Tag "Merkel"

 

Non solo sport. Buona Pasqua, grande Presidente! Non è che ci tocca di vincere ( anche) per l’Europa?

Non solo sport. Buona Pasqua, grande Presidente! Non è che ci tocca di vincere ( anche) per l’Europa? In 'Porta a porta', un primo brandello di verità ci è stato propinato. Riguarda gli amici dell' Estremo Oriente. ' Ora lo possiamo dire - ha detto un addetto ai lavori intervistato -, inizialmente, siamo stati tratti in inganno da informazioni in arrivo dal primo focolaio ritardate, incomplete e devianti. Non c'è stata detta la verità. Nonostante ciò abbiamo cercato di fare il possibile e l'impossibile. Praticamente a mani nude contro un mostro verso il quale occorrevano ben altre armi'. La parola di chi ha avuto tanti morti e feriti sul campo è sacra. Quindi la prendiamo per buona. E adesso che s'è fatta ( autorevolmente) chiarezza su uno dei due misteri gaudiosi che ci affliggono dall'inizio della pandemia passiamo all'altro. Ancora inevaso, quel che riguarda l'atteggiamento della Germania e i risultati della Germania. Che è stato il Paese che ha trasmesso il virus ai Lombardi, il Paese che a fronte di migliaia di casi infetti conta poco oltre 2000 deceduti, quasi un decimo di quelli che ha contato l'Italia. Situazione anomale, strana, che nessun interpellato ha saputo spiegare, convincendo. Del caso ' numero Uno', l'uomo di Codogno, conosciamo tutto; del caso ' numero Zero', invece, che è un trentenne tedesco non abbiamo traccia. Come mai? Chi è? Dov'è? Che ha fatto nei giorni trascorsi a inizio anno tra sosta a Codogno e ritorno in Germania? Domande importanti. Sulle quali speriamo abbia a soffermarsi prossimamente un'altra edizione di 'Porta a porta', o chi per lei. Perchè è questo che gli Italiani , che stanno pagando il virus con alto e immeritato tributo umano ed economico, illusi ancora una volta dall'Europa del Menga ( che pare) finita in mano a residuati ariani non seppelliti ( come si credeva) insieme ai loro orrori e ai loro signacoli, sputtanati da quel Die Welt, d'odoroso zolfo neonazi cosparso, senza rispetto alcuno per i nostri morti che tutto sono fuorchè mafiosi, mostrano di tenere ancora in pugno una Nazione intera, con governo annesso, comprensivo di figli e figliastre, piazzati tutti in (troppi ) posti chiave. Urgente, quindi, è svelare questo secondo mistero gaudioso. Che non può non interessare anche gli altri popoli d'Europa. Che solo ottant'anni fa si sono mobilitati per impedire alla follia nazi-fascista di distruggere la civiltà. Quando avremo tempo, vedremo di chiedere lumi anche sui cani al guinzaglio dell'attuale governo tedesco. Come quegli Orange, difensori ad oltranza d'un ' baratro fiscale' non si da chi autorizzato. E che va chiuso prima che trasformi il Vecchio Continente non in un consesso di civili nazioni ma ( solo e soltanto) in una mega-cassaforte di capitali in fuga dai loro legittimi Stati. Un augurio di Buona Pasqua, infine, per il nostro grande Presidente. Fratello di vittima di mafia. Schivo, attento, pacato. Che parla solo quando ( e come) deve parlare. E perchè no, guida credibile per noi e per l' orfana Europa?

LA CRONACA DAL DIVANO. Non abbiamo mai preteso di dire o di cogliere la verità. Riservata agli dei. Possiamo però chiederci qual sia da considerarsi  la verità. Nel caso di questa ecatombe, qual siano cause ed autori. In ‘Porta a porta’, un primo brandello di verità ci è stato propinato. Riguarda [...]

11 aprile 2020 0 commenti

Non solo sport. Paradisi orange? Europa: ma che te ne fai di quei ‘duri e puri’? Non è meglio buttarli fuori?

