Tag "moto"

 

Non solo sport. La rinascenza dello sport. Gioie da ciclismo, ginnastica, moto e auto. La quercia del Sic.

Non solo sport. La rinascenza dello sport. Gioie da ciclismo, ginnastica, moto e auto. La quercia del Sic. Fatto è che l'Italia sportiva tutta va rinascendo. Le stagioni non c'entrano. Gli è capitato mille e mille volte, nulla di strano, soprattutto dopo aver superato prove orribili e dolorose. Infatti non si dice che la favolosa Araba Fenice che rinasce sulle proprie ceneri, abbia messo il nido in un qualche sconosciuto anfratto del Bel Paese? Certo è che, nello sport, la rinascenza è vistosa, per certi versi incredibile, oltre ogni immaginazione, eppur tangibile. Ad inizio anno, in mare, siamo andati a far tremare agli 'invincibili' dell'altro emisfero. Di poi, tra calcio ( Europeo ) ed Olimpiadi ( 40 medaglie), campionati vari ( praticamente) di tutte ( o quasi) le discipline sportive, abbiamo raccolto soltanto messi abbondanti un po' dovunque. E soprattutto contro increduli soggetti che a forza di sentir suonare l'Inno degli Italiani si dice che abbiano cominciato ad avvertire problemi ( seri) alle orecchie loro. Proprio in quest'ultime ore si sono aggiunti altri successi non secondari. Ai Mondiali di ciclismo su pista abbiamo chiuso con 10 medaglie ( 4 oro, 3 argento, 3 bronzo). Come mai prima. Ai Mondiali di ginnastica, poi, un tatuato azzurro , s'è aggiudicato la medaglia d'oro al corpo libero, mai vista in 118 anni. Dietro di lui, due argenti e un bronzo. Se non è rinascenza questa, che altro è? Nell'eletto circuito del tennis, inoltre, un allampanato ragazzo tirolese, fresco vincitore ad Anversa, sta cercando un posto tra gli otto delle ATP Finals di Torino. Dove di azzurri abbiamo già il giovane Berrettini finalista a Wimbledon. Anche questo non era mai accaduto. Il tutto, per non dire delle moto e delle auto, dove la nostra presenza è antica e salda, da decenni, tanto da avere partorito i due campioni emblematici della disciplina: Giacomo ( 15 mondiali) e Vale ( 9 mondiali). Al Vale, la sua gente, che non popola solo le colline di Tavullia, ma che è sparsa in ogni continente, gli ha tributato una memorabile festa d'addio. Che addio proprio non è visto che lascia alle sue spalle un filotto di validi eredi. Tra gli altri quel Pecco che, proprio davanti al popolo del Vale, voleva tenere accesa la speranza d''un titolo andato, comunque, ad una ragazzo meritevole e nostro per jus sanguinis, visto che tiene babbo e mamma di Trinacria. La speranza d'un titolo azzurro resta in Moto 3, con il Dennis a soli 21 punti dall'imberbe Pedrito, un poco impreparato ad affrontare azzurri. Nelle auto, infine, sulle piste, si va riaffacciando la 'rossa', quarta con il Carletto al Gp Usa, e al momento 'stritolata' dal selvaggio duello tra il Tulipano che ' se ne sbatte del Toto' e l'Anglo che di Olimpia vorrebbe raggiungere l'apice. A Misano, la pista più decorata e copiata al mondo, c'è stato un altro momento di grande significato. la dedica della quercia sulla collina al Sic, deceduto proprio dieci anni fa nel tragico incidente di pista. Papà Paolo, a margine, ha confessato di ' essere per questo ancora arrabbiato con il Creatore', esternazione ribadita anche davanti al Papa. Senza proprio convincerci. Un tal dolore solo chi l'ha provato può capirlo. Anche se, roteando sul solito bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto, vien da chiedersi che se la perdita è stata incommensurabile il dono fatto a suo tempo sia stata così insignificante ? Visto che quel ragazzo che teneva una chioma simile a quella d'una quercia sarà sempre amato, ogni volta preso ad esempio e mai dimenticato?

CRONACA DAL DIVANO. ( dal 12 al 25 ottobre). Certo che le  novelle ( news), liete o tristi che siano, non mancano. Giungono a fiotti  dal Pianeta ( Cina e Taiwan, Eu e Polonia,  etc. etc.); giungono dagli andamenti vari che si susseguono in casa nostra ( green pass, vaccinazioni, [...]

25 ottobre 2021 0 commenti

Non solo sport. Nations, noi solo terzi. E’ riapparsa la ‘rossa’. L’Angela d’ Europa saluta anche l’Italia.

