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Non solo sport. Auto F1: ‘ rossa’, si cambia? Moto: si sbadiglia. Calcio: solo il ‘duello’ Juventus – Inter?

Non solo sport. Auto F1: ‘ rossa’, si cambia? Moto: si sbadiglia. Calcio: solo  il ‘duello’ Juventus – Inter? La Signora, ancora un poco incerta e distratta, questa volta, con quei bravi ragazzi rigenerati dal Thiago, se l'è cavata all'ultimo minuto, con u rigore ( certo) concesso e trasformato dall'indispensabile Cr7. In questo modo (ri)sorpassa la Beneamata che, la sera prima, battendo ( 1-2) il Brescia del Balo, ci aveva fatto intravvedere un futuro di campionato che nell'Altrove sognano. Perchè, qui, dalle nostre parti,nonostante i mille difetti e ritardi, ci sa tanto che ( organico Inter rafforzandosi e azzeccandosi a gennaio) la 'battaglia per lo scudetto ' andrà avanti fin ai giorni di maggio. Ad uscire imbufalito dall'agone, sempre nell'infra settimanale, è stato non quel signore del sor Carletto ( espulso non si sa per qual oltraggio) ma quell'incontenibile del sor AdL, che per via d'un rigore ( chiaro) non concesso ha aperto le cateratte del suo ( sempre) pungente eloquio. Con un pareggio ( 2-2) stretto stretto ( e non solo per merito dei ragazzi del Gasp) ora il Ciuccio si accomoda in retrovia, dietro alla Lupa che pur con organico ridotto torna a veleggiare in zona Champions. Sulle moto invece c'è poco da dire, se non il solito plauso al solito 'cade non cade' avviato a superare il Maestro di Tavullia e il remoto Ago. Vera nota positiva è data dal titolo mondiale di Della Porta nella Moto3. Un altro talento che va ad aggiungersi ai numerosi altri giovani talenti azzurri già in pista e che si aspetta di vedere definitivamente sbocciare magari il prossimo anno. Visto che al Maestro non intendono fornire una moto all'altezza, inevitabile orientarsi verso le nuove leve. Tante. Promettenti. Nulla di nuovo anche nell'auto, dove a vincere è sempre il re nero. Favorito, anche questa volta, da una serie di circostanze, non ultime quelle che certificano i ' pastrocchi' in casa della 'rossa'. Così anche il fenomenale Carletto del feudo dei liguri Grimaldi non può altro che restare al palo. Quando il Toto vorrà togliersi di dosso quella bianca camicia da corsia ospedaliera per mettere l'altra colorata della passione 'rossa' come sulle piste del mondo, sarà sempre tardi. Mediti. Decida. Decidano. E' piuttosto in arrivo un doppio fine settimana motoristico da non perdere: per la moto a Sepang, per l'auto ad Austin.

CRONACA DAL DIVANO. La Signora, ancora un poco incerta e distratta, questa volta, contro quei bravi ragazzi rigenerati dal Thiago, se l’è cavata all’ultimo minuto, con un rigore ( certo) concesso e trasformato dall’irrinunciabile Cr7. In questo modo (ri)sorpassa la Beneamata che, la sera prima, battendo ( 1-2) il Brescia [...]

31 ottobre 2019 0 commenti

Non solo sport. Si salvi la MotoGp! Ma qual è la più ‘tosta’ tra Signora e Beneamata? Tornano le Coppe.

