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Non solo sport. Il Tour che parte dall’Italia. Per plaudire i Nostri e l’Europa. Calcio: ‘commissioni’ ?

Non solo sport. Il Tour che parte dall’Italia. Per plaudire i Nostri e l’Europa. Calcio: ‘commissioni’ ? Dal 1903 non era mai accaduto di condividere la gioia della grande partenza del Tour. Noi che, del ciclismo mondiale, solo e soltanto con i cugini francesi condividiamo l'onere e l' onore d'esserne l' Alma Mater, al cospetto di tale indiscrezione restiamo basiti. Infatti pare che nel 2024 i responsabili della Grande Boucle abbiano deciso di onorare i pedalatori azzurri, folti e forti come spighe di grano alla mietitura. E che i cugini, anche quando facevano finta d'altro, hanno evidentemente profondamente amato. Anche se non hanno potuto apprezzare come dovuto Binda, rifacendosi però con Bottecchia. Nel '38 avrebbero voluto affogare il Gino che, impavido, dieci anni dopo, esaurite le miserie d'una guerra fratricida, il Tour è tornato a vincere quando era già tempo di pensione. Si sa inoltre che sono rimasti rapiti dai voli del Grande airone che il Tour ha vinto due volte solo perchè lo ha corso tre in tutto. E( certamente) non dimenticano quel pirata smilzo, imprevedibile e maltrattato che ha dovuto battersi contro un tale che per sette anni ha disonorato una maglia che non sarebbe mai stata sua. Fatto è che il Tour del 2024 dovrebbe toccare ( soprattutto) Toscana, Emilia Romagna e Piemonte. Per un incontro unico, che oltre ad onorare l'Italia onora quell'Europa che, poco alla volta, nonostante vaticini raffazzonati e inconsulti, lasciando in vita epiche storie ed evidenti diversità, sta raccogliendo le migliori forze per dar corso ad una nuova grande nazione. Quanto prima. Con il peso della sua millenaria saggezza. Dentro scenari che offrono ( tanti) protagonisti pretenziosi, inadeguati, pericolosi. Le anticipazioni. Dal 26 luglio all'11 agosto a Parigi è tempo di Olimpiade. Il Tour si concluderà cinque giorni prima, quindi per non accavallare due eventi tanto importanti e giganteschi. La partenza del Tour sarebbe fissata in quel di Firenze ( Bartali e Nencini) per toccare poi Rimini, Cesenatico ( Pantani), Bologna, Modena, Piacenza e Pinerolo ( Coppi). Domenica 30 giugno, seconda tappa con il via da Cesenatico; lunedì 1 luglio, terza tappa ( Modena-Piacenza) con arrivo a Sestola; martedì 2 luglio, quarta tappa verso la Francia, con la Cuneo-Pinerolo per incoronare ( finalmente) quello che le grandi penne del ciclismo hanno cantato come il più grande ( e forte ) ciclista di tutti i tempi. Calcio. Scende ( finalmente) in campo la Fifa, che tra i bei addormentati del calcio è pari solo alla Uefa. La quaestio questa volta riguarda il ' caso commissioni' . Che sta svenando, legalmente, nella beata indifferenza dei più, le ( sempre più) mal ridotte società di calcio. Insomma, assicura la 'rosea', in futuro non dovremmo più assistere a casi come quello di Erling Haaland, giovin attaccante norvegese, acquistato dal solito spendaccione, ovvero il City dei signori del Golfo, che avrebbe versato 60 mln al Borussia D per la clausola recissoria e altri 40 mln per le commissioni andate ( in parte ) al procuratore ( agenzia Raiola) e ( in parte) al padre. Eppure il giovin Haaland non è stato il giocatore che ha portato più soldi al proprio agente. In capo alla lista c'è un tal Paul Podgba, attaccante francese, che nel 2012 passò a parametro zero dallo United alla Juve. Al procuratore ( agenzia Raiola) andarono allora 11 mln. Nel 2016, poi, Paul , fece il percorso inverso, e qui lo United versò 105 mln di cui 25 mln andarono all'agente che ne ricavò altri 10 direttamente dal club inglese. Una percentuale incredibile e che, se istituzionalizzata, o non regolamentata, metterebbe in ginocchio pure gli irriducibili hildago che reggono le sorti dei due Panda spagnoli. E qui sembra che, la cosa, ormai fatti uscire dalle loro stalle i buoi del Golfo, non possa essere più praticata. La Fifa dell'Infantino infatti dice basta ad un modus operandi accettato da ( quasi) tutti e ( di fatto ) diventato una diffusa, piacevole ( e inesplorata) consuetudine. Chi vivrà vedrà.

LA CRONACA DAL DIVANO.  ( dal 9  al 12  giugno 2022). Lukaku, Matic, Podgba: vuoi vedere che la Serie A sta tornado di moda? A porsi la domanda è l’arguta ‘ rosea’, che del cuore del calcio non si perde un battito.  Domanda gradita, anche se per noi del divano la Serie A [...]

9 giugno 2022 0 commenti

Non solo sport. Moto: in Cataluna ecatombe azzurra. Calcio: il Mancio riprova, con al tergo dei La Palice?