Non solo sport. Nations, noi solo terzi. E’ riapparsa la ‘rossa’. L’Angela d’ Europa saluta anche l’Italia. Ma non glielo avevamo detto, sor Gravina, di cominciare sgomitare lassù dove decidono l'invio di questa o quella giacchetta per dirigere coppe e tornei europei e internazionali? Glielo avevamo detto o no? Ascolta? Non ascolta? Ci fa o non ce la può fare? E comunque sia, come vede, quelli che maneggiano quegli ometti vestiti di nero non scherzano. Non perdono una battuta. Basta che inviino qualche lor prezzolato per mandare l'acqua in su anche laddove non sarebbe nè richiesto, nè saggio, nè giusto. Nella penultima di Nations dell'Italia del Mancio, in semifinale contro i fratelli d'Ispagna, ha visto o no, che hanno saputo fare le cornacchie dell'Uefa ? Ci hanno spedito ( non ce ne voglia l'interessato perchè questo è un presago che nessun ci toglie ) il solito prezzolato dotato di collaudata scienza chirurgica arbitrale che altro non ha fatto per indirizzar le cose che cacciar fuori quanto prima il perno della difesa azzurra lasciandola sguarnita e pronta per essere colpita in ogni momento. Il tutto tramite due ( geniali ) cartellini, il primo illegale, il secondo possibile. Fatto è che abbiamo dovuto combattere ancora una volta in inferiorità numerica e tattica. Al termine dell'incontro le notorie pletore di sfaccendati ' buccaloni' che infestano ( con poche credibili eccezioni ) giornali e tivù pubbliche e private ( ) si sono affrettate nel magnificare la ' superiorità' altrui. Che, per certi aspetti ci può anche essere stata, ma che ci vuol chiedere sor Gravina a chi di dovere se una volta tanto anche a noi ci fan giocare in superiorità ( non solo numerica)? Che ci vuole? E' davvero impossibile ottenere uno svolgimento di gara internazionale come quello della finale europea in compagnia di quei gentlemans che si strappavano l'argento dal collo? Non ce la si può fare, sor Gabriele? Bene, meglio, perchè così lasciando le cose che bisogno avremo d'interrogare gli aruspici per sapere come passeremo il Natale sul Golfo? E comunque la Nations è andata ai Franchi, in rimonta ( 1-2), con un gol che dire in fuorigioco è poco. Noi siamo giunti terzi, giusti sul podio, battendo i belgi ancora una volta ( 2-1), ricavando qualche punticino utile per il ranking Fifa, e qualche rimpianto, appena bisbigliato. Adesso, a novembre, ci aspettano gli Svisserotti, che nel gironcino mondiale ci stanno appresso, col fiato sul collo, e che ( come al solito) sogneranno di farci un bel sgambetto. Per andar loro al caldo sole del Golfo quando in Europa sarà gelido Natale. Angela Merkel, cancelliera per 16 anni del paese guida dell'Europa, ha fatto visita all'Italia. La sua ultima visita da cancelliera, all'Italia, un paese che ( nonostante le malelingue) ama assai, e nel quale ha promesso di tornare ( molte) altre volte. A stringerle la mano il nostro Draghi, che con l'esponente tedesca ha combattuto decisive battaglie, anche se da sponde diverse, su quanto andava accadendo nell'inquieta Eurozona. Che fatica a mutarsi in nazione, una grande nazione. Fatica, certo, ma si sa che parti del genere non possono che avere lunga e dolorosa gestazione. Del resto, qual altre possibilità hanno i tanti pezzi e pezzettini del Vecchio Continente di fronteggiare inter pares Continenti veri e propri e da tempo vestiti con mimetica tuta da battaglia?

CRONACA DAL DIVANO.  ( dal 4 al 10 ottobre ). Ma non glielo avevamo detto, sor Gravina, di sgomitare lassù dove decidono l’invio di questa o quella  giacchetta per dirigere coppe  e tornei europei e internazionali? Glielo avevamo detto o no? Ascolta? Non ascolta? Ci fa o non ce la può proprio fare? E c0munque sia, [...]

11 ottobre 2021 0 commenti

Non solo sport. Il 60° delle Frecce tricolori, ali d’Italia. Altri ori azzurri: nelle moto, nel volley, nel ciclismo.

Non solo sport. Il 60° delle Frecce tricolori, ali d’Italia. Altri ori azzurri:  nelle moto, nel volley, nel ciclismo. Dopo coppe coppette, è tornato anche il Campionato, quel Campionato che in molti continuano ( tuttora) a sminuire ( soprattutto) al cospetto delle squadre di Sua Maestà che, a ben guardare, non è che siano portate a casa più di tanto rispetto a noi. Il vecchio Diavolo, vetusto come storia, giovin come compagine, non ha affatto sfigurato all'Anfield. Forse, con un pizzico di autostima in più, e con qualche corsetta all'uopo visto che quelli ( soprattutto) corrono , avrebbe consentito di portare via almeno un punticino dal campo più temuto di Champions. Ma tant'è. Pensiamo a noi. Alle nostre mancanze. E soprattutto ai nostri stadi che continuano a restare sogni nel cassetto. Un servizio su Sky inerente i campi dell' Ajax e del Copenaghen, mette brutalmente a nudo tutta la nostra ( colpevole) arretratezza sul tema. Lassù stadi dalla tecnologia fantascientifica trasformati in aziende in continuo adeguamento, quaggiù ruderi sempre più obsoleti, immoti e costosi che a nulla servono se non ( visto che sono tutti o quasi di proprietà comunale) a far gettare al vento i danari delle collettività. E pensare che, se per un qualche miracolo sempre possibile nella terra dell'Araba Fenice, dovessimo cominciare a farli, usufruendo di quanto nel frattempo maturato qua e là, potremmo addirittura sopravanzarli. Anche per invertire quel rapporto d'entrate, lassù esagerate, quaggiù più in calando che in crescendo. E che messe così come sono al momento continuano ad alimentare la visione di un divario che sui verdi campi da gioco poco si nota. Sennò a diventar campioni sarebbero stati coloro e non noi, per via di geniali capitani di ventura. Continua la magnifica estate azzurra. Sulle due ruote si vince in Moto 3, Moto Gp e MotoBike. L'Italvolley allestito in quattro e quattr'otto dal Fefè s'è incoronato campione d'Europa, proprio come le ragazze, dimostrando una volta di più che il regno del volley sta da noi e non altrove; mentre quel fenomeno assoluto del Pippo è andato a dar lezioni di classe ciclistica nientemeno che ai Mondiali in Fiandre, surclassando i giovani fenomeni di casa, ribadendo una volta di più una verità umana e storica, quella che ' il cuore d'Italia mai smette di battere'. E di 'partorire figli e figlie' di quell'Araba Fenice che, quando men te lo aspetti, risorge dalle proprie ceneri. Imprevedibile. Maravigliando. La signora Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, va ogni giorno di più facendo breccia in quelle 'teste dure' dei ( cosiddetti) europei che di abbandonare i vecchi tratturi stentano assai, anche se sanno che con quelli si va oramai solo verso il burrone e non altrove. Aveva cominciato in sordina, qualche anno fa, qual amica prediletta della Cancelliera ora in attesa del congedo, e con qualche distinguo e qualche critica, ma oggi chi nega più che, Ursula, unitamente a personaggi come il nostro Mattarella, sia diventata uno dei punti di maggior riferimento per quella nuova Grande Nazione che, pur afflitta dalle doglie del ( lungo) parto, volente o nolente, va ( faticosamente ) nascendo ? Pochi giorni fa, nell' annuale discorso sullo Stato dell'Unione, Ursula von der Leyen non ha esitato ad indicare ' alcuni puntelli indispensabili per rafforzare l'Unione europea, sull'onda del successo del NexGenerationEu, primo esempio di indebitamento in comune'.