Non solo sport. Paradisi orange? Europa: ma che te ne fai di quei ‘duri e puri’? Non è meglio buttarli fuori? Paradisi protetti. Un problema affrontato anche a livello comunitario, ma ai richiami della Ue, l’Olanda ha risposto con un’alzata di spalle. 'La lotta contro la pianificazione fiscale aggressiva è essenziale per rendere i sistemi fiscali più efficienti ed equi, come riconosciuto nella raccomandazione del 2019 relativa alla zona euro' si legge nelle raccomandazioni Ue all’Olanda dello scorso anno dove si sottolinea anche che 'gli effetti di ricaduta delle strategie aggressive di pianificazione fiscale tra Stati membri richiedono un’azione coordinata delle politiche nazionali a completamento della legislazione dell’Ue'. Sulla carta, i Paesi Bassi hanno adottato misure per fronteggiare tali strategie, 'ma l’elevato livello dei dividendi, delle royalty e degli interessi versati tramite i Paesi Bassi indica che la normativa tributaria del paese è impiegata dalle imprese impegnate nella pianificazione fiscale aggressiva'. E ancora: 'La mancanza di ritenute d’imposta sui pagamenti in uscita (ossia effettuati dai residenti dell’Ue verso paesi terzi) di royalty e interessi può comportare un’elusione fiscale totale se tali pagamenti non sono soggetti a imposizione nella giurisdizione del beneficiario'. Insomma, un vero paradiso fiscale. Anche perché l’annuncio di una riforma con l’introduzione di ritenute d’imposta sui pagamenti di royalty e interessi in caso di abuso o di pagamenti verso paesi a basso tasso di imposizione, è rimasto sulla carta. E persino il National bureau of economic research di Cambridge definisce i Paesi Bassi un paradiso fiscale europeo alla stregua di Irlanda, Belgio, Lussemburgo, Malta e Cipro: gli americani calcolano che circa 600 miliardi di dollari di utili (base imponibile) abbiano lasciato il Paese d’origine per volare verso Paesi “più accondiscendenti'. Dublino con 100 miliardi sarebbe la meta preferita seguita da Singapore e dall’irriducibile Olanda. Di più: circa il 35% della somma, 210 miliardi, arriverebbe direttamente dai Paesi europei. Dal tutto si evince una cosa: che se quelli chiamati ( non a caso) dei Paesi Bassi , insistono, ad essere governati da ' cocci' e ' impudici' , noi noi dobbiamo far altro che la nostra parte, o meglio, pretendere ( una volta per tutte) l'equa e condivisa pianificazione fiscale europea, impedendo arroganti 'alzate di spalle' più o meno protette, smascherando semmai i protettori e , se del caso, almeno in prima battuta, assediare ( siamo in stato di guerra) con tutte le armi disponibili i 'duri e puri' dei cosiddetti Paesi Bassi prima che il disgelo polare se li porti via tutti, buoni o cattivi che siano, come fece ( a suo tempo) l'Italia con San Marino, allora avviato su una simil strada. In breve: se stanno alle regole bene, sennò fuori. Loro a macerare i soliti tulipani, noi a depositare dei bei vermigli fiori sull'ecatombe di nostri cari, morti ( anche) per gli 'affaracci sporchi ' di gente altrui .

LA CRONACA DAL DIVANO. Sentite un po’ da qual pulpito viene la predica. “ La Germania – relaziona Giuliano Balestrieri di Bussines Insider – gioca in difesa, nella partita sui Coronabond – obbligazioni una tantum per tamponare l’emergenza economica innescata dalla pandemia globale – sono gli olandesi a recitare la parte dell’ariete [...]

8 aprile 2020 0 commenti

Non solo sport. Le ‘ tre Grazie’ o le ‘ tre Disgrazie’? Veloci e sicure, care Signore, perchè qui ci si gioca tutto!