Non solo sport. Moto: in Cataluna ecatombe azzurra. Calcio: il Mancio riprova, con al tergo dei La Palice? E mentre Celestino Vietti, zitto zitto, in Moto2, ci ha ricordato il valore di una scuola che tra le invidie del mondo continua a produrre campioni, la giornata trascorsa sul bel circuito dell'amena Cataluna, ci ha invece confezionato una vera ( ingenerosa ) ecatombe dei nostri, tra Moto3 e Moto Gp. Sfiga azzurra da non credere. Foggia in testa nella Moto3 stoppato dal ( inusuale) calo della catena, e il Pecco nella Moto Gp travolto in fase d'avvio da uno sciagurato del Sol Levante che più che pensare a correre ama disarcionare gli altri, con danni non da poco, e non solo per lo spettacolo, sempre e comunque alto, ma per le sorti di una contesa che così protetta dalla buona sorte non offre l'esatta idea delle forze contrapposte. Sì, perchè, pur plaudendo alla straordinaria vena motoria dell'erede dei Quartarari, un Pecco in gara avrebbe ( di certo) offerto ben altro spettacolo, e ( forse) ben altro esito, se mal non ci sovviene quanto accaduto ( di recente ) al Mugello. Ma tant'è, perchè nella vita come nello sport se gli dei si dilettano con le beghe loro per gli umani, anche quelli più meritevoli, diventa imprevedibile ogni ragionevole soddisfazione. Diciamo pure che, a questo punto, per l'erede dei Quartarari la riconferma del titolo iridato se non è cosa fatta quasi lo è. Un peccato, metterla così, perchè lo straordinario agone sportivo offerto dalle moto da corsa, senz'altro tra i due o tre ( al momento) più invitanti al mondo, chissà quali altre entusiasmanti pagine avrebbe potuto scrivere per noi e per i posteri? Quella che tutti chiamavano Nazionale altro non era per noi dal divano che una Compagnia di ventura agli ordini di Mancio da Jesi, capitano di ventura visionario e cattivo, ma che dell'arte della guerra col pallone in campo non è secondo a nessuno. La sua Compagnia all'Europeo ha meravigliato il mondo, sverniciando tra l'altro quanti vengono fatti passare per imbattibili gentleman quando non solo non sanno vincere ma neppure perdere. Purtroppo come tutte le Compagnie di ventura basta che la sorte e la condizione del capitano volgano altrove, per vedere svanire in un sol colpo l'ammirevole prodigio. Il Mancio, infatti, a ferita aperta, avrebbe voluto trasferirsi altrove, tanto più che a proteggere una Nazionale sì carica di gloria ( da troppi anni ) non c'è proprio nessuno. Ben per noi che ci abbia ripensato riprendendo a rinserrare le file. Rinvigorite da gambe nuove, quasi imberbi, e purtuttavia le uniche adatte a rigenerare speranza. E se gli italioti d'Argentina si sono fatti in quattro per far vedere che sono più bravi di nonni e padri loro, agli Alemanni non è riuscito altrettanto. Il pari ( 1-1) confezionato in Nation League contro di loro non è cosa da disprezzare, nonostante quel che vaticina il tale da Miami, anche perchè con sei debuttanti quanti potrebbero essere i tecnici che rimetterebbero i lor piedi in campo? Soli e soletti, visto che a proteggere le spalle da ( nuova, possibile ) tempesta chi ci sarebbe? A proposito di nessuno, chissà qual gioia avranno monsieur de La Palice o il nostro Catalano nel constatare quanti meravigliosi eredi contano sulla faccia della terra, come quel tal Gravina, presidente Figc, così di gran peso in ambito continentale da vedersi sghignazzare in faccia senza pudore il buon Ceferin alla ( sua, nostra ) richiesta di ( eventuale) Europeo all'Italia. Infatti sull'esclusione dell'Italia dal ridicolo campionato natalizio nel deserto il Presidente scopre l'acqua calda: ' Inutile pensare a ripescaggi, abbiamo perso e siamo fuori'. Che abbiamo perso lo sappiamo, che siam fuori anche, quel che non capiamo se è come una nazionale con quattro stelle e attuale campione d'Europa sia stata trattata per la seconda volta di fila men della serva di Zoffoli per un torneo dove, stando a titoli e dati, avrebbe dovuto essere la favorita . Non sarà perchè nessuno lo fischia ? Nè Fifa, nè Uefa; nè quel simpaticone del sor Marotta; nè l'abbronzato vate di Miami; nè giocatori e giocatorini ( con squali al tergo) dai piè veloci spendaccioni attratti? Tra i quali ne prendiamo uno a caso. Certo De Ligth, tulipano, che si permette di far le bucce sul rinnovo con la Signora, dicasi la Signora di un calcio che sui libri riempie più pagine d'altri, in attesa di aggiungerne delle nuove. Che sono in bozza. Sbotta il tulipano: ' Valuterò l'offerta, anche perchè, io, cerco sempre di far qual che è di meglio per me'. Un altro buon erede di La Palice? E sulla cui saggezza sorvoliamo, visto che uno che pensa solo per sè non si capisce come possa dare il meglio per gli altri. Epperò non è ora che giocatori e giocatorini, con tanto di squali al tergo, tornino a nuotare nelle acque loro ? Non facendoci perdere tempo, anche perchè di certi soggetti passati a miglior stipendio che resterà a breve?

LA CRONACA DAL DIVANO.  ( dal 4 al 6 giugno 2022). E mentre Celestino Vietti, zitto zitto, in Moto2,  ci ha ricordato il valore di una scuola che tra le invidie del mondo continua a produrre campioni, la giornata trascorsa sul bel circuito dell’amena Cataluna, ci ha invece confezionato una vera ( ingenerosa ) [...]

6 giugno 2022 0 commenti

Non solo sport. Pietro zar infame. Nemesi rossa per il Max? Pericolo estinzione per il nostro ciclismo ?