LA CRONACA DAL DIVANO. ( dal 17 al 20 settembre). E’ stato un fine settimana ancora carico d’interessi. Il volley maschile si è giocato il titolo europeo; a Misano Adriatico è tornato  il Dovi su Yamaha, mentre il Pecco ha ( felicemente) continuato la caccia per la vetta del Mondiale a quel bravo ragazzo del [...]

20 settembre 2021 0 commenti

Non solo sport. Di nuovo tempo di campanella. L’Inno degli Italiani? Risuonasse ancora, c’è forse un rischio otite non solo per Inglesi?

Non solo sport. Di nuovo tempo di  campanella. L’Inno degli Italiani? Risuonasse ancora, c’è forse un  rischio otite non solo per Inglesi? Uno sguardo alla cronaca del fine settimana. Ricco di eventi in più discipline. A Monza, tornata ( per metà) rossa, questa volta, i due 'polli' non si sono soltanto beccati ma accavallati l'uno sopra l'altro affezionati, tanto che se non ci fossero state le dovute ( recenti) protezioni a quest'ora potevamo cantare uno o più de profundis. A livello di classifica le cose al vertice restano uguali, nonostante la ( lieve) reprimenda per il Max, mentre alle loro spalle sta salendo una rediviva MacLaren che ( dopo anni) s'è tolta lo sfizio di piazzare le sue auto al primo e secondo posto dell'ambitissimo Gp d'Italia, davanti a scudiero Bottas e al sempre lieto Leclerc. Questa volta in gara col vecchio motore. Finalmente una serie felice di frasi di Christian Horner, 58 anni, team manager della Red Bull. ' Faremo da noi i telai e i motori. La Red Bull diventerà la 'rossa' d'Inghilterra. Verstappen è un guerriero. La F1 senza Monza è come il tennis senza Wimbledon'. Berrettini , sconfitto dal grande Djoko , non ce l'ha fatta a procedere negli Open Usa. Negati, però, questa volta, anche al serbo battuto dal russo Medvedev. Incetta di medaglie agli Europei di ciclismo ( 4 ori, 3 argenti, 1 bronzo), l'ultima, la più prestigiosa, se l'è messa al collo, Colbrelli, che dopo aver staccato i favoriti come lo slovacco Sagan e lo sloveno Pogacar, ha messo in riga anche il fenomeno belga Remco Ovenepoel, 21 anni, grande ora, (probabile ) grandissimo negli anni a venire. Avanzano i ragazzini del Fefe agli europei di volley. Stanno ai quarti e aspettano una tra Germania e Bulgaria. Gran festa invece al Gp d'Aragona, con i nostri a far squillare il ' Canto degli italiani' due volte: in Moto3, con Foggia e in Moto Gp con Pecco. Il ' duello' con il sempre vivo Marquez è stato uno spettacolo sportivo assoluto. Tra vecchio ( recente) e nuovo ( di pacca) con gli altri giovani fenomeni, quanto il siculo-francese Quartararo, relegati alla finestra. Se andiamo avanti così per qualche altro mese ancora , non è che, con tutti quegli inni tricolore che risuonano gagliardi qua e là pel mondo, dopo gli Inglesi, rischiamo di far venire problemi di otite anche ad altri popoli contro di noi avvicendati? RITORNO IN AULA. Mentre si spengono gli echi anche della Mostra del cinema di Venezia con Leone d'oro attribuito a Audrey Diwan e Leone d'argento a Paolo Sorrentino, risquilla la campanella. In dieci Regioni. Tra regole e incertezze. E (ancora) non vaccinati.