Non solo sport. Si salvi la MotoGp! Ma qual è la più ‘tosta’ tra Signora e Beneamata? Tornano le Coppe. Sembra una lotta a due. Sembra, perchè nel paese d'adozione dell'Araba Fenice, nulla è mai certo. Non lo è in politica, non lo è in economia, non lo è nello sport. Figuriamoci nel calcio. E comunque la Signora s'è dovuta spremere ( dopo un bel primo tempo) fin all'ultimo minuto per portare a casa una vittoria ( 2-1) con il Bologna dell'immenso Sinisa, per il quale auspichiamo la ' Panchina d'oro'. Gran sudore ha dovuto spremere anche la Beneamata per avere ragione di un Sassuolo orfano dell'indimenticabile patron Squinzi mai intenzionato ad issare bandiera bianca. La sua risalita dal 1-4 al 3-4, altro non è, per quel che ci riguarda, che un segno di inequivocabile grande vitalità del nostro torneo. E questo mentre, dando un occhiata Oltre'Alpe, ci vien da pensare che ( in attesa dei nuovi stadi) se non siamo i meglio poco manca, in Francia già si vede la conclusione; in Germania, gioco delle parti a parte, altro non s'intravvede che il solito Bayern; in Spagna, sconvolta dalla ( non sempre) pacifica 'rivolta' catalana, i contendenti restano sempre due, con i Blancos che s'accendono e si spengono come le luci dell'albero di Natale. Resterebbe la Premier, la celebrata Premier, donde se il Liverpool non fosse stato costretto al pari da un redivivo United, staremmo già a parlare di fuga. E allora, che dire? Continuiamo per la nostra strada. Riduciamo qualche debito di troppo. Cancelliamo la cosiddetta ' responsabilità oggettiva' per togliere ai facinorosi un'arma di ricatto verso i club che in molti s'ostinano a leggere come ' manifestazioni di razzismo' quando invece appaiono sempre più come tanti bassi reiterati tentativi d'estorsione. E continuiamo a dar credito a chi vuol costruire le nuove ' case' del pallone. Fast, Fast, Fast! Come grida il buon Rocco di Calabria. Prima che sia troppo tardi. Secondo turno di Coppe.

CRONACA DAL DIVANO. E voi dite che uno che se la svigna già ai primi cento metri per andarsi a spassare in solitaria  un intero Gp, lo esalta ? O lo sublima, quanto un anacoreta, tra le dune del deserto ? Che fa? Perchè a perdere occhi e sonno davanti [...]

21 ottobre 2019 0 commenti

Non solo sport. Moto: Marc, non più Vale ma Ago. Il Diavolo cambia: chiamato Pioli. San Siro: che si fa?

Non solo sport. Moto: Marc, non più Vale ma Ago. Il Diavolo cambia: chiamato Pioli. San Siro: che si fa? E così il buon Giampaolo ha dovuto dire addio all'occasione delle occasioni. Sedere sulla panca del Diavolo, che ( però) di lui non era affatto convinto. Al punto che, pur dopo una (sofferta) vittoria, l'ha licenziato. Al suo posto il buon Pioli, già sulla panca dei cugini rivali, non proprio il sogno dei sogni per i rossoneri, che però da lui s'aspettano almeno di risalire la china verso la zona Coppe. E' fin troppo, infatti, causa i pastrocchi dell'ultimo Berlusca, che il Diavolo latita dai massimi consessi europei e mondiali. Lui che, per l'Equipe, è stato nomato ( grazie ai suoi Immortali) ' la squadra del secolo'. E se il derby d'Italia, decisamente il più bello degli ultimi anni, ha ristabilito le gerarchie in ambito Serie A, non è che tutto sia finito. Deciso. O quasi. Come in Francia. Come in Germania. Come in Premier. Viene infatti da ridere pensando a quanto impegno abbiano messo i nostri anglofili per convincerci ( giornalmente) che il massimo campionato di calcio d'Albione era il più ' tirato' , ' affascinate', ' inarrivabile', del Globo. Per poi scoprire che se il City lascia qualche altro punticino per strada, ai reeds di Liverpool, basterà attendere comodamente stravaccati sul un divano la primavera per andar poi a levare al cielo un altro Scudetto. Vogliam dire, che la Signora, al momento, poche rivali ha, soprattutto nel Belpaese, ma questo non significa che la Beneamata, magari sostenuta dalla beffarda Eupalla, più avanti, con altri venti, possa cambiare le carte in tavola. Ci sembra invece in ambasce il Ciuccio, che dopo la vittoria sui campioni d'Europa sembra sprofondato nelle bambocce. Tanto che qualcuno ventila l'addio anticipato del sor Carletto da Napoli. Che, francamente non ci apparirebbe una gran soluzione, nè per lui nè per DeL; come non sarebbe una gran soluzione quella di un 'altro ventilato ( clamoroso) addio anticipato, quello di Cr7, da Torino . Il nostro Albertone gliela canterebbe ' Ma dovei vai, se la banana non ce l'hai?'. Battute a parte, non ci sembra che in giro pel Pianeta ci sia ( nel complesso) qualcosa di meglio della Torino, delle terre terra sabaude dei re d'Italia. E mentre il Campionato sosta, rispunta la banda del Mancio. Di verde vestita. Quasi una bestemmia, che però ( promettono i nostri cervelloni al timone) risuonerà lungo valli e borghi per una notte sola. Inoltre con altri due successi ( Grecia, in casa; Liechtenstein, fuori) i nostri porterebbero a casa l'auspicata qualificazione per l'Europeo. Da vivere da ' guerrieri ' o da 'belle statuine' ? Restiamo infine in attesa per le decisioni sullo stadio ( nuovo o ristrutturato) di Milano. Che speriamo non si faccia prendere la mano dal voler rendere onore alle gloriose vestigia antiche piuttosto che provar a generare un ( altrettanto) prodigio.