Non solo sport. Pietro zar infame. Nemesi rossa per il Max? Pericolo estinzione per il nostro ciclismo ? Come si fa ad esultare per lo sport quando un altro zar Pietro della steppa sta terrorizzando a suon di missili, cannonate, minacce ( nucleari o meno), l'intero Vecchio continente che di tutto ha bisogno fuorchè di celebrare guerre? Qualcuno, molto ingenuamente, o forse molto codardamente, come quei fiorentini che corsero ad aprire porte e portoni della loro città al sopraggiungere di Carlo V, pensava che bastasse concedere qualche regione di confine più la Crimea per satisfare la fame di questo anacronistico signore della guerra seguito a testa bassa da un popolo che del profumo della democrazia ha dovuto sempre ( obtorto collo) fare a meno. A star sentire quei che lo conoscono, il novello zar Pietro vorrebbe riportare le lancette dell'orologio della storia a qualche secolo fa. Quando la Grande madre Russia si estendeva dal Baltico all'Alaska, un poco Europa e in gran parte Asia. Insomma, un impero. E comunque il massacro procede. Senza tregua, nè religiosa nè altra. Città come Mariupol sono praticamente demolite. Quelli che resistono all'invasore è perchè piuttosto che finire sbranati dal lupo siberiano preferiscono darsi morte onorevole su una terra ancora loro. Piovono bombe perfino sulle innocue stazioni dei treni. Dove cercano salvezza donne, bambini, persone anziane e fragili. Mentre l'inutile balletto di quei fantasmi dell'Onu non incoraggia più nessuno, visto che allo zar Pietro non sanno manco cosa chiedere .Tanto meglio , non ci sarà l'imbarazzo, anche perchè, lui, a concedere, non pensa proprio. Classiche amare, manca il faro. E così che s'annuncia il presente ( o futuro prossimo) del nostro ciclismo al maschile. Che dopo aver fornito i più grandi pedalatori della storia di uno sport dai connotati epici non riesce più a produrre atleti in grado di far fronte ai robotizzati del nostro tempo. Beppe Saronni, 64 anni, vincente sulla strada e come dirigente sportivo, toglie il coperchio sul vaso dei nostri pedalatori. Dice: ' Guardi le grandi corse e ti chiedi dove sono spariti gli Italiani? Non siamo più protagonisti e soprattutto non ci sono più Italiani che corrono'. ' Il fatto è che sono scomparse le strutture giovanili di base. Fino a poco tempo fa ogni paese aveva la propria società e la propria corsa. C'era una base molto larga, non tutti diventavano campioni, però uscivano dei buoni corridori. Ora non c'è più niente alla base, e sarà sempre peggio'. ' La mancanza di risultati è la punta dell'iceberg. Se non si torna ad investire sulla base e sulle strutture giovanili l'Italia resterà appesa a quei pochi talenti naturali come Ganna e che vengono fuori casualmente. Dai miei tempi il ciclismo è cambiato. I genitori hanno paura, i costi sono cresciuti così come i sacrifici. In Italia non mancano i soldi ma i progetti. Con idee e persone credibili per portarli avanti'. Anche nel ciclismo riecheggia dunque il ritornello che, sia pure con sfumature diverse, angoscia quel calcio maschile sbattuto fuori dai grandi consessi. A latitare, anche in questo ambito, sono le persone capaci, appassionate, sinceramente legate a valori e tradizioni prestigiose. A gestire campi e strade sono oggi personaggi senza memoria che mangiano sputando sul piatto loro, e diffusi come nugoli di cavallette ovunque. Tra politici, addetti ai lavori, informatori da decenni presenti sui luoghi del delitto eppure mai stati capaci di contribuire a edificare qualche nuovo stadio per i calciatori o qualche nuova pista per i ciclisti. Che costringono ad umiliarsi, davanti ai soliti fenomeni di qua e al di là dell'Alpe; con gli altri sempre più avanti, sempre più forniti, sempre più osannati. Come capita a quel ( ultra) propagandato calcio di Premier che gli anglofili vorrebbero far passare per ' il calcio più bello al mondo', quando a noi, un tempo accusati d'essere catenacciari, in realtà costretti a sopperire a carenze ataviche col talento di artisti guerrieri, che tanto hanno vinto e tanto hanno insegnato, altro non è che una sarabanda di podisti dai piedi veloci che aspettano gli ultimi venti minuti+recupero d'ogni partita per decidere le sorti di questo o di quel torneo. Onde per cui, visto che per arrabattarsi spendono assai, perchè non controllarli più spesso? Magari senza timore di fargli fare la figura di quello staffettista inglese che volle metter naso sulla nostra olimpica staffetta dorata, finendo, lui sì, col farsi portar via la medaglia d'argento per avere manducato qualcosa di non proprio corretto?

LA CRONACA DAL DIVANO. ( dal 27 aprile al 2 maggio 2022). Come si fa ad esultare per lo sport quando un altro zar Pietro della steppa sta terrorizzando  a suon di missili, cannonate, minacce ( nucleari o meno), l’intero Vecchio continente che di tutto  ha bisogno fuorchè di tornare a celebrare guerre? Qualcuno, molto ingenuamente, [...]

26 aprile 2022 0 commenti

Non solo sport. La pioggia e il Max spengono la Rivazza. Ma è solo uno ‘sgarbo’ che già ‘grida’ vendetta.