LA CRONACA DAL DIVANO. ( dal 7  al  14  settembre).  Bella questa. Tra i tanti  chiacchieroni che popolano i media, ce ne sono alcuni appollaiati dentro un network nazionale che discutendo del presente del Diavolo se la prendono con il fondo proprietario e certi dirigenti, come il Paolo nazionale, perchè si stanno facendo scappare, [...]

13 settembre 2021 0 commenti

Non solo sport. Campionato. Che fai, Signora? Vincono tutte, tranne la favorita? Sono in arrivo i motori.

Non solo sport. Campionato. Che fai, Signora? Vincono tutte,  tranne la favorita? Sono in arrivo i motori. E adesso, per favore, fateci godere il nostro calcio. Che, al momento, è campione d'Europa ma che, in prospettiva, banda del Mancio permettendo, punterà alla pentastella, che da troppo tempo ci sfugge. In ogni caso non siamo più al centesimo posto del ranking ma al quarto. Eppoi, campioni o no, a noi che ce frega di un campionato dove sono tanto esemplari da non sapere riconoscere manco chi vince e chi perde, o dell'altro, sempre in mani spendaccione non controllate da chi di dovere, che ha trasformato un club che poco o nulla ha vinto finora in una sorta di redivivo circo alla Buffalo Bill, con tanta di quella gente sul generoso libro paga che manco il Leo sa più tenere di conto? Inoltre, non piaceva prima il gioco loro, fatto per cavalli di biada forniti e non per artisti più o meno in vena, figuriamo adesso. Fatto è che il torneo è andato ad iniziare. Le cosiddette ' sette sorelle' hanno vinto in blocco, tranne la favoritissima Signora che, dopo essere passata in (bi)vantaggio ( 0-2), s'è fatta rimontare grazie anche alle paperissime del suo portierone. E' in arrivo un fine settimana di motori. Ma mentre per le due ruote, presto orfano del maestro dei maestri, resta alta l'attenzione, per le quattro anche se alle mitiche Ardenne di attenzione ce n'è più poca, se non nulla. Il Toto, infatti, che tra un leguleo e l'altro, un amicone e l'altro, una spintarella e l'altra, era riuscito a spianar ogni ostacolo ( l'ultimo, quel tulipano amabilmente spedito a 300km all'ora contro un muretto) non potrà godere del suo trionfo, visto che quel che sa meglio fare è portare alla vittoria buone macchine per il fabbisogno quotidiano e non ippogrifi alati per quel ineffabile bisogno d'eterno che sembra latitare ma solo in apparenza. Se lo mettano in testa, il caro Toto, e i suoi amiconi: senza la 'rossa' possono inventarsi tutti i regolamenti che credono, ma non ci sarà mai 'leggenda'.

LA CRONACA DAL DIVANO. ( dal 23 agosto). E adesso, per favore, fateci godere il nostro calcio. Che, al momento, è campione d’Europa ma che, in prospettiva, banda del Mancio permettendo, punterà alla pentastella, che da troppo tempo ci sfugge. In ogni caso non siamo più al centesimo posto del [...]

24 agosto 2021 0 commenti

Non solo sport. Suono di ‘campanella’ per il nostro calcio, campione d’Europa. Signora di nuovo in vetta?

Non solo sport. Suono di ‘campanella’ per il nostro calcio, campione d’Europa. Signora di nuovo in vetta? Non sembra vero ma è già ora di 'campanella' anche per i campionati nostrani. Baciati tutti dalla felice impresa d'essere diventati le tane dei campioni d'Europa. Che, a dire il vero, non si sa ancora dove guardarli, tra un produttore e l'altro, ma tant'è di questi tempi, tutti dediti ad incassare più che a a rendere le cose più facili e credibili ai suoi ( pazienti) fruitori. Una cosa ci sta sul gozzo. Tutti quei soggetti che prima lacrimano, baciano, mandano cuoricini, giurano e spergiurano, eppoi, alla prima buona offerta, via s'involano senza badare laddove andranno ad affondare le loro ( sacre) piote. Forse a tutti costoro occorrerebbe mandare in soccorso uno che di storia umana s'intende; che poi, tanto difficile da leggere non è, visto che di esempi ne ha forniti tanti e ( tutti o quasi) eloquenti. Vogliamo dire che se ad una pianta tagliamo le radici quando potrà ancora garrire al vento libera e gioconda? Ad imbelli, insulsi, sasi, sprovveduti, menefreghisti, e così via, la risposta, ovviamente, manco li tange. C'è un calcio ( storico) che boccheggia, e che si fa per ridargli ossigeno? Si lascia libero corso all'afflusso di danari di cui poco s'indaga e si certifica, legittimi o meno che siano, e che, come sta facendo venire a galla quel temerario di Report ( Rai), sembrano sempre più plumbei nuvoloni forieri di gran tempesta. Una tempesta che potrebbe colpire anche quelli che si credono al sicuro, come tre o quattro squadre d'Albione, o quella di Gallia, che null'altro sta facendo ( perde anche in casa?) che rinverdire il mito del Club Deportivo Los Millonarios di Bogotà anni Cinquanta. E così, tra un colpo basso e l'altro, la nostra Serie A, priva di dirigenti e senza stadi, torna alla guerra ( contro le altre d'Europa) con sempre meno forze e stimoli. Sia chiaro non è che qui rimpiangiamo soggetti alla Lukaku o alla Donnarumma, bravi da un lato disastrosi dall'altro, il Belpaese ne ha viste talmente tante ( e tanti) che quanto va accadendo non riempirà manco una paginetta della sua millenaria ( prestigiosa) creatività. Ci duole, come sempre, che invece di far di tutto per portare acqua al nostro mulino ci sia sempre qualcuno che si sbraccia per qualche altro. Che, dicasi tra noi, tanto esemplare non è visto che manco sa come perdere. PRONOSTICI. La Signora, sotto la guida del Max, ci sembra tornata in vetta. Che resti o no quell'ectoplasma del Cr7 poco conta. Con i due vecchietti, il Berna ritrovato, il Loca ingaggiato e il Chiesa tornato pimpante, ha tutto per farsi strada in Italia, ovviamente, ma anche in Europa, dove di guerrieri imbattibili ne vediamo pochi. Non certo in quella parata da circo Buffalo Bill o raccolta figurine per l'Albo Panini, che quegli insulsi dell'Uefa hanno consentito di allestire ad esclusivo danno di ( quasi) tutti gli altri. Alle spalle potrebbe stare ancora la Beneamata, sempre che i cinesi tolgano le tende. Dietro alla Beneamata s'intravvede un manipolo di aspiranti, alcuni nobili, come il vecchio Milan del Pioli o l'ardente Dea del Gasp. E comunque sia chi vivrà vedrà.

