosa potrebbe succedere. Quando si diceva che Messi chiamava Lautaro al Barca, c'è salito il sentore che fosse più facile l'operazione opposta, ovvero: non Lautaro da Messi al Barca, ma Messi da Lautaro all'Inter. Sì perchè con quel che va manovrando la Cina, Covid o non Covid che sia, non è 'cosa' da poco. Ci siam detti: niente che anche Suning si allinei all'andazzo, perchè 'operazione impossibile non può diventare possibile? I mezzi, ai nuovi signori dell'Oriente, non mancano di certo, soprattutto per dar corpo a novità clamorose, planetarie; mentre i mezzi cominciano mancare alla n0biltà del Vecchio Continente, quella del Barca compresa, e che, anzi, dopo la batosta epocale inflitta dai panzer tedeschi, sembra più suonata d'un pugile finito al tappeto. Dovessimo dar retta al nostro sentore, ci sentiremmo di dire che quel superattico acquistato dalla Pulce a due passi dalla sede dell'Inter, non è un lapsus. Come non è un lapsus quello proiettato non ricordiamo dove e perchè, con il Messi, nella lista dei cittadini di Recanati residenti all'estero, in evidente abbigliamento nerazzurro. In Cataluna, tremano. MOVIDE. Extra sport, restando sul Covid, che nonostante le apparenze, continua ad esserci e a mietere vittime, soprattutto laddove pensano più ai danari che alla salute. Come capita anche nella nostra bella e amata Italia. Con tutta quella aitante gioventù finalmente sbocciata dopo un inverno lungo, triste e oneroso, ma senza avere imparato nulla. Ora, se ce la caveremo, dipenderà molto da loro, dalle loro movide qua e là cercate per riempire i timpani d'un qualche momento gioioso, ma che in realtà cos'altro sono se non esercizi assordanti e ( nuovamente ) pure tanto pericolosi?

LA CRONACA DAL DIVANO. La Beneamata (ri)centra una finale europea dopo 10 anni. Valanga di gol ( 5-0) a quei poveracci dello Shakhtar, che con tutti quei costosi mercenari brasiliani in organico speravano molto di più. Ora, la squadra di Zhang, aspetta il Siviglia, che alla coppetta Uefa ha fatto [...]

18 agosto 2020 0 commenti

Non solo sport. Inutile F1, bastano tre ruote. Agosto di Coppe. Si sale sulla ‘nave ormeggiata nella valle’.

Non solo sport. Inutile F1, bastano tre ruote. Agosto di Coppe. Si sale sulla ‘nave ormeggiata nella valle’. Un accenno veloce all'oramai inutile F1, che Lewis per conto di Toto ( costretto alla pennichella) si sta aggiudicando anche con tre ruote. Torna vittoriosa la Ducati in moto Superbike. Lustrano gli scarpini quelli del calcio per le serate di Coppa. Dove noi contiamo Juventus ( contro il Lione, per il ritorno degli ottavi) e Napoli ( contro il Barca); mentre ai quarti aspetta la magica Dea del Gasp, che però ha una brutta gatta da pelare. Gli spendaccioni del Psg. Speriamo che il Papu abbia tenuto in serbo qualche colpo magico per consentire alla sua/nostra amata di tagliare il più prestigioso traguardo della sua storia. Scendono in campo anche le nostre dell'Europa League, Roma e Inter. Per una volta concordi nel volere battere le ( toste) rivali d'Ispagna. Intanto, per la prima volta un ministro tedesco dice: ' Davanti agli sbarchi, questa volta non lasciamo l'Italia da sola'. Non fossero parole, ma intenti, vorrebbe davvero dire che qualche settimana fa è sorta l'alba della nuova magna l'Europa. Che s'appresta ad ammirar, mutolita, quel che un genio e qualche migliaio di operai d'imprese tricolori sono riusciti a fare ricucendo ( in un anno mezzo circa ) quella profonda e dolorosa ferita nel cuore di Genoa che sembrava mai più rimarginabile. A stringere gli ormeggi un grande Presidente. A margine una 'nota' di qualche tempo fa del team di Renzo Piano, che ha lavorato sul progetto del nuovo ponte di Genova. 'Il nuovo Ponte dovrà essere semplice e parsimonioso, ma non banale. Sembrerà una nave ormeggiata nella valle; un ponte in acciaio chiaro e luminoso. Di giorno rifletterà la luce del sole ed assorbirà energia solare e di notte la restituirà. Sarà un ponte sobrio, nel rispetto del carattere dei genovesi'.