Non solo sport. La pioggia e il Max spengono la Rivazza. Ma è solo uno ‘sgarbo’ che già  ‘grida’ vendetta. Ci volevano la pioggia e lo 'sfascia rosse' ( se Matteo Bobbi cerca troverà che in una partenza ne fece fuori addirittura due in un sol colpo) a profanare l'incredibile festa 'rossa' attorno alla magica pista di Imola. Anche se, dobbiamo ammettere, da quella volta ad oggi il tulipano dagli occhi di ghiaccio ne ha fatta di strada. Intanto ha abbattuto una tirannia ( quella del Toto e dei suoi sodali) che imperava sulle piste da ( circa) un decennio e che aveva ridotto alla servitù quella che macchina era ma che non è più visto che da molto tempo ha assunto il compito del Pegaso alato che consegnava i sogni degli uomini al padre degli dei; eppoi perchè, in effetti, in pista ci sa fare. Noi pensiamo molto di più e meglio di tanti suoi predecessori, l' ultimo compreso fasciato di titolo iridato. Quello che il ' poveraccio' non s'aspetta è la terribile nemesi che inevitabilmente gli pioverà addosso negli anni a venire, quella della 'rossa' che ammira i talenti degli uomini migliori ma solo di quelli che non ardiscono di volerla cacciare dall'Olimpo. E comunque, sotto la pioggia, la 'rossa' è andata a buca. Il giovane Sainz ( come Simon Pietro) per la terza volta l'ha rinnegata; il Carletto, invece, forse meno algido di quel che sembra, davanti a cotanto calore, senza simili al mondo, non ha saputo restare calmo al punto giusto per contenere al minimo i danni del giorno infausto. Anche così si vincono i mondiali. Donde la 'rossa' rimane in testa, anche se il fiato del tulipano s'è appressato non poco. Annuncio di concione, lotta, spettacolo. Quelli che credevano di riempire autodromi senza la 'rossa' avranno modo di piangere sul loro insano desiderio. Sì, perchè quel che ha accolto la 'rossa' alla Rivazza non è cosa nè comune nè facile a crearsi da un giorno all'altro. E' qualcosa che vien da lontano, anzi da remoto, che può creare il groppo quando ti sfiora con il suo ruggito. Non è andata bene manco per le moto, anche qui vessati dalla pioggia, lungo la fantasiosa pista di Portimao. Nella moto Gp è risorto il Fabio siculo francofono, con una sparata delle sue quando parte in prima e nessuno gli rompe le scatole; alle sue spalle l'ispirato Rins, e soprattutto un'Aprilia, quella di cui è padre putativo quell'Aleis che sta riscuotendo, dopo anni di bravo lavoro, il merito accumulato. Ha dato segni di rivalsa il Pecco; mentre il Marc continua ad insistere con il timore ormai più palese che inconscio di non finire una volta di più a casco capovolto. Nella Moto2 s'è salvato Vietti, ora con 90 punti contro i 56 di Ogura. Avremmo voluto festeggiare le 'regine' del Nord anche con la Liegi-Bastogne-Liegi, ma, obiettivamente, sarebbe stato troppo. Onore quindi alla nostre Longo Borghini ( Rubaix) e Cavalli ( Freccia vallona). Aspettiamo il Giro, sì, quello che condivide ( solo) con il Tour, la grande storia del ciclismo mondiale. Milano basket ritrova Datome per andare a fare l'impresa nella terza ( 1-1) di Eurolega a Istambul. Nel volley, il più bello che c'è in giro, altro non sono che spettacoli in serie tanto fra le ragazze quanto fra i ragazzi. Conegliano approda alla quinta finale scudetto, con una super Paoletta ( 36 punti) che speriamo si faccia passare la tentazione di andare ad eclissarsi da qualche altra parte. Altri successi azzurri sono segnalati, nella marcia con Stano ( Slovacchia), nel Sei Nazioni di rugby dove le ragazze hanno sperato la Scozia ( 20-13), nel karate 68kg donne, nella ginnastica ritmica dove le farfalle hanno volato più in alto di tutte a Baku, con la Raffaelli.

LA CRONACA DAL DIVANO. ( dal 11 al 26 aprile 2022). Ci volevano la pioggia e lo ‘sfascia rosse‘ ( se Matteo Bobbi cerca troverà che all’inizio in una partenza ne fece fuori addirittura due in un sol colpo) a profanare l’incredibile festa ‘rossa’ attorno alla magica pista di Imola. [...]

25 aprile 2022 0 commenti

Non solo sport. Putin attacca e i filo russi crescono. Nelle moto: riappare l’Aprilia, gran marchio italico.

Non solo sport. Putin attacca e i filo russi crescono. Nelle moto: riappare l’Aprilia, gran marchio italico. Solo enigmi ed orrori dalla parte est dell'Europa. Orban e Vicic tornano in cattedra, filo russi, entrambi, è ovvio, tanto per dire che in questo mondo, volenti o nolenti, la ragione sta dove meglio fa comodo. Come si faccia considerare agnello la Russia ( 17 mln kmq, 146 mln abitanti, pil 1.658 mld dollari ed esercito tra i più armati al Mondo) e lupo l'Ucraina ( 603 mila kmq, 44 mln abitanti, pil 131 mld ed esercito manco tra i primi dieci in Europa) non è dato da capire. Degli orrori (intanto) se ne parlerà a parte. Più avanti, con comodo, con metodo. Dallo sport le uniche nuove arrivano dal Master 1000 di tennis di Miami, con quel imberbe dell'Alca(t)raz vincente e già all'undicesimo gradino mondiale. In Campionato, la lotta si restringe tra Inter e Napoli più che tra Milan e Juve. Anche se alla gente interessa sempre meno. Per via di quei ( troppi) dirigenti e addetti ai lavori da operetta, di quei (tanti) sindaci e comitati del Menga, di quei ( costosi) impianti archeologici che ( annunci e rendering a parte) non si riesce a sostituire o ad ammodernare. Nel ciclismo, il Fiandre è stata aspra contesa limitata tra i due robot del momento, Van der Poel e Pogacar, con il primo primo ( più accorto in volata) del secondo. Nelle moto cogliamo invece qualche sorriso: nella Moto 3 Foggia ( in grande rimonta) si fa beffare all'ultima curva dal Garcia; nella Moto 2 Vietti semina tutti e tutto; mentre nella Moto Gp c'è stata la riapparizione, pressochè miracolosa dopo molti anni, d'un marchio storico del motociclismo italiano: l'Aprilia di Noale. L'aspra disputa nel Gp d'Argentina a Termas de Rio Hondo dell'Aprilia dell'Aleix Espargaro con la Ducati del Martin ci ha riportato ai vecchi tempi, dove per fare buone moto non occorrevano (solo) danari e computer ma ( soprattutto) passione e talento. Moto, comunque, sia chiaro, entrambe nostrane, ma affidate al manico di due campioni spagnoli. Nel frattempo deve essersi riaccesa la luce nel manico del Pecco. Al quale, forse, non farebbe male dialogare ( decisamente ) più con se stesso che con i media e i social.