LA CRONACA DAL DIVANO. ( da venerdì 20 agosto 2021). Non sembra vero ma è già ora di ‘campanella’ anche per i campionati nostrani. Baciati tutti dalla felice impresa d’essere diventati le tane dei campioni d’Europa. Che, a dire il vero, non si sa ancora dove guardarli, tra un produttore [...]

20 agosto 2021 0 commenti

Non solo sport. La Compagnia del Mancio campione d’Europa. Matteo, sai che hai vinto anche perdendo?

Non solo sport. La Compagnia del Mancio campione d’Europa. Matteo, sai che hai vinto anche perdendo? Nella festa che ha celebrato l'Italia campione d'Europa di calcio, c'erano tutti. A cominciare da quelle migliaia di morti deposti dentro camion militari avviati mestamente verso i luoghi di sepoltura. Ma c'erano anche quegli altri milioni di concittadini che, in angolo di Paese, con poche distinzioni, hanno cercato di reagire al morbo, con sofferenza, qualcuno riuscendo qualche altro no, e comunque cautelizzandolo col sorriso e il canto. E c'erano anche altri, d'ogni classe e genere, compresa quella folla infinita di miscredenti che continua a non credere nel Paese loro. E che dileggiano quando gli si parla di quell'Araba Fenice che da molto tempo deve avere spostato il suo nido in qualche sconosciuto anfratto del Belpaese. Pronto a rinascere, quando men se lo aspetta, meravigliando, sulle proprie ceneri. Sul calcio, ad esempio, che quivi è metafora di vita, questi ultimi ci davano per andati, dispersi, ormai ai margini del movimento. Per costoro avremmo dovuto tornar in blocco sui banchi di scuola ad apprendere dall'uno o dall'altro. Noi, che sulle nostre maglie, teniamo tanti di quei santi signacoli come nessun altro vanta. Noi. E però bastato un veggente capitano di ventura, certo Mancio da Jesi, a riportare il pendolo della storia al suo posto, dopo avere radunato una Compagnia di ventura non offerta al soldo di questo o quell'altro, come quei ( famigerati) professionisti mercenari, ma solo ed esclusivamente al servizio della Patria loro. Molti, infatti, in questi ultimi due o tre anni, si sono scervellati per comprendere qual razza d'armata avesse messo in campo quell' ex talentuoso giocatore che poca fortuna aveva avuto con le nazionali del suo Paese. Gliene hanno propinate di tutti i colori. La più parte senza capirlo. Ovvio. Tanto che quando parlava di vincere pensavano celiasse. Invece tanto detto tanto fatto, fornendoci ( tra l'altro ) un modello sportivo ed umano antico e nuovo insieme che riscopre valori quali la famiglia o il gruppo, disposto a ragionar col cuore, come in piccolo borgo o anonimo quartiere, e sempre pronto a reagire, e se del caso soffrire, pur di raggiungere un risultato che non è una coppa, o un assegno in banca, ma l'affermazione di una identità con i suoi valori più riposti e cari. E se volessimo alzare lo sguardo, una volta tanto, potremmo vedere che oltre al nostro Paese, ce ne sono tanti altri, pronti a dar vita ad una nuova grande nazione. Per realizzarla fra dieci, venti, trent'anni: chissà? Ma che dell'Italia ha, o avrebbe, per completarsi, inderogabile necessità come 'magister vitae' insegna. Qualche spunto dalla cronaca. Wembley potendo contenere 65 mila posti, era stato riservato ( democraticamente) per 55 mila ad inglesi e per 10 mila ad italiani. Parte del pubblico inglese ha fischiato l'inno di Mameli. Fuor dai cancelli c'è stato ( anche) qualche incidente, dove ( sportivamente) gli italiani non sono stati risparmiati. Non sapendo che tutto questo sull'animo di una Compagnia di ventura poco incide, anzi, sollecita l'orgoglio a compiere più ardita impresa. L'incontro è finito ai rigori come quello tra Italia e Spagna. Anche qui, inizialmente, tutto sembrava facile per i sudditi di Sua Maestà, che però ancora una volta non facevano i conti con l'oste, questa volta incarnato da ometti azzurri che tutto fanno fuorchè demordere. Alla fine è stato un plebiscito per il Gigio in porta, acclamato dalla Uefa quale miglior giocatore del torneo. Qualche giocatore inglese s'è tolto dal petto l'argento consegnato dalle autorità, segno che forse non sia stata la perfida Albione ad inventare il gioco del calcio. Infatti, si sa, che i legionari romani, duemila anni prima, lo usavano come passatempo, prendendo a calci una tonda od ovale vescica d'animale appositamente sigillata e gonfiata. Nella storica domenica un altro italiano è salito agli onori della cronaca, tal Matteo Berrettini, 25 anni, primo azzurro giunto in finale a Wimbledon. Davanti a lui il formidabile Nole, 0 Djoko, figlio di Serbia, figlio d'Europa, primo al mondo nel suo sport. Matteo ha fatto quanto poteva: dopo aver vinto il primo set, s'è battuto con onore contro un avversario che già è storia e leggenda di questa disciplina. In pratica ha fatto vedere che un italiano parto di questa nuova Italia sa vincere ma anche perdere. Senza schiamazzi, senza medaglie strappate, senza piagnistei. Ma solo con una naturale esultanza e un sorriso come esemplificato dal nostro grande Presidente. Maestà, non è che sia arrivata l'ora, per evitarLe ulteriori figuracce, di dire ai suoi di rivedere tanti inutili, ridicoli e anacronistici pregiudizi?