Non solo sport. Le ‘ tre Grazie’ o le ‘ tre Disgrazie’? Veloci e sicure, care Signore, perchè qui ci si gioca tutto! Ormai le chiamano le 'tre Grazie', o anche ( parafrasando) le originali del Botticelli, le ' tre Disgrazie'. La Lagarde è francese, le altre due sono tedesche. In questa, stanno mettendo in gravi ambasce chi aveva pensato che bastava porle alla guida dei massimi sistemi per garantire in quota rosa chissà quale futuro al sogno europeo, mandando inoltre in pensione il solito, tirannico, inconcludente apporto maschile. Disgrazie e, più che leader dalle epocali visioni, ( impaurite) ' segretarie' di qualche ( cattivo) capoufficio, che latra nell'anonimato. Senza volto, senza nome. Forse per nascondere agli occhi altrui qualcosa che non s'ha da vedere. Tra quegli ingenui del New York Times, e ( in fondo) tra tutti quelli che in questi decenni hanno creduto ad una Europa rinnovata che aveva imparato la terribile lezione della Seconda guerra mondiale. Imparato? Pare di no, o non del tutto. Soprattutto da parte di quella Germania che di quella guerra è stata ( oltre che l'orrore ) anche la causa e l' effetto. Mostra infatti nell'agir politico atteggiamenti sospetti e non solo egocentrici. Di certo miopi. Nel momento che può giocare la carta del suo vero riscatto agli occhi dell'umanità ed esercitare il compito epocale di ' costruttore di nazioni', come il Piemonte per l'Italia o la Prussia per la Germania, che fa? Si perde in quisquiglie interne, si smarrisce coccolando qualche insignificante rognoso. Ha avuto tanto dai conterranei ( in momenti cruciali), ma intende restituire poco o niente. Mostra solo il braccino corto, calcolato. Non ha memoria. Ignora la pietas ( o la solidarietà), di quella che in certi particolari momenti di emergenza generale diventa non debolezza ma lungimiranza. Capacità di cambiare il mondo. Per non generare ( altri) lutti e macerie, ma ( solo) speranze e prospettive. Anche urgenti, perchè mentre sul Vecchio continente si cammina negli altri volano. E infatti chissà qual scenario si svelerà, per noi, per gli altri, passata la ( subdola) tempesta? Eppoi non è ora che s'estingua il ( latente ) sospetto d' una Germania democratica e generosa che non è ancora riuscita a vuotare armadi, cantine, solai dei nefasti simboli d'un tempo ( duro) a morire ? Macron, francese sì ma non un De Gaulle, ondeggia. Mentre la 'sua' Lagarde alterna 'sciocchezze' a 'signorsì'. La Leyden, una volta è qui una volta è là, prima assicura ( perentoria) che alle proposte degli 'spendaccioni' del Sud non 'non si sta assolutamente lavorando', poi ( spiritata) ritratta. Ma che problema ha? Non ' far perdere la faccia' alla Germania? Ma quale faccia? Non sia ridicola, cara Signora, non vede che qui stan saltando tutti e tutto, onore ( suo) compreso ?

LA CRONACA DAL DIVANO. Ormai le chiamano le ‘tre Grazie’,  o anche ( parafrasando) le originali del Botticelli,  le  ‘ tre Disgrazie‘. La Lagarde è francese, le altre due sono  tedesche. In questa, stanno mettendo in gravi ambasce chi aveva pensato che bastava porle alla guida dei massimi sistemi  per garantire in [...]

31 marzo 2020 0 commenti

Non solo sport. Sembrano tornati alla Duplice Alleanza. E se facessimo un’ Europa senza questa Germania?