 LA CRONACA DAL DIVANO. ( dal 4 aprile 2022). Solo enigmi ed orrori dalla parte est dell‘Europa. Orban e Vicic tornano in cattedra, entrambi filo russi,  ovvio, tanto per dire che in questo mondo, volenti o nolenti, la ragione sta dove meglio fa comodo. Come si faccia a considerare agnello [...]

4 aprile 2022 0 commenti

Non solo sport. Putin minaccia l’Italia. La ‘rossa’ se ne sbatte e torna in coppia sul trono mondiale di F1.

Non solo sport. Putin minaccia l’Italia. La ‘rossa’ se ne sbatte e torna in coppia sul trono mondiale di F1. Forse in troppi, come quel che fu il tiranno Toto, non hanno ancor capito che la 'rossa' non è più un' auto da un pezzo. Da quando ( si dice) gli dei, assegnandole quel che fu di un alato Ippogrifo, mandato all'uopo in pensione, le consentirono di consegnare direttamente a loro i sogni degli uomini. Che gli dei esaminano, disponendo trame. Come quella andata in scena sulla pista del Baharein sotto gli occhi del mondo ( non solo) motoristico. Così ben congegnata che a chi altri attribuirla se non agli eterni abitator d' Olimpia? All'ultima curva, le due 'rosse' avanti in parata, come nell' uso antico per i trionfatori; e dietro ( opportunamente ) le due frecce d'argento, quelle che come le sorelle di Cenerentola per otto anni nella casa dei motori anno fatto il buono e il cattivo tempo, ricondotte nella circostanza ad ancelle per cingere il capo dei vincitori con corone d'alloro. E non basta. Visto che poco oltre il feroce tulipano abbandonava mesto il suo bolide, con il suo compagno rigirato, lassù, all'ultima curva, senza ragione o segno premonitore. Non sarà megliio che anche il Toto non se ne faccia una ragione? Del resto non ha sentito il boato esploso in ogni parte del Pianeta, mentre a Maranello le campane delle chiese hanno preso a suonare a distesa come per la festa del Santo patrono? Un imprenditore romagnolo, delle nostre parti, qualche mese fa, si rivolse ad una concessionaria di Berlino per cambiare per necessità di lavoro la sua Audi con un' altra di pari prestazioni. Il rivenditore rispose: ' Siamo spiacenti, signore, ma l'auto dei suoi sogni è stata venduta'. Al che l'imprenditore ribattè : ' Dirà auto da lavoro, perchè per quella dei miei sogni sono diversamente orientato; è di colore rosso, se proprio lo vuol sapere, e che però lei non mi pare tenga nel suo salone'.Restando sulla terra, il prossimo Gp avrà luogo tra una settimana ( 27 marzo) a Jeddah ( Arabia Saudita), seguito il 10 aprile da Melbourne( Australia) e il 24 aprile da Imola ( Emilia Romagna). Se la 'rossa' manterrà le premesse le file per il Gp Emilia Romagna, a Nord, cominceranno da Chiasso e Tarvisio; a Sud, da Bari e Napoli. L'almanacco: Ferrari, Gp disputati 1031 ( vinti 240, pole 224: totale 464, circa la metà dei Gp disputati, costruttori 16) ; Mc Laren, Gp disputati 9o3 ( vinti 183, pole 156, costruttori 8); Willians, Gp disputati 783( vinti 114, pole 129, costruttori 9); Mercedes, Gp disputati 249 ( vinti 115, pole 127, costruttori 8); Red Bull, Gp disputati 325 ( vinti 75, pole 73, costruttori 4). La Ferrari non vince il titolo piloti dal 2007 ( Raikkonen). La prima 'rossa' con scudetto giallo e cavallino nero rampante, prodotta nel 1943, era siglata 125 S. Fece la prima gara l'11 maggio 1947. Si ritirò per un'avaria della pompa di alimentazione; che il Drake ( con profetica lungimiranza) definì ' un insuccesso promettente'. Chi è chiamato a guidare la 'rossa' entra in una galleria unica al mondo dove tutti, vincitori e non, vengono ricambiati da ' imperitura memoria'. Gli attuali piloti sono Charles Leclerc, 24 anni, monegasco, e Carlos Sainz Jr, 27 anni, spagnolo figlio d'arte. Altre di sport. Tre italiani al vertice nelle tre categorie mondiali di moto, dove preoccupano le continue cadute di Marc Marquez. Milano-Sanremo, la corsa più bella, va allo sloveno Mohoric. Nella ritmica di ginnastica, ad Atene, la 18enne Sofia Raffaeli è diventata la prima azzurra ad imporsi nel concorso generale di una tappa di Coppa del Mondo. Nel gigante donne di Coppa del Mondo di sci doppietta tricolore, con la Bassino prima. Nello slalom parallelo di snowboard Edwin Coratti, 30 anni, si è imposto a Berchsgaden ( Germ.). Incredibile vittoria nel rugby dei nostri sul Galles ( 21 a 22), dopo 36 sconfitte. Nei mondiali indoor di atletica a Belgrado, Marcel Jacobs batte gli imbattibili americani nel 60 m con il tempo di 6''41, record italiano. Tamberi, invece, nell'alto, arriva terzo.