CRONACA DAL DIVANO.  Gli mancavano solo due punti per l’ottavo titolo, figuriamoci se li lasciava perdere. E così dopo un weekend in cui era volato via disintegrando la moto, dopo un breve controllo  in ospedale, è tornato in pista per riappropriarsi del suo ruolo e del suo titolo. L’ottavo, al [...]

8 ottobre 2019 0 commenti

Non solo sport. Mondiale F1: parata di ‘rosse’. Moto Gp: solito Marc. Con il quarto turno di Campionato.

Non solo sport. Mondiale F1: parata di ‘rosse’. Moto Gp: solito Marc. Con il quarto turno di Campionato. Eppoi, hanno il coraggio di volerla sverniciare, ogni tanto, quella prodigiosa macchinina 'rossa' che mito e non leggenda o favola è, come l'ippogrifo alato capace di sfidare il sole. Gli altri, infatti, transitano, lei resta. Magnifica. Unica. Che quando men te l'aspetti si rimescola alle sue ceneri e si rigenera. Più lucente e rossa che pria. In tanti cercano di indagarla, d'interrogarla, di imitarla, eppure lei sempre sfugge, riparando dove agli altri non pare, portandosi seco quel misterioso afflato vitale che soltanto il grande Drake deve avere avuto modo e tempo d'avvertire nell'atto della creazione. Nel lontano Oriente di Sandokan, ad essere favorite erano le ' frecce d'argento' di quel formidabile driver nero. Alle 'rosse' veniva riservato soltanto qualche parcella minima di pronostico. Tanto che perfino le Red Bull del venditore di bevande avrebbero dovuto asfaltarla, impietosamente, tra una stradina e l'altra d'un tortuoso percorso cittadino. Visioni da miscredenti. Perchè, alla prova della pista, la 'rossa', anzi le 'rosse', non hanno fatto altro che attingere alla loro attitudine a scrivere di storia e non (solo) di cronaca. E, alla fin della lunga tenzone, si sono presentate in parata sotto lo striscione del traguardo. Ora, non è che anche con questa impresa vadano a mettere a repentaglio un titolo mondiale da tempo assegnato, ma solo a riprendersi le luci della ribalta. Che non possono che essere le loro. Così diverse. Così affascinanti. Dal cuore infinito, donde custodiscono tanto i grandi come Schumi vincitore di tutto o del Niky che di rosso s'è vestito per l'ultimo viaggio; quanto chi ha vinto poco o nulla, ma che ( come l'immenso) Giles il suo ( commovente ) talento donato ha alla causa loro.Moto Gp: nulla di nuovo è apparso anche ad Aragon, pista di casa del ' mostro cataluno', che gli avversari ha manco fischiato, fin dai primi metri, per involarsi solitario verso l'ennesima vittoria, verso un altro titolo. Risultati e commenti del quarto turno di Campionato.