Non solo sport. Sembrano tornati alla Duplice Alleanza. E se facessimo un’ Europa senza questa Germania? Chissà se a qualcuno è capitato di notare che, qui, nel Vecchio Continente, sotto i nostri occhi increduli, resta vivo un infausto passato? Con contrapposizioni che sembrano ricalcare ( rognosetti o surgelati a parte, che poco contavano e poco contano) quelle d'un secolo fa: da una parte, quelli della Duplice Alleanza ( Germania e Austro-Ungheria), dall'altra, quelli della Triplice Intesa ( Gran Bretagna, Francia, Italia). Nella prima, ci si è avviati verso la sconfitta e il nazismo, nella seconda ( Ventennio italiano anomalo a parte) verso la democrazia e la libertà. Poi, che tutti , più o meno, abbiamo accettato adesso il modello vincitore, scopriamo che non tranquillizza più di tanto. Infatti credevamo che una certa orribile Europa fossa rimasta al tempo che fu e, invece, che ci tocca di rivedere? I soliti, o meglio, una parte dei soliti, ancora contrapposta agli altri. Un beffardo virus giunto ( inatteso?) dall'Estremo Oriente sta qui facendo riaffiorare, incredibilmente, quanto sembrava già sepolto dentro i milioni di tombe che quella contrapposizione ( per qual ragioni o torti poco conta) ha fatto. Italia, Spagna, Francia , stremati dal virus, chiedono venia e che gli ribattono gli eredi degli Imperi centrali? Arrangiatevi, se avete problemi risolveteveli. E se chiedete ossigeno, pagatelo, al prezzo ( degli speculatori) di guerra. ' Se questa è l'Europa - sbotta il buon Bonaccini, presidente di una regione italiana operosa e ricca quanto o più della Baviera prima d'essere colpita dal Coronavirus - che se la tengano'. Come dire: rimbocchiamoci le maniche e mandiamoli a quel Paese. Già, mandiamoli a quel Paese. E chi ci aveva pensato? In fondo chi ha mai detto che l'Europa non si possa far anche senza di loro? O almeno, senza quella parte di loro che dell' orribile passato non vogliono disfarsi, nascondendo chissà dove i suoi lugubri simboli ? In tal contesto, chiaro è che la Cancelliera, prossima ad abdicare, può riservarsi l'ultima parola. Per mostrare agli altri con qual Germania s'ha a che fare; e inoltre se lei va in archivio come ' costruttrice di nazioni' oppure solo e soltanto come ( ambiziosa) segretaria d'un (cattivo) capoufficio. Il cui identikit, al momento, speriamo errando, è fin troppo facile immaginare. La Chiesa romana, nel silenzio, ha riacceso la speranza del Mondo. Mentre un grande Presidente, nell'ora fatale, trova giuste parole per un ' mar in gran tempesta'. Preziose per noi, Italici, ma anche per quelli al di qua e al di là dell'Alpe, orbi e sordi ( di mente) compresi, oltre che ariani.

LA CRONACA DAL DIVANO. Due note innanzitutto. Quella dedicata ad una Chiesa romana che in ‘silenzio‘  ha ripreso  la scena del Mondo; quello d’un Presidente d’un Paese che nell’ora fatale sa  trovare le parole giuste al momento giusto,  ‘ per  questo  mar in gran tempesta’.  Per noi, Italici, ma anche per gli altri, [...]

28 marzo 2020 0 commenti

Non solo sport. Coronavirus: Europa in ginocchio. E se cantassimo: ‘ Qui o si fa l’Europa o si muore ?’