LA CRONACA DAL DIVANO. ( dal 10  luglio al 12 luglio 2021 ). Nella festa che ha celebrato l‘Italia campione d’Europa di calcio, c’erano tutti. A cominciare da quelle migliaia di morti deposti dentro camion militari avviati mestamente  verso i luoghi di sepoltura. Ma c’erano anche quegli altri  milioni di [...]

12 luglio 2021 0 commenti

Non solo sport. Vai Mancio, ce la possiamo fare! Auto e moto, poca gloria. Pro Recco, è Champions.

Non solo sport. Vai Mancio, ce la possiamo fare! Auto e moto, poca gloria. Pro Recco, è Champions. E mentre le nostre squadre di calcio vengono date per reperti archeologici, i nostri tecnici sono contesi in Europa. Curiosa contraddizione. Forse perchè da noi si crede che passeggiano, mentre altrove li costringono a volare? E comunque il buon De Zerbi si trasferisce in Ucraina, allo Shanthar, forse per surgelarsi per un paio d'anni risolti i quali poter tornare ( conservato e algido ) in quel Paesi dove il 'sì' è musica. Il sor Carletto, invece, s'è affrettato a lasciare l'Everton per il Real, a sentire lui ' casa sua', forse scordando che qualche anno fa dopo aver alzato la Decima è stato rispedito a alla casa altra ( quella vera) senza manco uno straccio di preavviso e grazia . Stando alle ultime ( sue) prestazioni, sarà bene che il sor Carletto si dia una mossa se non vuol incorrere in un altro sfratto ancor prima d'avere mangiato una gustosa fetta di panettone.Continua a dar spettacolo la nazionale azzurra del Mancio da Jesi, gran capitano d'avventura al punto da avere in mano l'occasione di poter oscurare famosi predecessori. I suoi ragazzi fanno squadra, non incassano gol ma segnano. L'ultima vittima è stata ( in amichevole) quella Cechia che all'Europeo è inserita in un girone di ferro. Comunque meglio non dar troppo credito alle cifre fin qui accumulate: 27 match di fila da imbattuti, 22 vittorie e 5 pareggi, con 79 gol in 32 partite disputate. Sono rientrati dai trionfi di Champions Jorgino ed Emerson, potrebbe recuperare Verratti. Venerdì, ore 21, ci aspetta la Turchia, ostica quanto basta, soprattutto alla prima, in quell'Olimpico colorato d'azzurro, che potrà ospitare anche qualche migliaio di spettatori.C'è stato qua e là anche un fine settimana da urlo. Hanno rombato le moto ( Barcellona, Cataluna) e le auto ( Baku, Azerbijan). Con spettacolo assicurato nelle moto, quasi assicurato nelle auto. Dove, finalmente, qualcuno s'è deciso a mettere il naso sui maneggi del Toto, che per far luogo alle sue ' frecce' non s'è fatto ( mai) scrupolo di annientarle. Vedi la 'rossa', ridotta ( in un modo e nell'altro) a comprimaria in una manifestazione dove, Toto o non Toto, 'frecce' o ' non frecce' , resta il mito da celebrare. Su questi eventi, chi li segue dal divano avrebbe tante domande da porre. Al maestro di Tavullia, ad esempio, che imperterrito continua a ripetere 'capitomboli' incomprensibili. E anche al gran Marquez che dopo la caduta e i vari interventi al braccio non sembra essere più in grado di 'domare' fin al limite estremo il suo mezzo. In un contesto davvero competitivo, popolato da talenti ( Quartararo, Pecco, Martin ...) già in grado di non far rimpiangere quanti li hanno preceduti. La seduta cataluna non ci ha detto bene in tutte le categorie. Nella Moto Gp ci consolano le due Ducati dietro alla Ktm dell'Olivera. E anche il passaggio a Baku poco ha dato. Se non quella gran confusione in cui sono andati a picco i due rivali, rimasti a bocca asciutta. La 'rossa' è partita in pole, ma durante il tragitto sì è fatta asfaltare più d'una volta. Peccato, alla prossima. Gran successo della Pro Recco, alla nona Champions di pallanuoto. Davanti agli ungheresi e ai bresciani.