CRONACA DAL DIVANO. Eppoi, hanno il coraggio di volerla sverniciare, ogni tanto,  quella prodigiosa macchinina ‘rossa’ che mito e non leggenda o favola è, come l’ippogrifo alato capace di sfidare il sole. Gli altri, infatti, transitano, lei resta. Magnifica. Unica. Che quando men te l’aspetti si rimescola alle sue ceneri [...]

23 settembre 2019 0 commenti

Non solo sport. Nuova ‘ disfida’ per Omero: Vale contro Marc. Mettiamoli però su un ‘mezzo’ alla pari.

Non solo sport. Nuova ‘ disfida’ per Omero: Vale contro Marc. Mettiamoli però su un ‘mezzo’  alla pari. Ad agitare l'acque basse del picciol stagno, la voce d'un ritorno del maiorchino Lorenzo in Ducati. Sembrerebbe a seguito d'una valutazione che quelli di Borgo avrebbero fatto mettendo sui piatti della bilancia i loro e gli altrui piloti, quelli ' idonei' ovviamente a far abbassare l'ale a quel catalano che sembra avere scoperto nuove leggi della fisica piuttosto che un nuovo modo di dominare gli avversari. A noi, veramente, più che un fisico, ricorda Totò al Giro d'Italia, che per vestire la rosa s'era perfino adattato a stipulare un patto diabolico con mister Belzebù. Ma tant'è. E comunque stiano le cose, una è chiara: a quello , tra quelli in gioco, non lo batte nessuno. Per noi manco l'indomabile maiorchino che ci sembra sbagliare però ( ogni volta ) i tempi d'ingresso e d'uscita sul suo lavoro. Dopo un anno di sofferenza stava per 'domare' la Desmo, eppure se n'è andato, sul più bello, senza ragione credibile, che non fosse quella ( apparente) del danaro, il quale, per chi vuol scrivere di storia, è una insidia quanto mai mortale. Come quella delle sirene che abbindolarono i compagni di Ulisse, ma non Ulisse, che d'altra pasta fatto per sfuggire alle lusinghe si fece legare ad un palo e otturare le orecchie. Comportamenti non da tutti, questi. Da personaggi omerici. Certo. E tali, comunque, non ce ne voglia il maiorchino, da non appartenergli. Manco per sbaglio. Lo spiffero ha intanto ottenuto l'effetto di demoralizzare tutti. Il buon Dovi, più d'altri. Bravo, generoso, combattente. Ma non al punto da potersi opporre ( costantemente) a ' cade non cade'. Che continua a sguazzare nello stagno felice come un putto da una pista all'altra. E se non ce la fa il Dovi a metterlo a partito figuriamoci che possono quei giovinastri come il gitano Vinales o ( al momento) il siculo (d' Oltralpe) Quartararo. Poco o nulla. Crediamo. Ma solo miraggi, che svaniscono nel breve volgere di qualche curva. Eppure uno c'è che potrebbe tentare Omero a riscrivere il suo duello immortale. Che nella prima nota stesura ha preferito mettere il lauro in capo al giovane guerriero costringendo il vecchio all'umiliazione d'essere appeso al carro e trascinato più volte senza vita attorno alle alte porte Scee. Mentre, in una seconda, visto che il mondo è nel frattempo profondamente cambiato, chissà che non gli venga voglia di rivedere l'esito? E porgere il lauro alla dolorosa sapienza del vecchio piuttosto che alla astuzia feroce del giovane? Certo è che per far questo occorre mettere i contendenti in condizioni ( almeno) di parità. Non l'uno immortale e l'altro mortale. Non l'uno forte e l'altro debole. Non l'uno su un cavallo invincibile e l'altro su un ronzino. Per farla breve: che s'aspetta a voler tentare Omero dando al Maestro di Tavullia il mezzo giusto per un'altra disfida ? Su pista, questa volta, perchè no? Lo sport non ha oggi il suo peso simbolico? Magari l'ultima per il grande vecchio, che a quarant'anni non può certo pretendere d'essere il futuro del suo sport. Quanto odor d'epica c'è in codesta agognata disfida! Eppoi, chi non vorrebbe Ettore trovar la rivincita su Achille ?