Non solo sport. Coronavirus: Europa in ginocchio. E se cantassimo: ‘ Qui o si fa l’Europa o si muore ?’ Sta per abdicare la Cancelliera ma la leggiadra Europa, dopo il suo lungo regno, invece d'essersi compattata s'è sbrindellata. Lasciamo stare quei simpaticoni dei figlioli di Sua Maestà che si sono messi in testa di rifare i pirati per affondare come ai tempi di Francis Drake galeoni carichi di dobloni, che quando la 'voglia di giocherellare ' sarà lor passata si ravvederanno come il loro scarmigliato premier con il Coronavirus. Guardiamo invece cosa ( per noi) durante il regno della Cancelliera non ha funzionato. Nulla di personale. Nè di pregiudizievole. Vogliamo solo arrivare ad una sicurezza presente e ad una prospettiva futura. Per noi, a prescindere della stretta mortale del Coronavirus, urgente, perchè in queste cose prima ci si organizza e prima ci si mette al sicuro. Infatti, al momento è un pirla di Coronavirus a farci piangere, ma domani chi altro del suo stampo? Adesso son milioni quelli che assaltano ( spesso con umana giustificazione) i nostri confini e domani quant'altri percorreranno gli stessi sentieri? Adesso ci son guerre ( e guerricciuole) che mietono nefandezze e lutti ( solo) ai confini, domani dovessero incombere ai nostri ( o addirittura) dentro i nostri confini, qual difese metteremo in atto? Se le minacce arriveranno dai mari l 'Italia manderà in acqua la Cavour, la Britannia la Queen Elizabeth, la Gallia la De Gaulle? Se invece le minacce pioveranno dai cieli senza manco conoscere la traiettoria, li aspetteremo chiudendo gli occhi alla Totò davanti al manesco ? Etc., etc. Già che fare? Nessuno ha i poteri dei venerati oracoli. Potremmo però già incominciare a dare chiari segnali. La Germania che ospita una ventina di infetti lombardi è un chiaro segnale. Il silenzio della Legarde è un altro chiaro segnale. Ci manca, semmai, quello che potrebbe dare la Cancelliera nelle ore del commiato: zittire quei tre o quattro rognosetti di poco conto che pendono dalle labbra sue e che per picciol ambasce loro vorrebbero ( una volta di più ) mettere ( con quell'astruso Salvastati) il 'cappio al collo' ai paesi del Sud. E all'Italia, ovviamente, sennò come potrebbero continuare a divertirsi con quell' imberbe 'sfascia rosse' ( per loro) predestinato ( Lewis a parte) ad oscurare l'immenso ( anche nostro) Schumi ? Qui, cara Signora, c'è bisogno di qualcosa di epocale. Di eredi alla Cavour o alla Metternich, insomma, costruttori di nazioni ! Cogliendo l'attimo fuggente che ci viene offerto. E che un tale, parafrasando, avrebbe trasformato nel canto che ( in quest'ora di angoscia e dolore) potrebbe unire ( da un Paese all'altro) i balconi ormai in fiore del Continente: ' Qui o si fa l'Europa o si muore!'.

LA CRONACA DAL DIVANO. E qui si vede se potrà valere l’appello:  ‘ O si fa l’Europa o si muore‘.  Decisiva, sarà  ( ancora una volta) la Germania, che nelle questioni del Vecchio continente sta con le mani in pasta ovunque. Dal Coronavirus, ormai   dentro i suoi confini  in quantità [...]

26 marzo 2020 0 commenti

Non solo sport. Con il Coronavirus parti invertite? L’Italia di nuovo in cattedra e ( altri) dietro la lavagna?