LA CRONACA DA DIVANO.  ( dal 3 al 6  giugno  2021). E mentre le nostre squadre di calcio vengono date per reperti archeologici, i nostri tecnici sono contesi in Europa. Curiosa contraddizione. Forse perchè da noi si crede che passeggiano, mentre altrove li costringono a volare? E comunque il buon De Zerbi si trasferisce  [...]

7 giugno 2021 0 commenti

Non solo sport. Calcio: Superlega no, ma Robin Hood Ceferin sì? Gigio, che fai: fuori dal Milan per il Raiola?

Non solo sport. Calcio: Superlega no, ma Robin Hood Ceferin sì? Gigio, che fai: fuori dal Milan per il Raiola? Ora c'è il Mugello per i centauri della moto. Pista delle piste, la più ammaliante, la più prestigiosa. Nel frattempo quel pizzetto di Dall'Igna ha colto l'occasione per prolungare il contratto ( fine 2022) con Miller, visto che ' tra i piloti in circolazione è quello che sa sfruttare al meglio le potenzialità della moto di Borgo'. Riassumendo: Jack e Pecco, coppia 'rossa' da sballo, coppia 'rossa' da titolo. Le azzurre del volley sono finite ko contro la Polonia ( 2-3) in Nations League. Prossime avversarie Turchia e Serbia. Venerdì, invece, aprono gli uomini, sempre contro la Polonia. Il tennis continua a crescere i nostri imberbi. Lo squadrone del nuoto va in pausa aspettando il Settecolli. L'atletica, invece, sta preparando altre sorprese, anche nel fondo. Yeman Crippa, 24 anni, fondista, sogna di affiancare gli africani, al momento, dice lui, più avanti ( solo) di ' cento metri'. A campionato concluso, furoreggiano la Nazionale del Mancio e il calciomercato. Con il valzer delle panchine. Quella dell'Inter, saltata, con l'addio ( sconcertante ma senza lacrime) al Conte Dracula. Quella del Napoli che ( con il Ringhio passato alla Viola) sarebbe pronta per Mazzarri. Quella della Juve sfuggita a Pirlo e che andrebbe ( si dice) nelle mani o di Allegri o di Zidane. Nessun problema per quella della la Roma da tempo assegnata al mitico Mou Mou, e al Milan, che con la conquista del quarto posto Champions, ha potuto permettersi ( finalmente) di mettere un argine alla voracità ( senza ritegno) di procuratori verso i quali ( anche l'Uefa di Robin Hood Ceferin) sarebbe ora iniziasse qualche indagine supplementare per capire qual male stanno arrecando costoro ad un sistema in gravissime difficoltà. Il Milan in quattro e quattr'otto ( dal Lille, campione di Ligue 1) s'è presa il portiere per il prossimo quinquennio, scaricando ( tra gli applausi ) il Gigio, 22 anni, non più imberbe, che fa il finto tonto. Si dice che chiedesse 12 mln netti a stagione, con l'aggiunta di una commissione ( 20 mln) per il suo procuratore. I ciacolatori che affollano giornali, tivù, radio e social, tendono ( ovviamente) a sminuire la voracità di squali che stanno ( letteralmente) sbocconcellando il giocattolo. Son professionisti, dicono, con ammirazione, senza conoscere la storia di ( molti) di quelli che ( nel tempo) si sono definiti tali. Il conte di Carmagnola, ad esempio, che ( si dice ) tenesse li piedi suoi in due o tre staffe. Finì ai Piombi. Restò invece con le tasche vuote quel Malatesta che cercò di fare il professionista alla Carmagnola con un papa più sveglio di quel che ( lui ) credeva. Professionisti, certo, ma che finiscono col lasciare gli altri in brache di tela? Comunque la vera bagarre è quella che investe il calcio ai massimi livelli. Il buon Ceferin, novello Robin Hood Uefa, scoperto ( se non erriamo) dal nostro Tavecchio, ha imbracciato il fucile per andare a caccia ( come già fece un certo Pirro re dell'Epiro) di quei ' ribelli' che sognano un'altra Lega. Alcuni di loro ( come i sudditi della Regina) se la son fatta addosso prima ancora d'udire i primi spari; altri, tre o quattro, come Real, Barca e Juve, di quel che ciancia Ceferin se ne fregano. Ma dovesse davvero divampare la battaglia, a suon di legulei, e carte bollate, e rivelazioni e retroscena, siamo sicuri che a rimetterci non sia ( soprattutto) il calcio, il solo calcio, lo stesso che i bimbi prendono ( ancora) a pedate in un oratorio o in un campetto di periferia? Siamo d'accordo. Il progetto Superlega, così come ( frettolosamente) sbandierato, non convince nessuno o quasi. Ma anche la reazione dell'Uefa lascia perplessi. Anche perchè non sembra mostrare cognizione alcuna su qual riva sia approdato quel calcio che loro vorrebbero salvare ( dove s'è mai visto un Mondiale sotto l'albero di Natale ?) . Il calcio europeo boccheggia, le storiche big che tanto (finora ) hanno scialacquato ( oggi ) hanno bisogno di danari per rientrare da situazioni pesantissime, che i modesti 'ristorni del buon Ceferin non consentono più di coprire. Inoltre sempre Robin Hood Ceferin, volente o nolente, ha finito con il consegnare ( si vedano le quattro finaliste Champions 2021) un gioiello ambito della vecchia Europa nelle mani di spendaccioni di vario genere. E d'ogni sito. Che elargiscono soldi ( eufemismo) di non trasparente provenienza. Gli arabi, ad esempio, ( si dice) che per realizzare ( faraonici) progetti siano usi a tirare senza ritegno nei ( forniti) cassetti dei rispettivi stati ( o staterelli) loro; i russi, invece, si affidano a qualche onnipotente oligarca ancora in uscita libera e dagli intenti più contorti di quelli del conte di Montecristo. Insomma, il merito donde sta? E quel figlio d'operaio che volesse diventar chirurgo che deve fare? Arrangiarsi? Dunque: Superlega no, ma Robin Hood Ceferin sì?