LA CRONACA DAL DIVANO. Un altro bel weekend. Estivo. Assolato. Pettegolo. Dei vari sport accenniamo più sotto, qui ci vorremmo soffermare su quanto vanno raccontando della MotoGp, l’interminabile regno ora conteso del Maestro di Tavullia che ( in questi suoi ultimi voli) costretto a cavalcare un ‘ronzino ‘ si vorrebbe  [...]

9 agosto 2019 0 commenti

Non solo sport. Calcio: il Diavolo c’è, e ancor più la Beneamata. Moto: weekend d’argento in terra di Cechia.

Non solo sport. Calcio: il Diavolo c’è, e ancor più la Beneamata. Moto: weekend d’argento in terra di Cechia. Moto. Trasferta d'argento in terra di Cechia per i nostri centauri: secondo e terzo dietro Canet nella Moto3; secondo e terzo dietro al Marquez 2, nella Moto2; secondo ( col buon Dovi) nella Moto Gp dietro a ' cade non cade' Marquez 1 che anche se dovesse correre con una Honda ad una sola ruota vincerebbe, o meglio, stravincerebbe. Candidandosi, probabilmente, a passare alla storia più come un fisico che ha scoperto leggi ignote agli altri, piuttosto che come pilota di moto da corsa. Calcio. Se sa che amichevoli e tornei estivi ( come questo, per la International CC) lasciano il tempo che trovano, eppure quel primo tempo nerazzurro con gli avversari schierati al top per una prova generale di campionato che da loro inizierà a giorni, ci è sembrato un segnale davvero ( molto) interessante. Forse, premonitore. Forse. Di certo non è più la Beneamata del decennio precedente, con tutte le sue forze ( partenti o no) fortemente motivate e ben disposte in campo. Della ' pazza' Inter ci sa tanto che, col Conte Dracula in panchina, sia rimasto poco o nulla. Meglio così se si tratta d'andare ad espugnare, in rimonta ( 1-1, nei tempi regolamentari) e sia pure per una occasione estiva, il campo d'una formazione vice campione d'Europa ' terrore' d'Albione. E con mercato in ritardo sui rinforzi in attacco. Per essere completi, una buona parola la merita anche quel poveraccio del Diavolo, che pur col braccino corto, zitto zitto, sta rimodellando una squadra all'altezza. E' vero che alla fine dell'ultima tenzone ( sempre per la International CC) ha dovuto cedere il lauro della vittoria agli spendaccioni dello United ( errore dal dischetto di Daniel Maldini, 17 anni), storica big della osannata Premier. Il Diavolo gioca. Questo conta. Finalmente. La mano di Giampaolo sembra avere messo un suo marchio. Di qualità. Fatto di idee più che di danari. Fatto di squadra più che di singoli. Fatto di appartenenza più che di marketing. Con i dioscuri Svone e Maldo pronti a sorvegliare e a garantire. Per partecipare al banchetto per la Champions, che da noi è particolarmente affollato ed incerto. Risultati in breve. A Cardiff 2-2 show del Milan contro lo United ( sconfitta ai rigori). Dzeko, inoltre, in attesa del fantomatico passaggio all'Inter, ha trascinato la Roma a Lilla ( 2-3). Vittorie anche per Lazio, Bologna e Fiorentina.

LA CRONACA DAL DIVANO. Trasferta d’argento in terra di Cechia per i nostri centauri: secondo ( Della Porta) e terzo ( Arbolino) dietro Canet nella Moto3; secondo (DiGi) e terzo ( Bastianini) dietro al Marquez 2, nella Moto2; secondo ( col buon Dovi) nella Moto Gp dietro a ‘ cade non cade’ Marquez [...]