Non solo sport. Con il Coronavirus parti invertite? L’Italia di nuovo in cattedra e ( altri) dietro la lavagna? I focolai, da noi, sembrano due: in provincia di Milano ( Codogno) e nel Basso Veneto ( Vò Euganeo). Due, eppure vengono contati ( e ricontati) per mille. I deceduti ( in gran parte ultraottantenni) sarebbero ( al momento, 26 febbraio 2020) 12, i contaminati 374. Percentuali che indicano un fenomeno sul qual vigilare opportunamente per non finire come don Ferrante, ma che non va neppure ampliato oltre misura, soprattutto mettendolo sulle bocche di persone non adeguate al ruolo che ricoprono o vogliono ricoprire. Perchè qui i colori delle contrade o delle nazioni poco contano, visto che il virus ( o chi per lui) dei colori della contrada e delle nazioni poco s'intende. E infatti nel conteggio finora stilato ci sono un po' tutti, e soprattutto anziani. Il fatto curioso però è dato da quel che si rivela ( una volta di più) la leggiadra Europa. Illuminata, riformata, efficiente. Maestra delle genti, e soprattutto di quelle che nel suo olimpico consesso pari non sono. Per pregiudizievol superato uso. E comunque, sfogliando la cronaca che scopriamo? Più o meno questo: che gli untori, come quelli della peste del Seicento immortalati dal don Lisander, che ( tra l'altro) in Oltralpe non dovrebbe godere di vasta fama, non solo non sono residuati del tempo che fu ma soggetti tuttora vivi e vegeti. Donde? In Italia, ovvio! Al punto che il morbo ha smarrito il ceppo ( e l'apporto) cinese ( con agganci vari ) diventando ( chissà come e perchè) italiano. Con tutte le conseguenze sparse al vento dai 'tintinnega' d'Oltralpe e non solo. Arrivano notizie di Paesi ( vicini e lontani) che respingono Italiani e prodotti italiani. Non Cinesi, Tedeschi, Francesi, Orange o Sud Coreani. Che con i cinesi si bazzicano, eccome. Ma Italiani. A prescindere. Pazienza per gli Italiani, ma i loro prodotti che c'entrano col Coronavirus? Forse credono che quei malvagi burloni degli Italiani abbian pensato di celarli dentro qualche pacco o pacchettino o container da export ? O finanche dentro un accordato mandolino o nell'impasto d'una bianco-rossa- verde pizza Margherita o a galleggiar su un piatto di spaghetti all'Amatriciana? Che trovate! Gran marketing ? Che dite: se diciamo che sono ignoranti, potrebbero offendersi gli ignoranti? E se diciamo che sono scemi, mica s'offenderebbero gli scemi? Dunque, meglio calare un velo pietoso? Slittano al 13 maggio cinque incontri di Campionato della XXVI giornata: Juventus-Inter, Udinese-Fiorentina, Milan-Genoa, Sassuolo-Brescia, Parma-Spal.

LA CRONACA DAL DIVANO.  Il famigerato Coronavirus è nato nel cuore della  lontana Cina, questo è assodato, ma ( come prevedibile) si sta spargendo un po’ dappertutto sul  Pianeta. Al momento più che altro in  Corea del Nord, Iran, Europa. E in Europa, manco a dirlo, soprattutto ( con varia casistica, ovvio ) lungo il Belpaese. I focolai, da noi, [...]

28 febbraio 2020 0 commenti

Non solo sport. Brexit: bay bay Ue, ora si torna a far i pirati ! Champions: grande la Dea che non demorde.

Non solo sport. Brexit: bay bay Ue, ora si torna a far i pirati ! Champions: grande la  Dea che non demorde. Turno conclusivo dei gironi Champions. Passa ( come secondo) il Napoli ( 4-0 al Genk) che però licenzia il sor Carletto; non passa l'Inter ( 1-2 contro le riserve del Barca) che però il sor Conte se lo tiene. Eppure il sor Conte resterà saldo al timone della Beneamata. Ma essersi lasciato sfuggire l'ennesimo trofeo continentale, è diabolico, caro mister. Ripetitivo e diabolico. E finirà che nessuno più le darà ascolto, come a quello del ' lupo al lupo'. Ora la Beneamata, fuor di Champions, dovrà accomodarsi in Europa League, ma non sarà la stessa cosa. Non quella che i 70 mila di San Siro attendevano, non quella che la proprietà cinese riteneva possibile. Perchè se è vero che davanti pur rimaneggiato stava un Barca, altrettanto vero è che la squadra mandata in campo da Valverde era battibile, senz'altro battibile, almeno dalla metà campo in giù. Ma tant'è. Certo è che con questo andazzo rischiamo nel ranking di vederci rimontare pure dai tedeschi, dopo avere insidiato il secondo posto agli inglesi. Cose che hanno il loro valore, da non sottovalutare, nell'attesa (ovvio ) che qualche bacucco ( e bacucca) cominci a dare ( finalmente) il 'via libera' ad una nuova generazione di impianti sportivi. E a passare sono state la Signora ( 2-0 ai tedeschi) e la Dea ( 3-0 agli ucraini). E se la prestazione della prima rientra nella 'normalità' , quella della seconda resterà come una delle imprese più belle ed inattese del Paese dove tutto può accadere. In questo modo portiamo tre squadre agli ottavi, come i tedeschi. Ora, il futuro, sta tutto nelle mani di chi andrà a pescare la pallina giusta, perchè se così sarà non è detto che la Dea ( più che il Napoli) possa riservare una ulteriore sorpresa. Per quel che riguarda l'Europa League, ' mezz' indecorosa' è stata la prestazione della Roma ( passata come seconda, con pareggio 2-2) e del tutto 'indecorosa' quella della Lazio ( 0-2), già col piede in fossa. Che ci è andata a fare in Europa l'aquila di Lotito ( forse) manco il rude ( e serio) Igli Tare può spiegarlo. Questa volta ( piacere nostro ) l'Inzaghino non ha lacrimato, limitandosi a sputare la verità : ' Quest'anno la società ha fatto altre scelte rispetto all'Europa'. Già, ma se ( prima della scampagnata) avessero lasciato il posto ad un'altra consorella più volenterosa ( e dignitosa) non sarebbe stato meglio? Per noi, per loro, e per il calcio italiano che tanti detrattori ha? Nel frattempo, in Albione, lo scapigliato conservatore Johnson s'è aggiudicato il turno pro e contro Brexit. Con ( inattesa) maggioranza assoluta. Di qui in avanti, forse già intorno a Natale, potrà realizzare il sogno antico ( o datato) di tornare in mare per rinverdire le glorie dei pirati di sua Maestà.