 LA CRONACA DAL DIVANO. ( dal   21 marzo 2022). Putin, non sapendo con quali santi imprecare per via di una ‘operazione militare’ che più anacronistica e insensata non si poteva fare, se la prende anche con l’Italia. Giusto non sottovalutarlo, ma non troppo perchè per squinternato che sia se ci tiene alle cupole del Cremlino [...]

21 marzo 2022 0 commenti

Non solo sport. La rinascenza dello sport. Gioie da ciclismo, ginnastica, moto e auto. La quercia del Sic.

Non solo sport. La rinascenza dello sport. Gioie da ciclismo, ginnastica, moto e auto. La quercia del Sic. Fatto è che l'Italia sportiva tutta va rinascendo. Le stagioni non c'entrano. Gli è capitato mille e mille volte, nulla di strano, soprattutto dopo aver superato prove orribili e dolorose. Infatti non si dice che la favolosa Araba Fenice che rinasce sulle proprie ceneri, abbia messo il nido in un qualche sconosciuto anfratto del Bel Paese? Certo è che, nello sport, la rinascenza è vistosa, per certi versi incredibile, oltre ogni immaginazione, eppur tangibile. Ad inizio anno, in mare, siamo andati a far tremare agli 'invincibili' dell'altro emisfero. Di poi, tra calcio ( Europeo ) ed Olimpiadi ( 40 medaglie), campionati vari ( praticamente) di tutte ( o quasi) le discipline sportive, abbiamo raccolto soltanto messi abbondanti un po' dovunque. E soprattutto contro increduli soggetti che a forza di sentir suonare l'Inno degli Italiani si dice che abbiano cominciato ad avvertire problemi ( seri) alle orecchie loro. Proprio in quest'ultime ore si sono aggiunti altri successi non secondari. Ai Mondiali di ciclismo su pista abbiamo chiuso con 10 medaglie ( 4 oro, 3 argento, 3 bronzo). Come mai prima. Ai Mondiali di ginnastica, poi, un tatuato azzurro , s'è aggiudicato la medaglia d'oro al corpo libero, mai vista in 118 anni. Dietro di lui, due argenti e un bronzo. Se non è rinascenza questa, che altro è? Nell'eletto circuito del tennis, inoltre, un allampanato ragazzo tirolese, fresco vincitore ad Anversa, sta cercando un posto tra gli otto delle ATP Finals di Torino. Dove di azzurri abbiamo già il giovane Berrettini finalista a Wimbledon. Anche questo non era mai accaduto. Il tutto, per non dire delle moto e delle auto, dove la nostra presenza è antica e salda, da decenni, tanto da avere partorito i due campioni emblematici della disciplina: Giacomo ( 15 mondiali) e Vale ( 9 mondiali). Al Vale, la sua gente, che non popola solo le colline di Tavullia, ma che è sparsa in ogni continente, gli ha tributato una memorabile festa d'addio. Che addio proprio non è visto che lascia alle sue spalle un filotto di validi eredi. Tra gli altri quel Pecco che, proprio davanti al popolo del Vale, voleva tenere accesa la speranza d''un titolo andato, comunque, ad una ragazzo meritevole e nostro per jus sanguinis, visto che tiene babbo e mamma di Trinacria. La speranza d'un titolo azzurro resta in Moto 3, con il Dennis a soli 21 punti dall'imberbe Pedrito, un poco impreparato ad affrontare azzurri. Nelle auto, infine, sulle piste, si va riaffacciando la 'rossa', quarta con il Carletto al Gp Usa, e al momento 'stritolata' dal selvaggio duello tra il Tulipano che ' se ne sbatte del Toto' e l'Anglo che di Olimpia vorrebbe raggiungere l'apice. A Misano, la pista più decorata e copiata al mondo, c'è stato un altro momento di grande significato. la dedica della quercia sulla collina al Sic, deceduto proprio dieci anni fa nel tragico incidente di pista. Papà Paolo, a margine, ha confessato di ' essere per questo ancora arrabbiato con il Creatore', esternazione ribadita anche davanti al Papa. Senza proprio convincerci. Un tal dolore solo chi l'ha provato può capirlo. Anche se, roteando sul solito bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto, vien da chiedersi che se la perdita è stata incommensurabile il dono fatto a suo tempo sia stata così insignificante ? Visto che quel ragazzo che teneva una chioma simile a quella d'una quercia sarà sempre amato, ogni volta preso ad esempio e mai dimenticato?

CRONACA DAL DIVANO. ( dal 12 al 25 ottobre). Certo che le  novelle ( news), liete o tristi che siano, non mancano. Giungono a fiotti  dal Pianeta ( Cina e Taiwan, Eu e Polonia,  etc. etc.); giungono dagli andamenti vari che si susseguono in casa nostra ( green pass, vaccinazioni, [...]

25 ottobre 2021 0 commenti

Non solo sport. Nations, noi solo terzi. E’ riapparsa la ‘rossa’. L’Angela d’ Europa saluta anche l’Italia.