1 agosto 2019 0 commenti

Non solo sport. Coppe: en plein Premier. Ma è vera gloria? Torna la F1 al Montmelò. Riparte il Giro.

Non solo sport. Coppe: en plein Premier. Ma è vera gloria? Torna la F1 al Montmelò. Riparte il Giro. Guastar la festa non è bello. Anche perchè, oltre a risultare antipatici, si rischia di farsi mandare ' a quel paese'. Eppure quel Made in England stampigliato da quattro loro squadre sulle finali di Coppe europee di calcio, non ci convince più di tanto.Non è una questione di ranking Uefa che, a questo punto, volgerà nettamente a favore dei valorosi d'Albione. Togliendoci quella ( non remota) possibilità di affiancarli e superarli. E' una questione di trasparenza che nello sport, qualsiasi sport, non è solo forma ma sostanza. I ragazzi che s'affacciano sullo sport credono in quel che vedono ed 'ingannarli' non 'conviene' a nessuno. Di qua e aldilà dell'Alpe. Veniamo al sospetto, che non è una prova, ma solo un sospetto. Delle beghe con l'antidoping di Ramos lasciamo perdere. Rivolgiamo invece lo sguardo sui vari campi di gioco, dove le figlie calcistiche d'Albione hanno fatto sfracelli. Correndo a perdifiato. Fin oltre i tempi supplementari, come i 'reeds' con i ' lancieri', più giovani ma questo ( evidentemente) poco importa quando nella mischia si possono gettare energie prodigiose che rendono poca cosa perfino il ' genio della lampada del calcio di tutti i tempi', costretto ad assistere più che a partecipare. Trema San Siro, vetusto e glorioso. Ma oramai ai calcinacci. Speriamo solo che Milan sia Milan, quella che ' respira' moderna Europa e non troglodito Medioevo. Si riavvia il Giro, 102°, corsa meravigliosa, la più meravigliosa ( e difficile) del Mondo. Infatti si può vincere il Tour, o una Vuelta, ma se non si aggiunge al palmares anche il Giro, le porte dell' immortalità sportiva restano chiuse ( o quasi). Favorito è il nostro Nibali, ma non mancano altri ( autorevoli) pretendenti. Fognini è stato fermato da Thiem, ma il suo obiettivo resta Roma. Che per quel che riguarda il basket sembra aver ritrovato partner e budget per tornare in alto. Match ball Perugia. Con il terribile Leon, 25 anni, avverso al Civitanova, ( sabato 10) a gara -4. Da rammentare che sui nostri parquet gioca la meglio gioventù pallavolistica del Mondo.Torna in pista nel weekend anche la F1. Al Montemelò, quinta delle ventun gare in calendario. Con la 'rossa' obbligata ad interrompere le doppiette (finora) acquisite dalle ' frecce d'argento'. Più impegnate nel derby interno che contro la 'nostra'. Laddove la nostra speme è più quella di vertere sul giovane Leclerc che sul logoro Vettel.

LA CRONACA DAL DIVANO. Riparte il Giro, che  grazie alla sua morfologia  storica e geografica non può che essere il ‘più bello e difficile ‘ al Mondo. Si può vincere il Tour, o una Vuelta, ma se non si aggiunge al palmares anche il Giro, le porte dell’ immortalità sportiva [...]

10 maggio 2019 0 commenti

Non solo sport. Auto: sul Golfo, una stella. Moto: i ‘maestri’ stanno dietro. Calcio: lotta per la Champions.