LA CRONACA DAL DIVANO. Turno conclusivo dei gironi Champions. Passa ( come secondo) il Napoli ( 4-0 al Genk) che però licenzia il sor Carletto; non passa l’Inter ( 1-2 contro le riserve del Barca)  che però il sor Conte se lo tiene.  Cose da Belpaese. Carnascialesche. Dove tutto è e [...]

13 dicembre 2019 0 commenti

Non solo sport. Germania e Francia, il solito inutile ‘asse’? Svegliatevi, o bacucchi, e fate ‘sti nuovi stadi !

Non solo sport. Germania e Francia, il solito inutile ‘asse’? Svegliatevi, o bacucchi, e fate ‘sti nuovi stadi ! La nuova Europa? Epperò a preoccuparci ancor di più sono quelle ( più o meno) ' sante alleanze' che sortiscono ( ad intervalli) nel cuore dell'Europa con il (reiterato) proposito di metter le basi della ' nuova Europa'. Che più che nuova, basti un rapido controllo, sembra voler fare un copia e incolla dell'Impero carolingio o ( in subordine) del Romano sacro impero. Dove a farla da padrona sarebbero Franchi e Germani, gente (forse) della stessa famiglia, ma che d'andare d'amore e accordo manco se lo sognano. Di certo, entrambi, hanno avuto ( bene e spesso) da masticare amaro quando dovevano vedersela con i popoli del Sud, e nell'ispecie, italici o padani. Chè senza di loro l'Europa è monca. E impotente. E infatti cosa sarebbero gli Usa senza il Texas o la California ? Andrebbero a rimuginare una seconda Guerra civile? Sentire, di recente, che l'algido Macron e la pensionanda Merkel si sono stretti la mano per rinnovare il solito asse a due non solleva altra speranza che ' salti' come i tanti inutili 'assi' precedenti, europei e non, anche perchè ( ammesso e non concesso) dovesse ' rinsaldarsi' per l'Europa tutta ( stando al pregresso) sarebbero ( prima o poi) grossi guai, per i due 'assisti' in primis. Sì, perchè, anche se quelli stentano a capirlo, l'Europa non è una torta dalla quale estrapolare fette, a proprio piacimento, all'infinito, ma solo e soltanto ( ancora) una gran bella torta da ' godersi' ciascuno per la propria parte ( insieme) prima che arrivino altri, altri popoli, a forte desiderio di scambiarsi i primi posti sul Pianeta, ad inghiottirsela ( tutta d'un fiato) nelle bocche loro. In mezzo a tanta incertezza, speriamo solo che Albione ci ripensi. Invece d'andare a navigare in solitaria in alto mare, resti dove le sue radici affondano. Magari per contribuire a dare al Vecchio Continente quell'equilibrio, nord-sud e centro, che solo i Cesari gli avevano ( a loro modo ) imposto, garantendogli però secoli di unità, forza e crescita.