Non solo sport. Nations, noi solo terzi. E’ riapparsa la ‘rossa’. L’Angela d’ Europa saluta anche l’Italia. Ma non glielo avevamo detto, sor Gravina, di cominciare sgomitare lassù dove decidono l'invio di questa o quella giacchetta per dirigere coppe e tornei europei e internazionali? Glielo avevamo detto o no? Ascolta? Non ascolta? Ci fa o non ce la può fare? E comunque sia, come vede, quelli che maneggiano quegli ometti vestiti di nero non scherzano. Non perdono una battuta. Basta che inviino qualche lor prezzolato per mandare l'acqua in su anche laddove non sarebbe nè richiesto, nè saggio, nè giusto. Nella penultima di Nations dell'Italia del Mancio, in semifinale contro i fratelli d'Ispagna, ha visto o no, che hanno saputo fare le cornacchie dell'Uefa ? Ci hanno spedito ( non ce ne voglia l'interessato perchè questo è un presago che nessun ci toglie ) il solito prezzolato dotato di collaudata scienza chirurgica arbitrale che altro non ha fatto per indirizzar le cose che cacciar fuori quanto prima il perno della difesa azzurra lasciandola sguarnita e pronta per essere colpita in ogni momento. Il tutto tramite due ( geniali ) cartellini, il primo illegale, il secondo possibile. Fatto è che abbiamo dovuto combattere ancora una volta in inferiorità numerica e tattica. Al termine dell'incontro le notorie pletore di sfaccendati ' buccaloni' che infestano ( con poche credibili eccezioni ) giornali e tivù pubbliche e private ( ) si sono affrettate nel magnificare la ' superiorità' altrui. Che, per certi aspetti ci può anche essere stata, ma che ci vuol chiedere sor Gravina a chi di dovere se una volta tanto anche a noi ci fan giocare in superiorità ( non solo numerica)? Che ci vuole? E' davvero impossibile ottenere uno svolgimento di gara internazionale come quello della finale europea in compagnia di quei gentlemans che si strappavano l'argento dal collo? Non ce la si può fare, sor Gabriele? Bene, meglio, perchè così lasciando le cose che bisogno avremo d'interrogare gli aruspici per sapere come passeremo il Natale sul Golfo? E comunque la Nations è andata ai Franchi, in rimonta ( 1-2), con un gol che dire in fuorigioco è poco. Noi siamo giunti terzi, giusti sul podio, battendo i belgi ancora una volta ( 2-1), ricavando qualche punticino utile per il ranking Fifa, e qualche rimpianto, appena bisbigliato. Adesso, a novembre, ci aspettano gli Svisserotti, che nel gironcino mondiale ci stanno appresso, col fiato sul collo, e che ( come al solito) sogneranno di farci un bel sgambetto. Per andar loro al caldo sole del Golfo quando in Europa sarà gelido Natale. Angela Merkel, cancelliera per 16 anni del paese guida dell'Europa, ha fatto visita all'Italia. La sua ultima visita da cancelliera, all'Italia, un paese che ( nonostante le malelingue) ama assai, e nel quale ha promesso di tornare ( molte) altre volte. A stringerle la mano il nostro Draghi, che con l'esponente tedesca ha combattuto decisive battaglie, anche se da sponde diverse, su quanto andava accadendo nell'inquieta Eurozona. Che fatica a mutarsi in nazione, una grande nazione. Fatica, certo, ma si sa che parti del genere non possono che avere lunga e dolorosa gestazione. Del resto, qual altre possibilità hanno i tanti pezzi e pezzettini del Vecchio Continente di fronteggiare inter pares Continenti veri e propri e da tempo vestiti con mimetica tuta da battaglia?

CRONACA DAL DIVANO.  ( dal 4 al 10 ottobre ). Ma non glielo avevamo detto, sor Gravina, di sgomitare lassù dove decidono l’invio di questa o quella  giacchetta per dirigere coppe  e tornei europei e internazionali? Glielo avevamo detto o no? Ascolta? Non ascolta? Ci fa o non ce la può proprio fare? E c0munque sia, [...]

11 ottobre 2021 0 commenti

Non solo sport. Il 60° delle Frecce tricolori, ali d’Italia. Altri ori azzurri: nelle moto, nel volley, nel ciclismo.

Non solo sport. Il 60° delle Frecce tricolori, ali d’Italia. Altri ori azzurri:  nelle moto, nel volley, nel ciclismo. Dopo coppe coppette, è tornato anche il Campionato, quel Campionato che in molti continuano ( tuttora) a sminuire ( soprattutto) al cospetto delle squadre di Sua Maestà che, a ben guardare, non è che siano portate a casa più di tanto rispetto a noi. Il vecchio Diavolo, vetusto come storia, giovin come compagine, non ha affatto sfigurato all'Anfield. Forse, con un pizzico di autostima in più, e con qualche corsetta all'uopo visto che quelli ( soprattutto) corrono , avrebbe consentito di portare via almeno un punticino dal campo più temuto di Champions. Ma tant'è. Pensiamo a noi. Alle nostre mancanze. E soprattutto ai nostri stadi che continuano a restare sogni nel cassetto. Un servizio su Sky inerente i campi dell' Ajax e del Copenaghen, mette brutalmente a nudo tutta la nostra ( colpevole) arretratezza sul tema. Lassù stadi dalla tecnologia fantascientifica trasformati in aziende in continuo adeguamento, quaggiù ruderi sempre più obsoleti, immoti e costosi che a nulla servono se non ( visto che sono tutti o quasi di proprietà comunale) a far gettare al vento i danari delle collettività. E pensare che, se per un qualche miracolo sempre possibile nella terra dell'Araba Fenice, dovessimo cominciare a farli, usufruendo di quanto nel frattempo maturato qua e là, potremmo addirittura sopravanzarli. Anche per invertire quel rapporto d'entrate, lassù esagerate, quaggiù più in calando che in crescendo. E che messe così come sono al momento continuano ad alimentare la visione di un divario che sui verdi campi da gioco poco si nota. Sennò a diventar campioni sarebbero stati coloro e non noi, per via di geniali capitani di ventura. Continua la magnifica estate azzurra. Sulle due ruote si vince in Moto 3, Moto Gp e MotoBike. L'Italvolley allestito in quattro e quattr'otto dal Fefè s'è incoronato campione d'Europa, proprio come le ragazze, dimostrando una volta di più che il regno del volley sta da noi e non altrove; mentre quel fenomeno assoluto del Pippo è andato a dar lezioni di classe ciclistica nientemeno che ai Mondiali in Fiandre, surclassando i giovani fenomeni di casa, ribadendo una volta di più una verità umana e storica, quella che ' il cuore d'Italia mai smette di battere'. E di 'partorire figli e figlie' di quell'Araba Fenice che, quando men te lo aspetti, risorge dalle proprie ceneri. Imprevedibile. Maravigliando. La signora Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, va ogni giorno di più facendo breccia in quelle 'teste dure' dei ( cosiddetti) europei che di abbandonare i vecchi tratturi stentano assai, anche se sanno che con quelli si va oramai solo verso il burrone e non altrove. Aveva cominciato in sordina, qualche anno fa, qual amica prediletta della Cancelliera ora in attesa del congedo, e con qualche distinguo e qualche critica, ma oggi chi nega più che, Ursula, unitamente a personaggi come il nostro Mattarella, sia diventata uno dei punti di maggior riferimento per quella nuova Grande Nazione che, pur afflitta dalle doglie del ( lungo) parto, volente o nolente, va ( faticosamente ) nascendo ? Pochi giorni fa, nell' annuale discorso sullo Stato dell'Unione, Ursula von der Leyen non ha esitato ad indicare ' alcuni puntelli indispensabili per rafforzare l'Unione europea, sull'onda del successo del NexGenerationEu, primo esempio di indebitamento in comune'.