Non solo sport. Auto: sul Golfo, una stella. Moto: i ‘maestri’ stanno dietro. Calcio: lotta per la Champions. Se Marc Marquez, il ' bravaccio' cataluno di MotoGp, voleva dimostrare d'essere un fenomeno super partes non ha (proprio) azzeccata la formula esatta. Anzi, a dirla tutta, caso mai ce ne fosse stato (ancor) bisogno, ha proprio scelto quella sbagliata. La più sbagliata che poteva. Infatti, tanto per non far parte dei mortali, come s'è abbassata la bandiera a scacchi se n'è involato pei fatti suoi lungo la pista disegnata sulla pampa argentina. Dimostrando che il segreto delle sue mirabolanti imprese sta (soprattutto) nella cavalcatura ( meccanica) che gli hanno messo a disposizione. Cavalcatura, per lui, simile ad una puledra araba e, per gli altri, a bardotti normanni. Claro che così stando le cose c'è poco da dire, da fare, da sperare. Gli assegnino (pure) quel titolo, punto e basta. Tanto più che lo spettacolo c'è, ma altrove, alle sue spalle. Donde due arzilli vecchietti, l'uno in rosso l'altro in blu, sanno ancora esaltare la passione per questo periglioso et spettaculare sport moderno.Trapassando da un campo ' rosso' all'altro, non si pote ignorare quanto i media ( Sky in primis) non hanno l'ardire di sputar fuori dai denti: il fenomeno in Bahrein non è stato Hamilton, che solo per una 'stranezza' del dio dell'auto s'è trovato il lauro sul capo, ma quel poco più che ventenne che ha sbalordito come pochi altri finora sull'auto deputata a scrivere di grande storia. E' auspicabile che il suo (ex) capofila si rimetta ( presto) in sesto, perchè a Toto ( Wolff) non sia concesso di aprire le porte Scee per far entrare il suo cavallo di legno. Ma, per quel che ci riguarda, pur con tutto il rispetto per un quadri campione del mondo, il passaggio di mano già è avvenuto. Per la prima volta dacchè lo conosciamo, infatti, il Toto che quando vorrà mutare quella spenta camicia bianca in una accesa di color rosso sarà sempre tardi, non ha esultato. Abituato a guadare oltre i primi tornanti, ( probabilmente) deve avere visto sorgere qualcosa che assomiglia ad una stella cometa. Di quelle rare. Rarissime. Imprevedibili. Capaci di sconvolgere delicati e costosi equilibri. Ci fermiam, qui, per rispetto, anche perchè come direbbe mister Allegri il Carletto ( come il suo Kean) non è ancora nè il Nivola, nè l'Airton, nè il Schumi.

LA CRONACA DAL DIVANO.  Se Marc Marquez, il ‘ bravaccio‘ cataluno di MotoGp, voleva dimostrare d’essere un fenomeno super partes non ha (proprio) azzeccata la formula esatta. Anzi. A dirla tutta, caso mai ce ne fosse  stato  (ancor) bisogno, ha proprio imboccato quella sbagliata. La più sbagliata che poteva. Infatti, [...]

1 aprile 2019 0 commenti

Non solo sport. Giù le mani dalla vittoria del Dovi. Giovani e pimpanti i baby azzurri del Mancio da Jesi.