LA CRONACA DAL DIVANO. Primo week end d’ agosto. Con un accenno veloce all’oramai inutile F1, che Lewis per conto di Toto  ( ora costretto alla pennichella) si sta aggiudicando  anche con tre ruote. Torna vittoriosa la Ducati in moto Superbike.  Lustrano gli scarpini quelli del calcio per le serate  di Coppa. Dove noi contiamo Juventus ( contro il Lione, per il [...]

3 agosto 2020 0 commenti

Non solo sport. MotoGP: di ‘tesoro’ c’ è solo Lui. Il ‘Nono’ per la Signora. Marotta: Messi? E’ puro fantacalcio!

Non solo sport. MotoGP: di ‘tesoro’ c’ è solo Lui.  Il ‘Nono’ per la Signora. Marotta: Messi? E’ puro fantacalcio! Moto, calcio. Due occasioni di grande sport. Nella moto ci sono stati alcuni eventi che scuotono. Il Marc, verificata la tenuta del braccio ferito, ha deciso di rinunciare alla gara. Lasciando campo libero al giovane Quartararo, da scrivere e pronunciare senza accento abusivo alla francese, perchè a ' creare ' individui non è una carta ma quei secoli che gli hanno trasmesso il dono. Tornando al secondo appuntamento di Andalucia, orbo di Marquez, con Quartararo in solitaria, a meritare applausi sono degli 'italiani veri': il Pecco, il Morbido e il Vale. I primi due sono stati inopinatamente traditi dai motori, il terzo invece ( caso mai ce ne fosse stato bisogno) ha una volta di più dimostrato cosa rappresenta per lo sport motociclistico d'ogni epoca. Un unicum inarrivabile. Da leggenda delle leggende. Capace alla sua età di tenere testa ai figliol suoi. E basterebbe che quei 'crucchi' del Sol Levante si decidessero a mettergli a disposizione una moto accettabile, per fare il miglior affare della loro storia. Affare senza confini. Altro che ( con rispetto parlando) i Marquez, Quartararo, Vinales e quanti altri da aggiungersi alla lista! Provare per credere? Lo Scudetto, si sa, è da tempo immemorabile uno dei simboli del calcio mondiale. Appuntarselo sul petto vuol dire avere trionfato in uno dei tornei più prestigiosi al mondo. Dietro alla Signora, con tutti i suoi affanni, si sono arrangiate: Inter, Atalanta, Lazio, Napoli, Roma e Milan. Una bella compagnia. Con meriti e rimpianti. Merito va alla prodigiosa Dea del Gasp che più di così non poteva fare; merito va anche alla buona Lazio dell'Inzaghino che, pur altalenando, e senza coppe, è riuscita a conquistarsi un posto Champions. Non poco, anche se per un certo tratto sembrava voler contendere lo Scudetto alla Signora. Qualche rimpianto e qualche merito va ascritto alla Roma del sor Fonseca, un distinto signore lusitano costretto a governare una panchina davvero imprevedibile. Così al Napoli del Ringhio, sedotto e abbandonato dal sor Carletto volato a far da comparsa in Premier, che l'Europa si porta a casa ( unitamente alla Coppa Italia 2020). Rimpianti, invece, e solo rimpianti, per quell'eterno lamentone del sor Conte che non sapendo più a chi dar colpe già sta pensando di mettere sotto tiro i raccattapalle.La Beneamata aspetta il colpo del secolo. Che ( solo) per Marotta è fantacalcio. Ma che a ben leggere i voli d'uccelli sul cielo del Meazza se non è stato fatto è stato ( almeno) tentato. Il padre di Messi che compra casa a Milano non può essere liquidato come un semplice diversivo fiscale. Sul Milan del Pioli e dell'Ibra invece torneremo.

LA CRONACA DAL DIVANO. Moto, calcio. Due occasioni di grande  sport. Nella moto ci sono stati alcuni eventi che scuotono. Il Marc, verificata la tenuta del braccio ferito, ha deciso di rinunciare alla gara. Lasciando campo libero al giovane Quartararo, da scrivere e pronunciare  senza accento abusivo alla francese, perchè [...]

27 luglio 2020 0 commenti