LA CRONACA DA DIVANO. ( dal 25  al 30 maggio 2021). Il pensiero dominante va in questi giorni alla tragedia del Mottarone ( che il Giro salerà). Tragedia con le sue colpe, colpe umane,  il suo dolore. Il piccolo Eltan migliora, dicono che ce la farà, ma per sentirsi dire [...]

26 maggio 2021 0 commenti

Non solo sport. Vaccinazioni: parola di alpino. Sport: sinfonie azzurre. Champions: Napoli, Milan o Juve?

Non solo sport. Vaccinazioni: parola di alpino. Sport: sinfonie azzurre. Champions: Napoli, Milan o Juve? Una settimana piena di eventi. E anche di suoni celestiali per lo sport azzurro. Agli Internazionali d'Italia di tennis, finalmente con una quota di pubblico, sono andati via via defilandosi i nostri Fognini, Berettini e Sonego, con quest'ultimo però, autore di una semifinale degna di un grande campione. Ha perso contro il grande Djoko, poi sconfitto in una finale memorabile da quell'intramontabile del Rafa ( decimo successi agli Internazionali), ma pur sempre numero uno al mondo. Nel secondo gioco ha dato spettacolo, imponendosi. Poi s'è un poco perso, pur sempre tenendo ritta la schiena davanti davanti ad un avversario che sta scrivendo la storia di questo sport. Avversario che, all'uscita, da par suo, non ha mancato di complimentarsi con il giovane ( 25 anni) guerriero italiano. Al Giro dei Giri, l'Alma Mater del ciclismo, è tornato in vetta quel giovane, asciutto, fenomeno del Bernal, 24 anni, colombiano, già primo ad un Tour. Sullo sterrato impregnato dalla pioggia di Campo Felice ( Rocca di Cambio) s'è preso tappa e maglia rosa. Come sempre commoventi sono le ali di folla che applaudono in ogni dove, ad ogni passaggio, indistintamente, affettuosamente, i mitici girini. Nell'appuntamento con le moto nella piovosa Le Mans, ancora una volta, l'azzurro ( pur non brillando come altre volte) non ha latitato. Intanto nella MotoGp, delle prime quattro moto tre sono 'rosse' Ducati. E questo non è dettaglio da poco. Sembrerebbe infatti aver convinto la futura Vr46 ad optare per il ' super motorone' di Borgo Panigale. Vedremo. Nelle tre categorie invece, successo australiano nella Moto Gp con Miller davanti a Zarco, Quartararo e Bagnaia ( risalito dal 16 posto); e vittorie spagnole in Moto 2 e 3. Nella Moto2, Fernandez ha battuto Gardner, Bezzecchi e Arbolino; nella Moto 3 Garcia ha avuto la meglio su Saalac e Rossi. Queste le classifiche: MotoGp, Quartararo punti 80, Pecco 79 e Zarco 68; Moto 2, guida Gardner con Bezzecchi a 17 punti; Moto 3, Acosta punti 103 davanti a Garcia 49, Migno 47, Fenati 46 e Antonelli 44. Prossimo appuntamento ( 30 maggio) al Mugello , la pista più amata ed ambita del Mondiale. Note celestiali giungono dal Lupa Lake, periferia di Budapest, dove il formidabile Greg ha tinto il lago ungherese d'azzurro. Tre ori, nei 5 km, 10 km ( olimpici) e staffetta ( con Acerenza, Bruni e Gabrielleschi).Inter battuta dalla Juve ( 3-2); Juve che crede ancora nella Champions, tanto più che ad alimentare la sua speranza c'è di mezzo il Milan del buon Pioli che, nei momenti topici, e in casa soprattutto, misteriosamente, invece di caricarsi si scarica. Lo 0-0 contro un Cagliari già salvo lascia interdetti, ora per passare in Champions il buon Pioli dovrà andare a battere nella sua tana quella Dea del Gasp che terrorizza l'Europa più del feroce Saladino. Ultimo turno, con lotta per il quarto posto Champions : Atalanta -Milan, Bologna-Juve, Napoli-Verona.

LA CRONACA DAL DIVANO. ( dal 13 al 18 maggio 2021). Una settimana piena di eventi. E anche di suoni celestiali per lo sport azzurro. Agli  Internazionali d’Italia di tennis, finalmente con una quota di pubblico, sono andati via via defilandosi i nostri Fognini, Berettini e Sonego, con quest’ultimo però, autore [...]

17 maggio 2021 0 commenti