LA CRONACA DAL DIVANO. Non è che i due sotto l’ala provvidenziale del (sorprendente) premier Conte, ci convincano più di tanto. Anzi, l’uno imberbe, l’altro tracotante, non si sa bene cosa stiano combinando. Con le nostre leggi, con i nostri problemi. Con i nostri soldi, con le nostre frontiere. Epperò [...]

23 gennaio 2019 0 commenti

Non solo sport. Europa: ritrovarsi a Roma dopo 60 anni. La sconfitta Ue. E che dire delle ‘due velocità’?

Non solo sport. Europa: ritrovarsi a Roma dopo 60 anni. La sconfitta Ue. E che dire delle ‘due velocità’? Al momento i duri e puri di Berlino si sono inventati l' Europa a due velocità. Una visione che al primo impatto sembra essere una concessione generosa. Bontà loro. Ma che, se ben si riflette, nasconde un' ulteriore difficoltà per arginare le ( poco lungimiranti ) ambizioni tedesche. Cavour per fare l'Italia cedette Nizza ( dov'era nato Garibaldi, il suo eroe) e la Savoia ( dove stanno le tombe dei Savoia, i suoi re). Le cessioni furono dolorose. Molto dolorose. Eppure seppero porre le basi per la nascita di una nazione che pochi o nessuno immaginavano. Historia magistra vitae, dicevano i latini. Ma perchè lei, signora Merkel, figlia di una insegnante di latino, non riprende in mano quei testi che le son circolati in casa fin da bambina e, come il nostro Cavour, non li va a ben spiegare a quella gran parte di suoi gretti conterranei? Questo, sì, vorrebbe dire far festa per un' Europa che cresce.

LA CRONACA DAL DIVANO. La sconfitta della politica di allargamento da 15 a 27 membri – dice Galli della Loggia su Il Corriere- è ormai acclarata. Il bilancio di questi anni è passivo. Ha contribuito infatti a complicare i rapporti con la Russia, non ha scalfito il fondo nazionalistico delle [...]

23 marzo 2017 0 commenti

Non solo sport. ‘ Buon Natale e Buone feste’ a tutti. Italiani ed Europei. Dal Belpaese che non t’aspetti.

Non solo sport. ‘ Buon Natale e Buone feste’ a tutti. Italiani ed Europei. Dal Belpaese che non t’aspetti. E comunque ' Buon Natale e Buone feste' a tutti. Italiani e non. Anche perchè bisognerebbe iniziare per davvero a 'sentire' il Vecchio continente come un'unica patria. In fondo, il delinquente che ha fatto strage a Berlino, dopo essersi comodamente spostato da un paese all'altro, è andato a finire la sua delirante corsa (solo) in Italia. In una notte umida e buia del hinterland a nord di Milano. L'hanno fermato due giovani poliziotti italiani, coraggiosi, rispettosi delle regole ma anche pronti a non farsi sorprendere da un soggetto criminale primo a sparare e quindi disposto a tutto. Più e più volte da Oltralpe sono state mosse critiche ( spesso ingiuste) all'operato italiano. Che invece c'è, ed è presente pur con tutti i suoi difetti, vivo e valido, soprattutto se lasciato libero di muoversi come sua natura comanda.

LA CRONACA DAL DIVANO. Due giovani poliziotti abbattono il pericoloso criminale che aveva gettato nel lutto l’intera Europa; il Milan senza nocchiero, ma solo con una gran tribù di giovinastri che batte ,a sorpresa,  la Nostra Signora; le giovani speranze che fioriscono inattese, qua e là, pel gran prato verde [...]

24 dicembre 2016 0 commenti