LA CRONACA DAL DIVANO. ( dal 17 al 20 settembre). E’ stato un fine settimana ancora carico d’interessi. Il volley maschile si è giocato il titolo europeo; a Misano Adriatico è tornato  il Dovi su Yamaha, mentre il Pecco ha ( felicemente) continuato la caccia per la vetta del Mondiale a quel bravo ragazzo del [...]

20 settembre 2021 0 commenti

Non solo sport. Di nuovo tempo di campanella. L’Inno degli Italiani? Risuonasse ancora, c’è forse un rischio otite non solo per Inglesi?

Non solo sport. Di nuovo tempo di  campanella. L’Inno degli Italiani? Risuonasse ancora, c’è forse un  rischio otite non solo per Inglesi? Uno sguardo alla cronaca del fine settimana. Ricco di eventi in più discipline. A Monza, tornata ( per metà) rossa, questa volta, i due 'polli' non si sono soltanto beccati ma accavallati l'uno sopra l'altro affezionati, tanto che se non ci fossero state le dovute ( recenti) protezioni a quest'ora potevamo cantare uno o più de profundis. A livello di classifica le cose al vertice restano uguali, nonostante la ( lieve) reprimenda per il Max, mentre alle loro spalle sta salendo una rediviva MacLaren che ( dopo anni) s'è tolta lo sfizio di piazzare le sue auto al primo e secondo posto dell'ambitissimo Gp d'Italia, davanti a scudiero Bottas e al sempre lieto Leclerc. Questa volta in gara col vecchio motore. Finalmente una serie felice di frasi di Christian Horner, 58 anni, team manager della Red Bull. ' Faremo da noi i telai e i motori. La Red Bull diventerà la 'rossa' d'Inghilterra. Verstappen è un guerriero. La F1 senza Monza è come il tennis senza Wimbledon'. Berrettini , sconfitto dal grande Djoko , non ce l'ha fatta a procedere negli Open Usa. Negati, però, questa volta, anche al serbo battuto dal russo Medvedev. Incetta di medaglie agli Europei di ciclismo ( 4 ori, 3 argenti, 1 bronzo), l'ultima, la più prestigiosa, se l'è messa al collo, Colbrelli, che dopo aver staccato i favoriti come lo slovacco Sagan e lo sloveno Pogacar, ha messo in riga anche il fenomeno belga Remco Ovenepoel, 21 anni, grande ora, (probabile ) grandissimo negli anni a venire. Avanzano i ragazzini del Fefe agli europei di volley. Stanno ai quarti e aspettano una tra Germania e Bulgaria. Gran festa invece al Gp d'Aragona, con i nostri a far squillare il ' Canto degli italiani' due volte: in Moto3, con Foggia e in Moto Gp con Pecco. Il ' duello' con il sempre vivo Marquez è stato uno spettacolo sportivo assoluto. Tra vecchio ( recente) e nuovo ( di pacca) con gli altri giovani fenomeni, quanto il siculo-francese Quartararo, relegati alla finestra. Se andiamo avanti così per qualche altro mese ancora , non è che, con tutti quegli inni tricolore che risuonano gagliardi qua e là pel mondo, dopo gli Inglesi, rischiamo di far venire problemi di otite anche ad altri popoli contro di noi avvicendati? RITORNO IN AULA. Mentre si spengono gli echi anche della Mostra del cinema di Venezia con Leone d'oro attribuito a Audrey Diwan e Leone d'argento a Paolo Sorrentino, risquilla la campanella. In dieci Regioni. Tra regole e incertezze. E (ancora) non vaccinati.

LA CRONACA DAL DIVANO. ( dal 7  al  14  settembre).  Bella questa. Tra i tanti  chiacchieroni che popolano i media, ce ne sono alcuni appollaiati dentro un network nazionale che discutendo del presente del Diavolo se la prendono con il fondo proprietario e certi dirigenti, come il Paolo nazionale, perchè si stanno facendo scappare, [...]

13 settembre 2021 0 commenti