Non solo sport. Giù le mani dalla vittoria del Dovi. Giovani e pimpanti i baby azzurri del Mancio da Jesi. Ora sotto con il Liechtenstein, che fa parte del 'nostro' Gruppo J con Bosnia, Grecia, Finlandia, Armenia. Si qualificano per le finali la prima e la seconda del gruppo. Allargando lo sguardo su altri eventi, non si può non sottolineare la ' conquista' dello Iuventus Stadium da parte delle ragazze bianconere che nella partita di Campionato ( davanti a 40 mila spettatori) si sono imposte 1-0 sulle concorrenti in maglia viola gigliata mettendo anche al femminile una ipoteca sullo Scudetto. E inoltre: gran prestazione per Dorotea Wierer e Lisa Vittozzi, prima e seconda nella conquista della sfera di Coppa del Mondo di biathlon. Non si sa nulla ( al momento) della ' bega' sollevata con inusuale acredine da Honda in particolare, contro le ' pinne' 'applicate alle 'rosse' di Borgo Panigale. Speriamo faccian di tutto, fuorchè togliere la sacrosanta vittoria in Qatar al meraviglioso Dovi da Frampulla. Alla mitica Sanremo, manco a dirlo, s'è imposto ( come da pronostico) Alaphilippe, il nuovo re della bici. Dal calciomercato, invece, i soliti armeggi. Con un avvocato che risolve i problemi al ginocchio di Maurino Icardi, tornato in un gruppo che se non conferma (almeno) il quarto posto Champions rischia una vera e propria moria. E tanti altri casi in via di più o meno sotterranea risoluzione. Grande curiosità generano i possibili scenari allenatori, con un Conte ed un Mourino spettri sullo sfondo ed un Sarri già con le valigie in mano per lasciare quella Premier che solo qualche mese fa ' aveva acclamato con frettolosa piaggeria'. Potrebbe accasarsi alla Roma. Tra l'altro tutta presa dalle ultime, impreviste, stucchevoli, vicende giudiziarie per quello stadio a Tordivalle, vicino e lontano quanto un miraggio in pieno deserto. Dire che in quella città, un tempo lontano, abitarono i Cesari, quelli del Colosseo, non ci crede ormai più nessuno.

LA CRONACA DAL DIVANO. E mentre si stilano classifiche sui più autorevoli mister della storia calcistica, con il nostro Arrigo terzo dietro a Michels e Ferguson, è scesa in campo per l’Europeo la baby gang azzurro del Mancio da Iesi. Autorevole, frizzante  e rapida come occorre, anche se davanti ad una [...]

20 marzo 2019 0 commenti

Non solo sport. Volley: solo argento per le giovani eroine azzurre. Moto: Vale, quando getti quel ‘catorcio’?

Non solo sport. Volley: solo argento per le giovani eroine azzurre. Moto: Vale, quando getti quel  ‘catorcio’? Le ragazze del volley al Mondiale in Giappone dopo una prima battuta d'arresto contro la Serbia si sono rifatte successivamente, al cardiopalma, contro le cinesi, grazie ad una grande squadra e ad una indomita Paoletta ( 45 punti, i suoi, compreso quello decisivo) . Serbe che, quale incubo ricorrente, dopo essersi sbarazzate delle non docili olandesi, si sono ripresentate sul parquet a contenderci l'oro. Sembrava che ce la facessimo a spuntarla, visto che le azzurre si sono portate sul 2-1, poi, invece, grazie anche a qualche 'errore' di troppo delle nostre giovanissime eroine, il 'temuto' tracollo nel ' barrage' del quinto gioco. Ancora una volta dobbiamo far buon viso al cattivo gioco imposto da una formazione balcanica. Ottima, nulla da eccepire, ma non imbattibile. Del perchè ancora una volta non siamo riusciti a batterla, semmai, volendo, potremo dibattere in seguito. Fine settimana ricco di appuntamenti auto e moto. Scontati per quel che riguarda le classifiche maggiori, e sempre in vena ( per via dei tanti esterofili in libera circolazione) di celebrare eroi. Di Marquez, ad esempio, si continua a dire che ' ha vinto facendo tutto da solo' : vero, verissimo, ma ( per quel che ci riguarda) soltanto perchè al Maestro ( per tutta la stagione) invece d'una moto hanno imposto un ( autentico) catorcio. Più o meno la stessa celebrazione vien avanzata per il buon Hamilton, il re nero, che da solo però ha fatto il cinquanta per cento tra sì e no di quel che avrebbe dovuto fare. Fangio è raggiunto ( 5 titoli), ma ( per quel che ci riguarda) può ancora dormire sonni tranquilli.

LA CRONACA DAL DIVANO. ” … La mi bèla Madunina, ti te  dòminet Milan …”,  è risuonata a Milano e non soltanto. Visto che il  ’ meraviglioso derby’  è stato visto da centinaia di milioni di persone sparse nei cinque Continenti. Del resto, in quel di Santo Siro, infatti, quando rosso e nero azzurri scendono in accanita [...]

20 ottobre 2018 0 commenti